«Traditionis Custodes» : Un Motu Proprio Eccezionalmente Ottimo

Può un frutto buono venire da un albero cattivo, o un frutto cattivo venire da un albero buono, ci chiede con grandissimo buon senso il Cristo Gesù? Eppure, oggi, un Papa Francesco, sebbene notoriamente apostata, eretico, confusionario sul piano filosofico, teologico e liturgico, gran promotore non tanto occulto dell’omessualismo, pessimo manager, senza vita spirituale reale conosciuta, ha pubblicato oggi un Motu Proprio davvero eccezionale intitolato “Traditiones Custodes” dove, per l’appunto beffeggiando i suoi lettori rispetto al titolo, decide di affossare la Tradizione Cattolica in campo liturgico ma anche dottrinale.

Oggi si realizza il salmo invitatorio (94) che cantiamo ogni mattina: “Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi : Semper hi errant corde ; ipsi vero non cognovérunt vias meas : quibus iurávi in ira mea : Si introíbunt in réquiem meam“. (In soldoni: sono quarant’anni che faccio di tutto per salvare questa generazione a cui non importa un fico secco di quel che indico loro, mo’ basta, mi hanno definitivamente rotto e non entreranno nel mio riposo).

Oggi è il giorno in cui dobbiamo scegliere tra la Santa Chiesa di Cristo animata dallo Spirito Santo, Quella che ci tramanda fedelmente il Kerygma e la Buona Novella nella sua integrità lungo i secoli assieme ai gesti sacramentali di Gesù stesso e che si mostra sempre presente e rigogliosissima con tantissime coppie giovani ed i loro figli, famiglie numerose, vocazioni sacerdotali eccedenti per sostenerla, su tutti i continenti e a controcorrente di una “Chiesa mainstream”, che vede la partecipazione alla messa azzerata, il numero di battesimi sparire, i giovani fuggire, le vocazioni religiose calare a picco dal 2013.

Il Santo Padre, sempre profetico nella sua funzione di Grande Sacerdote anche se non nell’intenzione sua ma sempre in quella dello Spirito Santo, volendo malignamente distruggere quel che è rimasto di buono e di santo nella Chiesa impedendo formalmente il ricorso alle anime assetate di Dio di avvicinarsi al Suo Altare come lo fece il Cristo stesso e decine di generazioni di fedeli dal giorno della Pentecoste dell’anno 33, agisce come una pietra d’inciampo: chi lo seguirà sarà come lui, alla lunga, cioè apostata, eretico, confusionario sui piani filosofici, teologici e liturgici, omosessualisti, incapaci di gestire neanche le proprie famiglie che perderanno il poco di fede che rimarrà loro, e assenza di genuina vita spirituale ispirata dallo Spirito Santo.

Questa situazione non è nuova nella Chiesa in quanto sembra una ripetizione generale della crisi dell’arianesimo dove furono i laici, i monaci ed i sacerdoti di base che mantennero viva la fede cattolica durante decenni e secoli malgrado un’assoluta stragrande maggioranza di vescovi ariani eretici e papi vacillanti tra il dire e il non dire: questi nostri padri nella fede se ne uscirono con l’aiuto dello Spirito Santo e anche noi non saremo da meno e ce la faremo, se Dio lo vuole, con l’aiuto dello Spirito Santo.

Ce la faremo perché da oggi decidiamo di andare solo alla messa secondo il Vetus Ordo anche se ci costa fare chilometri.

Ce la faremo perché da oggi leggeremo ogni giorno il Nuovo e l’Antico Testamento ed il Catechismo della Chiesa cattolica.

Ce la faremo perché da oggi proclameremo pubblicamente il Kerygma, la Buona Novella e frequenteremo i Santi Sacramenti come la Chiesa ha sempre voluto.

Ce la faremo perché sempre pregheremo per il Santo Padre, anche, e soprattutto, quando egli è un pubblico peccatore e pessimo pastore.

Ce la faremo perché sempre guarderemo all’insegnamento della Chiesa in continuità con duemila anni di Magistero Autentico.

Ce la faremo perché non lasceremo l’educazione umana e religiosa dei nostri figli in mano a terzi, indottrinati da perfidi insegnamenti mondani, ma lo faremo noi stessi, che siamo Chiesa.

Ce la faremo perché continueremo a pregare affinché, convertendosi, ritrovino il cammino della Redenzione.coloro che, non rendendosi conto che lo pseudo-magistero che ricevono da lupi che si mascherano da pecore per averne il “buon odore” è, in verità, dato loro per meglio divorarli.

