Giuseppe Belotti – La forza del padre

belottiRicordatevi cari genitori: la forza del padre sta nello sguardo della madre.

Belotti, Giuseppe. Educare alla fede, 2013, Convegno Educare alla Fede, 4 febbraio

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Categorie:Aforismi

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70 replies

  1. Ciao a tutti. Ho problemi di connessione a go-go 😦
    In attesa che TelecomItalia mi colleghi al mondo civile e nella speranza che quella sia connessione decente, mi dicono nel giro di 10 giorni……questo video è troppo lungo perché me lo possa vedere per intero. (sono comunque riuscita a vedere-udire il pezzo di Minstrel-San Patrizio: bravoooooooo). Quando sarò decentemente connessa mi guarderò ANCHE questo di Don Belotti, oltre a molte altre ore di videolezioni e audiolezioni che volevo sentire in questi mesi in cui mi sono mancati i mezzi tecnici.
    Nel frattempo: Minstrel mi potresti sintetizzare in brevissimo commento il significato di quella frase di Don Belotti che per ovvi motivi (esposti in recenti miei post) mi interessa?
    “La forza del padre sta nello sguardo della madre”.

    Vorrei ancora una volta chiarire il mio pensiero. Per me è scontato che una donna e una madre deve supportare il marito/padre; è scontato che gli debba attribuire fiducia e responsabilità; è scontato che lo sguardo sul compagno non deve essere di competizione ma di collaborazione. Anzi io direi che è nella stessa natura di noi donne comportarci così. La competizione è un vestito innaturale che alcune volte la società riesce ad imporre alle donne – ma in generale, nella maggioranza dei casi, in coppia e in famiglia noi seguiamo la nostra vera natura che è collaborativa e cooperativa, tendente ad armonizzare le forze in ballo. Questo (ironia della sorte, che con me è stata ironica parecchio, ma a me l’umorismo piace quindi tutto bene) questo lo credo fin da giovanissima….cioè fin da quando, senza ancora avere tante letture ed esperienze al mio attivo, seguivo, perseguivo e credevo alla mia natura femminile.

    Dalla mia esperienza, e di tante altre donne, quindi oggi dico che, fatto salvo quanto già detto sopra, la “mancanza” che continuo a rilevare è più nell’atteggiamento odierno dei padri-uomini.
    (e questo NON vuole certo puntare il dito sugli uomini, come di certo NON credo che Don Belotti voglia puntare il dito sulle donne quando pronuncia quella frase, della quale però mi manca l’intero contesto. Si tratta più che altro di comprendere una certa dinamica uomo-donna e di interpretarla correttamente nella prospettiva di ciò che accade oggi alla coppia-famiglia-società).

    Quando Simon iniziò la serie For Men Only, riferita principalmente ad una modalità spirituale maschile, ho ritrovato molto di ciò che ho maturato nelle mie stesse convinzioni: una spiegazione forte (anche provocatoria) di un ruolo e responsabilità maschili da rivedere/recuperare in quanto oggi perduti da moltissimi uomini. Lo sviluppo di quelle discussioni da parte di vari lettori, a parte qualche raro commento, non mi aveva comunque fatto percepire una vera comprensione dei lettori di ciò che stava dicendo Simon: far capire all’uomo chi è, far capire al padre il ruolo che ha perso e che nessuna donna può fargli recuperare se non parte da lui stesso una vera presa di coscienza.
    Tradotto in pratica: secondo me una donna/madre può tentare molti modi (dolci oppure fermi oppure anche conflittuali) per favorire il terreno più adatto allo sviluppo del ruolo maschile…..però SE l’uomo non prende coscienza che deve uscire da una dimensione infantile…..DAVVERO io penso che non ci sia nessuna donna, “sottomessa” oppure “incazzata” che possa svegliarlo. (Infatti molti uomini non fanno altro che passare da una relazione infantile all’altra pur di rimanere “deresponsabilizzati”…..eterni bambini alla costante ricerca di eterne bambine oppure di eterne madri che assecondino il loro infantilismo).

    Per questo vi chiedo un chiarimento psicologico-filosofico:
    come si può coniugare quello che dice Simon sull’atteggiamento maschile-virile da recuperare (che in For Men Only era prettamente spirituale, ma estendibile ad atteggiamento psicologico-filosofico) con questa frase di Don Belotti che Minstrel riporta?
    In pratica, solo a leggere quella frase, Don Belotti si mette nella stessa prospettiva della Costanza Miriano…. prospettiva, che ho già detto altrove, a me non convince più di tanto. Dirò di più: trattasi di prospettiva di cui ero convinta (anche ‘predicatrice’) io stessa fino a pochi anni fa. Ma che oggi mi sembra una visione che rimane ancora troppo superficiale (seppur ancora valida per alcuni aspetti e probabilmente anche risolutiva per qualche coppia/famiglia con problemi poco gravi, cioè con problemi non della portata che investe oggi coppia e famiglia).

    Grazie delle eventuali vostre riflessioni.

    Spero, dopo questo post, di riuscire di nuovo al più presto ad accedere a Crocevia per leggervi.
    (nota tecnica: quando ho problemi di connessione, Crocevia purtroppo è l’ultimo blog al quale posso accedere. Può accadere anche che possa accedere al 90% dei miei siti preferiti, per quanto pesanti, mentre a Crocevia nisba finché non c’è connessione adeguata…)

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    • Cara trinity, ho visto la prima mezzora del video: molto bello, ma dura tantissimo; forse finirò di vederlo oggi pomeriggio.

      Al decimo minuto don Belotti dice: “Ricordatevi, cari genitori: la forza del padre sta nello sguardo della madre”. E subito dopo aggiunge: “Oggi non affronteremo questo tema, ma ci sarebbe tantissimo da parlare di questo”. Don Belotti , per affrontare il tema dell’educazione, parte dalla nascita di un figlio. Da dove nasce un figlio? Dalla r e l a z i o n e dei genitori; non solo il corpo, ma tutta la persona nasce dalla relazione dei genitori. Vuol dire che il bambino nutre la propria personalità succhiando la materia prima dalla relazione Madre/padre. Egli, per crescere e diventare una persona responsabile, ha bisogno a s s o l u t o della guida del padre, ma egli si fiderà del padre solo se la madre insegnerà al figlio a guardare con fiducia, con stima, con affetto, con ammirazione, con amore al padre. Il padre, da solo, non ha alcun potere sul figlio. Solo attraverso la mediazione della madre i figli possono godere dell’educazione del padre. Ecco perché “ La forza del padre sta nello sguardo della madre”. Tanto più la madre sarà incoraggiante e convincente, agli occhi del figlio, nel guardare al marito con ammirazione, tanto più il figlio si getterà con piena fiducia tra le braccia del padre e lo seguirà. Se manca lo sguardo positivo della madre verso suo marito, nessun padre potrà mai educare un figlio.

      Cosa sta succedendo oggi? La figura del padre è stata massacrata e cancellata. Quali sono le conseguenze? Figli (maschi e femmine) irresponsabili. Tutto è perduto allora? Quasi tutto, non tutto. Perché, a dispetto della folle ideologia del femminismo, nel segreto delle case, le donne fedeli a se stesse ed alla loro femminilità continuano ad affidare i loro figli ai mariti permettendo così al padre di educare i propri figli. Naturalmente, perché questo sia possibile, occorre anche che ci sia un marito c a p a c e di fare il padre. E per essere capace di fare il padre, bisogna che, a suo tempo, quest’uomo abbia avuto una madre che gli ha permesso di essere educato da suo padre.

      E chi si ritrova, a trent’anni, ad essere immaturo ed irresponsabile a causa di un padre assente o di una madre onnipresente? Non resta che affidarsi al Padre attraverso l’intercessione della Beata Vergine Maria.

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      • Grazie Giancarlo, dettagliatissimo nell’esposizione iniziale che spiega questo aforisma. Un appunto su Don Belotti: stava parlando a Clusone, a pochi chilometri da casa sua e in un contesto da lui conosciutissimo (Clusone fu una sua ex parrocchia per intenderci), ecco spiegato il suo ricorso al l’ironia e al bergamasco usato spesso e volentieri. Per me che conosco il dialetto è una goduria, soprattutto quando Giuseppe ricorda suo padre e il suo essere saggio contadino fedele a Dio (e in questo ricorda tanto il bellissimo post for men di Simon sulla tradizione paterna); spero per voi lo sia quasi altrettanto. 🙂

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        • Premetto che non ho ancora visto il video però da questa chiara esposizione mi chiedo sinceramente se non si sia rimasti ancora alla diatriba matriarcato e patriarcato e riguardo l’atto carnale/sessuale stesso non si prenda con convinzione il fatto che la dispersione del seme è cosa diversa dallo stesso.

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          • Senti professò, ce lo spieghi tu come si fa ad educare alla fede?

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          • La Fede mi sembra sia un patto che và ottemperato, c’è poco da educare.

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            • La Fede NON è un patto… semmai porta ad una Alleanza, in questa Alleanza UNO solo è il Fedele… SEMPRE (cf. Genesi 15)

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            • Ma che me devi fà risponde colle 3 grazie?

