Francesco, il Papa che secca da quattro anni

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Ieri tutta l’orbe cattolica ha festeggiato i quattro primi anni del ministero pietrino del Santo Padre Francesco: oggi vorremmo condividere un paio di riflessioni su questo papato che trancia sotto molti aspetti con l’immagine abituale che ne avevamo prima della sua elezione.

Quel che colpisce anzitutto è che Francesco è come una pietra di inciampo per chi era installato in un sistema ecclesiale tutto sommato ben rodato da decenni, vedasi anche secoli, di pratiche, di strutture e di posizioni accettate.

Penso che dobbiamo riconoscere questo dato di fatto: Papa Francesco è irritante ed è scocciante. Non serve fare finta di non accorgersi di quanto i suoi atteggiamenti siano fonte di idiosincrasia epidermica per molti e forse troppi ma qualunque riflessione, seppur breve come la nostra di oggi, non deve fare a meno di tenerne conto e di integrarla.

Alcuni cercano di minimizzare questa idiosincrasia tentando di relegarla ad un sentimento proprio solamente a qualche riottoso un po’ ottuso, altri la massimizzano fermandosi a solo questo aspetto della personalità del Santo Padre e non riescono neanche ad andare più profondamente nel significato di questo pontificato.

Certo, possiamo anche celebrare tutto quel che Papa Francesco ha già “fatto” come la riforma delle istituzioni già in corso, i suoi viaggi, il suo impegno qui e lì, le sue encicliche: la lista ne è lunghissima e davvero impressionante per un lasso di tempo così corto.

Ma tutto quello che Papa Francesco fa o ha fatto non è di per sé quel che caratterizza davvero questo pontificato, anche se grandi progressi sono ormai stati compiuti e resteranno iscritti per lungo tempo nella storia della Chiesa mentre altri processi iniziati continueranno a svilupparsi sotto l’azione dello Spirito Santo nei decenni e secoli a venire.

Quel che, secondo me, caratterizza questo pontificato e crea come una netta soluzione di continuità con i precedenti pontificati, è proprio il fatto appariscente che sia proprio la volontà espressa dello Spirito Santo di averci dato un Papa che ci scoccia.

Leggiamo qua e là, specie in certi luoghi telematici in mano di gente un po’ fissata e “fissista” che questo Papa dà solo sberle ai “buoni” cattolici mentre, invece, si trova ingraziato con i “cattivi” acattolici o anti-cattolici: sintomatico, al proposito, che in seguito all’irritazione che genera ci siano anche stati certi cardinaloni che lo abbiano minacciato di correzione fraterna pubblica (i quali, meno male per loro e per l’unità della Chiesa, non hanno mai messo in opera concretamente tale minaccia).

Il fatto che Papa Francesco irrita il “bravo cattolico” ed è “visto bene” dall’alieno de facto o de iure al cattolicesimo è però per me il segno incontrovertibile della presenza dello Spirito Santo in questo papato.

Quando leggiamo l’Antico Testamento, YHVH è sempre un “dio” che irrita e che irrita e sottomette alla prova chi ama: non c’è un singolo episodio dell’Antico Testamento dove YHVH non sia un emerito “rompiscatole” con il popolo che si è scelto.

E questo continua con la Persona di Gesù: chi irrita Gesù? I “bravi” ebrei, quelli contenti di sé, che hanno capito tutto, i farisei ed i sadducei; chi non irrita Gesù? I pubblicani, le prostitute, i centurioni romani, i lebbrosi e altri impuri.  Chi cerca di ammazzare Gesù a causa dei suoi insegnamenti di altissima levatura morale? Mica le adultere, gli esattori di tasse, i criminali, i ladroni del tempio ma proprio chi segue alla lettera la Legge ognuno nella sua propria versione come i farisei e la casta sacerdotale.

Chi irrita di più Papa Francesco? Certi cardinaloni che conoscono la Legge, certi arcivescovi e vescovi, certi sacerdoti e tutta una frangia di cattolici “per bene” convinti di seguire le regole e di sapere meglio dello Spirito Santo cosa e dove sia la Chiesa.

La pietra di inciampo, che è  Papa Francesco, è tale perché obbliga ogni cattolico a porsi l’irritante domanda della scelta tra le proprie idee e la Natura della Chiesa in quanto tale.

Chi si era costruito tutto un sistema di certezze intellettuali e emozionali che brillavano per la loro coerenza si ritrova a dover scegliere tra l’avere fede nello Spirito Santo in quanto testimoniato dalla Chiesa, in particolare oggi nel Magistero di Papa Francesco, e le proprie certezze: cioè scegliere molto concretamente tra ideologia e il Corpo Vivente del Cristo.

Abbiamo visto gli dèi cadere in questi ultimi quattro anni: teologi sicuri, vescovi ammirati per la certezza delle loro dottrine, cardinali che erano esempi viventi per il loro alto afflato; hanno fatto pubblicamente la scelta dei loro propri sistemi in vece del seguire umilmente il soffio dello Spirito e sono caduti la testa per prima di fronte a tutti, mostrando pubblicamente la loro poca fede concreta nella Chiesa reale e quanto si erano appoggiato su un mondo di idee e certezza personali che non sono e non saranno mai il Cristo né l’ispirazione dello Spirito Santo.

Papa Francesco ci irrita e ci irriterà ancora noi “buoni e bravi cattolici” e piacerà ancora ai nemici della Chiesa, ai peccatori inveterati, agli alieni al mondo cattolico e, in ciò, sarà in tutto uguale al suo Maestro, Nostro Signore Gesù Cristo.

Quanto a noi scrutiamo nella riflessione e nella preghiera, alla luce del Magistero, delle Scritture e della Tradizione, il perché questa Parola dello Spirito Santo per la bocca e le gesta del Vicario di Cristo ci irrita tanto  e facciamolo senza darci l’alibi facile, ma tanto disonesto e così poco “cattolico”,  di dire che ciò non corrisponde alla Volontà di Dio su di noi.

Papa Francesco, ad multos annos!

In Pace

 

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Categorie:Attualità cattolica, Sproloqui

138 replies

  1. Simon , raramente mi sono trovato così d’accordo con te.

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  2. Sono d’accordo su due cose: Francesco è segno di contraddizione, ed è sicuramente mandato dallo Spirito Santo. Non sono invece d’accordo sul fatto che irrita perché, come Gesù, mangia con i pubblicani e le prostitute e maledice i farisei. Questa cosa qui non scandalizza più i cristiani ormai da duemila anni.

    Diciamo le cose come stanno, se no non si capisce la difficoltà del problema. Son bravi tutti a prendersela coi farisei che si indignano perché Gesù si lascia asciugare i piedi dalla Maddalena. Simon, tu la fai troppo facile: la difficoltà non sta nell’identificarsi col fariseo di turno e mortificare il piccolo Kaifa che è in noi. Il problema con Francesco non è quello di accettare un po’ di mortificazione. Questa ascesi l’abbiamo sempre fatta e nessuno rimprovera al Papa troppa severità in questo senso. Anzi, ben venga!

    Se il Papa irrita i cattolici “per bene” – come dici tu – e li spiazza incrinando “tutto un sistema di certezze intellettuali e emozionali che brillavano per la loro coerenza”, è perché va a pranzo con i farisei.

    E’ questo il paradigma nuovo – per dirla col card Kasper – che dobbiamo capire scrutandoci dentro nella riflessione e nella preghiera.

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    • “Questa cosa qui non scandalizza più i cristiani ormai da duemila anni.” : sei sicuro? Quando va con i luterani e altri anglicani o parla con uno Scalfari a me sembra che vada da peccatori, mica da farisei ebrei o cattolici….

      In Pace

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      • No, peccatore sono io, che per questo sto e rimango nella Chiesa, anche perché – con Simone, figlio di Giovanni – non saprei da chi altri andare. Chi si è rivolto altrove, invece, non è un peccatore, è un giudicatore. Nonostante la Parola di salvezza sia stata annunciata anche a lui, egli l’ha rifiutata, reputando sé stesso giusto, o, meglio, rifiutando il giudizio di Dio che quella Parola aveva pronunciato su di lui (di qui il suo disprezzo per la Chiesa). La sua ipocrisia grida vendetta perché ha peccato contro lo Spirito Santo.

        Qual è dunque lo scandalo che investe oggi colui che vorrebbe continuare a trovare posto nell’ovile? Questo: che Dio – apparentemente – abbia sposato l’ingiusto giudizio del malvagio sul peccatore, e che la sua Parola non giudichi più l’ipocrita, ma chi trovava rifugio nelle fenditure della roccia di Pietro. Da lì ode ancora riecheggiare le parole “mostrami il tuo viso / fammi sentire la tua voce / perché la tua voce è soave / il tuo viso è leggiadro”, ma non sono più parole rivolte a lui; al contrario sono rivolte al lupo che lo insidiava e che ora in sembianze di colomba gli ha usurpato gli anfratti della rupe.