Ce la faremo perché sosterremo spiritualmente, amichevolmente, finanziariamente i vescovi ed i sacerdoti buoni cioè di sicura dottrina cattolica come consigliava Santa Teresa d’Avila a chi gli chiedeva come scegliere un buon direttore spirituale mentre scuoteremo i nostri calzari quando incroceremo vescovi e sacerdoti di povera e corrotta dottrina, di debile liturgia, di pavido atteggiamento.

Ce la faremo soprattutto perché lo Spirito Santo ci ha già unto dal 07/07/07 con il Summorum Pontificum facendoci constatare in prima persona, aldilà di ogni discorso teorico, le raccolte sovrabbondanti di frutta di qualità eccezionali e, quindi, la bontà di quest’albero.

Il tempo della testimonianza cristiana ha suonato: non vogliamo far parte di quella generazione che Dio stesso ripudia dopo quarant’anni di ininterrotte offese. Se abbiamo un flagello come questo Papa è perché ce lo siamo meritati, il nostro peccato è stato troppo grande, durante decenni, e chi di spada ferisce di spada perisce; chi si è comportato da apostata ha un papa apostata che lo uccide; chi ha ragionato da eretico ha un papa eretico che lo danna; chi è confuso sul piano filosofico, teologico e liturgico ha un papa confuso sugli stessi piani che lo perde per sempre; chi si è lasciato incantare dalle sirene dell’omossessualismo si ritrova con un papa omosessualista che grida al cospetto stesso del trono di Dio; chi ha mal gestito le proprie faccende e quelle di quella parte della Chiesa di cui è in carica si ritrova con un papa pessimo leader come lui e che lo conduce verso una bancorotta umama e spirituale; chi non ha vita spirituale ha un papa senza vita spirituale e ne subisce la seconda morte.

Il buon grano ha da separarsi dal loglio: solo un Papa che ha le chiavi del cielo e della terra poteva farlo e oggi lo ha fatto. Assicuriamoci di scegliere la Via giusta, cioè quella Stretta e non lasciamoci abbindolare, per via della nostra naturale akrasia, e farci condurre da pastori ciechi e lupi feroci lungo una Via larga che nulla ha di Cristo.

Preghiamo per il Papa nostro, Francesco, e affinché Dio realizzi le sue preghiere quando conformi alla Sua Volontà.

In Pace



Categorie:Attualità cattolica, Filosofia, teologia e apologetica, Liturgia e Sacra scrittura, Magistero, Simon de Cyrène

7 replies

  1. La subdolenza è far ritenere il Messale del 1962 come tridentino, quando è anch’esso un’innovazione, e dichiarare che esso è l’unico concesso, praticamente a conferma che i tradizionalisti sono la controparte dei progressisti.

    Ad ogni modo tale motu proprio non ha valore, ed aggiungerà grandi meriti in chi vi si opporrà, ove chiaramente i veri oppositori saranno coloro che seguiranno il breviario antecedente alle rivoluzioni modernistiche di Pio X per la preghiera liturgica pubblica della Chiesa e la santa Liturgia Eucaristica secondo messali e rubriche almeno precedenti il 1955 contro Pio XII.

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  2. Mi addolora doverlo scrivere, ma questo, più che del Vaticano II, è l’esito estremo di quello che, se Dio vorrà verrà un giorno qualificato come eresia, e cioè di quell’ultramontanismo che, seppur non riuscì a trionfare totalmente nel Vaticano I, di fatto promosse l’idea che il Papa sia, per usare un’espressione del gestore del blog traditiomarciana, padrone « in re spirituali ».

    Naturalmente ci saranno stati diversi altri snodi, sul piano storico, che hanno permesso di giungere a questo, ma nessuno di essi sarebbe stato immaginabile al di fuori di una visione ecclesiologica che, nei fatti, rende la persona del papa la pietra d’angolo.

    Personalmente ritengo che mai come oggi sono attuali queste parole del beato cardinal Newman:
     » Senza dubbio, se fossi obbligato a introdurre la religione nei brindisi dopo un pranzo, brinderò, se volete, al Papa; tuttavia prima alla Coscienza, poi al Papa ».

    Il Flos Carmeli sostenga quanti risolveranno di preservare la fede, e così sia.