              N’Alleanza secondo te che d’è? Poi che palle sta fedeltà incrollabile di Dio…pare che l’inferno ( eterno secondo la vostra ideologia ) non esista.

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              • Che d’è?? ‘Na cosa diversa da la Fede… (come ho già detto…) sei tu che l’hai nominata nel contesto sbagliato…
                L’inferno – eterno – sta a dimostrare che alla Fedeltà eterna e incrollabile di Dio, l’uomo può nel suo libero arbitrio e per prorpia scelta, dire di no…

                Poi Daweedijn (già daouda) se te devi rompere le palle… che vuoi da me?
                Le 3 grazie te salutan.

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            • tralasciamo l’inferno e le stupide argomentazioni di Tommaso d’Aquino.

              La Bibbia la leggi? Perché a me sembra evidente che sia ANCHE così.

              Per quanto riguarda Dio. Tutti sappiamo talmente bene chi è Dio che ne parliamo da dipendenti.
              IO sono coerente, per me l’inferno è perpetuo e non eterno, che è una differenza abissale.
              Quindi posso salvare quel che te ti devi autoconvincere a sostenere.

              Io rompo le palle perché voi siete gente che , vivendo, è possibile incrociare ( per l’appunto ). Che sia qui od altrove…dovrebbe anche trasparire il satanismo del mezzo, perché io di solito sono tutt’altro che così perché uno s’accorge di certe cose e si quieta mentre qua così no.

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            • od il satanismo mio, che fà lo stesso

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            • La Bibbia di daouda quale è? Senza Chiesa la Bibbia è massa informe di libri contradditori. Tutto il discorso naufraga nella classica aporia protestante.

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            • Forse non ti rendi conto che qui il protestante sei tu, per me. Ma tralasciando questo non senso, tutto sto bisogno di etichettare lasciatelo perdere che è meglio!

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      • Ho dato il mio “like” al commento di Giancarlo, quindi ho poco da aggiungere salvo, senza volere spostare l’asse del discorso, su quanto sia importante anche lo “sguardo del padre” verso la madre che aprirebbe capitolo parallelo e complementare 😉

        Quanto è importante ad esempio, lo sguardo di amore del padre verso la moglie (madre), perché le figlie (femmine appunto) desiderino e cerchio l’uomo che le guarderà con lo stesso sguardo e facciano propria la femminilità che è della madre, non come clone psicologico ma come identità di genere (lo stesso vale per i figli maschi nel guardare alla relazione padre/madre)… e qui si aprirebbe un tema sin troppo attuale.

        Ma vorrei restare sul tema dell’educazione. Quando torniamo con queste interessanti e giuste riflessioni ad un tema che *segna* la vita e il futuro delle persone, dà il cosiddetto “imprinting”, dovremmo farne tesoro per valutare e avere la giusta misericordia per coloro che poi da adulti vivono nell’errore, nel peccato e hanno atteggiamenti di vera e propria “cattiveria” che umanamente non ci spieghiamo, né spesso perdoniamo.
        Servono a poco le sapienti e dotte analisi se dalla teoria non si riceve un corretto impulso per la “pratica”, se la “filosofia” resta esercizio accademico…

        Nel bene e (ahimè) nel male, siamo TUTTI figli di una storia, di un padre, di una madre, dell’assenza dell’uno o dell’altra, assenza fisica o psicologica o peggio, presenza deleteria.
        Chi porta delle profonde ferite NON sanate dalla sua infanzia, non riuscirà (quasi) mai ad essere Adulto equilibrato e con tutti gli attributi che potremmo qui elencare tipici, ma non univoci, del proprio essere Uomo o Donna.
        Ferite profonde che non sanate vengono perciò spesso ricacciate nel profondo di noi stessi, perché motivo di sofferenza e perché in queste ci sentiamo profondamente DEBOLI e perciò ci difendiamo, ci proteggiamo, spesso con una aggressività e una violenza che pare smisurata e immotivata.
        Ferite profonde che possono trovare un strada di guarigione certo, ma la strada maestra, la strada certa, quella che darà MOLTO di più della stessa guarigione alla singola ferita, è e RIMANE l’incontro con Cristo nostro Signore e Salvatore.

        Questa dovrebbe anche essere la nostra PRIMA cura, pensiero e sollecitudine, verso coloro che vediamo ai nostri occhi come peccatori (ma feriti), cattivi (ma feriti), ingrati (ma feriti), violenti (ma feriti), ingiusti (ma feriti). Nostra, di chi per primo è stato guarito…
        (Va da sé che vi sono altre ragioni e motivi a ingiustizia, malvagità, peccato ecc… ma non di questo sto qui parlando…)
        … e meno male che avevo poco da aggiungere 😉

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        • Ma sono solo belle parole. Come fai ad incontrare Cristo se non fai quello che dice e non sai realmente ciò che dice. E scrivo dice perché è Parola.
          In questo senso chiaramente si comunica con Lui. Dovremmo chiarire che ruolo deve avere il sesso maschile e femminile al riguardo, perché la storia dei gregari o delle vergini lascia secondo me il tempo che trova.

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          • Forse non ho afferrato il problema, ma io Cristo l’ho incontrato quando NON facevo ciò che Lui dice, perchè decisamente ignoravo ciò che realmente dice.
            L’ho incontrato perché (come sempre) è DIO che prende l’iniziativa e va verso l’Uomo, NON viceversa… la Scrittura, gli stessi Vangeli questo insegnano.

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            • Si si ok. Anche un sasso incontrò Cristo allora , o credi che i suoi piedi beati non giovassero alla stessa terra che pestava?

              A che serve questo decantato equilibrio lo sapete solo voi. Non è che se uno è handicappato si riequilibria in Grazia di Dio.

              Tutta sta serie di articoli rimpiange qualcosa che Dio stesso ha voluto “distruggere”.

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            • Non che non sia d’accordo è, ma è è l’approccio che mi sembra sbagliato.

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              • Mi pare porti il discorso all’eccesso… o esageri nel paradosso.
                Non vedo alcun nesso tra un sasso e una persona, poi direi sei in contraddizione: prima affermi che anche la terra che Cristo calpestava ne traeva giovamento, poi non vedi il giovamento che dovrebbe trarre un handicappato (?!)

                Handicappati siamo TUTTI… handicappati dal peccato!

                Quindi concludendo, non sono affatto d’accordo ed è il tuo approccio che trovo sbagliato 😉

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            • Sul giudizio che riguarda questa serie di articoli non entro… non li ho seguiti abbastanza e ancora non mi sono fatto una precisa idea in merito.

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            • ma sti cazzi dell’andi-capace, dell’andicapace parlavamo relativamente alla grazia mentre per il sasso affermo e dichiaro che è molto più vicino a Cristo il sasso che da Lui fu pestato che tutti sti discorsi, ma anche tutti gli pseudo incontri con Lui.
              A me non mi sembra che i santi abbiano diversa consolazione che la volontà di Dio, incontro o no, sti cazzi.
              Capito il senso?

              Non parlavo del peccato parlavo proprio delle TARE naturali.

              Ma il mio approccio è irrilevante, e lo sò bene che è sbagliato.

              Guarda che tutto il discorso è giusto e condivisibile. Ma mi fate arivenì in mente la storia de quel rifiugiato scappato dai campi nordcoreani che veniva torturato cor foco.
              Cioè…mmo parete della sqola che je volete a fa vince la paura der foco quando quello appena lo vede scappa?

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            • Le fonti del tuo dire daouda e un poco di chiarezza a scapito della forma divertente.
              E 27!
              Altrimenti sto giro saltiamo tutti (te compreso).

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          • Diciamo che da quando si celebrano messe contrarie ai canoni ( secondo il II concilio di Constantinopoli ) la parte occidentale non è che può addursi molta credibilità.

            Più interessante è capire perché io faccia così. Oltre qualche disturbo mio, è il modo dei vostri articoli che è artato.

            Sarà che per me Aristotele e Platone non si contraddicono affatto, anzi, per me sò due fiji de na mignotta belli acchittati.
            Sarà pure che per me la filosofia greca in sé per sé era un deterioramento di robba italo-tirrenica.
            Sarà che per me l’ambiente semita ciàzzecca puro parecchio con l’Italia.
            Sarà che pé me Cristo in Kashmir ed Britannia prima dei suoi 30 ci è andato.
            Sarà che il tempio di Giano era chiuso alla nascita di Cristo.

            Sarà tante cose.
            Ora, fatti i pregiudizi che vuoi, consolazione dei santi non è incontrare o no Cristo. Basta fare la Sua Volontà nell’umiltà ossia nel non agire proprio.
            Se Cristo vive in un tale individuo, forse si capisce meglio il distacco di maestro Eckhart senza dover fare gli isterici.

            Ergo…
            Certe cose sono irrecuperabili. Ve dovete sempre ricordà che l’ingegneria sociale ha prodotto sta pappardella.
            E che gli stimoli vengono riattivati in automatico. Uno maturo che nasce cojone, è maturo perché ce stanno i cojoni, no perché è maturo.
            Intendo?

