Fulvio di Blasi: “Vaccinarsi può essere un atto d’amore. Non vaccinarsi può essere un atto d’amore”.

L’amico giurista e filosofo morale Fulvio di Blasi è tornato prepotentemente su facebook a far sentire la sua voce, fornendo pubblicamente una serie importante di commenti su quanto sta succedendo in Italia e nel mondo sulla questione Covid-19 e vaccinazione, naturalmente analizzata e vista sotto i profili per cui egli è un intellettuale riconosciuto: il diritto e la filosofia, soprattutto morale, appunto.

Fra i molti post spicca quello che ha per titolo quello del presente articolo. All’interno dei commenti Fulvio chiarisce molto bene i motivi di tale dichiarazione e, richiesto il suo assenso, sono a copiare perfettamente le sue affermazioni in modo da chiarire, una volta per tutte, come questa vicenda va letta da un punto di vista morale cattolico.

Scrive dunque Fulvio:

“Bisogna capire i fondamenti della scelta morale. Io conosco diverse persone che hanno ragionevoli dubbi sui vaccini, non in generale ma rispetto a casi particolari. Ne conosco anche tante che si vaccinano e a cui non importa proprio nulla degli altri. Si vaccinano per tornare ad una vita più comoda o alla solita vita egoista. Sia la scelta di vaccinarsi che quella di non vaccinarsi sono potenzialmente atti d’amore in base alle circostanze e all’intenzionalità di chi le compie. Di certo non si può dire che che decide di non vaccinarsi o di non fare vaccinare una persona che dipende da lui di per sé non lo faccia come scelta di amore. Bisogna tornare ad un profondo rispetto per le scelte morali delle persone e aiutare tutti ad assumere tutte le informazioni necessarie a compierle, incluse le anamnesi particolari di ognuno. Dire solo di vaccinarsi a testa bassa è invece profondamente sbagliato e ingiusto. […]

è molto importante capire che ci sono molte persone che non si vaccinano o non fanno vaccinare altri cari (inclusi bambini piccoli) per dubbi legittimi, e che soffrono queste decisioni di coscienza molto più di tanti che invece si vanno subito a vaccinare per i motivi più futili e senza particolari ragionamenti morali. Bisogna quindi capire che non si può dire in sé che la scelta d’amore sia quella di vaccinarsi, come pare qualcuno (senza prestare molta attenzione alla morale) abbia fatto.”

E continua, rispondendo ad alcuni commenti critici:

“Chiarimento generale di etica. “La moralità degli atti umani dipende: dall’oggetto scelto; dal fine che ci si prefigge o dall’intenzione; dalle circostanze dell’azione (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1750).” Quindi per compiere un atto buono bisogna essere certi in coscienza di fare la cosa oggettivamente giusta nelle circostanze giuste e anche di farla con la giusta intenzione del fine. Nel caso dei vaccini non c’è un’assoluta certezza che il vaccino vada sempre fatto per tutti a qualunque età e con qualunque anamnesi. Amesso di trovare certezza oggettiva, poi, l’atto di vaccinarsi potrebbe rimanere cattivo perché lo si fa con una cattiva intenzione morale. […] Parliamo quindi, non di oggetto o di materia dell’atto (per esempio se sia giusto fare vaccinare un bambino di 5 anni o meno) ma delle circostanze. Chi non si vaccina per dubbi di coscienza potrebbe poi vivere una situazione di estrema prudenza isolandosi ed usando con estrema accortezza tutte le misure precauzionali per evitare contagi. Chi si vaccina, invece, potrebbe fregarsene e andare nella folla senza neanche sapere se è contagioso (e i vaccinati possono portare facilmente la variante delta. In Israele la percentuale di contagio dei vaccinati è di circa il 40% e gli ospedali sono pieni di vaccinati in gravi condizioni). Quindi anche sotto il profilo delle circostanze dell’atto morale, la differenza è tra chi le considera e chi non le considera, non tra chi si vaccina e chi no. Non si può essere generalisti. Con riguardo al fine, poi, si può ad esempio dare per scontato che tutti quelli che si vaccinano augurandosi che i non vaccinati se la colgano o stiano male sicuramente non l’hanno fatto come atto di amore. Altro chiarimento di morale generale: in etica ci sono pochissimi casi di atti intrinsecamente cattivi, cioè di atti che non si possono mai fare a prescindere dalle circostanze e dal fine. Un esempio è l’aborto. Vaccinarsi/non vaccinarsi chiaramente non è un atto di cui si può predicare questa caratteristica e, quindi, come per quasi tutte le azioni etiche, bisogna considerare attentamente tutti i tre elementi dell’azione (oggetto, circostanze, fine) in modo da renderla buona.”

