Breaking (No Fake) News: All Covid-19 Experimental Sera Induce Abstinence Syndrome

I trust science when it wants to falsify hypotheses, not when it wants to declare them true.

That’s been the drama of this whole Covid-19 pandemic-related thing: expecting the truth from science and asking it for ethical directions accordingly.

A well-educated scientific mind will not focus on demonstrating that a serum is a universal panacea, but will struggle to understand when it does not work, then why. This is why there are processes and protocols before marketing a product, especially a medical care related one: this is why it is anti-scientific, and against any known ethics, to want to promote, or, worse, to impose, on a large scale, products which mechanisms are not fully understood, yet.

There is a very interesting article submitted for peer-review on the Lancet, dated October the 25th, 2021, accessible and downloadable here, approved by the Swedish Ethical Review Authority (number 495/2021), and written by Peter Nordström, Marcel Ballin, and Anna Nordström of the University of Umea, Sweden. The final recommendation of the article is perfectly aligned on the present politically correct discourse on that matter, i.e. the need to provide a third jab as soon as possible to the population.

What makes this paper extremely interesting is the data it provides very candidly: basically, nine months of statistics of two otherwise similar populations, apart from the fact of having been vaccinated or not.

Let us have a look at this first graph showing the effectiveness in % of the vaccine in front of symptomatic Covid-19 infection. Surprise: not only does the effectiveness of the vaccine start to decrease dramatically after only 90 days, but it becomes NEGATIVE roughly six months after “vaccination”. In other words, compared to a population of unvaccinated people, the vaccinated one can have till 15-40% more chance to contract the sickness!

The second graph shows the effectiveness in % of the vaccine in front of severe Covid-19 infection: we could indeed hope that, though the general effectiveness of getting symptomatic Covid decreases fast, nonetheless, the severity of the cases could still span on a longer period which is roughly true for the first five months, but might also become strongly negative beyond, i.e. that someone who has been vaccinated, beyond six months can even have 80% more chances than an unvaccinated to get something very severe at the ninth month!

Let us see what is the medical definition of Abstinence syndrome: “a constellation of physiologic changes undergone by people or animals who have become physically dependent on a drug or chemical who are abruptly deprived of that substance. The intensity of the syndrome varies with the drug or chemical. Generally, the effects observed are in an opposite direction from those produced by the drug; for example, the withdrawal syndrome from CNS depressants (for example, barbiturates) consists of insomnia, restlessness, tremulousness, hallucinations, and, in the extreme, potentially fatal tonic-clonic convulsions. Onset time and severity of the syndrome depend on the rate at which the drug disappears from the body.

What these two graphs show, is that after 6 to 9 months if a person, who has already been inoculated, does not get the third jab, he or she has more chances than never-vaccinated people to get symptomatic Covid-19 and even to get a very severe infection: this is precisely what an Abstinence Syndrom is. What is shocking, it is to recommend new inoculations instead of asking for prudence, limiting the jabs only to very specific categories of patients.

Returning to our analysis about the Card Ejick conference (here) and about Feser’s standpoint (here), we can be even more forceful in our denunciation of the immorality of the use of a drug not well tested beforehand and that forces a certain form of dependence ending up with results that are even worse than if one had never used it: a dependence that is no longer only physical, but, now, also social and financial because of the senseless will of the political power in our countries to enforce the taking of these experimental sera.

Moreover, we can now be even more precise in the evaluation of the worthiness of jabbing the whole population we did in the second part of our Card. Ejick’s conference’s analysis, having to consider a very specific 5 months of effectiveness before getting non-real advantages or even entering into the realm of abstinence syndrome.

In Pace



Categorie:Attualità cattolica, Cortile dei Gentili, Simon de Cyrène

8 replies

  1. Interessante, comunque mi pare che vada approfondito se si ammalano di più i vaccinati per il vaccino in sé forse si può ipotizzare diversi comportamenti fra vaccinati e non. Comunque a me non piace basare liceità di obbligo vaccinale su dati scientifici perché questa è sempre una decisione politica e deve tenere conto di questioni morali ed il bene comune. Qui mi pare di capire che contesti il fatto di autorizzare( e consigliare) prodotti medicinali prima di aver ottenuto e confermato questo tipo di dati. Nella mia modesta opinione è anche questa una decisione politica che in casi eccezionali potrebbe essere giusta. Se si vedessero morire per strada o rimanere menomati giovani sarebbe lecito e conveniente mettere sul mercato prodotti sperimentali. E noi viviamo proprio il caso in cui certe cure sperimentali con prodotti dimostrati innocui sono proibite o fortemente sconsigliate e quelle che al potere piacciono e conosciamo poco e male sono fortemente consigliate o la popolazione portata ad usarle mediante ritorsioni.

