Theologhia prêt-à-porter!

Vérsace artro vino!

Vérsace artro vino!

Riceviamo da Lidia il resoconto del suo viaggio nelle lande desolate, rivendute come rigogliosi campi elisi al miglior offerente, della Teologia che va per la maggiore. Potrebbe essere l’avvio di una analisi a più ampio raggio e più dettagliata sulle fonti, analisi già richiesta da altri su queste pagine. Ma con questo scritto che funge da bussola, la navigazione nelle profondità delle fonti non sarà più a vista.
Nei fatti questo scritto non è una entrata a gamba tesa, con nomi e cognomi, quanto una riflessione personale nata dopo una navigazione in un mare che – a quanto pare – sa tanto di uomo, ma un pò troppo poco di Dio…

Grazie Lidia!

_______________________________

TEOLOGIA ALLA MODA
appunti di un viaggio nel mondo della teologia del momento

 “Un uomo non diventa minimamente più eretico criticando la sua religione centinaia di volte. Non lo diventa neppure se la sua critica assomiglia a quella di quei critici che sono anche eretici. Diventa eretico nel preciso momento in cui preferisce la sua critica al suo cattolicesimo, nell’istante di separazione in cui lui pensa che la sua particolare visione è più degna del credo che lo unisce a tutti i suoi compagni. In tutti i tempi la Chiesa Cattolica è stata piena di gente che simpatizzava con certi movimenti sociali o certe idee morali, che possono avere come rappresentanti delle persone che sono al di fuori della Chiesa… La Chiesa non è un movimento o uno stato d’animo o una direzione, ma il punto di equilibrio di molti movimenti e stati d’animo ed esserne membri consiste nell’accettare l’arbitrato definitivo del punto di equilibrio, non nel rifiutarsi di accoglierli tutti sulla bilancia”.
G.K. Chesterton, “Chaucer e il medioevo”

 “Credo la Chiesa Una, Santa, Cattolica ed Apostolica”

 Il teologo “alla moda” ammette la convivenza di “Chiese” diverse, un ecumenismo creativo che esige pari dignità per ogni confessione e per ogni corrente all’interno di una medesima confessione (credo la Chiesa una delle tante).

 

Il teologo “alla moda” si nutre di contrapposizioni e opposti inconciliabili, Papa/Vescovi, pastorale/dottrina, progressismo/tradizionalismo, omo/etero ecc, onde definire un nemico da combattere (credo la Chiesa cattiva).

 

Il teologo “alla moda” ragiona per categorie di fedeli, mutuate dalla psicologia, la sociologia e la politica, e auspica una dottrina mirata, personalizzabile ed esclusiva (credo la Chiesa personalizzata).

 

Il teologo “alla moda” si abbevera a fonti diverse; bibbia, filosofia, psicoanalisi, sociologia, antropologia, scienze politiche… Le cita e interpreta tutte, fuorché i documenti del Magistero e il Catechismo della Chiesa Cattolica (credo la Chiesa discutibile).

 

Il teologo “alla moda” non ha altro Dio all’infuori di Se.

 

IL BAMBINO

L’eterodossia ha un suo perché e alla sua radice si trova spesso un’idea giusta. L’eterodossia è l’occasione per la Chiesa di temprarsi nella Fede e di approfondire la Dottrina. L’atteggiamento giusto per fare fronte all’eterodossia non è rigettare a priori un’idea chiudendosi rigidamente in posizioni che danno sicurezza, bensì la docilità della colomba e l’astuzia del serpente. L’eterodossia tenta, e così mette alla prova la Fede della Chiesa, la quale con discernimento e invocando la Grazia di Dio ha il compito di vagliare ogni cosa e tenere ciò che vale.

 

La teologia morale “alla moda” ha di positivo e condivisibile l’approfondimento dell’umano e la conseguente sollecitudine verso la persona, l’attenzione nei confronti della persona in relazione, delle sue aspirazioni, della sua dignità e felicità nel presente, un assaggio del Regno in questa vita. Nell’esercizio pastorale l’incontro con le persone, con i loro problemi personali materiali e spirituali, con le difficoltà della vita di tutti i giorni, fa emergere i bisogni della persona tutta intera nel momento contingente. Si, l’uomo è peccatore, ma come non capirlo, come non venirgli incontro, con tutte le sofferenze, le difficoltà, le circostanze avverse che deve fronteggiare? La compassione e la misericordia sono messe in primo piano, il salutare acquista dignità ed è messo a fianco del salvifico.

