La Thomas University ai blocchi di partenza: nuova intervista all’amico Fulvio di Blasi

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Di seguito riportiamo la nostra nuova intervista (notturna) all’amico Fulvio di Blasi, Direttore della Thomas International Center, pubblicata in data 10 gennaio 2018 su La Croce Quotidiano. In questa chiacchierata Fulvio approfondisce quanto già chiarito con una precedente intervista, apparsa su queste colonne ad ottobre dell’anno scorso, riguardante l’avvio della neonata Thomas International Center (TIC) University. I lettori ritroveranno qui anche alcune risposte già pubblicate a suo tempo, ma approfondite e aggiornate con gli ultimi avvenimenti.
I corsi universitari sono praticamente partiti ed è possibile seguirli iscrivendosi direttamente al sito della TIC Univesity, qui.

Personalmente, senza saper né leggere né scrivere, mi sono iscritto a questo e ora aspetto la data d’avvio con trepidazione: non vedo l’ora. E, come dico nell’intervista stessa, vi racconterò di certo l’esperienza!

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Quando, a metà ottobre, ricevemmo la newsletter della Thomas International Center che annunciava a breve l’apertura della Thomas International University, non ci aspettavamo una rapidità simile. Nei primissimi giorni di dicembre infatti, durante una delle mie solite nottate al pc, vengo contattato dall’amico Fulvio di Blasi il quale mi manda in anteprima il link della neonata Università online. Mi ci fiondo e, dopo averne ammirato la grafica accattivante ed esplorato le lezioni dai titoli ancora più accattivanti, mi son ritrovato, mio malgrado – spinto da passione concupiscibile irrefrenabile -, iscritto ad un corso introduttivo di filosofia tenuto dallo stesso Di Blasi.

Torno al cellulare, scrivo a Fulvio i miei complimenti e gli annuncio la mia iscrizione:

Allora Fulvio, sei pronto ad avermi come studente?

 Ovviamente no.

E giù risate. Comincio a fargli un sacco di domande sull’Università e sul corso a cui, avventatamente, mi sono appena iscritto e, com’è e come non è, mi ritrovo in mano un inizio di nuova intervista coi fiocchi. A questo punto gli domando se gli va di rispondere anche ad altre domande più generali proprio per creare un articolo ad hoc. E lui, fra un ringraziamento e una risata, accetta. Il campanile fuori dalla finestra suona la mezzanotte e mezza: cominciamo!

 Carissimo, inizierei con il classico “riassunto delle puntate precedenti”. Se uno non conosce te e le numerose realtà web che gravitano intorno alla tua figura potrebbe infatti rimanere spaesato. Una rapida ricerca online ci fa conoscere un avvocato che è diventato uno dei più quotati filosofi tomisti cattolici mondiali a capo oggi di una struttura accademica chiamata Thomas International la quale si mostra agli utenti web attraverso ben 4 canali: un vecchio sito del Thomas International Project sviluppato con l’ausilio di un progetto europeo (http://www.thomasinternational.org), il sito (costantemente aggiornato) del Thomas International Center americano (http://www.ticenter.net/) la webtv Thomas International Online TV (http://ticenter.tv/) e infine l’ultimo arrivato, quello che sarà centrale per questa nostra intervista, la TIC Online University (http://www.tionlineuniversity.com/). A mio avviso, se sei d’accordo, il modo migliore per far capire ai nostri lettori il percorso che ti ha portato dalle aule dei tribunali ad una cattedra virtuale di una università online cattolica è partire dal motto della Thomas International: together, we will change our culture!