            Quindi secondo me è proprio na strada sbagliata da battere.

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    • Sono felice che ti sia piaciuta la canzone trinity. 🙂 la spiegazione l’ha fornita Giancarlo mi permetto semplicemente di aggiungere che don Belotti in questo caso parla della coppia in sè, non della madre o del padre. Parla dell’Unione di intenti che deve esistere nella coppia durante l’educazione del figlio, perché troppe volte mi è capitato di vedere coppie in sfida è non in collaborazione su questo punto. 🙂

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  2. E intanto il doogle di Google dedicato alla donna è tutto un programma…

    Donne lavorate! (Ebbasta)

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  3. Eccomi 🙂

    Grazie Giancarlo per il riepilogo della lezione di Don Belotti. Quindi praticamente quella frase sulla madre risulta solo un accenno di cui non si può sapere molto di più (e che sarà presente in altre sue lezioni. Ok Minstrel grazie, ho capito il problema dell’eventuale competizione nell’educazione dei figli, e su quello concordo certamente. Infatti io sostengo la collaborazione, con ruoli psicologici ben definiti di padre e madre).

    Premessa: Dio ci chiama ad essere persone complete IN LUI, o meglio, in Cristo Gesù. L’essere maschio o femmina non deve costituire scusa o alibi per attribuire all’altro sesso la responsabilità della propria crescita o non crescita, dignità o non dignità, capacità o incapacità di essere uomo/donna laddove siamo chiamati ad esserlo e qualunque circostanza “esterna” ci succeda. (E spero tanto che tutto questo sia sempre stato chiaro nei miei interventi, quando parlo di maschi e femmine).

    San Paolo: “Non c’è più uomo e donna. Tutti infatti siete uno nel Cristo Gesù”.
    Mi piace molto, moltissimo, come viene affrontato il discorso qui http://www.cristianocattolico.it/catechesi/studi/la-donna-nelle-lettere-di-s-paolo.html da Padre Marcello Buscemi, La Donna nelle Lettere di San Paolo.
    “Ciò che si dice di positivo o negativo dell’essere umano appartiene sia alla donna che all’uomo”
    “Rivestiti di Cristo nel battesimo, si è prodotta nei cristiani una “nuova creazione”, che li immedesima alla vita di Cristo Signore. Questa nuova realtà produce da una parte un’unità, meglio un’identità unica tra tutti i battezzati: essi sono uno, perché tutti conformati a Cristo; dall’altra si determina un superamento esistenziale di ogni differenza etnico-religiosa, socio-politica e persino naturale, perché sorge una nuova dimensione, in cui ognuno, pur nella diversità personale, assume la “forma e il tipo di Cristo”. Si ha, cioè, un’unità personale e organica, dove ogni persona umana – uomo o donna che sia – per la sua immedesimazione totale a Cristo, porta il contributo della ricchezza della propria personalità, che si manifesta in tutti gli aspetti della propria storia personale, sociale, razziale e religiosa”

    Ok, ora entro nel vivo, sempre ricordando che (vedi premessa) stiamo operando distinzioni a volte troppo generalizzanti tra i sessi, ma ok stiamo tentando di analizzare un pò “maschilità” e “femminilità” nell’odierna società.
    Sapete qual è la mia sensazione? Quella di quando voi su Crocevia tentate di spiegare che cos’è la “Realtà” (in filosofia) ad Andrea e/o ad altri riduzionisti e non riuscite a fargli allargare lo sguardo fino ad abbracciare l’ampiezza necessaria.

    Sembra quasi che mi diciate, e infatti lo dite: “Se la donna ha il giusto sguardo, l’uomo prima o poi comprende, l’uomo si ravvede, l’uomo cresce e diventa finalmente UOMO – e così verrà rispettato anche dai figli, se ci sono”.
    Quello che sto tentando di dire io è: “Purtroppo oggi ciò è vero abbastanza raramente, ed è vero solo quando l’uomo RISPONDE adeguatamente a quello sguardo femminile”.
    E, fondamentalmente, risponde SE C’È, cioè se c’era già un uomo di fronte a quello sguardo femminile, se davanti alla donna sta un UOMO, anche se in corso di maturazione (percorso che dura per tutti/e tutta la vita).

    Ma sul serio voi non vedete questa realtà intorno o voi, nelle coppie?
    Voi non vedete questo “ammanco” di responsabilità maschile, non attribuibile a vari ed eventuali sguardi femminili?
    Sì ok, ci sarà pure qualche donna competitiva, qualche iena castrante che fulmina qualche malcapitato ma…..mi pare esagerata la generalizzazione che si sta facendo passare in tanti discorsi.
    Inoltre, vorrei ricordare che ben prima della Miriano, e praticamente da sempre noi donne troviamo Manuali di tutti i tipi rivolti a noi per diventare “belle, brave e buone e dolci”. (se già non lo fossimo abbastanza).
    Ora, girala e voltala e trasportala dove vuoi….ma sempre là siamo: noi donne dobbiamo capire qualcosa che ancora non abbiamo capito, oppure ricordare ciò che avremmo scordato….. E se la coppia/matrimonio oggi va male: è stata la donna! È stato lo sguardo della donna. Punto. (Attenzione: non contesto Don Belotti che devo ancora conoscere e che mi sembra bravissimo insegnante. Qua io “contesto” la piega di certe discussioni che, lo voglio ricordare, hanno anche fatto irritare molto la nostra Lieta).

    SEMBRA CHE.
    Sembra che l’uomo non debba imparare mai niente, sembra che l’uomo abbia sempre, come sempre, già capito tutto e il suo comportamento sia stato sempre adeguato alla situazione nei secoli dei secoli – che però poi, poveraccio, sia stato contrastato dalla donna nel suo corretto sviluppo maschile.
    Sembrerebbe che: se l’uomo non viene “imbeccato” da una donna, se non viene “favorito” da una donna, se non viene “incoraggiato” da una donna, se non viene “stimato” da una donna…. non potrà mai capire ed affermare la propria maschilità e virilità.

    E tutto ciò mi va anche benissimo da un certo punto di vista, punto di vista limitato ma anche condivisibile nel fare analisi non troppo profonde, anzi potrei intrupparmi nella media superficialità pure io, potrei pure spingermi sul piano autobiografico/personale ed ammettere tranquillamente di essere anch’io personcina “ricercata” per quello sguardo incoraggiante che mi ritrovo, ecc. e che devo pure stare attenta a non incoraggiare troppo chi non devo incoraggiare, perché io guardo la gente piuttosto bene “di default”, e perché mai dovrei guardare male la gente??, e nel giro di due minuti mi capita spesso nella vita reale che i miei occhi incoraggino anche il racconto libero di storie intime di vita, eccetera…. Insomma basta guardarmi in faccia, la mia faccia come quella della maggior parte delle donne/ragazze che conosco, per cogliere sguardi non certo stroncanti sugli uomini.
    Perciò non capisco quando parlate di tutte queste donne che non vedono l’ora di competere e stroncare e “vincere” sull’uomo/marito…..anzi a me sembra proprio che sia una contraddizione in termini quella che fate, quella di voler consegnare alla donna il potere di rendere virile o non virile un uomo.
    Io credo che la donna sia tenuta ad accogliere, a fare appunto da terreno fertile…. e non certo ad andare a formare il maschio che NON C’È: quello spetta ai padri e in generale alle figure maschili!. La relazione con la donna viene DOPO.
    Sembra anche che a volte, en passant, voi qui lo diciate SOTTOVOCE e poi però ad ALTA VOCE andiate a contraddirlo con questa storia delle donne che devono formare l’uomo.
    Ma se l’uomo non prende mai una decisione ferma su chi/che cosa vuole essere e su dove sta andando…..non c’è donna che lo possa plasmare. E infatti, voilà: il mondo è pieno di 40-50-60enni (e oltre) che ancora non hanno oltrepassato la soglia psicologica dei 15 anni e continuano a comportarsi da adolescenti, siano essi sposati o pluridivorziati o eterni signorini libertini.

    Però c’è poco da fare, purtroppo ritorniamo sempre lì, alla lamentela: se c’è errore ed inadeguatezza….non può che essere femminile. La caccia alle streghe non è ancora finita? 😦
    Sì, poi in due righe ogni tanto si richiama che anche il maschio dovrebbe fare “la sua parte”, però….

    Quello che non ho capito…..sono i consigli psicologici, filosofici, spirituali che si danno qui agli uomini. Mentre per noi donne abbiamo a disposizione intere enciclopedie da studiare (e porca vacca se le ho studiate)…..il consiglio per l’uomo sarebbe semplicemente: trovati una donna con lo “sguardo giusto”, e che possibilmente abbia frequentato corsi per sapere bene che cosa deve fare o non fare con te.
    Sì, ok. Mi va bene, benissimo.
    Ma poi? Quando Lei ti ha “guardato bene” con occhi di stima e ammirazione, e quando Lei non ha mai messo in ridicolo le tue debolezze di uomo, ma anzi le ha amate con cura, tu uomo CHE COSA FAI?
    Un piccolo manuale per l’uomo c’è oppure a lui basta aspettare quello che gli cade dal cielo?
    Ma che uomo mi state descrivendo su questi pubblici schermi, scusate?