 

L’ACQUA SPORCA

La salvezza dell’anima sembra in fin dei conti non così urgente di fronte ad un così evidente bisogno di giustizia, di equità, di compassione. Forse se si aiuta l’uomo nelle sue difficoltà sarà poi più facile esortarlo ad occuparsi della sua anima immortale e della sua relazione con Dio. Leniamo prima il suo dolore per ben disporlo al messaggio evangelico. Cerchiamo di rendere questo messaggio più comprensibile e vicino alla sensibilità dell’uomo d’oggi. In fin dei conti questo è un messaggio di speranza, quindi perché non sforzarsi per rendere comprensibile e concreta questa speranza, più fruibile questo messaggio?

 

Leggendo i vari teologi “alla moda” si ha l’impressione che il loro linguaggio sia più adatto alla sociologia, alla psicologia, alla politica. L’intenzione spesso dichiarata è quella di rendere il messaggio cristiano in una veste nuova, al passo coi tempi, la quale permetterebbe una migliore trasmissione di esso nel mondo contemporaneo. Si parla soprattutto di vissuto, di coscienza, di contesto socio-culturale, di relazioni interpersonali, di “valorizzare ambienti di fede comunicativi”. Il discorso del teologo “alla moda” ha però spesso la consistenza delle cose fatte dall’uomo; dietro a una condivisibile sollecitudine verso l’uomo è spesso percepibile una certa arroganza (che si sfoga in genere in critiche più o meno velate al Magistero), segno di un cuore convertito al proprio personale vangelo.

 

Alla base delle proposte della teologia “alla moda” c’è in fondo la tesi che Dottrina e Tradizione della Chiesa Cattolica non siano (o non siano più) in grado di garantire la felicità delle persone e che siano quindi da modificare, se non addirittura da rigettare (forse è qui la sfida per la Chiesa, approfondire il concetto di natura, di persona e di felicità, dimostrare che la Dottrina è ancora e sempre necessaria per la felicità della persona).

 

Quello che è assente dal discorso teologico “alla moda” in fin dei conti è il sopranaturale, la rivelazione, l’incarnazione, la resurrezione, il mistero, il miracolo, il peccato, la dannazione o salvezza dell’anima. Nel discorso del teologo “alla moda” il sopranaturale (quella dimensione dove la realtà come la conosciamo e l’eternità s’incontrano) è sostituito dallo “spirituale”; si parla di “nuovi movimenti spirituali”, si distingue nell’uomo la dimensione “spirituale” da quella fisica/biologica, è questo uomo a due dimensioni che si relaziona con Dio e gli altri ed è questa “spiritualità” che determina la morale. Conseguenza di questa spiritualità disincarnata è che sia plausibile “rivedere coraggiosamente la pastorale dei sacramenti”. Il pastore è visto (o percepisce se stesso) come un “operatore pastorale” impegnato nel promuovere il benessere materiale, psicologico e spirituale del credente. Il fedele sceglie da se ciò che crede più adeguato alla sua crescita “spirituale”. Così il sacramento è ridotto a simbolo, la mediazione è ritenuta non necessaria e la Chiesa come la conosciamo obsoleta. Non più Deserto, non più Croce sono necessari all’uomo per incontrare Dio. Grazie a Dio sappiamo che anche questa nuova “moda” passerà.

 

Lidia B

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Categorie:Filosofia, teologia e apologetica

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26 replies

  1. si potrebbe sintetizzare tutte queste parole di Lidia in una sola frase.
    Il teologo ” alla moda ” non ha più fede.

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  2. Siamo sempre lì: di fronte a gente, in questo caso “teologi” che sono più filosofi della religione che teologi cattolici in senso proprio, che non ha incontrato il Cristo nella propria vita e che non capiscono, leggendo la Bibbia, che Cristo si incontra nella storia d’amore che ha con il Suo Popolo lungo i millenni e non a scapito di codesti..

    Siamo proprio nell’esplosione dell’individualismo: popolo e-stirp-ato, senza antenati, totalmente protestantizzato, senza connessione storica con la Risurrezione di Cristo, non più consanguineo con il Figlio dell’Uomo, Seconda Persona della Santissima Trinità.

    Una sola soluzione, un solo rimedio efficace: amare sempre di più la Chiesa, la Madre della nostra Stirpe, conoscerne sempre meglio il Magistero Autentico, riallacciare la nostra storia personale con Cristo a quello della Vita della Chiesa.
    In Pace

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  3. La teologia alla moda è quella che non si occupa del bene, ma del benessere, dimenticando che la sofferenza, la croce, è un dono di Dio. Non sto dicendo che sia male cercare la felicità anche in questo mondo, anzi. E’ legittimo cercare la felicità quaggiù e rimuovere, se possibile, qualunque causa della sofferenza. Però tutto questo non è essenziale per la salvezza. Non è essenziale star bene per salvarsi.

