Intervista a Fulvio Di Blasi, direttore del TICenter – 01

in disputa!

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Come accennammo nel primo articolo del TICenter, dedicato alla figura di Hook e pubblicato ad ottobre 2016, è da tempo in preparazione una lunga intervista al direttore del Centro prof. Fulvio di Blasi. Finalmente abbiamo avuto il tempo di incrociare i nostri cammini col suo e disputare su alcune questioni importanti. Ne è uscito un ricco, lungo, denso dialogo che pubblicheremo a puntate, per ovvi motivi di leggibilità. Verranno affrontate questioni cardine come l’importanza del tomismo oggi, il pensiero unico o la necessità del ritorno alla legge naturale e alla morale: tutti argomenti di grande attualità e di importanza capitale per la comprensione del mondo post-moderno. Non resta che augurarvi buona lettura!

SIMON: Sono presenti online alcune interviste rilasciate a testate come Il Timone e Nuova Bussola Quotidiana, pertanto le domande che vorremmo porti vorrebbero tentare un approfondimento del presente, anche pratico. Questo soprattutto per comprendere le motivazioni di fondo che vi hanno convinto della necessità di creare una università Online che facesse capo ad una realtà come il TICenter . Ma prima una domanda d’obbligo: cosa è il TICenter? E’ già possibile accedere all’Università o ascoltarne delle lezioni? Sarà anche possibile porre domande ai professori? E davvero dunque ci si potrà laureare “online” con tanto di crediti? E fra quanto a vostro dire?

FDB: Intanto, prima di qualsiasi altra cosa, ne approfitto per ringraziarti di questa intervista, che mi lusinga, ma che è soprattutto un ottimo servizio culturale al progetto che dirigo. Poi una precisazione: il nome dell’università non è ancora stato deciso. Si ipotizza “Thomas International University” ma abbiamo ancora del tempo per prendere una decisione in proposito. Il Thomas International Center (TIC) è un’organizzazione non profit americana nata dalla collaborazione tre me e altri studiosi e professionisti cattolici che avvertivano l’esigenza di recuperare un’idea più autentica di università cattolica. Il progetto università è l’obiettivo principale di lungo periodo ma non esaurisce le attività del Centro che includono collaborazioni con altre università e centri di cultura, l’organizzazione di convegni e seminari, pubblicazioni, ecc. Il Centro ha avuto sedi provvisorie in diversi luoghi degli Stati Uniti ma si è adesso stabilizzato nella capitale del North Carolina, Raleigh, dove c’è il famoso Triangolo della Ricerca con la Duke University, la NCSU (North Carolina State University) e UNC (University of North Carolina). A queste università se ne aggiungono tante altre più piccole, oltre a un notevole parco di ricerca formato da aziende private. Il Research Triangle è il posto con la maggiore percentuale di dottori di ricerca per abitanti rispetto a tutti gli Stati Uniti ed è uno dei centri di maggiore sviluppo economico del paese (oltre ad essere al top in termini di paesaggi e clima quasi mediterraneo). Insomma, non lo abbiamo scelto per caso. Negli ultimi anni abbiamo organizzato diverse attività in collaborazione con i centri universitari locali e anche con aziende interessate all’etica e alla promozione della cultura.

L’università online è il nostro obiettivo intermedio perché poi abbiamo in programma di avviare anche alcuni corsi di laurea residenziali però con una formula più competitiva che sappia sfruttare anche le nuove tecnologie online per affiancare i sistemi di insegnamento tradizionali.

In questo momento stiamo producendo i corsi che serviranno per l’avvio dell’università. Alcune lezioni le si può vedere gratuitamente in un portale TV che abbiamo inizialmente creato per motivi promozionali, per presentare il progetto universitario, ma che ha poi avuto un riscontro tale tra i nostri sostenitori che abbiamo deciso di tenerlo in vita come attività a sé stante e addirittura di arricchirlo con video più informali rispetto alle lezioni accademiche. Entro il 2017 completeremo il portale universitario vero e proprio e inizieremo ad offrire la possibilità di seguire i corsi online a chiunque voglia farlo. Il nostro accreditamento specifico come università richiederà qualche anno. Tuttavia, abbiamo già partner universitari che vogliono collaborare con noi e dare crediti ai nostri corsi. Nei primi anni, a partire dal 2017, i nostri corsi verranno quindi accreditati da altre università che aggiungeranno i nostri docenti al loro corpo docente e inseriranno i nostri corsi nel loro sistema. Inoltre, i nostri corsi saranno disponibili per l’aggiornamento professionale (o per l’edificazione personale) a chiunque voglia seguirli. In questo caso, la nostra organizzazione rilascerà dei certificati a chi completerà i corsi che intende seguire. Sì, certo, frequentare i corsi significherà lavorare online e interagire con i professori come si fa in tutte le università online che si rispettano.

MINSTREL: Seguo quasi quotidianamente i tuoi daily insights, lezioni brevissime di pochi minuti nelle quali dispensi delle riflessioni filosofiche chiare e acute con riflessi sulla contemporaneità. Ho notato che spesso parli del cambiamento avvenuto in seno alla cultura e società europea dopo Cartesio e in effetti il dualismo che si riscontra in molte ideologie che oggi vanno per la maggiore (penso ad esempio allo gnosticismo di ritorno dei gender studies) sembra derivare dai dualismi cartesiani, mai veramente sanati né (diciamocelo una buona volta) sanabili. E per questo che punti molto su questo filosofo? Che ne pensi?

