Blog dei blogs: breve rassegna web – 44

Negative WWW

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Breve blog dei blogs in ordine rigorosamente sparso per riportare alcuni articoli scoperti proprio in questi giorni e di cui vorrei tener ricordo. Partiamo al volo, ho poco tempo:

Silvana de Mari Community
Sito, fra parentesi, che stamane non rispondeva al browser per errore 503: troppo traffico o attacco informatico? Sia quel che sia, ora è di nuovo online. Dicevo: non possiamo che ringraziare la “brigata Chesterton” per i moltissimi articoli che sta raccogliendo dalla rete e che denunciano a tutto spiano le varie falsità propugnate dal cosiddetto pensiero unico LGBTXYZ. Grazie a loro ho infatti scoperto ottimi blog da iniziare a seguire con mio sommo diletto. Il primo è quello di…

Gilberto Gobbi
Psicologo-Psicoterapeuta e Sessuologo Clinico. Qui trovate il suo CV. E’ da ben sei anni che il prof. Gilberto posta articoli a go go. Fra i migliori (che la De Mari sta ripostando a tutto spiano) ho letto: La non neutralità dello Standard, un intero percorso sull’identità psicosessuale contrario alle demenzialità dei teorici dell’identità di genere e uno stralcio di articolo di Cigoli e Scabini della Cattolica di Milano che ci informano che “l’amore non basta”!  A proposito di questa studiosa….

Avvenire
Ci fa presente l’imminente uscita di un nuovo studio sulle metodologie fallaci dei cosidetti “studi omogenitoriali” che l’APA prende da sempre in considerazione come base per le sue affermazioni. Lo studio è stato condotto da Elena Canzi (supervisione della Scabini se non ho capito male) nell’ambito dei ‘Quaderni’ (Vita e Pensiero) del Centro di ateneo studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica. Lo studio mi sembra analizzare alcune delle problematiche metodologiche presenti in moltissimi studi americani sulla problematica genitoriale. CIto dall’intervista di Avvenire:

le problematiche sono tante (campioni di convenienza, la loro limitatezza ed eterogeneità quanto a tipi di filiazione, povertà di ricerche longitudinali) e dimostrano che con questi criteri discutibili, proprio dal punto di vista della scientificità dell’indagine, non si può poi arrivare ad affermare che non esistono differenze di sviluppo tra bambini di coppie omosessuali ed eterosessuali.

Speriamo che lo studio tratti anche le evidenti vulnerabilità ai classici errori statistici di tipo II. Vedremo.

Giuliano Guzzo
Intanto fa l’analisi della morte dell’Italia analizzando l’ultimo rapporto ISTAT. Signori, il rapporto nascite è 1,36. Altro che 2,1 minimo per il ricambio generazionale. E’ stato bello, è durato quel che è durato, ora buonanotte.

Il Giornale
Spinto dalla lettura di un articolo dell’avvocato Amato nel quale riportava il link, mi sono letto questa tremenda intervista ad una avvocatessa che nel 2005 fece uso della cosidetta pillola del giorno dopo, per gli amici RU486. E si scopre che la cosidetta “aspirina” in realtà sono due, da prendere in giorni diversi e non proprio esente da dolori. Soprattutto spirituali. Intervista da paura.

Youtube
Sullo stesso tema ecco che l’amico Alessandro Benigni di ontologismi ci fa sapere di un articolo pubblicato sulla Croce. In questo articolo si parla di Lia Mills, bambina di 12 anni, che con cipiglio invidiabile demolisce le tesi pro-choice. Ecco la presentazione di Alessandro:

A febbraio 2009 la dodicenne Lia Mills, di Toronto è diventata una star nella sua scuola e su Youtube con i suoi cinque minuti di discorso a favore della vita, realizzato per un concorso scolastico. Nonostante lo scoraggiamento e l’aperta opposizione degli insegnanti, la presentazione di Lia è stata così ben fatta che ha vinto il concorso dal quale era stata in un primo momento esclusa, a causa proprio dell’argomento “controverso” che aveva scelto.

Nell’articolo ivi riportato vengono analizzate le argomentazioni di Lia. Tutto ovviamente ben conosciute, ma fa piacere sentirle ribadite con fermezza dal nostro futuro.