    L’unica cosa essenziale è salvarsi. Ma di questo non si occupa la teologia alla moda.

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  4. Quale santo ci ha mandato Lidia da queste parti?
    Complimenti !

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    • In OT.
      Nell’attesa di “The Phantom Pain” ho ripreso in mano “Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots” , giusto per un ripassino e per allenamento…
      Già ne parlammo con Minstrel -su un topic che non ricordo- a proposito della metafisica di certi videogiochi, e di quanto ci si possa scorgere in “ricerca”, e all’epoca mi fu chiesto se avessi potuto farne un articolo.
      Se siete interessati potrei farci un pensierino, poichè si andrebbero ad affrontare temi giù trattati, con la possibilità di trattare un tema di attualità che purtroppo ci tocca da vicino. Ovviamente l’articolo sarebbe della categoria ” For men only” poichè è in quell’ottica che andrebbe inquadrato il tutto e perchè tocca molti dei temi in quel trattati. Gradirei un cenno di assenso per eventualmente iniziare, altrimenti mi risparmio la fatica di “prendere appunti” durante le sessioni di gioco.

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      • Come già ti scrissi, Ubi, non mi dispiacerebbe leggere qualcosa al riguardo, anzi! Naturalmente devi aspettarti una ignoranza abissale da parte mia circa il genere. Insomma, non possiamo discettare su tips o tricks che dir si voglia e forse nemmeno addentrarci nelle storie che narrano questi videogiochi. Certamente possiamo fare astrazione e usarli come “pretesto per…”, ovviamente sotto la tua guida.
        Il tutto, ovvio, chiediamo che abbia un appoggio cattolico e/o cristologico e/o realistico metafisico (come lo fu il post su True Detective, da cui nacque il tuo lancio). Ma quello non sto nemmeno a dirtelo.
        Ce lo puoi sottoporre quando ritieni, tramite i soliti canali, per una lettura comune, as usual.

        A questo punto: grazie, buon videogioco e… beh, buoni appunti! 🙂

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  5. Ringraziando Lidia per questo nuovo articolo, desidero per prima cosa fare una domanda sulle “fonti”.
    E’ palese che questa riflessione raccolga moltissime letture, mirabilmente condensate in una astrazione personale che funge da sunto e da rilancio verso “l’errore” primo insito in queste teologie.
    Mi piacerebbe dunque cominciare a capire quali siano queste “moltissime letture” che si celano dietro questo scritto.
    Siti web, link di forum, commenti da blogs, eventuali libri, nomi e cognomi di teologi a là page. Robe del genere.
    Giusto per atterrare sul pianeta “teologia (che vende) oggi” e osservare quel che ha osservato Lidia attraverso le lenti che lei stessa ci offre con questo suo spunto.
    E magari cominciare a smontare punto per punto proprio quelle fonti che Lidia ci indica, tempo permettendo, così da fornire almeno un appiglio minimo a chi imbocca queste porte “etterne”. Che dite?

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  6. Grazie Lidia e mi associo alla richiesta di Minstrel.
    Quello che la teologia “alla moda” sembra offrire “in più” è l’incontro “vero” con le esigenze della persona e garantirne una certa “felicità”. Questi sembrano gli obiettivi principali ricercati……
    Secondo me sarebbe necessario che voi esperti metteste mano proprio là: perché solo una teologia seria, fedele, esente da mode, fornisce strumenti per un reale incontro con la persona e reale base per la felicità (poi bisognerebbe vedere che cosa è “felicità”).

    P.s. altra richiestina per Lidia, se trovasse un ritaglio di tempo. Sto appuntando alcune riflessioni che posterò più tardi in aggiunta a quelle che si stanno facendo sul topic di Don Belotti (padre e sguardo della madre). E mi rendo conto che ci sono dei punti, degli argomenti che non riesco a comunicare bene….al “maschio lettore”. Comunque sto cercando di chiarire meglio il mio punto di vista e vediamo se prossimamente ci riesco (senza incorrere in incidenti).
    Ecco, forse un’interpretazione di Lidia dell’argomento mi potrebbe un pò aiutare… e non è che mi devi dare necessariamente ragione eh 🙂
    (però in genere il tuo pensiero risulta molto chiarificatore)
    Senza impegno, se hai tempo per un breve commento, niente di più.
    Ciao.

