IL PRETE CHE “LASCIA”…

C’è un aspetto di non poco rilievo decisamente trascurato in questa (ennesima) vicenda di prete che lascia il sacerdozio “per amore”, ultimo caso nella Diocesi di Orvieto-Todi, di recente alle cronache.

Che sia trascurato da parte di chi ha una visione puramente mondana, non fa alcuna meraviglia, lascia perplessi, ma neppure qui fa purtroppo meraviglia, sia trascurato in “ambiente religioso” e ancor prima cristiano, ed è quello della Vocazione e della Tentazione, dove per Tentazione non si tratta tanto di parlare delle debolezze della carne, ma di quella che viene dal Maligno (il Tentatore per l’appunto) e che ha a che fare con il suo non eterno (perché avrà una fine), ma certamente millenario combattimento, contro la Santità, la Chiesa e certo non ultimo, lo stesso Iddio.

Ora, se un Uomo o una Donna che nel pieno della sua coscienza, libertà e discernimento – discernimento si badi bene aiutato, confermato ed infine benedetto dalla Chiesa – sceglie la Consacrazione a Dio, allo stesso modo in cui uno Sposo o una Sposa fidando nell’aiuto dello Spirito Santo si donano totalmente al Coniuge con solenne promessa di fedeltà e devozione, ad un certo momento si trova difronte a “qualcosa” o qualcuno, che li vuole portare lontano dalle loro promesse, dalla loro concreta vocazione, spingendoli a rompere l’impegno preso davanti a Dio e a tutta una Comunità, come dovremmo chiamare quel “qualcosa” o quel qualcuno?

Ho utilizzato il paragone con il Sacramento del Matrimonio, non a caso, perché pur nella differenza di Ministero, l’impegno non è così diverso e perché entrambe sono precise Vocazioni (non le uniche nella Chiesa) e una VOCAZIONE, sarà bene ricordarlo, NON è “quel che vorrei fare da grande”, ma è un CHIAMATA specifica di Dio all’Uomo e, come ogni chiamata di Dio, questa corrisponde per l’Uomo, alla sua piena e feconda felicità e realizzazione, oltre che ad un “servizio” (ministero) che viene a vantaggio non tanto e non solo del singolo, ma di tutta una Comunità e in ultima analisi, di tutta la Chiesa.

Quindi, e torno alla domanda, come chiamare quel “qualcosa” o quel qualcuno di cui sopra?
Si badi bene, non sto parlando di un appellativo, che bolli con un epiteto la “rovina famiglie” o la “rovina preti”, ma di dare il giusto nome a ciò che si frappone tra noi e il compimento della Volontà di Dio, la Fedeltà a Lui, che si concretizza nella fedeltà alla Chiesa espressa nei voti e quella chiesta ai Coniugi.

Cristo, Deserto, Satana… viene nulla in mente? TENTAZIONI si chiamano!

Se si ha ben in mente questo concetto, che non è puramente un “concetto”, che presuppone anche avere piena coscienza dell’agire del Maligno nella nostra vita (anche questo oggi è messo molto in dubbio non solo in ambito mondano, ahimè) e se si è pronti al combattimento, esercitando la virtù della Prudenza, pur senza paure o angosce, ecco che la donna che avvicina te sacerdote, che per avvenenza, animo gentile e amabile e tutto quel che si vuole (perché Satana non è un idiota e non ti presenta mai il male come tale) o allo stesso modo avvicina te padre di famiglia e sposo, come la vorrai identificare sin da subito, sin da quando il tuo cuore ha un sobbalzo e ti rendi conto che sei turbato – già perché sei turbato?.

Mentre quando da imbelle imbecille (definizione: persona di limitata capacità di discernimento) neppure ipotizzi l’inganno e il diabolico trabocchetto, sei già belle che fregato e poi tutto si tinge di motivazioni, giustificazioni, sentimentalismi “rosa”… E’ “amore”, amore “puro”, è la “volontà di Dio” (addirittura) e via discorrendo, frasi che mi è capitato di sentire e che non voglio riferire al caso specifico.

Che ne è della Vocazione, si è sbagliato Dio, si è sbagliata la Chiesa? Chi, cosa, quando?

Per carità siamo fallibili, tutto è possibile, ma il nostro fallire, il nostro ingannarci, in quale momento della nostra vita si è verificato?
Mi dispiace ma io, sulla mia pelle, sulla mia esperienza di peccatore, fatico a credere che in casi come questo, si sia trattato solo di un tragico – si perché ci sono risvolti tragici quando si tratta di un sacerdote come di un padre di famiglia – “errore”, quanto piuttosto di una vittoria del padre della menzogna. Allora temo e tremo per quell’anima ingannata, che spesso porta scandalo – ed è durissima la Parola su chi crea scandalo – temo perché potrebbe anche accadere che da quell’inganno in avanti, da quella menzogna fatta nostra in avanti, tutto “fili liscio”, tutto bene, benissimo, quasi a conferma che era la scelta giusta.

O piuttosto la conferma che Satana le “promesse” le mantiene – «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai» – salvo poi presentarci il conto e un conto ha a che fare con la Vita Eterna, non con uno scampolo, più o meno felice di questa vita terrena.
Solo l’infinita Misericordia di Dio potrebbe allora salvarci, ma come ben si sa, è molto saggio non darla semplicemente per scontata.



Categorie:Sproloqui

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93 replies

  1. Sta scritto:
    «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio»
    (Lc 9.62)

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  2. Quando ho letto la “ notizia” sui giornali e social mi sono chiesto e dove starebbe la notizia?
    Se un cane morde un uomo non vi e’ notizia, ci sarebbe se un uomo mordesse un cane . Cosi’ sarebbe una notizia un prete che NON lascia la tonaca e mantiene la castità ‘ PUR se attratto irresistibilmente da una donna. Invece chi non butta la tonaca per seguire i propri desideri, e sono sicuro che sono molti, non fa notizia e non diventa un “ eroe “ dei media.

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  3. La questioni in fin dei conti gira intorno alla nozione di Elezione, che è una nozione radicale nella Bibbia: va dalla nozione di Popolo Eletto, a quella di Unzione Regale, agli Eletti del Vangelo e dell’Apocalisse.

    Con il Battesimo siamo degli Eletti, coloro che passeranno attraverso la Grande Prova saranno degli Eletti: essere chiamato al Sacerdozio è un atto di Elezione della Chiesa, essere sposato non è uno stato di elezione in quanto è cosa abitudinale che non necessita nessuna chiamata particolare, anche se gli sposi si eleggono l’un l’altro.

    Quanto profonda fosse la nozione di Elezione nell’Economia divina, la Chiesa, nella Sua Santità, lo ha sempre insegnato da duemila anni al seguito del Suo Maestro.

    Questa nozione di elezione è ormai annacquata da una cattiva teologia e, soprattutto, dalla pratica di una vita spirituale ecclesiale monca o inesistente: in questa cattiva teologia spirituale che ci viene impartita anche dai più alti scranni istituzionali, ormai essere salvati è scisso dalla nozione di essere eletti; tutti hanno un “diritto” ad essere salvati, a prescindere dal fatto che siano eletti oppure no, dimenticando che l’essere salvati è proprio l’essere eletti; ovviamente si può sempre rifiutare l’elezione, ma non si può mai pretendere ad un diritto di essere eletti.

    Questa storia del sacerdote infedele alla propria elezione è vecchia quanto l’umanità, a credere quel che ci mostra la Bibbia da Adamo in poi: triste storia di un ricco chiamato da Cristo per essere contato tra gli eletti ma che preferisce tornarsene verso quel che crede essere i propri beni al quale ha “diritto”.

    Il fatto che si sia persa questa nozione chiave di elezione, prima dissolvendola affermando che tutti sarebbero eletti eppoi, a fronte delle contraddizioni che questa falsità implica, fino ad andare ad affermare che tutti sarebbero salvati e che, quindi, non c’è più un solo cammino (quello della libera elezione di Dio) ma una moltitudine infinita di cammini di salvezza (a scelta di ognuno), in particolare l’adorazione della Pachamama e di al Lah, conduce ai comportamenti anti-etici e anti-cristici che constatiamo: Dio è buono, se non salvasse tutti sarebbe cattivo, quindi essere scelto oppure no da Lui, in quanto battezzato o in quanto sacerdote, in cosa calerebbe la Chiesa ed i Suoi rappresentanti su Terra, sul fondo? Meglio occuparsi dei “diritti del Ricco” di cui sopra e assicurarsi che tuttti ne abbiano un bocconcino.

    Forse riflettere sulla nozione di elezione in campo politico ci aiuterebbe a ritrovare il sapore ed il senso dell’elezione divina: un personaggio eletto non lo è per merito suo, e non tutti vanno da essere eletti anche se oggettivamente brava gente, ma per volontà altrui, ad esempio per via di un voto popolare (o di Dio) ; l’essere eletto implica una nozione di essere al servizio di chi lo ha scelto (il popolo o Dio); l’essere eletto e l’aver compiuto il servizio richiesto con dedizione implica entrare nel Pantheon della Storia (o nell’eterno banchetto del Re); il rinunciare alla propria elezione a causa di mal comportamento oppure incapacità personale rimarrà sempre una macchia indelebile sul piano storico (e su quello della Salvezza).

    In Pace

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  4. Mi sembra che il fatto specifico e soprattutto il caso in genere sia analizzato con troppa severità .

    Ipotizziamo di trovarci di fronte ad un Prete che dopo anni dall’ordinazione si rende conto di provare un sentimento per una donna che frequenta la parrocchia.

    Questo prete non ha mai toccato questa donna, non l’ha mai baciata , ma si rende conto che prova per lei qualcosa che non può essere arrestato.

    Chiede quindi il permesso di lasciare la tonaca e , dopo un periodo di fidanzamento , si sposa.

    Analizziamo i fatti :

    – Il prete non ha commesso alcun peccato, in quanto ha semplicemente preso atto dei suoi sentimenti che sono leciti , ed infatti previsti e non puniti.

    – Al contrario del vero matrimonio la Chiesa prevede che la promessa fatta in sede di giuramento dei preti possa essere interrotta senza conseguenze (cioè senza scomunica). Peraltro la tradizione della Chiesa prevedeva nei primi secoli preti sposati e mai Gesù si è espresso sull’argomento. Anche San Paolo parla di libera scelta (“si fanno eunuchi”) e non parla di scelta definitiva. Il celibato dei preti è una pratica della Chiesa cattolica ma non un dogma. Mischiare la vocazione sacerdotale al matrimonio è affascinante ma improprio. Serve per semplificare ed esaltare, ma non può servire per condannare.

