Blog dei blogs 51 – Boieng, SanRemo, Sarah e confusioni varie

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Torna sulle colonne del blog la rassegna degli articoli dedicati alla cristianità cattolica più interessanti reperibili in rete dopo alcune settimane di silenzio. Torna per cercare di mettere in fila una confusione che regna incontrastata pare su tutti gli argomenti: compito praticamente impossibile.

Contro Sorondo
E allora partiamo confusamente con il primo articolo che ci viene offerto dalla Bussola quotidiana, un editoriale durissimo contro Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere delle Pontificie accademie delle Scienze e delle Scienze sociali, reo di invitare in accademia a parlare gente del calibro di Sachs e Erlich. Pensiamo bene: li invita per accedere ai loro pensieri e comprendere dove si può avviare un dialogo proficuo (per loro!) agendo sulle (pochissime) intese che (forse) si possono trovare fra le due forme mentis in campo (cristiana da una parte, globalista/mondialista/abortista a detta di Cascioli dall’altra). Oppure pensiamo male: ha ragione Cascioli.
O forse il vero si trova a metà strada… dico solo che se dovessi ritrovarmi in teatro a recitare la parte di uno orgoglioso/contento di essere dove si trova, perfettamente a suo agio, sicuro di sé e che apprezza chi sta parlando e gli piace quel che sta ascoltando, l’atteggiamento del cancelliere qui sarebbe il mio che imiterei. Certamente mio limite.

Ma cambiamo argomento e passiamo alla più stretta attualità, quella cioè che già domani è storia passata e dopodomani nessuno ricorderà. Epperò un’immagine retorica si staglierà per qualche tempo in 10 milioni e passa di italiani: il “cantico dei cantici” letto da Benigni a San Remo è il kamasutra del cristianesimo senza immagini sconce.

Avvenire
Pure avvenire non riesce a non citare la scivolata dell’attore toscano sul libro della Bibbia letto e interpretato durante il Festival di San Remo (non riesco a scrivere “spiegato”…). Per lui il cantico celebra l’amore del Love is Love (na na na). Applausi tenui, 60% di share, velo che oscura la vista dalle balls che girano a manetta e velo pietoso sul conseguente quarto d’ora di buona recitazione di una traduzione inedita (ma che è?!) e frasi fatte da letteralista ammerigano. Di vero, Avvenire lo ricorda, c’è solo questo: si fa fin troppo poco sesso per quanto se ne parla. Ecco, spegnete la tele in questi casi e concedetevi di andare a letto prima insieme!

Aleteia
Giovanni Marcutullio è più preciso al riguardo. Innanzitutto chiarisce che è inutile parlare di “ignoranza” di Benigni: stiamo parlando con uno che le cose le sa eccome, prova ne sia il “suo” cantico di qualche anno fa. Cambiava la platea e quindi cambiava la sua esegesi.
Ma suvvia, siamo nell’epoca della post-Verità, il cambio di casacca ad ogni colpo di vento è il minimo sindacale, figuriamoci se non si cambia idea in una esegesi di un testo scritto migliaia di anni fa. Il punto è che Marcotullio fa notare che l’errore più grave non è il “balzello omosessualista” pagato aggratis, ma le forzature storiografiche e bibliche. Insomma, c’è gente come lui che dal quarto d’ora di cultura in televisione si aspettava davvero la Cultura. Questo dimostra che non ha perso fiducia nel genere umano: complimenti!

Chiudo con la questione SanRemese perché – nonostante l’Oratorio degli amici Pinguini Tattici Nucleari o la Bibbia di Bugo o il testo del rapper con la SLA – la questione la chiude

Famiglia Cristiana
che tenta di andare oltre il pettegolezzo sviluppando con il teologo Lorizio il concetto di alleanza uomo-donna, Dio-popolo ecc ecc. Il risultato – personale eh! – è che dopo una ventina di righe si capisce subito che si sta giocando al gioco che i produttori del programma volevano giocassimo: sparlare per parlarne, tanto non cambia niente. E “dopodomani nessuno ricorderà”
Bravi, adesso ho capito, mi avete fatto perdere anche fin troppo tempo. Cambio canale, ma di questa comprensione dovevo scrivere.

Questione Sarah. Pronti alle botte?

Stilum Curiae
Tosatti riporta il congedo illimitato del segretario dell’Emerito Ganswein. L’idea che ci si fa leggendo i pettegolezzi vaticani lì riportati è che il Segretario ora avrà più tempo da trascorrere con Benedetto XVI a causa di due parole tombali sulla sua carriera di Sua Santità Francesco. Ma è meglio così in fondo: si dice che a stare con lo zoppo si impara a zoppicare, magari a stare con un Santo si impara a santificarsi. O no?

Magister
Smetterei di (s)parlare di chiacchiericci, invitandovi a leggere una parte del libro del Cardinale Sarah raccolta da Magister in questo articolo linkato. ALtrettanto ovviamente, per non far torto a quanto appena detto, dovreste saltare a piè pari il post scrictum che ivi ritroverete nel quale vi farà capire che non è proprio vero che Papa Bergoglio sia chiuso ad un superamento del celibato.
Eppoi ne abbiamo parlato fin troppo (più di 400 commenti… ma davvero?!). Cambiamo canale? Dai.

Isola di Patmos
E lo facciamo con le novità in sede televisiva dell’Isola e dei suoi autori, una leggibile e una che conosciamo noi, ma che anticipiamo a mò di pubblicità. Primo: a quanto pare Padre Ariel è diventato ospite semifisso della trasmissione Dritto e Rovescio di Rete4. La cosa ci fa piacere, Ariel si sa ben difendere, difende bene la fede e la fede retta, dimostra carattere e testosterone de fèro, ma davvero i tempi televisivi micidiali, la pubblicità sempre e comunque e l’assoluta necessità di spettacolarizzazione di qualsiasi cosa mi impediscono di vedere il programma fino alla fine, nonostante la veda su web e in differita e saltando le parti cretidiote. Praticamente ascoltando solo Padre Ariel (!) arrivo alla fine della visione e mi chiedo “ma perché?!” e capisco che se lo fa c’è un motivo, ma il motivo non sono io. Magari siete voi e allora segnalo.
Seconda novità: Padre Gabriele Scardocci O.P. – autore ECV, dell’Isola e di Club Theologicum – sta preparandosi per creare un nuovo canale YouTube personale nel quale discuterà, pare con cipiglio giovanile, di teologia, filosofia e altre belle amenità. Aspettiamoci succulente novità!