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        • Premetto che condivido il post di Stefano, ma noto una memoria un pochino corta su chi sia papa Bergoglio, mi riferisco ai suoi atti e quindi mi attengo su quelli, che dire della sua “Simpatia” (eufemismo) verso luterani e ramificazioni varie come pentecostali,ecc. un vescovo ergo, principe della Santa Chiesa Cattolica, successore apostolico, il quale con noncuranza davanti ad una platea di pentecostali si pone in ginocchio per farsi imporre le mani sul capo da un pentecostale a seguire poi anche padre Raniero Cantalamessa, mi fermo quì perché l’elenco sarebbe un poco lungo, senza contare la decapitazione dei FFI,
          Con questo non dico che non ci sia qualcosa da condividere con papa Francesco, anzi condivido e difendo proprio la questio dei Digami, un solo piccolo appunto a Bergoglio, poteva fare del famoso capitolo sia una trattazione cristologica in merito proprio all’inciso matteano e sia sulla “Prassi della Chiesa”, la quale prassi è ben documentata dal concilio di Nicea canone 8°, probabilmente sarebbe stato un poco più esaustivo.
          Per chiudere, vorrei dire che c’è una differenza abissale tra andare da un peccatore per ristabilirlo, ed andare da un peccatore per condividerne le idee, e papa Francesco sta facendo proprio la seconda ipotesi, lo vedremo tra poco con l’intercomunione con i luterani e anglicani sfruttando proprio l’anafora di Addai e Mari, la quale accontenta tutti ma non i “cattolici tradizionalisti”, non confondiamoli con i conservatori.

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  3. Condivido quanto dice Stefano, fornendo un esempio pratico. Tutti noi sappiamo cosa significa “fariseo”. Fatta piazza pulita del senso letterale “persona aderente a una setta giudaica… ecc. ecc.”, il fariseo è insomma un ipocrita, uno che ti dice una cosa, ma maschera sotto di essa il suo vero obiettivo.
    Ora, il fariseismo laico (laicista) dei radicali è da decenni a noi tutti noto: tante chiacchiere sul buon cuore e sul rispetto dei diritti (si noti: tutti bravi a parlare di diritti, oggi “civili”, e infatti il fariseo s’appunta sui diritti)… dicevo tante chiacchiere sul rispetto dei diritti delle donne e dei poveri anziani.
    Sappiamo il farisaico risultato: l’aborto con la pompa per bicicletta della Bonino di buona memoria, oggi l’eutanasia = omicidio assistito per tutti quale “morte pietosa” (eccola, la farisaica ipocrisia!) che a (San) Marco Pannella non è riuscito di portare in Italia, e che ora smania di portare da noi Marco Cappato.
    …e di fronte a tutto questo, cosa devo sentirmi dire dal Sommo Pontefice: che la Bonino, grande italiana, ha collaborato per numerose conquiste… E, si noti, neanche un cenno da parte del Papa a quali sarebbero queste conquiste…
    Spero di avere spiegato perché non occorre essere farisei per avere dubbi, né essere antifarisaici per farsi piacere il Papa. E mi fermo qui per non essere bannato.

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    • Boh: secondo me la Bonino non è una farisea del cattolicesimo …. personalmente la vedo piuttosto dal lato delle grandi peccatrici.
      In Pace

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      • Ah ma su questo siamo d’accordo, e forse sono io che non ho capito bene: il tuo articolo è sui soli farisei del cattolicesimo? sia pure, e allora prendiamola da un altro punto di vista… dopo un esame di coscienze.
        (In ogni caso il fariseismo come atteggiamento, come mi pare di aver mostrato, appartiene oggi soprattutto a certa intellighenzia laica)

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    • Riguardo ai farisei, se non sbaglio erano quelli che non hanno digerito la chiusura di Gesù riguardo all’adulterio rispetto al “misericordioso” Mosè.

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  4. Questa storia di attribuirsi essere ispirati dallo Spirito Santo mi sa tanto da setta evangelista!

    A proposito: Quando bruciamo la Somma ?

    Chi si era costruito tutto un sistema di certezze intellettuali e emozionali che brillavano per la loro coerenza si ritrova a dover scegliere tra l’avere fede nello Spirito Santo in quanto testimoniato dalla Chiesa, in particolare oggi nel Magistero di Papa Francesco, e le proprie certezze: cioè scegliere molto concretamente tra ideologia e il Corpo Vivente del Cristo.

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    • E si non poteva mancarci il “gomblotto”! Non preoccupatevi si occupa lo Spirito Santo.

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      • Francesco il papa che secca da quattro anni.

        E se il primo ad essere un po’
        “seccato”fosse proprio il Padreterno?
        🙂

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        • Dato che come usa dire “non cade foglia che Dio non voglia”, che questo Papa piaccia o meno (secchi o non secchi), ciò rientra in ciò che il Padreterno ha disposto (o permette).

          Quindi la difficoltà, per molti, è capire il senso, ma esclude che il Padreterno sia “seccato”.
          😉

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          • Cioé al Padreterno non gli fa una piega cio che facciamo sia ció che lui desidera sia quello che ci permette?

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            • Dio “fa” una cosa sola (se mi si concede l’espressione) AMA, perché Dio è Amore.
              Poi sono tante le strade, infinite e spesso a noi misteriose, in cui questo Amore si “muove” (genere, crea, governa, provvede, potremmo continuare…)

              Noi per convenienza utilizziamo termini antropologici che vagamente si adattano alla Sua Persona (si adira, si offende, ecc. ecc. – offendere Dio poi è impossibile… offendere significa ledere, ferire, togliere qualcosa, al che non sarebbe Dio).
              Quindi “fa una piega”, non “fa una piega”? Vedi tu…

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              • Quindi, secondo lei, il peccato non offende l’Amore, cioè non offende Dio?

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              • Dio non può essere “offeso” o intaccato dal nostro peccato, né può sentirsi offeso, perché offeso si sente colui al quale è stato tolto qualcosa (nell’onore ad esempio). Se così fosse, Dio non sarebbe Dio, ma un essere alla mercé dei nostri peccati. Il nostro peccato offende l’immagine di Dio che é in noi, offende quindi prima di tutto noi stessi, poi chi ci sta vicino, offende la nostra Comunità e può in qualche modo rallentare l’Opera di Dio nella Storia, ma comunque mai annullare il Suo piano di Salvezza compiuto in Cristo, né impedire la Sua finale vittoria sul Male.

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              • La cacciata dal tempio dei mercanti ed il fico seccato come li mettiamo? Un idea sbagliata di Dio?

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              • La cacciata dei mercanti dal tempio di Gesù Uomo (nonché Figlio di Dio) è ZELO.
                Il fico seccato, che è episodio fortemente pedagogico.

                In ogni caso forse non rientrano in una azione di Amore e Misericordia attraverso gesti, definiamoli “forti”…

                Perché diversamente cosa? Gesù avrebbe agito mosso da odio, vendetta, rancore? (o forse dobbiamo ipotizzare si fosse “offeso”?)
                Semmai da un senso di Giustizia, che non sminuisce ne confligge con l’Amore.

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              • Ma allora se Dio ha un senso di giustizia, non puó Amare chi fa ció che Lui vuole o chi no,

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              • Siamo passati dal “si può offendere Dio?” al “chi Dio ama o non ama?”…

                Torniamo a Gesù. come si è comportato con Giuda? E si che sapeva con certezza che lo avrebbe tradito (lo stesso di potrebbe dire per Pietro…).

                Io la vedo così, c’è un Tempo preciso in cui sarà esercitata la Giustizia, stando all’Apocalisse potremmo anche parlare dell’Ira di Dio, ma fino a quel Tempo, questo Tempo è quello della Misericordia guadagnataci da Cristo e finché abbiamo un tempo da vivere, abbiamo la possibilità di convertirci, di pentirci. Così anche i peggiori peccatori o nemici di Dio, hanno questa possibilità.

                Si può quindi dire che la Carità continua ad avere la supremazia sulla Giustizia (che poi Giustizia Divina e la nostra potrebbero divergere di non poco…).

                E in ogni caso perché Dio non ci “fulmina” secondo giustizia, ogni volta che pecchiamo, noi poi che sappiamo cosa significa peccare?

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              • Grammatica teologica docet.

