Fantascienza : la Chiesa cattolica nella Quarta dimensione

Profondità

Profondità

Oggigiorno quando parliamo di quattro dimensioni pensiamo allo spazio tridimensionale dei fisici aggiunto alla nozione di tempo: nessuno ci pensa, ma la”terza” dimensione è una ricostruzione intellettuale della visione stereoscopica del fatto che abbiamo due occhi per guardare e per posizionare l’oggetto nello spazio, quanto al tempo in quanto dimensione è un’estrapolazione per tener conto del moto. La cosa divertente è che il passato non esiste più e il futuro non ancora: la quarta dimensione spazio-temporale è proprio un discorso per essenza “mitico”.

Gli antichi consideravano anche loro quattro dimensioni: la lunghezza, la larghezza, l’altezza e…la profondità.Le prime tre sono dimensioni “esterne” , mentre la quarta è una dimensione “interna”. Queste dimensioni non sono costruzioni dello spirito come quelle usate dai fisici, ma esprimono l’essere delle cose che sperimentiamo e sono sempre dimensioni, non relative nel senso che diamo attualmente a questa parola, ma in relazione: una larghezza  è quella che è  ma è sempre da mettere in relazione con altre larghezze: due tavole differenti hanno larghezze differenti ma sempre larghe sono.

Spesso sentiamo tra amici chi si lamenta della messa attuale o della Chiesa attuale e La giudica troppo orizzontale mancante di verticalità dopo il Sacro Santo Concilio Vaticano II, oppure sentendo il Santo Padre che La considera non abbastanza rivolta verso le periferie esistenziali si prendono di paura perché loro capiscono che bisogna aumentarne l’orizzontalità, intesa come realtà a due dimensioni , oppure altri, anch’essi  resi un po’ miopi da un linguaggio inadatto, credono che dedicandoci alla liturgia si perda la necessaria orizzontalità che permette di raggiungere l’alterità umana.

Eppure hanno la lezione di Sant’Agostino: con Dio si parla di profondità, capire Dio è analogo a fare un buco profondo nella sabbia e voler metterci ll mare intero: fare un buco, non costruire un palazzo, o creare un lago. La Gerusalemme dell’ Apocalisse nel capitolo 21 è descritta nel senso della lunghezza della larghezza e dell’altezza, è d’oro, ma sono le Sue fondamenta, al numero di ben 12,  che hanno i materiali i più preziosi : [19]Le fondamenta delle mura della città sono adorne di ogni specie di pietre preziose. Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, [20]il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undecimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. 

Stiamo a guardare l’orizzontalità o la verticalità della Chiesa e della Liturgia, stiamo a giudicare se è troppo o non abbastanza a due dimensioni, mentre in realtà la Chiesa si capisce nella Resurrezione che avviene nella profondità del Sepolcro, si mostra nel segno di Giona, cioè, in primis, dovremmo, noi cattolici, essere consapevoli della Sua quarta dimensione: la profondità, profondità che  si amplia incessantemente ad ogni Liturgia che si compie , ad ogni povero che si incontra.

In Pace

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Categorie:Filosofia, teologia e apologetica

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