FDB: Sono davvero lieto che ti piacciano i miei daily insights. L’idea di questi video è venuta da una riunione in video conferenza con diversi amici consulenti in cui si discuteva dal fatto che la promozione culturale del progetto non poteva basarsi soltanto su lezioni universitarie. Si è rivelata una scelta vincente. Per la verità, ultimamente mi sono concentrato su Cartesio perché, tra le altre cose, sto lavorando a un corso sulla filosofia moderna, e ovviamente Cartesio rientra nelle prime lezioni. Hai ragione però a dire che ci sono motivi anche meno contingenti per farlo, sia personali che legati al Thomas International Center.

Io sono uno studioso di San Tommaso e mi preme recuperare una visione della cultura e del sapere che l’umanesimo e l’inizio della modernità hanno disprezzato e rifiutato. Ormai è indiscutibile che Tommaso, più che nei secoli bui, viveva e incarnava uno dei periodi di maggiore splendore e progresso della civiltà occidentale: il periodo del rinascimento medievale, come ad alcuni piace chiamarlo, in cui nasce l’università, in cui la cultura e il commercio diventano internazionali, in cui rinasce lo studio del diritto, nasce il diritto processuale, ecc.

L’inizio della modernità è un periodo soprattutto di rivoluzioni ideologiche e politiche. I pensatori di inizio modernità, per quanto innovativi e interessanti, sono dei nani rispetto a un pensatore come San Tommaso, e lo dico senza alcuno spunto polemico. Studiare Cartesio, Hobbes o Rousseau è facilissimo rispetto a studiare Tommaso, le cui analisi su tanti aspetti della filosofia guidano ancora interi campi di ricerca. Qualunque persona istruita è in grado di studiare Cartesio in un decimo del tempo necessario a studiare un centesimo del pensiero di Tommaso. Sono pronto a fare esperimenti con chiunque in proposito, studiosi e studenti. Un esempio per tutti. La teoria dell’azione di Tommaso, con i concetti di scelta, comando, intenzione, atti eliciti, oggetto, circostanze, natura del volere, atti esterni e interni richiede infinitamente più tempo per essere capita anche nelle linee più generali di quanto ce ne voglia per diventare un esperto di un autore come Cartesio. Un settore enorme della teoria dell’azione contemporanea di matrice analitica, a partire da Elizabeth Anscombe dipende fondamentalmente dalla reinterpretazione del concetto di intenzione di Tommaso (che è uno dei tanti che compongono la sua teoria dell’azione e un piccolo elettrone nell’universo del suo pensiero). Uno dei motivi per cui alcuni autori sono popolari, in fondo, è che sono facili e semplici da leggere ed “esaurire”. Gli autori di inizio modernità spesso hanno una o poche idee guida intorno a cui ruota tutto il loro pensiero. Cartesio è come andare a vedere un film. Per Tommaso ci vogliono almeno nove mesi di pre-produzione, poi si avviano lunghi periodi di riprese, e infine saranno pochissimi a trovare i soldi (i talenti) per godersi il film. Eppure, Cartesio segna un cambio epocale nell’approccio alla filosofia con cui chiunque voglia rileggere Tommaso deve fare i conti. Quindi sì, Cartesio e la filosofia moderna costituiscono un confronto dialettico inevitabile. E sì, Cartesio ha generato un dualismo di cui è difficile liberarsi e di cui si alimenta lo gnosticismo. Io sono ottimista però. Le ingenuità della ragione illuminista e il periodo delle idee semplici (chiare e distinte) è finito. Il mondo di oggi è complesso e gli studiosi tendono a non sottovalutare nulla. È anche per questo che c’è una notevole rinascita di studi su Aristotele e Tommaso, perché sono autori complessi, aperti (nel senso che rifuggono i semplicismi dei “sistemi” della filosofia moderna) e dalle cui analisi si riesce sempre a trarre intuizioni nuove per leggere la contemporaneità.

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Categorie:Filosofia, teologia e apologetica

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5 replies

  1. Mai letta una apologia così nitida, “chiara e distinta” del nostro pensatore di riferimento. Fenomenale l’onestà del prof. Fulvio (lo ricordo, studioso e filosofo di fama internazionale) con la quale dichiara che Tommaso è un gigante fra tanti nani moderni esaltati da menti in cerca della semplciità.
    Preparerò dei meme da far girare nel web con alcune sue frasi, potentissime! Grazie Fulvio!

    PS: inoltre mi ha ddato coraggio. Ci son momenti in cui studiando Tommaso son preso dallo sconforto, non capisco quasi niente, devo riprendere dei concetti che nemmeno conoscevo l’esistenza, devo rileggere venti volte, cercare lezioni che mi spiegano un passaggio. Altri autori invece lisci come l’olio. “Perché?” mi chiedevo e nemmeno mi proponevo la soluzione più semplice a questo dilemma: perchè alcuni pensieri sono banali casupole rispetto alla cattedrale tomista. Stop. Wow…

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    • Già e nessuno si sognerebbe di dire di lasciar perdere, chessò, la meccanica quantistica perché troppo complicata …

      In realtà, conoscere il reale necessita lavoro serio perché è una cosa seria: quel che non accetteremmo mai in un discorso di stampo popperiano perché dovremmo accettarlo nello scrutare il reale nella sua “sostanza”? Perché la mediocità intellettuale dovrebbe offrirmi più accesso al reale che un discorso profondo ed attento?

      In Pace

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  2. Ciao a tutti,
    ho dato un’occhiata all’articolo e sembra interessante: appena ho un momento più libero me lo leggo con calma.

    (Scusate inoltre la prolungata assenza)

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  3. eccellente.

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