Franco Nembrini – L’uomo è rapporto, il rapporto è generosità

nembrini“Insomma, ecco cosa risponde Cacciaguida a Dante preoccupato sulle possibili ripecussioni della pubblicazione della sua Comédia: diciamoci la verità, la pagherai! Dio ti ha concesso l’infinita grazia di questo viaggio per dir la Verità. E per aiutare gli uomini a correggersi e cioè a viver bene e cioè ad essere un pò più felici di quello che sono. Ciò che ti è dato è dato per un fine.

Ultima riflessione: il fatto che ciò che ci è dato, è dato per un compito preciso è veramente legge della vita. Provate a pensarci se non è vero, sia nel bene che nel male.

Lo dicevo sempre a scuola: l’uomo non è individuo a sé, è rapporto. Ed è così vero che siamo rapporto che quando facciamo una cosa cattiva come un peccato, non ci possiamo accontentare di parlare interiormente con Dio, perché – diciamocelo – ci si sente perdonati davvero quando uno in carne ed ossa ti dice: “Franco, ti perdono. Nel nome di Cristo vai che ti perdono”.  […] E’ il contrario dell’obiezione che di solito viene sollevata: “Basto io, chiedo scusa da solo io a Dio”…. è una scemenza! […]

L’uomo è uomo perché è rapporto. E funziona così sia per il male, come nel peccato e nella confessione, che per il bene. Un esempio per quest’ultimo caso. Dicevo spesso ai ragazzi: immaginate un naufrago su di un isola completamente deserta, come quegli isolotti con palma da vignetta. E’ una situazione da disperarsi, un anno, due anni… Bene, ora immaginate se a costui, dopo 10 anni che gira come un criceto, capita la vera e propria disgrazia di trovare un tesoro: quello si ammazza! Perché dai, la prospettiva di vivere la vita che gli resta, su un’isola deserta, con un tesoro inutile ti fa salire un nervoso che come minimo ti impicchi…
Si ride, ma capite che è una disperazione? Anche il bene, se non lo condividiamo, ci marcisce in mano e ci fa marcire la vita. La cosa grande della vita vissuta bene invece è che tutto quel che dai, ti ritorna “cento volte” (come promesso da Nostro Signore) e ti ritorna vero.

Ecco la missione cristiana, la missione di chi è morto per Cristo (come Cacciaguida) e ci ha guadagnato! Anche le amicizie di cui godo, come il bene dei miei genitori di cui ho goduto da bambino, son fatte per essere lasciate.
Genitori, il compito vostro è lasciare i figli! Così come il compito del figlio è lasciare quel luogo sicuro, pieno di bene ed andare nel mondo a rifare quel che ha vissuto, anzi in modo migliore se si riesce. Allo stesso modo una amicizia grande. Ho un fratello che, per aver cenato una volta nel posto sbagliato, è finito missionario in Kazakistan nei difficilissimi primi anni ’90. Mi son sempre chiesto “chi glielo ha fatto fare?”. Avrebbe potuto restare a Bergamo a fare del bene, no? Nella sua comunità, nel suo seminario, con i suoi amici preti, la sua gente, la sua famiglia… e invece prende armi e bagagli e va in Kazakistan, lasciando proprio quegli amici che gli testimoniavano la fede. Beh, aveva capito che tutto quello che gli era stato dato qua, andava in qualche modo comunicato e condiviso laddove ce n’era più bisogno.

E allora ecco spiegato perché Cacciaguida che dice a Dante: “non farti tanti scrupoli e canta la Verità di tutto quello che hai visto, compreso il mare di bene che ti sta riempiendo gli occhi ora, raccontalo perché la gente ne ha bisogno. Ed è per questo che ti è stato dato!”

Nembrini, Franco. Nel mezzo del cammin – Puntata 30 – Canto XV, XVI e XVII del Paradiso. Video on line

Con questo aforisma si conclude, per ora, la nostra serie di aforismi del prof. Nembrini che possiamo ironicamente chiamare “Un sabato con Franco e Dante”. Grazie a tutti per averla seguita e spesso commentata positivamente.

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Categorie:Aforismi

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23 replies

  1. “Facciamo l’uomo a Nostra immagine, a Nostra somiglianza…”
    Dio è rapporto d’Amore: l’uomo è stato fatto per i rapporti d’amore.
    Se i comportamenti umani non sono finalizzati ai rapporti d’amore si ha il male ed il peccato.

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    • Finché ci ricordiamo che l’amore vero consiste a perdere la propria vita a favore dell’amato, penso che siamo tutti d’accordo.
      E allora qualunque ricerca dei propri piccoli conforti e meschini piaceri individualistici dove non moriamo a noi stessi per il bene supremo dell’amato diventa chiaramente male e peccato.
      In Pace

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      • Meglio dare che prendere; ma talvolta può esserci più umiltà nel ricevere che nel donare. (S. Kierkegaard)

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        • Forse.
          Ma dare la propria vita è possibile solo all’umile.
          In Pace

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          • Credo che il fine non sia secondario: dare la vita per amore della jihad non credo sia un bene.

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            • Il fine è la persona amata.
              Non vedo la relazione con la jihad che già una persona non è.
              Come se quando ad uno che ti afferma “i papaveri sono rossi” tu rispondessi “salvo che gli iris sono blu” …
              In Pace

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            • Io credo che Dio sia persona plurale (Dio è Padre, è Figlio, è Spirito Santo); e tu?
              Perché un mussulmano non dovrebbe vedere in Allah una sostanza individuale di natura razionale?