    Alla domanda io potrei rispondere con moltissime storie di vita vissuta (non solo da me) e sono tutte storie che confermano che non basta una vera donna a fare un vero uomo…..se lui NON vuole esserlo, se lui non si decide MAI ad esserlo.
    Anzi….a me pare che già detta così si sia capovolta anche troppo la questione. (*vedi prossimo post)

    Nei giorni scorsi, ispirata da altra discussione e in vena di revisione psicologica, avevo stilato una lista dei “difetti/non virtù” che presentavano diversi “bravi uomini” rispondenti ai 5 punti d’oro di Simon…..”difetti” che inficiavano nella pratica quei 5 punti e che determinavano fallimenti relazionali, matrimoniali, eccetera.
    (difetti che praticamente io ci ho messo anni ad individuare, perché appunto io e molte altre donne siamo talmente abituate ad analizzare i nostri errori, mancanze, difetti, molto più e molto prima di individuare una “colpa” maschile)
    Poi però che cosa è accaduto a quella lista che avrei potuto postare? È accaduto che anche se io sono “anonima”, le amiche a cui mi posso riferire sono anonime, gli uomini a cui mi riferisco sono anonimi, le storie sono tutte anonime……ecco, anche solo scrivere una lista di specifici difetti maschili (molto pratici e prosaici) su un blog mi sembra un colpo eccessivo al mondo maschile, visto anche che qua sembrano esserci molti lettori uomini. Forse molti si potrebbero sentire feriti nell’autostima o in qualche modo accusati e quindi non lo faccio. Magari qualche lettore sta lavorando sui suoi difetti e magari si sentirebbe a disagio a leggere quelle mie osservazioni particolari che mettono il dito nella piaga.
    E questo forse può anche testimoniare qualcosa su quanto le donne non siano poi così propense a sfoderare sguardi e giudizi spietati e definitivi,anche se legittimi e sofferti.

    Tutte queste donne che bloccano lo sviluppo maschile del marito e quindi distruggono matrimoni, relazioni, psiche dei figli…. io non le conosco.

    Io conosco donne che, in silenzio e piena dedizione, amano e curano marito, famiglia e figli.

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  4. (*)

    http://www.artcurel.it/ARTCUREL/RELIGIONE/CRISTIANESIMO/TeologiadelCorpoGiovanniPaoloII.htm

    Secondo me è proprio partendo da una prospettiva biblica che, sempre nella pari dignità e ferma restando la reciproca collaborazione tra uomo e donna, si devono però usare dei termini, delle espressioni verbali che non vadano ad affermare: “è la donna che plasma l’uomo” oppure “lo sguardo della madre determina la forza del padre”. (fatto salvo il corso di psicologia della coppia di Don Belotti, il quale certamente contestualizzerà il tutto adeguatamente)

    Ma scusate….sono proprio io che non capisco?
    Secondo me la propensione della donna ad essere accogliente ed armonizzante non dovrebbe confondersi mai con suoi presunti “poteri plasmanti” sul compagno (col quale maturerà nel reciproco amore)…..perché quei “poteri” a me sembrano da doversi attribuire più all’uomo/padre/figura maschile che ha formato o non formato l’uomo in questione. E quando quei “poteri” se li assumesse la donna/madre (e spesso ahimè deve farlo) iniziano a determinarsi in famiglia tanti squilibri e squilibri e ancora squilibri, nella coppia e nei figli.

    Secondo me un buon ripassino dell’ordine delle cose potrebbe essere utile.
    Quindi alla necessaria e definitiva prospettiva di San Paolo io aggiungerei anche qualche altro richiamo sulla ricerca di identità dell’uomo.
    Dalle catechesi (Teologia del corpo) di Giovanni Paolo II

    “Questo primo essere umano la Bibbia lo chiama “uomo” (“‘adam”), mentre invece dal momento della creazione della prima donna, comincia a chiamarlo “maschio”, “‘is”, in relazione a “‘iššâ” (“femmina”, perché è stata tolta dal maschio = “‘iš”) (Quanto all’etimologia, non è escluso che il termine ebraico “‘iš” derivi da una radice che significa “forza” [“‘iš” oppure “‘wš”]; invece “‘iššâ” è legata ad una serie di termini semitici, il cui significato oscilla tra “femmina” e “moglie”.

    “Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta” (Gen 2,22-23).
    “Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne” (Gen 2,24).”

    “L’affermazione di Dio-Jahvè: “Non è bene che l’uomo sia solo”, appare non soltanto nel contesto immediato della decisione di creare la donna (“gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”), ma anche nel contesto più vasto di motivi e di circostanze, che spiegano più profondamente il senso della solitudine originaria dell’uomo. Il testo jahvista lega anzitutto la creazione dell’uomo col bisogno di “lavorare il suolo” (Gen 2,5), e ciò corrisponderebbe, nel primo racconto, alla vocazione di assoggettare e dominare la terra (cf. Gen 1,28). Poi, il secondo racconto della creazione parla della collocazione dell’uomo nel “giardino in Eden”, e in questo modo ci introduce nello stato della sua felicità originaria. Fino a questo momento l’uomo è oggetto dell’azione creatrice di Dio-Jahvè, il quale nello stesso tempo, come legislatore, stabilisce le condizioni della prima alleanza con l’uomo. Già attraverso ciò viene sottolineata la soggettività dell’uomo.
    Essa trova un’ulteriore espressione quando il Signore Dio “plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo (maschio), per vedere come li avrebbe chiamati” (Gen 2,19). Così dunque il primitivo significato della solitudine originaria dell’uomo viene definito in base ad uno specifico “test”, o ad un esame che l’uomo sostiene di fronte a Dio (e in certo modo anche di fronte a se stesso). Mediante tale “test”, l’uomo prende coscienza della propria superiorità, e cioè che non può essere messo alla pari con nessun’altra specie di esseri viventi sulla terra. Infatti, come dice il testo, “in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome” (Gen 2,19).
    “Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma – finisce l’autore – l’uomo (maschio) non trovò un aiuto che gli fosse simile” (Gen 2,19-20)”

    “Tutta questa parte del testo è senza dubbio una preparazione al racconto della creazione della donna. Tuttavia essa possiede un suo profondo significato anche indipendentemente da questa creazione. Ecco, l’uomo creato si trova, fin dal primo momento della sua esistenza, di fronte a Dio quasi alla ricerca della propria entità; si potrebbe dire: alla ricerca della definizione di se stesso. Un contemporaneo direbbe: alla ricerca della propria “identità”.

    “L’omogeneità somatica, nonostante la diversità della costituzione legata alla differenza sessuale, è così evidente che l’uomo (maschio), svegliatosi dal sonno genetico, la esprime subito, quando dice: “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta” (Gen 2,23).
    In questo modo l’uomo (maschio) manifesta per la prima volta gioia e perfino esaltazione, di cui prima non aveva motivo, a causa della mancanza di un essere simile a lui. La gioia per l’altro essere umano, per il secondo “io”, domina nelle parole dell’uomo (maschio) pronunziate alla vista della donna (femmina). Tutto ciò aiuta a stabilire il pieno significato dell’originaria unità. Poche sono qui le parole, ma ognuna è di grande peso. Dobbiamo quindi tener conto – e lo faremo anche di seguito – del fatto che quella prima donna, “plasmata con la costola tolta… all’uomo” (maschio), viene subito accettata come aiuto adeguato a lui”

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  5. Intanto, questo commentatore di uccr mi ha fatto troppo ridere http://www.uccronline.it/2015/03/08/women-of-the-world-difendiamo-la-vera-dignita-delle-donne/#comment-158626
    “[…] Senza Maria e le altre donne ad attenderli, a preparare il pasto e il letto, come avrebbero fatto quei girovaghi bighelloni di Gesù ed il suo codazzo di “seminaristi imbranati” ad andare avanti? Chi si sarebbe occupato degli aspetti logistici di quella combriccola?”
    🙂

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  6. Nel frattempo, in data 8 marzo, Costanza Miriano specifica….
    http://costanzamiriano.com/la-sottomissione/

    Costanza:“[…] la sottomissione non viene dal deprezzamento, non la si sceglie perché si pensa di non valere. E poi perché è il frutto della scelta della donna è il fatto che l’uomo sarà pronto a morire per lei”
    Ecco, visto, era come pensavo: la Costanza ha trovato un uomo, e non è che lei ha creato un uomo. Fosse lui già uomo oppure solo in nuce non cambia poi molto. Tanti uomini oggi invece dicono anzi spergiurano che “morirebbero per lei” ma appena si scalfiscono un’unghia nell’ambito di reciproco interscambio e cammino di crescita comune…..vanno in crisi perché non tollerano di essere minimamente “toccati” da una donna o in generale da “altro da sè”. La maggioranza vuole vivere da single con moglie annessa, oppure da single con moglie e figli di contorno. E non sono per nulla delle eccezioni.