    – Dovremmo essere contenti che i preti che si scoprono in questa condizione escano allo scoperto , invece di restare (come molti fanno) nell’ombra e cominciare prima o poi a fare peccato su peccato.

    – Si parla di vocazione, dando per scontato che il prete venga meno alla sua vocazione di prete. Chi può dire che invece sia lui che i formatori si siano sbagliati nell’identificare questa vocazione nell’abito talare, mentre invece quella giusta era una vocazione al matrimonio ? Si parla di “tentazione” , ma con quale strumento abbiamo per escludere che la donna sia invece lo strumento che Dio manda a questo prete per risvegliare la sua vera vocazione , eliminando un cattivo prete a favore di un buon marito e padre?

    – Qualcuno potrebbe dire che alla ordinazione dei preti compartecipa lo Spirito Santo. Certo è vero, ma ultimamente si nutrono dubbi persino sulla corresponsabilità effettiva dello Spirito Santo nella elezione del Papa. Vogliamo renderlo partecipe allora di tutte le ordinazioni dei preti come se non fossero responsabilità anche degli esseri umani che li formano e giudicano? Come giustificheremmo allora la quantità , certamente elevata, di preti indegni per ben altri motivi che sono stati ordinati negli anni (da ladri a idolatri ad assassini a truffatori a frequentatori di prostitute ?) .

    – Per quale motivo si parte dal presupposto che al mondo ci sia più bisogno di Preti che di buoni a cattolici padri di famiglia , quando sappiamo benissimo che è proprio dalla famiglia che parte l’educazione cattolica ?

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    • @Viandante, non è questione di “severità”, ma semmai di analisi ad evitare che un semplice “va dove ti porta il cuore” diventi la giustificazione per ogni “cambio di stato” (semplifico).

      Se hai letto ciò che ho scritto (leggi anche la risposta di Simon) riguardo l’analisi profonda e serissima che deve essere fatta sugli accadimenti, sia a livello personale, sia a livello di direzione spirituale, puoi vedere che non si tratta di “severo giudizio”, ma semmai di “severa analisi”.

      Dirò di più, se io sacerdote, parto dal presupposto certo, che la mia Vocazione (ed Elezione come sottolinea Simon) e quella di essere legato a Cristo e alla Sua Chiesa in modo assoluto e imprescindibile, ecco che l’incontro con una donna che mi porta ad un turbamento è da vedere in primis come TENTAZIONE. da ciò che scrivi, pare che il fatto stesso che il prete (questo o quello poco importa) non abbia mai “toccato” la tal donna, lo metta al riparo da una qualsiasi forma di peccato, ma non è così. Il peccato si consuma nel cuore, ad esempio desiderando la donna nel proprio cuore, non ne parliamo se ella è sposata, ma anche fosse libera, perché è il sacerdote che NON è “libero” (bisognerebbe poi entrare anche nel merito della pulsione della donna e del suo atteggiamento, che incoraggia o comunque accetta le attenzioni del prete, seppure rientranti in un ambito “fisicamente lecito”).

      Come vedi non la si può mettere giù tanto semplice…

      “Per quale motivo si parte dal presupposto che al mondo ci sia più bisogno di Preti che di buoni a cattolici padri di famiglia, quando sappiamo benissimo che è proprio dalla famiglia che parte l’educazione cattolica?”

      Di certo questo NON è il mio presupposto ed è altrettanto certo (e persino verificabile nei fatti e nella storia) che da Sante Famiglie, nascono Sante Vocazioni sacerdotali o famigliari, dove di ciò di cui stiamo dettagliando, non c’è neppure l’ombra del dubbio.

      Per non parlare del dubbio dell’Azione dello spirito Santo che tu paventi, che come vedi parte da una stortura per poi tirarsene dietro altre e altri dubbi (ma centra lo Spirito Santo o no?), tipici sillogismi, tortuosi dubbi, che appartengono al Mistificatore.

      Poi, dopo tutti questi discorsi, il sacerdote “cede” ai desideri del proprio cuore? Ha diciamo un “scappatoia”… al tal punto sarebbe meno libero lo sposso laico, perché ancora (chissà sino a quando…) se lasci la tua sposa, perché “ti eri sbagliato e non ce la fai”, ancora si tratta di adulterio.
      Sicuro che di “adulterio” non si potrebbe parlare per un consacrato/consacrata?

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      • Bariom io mi limito a cercare di avere una visione più “cattolica” possibile della vicenda. Gli ordinamenti della Chiesa permettono che un prete possa abbandonare l’abito talare e sposarsi, continuando ad essere in comunione con la Chiesa. Questo significa che qualcuno più sapiente di noi ha già fatto tutti i ragionamenti e valutazioni del caso ed ha giudicato sia giusto così. Parlare di adulterio è una forzatura.
        La continua equiparazione tra cose solo apparentemente simili (in questo caso matrimonio e vocazione sacerdotale) è certamente un modo semplice e diretto per descrivere la cose, ma una certa teologia spinge questi concetti oltre il limite pastorale facendoli diventare dogmi ed aggiungendo ai 10 comandamenti altri 40 o 50 comandamenti assolutamente “importantissimi” che finiscono con l’essere un peso insopportabile su alcuni. Eppure di questo siamo stati ben avvisati sia nei vangeli che dagli apostoli.
        Il concetto di elezione poi ce lo ha ben spiegato Gesù con la parabola di Matteo 22,1-14. Molti sono chiamati ma pochi eletti. E l’elezione dipende anche dalla risposta alla chiamata , non è un fatto privato di Dio che in modo surrettizio decide chi eleggere così senza senso. C’è una chiamata che arriva a tutti. Molti rispondono e vengono. Poi c’è un modo di presentarsi vestiti a festa, cioè senza peccati (o coi peccati perdonati).
        Ed il modo di rispondere alla chiamata può essere diverso per ognuno di noi e la Chiesa deciso che si può rispondere col sacerdozio ma anche con la rinunzia motivata allo stesso ed un matrimonio. Il resto è solo un inseguir peccato con la bacchetta in mano, ritenendo che un certo progetto di Dio sia per definizione migliore di un altro. Eterna presunzione umana di giudicar fatti e persone sentendosi come Gesù nel tempio.
        Credo che il vero problema per alcuni sia invece la pubblicità che viene data a questi fatti. Alcuni infatti preferirebbero che i sacerdoti peccassero in segreto, in modo che nessuno lo sappia, piuttosto che tirare fuori queste vicende ed abbandonar il sacerdozio.
        Basta vedere nei vari siti o forum di indirizzo cattolico come venga dato peso a questa notizia, mentre invece, pur cercando col lumicino, sarà quasi impossibile trovare nel passato lunghi o approfonditi articoli di condanna sui peccati sessuali dei sacerdoti , per non parlare della pedofila. Di quello non si parla ( o se se ne parla lo si fa per sminuire i fatti) , come se non esistesse, salvo poi bacchettare i pochi che, sinceramente ed assumendosene la responsabilità ed il rischio umano, decidono di venire allo scoperto.
        Ovviamente sono mie considerazioni.

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        • Prendo atto che ciò che ho esposto patisce di una visione “meno cattolica” della tua… 😦

          Ciò che in realtà ti sta sfuggendo è che la mia riflessione non porta e non vuole portare ad un giudizio, non ho posto nessuno sul banco degli imputati (non ho neppure citato per nome il prete o oggi ex-prete che dir si voglia), ne ho scritto o lasciato intendere che male ha fatto il suo Vescovo o la Chiesa in toto, con i suoi ordinamenti a NON permettere che egli… ecc, ecc.

          La mia riflessione vorrebbe (poi si ne può fare carte straccia da cestino), spingere tutti ad una riflessione più profonda sui propri moti interiori e ciò che ne consegue, rispetto noi stessi, il nostro rapporto con Dio, la nostra vocazione cristiana e il suo compimento (vera felicità per l’Uomo) con relative responsabilità verso noi e il prossimo.

          Alla fin fine che entra in un discorso normativo-legalista, sei proprio tu.

          Tant’è che poi vai a scrutare altrove a cosa si dia peso o meno, suggerendo che verso bene altro (o altri) ci sarebbe da puntare il dito, cosa che personalmente poco mi interessa.

          Qui mi fermo perché credo di aver chiarito, così non fosse… amen.

          Il tuo parlare poi mi pare noto e che dientro il “viandante” si riconosca altra figura, il che mi parrebbe decisamente poco veritiero ancorché poco “cattolico”.

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        • Questo tuo ragionamento, caro Viandante, è corrotto alla base e non “cattolico”, mi spiace dirtelo.

          C’è una grandissima, anzi, infinita differenza qualitativa (e, quindi, ontologica) tra l’affermare come fece Gesù che molti sono chiamati ma pochi eletti o che tutti sarebbero chiamati come, invece, affermi tu.

          In un certo senso te ne sei accorto, perché per far combaciare questa tua ontologica distorsione dell’insegnamento di Gesù, sei stato nell’obbligo di terminare affermando il contrario stesso di quel che dice Gesù: tu affermi che “molti rispondono e vengono” che è l’esatto opposto dell’affermazione di Gesù che ci assicura che pochi sono gli eletti. Cioè, la tua, è un’affermazione radicalmente anti-cristica.

          Eppoi, visto che la tua affermazione non può reggere sul piano logico, sei obbligato di inventarti tutta una teoria, mai scritta nei Vangeli o nel Nuovo Testamento, e cioè che ” il modo di rispondere alla chiamata può essere diverso per ognuno di noi” e quindi, addirittura, la “rinunzia motivata” all’elezione ne può far parte (il che poi giustifica tutto divorzio e compagnia bella)!!!

          In realtà il Cristo non ha mai dato l’obbligo di annunziare a ciascuno la Buona Novella, ma di annunciarla ai Popoli e Nazioni fino ai confini del mondo, e la questione di sapere se anche i Gentili dovessero essere oggetto di quest’annuncio sarà solo risolta molto dopo la Sua Ascensione durante il primo Concilio di Gersualemme: comunque mai è questione di annuncio agli individui in quanto tali ma di annuncio a moltitudini, dove la differenza tra molti individui e tutti gli individui prende un significato radicalmente differente, in quanto vi è un salto ontologico tra questi due concetti.