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              • Perché non è la sua fede! Allah non è razionale per il musulmano e non ha una volontà definita: è aldilà di queste categorie secondo lui; di certo non una persona
                In Pace

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              • Per quanto ne so io, premesso che Maometto mediò il concetto di Allah dall’ebraismo e dal monofisismo cristiano, da quello che c’è scritto nel Corano non si può assumere posizione né a favore della trascendenza né del personale: da alcune sure del tempo di Medina e da molte del primo periodo si ricava infatti l’idea di un Allah cosi personale che è addirittura dentro di noi.
                Affermare che la fede dei mussulmani in Allah sia univoca sarebbe solo una generalizzazione in quanto i mussulmani spaziano dal personalismo dei Sufi alla pura trascendenza di taluni integralisti.

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              • Non ti preoccupare, Lorenzo:: al Lah è puramente trascendente nell’ortodossia musulmana.
                Ad ogni modo come ben dici chi si fa saltare in aria per la jihad sono i fondamentalisti, i quali condividono l’opinione musulmana mainstream, lo dici tu stesso, che al Lah non sia personale. Ergo confermi quel che ti ho detto all’inizio di questo sotto thread e cioè che non muoiono per amore di una persona.
                QED
                In Pace

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              • Se io ritenessi, come ritengono oggi moltissimi jihadisti, che l’attuale superiorità occidentale nei confronti dell’islam sia dovuta al fatto che le nuove generazioni mussulmane non si attengono più alla lettera del corano e fossi disposto a sacrificare la mia vita per il ritorno ad una interpretazione più fedele al testo cosicché la benevolenza di Allah porti nuovamente le future generazioni di mussulmani essere superiori ai dissoluti occidentali, muoio o no per le persone che amo?
                Il rapporto di generosità, come ben evidenzia l’articolo, è connaturato all’uomo stesso ed è proprio facendo leva su di esso che taluni utilizzano le masse per i loro scopi: ti suggerisce niente il risorgimentale “chi per la patria muor vissuti è assai”?

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  2. @Lorenzo chi si fa esplodere forse ha come fine l’amore per Allah ma di certo non ha l’amore per il prossimo, e l’amore per il prossimo è il rapporto “per eccellenza” scelto dal Signore. Se non amiamo il prossimo amiamo sempre il nostro fine non quello del Signore.

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    • “Sapete che è stato detto: Ama i tuoi amici e odia i tuoi nemici. Ma io vi dico…”
      I mussulmani seguono gli insegnamenti dell’AT non “reinterpretati” dalle parole di Gesù e rivolgono il naturale rapporto di generosità, connaturato ad ogni essere umano, solamente verso gli amici, non verso i nemici occidentali, crociati o nazzareni che siano.

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      • E bisogna poi sperare di rientrare tra i loro “amici” pur essendo mussulmani, visto che taluni non disdegnano neppure stragi “fratricide”…

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        • Il “piacere” dell’odio “ha natura sì malvagia e ria, che mai non empie la bramosa voglia, e dopo il pasto ha più fame che pria”: se non ci sono nemici a portata di mano vanno bene anche gli amici…

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      • Io ero convinto che i mussulmani seguono il Corano 🙂 Io non biasimo chi ama solo gli amici, e comprendo che chi ama possa odiare i nemici, questo è… come dire… naturale, fin troppo 🙂

        Se il Signore dà la grazia di far comprendere che tutti hanno come fine l’amore di Dio, come si può pensare che ci sia un solo uomo che non sia prossimo?

        Chi muore facendosi esplodere per uccidere il prossimo e allo stesso tempo spera che il suo gesto sia segnato dall’amore non muore per le persone che ama (e che con il suo atto dimostra di non amare) ma per quelle che odia. Non muore per amore ma in odio.

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        • Amore e’la parola piu’abusata dalla nostra letteratura. L’amore come oggi e’inteso non e certo l’agape di cui parlano i Vangeli. L’ amore romantico, da Werther a Byron in poi e’poi l’antitesi o quasi dell agape. E’quello che uno scrittore ha chiamato egoismo a due. Anche Werther da’ l a vita per l’amata ma nell’amore romantico non c’e’nulla di sacro solo un erotismo invertito come ha bene descritto Mario Praz ne La carne, la morte, il diavolo.
          I rinascimentali giustamente distinguevano anche nei loro dipinti fra amor sacro e amor profano, vedi Raffaello. Oggi si da un gran calderone e un a gran confusione. Oggi quando si dice che Dio e’amore molti prendono questa affermazione come equivalente del “volemose tutti ben o come mi ha detto un gay se Dio e’ amore ogni tipo di amore e’giustificato.
          Come anche le gerarchie cattoliche mostrano c’e’oggi una gran confusio e si tende a fare di ogni erba un fascio.Per questo credo che oggi in teologia non ci sia parola piu’pericolosa ed ambigua che amore.
          Il serpente si e’appropriato, dialetticamente, di vari tipi di amore e oggi si potrebbe anche affermare che l’Anticristo e’amore.

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          • Socrate raccomandava di non cercare la malattia nei ragionamenti ma in noi. Se “amore” è una parola abusata dobbiamo non pensarla più? Dobbiamo.. dimenticarla? Se ci rendiamo conto che è abusata allora dovrebbe essere chiaro quanto sia esseziale. Dunque perchè stare zitti di fronte all’abuso, soprattutto quando abbiamo la grazia di Cristo? Se il serpente se ne è appropriato dialetticamente perchè non rifarci al Logos a cui appartiene e a cui rispondere?

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        • La moderna psichiatria ha accertato che l’odio ha anche conseguenze psicosomatiche: sembra quasi che Chi ha creato l’uomo sia venuto a correggere alcune errate “norme di funzionamento” mal comprese dalla sua creatura.

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