                Scusami Minstrel, ma non mi interessa temo diventare come “Chi si era costruito tutto un sistema di certezze intellettuali e emozionali che brillavano per la loro coerenza si ritrova a dover scegliere tra l’avere fede nello Spirito Santo in quanto testimoniato dalla Chiesa, in particolare oggi nel Magistero di Papa Francesco, e le proprie certezze: cioè scegliere molto concretamente tra ideologia e il Corpo Vivente del Cristo.”

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              • Non mi sembra che seccato sia sinonimo di offeso.

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              • Va bene, allora giochiamo con le parole… Ripartiamo dall’inizio e prendiamo la cosa come una semplice battuta di spirito (quale spirito?): Dio Onnipotente é “un po’ seccato..” (sic). 😉

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          • Non gioco io con le parole. Il tuo commento iniziale da d´intendere che per Dio sia lo stesso che facciamo quello che vogliamo e Lui permette o quello che Lui vuole.

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    • Ottimo articolo, da notare sopratutto due punti :

      – “Quello che durante i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI ha distillato un apparato ideologico-dottrinale di marca neo-conservatrice, si è posto come depositario dell’ermeneutica «vincente» dei due ultimi pontificati, e nell’imbarbarimento globale del confronto ecclesiale online si affanna a spacciare il proprio armamentario di politica ecclesiastica come nuovo metro di misura dell’ortodossia e dell’orto-prassi ecclesiale”

      – “Come volani di questa «reductio», vengono utilizzati i riferimenti martellanti alla provenienza latinoamericana e gesuitica di Papa Bergoglio. Si insiste su questi due tratti, spacciandoli come uniche matrici genetiche di ogni gesto e di ogni scelta dell’attuale vescovo di Roma. La «gesuitizzazione» e la «latinoamericanizzazione» di Bergoglio aiutano a ingabbiarlo in stereotipi e schemi prefissati, a spacciare come radice di tutte le sue mosse”

      Notare l’accenno al confronto online, che evidenzia come proprio dai siti nasca l’imbarbarimento progressivo delle posizioni, non più mediate o meditate dalla carta stampata. Il web, sicuramente strumento di libertà non più prescindibile, sta però inevitabilmente facendo da volano moltiplicatore e radicalizzatore delle posizioni.

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  5. Se un sacerdote fa tutto un discorso in cui lascia intendere che sarebbe bello se una donna evangelica luterana ed il marito cattolico si accostassero assieme all’Eucarestia e poi conclude dicendo: “Io non oserò mai dare permesso di fare questo perché non è mia competenza”, potrei anche capirlo.
    Se invece è il Papa a fare questo discorso, lo capisco un po’ meno.

    Il nostro Santo Padre, come tutti i latino americani, per la mia mentalità europea è un “simpatico casinista” che invita ad una pastorale da “ospedale da campo” avendo però sempre ben presenti gli insegnamenti del Magistero: spero di sbagliarmi, ma quello che mi preoccupa è vedere delle aperture pastorali finalizzate ad un ritorno al Magistero diventare esse stesse un nuovo magistero di sapore modernista.

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  6. Caro Simon, ti faccio anch’io il dono di un articolo. Va bene accettare la realtà, ma come sai sognare è bello e non costa niente. In allegato, il sogno di Aldo Maria Valli: http://www.aldomariavalli.it/2017/03/14/il-sogno/
    Personalmente ho apprezzato sia l’incontestabile cattolicità (farisea? a me non sembra) dell’articolo, sia l’eleganza di tono e di stile. Buona lettura

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    • Bellissimo articolo che mostra quanto in effetti quel tipo di sogno è prodotto da idealizzazioni e teorizzazioni personali che nulla hanno a che fare con la realtà dello Spirito Santo: si racconta di un fariseo che sognava ai tempi di Gesù di un Cristo che prendeva le redini di una ribellione contro i romani, di un Cristo che ribadiva la Legge di Mosé nel popolo di Israele, che pulisse sempre bene l’interno dei piatti, che mai si facesse toccare dalle donne impure e che scendesse dalla Croce.
      Eppure, eppure…. quella non fu la Via.
      In Pace

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      • Simon, ho due dubbi sul tuo intervento (poi spero di aver tempo di spiegarteli meglio):
        a) ma quindi per te Valli è un fariseo?
        (mi piacerebbe mi rispondessi “un esseno”, ma nel tuo intervento leggo proprio “fariseo”, per quanto pio)
        b) ti dico già che non sono d’accordo col paragone, su un punto. “ci si aspettava un Cristo che…”. Piano con le parole. Papa Francesco non è Cristo. Ed è vicario di Cristo quanto lo è stato un Gregorio VII, d’accordo… ma anche un Papa Borgia. Su Papa Borgia spirava lo Spirito Santo della… corruzione? spero non arriviamo a dire questo, pur di difendere la realtà che abbiamo davanti.

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        • scusate ma quelli che danno del fariseo agli altri mi sono sembrati essi stessi mooolto farisei!
          Oggi tutti a essere contro i farisei, sentendosi dei piccoli Gesù, salvo poi dire “chi sono io per giudicare'” ? Tutti uelli che non sono d’accordo con Al sono farisei, tutti i giornaluisti non turiferari sono farisei, tutti quelli che non sono d’accordo con simon de Cirene sono farisei ecc ecce.
          Questa fissazione coi farisei, visto come insulto, è una cosa che fra l’altro ha fatto irritare giustamente gli ebrei:
          http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/03/13/antiebraismo-cattolico-e-papale-lallarme-del-rabbino-laras/

          e poi scusate , se vogliamo restare nel qualunquismo dei “luoghi comuni” ma io personalmente preferisco essere rigido come un fariseo, che falso e furbo come un gesuita!

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        • Dubbi strambi che hai Marco N! Perché mai mettere etichette, guarda quel che ho scritto non quello che credi che ho scritto.

          Ho fatto solo complimenti allo scritto di AMV!!!

          Si può cercare il paragone con Cristo in tutto quello che una persona imita il Cristo: ad esempio dimmi in cosa Borgia imitava il Cristo e ti dirò se spirava lo Spirito Santo!

          In Pace

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          • Ah va bene! Ma allora scusa, spero tu sia d’accordo con chi ritiene giusto (ho citato Valli, ma mi ci metto anch’io) sperare che questo pontificato non ci mostri solo il “verso” della medaglia, ma anche il “recto”. Perché questo è il senso secondo me dello scritto di Valli: finora abbiamo visto quasi solo (e io aggiungo: anche per manipolazione mediatica, ma non solo; esiste un entourage di Francesco che in questo ci sguazza) un Papa che ha parole per i conviventi, che fa i complimenti a Kasper… possiamo augurarci in positivo (dice Valli) di vederlo esaltare la bellezza del matrimonio cristiano? di tessere un elogio dei sacerdoti che tirano la carretta, di parlare della loro fatica e solitudine in un mondo che non li capisce… piuttosto che citarli solo con bacchettate sui denti, perché danno o possono dare scandalo, perché non sarebbero vicini alla gente?
            Perché è questo che Valli si augura!
            Se lo trovi un pensiero auspicabile, siamo d’accordo.

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    • Leggo la posizione del card. Antonelli in linea con la parabola del padre misericordioso.
      Quando infatti parla di un peccatore che «… non riesce ancora a osservare la norma… ma cerca di fare il possibile per superare le difficoltà», parla di un figlio che “Partì e si incamminò verso suo padre.
      Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”

      Leggo la posizione del prof. Buttiglione in contrasto con la parabola del padre misericordioso.
      Egli infatti, pur ammettendo che il figlio desidererebbe voler intraprendere la via di casa, disquisisce dottamente sulle attenuanti che lo “costringono” a dover continuare a pascolare i porci e vorrebbe darci ad intendere che, se il padre fosse veramente misericordioso, correrebbe ad abbracciarlo anche se non intraprende la via di casa.
      Il prof. Buttiglione inoltre, da politico navigato, afferma che chi non la pensa come lui è contro Papa Francesco.
      .

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      • @Lorenzo

        “Egli infatti, pur ammettendo che il figlio desidererebbe voler intraprendere la via di casa, disquisisce dottamente sulle attenuanti che lo “costringono” a dover continuare a pascolare i porci e vorrebbe darci ad intendere che, se il padre fosse veramente misericordioso, correrebbe ad abbracciarlo anche se non intraprende la via di casa.”

        In effetti suppongo che un Padre misericordioso, avendo un figlio costretto a pascolare i porci e che al momento non può fare diversamente, lo lascerebbe dove sta senza abbracciarlo nè perdonarlo, perché l’unica cosa che chiede (il Padre misericordioso) non è la rettitudine del cuore e delle intenzioni, ma la rettitudine formale degli atti esteriori, come se questa rettitudine (degli atti esteriori) fosse l’unica che contasse, specie per la salvezza.

