Eretici Anatemizzano Eretici

Si sà: quando vediamo in altri i nostri propri difetti diventiamo come rabbiosi e, così, solo gli eretici sono davvero senza intransigenza e pietà con gli eretici.

Sono ormai un paio di giorni che un documento che accusa il Santo Padre Francesco di eresia è stato annunciato sul sito LifeSiteNews (e leggibile qui nella sua versione originale inglese).

Dio solo sà fino a quale punto ritengo ormai nel mio foro interno quanto poco autorevole, poco fedele alla Dottrina di Cristo, all’insegnamento della Chiesa, al sensus fidei fidelium , sia il magistero personale dell’attuale Vescovo di Roma, quanto scadente la qualità delle sue scelte operative e pastorali in particolare nelle nomine e nei suoi varî atti di governo.

Ma, francamente, di come è l’attuale Vescovo di Roma non me ne cala praticamente niente per la mia, e per quella della mia famiglia, santità personale: dopottutto non è che un vescovo tra 5000 altri, anche se è il loro primus inter pares. Chi dovrebbero essere preoccupati sono i fedeli della sua diocesi romana: quanto a me, l’essere un vero cattolico con la dottrina di N.S. Gesù Cristo da rimuginare e da applicare nella mia vita personale quotidiana, non implica l’obbligo di ascoltare, commentare e seguire un pastore così poco sicuro. Sono cattolico perchè credo la Chiesa, quel che Essa insegna, non perchè “credo” il Vescovo di Roma.

Mi direte che sarà più facile per me in quanto svizzero, perchè, tanto, lui non viene, per giunta, a ficcare il suo naso nella politica del mio paese e, in ciò, concorderò con voi: però vedo lo stesso questo come un vantaggio per tentare di rimanere il più oggettivo possibile nella compagine storica odierna. In effetti, quando si mischia religione a politica, è sempre quest’ultima a prevalere , in quanto la violenza ha sempre preeminenza sulla ragione se devono scontrarsi e la politica, come il tifo nello sport, ha troppo sovente tendenza ad essere passionevole, ideologica, illogica e violenta.

Questa premessa fatta torniamo al documento citato, il quale non è privo di interesse e, oggettivamente, ha il merito di esprimere in alcune sue parti un malessere molto diffuso presso i cattolici serî, dove per serî intendo coloro che vivono di un autentico sensus fidei fidelium, attuando senza tergiversazioni quel la Chiesa insegna nel proprio quotidiano, aderendo ai Dieci comandamenti, senza se e senza ma, come anche ai comandamenti della Chiesa, con prole generosamente accettata, peccando ma rialzandosi con l’aiuto dei sacramenti, vivendo una carità intensa e concreta negli ambienti dove sono stati messi dalla Provvidenza.

Per cominciare, ho notato nel documento più di un paio di firme simpatizzanti o addirittura seguaci dell’eresia tradizionalista, quella condannata da San Giovanni Paolo Magno nella Sua Ecclesia Dei : personalmente, quando trovo che certe persone, esse stesse eretiche (ovviamente, come ogni eretico loro sono convinti di non esserlo), si permettono di trattare il Santo Padre di eretico non solo materiale ma, addirittura, formale, mi dico di dover essere, perlomeno, molto, ma molto, attento alle affermazioni da loro fatte, in quanto espresse in un quadro mentale e culturale a priori non veramente cattolico, con predisposizioni che non coincidono con il sensus fidei fidelium, per l’appunto.

Il documento centrale consiste in una quindicia di cartelle composto di una prima accusa formale di eresia, seguita da una lista numerata da I a VII, delle eresie presupposte:

(I) la convinzione che un essere umano può non avere la forza anche con l’aiuto di Dio di vivere secondo quel che Dio comanda;

(II) la convinzione che anche rompendo volontariamente la legge di Dio, conoscendola, si possa non commettere un peccato mortale;

(III) che sia possibile commettere peccato obbedendo alla legge divina;

(IV) che sia moralmente possibile commettere l’adulterio in certe circostanze particolari;

(V) che sia errato considerare come leciti solo gli atti sessuali tra marito e moglie;

(VI) che non ci siano atti intrinsecamente malvagi;

(VII) che Dio non vuole che ci sia una sola religione vera per tutta l’umanità.

