Rito, Virtù, Grazia: Oltre l’Alternativa Tra Definizione E Regolazione

Ho appena pubblicato una nuova riflessione dedicata a Confucio di fronte a Socrate, a partire dal celebre saggio di François Jullien sul “Détour de la parole” (Revue Philosophie, N° 44, 1 décembre 1994, pp. 72-97)

Non si tratta di una semplice recensione, ma di un confronto strutturale tra due regimi della razionalità: la definizione universale e la regolazione immanente, la conversione e la progressione, l’essenza e il processo.

L’articolo interroga una questione decisiva: la verità è ciò che si definisce o ciò che si realizza? E può una normatività puramente regolativa bastare a se stessa senza un fondamento ontologico?

A partire da questa tensione, propongo una rilettura nell’orizzonte dell’architettura rito–virtù–grazia, mostrando come definizione, modulazione e conversione non debbano essere pensate come alternative esclusive, ma come livelli articolati di un’unica economia della verità.

Il testo è denso, speculativo, volutamente esigente.
Chi è interessato al dialogo tra filosofia greca, pensiero confuciano e ontologia cristiana troverà qui un terreno di confronto reale.

Buona lettura.



Categories: Cortile dei Gentili, Neo-Confucianism, Simon de Cyrène

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29 replies

  1. Grazie però era per scriverti…troppo francese!
    Buona serata

    • « la verità è ciò che si definisce o ciò che si realizza?  »
      -E’ vero il reale definito dal fatto che induttivamente viga…dunque il vigente attua l’intelligibile realizzato dal deduttivamente vero da sé a sé, certo che cosicché il sotteso dinamico parvente sia accosto al solo creaturale che in quanto divinizzato per forza di cose, e quindi infondo assimilato, la domanda posta sia la richiesta da parte di Loro di un ricercato: eccomi anch’io-

  2. Solo tu puoi risolvere sta cosa: se il corporeo ossia la psiche somatica noetica, ossia il basar/nefesh che è sinolo inscindibile ed incompartimentabile, e l’uno tratta dell’altro, e Paolo talmente lo esplicita che è stato ellenisticamente traviato…allora lo Spirito personale, il soffio precipuo della Santissima Vergine che esulta a dispetto dell’anima/corpo che magnifica, è l’intenzionalità coscientiva.
    Intenzionalità dei sensi, intenzionalità della volontà, intenzionalità dell’intelletto. Tu saresti in grado di spiegarlo, e si risolverebbe la stessa aporia contraddittoria dell’Aquinate riguardo la collocazione dei santi, defunti, a cui noi tutti ci rivolgiamo come trasmesso. Risaneremmo pure la controversia origenista in realtà, sparo tutto perché abbiamo le ultime cartucce, non rimane molto a ben vedere, e di sicuro però chi rimane non può avere ancona zone d’ombra perché è certo che la nostra virtù e Fede è leggera, e qualsiasi fessura sarà fatale a quel momento, come d’altronde già è

    • Carissimo,

      rileggendoti, mi pare che tu stia portando fino in fondo ciò che nei miei articoli resta forse ancora in forma implicita: che la verità non si lascia cogliere come definizione, ma come atto che vive, come qualcosa che vige nel reale e solo così si lascia riconoscere.

      E se è così, allora ciò che chiami intenzionalità non sarebbe altro che quel principio vivente che attraversa tutto l’uomo, senza dividerlo: come un unico respiro che passa nei sensi, nella volontà e nell’intelletto, senza mai spezzarsi. In questo senso, capisco anche il tuo richiamo al rito: non come aggiunta, ma come luogo in cui l’atto si mostra e si prova, come dicevo non teoria, ma realtà che si dà.

      E tuttavia, proprio qui sento che occorre fermarsi un momento, non per contraddirti, ma per non perdere ciò che stiamo cercando. Quando parli di Spirito come intenzionalità, intendi dire che esso coincide con questo respiro unitario dell’uomo, oppure che lo attraversa senza esaurirsi in esso? E questa unità che tu vedi, è una sola radice che si dispiega, oppure una comunione di livelli realmente distinti ma inseparabili?

      Forse è proprio su questo punto che si gioca tutto: perché se l’atto è uno, ma non indistinto, allora la verità non si dissolve né si divide, ma si comunica.