          E non c’è una varietà di risposte differenti possibili per ognuno di noi che ci salverebbero, secondo Gesù, ma una sola che è assolutamente radicale, al punto che Lui Stesso vomita nell’Apocalisse la persona che non l’attuarebbe a causa della propria tiepidezza: l’unica risposta possibile alla sola domanda che Gesù pone agli eletti è “Sì” al “Lascia tutto e seguiMi”, cosî fecero Pietro e gli Apostoli, così non fecero il giovane Ricco e Giuda; cammino stretto e di certo non via larga per traiettorie incerte.

          In Pace

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          • Credo di essere stato travisato.
            Non essendoci qui , mi sembra , un prete o un vescovo che possa dare una corretta interpretazione , ognuno esprime la propria opinione ed io ho espresso la mia. A mio parere nel caso del prete che lascia l’abito talare la questione dell’elezione così come lei l’ha posta , non c’entra nulla, ed il mio parere ha la stessa dignità del suo non essendoci un giudice terzo. Credo che non ci sia altro da aggiungere

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            • Il giudice c’è: il testo stesso dei Vangeli.
              In Pace

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            • Le opinioni sono tutte rispettabili e il Celibato Ecclesiastico non è contemplato nel Vangelo, se non come invito da parte di Gesù, quando dice degli eunuchi che sono tali per il Regno. È però norma Della Chiesa, l’unica che può legiferare e interpretare il pensiero di Gesù. O no? Quanto alla castità del prete non sarebbe possibile senza una speciale, e unica, vocazione. E poi preghiera, vigilanza. Continua vigilanza.

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    • 1– Quel prete ha commesso peccato col pensiero, col non fuggire le occasioni di peccato, col perseverare volutamente in una situazione di peccato: se non capisci questo non capisci nemmeno le parole di Gesù quando ha detto “chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore”.

      2– Chi vuole diventare sacerdote nella Chiesa Cattolica di rito latino sa benissimo, prima di essere ordinato, che sceglie volontariamente la castità fino alla morte: ognuno poi, della fedeltà alla parola data, ne fa quello che vuole.

      3– I peccati contro il sesto comandamento li fanno sia i chierici che i laici: i sacerdoti o gli sposati con l’amante, anche se ingannano gli uomini, non ingannano Dio.

      4– Il prete rimane prete in eterno e quelli di rito latino, se si sposano dopo l’ordinazione, sono dispensati dall’esercizio attivo del sacerdozio e ridotti allo stato laicale: un prete, anche se si sposa, rimane sacerdote in eterno.

      5– L’Ordine è un Sacramento e, insegna il retto Magistero, i Sacramenti comportano la Grazia che serve per attuarli: i Sacramenti celebrati invalidamente sono nulli; i Sacramenti sacrileghi sono porte spalancate sull’inferno.

      6– Solo i sacerdoti possono perdonare i peccati commessi dopo il Battesimo e trasformare il pane ed il vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo: se non capisci perché al mondo c’è bisogno di preti, fossero anche indegni, non so cosa farci.

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  5. Concordo con te Bariom la Veritá va detta sempre é comunque. Ma mi sembra che di fronte a la reazione della gerarchia per preti che hanno abusato di minori, vescovi che gli hanno coperti e cardinali che addescavano compagni nei seminari la reazione dei fedeli di fronte a questi casi si proporzionata.

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    • @blaspas59, ovviamente qui non è in discussione il “c’è di peggio”, come neppure si è sfiorato il discorso eventualmente “repressivo-punitivo”, che personalmente mi interessa il giusto.

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  6. Ho portato tempo fa, canoni alla mano, storia alla mano, teologia alla mano, che il sacramento dell’ordine ed il matrimonio non sono né dovrebbero essere incompatibili e che dunque renderli tali già non collima molto bene con il proprio discernimento vocazionale, che mi pare usato capziosamente.

    Faccio solo presente che la “monasticizzazione” del clero ha favoro due cose o forse tre compreso il clericalismo ( che papa Francesceso usa strumentalmente, ma non vuol dire che non esista ):
    – la scomparsa dei monaci
    – la degenerazione del clero

    Oltre questo la luce dell’evidenza porterebbe a giudicare che il sistema attuale è di per sé tentatorio MA MA MA anche è tentatorio il voler demolirlo e riedificarlo riscoprendo o rinnervando la realtà. L’abilità del diavolo è innegabile come la totale debolezza umana.

    —-

    p.s. gli ordinati promettono, non giurano.

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    • Se è per quello anche gli sposi “promettono”…

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      • eh…quindi?

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        • In realtà era un “e quindi?” rivolto a te…

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          • diciamo che il giuramento inerisce questioni giuridiche per suo proprio ambito ( ad esempio si potrebbe dire che molti vescovi mancando di fedeltà alla Chiesa siano ipso facto scomunicati decaduti avendo spergiurato ), tutto qua. Potevo scrivere anche che lo sposalizio in un certo senso è un voto , o meglio, qualcosa le cui promesse intrinseche sono ancora più gravi e solenni del semplice voto mentre le promesse di celibato sono soltanto, come si dice, delle misere risoluzioni o propositi. Gli ordinati non giurano nulla, cosa che non avrebbe neanche senso.

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    • I sacerdoti, quando vengono ordinati, non fanno alcuna promessa o giuramento di celibato.
      Questo “impegno per il regno dei cieli a servizio di Dio e degli uomini” viene, in realtà, assunto durante l’ordinazione diaconale.
      Chiede infatti il Vescovo al diacono che è in cammino per il sacerdozio: “Tu che sei pronto a vivere nel celibato: vuoi in segno della tua totale dedizione a Cristo Signore custodire per sempre questo impegno per il regno dei cieli a servizio di Dio e degli uomini?”
      Colui che vuole essere ordinato diacono transeunte risponde: “Sì, lo voglio.”

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      • Perfetto. Ciò non toglie che l’impegno illegittimo al celibato sia una concausa della degenerazione della Chiesa.

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        • Spiegami una cosa:
          perché sarebbe un impegno illegittimo “vivere nel celibato… in segno della totale dedizione a Cristo Signore… a servizio di Dio e degli uomini”?

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        • Riguardo poi alla tua affermazione che il “celibato sia una concausa della degenerazione della Chiesa”,
          “Sapendo che non avrei ottenuta la capacità di essere casto, se Dio non me l’avesse concessa – ed era proprio dell’intelligenza sapere da chi viene tale dono – mi rivolsi al Signore e lo pregai.” (Sap 8.21)
          ,

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          • Da cui la domanda: “accetto il combattimento (che è di OGNI uomo e donna quale che sia il loro stato), o cedo alle prime schermaglie?”

            Chiaro che il problema non è perdere il singolo combattimento, ma “arrendersi al nemico” in via definitiva.

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          • il celibato è concausa della degenerazione della Chiesa per i motivi suddetti ( favorita la degenerazione del clero che non è riducibile agli invertiti di questo secolo…clericalismo espungendo il clero dal popolo….diminuzione dell’importanza e dell’influenza del monachesimo ) oltre all’implementazione della mondanità derivante da una gestione strumentale delle decime.

            @ Bariom : Difatti il monaco quando rinuncia al sesso assieme alle vergini , sta in cella e nel monastero fra i boschi….chissà perché?

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            • Non è che lo stare in mezzo hai boschi di per sé ti metta al riparo “dal sesso” o ai peccati ad esso legati.

              Puerile pensarlo…

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              • Dal punto di vista materiale quasi sempre e proprio essendo l’obiettivo della metanoia il superare il nous, non si può che partire dal corpo esterno dunque mi vieni incontro giacché si capirà che tutte le stronzate sui preti vicini a chi ha bisogno, spiritualmente, nella logica e nei fatti, non servono e chiaramente non funzionano come modello.

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                • Devi aver fumato roba buona…

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                • non funzionano perché il celibato imposto e non corroborato da ascesi correlate che portino all’ingaggio della guerra sul livello dei demoni non serve a niente.

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                • Bah, a conti fatti anche al monte Athos puoi trovare monaci pervertiti sodomiti. I canoni ed il comune sentire ( antico ed universale ) della Chiesa hanno disposto un ordine differente dalle innovazioni del basso medioevo che gravano sugli ordinati sconsideratamente arrivando al punto che addirittura fornicatori possano divenire ordinati per via di una conversione…quando i canoni lo proibiscono, figurimaoci dopo quando disatteso l’impegno preso dovevano essere ridotti allo stato laicale…torniamo a bomba a Francesco che avendo presenziato e coadiuvato una celebrazione giudaica doveva venir deposto, ergo papa non sarebbe mai divenuto.

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              • Loré hai i fatti davanti ai tuoi occhi : “Roma è ‘na città devota, ogni strada ‘n convento, ogni casa ‘na mignotta.
                Oltre la storia, essendo il celibato per gli ordinati una mera innovazione

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                • Cosa c’entra l’impegno a vivere il celibato con taluni sacerdoti che non rispettano l’impegno assunto?
                  Forse perché taluni mariti non rispettano la fedeltà coniugale vorresti abolirla?

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                • Rendi i sacramenti autoescludenti , non ti pare prossimo all’empietà? Io ti ho scritto di illegittimità, guardati i canoni, non voglio riscrivere e ributtarmi in una sterile disquisizione. Non si tratta di dire che perché certuni fino a Trento per larghissima parte hanno disatteso “gli ordini” allora tanto vale buttarli nel cestino.
                  Io parlo che ognuno dovrebbe avere un monaco come padre spirituale mentre ciài un prete, la cui massima ascesi è qul che è, essendo essa ridotta per tutto il popolo di DIO a bazzecole pr cui induisti musulmani si meravigliano della nostra incosistenza.
                  Ciò scritto l’ordinato senza famiglia è e rimane un burocrate, e l’accusa, di chi adduce la cura pastorale promossa dai celibi ordinati, che allora si ridurrebbe l’ordinazione a dispensazione dei sacramenti li svergona proprio perché il risultato è stato avere dei burocrati filantropici che pasticciano come gli pare sulla liturgia.
                  Dispensatori di sacramenti? CHE INSULTO E’ QUESTO, essendo il centro della nostra salvezza dipendente solo da questi, gran lode e protezione si dovrebbe fornire ai sacerdoti perché compissero (quasi) solo esclusivamente i misteri della nostra salvezza degnamente!
                  Dispensatori di sacramenti come tutti i preti di campagna fino all’alfabetizzazione del mondo novecentesco praticamente, ergo si svrgognano nella loro inconsistenza.