Ed è vero che l’esprimere tali affermazioni è eresia formale e conducono all’essere automaticamente anatemizzato e che comportamenti in linea con esse sono eresia materiale: le citazioni del Magistero della Chiesa segnalate nel documento sono incontrovertibili, nessun cattolico le può professare o agire secondo questi loro principi.

La questione è di sapere se l’attuale Vescovo di Roma ha davvero pronunciato o favorito tali eresie contro la Fede: fatto è che nessuno, né cardinali, né vescovi, né sacerdoti, né teologi, né laici, ha il diritto il processare il Santo Padre, il quale nella sua funzione è assolutamente insindacabile, il che non vuol dire che abbia ragione, ma solo che non può essere giudicato da un’istanza superiore se non da Dio stesso, ovviamente. Questo porta due conseguenze: la prima è che, certamente, nessuno in terra può condannarlo del suo vivente, ma la seconda è che tutti sono liberissimi di pensare quel che vogliono circa l’ortodossia delle sue posizioni, visto che nessun organo ecclesiale potrà mai dire chi delle accuse o delle difese abbia torto o ragione, e cioè se il Santo Padre attuale è davvero colpevole di aver affermato proposizioni eretiche. Incondannabile e al di sopra di tutti i tribunali umani, da un lato, ma al costo di neanche mai poter essere lavato dalle accuse, lui vivente, dall’altro lato.

Il documento tenta di evidenziare nella sua terza parte gli elementi formali che potrebbero dimostrare un insegnamento esplicitamente eretico con dodici punti estratti dal magistero di Papa Francesco ( punti 1 a 12 del paragrafo A).

I punti 1 a 7 compresi sono irrilevanti in quanto risultano da una voluta non comprensione da parte dei firmatari dell’insegnamento di Amoris Laetitia , soggetto che abbiamo discusso in lungo ed in largo (qui) dove abbiamo concluso alla perfetta ortodossia di questo documento magisteriale. Il punto 8 non essendo citato citato in extenso e senza link potrebbe essere dovuto alla faciloneria superficiale alla quale il Vescovo di Roma ci ha purtoppo abituato, più che il risultato di una volontà espressamente eretica.

I punti 9 a 11 vorrebbero mostrare quanto le affermazioni su Lutero pronunciate durante le cerimonie dei 500 anni della Riforma protestante esprimino la convinzione eretica (I) citata qui sopra: questo è possibile farlo solo se si pensa da protestanti e non da un punto di vista cattolico, il quale dopottutto, a priori, è quello del Vescovo di Roma, anche se è, personalmente, un gran pasticcione.

Rimane il punto 12 che vorrebbe utilizzare il documento firmato ad AbuDhabi, il quale, abbiamo dimostrato su questo stesso blog, può essere interpretato in modo eretico se, e solo se, si ipotizzasse come vera un’altra eresia: il diritto per tutti di essere salvati, mentre sappiamo che essere salvati è un’elezione gratuita, non un diritto “umano” .

In altre parole, oggettivamente, non c’è evidenza di eresia che meriti l’anatemizzazione di Francesco negli argomenti portati avanti dai firmatari. Molto strano, invece, secondo me che due “vere” eresie notorie non siano state riportate da loro: la prima, enorme, espressa privatamente a Scalfari che la svelò pubblicamente, quando Francesco gli affermò ripetutamente la sparizione delle anime dei dannati e mai smentita, quindi ammessa; e l’altra, molto più piccola, nel cambiamento dell’articolo del CCC, che, anche se non dogmatico, è uno strumento pastorale importante, dove, invece di mantenere il tradizionale e saggio ET-ET tipico della dottrina cattolica, il Vescovo di Roma ha deciso di scegliere (“eresia” etimologicamente si riferisce a “scelta”), tra legittima difesa degli individui (e della società) e il diritto alla vita di tutti, l’ultimo e questo a scanso delle reali possibilità applicabili in differenti contesti sociali, politici e storici.

La quarta parte del documento, cosiddetto paragrafo B, è invece largamente condivisibile tale e quale (salvo nei suoi ultimi quattro paragrafetti che sono ridicoli) ed è un, abbastanza esaustivo, compendio delle azioni nefaste del Vescovo di Roma, che possono essere oggetto di eventuali correzioni fraterne in quanto sono la causa oggettiva del malessere di tanti bravi cattolici anche senza legame con il tradi-protestantesimo dei firmatari. Queste infami azioni del Santo Padre Francesco hanno la stessa colorazione del pessimo comportamento di Pietro successivamente corretto da Paolo, o dell’appoggio morale di Onorio agli ariani, per citare situazioni notorie del passato coinvolgenti Papi, dove non tanto l’insegnamento formale del Santo Padre era più che dubbioso quanto il suo comportamento ed esempio.

