Franco Nembrini – I misteri della fede e l’uomo: l’Incarnazione

nembrini“Andiamo ora all’altro mistero: “incarnazione, passione, morte e resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo”

Se provo a pensarci mi viene la pelle d’oca: c’è dentro tutto! Fino a prima di Gesù l’opposizione fra materia e spirito era spesso radicale. Tanto che quasi tutte le religioni e filosofie antiche dicevano “per essere noi stessi dobbiamo coltivare lo spirito, tendenzialmente liberandoci dalla materia” oppure si salvava la materia negando lo spirito. […] Ma se invece il secondo mistero della fede è vero, allora la materia è sacra, divina! Davvero allora “nemmeno un capello del vostro capo sarà perduto”. […] Nulla, niente andrà perduto perché la materia è per così dire abitata dallo spirito. Siamo uno! Non abbiamo un corpo, come se ci fosse il Franco Nembrini da qualche parte qui dentro, quasi esistendo indipendentemente dalla carne, noi siamo il nostro corpo. Il nostro corpo e la nostra anima. E nulla andrà perduto. Se è vero significa che l’unico vero materialista è il cristiano. Sentite, lo dico sempre ai ragazzi a scuola, ma quanto pazzi bisogna essere per inginocchiarsi davanti ad un bicchier di vino o ad un pezzo di pane? Non so voi, ma io la domenica lo faccio! Quelli di altre religioni potrebbero benissimo dirmi: “ma te sei scemo? ma cosa fai? Ti inginocchi davanti ad un pezzo di materia?”. E’ tutto qui. Se il secondo mistero è vero, è fatta, è tutto salvo, perfino i connotati della mia mamma e del mio papà che sono morti, sono salvi. Li rivedrò proprio come li ho conosciuti. Vuol dire che l’amico è veramente la presenza del divino nella tua vita! Vuol dire stimare il mangiare e il bere. E il sedersi a tavola in un certo modo. […] La tavola imbandita, la tovaglia bianca, della domenica perchè è domenica, son gesti che hanno senso. Se l’incarnazione è vera, la materia è salva, è eterna. Ce la portiamo dietro, risorgeremo! E’ una fede questa da andar giù di testa! Una religione che ha il coraggio di incensare i cadaveri. Anche se sei un poveraccio e non puoi pagare l’incenso al tuo prete con le braccia corte, stai tranquillo che quando muori ti deve incensare gratis! Perché la Chiesa Cattolica la salma la incensa, cioè usa l’attributo della regalità. Davanti al cadavere, che sappiamo tutti che fine fa, prima di consegnarlo alla terra lo incensa, riconoscendogli il massimo attributo di nobiltà e grandezza.

Bisogna percorrere tutto il paradiso con questo in testa, con l’idea di capire se le cose stanno davvero così, perché se stanno così per Dio, stanno così per noi. Primo: se si possa essere uniti veramente e che questo valorizzi la persona e non la schiacci, non la mortifichi. In una domanda: si può amare o nell’amore ci si perde? Secondo: tutto davvero sarà salvato? Tutto di ciò che amo, che apprezzo, che stimo, tutto? Il Paradiso per Dante è camminare per sapere dei due misteri principali della fede tanto che, lo annuncio, nel trentatreesimo dirà ciò che ha capito in ordine a questi stessi due misteri.”

Nembrini, Franco. “Nel mezzo del cammin”, puntata 26 – Canto I del Paradiso. Tv2000. 2016.  Video on line

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Categorie:Aforismi

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4 replies

  1. Ma l’articolo non contiene alcun carattere di testo? Io lo visualizzo così

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  2. Ripristinato, scusatemi! Deo gratias esistono le revisioni precedenti salvate in automatico in wordpress… 😀

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  3. Articolo meraviglioso… mi ha commosso!

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