      Se riusciamo a stare lì, senza forzare, credo che ciò che intravedi possa prendere forma più chiara ed allora potrò provare anch’io a seguirti fino in fondo.

      Un abbraccio in Pace

      • INTERESSANTISSIMO: potresti scrivere un nuovo articolo per poter interloquire meglio su questo, usando, se possibile, termini comprensibili anche da chi, come me, dovrebbe andare a controllare sul vocabolario il significato di « psiche somatica noetica, soffio precipuo, controversia origenista… »?

  3. Rispondo in generale Loré ma divago, anzi scusa veramente non sono capace:
    Con la potentia obedientialis si dicono che hanno risolto ossia presumono e si immettono nell’ab-solvere la Tuttità. Da parte loro chiaramente.
    Non deve farti dramma che sei eterno ed infinito, perché lo sei solo perché esisti, solo perché è un Regalo da chi Irraggia ossia il nostro DIO, l’Unico Uno.
    Ma ad ogni modo, se non mi incespico, puoi seguire ora e mi dispiaccio che sembri io di poter dar qualcosa o saper alcunché, perché se pur non scriverei saccente tipo ora se non fosse così, non si può ridurre DIO al costrutto mioo o di chicchessia. Gli antichi, gli stessi oggi che lo trasmettono e testimoniano, suscitano solo in realtà perché non ha poi importanza il capire od il captare, che altrimenti le nostre vecchie che fine avrebbero fatto decedute?
    Dunque vige il vero e la verità è vigente, il che se lo accostiamo ad un’intenzionalità somato-psico-noetica, non può che pervadere e permeare la tripartizione esposta, ma dunque lo stesso appetito razionale e la stessa intellezione, in quanto dirette da ella che li irrobora, assieme alla memorietà ( sensorializzatoria, per convenire alla tripartizione pur storcendo Agostino ) sono il basar/ nefesh di stampo ebreo, il mens sana e corpore sana di stampo romano.
    Ma se questo è allora il corpo, che non è spirituale, lo Spirito che dice « dice il Signore al mio Signore » parlando Davide – l’ultimo delle alleanze della Rivelazione pedagogiche ad Cristo DIO – è l’intenzionalità cosciente tale Anima che noi chiamiamo, coscienza ad un livello superiore del coscienziale e della sintheresi stessa.
    Difatti l’Adam fu dall’Adamah, e tutti gli elementi ed animali ed angeli non ebbero tal respiro ( che è fuoco, in quanto aria vaporosa come l’ossigeno è nell’atmosfera e nel’acqueo ) di cui si è accennato che invece DIO diede allumanità ad icona tripartita e somiglianza. Beh…tale somiglianza è il perché il Verbo convenientemente non si incarnò come avatar qualsivoglia in qualsiasialtra fattezza come narrano i miti simbolici, mentr solo nell’umano sapeva poter avere spazio e tempo idionei, in virtù e merito di…Sé stesso.
    Ma l’alito del Cristo non è solo un soffiare. Chi alita per l’invio dello Spirito, in realtà facci caso riprende quel che è suo, che l’alitazione è il contrario del soffiare. Il soffio espunge ma fa risbattere. L’alito emana ma però come scriver riavvolge. Forse Eccardo avrebbe voluto scrivere questo ma ne han fatto uno zen od un sufi. Io sò solo ch non sono chiaro, e ho una vita grama, sono infedele.
    Che i livelli siano disinti dipende dal livellame, come il distinguere dal fatto che io mica voglio esse te, ma manco pé gnente. Epperché mica lo esige LUI, sarei uno gnosticista altrimenti.
    Domanda : « Quando parli di Spirito come intenzionalità, intendi dire che esso coincide con questo respiro unitario dell’uomo, oppure che lo attraversa senza esaurirsi in esso? E questa unità che tu vedi, è una sola radice che si dispiega, oppure una comunione di livelli realmente distinti ma inseparabili? »
    Risposta « l’atto è uno e non indistinto dunque la verità non si dissolve né si divide ma si comunica »
    1a lo attraversa ma non vi si esaurisce, altrimenti dovrei dar retta all’aporia Tommasiana rispetto la resurrezione Universale.
    1b gli esoteristi sono più bravi a rispondere ma tu hai Fede e capacità per dirimere: non è né sola radice dispegatoria che sarebbe burattinamento per quanto sintensi, né comunionalità graduativa inseparata ch perderebbe limmediatezza collegata
    Visto che ti sei risposto già da solo, ed in realtà lo facciamo tutti se abbiamo Fed, certo io sono un po’ bislacco e certametne non ligio ma cosa serve? Come è andato il mio digiuno in quaresima dipende da questo?
    Io riporto la Beata Vergine: « l’anima/corpo/basar/nefesh ( soma-psiche-nous) magnifica il Signore, e la mia Ruah esulta in DIO, il mio Salvatore » dove io chiamo me e te e noi soffio o meglio anelito ( perché se hai seguito il soffiare và con l’alitare di più sopra, lo vedi che l’alito in realtà risucchia ) e DIO è Spirto e relazionalmente quella cavolo di Persona che non si incula nessuno ossia lo Spirito Santo.
    Tutto qua. Non saprei altro che: eterno od infinito io stesso, è comunque un regalo, quasi fossi un’idea di DIO che fintanto che non vissi esistente, in tal senso, posso anche dar ragione ad Ockham in Essentia Dei, ma io sono un ciarlatano. Però certo così, devi per forza ammettere un reale ilemofrfismo universale, il problema della materia prima o della creazionabilità è superfluo, tutto qua.
    Non credo si tratti di livelli, né quegli che provano a porre l’indefinibilità Cantoriana come giustifica degli ambiti beati. Che è l’Agape? E’ Initimità? Ma nessuno fa livelli sull’intimità…io non sono meno intimo a te perché sono tuo fratello invece di esserti figlio, padre, moglie, amico o cognato.
    E’ na cosa distinta, di cui nessuno fa protesta. Ma associare tale distinzione ad una cattiva comprensione della natura e dei meriti/virtù questo e quel che ha fatto affiorare bigotti farisei, ateisti ribelli, ed ignavi come me, che dopo tutto questo tempo piango solo su me stesso senza muovere quel che dovrei, o potrei, o saprei, o clamerei, ma farnetico non umile.

