Fori Interni, Esterni & Pubblici: La Via Stretta (V)

Lo Zampillo

Il momento è venuto di spiegare perché ho scelto quest’immagine che ha accompagnato questa miniserie di interventi sul foro pubblico.

Essa rappresenta un bicchiere perfettamente trasparente che strabocca di acqua zampillante che poi scorre lungo la sua parete esterna fino alla sua base dove sembra come risucchiata al suo interno dando un’impressione di moto perpetuo e, soprattutto, offrendoci come una visione dell’essenza stessa dello zampillare, una sostantivazione del verbo, lo “zampillo” per antonomasia: per me è un’immagine grafica dell’infinito, cioè della Divinità che è quel che è nel Suo porsi in essere, nel Suo creare il circostanziale, l’inutile, lo straboccante e porlo in atto, riassorbirlo, nella Sua immutabilità dinamica, foto statica che esprime però la cinematica perfettamente caotica, cioè perfettamente determinata ma imprevedibile, dei gorghi e ringorghi che ci appaiono qui come se fossero miracolosamente liberati da ogni costrizione.

Il nostro Dio ha scelto fin dall’eternità, cioè qui ed adesso, gli Eletti che, diventati Suoi figli tramite il Sacrificio del Suo Unico Figlio e per la sola azione dello Spirito Santo, saranno essi stessi Zampillo, cioè Manifestazione della Divinità.

Nella nostra precedente riflessione abbiamo esposto quanto Gesù sia una personalità divisiva, sia un filtro, sia una Via stretta e non larga: abbiamo dato tanti esempi di quanto Egli sia divisivo e cioè quanto possa allontanare chi reagisce e riflette solo mondanamente mentre, invece, attrae con altrettanta forza coloro che, scelti da Lui, sono capaci di andare oltre l’aspetto umanamente superficialmente ributtante per vedervi la divinità all’opera.

Se per me, peccatore, il Gesù adolescente, che risponde in quel modo ai Suoi genitori quando ritrovato al Tempio, è semplicemente un maleducato, per San Giuseppe e la Santissima Vergine, cioè per loro che sono Eletti, quella Sua risposta è fonte di profonda meditazione e del rendersi conto dello Zampillo divino nel figlio di cui hanno la custodia.

Se per me, peccatore, quando Gesù ricorda a Sua Madre, a Cana, che della problematica del vino degli sposi non gliene cala niente, lo trovo in antinomia con un Gesù “…bbbuono” e appare perfettamente antipatico, in realtà Sua Madre non argomenta ma Gli fa completamente fiducia, Lei l’Eletta, in quanto è assolutamente vero che la sua materna richiesta era completamente circostanziale, gratuita e che, ontologicamente, non ne debba calare niente allo Zampillo divino il fatto che questa sia o non sia soddisfatta.

Se l’atteggiamento arrogante di Colui che non si esprime come uno scriba qualsiasi ma che provoca i Suoi interlocutori con il Suo discorso circa le Beatitudini o più tardi circa il mangiare il Suo Corpo, fa scappare tantissimi, coloro che, Eletti, hanno capito che sono di fronte al Legislatore Stesso rimangono.

Tutta la storia di Gesù è così, tutto il Kerygma stesso è così: cosa succede ad un uomo morto che si pretende sia risuscitato è semplicemente irritante e va contro il senso comune, non è credibile di per sé, è chiaramente un mito nel migliore dei casi e un’impostura nel caso più verosimile. Eppure, chi è Eletto, ascoltandolo, sa che ciò è vero e crede.

Cristo divide, come la spada separa i genitori dai figli ed i mariti dalle mogli, loglio dal grano: i Suoi discepoli, come Lui, sono divisivi oppure non sono mossi dallo Spirito Santo.

In cosa consiste nella pratica questo ordinare tra Eletti e gli altri che compie il Cristo? Bisogna ritornare alla contemplazione del Creato nel quale viviamo.

Hic et nunc Dio crea e ci crea; hic et nunc noi pecchiamo e sfiguriamo il Suo Creato; e da quando Gesù è risorto, hic et nunc questo creato è redento: queste “tre” tappe della realtà distinguibili intellettualmente, sono in verità una sola realtà, cioè lo Zampillo traboccante, ritraboccante, stratrabbocante che fa esistere il Creato hic et nunc.

Nel nostro hic et nunc, reale e concreto, che viviamo ci sono questi tre aspetti già in essere: l’essere creati secondo il disegno divino, l’essere peccatori, l’essere redenti per chi è stato elettivamente battezzato. Quando ci troviamo di fronte al Cristo, nel Kerygma, nel Suo Vangelo, nei Suoi Sacramenti, il Filtro stesso, la Via stretta ordina, discrimina, divide, già ci divinizza, cioè ci fa essere Zampillo, Manifestazione pubblica e se non siamo Manifestazione pubblica, vuol dire che non siamo annoverati tra gli Eletti. Questo è quel che la Chiesa insegna da duemila anni.