Qualcuno obietta che l’aspetto “oggettivo” sia quanto meno dubbio. Al che Fulvio risponde cosi

è un dato di fatto. I Governi di tutto il mondo non sanno che pesci pigliare da quando è iniziata l’epidemia. Le case farmaceutiche hanno imposto contratti segreti in cui scaricano sugli stati le responsabilità per l’uso di vaccini che per la fretta dettata dall’emergenza non hanno avuto l’iter ordinario e di cui non si conoscono i potenziali effetti negativi. Gli stati scaricano la responsabilità sulle scelte morali degli individui imponendo di firmale la liberatoria. Molti esperti dicono che i vaccini non andrebbero dati a certe categorie di persone. La possibilità dei vaccini ai bambini tra i 12 e i 17 è stata data dopo aver monitorato 2000 ragazzi in tutta Europa, un numero ridicolo in un tempo ridicolo (ps: il commento è di metà agosto, quindi si tenga conto di questo NdR). Io non sono contro i vaccini, attenzione, però dire che la situazione non è chiara è un eufemismo. Non parliamo poi del fatto che le informazioni vengono per lo più gestite da soggetti in conflitto di interessi perché sono le stesse case farmaceutiche a fornire i dati su efficacia e rischi dei vaccini. […[

Le case farmaceutiche, spinte dai governi a fare eccezioni ai protocolli, hanno imposto (giustamente) clausole contrattuali di salvaguardia. La CEI non è un soggetto rilevante: doveva occuparsi delle Messe ed è entrata in confusione anche lei su quello che era di sua competenza (si ricorda tutti i dubbi sulle regole per andare a Messa e sul conflitto di giurisdizione?). La confusione genera problemi e dubbi ma si sono anche fatte tante cose buone. Bisogna essere pacati ed evitare contrapposizioni facili”

Credo che queste affermazioni chiariscano perfettamente la questione da un punto di vista Cattolico e morale.

Ringraziamo ancora Fulvio della disponibilità.



Categorie:Attualità cattolica

Tag:, , , , , , ,

36 replies

  1. Grazie Minstrel per portare il pensiero di quei pochi che fanno chiarezza. Io contribuisco con questo articolo con i pensieri di Chesterton:https://www.vanthuanobservatory.org/coronavirus-e-altri-mali-con-laiuto-di-chesterton-di-fabio-trevisan/

    Mi permetto di fare due pensieri. Dai governi, gli “esperti” e i mass media si parla come se la medicina fosse una scienza. Se la medicina fosse una scienza non ci sarebbe bisogno de fare gli stui doppio cieco. La biologia é una scienza la medicina no, perche l´uomo é molto di piú della sua biologia. Questa forma di pensare porta a credere che una ricetta serva tutti, facciamo i protocolli per tutti, vacciniamo tutti. Veramente poter guarire e curare dipende molto di piú della relazione personale tra medico e paziente che della scienza.