Nell’ultima, quinta, parte del documento i firmatari chiedono ai vescovi del mondo intero di giudicare il Santo Padre e le sue dottrine e questo cozza con violenza contro il sensus fidei fidelium della Chiesa cattolica: i firmatari, in realtà, aderendo materialmente ad un’altra eresia già ben condannata dalla Chiesa da secoli che è il conciliarismo, richiedono non solo lecite correzioni fraterne al suo proposito ma, addirittura, di giudicarlo formalmente per imporgli, se del caso, la decadenza dal Seggio di Pietro per causa di eresia manifesta.

Questo ci mostra due cose: la prima che, come sempre, questi tradi-protestanti, sono più protestanti anti-papisti che tradizionalisti, la seconda è che sono i fratelli gemelli dei progressisti, con i quali condividono una concezione democratica e storicista della Chiesa, ma, ovviamente, da due sponde politiche opposte.

In conclusione siamo di fronte ad un documento politico piuttosto sconclusionato, la cui torbida agenda non ha da pari che la confusione dottrinale del Papa attualmente felicemente regnante con la sua corte di omocrati.

A tutti i nostri utenti consiglio vivamente di leggersi questi due articoli pubblicati grazie all’ormai nostra leggendaria lungimiranza qualche settimana fa sul nostro blog:

Cosa fare quando il vescovo svia?

Sull’annosa questione di un papa eretico.

Essere cattolici vuol dire occuparsi a diventar santi li dove viviamo prima ancora che affannarsi su quel che fa o dice il vescovo di un’altra diocesi, fosse anche quella di Roma, soprattutto quando costui non ha autorevolezza personale.

In quanto cattolici però sempre preghiamo, in qualunque frangente, per il nostro Pontefice, Papa Francesco, in unione con tutta la Chiesa dell’Orbe: Ubi Petrus, Ibi Ecclesia.

In Pace



Categorie:Attualità cattolica, Magistero, Simon de Cyrène

33 replies

  1. Preghiamo per Papa Francesco ma NON perche’ prevalgano le idee ( eretiche) di papà Francesco.
    Cosi’ come si condanna il peccato e non il peccatore, cosi’ preghiamo per la persona umana di papà Francesco ma non preghiamo perche’ trionfino le sue idee.

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  2. http://www.ncregister.com/blog/edward-pentin/father-aidan-nichols-signs-open-letter-charging-pope-francis-with-heresy

    il teologo tomista domenicano padre Aidan Nichols, primo Visiting Lecturer di Giovanni Paolo II all’Università di Oxford dal 2006 al 2008, la prima docenza di teologia cattolica in quell’università dalla Riforma, non mi pare ne’ un eretico, ne’ un politico, ne’ qualcuno che possa guadagnare qualcosa di concreto dalla adesione a questa lettera.
    non facciamo di ogni erba un fascio e non generalizziamo superficialmente, fra i firmatari non sono tutti eretici ne’ tutti tradiprotestanti. leggiamo piuttosto con serena obbiettività la lettera

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    • Certamente non tutti quelli che hanno firmato questo documento sono eretici tradi-protestanti
      Infatti nel testo ho scritto “ho notato nel documento più di un paio di firme simpatizzanti o addirittura seguaci dell’eresia tradizionalista”.
      In Pace