        Direi che, come esempio di fariseismo, questo è veramente da manuale, Lorenzo.

        Io posso dirti che un figlio costretto a pascolare coi porci, che non può fare altrimenti, al momento, o non è in grado di capire la sua situazione, lo abbraccerei molto volentieri, e lo stesso farebbe qualunque padre e madre.

        Soprattutto la madre. San Giovanni Paolo II disse che “Dio è padre, ancor più è madre”, e penso che l’amore davvero incondizionato della madre sia proprio di Dio, in questo mi allineo a San Giovanni Paolo II. L’amore di un padre infatti tende ad essere più “razionale”, più “condizionato”.

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        • Perché Luca non racconta la parabola come piace a te?
          Di Dio madre si tratta già nell’AT.

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          • La frase “Dio è padre, più ancora è madre” è di Papa Luciani (Papa Giovanni Paolo I), non di Papa San Giovanni Paolo II, ricordavo male.

            Per Lorenzo

            “Perché Luca non racconta la parabola come piace a te?
            Di Dio madre si tratta già nell’AT.”

            Ma infatti non esiste nessuna parabola che possa essere presa isolatamente dall’intero corpus e dall’insegnamento della Chiesa.

            Nella fattispecie, se il figliol prodigo della parabola viene applicato ad un peccatore che pecca con piena avvertenza e deliberato consenso senza nessuna intenzione di convertirsi, è chiaro che il discorso di Buttiglione non avrebbe senso.

            Ma Buttiglione, evidentemente, come il Cardinale Coccopalmerio, Schönborn, Vallini e altri, non parla di questo, ma parla di un figliol prodigo che attualmente non è in condizione, causa vari fattori, di agire diversamente, e che quindi a causa di queste attenuanti non ha reciso la sua amicizia con Dio.

            La lettura farisaica della parabola è quella che vorrebbe insegnare che ciò che conta è la rettitudine delle opere esteriori, delle opere della Legge, piuttosto che la vera rettitudine interiore, del cuore.

            La rettitudine esteriore è proprio quella farisaica.

            Nella Chiesa di oggi, esattamente come al tempo di Gesù, esistono le stesse due tendenze farisaiche e sadducee, le prime proprie più dei tradizionalisti (che tendono ad essere molto giudicanti e a vedere la rettitudine del prossimo unicamente in base alla sua conformità esteriore alle opere della Legge, e fanno orecchie di mercante quando gli si ricorda che la Legge è definita da San Paolo come “forza del peccato”) , le seconde proprie più dei modernisti (che infatti, come i sadducei, sono increduli e razionalisti -ad esempio verso le devozioni, specie quelle alla Madonna, e verso il sovrannaturale in generale).

            Secondo me non c’è bisogno di dire che queste due tendenze vanno evitate entrambe, come la peste.

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            • Is 49.15
              Mt 22.8-14

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              • Non vedo cosa c’entri con quello che ho scritto, specie il passo di Matteo, che parla della Grazia santificante persa col peccato mortale.

                Al insegna proprio che anche in una situazione irregolare si può essere in Grazia per mancanza di piena avvertenza o di deliberato consenso (libertà di agire diversamente),richiamandosi al Catechismo e al Magistero, perciò queste citazioni non c’entrano nulla.

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              • Ti ringrazio, inoltre, per aver dato (con la citazione impropria del Vangelo di Matteo) un inferiore esempio di quel fariseismo basato sulle opere esteriori della Legge di cui ho parlato sopra, che pretende di giudicare milioni di persone come dei dannati ambulanti in base alle opere della Legge.

                Ciò che apprezzo, del fariseismo, è la sua estrema coerenza interna, dato che non si preoccupa di smentirsi nemmeno quando criticato a viso aperto.

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              • Ulteriore, non “inferiore”.

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              • Convinto tu…

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              • Chi legge si farà la sua idea.

                Che questo Papa crei molti problemi a tanti perché va oltre il legalismo esteriore delle opere della Legge a me sembra non solo un’opinione, ma un fatto.

                E, tenendo conto che il Papa non è Cristo ma solo il Suo Vicario, fatta questa debita distinzione, anche io come Simon ho sempre visto l’opposizione verso questo Papa provenire dai dottori della Legge e dai “cattolici per bene” che credono di essere giustificati dalla Legge e per la Legge, e non certo dai peccatori.

                In questo il richiamo a Cristo (con le dovute proporzioni, ripeto) è inevitabile, infatti anche Lui era amato dai peccatori e detestato da “quelli in regola”.

                “Quelli in regola”, oggi come allora, credono di essere giustificati dalla Legge e per la Legge, quando sappiamo che la Legge non giustifica (“infatti se la Giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano” Gal 2,21) ed è invece la forza del peccato (1 Cor 15,56).

                Il Papa ricorda che una persona può avere delle attenuanti che fanno si che sia in amicizia con Dio e che possieda l’abito nuziale nonostante il suo agire esteriore possa non essere conforme alla Legge, impedendoci di metterci sopra un piedistallo a pontificare e giudicare.

                Quello che doveva essere detto è stato detto e (qui come altrove) non è stato confutato, perciò per me il discorso può anche chiudersi.

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        • Sant’Agostino insegna che amare non è assecondare nell’errore ma amare nella Verità è autentica Agapè. Mia madre quando ne combinavo qualcuna da bambino e tornavo piangendo prima mi tirava un ceffone poi mi spiegava il perchè e il per come e poi mi medicava il ginocchio sbucciato. Delle prime due parti io avrei fatto tranquillamente a meno mentre della terza no! Invece le prime due arrivavano sempre e la terza se era il caso che imparassi a rimediare da me saltava pure. L’ordine logico è questo perchè un’Amore senza Giustizia non è VERO Amore.

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          • * ERRATA CORRIGE: UN AMORE e non un’Amore

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          • Tutto giusto, ma Misericordia e Giustizia devono tenere conto, per essere tali, anche delle condizioni soggettive, per cui non ha senso imporre lo stesso fardello a tutti indipendentemente dalle circostanze soggettive e dalle attenuanti.

            Il Sacerdote deve essere medico dell’anima, e come un medico deve capire dove la cura sarebbe peggiore del male (ad esempio dove un trattamento per rimuovere un tumore benigno potrebbe causare un tumore maligno), allo stesso modo deve capire quando è cosa buona imporre alla sua pecora un dato fardello, perché se la suprema lex è la salus animarum tutto deve essere ricondotto a questo, e non sarebbe saggio nè misericordioso mettere una persona che è in Grazia in peccato mortale, imponendole gioghi insopportabili.

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  7. “tutto quello che Papa Francesco fa o ha fatto non è di per sé quel che caratterizza davvero questo pontificato, ANCHE SE GRANDI PROGRESSI SONO ORMAI STATI COMPIUTI i e resteranno iscritti per lungo tempo nella storia della Chiesa ”

    vogliamo fare la lista di questi “grandi progressi” che papa Francesco ha fatto fare alla Chiesa, Simon?

    1) ammettere alla comunione i divorziati risposati
    2) ammorbidire la posizione verso i gay col”chi sono io per giudicare ? ecc,
    3) accantonare i valori non negoziabili come aborto ed eutanasia, come secondari e poco importanti
    4) fare l’inciucio coi protestanti per arrivare all’Intercomunione togliendo dalla Liturgia le parole della consacrazione
    5) abbracciare l’agenda dell’ecologismo- pacifismo-mondialismo- migrazionismo selvaggio, ,elogiare dittatori sudamericani, appoggiare politici radicali di sinistra, invitare in Vaticano a parlare propugnatori del malthusianesimo più spinto .

    6) e come conseguenza dei punti precedenti avere un papa che compare sulla copertina di Rolling Stone come una icona pop.

    Per te sono progressi spirituali, morali, religiosi questi, Simon? Per te un cattolico , ne’ buono ne’ cattivo , ma medio, dovrebbe essere felice perchè il papa cattolico segue l’ agenda di Obama- Clinton , Soros ?
    sarò fariseo ma a me questi non sembrano progressi, ma terribili regressi e cedimenti alla logica del mondo, che NESSUNO può giustificare , neppure in nome della accresciuta “popolarità” guadagnata con questi mezzi!

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    • Rolling Stone ci aveva già fatto partecipi della stima che ha per il Papa. Specialmente BXVI dipinto come Freddy Krueger; con GPII è stato più morbido dandogli del “reazionario”.

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  8. Concordo con ogni sillaba dell’articolo di Simon.