    • Symon scusa credo e spero ma invece guarda qua…mannaggia a me….e Lorenzo, anche tu. Alle volte poi sono stato cattivo conte spacciandomi per chissà che, perdonami.

    • Per intenderci su fatti concreti: tu rifiuti la spiegazione ideologica del racconto dei Magi fatta da Matteo per fini teologici tanto cara al card. Ravasi perché, se quel racconto non avesse basi storiche concrete, si potrebbe logicamente e razionalmente supporre che anche il resto dei Vangeli possa essere un’artificiosa costruzione teologica senza basi storiche reali?

      • Io Ravasi non lo leggerò mai e personalmente non lo conosco. Non mi pongo la domanda di cosa sia storia per l’antico, che altrimenti dubiterei di individui prima ed a ridosso del Signore stesso.
        MA io mi chiedo cosa è un fatto logico.
        Ergo non ho alcun problema a dare la colpa allo Spirito Santo per la ricostruzione artificiosa teologica della base reale che riferisci, visto che tranne il discepolo amato non ci ha capito nulla nessuno.
        Da quando vado a messa da bambino, non ho mai festeggiato un ricorrenza che non fosse storica.
        DIO agisce solo in sé stesso, non dovrebbe nemmeno servire il ribadire queste cose.

        • Ti ho semplicemente chiesto se ritieni che la storia dei Magi sia il racconto di un fatto storico e se sia invenzione dell’evangelista Matteo: la mia mente è limitata e non ho capito se la tua risposta è un si o un no.

          • Per me, anche se non me lo hai chiesto, è fatto storico: cosa proverebbe che non sia un fatto storico possibile?
            Però io sono uno che crede alla storicità addirittura di una Risurrezione!

            • Anche per me è un fatto storico, ed il racconto di Matteo, secondo i miei studi, è un resoconto fedele di ciò che hanno visto i Magi.

          • Tutto la Scrittura e certo il Vangelo è storia ma nulla di quel che è riportato è accaduto come ce lo hanno raccontato pareneticamente.
             » Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà MENTRE NE HANNO RINNEGATO LA POTENZA. Anche da costoro allontànati! « 

            • Carissimo,

              capisco bene ciò che vuoi dire, ma qui bisogna essere molto precisi, perché il passo è sottile.

