Vaccino come atto d’amore? Fulvio Di Blasi risponde a Croce-Via… con un libro!

Come alcuni di voi sanno, fu a causa di un nostro articolo apparso sulle colonne del blog a settembre 2021, dal quale scaturirono una serie di commenti interessanti, che Fulvio Di Blasi (autore implicito dello scritto) decise di rispondere come si deve alla questione etica in tempo di pandemia.

Come molti tutti i nostri lettori sanno infatti, Fulvio tentò di scrivere, di primo acchito, degli articoli di chiarimento, ma la mole di cose da dire e da chiarire era così immane che si decise ad investire il suo tempo e le sue conoscenze per scrivere dei libri di stampo scientifico sulla questione pandemica.

Gli è uscita una trilogia di epistemologia ed etica in tempi di pandemia che comprende finora un solo libro uscito per i tipi della Phronesis (ovviamente): La morte del Phronimos. Esatto: finora!

E’ infatti disponibile da pochissimi giorni il secondo volume che risponde e-sat-ta-men-te alle problematiche che furono sollevate su questo blog mesi fa. Titolo? Ovviamente: “Vaccino come atto d’amore?” Sottotitolo succulento: “Epistemologia della scelta etica in tempi di pandemia”.

Disponibile su Amazon e a breve sugli altri canali distributivi nazionali. Di seguito riporto la quarta di copertina del libro per il quale ci onoriamo, grazie a voi lettori, di aver contributo alla genesi! Buona lettura!


L’avvento dei cosiddetti “vaccini anti Covid” è stato segnato dalla più grande frode istituzionale della storia ai danni del consenso informato: una frode resa più facile e inquietante del potere che la finanza e la politica esercitano oggi nel mondo della comunicazione globale. Questa frode ha dato il via ad un tempo di inaudita violenza, odio e persecuzione contro tutti coloro che esprimevano dubbi, ricercavano la verità e non si stancavano di difendere la propria libertà. Il paradosso schizofrenico e quasi demoniaco di questa campagna di odio e di violenza è che è stata fatta all’insegna di termini come “amore” o “dovere civico”, ormai privi di qualsiasi significato se non quello demagogico (tipico dei sistemi totalitari) di usare la terminologia del bene per portare avanti le proprie politiche malvagie. Trasformare il bene in male e il male in bene è quanto di più il diavolo possa desiderare; è il suo godimento più grande. Per chi ci crede, è facile vedere in questi tempi lo zampino del demonio.

Vaccino come atto di amore? ripercorre i fondamenti dell’analisi dell’atto morale per riscoprire che cosa significa fare il bene o fare il male sia nella tradizione cristiana che in quella del pensiero occidentale, anche giuridico. La scelta etica presuppone la conoscenza adeguata di tutti i fattori rilevanti dell’agire. Il libro si concentra sulla definizione di “vaccino anti Covid” come possibile oggetto di scelta (individuale o collettiva) e sui motivi che possono generare su di esso dubbi e incertezze. La metodologia di Di Blasi parte dalle fonti primarie, dai documenti delle agenzie autorizzative come FDA ed EMA. L’epistemologia dei vaccini e la scienza che li caratterizza vengono spiegate nel contesto delle autorizzazioni giuridiche dei vaccini e delle questioni che da esse sono derivate. Il libro è anche un’ottima fonte per chi voglia ripercorrere i tratti salienti della storia di questi vaccini e comprenderne appieno il significato politico e istituzionale. Degni di nota sono i capitoli che affrontano il caso AstraZeneca, l’approvazione del vaccino Pfizer, il cambio di definizione di “vaccino” o il senso dell’immunità garantita alle case farmaceutiche e agli operatori sanitari.

Il presente libro segue La morte del Phronimos: Fede e verità sui vaccini anti Covid, in cui Di Blasi ripercorreva i criteri etici ed epistemologici di valutazione delle nostre fonti di informazione per recuperare un approccio veritativo corretto con la realtà. Entrambi i libri fanno parte di uno sforzo più ampio dell’autore di analizzare le questioni etiche che circondano dei prodotti che hanno fatto rompere tutti i protocolli di sicurezza medica mondiali e che per le masse sono ormai più una questione di religione che di scienza.La morte del Phronimos si chiudeva con la preoccupazione per la guerra in corso e per la deriva totalitaria degli stati democratici, ma anche con un segno di speranza. Vaccino come atto di amore? dà speranza alla speranza. «Ho visto sacerdoti eroici che guardano le persone negli occhi e dispensano i frutti soprannaturali del loro ministero senza curarsi del panico pandemico e delle razze vaccinali», ci dice Di Blasi. «Ho visto colleghi di tutto il mondo alzarsi in piedi e mettersi all’opera per recuperare profondità nel rapporto col mondo e con lo spirito e difendere la verità. 

Veritas vincit!
Veritas liberabit vos!
Omnia vincit amor!

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Categories: Attualità cattolica, Filosofia, teologia e apologetica

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1 reply

  1. Certamente è un atto di amore a favore di chi è azionista di Pfizer.
    Però, è amore vero, in quanto è dare la propria vita e salute per i detentori di questi redditizi portafogli.
    In Pace

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