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      • Se non esiste verita’, non c’e’ errore; se non c’e’ una dottrina vera, “diritta”( ortodossa), non c’e’ nemmeno eresia.
        Esistono solo opinioni, che sono validate o invalidate a seconda del contesto storico. La prassi giustifica il pensiero (che e’ gia’ prassi, non ancora “rivelata”). La classe dirigente della Santa Chiesa Cattolica ha incontrato, con un paio di secoli di ritardo, le iusinghe della filosofia antimetafisica contemporanea, e ne e’ talmente inebriata, da render molto, ma molto difficile un suo ritorno alla ragione. “La nostra e’ Fede Incarnata, NON fede “confessata”, cosi’ ho sentito predicare da un gesuita; cosi’, la retorica vince sul pensiero. Non ci sara’ nessuna discussione sul tema; men che meno risposta alcuna, ne’ ufficiosa ne’ ufficiale. Il “processo” e’ partito, ogni opinione ricevera’ il proprio significato, non dal suo esser adeguata al Vero (troppa fatica, troppa rigidita’, roba da dottrinari….), bensi’ dal suo adeguarsi appunto al processo. Noi tomisti dovremmo fare autocritica, abbiamo costretto, senza carita’, la vita, con la dottrina! Impariamo il vero discernimento, pentiamoci, orsu’!
        Pax

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        • Infatti, dobbiamo ricominciare e continuare a pensare, agire ed educare nel modo naturalmente il più consono all’intelligenza umana cioè perseguendo una conoscenza metafisica del reale, la sola che guardi quest’ultimo direttamente in faccia.

          Finchè la gente rimane come invinghiata in un mondo di soli accidenti contingenti credendo risolvere il solo problema che esista veramente, e che è ontologico, agendo invece su cause seconde circostanziali tipiche dei cosidetti “processi” temporali, essa rimarrà facile merce di scambio degli interessi altrui, infelice e incapace di realizzarsi nel concreto della propria vita.

          In Pace

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        • Non essere gesuitico è per un gesuita un pregio o un difetto?

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          • Da un po’ di tempo, nelle reti di simpatie “tradizionali”, che frequento, e’ spesso citata la polemica antigesuitica del grande Pascal; il che puo’ anche andar bene per qualche battuta i spirito. Sul piano della verita’ storica, va tuttavia sempre ricordato che, nell”800, dopo la rinascita della Compagnia, i grandi teologi gesuiti SALVARONO il tomismo. Serafino SORDI, Matteo LIBERATORE, Luigi TAPARELLI d’AZEGLIO, e il piu’ vicino a noi Carlo GIACON, furono i protagonisti, ancor piu’ degli stessi domenicani, in quei decenni, della rinascita degli studi sull’ Aquinate, permettendo a Leone XIII di compiere quella restaurazione che utti Voi conoscete bene. Il primo modernismo e’ stato affrontato validamente anche grazie al lavoro di quei valorosi gesuiti; poi qualcosa e’ successo…….

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            • Infatti non credo che tutti i gesuiti siano gesuitici, ma taluni, dando a chi lo desidera l’idea di aver ascoltato una dottrina pur senza essa sia stata esposta e senza curarsi di smentire chi afferma di averla ascoltata, direi proprio di si.

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              • Purtroppo cio’ che Lei dice e’ verissimo; la prossima canonizzazione di padre Arrupe affermera’ il canone neo-gesuita.
                Pax

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    • In riferimento al link.
      In effetti quello che si richiede nella lettera è una correzione formale da parte dei vescovi e solo dopo, se questa non sortisse l’effetto sperato, sempre ai vescovi, è richiesta la “procedura di destituzione” (essendo però il papa ingiudicabile dovrebbe abdicare di sua sponte immagino).
      Nelle fonti della lettera è riportato infatti:
      “La tradizione canonistica antica esige in generale che, nel caso specifico dell’eresia papale, il pontefice sia ammonito varie volte prima di essere trattato come un eretico”.
      Per cui, a mio parere, non è vero che, come raccontano alcuni media, questi autori chiedano le dimissioni come dei democraticisti qualunque. Fanno richiesta, documentandola -ma su questa documentazione si dovrebbe aprire un ulteriore approfondimento- a chi di dovere.
      Accusano ma non giudicano. Credo ci sia una sottile differenza.
      Non è cmq mia intenzione prendere le parti.
      Non ho gli strumenti per dire se siano fondate o meno. Vero è che se fossero balle dovrebbe essere relativamente semplice per il pontefice o il suo entourage (Ladaria) confutarle. Mi chiedo perché non si faccia e si preferisca invece il silenzio che alla fine risulta autolesionista. Autolesionista perché queste iniziative, come si può vedere, non si arrestano. Quando GPII riceveva critiche, corrette o meno, rispondeva o lo faceva fare al prefetto Ratzinger. Una risposta la dava. Il dissenso lo confutava, lo affrontava, lo prendeva sul serio. Forse non lo meritavano ma di una risposta almeno li degnava.
      Col papato attuale invece questo silenzio più che “evangelico” sembra più un silenzio di disprezzo. Ai miei occhi non è quello che si addice a un padre. Anche perché uno può legittimamente iniziare a pensare che ci sia qualcosa da nascondere (trad: continuare a bollire rane)
      PS
      L’elenco dei cardinali creati non fa ben sperare per il futuro. Che situazione!