    Piace a 1 persona

  2. Concordo pienamente con quanto scritto dal Di Blasi, però vorrei mettere in luce come la Congregazione per la Dottrina della Fede, con il suo pronunciamento del 2020, minimizza e rende volutamente quasi insignificante il problema parlando genericamente di « linee cellulari che provengono da tessuti ottenuti da due aborti avvenuti nel secolo scorso », cosa del resto falsa.
    Di ben diverso tono è quanto invece si legge nell’Istruzione « Dignitas Personae » al n° 34-35:
    34. Per la ricerca scientifica e per la produzione di vaccini o di altri prodotti talora vengono utilizzate linee cellulari che sono il risultato di un intervento illecito contro la vita o l’integrità fisica dell’essere umano. La connessione con l’azione ingiusta può essere immediata o mediata, dato che si tratta generalmente di cellule che si riproducono facilmente e in abbondanza. Questo “materiale” talvolta viene commercializzato, talvolta è distribuito gratuitamente ai centri di ricerca da parte degli organismi statali che per legge hanno tale compito. Tutto ciò dà luogo a diversi problemi etici, in tema di cooperazione al male e di scandalo. Conviene pertanto enunciare i principi generali, a partire dai quali gli operatori di retta coscienza possono valutare e risolvere le situazioni in cui eventualmente potrebbero essere coinvolti nella loro attività professionale.
    Occorre ricordare innanzitutto che la stessa valutazione morale dell’aborto «è da applicare anche alle recenti forme di intervento sugli embrioni umani che, pur mirando a scopi in sé legittimi, ne comportano inevitabilmente l’uccisione. È il caso della sperimentazione sugli embrioni, in crescente espansione nel campo della ricerca biomedica e legalmente ammessa in alcuni Stati… L’uso degli embrioni o dei feti umani come oggetto di sperimentazione costituisce un delitto nei riguardi della loro dignità di esseri umani, che hanno diritto al medesimo rispetto dovuto al bambino già nato e ad ogni persona» [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, n. 63] . Queste forme di sperimentazione costituiscono sempre un disordine morale grave [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, n. 62] .
    35. Una fattispecie diversa viene a configurarsi quando i ricercatori impiegano “materiale biologico” di origine illecita che è stato prodotto fuori dal loro centro di ricerca o che si trova in commercio. L’Istruzione Donum vitae ha formulato il principio generale che in questi casi deve essere osservato: «I cadaveri di embrioni o feti umani, volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani. In particolare non possono essere oggetto di mutilazioni o autopsie se la loro morte non è stata accertata e senza il consenso dei genitori o della madre. Inoltre va sempre fatta salva l’esigenza morale che non vi sia stata complicità alcuna con l’aborto volontario e che sia evitato il pericolo di scandalo» [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, I, 4] .
    A tale proposito è insufficiente il criterio dell’indipendenza formulato da alcuni comitati etici, vale a dire, affermare che sarebbe eticamente lecito l’utilizzo di “materiale biologico” di illecita provenienza, sempre che esista una chiara separazione tra coloro che da una parte producono, congelano e fanno morire gli embrioni e dall’altra i ricercatori che sviluppano la sperimentazione scientifica. Il criterio di indipendenza non basta a evitare una contraddizione nell’atteggiamento di chi afferma di non approvare l’ingiustizia commessa da altri, ma nel contempo accetta per il proprio lavoro il “materiale biologico” che altri ottengono mediante tale ingiustizia. Quando l’illecito è avallato dalle leggi che regolano il sistema sanitario e scientifico, occorre prendere le distanze dagli aspetti iniqui di tale sistema, per non dare l’impressione di una certa tolleranza o accettazione tacita di azioni gravemente ingiuste [Cf. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, n. 73: AAS 87 (1995), 486: «L’aborto e l’eutanasia sono dunque crimini che nessuna legge umana può pretendere di legittimare. Leggi di questo tipo non solo non creano nessun obbligo per la coscienza, ma sollevano piuttosto un grave e preciso obbligo di opporsi ad esse mediante obiezione di coscienza». Il diritto all’obiezione di coscienza, espressione del diritto alla libertà di coscienza, dovrebbe essere tutelato dalle legislazioni civili.] . Ciò infatti contribuirebbe a aumentare l’indifferenza, se non il favore con cui queste azioni sono viste in alcuni ambienti medici e politici.
    Talvolta si obietta che le considerazioni precedenti sembrano presupporre che i ricercatori di buona coscienza avrebbero il dovere di opporsi attivamente a tutte le azioni illecite realizzate in ambito medico, allargando così la loro responsabilità etica in modo eccessivo. Il dovere di evitare la cooperazione al male e lo scandalo, in realtà, riguarda la loro attività professionale ordinaria, che devono impostare rettamente e mediante la quale devono testimoniare il valore della vita, opponendosi anche alle leggi gravemente ingiuste. Va pertanto precisato che il dovere di rifiutare quel “materiale biologico” – anche in assenza di una qualche connessione prossima dei ricercatori con le azioni dei tecnici della procreazione artificiale o con quella di quanti hanno procurato l’aborto, e in assenza di un previo accordo con i centri di procreazione artificiale – scaturisce dal dovere di separarsi, nell’esercizio della propria attività di ricerca, da un quadro legislativo gravemente ingiusto e di affermare con chiarezza il valore della vita umana. Perciò il sopra citato criterio di indipendenza è necessario, ma può essere eticamente insufficiente.
    Naturalmente all’interno di questo quadro generale esistono responsabilità differenziate, e ragioni gravi potrebbero essere moralmente proporzionate per giustificare l’utilizzo del suddetto “materiale biologico”. Così, per esempio, il pericolo per la salute dei bambini può autorizzare i loro genitori a utilizzare un vaccino nella cui preparazione sono state utilizzate linee cellulari di origine illecita, fermo restando il dovere da parte di tutti di manifestare il proprio disaccordo al riguardo e di chiedere che i sistemi sanitari mettano a disposizione altri tipi di vaccini. D’altra parte, occorre tener presente che nelle imprese che utilizzano linee cellulari di origine illecita non è identica la responsabilità di coloro che decidono dell’orientamento della produzione rispetto a coloro che non hanno alcun potere di decisione.
    Nel contesto della urgente mobilitazione delle coscienze in favore della vita, occorre ricordare agli operatori sanitari che «la loro responsabilità è oggi enormemente accresciuta e trova la sua ispirazione più profonda e il suo sostegno più forte proprio nell’intrinseca e imprescindibile dimensione etica della professione sanitaria, come già riconosceva l’antico e sempre attuale giuramento di Ippocrate, secondo il quale ad ogni medico è chiesto di impegnarsi per il rispetto assoluto della vita umana e della sua sacralità» [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, n. 89] .