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  3. Premesso che non seguo la S Messa col vecchio rito, la vera perla del papapensiero è però nella lettera ai vescovi: « Mi addolorano allo stesso modo gli abusi di una parte e dell’altra nella celebrazione della liturgia. Al pari di Benedetto XVI, anch’io stigmatizzo che «in molti luoghi non si celebri in modo fedele alle prescrizioni del nuovo Messale, ma esso addirittura venga inteso come un’autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale porta spesso a deformazioni al limite del sopportabile. Ma non di meno mi rattrista un uso strumentale del Missale Romanum del 1962, sempre di più caratterizzato da un rifiuto crescente non solo della riforma liturgica, ma del Concilio Vaticano II, con l’affermazione infondata e insostenibile che abbia tradito la Tradizione e la “vera Chiesa”…»
    In pratica scrive: gli abusi liturgici legati al nuovo Messale sono sotto gli occhi di tutti, ma siccome io (papa Francesco) ritengo che i veri nemici della Chiesa siano quelli che ancora apprezzano o non rifiutano il Messale del 1962, incarico voi Vescovi di combattere contro i soli e veri nemici della Chiesa…https://www.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2021/7/16/lettera-vescovi-liturgia.html

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    • Eppure troppo spesso questo corto circuito così palese e stridente nell’attenzionare i gruppi ereticheggianti nella Chiesa in genere e distorcenti il novus ordo a loro piacimento profano, sembra quasi fatto apposta per suscitare lo sdegno dei supposti tradizionalisti ( che il rito del 1962 è altrettanto innovativo e fu solo propedeutico alla riforma paolina )…già con sua eccellenza Viganò si è visto, che certe vie d’uscita sono alquanto suggestive oltre che utili al papato e compari vigenti.

      Tolto questo è comico l’abuso nel paragonarsi a Pio V che abrogò i riti di meno di 200 anni poiché quelli erano sospetti di eresia ed innovativi, tutto il contrario di quel che Francesco suggerisce giacché prossimo alla misintepretazione eretica è ben più il novus ordo che il rito del 1962, entrambi però oltretutto, altro punto contradetto, recentissimi.
      Siamo credo alla totale presa in giro ed anche questa è cosa talmente evidente che forse è proprio voluta anch’essa, poiché ad accorgersene lo sdegno può prendere il sopravvento assieme all’ira.

      Ma chi si rimette alla Provvidenza sa che è in azione DIO stesso, la nostra preghiera sia per il loro bene, cosicché sia a conversione o perpetua maledizione come scrisse Paolo in Rm 12,17-20

      « Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: -A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore-. Al contrario, -se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo-. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene. »

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  4. Personalmente sono molto curioso di vedere i risultati del sondaggio che giustificherebbe la decisione al fondo del Motu Proprio. Verrà mai reso pubblico?
    Intanto le reazioni di molti vescovi sono positive e continueranno a concedere la facoltà espressa da SP. Certo con molte limitazioni, che indicano la volontà, non di curare e guidare quella parte di popolo sull’unità e sequela del magistero, ma sulla soppressione tout court. Altrimenti le indicazioni date ai vescovi sarebbero state diverse. Emblematico di ciò, come ha scritto qualcuno, è il fatto che ai vescovi
    “è restituita l’autorità sulla liturgia (che SP aveva indegnamente tolto)”
    [un pomposo gne gne gne ce lo vogliamo aggiungere?] quando si tratta di sopprimere ma quella stessa autorità è poi tolta lo stesso quando si tratta di autorizzare.
    Tornando ai vescovi che continueranno a concedere facoltà… Sarà interessante vedere quanti alla fin fine saranno costoro rispetto alle diocesi in cui la forma straordinaria è ed è stata effettivamente presente.
    Se saranno in maggioranza ci sarà un problema di “fondatezza” e non sarà necessario vedere neppure il sondaggio.
    Si capirebbe subito come è stato composto e interpretato.

    PS
    Torno al vecchio nickname a mo’ di “sì sono sempre quello lì”

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    • Che ciò sia una gran presa in giro di tanti Benedetto XVI per primo, dei vescovi stessi, dei sacerdoti e nostro è cosa ovvia.

      Cìò non toglie che obbediremo studiando ancora meglio il CVII e il Magistero Autentico secondo l’ermeneutica della continuità, per evitare quelle deviazioni malauguratamente immaginate dal Santo Padre: secondo me i suoi consiglieri hanno scambiato l’analisi di certi blogs estremisti con il sentire dei fedeli concreti.

      Quanto a noi di certo non pretenderemo mai farci una “vera” Chiesa, ma sempre resteremo in unione con il Papa ed il Vescovo locale, pregando per loro e rimanendo ben integrati, insegnando il catechismo della Chiesa cattolica ai nostri figli, frequentando le comunità ecclesiali fedeli, serie sul piano dottrinale, e moltiplicandoci come sempre ci siamo moltiplicati.

      L’onda lunga è di chi è fedele alla Chiesa, non in chi crede metter in moto processi temporali, sensati distruggerla o preticarne una cancel culture.

      L’obbedienza secondo il nostro stato sarà sempre quel che ci contraddistinguerà, nel passato, nel futuro e nel presente: “la salus animarum” delle persone di cui siamo in carica è la suprema lex che ci conduce.

      In Pace

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