    Mi permetto solo di aggiungere una cosa: il bersaglio di queste critiche e attacchi continui non è tanto Papa Francesco, quanto il suo successore.

    Infatti, cito dall’articolo

    “mentre altri processi iniziati continueranno a svilupparsi sotto l’azione dello Spirito Santo nei decenni e secoli a venire.”

    Questo è ciò che NON deve avvenire, a nessun costo. Un Papa Francesco potrebbe anche essere facilmente reversibile, un “Papa Francesco II” invece continuerebbe con quei processi iniziati dal primo e questo è precisamente ciò che non deve accadere, secondo la parte in opposizione al Papa.

    Più che distruggere Papa Francesco ciò che si vuole quindi è soprattutto che Francesco rimanga una parentesi. Peccato per i concistori e le nomine vescovili.

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    • Oddio immagino che lo Spirito Santo soffi sempre dove vuole nonostante le avversità

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      • Certo, ma lo Spirito Santo è la causa prima, le cause seconde sono gli esseri umani. Credo che molti oppositori del Papa ritengano di essere gli strumenti di cui lo Spirito Santo si serve e si servirà per impedire che ciò che sta facendo Papa Francesco abbia un seguito.

        È per questo che dico che la battaglia non è tanto contro Francesco quanto contro il suo successore, o meglio per evitare che venga eletto un Papa Schönborn o un Papa Tagle (entrambi possibili Papi che proseguirebbero lungo la via tracciata da Francesco, e Tagle è anche molto giovane).

        La differenza è che, ad esempio, se venisse eletto un “Papa Leone XIV” io l’accetterei, molti invece non accettano questo Papa nemmeno come Pontefice legittimamente eletto e, addirittura, vorrebbero trovare cavilli per deporlo come eretico (peccato che sia impossibile che un Papa cada in eresia formale).

        Sembra, a sentire alcuni, che lo Spirito Santo possa soffiare solo in senso “restaurazionista”, e che quando soffia in altri sensi non sia più lo Spirito Santo ma lo spirito di Satana (secondo molti Papa Francesco è nientemeno che un suo vassallo, basti leggere cosa si scrive in molti siti tradiprotestanti).

        Se non è mancanza di Fede questa non so cosa lo sia.

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        • Perdonami Teofane ma se lo Spirito Santo soffia sulla Chiesa soffia su tutta la comunità, tanto sui “progressisti” quanto sui “tradizionalisti”, ora se tu mi dici che ogni parte tira lo spirito al suo mulino posso anche capire ma se mi dici che spira solo su una allora mi sembra un pò troppo, come dire, “causa seconda”.

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          • Certo, ma lo Spirito Santo può decidere di ispirare soluzioni anche più “aperte”, non sempre e solo le più conservatrici e restrittive.

            Vedi anche ad esempio la possibilità dei viri probati, sulla quale il Papa ha invitato al dibattito è che potrebbe diventare l’oggetto di una prossima riforma.

            Su tutti i siti conservatori si sono già scagliati anatemi ed accuse di eresia, lo stesso vale per la questione dei divorziati risposati (peccato che anche quella sia una decisione che rientra pienamente nel potere delle Chiavi di Pietro), perciò c’è una parte della Chiesa che effettivamente non accetta che ci possano essere decisioni ortodosse e al contempo “liberali” (passami il termine semplificatorio in questo contesto).

            Per molti di loro (non tutti, ovvio) la questione è molto semplice: conservatorismo=ortodossia, progressismo=eresia.

            Non accettano che ci possano essere diversi modi di vivere la Fede e diverse sensibilità tutte nel limiti dell’ortodossia (a patto di non scadere a destra nella deviazione tradizionalista e a sinistra nella deviazione modernista), no, per loro solo il loro intendimento è corretto ed ortodosso, e se qualcuno lo contraddice, fosse anche il Papa, scagliano un bel “LET HIM BE ANATHEMA” e chi s’è visto s’è visto. 😀

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          • Se guardi infatti questo sito tradi-protestante hanno dichiarato proprio questo, si sono cioè permessi di mettere sotto anatema il Santo Padre https://akacatholic.com/is-francis-a-heretic/ , basandosi su una lettura distorta e ideologizzata e non cattolica di alcuni canoni tridentini.

            Anche Feser, che è solo un conservatore e non certo un tradi-protestante, ha fatto un errore simile qui https://pellegrininellaverita.com/2017/01/11/burke-loggettivo-dei-dubia-non-e-la-verita-ma-solo-lincastrare-il-santo-padre/#comment-29019 dove pur non accusando il Santo Padre di eresia suggerisce che Al possa contraddire sostanzialmente un canone dogmatico tridentino, cosa impossibile.

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  9. Volevo solo fare notare una cosa.

    “Secca” in Campania, come in Puglia, parte della Calabria (e non so di sicuro se anche la Sicilia), vale per “porta jella”, “porta sfortuna” “porta scalogna”, “sfiga”. Insomma “secca” quello che è verde, inaridisce ciò che è vitale; fa andare a male ciò che è vivo e vegeto.
    Io ho inteso subito cosi.

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  10. Io vorrei farti i complimenti Simon. Non è facile andare così a fondo nell’analisi di un Papa che – e faccio anche mea culpa – ha suscitato più di un malumore (malumore, tra l’altro, tutto “interno” alla Chiesa o a chi ne fa parte). Tuttavia, rimettendomi allo Spirito Santo e all’autorità del Papa, come figura cardine del nostro Credo, in quanto “corpo e membra” di Cristo, non posso che leggere con piacere queste considerazioni. L’episodio tratto dall’Antico e dal Nuovo Testamento è senza dubbio azzeccato. Certamente – ma questo non toglie quanto di giusto è scritto nel tuo articolo – analizzare alcune “riforme” o “idee” del nostro Santo Padre (come gian piero poco sopra) non è cosa sbagliata IN ASSOLUTO. Che questo non diventi motivo di rottura interna, e allora sì: sediamoci e parliamone. Coi punti espressi da gian piero, in vero e in chiusura, mi trovo più d’accordo che contrario.

    In pace, e attendo una tua risposta.
    Il tuo vivalemonadi!

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  11. Mi pregio di riportare in questo sito, dopo la mia irritazione (forse un po’ da riottoso, Simon, devo ammetterlo) verso l’attuale pontefice, un testo che in più punti (non in tutti) riecheggia alcune osservazioni di questo post. Citazione: “Viviamo con sofferenza” scrivono preoccupati gli estensori “la sensazione di uno scollamento tra il messaggio che le tue parole custodiscono e la coscienza di parte della Chiesa. Certamente è questione di semine lunghe e ci è chiesta la pazienza del contadino del Vangelo. Ma ci sembra di ravvisare tentativi di contrastare l’Evangelo sia nell’indisponibilità di alcuni vertici ecclesiali, sia nelle reazioni di un certo numero, non trascurabile, di fedeli che sembrano impermeabili al tuo annuncio. Ci chiediamo a volte come si possa partecipare alle assemblee liturgiche e poi assumere posizioni, coscientemente o no, opposte all’Evangelo. Come ricucire la frattura?”.
    Si legge nel primo post, qui: http://www.cattoliciromani.com/8-principale/63828-la-lettera-aperta-a-papa-francesco-del-gruppo-quot-nella-gioia-dell-evangelo-quot .
    Il documento contiene tra l’altro una velata richiesta ad approfondire ulteriormente diverse questioni che il presente pontificato riapre: accantonati omosessualità, aborto, eutanasia, gli scriventi scelgono di concentrarsi sulla richiesta al Papa di aprire al sacerdozio delle donne. Tra i firmatari, Vito Mancuso e Andrea Grillo.
    Si riporta il tutto a completamento dell’analisi: qui siamo di fronte non a cardinaloni che fremono irosi di fronte a un Papa pietra d’inciampo, come dici tu nel post (anzi qui un Mancuso o un Grillo… altro che sentire il Papa come pietra d’inciampo… senti come gongolano…): siamo di fronte a una realtà totalmente altra (non laici alla Pannella, ma un’intera parte della chiesa con idee che cinque anni fa si sarebbero dette eterodosse) finalmente felice di fronte al “suo” Papa. Tra le persone in festa per questi quattro anni, ci sono anche (e soprattutto) loro.

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  12. @BlasPas59 Dio non ha un senso di giustizia, Dio è giustizia. Potremmo dire che Dio non ha un senso ma è il senso. Noi offendiamo Dio nel modo in cui un criminale offende la giustizia. Anche se tutti fossimo criminali (ed in un certo senso lo siamo) la giustizia benchè offesa non cambierebbe, non cesserebbe di essere ciò che è. Chi offende Dio, chi offende la giustizia, fa del male a sè stesso. Non a caso Socrate dice “meglio subire un’ingiustiza piuttosto che compierla”.