Gli scritti
Ringrazio il nostro utente Daniele che mi ha ricordato di passare più spesso sul sito di Don Lonardo. D’altra parte è uno dei pionieri della pastorale via web in Italia ed è uno degli autori di questo splendido catechismo per bambini, scritto a quattro mani con Don Maurizio Botta, il prete famoso per i cosiddetti 5 passi al mistero. Fra parentesi, il Nembrini di cui abbiamo postato moltissimi aforismi e Botta insieme devono essere una bella esperienza, no? E infatti:

Sulle spalle dei giganti
Vengo a scoprire che a Roma stanno già agendo insieme per parlare di ragione, Verità e contro i miti della modernità. Chi è a Roma si faccia un giro al Paritario Giannelli

Ma ora bando alle ciancie, rullino i tamburi, squillino le trombe. Arriva:

L’IMPRESCINDIBILE

Giampaolo Nicolais
Scoperto grazie, appunto, al sito gliscritti di Don Lonardo, ecco il nuovissimo blog del professor Nicolais,  professore associato di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso la Facoltà di Psicologia 1, Sapienza Università di Roma. Il blog, nato a dicembre 2016, ha già alcuni ottimi contributi fra cui segnalo questo preziosissimo scritto dedicato all’utero in affitto nel quale si demolisce questa pratica barbara a dir poco, non sotto l’implacabile lente della logica o della morale, ma della psicologia dello sviluppo, materia nella quale il Nicolais è maestro. Con la citazione di tre studi, tratteggia in modo chiaro quali sono le problematiche da sempre aperte nei confronti di questo tema e cosa è che permette agli studiosi di dire, falsamente, che “l’elefante nella stanza” non esiste:

Omettere sistematicamente qualcosa di enorme che la psicologia dello sviluppo ha dimostrato da quasi 50 anni. E cioè che esiste un legame straordinariamente complesso e tenace tra la madre gestante e il suo bambino che si forma durante i 9 mesi della gravidanza. E che questo legame è funzionale allo sviluppo del bambino: non è qualcosa di accidentale, ma ha un ruolo decisivo per la crescita.

Perfetto. Assolutamente da leggere l’articolo, da seguire il blog!

Avete altre segnalazioni da farci? Scrivetele as usual nei commenti!

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Categorie:Blog dei Blogs

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9 replies

  1. Leggo solo ora Padre Lombardi da Magister che parla delle onde corte dismesse da Radio Vaticana.

    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/03/07/onde-corte-sguardo-lungo-una-lettera-di-padre-lombardi/

    Cito dal finale della sua lunga lettera:
    Prescindo qui da altre considerazioni di carattere “politico-strategico” circa le trasmissioni in OC e la “occupazione” delle frequenze a livello internazionale e mondiale, considerazioni che sono certamente sensate e interessanti, ma che mi sembrano oggi aldilà degli orizzonti concreti delle comunicazioni vaticane. Faccio solo un esempio per aiutare a capire di che tipo di argomenti si può trattare. Quando alcuni anni fa comunicai a un’importante agenzia di trasmissioni internazionali che la RV avrebbe terminato di ricorrere a un loro servizio (che in quel periodo era stato importante, ma naturalmente costava), il responsabile mi disse subito che gli dispiaceva, non tanto per il motivo economico, perché avrebbe trovato presto un cliente sostitutivo, ma perché sapeva che il cliente sostitutivo sarebbe stato certamente musulmano e le sue trasmissioni non sarebbero state di informazione del tutto oggettiva. Lo spazio di frequenze nell’etere che noi lasciamo vuoto viene riempito da qualcun altro. Chi? Per che cosa? Ma questo è un altro discorso. Naturalmente per agire efficacemente in questo campo occorrerebbero risorse di cui noi certamente non disponiamo, e si deve vedere qual è il modo migliore di impiegare quelle limitate di cui disponiamo.

    Chi ha orecchie per intendere…

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  2. minstrel,
    oggi il blog di Costanza MIriano pubblica un’intervista al card. Eijk. Il tema centrale è il gender, ma il cardinale ricorda come sia importante che la Chiesa conservi i suoi mass media per permettere alla gente di essere informata correttamente.

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    • Supponi un cristallo composto da quattro molecole che al tempo T1 formano un quadrato, al tempo T2 un romboide, al tempo T3 un trapezio e al tempo T4 di nuovo un quadrato come al tempo T1 eppoi T5=T2, etc.

      Cioè una struttura ciclica nel tempo (come un motore quattro tempi) che passa attraverso le stesse configurazioni un tempo dopo l’altro.

      Tutto qui, in un certo qual modo.

