Napoleone – La prova dell’esistenza di Dio

NepoleoneIl generale Bertrand diceva all’Imperatore: «Sire, lei crede in Dio, e anch’io credo, ma insomma, che cosa ne sa? L’ha per caso visto?».

E l’Imperatore replicava: «Che cosa è Dio? Che cosa ne so io? Ma allora, risponda lei a questa domanda: Come giudica se un uomo è geniale? È una cosa che lei ha mai vista, dico il genio? Che cosa ne sa lei, per credere nel genio? La risposta è: si vede l’effetto, e da questo si risale alla causa, e si crede che questa causa esista, insomma che essa sia reale. Le faccio questo esempio: quando durante una battaglia le cose si mettono al peggio, lei cosa fa? Comincia a guardare verso di me, per trovare una via d’uscita. Perché guarda a me? Perché ha l’istinto di credere al mio genio; ne ha bisogno. Nel folto della mischia, quando le sorti della battaglia erano incerte, perché lei, generale, mi cercava con lo sguardo, le sue labbra quasi mi chiamavano, e da ogni parte si sentiva gridare: Dov’è l’Imperatore, e quali sono i suoi ordini? E questo era il grido dell’istinto, e della fede in me.

Ecco, anch’io ho un istinto, una fede, una certezza, un grido che mio malgrado esce dal mio petto quando rifletto e guardo la natura, e mi dico: Dio! Resto ammirato e grido: Sì, Dio c’è! Come le mie vittorie hanno convinto lei a credere in me; così l’universo mi fa credere in Dio.

Io credo in Dio, a causa di ciò che vedo, e di ciò che sento. Questi effetti mirabili dell’onnipotenza divina non sono altrettanto eloquenti delle mie vittorie? Cosa vuole che sia la manovra militare più brillante, a confronto del movimento degli astri?

Lei che crede al genio, mi dica, la prego, da dove vengono all’uomo di genio l’inventiva, l’ispirazione, l’intuito? Mi risponda! Qual è la causa prima di tutto ciò? Lei dirà che lo ignora. Anch’io. Ma il talento di cui parliamo non è forse altrettanto evidente e tangibile di tanti fatti?

Se ci sono tante differenze tra gli uomini, Qualcuno ha creato queste differenze, e questo Qualcuno non è né lei, né io. Ma rimane il fatto che il genio è solo un vocabolo che non ci dice niente sulle sue cause.

E se qualcuno mi obietta: Sono gli organi! Ecco, questa è una sciocchezza buona per un sempliciotto, non certo per me; mi capisce?

Il suo spirito, generale, è forse uguale a quello del pastore che di qui vediamo nella valle a sorvegliare le pecore? Non c’è, tra il suo spirito e quello del pastore, la stessa differenza che c’è tra quello di un cavallo e quello di un uomo? Sì? Ma come fa ad affermarlo con tanta sicurezza? Lei in realtà non ha mai visto lo spirito di quell’uomo, perché lo spirito è invisibile. Però, lei ha parlato con quel pastore, gli ha fatto delle domande e dalle risposte lei ha capito chi egli sia; cioè lei ha capito la causa dagli effetti, e ha ragione. Certamente, la sua intelligenza, la sua ragione, insomma le sue facoltà sono superiori a quelle del pastore.

Ecco, a me gli effetti divini fanno pensare a una causa divina, perché c’è una ragione superiore, un Essere Infinito, che è la causa delle cause, ed è anche la causa della sua [di Bertrand] intelligenza.

Generale Bertrand, c’è un essere Infinito in confronto al quale lei non è che un atomo; in confronto al quale anch’io, Napoleone, con tutto il mio genio, sono niente: lo capisce? Io lo sento, questo Dio… lo vedo… ne ho bisogno… credo in lui… E se lei non crede, peggio per lei… Ma a me la cosa sta a cuore… alla buon ora, generale, lei crede in Dio! Io perdono molte cose, ma ho orrore degli atei e dei materialisti… Cosa vuole che io abbia in comune con un uomo che non crede all’esistenza dell’anima, e che crede che l’uomo sia un mucchio di fango? Cosa vuole che io abbia in comune con un uomo che pretende che io sia, come lui pensa di essere, solo un mucchio di fango?».

 

Bonaparte, Napoleone. Conversazioni sul cristianesimo: ragionare nella fede, trad. it. Vito Patella, ESD, 2013 (ed. orig. Sentiment de Napoléon sur le Christianisme: conversations religieuses, Wailles, Paris 1843).

Testo originale al seguente link: http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6138553m/f183.image

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viaNegativa

‘Veritas Filia Temporis’

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Categorie:Aforismi

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18 replies

  1. Cosa vuole che io abbia in comune con un uomo che non crede all’esistenza dell’anima, e che crede che l’uomo sia un mucchio di fango? Cosa vuole che io abbia in comune con un uomo che pretende che io sia, come lui pensa di essere, solo un mucchio di fango?».

    Soprattutto l’ultima parte era quella che scocciava a Napoleone…e cioè il sentirsi nulla, lui che parlava di Dio ma in realtà di sentiva superiore a tutti.
    Dio …poi…quasi tutti credono nell’esistenza di un Dio.
    E’ che è spesso un Dio che viene costruito a immagine e somiglianza di chi lo crede. Cosi come l’anima, la cui esistenza è consolatoria anche per i non cattolici.

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    • Niente è più ridicolo che “credere” nell’esistenza di Dio o dell’anima: concordo con te che chi si limita ad una tale affermazione irrazionale si inventa il “dio” che associa a tale credenza.