              È vero che la Scrittura non può essere ridotta a racconto edificante o a discorso moralistico: quando questo accade, si perde la sua forza reale, e ciò che resta è solo una forma svuotata. E su questo ti do ragione: spesso ciò che viene trasmesso non restituisce la densità dell’evento.

              Ma dire che “nulla è accaduto come ci è stato raccontato” porta troppo oltre. Perché la Tradizione della Chiesa non è un velo che deforma l’evento, ma la forma viva in cui l’evento si trasmette. Se si rompe questo, non resta più alcun criterio per distinguere il vero dal ricostruito.

              Il punto, allora, non è opporre evento e racconto, ma riconoscere che il racconto stesso è già forma dell’evento, e che la sua trasmissione non è semplice parafrasi morale, ma partecipazione reale a ciò che è accaduto.

              Quando Paolo parla di “apparenza di pietà senza potenza”, non invita a sospettare della verità ricevuta, ma a verificare se quella verità è ancora vissuta. Il problema non è che il Vangelo sia stato raccontato male in sé, ma che spesso non è più vissuto nella sua forma piena.

              E qui torniamo al punto che ci unisce: non è la verità a mancare, ma la capacità di sostenerla.

              Un abbraccio.

            • Visto che non vuoi rispondere ti faccio una domanda ancora più chiara?
              * Credi che:
              – il giorno 9 agosto del 3 a.C., un’ora circa prima dell’alba
              -i Magi abbiano visto sorgere la stella della dea Ishtar (chiamata anche la “Signora della Luce Risplendente” o la “Donna vestita di luce”),
              – con l’ultima falce di luna calante sotto di lei
              – e con sopra di lei, raggruppate in una piccola parte di cielo quasi a corona, le stelle più luminose del cielo,
              – e che abbiano visto nuovamente la stella della dea Ishtar con l’ultima falce di luna visibile
              – che al crepuscolo mattutino del il giorno 22 gennaio dell’anno 1 a.C.
              – li precedeva con moto apparente nel cielo nel loro viaggio dal palazzo di Erode a Betlemme?
              * E non credi che le parole scritte il Matteo 2:
              – « Abbiamo visto sorgere la sua stella »,
              – « Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino »
              – ben riassumano quanto avevano visto i Magi?
              * Tu però potresti logicamente chiedermi come avrebbero fatto i Magi a collegare la stella della dea Ishtar, la « protettrice della regalità », al Re dei Giudei:
              – il giorno 12 agosto del 3 a.C. la stella di Ishtar entra in congiunzione accoppiata alla stella di Marduk, il re degli dei, colui che nella religione babilonese originò il mondo dal caos,
              – il giorno 18 agosto del 3 a.C. la stella di Ishtar entra in congiunzione con Regolo, il « Piccolo Re » della costellazione del Leone.
              – Siccome a quel tempo nel paese dei Magi vivevano e prosperavano tranquillamente molte comunità di ebrei che legavano la costellazione del Leone alla tribù di Giuda e che indagavano sui tempi delle profezie di Daniele, i Magi hanno fatto due più due ed hanno ritenuto opportuno partire per andare a rendere onori al Re dei Giudei.
              * Ti sembra pertanto logico affermare che: « nulla di quel che è riportato è accaduto come ce lo hanno raccontato pareneticamente »?

              • Spero che questa storia della stella di Ishtar non sia de fide….

                • I dati li ho ricavati da mesi di osservazione al simulatore stellare.
                  I vari nomi della stella di Isthar sono controllabile anche in rete.
                  Inizialmente ho dovuto accertarmi che la data della morte di Erode corrispondesse a quanto racconta Giuseppe Flavio, ed ho concluso, dopo lunghe ed accurate verifiche, che non è morto nel 4 a.C., ma prima della Pasqua dell’1 a.C..
                  Poi ho cercato sul simulatore situazioni stellari che potessero adattarsi al racconto di Matteo osservando il cielo al simulatore dal 7a.C. all’1 a.C. .
                  Se ti interessano altre informazioni fammelo sapere.