Fulvio Rampi
A proposito di YouTube, state continuando a seguire il prof. Rampi? Dopo il focus sull’Avvento, è arrivato ad esaminare 3 canti dedicati a Maria davvero splendidi e pochissimo eseguiti (che poi… quando mai si esegue il gregoriano?).

Tosatti
A proposito di Maria e di canti… rubo un altro articolo da Tosatti per informare delle dimissioni dei cantori di Loreto a causa, strano ma vero, delle paghe da fame che a quanto pare girano in quei luoghi. Già vista ‘sta scena, ad esempio pare ci sia chi porta a casa 300milaeuro per declamare un testo biblico e chi un pochino meno per suonare sul palco più famoso del pop italiano. Ma procediamo: la questione che qui pone Porfiri mi vede chiamato in causa, a volte anche in prima linea, certamente come amico di gente che in prima linea c’è da anni e da anni è semplicemente un professionista volontario. Si chiede il Maestro Porfiri: “Com’è possibile che oggi la Chiesa sia del tutto irrilevante rispetto alla musica contemporanea e alle altre arti? Com’è possibile che Colei che fu il sommo “mecenate” per millecinquecento anni almeno oggi non dia neppure da vivere a chi assicura settimanalmente la dignità musicale del culto?”
La risposta sembra ovvia: non ci sono i soldi manco per far mangiare i preti, figuriamoci per pagare musicisti che magari si ritrovano a suonare Frisina (quindi paga doppia…) o compositori che potrebbero scrivere musica troppo … complessa per gli standard che si vuole proporre oggi (che poi magari risulti anche più bella di quella che ti ritrovi a suonare…). La questione è certamente politica, di politica economica. Io so che ci sono musicisti e cantanti e compositori che – nonostante tutto – suonano, cantano e scrivono. Aggratis. Epperò il punto cardine è che primo non è giusto (all’operaio si paghi la giusta merce ecc ecc… o no?!) e secondo comunque non solo spesso non si mette in evidenza il risultato, ma a volte non si ringrazia nemmeno e sempre più spesso si contrasta o si creano problemi in sede parrocchiale (perché vuoi mettere le chitarre?). Per non parlare dello scadimento delle scuole corali parrocchiali: qualcuno ricorda la provocazione intelligente che il Maestro Maffeis lanciò da queste colonne anni fa? Io non l’ho scordata e anzi ho proprio compreso che da terra, dove eravamo, non abbiamo fatto altro che iniziare a scavare. Alè!

Ma bando alle ciancie, andiamo o no all’imprescindibile di turno?

Eh no, oggi no. Perché alla fine davvero nessun link mi ha dato quella scarica di adrenalina necessaria a farlo assurgere a tale onore.

Trovo ottimo ad esempio questo commento di retta via sul Cantico dei Cantici, o Feser che anticipa la novità di Aquinas 101, video corsi gratuiti di filosofia tomista (chiaramente in inglese, ovviamente accademici, naturalmente difficili) o ritrovarmi con un nuovo ottimo programma dell’anno di “Cinque passi al mistero” di Padre Botta che cercherò di seguire via web, ma… niente. Nessuna adrenalina.

No, forse qualcosa c’è! Quest’anno – dopo eoni di attesa – dovrebbe uscire il nuovo Flight Simulator di Microsoft! Qui il trailer del restyling del simulatore di volo più famoso al mondo: non vedo l’ora!

Si, questo è il livello purtroppo, ma piuttosto delle chiacchiere preferisco imparare a guidare un boieng. Speravo di “volare” in altro modo, ma tant’è, accontentatevi.



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43 replies

  1. Boieng è un refuso o è voluto?
    Poiché vedendolo nel titolo e nel testo mi viene il dubbio che non stia cogliendo qualcosa 😊

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    • Ahahah guarda, è per far capire che forse l’unica vera bella notizia – al di là delle chiacchiere – è che esce il nuovo flight simulator! È una vera e propria provocazione, ma chi legge io blog da mo’ mi conosce e sa che queste mie trovate sono un classico 😛
      PS. Va da sè che io il simulatore lo attendo davvero… 😉

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      • 😂😂😂😂😂

        Dev’essere che queste trovate me le son perse visto che il blog lo conosco , sì da mo’, ma è solo da mesi (un annetto?) che lo seguo giornalmente…
        Sorry 😊😊😊

        Tra l’altro, se non sbaglio, siamo pure corregionali.😉

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        • Bella lì se anche tu sei della terra dei pinguini tattici! Nel frattempo. Grazie dei tuoi commenti. E della tua quotidiana Ricerca di contenuti qui da noi.

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          • Pinguini tattici=Cerano hinterland milanese.
            Lombardia

            Allora no.. mi sono sbagliato.

            Dato che, ma non so perché (forse a ‘sto punto refuso da T9), qualcuno nel passato si rivolgeva a te con “Mauro” ho pensato fossi il Mauro M. autore della foto che fa da sfondo a questo stesso sito. Il quale è di Olbia.
            io sto giù, vicino all’Africa…
            pochi pinguini qui😁.
            Scusa

            Legami specialissimi, cmq, con Milano e dintorni. Da Don Giussani fino a ad amici sorella e nipoti 😊

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            • Mauro Mendula è, oltre ad un gran fotografo, un omonimo mio amico che abita in un posto che non ho mai visitato ma che prima o poi, a Dio piacendo, visiterò! E magari quel giorno avviserò… 😉

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              • Bene, svelato l’arcano dunque. Difatti mi pareva strano che non tu non abbia mai citato, tra i tuoi interessi, la fotografia.
                Quando verrai, e avviserai😏, prova a vedere se riesci a portarti anche il sig Simon de Cirene appresso. Sennò va benissimo ugualmente 😊😊

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  2. Benigni e affini.
    Ma da un festival che dall’inizio alla fine è programmato per celebrare una universale liturgia di dissacrazione, di rovesciamento del sacro a reti e menti unificate senza controprogrammazione, poiché si consuma sotto l’altissimo patrocinio della mediasettara onnipotente regina dello share Maria (De Filippi, concelebrante in voce e in effigie), che volevamo aspettarci?