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    • Il ragionamento di Bariom che “Non si muove foglia che Dio non voglia” dunque questo papa l’ha voluto Dio pecca di semplificazione.
      ‘.Eovvio per esempio che un papa come Alessandro Borgia che faceva orge in vaticano e si diceva fosse andato anche con sua figlia ,non si puo’ dire che Dio.l’abbia voluto, perche’Dio non vuole il male. Dunque anche nel caso di Bergoglio non e’detto che Dio “voglia” un papa che sbaracca I sacramenti, fa l’inciucio coi luterani , loda la BONINO, ecc, Magari si puo’dire che Dio “permette”che ci sia un papa cosi , come ha permesso che ci sia stato il papa Borgia. Il male ,il peccato offende Dio in questo senso:Dio ci ha creato per il bene, ogni. azione malvagia allontana l’uomo dal suo fine, dal fine percui il Creatore l’ha creato. In questo senso la Bibbia usa il termine “ira di Dio”E’chiaro che Dio non puo’essere irato come lo sarebbe un uomo, tuttavia il Dio in cui crediamo non e’IMPASSIBILE, e la sua santa collera punisce il.peccato. Sodoma eGomorra sono state distrutte, checche ne dica mons. Galantino e nei Vangeli Gesu’esorta I peccatori a guardarsi sall’ira divina che li.sovrasta.
      Dire che Dio e’amore e dire che “tutto accade perche’Dio lo.vuole”non ci esime dal distinguere fra bene e male, e neppure dal distinguere fra buoni e cattivi papi.

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      • Affermare che il Papa stia “sbaraccando i Sacramenti” e che stia “facendo inciuci coi luterani”, o che “abbia lodato la Bonino” (anche qui, senza tenere in conto il contesto è tutto quanto detto dal Papa contro l’aborto) rende l’idea della qualità delle argomentazioni del post.

        Solo una cosa

        “nei Vangeli Gesu’esorta I peccatori a guardarsi sall’ira divina che li.sovrasta.”

        Gesù a dire il vero coi peccatori è molto pronto al perdono e tenero, piuttosto è sempre stato durissimo coi farisei.

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      • Anche dire che Dio lo “permette” è la stessa cosa di “Dio lo vuole” (e non sto parlando nello specifico di Papa Francesco) pecca di semplificazione (giacché non significano la stessa cosa…)

        Ognuno poi fa le sue distinzioni tra bene e male, ma non sempre c’azzecca…

        “ogni azione malvagia allontana l’uomo dal suo fine, dal fine per cui il Creatore l’ha creato” e questo mi pare di averlo detto… o sbaglio?

        “Sodoma e Gomorra sono state distrutte…” questo è poco ma sicuro e come ben sai Cristo arriverà a dire che per le città che rifiuteranno l’Annuncio: “In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città.”
        (Particolare interessante… ma Sodoma e Gomorra non sono già state distrutte?)

        Ciò che mi lascia un po’ interdetto è che alcuni paiono nascondere il loro prurito di punizioni esemplari, dietro la speranza di una esemplare calare dell’Ira di Dio… mentre lo “stile” dovrebbe essere quello di nostro Signore Gesù Cristo, che pur non avendo avuto “peli sulla lingua” né timore di nessuno, incarna (si può proprio usare questo termine) la Volontà del Padre a che il peccatore si converta e viva, anche il peggiore dei peccatori, anche il pedofilo, il serial killer… ma questa cosa ci scandalizza.

        Verrà il Tempo della Giustizia e anche dell’Ira di Dio, ma oltre a doverci mettere TUTTI nel timore (che non è detto che la bilancia pesi a nostro favore), ma fino a quel tempo, si dovrebbe invocare la Misericordia di Dio («Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» eppure sappiamo cosa avevano fatto a Cristo!) più che le fiamme dal Cielo… ma in questo abbaglio erano caduti gli stessi Discepoli se ricordo bene.

        Buona Quaresima Cristina

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        • @Bariom

          “Anche dire che Dio lo “permette” è la stessa cosa di “Dio lo vuole” (e non sto parlando nello specifico di Papa Francesco) pecca di semplificazione (giacché non significano la stessa cosa…)”

          Infatti non c’è nulla di più diverso. Ad esempio DIO vuole la salvezza di tutti gli uomini (1 Tim 2,4) eppure permette che alcuni si dannino.

          Qua San Tommaso faceva la distinzione, riguardo alla salvezza, tra la volontà assoluta, conseguente ed efficace di Dio e la Sua volontà condizionale, antecedente e inefficace, ma qua si aprirebbe un lungo OT.

          “Sodoma e Gomorra sono state distrutte…” questo è poco ma sicuro e come ben sai Cristo arriverà a dire che per le città che rifiuteranno l’Annuncio: “In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città.”
          (Particolare interessante… ma Sodoma e Gomorra non sono già state distrutte?)”

          Che poi tra l’altro Galantino non ha affermato il contrario. Io sono certo un estimatore di Galantino, che non ha personalità, o comunque ha una personalità insipida, che non mi piace, ma quello che è giusto è giusto.

          Cito una commentatrice da un altro blog, che scrive

          ” Galantino cosa dice? Ecco qui: “Una città sulla quale nessuno avrebbe scommesso niente, eccetto Abramo. La sua preghiera di intercessione e la sua voglia di osare desiderano a tutti i costi salvare Sodoma. La città sarà salva – è LA CONVIZIONE di Abramo – perché ci sono i giusti, anche se pochi. La città PUÒ SALVARSI però soprattutto perché c’è Abramo uomo di preghiera, che non fa da accusatore implacabile, non parla contro ma parla a favore. Abramo, uomo di preghiera, non denuncia i misfatti, ma annuncia la possibilità di qualcosa di nuovo. Abramo, uomo di preghiera, annuncia e invita a guardare alle possibilità positive. Abramo, uomo di preghiera, è un instancabile cercatore di segni di speranza da presentare al Signore perché li valorizzi”. (http://www.nunziogalantino.it/sermon/omelia-per-i-giovani-italiani-alla-gmg-2016/)
          Quindi Galantino non afferma che “Sodoma non fu distrutta”, ma che giustamente Abramo chiese a Dio di risparmiare Sodoma perché ci sono i giusti. Invece se andate a leggere l’articolo di Cascioli, lui cambia le parole di Galantino facendogli dire: “La sua preghiera di intercessione e la sua voglia di osare salvano Sodoma. La città è salva perché ci sono i giusti, anche se pochi; ma la città è salva soprattutto perché c’è Abramo uomo di preghiera”.
          Hai notato che Cascioli cambia il tempo del verbo? Perché lo fa? Bastava citare esattamente le parole, no? Lo fa perché il senso del discorso di Galantino è diverso se si usa il suo tempo verbale, egli riporta il pensiero di Abramo e spiega perché per lui la città di Sodoma poteva salvarsi poiché c’erano i giusti. Non mi aspetto che gente plagiata come voi capisca, confido negli alti lettori.”

          Perciò, tralasciando la storicitá dell’evento in se (che si sa che quando andiamo sull’at, tra asine parlanti e quant’altro diventa dura, senza contare che è possibilissimo che gli ebrei abbiano attribuito ad un disastro naturale, ad esempio un meteorite, una volontà diretta divina e atto diretto di distruzione, piuttosto che semplice permissione di un disastro) Galantino non ha affatto negato la distruzione di Sodoma.

          Ovviamente i tradiprotestanti si sono beati delle strumentalizzazioni del Cascioli come un bimbo si bea dei biscottini della mamma.

          “Ciò che mi lascia un po’ interdetto è che alcuni paiono nascondere il loro prurito di punizioni esemplari, dietro la speranza di una esemplare calare dell’Ira di Dio… mentre lo “stile” dovrebbe essere quello di nostro Signore Gesù Cristo, che pur non avendo avuto “peli sulla lingua” né timore di nessuno, incarna (si può proprio usare questo termine) la Volontà del Padre a che il peccatore si converta e viva, anche il peggiore dei peccatori, anche il pedofilo, il serial killer… ma questa cosa ci scandalizza.”

          La cosa che scandalizza di più è sapere che la Misericordia non segue il pentimento, ma al contrario lo precede e lo causa (ecco perché è totalmente gratuita), facendo sì che il peccatore indurito accetti la Grazia di Dio e si penta.