    Costanza:“Quanto ai ruoli e ai rapporti di forza tra i sessi devo a malincuore ammettere una cosa. Essere donna mi ha procurato solo vantaggi: ignoro se la mia auto possegga una ruota di scorta, ed eventualmente dove si nasconda, la subdola. Non ho la minima idea di come, attraverso quali misteriose vie la mia casa venga rifornita di energia elettrica, calore, gas”

    Ecco. Forse ho trovato la differenza tra me e Costanza. La differenza tra Lieta e Costanza. La differenza tra tante mie amiche, parenti, conoscenti e Costanza. La differenza tra le mie esperienze di vita (dirette e indirette) e quelle della Miriano.
    Anche se sono cose per cui non sono tagliata e di cui detesto occuparmi….io purtroppo SO, anzi debbo per forza sapere dove sta la ruota di scorta e molte altre cose della mia auto; so molto bene dove stanno quadri elettrici, pompe di calore, caldaie, termosifoni, filtri del condizionatore, lampadine, torce, cacciaviti, allacciamenti dalla pubblica via fino ai cavi che entrano in casa, rubinetti centrali di gas e acqua, pozzetti delle fognature, scarichi, scoli delle grondaie….nonché tutta la contrattualistica delle utenze e costi mensili relativi. Inoltre conosco e mi sono occupata dei termini del mio mutuo ipotecario, degli interessi, di variazioni, scadenze e pagamenti, eccetera. Ho sempre dovuto occuparmene io, tecnicamente e materialmente (e non certo perché io avessi più mezzi economici), comprese le sanzioni per “dimenticati” pagamenti di qualche utenza che disgraziatamente avevo delegato al mio ex-convivente, poi per fortuna (o per grazia) non più diventato mio marito…….Ma non è che lo status coniugale (da molto tempo progettato) avrebbe cambiato le cose e moltissime donne un uomo così se lo sono regolarmente e sacramentalmente sposato, come ho rischiato di fare io. E qui mi sono volutamente limitata a citare solo dei piccoli, secondari, innocui difetti di un maschio – tutte “mancanze” sopperibili benissimo da me……Certo, se debbo guardare ai 5 golden points di Simon: quel ragazzo faceva sport, politica,volontariato, lavoro a posto, simpatico, stimato e quant’altro indicante “bravo ragazzo” ma non lo era -…..e solo dopo molti anni che predicava di fare famiglia e tante buone cose, mi disse (dopo un pò di tempo dalla fine della storia) che in realtà non voleva famiglia né figli, lui pensava che fosse meglio non farli (e tantomeno adottarli, strada sulla quale a parole da anni mi supportava) – fatto poi confermato, direi a questo punto, dopo anni, confermatissimo anche dalle sue successive relazioni, scelte e modus vivendi……..
    Però il fatto NON è la mia lunga (anni) e sofferta ex-storia finita e sepolta nello svolgersi della quale, oggi lo so per certo, sono stata davvero graziata che sia finita in particolari circostanze di vita (davvero credo per Grazia, anche se mi rendo conto non è bello affermare nei confronti di qualcuno che è stata una grazia, ma per me lo è stata. E spero troverà un giorno anche lui la sua grazia – ma se non fosse finita avrei continuato forse a dargli fiducia, ancora per quanto?, alle sue fandonie sulla famiglia, si era anche fatto il corso per il matrimonio e giù anche lì fandonie a go-go…..).
    Il fatto fondamentale di tutta la storia (e di molte altre storie che conosco) è che posso testimoniare che tante donne di mia conoscenza hanno sposato uomini come quello. Magari questi uomini non sono del tutto coscienti di come si comportano……magari loro per primi non sanno proprio chi sono e dove stanno andando…. e quindi sembrano impegnati in una relazione ma non lo sono. Non sono IN relazione. Perciò io affermo che spesso la donna non può fare proprio nulla: qui siamo molto più indietro dello “sguardo femminile” nella coppia. Posso testimoniare, senza tema di smentita, che molti matrimoni sono finiti o sono oggi disastrati a causa di uomini/maschi così. E non parlo tanto del lato tecnico-economico che accennavo di mia particolare personalissima esperienza – quello è solamente indicativo e paradigmatico di un atteggiamento immaturo del maschio moderno, che poi si può esprimere anche nelle questioni pratiche-economiche ma in realtà quelle sono solamente le punte degli iceberg, di tutto un comportamento irresponsabile maschile oggi molto diffuso. Certamente più diffuso dell’irresponsabilità o immaturità femminile.

    Io la vedo così: ce ne sono proprio tanti di maschi/uomini del genere ma guai a dirlo troppo apertamente 😐 E guai ad uscire dal politicamente corretto “è dinamica di coppia” e ancor più politicamente corretto “le donne moderne sono cambiate”.
    Mi chiedo: si può andare un pò oltre questi luoghi comuni e ogni tanto gettare uno sguardo critico (costruttivo) anche sul mondo maschile?
    Posso capire benissimo che qui nel blog mi sto rivolgendo a buoni padri di famiglia che probabilmente possono avvertire una sorta di offesa da parte mia…..ma secondo me è proprio dai buoni padri di famiglia che potrebbe partire un INSEGNAMENTO e un monito ai tanti “maschi moderni” che sicuramente possono osservare intorno a loro.

    (se poi un qualche monito maschile, da uomo a uomo, partisse anche da Croce-via, sarei felice di leggerlo. E con me, credo, molte altre donne. Anche Lieta)
    Grazie dell’attenzione.

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    • Cara trinity, mi pare che continui a sfuggirti un dato fondamentale: OGGI LA FIGURA DEL PADRE NON ESISTE PIU’; è stata talmente demonizzata, colpevolizzata, caricata di ogni sorta di male da parte dell’ideologia femminista, che nessuno più si azzarda ad insegnare ad un figlio maschio a diventare un vero uomo. Né, le donne, possono pretendere di avere accanto veri uomini, se prima non si preoccupano di lasciare che i loro figli maschi siano educati da maschi.

      Temo che le tue reazioni scandalizzate di alcuni giorni fa, rispetto a certi miei commenti, lascino fin troppo chiaramente intuire che anche tu, come la maggioranza delle persone oggi, sia fortemente prevenuta nei confronti del vero maschio. E’ per questo che non capisci come mai la maggior parte degli uomini, oggi, siano degli irresponsabili (oppure finocchi): perché non capisci che SONO DEI CASTRATI dall’ideologia femminista.

      L’unico modo di uscire da questa situazione è quello di tornare a VALORIZZARE LA FIGURA DEL MASCHIO, QUELLA DEL PADRE e di tutte quelle figure e ruoli che sono tipicamente maschili, dove occorre (uso della) forza, determinazione, coraggio, amore per la guerra (contro il male, o contro i nemici), disponibilità al SACRIFICIO, senso del DOVERE, regole, onore, giuramento, fedeltà, gerarchia, potere, RESPONSABILITA’.

      Ecco! Te l’ho già detto più volte ma fai orecchie da mercante. Non puoi pretendere di avere accanto un vero uomo, se non gli insegni queste cose. Ma queste cose, oggi, SONO TABU’, neanche se ne parla. Anche qui, su crocevia, ho trovato reazioni, nel migliore dei casi, tiepide rispetto a queste mie affermazioni; ma non sono mancate reazioni isteriche. Eppure siamo su un blog dove l’amore e la venerazione verso la figura del padre dovrebbe essere patrimonio comune.

      Non lamentatevi dunque (non solo tu, trinity) se i VERI MASCHI oggi scarseggiano.

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      • Oh Giancà, io ESISTO e mi reputo PADRE a tutti gli effetti, virile quando serve, dolce anche quando serve…
        Tu esisti (mi pare…), ho diversi amici – esistenti pure loro che – esistenti pure loro – reputo ottime figure di padri e ve ne sono di credenti e non-credenti (esuliamo quindi un attimo dal padre come educatore alla fede)…
        Quindi evitiamo queste affermazioni di carattere apocalittico… poi parliamo della difficoltà, della crisi, di “specie in via di estinzione” (?), di tutto quello che vuoi, ma se qualche padre ancora esiste (e esiste!) avrà figli che impareranno da lui ad essere padri a loro volta.

        Poi a me “veri masschi” mi fa tanto da macchietta da cabaret, ma è solo una questione di lessico, non credo intendiamo cose tanto diverse (basta che non sia L’uomo che non deve chiedere mai! cit.) 😉

        Buona giornata.

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        • Ciccio, non sono io che mi lamento del fatto che oggi non ci sono più uomini responsabili. Vai a spiegarlo a trinity che invece, oggi, è pieno di uomini veri.

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          • Mi sfugge qualcosa “ciccio”… chi ha scritto sopra: ” OGGI LA FIGURA DEL PADRE NON ESISTE PIU’ ” (?!) 😉

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            • L’ho scritto io, infatti questa è la mia opinione. E la conferma di questa opinione sta nel fatto che trinity non riesce a vedere tutti questi veri uomini: proprio perchè non ci sono più padri degni di questo nome, capaci di crescere su un figlio maschio come si deve.