Domanda difficile. La storia di Thomas International è ormai un libro variegato scritto a tante mani. Per quanto mi riguarda, intanto, il mio interesse per la filosofia e per l’Aquinate precede le aule di Tribunale. Prima di laurearmi in giurisprudenza a Milano avevo già seguito con successo più della metà dei corsi universitari di una laurea in teologia. La mia tesi di laurea a giurisprudenza richiese più di un anno e fu incentrata su una rilettura di Tommaso alla luce del dibattito attuale sulla legge naturale. Dopo la laurea mi impegnai molto nelle cattedre italiane di filosofia del diritto. Feci un dottorato a Palermo e lavorai per anni, come tutti gli schiavi del settore, tenendo alcuni corsi, facendo centinaia di esami in tante commissioni e seguendo centinaia di studenti come Cultore di varie materie giusfilosofiche. La tratta degli schiavi è ancora florida in Italia, ma io riuscì ad ottenere l’emancipazione grazie a dei programmi di ricerca del CNR che mi fecero scoprire il mondo delle università americane. Dopo un po’ di insegnamento in America da uomo libero, con altri amici e colleghi fondai il progetto Thomas International, che si iniziò a sviluppare tramite diverse entità giuridiche sia in Italia che negli Stati Uniti. Pezzi di questa storia si possono trovare facilmente nei nostri siti. Come progetto culturale abbiamo promosso tantissimi convegni e pubblicazioni. Non possiamo che ritenerci più che soddisfatti. L’obiettivo finale, però, è sempre stato quello di avviare una nuova università che fornisse un esempio di cosa significa nutrire il mondo universitario con la linfa vitale del Cattolicesimo. Non c’è tempo per ripercorrere qui neppure i tratti più salienti di questa storia. Basti sapere che qualche anno fa abbiamo spostato la sede del Thomas International Center a Raleigh, nel North Carolina, perché riteniamo che sia il posto ideale da cui seguire questo sviluppo, e che finalmente, dopo tanti sforzi, siamo pronti ad avviare la fase online del progetto.

E siamo dunque arrivati a questa nuovissima università online. In Italia sinceramente, ammetto la mia ignoranza, non ho mai sentito parlare di istituzioni di questo genere. Ne esistono? Ma soprattutto ci illustri brevemente in cosa consiste una università online?

 Le università online esistono anche in Italia, certo. Hanno meno margini di flessibilità, però, come tutte le cose italiane, e, purtroppo, non hanno ancora le stesse aspirazioni di qualità che hanno altre università online internazionali, specialmente americane. In Italia, molti si sono lanciati nel business delle università online da meri imprenditori, in vista di un interessante profitto. L’Italia è il paese delle forme e delle apparenze. I titoli accademici non sono titoli di studio ma titoli “legali”: cioè, servono per avere più punteggio ai concorsi. In Italia, chi non ha il tempo e le energie per una laurea tradizionale, ma ha bisogno di punti per i concorsi, può comprarsi una laurea più facile online. Ovviamente, questa è una ipersemplificazione, ma rende l’idea di come si è percepito in Italia il mondo delle università online e del perché molti ci abbiano investito.

Per noi è diverso. Noi abbiamo un progetto culturale che crediamo si possa servire bene, ma non solo, tramite una università online. Puntiamo però alla qualità della cultura e non ai pezzi di carta. Stiamo cercando di sviluppare questo progetto seguendo standard internazionali che possano perfino, in molti modi, migliorare l’insegnamento tradizionale tramite il mondo virtuale. Ma questo è un discorso troppo lungo.

Ad ogni modo, tornando agli aspetti più tecnici. Uno dei nostri obiettivi è produrre corsi in video di alta qualità accademica per poi poterli usare sia nei nostri corsi online sia come supporto per altri partner universitari. Immagina se oggi potessimo avere, ad esempio, un intero corso tenuto in video da Aristotele, con anche le letture richieste e consigliate da Aristotele ai suoi studenti e con i suoi test e sistemi di valutazione. Sarebbe fantastico, no? Purtroppo, non possiamo farlo con Aristotele ma lo possiamo fare con gli altri professori su cui vogliamo investire. Chi segue i corsi con noi troverà lezioni già filmate che può seguire con i suoi tempi e senza la frenesia degli appunti. Una lezione in video la si può mettere in pausa se si ha sonno, oppure tornare indietro se non si è capito bene qualcosa. Il nostro investimento più grande sta proprio in questo: nel produrre video corsi di qualità, come investimento sul futuro e sulla cultura. Il lavoro del professore durante i corsi, per esempio con te quando ti iscriverai, non sarà di tenere le lezioni ma di allenarti, come un coach in palestra. E ci saranno anche test, temi, discussioni online, ecc.

Ma quindi voi professori avete videoregistrato degli interi semestri ai quali gli allievi potranno accedere ed interagire? Accidenti che impegno. Deve essere stata dura…

Grazie, guarda un lavoro pazzesco. Ma qui l’eccitazione è alle stelle!

Non fatichiamo a crederci. Andiamo subito al dunque, come è questa storia dei corsi accreditati e non accreditati?

E’ semplice. Fin da gennaio 2018 inizieremo subito a offrire i nostri programmi e corsi sia direttamente senza crediti accademici già riconosciuti, sia tramite i nostri partner universitari, e quindi con crediti già riconosciuti. In realtà, i primi corsi accreditati verranno offerti dalla sessione estiva, grosso modo da maggio. Infatti, i corsi attivati tramite i nostri partner si svolgeranno ogni anno secondo tre sessioni (spring, summer, fall). Per questi corsi gli studenti si iscriveranno direttamente presso le università partner selezionando i nostri corsi. I professori della Thomas International saranno riconosciuti come professori dell’università partner, e io coordinerò la gestione di quei corsi.

