Blog dei blogs: breve rassegna web – 33

Negative WWW

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Quando ce vò, ce vò. Ne ho piene le tasche di leggere buoni link e non segnalarli. E allora scrivo un nuovo blog dei blog, A causa del poco tempo sarà rapido anche se spero non indolore.
Comincio al volo e cominciamo con il tema che trattammo qui: Genitori “dello stesso sesso” (può andare come definizione bipartisan?).

ESD
Doverosa segnalazione del nuovo libro di Padre Carbone OP nel quale si tratta il tema sotto le lenti scientifiche e soprattutto filosofiche rigorose. Lo acquisterò di sicuro a breve.
Qui l’anteprima e qui il video di presentazione, quest’ultimo girato (mi pare) direttamente nella sede centrale della ESD di Bologna. Per chi non lo sapesse la sede e la libreria principale è direttamente nel Convento Domenicano e lì si trovano tutte le opere della piccola (grandissima!) casa editrice, gestita da volontari che – occhiali in pugno – sfogliano libroni e cataloghi per dirvi i prezzi delle opere oppure telefonano direttamente a Carbone OP per sapere se possono applicare sconti in caso di acquisti di una certa entità.
Si… ne so qualcosa di tutte queste cose…

Rai EMSF
Simona Argentieri viene citata da Trinity. Riporto il suo commento: “Ho letto di fretta, ma direi che si tratta di posizione equilibrata….forse anche perché risale ad alcuni annetti fa e non si erano ancora formati i ‘partiti fondamentalisti’ ?
(Ho visto che la stessa prof. ha scritto anche un libro sui ‘mammi’, intesi come ‘padri di oggi’ , però non ne conosco le conclusioni di questa psicanalista)”

Anonymous
Lidia ci dà questo link. Riporto il suo commento: “Questo è un sito dove gli utenti postano le proprie storie di figli “tanto tanto amati e voluti”, persone che sono state concepite con gameti da donatore/i anonimo/i. Sono “figli” di “genitori-committenti” sia etero sia omo. Colpisce la straziante ambivalenza di sentimenti nei confronti sia del genitore biologico anonimo sia dei “genitori-committenti”. In questi scritti amore, odio e disprezzo di se sono aggrovigliati in una matassa unica di dolore. Una costante poi in questi scritti è l’impossibilità di verbalizzare in “famiglia” il disagio, la difficoltà a fare domande, a esigere risposte che sarebbero dovute.”
Sono anonimi, direte voi. Che valore possono avere?! Non vi fidate di Lidia? Tsk… evvabbene, andiamo sullo scientifico!

Critica scientifica
Entra a gamba tesa il sito di Pennetta dove si pubblica uno scritto nel quale si cercano questi famosi studi scientifici che “shows that children with gay and lesbian parents do not differ from children with heterosexual parents in their emotional development or in their relationships with peers and adults”.
Gira e rigira sembra una faccenda sia un copia-incolla interessato basato su 9 studi di bassa lega… ma può essere? Davvero?! In attesa di smentite dico: alla faccia!

Polymetis su InfotdGenovanelcuore, Lalli vs Regnerus and so on
Alla faccia di chi dice l’esatto contrario e cita uno degli studi usati dal Carbone OP (Regnerus) per (cercare di) demolirne la portata scientifica. Ma a questo punto la domanda nasce spontanea: sono studi considerabili “scientifici”? O meglio: secondo quale epistemologia sono affermazioni “scientifiche”? Ci troviamo dinanzi a prove scientifiche “dure”, “molli” oppure sono puri sondaggi su campioni miserrimi e su tempistiche non consone che non possono che rispondere a interpretazioni di parte? Può essere tutto, la risposta non l’ho ancora trovata.

Annamo avanti con la faccenda Padre Volpi OP, tre links in croce e chiudiamola al volo

Cuccia Mastino
Parte tutto dal Mastino. Articolo con tanti forse, tanti ma, tanti non si sa, ma articolo che resta nonostante le smentite. Altri blog lo avevano citato e prontamente – dopo la smentita – hanno variato i titoli: non li citiamo.
Probabilmente qualche dato è reale, dai commenti si evince che forse davvero Padre Carbone ha avuto un ictus. Non ci interessa, o meglio, non ci interessa questo particolare, bensì che è vivo e ce lo dice il sito ufficiale

Immacolata.com
Ecco quel che scrivono: “La notizia del decesso di Padre Fidenzio Volpi diffusa oggi da alcuni blog e social network di orientamento tradizionalista è falsa e destituita da ogni fondamento. […] Padre Volpi che ancora oggi saluta e tranquillizza tutti con affetto era stato semplicemente colto da un malore il 29 aprile scorso con la necessità di un ricovero ospedaliero.”
Amen. Preghiamo per lui. Come dice Simon: “preghiamo per la salute di P. F. Volpi e che si rimetta al più presto ché la Chiesa ha sicuramente ancora bisogno di lui in questo mondo”. Nel frattempo…

Padre Geiger
Aveva scritto due brevissime righe sull’accaduto, ma ha tolto l’articolo al volo. Tale scritto è pervenuto soltanto a chi è iscritto alla sua mailing list, come il sottoscritto. Non riporto nulla naturalmente di quanto riporta, se non quello che riporta anche il sito ufficiale: Padre Volpi è vivo.

Alcuni links di sfuggita che ritengo interessanti prima dell’imprescindibile a cui quest’oggi teniamo particolarmente.

UCCR
I miracoli non piacciono a Cecchi Paone e a Garlaschelli, presidente del CICAP. Personalmente sono alla ricerca di una fede salda che prescinda dai miracoli odierni, pertanto certe questioni non mi fanno né caldo né freddo. Ma l’articolo è gustoso e mostra il modo di fare della TV di oggi al riguardo. Al solito: non approfondimento, ma sensazionalismo (con ospiti che tendono a demitizzare). Novelli Bultmann senza apparato critico insomma. UCCR dice che per lo meno non sembra preconcetta come trasmissione, ottimo.

Magister
Parecchi articoli interessanti!
– Pubblica una proposta di padre Michelet per il Sinodo 2015: istituire un “ordo paenitentium” per coloro che si trovano in una condizione persistente di difformità dalla legge di Dio e intraprendono un cammino di conversione che può durare molti anni o anche tutta la vita, ma sempre in un contesto ecclesiale, liturgico e sacramentale che accompagni il loro “pellegrinaggio”. Forse Simon avrà qualcosa da dire al riguardo.
– Ci dice che i Vescovi tedeschi hanno il prurito alla Lutero in questo periodo e si permettono cose dell’altro mondo. Sembrano vogliano suggerire quello che Roma dovrebbe imporre al mondo. E se Roma non accetta, fatti suoi (e del mondo appresso). Da un lato hanno ragione che non bisogna aspettare un Sinodo per muoversi pastoralmente (evvabeh), ma certo c’è modo e modo di “muoversi”. A me sembrano elefanti in cerca di noccioline nel classico negozio di cristalli: gli elefanti sono i Vescovi, le noccioline sono le (pochissime) risposte ai questionari ricevute (che paiono il nuovo Vangelo), i cristalli ovviamente il Magistero tradizionale. Vedremo…
– La castità è virtù per tutti! Sembra una sparata banale, come direbbe Feser: “In other news, sky is blue, water wet“. Eppure nell’articolo si riporta una riflessione di Scola che ha agito, come i tedeschi, in anticipo rispetto al Sinodo, ma in maniera ben diversa! Leggere per credere. Sarà una soluzione “da Sinodo”? Vedremo. Di certo non è una pretesa saccente e di sapore protestante come quella della conferenza episcopale tedesca.

Ma ora basta ciancie e andiamo direttamente all’imprescindibile di oggi che non è un link di attualità, né di filosofia, né di cultura né tanto meno di teologia o magistero. E’ un link di “aiuto”…

L’IMPRESCINDIBILE

A B&B against Phelan-Mcdermid Syndrome!
Ricordate questo articolo di Simon sulla meccanica quantistica che cita un commento di Trianello?
Ecco Trianello nella realtà è  Adriano, un caro amico che abita a Roma. Ha appena scritto una richiesta umile e sincera d’aiuto che giro a tutti i lettori con la preghiera di pensarci sopra come si deve.
Adriano ha appena aperto una campagna di crowdfunding per ingrandire la sua attività Bed & Brekfast nella capitale, per far fronte alle intentissime spese mediche dovute alla rarissima sindrome che ha colpito Alberto, il suo unico figlio.
In cambio del finanziamento Adriano offre addirittura delle notti nel suo B&B, cene comprese in certi casi. Mi sembra un bel modo per “farsi” un regalo: visitare Roma, conoscere una bellissima persona e sapere di averla in qualche modo aiutata.
Personalmente sto contribuendo in modo lento e costante: qualcosina ogni tanto. Si possono infatti donare anche solo 2 o 3 dollari, senza raggiungere i tetti dei perks, senza costi aggiuntivi.
In caso non vi sia possibile ora contribuire in qualche modo (ma sicuri che le vostre signore o i vostri signori non gradirebbero un we a Roma? Eheh), chiediamo di condividere questo progetto.
Più gira, più possibilità ci sono che vada in porto.

Concludiamo al solito: avete altre segnalazioni da farci? Beh, i commenti sono aperti; postatele lì senza alcun problema. Grazie!

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162 replies

  1. Sull’articolo ignobile di Pennetta consiglio di leggere il primo commento di Greylines: http://www.enzopennetta.it/2015/05/come-si-costruisce-un-falso-consenso-scientifico-il-caso-dei-genitori-gay/#comment-36750

    Se si vuole entrare nel dettaglio sulla scienza bisogna imparare a leggere articoli scientifici.

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    • Vedremo cosa scriverà il libro di cui parla Pennetta. A Grey, Pennetta ha risposto. A me sinceramente, che non so niente di scienza seria fatta e letta, ci vedo solo un gran polverone in cui ognuno sembra voler tirare l’acqua al proprio mulino senza accorgersi che prima occorrerebbe capire se esiste un mulino da far girare.

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  2. Caro Minstrel,

    Mi permetto di sorvolare molto brevemente sulle tue segnalazioni sugli avvoltoi (vultures in inglese, charognards in francese) che si sono rallegrati con profonda indecenza e totalle assenza di sguardo cristiano in certi blogs della movenza filo-lefebvriana e anti-cattolica dell’incidente di salute di P. Fidenzio Volpi. Con questa critica di troppo e quest’atteggiamento da smorfieggianti becchini (con tutto il rispetto per i veri becchini) si sono sparati, per l’enne più unnesima volta, nel proprio piede qualificandosi con chiarezza e squalificandosi con sempre maggiore definitività.

    Non c’è altro da aggiungere messo a parte il sottolineare quanto stucchevoli e vomitevoli siano i personaggi che gestiscono tali blogs che lasciano esprimere i più vili sentimenti umani negli spazi da loro gestiti. Che schifo! Ma le loro ignobili smorfie svelano lo spirito lubrido che li spinge ad agire, a pettegolezzare, a calunniare, a dire cattiverie, a condannare chi loro non aggrada.

    Una preghiera di riparazione mi sembra necessaria per i blasfemi che costoro proferiscono mischiando l’indecenza del loro sconcio pensiero alle cose le più sacre della nostra santa religione cattolica.

    In Pace

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  3. Caro Minstrel,
    in questo secondo commento vorrei ringaziarti di aver sottomesso alla mia (e nostra) attenzione l’eccellente articolo di Critica Scientifica che hai citato.

    Non sono intervenuto direttamente lì perché la discussione si è subito sviata su altre considerazioni, ma l’articolo http://www.enzopennetta.it/2015/05/come-si-costruisce-un-falso-consenso-scientifico-il-caso-dei-genitori-gay/ è estremamente interessante dal punto di vista squisitamente epistemologico, in quanto mostra molte faccette del discorso scientifico quale è inteso nella società odierna.

    Specialmente nelle scienze dette “molli” appare chiarissimo il ruolo di mito per la coesione societale che gioca il discorso scientifico: l’analisi che si è dato la pena di fare il Prof Enzo Pennetta ha mostrato quanto poco scientifico sia il paradigma “scientifico” sul quale si riposano gli studi attuali sulle conseguenze sui bambini educati da una coppia con tendenze omosessuali: davvero raccomando in particolare le osservazioni ivi citate del prof Marchesini.

    In fin dei conti quel che vediamo è che gli studi fatti finora in quel campo lo erano sempre su campioni piccolissimi e molti particolari: come quello studio sulle donne in coppia con tendenze lesbiche ma della classe medio-alta…

    A contrario lo studio Sullins è particolarmente interessante in quanto è stato fatto su larga scala, con criteri scientifici oggettivamente controllabili ed il risultato è generalizzabile e, soprattutto, falsificabile: tra il 1997 e il 2013 usando dati oggettivi dal National Health Interview Survey, ha analizzato la situazione di 207.007 bambini tra cui 512 identificati come aventi almeno un genitore biologico ora impegnato una relazione dello stesso sesso e il risultato è quello che un sano ragionamento si aspetta: problemi di gran lunga statisticamente superiori. Lo studio di Regnerus ” ha preso in esame 2.988 persone tra i 18 e i 39 anni, compresi 163 adulti cresciuti da coppie di mamme lesbiche e 73 adulti cresciuti da padri gay con l’intento di analizzare le nuove strutture famigliari americane attraverso 8 tipologie different” la tavola qui ne dà il risultato http://www.washingtontimes.com/multimedia/image/gayjpg_734664/

    Il più divertente come nella serie di commenti di tale Polymetis che tu ci citi, caro Minstrel, è che di fronte a dati incontrovertibili secondo ipotesi chiaramente definite, la lobby omosessualista non risponde con altre misure ma solo con disquisizioni ideologiche, mentre sarebbe facile per loro provare quel che dicono, cercando, scientificamente, di falsificarsi misurando quel che affermano. Ma ovviamente lo evitano e gli studi di Regnerus e Sullins rimangono lì per ora incontrovertibili quanto le osservazioni galileane delle macchie solari inammissibili per quel corpo puro celeste.

    Infatti, la lobby omosessualista tenta di annegare i fatti del reale dietro un muro di fumo alla stessa stregua di quel che successe ai tempi della rivoluzione copernicana di fronte all’ideologia tolemaica.

    Ma è certo che in una società occidentale che si suicida culturalmente, economicamente ed umanamente il discorso omosessualista è un mito che unifica chi vuole tale suicidio fisico e morale. etutto ciò ha poco a che fare con la verità.

    Ma la questione potrebbe andare anche più in là: è un dato espressione di una verità o non è già uno sguardo ideologico della realtà? Mi spiego: quando Sullins si interroga su un numero statisticamente significante di persone che hanno avuto atti contro-natura mettendone in evidenza la correlazione con il benessere dei loro figli, egli non pone esattamente la stessa domanda e quindi non ricava esattamente lo stesso dato che colei che guarda solo donne in coppia con tendenze lesbiche, WASP e del ceto medio-alto borghese. Il dato estratto non è “puro” ma è già condizionato. Quale ricerca di “verità” qui? Cosa significa attinenza del pensato con il reale?

    Ma il reale è precedente al dato e ne è indipendente anche se ne è il sostrato: allora cosa vuol dire discorso scientifico in questo contesto? In altre parole, supponiamo, per assurdo, che si dimostrasse statisticamente che essere educato da una coppia di persone di stesso sesso con tendenze omosessuali, ricche, bianche sia causa di maggiore felicità personale e sociale che l’essere da una coppia di persone di sesso opposto, ricca e bianca, sarebbe questa espressione di “verità”? Oppure che essere educato da persone di stesso sesso con tendenze omosessuali, ricche ma di razza nera dia statisticamente più persone felici che lo stesso tipo di coppia ma di razza bianca: è questo espressione di “verità”? Molto più semplicemente avremmo, piuttosto, la descrizione di un mito che sarà o no accettato in una data società per le sue supposte qualità funzionali.

    E allora? cos’è “vero”? Vero è che la natura umana è composta di due sessi, maschile e femminile, necessaria per la sua riproduzione e che qualunque (sempre tecnicamente possibile dato il libero arbitrio e l’intelligenza di questa stessa natura umana) manipolazione di questa natura è un male in sé, in quanto ne allontana la sua piena ed intera realizzazione. Qui siamo nel Logos e non nel Mythos.

    In Pace

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    • Grazie Simon.
      Spero di trovare qualche minuto per commentare questo tuo lungo e stimolante commento.
      Nel frattempo ecco un Padre Carbone di un annetto fa sul Gender: senza carriere “da salvare” è più facile essere chiari.
      Ascoltare per credere.

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      • Caro Minstrel,
        mi sono guardato ieri questa video di circa quaranta minuti.
        Sembrerebbe una conferenza relativamente “facile” a prima occhiata, ma in realtà l’approccio di P. Carbone è eminentemente filosofico e mette in evidenza esattamente i punti che anch’io ritengo essenziali al soggetto e che ho espresso più volte sul blog.

        P. Carbone mette l’accenti sul fatto che la teoria del genere non si vuole una teoria del reale ma una teoria della cultura. questo punto è essenziale da sottolineare in quanto le discussioni sugli articoli di Sullins e Regnerus sono impossibili se non tengono conto di questo differenziale. Gli articoli di alta elevatura scientifica come questi interrogano la realtà e constano di fatti come ad esempio che i figli di queste persone sono quattro volte più numerose (40% contro 10%) ad essere all’assistenza pubblica, o tre volte più numerose a non avere lavoro (28% vs 8%), o quattro volte più numerose a definirsi omosessuali, o tre volte più infedeli quando in relazioni stabili (40% vs 13%), o dieci volte più sovente avente subito abusi sessuali (23% vs 2%) o violentati ben quattro volte più sovente (31% vs 8%) e più del doppio aver desiderato sucidarsi (12% vs. 5%). Cf il link dato nel mio intervento qui sopra.
        Ma il problema è che questi dati scientifici (cioè che guardano al reale) cozzano con quello che la cultura gender vorrebbe imporre e quindi vengono negati, disprezzati culturalmente, ma, ovviamente, niente va fatto per contribatterli davvero sul piano scientifico, dove solo studi parzialissimi, con pochissimo contenuto scientifico utilizzabile saranno messi in avanti.

        Il secondo punto messo in evidenza è l’errore (voluto) madornale seguente: evitare la discrimazione vuol dire non ammettere culturalmente la differenza. E qui siamo al centro del problema: un sistema fisico senza differenziale di energia o di entropia non può evolvere ed è sulla differenza sola capace di creare vero valore aggiunto che si può creare una società davvero dinamica e capace di accrescere il benessere societale. Questo in quanto la differenza non va da essere cancellata culturalmente ma va da essere valorizzata: qualunque ideologia che vuole pastorizzare la differenza invece di valorizzarla conduce ad una situazione caotica di assenza di valore aggiunto e di informazione (cf. strutture statali socialistiche). Le teorie del genere sono quindi teorie di fin di vita: non per niente sorgono in società occidentali dove si promuovono anche aborto, eutanasia e cultura dello scarto.

        Il terzo punto è la messa in evidenza del programma globale di chi spinge tali ideologie: maltusianesimo anti-umano dove l’accrescere del numero di omosessuali e la corruzione dei bambini in questo senso va ad aiutare la diminuzione dello sviluppo della popolazione umana assieme ovviamente alle politiche contraccettive, eutanasiche ed abortive. Siamo proprio agli sgoccioli ideologici della cultura liaicista impregnata di odio per l’umano, nell’attesa dell’incombente sferzante non più trans-sessuale ma trans-umana….

        In Pace

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  4. Appena posso leggo blogpost, commenti e guardo il video. Intanto grazie Minstrel della nuova rassegna.

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    • E nel frattempo guarda anche il pubblico cosa combina quando parla Padre Carbone. E come risponde il Padre all’ennesimo applauso gratuito di provocazione… sticazzi!

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      • Visto integralmente. Interessante sia l’argomento con i documenti citati (come il memorandum Jaffe) che i comportamenti del pubblico…
        Magari sapere che si è stati programmati da altri,e politicamente dall’alto, per essere ‘genderisti’ al fine di essere meglio manipolati farà riflettere qualcuno 🙂

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  5. Da un utente Facebook ricevo e giro:
    “segnalo questo testo che – suppongo – piacerà molto a trinity e molto meno a fra’ Centanni e a Simon”: http://sperarepertutti.typepad.com/sperare_per_tutti/2015/05/enzo-bianchi-la-tentazione-della-buona-risposta.html

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    • uns precisazione dell’amico di crocevia Facebook: “Declino ogni responsabilità. Segnalare non è condividere! Dico l’effetto che mi fanno le prose (come questa) di EB: l’unico che POSSIEDE A PRIORI L’UNICA RISPOSTA POSSIBILE (a suo dire) è proprio lui.”

