Serendipity and Virtue

Serendipità

Un invito inatteso: su Serendipità e Virtù e su un nuovo spazio che nasce

A volte non siamo noi a cercare le strade ma sono le strade a cercare noi.

Chi mi conosce da tempo sa che il mio cammino intellettuale e spirituale è stato lungo e articolato, attraversando mondi apparentemente distanti: la fisica teorica e la filosofia, l’etica d’impresa e le grandi sfide manageriali, la riflessione cattolica — rigorosamente radicata nella Tradizione — e, più recentemente, l’incontro imprevisto con la cultura coreana e il pensiero (neo-)confuciano.

È proprio di questo incontro inatteso che voglio parlarvi o, meglio ancora, di ciò che esso ha dischiuso.

Tre anni fa, quasi per caso, ho iniziato a seguire, con un misto di scetticismo e curiosità, alcuni drammi storici coreani — i sageuk — spinto bonariamente da una battuta di famiglia. Lungi dall’essere meri passatempi, essi mi hanno aperto una finestra su un universo di valori: il senso della misura, la pietà filiale, il rispetto del rito e della comunità.

Da lì è nato un percorso: ho iniziato a studiare il pensiero neo-confuciano, dapprima attraverso corsi accademici (tra cui quelli della Sungkyunkwan University), poi con la lettura diretta dei grandi maestri: Toegye (Yi Hwang), Yulgok (Yi I), Dasan (Jeong Yak-yong), fino ai classici di Confucio e Mencio e, onestamente, ogni pagina si è rivelata come un dono inatteso.

In quel momento ho compreso che ciò che sembrava casuale portava il sigillo di qualcosa di più profondo. La serendipità — l’arte di scoprire per vie traverse ciò che più ci arricchisce — si è fatta per me esperienza di miong (명, 命), il concetto confuciano che evoca il decreto, il destino come via assegnata dal Cielo. Nella mia prospettiva cattolica, questo si è intrecciato con la fiducia nella Provvidenza divina, che ci conduce, spesso senza che ce ne accorgiamo, verso ciò di cui abbiamo realmente bisogno.

Niente paura, non sono diventato confuciano né, tanto meno, cerco di unire con la forza dottrine o tradizioni che possono essere incomensurabili: sono e resto cattolico, convinto che la pienezza sia già stata rivelata in Cristo.
Resto tuttavia convinto che, da quella rivelazione universale, può trarre linfa da ogni autentica ricerca di umanità e di ordine morale ed il pensiero confuciano — sobrio, esigente, profondamente realistico — offre in tal senso un tesoro da scoprire.

È per condividere questo tesoro, per riflettere su questa serendipità che mi ha cambiato, che ho deciso di aprire un nuovo spazio.
Là troveranno voce molte delle mie passioni e dei miei percorsi:

  • La ricerca filosofica, con un occhio particolare alla fisica teorica, alla logica e alla metafisica.
  • Le meditazioni sul rapporto tra Cattolicesimo e Confucianesimo, lontane da ogni sincretismo ma aperte al dialogo delle virtù.
  • La poesia, che in francese — lingua di misura e di interiorità — mi permette di esplorare il senso dei gesti e delle emozioni.
  • Le riflessioni sull’etica d’impresa e sulla termoeconomia, alla luce di una lunga esperienza dirigenziale internazionale.
  • E, non ultimo, alcune incursioni critiche e appassionate nella letteratura scientifica e filosofica contemporanea.

In breve, sarà un luogo raccolto e insieme generoso. Un invito, per chi lo vorrà, a cercare la propria perla, come insegna la parabola evangelica:

“Il Regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.” (Matteo 13,45-46)

Non so quale sia la vostra perla, né oso suggerirla ma so per certo che l’incontro con un pensiero inatteso può spalancare orizzonti nuovi.

Vi invito, dunque, a seguirmi anche lì, sul sito appena nato: Serendipity and Virtue.
Eccone il link: https://serendipityvirtue.com. Sarà un piacere, e una forma di riconoscenza, avervi accanto in questa nuova avventura.

Con amicizia e sincero spirito di condivisione

In Pace



Categories: Cortile dei Gentili, Filosofia, teologia e apologetica, For Men Only, Neo-Confucianism, Simon de Cyrène

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1 reply

  1. Carissimo, come ti ho già detto in privato, ho notato una svolta nel tuo modo di scrivere con questo percorso. Sei diventato più “libero” nell’uso delle parole, più poetico, meno preoccupato (se mai lo sei stato) di usare la parola giusta per dire qualcosa, ma di trovare quella che risuoni in maniera polisemantica, che rimandi anche ad altro e in questo sei diventato molto più artista.
    Messo nei preferiti al volo. Grazie ancora.

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