I corsi che renderemo disponibili direttamente, invece, (e questi fin da gennaio) saranno per “continuing education”, senza crediti accademici.

Per riassumere: Tra gennaio e maggio 2018, inizieremo a offrire sia singoli corsi sia interi programmi accademici (formati da più corsi) secondo due moduli:

  1. Continuing education (senza crediti accademici), direttamente dal nostro portale, ma con la stessa struttura dei corsi e programmi accrediti, anzi con maggiore varietà perché offriremo anche corsi da uno o due crediti accademici, così che i professionisti potranno selezionare meglio le offerte formative che si adattano alle loro esigenze e interessi. In sostanza, invece di seguire un corso intero da 3 crediti, si potranno scegliere tre o quattro corsi più brevi che equivalgono agli stessi crediti.
  2. Program and courses for academic credits (attraverso il portale di una nostra università partner) con possibilità quindi di costruirsi pian piano una laurea americana fin da subito.

Quindi per ora, come ho fatto io, l’unica cosa che è possibile fare è preiscriversi ai corsi, giusto?

Esattamente. Prima scherzavo eh, non vedo l’ora di averti come allievo.

E si paga comodamente con la carta di credito fra l’altro. Sbaglio o anche i prezzi mi paiono relativamente contenuti rispetto ad altre realtà internazionali?

I prezzi dei corsi accreditati non dipendono da noi ovviamente ma dai nostri partner universitari. Il nostro partner iniziale principale, l’università cattolica Holy Apostles College, fa pagare 320 dollari per credito accademico (se non ricordo male…potrei sbagliare di una decina di dollari). Ed è un prezzo buono, sotto la media dei tipici corsi universitari online. I prezzi esatti dei corsi di continuing education offerti direttamente da noi sono invece di 200 dollari per credito accademico.

Già, questo potrebbe andare bene però per chi, come me, vuole farsi una preparazione specialistica senza per forza aver bisogno del pezzo di carta ma…

Guarda, ti fermo subito. Da un lato hai ragione perché è vero che noi non abbiamo crediti accademici al momento, ma li avremo entro un quattro anni perché questo è l’obiettivo…

Scusa? Spiegati meglio!

Allora, Noi stiamo procedendo all’accreditamento ufficiale anche della Thomas International University (anche se in America alcune università preferiscono non avere questo accreditamento per essere libere da pressioni esterne), ma nel frattempo stiamo lavorando in partnership con università già accreditate.

Quindi, i nostri corsi e programmi di “continuing education” avranno indicati i corrispettivi crediti accademici perché, visto che stiamo avviando il processo per l’accreditamento anche come Thomas International, in futuro potremmo riconoscere i crediti accademici anche a chi ha conseguito con successo i certificati dei nostri programmi di formazione continua.

L’obiettivo della Thomas International University è sempre stato quello di avere un accreditamento universitario autonomo, ma anche quello di creare una partnership con altre università con cui crescere insieme e aumentare il nostro impatto sulla cultura! Il nostro obiettivo pare difficile, ma ti assicuro che sarà sempre più facile proprio per il fatto che i nostri corsi sono fin da subito utilizzati da università accreditate. Questo renderà una formalità la valutazione dei nostri corsi ai fini dell’accreditamento, che è forse l’ostacolo principale della procedura ufficiale.

Per concludere, chi avrà fede nel progetto e seguirà i nostri corsi direttamente da noi, potrà ricevere per il momento una certificazione di superamento dei corsi senza accreditamento, ma in futuro, quando saremo accreditati, potrà avere riconosciuti gli stessi corsi ai fini della laurea accreditata. E otterrà questo risultato ad un prezzo stracciato rispetto al mercato online.