    Piace a 1 persona

  3. La pandemia non è uno scherzo! La medicina non è sempre scienza esatta, ma è l’unica che che può vincerla. Dobbiamo per forza fidarci di lei se vogliamo uscirne senza scenari apocalittici. Se il 95% degli scienziati approva un vaccino esiste solo una opzione: dobbiamo vaccinarci tutti come atto d’amore verso la comunità.Non può esserci la libertà di contagiare gli altri.

    "Mi piace"

    • Mi sembra che lei non abbia colto il senso di questo articolo: dice che la pandemia è uno scherzo?
      Dice che chi non si vaccina vuole liberamente contagiare gli altri?

      Il vaccino è l’unica soluzione? Secondo lei come stanno curando In Israele il 60% di persone malate di covid e vaccinate con doppia dose? Usano medicinali lunari? Perché le terapie, che esistono, sono sistematicamente boicottate?
      Perché le voci degli scienziati critici sono silenziate?
      Dice che il 95% degli scienziati… le hanno fornito la statistica? Da quale fonte la ha appresa?
      E se pure fosse il 95%… Einstein, all’inizio, era solo nella comunità scientifica: la scienza non progredisce grazie a “maggioranze” ma grazie a un’indomito spirito di RICERCA E ONESTÀ INTELLETTUALE, fosse pure per merito di… … un solo scienziato.

      In fine: in Australia per covid sono morte un numero molto limitato di persone, per “vaccini covid” ne sono morte almeno il triplo: questo è un atto di amore?

      Piace a 1 persona

      • Mi devo fidare per forza della maggioranza degli scienziati, non di pochi che non hanno sufficienti prove condivise. Inoltre vi è una urgenza di intervento pena una vera catastrofe.economica e sociale. I vaccini hanno seguito tutti i protocolli giusti purtroppo per necessità in tempi troppo ristretti. E’ proprio la mancanza di tempo che ha impedito una valutazione chiara degli effetti ed eventuali problematiche sopratutto riguardo il tempo di durata dell’immunità . E’ un dato di fatto sempre ben dichiarato, mai taciuto.Lei conosce una cura diversa come alternativa condivisa? Io no. Il caso di Israele ha dimostrato come siamo ancora in allarme. Viene monitorato attentamente e siamo in attesa dei risultati. L’australia per conformazione geografica ha potuto chiudere ermeticamente le frontiere per diverso tempo. Poi ora si trova in grave difficoltà?E’ normale avere dei dubbi, ma mettersi alla ricerca di voci di scienziati discordanti è uno sport malevolo per noi. Di sicuro costoro vengono analizzati e considerati non sufficientemente attendibili.Infatti son ben conosciuti.Se poi ritiene che l’intera comunità scientifica nella quasi totalità è fatta da complottisti e disonesti lo può fare. Il problema è che la paghiamo tutti.

        "Mi piace"

    • E’ un atto d’amore anche squartare neonati per permettere la produzione di determinati vaccini?