          Questa è la cosa che scandalizza di più perché sembra togliere i nostri meriti di “bravi cattolici”. Ma già Sant’Agostino diceva che quando Dio corona i nostri meriti non corona altro che i Suoi doni.

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          • Quello che dice Galantino lo puoi ascoltare con le tue orecchie:
            http://www.bing.com/videos/search?q=gmg+2016+galantino&&view=detail&mid=2F88292856DF1D5C75C22F88292856DF1D5C75C2&FORM=VRDGAR
            Nel sito da te indicato le parole di Galantino sono un falso.

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          • Ho scritto

            “Che poi tra l’altro Galantino non ha affermato il contrario. Io sono certo un estimatore di Galantino, che non ha personalità, o comunque ha una personalità insipida, che non mi piace, ma quello che è giusto è giusto.”

            Ovviamente volesvo scrivere (ma penso si capisca dal resto del discorso) che NON sono certo un estimatore di Galantino. Avevo dimenticato un “non”.

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          • Come
            su YouTube Galantino afferma che “… Sodoma si salva perché ci sono i giusti…”,
            mentre
            sul suo sito scrive che ” La città sarà salva  – è la convinzione di  Abramo – perché ci sono i giusti…”

            cosi
            nel Vangelo di Luca il figlio, che si ritrova a pascolare i porci perché ha voluto andarsene da casa, intraprende la via del ritorno spinto dai ricordo di quella casa dove un padre, che non ha mai smesso di amarlo, gli restituisce la dignità di figlio,
            mentre
            nel vangelo di Teofane il figlio, che casualmente si ritrova a pascolare i porci e non ha la possibilità di abbandonare quel lavoro, viene raggiunto da un padre che non ha mai smesso di amarlo e che gli restituisce la dignità di figlio

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            • Paragone completamente idiota.

              A meno che non si dimostri che, secondo la Chiesa, l’imputabilità personale non conta e la persona viene salvata solo sulla base delle opere esteriori.

              Fin quando questa dimostrazione non sarà arrivata (e non può arrivare, perché il Magistero insegna cose del tutto diverse) la tua argomentazione vale meno di zero, perché evidentemente quella parabola può essere presa come esempio di un peccatore in peccato mortale che si pente, non di un peccatore che, a causa di attenuanti, non ha perso l’amicizia col Padre (la Grazia ) nonostante il peccato materialmente grave (che è ciò di cui parla Al).

              Lorenzo, già su Uccr hai dimostrato di essere un argomentatore straordinariamente debole (il che non è una colpa, se non fosse accompagnata, questa debolezza, da un evidente senso di superiorità, visto che credi di mettere nel sacco l’interlocutore con questi giochetti), ma qui stai raggiungendo nuove vette, ti faccio i miei complimenti. 😀

              Ma ti prego, continua; non solo rendersi ridicoli non è vietato, ma nel tuo caso può anche essere, alla lunga, istruttivo.

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              • Specificami dove avrei affermato le cavolate (l’imputabilità personale non conta e la persona viene salvata solo sulla base delle opere esteriori) che mi attribuisci.

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              • Era quello che sembrava trapelare dal tuo commento. Per esempio quando usi la parabola del padre misericordioso quasi per “confutare” Buttiglione il messaggio che passa è quello.

                Hai scritto

                “Egli infatti, pur ammettendo che il figlio desidererebbe voler intraprendere la via di casa, disquisisce dottamente sulle attenuanti che lo “costringono” a dover continuare a pascolare i porci e vorrebbe darci ad intendere che, se il padre fosse veramente misericordioso, correrebbe ad abbracciarlo anche se non intraprende la via di casa.”

                E io ho fatto presente che il Padre Misericordioso abbraccia eccome il peccatore, se questi rimane in un peccato materialmente grave ma soggettivamente veniale a causa di alcune attenuanti.

                Ne abbiamo parlato anche altrove e avevi già usato questa parabola per dire che il perdono ai divorziati risposati poteva essere concesso solo se fossero usciti dalla loro situazione, e ti avevo già fatto presente, in passato, che quella parabola non c’entra nulla con ciò di cui si parla in Al, perché in Al si parla di persone che, pur vivendo in una situazione irregolare, sono in Grazia di Dio e quindi non si sono allontanate dal Padre.

                Anche la citazione che hai fatto sopra di Mt 22,8-14 non c’entrava nulla, visto che in quel passo del Vangelo si parlava della necessità dell’abito nuziale (la Grazia santificante) e il Papa in Al ha spiegato che anche alcune persone che, per vari motivi, persistono in una situazione irregolare, possono essere in Grazia.

                Se volevi dire altro impara a spiegarti meglio e a non fare citazioni che non c’entrano nulla. 😉

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              • Scusa, dimenticavo che tu ritieni verità di fede che la confessione, oltre a cancellare il peccato, cancella anche la responsabilità dei futuri peccati che di quel peccato sono conseguenza.

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              • Lorenzo, io ti ho risposto, non capisco perché la risposta non sia stata pubblicata.

                Comunque

                “Scusa, dimenticavo che tu ritieni verità di fede che la confessione, oltre a cancellare il peccato, cancella anche la responsabilità dei futuri peccati che di quel peccato sono conseguenza.”

                Questa è una scempiaggine.

                Ho sempre detto che una persona può essere in una condizione dove non è libera di agire diversamente senza una nuova colpa, e fino a quando non vengono meno le condizioni che limitano la sua libertà (che il confessore può discernere in confessione, vedi quanto ho riportato da Coccopalmerio) la colpa mortale non c’è.

                Ad esempio è ovvio che se una donna non è libera di imporre al marito la castità perché si sfascerebbe la famiglia con grave danno dei figli questa mancanza di libertà non si riferisca solo al passato, ma anche al presente e al futuro, se al momento non c’è modo di uscire da questa situazione.

                Non permetterti più di attribuirmi falsità manipolando il mio pensiero. Grazie.

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              • Ti rinfresco la memoria:
                Io: “— il Magistero insegna che chi si pone volontariamente in situazione di peccato… pecca più gravemente di una persona che (pecca) sotto l’impeto di una momentanea passione in quanto si sono volontariamente poste in una situazione di peccato e nessuna attenuante, neppure un nobile scopo, può essere addotta a scusante dei peccati che si commetteranno a motivo della situazione nella quale ci si volutamente posti.”
                Tu: “Ma se una persona è pentita di quel peccato originario (qualora non abbia coscienza invincibilmente erronea) e, ora, non può agire diversamente senza una nuova colpa, i suoi peccati attuali sono solo veniali (nonostante la gravità materiale) perché mancano una delle tre condizioni necessarie al peccato mortale (cioè la libertà), mentre il peccato che ha portato a quella situazione può essere perdonato in Confessione, per l’appunto se la persona è pentita.”

                Ti domando: può una persona azzerare, pur involontariamente, le possibilità economiche di una intera famiglia e, se quella famiglia muore di fame, non essersene responsabile per il solo fatto che è stato assolto in Confessione e che se aiuta quella famiglia mette in ristrettezze la sua?

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              • Spero che questo commento verrà pubblicato, visto che non tratterò Al.

                @Lorenzo

                “Ti domando: può una persona azzerare, pur involontariamente, le possibilità economiche di una intera famiglia e, se quella famiglia muore di fame, non essersene responsabile per il solo fatto che è stato assolto in Confessione e che se aiuta quella famiglia mette in ristrettezze la sua?”

                Quella persona ha il dovere di aiutare quella famiglia, ma non lo si può obbligare, ad esempio, a far morire la propria famiglia di fame, perché questo risulterebbe in una nuova colpa.

                Non si può, cioè, condannare quest’uomo a rovinare la propria famiglia perché in passato ne ha rovinata un’altra (atto di cui si è pentito), perché significherebbe condannarlo ad una nuova colpa verso innocenti.

                Altro esempio, cito il Catechismo

                2355 “La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. 237 La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia l’imputabilità della colpa può essere attenuata dalla miseria, dal ricatto e dalla pressione sociale.”

                Qua si parla di prostituzione.

                Ora, la prostituta può essere colpevole di essere entrata in questo giro, per poi, pentita, essersi trovata in un meccanismo più grande di lei dal quale al momento non può uscire.

                Perciò può essere perdonata del peccato iniziale di essersi messa in quella situazione e si può usare clemenza sulla sua situazione attuale, se non è in grado di porvi rimedio causa, ad esempio, grande miseria o ricatto, sicchè i suoi peccati attuali di meretricio sono veniali, nonostante la gravità oggettiva della materia.

                La teologia di voi conservatori, che mettete le persone in un vicolo cieco, non è cattolica.