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            • Certo, caro, hai ragione: io credo che tanto la chiesa cattolica quanto la famiglia (piccola chiesa domestica) siano in una crisi gravissima, tale da lasciar spazio ai peggiori incubi di un cattolico…

              Ma so anche che ci sono, GRAZIE A DIO, uomini e donne fedeli che sapranno collaborare con Dio, che mai abbandona chi è fedele, alla ricostruzione del mondo in un’era di pace.

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              • Dovresti cercare di dormire più tranquillo “ciccio”… il Cristiano non ha incubi (forse il cattolico si…). Esame di coscienza, compieta e dormi sereno.
                O dubiti che la vittoria sarà di Nostro Signore?

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  7. Fondamentale chiarimento, che potrebbe sfuggire ad una lettura veloce dei miei post:
    Io NON contesto Costanza Miriano. (e neppure Don Belotti).
    Solo che lei sta parlando della struttura del Corso 2 Avanzato.
    Io sto parlando del Corso Base.
    (ed è evidente dalle mie parole che secondo me oggi c’è più bisogno del Corso Base. Il Corso 2 lo comprendiamo ancora in pochi ed è nostro dovere guardare a chi resta indietro….)

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    • Puntando però sempre ai carismi più alti e alla santità 😉

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      • Vero.
        Come dice Don Belotti a inizio corso fidanzati (più o meno): “chiedo a chi è abituato alle profondità dello spirito di fermarsi per aiutare chi non lo è, accettando i miei discorsi quando saranno terra terra. E chiedo a chi non è avvezzo a volare con il pensiero di fare uno sforzo per innalzarsi verso l’alto, quando i miei discorsi cercheranno di sollevarsi da quell’essere terra terra.
        Siamo tutti chiamati a quella che noi cattolici chiamiamo santità. Ma chiunque è qui punta ad un matrimonio che abbia successo, no? Ce forse qualcuno che vuole sposarsi perché adora divorziare dopo dei bei litigi? Ecco, questa volontà è una chiamata alla santità”

        Ripeto: più o meno! 😀

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        • “C’è forse qualcuno che vuole sposarsi perché adora divorziare dopo dei bei litigi?”…

          Ecco questa che sembra una domanda banale e scontata è invece fondamentale. Ed è anche la giusta domanda che si può porre quando si affronta un colloquio con una coppia in crisi… aiutarli a riandare con il pensiero a quei giorni, a quei progetti, a quelle speranze… se vogliamo a quei “sentimenti” (anche se alle volta l’amore sembra tramutato in odio…), non tanto perché questo basti, ma per ritrovare anche la volontà di “ripartire”, di darsi una nuova chance, perché la separazione, il divorzio è e rimane IL FALLIMENTO di un progetto! Fallimento di coppia, ma anche personale…

          Non che questa sia l’unica “strategia”, ma può aiutare. La cura poi è UNA SOLA! Intraprendere un cammino di conversione per scoprire o ri-scoprire su cosa poggia REALMENTE il prorpio Matrimonio… per arrivare poi a scoprire su cosa REALMENTE dovrebbe poggiare la propria vita.
          La Pietra Angolare poi sappiamo quale è 😉

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        • C’è forse qualcuno che vuole sposarsi?

          … ah già! Si certo: gli omosessuali!

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          • Mazza Giancarlo… certo deve essere una bella fatica alzarti tutti i giorni che vivere nel mondo come lo vedi tu! Te credo che hai l’avatar urlante (come ti vede tua figlia…) 😉 😐

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            • Ciccio! Vai a guardarti un po’ di dati sul matrimonio, poi vediamo se sono io che ho una visione negativa, o se è l’intero istituto famiglia che sta franando.

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              • Eh si… siamo in piena era “franozoica” 😉

                (io intanto tengo botta e vedo che non frani il mio di matrimonio che quello si sarebbe un dramma!)

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    • Ma non è un discorso squisitamente psicologico ed educativo? Cioè non è un ambito legato alla cosidetta pedagogia/scienza dell’educazione? Sinceramente non saprei dire cosa DEVE passare il maschio ai figli e cosa DEVE formare la donna.
      Il discorso poi mi sembra talmente complesso vista la soggettività dell’esperienza “famiglia” in questo periodo che nemmeno tento di entrarci. Non vuole sembrare una resa, tutt’al più è comprensione dei miei limiti personali.
      Di una cosa sono certo, avendo frequentato Don Belotti: quando lui parla di queste cose non risparmia nessuno. Da un colpo al cerchio e uno alla botte, sempre. O se non lo fa, dice il consiglio in un modo talmente “vicino”, con empatia umana davvero speciale, che chi lo riceve si ferma ad ascoltarlo e ha riflettere sulle sue mancanze, non sulle mancanze del partner che non gli consentono di seguire quel consiglio.
      Appena vedrai il video capirai cosa intendo carissima trinity.
      Per ora non posso che ringraziare tutti di questa disputa sorta intorno a questa piccola (grande, a quanto pare) frase.

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  8. Cara Trinity,
    ho letto i tuoi commenti e ho fatto un piccolo lavoro di aggiornamento perché persa in altre lande e con i genitori in casa mi ero persa la pregressa discussione nei post precedenti (non capivo cosa fosse successo con Lieta, ad esempio). Non sono ancora riuscita a sentire per intero il video del post, ma ciò che ho sentito mi trova d’accordo.
    Per quanto riguarda il tuo racconto, trovo molte affinità con il mio personale vissuto (anche io ho alle spalle una convivenza finita non bene) e concordo con te nel rilevare che intorno abbondano i maschi-bambini mentre non si vedono donne-bambine. Ma questo non vuol dire che non ci siano donne immature. Semplicemente l’immaturità nella donna si manifesta in altro modo, più difficile da rilevare purtroppo.
    Leggendo la Miriano ho trovato molto azzeccata la sua analisi della immaturità femminile. Sostiene – e io condivido perché lo noto anche io osservando le mie passate relazioni e alcune intorno – che la donna immatura (immatura nell’ottica della relazione) tende al controllo e alla manipolazione. E’ chiaro che nel mondo in cui viviamo è difficile identificare questo atteggiamento con immaturità; la donna aggravata dal peso del maschio bambino che deve fare fronte da sola alle responsabilità ha una aura eroica. Ma questa immaturità al femminile è complementare in negativo a quella maschile, su queste fa leva colui-che-divide per compiere la sua opera; l’uomo diventa sempre più bambino, la donna sempre più “eroica”, il risultato è che non si incontrano mai, anzi si allontanano sempre di più.
    Permettimi di suggerire un esercizio che a me ha aiutato molto a guardare le cose in prospettiva: accantona un attimo le relazioni che non funzionano e se puoi osserva con attenzione e generosità un matrimonio riuscito con almeno 15 anni di relazione. Guarda bene come parlano tra di loro, come si pongono insieme, cosa dicono l’uno dell’altro quando non sono insieme, come fanno fronte alle difficoltà quando arrivano. Credo che una simile esperienza sia molto importante per la maturità affettiva delle persone, uomini o donne che siano, single o in relazione. Dovrebbe essere una delle materie del corso-base. di cui parli.
    Per quanto riguarda la “disponibilità” di partners “all’altezza” bisognerebbe fare sempre presente che non ci sono ricette ne formule ne punti-fidanzato che tengano. NULLA ci prepara al matrimonio perché quando i giochi sono fatti nulla è più come prima, anche se all’inizio non ci si accorge (credo sia così anche quando si diventa genitori, ma non ho questa esperienza). Persino le persone meglio disposte e più mature vanno incontro al matrimonio con delle aspettative che verranno puntualmente deluse. A un certo punto, finita la luna di miele, le fantasie patinate cadono e si inizia a percepire la realtà dell’altro, di se stessi e della relazione. Questo è un momento molto delicato – ed è per questo che l’invocazione della Sua Grazia è fondamentale – perché è la che si insinua il serpente cercando di mettere in luce ciò che non va, le brutture proprie e altrui, la bruttura del rapporto e lo scarto con la fantasia patinata svanita. E’ fondamentale avere chiara la direzione che deve avere lo sguardo di entrambi i coniugi, sempre guardando verso di Lui, chiedendo il Suo aiuto e affidandosi completamente, e poter contare con dei modelli di riferimento che non siano quelli che propone il mondo. E sapere che c’è chi ci vuole divisi, cercando di capire da quale ferite tenta di entrare.

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    • @Lidia, “…cosa dicono l’uno dell’altro quando non sono insieme” – ottima cartina di tornasole 😉

      “NULLA ci prepara al matrimonio perché quando i giochi sono fatti nulla è più come prima…”
      Sottoscrivo in toto, perché poi ci saranno anche tutti i fatti della vita, da quelli umanamente belli e quelli umanamente meno, che NON saranno più vissuti come “single”… alcuni di questi avvenimenti possono avere ricadute sull’uno o sul’altra nella coppia, che neppure potevamo immaginare (e in questo caso parlo specificatamente di prove o croci), che possono mandare completamente in tilt l’ “altro/a” per come lo/a avevamo conosciuto/a o credevemo avrebbe potuto reagire.