Questo, in senso più tecnico, significa che i nostri corsi di formazione continua (cioè, quelli che offriamo noi direttamente, non quelli che rendiamo disponibili tramite i partner universitari) sono disponibili in due formati: uno semplificato, che non richiede il lavoro intenso tipico di uno studente universitario e non richiede la verifica dell’identità di chi lo segue online, e uno certificato che invece richiede entrambe le cose. Mi spiego meglio. Se uno studente non ha alcun interesse per il “pezzo di carta”, come lo hai chiamato tu, può seguire uno dei nostri corsi senza alcuno “stress accademico”, per il puro interesse di seguire le lezioni, leggere la bibliografia, e verificare se ha capito tramite alcuni test. Se invece aspira ad un futuro utilizzo accademico dei corsi, deve iscriversi chiedendone la certificazione, che ha un costo aggiuntivo di 79 dollari. La certificazione implica sia un lavoro più intenso con gli studenti sia la verifica dell’identità, che si fa tramite strumenti online, incluse registrazioni in video con lo studente mentre svolge alcune esercitazioni o dialoga con un docente.

Io mi sono fatto un bel giro in anteprima sullo splendido sito dell’Università e mi sono fatto un’idea. Ho trovato tanti di quei corsi interessanti che con difficoltà ho scelto quello a cui preiscrivermi. L’ho scelto per farti un dispetto… (ride n.d.r.). Ti lascio il compito di illustrare che cosa offre finora l’accademia che dirigi.

Offriamo già due percorsi (o Certificate Programs) da 15 crediti l’uno e circa 26 corsi, alcuni da 3 crediti, altri più snelli e flessibili da 1 o giù di lì. A questi programmi e corsi già in calendario per il 2018 se ne aggiungeranno tanti altri in corso d’opera a partire dall’estate. Entro la fine del 2018, l’offerta formativa sarà più che raddoppiata. Lo sforzo iniziale si rivolge alle basi della filosofia, della civiltà occidentale e del rapporto fede ragione perché ciò fa parte della identità stessa del Thomas International Project. L’aspirazione però è quella di avere al più presto sia tutti i requisiti per una laurea di primo livello completa secondo il modello americano delle arti liberali, sia diversi programmi si master, di chi chiederemo l’accreditamento anche indipendentemente da quello dell’università nel suo complesso. Stiamo già lavorando a diversi corsi di economia, storia e letteratura, ad esempio, ed è probabile che un intero percorso formativo in economia o scienze politiche sarà già disponibile entro la fine del 2018. Duc in altum!

Il Certificate Program non è né una laurea né un master, ma è di per sé spendibile nei curricula e può essere valutato molto bene nel mercato del lavoro. I crediti del Certificate, poi, potranno essere utilizzati in futuro per altri programmi più tradizionali. Se io fossi uno studente, anche di liceo, mi iscriverei subito, ad esempio, al Certificate Program “The Roots of Western Intellectual Tradition”, che è affascinante e molto formativo. È impossibile qui descrivere i singoli corsi e programmi. Ma per fortuna c’è il sito per questo!

Fra l’altro, visto il mio inglese non particolarmente brillante, io mi sono iscritto al corso in italiano! Questa possibilità che date di avere corsi bilingue è davvero straordinaria: un vero e proprio contributo ad un allargamento di cultura generale. Come mai lo fate?

 Beh, semplicemente perché lo sappiamo fare! (ride) In un certo senso, ed entro certi limiti, noi possiamo “aggirare” l’università italiana avendo un’università americana in grado di offrire corsi anche in italiano ma con accreditamento estero! Un bel potenziale…

Assolutamente. E la cosa sinceramente mi entusiasma non poco pensando ai miei figli che…

E devo interromperti di nuovo (ride ancora). Centri un punto chiave, carissimo! Tramite noi gli studenti liceali italiani possono accumulare crediti per una laurea americana mentre sono al liceo, perché il sistema universitario americano lo consente e noi ci muoviamo in quel sistema!

Il campanile ha battuto da molto l’una di notte, ma non importa, oramai siamo sul pezzo!

Cioè mi stai dicendo che i vostri corsi sono accessibilissimi a studenti di liceo italiani?

Certo!

Mi vuoi dire che a occhio uno studente italiano potrebbe diplomarsi e avere già mezza laurea americana in tasca?

Eccome, naturalmente deve darci dentro non poco perché i crediti necessari non son pochi.

Ecco, bravo. Ma come è questa storia dei crediti? Un corso se non sbaglio è di circa 3 crediti giusto? Cioè, io ci sto anche pensando ma… quanti corsi completi da 3 crediti servono per fare una laurea? E c’è la distinzione italiana fra triennale e specialistica? Eppoi seguire un corso significa seguire le lezioni online di 30-40 minuti, studiare la bibliografia e quindi fare un esame orale via skype? In inglese immagino… e allora perché alcuni corsi sono anche in italiano? Interrogate in italiano per quelli?

