Sempre Resteremo nella Chiesa di San Paolo VI e di San Giovanni Paolo il Grande

Durante mesi ci siamo auto-censurati in quanto abbiamo preferito rimanere silenti piuttosto che rischiare di peccare come fece Cham a fronte dell’oggettivo comportamente malvagio di un Noé ubriaco e denudato. Ormai, però, il momento è tornato per riprendere con vigore la nostra missione originale che è quella di offrire sempre una riflessione perfettamente cattolica, cioè conforme ad una filosofia realista sul piano umano e alla dottrina della Chiesa dalla sua fondazione alla Pentecoste dell’anno 33 fino ad oggi, passando ovviamente per il Magistero autentico del S.S. Concilio Vaticano II e degli ultimi Santi Papi.

La goccia che ci spinge a riprendere il filo del discorso con energia rinnovata è stato il preavviso di tempesta apparso su Paix Liturgique e su MIL dal quale risulta che Papa Francesco starebbe preparando una “correzione” a sfavore della Summorum Pontificum del 2007 di Papa Benedetto XVI. Con un tasso di prevedibilità vicina al 100%, questo spiffero ha creato gioia e goduria presso i nemici della Chiesa cattolica e cioè i modernisti, in generale, anche se non sempre, filo-bergogliani, ed i loro dirimpettai lefebvriani della FSSPX che in un articolo intitolato il Grande Divario deI Conservatori si sfregano le mani credendo poter inscatolare chi resterà sempre fedele alla Chiesa cattolica, senza se e senza ma.

In due parole, costoro immaginano che coloro che essi chiamano con categorie politiche tipiche del linguaggio dell’estrema destra o dell’estrema sinistra “conservatori” (ma che sono, in realtà, semplici cattolici genuini e veraci che scelgono di mettersi radicalmente dalla parte di Cristo stesso e, quindi, della Sua Chiesa) si trovino di fronte ad un grandissimo dilemma: dover scegliere tra i supposti “errori” del Concilio Vaticano II e la Tradizione come intesa da loro, e cioè, con spirito scismatico come già fu ben identificato da San Giovanni Paolo Magno nel suo “Ecclesia Dei”.

La Nuova Bussola Quotidiana ha reagito con un editoriale di Andrea Zambrano intitolato “Messa antica, l’assist del Papa a estremisti e lefebvriani” nel quale immagina che se Papa Francesco davvero procedesse alla pubblicazione di tale nefasto documento allora questo spingerebbe i cattolici ancora rimasti nell’istituzione bergogliana ad uscire dalla Chiesa per raggiungere altri scismatici siano essi lefebvriani o ortodossi.

Il che, a pensare male, potrebbe anche essere l’intenzione del Pontefice attuale per sbarazzarsi di chi non la pensa come lui e come i vertici ecclesiali da lui nominati: intenzione malvagia che per definizione non funzionerà mai perché chi è stato eletto alla Santità dallo Spirito Santo non può ritorvarsi in una comunità che non sia in perfetta unità con la Chiesa Cattolica di oggi e di sempre.

Carissimi amici lettori, la problematica non è di essere cattolici con aggettivi (conservatore, tradizionalista, menefreghista, sinistro e sinistrorso, bergogliano o conciliarista, etc ) ma di essere semplicemente cattolici senza aggettivi e cioè semplici fedeli che “credunt in Unam Sanctam Catholicam Apostolicam Ecclesiam” e non in Apollo, o in Paolo , o in un Angelo, o in un Papa qualunque qualora insegnassero altro che quel che la Chiesa insegna.

La nostra posizione è sempre stata chiara al soggetto: il S.S. Concilio Vaticano II è stato lecitamente convocato, celebrato e rato ed i suoi insegnamenti, asseconda del grado specifico di autorevolezza dato dagli stessi padri conciliari ad ogni documento o addirittura paragrafo, va nella stragrande maggioranza di testi da tenersi come Magistero Autentico e qualora vi fosse divario di interpretazione la soluzione, cioè il metodo di risoluzione di, sempre possibili, apparenti incoerenze consiste nell’applicazione pratica dell’ermeneutica della continuità tale quale esposta da Papa Benedetto XVI: cioè il Concilio Vaticano II va da essere letto, interpretato e realizzato nella pratica pastorale con gli occhiali del Magistero della Chiesa degli ultimi duemila anni.