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                • Ho conosciuto monaci puttanieri e sacerdoti asceti: cosa c’entra la tua risposta col rispetto o meno degli impegni di vita assunti di fronte a Dio?

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  7. Da quanto ho capito secondo Daouda il celibato dei preti nella Chiesa cattolica , a differenza della Chiesa ortodossa che ha preti sposati e con famiglia , e’ invivibile e causa di degenerazione
    Ma i preti sposati e con famiglia anche nella Chiesa ortodossa non diventano vescovi. I vescovi e i patriarchi vengono dalle file dei monaci.
    Proviamo a pensare preti cattolici sposati e con famiglia che diventano vescovi, cardinali o papi. Non sarebbe altrettanto invivibile? Una papa con prole a carico lo abbiamo avuto nella Storia , ancorche’ prole illegittima , il caso del cardinale Borgia, diventato papa.
    Una struttura ecclesiastica appesantita da famiglie , figli, cognati nipoti , suocere e nuore , i cui desideri ed ambizioni il Povero prete- padre di famiglia dovrebbe accontentare, sarebbe davvero migliore del celibato dei preti? E poi davvero lo sposarsi vorrebbe dire che i preti sarebbero contenti della loro condizione e della loro moglie? Non ci potrebbero essere adulteri, cambi di moglie, preti abbandonati dalle mogli, litigi ecc.? E mettiamo che la moglie del prete abbia una professione importante che le impone cambiamenti di residenza ecc, il prete che fa segue la moglie manager nei suoi spostamenti? O la moglie dovrebbe sacrificare la carriera per
    restare nella parrocchia del prete-marito ?
    Il celibato e’ una regola semplice fatta per semplificare la vita a chi dovrebbe dedicarsi completamente al servizio di Dio. Ma per gli uomini del nostro tempo sembra difficile da capire .
    Io quasi mi auguro che nel futuro facciano la prova dei “ preti sposati” . Vedrete che sarebbe un solenne flop, anche dal punto di vista esistenziale.

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    • Alla fine di tutto il discorso, il nocciolo del problema pare sia l’impossibilità di vivere la verginità o la castità per tutta una vita.

      Ma chi lo ha detto??

      Sarebbe come dire cha all’interno del Matrimonio se uno dei due Coniugi per motivi di salute non potesse più avere rapporti sessuali, l’altro/altra, sarebbe più che giustificato a trovarsi un’amante…mah.

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    • facciamo conto è il Papa avente figli illegittimi SMISE IPSO FACTO di essere papa, per pena canonica. Ergo disquisire su Bergoglio è futile.
      Io ho detto che l’essere celibi per essere ordinati è fonte di degenerazione in sè e soprattutto perché il clero è venuto a divenire una classe sociale a parte, per via di una commistione politica nefanda, perché se io non ho simpatia per il cesaropapismo, neanche ho simpatia per il papocesarismo, che più si è affermato nll’illusione di difendere la Chiesa di DIO più ha portato ai risultati di oggi.

      Non voglio qui insistere sui difetti degli ortodossi, per dire il movimento neo-patristico (ahahah) dell’800 in seno agli orientali è spesse volte patetico. Ed io non sono “ortodosso”.

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      • Che l’essere celibi (eunuchi) per il Regno dei Cieli sia fonte di “degenerazione in sé” è una tua opinione.
        Qualcuno, nei Vangeli, la pensa diversamente: “Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».” (Mt 9.10-12)

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        • Te evidentemente non leggi. Se vuoi dividere i sacramenti , se vuoi dividere DIO, fai come ti pare, e se vuoi negare il comune sentire della Chiesa in nome delle innovazioni, fai come credi.

          E’ però stupefacente che si sia supposti integrali solo laddove ci sia un preposizionamento collimante con i propri schemi.

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          • Riconosco la mia ignoranza: spiegami tu cosa significa quel passo del Vangelo.

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            • Mi prendi in giro vero? Non ne stiamo discutendo il significato ma l’applicazione e l’ambito oltre a discutere di ontologia intrinseca dei sacramenti.

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              • Va bene, dalle tue parole posso solo arguire che tu ritieni che Gesù, quando parlava di “eunuchi per il regno dei cieli” e di marito e moglie che “non sono più due, ma una carne sola”, non capiva l’applicazione e l’ambito della “ontologia intrinseca dei sacramenti.”
                Chissà quanti meno cavolate avrebbe detto Gesù se avesse seguito i tuoi consigli!!!

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                • Arguisci male.
                  Tu invece sostieni:
                  a) che si sacramenti si autoescludano blasfemamente
                  b) che il comune sentire della Chiesa è da ritenersi superfluo e contraddicibile
                  c) che i canoni e la scrittura possano essere contraddetti
                  +
                  d) che tale fatto abbia comportato più difetti e danni che pregi ( punto su cui ho insistito ma che è di libero dibattito, placidamente )
                  e) la creazione di un clero di serie A ed uno di serie B successivamente all’unione di frange orientali ritornate al cattolicesimo, cosa di per sè assurda

                  Tieni conto che del santo sposalizio non ho parlato ergo l’aggiunta riguardo lo stesso è superflua e deviante. Riguardo ai monaci e le vergini ho invece attestato che tale frase che tu riporti a pié sospinto inerisce proprio loro che scelgono di realizzare i consigli evangelici.

                  A conti fatti il Signore Gesù DIO ha avuto ben chiaro cosa ha detto, ed è inutile che mi prendi in giro…Infatti io che sò perché esiste il celibato sacerdotale ( solo e soltanto perché si diffuse la santa liturgia eucaristica quotidiana : purità rituale ) non vengo qui a citarti Paolo nell prima lettera a Timoteo ai primi versetti del capitolo 4 accusandoti, mentre tu ritieni io agisca nello sberleffo del Signore e tutto quel che viscidamente sottendi.
                  Siete tutti testimoni , e DIO lo è di ciascuno.
                  Per il resto la prossima quaresima per cortesia, invitiamo ed obblighiamo i nostri ordinati ministri a digiunare integralmente ( niente cibo niente acqua ) per 40 giorni come il nostro Messia DIO Gesù…A tale livello sono le vostre puerili giustificazioni…come anche gli stolti che non sapendo che dire dicono “acciderboli è ormai consuetudine per il bene della Chiesa, è questione di convenienza” dimenticando che se c’è la Santa Messa quotidiana da compiersi è evidente che non ha senso sposarsi non potendo usare lo sposalizio, che cazzo.

                  p.s. non ho voglia per dover precisare le disposizioni di papa Siricio o dei concili cartaginesi o della Gallia ( sempre in occidente ) , la manomissione di Elvira del famoso canone 33 come la misintepretazione di Nicea, cosa che ho fatto tempo addietro e chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale comprende da sè dopo essersi informato almeno un po’.

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                • a) che i sacramenti si autoescludano lo affermi tu e non io.
                  b) che il comune sentire della Chiesa è da ritenersi superfluo e contraddicibile lo affermi tu e non io.
                  c) che i canoni e la scrittura possano essere contraddetti lo affermi tu e non io.
                  d) che tale fatto abbia comportato più difetti e danni che pregi e solo una tua legittima opinione.
                  e) la creazione di un clero di serie A ed uno di serie B e solo nella testa di talune persone come te: ogni sacerdote infatti, sposato o no he sia, ha la sacra potestà, datagli da Dio, di assolvere i peccati e di trasformare il pane ed il vino nel vero Corpo e Sangue di Cristo.
                  Vorrei inoltre ricordarti, riguardo al mantenimento dell’impegno di vivere in castità, che questo impegno viene insidiato dalle tentazioni, riguardo alle quali sta scritto: “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare.” (1cor 10.13) Chi pertanto non mantiene fede all’impegno solennemente e pubblicamente assunto di fronte a Dio ed agli uomini, lo fa solo ed esclusivamente per propria colpa.

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                • La cosa che mi fa ridere è che nessuno ha voluto approfondire o riflettere riguardo il crescente clericalismo della Chiesa bassomedievale di cui il celibato sacerdotale è stato un corollario necessario, e la completa defenestrazione del monachesimo e della sua influenza via via ridotta al minimo.

                  Quello che fa sorridire è la sottesa correlazione fra “castità” e sacerdozio, che non ha senso oltre ad essere fallace.

                  Ti faccio solo presente che io ho scritto che tu contraddici le scritture ed i canoni, che neghi la storia della Chiesa nel deposito che ha anticamente ed universalmente, che ritieni i sacramenti escludenti mentre tu mi accusi di prendere in giro nostro Signore.
                  Ad ogni modo il punto a) è deduzione del fatto che secondo te un prete non può sposarsi ( questo post stesso dimostra il contrario ) , il punto b) nega che la continenza sessuale assoluta faccia parte del sacerdozio , il punto c) è cosa che compi alla luce di a) e b) nella tua ignoranza credendo che il celibato abbia qualità INTRISECHE al sacerdozio giust’appunto ed il punto e) è semplice deduzione dell’ipocrisia che fa dire ( eh prò sarebbe meglio, è più bello, è più virtuoso che….)

                  Grazie per l’aertura al punto d) che com scrivevo non discuti.

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                • Peggio dell’ignoranza c’è la supponente ignoranza:
                  – celibato = lo stato dell’uomo non sposato;
                  – continenza = il dominio di sé che ha per oggetto di mantenere nella giusta misura gli istinti naturali dell’uomo (mangiare e bere, pulsione sessuale ecc.).

                  a) Nella Chiesa Cattolica ci sono oggi molti preti sposati che esercitano tranquillamente il loro ministero; già dall’epoca apostolica nessun sacerdote si è sposato, senza subire sanzioni canoniche, dopo aver ricevuto il Sacramento dell’Ordine.
                  b) Premesso che la continenza sessuale è richiesta a tutti i battezzati, anche a quelli sposati, http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1984/documents/hf_jp-ii_aud_19841107.html
                  la Chiesa Cattolica di rito latino, ad imitazione di Cristo del quale il Sacerdote è figura, richiede il celibato a coloro che accedono al Sacramento dell’Ordine.
                  c) nessuna pagina del NT condanna il celibato sacerdotale; i canoni raccontano la storia di come oggi, la Chiesa Cattolica di rito Latino, sia arrivata a scegliere il celibato sacerdotale.