    Benigni non è stato affatto chiamato per fare cultura, è stato convocato e foraggiato lautamente per fare la sua parte nell’officiare la suddetta sfacciata, strenua, puntigliosa dissacrazione del sacro, malmenando e insudiciando un testo sacro. A meno che qualcuno pensi che usare un testo sacro per inneggiare al sesso libero sia fare cultura (oltretutto nel 2020, ossia quando gli italiani “fanno sesso libero” – perdonate l’orribile locuzione – come e quanto vogliono da lustri e la più parte degli uomini di Chiesa da lustri nulla hanno da obiettare, questo atteggiarsi a coraggiosi araldi dell’amore carnale in ogni sua forma contro la pesante cappa di censura della Chiesa sessuofoba e bacchettona è involontariamente ridicolo; ecco – ci sono arrivato – in questo ridicolo involontario sta il comico Benigni, così involontario che nemmeno il comico Benigni s’è accorto di esserlo. Geniale!)

    Perciò il cattolico con un po’ di sale in zucca e sano amor proprio (premessa necessaria per la santità) non guarda il festival (a meno che non faccia di mestiere di critico televisivo o affine), e lascia al solito pensoso esperto teologo/biblista femminista (uno vale l’altro, sono intercambiabili) interpellato per l’occasione di plaudire al Benigni liberatore del Cantico dalle pastoie cattotradizionaliste.

    C’è poi il cattolico stolto che, bruciando incenso allo stolto principio che da tutto si può trarre il bene, si sforza di cavare anche dal monologo benignano utili ammaestramenti alla Chiesa per una salutarmente rinnovata pedagogia della sessualità. Che sarebbe come dire che è buono farsi un giro al bordello perché anche da questa esperienza di contatto con il diverso possiamo trarre del bene.
    Credetemi: il problema non è il festival della canzone (?) – scontatissima, prevedibilissima, vacua celebrazione dello spirito del tempo -, è la stoltezza del cattolico che, anziché fregarsene completamente del carrozzone, si sente in dovere di occuparsene, di farsi dettare l’agenda da Benigni, di trarne chissà quali insegnamenti per evangelizzare meglio.
    Un giorno i sociologi e i pochi autentici teologi superstiti analizzeranno la coazione alla stoltezza dell’intellettuale cattolico 2.0 o 2020.

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    • Amen. Come dico nell’articolo: “ho ben capito il motivo MammaRai, tardi, ma l’ho ben capito” e per questo:
      1 – non ho guardato il festival (come faccio per altro da sempre)
      2 – ne ho parlato qui, in questa rubrichetta rapida e indolore, e morta lì

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  3. Ottimo.

    Solo una cosa a integrazione di quello che ho detto: hai fatto benissimo a ricordare Paolo Palumbo, malato di SLA e amico del Rosario.

    Al sanremo l’hanno invitato in coerenza col culto dello Spirito del Tempo. Allo stesso modo lo Spirito del Tempo esorta ad abundantiam a non torcere un capello né un pensiero al diversabile affetto da sindrome di down e contemporaneamente inneggia all’ultimo portentoso ritrovato scientifico che consente di diagnosticare la sindrome in utero con conseguente liberissima legalissima strage eugenista all’ultima moda.

    E tuttavia anche nel caos della decomposizione una perla splendente va ricordata. Nel mio commento precedente non l’ho fatto, rimedio ora.

    Che nel festival della dissacrazione coatta si dia spazio, senza manco accorgersene, al Rosario come potente arma di Salvezza è l’ennesima conferma che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, o che la dittatura nichilista imperante è feroce ma anche non poco cretina.
    Tanto cretina che forse pure il cattolico stolto 2.0 potrebbe accorgersene, forse, con un minimo di sforzo.

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  4. Qualche riflessione sul “ demoniaco” .
    Esiste davvero una banalita’ del male, una sua irredimibile bruttezza, una sua desolante mediocrita’ , ed e’ per questo che Satana , invidioso di Dio, cerca sempre di atteggiarsi in modo solenne , di CITARE LA SACRA SCRITTURA , la bellezza della Parola, anche se lo fa alla Rovescia.Come un mostro che si riveste di un magnifico Manto non suo ma lo indossa alla rovescia.
    Nell’ episodio delle Tentazioni di Cristo il Diavolo si pavoneggia quale serio rabbino citando versetti della Bibbia , a cui Cristo contrappone volta a volta la loro retta interpretazione.
    Cosi’ oggi il Diavolo, attraverso il mezzo televisivo, non puo’ solo celebrare i suoi squallidi Balli in maschera , esaltanti la lussuria , la sodomia, il male, e irrimediabilmente BRUTTI, nonostante lustrini e paillettes e belle ragazze discinte, il Diavolo cerca di nobilitarsi citando un libro della Sacra Scrittura , il Cantico dei Cantici, ma lo fa a modo suo, rovesciandone il contenuto. Se il sublime Cantico della Bibbia e’ un poetico e mistica dialogo d’ amore fra l’ anima e il suo Dio ( come interpretarono gia’ gli antichi rabbini ebrei e come ha meglio mostrato San Giovanni della Croce) e anche una esaltazione dell’ amore buono fra due sposi, il Diavolo ne fa una canzone a lode del sesso promiscuo, fra uomo e donna, fra donna e donna, fra uomo e uomo ecc. , con finale invito all’ orgia collettiva.
    Ci sarebbe voluto un santo che come Cristo al Diavolo nel deserto, si fosse alzato a Sanremo per ribattere punto per punto per smascherare la mistificazione demoniaca della Parola di Dio.
    Ma oggi viviamo in un tempo in cui i santi vivono nascosti, in cui il silenzio e il nascondimento di Dio sembra essere piu’ profondo che mai. Allora ognuno deve ripetere nella sua anima ,Vattene Satana ! Poiche’ sta scritto Adora il Signore tuo Dio e Solo a Lui rendi culto ( Matteo 4, 10)

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  5. Leggo su fb da un amico (anche del blog) questa riflessione su un “compositore” (le virgolette le capirete) che potrebbe perfettamente essere inquadrata nell’ambito di quanto Porfiri denuncia e che ho qui sopra riportato.
    A voi!
    PS. la questione non è facile, ma l’amico scrive bene. Per qualsiasi info o delucidazione chiedete pure!