      Piace a 1 persona

    • Vincenzo, facciamo chiarezza. La Scienza è una disciplina, non è una persona, perciò non possiamo “fidarci di Lei”, questa frase è priva di senso logico. La Scienza non è neppure Verità, come vogliono farci credere, non ha e non può avere un valore dogmatico, è solo un metodo, il metodo scientifico sistematizzato teoreticamente da Galileo, è cioè solo un metodo di indagine, punto.
      Forse intendevi dire che dobbiamo fidarci degli scienziati, ma anche questa è una frase priva di senso. Io mi fido di una persona che conosco; eventualmente mi fido di una persona che conosco e di cui mi appaiono evidenti la competenza professionale e l’esperienza in qualche campo dello scibile nel quale io invece non sono competente. Tuttavia, nessuno scienziato rappresenta la Scienza, né può parlare in nome di Essa. La Scienza – termine che deriva e rimanda ai più ampi Conoscienza e Sapienza – in quanto sapere acquisito, parla per sé stessa e qualunque persona mediamente elevata culturalmente è in grado di comprenderne il linguaggio e il messaggio. Certamente, la comunità scientifica ne è l’interprete in senso tecnico, ma i singoli scienziati messi in una stanza sono come le galline in un pollaio, non importa se la stanza sia uno studio televisivo o la sala di un congresso scientifico. Infatti dobbiamo intenderci su un fatto, cioè che la comunità scientifica non può essere alcuni personaggi dal curriculum dubbio ospiti fissi dei programmi generalisti, né una singola generazione di scienziati, ma la comunità degli scienziati nel suo insieme vista nel corso della sua evoluzione storica, perché scienza è sapere in divenire.
      Ora, in tutta questa vicenda dei vaccini a essere calpestata è stata proprio la Scienza e il metodo scientifico, e proprio da alcuni scienziati che si sono messi volgarmente a disposizione dell’informazione di regime e di interessi particolari dei grandi potentati farmaceutici che foraggiano la politica e e i mezzi di informazione di massa, ovviamente non per la Scienza, ma per il proprio tornaconto economico o per le proprie ambizioni carrieristiche o per la promessa di incarichi di potere. Prova ne sia che è impossibile è impossibile valutare le loro affermazioni in contraddittorio con altri scienziati di diverso parere, magari, o sicuramente, più titolati di loro. Ecco questo tipo di personaggi è proprio il genere di cui io non mi fiderei mai, quindi è addirittura offensivo chiedermi di fidarmi della Scienza se con ciò mi si vorrebbe anche far intendere che questi personaggi avrebbero l’autorevolezza di proferirne il Verbo, quando invece sono solo vacue comparse pagate per andare in televisione a snocciolare dati e a leggere veline con verità preconfezionate da qualcun altro.
      Tu dici che non può esserci la libertà di contagiare gli altri, beh, io sarei anche d’accordo, ma solo se riferito a persone così, che non solo hanno contaminato i pozzi del sapere scientifico, ma sono stati complici criminali di questa infame campagna vaccinale, spacciando per vaccino un siero di terapia genica sperimentale, presentandolo come unica soluzione alla malattia al solo scopo di negare ai pazienti cure esistenti ed efficaci, macchiandosi così della stragrande maggioranza dei morti per covid che con cure appropriate e tempestive si sarebbero potuti salvare (come dimostrano i dati dei medici che, violando le linee guida del Ministro Speranza, hanno curato migliaia di pazienti covid, evitando loro il ricovero in ospedale e la probabilità di morire al tasso offerto loro dalle statistiche governative).

      Piace a 1 persona

      • A me risulta che nella prima fase del contagio il medico che interviene tempestivamente può avere anche successo, nulla di più. Ma è sempre possibile in questo caos medico ospedaliero ? Non mi pare. Tutto il suo discorso può essere solo in parte essere condiviso da me. Non cambia la sostanza. Ora di quasi sicuro vi è solo il vaccino. Non vaccinarsi è contro il buon senso e contro la morale pubblica . Ne sono certissimo, e non vi capisco. Sarò limitato…può darsi.

        "Mi piace"

        • Ho scritto a Fulvio se ha tempo di intervenire. Sei un caro lettore di tanti anni di blog, Vincenzo, e per questo mi interesserebbe davvero tanto darti un piccolo supporto e contributo al riguardo, non certo per demolire certezze o minarle (no), quanto per magari rischiararti meglio la posizione di alcune fra le persone che ti circondano, in modo che si possa instaurare, non dico un dialogo, quanto meno uno sguardo distensivo di docilità reciproca.
          Farebbe bene a tutti, sono certo anche a te.

          Vorrei lo facesse Fulvio perché riconosco nell’amico filosofo un grado di pazienza e magnanimità davvero altissimo. Saprebbe cioè entrare nella questione con la delicatezza adatta e insieme con la decisione che – come sempre – le scelte morali impongono.
          Sarebbe cioè in grado, con una immagine che mi piace, di mettere la puntina sul disco senza far sentire alcun rumore, con quella sicurezza delicata necessaria per poter ascoltare buona musica al massimo grado e senza “rumori” molesti. 😉

          Ciao e grazie dei commenti e di essere passato. Un abbraccio.

          Piace a 1 persona

  4. Grazie grazie grazie grazie e grazie… Le frettolose semplificazioni fatte con l’accetta, in concomitanza delle quali si zittiscono (fino alla censura) innumerevoli voci di scienziati, medici, ricercatori… e filosofi morali… non sono degne di in buon intelletto e una buona sapienza.

    In Australia per covid sono morte un numero molto limitato di persone, per “vaccini covid” ne sono morte almeno il triplo: questo è un atto di amore?

    Piace a 1 persona

    • Vorrei altresì ricordare che un atto d’amore imposto con la forza si chiama stupro.

      Piace a 1 persona

      • una frase che per me non ha senso, mi dispiace ,in questo caso. Si può imporre un atto di responsabilità per il bene della collettività.