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    • ITINERARIO E SOUVENIRS, ecco un breve resoconto del “viaggio” di cui al post:
      Ho cominciato dagli articoli linkati in diversi commenti all’ultimo post “blog dei blogs” (grazie Trinity). Da lì mi sono avventurata in alcuni siti tra cui “nipoti di Maritain”, “Progetto Gionata”, “Adista” , “Noi siamo Chiesa”, “Religiòn digital” e altri del genere. Sono poi risalita ad alcuni scritti di teologi alla moda che ispirano spesso gli articoli e gli interventi in quei siti.
      Interessante anche l’orientamento bibliografico sul sito della Facoltà Teologica Italia Settentrionale (teologiamilano), nell’ultimo numero c’è un resoconto nella sezione “Teologia Pastorale: la famiglia” delle ultime su famiglia, famiglie, teorie gender ecc.
      In seguito linko alcuni articoli particolarmente interessanti per capire il moda-pensiero teologico (tralascio i vari Kasper, Marx, Maradiaga ecc, sempre sulla cresta dell’onda):

      http://rivista-matrimonio.org/Files_pdf/matrimonio_2010_2.pdf
      Contiene un articolo di G. Piana, “Si può ancora parlare di legge naturale?” dove si propone di sostituire il concetto di “legge naturale” con un termine meno “ambiguo” (humanitas) con sorprendenti ricadute pratiche (è “en passant” una velata critica a HV).

      Sempre del Piana un altro articolo sull’indissolubilità del matrimonio (che sarebbe tutt’al più un ideale)
      http://www.viandanti.org/wp-content/uploads/2014/09/Piana_In-principio-indissolubilit%C3%A0_Def-Sito.pdf

      A proposito di divorziati risposati una approfondita recensione sul libro di Haring “Pastorale dei divorziati” che tratta tra le altre cose di prassi ortodossa
      http://digilander.libero.it/eucaristiadivorziati/documenti/Pastorale%20dei%20divorziati%20%28recensione%201992%29.pdf

      Un’intervista con P. Gamberini a proposito di omosessualità e fede
      https://convegnolgbtnapoli2012.wordpress.com/2012/04/14/vivere-sentire-e-pensare-come-credenti-omosessuali-intervista-a-paolo-gamberini/

      Sul sito “Progetto Gionata” si trovano una serie di articoli con estratti dalla conferenza di Gareth Moore su Omosessualità e Cristianesimo (originale in francese), interessanti oltre ai contenuti perché si percepisce bene l’arroganza di fondo nascosta dietro la sollecitudine verso “gli ultimi”.

      In seguito propongo alcuni souvenir (le maiuscole sono mie come sottolineatura) di testi, interviste e recensioni dai vari siti che ho visitato in questo viaggio:

      “… i testi sui quali si basa la Chiesa … non sono da rispettare semplicemente perché sono presenti nelle Scritture. Per andare un po’ più lontano, ci si può chiedere: quali sono i testi biblici che bisogna rispettare? Non tutti hanno la stessa importanza, bisogna fare una scelta. Tutto dipende da quelle che sono PER NOI le idee chiave della Bibbia.”
      Padre Gareth Moore – Conferenza “Omosessualità e Cristianesimo”, fonte “Progetto Gionata”

      … Secondo questo insegnamento, persino ricavare deliberatamente piacere dal pensare al sesso con una persona che non sia il proprio coniuge, per quanto brevemente, è un peccato mortale … Questa idea di Dio è assolutamente contraria al concetto di Dio che Gesù ci ha presentato, e IO NON POSSO ACCETTARLA. La mia prima ribellione contro l’insegnamento della Chiesa riguardo il sesso, quindi, non derivava direttamente dal rifiuto di ciò che la Chiesa diceva sull’argomento, ma dal rifiuto del falso dio presentato da questo insegnamento.”
      Dall’intervento di Geoffrey James Robinson, vescovo emerito della diocesi cattolica di Sidney (Australia), tenuto a “Le strade dell’amore”, conferenza internazionale per una pastorale con le persone omosessuali e trans. (Roma, Italia, 3 ottobre 2014),

      “… A favore dell’ammissione ai sacramenti, sostiene Schockenhoff, parla inoltre il fatto che anche in una nuova unione civile possono essere presenti «tutti gli elementi che, secondo la Chiesa, sono costitutivi del matrimonio»: la fedeltà, la volontà di dedizione totale al partner, l’apertura ai figli, ecc. Di conseguenza, un secondo matrimonio non riconosciuto dal diritto canonico potrebbe non essere più considerato un non-matrimonio o un concubinato. Anche il discorso corrente di un «adulterio continuo» o di «stato di peccato grave» è, alla luce di queste considerazioni, «TOTALMENTE INACCETTABILE».” (E. Schockenhoff citato da L. Eugenio, fonte sito Adista)