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      • C’è un po’ di questo LOL
        Ma forse è solo il suo modo di esprimersi in questo caso un po’goffo.
        In Pace

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    • Non vedo bene perché dici questo: mi sembra che ben ribadisca l’insegnamento della Chiesa con una semantica corretta dove la persona non è confusa con il suo orientamento.
      Potrebbe forse apparir confusa la sua nozione di amore ma non ne farei un processo di intenzioni.
      In Pace

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      • Ho copiato quanto scritto dal sodale. Io Bianchi non l’ho ancora letto. 🙂

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      • Anch’io leggo nell’articolo di EB quello che legge Simon, cioè niente di particolare….
        Ad un certo punto poi scrive ” È vero, i comportamenti omosessuali sono severamente esecrati dall’Antico e dal Nuovo Testamento – anche se i vangeli non registrano parole esplicite di condanna da parte di Gesù – ma il peccato resta una realtà presente anche in tutti i comportamenti sessuali e in ogni azione da noi compiuta assecondando l’egoismo, la violenza, l’arroganza del potere sull’altro”
        Concordo con questa affermazione, nel senso che sarebbe necessario spostare l’accento e l’attenzione su tutti i comportamenti sessuali sbagliati – quei comportamenti/atteggiamenti che proprio perché generalizzati nella nostra società sono il terreno di coltura (e cultura) di qualsiasi atto peccaminoso, incluso quello omosessuale. Troppe volte invece si considera il ‘fenomeno’ omosessuale come qualcosa del tutto a sé stante. (ad esempio, a chi vuole spedire i gay in terapia chiederei: se il problema è una specie trauma psicologico, quel trauma il bambino lo avrebbe evidentemente subito in famiglia da due genitori eterosessuali. Quindi, perché non spedire direttamente in terapia i genitori degli omosessuali che, deduciamo, avranno avuto comportamenti ‘eterosessuali perversi’ tali da far respirare in famiglia un’atmosfera ‘perversa’? Chissà che razza di pervertiti-etero saranno stati… e non possiamo permetterci di lasciare tali peccatori senza….terapia. Dico bene? No, non dico bene perché tutto ciò è ridicolo. Tutti i peccati allora avrebbero bisogno di terapia. E se un peccatore la richiede, per vari motivi, ben venga pure la terapia, ma non credo che sia da assumere come regola generale o regola da proporre ad una categoria specifica di peccatori).
        Inoltre c’è un evidente contraddizione (dalla quale mi sono fatta coinvolgere anch’io più di una volta) nel parlare così profusamente e frequentemente degli omosessuali e del loro (eventuale) peccato: sono così pochi e quindi ci stiamo concentrando su un peccato (eventualmente) commesso da pochi – scordandoci di quelli commessi da molti (oltre che da noi stessi) e quindi con incidenza notevole sulla società. Ad esempio cali delle nascite, contraccezione, aborti, uteri in affitto …non li hanno inventati gli omosessuali o pro-omosessuali.

        Per rispondere all’amico fb che ha segnalato l’articolo e che diceva che mi sarebbe ‘piaciuto molto’.
        Spiacente ma non mi è particolarmente piaciuto. Che cosa mi sarebbe dovuto piacere in una trattazione così generale e senza spunti particolari? Tutto questo interesse non me l’ha suscitato…boh…. contento l’amico fb …

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        • Trinity, qui non si tratta di mettere a confronto l’omosessualità praticata con gli altri peccati, oppure di ”spostare l’accento e l’attenzione su tutti i comportamenti sessuali sbagliati”. Da un punto di vista morale sono tutti peccati mortali, anche se l’omosessualità praticata, unica tra i peccati sessuali, grida vendetta al cospetto di Dio. Comunque sono tutti mortali e tutti devono essere corretti e comunque confessati se si vuole sperare nel paradiso.

          Il problema, evidentemente, è un altro. Il problema è che oggi, per la prima volta nella storia, si chiede non solo di accettare socialmente, tollerare, anzi vedere come un fatto positivo l’omosessualità praticata, ma si chiede addirittura di dare pubblico riconoscimento alle relazioni omosessuali, si sostiene che sono equivalenti a quelle omosessuali, si afferma che una coppia omosessuale può formare una famiglia, adottare o comprare bambini. Non ti pare che questa follia omosessualista meriti tutta la nostra attenzione e preoccupazione?

          Poi vorrei saper dove hai letto che c’è qualcuno che vuole spedire i gay in terapia. Io non ho mai sentito niente del genere. So invece che ci sono molte persone omosessuali che soffrono (ovviamente) per la loro condizione e chiedono di essere aiutate. Ecco allora che è possibile tentare con le “terapie riparative”, che in molti casi riescono ad aiutare a vincere l’orientamento omosessuale e ad adottare comportamenti eterosessuali.

          Poi, di nuovo, torni a lamentarti del fatto che si parli così profusamente e frequentemente degli omosessuali e del loro (eventuale) peccato. Non è il loro peccato che ci preoccupa e che, semmai dovrebbe preoccupare loro (ed anche parecchio!). Quello che ci preoccupa, sono costretto a ribadirlo, è che vogliono trasformare il loro peccato in virtù, vogliono decidere per legge che la relazione omosessuale è equivalente a quella eterosessuale, che una coppia omosessuale può essere famiglia e comprare figli. >b>Questo ci preoccupa, trinity, non certo il loro peccato. Il peccato altrui interessa ai moralisti, quelli sempre prodighi di consigli non richiesti, che amano rilasciare attestati di cattolicità, che pretendono di giudicare l’altrui foro interno. Noi cattolici, invece, ci preoccupiamo solo del bene della società e delle persone, anche pronti a combattere per il bene comune.

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          • Peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Ti sbagli: sono tutti gli “atti impuri contro natura” (di cui i peccati omosessuali sono solo una parte di essi, essendo gli altri commessi e commettibili dagli eterosessuali).

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    • Grazie Minstrel di tutte le segnalazioni. In particolare l’articolo di Bianchi nel mio caso casca a fagiolo; proprio in questi giorni mi trovo a riflettere perché si parla tanto dell’argomento “relazione/matrimonio/adozione” per persone dello stesso sesso e soprattutto perché mi sento così coinvolta e chiamata in causa. E’ una riflessione difficile, complessa e che richiede l’esame di molte esperienze della mia vicenda personale passate e presenti, ma alla base del mio personale interesse nell’argomento sta’ questo: ha a che fare con persone vive che mi son molto care e che per me hanno nomi e cognomi, che fanno parte della mia vita e ha a che fare con cose esperimentate nella realtà e non solo ipotizzate e sviluppate nella mente come riflessione. Nel mio paese di origine cose come matrimonio tra persone dello stesso sesso con annessa eventuale adozione sono possibili da parecchio, così come i figli per commissione e il divorzio lampo. Quando penso e parlo di tutto ciò ho in mente persone che amo e le loro situazioni personali e ciò che vedo mi fa stare in pensiero per loro. E la cosa terribile per me è che di queste cose non si deve parlare. C’è come una consegna del silenzio per cui certi argomenti non possono essere verbalizzati e devono essere scacciati via dalla coscienza. Una bambina non può chiedere come mai ha due papà perché sente che è una domanda che a casa non si deve fare (si, una storia simile a quelle del blog da me segnalato solo che questa non è anonima per me). E cose del genere; la Verità è bandita, calpestata e soppressa come già una volta. Ci si accontenta di vivere nella bella cartolina, si ambisce a vedere le proprie scelte legittimate da una legge, ma questo all’anima non può bastare e di fatto non basta. L’anima si nutre di verità e se riceve in cambio succedanei più o meno colorati e accattivanti finisce malnutrita. Le conseguenze sono sotto gli occhi di chi vuol veramente vedere. E chi ama vuol veramente vedere, anche se fa male.

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    • Hai ragione, Minstrel, a credere che non mi piaccia l’articolo di EB. Cominciamo dall’inizio.

      Quando Gesù ammonisce a non giudicare ed a non misurare, si riferisce al giudizio sulle persone. Ma qui si tratta di “dire alcune parole in proposito”, cioè di dare un giudizio sulla ”questione dell’orientamento sessuale, del gender e degli statuti che questo può richiedere”. Insomma, non si vogliono giudicare le persone, ma i loro comportamenti, e questo è sempre lecito, anzi, doveroso direi.

      Un’altra grossa banalità è quella di voler rimproverare ai “rigoristi” di essere loro stessi peccatori. E chi mai l’ha negato? Certo che anche io, rigorista, sono un peccatore. E allora? Non posso esprimere un giudizio di condanna senza appello su un comportamento gravemente peccaminoso? Sono talmente trite e tristi queste obiezioni da far cadere le braccia. Ed ogni volta siamo costretti a ribadire quello che dovrebbe essere ovvio per tutti i cattolici: siamo tutti peccatori e tutti insieme dobbiamo condannare il peccato, mai il peccatore.

      Poi, EB fa un’affermazione apodittica: l’orientamento sessuale… non è una scelta dell’individuo né sta nello spazio delle patologie. A si? E chi lo dice? Be’… io ho un’opinione diversa e penso che l’orientamento sessuale sia una scelta che compie un bambino durante lo sviluppo evolutivo. Scelta che, come tutte le scelte, può essere anche sbagliata e comportare conseguenze patologiche. Scelta che, come tutte le scelte, può anche essere cambiata in seguito. Quello che però possiamo affermare con certezza e su cui sfido EB ed i suoi ammiratori a dimostrare il contrario è che l’orientamento omosessuale, come tutte le altre parafilie, ha conseguenze disastrose sulla vita delle persone, impedendo una vita normale e piena di tutte quelle normali aspirazioni che sono proprie di ogni essere umano, quali il farsi una famiglia, avere dei figli, contribuire con la nostra carne a scrivere la storia dell’umanità.

      Ed infine… poteva mancare? Certo che no, avete capito bene, è sempre lui il protagonista: l’ammore!. Ebbene si, anche per EB l’importante è l’ammore. L’amore, pontifica Enzo, è più grande della condizione in cui si è abilitati ad amare… si deve guardare alla relazione, all’amore vissuto e tentato dai partner, alla loro sincerità, astenendosi dal giudicare le persone . Certo, certo Enzo: Love is love, l’ha detto pure Obama. Dove metti il pisello non ha nessuna importanza, che vuoi che sia. E poi alza pure il ditino, EB, e, con tono di rimprovero dice: (non possiamo) richiedere alle persone di essere ciò che non possono essere. E chi glielo chiede? Io ad un uomo non chiederei mai di essere donna, né viceversa. Sono loro, casomai, che hanno un po’ di confusione nella testa.

      Infine… la chicca: “la chiesa non è stata chiamata a condannare il mondo ma a indicare al mondo vie di salvezza”. Come se ce ne fossero tante di vie di salvezza e, naturalmente, tutte equivalenti. Come se Gesù Cristo non avesse detto Io sono la via…. Poi sarei tanto curioso di sapere da EB di quale salvezza va parlando…

      Ancora un cosa vorrei chiedere ad EB. Dice: “Chiediamoci in ogni circostanza qual è il cammino di umanizzazione più fecondo e felice per ciascuno, senza aver la pretesa di possedere a priori l’unica risposta possibile”. Io sapevo di essere in cammino verso la santità, non verso l’umanizzazione. Poi di quale fecondità e di quale felicità va parlando? Perché non è tanto chiaro. Infine, io non pretendo di avere una risposta per qualunque domanda, però so di avere La Risposta per la domanda più importante, su questo non ho dubbi e non accetto di mettermi in discussione.

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      • @Fra ‘Centanni. Sostanzialmente sono d’accordo. EB ha il vizietto di dire sempre e solo metà delle verità evangeliche. Il mantra del “è amore” senza distinzioni è pericoloso e porta solo confusione e amoralità. Certo, Dio è Amore, ma Gesù dice anche ” chi mi ama osserva i miei comandamenti”. Noi abbiamo la Chiesa che ci guida, non EB. La distinzione tra peccato e peccatore è essenziale, non basta al cristiano per farsi un giudizio morale pure essenziale. Purtroppo con il relativismo morale imperante non si riesce più a dialogare e fare distinzione alcuna. Ti dicono subito che anche tu sei un peccatore come loro. Quello che non capiscono o vogliono capire è la distinzione: io se sbaglio o pecco lo ammetto, loro no. Boh!

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        • Senza nulla togliere alle precisazioni di cui sopra, una piccola postilla…
          Tutti poi siamo pronti (e umili) nel dirci peccatori, poi appena é un altro che ce lo dice, subito ci inalberiamo!
          Come sarà? Boh…

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          • Che non ci piaccia è umano, che non ne facciamo tesoro magari in un secondo tempo è indice di poca umiltà, virtù difficile da praticare. Il peccato di Adamo che rimane nel nostro essere di uomini ribelli ci condiziona sempre, purtroppo.

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          • Caro Bariom, a me i peccatori penitenti non hanno mai dato fastidio, anzi! Mi dà fastidio chi, essendo peccatore (come tutti!), dice di non esserlo, come quelli che pensano che l’omosessualità praticata sia una variante naturale della sessualità, mentre invece è una lebbra che sta contaminando il mondo intero. Come quelli che pensano che possa esserci anche del buono in una relazione omosessuale, mentre invece c’è solo putredine. Come quelli che sostengono che l’orientamento omosessuale sia equivalente a quello eterosessuale, mentre invece sappiamo bene come l’orientamento omosessuale sia una piaga capace di rovinare la vita delle persone. Come quelli che sostengono che la relazione omosessuale sia equivalente a quella eterosessuale, mentre invece ne è solo una disgustosa metafora.

            Come Enzo Bianchi che, non pago della condanna senza appello dell’omosessualità, che emerge luminosa come il sole dalle pagine della bibbia, ritiene di dover cercare ancora; cercare quello che non esiste: dimostrare la bontà dell’omosessualità. Per giustificare a tutti i costi, per credere e sostenere che si tratti di amore. Non esiste amore, né bene, in una relazione omosessuale!|

            Chi vuol far passare per bene ciò che invece è male, costui è un ingannatore. Lontano da me!

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            • Di certo non c’è niente di buono nell’omosessualità in quanto tale: è una deficienza della natura umana.
              Però ci sono di sicuro cose ottime nelle persone che hanno tendenze omosessuali, non a causa di codeste ovviamente, ma a scapito di codeste: e queste devono essere messe in valore e la Chiesa deve essere capace di darne l’esempio.
              In Pace

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      • La nozione di amore in Enzo Bianchi è certamente imprecisa e a geometria variabile: in altre parole poco ontologica e mostra, per inciso, una chiara debolezza concettuale al soggetto.
        Ma evitiamo i processi di intenzione.
        In Pace

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    • Vi saprò dire…ma così ad occhio quella dell’amico fb è una provocazione, oltre che un continuo malintendere le mie posizioni, probabilmente. Siccome ora non ho tempo (e sto accumulando cose da leggere/vedere….) sarò breve, rivolgendomi all’amico: io, magistero Chiesa100%. Fine.

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  6. Questa volta fantastico post del Mastino sulla patologia di Ch&PC e dintorni. Prevedibile seguito di polemiche, con mentecatti lefebvrianoidi allucinati che accorrono a sciami (di blatte e tafani, tanto per non fare paragoni con gli animali).

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    • Mi sembra chiaro, specialmente dopo il coming-out avvenunto oggi colle pubblicazioni del sacerdote sospeso a divinis Petrucci, che C&PC sia allineato su posizioni vicinissime a quelle della chiesuola eretica e scismatica (cf. Ecclesia Dei Afflicta di San Giovanni Paolo Magno) della FSSPX, come anche l’appoggio dato dal gestore del blog a realtà chiaramente sedevacantiste come Radio Spada ne mostra le tendenze politiche intrinseche.
      Non per caso si è manifestato in quel blog puro odio cieco quando si rallegra assieme ai suoi utenti della (dimostrata falsa) notizia del decesso di P. Fidenzio Volpi: chi frequenta gli zoppi impara a zoppicare.
      Adesso si stanno pure inventando una “chiesa” virtuale composta da chissacchì: siamo proprio nell’assurdo e nel più assoluto contro-cattolicesimo fidandosi dell’associazione di chierici erranti della FSSPX da un lato e adesso, da un altro lato, pure di (pseudo-)sacerdoti sconosciuti ma sicuramente personaggi orgogliosi alla semplice lettura dei loro scritti.
      La solita storia si ripete fin dai tempi di Simone il Mago…
      In Pace

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      • Eh sì, caro Simon, è uno spettacolo patetico. Ci si sente imbarazzati per loro. In un certo tipo di ambienti è facile incontrare persone dal sentire lefebvriano che non hanno però il coraggio di fare il salto del fosso e passare senz’altro alla fsspx (evidentemente parla in loro ancora un po’ la vocina della retta coscienza) oppure persone che hanno tutto l’aspetto di essere zeloti della fsspx con il mandato di fare proselitismo fingendosi comuni cattolici (circolano persino preti di questa risma).

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    • I commenti sono fantastici. Dopo c’è da confessarsi anche solo per averli letti, ma che risate!

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  7. Guzzo pubblica un suo articolo in precedenza inserito in un numero de “la Croce” su uno studio americano…

    http://giulianoguzzo.com/2015/05/11/figli-di-uno-sperma-minore/

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    • Un giorno, l’allora cardinale Ratzinger parlò di tanta sporcizia nella chiesa. Forse è giunto il momento di fare un po’ di pulizia. Finalmente!

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    • Bisogna capire le cose seguenti:
      (1) La Chiesa svizzera è da decenni macroscopicamente derelitta sui piani della fede e della morale
      (2) In quel documento i vescovi non dicono che queste sono proposte loro e questo è importante in quanto, tecnicamente, c’è Chiesa se e solo se intorno al proprio vescovo
      (3) A causa della legislazione civile svizzera ( con qualche sfumatura cantone per cantone) da decenni e decenni i beni eccelsiastici sono gestiti da associazioni laiche ( per vedere a che casini ciò porta cf. la faccenda dei beni dei FFI) e non dai vescovi e dai parroci: questa struttura è in mano di apostati di fatto
      (4) Le seimila persone che hanno risposto sono in gran maggioranza l’espressione di questa Nomenklatura che tarla il cattolicesimo elvetico direi quasi da sempre: non rappresentano nessuno a parte loro stessi
      (5) Il fatto che i vescovi abbiano trasmesso l’inchiesta senza pronunciarsi personalmente esprime semplicemente il desiderio di non entrare direttamente in conflitto con tale Nomenklatura apostata ma che tiene i cordoni della borsa e, al contempo, mostra quanto non condividano tali affermazioni che non hanno più niente di cattolico né di cristiano.
      Dal mio punto di vista direi semplicemente che qui il cattolico davvero fedele alla dottrina rimane in unione con il vescovo e si cerca le realtà ecclesiali concrete che sono ancora pienamente cattoliche (grazie al cielo ce ne sono sempre ovunque) per il nutrimento spirituale di cui ha bisogno, votando così con i piedi.
      È un martirio.
      In Pace

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    • Però è sempre “l’altro polmone” e certa aria è fresca e respirabile …
      http://luceortodossa.blogspot.it/
      (è sempre lo stesso autore)

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      • Gli ortodossi sono forse eretici e scismatici ma di certo non apostati: hanno moltissimi semi di verità, come faccette dell’unica Chiesa di Cristo ( che sussiste pienamente solo nella Chiesa cattolica) che tengono, con ragione, a vezzeggiare e a coltivare. Sono orticelli con il buon profumo da respirare pienamente con i due polmoni, però.
        In Pace

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    • Certo, ma se non si cerca di fare ecumenismo con gli eretici e gli scismatici come gli ortodossi, allora con chi? 😉
      In Pace

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      • Siamo nel campo dei malintesi. Non ho detto che non bisogna fare ecumenismo con gli Ortodossi(che sono gli unici rimasto “Chiesa” nel senso proprio poichè hanno la Successione Apstolica, quindi il sacerdozio e hanno integro il senso e la validità dell’Eucaristia).
        Il senso dle mio intervento è: quelli che si riempiono la bocca di “ecumenismo” come se fosse cosa semplice e diluizione di identità, sappiano che gli Ortodossi sono fortemente identitari e per loro ecumenismo non va oltre il semplice dialogo fraterno.

        La loro spiritualità è però polmonare, respirano la nostra stessa aria, anzi magari la loro è più fine ancora poichè il monachesimo ortodosso è rimasto ancora con una certa severa rigidità. Le parole molto spirituali che da loro sentiamo non sono pronunciate da uomini che vivono nella rilassatezza…
        Lo stesso per la gerarchia. Tutti i vescovi ortodossi sono monaci. Solo essi possono accedere alla consacrazione vescovile.

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    • “Purtroppo il triste esempio della Chiesa Cattolica di Roma è che, nel tempo, ha perso la centralità di Cristo nella Chiesa, conducendola inevitabilmente ad una religione fondata sull’uomo, il Papa.”

      Questo è proprio il tipo di ecumenismo che mi piace, critiche durissime che servono a fare autocritica.
      In un certo senso, l’arciprete ortodosso ha ragione. Prendete Al Gore. A proposito dI questa sua attrazione verso il cattolicesimo Al Gore non ha parlato di Cristo, di Vangelo, di Grazia. Ha parlato solo della leadership di Papa Francesco. In parole povere, vorrebbe farsi cattolico perchè gli sta tanto simpatico Papa Francesco.
      Discorso analogo per Raul Castro.
      Se si parla in questi termini, significa che nel Papa non si vede il Vicario di Cristo, ossia colui che rappresenta Cristo quale suo superiore. Non si vede nel Papa il custode di un deposito di fede tramandato dagli Apostoli e dai loro successori. Significa che si vede nel Papa il padrone di una fede, di cui egli dispone secondo i propri capricci.
      Questo non è cattolicesimo nè tantomeno cristianesimo: è papolatria, ossia idolatria.

      Sappiano bene però che la papolatria denunciata dall’arciprete ortodosso non è il cattolicesimo, ma è semmai una degenerazione del cattolicesimo.
      Personalmente, se sono arrivato a capire questa cosa, lo devo a quelle parole tanto belle quanto vere che Papa Benedetto pronunciò esattamente dieci anni fa in occasione del suo insediamento al Laterano:
      “La potestà di insegnare, nella Chiesa, comporta un impegno a servizio dell’obbedienza alla fede. Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge. Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all’obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo.”

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      • Concordo e non concordo, caro Franceschiello: dipende da come si guardano le cose.

        In fin dei conti Al Gore e Raul Castro si dicono attratti verso il cattolicesimo e non verso Papa Francesco, anche se lo sono grazie a lui. Non c’è niente di sbagliato in questo: anzi è l’essenza stessa del cristianesimo in particolare nella sua versione integrale che è il cattolicesimo (e alla quale non si può chiedere ad un sacerdote membro di una Chiesa scismatica ed eretica di sottomettersi di punto in bianco).

        Dobbiamo renderci conto che la Buona Novella, l’Eu-Vangelion, non è una teoria filosofica che risponde alle nostre inchieste intellettuali e non è la soddisfazione di un bisogno morale, ma è l’incontro con una Persona concreta che possiamo incontrare principalmente via persone concrete: i propri genitori, un amico che si ammira, un professore, un maestro, ma anche un povero, un malato. Cioè il Corpo di Cristo, che è la Chiesa, si manifesta concretamente attraverso persone reali: di per la sua posizione pubblica il Papa ha una vocazione particolare, da sempre, di testimoniare del Cristo specificamente ai potenti e agli influenti di questo mondo, cosa che noi non potremo mai fare concretamente.

        Personalmente conosco poche persone che si siano convertite alla sola lettura dei vangeli o di scritti spirituali, mentre invece ne conosco tantissime che si convertiscono grazie all’amore che portano o che hanno risentito da parte di persone cristiane con le quali hanno incrociato le loro vie e che sono stati, per loro, sacramenti della vicinanza di Cristo.

        Il carisma principale del Successore di Pietro è quello di esprimere fisicamente, concretamente, cioè anche psicologicamente, l’unità teologica, spirituale e liturgica dell’Unica Chiesa che è Corpo di Cristo: il Papa è “sacramento” di questa unità e seguirlo nelle materie relative alla fede e alla morale non rileva dell’idolatria, comme accusa quel sacerdote scismatico, ma dello sguardo di Fede, di Speranza e di Carità : quello stesso sguardo che guardando pane e vino vede Corpo e Sangue e quando guarda il Santo Padre vede l’Unità del Corpo di Cristo che Si immola al Padre per la Sua Gloria sotto l’ispirazione dello Spirito Santo con la Redenzione definitiva dell’Umanità e del Creato.

        In Pace

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        • Quello che dici è ineccepibile, Simon. Ma la papolatria esiste. Forse non ho fatto bene a portare come esempio Al Gore e Castro, così facendo ho sviato la conversazione sul tema “conversione”, e allora per ritornare al tema porto un altro esempio: Mancuso.
          Per quanto Mancuso non sia d’accordo col dogma dell’infallibilità papale (e con vari altri dogmi), da lui, e non dai lefebvriani che sognano un Papa in sedia gestatoria attorniato da flabelli, ho sentito le parole più papolatriche che abbia mai sentito. Ad un intervista alle iene infatti disse “il Papa è un sovrano assoluto nella Chiesa Cattolica”
          (se vi interessa, l’ha detto qui http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/11/26/nobile-il-ruolo-della-donna-nella-chiesa-cattolica_9038.shtml a 3:09).
          Per Mancuso il cattolicesimo è dunque, come dice l’arciprete ortodosso, una religione fondata sull’uomo.

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  8. http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=37204

    Sembra quasi che i teologi morali oggi vogliano passare alla storia…

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    • Appunto: il sensus fidei si sta trasformando dice. Leggo su Wiki “Nella dottrina cattolica, con l’espressione deposito della fede (in latino depositum fidei), si intende quell’unico[1] patrimonio di tutte le verità, sia in ordine alla conoscenza (fede) che al comportamento (morale), insegnate da Gesù[2], mediatore e pienezza della Rivelazione[3], agli Apostoli e da questi trasmesse al collegio dei Vescovi quali loro successori.[4] Tali verità costituiscono il principio o fondamento da cui attinge[5] il Magistero della Chiesa, non potendo questa aggiungere nulla a quanto, almeno implicitamente, è già contenuto nella Rivelazione. L’intelligenza, ovvero la comprensione, di tali verità progredisce nella Chiesa lungo i secoli[6] con l’assistenza dello Spirito Santo.[7] ” Il sensus fidei non era anche nei fedeli che potevano essere interpellati dai pontefici circa la Tradizione? Se cambia nei fedeli cosa può succedere?

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    • Sensus fidei fidelium ha senso se parliamo di fedeli che sono fedeli alla Parola, che vivono dei Santi Sacramenti, che hanno una relazione personale con Cristo e che implorano genuinamente lo Spirito Santo per vivere della Santità del Padre: non di certo i pecoroni apostati che continuano a chiamarsi cattolici ma che non capiscono neanche più cosa sia il matrimonio sacramentale e i dieci comandamenti…
      In Pace

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      • La mia era un poco una provocazione per alcuni che potrebbero dai dati riportati dedurre erroneamente l’indipendenza assoluta del sensus fidei dal Magistero. Invece è sempre il Magistero che interroga e decide quanto accettare. Quindi il problema neppure si pone.

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  9. A proposito del “punto ermeneutico molto critico” citato nell’articolo di Civiltà Cattolica:
    grazie ad Alberto, blogger di Coraggio Della Castità, per la seguente intervista a Philippe Ariño che tocca punti fondamentali della condizione omosessuale.
    Secondo me in questo post ogni parola trasuda verità, raramente si trovano tanta sintesi e tanta profondità di analisi insieme http://coraggiodellacastita.blogspot.it/2014/10/gesu-lava-piu-bianco-dialogo-con.html
    Da ‘eterosessuale’ (che ha conosciuto e conosce omosessuali) trovo che Ariño inquadri molto precisamente la condizione e lo condivido in toto, fin nei minimi dettagli delle sue valutazioni; si percepisce che ha fatto un lavoro psico-spirituale enorme su sè stesso – lavoro che in realtà potrebbe anche esulare dal discorso religioso per quanto è approfondito a livello psicologico, filosofico, antropologico,ecc. Per me l’ennesima conferma che nel profondo (così come nell’altezza) dell’umanità si trova Dio, volenti o nolenti.

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    • Error
      ‘Cultura Cattolica’ e non ‘Civiltà Cattolica’

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    • Questa testimonianza di Philippe Arino è semplicemente magnifica (il solo bimolle lo avrei sulla sua nozione di amicizia, la quale è amore a pieno titolo).
      Spero che gli altri utenti si diano la pena di leggere.
      Mi ha anche fatto piacere il suo sottolineare che non si può identificare una persona ad una tendenza.
      Grazie Trinity.
      In Pace

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      • Grazie a te. Non avevo notato questa possibile debolezza filosofica sull’amicizia. Probabilmente (da quel che so dell’Arino-pensiero) lui intendeva dire di non confondere i due ‘amori’ e invece ha effettivamente detto qualcosa che faceva apparire una diminuita importanza dell’amicizia, o in contrapposizione con l’amore.

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      • Concordo con la bellezza di questa testimonianza e con la tua precisazione dell’amicizia-amore, poiché l’amore è unico ed uguale (bene dell’altro come espressione dell’amore di Dio per l’uomo), pur con gradi, situazioni ed espressioni diverse. Tuttavia non mi è piaciuta l’atteggiamento di passività di fronte alla tendenza omo. La trovo erronea e non dignitosa umanamente. La castità è pure dono di pochi .
        Ritengo che costoro debbano seriamente almeno tentare un approccio diverso senza mai stancarsi. Meglio cambiare gradualmente indirizzo che semplicemente resistere. Non lo dico solo io. Molti ce la fanno, ed allora? Non è solo un mio pallino personale, credo.

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        • A parte che Arino mi risulta ci abbia provato, senza riuscirci, come molti altri. Non credo che si tratti di ‘passività’ altrimenti dovremmo imputare passività a tutti noi quando ri-pecchiamo nei nostri punti deboli, quindi dovremmo dire che siamo ‘passivi’ perché abbiamo un punto debole e ci rifiutiamo di rimuoverlo definitivamente (alcuni ci riescono subito, altri dopo, altri mai e cercano di riparare in altro modo).
          Quel punto debole per gli omo è l’omosessualità intesa come orientamento interiore….
          Inoltre la castità è roba grande, non è mica “resistere” – quindi mi posso solo inchinare di fronte a queste persone che la scelgono.

          Con tutto il rispetto, sì, a me sembra un tuo pallino (tutti abbiamo i nostri pallini). Credo anche che l’intuizione di Ariño sulla possibile ‘funzione’ degli omosessuali nella Chiesa non è mica così casuale: un interrogativo, uno stimolo per gli ‘etero’. Infatti spinge a chiedersi che cos’è la sessualità come dono di Dio e come va vissuta per farne buon uso. Ad esempio, non ricordo se eri tu (o Giancarlo ?) che avevi citato il “chiodo schiaccia chiodo” per spiegare come un gay può diventare eterosessuale: ecco, già avere quella visione della sessualità significa stare su un livello troppo animale e troppo poco umano. Se i gay ci spingono a chiederci quanto umana è la nostra concezione di sessualità di coppia (uomo e donna) ben vengano anche i gay casti che ci aiutano ad interrogarci.

          (Poi sarò io ad avere il contro-pallino, ma non capisco perché certi cattolici non si preoccupano di trovare moglie/marito a tanti zitelli e zitelle, né li incitano a “provarci di più” o sforzarsi per trovare un coniuge, PERÒ sono preoccupatissimi di trovare moglie/marito a gay e lesbiche. Scusa Vincenzo, ma lo stesso rischio ‘di peccato’ lo corrono i single eterosessuali! Perché tutta ‘sta roba sui gay? Boh….E comunque tieni presente, anche da racconti ‘antichi’ riferiti dai miei genitori su certi gay di certa età, che i gay sposati con donne non erano e non sono proprio esenti dalla loro tentazione….Lo vedi, alla fine è vero, che la presenza di soggetti omosessuali ci interroga tutto sulla sessualità e sul significato vero di castità)

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          • Refuso. ‘Ci interroga TUTTI’.

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            • Mi dispiace. Non concordo affatto. Onestamente non vedo nessuna “funzione” dei Gay nella chiesa, mentre vedo bene chi si dedica alla castità come bene supremo di qualunque orientamento sessuale sia , a patto che sia una libera e cosciente scelta, non imposta dalle circostanze. Non tutti i gay vogliono e sono in grado di dedicarsi alla castità. Perchè allora non tentare altre vie, anzi perchè essere passivi? Dio da una prova grande e poi tocca alla persona scegliere. Sono io che ho detto chiodo scaccia chiodo. E’ verissimo. Poi non è solo un mio chiodo di cui per fortuna non ho bisogno.

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    • Questa vicenda dell’esistenza di attrazioni sessuali disordinate è qualcosa che tocca molte persone in quanto è difficile capire come qualcuno abbia da vivere nella propria carne qualcosa di eminentemente sregolato di cui non è la causa.

      In questa società hyper-sessualizzata sembra essere la fine del mondo e una somma ingiustizia. E questa società dello scarto ha solo due soluzioni di fronte all’essere umano che presenta anomalità potenziali o attuali: abortirlo o eutanasiarlo. Personalmente non conosco, in quanto non specialista, quali siano le cause di questo tipo di attrazione: alcuni dicono che sia genetico e avrebbero addirittura identificato i geni relativi ( sarà così possibile abortire bambini che presentano tali geni, oppure fare nascere solo bambini che presentano tali geni…), altri dicono che sia congenitale e non ci sia niente da fare, altri dicono che lo si diventa per influenza interna, altri per volontà viziosa propria. Immagino che sia come il cancro: non c’è una sola radice comune a tutti, ma tutti i casi di specie si possono presentare e per ognuno va adottato un approccio specifico se fa senso. Questo direi che è il problema della medicina, della biologia e della psichiatria.

      Quanto a noi cristiani, l’esistenza di persone aventi queste tendenze devono essere un richiamo e un richiamo di qualcosa estremamente scandaloso: il peccato in generale ed il peccato orginale e le sue conseguenze in particolare. Esattamente come quando vediamo nascere un bambino trisomico, oppure un bambino con un arto atrofizzato, etc etc: questo è di per sé scandalo.

      Lo scandalo proviene da una premessa falsissima che la nostra società ammette come vera da qualche secolo in qua e cioè che questo mondo ed universo, in quanto unico creato, sia il migliore possibile, cioè sia intrinsecamente buono. Ma questo è falso e va contro l’esperienza quotidiana: questo mondo non è ideale, non è perfetto, non è “buono”, non è giusto. Bisogna accettare quel che gli anziani ben sapevano e cioè che viviamo in un mondo che è stato corrotto dal peccato originale e che il peccato è “male” e se è male ci sono terremoti, ci sono deformazioni, ci sono coloro che nascono eunuchi e coloro che nascono con attrazione disordinata verso il proprio sesso esclusivamente.

      Mettiamocelo ben benino in testa: la “Natura” non è buona, anzi è perfida e corrotta. Mentre il Creato è cosa buona in sé quel che se ne è fatto con il peccato originale e la disobbedienza di Lucifero è una cosa che va contro il piano di Dio.

      E la presenza dell’omosessualità non porta in sé nessuna ricchezza positiva specifica alla Chiesa o all’umanità o alla società (il che non toglie che le persone che subiscono tale situazione possano portare molto alla Chiesa e alla società, ma a dispetto di questa tendenza e non grazie ad essa), però, esattamente alla stessa stregua che chi nasce con una tara qualunque o diventa malato o finsice in prigione o dipendente da altri anche loro sono segno via il quale il Cristo stesso si presenta a noi.

      Ricordiamoci qualcosa di fondamentale e forse di scioccante: il fine ultimo della nostra creazione e sussistenza nell’essere non è nell’essere buddistamente distaccato ogni possibile male né nell’affogarsi in ogni sorta di piaceri anestetizzanti, ma proprio e solo di scegliere Dio liberamente.

      Il mondo e la “Natura” di cui sopra non tendono verso Dio ( Teilhard de Chardin non me ne voglia) ma, al contrario, sono un peccato contro Dio: nascendovi il solo fatto di voler scegliere Dio ci condanna ad esserne espulsi. Scegliere Dio in verità condanna e crocifigge.

      Le persone con tendenze omosessuali vivono nella loro carne, anche loro, questa realtà e possono essere un segno potentissimo di speranza per noi altri che abbiamo altre deficienze, forse meno scioccanti ma ancora più gravi spiritualmente parlando: essi ci mostrano tutta l’ingiustizia della “Natura” nei loro/nostri riguardi, tutto il peso delle conseguenze del peccato originale nella loro/nostra carne e nella loro/nostra psiche, eppure possono anche loro scegliere Dio e vivere non la corruzione ma la castità di Cristo e lì, proprio nel loro rinunciare attivo a quel che allontana dalla Santità di Dio, entrare lì dove è il Padre.

      Non so cosa insegnerà il Santo Padre sulla “Natura” né quale sarà il grado di analisi teologica/filosofica al quale darà a questo concetto nella sua prossima enciclica, ma sarei molto sorpreso che non prendesse le dovute distanze dalla concezione rousseauista delle ideologie ecologiste su di essa. Ma se non capiamo bene la natura morale della “Natura” non capiamo niente del peccato originale né della Redenzione operata da Cristo, Nostro Signore.
      In Pace

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      • Una precisazione. Non mi risulta, salvo contro deduzione, affatto che vi siano prove genetiche ed ereditarie circa l’orientamento omo. Furono a suo tempo propagandate ricerche fasulle come quelle fatte su cadaveri di omo in cui qualche minimo cambiamento fisico fu rilevato confermando l’opposto, ossia l’abitudine e la pratica omo può operare cambiamenti, anche se minimi. Alcuni studi confermano che vi è una certa predisposizione di alcuni soggetti di tipo caratteriale, emotivo ecc.e nulla di più. Piuttosto è molto diffusa l’idea che non che “ci si trovi così”, ma “si nasce così” Questo è un errore madornale contraddetto dai tanti, anche per anni convintissimi, che cambiano. E’ vero che la nostra psiche è di difficile decifrazione e comprensione per cui, soprattutto in età adolescente, può succedere uno sbandamento affettivo e di attrazione. Per il resto concordo pienamente. La Natura è grandiosa e spettacolare, ma imperfetta causa peccato originale. Credo che l’idea rousseauniana della natura buona e società corrotta sia tramontata da un pezzo. La natura non tende affatto a Dio, come anche noi siamo propensi al nostro egoismo. Dio lo scopriamo quando ci interroghiamo o per educazione religiosa.

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        • @Vincenzo. In ogni caso se anche escludessimo qualsiasi implicazione biologica (e non possiamo farlo viste le limitatissime conoscenze sul cervello umano, solo per citare una delle tante lacunose conoscenze scientifiche attuali) e prendessimo in esame solo induzioni psicologiche – e ipotizzassimo solo una strada ‘patologica’ per il fenomeno dell’omosessualità: tutte le attuali conoscenze ed esperienze ci porterebbero ad ipotizzare una condizione tipica di patologie considerate “incurabili” (cioè controllabili in certa misura ma non realmente guaribili come schizofrenia, disturbi bipolari , disturbo da personalità multipla, eccetera). Ora: nonostante la psichiatria ‘classica’ consideri alcune condizioni mentali ‘incurabili’ e ‘definitive’ (e le statistiche confermano) esistono delle particolari esperienze/terapie e progetti-pilota che registrano “guarigioni” perfino tra gli schizofrenici (e io non dubito affatto della bontà e veridicità di queste esperienze). Allora si potrebbe dire a tutti i malati mentali gravi: se ce la fanno certi schizofrenici a guarire e a sospendere i farmaci antipsicotici , lo possono fare tutti!! Invece questo è falso. Non si possono fare affermazioni del genere.

          Per ritornare alla condizione omosessuale se volessimo proprio ascriverla alle patologie psichiatriche andrebbe ascritta tra le psicosi e non certo tra le nevrosi (le psicosi sono le malattie gravi e radicate nella persona a livelli molto profondi, tali da diventare ‘connaturate’ – mentre le nevrosi sono le robine leggere tipo i disturbi d’ansia che possiamo avere tutti e sulle quali ci possiamo fare una bella chiacchierata con lo psicologo).

          Quindi si configurerebbe per l’omosessualità la seguente situazione:
          sarebbe malattia molto grave (perché nevrosi non è!) e quindi un malato avrebbe ben poca responsabilità del proprio peccato, oltre ad avere ben poche possibilità di guarigione (testimoniate dai pochi gay che ‘guariscono’ definitivamente tramite ‘terapia’ e che magari avevano forme ‘lievi’ o solamente indotte-viziose). Ti ricordo inoltre che tutti i disturbi psichiatrici molto gravi e radicati (anche anoressia e bulimia ad esempio) richiedono necessariamente farmaci (psicofarmaci) a vita, fatta eccezione per qualche caso fortunato.