    “Non sarà facile, ma cercherò di essere chiaro e sintetico, tralasciando nozioni importanti ma non necessarie per la comprensione dell’idea: un suono può essere scomposto in una serie di sinusoidi a differente ampiezza e frequenza. Il fatto che due suoni simultanei siano percepiti più o meno consonanti è legato al modo in cui interagiscono le componenti sinusoidali dei due suoni. Per gli strumenti che ci sono maggiormente familiari (chitarre, violini, voci umane, ecc), l’ottava è, dopo l’unisono, l’intervallo più consonante, segue poi la quinta. Questo è dovuto al fatto che, per questi intervalli, i due suoni hanno diverse sinusoidi che coincidono, e, nella pratica, non ci sono sinusoidi che, interagendo, diano vita a battimenti rilevanti.
    Ma è possibile, con l’avvento dei sintetizzatori, realizzare suoni con uno spettro di sinusoidi non ortodosso, in grado di rendere dissonanti intervalli usualmente percepiti come consonanti, e consonanti degli intervalli usualmente percepiti come dissonanti. In questo modo è possibile, tra l’altro, sostituire l’ottava con un intervallo più ampio o più stretto.
    William Sethares si è dedicato molto a queste possibilità, sviluppando quella che lui chiama Xentonality: alterando il timbro dei suoni (cioè l’insieme delle sinusoidi che li costituiscono), giunge a poter utilizzare anche divisioni dell’ottava normalmente considerate troppo dissonanti, come ad esempio il temperamento equabile ad 11 note.
    Sul suo sito, la cui lettura è caldamente consigliata, si possono trovare maggiori dettagli e diversi riferimenti a lavori di altri studiosi. Ma si possono trovare soprattutto le sue composizioni basate sulla Xentonalità o su altre idee a cui ha lavorato. Particolarmente notevole, per esempio, il suo algoritmo che consente, in tempo reale, di adattare l’intonazione dei suoni affinché la musica che viene eseguita conservi la possibilità di trasporre e modulare senza limiti e, allo stesso tempo, i rapporti semplici tra frequenze per gli intervalli di ottava, quinta e quarta. Può sembrare poca cosa agli occhi del profano, ma si tratta di un problema musicale che ha occupato musicisti e teorici per secoli, in quanto le consonanze perfette sono legate ai rapporti semplici, i quali però limitano pesantemente la modulazione e la trasposizione, che sono tra le cose che hanno permesso alla nostra musica l’evoluzione che ha avuto. Storicamente, il problema dell’inconciliabilità tra le due cose fu superato approssimando questi rapporti semplici a valori più complessi ma numericamente vicini, l’algoritmo di Sethares invece permette di conservarli come sono, senza dover ricorrere ad approssimazioni.
    Brani di Sethares realizzati sfruttando questi assunti teorici al seguente link:

    https://sethares.engr.wisc.edu/xentone.html

    Sfiziosa soprattutto la sonificazione di un cristallo di morfina.

    Per un’esposizione più lunga ma sempre divulgativa della teoria alla base degli esperimenti di Sethares:

    http://storiadelleidee.blogspot.com/…/la-storia-della-conso…

    Altrimenti, per roba più tecnica, vi invio la mia tesi di laurea.

    Comunque questa potrebbe essere la base per la sperimentazione musicale dei prossimi 100 anni, se solo a qualcuno importasse.”

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  6. No, forse è arrivato l’imprescindibile!!!

    “la Chiesa ha così censurato il Cantico da farlo proclamare come prima lettura nel rito del matrimonio e la Sinagoga ha così censurato il Cantico da farlo leggere nel giorno di Pasqua! E sarebbe ora di dire che il cristianesimo non ha paura della carne, anzi: la amiamo talmente da credere che il Dio si sia incarnato e da proclamare la resurrezione della carne e non la sola immortalità dell’anima! Chi pensa alle belle anime e non ai corpi non è cristiano, è gnostico: che lo si sappia.”

    AMEN

    https://www.tempi.it/benigni-il-furbetto-che-sfrutta-lignoranza-della-gente/?fbclid=IwAR2d_P29sSkjRL98RkLD1Bd0sH_u8SC6sJ_ksBx5njlMFXn8m3elrcWsACQ

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  7. https://www.marcotosatti.com/2020/02/12/querida-amazonia-qualche-paragrafo-chiave-per-capire/

    Ho letto senza tener conto del commento di Tosatti.
    Sinceramente? Non mi dispiace affatto quel che ho letto, anzi… una bella sorpresa (non tanto però, sarebbe stato più sorprendente leggervi altro… che grazie a Dio non c’è).
    Sarebbe assai “bello” che accada quel che successe con Paolo VI per HV.
    Crollerebbero maschere e giochetti… e vedere R. de Mattei difendere papa Francesco non avrebbe prezzo XD XD XD.
    Ma non è un’enciclica, e si son fatti più furbi e pazienti.

    PS
    se è possibile e non crea problemi, dal prox commento cambierei “paolos” con “paolo”…
    il sistema wordpress lo accetterà?
    Grazie

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  8. C’ e’ gia’ chi parla di “ magistero onirico” , infatti l’ Esortazione pubblicata oggi dichiara che quattro sono i “ sogni” di Papa Francesco sull’ Amazzonia, la “ lotta per i diritti degli ultimi “ , la conversione ecologica per uno sviluppo dell’ ecologia integrale, la valorizzazione della cultura locale ,compresi idioletti indigeni, la chiesa missionaria dal volto amazzonico. Tra i sogni di Papa Francesco non c’ era evidentemente quello dell’ ordinazione dei viri provati e delle diaconesse. Piu’ che sogni devono essergli sembrati degli incubi. E cosi’ ha deciso di glissare elegantemente sulla faccenda.
    Tra una citazione poetica e l’ altra l’ Esortazione e’ un fluido amalgama di parole , di frasi rutilanti. Difficile dare una sintesi o trovare una logica. Come nei sogni appunto…..
    Dubito piacera’ ai Teologi progressisti tedeschi .