                  Che io ritenga “che il celibato abbia qualità INTRISECHE al sacerdozio” è solo un parto della tua supponente ignoranza: la scelta del celibato sacerdotale da parte della Chiesa Cattolica di rito Latino ha motivazioni storico teologiche sulle quali potresti iniziare ad informarti leggendo il punto 16 di Presbyterrum Ordinis.

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                • magari per capire un po’ l’approccio sto riassunto didascalico può aiutare mglio di me che sono dislessico…https://www.academia.edu/36567370/Linizio_della_decadenza_liturgica_in_Occidente_divorzio_dalla_spiritualit%C3%A0_monastica_e_decadenza_dei_monasteri

                  Ad ogni modo la santa Chiesa ha sempre demandato all’ascesi e la contemplazione monastica la selta contrria al matrimonio con giusta saggia sapienza, e non rendersi conto del dramma dll’istituzionalizzazione burocratica all’interno del sacramnto dll’ordine è quantomeno tremendo

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                • Siamo nella ridda delle valutazioni (di cui chiaramente ti fai portavoce), o dobbiamo prenderla come verità rivelata?

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                • allora vedi che ti avevo sgamato!

                  Nessuno riceveva il sacramento dell’ordine sacro dopo il matrimonio perché sposarsi era condizione necessaria al riceverlo altrimenti i canoni vietavano di ordinare chiunque non avesse raggiunto i 40 anni ( e vergine DIO 3 volte santo, un fornicatore non dev divntare sacerdote cribbio e chiunque ciò commetta deve esser ridotto ipso facto allo stato laicale! ) proprio perché altrimenti colui che avesse dichiarato di non volersi sposare sarebbe stato instradato nella taxis monastica, pirla!

                  Ne abbiamo già parlato non avete né voluto capire né voluto studiare, e non starmi a stanare sui termini perché continenza ( sessuale ) assoluta e celibato sono gli stessi e comunque ra chiarissimo cosa intendessi.

                  La pastores Dabo Vobis di Giovanni Paolo II non è che un’enciclica fuorviante come le varie di Francesco su cui state zitti solo perché vi fa comodo, e qusta enciclica che manco citi ti sarebbe tornata a fagiolo nella tua critica appoggiandoti ad un atto di magistero ( nullo visto ch scrive stupidaggini )

                  Ad ogni modo deformi il punto b) essendo il celibato dei chierici una innovazione quindi o non comprendi o la mia critica è del tutto pregna.
                  Ad ogni modo deformi il punto c) perché ti appigli a passi riferiti a chi vuole seguir i consigli evangelici radicalmente che ineriscono ogni cristiano dimenticando i passi dove si esalta il matrimonio , si afferma che addirittura i vescovi siano sposati e si dichiara che chi sminuirà il matrimonio è un deviato.
                  Ad ogni modo non capisci ch il punto c) non esiste perché il celibato è cosa avulsa dal sacramento dell’ordine quindi sei nuovamente illogico.

                  tenetevi Stickler e la sua disonestà, contenti voi, contenti tutti

                  p.s.Valutazioni su dati di fatto Bariom, su cui voi chiudete gli occhi e che neanche approfondite. Io ho già scritto che fintanto che si ha la santa liturgia eucaristica quotidiana con l’obbligo di clbrarla per ogni sacerdote, il matrimonio è ovviamente illogico. Sono contro il clibato dei sacerdoti? SI. Sono contro il clibato in sè? NO. E’ abbastanza facile.
                  Ti faccio presente che il Trullano che ha reso i vescovi tutti monaci ( ossia solo da tale stato si può accedervi ) è ugualmente una distorsione che, per quanto riguarda gli ortodossi , dipendente dal problema non ancora risolto riguardo la potestà di giurisdizione e di ordine e la loro complementarietà.

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                • Anche se la tua supponenza mi sta veramente stancando, ti faccio una domanda:
                  se il celibato ecclesiastico fosse, come affermi tu, una innovazione recente, perchè taluni apostoli erano celibi?

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                • Il supponente sarei io quando tempo addietro ho portato canoni e prassi della Chiesa e voi siete rimasti nei vostri preconcetti nonostante le prove fornite che amabilmente avete a suo tempo sorvolato?

                  Ad ogni modo perché taluni apostoli invece erano sposati?
                  Fatto salvo che l’unico che puoi dimostrare non sposato sia il Teologo Giovanni.

                  Forse non ti è chiaro che il “celibato” non è in discussione altrimenti i monaci e le vergini non esistrebbero ma evidentemente hai una tara mentale mista ad un pregiudizio troppo difficile da scardinare.
                  Rendeder il celibato un requisito all’ordinazione sacra ha dei difetti
                  1) favorisce il clericalismo e fa gravare su chi vuol essere ordinato un carico ( la continenza totale ) non previsto né raccomandabile
                  2) depotenzia totalmente il monachesimo soluzione di chi volendo essere radicale nel seguire il Cristo compie GUARDACASO la fuga mundi ( cosa che i clibi ordinati non fanno )
                  3) dichiara il sacramento del matrimonio inferiore
                  4a) propone un’errata concezione dell’unico sacerdozio del Cristo
                  4b) facendo passare l’idea che il ministro possa essere un esperto direttore spirituale, cosa da sempre risrvata ai veri lottatori, i monaic
                  5) dichiara i sacramenti escludentesi fra di loro, cosa assurda e blasfema.

                  Fermo restando che un aspirante ordinato che vuole divenir tale dovrebbe ESSERE VERGINE poichè chi abbia fornicato è interdetto all’ordine sacro ed aspettare fino a 40 anni tempo minimo per poter accedere da non sposato non monaco all’ordinazione.
                  Vedrai da te che i canoni sono sovvertiti ed i risultati li hai davanti agli occhi.

                  Ora hai poco da rispondere, perché l’unica risposta che puoi dare è che l’obbligo di celebrazione quotidiano della santa messa eucaristica per purità rituale implicitamente nega la possibilità di usare lo sposalizio e fin qui saremmo d’accordo.
                  Perché io non ho problemi della situazione attuale epperò sorrido quando si parla di tentazione e di cedervi da parte di persone ordinate ch cercano l’amore quando la prassi della Chiesa impudentmente ha fatto ogni cosa per arrivare al livello attuale di confusione e degrado.

                  p.s stanti ai canoni i ministri straordinari laici ( tralasciando che ciò non dovrebbe essere ammesso ma vabbè ) devono astenersi dalla sessualità oltre che compiere il digiuno per bene come prescritto per poter accedere ai pressi dell’altare e distribuire oltremodo la comunione. Se lo facessero tutti i giorni non potrebbero dunque usare il proprio sposalizio. Difatti è questa la regola secondo la purità rituale, che se disattesa ovviamente implica sacrilegio , cosa che non frega niente a nessuno. Crassa ipocrisia.

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                • La tua illuminante sapienza e una luce che abbaglia: mi arrendo e, dato che non mi costa niente, ti do anche ragione.

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                • Si usa anche dire “prendere un abbaglio” 😄

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                • Accetto la presa in giro ci mancherebbe , ma è ben strano che riportare la realtà dei fatti e del comune sentire della Chiesa oltre che della sua storia sia reso come parere individuale e millantare sapienza abbagliante pretendendo la ragione dei fessi.
                  Oltremodo è ben strano che ciò non faccia né caldo né fredd, innanzi la realtà delle cose, palesando il proprio disinteresse e superficialità.
                  Io mi sarei creato una Chiesa a mio consumo , figlia di mie intepretazioni? E’ esattamente quello che fate voi chiudendo i vostri occhi alle norme, alla storia ed al depositum Fidei ( riguardo questo tema ).
                  Non che io non abbia errori sul groppone in altri casi indubbiamente, ma mi chiedo come si posa analizzare il presente se nemmeno l’evidenza del passato è più discernibile.

                  Ma io sono un coglione, scusate.

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                • Non credo proprio tu lo sia…

                  Ad ogni modo il punti 1) 2) 3) 4) ecc. che hai sintetizzato, in me destano perplessità e dubbi per il loro assunto e soprattutto per ciò che mi verrebbero a significare Uno su tutti: bisogna che taluni ordini o “stati” abbiano meno obblighi o prerogative o altri all’interno della Chiesa ne verrebbero a mancare (vedi monachesimo), come a dire banalmente “occhio a non aspirare/pretendere/chiedere attitudini/carismi/obblighi, troppo altri o non ce n’é per tutti!”, cosa che mi parrebbe fuori da ogni logica cristiana.

                  Ma in questo caso sarò io il minus habens perciò mi “perplimo” e mi taccio (ma perplesso rimango).

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                • Domanda:

                  preso atto che anticamente ci si sposava intorno ai 20 anni e non si poteva divenire diaconi prima dei 25 anni e presbiteri a 30, cosa c’è di strano nell’indirizzare i ragazzi O in monastero O facendoli sposare? Chi voleva essere ordinato senza sposarsi ( previa verginità ovviamente, ditelo agli ordinati illeciti di oggi ) non vivendo in monastero doveva aspettare difatti i 40 anni. Che cazzo faceva fino a st’età?

                  Ora non è che io parlo così a buffo. Ci sono i canoni, i sinodi, la storia parla da sè come i grandi classici di dottori della Chiesa. Avevo premesso che non ne avrei riportato alcuno perché oltre a dover andarli a ricapare, non sarebbe servito a niente come avevo nell’altra occasione già constatato.

                  Capito da cosa sorga per esempio IL NON SPOSARSI DOPO L’ORDINAZIONE come anche da cosa sorga IL CELIBATO A CAUSA DELLA SANTA MESSA QUOTIDIANA, si leggerà la teologia di certuni riguardo il sacramento dell’ordine con tutt’altro occhio e posso scriverti, senza paura, certe adduzioni risultano losche perché fallaci.

                  Perché io devo stare qui a far la pippa moralistica ad uno che probabilmente sarebbe stato un gran sacerdote uxorato parlando di tentazioni, e me ne fotto dell’inapplicazione, la distorsione, la manipolazione della teologia e dei canoni in sè e nei suoi effetti visto che la situazione de sto tizio in questione deriva da queste?