        "Mi piace"

        • Vincenzo, devi tener conto che di quei vaccini nessuno sa quali possono essere le reazioni avverse in cinque dieci anni. Si potrebbe trovare che uno su sessanta milioni di vaccinati muore per causa del vaccino. Cioé un italiano sarebbe sacrificato per salvare cento mila. Quello puó essere giusto in una morale utilitarisica, non nella cristiana. A meno che veramente sia la colettivitá tutta a rischio. In quel caso io la paragono alla guerra giusta dove lo stato puó mandare a morire una parte dei suoi cittadini per salvarsi. Ma mi pare evidente che gli stati non sono in pericolo per questa pandemia.

          "Mi piace"

        • Perché imporre vaccini non etici quando esistono quelli etici?

          "Mi piace"

  5. Ringrazio per i primi commenti e vorrei fosse chiaro l’intento dell’articolo: non si vuole scatenare i pro e i contro vaccino e nemmeno fare la gara fra effetti avversi (sconosciuti sia nel vaccino che nel long Covid), quanto mettere in chiaro cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica riguardo alle scelte morali in generale e quindi calarlo nello specifico di questo caso storico.
    Il tutto per far comprendere, con degni argomenti dati da una voce autorevole di un amico di vecchia data del blog, i motivi per cui si ritiene che alte cariche di varie istituzioni siano cadute in errore, dichiarando che solo una precisa scelta sia moralmente accettabile.

    Piace a 1 persona

    • Non è certamente mia intenzione “scatenare i pro e i contro vaccino e nemmeno fare la gara fra effetti avversi”, ma intendo semplicemente mettere in chiaro quanto il retto Magistero afferma:
      ” quando i ricercatori impiegano “materiale biologico” di origine illecita…
      è insufficiente il criterio dell’indipendenza formulato da alcuni comitati etici, vale a dire, affermare che sarebbe eticamente lecito l’utilizzo di “materiale biologico” di illecita provenienza…
      Quando l’illecito è avallato dalle leggi che regolano il sistema sanitario e scientifico, occorre prendere le distanze dagli aspetti iniqui di tale sistema, per non dare l’impressione di una certa tolleranza o accettazione tacita di azioni gravemente ingiuste…
      Leggi di questo tipo non solo non creano nessun obbligo per la coscienza, ma sollevano piuttosto un grave e preciso obbligo di opporsi ad esse mediante obiezione di coscienza…
      il pericolo per la salute… può autorizzare… a utilizzare un vaccino nella cui preparazione sono state utilizzate linee cellulari di origine illecita, fermo restando il dovere da parte di tutti di manifestare il proprio disaccordo al riguardo e di chiedere che i sistemi sanitari mettano a disposizione altri tipi di vaccini…”

      Piace a 1 persona

      • E’ certamente necessario che vi sia una forte pressione per un uso solo di sostanze lecite. Il problema specifico è compito degli scienziati e sul piano morale del Magistero che mi pare si sia già pronunciato. Mi pare che oggi ci sia abbondanza di cellule di laboratorio derivante da materiale lecito.

        Piace a 1 persona

      • il problema è che a rigore il vaccino è immunizzante e questo non lo è. Infatti tutto il discorso andrebbe applicato apriori sugli stessi “vaccini” anti-influenzali.

        In ogni caso poi stabilita la fascia di rischio, richiedere che anche altri si “vaccinino” è del tutto inutile oltre che possibilmente deleterio potendo favorire la resistenza di questo virus.

        Inutile ribadire che per il comparto sanitario è rimasto inalterato ossia del tutto incapace relativamente questi problemi:
        -dal ripristino degli ospedali fatiscenti + nuove aperture ( invece che chiusure )
        -la compera di attrezzi e tecnologie adeguate
        -l’aggioramento dei medici e degli infermieri in ambito batteriologico ed infettivologico + come anche l’aumento del loro numero
        -l’aumento delle terapie intensive misto al personale competente
        -il finanziamento di cure alternative che non solo è stato tarpato ma ne è stata anche negata la necessità impedendo ricerca e cure de facto con i farmaci già presenti o testati successivamente ( idroclossichina, ivermectina, plasma ed altre meno famose )
        -la nessuna campagna di salutismo dettata a suon di vitamina D, vitamina C, corretta alimentazione e sport all’aria aperta ( anzi denigrate ed anch’esse impedite )
        -una cattiva gestione delle cure domiciliari e della rete dei medici di famiglia che sono ormai soltanto degli impiegati a distanza
        -zero finanziamenti alla ricerca spesi soltanto per favorire la campagna degli pseudo vaccini

        Non si è fatto nulla. Ossia ad una prossima reale pandemia, realmente grave, il destino di tutti noi è la decimazione, non avendo imparato nulla delegando tutto alle terapie sieriche sperimentali.