      In Pace

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  3. Segnalo in questo post dedicato all’attualità, per completezza relativa al tema (ne avevo parlato io per primo) che in questi istanti ha avuto termine la veglia funebre “andata in scena” (parole del sito “Il sussidiario”) per Dj Fabo nella chiesa della parrocchia di S. Ildefonso. Per intenderci quella veglia che secondo Mons. Martinelli era stata concessa per venire incontro alla sofferenza della madre, e che nessuno avrebbe beninteso dovuto strumentalizzare. La pacata veglia ha goduto della diretta streaming su Repubblica (ho visto coi miei occhi diverse telecamere nei servizi, spero le abbiano arrestate sulla soglia). Tra gli intimi partecipanti, Marco Cappato, che ha avuto la buona grazia di non parlare, e il sindaco di Milano Beppe Sala, che con minore buona grazia ha detto la sua sull’urgenza di una legge sul fine vita. Al termine, festoso (e cristiano?) lancio di petardi e mortaretti, molto belli da vedere devo dire.
    Infine un enigma. Cito testualmente da “La stampa”: «Mi bastate tu e la mamma mi dicevi sempre, ma non era vero e ci soffrivi. Ne soffrivi tanto ma in quella sofferenza hai trovato la forza di tornare libero, il Fabo che eri prima» ha detto Valeria Imbrogna nel corso del momento di preghiera a lui dedicato nella chiesta di Sant’Ildefonso a Milano, la parrocchia della zona dove è cresciuto. (quindi secondo http://www.lastampa.it/2017/03/10/italia/cronache/fuochi-dartificio-per-lultimo-saluto-a-dj-fabo-la-fidanzata-ci-hai-chiesto-di-non-essere-tristi-dLEnm8g010p6C03aXDJvsI/pagina.html , la fidanzata avrebbe avuto il permesso di dire dall’altare che mordendo il pulsante che gli ha iniettato il veleno per ucciderlo, Dj Fabo ha finalmente compiuto l’agognato gesto di liberazione). Ma veramente Marco Tarquinio su “L’avvenire” aveva detto ribattendole, giorni fa: “Dj Fabo non è libero, è morto”. E sempre l’Avvenire si era fidato delle parole di don Suighi, che aveva assicurato a Lucia Bellaspiga: “terrò una breve meditazione, come sempre quando preghiamo per una persona defunta. Sarò io solo a parlare”. Quindi o qualcuno (La stampa) sta cambiando la verità, oppure qualcuno (il parroco?) ha cambiato idea.

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  4. Ha cambiato idea il parroco, che ha fatto intervenire, smentendosi, la fidanzata. Si legga infatti https://www.avvenire.it/attualita/pagine/dj-fabo-preghiera-in-chiesa-milano . Da notare come la Bellaspiga (che mi piaceva di più, prima di questo articolo) vada in direzione ostinata e contraria rispetto agli altri giornali. Questi trascurano le letture bibliche sulla sofferenza di Giobbe fatte dal parroco, e danno rilievo solo alla frase sulla “forza di tornare libero” (= suicidio in Svizzera). La Bellaspiga rende giustizia al parroco, riporta le parole all’altare della fidanzata, ma significativamente omette (censura?) di riportare proprio la frase che tutti gli altri riportano.
    Nella parte finale dell’articolo la Bellaspiga accenna addolorata al chiasso inutile e avvilente dei fuochi d’artificio. Peraltro omette di riferire altre parole di partecipanti secondo me ancor più avvilenti, cioè il confronto ingeneroso che fa Mina Welby tra ieri ed oggi, dicendo che prima niente a suo marito nessuna misericordia, oggi finalmente si apre (ritornello anche ai Tg di stasera, primo quello di Mentana); insomma Welby e Dj Fabo due morti affini, ma per fortuna oggi è cambiato il Papa.
    So di girare il coltello nella piaga ma ripeto: il caso Dj Fabo ha avuto in sé molti risvolti disturbanti, uno dei quali, secondo me, è proprio questo, che si cerca inutilmente di occultare: l’atteggiamento politicamente corretto, fino a diventare supino, mantenuto da diversi esponenti della chiesa, milanese in questo caso. Che non ha osato controproporre alla famiglia una preghiera privata e lontana dai riflettori. E che a maggior ragione non è riuscita a chiedere discrezione ai familiari e “tifosi” neanche in seguito, in chiesa e fuori.

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    • E il vescovo Scola novello Ponzio Pilato si e’lavato le mani della faccenda.. non ha detto una sola parola ! Forse perche’fra poco c’e’la visita del papa a Milano e non poteva rischiare magari di dire qualcos di poco gradito alle alte sfere. Che tristezza!Se nella Chiesa non ci sono piu’vescovi coraggiosi e sulla cattedra di Sant’Ambrogio siedono prudenti volponi.

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