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    • Il trionfo dell’ambiguità (sì, ma anche no, forse, sì che è no, no che è sì, l’esortazione non è il documento sinodale ma il documento sinodale va letto in parallelo e applicato, i processi sono aperti vediamo dove si va a finire…)

      https://www.lanuovabq.it/it/esortazione-resiste-il-mito-dellamazzonia-felix

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    • Leggere al n° 2 di QA la frase: “Non svilupperò qui tutte le questioni abbondantemente esposte nel Documento conclusivo.”
      mi ha dato l’impressione che la questione dei sacerdoti uxorati è solo rimandata.

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      • Dice bene Scandroglio nell’articolo che ho linkato:

        “Papa Francesco ha abolito il celibato ecclesiastico ed ha aperto all’ordinazione delle donne?

        L’esortazione non si pronuncia esplicitamente su tali due aspetti, ma è un silenzio diniego oppure un silenzio che lascia aperta la porta a queste novità?

        Forse la risposta viene dalle prime righe dell’esortazione in cui si capisce il valore dottrinale della stessa esortazione.
        Tale valore deve essere dedotto dalla relazione tra esortazione e Documento finale del Sinodo, documento – che lo ricordiamo – apriva al clero uxorato (111) ed era possibilista al diaconato femminile (102-103).
        In parole povere: su queste tematiche così discusse prevale ciò che dice Francesco nell’esortazione o il Documento finale? Il Santo Padre preferisce dare una risposta obliqua, ambigua così da lasciare aperte tutte le porte, così ad avviare i famigerati processi.

        Infatti da una parte pare che l’esortazione superi per autorità il Documento (e così, giuridicamente, dovrebbe in effetti essere): «Ho preferito non citare tale Documento in questa Esortazione» (3). Su altro versante sembra che l’esortazione si affianchi come valore dottrinale al Documento finale: «Non intendo né sostituirlo, né ripeterlo» (2).
        Ed infine pare che il Documento funga da chiave ermeneutica per interpretare correttamente l’esortazione e dunque sia paradigma di riferimento e di valore gerarchicamente superiore a quella: «Voglio presentare ufficialmente quel Documento. […] Dio voglia che tutta la Chiesa si lasci arricchire e interpellare da questo lavoro, che i pastori, i consacrati, le consacrate e i fedeli laici dell’Amazzonia si impegnino nella sua applicazione [si badi: applicazione] e che possa ispirare in qualche modo tutte le persone di buona volontà» (3-4).”

        Insomma tutte le porte sono aperte (o almeno solo socchiuse), anche considerando la Costituzione Apostolica «Episcopalis communio» di Papa Francesco sul Sinodo dei Vescovi del 18 settembre 2018:

        https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2018/09/18/0653/01389.html

        “Art. 18

        § 1.

        Ricevuta l’approvazione dei Membri, il Documento finale dell’Assemblea è offerto al Romano Pontefice, che decide della sua pubblicazione.

        Se approvato espressamente dal Romano Pontefice, il Documento finale partecipa del Magistero ordinario del Successore di Pietro.”

        Orbene, il Documento finale del Sinodo panamazzonico è “approvato espressamente dal Romano Pontefice”? Se sì, “il Documento finale partecipa del Magistero ordinario del Successore di Pietro.”

        E ciò che comporta in ordine alla proposta sul clero uxorato di cui al n. 111 del Documento finale?

        Non saprei.

        L’esortazione ha respinto il n. 111? Di celibato l’Esortazione non parla proprio. Sul sacerdote, dice:

        “Il modo di configurare la vita e l’esercizio del ministero dei sacerdoti non è monolitico e acquista varie sfumature in luoghi diversi della terra.
        Perciò è importante determinare ciò che è più specifico del sacerdote, ciò che non può essere delegato. La risposta consiste nel sacramento dell’Ordine sacro, che lo configura a Cristo sacerdote. E la prima conclusione è che tale carattere esclusivo ricevuto nell’Ordine abilita lui solo a presiedere l’Eucaristia”.

        Quindi: solo il sacerdote può presiedere l’Eucaristia, e non si dice che il sacerdote possa essere uxorato.

        Pertanto, domando ancora: l’esortazione ha respinto il n. 111? Mi pare di poter dire: non ha accolto né respinto. Uno può sostenere che ha respinto (giacché è sottinteso che nella Chiesa latina il sacerdote non sia uxorato) ma anche che non ha respinto (perché non è detto esplicitamente nell’esortazione che il sacerdote abbia da essere celibe).

        Se poi ci mettiamo le infinite ambiguità – richiamate da Scandroglio – sul rapporto tra Esortazione e Documento finale (l’Esortazione dice che non lo cita, ma che non vuole sostituirlo (?) né ripeterlo (?), e vuole che il Documento sia applicato (?) ), allora… enorme è la confusione, e tutte le porte restano davvero aperte…

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  9. Papa Francesco ha giustamente puntualizza, all’inizio di QA, come le popolazioni originarie dell’Amazzonia siano stati vessate, estromesse dalle loro terre e schiavizzate da immigrati economici che si sono trasformati, non trovando nessuno che si opponeva loro, in colonizzatori e padroni

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  10. A proposito di ” confusioni varie” , quanto e’ cambiato lo stile e anche la sostanza degli scritti papali dai tempi non dico di Pio XII ,ma persino da quelli di Paolo VI! Qualche vaticanista (Luigi Accattoli) ha paragonato con un certo disappunto Querida Amazzonia all’ Humanae Vitae di Paolo VI, perche’ anche in quel caso un papa visto come progressista aveva stoppato le riforme attese suscitando delusione nel popolo di Dio ( che naturalmente per i progressisti e’ sempre e solo costituito dal partito progressista) .
    Ma Paolo VI aveva avuto il coraggio della chiarezza! Si sì no, no . Dopo Humanae Vitae fu chiaro ,per tutti, che il papa si era opposto all’uso dei contraccettivi.
    Oggi invece non e’ chiaro affatto: il papa si oppone ai preti sposati al diaconato femminile? Mah, forse si o forse no…
    Mi chiedo ma ..il compito di un papa non e’ forse quello di essere chiaro anche a costo di diventare impopolare? Paolo VI ebbe questo coraggio.
    Querida Amazzonia e’stata definita da Mons. Czerny ” una lettera d’ amore”. Infarcita di citazioni poetiche, profetica, creativa…gli elogi si sperticano. Ma chiara ?
    E’ compito di un papa scrivere testi pseudopoetici e confusi come un adolescente romantico ?O e’ piuttosto astuzia gesuitica, tatticismo , che si nasconde sotto ?