        Alla luce di quanto ricordato che dovrebbe essere ovvio e che travalica la questione del conteggio politico delle statistiche relative, il discorso mette in evidenza che non “vaccinarsi” è un atto moralmente virtuoso per 2 motivi lampanti:
        a) essendo un campione di riferimento statistico necessario che sia inoculato, calcolando che nessuno nega i benefici della terapia, pur relativi, per sè e per gli altri, assumendosi il rischio il non vaccinato contribuisce al riscontro
        b) contribuisce a dover costringere gli stati a tener presente che tutte le cose sopra elencate vanno rinforzate e compiute.

        Per il resto gradirei si aggiungesse che parlare di scienza medica è appunto una truffa, come si potrebbe ugualmente dire per la scienza economica e la scienza giuridica.
        Ergo chi si affida a queste cialtronate è un buffone.

        "Mi piace"

  6. Vorrei solo ricordare che oggi in terapia intensiva 9 su 10 ricoverati sono di non vaccinati e sono in pericolo di possible morte! Tirate voi le conclusioni

    "Mi piace"

    • L’italia costituisce l’eccezione rispetto ad Israele, Gran Bretagna, Islanda che sono i dati che arrivano o slmeno sono stati resi pubblici.
      La percentuale di non vaccinati e vaccinati è , relativamente ad ospedalizzazioni, terapie intensive e morte, simile alla popolazione categoriale di riferimento a dimostrazione che con queste nuove varianti il vaccino è poco efficacie.

      Che in Italia si ritenga che siano solo i non vaccinati ad occupare tali luoghi è presto detto. Confessioni di medici dissidenti e circolari di non conteggio esplicite dichiarate ( per presunta carenza infettiva dei vaccinati li si considera negativi pur positivi e dunque espunti dal conteggio ).
      Sarebbe interessante sapere come funzioni in Spagna o Francia.

      In ogni caso rispetto ai paesi su nominati la situazione è curiosamente in controtendenza. Evidentemente i nostri vaccini sono migliori dei loro? Oppure i loro vaccinati sono deficienti?

      Capisca l’ironia, non mi interessa stabilire l’utilità della terapia preventiva genica. A me interessa la politica propagandistica.
      Si guardi i dati e si chieda anche lei un semplice “perché tale discrepanza”?
      Io la mia risposta la ho, essendo il nostro un paese oltremodo conformista ed individualista, i medici non sono esenti da tali piaghe…

      "Mi piace"

    • Premesso che non curare prima di arrivare alle terapie intensive è stata una scelta politica pro vaccini non etici (vedi i miliardi donati dagli stati a determinati produttori di vaccini),
      anche quelli che non bruciavano incenso all’imperatore erano in pericolo di morte.

      "Mi piace"

    • Caro Vincenzo, provo io a tirare le conclusioni: oggi finisce all’ospedale intubato solo chi segue le linee guida del ministro (senza) Speranza basate su tachipirina e vigile attesa, e, come dici tu, con grave pericolo di morte; o, se la sfanga, con la certezza di tornare a casa con danni permanenti come la fibrosi polmonare, con gli omaggi del ministro.
      Se non ci fosse il divieto per i medici di base di visitare i propri pazienti, e se fosse riconosciuto il diritto alle cure come Costituzione prevede, e non venisse imposta con un atto amministrativo la cura killer della tachipirina e vigile attesa (cioè lasciare che la malattia si sviluppi indisturbata fino rendere impossibile respirare), boicottando invece le cure efficaci validate da migliaia di guarigioni, beh, se tutto questo, semplicemente non ci sarebbero più ricoveri in terapia intensiva. Ma, allora, come potrebbe il coniglio mannaro che siede al ministero della salute perpetuare l’emergenza sanitaria per imporre l’obbligo vaccinale? Non potrebbe, è questo il punto. Il punto non è combattere il virus per vincere l’emergenza, ma perpetuare l’emergenza per imporre la vaccinazione a tutti, anche ai neonati.

      "Mi piace"

      • Giurista elegante, pacato e preciso ( e non un pizza e fichi ) che enuclea qualche problema oltre ai giusti appunti di Stefano

        "Mi piace"

      • Io non ho sicurezza in nessun caso. Non so come si sono curati, non so le loro condizioni pregresse, non so le prognosi, non so le diagnosi, non so le terapie seguite, non so se erano già malati, non so se erano sanissimi, quali farmaci prendevano, che vita facevano. E nemmeno so come sono stati conteggiati nella statistica e se si è proceduto a conteggiarlo come morto per Covid o con Covid. Si procede a numeri senza approfondimenti e tali approfondimenti non esistono. Questo è il dramma: anche a cercarli, non esistono!
        Pertanto chi non li ignora deve procedere per ideologia: chi li accetta li estremizza, chi non li accetta, li minimizza. Entrambi senza prove concrete.