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    • La mia critica è a due livelli: una assoluta che solo nuovi prodotti che non hanno un business model basato sull’aborto potranno risolvere; e la seconda relativa, che è quella prudenziale.
      Se dopo nove mesi già vediamo tali aspetti negativi, cosa ne sarà tra 5 anni quando si potranno avere tutti i dati reali e ripuliti?
      Non siamo in una situazione di epidemia di peste bubbonica o di ebola generalizzato, per dire: abbiamo letteralmente massacrato (butchered) i vecchietti durante i primi 3/4 mesi dell’epidemia …. e questo solo ora comincia a dirsi sempre più chiaramente
      In Pace

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  2. Argomento fallace. Bisognerebbe guardare la cumulata. Dopo N mesi sono rimasti meno non vaccinati che non abbiamo preso il virus, dunque i tassi di contagio in quella categoria scendono. La variabile da guardare per sostenere la tesi, è, appunto, la cumulata: qual è la probabilità di ammalarmi entro il tempo T, come funzione di T, se sono vaccinato o meno?

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      • Dunque direi intanto che abbiamo assodato che l’argomento di questo post è fallace: non si confrontano a un certo tempo t>0 fissato popolazioni che sono evolute in maniera diversa e che dunque non hanno piu’ la proporzione iniziale.

        E’ purtroppo fallace anche l’argomento della parte dell’altro post cui mi rimandi, a meno che non abbia capito bene io a cosa ti riferisci. Infatti parli dei dati israeliani, da cui si evince (non ho controllato la citazione ma sicuramente sarà giusta) che la probabilità di prendersi la miocardite causa covid e’ 11/100.000, mentre la frequenza dei casi da trombosi da vaccino e’ 2.7/100.000, circa un quarto quindi. Tu decidi di normalizzare sulla percentuale di malati valutata sul mondo intero, che da un lato ovviamente non sara’ quella che si trova su worldometers perche’ in mezzo mondo i casi praticamente non sono rilevati e anche nei paesi avanzati gran parte dei casi sfuggono, dall’altro lato dovrebbe al più riferirsi a Israele, dove i casi rilevati sono 1.340.000 circa (e magari quelli veri il doppio), ma la fallacia è peggiore: quel dato (11/100.000) è GIA’ normalizzato, cioè si contano i casi di miocardite da covid sulla popolazione che l’ha avuto, si tratta di un’osservazione non di una proiezione, dunque i casi totali saranno stati più o meno 11*13.4 cioè circa 147. Questo il valore assoluto sui malati, non sull’intera popolazione. Per quanto riguarda i vaccinati, la percentuale in Israele è del 67% circa, su una popolazione di 9.300.000 circa, quindi sono circa 6.030.000. Dai dati che citi la probabilità di avere un evento trombotico a seguito della vaccinazione e’ 2.7/100.000, quindi gli eventi totali sono circa 183, un po’ piu’ degli altri ma su una popolazione tra le 4 e le 5 volte superiore. Vince chiaramente il vaccino, almeno coi dati che proponi, anche se non di moltissimo, ma c’e’ ovviamente di piu’ perche’ cosi’ non si conta la normale mortalità da covid, che è molto diversa tra vaccinati e non vaccinati anche dopo vari mesi e a maggior ragione cumulativamente.

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        • Premetto che non sono d’accordo per dire che l’argomento del post sia fallace: è un dato di fatto quello dimostrato da questi scienziati svedesi che si sono dati la pena di misurare due coorte parallele di vaccinati e non vaccinati lungo il tempo (davvero va a leggere l’articolo le cui coordinat sono pubblicate qui sopra). Il fatto stesso che sia più pericoloso in certe fasce della popolazione essere stati vaccinat che non vaccinati, a fronte del COVID è cosa ormai accertata e la prova indiretta la puoi trovare nel fatto che ora fanno la corsa alla terza iniezione: d’altronde è quel che consigliano gli autori dello studio che sono tutto salvo che fuori dal discorso politicamente corretto al soggetto.
          Quanto al calcolo mostrato nel mio commento al Card Ejik, il fine era semplicemente di dimostrare che le sue affermazioni non hanno valore assoluto né universale: ho preso quindi i dati mondiali in quanto quelli tendenti a più universalità.
          Più giù nei commenti ho rifatto il calcolo per l’Italia nel commento https://pellegrininellaverita.com/2021/11/04/additional-reflection-on-ethical-issues-regarding-covid-19-experimental-sera/#comment-45406
          Ovviamente i numeri sono un po’differenti che a livello mondiale, ma nonostante tutto sempre molto a sfavore del rischio vaccino.
          I calcoli sono tutti normalizzati come si devono cioè rispetto alla propria popolazione: cioè vaccinat con vaccinati e non vaccinati con non vaccinati: questo a livello degli articoli citati e quindi nell’uso ch en abbiamo fatto appunto per evitare un errore dovuto agli ordini grandezza tra gli ormai vaccinati e coloro che con grande prudenza e rispetto e a salvaguardia delle loro famiglie e ambienti non si sono vaccinati.
          Quel che devi notare, e questo è il solo fatto che veramente incide in tutti questi calcoli è, in fin dei conti la (relativa) lentezza con la quale questa malatti di propaga, per essere sicuro al 100% di contrattalarla ci vogliono (4.8Milioni dall’inizio/60 milioni di abitanti diviso 570 giorni dall’inizio della pandemia = 0.0001481% giornaliero, cioè 5.4% della popolazione all’anno,) 18 anni, mentre a fronte i sieri sperimentali hanno una durata di sei mesi eppoi apparentemente sembrano in alcuni casi aumentare le probabilità di avere decorsi negativi superiori ai non vaccinati quando intorno agli 8/9 mesi. E questo senza considerare tutti gli altri effetti negativi che stanno già venendo a galla a più lungo tempo o che appariranno nei prossimi anni.
          Per fare davvero senso un tale approccio necessiterebbe una malattia ben più virulenta e micidiale che il COVID19 (ad esempio più di 40 volte in Italia) come ad esempio la spagnola della fin della prima guerra mondiale o una peste bubbonica.