          Oppure non è malattia psichiatrica (ma solo un mero disturbo psicologico) e una persona omosessuale può scegliere serenamente il suo orientamento sessuale preferito facendo un piccolo corso, un trattamento psicologico-comportamentale, come quelli a cui ti riferisci (solo che a questo punto mi pare che diventeremmo dei promotori dell’ideologia del gender!). Ti faccio notare tra le altre cose che questa via ‘psicologica’ apre anche la porta al nemico: allora un eterosessuale può fare un trattamento psicologico e diventare gay! (E perché dovrebbe farlo? Ad esempio perché è ateo e gli piace così, perché va di moda).

          Secondo me tutte queste ipotesi psichiatriche e psicologiche sono sballate. (nel senso che erano sballate anche quando l’omosessualità stava nella lista del DSM)

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          • @Trinity. Sto vedendo la partita. Domani ti rispondo con calma. Vedo che hai assimilato molto delle obbiezioni delle associazioni Gay, poco delle controdeduzioni di chi(tanti soprattutto in Usa) ha esperienza personale e dici delle mezze verità se non delle falsità. Leggiti qualcosa di Nicolosi, ad esempio, senza preoccuparti se viene costantemente vituperato da chi ha solo un interesse a scompigliare le carte. Premetto, come già detto, che chi cambia è anche chi era convintissimo di rimanere nella sua situazione. Questa è la classica obbiezione delle ass.Gay: erano situazioni leggere. Falso in molti casi. Non sono pochi quelli cambiano, anche se non tutti ci riescono. La stessa cosa in fondo vale per i drogati. Altra menzogna delle ass.Gay. Ecc. ecc..Vai nel mondo usa e ti accorgerai che colà vi è chi non ha paura di testimoniare e combattere le enormi falsità delle asso.Gay. Mi spieghi perché per le Apa non si deve intervenire per gli omo con azine psicologica , mentre per chi vuole cambiare sesso comandano uno psicologo? Politica, pressione e basta. A me sembra che ci sei cascata benissimo, come molti in Italia, senza offesa.

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            • Ok aspetto la tua risposta più completa.
              Nel frattempo ti dico 2 cose:
              – io studio a tutto campo quello che m’interessa e per molti anni la mia passione-hobby è stata psicologia/psichiatria, quindi non ti sto riassumendo riassunti di riassunti di pagine web o studiosi/psichiatri con idee particolari o politicamente indirizzati. Ti sto riassumendo ciò che penso io dopo studi abbastanza ‘corposi’ e appassionati riguardanti molte situazioni patologiche (e non solo una).
              – non metto in dubbio che un gay possa anche andare con una donna (anche noi con un pò d’impegno potremmo ‘fare i gay’) ma sono sicura che a parte pochi casi …rimane gay. Questo è anche “confermato” , se così posso dire, da storie paesane reali di omosessuali cattolici (con l’età dei miei genitori, quindi classe 60-70enni e oltre) che si sono sposati e hanno fatto figli, quindi di impegno e di fede ne hanno messi parecchi, ma….sono rimasti gay (e per decenza e rispetto non espongo le loro storie particolari).

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      • Grazie Simon per il bellissimo intervento.

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  10. Interessante anche il video consigliato da Dario di UCCR

    di Caffè Teologico
    (ho visto solo l’inizio, ma si prospetta denso di concetti clou su etero e omo. Scusami Simon se continuo ad usare per brevità quei termini)

    E poi, problematico, vi presento Pier Paolo che su uccr ha fatto di tutto per far inca**are molti… però, se lasciamo perdere la parte polemica, in alcuni post parla anche di sè stesso e per tale motivo (seppur mi abbia irritata con le sue affermazioni grondanti ignoranza sul cattolicesimo) non mi sono sentita di attaccarlo frontalmente. Di seguito, uno dei post in cui (secondo me) il suo dolore travalica la polemica e ci pone (a me almeno) degli interrogativi come cattolici, nel senso che sulla sua strada questo ragazzo sembra non aver trovato uno straccio di cattolico che lo indirizzasse per la sua specifica condizione, cioè sembra mancare un punto di contatto più personale, più diretto http://www.uccronline.it/2015/05/08/chi-si-oppone-al-matrimonio-gay-e-socialmente-pericoloso/#comment-162097

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    • Quei termini non piacciono a neanche ad Arino…. 😉
      Personalmente li trovo davvero offensivi per tutti coloro ai quali si riferiscono.
      In Pace

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  11. Ripassino sui divorziati risposati nella tradizione http://www.augustinus.it/italiano/connubi_adulterini/index2.htm
    Sto leggendo…ma non dice niente sull’ammore 😉
    Una volta avevano le idee più chiare.
    (Tra parentesi. Interessante anche quando argomenta agli uomini perché siano ‘virilmente’ casti, altrimenti sarebbero ‘deboli’ come le donne. Fa tenerezza perché si capisce che anticamente proprio non riuscivano a non vederci come ‘sesso debole’ eppure Agostino non concede nessuna scusante sessista ai maschi – che, si legge, devono guidare le donne se dicono che sono ‘migliori’ e devono esserlo davvero per Agostino cioè prendersi le loro responsabilità. Bello anche quando nomina le donne di Siria (le quali rimanevano caste nonostante la lunga lontananza dei mariti, anche per una vita) e dice che se ci riescono le donne (deboli) perché non ci dovrebbero riuscire gli uomini (forti) ? Non fa una piega 😉
    Poi quando parla delle donne sterili ti lascia di stucco, mi aspettavo qualche attenuante per l’uomo, invece no: si capisce quanto il cristianesimo sia stato rivoluzionario….)
    Scusate se sono un tantino OT ma ho appena trovato quel sito e stavo leggendo.

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    • Che dire della castità (anche rituale e “cultuale”) già del Popolo di Israele ad esempio durante la battaglia?
      Quella fedelmente mantenuta da Uria l’Ittita, che “ruppe le uova ne paniere” del buon Re Davide e gli costò la vita…

      Probabilmente anch’io OT, ma così, per seguire il tuo pensiero Trinity 😉

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    • Comunque qualcuno di virile è qualquno che sà dominarsi in particolare in campo sessuale. Poco virile è da sempre considerato chi si lascia andare.
      In Pace

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      • Verissimo Simon. Ecco un altro significato che oggi è stato deformato e rimane deformato nella mentalità comune (non solo dell’uomo della strada). Tendenzialmente io lo intendo con il significato originario in tutti gli ambiti, non solo sessuale: capacità di gestione e controllo di sè e dell’ambiente circostante. Però se chiedi in giro, anche a gente ‘istruita’, che cos’è un uomo virile…. ehm 😐
        E qui entriamo anche nella questione della comunicazione: come fai a contattare le coscienze se le parole si deformano? Allora forse non va incriminata la parola in sè (vedi anche omosessuale) ma un’intera cultura fatta di relazioni quotidiane, di simboli, di richiami visivi, di decisioni personali di fronte alla società, di testimonianza, eccetera.

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  12. Esiste un solo mondo e una sola natura cui appartenere: quella umana. E l’unica differenza reale in questa natura è quella tra maschile e femminile. L’unica differenza la cui unione può generare la vita.

    Questa non è omofobia.

    Dire che due omosessuali non possono avere figli non è omofobia.

    Dire che l’omosessualità ha delle cause psicologiche non è omofobia.

    Dire che assecondare ogni nostro desiderio non sempre porta alla nostra felicità non è omofobia.

    Dire di essere cristiani non è omofobia.

    Siamo in molti a pensarla così, molti più di quanti voi crediate. Molti vivono nell’anonimato, spaventati per il clima che si sta respirando in questo mondo “civile e democratico”, dove il prezzo per il comune quieto vivere è diventato il silenzio. Stiamo assistendo all’elogio della follia, senza nessuno che abbia il coraggio di gridare “il re è nudo!”
    Bene, se serve qualcuno che gridi perché altri trovino il coraggio di farlo, allora sarò io a gridare.

    Mi chiamo Giorgio Ponte, ho tendenze omosessuali, sono amato da Dio e amo l’essere umano.

    Mi sono alzato in piedi, ho dato voce al mio silenzio.

    Io esisto.

    E tu? Cosa stai aspettando?

    http://www.tempi.it/io-omosessuale-in-piazza-con-le-sentinelle#.VVRKwPntlBe

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  13. Sì, magnifico! E consiglio di leggere tutto il link perché è super-magnifico l’intero testo di Giorgio Ponte.
    Copio-incollo degli altri passaggi non riportati da Giancarlo, ma leggete comunque il link che è NOTEVOLE.

    Ad esempio Giorgio scrive ancora:

    Parlo per i miei fratelli che si sono sentiti emarginati, additati, ridicolizzati, che hanno creduto che le loro pulsioni fossero un castigo, che non hanno trovato una parola d’accoglienza che fosse accompagnata dalla verità, magari nemmeno all’interno di quella Chiesa che è stata per me madre, e per loro forse matrigna, perché coloro con i quali hanno parlato in suo nome non erano in grado di dirla, quella verità. Forse perché nemmeno loro la conoscevano.

    Siate felici, perché si può accogliere la propria omosessualità anche senza bisogno di trasformarsi in un cliché da sit-com come fa il mondo gay con i suoi adepti. Ci sono uomini che hanno vissuto per anni nel mondo gay e oggi sono sposati a donne straordinarie con cui hanno costruito una famiglia; così come conosco fratelli che come me, desiderando la castità, cercano di amare senza bisogno di possedere il corpo di altri, né di violare il proprio.

    Noi siamo molto di più delle nostre pulsioni e delle ferite della nostra anima e sebbene non sempre abbiamo potere sui nostri istinti, sicuramente lo abbiamo su ciò che scegliamo di fare con essi.

    Non giudico chi fa scelte diverse dalla mia, non desidera la castità o non è interessato a mettersi in discussione sul proprio orientamento sessuale. Lo capisco, so quanta fatica richieda. Ho amici che da sempre cercano e vivono relazioni con persone dello stesso sesso, animati da desideri buoni, e li rispetto. Così come conosco le dinamiche peggiori del mondo gay, il sesso occasionale, le chat e coloro i quali hanno scelto di fare di quello la loro vita, mettendo a tacere il grido della loro anima. Io stesso ho vissuto tutte queste cose in un passato nemmeno troppo distante. Conosco queste debolezze e potrei ricadervi in ogni momento. In sostanza non giudico chi ha perso la speranza o a questa speranza non è interessato.

    Ma chi quella speranza vuole toglierla agli altri, sappia che prima o poi dovrà risponderne davanti alla propria coscienza. Soprattutto se per farlo strumentalizza dei figli che non gli appartengono, privandoli della famiglia cui hanno diritto.

    Il 23 maggio come Sentinelle in Piedi scenderemo di nuovo in centinaia di piazze per manifestare pacificamente contro chi vuole smembrare la famiglia e privare le nuove generazioni di radici e identità. 
    È tempo di agire, di essere uomini e donne veri, capaci di vivere e morire per questi figli creati già orfani in laboratorio, che un giorno ci chiederanno dove eravamo, mentre si infliggevano loro ferite esistenziali in nome del presunto diritto di qualcuno ad affermare una bugia su se stesso. Perché due persone dello stesso sesso non potranno mai concepire un figlio, e non c’è donatore esterno, né utero in affitto che possano nascondere questa verità.

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  14. @Trinity. Mi sembra che tu abbia una tendenza a complicare le cose, anziché cercare molto più semplicemente di fare analisi appunto…semplici. Innanzitutto distinguiamo tra la tendenza omo da quella trans. Mi fermo sulla tendenza omo. Nell’età evolutiva lo sviluppo del sentimento verso persone di sesso uguale e diverso e il risveglio dei sensi possono a volte percorrere strade non del tutto ortodosse , in modo quasi inconscio. Sarà una predisposizione caratteriale, un non buon rapporto famigliare e sociale (lo possono dire le ricerche psicologiche) che unite spingono un ragazzo a simpatizzare per un suo coetaneo , entrare in intimità tale fino al rapporto sentimentale e sessuale vero e proprio. Si inizia a crearsi una tendenza omo fino a diventare un vero e proprio orientamento, diverso da persone per intensità e tempo. Si sa che ambienti chiusi come i collegi di tempo fa ( purtroppo anche i seminari in qualche modo), creano i presupposti per queste relazioni. Vi è chi reagisce e chi invece ne rimane marchiato forse a vita fino a declinare e non amare il rapporto etero. Diventa sentimento, passione, abitudini inveterate contro cui è difficile se costantemente seguite nel tempo lottare. Solo una grande motivazione e costanza possono riuscire a cambiare, senza meravigliarsi se qualcosa rimane, tipico della passioni ed abitudini forti. Succede anche per gli etero quando fanno esperienze sentimentali-sessuali forti che poi non hanno seguito e lasciano il segno. Personalmente, forse sbagliando, provo un fastidio e un poco di schifo nel vedere due uomini baciarsi o tenersi per mano. Per un ragazzo non è così in modo immediato. Crescendo se ne rende conto ed inizia il “disagio” presente in tutti gli omo per quanto “sotterrato” con la classica frase “è amore”, cosa che in parte può essere pure vera. Può succedere anche ad un adulto, a dimostrazione di quanta complessa sia la nostra psiche, di trovare attrazione omo. Se reagisce subito è salvo, diversamente ci casca.
    Quando le associazioni Gay dicono che gli etero sono degli omo repressi, tolta la parola represso, possono anche avere ragione. Perché per la natura corrotta siamo costantemente in pericolo di sbandamenti. La ricerca, oggi molto di moda, soprattutto in certi ambienti come la moda, delle forti emozioni ad ogni costo ed alla trasgressione come modo di vivere pienamente, fa brutti scherzi. Questo è quanto penso. Passo alle tue osservazioni. Il cervello umano: è la sede dell’anima e di tutto il nostro essere. Siamo noi a dominarlo e correggerlo, salvo difetti congeniti che nulla a che vedere con la sessualità, credo. Basta un solo cambiamento da omo ad etero per dimostrarlo. Parlare di malattia soprattutto mentali, di nevrosi, di farmaci è del tutto fuori luogo e a volte offensivi. Si deve solo parlare di tendenza anomala e conseguente orientamento quando la tendenza è operativa e costante e basta. Che si “si può cambiare” lo dicono stimati e rinomati professionisti, soprattutto americani. Che siano il bersaglio preferito e abbiano la costante denigrazione delle ass. Gay non meraviglia, in modo particolare se sono exgay. Per costoro ammettere che si può cambiare è una bestemmia, perché annullerebbe in toto la loro ideologia. Semplicemente non ci credono e non vogliono crederci. Su UCCR cercando sulla voce “omosessualità” puoi avere qualche ragguaglio. Ti cito alcuni: Nicolosi, psicologo Cummings, Robert Spitzer, psicoterapeuta exgay Cohen, exgay Greg Quinlan ecc. Non so se sono stato utile e un poco chiaro. Saluti e…semplifica cercando e tenendo fermo l’essenziale.

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    • Grazie per avermi esposto il tuo punto di vista che comunque non condivido e che dal mio punto di vista è complicato oltre che confusionario (in pratica tu vedi complicazioni nella mia visione e io invece le vedo nella tua). Il nominare studiosi o ricercatori con teorie proprie e particolari non è semplificativo ma solo molto parziale nel panorama della psicologia e della psichiatria (soprattutto quando si tratta di terapie fondamentalmente cognitivo-comportamentali, se non addirittura semplici terapie ‘parlate’ che influirebbero secondo te su orientamenti tanto radicati a livello identitario. Infatti non è ciò che vediamo all’esterno o quanta ‘pratica’ faceva un gay a determinare la sua condizione di forte o debole radicamento nella personalità – sempre nell’ipotesi, da me rifiutata, che si tratti per la maggioranza dei casi di malattia).

      Secondo me la posizione di Giorgio Ponte http://www.tempi.it/io-omosessuale-in-piazza-con-le-sentinelle#.VVRKwPntlBe ci mette d’accordo entrambi: lui osserva che alcuni omosessuali riescono ad intraprendere la via del matrimonio etero ed altri quella della castità. Non vedo perché insistere a fare intraprendere a tutti la stessa via (peraltro controversa). La Chiesa Cattolica non glielo chiede, quindi a me, a noi, spetta accogliere queste persone – e saranno loro a vedere che cosa vogliono eventualmente fare. Tieni presente che se un gay è solo “convertito fisicamente etero” (per la maggior parte è così) quello sarà psicologicamente un gay al quale darai dei figli da allevare, mentre stai combattendo contro le adozioni gay! Nei casi da me conosciuti (che ti citavo di ‘vecchi’ gay) la situazione era proprio quella e non so se ciò sia un bene per i figli (cioè avere un padre o madre che combattono tutta la vita o mezza vita con certe tendenze).Trovo migliore la scelta della castità sinceramente.

      Poi…vorrei farti una domanda, ma non so se faccio bene perché qua non la finiamo più 😉
      Se non erro, in materia di morale sessuale tu avevi una certa propensione perché fosse tolto il ‘veto’ del preservativo alle coppie sposate (ma magari mi sbaglio io!!). Quindi, pensavo a come vedevi tu le cose e vorrei chiederti: come concili il fatto di incoraggiare gli omosessuali a comportarsi ‘secondo natura’ sposandosi (ed escludi quindi la castità-astinenza in questa visione ‘secondo natura’) però poi….introddurresti a cuor leggero una contraccezione meccanica contro natura.
      Guarda, sinceramente, io le complicazioni le vedo nel tuo pensiero….e ci vedo anche una concezione della sessualità abbastanza riduttiva, povera….
      Ripeto: per me persone come Arino, come il blogger Alberto (che promuove l’unica associazione riconosciuta dalla Chiesa Cattolica, associazione che a sua volta non promuove terapie ‘trasformanti etero’, ma solo eventualmente le cita come esperienze particolari) e persone come Giorgio Ponte hanno chiara la situazione e ce la comunicano molto bene…e io in loro percepisco una concezione alta e sana della sessualità.

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      • Non ho nulla in contrario alla castità omo, purchè, ripeto, non sia un ripiego per coerenza al loro essere cattolici imposti dalla dottrina, e quindi una fuga dalla loro responsabilità, pur per una acquisizione di orientamento di cui non si sentono responsabili, ma che hanno compreso essere non naturale come fine. Ne risente, a mio parere, la loro dignità di persona e pure responsabilità morale, se non si impegnano seriamente. Dio non li ha creati così e non pretende in modo assoluto , salvo per vocazione, che debbano votarsi alla castità. Lo pretende se non cambiano perché deboli caratterialmente o convinti di non farcela o spinti, come fai tu, a pensare che non è un obbligo perentorio. Lasci a loro una unica alternativa moralmente accettabile. Per questo , se ammiro la forza morale di Giorgio del Ponte, non percepisco nessuna concezione alta e meno ancora sana della sessualità. Tra l’altro Giorgio Ponte accettandosi passivamente rimane sempre con il “disturbo” della sua situazione, a che pro? Eroico? Può essere, fino ad un certo punto. – Con questo non voglio sostituirmi alla coscienza ne di Giorgio Ponte ne di chi agisce come lui, neppure dettare legge. La mia è considerazione che proviene dalle numerose letture e soprattutto confessioni di omo anonime e non che ho fatto negli anni. Pensare di risolvere l’orientamento omo addirittura con uno sposalizio e relativi figli è solo crudeltà mentale. Neppure da pensare di parlarne. Cambiare orientamento è qualcosa di molto più profondo, difficile , continuativo che necessita di una guida sicura. La gioia, pur con qualche difficoltà , di chi vi riesce è immensa. Certo, se sei convinta che quegli autori da me citati hanno solo terapie “parlate” vuol dire che parliamo un linguaggio diverso, una comprensione diversa e non ci comprenderemo mai. Pazienza! – La chiesa per gli omo chiede la castità e null’altro. Allo stato attuale della conoscenza non può e deve fare altro., essendo la sua preoccupazione puramente morale degli atti. Per fortuna suppliscono molti volontari a cui auguro di fare molta pratica, come successe per la droga dove vi furono numerosi errori poi corretti. Confermo che sui contraccettivi come lo fu pure papa G.P. I da vescovo e non solo, mi aspetto una apertura ben condizionata che risolverebbe tante crisi spirituali e credo pure qualche aborto in meno. Credo che si arriverà anche presto. Non sono interessato personalmente ormai, ma ne vedo il dramma interiore di tanti cattolici. saluti.