        Sigh.

        Piace a 2 people

        • Infatti, questa materia a livello prudenziale è altamente opinabile.
          Ognuno, a questo livello, deve avere il diritto di scegliere in coscienza come insegna la Chiesa e lo Stato ha da rispettare la libertà delle coscienze.
          Per noi cattolici la cosa è più semplice: dovuto alle modalità di produzione, di ricerca e di test dei varî vaccini e terapie geniche ancora sempre incluenti aborti possiamo solo dire no. (Argomentario -》articolo seguente)
          In Pace

          "Mi piace"

          • Anche lì Simon, capisco la questione, se ne è parlato, ma non sarei così risolutivo poiché la nota della Congregazione parla chiaro e, seguendo il ragionamento che Fulvio stesso qui ci ha dispiegato, uno può seguirla per buona obbedienza e seguendo la virtù, come uno può criticarla con malevolenza e senza virtù. E non mi pare sia relativismo morale.
            Tant’è che Fulvio non dice “farsi il vaccino può essere atto d’amore TRANNE che per i cattolici”. Ma parliamone 🙂

            "Mi piace"

            • Certo Carissimo, il fine di un blog è di parlare e scambiare.
              Come hai ben capito ed ho spiegato nel post successivo a questo, il livello prudenziale proposto da Fulvio è eccellente per un non cattolico o anche per tutti se non ci fosse questa problematica dell’aborto che primeggia moralmente sull’aspetto meramente prudenziale.
              Quanto a citare la CDF, non si può fare visto che abbiamo dimostrato per l’appunto che su questo punto essa non insegna quel che la Chiesa insegna: quindi è un argomento inoperante in questo contesto.
              Già mi si dimostri che gli argomenti portati nell’articolo successivo a questo siano errati su questo punto.
              In Pace

              "Mi piace"

        • Non sono d´accordo i numeri (e anche abbastanza “duri” come si dice) ci sono. Ma contraddicono la versione ufficiale. E sappiamo quando i numeri contraddicono le versioni ufficiali peggio per i numeri.
          Basta cercare la mortalitá totale 2020 vs anni precedenti per provincia e i dati di letalitá del COVID-19 per fascia di etá del ISS.

          "Mi piace"

  7. Il 95% degli scienziati del passato dicevano che il Sole si muoveva!!! Galileo fu messo a morte. E dopo finalmente si scoprí che Galileo aveva ragione. Caro signore, chi ha vissuto nel mondo della scienza sa benissimo che ciò che oggi è affermato con sicurezza può venire confutato all’indomani. Lei crede nella Scienza ma appunto la scienza non è perfetta e la sua imperfeziobe la stanno paganfo tutti quelli che credono alla scienza e non vedono gli interessi delle aziende farmaceutiche. Ci sono metodi di guardigione dal covid che son stati boicottati e dottori che son stati silenziati. La Scienza permette questo? Allora spero che la scuenza sia superata da qualcos’altro perchè in questo modo sta facendo davvero tantissimi danni. 😔

    "Mi piace"

    • Per favore, non ripetiamo ciecamente le menzogne storiche: Galileo non fu messo a morte, ma fu condannato: 1. agli arresti domiciliari presso le ville di principi e cardinali; 2. alla recita dei salmi penitenziali, recita che delegò alla figlia suora.

      Piace a 2 people

    • veramente so che la comunità scientifica era semplicemente divisa a metà. Lutero, ad esempio, era contro Galileo.Galileo non aveva le prove scientifiche, semplicemente volle imporre le sue idee sbeffeggiando da buon toscano chi gli era contro creando un clima di rissa perpetua. La Chiesa dovette intervenire per sedarla. Galileo si comportò nel processo malissimo, negando addirittura che volesse imporre le sue idee cosa che fece in infuriare la Commissione la quale fece analizzare i suoi scritti e decise la condanna senza considerare l’errore di richiesta di una abiura non necessaria . Comunque il caso Galileo è stato montato ad arte dagli avversari della Chiesa. Ti consiglio di leggere il libro di Rodney Stark ” False testimonianze” storico protestante battista che, pur educato a denigrare per la sua fede la Chiesa, con rigore documentale smonta le grosse falsità dette e scritte contro la chiesa.

      "Mi piace"

  8. Piccola nota: Fulvio ha letto tutta la presente discussione, dopo la mia segnalazione a seguito del commento di Vincenzo e ha deciso di scrivere un nuovo articolo nel quale risponderà alle varie domande e alle questioni sollevate. Lo ringrazio qui pubblicamente e attendiamo sue buone nuove.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: