Radio Crocevia: la playlist dei capolavori (Giovedi santo) – 05

zuzenean

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In memory to “il desiderio di Claudio di saperne di più
che dopo aver visto cosa ha creato si sarà certamente nascosto”

 Legenda

Minstrel

Franz

#regia

SIGLA

“Sei un cristiano e non hai mai sentito ‘sta roba qua? Nun va bbene.
Sei un appassionato di musica e non sai chi è quell’autore lì? Devi rimedià!
Sei un cattolico quindi non ascolti Bach? Ba(c)h!
Sei un ortodosso e dal 1100 non ti sei più mosso? Nun fare il gradasso!

Nooononononoooooo Nun fare il graaadaaassoooo!

Sei un tradizionalista e pensi che dopo Palestrina la musica è andata a rotoli? Nun fammé ridè!
Sei quello che Frisina è il non plus ultra dei sacri moderni? Ti prego, dimmene ‘n’altra che me faaai mmorì!

Dundaduuun dadaaaaa me faaaiii morììììì!
Dundaduuun dadaaaaa me faaaiii impaziiiiiiiiiiiiiiiiii!!!”

PUNTATA

Puuuntatissima pasquale che lévati!

#Salve.

Torniamo dopo un bel pò di tempo a solcare  queste pagine web con la musica sacra migliore di tutti i tempi passati, presenti e futuri!

#Questal’hogiàsentita…

E naturalmente visto il periodo mooolto particolare, la nostra radiolina suonerà cose… cose? Dai, rispondete! Cose?!

#bellesispera

Cose… ma come si fa a chiamare le composizioni che andiamo a presentare come COSE!?

#brao,dighel

Ma sai Franz, sono tempi difficili

Difficili? Ma se sono quasi tutte in 4/4!

#brao,dighel

No, non ci siamo capiti, lo dico per dare un taglio alla solita solfa che…

SOLITA SOLFA a CHI?! Ma ti rendi conto che stai demolendo quel sublime capolavoro che è il
victimae paschali del codex la huelgas dal quale…

#brao!!!dighel!!!

Ehi ehi ehi ehi aspetta! Ok, visto che oggi ad ogni parola nasce un fraintendimento, mi darò al silenzio completo che in certi casi è davvero d’oro, rispetto poi a certa musica che…

Che cosa?! Che scelgo io?!? AAARGH, la besteeeemmiaaa!

#l’improperio!

L’ingiuuuria!

#L’insultoinsulso!

Seee, la contumelia insolente che offende oltraggiosamente per vilipendio e villania! Ma vi rendete conto cosa dite o siete sordi?!

SOOORDIIII??!!

#CosacentraAlbertoadesso?

Noi, sordiiii!??!

#No,ioregia,nonAlbertoSordi…

Seee, BONANOTTE! (se ne va sbattendo la porta. Silenzio)

Minstrel? Minstreeel?

#…

Non ci credo…

#holelacrimeagliocchi

incredibile

#cel’abbiamofattaaaa!!!

Bingo, ora possiamo davvero gestire la situazione in modo professionale, pronta regia?

#vaifranza!

Cambio microfono e mi metto su quello di Minstrel.
Ora vi diremo cosa succederà. Cambio radicalmente l’intero assetto della Radio e per l’evento straordinario che è la Pasqua propongo 3 micropuntate, ognuna con un brano dedicato al giorno in cui uscirà!

#come?manonpuoi!

Silenzio! In più cambio radicale di impostazione. Basta con queste banali ironie, questi botta e risposta insulsi che travalicano l’aspetto puramente musicale del…

#maèvolutoperchéc’èilcontrastofra…

SILENZIO!

#… (rumore di una porta che sbatte)

Ehm, molto bene. Dunque dicevo: a mio avviso il periodo necessita di un precisa gravitas, di savoir-faire meditativo, di una serietà decisa. E così sarà. Poi si vedrà.

1.

Giovedi Santo.

Non potevamo che pensare ai responsori di Gesulado, che già trattammo tempo fa, e alla loro propensione al mistero. È una raccolta intricata, senza una vera forma (stiam parlando del Principe, accidenti…), lontanissima da opere simili di altri artisti.
I cicli della settimana santa di DeVictoria, di Gallus, di Ingegneri o di Palestrina (per citarne alcuni), sono legati da una vera e propria uniformità: i mottetti che li compongono sono legati da tratti comuni, tesi a dare quella continuità che farà evolvere il gusto, nei secoli successivi, per composizioni unitarie, vedansi i vari Oratori e le Passioni.
I brani del ciclo di Gesualdo condividono esclusivamente l’approccio fortemente emotivo e drammatico al testo – chiaramente l’autore, noto per il larghissimo respiro della sua concezione armonica, ci sguazza alla grande. Prevalgono i momenti contrastanti, le soluzioni improvvise e repentine che lasciano l’ascoltatore in balìa delle emozioni suscitate dal testo e con così disarmante schiettezza evidenziate dalla musica.

Il  brano scelto – tristis est anima mea – è una parafrasi del Vangelo secondo Matteo (26:37-38,51,56) in cui il discorso diretto di Gesù esprime tristezza “fino alla morte”, invita a sostenere la sua anima e a vegliare: questa mestizia è rappresentata nella prima parte, con un incipit per aggregazione nel quale la tensione monta con l’aggiungersi di ogni voce, apparentemente dissonante ma che in realtà conduce ogni volta in spazi nuovi e spiazzanti. Per Gesualdo non c’è pace nella stasi armonica, solo una continua evoluzione, irrequieta e repentina, può mirare ad un fine – che sia la stupenda cadenza plagale o, a livello figurato, il compiersi della profezia.

E proprio profetica è la seconda parte del responsorio: la repetenda, in un susseguirsi di imitazioni strette, dipinge alla perfezione il passaggio testuale di “Vos fugam capietis”, mentre il versus “Ecce appropinquat horam” è un ultimo spazio meditativo nel quale la musica sembra quasi esprimere sentimenti contrastanti di rassegnazione e determinazione: un commovente slancio mistico di Gesualdo, con la sua straordinaria tavolozza musicale, prima della vigorosa repetenda conclusiva.

Buon ascolto!

A domani!

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Categorie:Sacra Arte

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