                  Che poi visto che molti “spretati” si sposano, è evidente che ontologicamente ci si possa sposare anche dopo l’ordinazione, come nei canoni alessandrini già nel 600 credo si arrivò a concedere anche ai diaconi di sposarsi dopo l’ordinazione avendo abbassato l’età d’accesso.

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    • Per giustificare tale visione ed arrivare al IV secolo ( ricordo a tutti che il canone 33 di Elvira in realtà dice l’esatto contrario di quel che gli si vuol far dire se tradotto bene e faccio presente che c’è un salto di 300 anni ) via via a macchia di leopardo in Gallia e nell’Africa proconsolare , poi successivamente in Spagna , guardacaso con lo sviluppo della liturgia quotidiana si arriva a fare questo:

      a) negare la questione della purità rituale di cui si parla anche nei primi concili cartaginesi o nelle parole di papa Siricio che loro stessi invocano , purità che evidentemente va normata per quel che si compie, ossia il sesso.

      b) affermare che tutti gli orientali ( che guardacaso celebravano solo la domenica od al massimo anche il sabato ) sono divenuti dei deviati lassisti
      LA COSA APRE SUBITO AL DOVER DICHIARARE CHE IL CLERO UXORATO ORIENTALE CATTOLICO E’ DI SERIE B O PERLOMENO DIFETTOSO EPPERO’ RICONOSCIUTO DA TUTTI. Come possa la chiesa trattare da figli ritardati gli orientali appoggiando una teologia che li condanna, questo è enigmatico oltre che comico

      c) ingannare riguardo il canone sulle donne “nascoste” del Concilio di Nicea

      d) occultare che il matrimonio fu un prerequisito per l’ordinazione per poi….

      e) …ciliegina sulla torta giustificare la retrodatazione apostolica inventando il matrimonio bianco che è inattestato ovunque ( TRADOTTO: c’è un canone che dica che si deve rinunciare all’uso del sesso seppur sposati?Come mai è impossibile trovarne, visto che gli abusi storia alla mano sono stati ingentissimi?Esistono omelie con questo tema invce che parlare del valore della continenza e sacerdozio? ) con la stupidità che prima si sia fatto ciò che è al punto d).

      Visto che le falsificazioni sono un po’ troppe , conviene accusare certi professoroni di voler coprire la storia politico economica che ha portato la nostra Chiesa allo schifo attuale.
      Perché almeno la malafede avrebbe un senso.
      E come al solito tante parole e individualismo teologico.

      P.s. una precisazione su tal Cochini e compagnia : il fatto che un ordinato debba essere stato monogamo è di una semplicità cosi chiara che non può venir deformato come lui fa ignobilmente per i suoi fini preconcetti dichiarando che sarebbe garanzia e testimonianza di capacità di futura continenza totale ( che contorsione logica! )…ma semmai perché per la Chiesa antica il santo sposalizio ERA UNO ED UNICO, gli ordinati non possono essere bigami né fornicatori.

      P.p.s. tecnicamente , stando a Cartigine, Arles e papa Siricio e via discorrendo, ribadisco che chiunque tocchi i vasi sacri deve essere continente. Ora visto che per voi ciò è correlato all’ordine , il diaconato permanente assieme a tutti i sacerdoti orientali è un illecito.
      Inoltre dovete obbligare tutti i laici ( in realtà non dovrebbero farlo quindi non ci sarebbe problema ) che fanno i ministrucci straordinari ad astenersi dal sesso.
      Avete un sacco di lavoro da fare, buona fortuna

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      • 1. A norma del diritto, i canoni successivi abrogano i canoni precedenti.
        2. E’ dottrina condannata dal retto Magistero che il lecito atto sessuale all’interno del Sacramento del Matrimonio sia causa di impurità.
        3.Uno stolto istruito è più stolto di uno stolto ignorante. (Moliere)

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        • http://www.smseurope.org/SCIENZEFEDI/SeF_ALFREDO/elvira305.htm

          1. stai a livello di maomettani…

          2. dimmi dove di grazia, ma dovresti ben sapere che il rispetto dovuto a DIO e la preparazione con il digiuno rimangono indipendentemente dalla purità. Ad ogni modo prenditela con Siricio stesso, che è l’unico più antico riferimento ( anzi no c’è anche il concilio di Arles in Gallia ) di questa innovazione che esplicita proprio questo ai cartaginsi per esempio

          Sul numero tre non mi preoccupo.
          Ad ogni modo rilassati…la santa messa eucaristica quotidiana ed il celebrare quotidianamente per il clero sono realtà ergo il celibato non può essere rimosso GIUSTAMENTE

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  8. Scusate se intervengo da intruso, ma il motivo per cui i sacerdoti non possono sposarsi è sempre stato uno e molto semplice, e cioè che Gesù era celibe. Quando Gesù diceva che c’è chi si fa eunuco per il Regno dei Cieli non poteva che indicare sé stesso (essendo da escludere che potesse indicare a modello qualcun altro). Pertanto, il sacerdote, Alter Christus, non può che essere figura del Maestro e sacramento che rende visibile il Regno.
    Non capisco in base a cosa daouda sostenga che l’alternatività dei sacramenti del matrimonio e del sacerdozio sia affermazione blasfema. Intanto l’ha detto Gesù (perché non si può essere eunuchi e sessualmente attivi allo stesso tempo), e poi a voler seguire il suo criterio (di daouda), che dire allora dell’essere maschi o femmine? Dio creò l’uomo a sua immagine, maschio e femmina li creò, eppure o sei l’uno o sei l’altro, e neppure puoi scegliere quale essere, perché nessuno sceglie di nascere, la creazione è una vocazione.

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    • Sono d’ accordo con Stefano. E’ tutto molto semplice ed e’ inutile volerlo complicare .
      Il sacerdote e’ colui Che si consacra al sacro,e’ l’ Alter Christus, la figura di Cristo, dunque non e’ un uomo come gli altri, una volta consacrato. Dedica la sua vita a Dio . Non puo’ ne’ deve avere “ altro Uffizio” . Soprattutto non dve essere distolto dal suo essere consacrato a Dio da beghe familiari . Non puo’ ne ‘ deve avere preoccupazioni che il semplice padre di famiglia invece ( giustamente) ha.
      E’ cosi’ difficile per l’ uomo moderno poter ammettere che esistono uomini che si fanno eunuchi per il Regno dei Cieli? Se davvero il sesso e’ il grande imperativo categorico del tempo moderno allora poveri noi. Anche gli antichi facevano sesso, ma non elevavano il sesso a importanza capitali, anzi fuori dal matrimonio lo consideravano peccato.
      Non elevavano il sesso ad unico scopo nella vita . Era un divertimento e un peccato certo, non la COSA PIU’ IMPORTANTE.
      E i sacerdoti forse peccavano, e molto, anche nei tempi passati, ma non elevavano la loro voglia dire scopare ( scusate la volgarita’ ) a questa manfrina sentimentalista moderna.

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    • E’ fastidioso ripetersi e alquanto offensivo negare il fatto che il Sacro Testo non può essere ridotto a privata intepretazione…esso va letto alla luce della tradizione e dei decreti ecclesiastici che sconfessano certe ricostruzioni fantasiose. Non mi meraviglio che ci si debba stringere a testuggine per difendere certe rendite o certe sicurezze psicologiche.

      La Chiesa di Gesù DIO da sempre ha valutato tal passo come primordio della vita ascetica e contemplativa e mai come requisito dell’ordinazione sacra in forma sempre minore in occidente fino a Trento, ma ancora persistente in oriente ( cattolici e non ).
      Senza tralasciare che quel passo della sacra scrittura può riferirsi anche a chi conserva puro sè stesso ( vergine/eunuco ) per presentarsi degno al santo sposalizio a cui può essere chiamato.

      Appare evidente che, guarda caso, ricicci fuori la fallace visione del sacerdote come “alter Christus” confondendo l’unico sacerdozio del Cristo con il sacramento dell’ordine per il fatto che il presbitero agisce in persona Christi…tale cosa è un abuso essendo tale concezione propria di ogni cristiano ed attualizzata semmai da chi è riconosciuto come santo.
      Ecclesiologicamente poi, seguendo Ignazio di Antiochia, è cosa rapportabile in senso analogico solo al vescovo.
      Le asserzioni di tal fatta pullulano stranamente dopo Trento con la sua carica legalista, e vengono giustificate secondo il concetto dell’evolutio dogmatum che contraddice in sè il canone di Vincenzo di Lerino, accumulando distorsioni a distorsioni.

      Il discorso vocazionale è ridotto a dialogo stucchevole e melenso. Si parta dalla constatazione che unica ed una è la vocazione: la santità. Ma è tema su cui non ho merito per esprimermi.

      Per quanto riguarda la blasfemia di ritenere che un sacramento precluda l’altro limitando la Grazia , se non è chiaro da sè, sarebbe tedioso spiegarlo.

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  9. Caro daouda, non dev’essere una gran soddisfazione rimanere da soli a capire tutto. Spiegami allora perché il Signore avrebbe voluto limitare la grazia a metà dei suoi figli riservando il sacerdozio ai soli uomini.

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    • Non posso spiegarti le decisioni di Gesù DIO, di certo posso segnalare cosa gli apostoli Cristificati, abitati dallo Spirito e contemplanti il Padre non hanno mai trasmesso nel deposito della Rivelazione.

      Ciò scritto mi sembra che sapere il perché il ministro agisca in persona Christi sia di per se stesso sufficiente.

      Ad ogni modo avevamo un argomento specifico su cui evidentemente non sapete rispondere e volete sterilmente vedere dove io vada a parare, da che presupposti io sia partito, per poi dunque inficiare quel che è un dato di fatto visto che “quello lì è eterodosso od un soggettivista”…Quindi apparte poi che non sono solo, ma anche se fosse, cosa cambierebbe rispetto alla fedeltà alla realtà delle cose?