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    • @Gian Piero

      Tieni presente che la situazione nella Chiesa è drammatica.
      Vedi a che vere e proprie ingiurie e intimidazioni sono stati sottoposti Benedetto XVI e il cardinal Sarah per aver scritto il noto libro; l’esortazione apostolica (pur con tutte le sue deliberate e improvvide ambiguità, che aprono processi e non chiudono porte che andavano sbarrate) è certamente stata influenzata sia da quel libro (approvare esplicitamente il clero uxorato sarebbe stato nientemeno che dichiarare guerra aperta al Papa emerito), sia dalla volontà di rintuzzare un poco la tracotanza della maggioranza sinodale tedesca (che vuole in tutto e per tutto sostituirsi al Papa regnante e rifare la Chiesa daccapo).

      Anche il cardinale Mueller, pupillo di Ratzinger e per questo già rimosso da Francesco da prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, lavora perché la già drammatica lacerazione non diventi rottura totale, e pertanto, visto che il Papa non ha forzato sul tema del clero uxorato e dei viri probati, ha teso una mano a Francesco in segno di apprezzamento, pubblicando un intervento “distensivo” (dapprima inviato al Papa regnante) in cui afferma che l’esortazione è un documento di “riconciliazione” (non può sfuggire che, provenendo dal prefetto emerito della CDF, questo intervento è di fatto anche un tentativo di offrire ai fedeli un lettura dell’esortazione in chiave perfettamente ortodossa, depotenziandone le insidiosissime ambiguità):

      https://www.ncregister.com/blog/edward-pentin/cardinal-mueller-querida-amazonia-is-a-document-of-reconciliation

      Francesco ha risposto a Mueller con parole al miele: “Caro fratello, molte grazie per il libro “Il Papa, missione e dovere” e per il documento sull’esortazione Post-sinodale “Querida Amazonia”, che mi è piaciuto”, idealmente stringendo la mano tesa dal porporato tedesco e apprezzandone lo scopo distensivo.

      Ciò non significa che tutto si sia ricomposto e adesso si vada d’amore e d’accordo. Tutt’altro.

      Significa che Mueller, fedelissimo di Benedetto XVI, cerca di cogliere e avvalorare ogni segnale positivo proveniente da Francesco per allentare la tensione e dare il suo contributo affinché non si polarizzino vieppiù aspramente le posizioni.
      Alcuni hanno già criticato stoltamente Mueller per non aver evidenziato con la penna rossa e blu tutte le ambiguità e le evasioni oniriche dell’esortazione, ma bisogna capire che Mueller non è così sprovveduto da non vederle, e tuttavia ritiene giustamente che il modo migliore per neutralizzarle non sia esacerbare il conflitto ma tendere una mano e valorizzare ogni segnale distensivo.

      La risposta garbata del Papa a Mueller (critico feroce delle aberrazioni sinodali tedesche), dopo mesi e mesi di gelo tra i due, non garberà sicuramente alla falange armata teutonica.

      Vedremo che capiterà. Comunque mi pare che Mueller, considerando anche l’ufficio che ricopre, abbia agito saggiamente e nell’interesse della Chiesa, in una situazione difficilissima in cui è arduo capire come è buono muoversi…

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      • Concludo: Francesco è di fronte a un bivio. O si autosegrega nel ruolo di notaio ratificatore della eversione ecclesiale fomentata dalla maggioranza sinodale tedesca, o la rintuzza e quindi si inimica i rivoluzionari teutonici (sponsorizzati da tanta parte dell’episcopato latinoamericano: vedi sinodo amazzonicoteutonico). Se li rintuzza, si troverebbe isolato, perché su posizione contrapposta al massimilismo belligerante tedesco si trovano i “ratzingeriani-giovanpaolini” (per così dire), contro i quali il pontificato francescano è stato finora durissimo.
        Può essere che Francesco paventi questo isolamento, e quindi oggi non gli sia sgradito un intervento distensivo, come quello di Mueller, che gli offre una sponda per non finire prigioniero dei massimalisti teutonici e al contempo, pur sottraendolo all’isolamento, non lo impegna a fare ciò che non vuole e per il quale non è stato eletto, cioè operare in continuità con i pontificati giovanpaolino e benedettino.

        Insomma: la situazione è delicatissima e fluida, non solo per la Chiesa, ma anche per il Papa, che si trova posto ormai davanti a un bivio pericolosissimo e ineludibile.

        Vediamo ora le contromosse teutoniche: può essere che, per togliere il Papa da una situazione di aut-aut imbarazzante, i rivoluzionari tedeschi decidano di scendere a più miti consigli e di ridurre le pretese, accettando che la rivoluzione rallenti e magari rinviandone il compimento a un dopo-Bergoglio.

        So che questi sono giochetti da politica politicante che sembra irriverente applicare alla Chiesa, ma oggi sono proprio queste – piaccia o non piaccia – le dinamiche reali che operano ai vertici della Chiesa, e quindi bisogna prenderne atto.

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        • Le domande che mi vengono su al leggerlo sono Bergoglio deve diffendere il suo pontificato o la Chiesa e la sua dottrina? Vale ancora la pena cercare di mantenere uniti sotto lo stesso manto pensieri e concezioni cosi diverse?