La situazione anti-cristica nella quale si trova il cattolico in seno alla struttura ecclesiale contemporanea non lo conduce, quindi, tra il dover scegliere il S.S. Concilio Vaticano II o il movimento scismatico della FSSPX, il che è un falso problema ideologico, ma tra il dover scegliere quel che insegna la Chiesa Cattolica da sempre e con divina coerenza o quel magistero a-cristico (nel migliore dei casi, in quanto a volte addirittura anti-cristico e apostatico) e anti-ecclesiale che ci propongono il, peraltro legittimo, Papa attuale ed i vertici da lui nominati.

Non è questione di dover scegliere tra ideologie di destra o di sinistra, andarsene altrove per seguire la passione dei nostri sensi o delle nostre ideologie ma di rimanere ben radicati nella nostra fede restando lì dove siamo proteggendo le persone che amiamo di più, coniugi, figli, famiglia ed amici da questo maelstrom infernale il cui occhio è oggi seduto, molto legalmente e canonicamente a tutti gli effetti, sul trono di Pietro.

In un certo senso, se Papa Francesco procedesse alla pubblicazione di tale infausto documento, questi avrebbe come primo effetto di allontanare dalla Chiesa chi va alla forma straordinaria per cattive ragioni, ma anche impedirebbe chi, andando alla messa secondo la forma ordinaria per cattive ragioni, non sarà più capace di avere accesso a questo tesoro multimillenario che ha fatto della Chiesa quel che la Chiesa è: tutti i non eligendi non saranno così eletti, mentre se potessero andarci rischierebbero di convertirsi, ma dai Vangeli stessi sappiamo che questi misteri sono da essere svelati solo a chi Cristo ha eletto come seguace.

Il secondo effetto è molto più positivo: impedendo così il movimento tra chi è fedele al Magistero Autentico della Chiesa cattolica e che ama celebrare il rito antico e coloro che restando nel girone del ciclone spiritualemente devastante dell’istituzione bergogliana finiranno per essere espulsi in un paio di generazioni dalla Chiesa (basta guardare il numero dei seminaristi che cala incessantemente dal 2013 mentre cresceva altrettanto incessantemente durante i due papati ad esso precedenti), si salverà così quel piccolo resto degli amati da Dio di cui Benedetto XVI ha profetizzato l’avvenimento.

Concretamente, già da oggi trovate e frequentate messe secondo la forma straordinaria e fate parte delle comunità che vi vivono intorno, di solito felicemente composte da molti giovani e giovani famiglie con tanti bimbi, assicurandovi sempre che vi sia insegnato il catechismo della Chiesa cattolica prima delle illecite manomissioni avvenute dal 2013 in qua ma che la virtû di prudenza ci dice di vagliare al metro del tempo secolare: il metodo spirituale concreto da utilizzare è semplice perché, se un insegnamento è conforme a quel che la Chiesa ha sempre insegnato, modulo, a volte, la retta applicazione dell’ermeneutica della continuità, allora quel che è insegnato è quel che la Chiesa insegna.

In Pace



Categorie:Attualità cattolica, Ermeneutica della continuità, Liturgia e Sacra scrittura, Magistero, Simon de Cyrène

19 replies

  1. Retto Magistero si,
    teologia gesuitica del popolo no.

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  2. Sarebbe stato utile che metteste la citazione del primo sito che ha dato la notizia: http://blog.messainlatino.it/2021/05/news-summorum-pontificum-francesco.html

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    • Per l’Italia certo, personalmente sono abbonato a Paix Liturgique ed è lì dove l’ho letto per primo. Comunque faccio un’aggiunta nel testo.
      Grazie ed in Pace

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      • Io credo che non aspettino altro che la morte del papa emerito Benedetto per smantellare il Summorum Pontificum, intanto si portano avanti , allontanando i cardinali come Sarah che non sono scismatici ma che hanno rispetto per il Vetus Ordo ,pur nel solco della Continuita’ e dell’obbedienza al papa attuale.Vogliono gettarci ,noi popolo del Summorum Pontificum, fra le braccia dei levfevriani,per poi trattarci come una setta di fanatici.
        Ma non e’detto che ci riusciranno:Benedetto potrebbe vivere ancora qualche anno , e tante cose potrebbero accadere nel frattempo.