      “…lo bueno en el Vaticano II es el tema de la evolución de la doctrina”
      “… lo que está en el Derecho Canónigo, QUE NO TENDRIA QUE EXISTIR, es una cosa que ha surgido en la Historia y por evolución.”
      “El matrimonio es una promesa, es un contrato y es un SIMBOLO.”
      Juan Masià Clavel – da un’intervista, fonte “religiòn digital”

      Ciò che stride in questi testi, al di la dei contenuti, è la mancanza più o meno evidente di docilità. E’ diventato una sorta di campanello d’allarme nelle varie letture.

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      • Riassumendo nell’ordine:
        i testi sono soggettivi; il pensiero di Dio (che la Chiesa ci offre) è soggettivo, e quindi trombo liberamente (mi si perdoni il francesismo); nuova unione civile ha “tutti gli elementi che, secondo la Chiesa, sono costitutivi del matrimonio” (quindi pure una “prima” o “sola” li ha, allora che cavolo ci sposiamo a fare? e il Sacramento del Matrimonio lo aboliamo? ah… solo per gli eroi… o i “fessi” che dir si voglia…); il Diritto Canonico lo usiamo come carta da c… (francesismo bis); e dulcis in fundo, che fa il paio con tutto il precedente “il Matrimonio è un simbolo”.
        Domenicani, uhuh … Tomás …

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  7. Il problema per la cristianità è che” i teologi alla moda” sono di moda !!
    . La maggior parte dei prelati e dei vescovi li esalta, il papa stesso dice che fanno “teologia in ginocchio”. Piacciono a Repubblica e al Sole 24 ore che li pubblica settimanalmente . Il semplice popolo di Dio, che nulla sa di teologia, è portato a credere che costoro siano i veri interpreti della parola di Dio i veri luminari e beve acriticamente tutto ciò che dicono i vari Bruno Forte, Enzo Bianchi, Kasper and company.
    il problema è che i teologi alla moda oltre che essere eretici sono molto seguiti, molto propagandati, molto “pompati” e molto immanicati
    il problema è che i teologi alla moda resteranno i soli teologi. Gli altri, i teologi veri ed ortodossi verranno man mano fatti fuori. Vedi Ratzinger.

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    • Non sapevo avessero fatto fuori Ratzinger… !! 😐

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      • Mi si perdonerà se intervengo nel mezzo. Che sia stato “fatto fuori Ratzinger” non risulta nemmeno a me; sia nel senso più pesante che si potrebbe sottintendere sia in quello meno (e cioè: fatto dimettere; messo a cuccia una volta dimesso). Sgomberato il campo da questi equivoci, forse più lessicali che altro andiamo al sodo.
        Che si cerchi di “far fuori” -effettivamente i killer hanno sparato e sparano- la teologia di Ratzinger (che è cosa diversa dal “far fuori Ratzinger”) che è la teologia cristocentrica bonaventuriana per sostituirla con una teologia radicalmente antropocentrica dovrebbe esser cosa nota ai più che hanno, non dico molta, ma almeno una minima, conoscenza di teologia, pur se per sommi capi.
        Paradossalmente questo avviene proprio in un momento in cui c’è un grosso problema “antropologico” da superare; in pratica è come aggiungere una mina ad uno scoglio.
        Buona serata a tutti.

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  8. Ieri sera su La7 ad Invasioni Barbariche Mons. Sigalini ospite di Daria Bignardi: ad un certo punto chiamato ad un confronto di idee con Sebastiano Mauri, artista gay, autore del libro “Il giorno più felice della mia vita” http://www.rcslibri.it/booktobook/#/booktobook/bookdetail.html?isbn=9788817081009 nel quale spiega che le unioni civili sono una ghettizzazione (tipo apartheid) e che gli omosessuali hanno diritto a regolare MATRIMONIO.
    In diretta tivù afferma che nel suo libro smonta AD UNA AD UNA tutte le argomentazioni contro il matrimonio gay (e perciò mi ero appuntata il titolo, per chi avesse voglia di leggerlo) – però poi leggendo recensioni non mi risulta che il suo libro sia una trattazione organica quanto piuttosto il solito minestrone romantico.
    A questo punto: credo all’autore o alle recensioni? Boh.
    Probabilmente una via di mezzo: ad esempio nel libro si trova una frase del Cardinale Bergoglio che l’autore “analizza” e “confuta”, oltre -pare- a passi biblici che andrebbero diversamente interpretati (?).
    Recensione http://das-kabarett.blogspot.it/2015/02/sebastiano-mauri-il-giorno-piu-felice.html
    Recensione http://confessionilibrarie.blogspot.it/2015/02/sebastiano-mauri-il-giorno-piu-felice.html
    Autore, breve video di auto-presentazione, con marcia nuziale, una chicca http://m.youtube.com/watch?v=05gqeoX7j08