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        • Per capire un po’ meglio quanto la impenitente tracotanza della maggioranza sinodale tedesca che vuole rifare la Chiesa preoccupi seriamente Papa Francesco, si veda la documentata e analitica ricostruzione, curata da Sandro Magister, del braccio di ferro tra Roma e Berlino degli ultimi mesi:

          http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/02/19/francesco-e-lo-scisma-di-germania-cronistoria-di-un-incubo/

          Si capisce così anche perché Francesco, dopo molti mesi di gelo totale, abbia stretto idealmente la mano al cardinale (tedesco) Mueller, che del processo sinodale teutonico è critico implacabile e infaticabile (lo chiama “processo suicida” che vuole – nientemeno – “abrogare la Costituzione della Chiesa di Diritto Divino”):

          https://www.lanuovabq.it/it/mueller-sinodo-come-la-fine-della-repubblica-di-weimar

          Insomma: molto più che il celibato sacerdotale amazzonico, è oggi in cima alle preoccupazioni di Francesco la scriteriata smania di grandezza degli emuli di Lutero. Il Papa sa che proprio dei “novatori” tedeschi è debitore, giacché finora sono stati tra i sostenitori più fervidi del suo pontificato (e hanno giocato certamente un ruolo chiave nell’elezione), ma pare stanco di farsi dettare l’agenda da Berlino e soprattutto sembra non voler finire i suoi giorni come burattino esecutore dei vaneggiamenti rivoluzionari di novelli Lutero.

          Staremo a vedere se e come Bergoglio riuscirà a svincolarsi dai dettami teutonici, che fino al 2019 ha assecondato piuttosto pedissequamente, e se e come riuscirà a farlo senza ottenerne in cambio, da parte dei potentissimi ottimati di curia, ostilità e isolamento non troppo dissimili – paradossalmente – da quelli che furono inflitti a Benedetto XVI.

          Perché una cosa è chiara: per come è strutturata oggi la curia romana, un Papa che si alienasse il favore del manipolo di decani curiali che fanno il bello e il cattivo tempo in Vaticano finirebbe per condannarsi all’emarginazione. È un attimo passare dall’essere celebrato all’essere trattato come un ferrovecchio ingombrante, basta che quel manipolo di semionnipotenti curiali ti volti le spalle e decida che il tuo pontificato ha ormai fatto il suo tempo…

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    • Scrive il CCC al n° 1145:
      “Una celebrazione sacramentale è intessuta di segni e di simboli. Secondo la pedagogia divina della salvezza, il loro significato si radica nell’opera della creazione e nella cultura umana, si precisa negli eventi materiali dell’Antica Alleanza e si rivela pienamente nella persona e nell’opera di Cristo.”
      Se allora in QA dal n° 81 al n° 84 si mette esclusivamente in luce l’affermazione che “Secondo la pedagogia divina della salvezza, il loro significato si radica nell’opera della creazione e nella cultura umana”,
      mentre si tralascia di puntualizzare che la pedagogia dei segni e dei simboli in una celebrazione sacramentale “si precisa negli eventi materiali dell’Antica Alleanza e si rivela pienamente nella persona e nell’opera di Cristo”,
      si può arrivare ad afferrane:
      – che l’Eucarestia “può essere «motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente, e ci orienta ad essere custodi di tutto il creato»” e
      – ad aprire uno spiraglio alla sacrilega richiesta di sostituire il pane ed il vino della Consacrazione con focacce di manioca e succo di frutta.

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  11. @blaspas59
    Di fronte alla situazione drammatica e lancinante che vive la Chiesa, il cattolico laico come me deve obbedire a Sacra Scrittura, Sacra Tradizione e Magistero autentico e irreformabile.
    Se il Papa regnante presenta come Magistero autentico ciò che non lo è, il cattolico laico deve (non solo ha facoltà di, ma è tenuto a) opporsi a questa mistificazione, a questa adulterazione, non assecondandola in alcun modo e in nessun modo prestandovi ossequio o assenso, in parole e in opere. Il laico cattolico battezzato e cresimato è dotato dallo Spirito Santo di tutti i doni di grazia necessari a discernere il Magistero autentico da ciò che tale si vorrebbe accreditare ma non lo è.
    Quest’opera di contrapposizione al magistero inautentico sventuratatamente presentato come autentico dal Papa regnante (e da Vescovi che sventuratamente vi accondiscendono) non è opposizione contro il Papa regnante, giacché
    1) il Papa regnante essendo colui che, per divino incontrovertibile decreto, è tenuto a confermare nella Fede il gregge pascendolo, l’unico atto di genuina e sostanziale obbedienza filiale e salutare che a Francesco si possa e si debba tributare è quello di opporsi al suo operato quando esso contrasti con il dovere, incombente al successore di Pietro, di confermare nella Fede il gregge che ha da pascere. E che sventuratamente il Papa possa presentare come verità l’errore non è opinione falsa, ma è certificato indubitabilmente proprio dal Magistero irreformabile, il quale non solo insegna che il Papa non è impeccabile, ma che è possibile che erri quando non impegni il proprio carismo di infallibilità, ossia quando non si pronunci ex cathedra de fide et moribus (e il Papa regnante Francesco non ha mai impegnato questo carisma di infallibilità durante il suo pontificato, sicché nulla vieta che talune affermazioni che egli fa e che paiono insignite di rango magisteriale autentico non lo siano affatto: vedi “pena di morte”).
    2) il Papa regnante è uno solo, ed è Francesco; pertanto, conforme a Sacra Scrittura, Sacra Tradizione e Magistero autentico e irreformabile, non ci si può opporre al Papa regnante, ma si deve opporsi ai suoi errori, secondo quanto in 2 (e questa opposizione, lungi dall’essere un’opposizione contro il Papa regnante, è – stante quanto in 2 – un atto di leale e filiale ed effettiva – non fasulla e ingannevole – obbedienza al Papa regnante).
    E’ contrario a Sacra Scrittura, Sacra Tradizione e Magistero autentico e irreformabile lambiccarsi il cervello e dare scandalo a sé stessi e agli altri ipotizzando o asseverando che Francesco non sia il Papa regnante, che Benedetto XVI sia ancora Papa regnante e via discorrendo. Così facendo, si pecca – lo si avverta o no – contro l’unità indivisibile della Chiesa di Cristo che sussiste nella Chiesa Cattolica.
    La Chiesa è una e una soltanto, uno e uno solo è il Papa regnante, ed è Francesco: Ubi Petrus ibi Ecclesia. Il che non toglie tutto quello che ho detto prima.
    Quando si è in una situazione drammatica come quella attuale, bisogna starci dentro soffrendo e offrendo a Dio ogni sofferenza in espiazione dei peccati nostri e altrui, aderendo così alla grazia salvifica che mai Dio fa mancare a chi gli obbedisce come servo fedele.
    Non bisogna in alcun modo, perché sarebbe cedere a tentazione letale, pensare e/o dichiarare che “ormai esistono due chiese”, “che ci sono due Papi e Francesco è quello falso”, e via vaneggiando.
    Ci vogliono scienza, sapienza e fortezza, tutti doni che lo Spirito ci ha largito in abbondanza e non cessa di alimentare in noi. Facciamone buon uso.