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          • Non voglio insistere, e so che non ti convincerò. Ma onestamente credo proprio che le tue conclusioni in questo post e in quello che hai citato nel primo commento siano proprio sbagliate, e scrivo un ultimo commento per spiegarne le ragioni, indicando quello che a mio parere è il vero punto aperto.

            In questo post, perche’ come ho detto due volte confronti a un dato momento due popolazioni che sono nel frattempo cambiate, e questo non significa assolutamente nulla, bisogna vedere l’integrale in un dato periodo di tempo, come mi pare tu stesso riconoscessi nella prima risposta (non è che voglia aver ragione per forza ma ci si sbaglia, succede a tutti a partire da me, e mi sembrava tu lo ammettessi). Ho fatto due conti a spanne e dai dati dell’articolo che hai citato si vede una clamorosa disparità nell’integrale, a favore dei vaccinati: se si guarda un periodo di sei mesi non c’e’ assolutamente nessun dubbio che convenga vaccinarsi.

            Semmai, su questo argomento, cio’ che si potrebbe giustamente dire e che immagino stia dicendo tu ora e’ che sei mesi non bastano, occorrerebbe vedere un periodo piu’ lungo sia per calcolare l’integrale che per valutare gli effetti secondari sia del covid per chi se lo prende senza vaccino, sia degli eventi avversi dopo il vaccino, in termini di incrementi, ad es. gli eventi cardiovascolari in una popolazione vaccinata aumentano dopo 1 un anno? E in chi ha preso il covid senza vaccino? Nessuno lo sa. Sono cose che capiremo purtroppo tra anni e nel frattempo va fatta una scelta.

            Sul calcolo dell’altro articolo che mi hai indicato be’ li’ chiaramente ti sbagli, perché hai fatto la percentuale di una percentuale. La frequenza che indicavi infatti teneva già conto della frequenza dell’infezione nel paese indicato (Israele) e probabilmente se si vanno a vedere le fonti quello che appare come dato primario sara’ proprio il numero di eventi, che io ho invece dovuto ricostruire a posteriori. Inoltre sappiamo tutti che prendere le percentuali ha livello mondiale ha pochissimo senso, perche’ non ci sono strutture affidabili di rilevamento in generale e gli unici paesi in cui i numeri hanno qualche senso sono quelli occidentali, dove peraltro comunque essi sono sottodimensionati di almeno un fattore due. In un anno negli USA il 14.5% della popolazione ha una diagnosi positiva, probabilmente la percentuale reale è doppia o tripla, e dubito sia molto diverso in altre parti del mondo. Questa è una malattia che ragionevolmente in 3-4 anni si beccano sostanzialmente tutti.

            Purtroppo occorre prendere decisioni senza dati, e nel mare di analisi farlocche che si vedono in giro, anche in buona fede. Fosse per me, farei vaccini obbligatori sopra i 60 anni perché lì il rapporto costi benefici è molto probabilmente a favore dei benefici, incentiverei quella delle persone a rischio sopra i 40, e non farei niente sotto quell’età, dove il rapporto costi benefici è invece quasi certamente a favore dei costi. Però è comunque una scommessa, e ci sono cose che probabilmente capiremo tra vari anni.

            Grazie per l’attenzione e la discussione, non interverrò oltre, ho ormai detto quel che mi pareva giusto dire

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            • Figurati: discussioni intelligenti e fondate fanno sempre piacere.

              Il meglio sarebbe che tu riproducessi qui i tuoi calcoli (tu hai i miei) così che (1) io possa ben capire di cosa stai parlando (2) vedere dove è il punto di contraddizione (3) discuterne pacamente.

              Quanto al tuo penultimo paragrafo è evidente che il tuo approccio è molto più razionale che le politiche che stanno imponendo e probabilmente l’attrattività per imporre sieri speriminetali sarebbe più alta. Tutto qui è questione di evaluazione prudenziale: come ben dici nessuno conosce il futuro e la domanda fondamentale, su questo piano specifico di evaluazione, è proprio sapere se uno stato puô imporre a tutta una popolazione dai bambini agli anziani una tale ipoteca senza conoscerne le conseguenze per la loro salute.

              In Pace

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