      Insomma certamente una bella avventura, degna d’essere vissuta, (altro che isola dei famosi!) che può mettere alla prova anche i più forti e/o mostrare tutte le nostre debolezze, ma nostra forza e nostro canto è il Signore 😉

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    • Cara Lidia, naturalmente siamo tutti d’accordo sul fatto che oggi “abbondano i maschi bambini”. Giustamente però, fai notare che anche donne immature abbondano, pur essendo meno evidenti nelle loro mancanze. Interessante poi l’esercizio che proponi, di osservare “con attenzione e generosità un matrimonio riuscito con almeno 15 anni di relazione”. Certo, può essere rivelatrice l’osservazione. Probabilmente, osservando una coppia “felice”, ci si accorgerebbe che l’amore, su cui si regge la relazione, è un amore fatto, prima di tutto, di volontà, di buona volontà. Un “amore” certamente diverso da quello che viene comunemente inteso oggi con questa parola. Un amore fatto di sacrificio, di fedeltà, di responsabilità, che sa rimanere all’interno di un progetto a lungo sognato e condiviso.

      Sono anche d’accordo sul fatto che NULLA ci prepara al matrimonio; infatti io sarei per abolire i corsi prematrimoniali, che non servono proprio a nulla. Quello che non capisco è di cosa state parlando, tu e trinity, quando parlate di “Corso 2 Avanzato” o di “Corso Base”; quello di cui parla Costanza non è un “corso” di preparazione, è semplicemente quello che noi cattolici sappiamo da sempre: la donna deve essere sottomessa al marito e l’uomo deve essere pronto a morire per lei. Ma tutto questo non lo si impara ad un corso di preparazione, lo si apprende solo di padre in figlio, attraverso l’educazione. E siamo di nuovo alla figura del padre che oggi non esiste più. E’ lì il problema, nel fatto che ci sono rimasti troppi pochi uomini capaci di fare il padre e di insegnare ai figli ad essere responsabili. E quei pochi, mi pare di capire, stanno anche parecchio sulle palle.

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      • La considerazione finale è una lamentazione autobiografica? 😏😁

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        • Nessuna lamentazione, carissimo, anzi: è motivo di orgoglio, oltre che essere rassicurante, il fatto di essere fortemente avversato su questi temi. Del resto sono I FATTI (personali, oltre a quelli sociali), grazie a Dio, a darmi ragione.

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      • Non sono d´accordo che i corsi non servano. Devono essere ben fatti se non preparano avvertono di quello che succederá. Non salveranno la famiglia, ma forse salvereranno il sacramento del matrimonio, peché molti desisteranno de di riceverlo.

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      • Caro Giancarlo, non fraintendermi. Che nulla ci prepari al matrimonio significa che un uomo e una donna non possono sapere che sarà di loro una volta uniti in matrimonio. Ma la preparazione in se è fondamentale, proprio per riuscire al meglio nell’avventura. Hai ragione sul fatto che tale preparazione inizia in famiglia, ma se leggi Familiaris Consortio trovi che a questa preparazione lontana deve seguire una preparazione prossima e poi una immediata. Alle volte però manca una di queste (o quella lontana, o quella prossima) e un corso di preparazione non riesce a colmare i vuoti di una mancata precedente preparazione. E’ su questo che bisognerebbe lavorare, come si fa con tutti quei cristiani (magari riconvertiti, come nel mio caso) a cui è mancato la preparazione in famiglia o la catechesi in gioventù o entrambe. Io sono stata fortunata perché mio marito ha avuto una lunga preparazione dall’infanzia e siamo grazie a Dio circondati sia di clero preparatissimo sia di matrimoni saldi. Ma proprio perché ho tutte queste benedizioni intorno vedo ciò che spesso manca.

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    • Grazie cara Lidia per questo azzeccatissimo intervento che condivido in toto. Il taglio, l’angolazione che volevo mettere in luce nei miei post (cioè l’attuale situazione della maggioranza di coppie e matrimoni) ha un pò oscurato quello che IO vivo profondamente (e quindi anche esternamente) ed è l’atteggiamento che tu ottimamente descrivi.
      Ciò che mi ha spinto a ripescare il “passato” (ma “presente” per molte donne) è stato ed è vedere molte persone in difficoltà, quelle che io sostengo abbiano bisogno di un amorevole “Corso Base”.
      Comprendo bene (perché la si può osservare benissimo) la questione che citi dell’ “immaturità femminile”: la manipolazione della donna può essere peraltro facilmente svelata quando si assiste a casi (femminili) in cui ad esempio non si vuole che il marito entri nemmeno per sbaglio in cucina oppure non si vuole che metta le mani su quello che la donna ha “accaparrato” come simbolo del proprio essere “responsabilmente eroica” – salvo poi lamentarsi che “il marito non combina niente”.

      Personalmente è relativamente poco tempo (pochi anni) che inquadro la situazione generale come la puoi leggere nei miei post. Sono sempre stata “psicologicamente” molto matura (tanto matura da rivolgermi, pensa te, fin da giovanissima anche a psicologi in sedute di analisi molto serie quando avevo dubbi sul mio agire e pensare) – e ad esempio, strano a dirsi, il “dopo luna di miele” io l’ho sempre avuto ben presente, direi anche prima dei 20 anni. A 20 anni già “predicavo” ai ragazzi che mi capitavano a tiro che una coppia non deve richiudersi in quello pseudo amore dolce-romantico ma piuttosto aprirsi alla comunità, darsi da fare, eccetera.
      La mia riflessione di questi ultimi anni, grazie anche ad alcune semplici ed amorevolissime persone (e dopo oltre un decennio passato ad autoaccusarmi di qualsiasi cosa) è stata quindi che, in qualche modo, io ero “eccessivamente” matura e responsabile. (mi riferisco al lato psicologico. Da quello strettamente religioso è altra questione, perché in realtà seguivo altra religione, cristianesimo “a modo mio”, altre filosofie, ecc). Da lì ho cominciato ad usare una griglia interpretativa diversa anche per le altre donne, per le altre coppie. E ancora, da lì ho cominciato a vedere una certa struttura “più basica” nei rapporti tra uomo e donna – ed individuare mancanze più… “di base” , elementi fondamentali di cui avrebbero bisogno tutti.
      (una di queste mancanze è appunto il “padre”, la maschilità, ecc. – per quello ho alzato le antenne quando Simon ha iniziato a scrivere “for men only”. Io comunque non faccio risalire il problema al femminismo e nemmeno vedo una soluzione in certe descrizioni di macchiette di uomo, in certi proclami maschili “machi”).

      ” Permettimi di suggerire un esercizio che a me ha aiutato molto a guardare le cose in prospettiva: accantona un attimo le relazioni che non funzionano e se puoi osserva con attenzione e generosità un matrimonio riuscito con almeno 15 anni di relazione. Guarda bene come parlano tra di loro, come si pongono insieme, cosa dicono l’uno dell’altro quando non sono insieme, come fanno fronte alle difficoltà quando arrivano”
      Sono un’osservatrice nata (non invasiva) e questo esercizio lo applico praticamente da sempre. Potrei narrare delle storie, o frammenti di storie, bellissime 🙂
      In questi post mi concentravo su “quello che non va”, e credo che una buona parte di ciò che non va io l’abbia individuata anche specularmente, grazie a coppie meravigliose….. (forse il mio scrivere così tanto delle coppie in crisi ha dato l’idea che io vedessi tutto nero).

      Voglio comunque ringraziare tutti quanti sono intervenuti su questo argomento. Ci sono molti spunti utili. Se più tardi mi viene in mente dell’altro, lo aggiungo.
      Intanto un grande Grazie a tutti 🙂

      P.s. a me comunque questo padre “castrato” (Gianchi) dalla donna continua a non convincermi….. (stavo pensando ad esempio ad un aspetto particolare del femminismo: alla pillola contraccettiva e al fatto che NON sono state certo lobby di potere farmaceutico femminile ad imporla sul pianeta…..)

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  9. Spunto.
    Gianchi. “Figura del padre distrutta dall’ideologia femminista”.
    Domanda. COME è avvenuto il GOLPE ?

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  10. Veri Maschi…che avrebbero partorito mai carnalmente il Cristo caro Giancarlo, eppure Cristo Gesù fù maschio.
    La chiamata all’Amore è superiore a quella dell’Onore. Secondo me te la dovresti prendere direttamente con Dio non tanto per l’epoca, ma per il fatto che il nostro Dio è tecnicamente un coglione, praticamente un folle
    scandaloso.

    Quando rivedremo i canoni, magari si può discutere di maschi e femmine. Calcolando che le più grandi famiglie che governano il pianeta sono l’incarnazione del maschilismo ( che esiste , rilassati ), tirare fuori il femminismo è una misincomprensione.
    Come se poi la necessità non fosse mandare in vacca tutto, ma governare il mondo, pretesa che i distruttori non hanno e lasciano a quei cretini dei loro burattini.
    Se essi sono sacerdoti di satana, non è strano che siano “anonimi” e al di fuori della scena come lo sono i santi nel disprezzo con cui sempre si sono rapportati.