    Grazia Sambruna su tvblog traccia in diretta un brevissimo riassunto e sferzanti commenti (su Mons. Sigalini) http://www.tvblog.it/post/760276/le-invasioni-barbariche-11-marzo-2015-puntata-diretta

    Ma alla fine che cosa ha detto Sebastiano Mauri?
    Il Mauri cita il solito studio australiano sui genitori gay che “generano” figli migliori degli altri, e via così, compreso l’argomento che “siamo gli ultimi al mondo – tutto il mondo ha riconosciuto il matrimonio gay”.
    Mons. Sigalini risponde spiegando brevemente (tempi della diretta) la posizione della Chiesa, anzi non cita nemmeno più di tanto la Chiesa ma piuttosto la famiglia naturale come cellula che fonda la società e pertanto lo Stato la tutela, e sottolineando che se tanta gente afferma o fa una cosa non è detto che quella sia la Verità.

    Dibattito non accesissimo ma interessante. Diciamo che in generale la presa sul pubblico è più facile per il Mauri, citando questo fatto che “tutto il mondo ci è arrivato e noi no” e della discriminazione verso gli omosessuali, nonché dei bambini figli di gay che si sentono diversi perché la società gli dice che mamma e mamma oppure papà e papà non sono….coniugi.
    Daria Bignardi non riesce a fare pace col cervello e continua a chiedere a Mons. Sigalini come mai non comprende l’esigenza dei gay….visto che anche lui ha avuto esperienza di “famiglia allargata”!!
    Parentesi: Daria scusa, ma ci sei o ci fai? Si può essere pro o contro le unioni/ matrimonio gay, però la famiglia allargata non era quella del monsignore che ti ha testè spiegato. Te lo rispiego: Mons. Sigalini appena nato è rimasto orfano di padre, e come promesso al capezzale di suo padre il fratello (zio di Sigalini) si prenderà cura di moglie e dei 4 figli, e dopo alcuni anni sposerà la madre del monsignore, con la quale poi avrà ancora altri figli. Praticamente lo zio diventa padre dei figli precedenti e di quelli suoi biologici – e non era un divorzio, ma una vedovanza. Dunque, Daria….non è che si chiama proprio “famiglia allargata”: c’era un marito per volta 😉 e non erano gay 😉

    Però sono sicura, arcisicura che i telespettatori l’hanno intesa più come la Bignardi: come dire “Ma Mons. Sigalini, una famiglia strana ce l’ha avuta pure lei!”.
    Ci sta un pò di confusione in giro….
    Riprendendo il discorso, non sarebbe mica male che Croce-via (tempo permettendo degli esperti in materia, se e quando potrete) con parole semplici e chiare facesse quel lavoro di smontaggio pezzo per pezzo di certe tesi che “girano in giro”.

    Teologia alla moda e… apprendo dal Mauri, anche nuova materia di studio che mi era sfuggita: Interpretazione Artistica della Bibbia o_O

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      • Non mi stupisce per nulla questa notizia. Se, come dice Mauri, “l’obiettivo è uno solo, che ognuno possa sposare la persona amata”, allora dobbiamo riconoscere anche le unioni tra n persone con n tendente all’infinito, per non parlare delle unioni tra uomini ed animali. “Love is love”.

        Stimerei moltissimo un attivista lgbt che dicesse chiaro e tondo “a noi non importa un fico secco del matrimonio, noi vogliamo l’amoremonio”. Ma una cosa del genere non succederà mai, perché gli attivitist lgbt sanno bene che per il raggiungimento dei loro scopi è assai più conveniente la strategia della rana bollita.

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        • Infatti. Io non comprendo bene perché i gay (in generale) siano così discriminatori nei confronti degli attivisti zoofili che, senza fare violenza agli animali, se li vogliono sposare e combattono tramite varie associazioni per essere riconosciuti legittimi “amanti”/coniugi.
          Inoltre qualche tempo fa venne bollato come ridicolo provocatore un parlamentare grillino con proposta di legge per unioni civili “di gruppo”.