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        • Grazie di nuovo per l’articolata risposta.
          Ti confermo allora che la tua visione sui contraccettivi (lassista a dir poco) unita a quella sui gay (rigorista di un certo segno e direzione) mi risulta come estranea ad una concezione pienamente cristiana e cattolica. Poi ognuno ha le sue idee e come dicevi tu: pazienza.
          Anche varie tue affermazioni su varie linee teoriche mi risultano estranee al cristianesimo…

          Un ultimo appunto, dettato dal buon senso…e non servono tanti studi o letture di settore per capirlo:
          scrivi ” Certo, se sei convinta che quegli autori da me citati hanno solo terapie “parlate” vuol dire che parliamo un linguaggio diverso, una comprensione diversa e non ci comprenderemo mai. Pazienza!”
          Già, è vero abbiamo linguaggi diversi, ma vediamo allora di capirci.
          Io ti avevo fatto due casi: o sono terapie “parlate” (cioè quello che si fa solitamente dallo psicologo) o sono terapie cognitivo-comportamentali (che significa che si va ad agire sul comportamento ‘esterno’ e in parte anche sul ‘parlato’, come le normali terapie). In entrambi i casi, quella “profondità” di cui parli tu non viene raggiunta, e ciò è normale ed assodato per tutte le odierne terapie.
          Le altre alternative che ti rimangono (e non mi sembra questo il caso) sono: psicanalisi (va in profondità ma richiede ALMENO un decennio di terapia, ed è anche molto costosa come singola seduta) oppure entriamo nella psichiatria e parliamo di psicofarmaci che per vari motivi incidono sulla personalità (ma non ci sono ‘psicofarmaci per gay’, e nemmeno avrebbe un senso).
          Quindi, sempre sottolineando che io non considero la maggioranza dei gay come ‘malati psicologici’, mi domando comunque come fai tu considerarli ammalati psichicamente e poi proporgli terapie che di profondo non hanno nulla. La profondità, se affermata da quegli psicologi, è millantata, mi spiace. L’effetto ‘positivo’ quindi si può spiegare come successo in persone che erano più che altro viziosi ‘praticanti esteriori’ ma magari con poco o niente (anche se autoconvinto) orientamento interiore della persona.

          Se poi hai modo di spiegarmi come quelle terapie andrebbero “in profondità”….son qua a leggerti volentieri.

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          • @Minstrel. Grazie della precisazione. Ho imparato qualcosa di utile ed importante. Ho voluto con una affermazione che già sapevo non filosoficamente (che poco conosco) e probabilmente errata far comprendere la complessità del nostro essere, in particolare del cervello. Ho pensato: pensiero , coscienza ed anima sono strettamente unite ed ho pensato come sede il cervello. Forse una ..boiata.

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            • Non del tutto vincenzo, intendiamoci.
              E’ ovvio che per la facoltà del pensiero, il cervello risulti essere materialmente necessario, ma non sufficente da un punto di vista filosofico. Questo per il discorso mind/body che stiamo trattando con Feser. Men che meno per l’argomento anima.
              La non sufficenza filosofica del cervello poi è una grande “prova” (chiamiamola così, con i rischi di pensarla prova scientifica, no!) del sinolo reale che forma la persona. Lo tratteremo man mano con Feser. 😉

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          • Forse intervengo un po tardi, ma puoi definirmi malattia. Se gli omosessuali non sono malati. Cosa sono?

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            • La questione è sapere se uno che nasce trisomico o con un arto atrofizzato è “malato” : definire cosa sia una malattia può essere opinabile.

              Una cosa però non è opinabile e cioè che chi nasce eunuco, o lo diventa, o nasce con tendenze omosessuali o lo diventa, nasce trisomico, o nasce con un handicap o ne subisce uno più tardi, etc etc, è una persona umana per la quale la pienezza della natura umana non è realizzata, indipendentemente dal fatto che ci sia colpa personale o no. In ogni caso è un’ingiustizia verso il Creatore e verso la persona stessa alla stessa stregua che qualuqnue peccato, con la differenza che nel peccato personale ne abbiamo colpa.

              Tutte queste cose che la vita impone e che limitano la piena realizzazione della natura umana sempre creata perfetta da Dio sono l’espressione di una corruzione metafisica, fisica, psicologica e spirituale: vogliamo chiamarla malattia? Di sicuro in certi casi, in altri casi a parte “corruzione della natura umana” non c’è altra definizione.
              In Pace

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          • @Trinity. Sorvolo sul mio essere cattolico, perché ci porterebbe fuori dal discorso principale.
            Parli di “teorie parlate” riguardo ai professionisti che ho citato. Errato. Quasi tutti sono specialisti che operano sul campo con risultati a volte non buoni,altre buoni e alcuni ottimi. Occorre precisare che la terapia ripartiva è ai suoi primi albori , necessita di molta pratica ed errori sono possibili. Tuttavia nell’insieme sta facendo bene e avere qualche riserva è anche comprensibile. Io ho potuto seguire molti anni fa il ricupero dei drogati. Avevo un amico prete con la sua comunità che a volte sconsolato mi diceva “ è una scimmia difficile da strappare dalle spalle, è sempre lì” . Si fecero grossi errori, basti pensare alle polemiche su S. Patriniano. Eppure quante persone vi sono e riescono uscirne! Parli di terapie che regolano il comportamento esterno e non agiscono in profondità. Qui bisogna capirsi. Un terapia che non modifica in profondità non è terapia, è presa per i fondelli. Se per profondità si intende che l’omo non debba avere alcun ritorno di tendenza siamo nel paradiso dei miracoli. Ci sono ex drogati che ricominciano, ex alcolisti ecc. Una esperienza negativa così particolare e spesso radicata che toccano i sentimenti e la sessualità, parte essenziale del vissuto umano, non può essere annullata tanto facilmente senza qualche pur lieve strascico. Per me profondità vuol dire che una persona con tendenze omo riesce a bloccarle e dominarle sempre meglio fino a quasi neutralizzarle, grazie all’apertura graduale e sempre più appagante all’altro sesso. Il famoso chiodo scaccia chiodo. Fare solo finta è un dramma in più per chi ha creduto in costoro.
            Non dico che vi siano altre strade da percorrere. Mi ha incuriosito, ad esempio, il racconto di una ragazza che testimonia che da sola con la sola costante preghiera è riuscita a dominarsi ed uscirne mettendoci 20 anni! Boh! L’idea che effetti positivi possono averli solo qualche vizioso e praticanti esteriori mi pare semplicemente balzana. Vedo che segui studi di psicologi ad alto livello con tutte le polemiche che ne seguono, senza sentire e valutare adeguatamente chi costantemente vi lavora sul campo e può raccogliere una quantità enorme di confidenze spesso anonime purtroppo perché chi vi esce, salvo l’eccezione,non ama farne alcuna pubblicità. Credi nelle Apa (org.psicologi e psichiatrici Usa) che hanno quali il monopolio mondiale e nell’OMS. Prova ad analizzare la loro reale situazione e da chi è dominata: ideologia e pressioni politiche gay-liberal –massoni(vedi Pannella, ad esempio). Nel 1973 viene sdoganata l’omosessualità togliendolo dalle malattie mentali. Nulla da obbiettare sul termine malattie mentali, ma considerarla un naturale comportamento sessuale ha fatto subito scalpore ed creato molta incredulità. Negli anni 80 conobbi una giovane psicologa che da molti anni esercitava la professione con cui ebbi un bello e lungo colloquio. Mi disse subito che viveva nel terrore. Ella seguiva alcuni giovani e ragazzi che manifestavano tendenze omo con disagio. Con il loro consenso e dei genitori era riuscita gradualmente a fargli superare queste difficoltà. Ora continuava nello stesso modo , d’accodo con alcuni colleghi, di nascosto e con il terrore di essere scoperta e tolta dall’albo professionale. Perché l’Apa pretendeva e pretende che il ragazzo che manifesta tendenze omo doveva essere indirizzato secondo la suo naturale(?) tendenza. Di quanti drammi si è macchiata l’Apa? Migliaia! Poi scopro che la decisione del 1973 era stata presa a maggioranza per posta(uso americano) e su relazioni di parte,insomma di scientifico zero. Infatti ben tre Presidenti Apa si dissociarono nel tempo e dissero chiaramente “si può cambiare”. Fidarsi di questa gente quando è evidente la pressione ideologica e non solo è ingenuità. Meglio stare con chi cerca veramente di aiutare come e meglio che può. Pensi veramente che dietro alla condanna della terapia ripartiva vi sia volontà di aiutare gli omo a non peggiorare? Per me saresti ingenua. Per un discorso allargato sulla teoria gender leggi su “si può cambiare” http://omosessualitaeidentita.blogspot.it/ lo scritto di Monica Ricci “Da bambina volevo essere maschio, menomale che non vi era il gender” Istruttivo, fa pensare. Per oggi basta così. Non sono molto bravo a scivere…eppure le idee da esprimere le ho, ma…saluti

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            • Scrivi benissimo e ho capito la tua posizione.
              Però sei sulla strada sbagliata quando mi attribuisci di difendere l’APA. So benissimo dei casini che combina (vedi tentativo di eliminare il disturbo narcisistico di personalità oppure il maldestro tentativo, in parte riuscito, di far passare la pedofilia come “orientamento sessuale”) e quello che ti ho scritto non è certo una difesa dell’APA. Né un mio cadere nella mentalità corrente. O degli psichiatri “di moda”.
              È ciò che penso io (ed è ciò che pensano anche gli omosessuali cattolici osservanti che sono stati linkati e che vivono sulla loro pelle quella condizione: Giorgio Ponte secondo me fa una bella sintesi considerando sia chi riesce a sposarsi, sia chi pratica castità-astinenza; e non escludendo anche delle componenti psicologiche nel problema).
              Poi, per finire, secondo me Simon ha fatto delle sintesi complete della questione omosessualità, con paragoni ed analogie azzeccati. Saluti a te 🙂
              P.s. credo di più alla profondità della preghiera e dei sacramenti (citavi la ragazza che pregava) che a certe “terapie”….(anche se non metto in dubbio che qualcuno ne abbia beneficio… però allora, sulla stessa linea, dovremmo come cattolici promuovere psicoterapie anche per gli obesi, infatti sono i peccati di gola a portarli a ciò – e la dipendenza dal cibo è senza dubbio dipendenza patologica….. Perché vedere genesi psicologiche solo nel peccato omosessuale?)

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        • Il disastro attuale del cattolicesimo occidentale risiede appunto, nella sua radice antropologica, nel rifiuto di quel Magistero Autentico e profetico che è stato espresso nell’ Humanae Vitae e sviluppato anche da San Giovanni Paolo Magno nelle sue catechesi al soggetto ed in particolare in Familiaris Consortio. Se è vero che il Patriarca Albino Luciani prima della pubblicazione di H.V. aveva un punto di vista differente di quello del Beato Paolo VI, è anche vero che, in seguito, si è sottomesso mostrando quel religioso ossequio della ragione e della volontà che si deve al Magistero Autentico.

          Non ci sarà mai un’edulcorazione dell’insegnamento sulla contracezione e lo spirito contraccettivo nella Chiesa, in quanto queste sono ferite nel sacramento stesso del matrimonio esso stesso realizzazione e rappresentazione della Castità di Dio nel Suo Dono che è Sorgente di Vita.

          Il fatto di pensare che si può celebrare il dono sponsale deviandone la natura propria che è l’essere aperta alla vita è contro-natura, per l’appunto. In questo non vedo personalmente nessuna differenza con gli atti contro-natura delle relazioni omosessuali: sempre siamo nel caso della deviazione della natura umana e, per giunta in questo caso, anche di un sacramento.

          Sul blog ne abbiamo già parlato qua:
          https://pellegrininellaverita.com/2015/01/30/tipica-domanda-mal-posta-e-meglio-il-contraccettivo-o-laborto/

          In Pace

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          • Grazie Simon, se avessimo usato quella definizione mi pare che le discussioni sarebbero state piú brevi e concrete.

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          • Grazie anche da parte mia Simon. Non sapevo bene come dirlo e tu l’hai detto alla perfezione:
            ” Il fatto di pensare che si può celebrare il dono sponsale deviandone la natura propria che è l’essere aperta alla vita è contro-natura, per l’appunto. In questo non vedo personalmente nessuna differenza con gli atti contro-natura delle relazioni omosessuali: sempre siamo nel caso della deviazione della natura umana e, per giunta in questo caso, anche di un sacramento.”

            Proprio per questo comprendo meglio (intellettualmente, senza condividere) chi è ‘progressista’ e apre a contraccezione, aborto, coppie gay, eccetera, mentre non riesco a comprendere la posizione di chi fa un certo discorso sugli omosessuali e poi afferma il contrario per la relazione uomo-donna.

            Come dici tu: radice antropologica. Sì, se proprio vogliamo individuare un’origine (anche del fenomeno omosessuale) andiamo alle radici antropologiche del fenomeno globalmente inteso e non a quelle ‘psicologiche’ di un singolo fenomeno.
            E se proprio vogliamo insistere sulla causa psicologica negli omosessuali (pur esistente in alcuni casi oppure anche parzialmente in tutti) andiamo a chiederci che cosa comunica psicologicamente una coppia di genitori chiusi alla vita che generano magari un unico figlio (o anche due con metodo contraccettivo): quale sarebbe la differenza rispetto ad un gay nell’essere contro l’apertura alla vita? Come si può agire contro natura, contro la vita (o anche solo sottintenderlo con i nostri pensieri ed azioni) e poi predicare agli altri o ai figli o ai gay di agire secondo la natura e aprirsi alla vita?
            In una società come la nostra….è normale/logico che si generi il fenomeno omosessuale.
            Quando poi ci si concentra sull’omosessualità come peccato che ‘non ha confronti’ in termini di gravità….ecco che io utilizzo il detestato termine “omofobia” e dico che ne sono affetti alcuni cattolici (senza ovviamente intendere omofobia nell’accezione della propaganda lgbt).

            Grazie a tutti per i chiarimenti forniti in questo thread.

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            • Chiaramente e senza voler far casistica (in quanto qui mi limito volontariamente a considerazioni generali e non voglio entrare nei casi particolari) per me, studiando l’insegnamento della Chiesa, è perfettamente chiaro che è molto più grave nella disobbedienza a Dio l’essere sacramentalmente sposati e partecipare di una mentalità contraccettiva che l’avere tendenze omosessuali e praticarne gli atti.
              Ovviamente nel primo caso tutto avviene nel “segreto” della relazione della coppia e quindi sembra meno “scioccante” mentre nel secondo caso la faccenda è quasi pubblica e, ovviamente, scandalizza di più il benpensante, da dove le indebite distorsioni nei giudizi spesso emessi.
              A me, in quanto cattolico, sciocca di più una coppia che bara nel proprio matrimonio sacramentale per sistema.
              Poi, ogni persona è un caso particolare di fronte a Dio.
              In Pace

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    • Il cervello umano: è la sede dell’anima e di tutto il nostro essere.

      Attenzione caro Vincenzo, al di là della posizione sulla omosessualità, questa proposizione è filosoficamente molto altalenante, figlia di una visione cartesiana di bassa lega che pare richiamare la sua ridicola affermazione sulla ghiandola pineale.

      “Articolo 32.

      Come si vede che questa ghiandola è la principale sede dell’anima.

      Mi sono convinto che l’anima non può avere in tutto il corpo altra localizzazione all’infuori di questa ghiandola, in cui esercita immediatamente le sue funzioni, perché ho osservato che tutte le altre parti del nostro cervello sono doppie, a quel modo stesso che abbiamo due occhi, due mani, due orecchi, come, infine, sono doppi tutti gli organi dei nostri sensi esterni. Ora, poiché abbiamo d’una cosa, in un certo momento, un solo e semplice pensiero, bisogna di necessità che ci sia qualche luogo in cui le due immagini provenienti dai due occhi, o altre duplici impressioni provenienti dallo stesso oggetto attraverso gli organi duplici degli altri sensi, si possano unificare prima di giungere all’anima, in modo che non le siano rappresentati due oggetti invece di uno: e si può agevolmente concepire che queste immagini, o altre impressioni, si riuniscano in questa ghiandola per mezzo degli spiriti che riempiono le cavità del cervello; non c’è infatti nessun altro luogo del corpo dove esse possano esser cosí riunite, se la riunione non è avvenuta in questa ghiandola.”
      R. Descartes, Le passioni dell’anima, Parte prima, articoli 31, 32

      No!
      L’anima non è “insediata” da nessuna parte, l’anima è la forma del corpo, di TUTTO il corpo. Ad esempio quando io tocco qualcosa con i polpastrelli, ecco l’anima è lì. Tutta l’anima è lì ed è al contempo dappertutto tutta insieme.
      Altrimenti nascono dualismi inutili, dannosi, contradditori. Quelli che per altro oggi dominano la filosofia contemporanea.

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      • Cartesio, l’ho scritto più volte non doveva essere molto intelligente in quanto non ha capito proprio quel che insegnava il tomismo ed il suo sostrato aristotelico: non avendo capito niente si è inventato queste concezioni aberranti, come anche quella di far corrispondere la materia colla corporeità…

        Ogni volta che leggo qualcuno che “cerca” dove sia l’anima mi viene da ridere per l’ignoranza di chi pone questo tipo di domanda: già bisognerebbe chiedere loro cosa intendono per “anima” visto che la vogliono trovare in un luogo.

        Se guardo una sedia, ne vedo la forma e tale forma è la stessa per tutte le sedie di qualunque specie: che “cerchino” dove sta la forma della sedia e quando l’avranno trovata sapranno anche dove sta l'”anima” che è la forma di un essere umano.

        Vabbè.
        In Pace

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        • Avevo la medesima remora intellettuale nei confronti del Cartesio, certo da lui è partita una deriva che ancora oggi paghiamo. Prima di lui ben sappiamo che un certo Galileo disse nel Saggiatore qualcosa tipo: siccome delle qualità non si hanno notizie intrinseche, non possono esser sottoposte “a discorso”, inferisce che “tengono solamente la lor residenza nel corpo sensitivo”
          Galileo si trattenne dall’esprimersi riguardo i qualia del reale. Cioè non disse mai che non esistono, quanto che non posso essere sottoposte a “discorso”. Cartesio fece il patatrak finale.
          Come è stato possibile ciò? Ignoranza cartesiana?
          MMMMh
          A tal riguardo mi è stato fatto notare che la terza scolastica dei tempi non brillava certo di chiarezza espositiva, anzi in certi punti era di una fallacia da far arrossire.
          Superarla era il minimo sindacale per quella filosofia. Non saprei essere più preciso, ma degli errori dei tomisti di terza generazione se ne parla spesso nei manuali. E lì rimando.

          Detto questo oggi il tomismo è una figata. Punto basta a capo e via andare! 😀

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          • La tarda scolastica non è di certo l’esempio da perseguire, ne convengo con te e tantissimi altri.

            Ma è interessante capire il perché si è passato dallo sguardo aristotelico-tomista che offre tutte le garanzie metodologiche per avvicinarsi alla realtà in verità alle fantasticherie tardo-scolastiche che hanno, in fin dei conti, così malfamato la filosofia stessa.

            È interessante notare che sia l’aristotelismo che il tomismo, che è anche figlio del pensiero di Sant’ Alberto Magno , hanno sempre dato la preemeninenza al dato empirico (si direbbe oggi “sperimentale”) nello sviluppo della riflessione filosofica sul reale: cos’è andato storto dopo di loro? Semplicemente che il costo del ragionamento astratto è di molto inferiore a quello sperimentale e se la società non vede ancora l’interesse di uno sviluppo tecnologico allora il discorso empirico ne viene a soffrire.

            Infatti dai tempi dell’Aquinate alla Rinascenza (per semplificare) l’evoluzione tecnologica è lineare ma insufficiente per dare accesso a sperimentazioni empiriche che avrebbero permesso una armonica integrazione con il pensiero speculativo basato solo sulla coerenza logica di un certo disocrso: da dove il divorzio dal XV secolo in poi tra chi elaborava le proprie teorie su novelli dati empirici finalmente accessibili opponendosi alla “scolastica” e chi ancora presupponeva poter tutto dedurre logicamente tradendo nei fatti Aristotele, San Tommano e Sant’Alberto.