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    • Errata corrige: dove scrivo “secondo quanto in 2”, leggasi “secondo quanto in 1”

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    • Davvero interessantissima questo racconto ed interpretazione dei fatti. Che i tedeschi non siano propriamente il popolo che si fa mettere i piedi in testa credo sia pacifico, come credo sia pacifico come gli stessi abbiano una verve da comandanti in capo (vorrebbe essere un complimento… anche…), ma secondo me se ci fosse una sana dose di fermezza autorevole nel papato (magari anche facendo capire che in caso di scisma, quella assurda tassa sull’essere cristiani cattolici in Germania verrebbe tolta a chi segue Roma, lasciando i palancai a gestirsi i pochi milioni destinati a diventare briciole!) e più coraggio da parte dei Vescovi tedeschi, il problema sarebbe risolto.
      Si risolverebbe con uno scisma che naturalmente non vuole nessuno. Perché il Papa che vuol far la pace con tutti verrebbe ricordato come il Papa dello scisma (e infatti tentare di andare bene a tutti è la cosa migliore da fare per diventare un burattino senza autorevolezza) e in Germania forse ci sarebbero troppe persone con la coscienza sporca senza possibilità di ripulirsela con la facciata dell’ok della Chiesa universale.
      Il disegno strutturale politico (della politica politicante da lobby privata!) diventa ogni giorno più chiaro. Come forse uno dei motivi per cui il conterraneo “pastore tedesco” (cit. Il manifesto all’epoca di Papa Ratzinger) diventava sempre più scomodo per chi voleva che il centro Europa divenisse esportatore (strano…) di nuove indicazioni e paradigmi.
      AH, la loro meravigliosa anima mercantilistica.

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      • “A pensar male si fa peccato però…”
        se in QA 84 si legge che
        “I Sacramenti mostrano e comunicano il Dio vicino che viene con misericordia a guarire e fortificare i suoi figli. Pertanto devono essere accessibili, soprattutto ai poveri, e non devono mai essere negati per motivi di denaro.”,
        perché i Vescovo tedeschi negano i sacramenti a chi non paga la “Kirchensteuer”?

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      • Hai ragione.

        Ai rivoluzionari tedeschi non interessa un fico di Cristo, interessa 1) fare quelli che comandano e spadroneggiano; 2) continuare a vivere nel lusso, visto che i cattolici tedeschi sono sempre meno e quindi gli introiti della nota tassa (parasimoniaca) si assottigliano pericolosamente.

        Il guaio è che con tutti quei soldi negli ultimi decenni si sono assicurati (acquistati, direi proprio) un potere enorme sia nell’episcopato latinoamericano, sia nella curia romana.

        La domanda è: il manipolo di attempati semionnipotenti che fanno il bello e il cattivo tempo nella curia romana sono tanto ricattabili dai rivoluzionari tedeschi da non poterli scaricare o no? Perché se no, lo scismetto luteranoteutonico si sgonfia da solo, stante che ai cattolici tedeschi interessa sempre meno la Chiesa Cattolica, figuriamoci se trovano appetibile una chiesuola cattoluteranizzata… tanto vale si facciano direttamente luterani…

        Il guaio è che palesemente l’elezione di Bergoglio (imprevedibile, in un conclave composto interamente da cardinali di creazione giovanpaolino-ratzingeriana!) nasce da un inedito patto che, in funzione antiratzingeriana (per intenderci), ha visto saldarsi “novatori” tedeschi (con tutta la filiera latinoamericana foraggiata da Berlino) e cardinali manovrati dai potentati curiali romani (magari non troppo amici tra di loro, ma riconciliatisi per l’occasione).
        Se salta quel patto, anche Bergoglio è rischio, perché la sua elezione è figlia di quel patto. Perciò parlo di rischio isolamento prossimo venturo per Francesco.

        A meno che Francesco non sappia reinventarsi, e tessere un inedito patto di potere che lo tenga in sella malgrado la frantumazione del patto che finora ce l’ha messo.
        Certo finora Francesco ha regnato con rotta segnata e pilota automatico inserito, ora deve mettersi al volante…

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      • Quest’idea di togliere la kirchensteuer a chi segue Roma è magnifica. Bisognerebbe paventarla anche se non ci fosse scisma. Un bel documento ufficiale nel cassetto da pubblicare nel caso. Ricatto papale? Squisitamente sì. E sarebbe bellissimo.
        Secondo me la smetterebbero e tornerebbero a più miti consigli.
        C’è modo di metterla come pulce nell’orecchio a qualcuno che sta in alto?

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        • Dovrei studiarmi bene il caso di questa simpatica tassa alla fede che Dio dona gratuitamente e poi farci un articolo, ma ogni volta che ci penso mi vengono a prudere le mani e allora penso che il risultato sarebbe un articolo al vetriolo forse divertente da leggere, ma nulla più.
          L’unica è metterla sull’ironia, ma quella seria, quella difficile da scrivere e serve lucidità e ispirazione.
          Per ora ci penso su.

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      • Non è che si possano fare gli scismi nella Chiesa un po come i partiti politici ogni 30 secondi si dividono per poi tornare insieme….
        Lo scisma è un cosa seria …Non trasformiamo la Chiesa in un PD qualsiasi…:-)

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