          Insomma…se l’amore è amore…. perché porre limiti? C’è anche una certa moda (che trovo molto divertente, anche ispirante perché è salutistica) di abbracciare gli alberi….E allora perché non si potrebbe sposare un vegetale (singolo) ? O un intera serra? 😉

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          • Karl Lagerfeld (giusto per citare il nome di un personaggio importante) ha dichiarato di voler sposare il proprio gatto.
            Chi vuole impedirglielo è un gattofobo medievale bigotto brutto e cattivo!

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  9. Cara Trinity, è “esegesi di convenienza”. Un esempio è l’articolo di Piana sull’indissolubilità del matrimonio (vedi il link nel mio precedente commento). La tecnica è la seguente:
    -scelgo il brano da “reinterpretare”
    -contesto e scredito la tradizione di corretta esegesi biblica, cioè, interpretare alla luce del Magistero, in base a due principi: 1. è datato e ha fatto il suo tempo, 2. la Chiesa ha “manipolato” per sua convenienza la Parola (cattivona)
    -argomento con in mente non la Parola di Gesù, che è la fonte di tutta l’esegesi precedente, ma la tesi che desidero confermare (il punto di arrivo diventa fonte)
    Poi prendo gli applausi.
    Perché questa teologia è di moda? Semplicemente perché il suo obiettivo non è la verità ma la giustificazione. Perché alimenta quella nascosta volontà che faceva dire a S. Agostino “Signore fammi casto, ma non subito”, quel mondo di fantasia al quale ci teniamo tanto. Promette una libertà, una felicità, una completezza che però non è in grado di mantenere perché solo la verità rende davvero liberi e ci permette di conoscere la realtà e vedere le fantasie per quello che sono.
    E’ questo obiettivo di giustificazione che si nasconde dietro la sollecitudine che andrebbe smascherato, fatto venire a galla (ed è quello a me pare che cerca di fare il Papa quando fa certe dichiarazioni), con serenità e fiducia nella forza della verità, senza prendersela tanto con gli uomini che sono infine soltanto strumento di colui-che-divide.
    Il Magistero non è mai di moda perché è vero. Ma le mode passano, la verità no.

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  10. C’è poco da discutere, “dai frutti li riconoscerete”, e i frutti della teologia alla moda sono sotto gli occhi di tutti: essa non genera credenti, essa genera semmai agnostici (vedi che fine ha fatto la Chiesa Cattolica in Olanda dopo la pubblicazione del catechismo olandese).
    E non può che essere così, perché è palese che la teologia alla moda non ha fede. Infatti, come ha giustamente detto Lidia, il teologo alla moda “contesta e scredita la tradizione di corretta esegesi biblica, cioè, interpretare alla luce del Magistero, in base a due principi: 1. è datato e ha fatto il suo tempo, 2. la Chiesa ha manipolato per sua convenienza la Parola (cattivona)”. L’applicazione di questi principi è una chiara sconfessione del Credo, perché chi arriva ad applicare questi principi non potrà mai onestamente professare “credo la Chiesa”, semmai potrebbe professare “NON credo la Chiesa”.

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  11. A proposito di Amore Cristiano e Amooore alla moda:
    Lezione di buon senso cristiano l’intervento del Cardinale Caffarra al convegno “Matrimonio e Famiglia” a Bologna, spunti interessanti di riflessione: recupero del rapporto natura-sacramento, recupero e approfondimento della teologia del corpo di GPII e recupero della ragione.
    “Perché e come è potuto accadere questa de-costruzione? Cominciando a scendere in profondità, costatiamo che è in opera una istituzionalizzazione del matrimonio che prescinde dalla determinazione bio-sessuale della persona. Diventa sempre più pensabile il matrimonio separandolo totalmente dalla sessualità propria di ciascuno dei due coniugi. Questa separazione è giunta perfino a coinvolgere anche la categoria della paternità-maternità.
    La conseguenza più importante di questa de-biologizzazione del matrimonio è la sua riduzione a MERA EMOZIONE PRIVATA, senza una rilevanza pubblica fondamentale.”

    http://www.tempi.it/per-ricostruire-il-matrimonio-e-la-famiglia-bisogna-rimettere-le-persone-nei-loro-sacri-corpi-spettacolare-lezione-di-caffarra#.VQKyRY6G-wk