      Quanto a noi sappiamo che conoscere con assoluta certezza l’esistenza di Dio e dell’anima è perfettamente nei limiti dell’intelligenza umana, il prezzo da pagare è però che questo Dio e questa anima non possiamo inventarceli a nostro uso e consumo e somiglianza.
      In Pace

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    • E da cosa si evince che a Napoleone scocciasse sentirsi nulla davanti a Dio? A me pare, anche da altre cose che ho letto, tutto il contrario.

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      • Tipico dei grandi dittatori della storia sentirsi una via intermedia tra tutti gli altri uomini e Dio. Riconoscevano la superiorità solo a Dio per imporre la propria a tutti gli altri.

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        • Ma anche fosse, hai risposto a una domanda che non ho fatto… e non hai risposto a quella che ho posto.

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          • Scusa pensavo fosse implicito.
            Ci sono 2 fasi Napoleoniche.
            Quando era in auge dubito fortemente che prendesse veramente Dio sul serio , se non per avvalorare a se stesso l’idea di essere un pò l’unto del Signore.
            Dopo , quando perse progressivamente il potere, ci fu una fase di conversione, e questo lo accomuna a tanti uomini che scoprono davvero Dio solo nella disgrazia….

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            • Ma di che stiamo parlando? Sulla base di cosa dici questo?

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              • Delle mie letture di storia, unite alle mie sensazioni personali.
                Anche nel primo periodo era certamente un grandissimo conoscitore delle religioni e sulla carta un Cristiano convinto , ma il suo comportamento effettivo come despota può essere definito “cristiano” ? Hai una vaga idea del terrore che suscitava anche solo il suo nome non solo tra i nemici ma tra i suoi stessi sudditi?
                Comunque non ci ho mai parlato quindi tutto può essere…Tu invece hai parlato direttamente con Napoleone ? In questo caso se hai notizie dirette non discuto! 🙂

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              • Io non ci ho parlato, e infatti non mi sono pronunciato, contrariamente a quanto hai fatto tu. Di ciò di cui non si può parlare, bisognerebbe tacere infatti.

                Prendo comunque atto che trattasi di tue sensazioni personali.

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              • Perchè ti risulta che tra di noi ci siano storici di chiara fama che possano parlare di qualsiasi personaggio storico con una certa cognizione di causa?
                Tutti noi leggiamo la storia scritta da altri, e sarebbe sempre opportuno leggere più fonti, e poi ci facciamo una idea.
                E’ ovvio che siano idee personali, fondate però su fatti concreti.
                Anche le tue sono idee personali, o pensi di detenere la verità ?

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              • Quello che, in modo evidente, non ti è chiaro, è che uno storico mai si sognerebbe di fare l’analisi psicologica (in quanto storico poi!) dei personaggi della storia. Quello che invece stai facendo tu, cosa che mi dice chiaramente che non sei né storico, né psicologo. E che nemmeno hai molto buon senso.

                Ora, se non ti dispiace, chiudiamo qui l’OT.

                E se ti dispiace, lo chiudiamo ugualmente.

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        • Sempre meglio che i dittatori atei che chiaramente si prendono essi stessi per dio…
          Le carneficine imposte dalle due categorie non hanno niente in comune…
          In Pace

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          • Si questo è fuor di dubbio.

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          • Ma meglio non solo dei dittatori, ma anche di chiunque si batta nel nome di un presunto egualitarismo (spacciato per equità) ponendosi così al di là o al di sopra di Dio. Rispetto a costoro il Bonaparte era una, anzi due, spanne sopra. Con tutti i suoi difetti, certo.

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    • A dir la verità penso che la realtà sia esattamente opposta… in pochi credono davvero nell’esistenza di Dio. Se si vuol dare alla parola “credere” l’accezione che merita. Del resto, all’opposto, anche i veri atei sono rari.
      Poi ogni religione insegna qualcosa di diverso sull’anima e il suo destino, questo si.

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      • Aggiungo, per meglio precisare il mio pensiero, che con la mia frase mi riferivo all’occidente. Sull’altare della razionalità e della ricerca di un perchè alle cose, l’occidente ha sacrificato tutto, compreso se stesso.

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  2. Se l’argomento è la personalità e i meriti/demeriti di Napoleone, penso che la parola definitiva l’abbia detta Manzoni: “nui / chiniam la fronte al Massimo / Fattor che volle in lui / del creator suo Spirito / più vasta orma stampar”. Anche se il poeta demandava l’ardua sentenza ai posteri, non credo che sarà mai possibile un giudizio complessivo e oggettivo su Napoleone più di quanto lo sia per Giulio Cesare o Ottaviano Augusto, pur se a distanza di millenni. Né vedo a che servirebbe: le imprese di Napoleone, le stragi da lui compiute come il punto fermo comunque messo agli eccessi più sanguinari della rivoluzione, i saccheggi e la persecuzione del Papa come la svolta impressa alla storia umana, nel bene e nel male, fanno parte della Storia stessa.
    Ma se il giudizio è sui ragionamenti esposti sopra, allora direi che sono chiari, centrati e ben argomentati. Un megalomane, ma un megalomane che non aveva perso del tutto il senso della Realtà.

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    • “Se l’argomento è la personalità e i meriti/demeriti di Napoleone”

      No, infatti non era questo.

      Ci si potrebbe comunque chiedere quanto dell’opinione che generalmente si ha del Bonaparte (anticlericale, sequestratore del papa, miscredente etc) sia stato accolto acriticamente. Per dire, io stesso mi sono stupito di aver trovato una parziale riabilitazione della sua figura provenire da… i frati domenicani dello studio filosofico di Bologna! Eppure…

      A proposito del Papa, del suo “rapimento” e di altre questioni che hanno contribuito a creare l’aura di anticlericalità che solitamente lo avvolge, ho trovato delle cose interessanti in questi scritti da cui ho attinto il testo dell’articolo. Magari più avanti aggiungerò qualcosa.

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