Calma calma. Bisogna solo impratichirsi con i corsi online. In breve che devo già scappare: una laurea completa di primo livello comprende 40 corsi da 3 crediti. Però molti dei corsi che stiamo per offrire integreranno anche i requisiti richiesti per un master in filosofia. In altre parole, rispetto ad alcuni corsi, in futuro potresti decidere che invece di una laurea base preferisci utilizzare i crediti per un master…che in genere richiede 10 o 12 corsi da 3 crediti. Non ci sono esami orali nei corsi americani. Settimana per settimana ci sono alcuni compiti a casa, che includono l’interazione su lavagne online con il professore e gli altri studenti. Per esempio, io creo un post e invito gli studenti a interagire al post questa settimana con repliche di almeno 150 parole l’uno. Poi ci sono alcuni temi da scrivere (tipo tre per corso). A volte il prof stimola gli studenti chiedendo di fare piccole ricerche online, ecc. E poi in genere ci sono un test scritto di metà corso e un esame finale scritto di fine corso. Naturalmente, poi c’è la possibilità di incontri online con i professori. Molte di queste cose dipendono dal singolo professore e di come lui intende coinvolgere gli studenti, che è la cosa più importante in un corso online. Certo, e poi ci sono le lezioni in video (15 moduli settimanali di circa 50 minuti l’uno). Più o meno funziona così.

Ma per i corsi in italiano sarà tutto….

… in Italiano, esatto! sto creando l’intero programma in doppia lingua, quindi piano piano puoi accumulare i crediti per il master studiando in italiano! E se poi non completi il corso nel semestre, il sistema online ci permette di fartelo completare in qualsiasi momento successivo. Quindi “no problema”.

Ma come è che non vedo l’ora di iniziare? Allora io aspetto il 18 gennaio?

il 15…

Si ecco (il campanile batte l’una e mezza…). Ma che succede quel giorno? Mi arriva una mail? Mi arrivano i corsi direttamente a casa? Arrivi tu direttamente? In caso fammelo sapere che sistemiamo questo disastro di casa!

(Ride) No, no, avverrà tutto online! Ti arriveranno le notifiche via email

Torno un attimo sulle lezioni, capiscimi, fra l’orario tardo e il mio essere tardo… quanto durano? I video intendo.

I corsi da 3 crediti sono più concentrati. Ci sono di solito due video per modulo di circa 25 minuti l’uno o uno di 40 o 50 minuti. Il tuo corso introduttivo invece avrà circa 25 minuti di lezioni in video a settimana perché è di un solo credito. Poi alcune settimane potrebbero avere più minuti video e meno letture e viceversa.

Ma perché allora nella presentazione del corso vengono indicate un carico di 4 ore a settimana? Cosa intendete con la scritta 3-5 hours for week?

 E’ il carico di lavoro complessivo dello studente, che comprende appunto tutto quello che serve per seguire il corso! Dipende ovviamente dal singolo studente, uno può fare prima o un altro metterci di più. Quella media viene calcolata sommando la durata dei video a tutto quello che viene chiesto allo studente: le letture, i test, i paper, le discussion boards… il video è una percentuale piccola del lavoro per i corsi online

Oh caspita, ma io pensavo di poterti ascoltare per 5 ore a settimana, accidenti che delusione!

Ma no, ma no: un incubo!!! Poi mi sogni la notte!

 

Il campanile non perdona e batte le due. Secche.

Fulvio, non so che ore siano in America, dove ora ti trovi, ma qui è piuttosto tardi per il sottoscritto. Vuoi lasciarci con due parole di rito finali?

 Sì, in realtà è abbastanza tardi anche da me, ma tanto verso le 23 inizierò una riunione di lavoro con un team di developers che sta in India. Vantaggi e svantaggi del terzo millennio. Non mi viene in mente alcuna parola di rito, né tantomeno parole finali. In questi giorni, siamo tutti concentrati sugli inizi, non sui finali… Quello che mi viene in mente è che questo mese ci sarà la festa di San Tommaso d’Aquino. Quale mese migliore per inaugurare i nostri corsi. Il 28 pensate a noi. E ricordate a Tommaso di impegnarsi da lassù anche più di quanto ha fatto fino ad ora!

 Lo ringrazio di nuovo e lo saluto. Spengo tutto, mi aggiro sovrappensiero per la casa come uno spettro distratto e mi avvio quasi controvoglia verso il letto sapendo che probabilmente mi addormenterò con fatica sognando Aristotele che prende a pugni Parmenide. A breve inizierà una nuova avventura e non vedo l’ora. Ve la racconterò, di sicuro.

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Categorie:Attualità cattolica

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