È cosa stranissima che durante questi ultimi tempi una parte della Gerarchia della Chiesa tenta di nascondere quel che è il carattere proprio di Cristo e del Suo insegnamento: la Via stretta che divide e separa gli Eletti dagli altri. E lo fa con un discorso inclusivo: il cristiano secondo loro sarebbe un tipo inclusivo, che accoglie tutto ed il suo contrario, che la Chiesa sarebbe come un ricettacolo di tutte le credenze, dove non c’è bisogno di fare distinzioni, quanto è antipatico e ostico umanamente parlando farle, quindi azzera questo lato dell’insegnamento di Gesù ed ne inventa un un altro, cambia le parole delle traduzioni bibliche, non cita più 2000 anni di insegnamenti, pratica la Cancel Culture della Buona Novella, si comporta da funzionario di NGOs che cerca di markettare i propri servizi di “benefattore”, non scandalizza nessuno.

Il solo discorso di Gesù dove Lui richiede l’Unità e l’inclusione è quello della Sua ultima preghiera Sacerdotale dove Egli implora il Padre di mantenere i Suoi Discepoli uniti, non stracciare la propria veste, fare che tutti. loro siano uno come Lui ed il Padre sono Uno. E, infatti, Pietro ed i suoi Successori, sono lì per garantire l’unità dei discepoli di Cristo in un solo Corpo che è la Chiesa, non quello di simbolizzare l’unità del genere umano che è cosa non solo impossibile, in quanto è invalicabile il fossato tra gli Eletti dallo Spirito di Dio e gli altri: chiederlo è anche Anti-Cristico, l’unità del genere umano si realizza nella figliazione non in un simbolo religioso. Gesù è uomo perchè figlio di Maria, figlia di Gioacchino, e cosî via di seguito, non perché è Cristo: piuttosto è Cristo perché figlio carnale di Maria (e Seconda Persona della Santa Trinità).

Una realtà misteriosa della sola vera religione, quella Cattolica, è che la Sua fede è tale che ammette cose apparentemente irreconciliabili al contempo, contro ogni logica umana: Ad esempio crediamo che Dio è Uno E Trino; che Maria è Vergine E Madre; che la Chiesa è Santa E Peccatrice e così via di seguito ma c’è anche quest’altro punto la Salvezza è di soli Eletti E tutte le Nazioni sono chiamate.

Le eresie nascono quando c’è chi vuole scegliere uno dei termini a scapito dell’altro: ad esempio pretendendo che Dio è Uno e basta, o che ci sono tre dèi; oppure che la Vergine non è veramente madre, o allora che non è vergine; che la Chiesa è una realtà solamente Pura e Santa oppure che è solo una realtà umana peccatrice.

Nel caso che ci interessa eretici sono tutti coloro che pretendono che ci sono solo pochi Eletti puri come “scelsero” i catari, come anche, all’opposto, coloro che “scelgono” di pretendere che tutti gli esseri umani siano Eletti: chi afferma queste cose è un eretico e non è cattolico.

Restiamo sempre realisti perché l’esserlo è una condizione umana per poter ben ricevere la grazia di essere un cattolico “adulto”: solo gli Eletti sono (già) al cospetto di Dio hic et nunc E il dovere della Chiesa è di annunciare la Buona Novella a tutte le Nazioni.

Infatti, se la contraddizione al fatto che Dio sia Uno e Trino si risolve misteriosamente nella processione trinitaria, dove il Padre genera il Figlio e Padre e Figlio spirano lo Spirito Santo; se l’assurdità della Verginale Maternità è misteriosamente risolta dall’Annunciazione e l’Incarnazione ad opera dello Spirito Santo; se la scandalosa Santità della Chiesa composta di ovvi peccatori è misteriosamente possibile in quanto è animata dallo Spirito Santo e per l’opera dei Santissimi Sacramenti; l’apparente scioccante realtà tra l’Elezione di pochi a fronte della chiamata alla santità di tutte le Nazioni è, anch’essa, misteriosamente risolta dall’Annuncio pubblico del Kerygma e della Buona Novella e dal Battesimo.

Come ben vediamo, niente nel Magistero del Cristo è sincretista, niente è “inclusivista”, niente è buonista, niente è generico, niente è piacevolmente mondano e questo perché non è Suo intento condurre il Popolo di Dio lungo una via piacevole, centrata sulla soddisfazione dei propri vizi o sulla sempre deprimente autocommiserazione ma, invece, fargli percorrere una Via Felice, ontologicamente vera, avvitata all’unico Dio Trino, quindi stretta ed santamente eroica.

In Pace

(Continua)

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Categorie:Filosofia, teologia e apologetica, For Men Only, Simon de Cyrène

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