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        • E’ vero, l’abolizione del Summorum Pontificum può essere concepita solo in ottica modernista, vale a dire nell’ottica di perseguire due finalità coessenziali a tale scopo: a) marcare la cesura netta tra pre e post Concilio, abrogando così il passato e segnando l’inizio del nuovo anno zero della Chiesa Cattolica; b) relegare al settarismo coloro che volessero restare fedeli a quel rito arcaico oltreché alieno al vero spirito della nuova chiesa, non più eterna, ma temporale.

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          • Appunto. Posto che il punto b) è alquanto insensato dato che le norme cultuali della santa messa e del breviario usati per l’ufficio divino e liturgico di coloro che volessero restare fedeli allo stato di cose precedente sono altrettanto antitradizionali ed innovativi, viene da chiedersi come si sarebbe dovuta considerare la situazione prima del Summorum Pontificum e dunque anche prima dell’Ecclesia Dei…insomma il fine che taluni cianciano di provocare uno scisma degli pseudo tradizionalisti come quello di segnare un nuovo inizio della Chiesa , che di per sè sono già ottenuti fattualmente se pur parzialmente, sembrano camuffare qualcosa di ben più losco nella loro assillante retorica.

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      • Grazie

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  3. La maggioranza dei para-tradizionalisti non seguono affatto un rito millenario attenendosi alle rubriche fra il 55 ed il 62 e dedicandosi al breviario del 1911, che non sono meno antitradizionali rispetto tutto quel che amano criticare.
    Sono anch’essi figli dell’innovazione.

    Mi sembra però si continui a calcare la mano contro Francesco, esaltando predecessori anch’essi erronei e nefasti quindi non cogliendo l’insegnamento da ricavarsi dal suo abietto papato.

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  4. Sono alquanto ignorante in materia, ma sono altrettanto curioso.
    In che senso le rubriche utilizzate tra il ’55 e il ’62 sono anch’esse antitradizionali?
    In cosa e come il vetus ordo celebrato oggi si discosterebbe dalla tradizione?
    Quale dovrebbe essere allora, passatemi il termine esemplificativo, “la messa di sempre”?

    (Ai fratelli in Cristo chiedo una preghiera per mia moglie che ora è con Gesù e Maria, e per me e i nostri tre bambini che ancora siamo quaggiù. Grazie di cuore.

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    • Una preghiera assicurata e un abbraccio virtuale Paolo. Davvero non ci sono parole.
      Spero lo facciano anche tutti coloro che ti leggeranno.

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      • Intendevo le rubriche dal 55 ed il messale nel 62. Se può esserti utile :

        https://traditiomarciana.blogspot.com/2020/07/il-messale-del-1962-e-un-rito.html

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        • La questione per la validità della Santa Messa è che si faccia quel che la Chiesa vuole sia fatto: questa volontà si esprime lungo i secoli, esattamente come per il Magistero AUtentico, tramite l’incontro del sensus fidei fidelium (cioè di coloro che vivono genuinamente dei comandamenti di Dio, della Chiesa, con una vita di preghiera intensa ed una vita umanamente virtuosa) e del vescovo custode del rito e, esattamente come nel caso del Magistero Autentico, essa deve essere in continuità e non in opposizione con quel che si è praticato precedentemente, in un certo senso, analogicamente, va da essere applicata une ermeneutica della continuità.
          Questo NON garantisce la bontà pastorale di una data liturgia ma solamente la sua legittimità.
          Ad esempio, la riforma di San Paolo VI è certamente legittima, e la sua messa è asssolutamente valida ma la sua applicazione ha portato in 50 anni ad una comunità di fedeli esangue e al prosciugamento delle vocazioni sacerdotali e religiose.
          Per questo sostengo che un effetto collaterale positivo per via dell’eterogenesi dei fini, sarà che chi si limita/limiterà alla forma ordinaria, vedrà in realtà la sua comunità ed i propri discendenti perdere la fede e sparire a termine, sulla scia di tutte quelle masssivamente già sparite in quetso mezzo secolo e che, in fin dei conti, non è mica male proteggere il piccolo gregge dalle influenze troppo dirette di cattivi vescovi e sacredoti , poco spirituali, spesso omocrati, forse atei, sovente apostati, e qualche volta eretici e materialiter scismatici.
          In Pace

