Nonna ignota – Metafisica tommasiana in due parole

Francesco racconta di un’anziana donna che aveva confessato quando era vescovo ausiliare a Buenos Aires, durante una messa celebrata all’aperto in presenza della statua pellegrina della Madonna di Fatima. «Mi disse: “Tutti abbiamo peccato, ma il Signore perdona tutto”. E io: “Nonna, e lei come lo sa?”. Mi rispose così: “Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe”.» «Ma nonna, forse lei ha studiato alla Gregoriana?»,

Tornielli, Andrea, I fioretti di Papa Francesco, Piemme, Milano, 2013, pag. 24
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Categorie:Aforismi

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12 replies

  1. La creazione quale azione continua di Dio che mantiene costantemente il mondo nell’esistenza… in due parole!

    Mi viene da chiedere, di nuovo: chi è “Chiesa Docente”?

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  2. Incredibile parabolico funambolico piroettante Tornielli, Le metamorfosi di un giornalista.
    Sul sito dedicato al libro leggo:
    “C’è il papa che rifugge ogni sfarzo scegliendo di abitare in un residence per rimanere in contatto con la gente e che ha iniziato a riformare la Chiesa con l’esempio. C’è il papa grande comunicatore del Vangelo, che non rinuncia a fare il parroco, accettando il dono di una vecchia Renault 4 da un prete di periferia.Un viaggio di straordinaria curiosità e godibilità per avvicinarsi di più a Francesco e al suo messaggio.”

    Ora, si badi bene, io non voglio rimproverare il Papa, ma semplicemente dire che forse Tornielli non scrive cose esatteo diciamo è un pochettino, come dire, ecco, trovate voi la parola…
    Infatti il “residence” sarebbe. per la precisione, Domus Sanctae Marthae, che è quanto di più “lussuoso possa esservi, molto più dell’alloggio che usava Ratzinger in Vaticano; certamente insomma e per capirci non è per capirci l’appartamentino a piano terra del quartiere Tor Bella Monaca, quello si che farebbe molto periferia esistenziale.
    Per rendersene conto basta cercare su internet le immagini e stupire di cotanto lusso.
    Che poi per fare il parroco c’è bisogno della Renault 4 e lo scrive un vaticanista, ragazzi miei…
    Il mio difetto è nel non voler avere nè nemici e nè amici, in modo da avere sempre la libertà di dire quel che penso, senza doveri di piaggeria o cortesia…

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    • Beh, durante il mio ultimo spettacolo a Bolzano sono stato in un “residence” a 4 stelle.
      Si chiamano così anche quelli a cinque. 🙂
      Si definisce “residence” una struttura ad appartamento con parti in comune; vanno a collocarsi a metà strada fra gli hotel e gli appartamento in affitto. Strutture cioè che hanno angoli in comune come piscina, giardino, garage, CHIESA, servizio tintoria, ma che offrono veri e propri appartamenti completi al loro interno e non “semplici” camere o suite.
      Per stabilire che la Domus sia “residence” occore capire se il Papa nel suo appartamento ha a disposizione anche un salotto e magari una piccola cucina. Allora non ci si scappa: è un residence come dice Tornielli e lo è a 4/5 stelle come fai notare tu.

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      • Perfetto: allora l’errore [di Torniello] è perfettamente focalizzato nel dire: “rifugge ogni sfarzo”.
        Abbiamo appurato che lo sfarzo a Domus Sanctae Marthae C’E’. E che il Papa alloggiandovi non lo rifugge.
        Questo è “Il punto è che spesso, se non sempre, purtroppo non si riesce mai a centrare il punto focale del discorso”.
        E’ un problema di “logica”…

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        • Bah…. come scriveva Montaigne: “Au plus élevé trône du monde, si ne sommes assis que sur notre cul.”

          Nel’antico rito di intronizzazione dei Papi ( credo che l’ultimo sia sta Giovanni XXIII) al momento della posa della Tiara sul capo, un monaco bruciava per ben tre volte davanti al Santo Padre un po’ di stoppa annunciandogli: « Sancte Pater, sic transit gloria mundi »

          Concentriamoci su cose più interessanti: aiutare i nostri vescovi ad immaginare soluzioni novelle e pastorali perfettamente conformi all’insegnamento del Magistero, ad esempio.
          In Pace

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        • Veramente occorre capire cosa si intende per “sfarzo”. Da quanto letto tempo fa si parlava di decoro e si sottolineava che non vi era per nulla sfarzo. Ho visto una immagine di una camera e mi pare che vi sia un certo gusto e proprietà, ma non sfarzo. In qualunque camera borghese trovi molto, molto di più soprattutto in materiali e ricercatezze varie. L’immagine vista da idea di decoro e sobrietà e nulla più e un certo anonimato, se vogliamo. Sono spesso i materiali usati che impreziosiscono l’arredo, non il vedere delle semplici poltroncine e ricavarne false impressioni. Poi le famose stelle sia degli hotel come dei residence è determinato da tutta una serie di proprietà che occorre conoscere. Si fidi, ho una certa esperienza in merito. In tante case popolari ho visto di meglio!

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    • Gentile Ubi humilitas, due righe solo per dirle che quel testo pubblicitario è dell’editore, non mio, e che nel libro non troverà mai la parola “sfarzo”. Forse prima di parlare di “metamorfosi” di un giornalista, bisognerebbe leggere ciò che ha scritto nel libro, non crede? In ogni caso è chiarissimo a tutti – e mi sembra di averlo riportato nel libro e altrove – che lo “sfarzo” o il “lusso” non c’entra niente: l’appartamento papale non è lussuoso o sfarzoso e Santa Marta non è un camping. Il motivo per cui Francesco non ha scelto l’appartamento è un altro ed è stato da lui stesso ben spiegato. Non occorre che qui lo ripeta io.

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