    Si può anche parlare di maschilismo o femminismo, ma è come parlare del materialismo filosofico. Prima del 1700 gli uomini vedevano il mondo proprio con altri occhi, e quello che è difficile capire, non è che fosse così solo intelligentemente o psichicamente ma anche corporalmente-sensibilmente.
    L’importante è il risultato.

    ——

    AD OGNI MODO NON CONCORDO con quel che viene scritto SE lo si stiracchia.

    La donna manipolatrice non è la donna manager misogina tutta lavoro e maschiaccia. Ugualmente l’uomo infantile non è “frocio” in automatico.

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    • Caro daweedijin, non è che abbia capito molto di quello che dici. Non capisco che cosa mi contesti.

      Siamo d’accordo sul fatto che Cristo Gesù fu ED E’ TUTTORA MASCHIO. Siamo d’accordo pure sul fatto che la chiamata all’amore sia superiore a quella dell’onore. Invece non capisco perché dovrei prendermela con Dio, che ha fatto bene tutte le cose. Non ho mai detto che non esiste il maschilismo. Esiste eccome.

      E allora?

      So anche che c’è chi vuole mandare tutto in vacca e lavora contro l’ordine costituito. Sappiamo bene, noi cattolici, che c’è una guerra in atto tra le forze del bene e quelle del male. E sappiamo che le forze del male stanno attuando una strategia che, in estrema sintesi, vuole condurre l’uomo alla completa disumanizzazione, passando attraverso il femminismo, l’omosessualismo, il transumanesimo e chissà quali altre diavolerie. Sappiamo pure che questa strategia è guidata da poteri occulti, che non amano farsi notare.

      E allora?

      Per me è ovvio che tutta la storia, fino ad arrivare alla drammatica situazione attuale, (in cui anche le più sacre e fondamentali istituzioni, come la chiesa cattolica e, addirittura, la stessa famiglia, su cui si fonda il genere umano, stanno letteralmente crollando) DEVE ESSERE LETTA IN CHIAVE APOCALITTICA, cioè alla luce del significato ultimo di tutte le cose. I fenomeni che qui su crocevia stiamo cercando di analizzare, quali, ad esempio, la crisi della famiglia, del matrimonio, dell’educazione dei figli, della figura del padre, ebbene, tutto questo non è comprensibile se non in chiave apocalittica.

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      • Dicevo che te la devi prendere con Dio tanto per…nel senso che tutti sti discorsi sull’essere Uomini, Veri Maschi e Vere Femmine, Veri Don e Vere Donne, con Dio lasciano il tempo che trovano.

        Satana tutto sommato rimane solo un perfido personal trainer, servo di Dio. Insomma hai presente il concetto di utile idiota?
        Il primo ed il migliore è chiaramente satana. Di conseguenza i vostri discorsi , per me, sono troppo affezionati e focalizzati su quel che dovrebbe essere, sono tendenzialmente, intenzionalmente e interminalmente discorsi politici in realtà, ossia discorsi manenti e non trascendenti, ma nell’Essere non c’è condizionale, e và sempre bene, una volta che ci si pianta in Esso e quindi chiaramente ci si conforma alla Sua volontà nelle proprie debolezze che non spariranno.
        Un frocio rimane frocio, un molle rimane molle, uno stupido rimane stupido e via discorrendo.
        Che poi ciò comporti un miglioramento esteriore, od un degrado, secondo la virtù, a noi non è dato sapere soprattutto perché si può possedere la virtù senza avere la possibilità di compiere NEMMENO UN’OPERA ESTERIORE. E’ più perfetto infatti chi vorrebbe davvero in un modo eminentemente perfetto far qualcosa ma non ha né le facoltà né i mezzi a disposizione o chi ha una minore e meno pura volontà in Dio ( ovviamente sempre in Dio ) epperò compie una miriade di opere buone e belle?Ci sono barboni alcolizzati e drogati che in realtà sono santi camuffati.
        Vallo a sapé!

        Quindi il maschilismo ed il femminismo non sono speculari affatto però. Se il maschilismo oggi si accompagna con l’effeminatismo, il femminismo dovrebbe essere l’esagerazione di certe tipicità manipolative femminili, mentre invece maschilizza le donne. E ciò a conferma del fatto che è stato creato da uomini maschi.
        A conferma dell’anelito apocalittico e del prossimo tradimento di stesse parti della Chiesa ( come è sempre stato ) .

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        • Dall’ontologia alla profezia, passando dal generalismo fumè del dire troppo sottolineando il nulla. Ovviamente il tutto visto sub specie aeternitatis strizzando l’occhio allo gnosticismo cretidiota e facendo il verso a mistiche ermetiche senza sugo e poca pasta.
          È uno dei tuoi capolavori quest’ultimo “””commento”””.
          Ma qui che ci scrivi a fare daouda?!

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          • Boh, cerco di accumulare più pietre sul mio capo probabilmente. Posso solo dirti di cercare di trarre qualcosa di buono/bello ossia di Bene dallo storto.

            Però una cosa voglio sottolineare di mio, che i tange. Sei comodino con le tue accuse nella tua seconda frase.
            Parchi e con poco condimento, è questa bella/buona dieta. Dovresti però rivedere molti temi , dall’eternità dell’inferno o del paradiso stesso ( lo dice la chiesa scismatico eretica , vista da occidente, ortodossa ) ergo dall’apokatastasi ( lo dice essa , memore che non ci sono condanne effettive , ma lasciamo perdere questa diatriba, è così e basta ) all’epictasi di Gregorio nazianzeno.

            Tutti NON PLATONISTI nel ribadire che la conoscenza di per sé non serve ad un cazzo, come ugualmente la devozione ed il sentimento e le opere. Ergo , non accusarmi male, ma continua, come fai, su quel che c’è davvero.
            E’ chiaro che sto mentendo , relativamente

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            • Sempre meglio, incredibile. Ricorda solo che all’uomo non è concesso l’illimitato.
              Chi ha orecchie intenda, gli altri in camper.

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            • Ma neanche la resurrezione di Cristo è credibile senza Grazia, inoltre essendo la Fede un dono… dunque…
              Che ce ne facciamo di un Dio che rimane Dio e che vuole talmente tanto bene all’umanità da togliergli addirittura la sua specificità assumendola in sé? Evidentemente le parole del Santo Vangelo di Giovanni erano fittizie.
              Dovresti invece capire e concretare meglio la Santissima Trinità che è proprio la Rivelazione più alta di Dio e vero nocciolo della nostra Fede in barba ad ogni ecumenismo e rito od iniziazione di cui troppo si ciancia tanto che malsapendo, malvolendo e malfacendo, mi tacci di guénonista…quando sono il primo a scindere il conoscere, l’amare o l’onorare, il conservarsi dall’Essere da cui “giungono”.
              Come fai a dire che Dio possa divenire una creatura se non ammetti che una creatura divenga Dio?
              Ti scandalizza così tanto, e così tanto ti sembra folle?
              Ma evidentemente Dio ” cos’è ” ? L’infinità possibile, la possibilità infinita, essa è Dio e sicuramente l’umano non vi giungerà mai.
              D’altronde tu erri ancora. Il vero illimitato che tu vuoi proteggere non ha neanche una nominabilità negativa eppure non sarebbe realmente illimitato se si precludesse la limitazione.
              In questo mal di testa, appare palese come io non possa affatto affermare quel che tu mi accolli. Le tue accuse di gnosticismo sono ingiuste, e se continuerai a farle perché ti lasci sviare dalla mia saccenza, sappi che assumerai anche l’infamia.
              La Trinità serve proprio a congiungere e sconfessare islam od induismo , approcci che Guénon amava porre come complementari appunto nella loro diversa concezione della divinità ( induisti arian-semiti e islamici camito-semiti ), mentre noi siamo l’unica e pura tenda di Sem, e dovremmo più riflettere sulle origini semite di Roma.

              Scrivo per cura personale,forse. Ad ogni modo sti cazzi 🙂

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              • Insomma Renè era dio: finalmente la fonte esce anche dalla tua penna. Come volevasi dimostrare c’avevamo azzeccato fin dall’inizio. Appena avrò voglia vedrò di criticare per bene il tuo dio minore, adesso tutti in camper e smettiamola qui.

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            • Ma porca troia ho capito che scrivo male e disconnesso, ma come fai a capire il contrario di quel che scrivo mi sorprende.
              E’ da n’ora che scrivo che Guénon è n cojone…

              Il succo del discorso comunque verteva solo sul fatto che essere maturi in mezzo a degli immaturi non significa essere maturi.
              Non martoriate chi, poraccio, la virilità non la potrà raggiungere mai…volesse la virilità Dio, saremmo figli di Edom…

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            • vale anche per la femminilità ov courze

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          • Ottimo modo per finire in moderazione.

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