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        • Grazie Daouda.
          Ho così avuto modo di vedere che c’è una dialettica al riguardo. Repliche controrepliche ecc. Leggerò il tutto con attenzione più tardi.
          http://blog.messainlatino.it/2020/07/la-disputa-su-liturgia-e-tradizione-ii.html?m=1

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          • Avevo infatti in mente di segnalare anche le risposte del canonista Canale ( che sono svariate ) e mi compiaccio tu le abbia potuto trovare da te cosicché tu possa trarre da te il punto della situazione senza influenze esterne.
            Ad ogni modo nessuno discute la validità delle sante messe in un rito o nell’altro, ma l’impostazione che fa ritenere legittimo l’abuso d’autorità ,potremmo dire, che anche Simon ad esempio ritiene comunque sia tale.
            La cosa ad ogni modo realmente buffa prima che riprovevole è il doppio standard di certi epigoni cosicché ci si ritaglia per sé e sé soltanto la possibilità di avere questa medesima considerazione contro Paolo VI e non per tutti i precedenti papi per una mera questione di ideologia ed estetismo antistorici e sovente guidati solo da pruriti politici.
            E’ chiaro che o il discorso è tale sempre, o non lo è mai , poiché ogni eccezione deve essere dimostrata fedel ad un principio subito più alto semmai e non come un parzialismo che, mi pare, i para-tradizionalisti usano con estremo semplicismo.
            Viene da dire dunque che i sedevacantisti, nella loro totale misincomprensione, di certo non siano ipocriti come certuni.

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  5. Grazie carissimo Minstrel.
    Ricambio l’abbraccio.
    L’8 giugno è il trigesimo (Maria Giovanna).
    Il miracolo che Dio ha compiuto in me, in tutti gli innumerevoli amici che mi circondano, è stato imprevisto e sconvolgente. Per esperienza diretta posso con certezza testimoniare che la compagnia che Gesù Cristo fa è talmente reale e concreta che davvero, noi figli del Dio vivente, possiamo celebrare la Resurrezione e non la morte.
    Avevo tutt’altra idea io… le immagini che con terrore mi venivano nei giorni antecedenti, pensando al tragico e terribile momento, tutte le angoscianti costruzioni mentali dettate dalla paura, non potevano neanche lontanamente figurarsi come il Signore invece sappia farsi Presente, colmando il cuore di pace, letizia, fede, speranza e obbedienza.
    È stata ed è tutt’ora un’esperienza « incredibile »!!!
    Davvero Dio è grande!
    E non è tanto vero che « non ci sono parole »😊. Ci sono e sono quelle di Gesù, l’Unico che ha parole di Vita Eterna. La mia preghiera quotidiana ora è che non perda mai queste Sue « parole ».
    Rinnovo l’abbraccio e lo allargo a tutti, in particolare a Simon.

    PS
    La mia curiosità espressa nel mio primo commento resta. Non era una scusa per parlare di altro 😊

    Mi rendo conto che questo non è uno spazio privato, ma ho voluto comunque condividere con voi la mia esperienza personale per la stima che ho per te e Simon, e perché nel piccolo della mia vicenda possa esserGli resa gloria e lode per l’opera che compie.
    Se lo ritieni puoi tenere pubblico questo messaggio oppure cancellarlo e tenerlo per te e Simon. Grazie

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    • La moglie è il sacramento (cioè il segno visibile che indica quel che è) dello Spirito Santo nelle nostre vite: ne sono l’Unzione incomparabile, sono il segno visibile di Dio con noi.
      Capisco profondamente la tua esperienza, perché ben due volte ho rischiato perdere la mia, e quelle esperienze mi mostrarono nella mia carne quanto lei era la presenza carnale di Dio stesso nel mio essere.
      Tua ti benedice e continua di essere la tua avvocata in presenza di Dio, “paraclita” ancora una volta e per sempre.
      Un abbraccio e una preghiera: se desideri parlarne di più con Minstrel e/o con me privatamente non esitare a prendere contatto direttamente.
      In Pace

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  6. Grazie

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