            Non dobbiamo meravigliarci di ciò: ancora oggi quando mancano dati empirici i discorsi “scientifici” vanno da essere messi tra virgolette, in quanto diventano simili nel loro modo di procedere alla tarda scolastica e cioè pretendono che un discorso sia da essere considerato “vero” non perché provato nella realtà ( verità è sempre adequazione tra la cosa esistente e l’idea che se ne fa) ma perché coerente nel discorso teorico che lo esprime. Esempi storici sono il darwinismo che è una bella storia, anche se purtroppo non spiega niente e non prevede niente; oppure oggigiorni le teorie delle stringhe che sono un puro discorso sul discorso, degno della peggior tarda scolastica, con concetti interessanti, fuori da ogni constatazione empirica, incapaci di ogni predizione. Stesse cause, stessi effetti: i miti si giustificano nel loro proprio discorso mentre invece il logos esprime la verità del reale.

            In Pace

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  15. Alla faccia degli sprizzi di odio di certi blog flio-lefebvirani e sedevacantisti come C&PC e dei commenti bavosi di tale De Mattei e dei loro “auguri”: P. Fidenzio Volpi è in convalescenza e pronto a riprendere la sua attività.
    Quel che trovo disgustoso è anche l’assoluta mancanza di rispetto alla privacy sulla salute di un essere umano nella nostra civiltà attuale: guardate cosa ne fanno gli avvoltoi!

    “Ho la gioia di partecipare a tutti i Confratelli, ai fedeli ed agli amici dell’Istituto che, dopo essere stato colpito da malore il 29 aprile scorso, ho già lasciato l’Ospedale in cui ero ricoverato ed ho iniziato la mia convalescenza.

    Ho già riassunto il pieno esercizio delle funzioni di governo e sono in procinto di riprendere la normale attività lavorativa.

    Desidero ringraziare i Medici e il personale sanitario ospedaliero per le cure prestate e per la loro affettuosa assistenza.

    La mia riconoscenza si estende a tutti coloro che mi sono stati vicini con le loro preghiere, con i loro auguri e con le loro espressioni di amicizia.

    Rivolgo una riconoscente preghiera al Signore e alla Vergine Maria, Patrona dell’Istituto, per la grande grazia ricevuta”.

    P. Fidenzio

    http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/324-comunicato-di-padre-fidenzio-volpi-commissario-apostolico-ad-nutum-sanctae-sedis

    Anche per lui, quest’evento è “grande grazia ricevuta”: quanto lo capisco! In Unitate Orationis.
    In Pace

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    • Carissimo, del fatto particolare non conosciamo tutti i dati quindi è difficile emettere un giudizio che non sia solo espressione emozionale.

      Rimane un fatto, il peccato di cui si macchia l’Italia ( e l’Europa) dalla fine degli anni sessanta che è il barare nel sacramento stesso del matrimonio al punto di avere un numero di figli per donna intorno allo 0.8, cioè uno dei peggiori al mondo, è per forza un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio e cioè implica che la natura delle cose peggiorino.

      L’Italia anche se oggettivamente mal messa è una dei sei o sette paesi più ricchi al mondo dal cinquanta e tot anni e niente giustificava o giustifica questo rigetto della vita a venire su tale scala: gente molto più povera è capace di far campare famiglie numerose in diversi contesti e circostanze socio-economiche. Non ci sono quindi circostanze attenuanti.

      Questo peccato dei cattolici è radicale ed è aggravato dal fatto che si trucidano bimbi nel grembo della loro madre legalmente e coll’aiuto dello stato per giunta: l’Islam è una sghignazzata del cristianesimo, la sua brutta copia clownesca e tragica ed è un flagello. L’arrivo di tutti questi immigranti corrisponde esattamente al deficit umano di tutti i bambini abortiti ed è, per ora, inferiore a quello dei bambini evitati per via della mentalità anti-concezionale ambiente da mezzo secolo e la natura, che sia essa fisica o economica, ha orrore del vuoto.

      Per integrare tali masse bisognerebbe avere una cultura forte e fiera di quel che è: la sola cosa che abbiamo da proporre è vomitevole di per sé, con il laicismo, l’omosessualismo, l’egoismo individualizzante, lo sfruttamento come soli valori da proporre: non dubitiamo che i rifugiati preferiranno rimanere islamici…

      Niente di nuovo sotto il sole: Bisanzio, l’Anatolia e il Medio-Oriente un tempo erano paesi cristiani ora pagano il loro peccato e non c’è nessuna ragione che ciò non capiti neppure a noi.

      Ma questo non ci deve disperare: siamo qui, su questa Terra in questi Tempi, anche per santificare questa nuove croce. Sul piano pratico, in quanto cattolici, non esitiamo ad investirci nell’apostolato degli islamici, dei rifugiati e, soprattutto, dei nostri conterranei.
      In Pace

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      • Guarda, concordo pienamente sull’analisi morale che fai dell’Italia; io però credo che questa stessa analisi valga anche per tutta la società occidentale, non certo solo per l’Italia. Penso anche ogni male possibile della nostra società occidentale contemporanea, perché è una società molle, corrotta fino al midollo e destinata alla fine. Questo però non giustifica in alcun modo questi episodi di intolleranza e violenza contro i cristiani e penso, inoltre, che siano ancora più vergognosi da parte di gente che viene qui per lavorare. Mi stupisce poi come tu ritenga di non dover in alcun modo commentare le inqualificabili parole della preside, secondo la quale “(la ragazzina colpita)ha esasperato con atteggiamenti di fanatismo e integralismo cristiano il suo coetaneo di religione musulmana).

        Non sono affatto d’accordo con te, invece, sul fatto che sarebbe difficile “emettere un giudizio che non sia solo espressione emozionale”. Caspita, possibile che non si può mai esprimere un giudizio negativo perché non si conoscono tutti i dati? Quali dati mancherebbero per poter condannare severamente il comportamento di questo ragazzino senegalese e di tutta la sua famiglia? Non esiste il rischio, piuttosto, (come esplicitamente segnalato sull’articolo della Bussola) che, “Col passare dei giorni però alla prudenza si sta sostituendo l’omertà e la volontà di coprire la realtà, cercando di ridurre il tutto a normali screzi che ci sono tra adolescenti”?

        Da parte mia esprimo massima solidarietà ed affetto alla bambina ed alla sua famiglia; sarebbe poi importante che tutta la società, a partire dalle istituzioni, quindi la preside, i docenti ed il consiglio d’istituto, agissero con la massima severità nei confronti dell’alunno senegalese e, per quel che possibile, nei confronti della sua famiglia. Sarebbe poi auspicabile un segno di solidarietà, da parte della comunità musulmana, nei confronti della bimba e della sua famiglia ed anche nei confronti della comunità cattolica. Vedremo.

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        • Sono stato chiaro che quell’analisi morale si applica all’Europa (includendo la Svizzera) prendendo spunto dal caso italiano che ci concerne.
          In Pace

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        • @Fra’ Centanni. L’azione del ragazzino mussulmano non è altro che il frutto dell’educazione religiosa che viene fatta nei paesi islamici e in Europa tramite i centri islamici e moschee. Viene insegnato che il mussulmano proprio per la sua fede è il migliore degli uomini e benedetto da Dio. che tutti gli uomini si devono convertire all’islam. Quindi in molti centri l’idea della conquista è predicata non sempre in modo pacifico con, ad esempio, non voler accettare i segni religiosi di altre religioni che per loro sono offensivi, senza accorgersi che non sono a casa loro, ma vogliono comportarsi come se lo fosse. L’imposizione ad altri è uno spirito presente in gran parte dell’islam non moderato. Ho l’impressione che in Europa l’Islam moderato sia solo una facciata e per quello che si sono secolarizzati. Mi diceva un mio amico italiano nato e vissuto in Egitto che negli ultimi anni sempre più marcatamente la popolazione anche esternamente manifesta il proprio islamismo. Quando si sale nella scala sociale si allarga l’indifferenza religiosa. Inoltre, sempre in quei posti il cristianesimo viene dipinto in modi foschi e la figura di Gesù Cristo in modo falso e distorto. Tutti ingredienti che predispongono certo non ad un buon rapporto e stima reciproca. Credo che in Europa si tema troppo l’Islam e gli sia concesso troppo. Come detto, cosa offriamo noi ai mussulmani con questa società secolarizzata e dalla mora libera le relativa? Spesso è il mussulmano che va in crisi in Europa e trova rifugio nella sua identità religiosa.

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      • Scusami Simone, ma sottovalutando l´incidente non stai mettendo a rischio l´unica soluzione per la causa dei prolemi da te descritti che sarebbe convertire i “cristiani”?

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        • Non sottovaluto l’incidente il quale è per me sintomatico del fatto che ho già sottolineato e cioè che “Per integrare tali masse bisognerebbe avere una cultura forte e fiera di quel che è: la sola cosa che abbiamo da proporre è vomitevole di per sé, con il laicismo, l’omosessualismo, l’egoismo individualizzante, lo sfruttamento come soli valori da proporre: non dubitiamo che i rifugiati preferiranno rimanere islamici…“.

          Semplicemente non mi interessa commentarlo nella fattispecie in quanto non ho tutti gli elementi: deve essere la mia “prudenza” svizzera congenitale che mi fa reagire così.

          Poi per principio su questo blog, mi astengo da qualunque commento che concerne la politica italiana o gli affari interni italiani in quanto straniero.
          In Pace

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        • Come puoi leggere dall’articolo linkato qui sotto, ben ho avuto ragione di voler sospendere il mio giudizio nella faccenda della lite dei due ragazzi:
          “Carlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes della Cei, commentando l’episodio del ragazzino senegalese che ha picchiato una compagna di classe: in un primo momento si era parlato di una motivazione religiosa legata al crocifisso che la ragazzina portava al collo. Ma questa motivazione si è sgonfiata, dato che il piccolo senegalese, da poco giunto in Italia, in questi giorni ha trascorso diverso tempo giocando in parrocchia proprio al di sotto di un crocifisso, senza alcun problema. “

          Cerchiamo, fin quanto possiamo, noi cattolici di distinguerci grazie al nostro “sangue freddo” e il nostro rifuggire pettegolezzi e giudizi temerari 😉

          In Pace

          http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/migranti-migrants-migrantes-41159/

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          • E’ vero o non è vero che il piccolo senegalese ha picchiato una ragazzina che portava il crocifisso al collo? E’ vero o non è vero che, dopo averla colpita, le è saltato addosso per strapparle il crocifisso? E’ vero o non è vero che, secondo la preside, la ragazzina colpita ha esasperato con atteggiamenti di fanatismo e integralismo cristiano il suo coetaneo di religione musulmana?

            Stiamo ai fatti e giudichiamo questi fatti, invece che dissimulare nell’ideologia.

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            • A questo punto, io non so cosa sia vero e non vero: cosa sia oggettivo in questa faccenda e cosa sia sovra-interpretazione.
              Alcuni avevano annunciato con grande fanfara ( e gioia pure) che P. Fidenzio Volpi era morto e se non morto così malandato da dover rinunciare alle sue attività: anche qui alcuni hanno fatto il gioco del vero o non vero e del restiamo ai fatti.
              Non possiamo lasciarci sommergere dall’emozione sulla base di informazioni parziali e manipolabili e l’assenza, per l’appunto, di fatti.
              Bisticci tra bambini capitano ogni giorno, noi che siamo adulti calmiamo il gioco.
              In Pace

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  16. Il cambiamento di sesso non è possibile e la disforia di genere è una grave malattia psichiatrica. Però, alcune persone affermano di essere guarite.

    http://www.notizieprovita.it/senza-categoria/transgenderismo-cambiare-sesso-davvero-non-si-puo/

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  17. Vorrei fare alcune considerazioni, credo molto importanti, sul caso dei Frati Immacolata. Ho l’impressione che i vari laici loro sostenitori non sappiano cosa sia un Istituto Religioso approvato dalla S.Sede e a quali regole deve sottostare, diversamente agirebbero in modo diverso, più consone e più giusto a cominciare da De Mattei. Quello che distingue una comunità religiosa da tutti quelli che vogliono seguire i consigli evangelici privatamente come la povertà e la castità è il voto di Obbedienza ai Superiori e alla Chiesa rappresentata in particolare dal papa. E’ sempre la Chiesa che approva i loro regolamenti e in qualunque momento può e deve intervenire. Il religioso deve obbedienza prima alla Chiesa e poi ai suoi Superiori, come è sempre solo la Chiesa che può a suo giudizio insindacabile nei tempi e modi (come ad esempio il caso della riduzione allo stato laicale di un sacerdote)sciogliere i voti di un religioso. Ora, De Mattei laico che inciti alla disobbedienza, che chieda una petizione per far dimettere Padre Volpi, supposto che possa avere anche qualche ragione per lui plausibile, è un assurdo in essere e catastrofico per qualunque ordine religioso. Ne va del concetto di Chiesa e della sua potestà. De Mattei e C. possono fare le loro rimostranze alle autorità competenti, professare la loro stima ,mai aizzare i fedeli, considerando che lui come i suoi sodali mai potranno conoscere bene la realtà in tutte le sue parti. Anzi De Mattei e C. hanno una responsabilità primaria se i F.I. si riducono o scompaiono per aver agito contro il bene della Congregazione a cui solo la Chiesa può provvedere lecitamente e con competenza. Che De Mattei e C. siano ignoranti pericolosi in materia lo dimostra il fatto che si meraviglino che i F.I. non ribellino a Padre Volpi. Semplicemente non possono, oltre a non doverlo fare proprio in virtù del voto di obbedienza. Come i manelliani che passano informazioni riservate all’esterno mancano al loro voto di Obbedienza e non possono essere affidabili religiosamente. Questa volta sembra che De Mattei abbia avuta la soffiata sbagliata, tanto è stato preciso nel dare la notizia dello stato grave di salute e delle dimissioni di Padre Volpi. Che sia la volta buona che sappia fare autocritica e non si fidi troppo dei suoi amici all’interno dei F.I e del sicuro loro poco vero spirito religioso? Sarebbe ora. Mi risulta che Padre Manelli abbia ritardato di alcuni mesi l’appuntamento con Padre Volpi accampando motivi di salute gravi, mentre sembra ricevesse senza problemi i suoi collaboratori più fidati. Se è vero e non ci sono giustificazioni ulteriori, Padre Manelli può fare l’eremita e dedicarsi alla povertà estrema che preferisce, ma non può fare il religioso. Ho l’impressione che ne vedremo delle belle.., purtroppo, a partire del voto di povertà con un bel malloppo messo da parte ed esternizzato per cosa?

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    • Condivido la tua analisi al 100%.
      Grazie!
      In Pace

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    • Personalmente non seguo queste vicende e solamente perché frequento il blog ho appreso nomi ed eventi. E ieri sera, facendo zapping, ho visto su una tivù nazionale un’accoppiata interessante: Augias che intervistava-colloquiava con De Mattei su Papa Francesco, o almeno quei 2 minuti che mi sono soffermata parlavano di Papa Francesco. (parlava De Mattei e non mi è piaciuto)
      Comunque i due, cioè l’anticattolico Augias e De Mattei sembravano andare d’amore e d’accordo. Non da un punto di vista religioso ovviamente. Ma dal punto di vista delle finalità. È evidente che hanno gli stessi scopi e che insieme non stavano niente male…anzi sembravano intendersela.
      o_O

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    • Non so , caro vincenzodatorino, se hai letto l’ultimo articolo di un cosiddetto don Elia: siamo nella fantasmagoria la più allucinante possibile, porcate e menzogne sul Santo Padre, cretinate magistrali, insulti, pettegolezzi e indecenze intellettuali. Se costui è sacerdote allora io sono cardinale camerlengo. E sarebbe lui il cappellano della neo-cappelletta virtuale C&PC all’incrocio tra lefebvrianesimo e sedevacantismo: vista la superbia del personaggio chissà come e dove saranno guidate le pecorelle (le quali sono forse capre).
      Lo so che non si dovrebbe ridere ma piangere: ma non posso fare a meno di ridere, che il Signore mi perdoni.
      In Pace

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      • Ho letto ! E Mic pubblica questo ed altri articoli simili per giustificare le sue posizioni sistematicamente disfattiste riguardo il papa in particolare e la chiesa odierna e ritornare alla Tradizione, al V.O., al preconcilio ecc. che unici sono autentici e soprattutto gli danno tranquillità e salvezza eterna, secondo lei! Se qualcuno prova ad insinuare che si esagera, subito scrive che è critica legittima e giusta… Non riesce più a comprendere la differenza tra una giustà e riguardosa critica dal puro dileggio ed insinuazione gratuita. Direi che mi fa molta pena e ne sono dispiaciuto, avendo inizialmente sperato in un cambio di registro. Non si rende conto del male che fa, purtroppo. E’ verissimo: chi va con lo zoppo…E’ peggiorata…

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  18. Il “don Ariel” che piace a me! Leggete, leggete… poi ne parliamo, se volete.

    http://isoladipatmos.com/cristo-non-ci-vuole-ruffiani-e-cortigiani-infatti-non-ci-chiama-servi-ma-amici/

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  19. Again @vincenzodatorino
    Il neo-vescovo del Vallese in Isvizzera, Mgr Lovey, la pensa come te sulla possibilità di poter “guarire” le tendenze omosessuali, con la precisione che queste tendenze non sono a propriamente parlare una malattia ma una debolezza della natura.
    Intervista nell’insieme condivisibile.
    Se leggi il francese:
    http://mobile.lenouvelliste.ch/fr/valais/valais/les-propos-de-l-eveque-de-sion-sur-l-homosexualite-font-reagir-498-1460944
    http://www.20min.ch/ro/news/romandie/story/24532053
    In Pace

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    • Già avevamo detto che il termine malattia si presta troppo a critiche che obbligano a fare troppi distinguo e non aiuta a capire bene la situazione. Giustamente viene definita questa tendenza che può divenire vero orientamento, se persistente ed accettata, come “debolezza umana”. Una definizione azzeccata che semplifica la comprensione. Considerando che avviene soprattutto nell’età evolutiva non credo sia difficile capire che semplicemente può succedere per cause alcune note altre meno, come in parte avevo spiegato. L’importante è intervenire all’inizio nei modi e tempi giusti e si salverebbero tantissimi giovani. Invece la stessa teoria gender che si sta diffondendo vanifica ogni sforzo, rovinando molti giovani. Un vero disastro. Bisognerebbe diffondere, difficile in Italia ed Europa, il gran lavoro che si fa in Usa con sommariamente detta la “terapia riparativa” che le org.Gay temono come la peste e che le Apa osteggiano per motivi ideologici e politici. Il solo parlarne è per costoro discriminazione ed è sbagliatissimo accettare un tale pensiero unico imposto. Come è importante sottolineare che il “disagio” viene avvertito sempre fin dall’inizio da chi percorre questa strada, poiché la natura reale del nostro essere maschio o femmina non si può negare facilmente. Si può cercare di tacitare , violentare nella pratica e inventarsi tante giustificazioni, ma presto o tardi può venire fuori prepotente. E’ il momento buono. Quante domande ho letto del “ma veramente si può”? Moltissime. Inoltre occorre togliersi dalla testa che possano cambiare solo quelli che , secondo alcuni (tesi ben accetta dalla ass,Gay a cui si fa un favore enorme) non avevano una tendenza veramente omo. No! Dalle testimonianze risulta chiaro esattamente il contrario. La convinzione era ferrea e la pratica prolungata , finchè per motivi vari il “disagio” è emerso. Certamente chi è all’inizio ha maggiori probabilità di uscirne più facilmente. Questo pensiero porta solo a pensare che “così si nasce” o peggio è giusto “scegliere” . La chiesa condanna solo gli atti omo. Non può fare ora diversamente forse, ma è un grossolano errore. Se condanni gli atti non puoi anche non condannare l’essere omo, pur senza colpevolizzarlo a priori. Una battaglia che la chiesa sta perdendo per la confusione che regna in essa e la poca convinzione. Più comodo fare una bella distinzione e mettersi l’anima in pace. Così la penso…

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      • ” Se condanni gli atti non puoi anche non condannare l’essere omo”.

        Ognuno può pensarla come vuole, però coerenza vorrebbe che:
        – si parlasse altrettanto abbondantemente degli altri peccati: dagli atti impuri contro-natura (anche non omosessuali, come la contraccezione) fino a tutti gli altri peccati (vedi decalogo)
        – si condannasse (ad esempio) l’essere goloso e obeso, e non solo il peccato di gola
        – si condannasse l’essere adultero, e non solo il peccato di adulterio
        – si condannasse l’essere avido, e non solo il peccato che opprime i poveri
        Eccetera, eccetera, eccetera.
        In sostanza dovremmo condannare il peccatore per tutti gli atti peccaminosi considerati, cambiando l’insegnamento di Gesù e della Chiesa?
        Sarò ripetiva, ma chiedo: perché avere una fissazione solo per gli omosessuali? (per me si chiama ‘omofobia’. Non nel senso lgbt, ma pur sempre omofobia).