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      • Ok, allora dimmi dove gli Apostoli o altre fonti della Rivelazione dichiarano blasfemo asserire che sacerdozio e matrimonio sono due sacramenti che si auto escludono, in quanto ciò comporterebbe una diminuzione di Grazia. Ma se anche tu avessi questa (presunta) evidenza, lo stesso non puoi – se vuoi fare teologia – eludere le domande scomode come fai tu (“Non posso spiegarti le decisioni di Gesù DIO”), perché compito del teologo è proprio quello di ricomporre gli opposti spiegando le apparenti contraddizioni come quella di Nostro Signore che fa affermazioni blasfeme.

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      • Chiarito che anche i sacerdoti si sposano come gli “spretati” dimostrano ergo non c’è limite ontologico, questo proprio intendevo: lo sposalizio è un grande Mistero dice Paolo ed i sacramenti si non si oppongono non perché la grazia diminuisca, ma perché appunto perché la grazia non è impedita ed il sesso non è male.

        Come fa nostro Signore a fare e dire cose blasfeme? Come tu vuoi dimostrazioni fin dai tempi degli apostoli, io ti chiedo dimostrazioni a converso della tua tesi. Eppure basterebbe la storia, perché ricordiamo la Rivelazione è storia.

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      • Infatti, la risposta è proprio nella storia della Chiesa che non ha mai consentito ai preti di sposarsi – dico mai – semmai ha ordinato uomini sposati, per lo più in età avanzata, sotto condizione di vivere il matrimonio in astinenza – con il consenso della moglie – fino a quando, dopo l’anno mille, constatata l’impraticabilità di questa prassi per i continui abusi, anche patrimoniali, e per il progressivo degrado morale del clero, ha formalizzato canonicamente il sacerdozio ordinario come esclusività dei celibi. Il fatto che il sesso non sia peccato non basta a rendere possibile la compresenza dei due sacramenti; non è una questione morale, ma di dottrina sacramentale. Quello che conta è la conformazione a Cristo, il quale consacrò il matrimonio a Cana, ma non si sposò. La grazia sacramentale del matrimonio manifesta l’amore di Dio per la Chiesa, quella del sacerdozio ordinario la presenza del Regno di Dio nel mondo e testimonia che i figli di Dio “quando risusciteranno dai morti non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli”. Per l’economia della salvezza rivelata da Cristo queste due forme della Grazia salvifica devono rimanere distinte e non possono manifestarsi in pienezza nella stessa persona (neppure in Gesù Cristo).

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        • Ho già spiegato che i ministri ordinati devono arrivare vergini allo sposalizio perché devono essere MONOGAMI ASSOLUTI e non si diveniva sacerdoti prima di 30 anni in un mondo a tal epoca in cui ci si sposava intorno ai 20 anni. C’era una deroga solo in certi casi per i diaconi ma dovevano dichiarare in anticipo se si sarebbero sposati o no e diaconi si diveniva non prima dei 25 anni.
          Chi non voleva sposarsi veniva subito indirizzato all’ordine monastico.

          Ora apparte che la storia ti svergogna, mi spieghi come potresti giustificare la distruzione dello sposalizio sacramentale, perché tale è, tramite il cosidetto sposalizio bianco?
          Non ti sembra strano che non ci sia una norma canonica né un’omelia che espressamente vieti ciò specificatamente SE NON QUANDO si giunse guardacaso alle celebrazioni quotidiane?
          Saremmo sommersi da fonti e prove del genere a testimonianza di una cosa così illogica.

          Tralasciando che i problemi finanziari dei celibi sono sotto gli occhi di tutti, noi dobbiamo guardare alla giustezza della norma e la fedeltà alla Rivelazione:
          a) è giusto che se si celebra giornalmente non si sia sposati? SI
          b) è giusto che se non si celebra giornalmente non si sia sposati? NO.

          -vorrei vedere che il Cristo si sposasse ad uno sposalizio non suo. Ripeto: la teorizzazioni dell’alter Christus è per ogni cristiano, in atto nei santi, visibilmente in senso analogico nel vescovo, il sacerdote non c’entra nulla anche perché tecnicamente l’unico sacerdote che noi conosciamo è proprio il Signore.
          Si capirà che questa fola della esclusiva o più eccelsa conformazione a Cristo degli ordinati è stata foriera di grande confusione, più che altro politica.
          Francesco oggi fa da sinistra quel che per secoli si è fatto da destra.

          -ti ripeto…sacramentalmnte ci fosse veramente qul che tu credi avremmo 3 illeciti

          a) il caso dei sacerdoti che “spretati” si sposino cosa impossibile visto che il sacramento secondo te sarebbe nullo, eppure è concesso
          b) i diaconi permanenti ( ti ricordo che il sacramento pur cn gradi diversi è lo stesso )
          c) tutti i presbiteri orientali CATTOLICI

          fermo restando che quel che affermi non basi teologiche proprio perché tali cose SONO INVECE POSSIBILI. Il celibato non è dunque né essenziale né un requisito ma è imposto.
          Si avrà ben accortezza da citare l’imitazione di Cristo ed un qualsivoglia collegamento a LUI , mica potevano citare paperino…

          – le frasi che ingiungi ai ministri ordinati la Chiesa antica le usava per onorare i monaci e le vergini od i grandi missionari come fu l’apostolo Paolo. Si può dire che l’inflazione della santa messa resa quotidiana mista al celibato riservato anche agli ordinati abbia distrutto gli avamposti della guerra spirituale che furono i monasteri, difatti consegnandoci al caos delle epoche successive.
          Francesco, l’alter Christus, pregava almeno 4 ore al giorno e sappiamo tutti che tipo di vita avesse. Ora senza citare la punta di diamante, un monaco o frate medio ha una vita contemplativa ed ascetica imparagonabile ad un ordinato secolare.
          Il bluff è evidente.

          – credo tu abbia una miserrima considerazione del più grande Mysterion che è il santo sposalizio il quale è appunto fra il Verbo DIO incarnato e la Chiesa. Ad ogni modo canceliamo la confessione giacché Cristo mai ebbe bisogno di confessarsi od anche l’unzione giacché ovviamente non fu mai malato o comunque, a chi ciò possa urtare, non poteva ricevere un’unzione insistente.
          Non mi pare neanche che il Signore mangiò se stesso.
          A rigor di logica l’ordinato che gestisce bene la sua famiglia ed ama ed onora sua moglie, a maggior ragione dovrebbe essere uxorato proprio per palesare questo visto che secondo te è (quasi) identificato a Cristo!

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        • Scusa daouda, ma mi spieghi tu invece quali studi hai fatto per lanciarti nel vuoto di affermazioni così apodittiche? Dove hai letto che il “cosiddetto sposalizio bianco” distruggerebbe l’ordine sacramentale del matrimonio? Il matrimonio è fatto dalla reciproca donazione degli sposi, ma anche dal loro reciproco consenso all’astinenza. Come chiameresti quello fra Giuseppe e Maria, un monstrum? Ma per favore!
          Devi prima fare ordine nelle tue idee e poi anche nelle tue letture: ma che storia è mai questa dei monogami assoluti?

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          • Prima di cianciare riguardo quali studi abbia io, basterebbe leggersi i canoni conciliari d’oriente e d’occidente come le tanto invocate decretali e lettere di Siricio riguardo la purità rituale, ed avanzare con uno studio elementare della storia ( soprattutto in questo caso della Chiesa ) avendo a mente i semplici rudimenti del catechismo. Basterebbe questo per ogni fedele perché l’evidenza è sotto gli occhi di chiunque si accosti alla realtà con buon animo e serietà.

            Apparte che Paolo vieta di astenersi perpetuamente dal proprio consorte, ed apparte che fine paritario se non superiore dello sposalizio è proprio la procreazione, citare il caso di Giuseppe e Maria non torna a tuo favore essendo un caso giust’appunto eccezionale.
            Se dimostri che oguno di noi in realtà può nascere da sè stesso nel grembo di sua madre, ben venga fra i nostri supposti genitori un’unione bianca di tal genere.
            E’ evidente poi che se lo sposalizio non comporti unione di per sè non ha molto senso ad aversi, il che mi sembra talmente ovvio che è ben strano ribadirlo, ma la cosa triste è che fatto conto che prima un aspirate chierico poteva usare dello sposalizio come naturale che fosse, e dopo divenuto ordinato no, implicitamente si dichiararerebbe il sesso negativo checché se ne dica e si travierebbe la ratio di una decisione così perentoria che dipendeva dalla semplice e doverosa purità rituale quotidiana che anche gli uxorati orientali sono tenuti a rispettare però di sabato e domenica non avendo invece la liturgia eucaristica quotidiana.
            Giustamente la Chiesa ha infine vietato agli aspiranti chierici di sposarsi proprio perché lo sposalizio bianco costituisce un vulnus contraddittorio, come ha invogliato le mogli di chierici ordinati ormai dediti al servizio liturgico quotidiano al monastero…
            La cosa assurda infatti è che si esigeva che gli aspiranti ordinati si sposaserro per poi vietargli di usare lo sposalizio?
            Oltre che stupida la cosa è anche sadica…e fintanto che non ci fu liturgia eucaristica quotidiana contraddetta dalla storia.

            Ora fra laici e chierici da sempre nella Chiesa c’è una distinzione per cui i chierici sono soggetti a norme più restrittive sia divenuti tali sia per poter divenire tali.
            Monogamismo assoluto: arrivare vergini allo sposalizio e sposarsi una ed unica volta soltanto senza tradire mai. Rimasti vedovi, rimanere tali. Per un ordinato uxorato questa è la prassi.

            Noi invece abbiamo usi più fantasiosi: in occidente non solo si promette il celibato pur avendo avuto prima rapporti sessuali fornicatori a destra ed a manca , atti che vieterebbero l’accesso a qualsivoglia ministero, ma anche dopo l’ordinazione , se si cascasse in qualche peccato sessuale, si rimarebbe comunque appartenenti al clero, quando invece si dovrebbe esser ridotti subito allo stato laicale.
            Credo , ma non ricordo bene, che gli atti sodomiti comportino di per sè riduzione a stato laicale e scomunica.
            Ma infondo che ce frega? Il problema sono i chierici uxorati e lo sposalizio, non i peccati.

