Paolo Legrenzi – Neuro-mania…

neuromaniaL’idea di poter «vedere» direttamente il cervello al lavoro, che tanto entusiasma i non esperti, è fuorviante: ciò che si vede è il risultato di un artificio grafico che trasforma probabilità casuali in colori sovrapposti a una riproduzione schematica del cervello. Probabilità diverse sono rappresentate da colori diversi. E bene tenere presente che i colori al posto di livelli di probabilità casuale sono usati anche quando il metodo di indagine è diverso dalla sottrazione cognitiva. Vedremo più avanti le conseguenze presso i non esperti di questo che può sembrare un innocente artificio volto a rendere percettivamente saliente ciò che non lo sarebbe.

Legrenzi, Paolo & Umiltà, Carlo. Neuro-mania, Il Mulino, Bologna, 2009, pag. 41
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Categorie:Aforismi

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4 replies

  1. Mmmm molto interessante. A me piace tanto vedere il cervello colorato….e i raffronti fra cervelli in diverse situazioni (fisiche, psichiche, patologiche e non). Capisco che qui il problema su cui si concentrano gli autori è un pò diverso …..
    (e non rispondermi ‘comprati il libro’ 😀 che io non ce la fo a starti dietro, ma quanto leggi??!? )

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    • Il libro in realtà è un libricino che si legge in un’ora. E non lo consiglio perché non affronta il tema da un punto di vista filosofico e quando lo fa pone l’accento su cartesio e sul ruduzionismo mettendone in luce le problematiche ma senza illustrare possibili vie d’uscita (non dico citare il tomismoperò…). È scritto da uno psicologo insieme ad un neuroscienziato e pare palese che per loro la risposta non è nella neuroscienza ma una sorta di ritorni alla psicologia.
      Filosofia e psicologia non vanno molto braccetto purtroppo in questo periodo e dunque il libro che per certi versi è condivisibile, per altri l’ho trovato notevolmente lacunoso. 🙂

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  2. Qui una recensione di una dottoranda di Bergamo che spiega perfettamente quel che dice il libro. Leggi queste quattro paginette e hai letto il succo del libro (anche perchè molte frasi della rece sono del libro).
    Alla fine la signorina non si pronuncia sul valore del libro, lancia solo una piccola provocazione sul finale che a mio avviso non coglie la lacuna essenziale dell’opera che sta, come dicevo, nella superficialità filosofica.

    http://www.unibg.it/dati/bacheca/813/37539.pdf

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  3. Interessante. Mi ricorda la publicazione di Basta che linkasti in un precedente “blog dei blogs”. Argomento affascinante che il Basta approfondiva in una luce tomista.

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