        “Intervenire all’inizio…si salverebbero moltissimi giovani”
        Lo stesso si può affermare sui soggetti che hanno la loro unica ragione di vita nel cibo oppure nel denaro oppure nel piacere sessuale uomo-donna (e ce ne sono molti di più dei gay. Eppure non ho ancora sentito nessuno proporre psicoterapie precoci per bambini e giovanotti attaccati al denaro e che misurano tutto con quello. Oppure terapie per bambini che se non hanno il cibo unto&bisunto e bibite zuccherate si lamentano e fanno mille capricci).

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        • ” Se condanni gli atti non puoi anche non condannare l’essere omo” : non è accettabile né intellettualmente, in quanto l’“essere omo” non esiste perché non si può confondere una sostanza con un suo accidente, né moralmente in quanto cristiano perché il Cristo stesso è presente nei malati, nei deboli, nei poveri e non possiamo, di conseguenza, condannare Cristo.
          In Pace

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          • @Simon dici ” il Cristo stesso è presente nei malati, nei deboli, nei poveri e non possiamo, di conseguenza, condannare Cristo” Cerchiamo di capirci. Cristo è presente ovunque c’è dolore e mancanze di ogni tipo soprattutto dove vi è debolezza umana. Gesù ha guarito gli ammalati e può anche guarire l’omo, se vi è impegno personale. Guarendo Gesù dimostra che qualunque malattia fisica o psichica non è bene in se, può essere fonte però di salvezza. Da quando uno guarito offende il Cristo? Un passaggio incomprensibile. Con ” l’essere omo” intendo non la persona, ma la tendenza omo. Mi pare che fosse chiaro, o no?

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        • @ Trinity. Perché non si condannano forse tutti i vizi e debolezze varie e contro di essi non è nostro dovere lottare, magari anche con terapie adatte come la lotta contro il fumo ? Ma la tendenza omo è una anomalia comportamentale che colpisce la persona molto più in profondità con conseguenze devastanti per la persona e per la società di tante altre. ed è un errore allargare il discorso per evitare farne un discorso particolareggiato cercando la migliore soluzione. Omofobia? Non scherziamo su queste cose e non creiamo confusioni. Mi sembra che tu non abbia ancora capito il dramma di queste persone e la posta in pallio. Pazienza. Non è una mia ossessione, è l’argomento oggi più dibattuto. Perché, secondo te, vi è questa frenesia di imporre la teoria gender e i matrimoni omo? Tutto nasce dalla dichiarazione del 1973 dell’Apa che ha dichiarato che l’omosessualità è un naturale(?) comportamento sessuale . Se è naturale va pure sdoganato completamente e quindi giusto parlare di teoria gender e di matrimonio, o no?

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          • “È l’argomento oggi più dibattuto”.
            Ecco, giusto. Chiediti perché. Mentre la famiglia tradizionale è devastata e in devastazione da anni, senza l’aiuto degli omosessuali.
            Conseguenze devastanti per la persona e per la società, dici? Guarda bene se la famiglia attuale ‘etero’ (e il principio di piacere) ha creato mentalità pro ‘omo’ oppure se qualche sparuto omo e qualche sfilata gay pride ha minato la famiglia. Tu vorresti curare il naso che cola….mentre il paziente ha la polmonite.

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        • Sarò ripetiva, ma chiedo: perché avere una fissazione solo per gli omosessuali? (per me si chiama ‘omofobia’. Non nel senso lgbt, ma pur sempre omofobia).

          Mi pare che la risposta é il post sulla non assoluttezza della legge. Come la legge non é assoluta ma oggettiva ogni peccato é diverso e cosi si puó fare una “qualifica dei peccati”. Dante basandosi in Santo Tommaso ordina l´inferno secondo la gravitá dei loro peccati. La Chiesa ha insegnato che ci sono peccati piú gravi che altri (quelli che chiedono vendetta al cielo). Ed é per la non assoluttezza della legge che la Chiesa puó insistere in certi peccati, perche oggi in questo momento “il mondo” vuole convincersi che “gay is good” mentre é gia convinto che mangiar troppo fa male.

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          • Tra i peccati che “gridano vendetta” c’è parecchia roba di cui non si parla quasi mai.
            Inoltre gli “ATTI IMPURI CONTRO NATURA” non sono solo gli atti omosessuali, ma anche ad esempio la contraccezione oggi praticata dalla grande maggioranza delle coppie cattoliche – che numericamente soni molte più dei gay. Inoltre di atti impuri contro natura ce ne sono diversi altri….ma oggi parlarne non è di moda.

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            • Addesso cambi la gola per la contraccezione. Non dipende da noiquello che si parla nei media. Ricordo che qui ed in altri siti si é discusso molto le dichiarazioni di francesco sulle famiglie numerose e la discussioni fra i teologi gesuiti su quale era il peccato piú grave se l´aborto o l´anticoncezione. Non capisco cosa é quello che vorresti che si faccia. Dimenticare gli omosessuali? Non parlare di loro? Cosa intendi per accoglierli e accompagnarli? Trattarli uguale come trattiamo chi usa gli anticonccezionali?

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            • @Blas
              “Dimenticare gli omosessuali?”
              No. Solo parlarne in modo meno pruriginoso e voyeuristico.
              “Cosa intendi per accoglierli e accompagnarli?”
              Intendo ‘accoglierli e accompagnarli’ . cioè la missione del cristiano e della Chiesa. Un esempio può anche essere l’unica associazione al mondo riconosciuta dalla Santa Sede http://www.courageitalia.it/ perché segue l’insegnamento cattolico; loro non escludono a priori, che io sappia, le terapie ‘psicologiche’ MA NON sono quelle il goal.
              (altrimenti, ripeto: dovremmo mandare in terapia anche tutti gli altri peccatori che abbiano un qualsiasi squilibrio psicologico alla base della loro personalità. Anche i ladri, ad esempio).

              “Trattarli uguale come chi usa anticoncezionali?”
              Esattamente. Come quelli e come tutti i peccati – perché tutti i peccati sono deviazione dal disegno di Dio.
              Non rendersene conto significa affermare il solito claim farisaico “grazie a Dio io sono migliore!”.

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              • O per dirla fuori dai denti: “Grazie a Dio non sono omosessuale!”

                Che poi se la frase avesse lo spisrito del fariseo è inutile disquisire, diversamente avrebbe il suo senso: ” Ti rendo grazie Signore perché, per tua Grazia, nel Tuo Amore, non permetti che io abbia a combattere con questo peccato”…

                Che intenderebbe anche l’essere perfettamente consapevole che potrei essere uno di “loro” (espressione “tranche” ma per capirsi…) e nel combatimento trovarmi perdente!

                Questa consapevolezza (che manca ma di molto, a molti e su molti fronti – e non mi chiamo fuori) è quella che muove a compassione e alla Carità Cristiana verso chi invece è immerso e SCHIAVO del peccato.
                (Per favore evitiamo i pistolotti su cosa dovrebbe essere Carità Cristiana, che si può presumere lo si sappia nel suo copmpendio di Amore, Verità e Giustizia).
                Sapendo aggiungo, che mentre sono a discettare suila scala di valori della gravità dei peccati e su chi ne sia toccato e in che misura (valutazioni quest’ultime ben difficili e fondamentalmente ingiuste), potrei essere io stesso vittima e succube di tanti e altrettanto gravi peccati… volgliamo parlare dell’adulterio, che è peccato DI MORTE?!

                Vogliamo ricordare che non è necessario “praticarlo” giacché “chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”, e che ha chi più ha ricevuto, più sarà chiesto, non solo come opere buone, ma anche come Fedeltà al Signore e impegno nel Combattimento contro i nostri peccati.
                Per questo i Santi VERAMENTE (non a chiacchere) si sentivano i peggiori peccatori di questo mondo, magari per cose che a noi farebbero dire: “esagerato!”

                Ricordiamo anche che la tentazione (o la tendenza ecc, ecc.) al peccato di omosessualità, ma anche il suo stesso cadervi a “piedi pari” e anche il non avere la capacità o l’umiltà di riconoscere il proprio stato di peccatore, può essere motivo di maggior Gloria a Dio, quando appunto il Suo intervernto, anche attraverso l’accompagnamento nella Carità (di cui sopra) della Chiesa, spezza il legami del peccato e porta l’Uomo a benedire Dio per essere stato liberato, a testimonianza di altri che vivono la stessa prigionia…
                Questo poi vale per ogni tipo di peccato!.
                Ognuno ha la sua “schiavitù” e chi più non la vive più come tale è perché a Dio solo può rendere Grazie, sapendo che se Egli toglie la mano dal nostro capo per un momento, basterà un nulla peché ci si ritrovi nella condizione peggiore di prima… (Lc 11, 22-26)
                Di fatto l’Uomo “forte” è colui che liberato, vigila sul, combatte per, difende il, prorpio cuore, ma la sua forza sta nel suo Alleato, nel Forte, nell’Eroe, in Gesù Cristo!
                Impegno dell’Uomo e suo merito è “appoggiarsi”, aderire, dire SI a questa Alleanza con TUTTA la SUA VOLONTA’ e in questa Alleanza confidare.
                Ma per poter esercitare la propria volontà, bisogna prima essere Uomini Liberi.

                Bon, torno ad altre faccende, che queste dispute in verità ben poco mi appassionano ma a volte non riesco a trattenermi pur sapendo che non una delle mie parole può servire (ammesso abbiano un valore), perché solo l’esperienza profonda dell’Amore di Dio è capace al contempo di illuminare la profondità del proprio peccato. Non per schiacciarci o accusarci (che è lavoro dell’Accusatore) ma perché possiamo chiedere e ottenere Misericordia e avere (per gli altri) la stessa Misericordia che abbiamo ottenuto…
                Che il Santo Curato D’Ars quando ottenne da Dio di vedere la profondità del suo peccato, cadde in depressione per giorni e giorni… e era il Santo Curato D’Ars 😉
                Ma chissà perché ho l’impressione che questo termine “Misericordia” ultimamente dia disturbi di stomaco a molti e che l’importante sia sempre rirare la classica bella riga sulla lavagna… chi sta di qua e chi di là.
                (Per l’eventuale pistolotto sulla Misericordia, vedasi quanto su detto per la Carità…) 😉

                Che se realmente NON parliamo della persone (ma si finisce spesso per parlare di queste, con o senza dar loro un nome e cognome) di cosa stiamo parlando? Di cosa è peccato o cosa non lo è?
                Sui peccati che contravvengono in modo evidente la Legge Mosaica e l’Insegnamento della Chiesa mi parrebbe ci sia poco da discutere… credo bisognerebbe scendere un po’ più nel profondo di NOI STESSI e nell’esame di coscienza “scarnificare” (come ebbe a dirmi un sacerdote) il proprio essere, per fare luce su quanti peccati non chiamiamo tali o quanti piccoli atteggiamenti (pratici e spirituali) nascondono o rivelano, proprio uno di quei “famosi” peccati da Decalogo, ma che noi mistifichiamo arrivando a ciò che veramente aveva in odio Cristo: l’ IPOCRISIA.

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            • Ottimo Bariom. Concordo su tutto. Solo una piccola precisazione vorrei fare sull’ultima parte del tuo intervento. Per quanto mi riguarda, si: io parlo quasi sempre di cosa è peccato e di cosa non lo è. Naturalmente, quando si parla di peccato, ci si può riferire anche al comportamento delle persone se tale comportamento è evidente o, addirittura, esibito. Mai però per condannare le persone, ma per qualificare come peccato o non peccato un loro comportamento. E questo, naturalmente, è perfettamente lecito, anzi, talvolta doveroso quando, ad esempio, si vuole mostrare ai figli come non ci si deve comportare.

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              • @Giancarlo,

                se trovi ottimo quanto esposto (magari ricordatene quando penserai la prossima volta che dica sciocchezze, che dirne può sempre capitare, ma in generale se non si è degli imbecilli, è difficile si alternino ad intermittenza “ottimi” interventi a emerite sciocchezze…) permettimi una mia ulteriore precisazione su quanto affermi.

                Se da una parte è doveroso nell’educazione dei figli chiamare le cose con il loro nome e giudicare correttamente i COMPORTAMENTI, se fosse inevitabile (non sempre è necessario) associale a tali comportamenti la persona X o Y, al giudizio e alla condanna del comportamento si associ SEMPRE la necessaria parola di Misericordia verso l’errante (leggasi peccatore) e si ricordi per sommi capo quanto ho esposto (non perché l’ho esposto io…) sul non “chiamarsi fuori” o presumere della propria integrità. Solo così faremo un vero servizio ai nostri figli, diversamente daremo loro solo gli strumenti per puntare il dito verso questo piuttosto che quello.

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            • “Esattamente. Come quelli e come tutti i peccati – perché tutti i peccati sono deviazione dal disegno di Dio.”

              Ma se tu ti lamenti che non si critica sufficientemente l´uso dei anticonccezionali tra i “cattolici”. Vuoi che non si parli di nessun peccato? o pretendi stabilire la “par conditio” per tutti i peccati?

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            • @Bariom

              Carissimo, può succedere a tutti di dire delle sciocchezze, non è il caso di farne una tragedia. Oppure credi di essere infallibile?

              Comunque concordo anche sulla predica finale (poteva mancare?), che non è altro che quello che sempre dico io: giudicare e condannare sempre il peccato, mai il peccatore.

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              • Vedi non hai colto…

                Non ho dubbi sulla mia infinita possibilità nel poter dire sciocchezze.. la mia punzecchaitura era pro domo… tua 😉 nel senso che è difficile apprezzare o ritenere fondati apprezzamenti da parte di chi a volte porge questi e a volte, anche con mala creanza, lancia commenti di tutt’altro segno (alle volte con palese fraintendimento).

                Se veramente si procede nell’apprezzare una persona (ma non necessariamente devi apprezzare il sottoscritto), si pongono le basi su una reciproca stima che porta a far si che nel momento della possibile schiocchezza, si parte dal presupposto di non aver ben inteso o di desiderare comprendere, considerando appunto l’interlocutore “degno di stima”.

                Il tuo procedere ondivago nei tuo “rapporti virtuali” (e non è che lo fai con me solo…) finisce per avere il sapore di piaggieria o di cercare solo una “sponda” e “alleanze” per i prorpi ragionamenti, di volta in volta a seconda della convenienza.

                Poi di questa ennesima “paternale” o sermone o come lo vuoi chiamare fanne ciò che credi 😉

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            • GRAZIE BARIOM per intervento 22 maggio ore 9.33
              Non aggiungerei né toglierei una virgola: hai affermato tutto ciò che penso anch’io (ma dicendolo coi termini più giusti che si possano scegliere). Quindi Grazie, e siccome provo la tua stessa noia su questo tema (oltre a vedere che ci sono ancora inteventi che continuano a far passare per ‘opinione’ le posizioni ufficiali della Chiesa, facilmente reperibili da diverse fonti già citate diverse volte) direi che il tuo pensiero chiude in bellezza e in ampiezza di respiro cristiano.

              P.s. sei anche riuscito a dire qualcosa che non sapevo come metter giù per timore di sconfinare in retorica che apparentemente mi chiamasse fuori del discorso (mentre ci stiamo tutti dentro)…. e ora mi hai ispirato una possibile corretta espressione di ciò che volevo dire: ma come si fa a scagliarsi (e non raccontiamoci ipocrisie sulla distinzione peccato/peccatore) contro una ‘categoria’ di peccatori ‘più peccatori’ e ‘più nocivi per la società’ ….se si dà uno sguardo anche minimo ai propri peccati ???
              Cavolo, certo sì: la depressione del Curato D’Ars…. è depressione verace che deve aver preso noi tutti nella vita, no?… quindi, in ricordo di quella e nella ricorrenza (sicura) di quella nella nostra vita, COME si fa ad avere ancora la ‘forza’ di accusare così le debolezze altrui??
              Secondo me una cosa è combattere un certo fenomeno sociale e impegnarsi per parlarne e trovare soluzioni in senso cristiano… altra cosa è parlare ad un livello così evidentemente personale e di pretesa di scandaglio interiore dei peccati degli altri… che poi si ha un bel dire che si sta parlando del peccato e non del peccatore! Alla faccia. Fortuna che stavamo analizzando il ‘peccato teorico’ 😐

              Grazie ancora Bariom.
              Fine.

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            • Fai male, Bariom, a non ritenere sincero il mio apprezzamento. Ed altrettanto sincero, te lo assicuro, è il mio fastidio e le mie reazioni, a volte anche maleducate, quando, ad esempio, si passa dalla critica degli argomenti alla critica della persona che porta argomenti.

              Sulla mia persona poi, pensa pure quello che vuoi; magari sarebbe più elegante se tu evitassi di esprimere giudizi non lusinghieri sul sottoscritto e comunque non è certo questa la strada per porre solide basi su cui poggiare una reciproca stima. Te l’ho già detto diverse volte: dimenticati della mia persona, buona o cattiva che essa sia, e concentrati sugli argomenti. E’ l’unico modo possibile per intavolare un confronto che potrebbe certamente essere molto più piacevole.

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              • Non giudico la tua persona che non ho il piacere di conoscere… giudico cio che leggo e di cui sono stato oggetto più di una volta nei tuoi commenti…
                Esilarante che pretendi ciò che troppo spesso non concedi o non pratichi… (ma non neppure te ne rendi conto?)
                Ricordo uno dei tuoi primi approcci: “…ma tu sei cattolico o no!?”
                Non saprei… ti sembro cattolico o cosa?

                Per il resto posso sopravvivere ad avere o meno un scambio che ho trovato raramente positivo e costruttivo, così come il ricevere o non ricevere tuoi apprezzamenti.

                Verosimilmente è al 90% è un vizio di forma più che di sostanza… arrivverei a dire che “vis a vis” potremmo trovarci d’accordo su molto più di quanto non sembri.
                Di fatto se ci fai caso, anche il mio ultimo commento sui tuoi atteggiamenti (atteggiamenti – non sulla tua persona), ha proprio a che fare sulla forma che poi nella comunicazione sul web o in un blog ha precise peculiarita e bisognerebbe tenerne conto…

                Ma siamo a punto daccapo, quindi ti lascio… le fatiche di Sisifo non sono per me 😉

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            • “(e non raccontiamoci ipocrisie sulla distinzione peccato/peccatore)”

              Cara trinity, se davvero credi che distinguere tra peccato e peccatore sia solo ipocrisia, allora capisco come mai non riusciamo a comunicare. Tale distinzione è addirittura fondamentale per tutta la morale cattolica. Ti invito a leggere cosa pensa padre Giovanni Cavalcoli in proposito:

              http://www.libertaepersona.org/wordpress/2013/08/il-peccato-e-il-peccatore/

              Ti anticipo qualche perla.

              “…un’etica veramente educativa e formatrice alla virtù, già sul piano della coscienza naturale e a maggior ragione sul piano dell’etica evangelica, deve saper infondere nel nostro animo, nella nostra volontà e nelle nostre stesse passioni, accanto ad un fervente e sincero amore per il bene e quindi per la virtù, un odio intenso e convinto nei confronti del male, del vizio e del peccato. Per questo motivo suona falsa una certa predicazione corrente di tendenza buonista, la quale insiste continuamente sul tema dell’amore emarginando o condannando sistematicamente la tematica dell’odio, come se sempre e comunque l’odio fosse un male e dimenticando invece che l’odio per il male e per il peccato è un gran bene, inseparabile dall’amore, il quale, se non accompagnato da questo odio, è falso ed ipocrita.”

              I buonisti pensano che il nemico in realtà non esista; il nemico ce lo creiamo noi con la ristrettezza o rigidità delle nostre vedute o perché non sappiamo metterci dal punto di vista dell’altro ed assolutizziamo i nostri soggettivi pareri. Secondo loro pertanto si devono rispettare idee ed atteggiamenti anche contrari ai nostri, per quanto ci appiano giusti o conformi alla nostra fede, per quanto questa fede ci sembri vera. Questa sarebbe la vera carità, la libertà di tutti e quel dialogo che è promosso dal Concilio Vaticano II.