            Se fossi cattivo e stolto riporterei le frasi di Paolo nella prima lettera a TImoteo ( dove il capito 3 che parla della una ed unica moglie va ritenuto in senso paolino come anche unico ed uno rapporto sessuale nella vita ergo monogamismo assoluto ) dove parla di dottrine diaboliche che vieterebbero lo sposalizio…non lo faccio perché è evidente che, nonostante ciò abbia accresciuto il clericalismo ed annacquato il monachesimo, finché c’è liturgia eucaristica quotidiana ci debba essere celibato ecclesiastico.
            La cosa interessante è che non ci sia nessuna ipotesi ( malata oso scrivere ) in Paolo per cui si sia presupposta la cessazione dei rapporti sessuali per episcopi o diaconi. E sappiamo che le sinassi erano appunto soltanto settimanali.

            Ma già sò che dirai ch mi sto ripetendo…

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          • Non cadere nella trappola: lo stolto ti porta al suo livello e ti batte con l’esperienza.
            Qui troverai alcune belle catechesi su “La teologia del corpo”: http://www.careware.it/cwdif/services/catGPII/

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  10. @ Bariom
    Al di là di tutti i sofismi che qui si leggono la situazione è ben più grave di quanto si possa immaginare.
    Proprio oggi sul Corriere ci sono due notizie che dovrebbero far parecchio riflettere.
    Notizia n.1. A Città di Castello parroco e vice parroco della Parrochhia Pio X abbandonano la talare perché si sono innamorati. Uno dei due ha 40 anni ed è sacerdote dal 2014, l’altro è sacerdote dal 1997 da ben 24 anni.
    Notizia n. 2. La cattedrale anglicana San Paul a Londra sta per fallire per mancanza di soldi e rischia a brevissimo di chiudere per sempre i battenti, come del resto accade a tante realtà conventuali da noi.
    Per quanto riguarda la questione dei sacerdoti che apertamente lasciano la tonaca c’è da dire che almeno sono onesti in coscienza e soprattutto verso la comunità. Nella cittadina in cui sono nata il parroco aveva la “moglie” e due figli e nonostante lo sapesse l’intero paese e pure il vescovo è rimasto lì fino alla morte, lasciando alla “famiglia” case e quattrini.
    Il bello è che voleva spiegare ai novelli sposi come comportarsi.

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    • Nunzia metti assieme cose diverse e se volessimo andare sul versante “la situazione è peggio di quel che…” di certo non ne usciremmo.

      Come sempre in una foresta a più rumore un albero che cade che non gli altri mille che crescono.

      Di certo l’ipocrisia è uno dei mali e peccati più deprecabili e anche Cristo proprio verso l’ipocrisia e gli ipocriti si scaglia con più veemenza.

      Non mi preoccuperei troppo di un’istituzione ecclesiale che fallisce economicamente, forse è proprio così che doveva andare. Se non è il Signore che sostiene un’opera non saranno certo i soldi a salvarla.

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    • @Nunzia
      Stiamo attenti a dire che chi abbandona è almeno onesto in coscienza, mentre chi rimane è un ipocrita. Può essere benissimo il contrario. Addirittura, un prete che commetta uno sbaglio irreversibile, come fare un figlio, e perseveri nella vocazione con questo peso morale sulla coscienza potrebbe anche – dico potrebbe – esercitare una virtù eroica. Questi sono giudizi che spettano solo a Dio. Noi dobbiamo solo riconoscere gli errori, chiamarli errori (non onestà in coscienza), e, possibilmente, evitarli. Puntare il dito su uno chiudendo un occhio su un altro non è il metodo di Gesù.

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      • Certamente sulle ipocrisie del cuore può giudicare solo Dio (alcune agli occhi degli uomini possono restare invisibili per tutta la vita), come anche è vero che il Perdono dei peccati (gli “errori” sono altra cosa) e la ripresa della “retta via” hanno effetto “rigenerativo” (nuovo Battesimo pure restato il Battesimo uno soltanto), quindi ad esempio il prete che diventi padre a causa di una caduta, potrà riprendere a tutti gli effetti il suo Santo Ministero e la sua vita di conversione, riconoscendo e preoccupandosi e amando quel figlio come ogni buon padre fa, figlio che non sarà certo meno amato da Dio di qualunque altro Figlio di Dio.

        Certo è cosa bene diversa essere prete e mantenere stabile una relazione che è grave peccato e ipocrisia.

        L’articolo mirava ad indagare quel pericoloso passaggio, il possibile inganno e tranello, in cui la debolezza umana e il Tentatore, spingono in una situazione di peccato – anche solo consumato nel proprio cuore – che tale rimane sinché non si esce dall’ipocrisia rifiutando la tentazione o come spesso succede, “lasciando la tonaca”, seppure anche questa strada non metta al riparo dal rischio della rinuncia ad una Vocazione ed Elezione (e a tutte le possibili conseguenze sulla Comunità) su cui in ultima istanza Dio saprà giudicare.

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        • C’è un problema ancora molto più grave del resistere o non resistere ad una situazione di peccato verso cui si è spinti: il permanere o no in situazione di peccato adducendo a motivo un eventuale ipotetico danno altrui.

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        • Non si tratta di mettere assieme cose diverse ma di non voler sminuire a tutti i costi, una situazione di palese ipocrisia a tutti i livelli. C’è ormai di tutto: scandali finanziari, corruzioni, immoralità sessuali di ogni tipo e non si può uscirne dicendo soltanto che sulle ipocrisie del cuore può giudicare solo Dio. Farlo a mio parere serve a nulla, anzi è controproducente. Troppe sono ormai le magagne alle quali assistiamo per chiudere gli occhi e far finta di nulla.
          E volendo fare un parallelo educativo qualsiasi maestro per essere tale deve essere autorevole e credibile. In mancanza di tali prerogative si può certo continuare a studiare la materia utilizzando altri canali, ma di quel maestro si può fare di sicuro a meno.

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          • Ci ha parlato di “chiudere gli occhi”??

            Peraltro il senso del mio articolo era semmai “apriamo gli occhi”, ma non sul “fare la conta numerica”, semmai non chiudere gli occhi sui meccanismi del peccato e del Tentatore, che credimi soldi o sesso o altro sono gli stessi.

            Sui “mali della Chiesa” che sono poi quelli di tanti uomini e donne della Chiesa, non della Chiesa in sé che è mossa e retta dallo Spirito Santo, vigilare, educare, pregare (tanto) e prima di tutto non cedere mai nel PERSONALE cammino di conversione e santità, perché in una Chiesa fatta di Santi e da Santi (a partire dal più piccolo in senso sia biblico che anagrafico) di spazio per gli scandali ne rimarrebbe ben poco.

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            • in tutto ciò quale sarebbe il peccato nel voler sposarsi da sacerdoti? GIusto per essere chiari in sè e per capire come sia possibile ulteriormente che la chiesa lo permetta “congedando” tali persone…

              Quindi dove sarebbe la tentazione? Se ad esempio una persona che avesse fornicato , interdetta secondo i canoni all’ordinazione, si considerasse vocata al ministero, dovendo constatare tal divieto ( fatto finta che sia ancora valevole ) dovrebbe dunque addurre che tale chiamata sia una tentazione?

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              • Che fai, riparti?

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                • Dato che è assurdo essere tentati al bene, quindi si deve asserire che qualcosa di male ci sia,
                  Quindi sposarsi cos’è in sè? E rimettersi docilmente alla Chiesa invece di fornicar di nascosto ( come papi di infame memoria ) come invece evitare pubblicamente di concubinare da ribelli cos’è?

                  Voi vi ostinate a non voler capire ed a negare la realtà.
                  Il problema è che le pseudo giustificazioni che apportate non hanno senso ed allora è ovvio che riparto a tromba : più sosterrete amenità , più si merita di essere rintuzzati.

                  p.s. un prete che divenisse padre fuori dal matrimonio ( uxorato o no ) è fornicatore ed è da ridursi allo stato laicale. Questo ha sempre detto la Chiesa. Nel buonismo pretendete di insegnare agli altri il sacrilegio e la blasfemia nel servizio sacerdotale? IGNORANTI!

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                • Chi ha insegnato sacrilegio e blasfemia?

                  INSOLENTE!

                  Quindi per me qui hai chiuso.

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              • Per carità cristiana e per rispetto di coloro che potrebbero restare turbati dalle tue affermazioni contrarie al Catechismo della Chiesa Cattolica, preciso quanto segue:
                1. La Chiesa Cattolica Apostolica Romana ha attualmente stabilito di conferire il secondo ed il terzo grado del sacramento dell’Ordine a persone non legate da vincolo matrimoniale.
                2. La Chiesa Cattolica Apostolica Romana ha attualmente scelto che coloro che hanno ricevuto il primo grado del sacramento dell’ordine da sposati o che hanno ricevuto validamente da sposati il secondo grado del sacramento dell’ordine in alta Chiesa e vengono accolti in seno alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, una volta rimasti vedovi non possono più sposarsi.
                3. I sacramenti dell’Ordine e del Matrimonio non sono tra loro incompatibili e le attuali scelte stabilite dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana sono frutto di considerazioni pratiche, dottrinali e teologiche.
                4. I sacerdoti che trasgrediscono il voto di castità peccano contro il sesto e, spessissimo, anche contro il nono comandamento.
                5. I sacerdoti che si sposano dopo aver fatto voto di obbedienza, nelle mani del Vescovo, di fedeltà alla Chiesa, infrangono il voto di obbedienza.
                6. I sacerdoti che non intendono mantenere fede alla parola data possono essere sciolti dai voti pronunciati e, pur rimanendo sempre sacerdoti, vengono espulsi dall’ordine dei chierici e vengono assimilati a tutti gli altri fedeli laici.

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                • E questo è quanto.

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                • Credo umilmente che si stiano alzando troppo i toni senza cercare di capirsi.
                  La questione è molto semplice : rinunciare ai voti , senza aver commesso altri peccati ovviamente, è di per sé stesso un peccato che va confessato al confessore e necessita di assoluzione ?
                  O è una scelta libera che può rientrare nel progetto di Dio per qualcuno ?
                  Tutto qui si gioca. Perché se lasciare la vita consacrata NON è un peccato allora è evidente che non può essere giudicata come tale, ne i fatti della vita che hanno portato a questa decisione possono essere visti come una “tentazione”.

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                • Solo che la questione non è così “semplice” e si è cercato di indagare le ragioni.

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  11. Mi pare propio che il problema non siano i sacerdoti che cadono nella tentazione e nel ipocrisia, cose che accadono dall´epoca degli apostoli ma che si é affievolito il richiam della chiesa alla santitá personale.

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