                • Se oggi con telecamere e testimoni che riprendano un fatto ne avrai ugualmente versioni diverse ciò non significa che esso non sia accaduto, no?
                  Inoltre il pregio degli episodi ripresi con le telecamere che danno anche l’audio è che hai l’esatta scansione anche di chi osserva il fatto stesso, cosa che ogni testo antico, tutti, non si ha ed essi non si posero neanche mai il problema d’altronde. Ugualmente però la visione o la rgistrazione dipende in senso ontico come approccio da chi la fa, quando, dove, come. Tutte prospettive e dettali diversi.

                  Ma dato che L’ Autore principale delle Scritture sacre è Il Tutto Santo Spirito e visto che ogni sfaccettatura è in realtà arricchente e non foriera di diatribe esclusioni o contestazioni oltre a fornire chiavi nuove per chi sa coglierle, io il problema non me lo sono mai posto in modo. Dai piccoli stralci riportati non posso sapere nient’altro che quel che mi serve alla salvezza, non c’è un film, non ero lì, e d’altronde gli apostoli fino a Pentecoste ancora erano tremabondi per essere gentili.
                  Questo era il senso, mi sono spiegato male. Io amo la lettura allegorica certamente, ma è divenuta una deriva e sono per un recupero l’attinentismo di Antiochia per bilanciare quel che diviene paturnia mentale alle volte.

                  Quindi se tali cose che riporti sulla « stella » combaciano, io non le nego.
                  Ero rimasto al 4 a.c. ed al 32 d.c. per quel che mi ero provato a raccapezzare sulla vita del Signore DIO in terra.

                  Ad ogni modo tutti neghiamo la mirabile potenza e sapienza divine, sennò non avremmo aggiustato ai nostri gusti la dottrina e la disciplina. Difficile stabilire certo quando sia stato provvidenziale quando sia stata una degenerescenza, d’altronde anch’essa preannunziata dalle Scritture stesse.
                  La fiducia responsabile in DIO è prima, oltre e dopo la conoscenza speculativa, la condotta caritativa, la preghiera devota.
                  Altrimenti non perderemmo tempo a disgiungere l’intenzionalità ( soffio coscienziale ) dalla natura sinolica umana e difatti non sbagliando nelle spiegazioni di per sé ma nei presupposti, soprattutto quando si è voluto fare i sistematizzatori, il mondo cristiano si è attirato l’illuminismo da sè.
                  La volontà e l’intelletto non sono spirituali in quanto razionali, DIO stesso non è pensiero di pensiero e corbellerie varie, e se ancora si dice che il logos è la ratio oppure che il conoscere è il vedere, si mischia tutto e non ci si INTENDE mai giust’appunto.
                  Dall’Agape che avrte fra voi vi riconosceranno? Mai avuta io, mai vista attorno a me. Certo in qualche grado si, non sono idiota, non nego il vincolo canonico né i santi mistereri che sono il fondamento della responsabile fiducia nel Signore, ma se vogliamo essere abbastanza « letteralisti » ed attinenti, c’è qualcosa che non quadra. Ed anche da parte mia con la mia confusionarietà, anche io faccio parte dei cialtroni che era meglio che stavano al bar come scriveva quell’infido comunista di Eco.

                  Una buona giornata, non rispondo più, saluti a tutti

                • @daouda, se Cristo fosse morto nel 32 a.C., sarebbe morto di lunedì e risorto di mercoledì, e quindi la risurrezione il primo giorno della settimana sarebbe solo un’invenzione dell’autore, e di conseguenza anche la storicità della resurrezione sarebbe messa in fortissimo dubbio: ma « se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede! »
                  La tua fede, pertanto, non sarebbe molto dissimile da quella degli ebrei, dei mussulmani, dei testimoni geova… perché i primi testimoni non sarebbero attendibili!

                • Va bene Loré! Sto con te. Quindi ti invito seriamente ed umilmente sull’altra questione dei 3 giorni secondo Giona chee alle volte confonde in sé per sé.
                  Io volevo solo dire come Giovanni « Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere »
                  Perché avrebbero dovuto indicare non solo tutti gli altri eventi anche meramente umani ( che sarebbero stati di uno stile chissà…ma forse riportarli sarbbe stato devastante per le originalità singolari di noi figli adottivi ) od i toni di voce o le occhiate od i gesti quasi a romanzo, ed il Vangelo appunto non è un romanzo. Se dunque ti cimenterai in ciò e riuscirai a proporlo, ben venga per te e noi tutti.
                  p.s. Origene spiegava e proponeva. Il problema non è la preesistenza della nostra vita in DIO ( che è una necessaria ovvietà ed aveva ragione )ma la sua spiegazione della « sazietà » che portò al peccato gli angeli o noi hce invece non ha senso. Aggiungo a Simon: se abbiamo dato senso all’intenzionalità come soffio precipuo simile a DIO che viene insufflato nella natura ad icona del Signore ( quella umana che è triadica ) e quindi pervade la totalità di questa tradizionale tripartizione l’essere come gli angeli non riguarda allora l’intellezione né tale intellezione è di per sé spirituale.
                  Altrimenti rimanevo a Guénon e facevo molto prima, non tanto per lui, quanto per per i guru o gli sheyk del caso che non sono pizza e fichi.
                  Un abbraccio.