              … Il vero peccato invece, del quale qui trattiamo, è un problema ben più grave e di difficile soluzione. Esso va cancellato (“rimesso”) nel sacramento della penitenza, va scontato e se ne deve far penitenza.
              Esso è effetto della cattiva volontà, mentre nel caso dell’errore la volontà può essere perfettamente buona, perché il soggetto aveva retta intenzione e non sapeva di far male. Molti buonisti oggi purtroppo riconoscono l’errore ma non il peccato, perché secondo loro tutti hanno buona volontà e la cattiva volontà non esiste.
              Per quanto riguarda il precetto evangelico del dovere di perdonare sempre, ricordiamoci che qui Cristo si riferisce alla costante volontà o disponibilità che dobbiamo avere al perdono; ma il perdono effettivo può essere consesso solo se il peccatore si pente o dà segni di essere pentito. Altrimenti noi diventiamo complici del peccato stesso che il peccatore ha computo.
              Il peccato quindi è perdonabile con la grazia di Dio solo se la volontà si converte, si pente e torna ad essere buona, cosa che purtroppo non sempre avviene. Ora la volontà è, insieme con l’intelletto, l’espressione propria della persona. Non coincide certo con la persona e tuttavia ha la sua radice nell’anima della persona. Per questo è facile che l’odio per il peccato, soprattutto se è un peccato che il soggetto ha commesso nei nostri confronti, susciti in noi odio per la persona stessa. Non c’è dubbio peraltro che noi diciamo malvagia una persona che compie il male soprattutto abitualmente e in forma grave.

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          • Grazie Bariom. Magnifico intervento.
            In Pace

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            • Grazie Simon…

              E’ semplicemente la mia esperienza… e considerando la mia storia, solo Grazia ricevuta 😉

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            • o_O o_O o_O
              No dai, questo è un troll. Oppure…? Oppure non saprei proprio che altre spiegazioni darmi…. come si può ribaltare volontariamente in questo modo qualsiasi argomento??
              Commento 22 maggio ore 18.59 https://pellegrininellaverita.com/2015/05/08/blog-dei-blogs-breve-rassegna-web-33/comment-page-1/#comment-13422
              FraCentanni interpreta al contrario ciò che ho affermato nel post al quale risponde (o fa finta)…..oltre che ignorare volontariamente ciò che abbiamo e che ho detto INFINITE volte su peccato e peccatore.
              Mi chiedo: è possibile davvero fraintendere in tal maniera?
              A me pare proprio il classico ‘ultimo appiglio’ del troll quando vede che ormai ha esaurito tutte le provocazioni.
              Beh, hai esaurito anche questa. Ora che cosa fai?

              E se mi sono sbagliata sul comportamento da troll (comportamento eh, senza giudizi sulla persona)…. che comportamento è allora questo?
              Al momento non lo saprei definire.
              (E non m’interessa)

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        • Cara trinity, quando parli di omosessualità, ho sempre la netta sensazione che il tuo principale e fondamentale intento sia quello di normalizzare questo vizio, metterlo al pari con gli altri, dissimularne la gravità e le devastanti conseguenze, sia sul piano morale che su quello esistenziale. Ti faccio notare che l’omosessualità, sia la tendenza che la pratica, è ormai percepita dalla maggioranza delle persone come normale espressione della sessualità umana; di conseguenza si vogliono imporre leggi per riconoscere ed equiparare le “relazioni omosessuali” a quelle eterosessuali; si vuole insegnare ai bambini, fin dalla più tenera età, che essere maschi o femmine non ha alcun significato, mentre è importante e significativo come uno si sente e come vuole essere senza tener conto della Realtà; si vuole stravolgere il diritto e le basi stesse della società per affermare che l’omosessualità, tendenza e pratica, è normale. Non mi pare che stia avvenendo niente di lontanamente simile per altri vizi, che pure ci sono e che nessuno vuole dimenticare. Ho l’impressione che tu non stia capendo quello che sta avvenendo nel mondo occidentale. Tutta la nostra società è marcia fino al midollo e l’omosessualismo imperante è, forse, la più pericolosa e devastante espressione di questo marciume. Paragonare il vizio dell’omosessualità, con tutte le sue disastrose conseguenze morali ed esistenziali, con il vizio della gola è evidente segno di qualcosa che ti sfugge e che non riesci a capire.

          Qui nessuno vuole condannare il peccatore e Vincenzo non ha detto questo. Ha chiesto di condannare la tendenza omosessuale, non la persona con tendenza omosessuale; dimenticando che il CCC già condanna la tendenza omosessuale come “inclinazione oggettivamente disordinata”. Io credo che sarebbe ora di riconoscere che tale inclinazione, oggi sempre più spesso, si sviluppa e diventa stabile anche in età adulta, quando ci sarebbero tutte le risorse necessarie per fuggire la tentazione ed evitare che diventi tendenza; in questi casi la tendenza omosessuale è il risultato di una scelta libera e consapevole con tutte le conseguenze che questo comporta anche sul piano morale.

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          • “fondamentale intento di normalizzare il vizio, metterlo alla pari degli altri”.
            Infatti i vizi sono tutti vizi. Concentrarsi su uno solo (quello eventualmente dell’omosessuale) significa normalizzare o considerare meno gravi gli altri.
            Anche perché solo qualche volta si tratta di ‘vizio”. La persona con tendenze omosessuali non è necessariamente viziosa.

            Inoltre vedi la risposta che ho dato a Vincenzo.
            Vedi questa brevissima risposta di Simon https://pellegrininellaverita.com/2015/05/08/blog-dei-blogs-breve-rassegna-web-33/comment-page-1/#comment-13309
            E vedi la seguente, sempre di Simon:
            ” Il fatto di pensare che si può celebrare il dono sponsale deviandone la natura propria che è l’essere aperta alla vita è contro-natura, per l’appunto. In questo non vedo personalmente nessuna differenza con gli atti contro-natura delle relazioni omosessuali: sempre siamo nel caso della deviazione della natura umana e, per giunta in questo caso, anche di un sacramento”.

            Quelle suddette sono le cose ‘normalizzate’ e chi non alza mai la voce su quelle (e su scandali di fame, povertà, soprusi, ingiustizie, sofferenze provocate gratuitamente, cultura dello scarto, sfruttamento, disumanità) per me …non è che non è cattolico’, no. Io mi spingo più in là e dico direttamente che non è cristiano. (Potrebbe essere tranquillamente musulmano o altro).
            Già puntare il dito così spesso sui peccati degli altri (da parte di peccatori) per me non è abbastanza cristiano. Il cristiano accoglie e dà l’esempio con la sua vita. Solo in seconda battuta…parla. E magari ne parla più in generale – non dicendo agli altri che cosa DEVONO fare per evitare tal peccato (ad esempio andando in terapia?). Come evitare il peccato lo vedrà chi pecca col suo confessore e in base alla sua situazione.

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            • Certo, i vizi sono tutti vizi. Solo l’omosessualità, però, oggi viene fatta passare per virtù. Ma hai letto il mio commento?

              Ribadisco!

              Ti faccio notare che l’omosessualità, sia la tendenza che la pratica, è ormai percepita dalla maggioranza delle persone come normale espressione della sessualità umana; di conseguenza si vogliono imporre leggi per riconoscere ed equiparare le “relazioni omosessuali” a quelle eterosessuali; si vuole insegnare ai bambini, fin dalla più tenera età, che essere maschi o femmine non ha alcun significato, mentre è importante e significativo come uno si sente e come vuole essere senza tener conto della Realtà; si vuole stravolgere il diritto e le basi stesse della società per affermare che l’omosessualità, tendenza e pratica, è normale.

              Per il resto, sono in piena sintonia con Simon quando afferma che la contraccezione può essere più grave degli atti omosessuali, e allora? E sono sempre pronto ad alzare la voce contro gli anticoncezionali e contro tutti i “principi non negoziabili” indicati da BXVI. Ma qui si sta parlando di omosessualità e tu tiri fuori altre cose semplicemente per buttarla in caciara.

              Per l’ennesima volta, poi: qua nessuno punta il dito sui peccati degli altri. Qua si parla in generale della tendenza e della pratica omosessuale, senza fare nomi e senza accusare nessuno. Domani, con la stessa intransigenza e durezza, potrei parlare della “mentalità contraccettiva” o dell’aborto, senza, per questo, neanche lontanamente sognarmi di condannare chi pratica la contraccezione o l’aborto. E nessuno si sogna di dire “agli altri che cosa DEVONO fare per evitare tal peccato (ad esempio andando in terapia?)”. Semplicemente si esprime una propria legittima convinzione (che magari potrebbe anche essere sbagliata) per cui io, insieme con Vincenzo, pensiamo che la terapia riparativa possa essere una risposta efficace per risolvere il grave problema della tendenza omosessuale. Oppure è sconveniente anche solo accennare a queste terapie? La terapia riparativa, poi, non serve ad evitare il peccato, serve ad uscire dall’omosessualità.

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            • “Tu tiri fuori altre cose per buttarla in caciara”

              Vedi di essere più rispettoso ed educato, tanto per cominciare.

              “Qua nessuno punta…”
              “Qua si parla….”

              Tu non esprimi le posizioni ufficiali né della Chiesa, né del blog. Quindi magari evita, come fai spesso, di usare l’espressione “qua” come se tutti fossero della tua opinione. E magari evita pure di trincerarti dietro Simon (che sta su ben altre posizioni, equilibrate e rispettose, rispetto alle tue).

              “La terapia riparativa non serve ad evitare il peccato, serve ad uscire dall’omosessualità”
              La terapia per i disturbi alimentari non serve ad evitare il peccato di gola, serve ad uscire dall’obesità.

              Queste sono tutte terapie e posizioni legittime ed eventualmente buone per chi vuole farle, ma non sta alla Chiesa né al cattolico presentarle come via preferenziale. L’Amore e l’accoglienza curano, e non trattare le persone come macchinette da ‘riprogrammare’ perché ‘così ci piace’.
              È lo spirito che va guarito.
              Gesù non ‘guarisce’ il corpo o la psiche con la finalità di guarire le membra. Gesù ‘SALVA’. Il ‘segno’ della guarigione fisica e/o psicologica NON è un segno di ‘preferenza’ di Dio o la via che ci indica Gesù, ma solo eventualmente un segno di guarigione spirituale. Quanti Santi erano santi e malati?
              Confondere queste cose, di nuovo, significa uscire direttamente dal cristianesimo.

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            • Che tu la butti in caciara è una mia opinione quando, parlando di omosessualità, tergiversi su altre cose che niente hanno a che fare con l’omosessualità. Non è offensiva perché non esprimo giudizi sulla tua persona ma sul tuo comportamento.

              Né io, ne tu, immagino, e neanche il blog, per quanto ne so, abbiamo la pretesa di esprimere la posizione ufficiale della chiesa. Certamente comunque io non ho questa pretesa. Più modestamente io esprimo la mia opinione di cattolico medio, da sempre integrato nella chiesa, impregnato e plasmato dalla mentalità e dalla cultura cattolica. Le posizioni ufficiali della chiesa le lasciamo esprimere a chi ne ha l’autorità, naturalmente.

              Certo che “la terapia per i disturbi alimentari non serve ad evitare il peccato di gola, serve ad uscire dall’obesità”, ovvio! Non c’è relazione, o poca relazione, tra peccato di gola ed obesità. Una persona infatti può essere in perfetta forma fisica, mangiare stando scrupolosamente attento a non esagerare, ma essere un vizioso di gola impenitente. Secondo me l’essenza del vizio di gola consiste nella rapacità, non nell’eccesso di cibo. Anche la terapia riparativa per la cura dell’omosessualità ha lo scopo di risolvere un problema di natura medica, di salute psichica direi. E allora? Non capisco dove saremmo in contrasto. Siamo d’accordo, mi pare. Sei tu, nel precedente commento, che hai attribuito a me ed a Vincenzo, l’intenzione di mandare le persone con tendenze omosessuali in terapia per evitare il peccato: “E magari ne parla più in generale – non dicendo agli altri che cosa DEVONO fare per evitare tal peccato (ad esempio andando in terapia?)”.

              Io non ho mai detto che la chiesa deve indicare la terapia riparativa come via preferenziale per le persone con tendenze omosessuali. Ho detto e ribadisco che qualunque cattolico è libero di esprimere la propria opinione favorevole o non favorevole alla terapia riparativa. Io, come cattolico, mi sento pienamente libero di affermare che la terapia riparativa sia un ottimo mezzo per superare l’omosessualità. E’ una mia opinione, devo chiederti il permesso prima di esprimerla?

              Infine, credo che l’omosessualità (tendenza omosessuale) sia una malattia spirituale, il segno di una natura umana corrotta, che ha la sua radice nella mente umana. Di conseguenza può essere molto utile intervenire proprio sulla mente, per ripristinare l’originale natura umana. Ovvio poi che il fine ultimo di qualunque intervento (ad esempio la terapia riparativa), come ci insegna Gesù, sia la salvezza integrale della persona, quindi la salvezza dell’anima. Io non faccio nessuna confusione tra malattia (spirituale o corporale) e santità. So bene che non c’è nessun impedimento alla santità per le persone con tendenza omosessuale, anzi: proprio la loro tendenza omosessuale, se vissuta secondo le indicazioni del CCC, può essere un’eccellente via di santità, come qualunque altra prova possa toccarci in sorte. Non mi attribuire cose che non ho mai detto!.

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            • Giancarlo.
              Esprimi molte posizioni false ed ipocrite nascoste dietro espressioni come “non ho detto quello”, “non ho detto quest’altro”, “sto dicendo solo la mia opinione” (“ma di cattolico integrato”, badino bene lor signori!), “devo chiedere il permesso per esprimere opinioni?”

              Questa è la mia opinione sui tuoi interventi. Ipocriti.
              E bada: mica sto giudicando la tua persona. No no. Sto giudicando solo il tuo comportamento. Comportamento ipocrita.

              (Lo vedi? A fare questi giochetti son capaci tutti. Ma son troppo noiosi. Oltre che sgamabili. E indegni per i cristiani)

              Ciao.

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      • @ Vincenzo

        Caro Vincenzo, certo che la chiesa condanna, e pesantemente, la tendenza omosessuale. Non la condanna da un punto di vista morale e fa male, secondo me, perché a volte questa tendenza viene sviluppata in età adulta, quando ci sarebbero tutti i mezzi, psichici e morali, per opporsi risolutamente alla tentazione. Tuttavia, al numero 2358 del CCC, la condanna come “inclinazione oggettivamente disordinata”, che quindi va da essere superata, vinta con la castità.

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  20. Non solo con la castità, anche cambiando nella misura che ciò è possibile. Io ritengo che sia doveroso come persona e come cristiano.

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  21. Da esterno, mi permetto di dire che non riesco a capire l’utilità della diatriba tra Trinity e fra’ Centanni. Non capisco questo arroccarsi sull’aut-aut, quando il cattolicesimo da sempre ragiona secondo et-et (per dire, il vecchio sito di Messori si chiamava proprio “et-et.it”).
    Ho dato un’occhiato al sito proposto da Trinity dell’associazione Courage (bellisimo sito e bellissima associazione), e mi sembra che loro proprio questo offrono: et-et, aiuto psicologico e aiuto religioso.

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    • In realtà quell’associazione NON propone e NON incoraggia la terapia detta ‘riparativa’ (quella intesa da Vincenzo) ma non vi si oppone nel caso qualcuno volesse farla (all’esterno dell’associazione però). Quello che invece loro chiamano “reparation” è una delle loro varie attività, in questo caso trattasi fondamentalmente di preghiera-riparazione (e infatti viene specificato che non si tratta di ‘terapia’). Il supporto psicologico è presente in Courage, ma è secondario a quello spirituale.
      Ecco perché Vincenzo e Fracentanni non sono d’accordo con me e con Courage – unica associazione riconosciuta dalla Santa Sede: perché loro intendono porre come intervento principale quello psicologico – e ovviamente questo non corrisponde né alle posizioni né alla missione stessa della Chiesa riguardo l’omosessualità.

      Per risponderti sull’utilità della diatriba: nessuna utilità. Ho sbagliato io a lasciarmi coinvolgere per l’ennesima volta in una spirale insulsa. Quello che mi ha fatto (e che solitamente mi fa) rispondere ai post di Fracentanni (Giancarlo) è l’affermazione di principi anticristiani e anticattolici, di dottrine inesistenti, ecc. Praticamente il tuo et-et io non ce lo vedo. O meglio: intellettualmente ci può stare benissimo e concordo, mentre se affermi (ad esempio) che “atti impuri contro natura” (peccato che grida vendetta) è inteso unicamente il peccato omosessuale oppure che è condannabile la tendenza omo (anziché l’atto)…. ecco allora io (sbagliando) tendo ad intervenire e a specificare.
      Perché mi spiace veder deformato il messaggio cristiano.
      Comunque, nel caso specifico: ammetto che ho sbagliato io a lasciarmi trascinare da un utente sul quale onestamente (dopo ultima risposta) mi è sorto un serio dubbio di azione trollesca. Potrebbe anche essere inconsapevole, magari. Nel qual caso avrei sbagliato ancora di più perché l’unica maniera per ‘calmarlo’ è non rispondere.

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      • Cara trinity, mi corre l’obbligo di smentire una falsità da te affermata, e di fare una precisazione.

        1) Non ho mai detto che “atti impuri contro natura” sono da intendersi unicamente i peccati omosessuali. Ho invece affermato molte volte e ribadisco oggi che gli atti omosessuali sono uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Questa è dottrina della chiesa.
        2) Sulla tendenza omosessuale, invece, ho espresso una mia opinione, che tu non hai riportato correttamente. Io non ho mai detto che la tendenza omo è condannabile (da un punto di vista morale). Io ho detto che la tendenza omo, in alcuni casi, si sviluppa e diventa stabile in età adulta. In questi casi e solo in questi casi, si è responsabili, da un punto di vista morale, dell’instaurarsi e stabilizzarsi di questa tendenza disordinata. Questa è una mia opinione.

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      • Comunque sia, Trinity, immagino sarai consapevole del fatto che agli occhi dei militanti lgbtq*xyz quel sito è “omofobo”, dacché ormai è “omofobo” qualunque opinione contraria al dogma proclamato dall’Apa nel 1973 (omosessualità quale naturale variante della sessualità umana).

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    • Caro Franceschiello, da parte mia non c’è nessun aut-aut. Il dramma dell’omosessualità deve essere affrontato e, nei limiti del possibile, risolto con ogni mezzo a disposizione, primo fra tutti la preghiera e l’accompagnamento spirituale naturalmente. Tuttavia, la preghiera e l’accompagnamento spirituale non sono mezzi specifici, mirati e calibrati sul problema dell’omosessualità. Le risorse spirituali sono a disposizione di tutti per qualunque problema. Anche io, che pure non sono omosessuale (e ne ringrazio Dio!), ho bisogno di preghiera e di accompagnamento spirituale.

      L’omosessualità, come qualunque altro problema, ha bisogno di un approccio scientifico, per quanto possibile, medico-psichiatrico nello specifico. E pazienza se l’APA la pensa diversamente (sappiamo come sono andate le cose!). Per fortuna (forse per Grazia di Dio!) ci sono studiosi che si stanno dedicando alla soluzione di questo problema da un punto di vista psichiatrico. Esiste la terapia riparativa che pare riesca ad avere buoni risultati in un considerevole numero di casi: bene, sono dell’opinione che si possa provare anche questa strada.

      Per il resto, io non ho mai sostenuto l’imposizione di questa terapia e ribadisco che non debba esserci nessuna imposizione né da parte della chiesa (ovviamente!) ne da parte di nessun altro (ancora più ovviamente!). Forse la diatriba sulla terapia riparativa è sorta più con Vincenzo che con me. Personalmente non faccio della terapia riparativa un dogma; quello che è certo, secondo me, è che l’omosessualità non è una variante naturale del comportamento umano, anzi è un comportamento che ha conseguenze devastanti sia sulla singola persona che su l’intera comunità. Per questo motivo ritengo irresponsabile rinunciare a tentare di curare, in qualunque modo possibile, le persone con tendenza omosessuale egodistonica, pur lasciando liberi coloro che sono orgogliosi della loro omosessualità di godersi i frutti avvelenati della loro corruzione morale.

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  22. Da segnalare anche queste precisazioni sull’uso della danza nella liturgia:

    https://amiciziasanbenedettobrixia.wordpress.com/2015/05/08/quale-danza-per-la-liturgia-parte-prima/

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  23. Dato che avete rinfrescato il blog dei blogs… Va’ che bello (forum dei forum) un thread sui ricchi/poveri con TalitàKum, HardRain e JohannesWeiss che esauriscono per bene l’argomento http://cristianesimoprimitivo.forumfree.it/?t=67583938

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  24. P.s. sei tu minstrel il nick kerigmatico che ogni tanto interviene là?

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  25. Oggi sulla croce quotidiano c’è una intervista ad una madre di una suora dell’Immacolata che si dice scandalizzato dalle accuse rivolte a Padre Manelli. In soldoni non ci crede in modo assoluto.
    La faccenda insomma è davvero intricatissima. Fortuna si è deciso di starne fuori e far fare il lavoro ai componenti organi.
    Il silenzio è oro.

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