    Da leggere e meditare

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    • Viviamo in una società che ci spinge a pensare che la sessualità, l’amore… siano ‘fatti privati”: ognuno fa quello che si sente, non deve rendere conto a nessuno; ognuno si scava il suo sentiero da solo, ognuno ha la sua verità. […] Anche sposarsi sarebbe solo un fatto affettivo tra due, un “affare loro” che non deve interessare gli altri. Eppure il matrimonio non è un fatto privato! […] Come far capire ai giovani che i loro sogni non sono soltanto loro?
      Belotti, Giuseppe. In cammino … verso il matrimonio cristiano, 1992, Ferrari Grafiche, Bergamo. pag. 31

      Tout ce tiens

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  12. Teologia alla moda.
    Scienza&medicina alla moda.
    Psichiatria on the road (in camper?)

    http://www.losai.eu/gli-psichiatri-usa- … entamento/
    “Dopo le accuse questa settimana di aver normalizzato la pedofilia, l’Associazione degli psichiatri ha detto che rettificherà il nuovo manuale, distinguendo stavolta fra “pedofilia e disordine pedofiliaco”. Se la seconda resta una patologia psichiatrica, la prima diventerà “un orientamento normale della sessualità umana”.
    “L’Associazione degli Psichiatri Americani, una delle più importanti associazioni scientifiche del mondo, ha modificato nel suo ultimo manuale la linea sulla pedofilia: non più “disordine” ma “orientamento” come gli altri. In sostanza, le “attenzioni” degli adulti nei confronti dei bambini non sono più considerate un “disturbo”. La decisione è stata subito denunciata dall’Associazione della famiglia americana e va a completare un ciclo di ripensamenti della pedofilia cominciato negli anni Cinquanta”

    Fonte professionale http://www.stateofmind.it/2013/12/dsm-5-pedofilia/ che difende la decisione e ne spiega i termini, secondo loro fraintesi….anche se poi alla fine ribadisce il chiaramente il concetto che se l’interesse è “egosintonico” e “non agito” (fino a quando??) l’attrazione sessuale è NORMALE
    “Tutti coloro che non soddisfano pienamente i criteri per la diagnosi di pedophilic disorder, in quanto presentano un’attrazione sessuale rivolta verso i bambini non agita, in assenza di sentimenti di colpa, vergogna e ansia, quindi egosintonica, presentano un “orientamento sessuale”.
    Ribadiscono: “L’intento, però, era solo quello  di demarcare il confine tra soggetti che presentano un interesse sessuale atipico e non agito e quelli che sono affetti da un disturbo mentale vero e proprio, cioè agito.”

    Nell’articolo ci si interroga inoltre se il travestitismo si possa ancora considerare patologico:
    “la sezione dei disturbi sulle parafilie include, oltre al pedofilic disorder, altri sette disturbi: exhibitionistic disorder,fetishistic disorder, frotteuristic disorder, sexual masochism disorder, sexual sadism disorder, transvestic disorder and voyeuristic disorder.”
    “(…)transvestic disorder per definire coloro che si vestono con abbigliamento tipico del sesso opposto. Nel DSM IV-TR questo disturbo era specifico per i  maschi eterosessuali, mentre nel DSM 5 sono state incluse nel disturbo anche le donne. Ma, anche qui, se queste persone traggono piacere nell’effettuare questo travestimento sono patologici?”

    http://www.stateofmind.it/2013/12/dsm-5-pedofilia/

    Riassumendo. Se l’interesse pedofilo è non-agito è da considerarsi ORIENTAMENTO DELLA SESSUALITÀ UMANA. Non c’è nulla da curare: nessun campanello d’allarme per uno psichiatra/psicologo che in futuro il pedofilo possa passare dall’interesse/attrazione verso i bambini all’atto sessuale agito.
    Trasferiamoci nella pratica: se un medico e/o psichiatra/psicologo OGGI ha un paziente che osserva e fantastica sessualmente sui bambini, che guarda foto o filmini particolari, che ha attenzioni particolari per i bambini ma non arriva all’atto sessuale esplicito -FINCHÉ NON compie atti sessuali con minori NON PUÒ dirgli che sta facendo qualcosa di sbagliato o strano o malato o deviato o “innaturale”. (ripiglio il termine perché ho postato la notizia anche nel forum che mi ha censurata per l’uso improprio del termine “naturale”)

    Prossimo step forse saranno gli zoofili… Ma magari è anche un bene che gli psichiatri si auto-ridicolizzino in questa maniera trasformando la loro professione in cialtroneria. Magari tanta gente aprirà gli occhi, e le orecchie verso il pensiero cristiano.

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