                • @daouda
                  « Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. » (Mt 12.40)
                  I° giorno: Venerdì 14 di Nisan dell’Anno Mundi 3793;
                  II° giorno: Sabato 15 di Nisan dell’Anno Mundi 3793;
                  III° giorno: Domenica 16 di Nisan dell’Anno Mundi 3793.

                • Mah… però secondo me hai ragione: noi che crediami addirittura nella Risurrezione di un Condannato a morte, vero e portentoso miracolo, perché dovremmo romperci il cranio a dimostrare che altre cose ben meno portentose siano esse impossibili?

                • In Illo uno unum
                   » In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio »
                  Se Stefano è stato meglio e vieppiù del Cristo, perché non ci domandiamo semmai – non che sia male il cercare e rinforzare e lo scrutare – perché l’istante attuale orquitaneo è esso stesso un miracolo?
                  Continuiamo a voler memorizzarci DIO, dimenticando e il Padre e il Figlio ed il Tutto Santo Spirito avuti tramite il sì di Maria Santissima.
                  A me non me ne frega na mazza de dio, scusate eh…

                • @daouda
                  « Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, …
                  Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: … Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. …
                  Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. … »
                  Se per te sapere « quando venne la pienezza del tempo » nel quale il Figlio assunse anche la natura umana non è importante, per me lo è!

                • Lo scrivo perché devo: tralasciando l’ekporeusis dal proiénain certo che interessa anche a me!
                  Come le 70 settimane di Daniele e quant’altro per scrivere…ergo…Se hai il Figlio hai la Trinità e ti ringrazio per l’pprofondimento dato che la briga se la prendono pochi. Ma riguardo a DIO così a caso, non mi interessa, ribadisco, e se ho qualche falla fattuale, l’importante è che sia storia nella storia dalla storia per la storia con la storia giust’appunto. Il resto è prova/tentazione in questa valle di lacrime…

                • Se è per questo se hai Vishnu, hai Brahma et Shiva, cioè hai la Trimurti.

                • In realtà primordialmente hai Sat-Chit-Ananda che nel livello « emanazionista » quella triade è comunque derivata.
                  Ma anche Allah è El-Haqq, Ar-Rahma ed El-Ilmn.
                  Ma nulla di tali epiteti ha a che fare con la relazionalità e la tripersonalità divina essendo mere proprietà modaliste più o meno che esigono la continuità-contiguità-consecutività degli stati dell’essere totale ergo gnosi indifferentista a conti fatti nei quali la storicità è solo simbolica, mentre il Cristo è Gesù DIO, ed è maschio perché ha una mamma umana come assiomatico ed ovvio fosse.
                  Ma mi taccio, saluti

                • @daouda
                  La processione eterna dello Spirito Santo dal Padre e l’invio dello Spirito Santo attraverso il Figlio sono solo disquisizioni teologiche delle nostre menti limitate che cercano di figurarsi tutto in base al tempo: come infatti un padre può essere definito padre solo nello stesso preciso istante nel quale inizia ad essere un figlio, così le tre Persone della Trinità sono ugualmente eterne.
                  Noi però possiamo recepire e disquisire della Trinità solo partendo della Natura Umana del Figlio, in quanto « nessuno ha mai visto il Padre », perché solo Gesù Cristo ha avuto un inizio nel nostro tempo: Dio, in realtà, è il Totalmente Altro in quanto è l’Eterno!

              • Menti limitate da DIO stesso che DIO stesso ha illuminato dunque vera è la disquisizione e vero il fatto come insistevi giustament tu, siamo d’accordissimo.

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