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  3. Eretico lui o gli altri, AL o non AL questa lettera sarà utile alla ricostruzione quando averrà. Perche è necessario per questa che ci sia stato oposizione a questo pontificato.
    Sarà molto duro tornare da un pontificato dove nei commenti al Via Crucis del Papa si dice che “i bambini hanno DIRITTOad un infanzia felice”.

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    • Pensa se ci fosse stato scritto che avevano diritto ad una infanzia di stenti!
      Di tutte le cose che succedono al mondo ti scandalizzi per questa frase? Sono questi i problemi del mondo ? Se il Papa non avesse detto questa frase l’intero pianeta si sarebbe convertito all’istante ed oggi tutti vivremmo come nella Gerusalemme celeste ?
      Ma quanto vi prendete sul serio….
      Visto che non ti piace…illuminami: Dove è l’eresia o l’anticristianità di questa frase ? Fammi ti prego una lectio magistralis sull’argomento. Ti leggo.

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  4. Io sono sempre più convinto che sarebbe necessario tornare a rileggere, con molta molta attenzione, i documenti del Concilio Vaticano II.
    “Con tutto ciò, di fronte all’evoluzione attuale del mondo, diventano sempre più numerosi quelli che si pongono o sentono con nuova acutezza gli interrogativi più fondamentali: cos’è l’uomo?
    Qual è il significato del dolore, del male, della morte, che continuano a sussistere malgrado ogni progresso?
    Cosa valgono quelle conquiste pagate a così caro prezzo?
    Che apporta l’uomo alla società, e cosa può attendersi da essa?
    COSA CI SARA’ DOPO QUESTA VITA?
    Ecco:
    – la Chiesa crede che Cristo, per tutti morto e risorto, dà sempre all’uomo, mediante il suo Spirito, luce e forza per rispondere alla sua altissima vocazione; né è dato in terra un altro Nome agli uomini, mediante il quale possono essere salvati.
    – Essa crede anche di trovare nel suo Signore e Maestro la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana.
    – Inoltre la Chiesa afferma che al di là di tutto ciò che muta stanno realtà immutabili; esse trovano il loro ultimo fondamento in Cristo, che è sempre lo stesso: ieri, oggi e nei secoli.
    – Così nella luce di Cristo, immagine del Dio invisibile, primogenito di tutte le creature, il Concilio intende rivolgersi a tutti per illustrare il mistero dell’uomo e per cooperare nella ricerca di una soluzione ai principali problemi del nostro tempo.” (Gadium et spes)

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    • “Oggi nel mondo cattolico Gesu’ Cristo e’ una scusa per parlare d’ altro” ( Cardinale Giacomo Biffi)
      Caro Lorenzo , purtroppo Non sembra che la Chiesa di oggi sia cristocentrica, diciamo che Cristo e’ dato per scontato, per dato e sorpassato, e nessun prete moderno oggi, direbbe che “ non e’ dato altro Nome agli uomini mediante il quale possono essere salvati” , se non altro per non offendere i musulmani.E neppure sembra piu’ che ci si debba inginocchiare davanti a Cristo ma solo davanti ad altri uomini.
      All’ ultima Via Crucis, celebrata dal papa, le sofferenze di Cristo sono state date per scontate e risapute , e la sua passione e’ stata una scusa per parlare di tutt’ altro.
      Solo una settimana all’ anno , la Settimana Santa,ci e’ chiesto dalla Liturgia di meditare sulle piaghe e sul sangue versato da Gesu’ ( da Lui non da altri! ) eppure hanno tolto pure quella: invece di meditare su Gesu’ flagellato e cornato di di spine per la salvezza di ciascuno di noi , ci tocca meditare sulle sofferenze delle prostitute nigeriane importate in Europa ed altre ingiustizie sociali assortite.
      Questo per dire caro Lorenzo che preti di oggi son ben lontani dal credere ed adorare Nostro Signore Gesu’ Cristo come “ la chiave , il centro , e il fine di tutta la storia umana” .
      Oggi si adora l’ Uomo, con la maiuscola e il Cristianesimo e’ diventato un Umanesimo .
      Oggi Cristo e’ diventato davvero una scusa, per parlare di tutt’ altro.

