John Lennox – La necessità di un Creatore

john_lennox“Io sostengo che, lungi dalla scienza aver sepolto Dio, non solo i risultati scientifici puntano alla Sua esistenza, ma l’impresa scientifica è convalidata dalla Sua esistenza. Inevitabilmente, non solo quelli di noi che fanno scienza, ma tutti noi dobbiamo scegliere i presupposti con cui partire. Non ci sono molte opzioni – in sostanza, solo due. O l’intelligenza umana deve la sua origine in ultima analisi alla materia insensata o esiste un Creatore. E’ strano che alcune persone sostengono che è la loro intelligenza che li porta a preferire la prima alla seconda.”

Rigraziamo l’amica facebook di Croce-via Mery Claudia per la segnalazione di questo aforisma e la relativa traduzione!

Lennox, John. God’s Undertaker. Has science buried God? Lion, 2007, pag. 210. Traduzione di Mery Claudia. Un estratto.
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Categorie:Aforismi

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1 reply

  1. La maggior parte degli uomini non sa fare nemmeno un cerchio, tracciando un segno regolare con la penna intorno ad un bicchiere, ne tantomeno saprebbe costruire un paio di scarpe, ma che dico, alcuni non saprebbero nemmeno disegnarle due scarpe.
    Come si potrebbe fare dunque un elettrone e/o un quark a partire dal nulla?
    Dal nulla non scaturisce nulla, ne può scaturire nulla, passasse anche l’eternità. Questo perché il nulla non è fatto di niente, e non contiene nulla, che possa divenire altro o niente altro che nulla.
    Ovviamente creare dal nulla è impossibile, ma anche formare cose nuove dal già esistente universo è quasi impossibile.
    Non conta infatti che particelle nuove si formino dallo scontro di altre particelle già esistenti. In realtà tutto è solo energia/materia, che cambia stato. Nulla si crea nulla si distrugge.
    Formare non è creare.
    Nessuno può creare nemmeno i fondamentali fotoni di energia. Bisogna usare energia e materia già esistente, per formare acceleratori di particelle e particelle nuove.
    Pensare e capire l’Universo già esistente è invece possibile anzi è possibilissimo.
    Ciò significa che anche l’Universo deve essere stato prima pensato, esattamente come un paio di scarpe, un ponte, un grattacielo, un automobile ecc..
    Poi l’Universo deve essere stato prima disegnato e calcolato con un progetto, (almeno su di una lavagna mentale), e infine sarà occorso un progetto di attuazione, che ha stabilito come adoperare energia e materia già pensata, (leggi creata) e quindi sarà servito organizzarla e formattarla in modo nuovo, calcolato, preventivato e manipolato a dovere.
    Anche noi oggi giorno nell’Universo, e solo così facendo abbiamo cose nuove, con energia e materia già esistenti però.
    La fisica chiama quest’attività manipolativa lavoro, esattamente come fa la letteratura.
    Credo di aver dimostrato con questo breve ragionamento, che la materia non solo non può pensare, ma anche che dire intelligenza artificiale l’informatica, è un errore semantico.
    L’informazione cibernetica indica semplicemente le relazioni tra loro di quantità diverse di una formattazione predisposta dal pensiero del programmatore.
    Crederla un’intelligenza autonoma nata dall’organizzazione quantitativa della materia è un errore madornale.
    E’ infatti confondere il valore qualitativo dell’intelligenza astratta, con l’informazione quantitativa, predisposta dall’intelligenza esterna del programmatore.
    Il pensiero esiste infatti come Essere reale, la materia invece è solo un pensato di chi è già vivo e cosciente di se e di altri pensati di se, proprio perché cogita.
    Parmenideo è dunque l’Essere mentale puntiforme e Reale, indiviso e indivisibile,(la Mente).
    Pitagorico e apparente, fatto di numeri, punti e linee e formattato nel cervello, è il modello informatico immaginario della materia, (l’avere informazioni nella Mente).
    Vincenzo Russo eleatico pitagorico http://www.webalice.it/iltachione

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