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      • Il fatto che “Non sembra che la Chiesa di oggi sia cristocentrica”, credo dipenda dall’immagine di Chiesa che ne stanno oggi dando molte starnazzanti primedonne: se la Chiesa di oggi non fosse intimamente cristocentrica, collasserebbe inevitabilmente su sé stessa.

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      • https://www.ilfoglio.it/chiesa/2019/05/05/news/chi-tiene-unito-il-mondo-252751/
        “Non ci opponiamo forse anche noi a un Dio diventato fin troppo familiare, che crediamo già di conoscere e dal quale pensiamo non ci sia più un granché da attendersi? Non ci opponiamo in concreto anche noi alla sua Chiesa, divenuta per noi pura routine, quando diciamo: “tutto questo lo conosciamo sin troppo bene, da qui non può giungere alcuna salvezza”? “

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  5. Un tipico esempio di cerchiobottismo teologico è l’omelia odierna per le prime Comunioni tenuta nella Chiesa del Sacro Cuore di Rakovsky:
    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2019/documents/papa-francesco_20190506_omelia-rakovsky-bulgaria.html
    In essa infatti non viene esplicitamente negata la presenza reale di Gesù in anima e corpo nella Santissima Eucarestia, ma nemmeno vi viene affermata: un discorso del genere avrebbe potuto benissimo essere pronunciato da un qualsiasi pastore luterano.

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    • Mah, speriamo che i catechisti bulgari insegnino ancora il significato della Transustanziazione….
      Pax

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    • Bè dai. Era un’omelia per bambini in fondo. Ha usato un linguaggio semplice.

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      • E bisogna anche dire che il suo discorso è stato “coerente” fino alla fine: nel dialogo con i bambini non ha infatti insegnato loro che sono cattolici, ma che sono cristiani.

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        • @Lorenzo, talvolta sei un po’ pedante…

          Non so se hai mai fatto esperienza di catechesi, ma in sostanza anche l’Annuncio stesso punta al Cristianesimo e non al Cattolicesimo (anche perché va da sé che l’annuncio del Cristiano Cattolico è cattolico, essendo quella la Chiesa che lo “invia”).

          La Chiesa Cattolica ti insegna, ti ammaestra, ti esorta, ad essere Cristiano e non altro non potendo Essa stessa essere “cattolica” nel suo insegnamento.

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          • Se le parole hanno un senso, cattolico e cristiano sono due modi completamente diversi di interpretare il Vangelo e di porsi sia rispetto ai Sacramenti che al Primato Petrino.

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          • Catechesi cristiana: « Oggi ci permettete di essere nuovamente in festa e celebrare Gesù che è presente nel Pane della Vita. Perché ci sono miracoli che possono accadere solo se abbiamo un cuore come il vostro, capace di condividere, di sognare, di ringraziare, di avere fiducia e di onorare gli altri. »

            Catechesi cattolica: Oggi ci permettete di essere nuovamente in festa e celebrare Gesù che è il Pane della Vita. Perché ci sono miracoli che non accadono se abbiamo un cuore come il vostro, capace di condividere, di sognare, di ringraziare, di avere fiducia e di onorare gli altri, ma accadono quando il sacerdote pronuncia validamente le parole della Consacrazione.

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            • Insiti pure nel tuo modo un po’ ottuso, perché volendo la prima potrebbe anche non essere propriamente « catechesi cristiana » (si lo so bene chi l’ha pronunziata), la seconda, aggiustamento farina del tuo sacco, vorrebbe mettersi in contrapposizione ed essere perfetto esempio di una « catechesi cattolica » (invero con qualche limite), come se si potesse fare o dire qualcosa di « cattolico » senza che sia profondamente « cristiano ».
              Come se potesse esistere un cattolico che non sia prima di tutto un Cristiano…

              Mi pare tu ti infili da solo in un « cul de sac » solo per non mollare l’osso, quindi ti lascio al tuo osso e su questo argomento (invero non c’è neppure un argomento degno di tal nome) passo.

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