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            • Perciò il paragone è proprio insensato, perché semplicemente la parabola del figliol prodigo (o del Padre misericordioso) non tratta dei peccatori trattati in Al, sebbene tu qui https://pellegrininellaverita.com/2017/03/14/francesco-il-papa-che-secca-da-quattro-anni/comment-page-1/#comment-30496 hai improvvidamente criticato l’argomentazione di Buttiglione basandoti proprio su una lettura distorta e ideologica di quella parabola.

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              • “… la parabola del figliol prodigo (o del Padre misericordioso) non tratta dei peccatori trattati in Al…” Teofane ipse dixit

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              • Onde per cui poscia rendimi edotto, o illustre Teofane, di quali peccatori tratta la parabola del Padre misericordioso: pendo dalle tue labbra…

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        • Bariom,

          Aggiungo una cosa: aldilà della Giustizia del giorno del giudizio universale, non è da escludere, secondo me, che ci siano periodi della storia umana nei quali Dio decida di essere più munifico nell’esercitare la Sua Misericordia rispetto ad altri.

          Sicuramente l’intera era dopo la morte di Gesù è un’era di Grazia rispetto alla precedente, ma ritengo che anche in quest’ora di Grazia ci siano periodi dove la Misericordia viene donata da Dio in maggior grado.

          Secondo me questo spiega in parte (ma è una supposizione) l’attenuazione della predicazione della Chiesa sui novissimi, cioè la Chiesa, essendo ispirata dallo Spirito Santo, riconosce un’era dove trionfa maggiormente il volto misericordioso del Padre.

          Papa Francesco ha più volte detto che ritiene che il nostro sia un tempo di grande Misericordia, perciò non ritengo così balzana l’idea che oggi si possa essere in un tempo dove la Misericordia divina viene donata con più abbondanza rispetto, chessó, ai tempi del Cardinale Bellarmino.

          “laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia” (Rm 5,20).

          E in quale era il peccato è stato più abbondante e onnipervasivo?

          Dio non muta, ma può decidere in che misura dispensare i Suoi doni.

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    • t3ohilius uso l´espressione “senso di giustizia” perche l´ha usata Bariom.

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      • Si ma lo riferisce a Gesù Cristo nel suo assumere la natura umana. La natura umana ha, per l’appunto, il senso della giustizia, cioè è sensata quando è (in)tende alla giustizia.

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        • Nel Magnificat ,le parole pronunciate da Maria e riportate da San Luca, la. Madre di Dio magnifica appunto la “giustizia “di Dio.
          “HA spiegato la potenza d e l suo braccio/ha disperso I superbi nei pensieri del loro cuore.. Ha rovesciato I potenti dai troni ha innalzato gli umili..Ha ricolmato di beni gli affamati ha rimandato a mani vuote I ricchi…”

          Nelle parole del Magnificat si capisce cosa significa.giustizia divina: Non e’come la giustizia umana, e’un capovolgimento fatto con “potenza” delle situazioni. I superbi vengono abbattuti, I potenti rovesciati, I ricchi rimandati a mani vuote. E di conseguenza, gli umili esaltati, I poveri colmati di beni ecc.
          La giustizia divina e’l’altra faccia dela misericordia.
          Se la misericordia e’concepita semza giustizia, senza castigo per I malvagi crolla tutto. Se come dicono alcuni siamo tutti salvi, buoni e cattivi, credenti e non credenti, aguzzini e vittime, se la Bonino che h a compiuto 40000. aborti e Madre Teresa di Calcutta che h a curato 400000 moribondi sono sullo stesso piano allora crolla tutto il cristianesimo.
          Allora il Magnificat questo grande inno alla potenza di Dio, cantato dall’unica creatura umana nata senza peccato cioe’la Vergine Maria, non avrebbe piu’significato. L’uomo ha insito el cuore il senso della giustizia perche’Dio ci ha dato il senso della giustizia.
          Rinunciare ala giusti zia, alla punizione dei malvagi in nome dela misericordia e’propugnare un indifferentismo etico ed esistenziale che ripugna alla retta c oscienza cristiana.

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          • Scusa Cristina, può essere che mi sia perso qualche commento, ma se qualcuno ha detto che Dio non è anche Giustizia è fuori strada…

            Io non l’ho detto e neppure lo penso.

            Comunque è certo che non sta a noi occuparci della “punizione dei malvagi” o invocarla su questo o quello, perché Egli è Somma Giustizia e può considerare cose a noi sconosciute (per cui ne vedremo delle belle quando sarà il Tempo del Giudizio Finale)

            Certo è anche che se la Bonino si dovesse pentire e convertire, avrà il suo bel Tempo di Purgatorio (presumo) o di dolore che le verrà dal rimorso per il tempo che le resterà da vivere, come è certo che Dio non l’ha ancora “punita” – se non indirettamente con una vita che non si direbbe proprio felice perché si “raccoglie quel che si semina” – visto che campa e la lebbra o un fulmine non l’ha colpita.

            Madre Teresa di Calcutta, ha risposto alla chiamata di Dio e bene ha fatto. Riceverà la sua ricompensa… penso sia stata immensamente felice della scelta che ha fatto e abbia goduto di una vicinanza con Dio (e non di meno sofferto dei Suoi silenzi) come pochi hanno goduto.
            Nulla le è stato tolto o in nulla si è sentita defraudata se qualcuno ha operato all’opposto di lei (certo non può esserne stata felice).

            Torno ad un concetto già espresso… dato che a volte i malvagi sembrano prosperare, e spesso i giusti soffrono, sembra ci si debba consolare con la certezza-speranza che “almeno” vadano all’Inferno!

            Mi domando se è modo di ragionare Cristiano…

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            • Ripetere le parole del Magnificat e’sicuramente un modo di pensare cristiano.E infatti il cristiano le ripete ogni giorno aiVespri.Anche se ci sembra che la giustiza divina non agisca NEL MONDO, in realta’agisce. DIO spuega la potenza del sup braccio e confonde i superni, abbatte iotentigia’qui in questo mondo.
              Io npn auguro a nessuno.l’Inferno ma cetco di vedere la cpn gli occhi della fede:cio’che qui in terra SEMBRA triofare ad esempio lacultura della morte icui rappresentanti hanno successo e sono lodati persino da certi (Pannella e Bonino) in realta’sr si vefe la realta’con gli occhi e lMagnificat sono proprioquesti superbi che la otenza di Dio disperde e vanifica.Il Magnificat ci dice che il male npntrionfa e che Dio e.potente.E questo Bariom e’un atteggiamento petfettamente cristiano!

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              • Sarebbe cristiano anche cercare di scrivere in italiano comprensibile, per evitare a chi legge di dover decifrare un italiano disastrato. 😉

                Anche questa è carità. 😉

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              • @Cristina, a parte la difficoltà di leggere (forse scrivi da uno smartphone un po’ di fretta), non comprendo il senso del commento/risposta che ribadisce cose ovvie che nessuno contesta.

                Io mi fermo qui.

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  13. Caro Teofane, sono in attesa di sapere di quali peccatori tratta la parabola del Padre misericordioso.

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    • Ti ho risposto sopra, sono in attesa che venga pubblicata.

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      • La discussione su AL è chiusa in quanto già sviscerata in tutti i sensi e non c’è più bisogno di ritornarci sopra se non incidentalmente.

        Su questo blog abbiamo mostrato, e a nostra conoscenza nessuno è mai riuscito a dimostrare il contrario in questa sede o altrove, che:
        (1) AL è un documento magnifico sul matrimonio perfettamente cattolico in tutte le sue articolazioni
        (2) e che tutte, senza alcuna eccezione, opposizioni al documento formulate contro il documento si basavano su petizioni di principio o su ragionamenti errati.

        Il soggetto essendo chiuso non c’è bisogno di ritornare sul tema.

        In Pace

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        • Sul fatto che AL sia un documento magnifico, e non solo per chi è sposato, sfondi una porta aperta:
          unico neo un paio di noterelle a pie di pagina forse un po’ vaghe…

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          • Niente di vago in quelle noterelle, come già dimostrato in lungo ed in largo e il tutto sempre molto cattolico e tommasiano.
            Adesso, se uno non capisce San Tommaso e il CCC, questo è un altro discorso.
            Et de hoc satis.
            In Pace

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            • Il problema non è non capire, o meglio non è il problema principale.

              Il problema è quando, alla non comprensione, si aggiunge la superbia di chi invec crede non solo di aver capito, ma di poter dare lezioni al Santo Padre, che dopotutto che volete che ne sappia, è un “pampero sudamericano”, poco importa che sia il Vicario di Cristo, qualunque cattolico del web può correggerlo.

              Comunque hai fatto bene a tagliare, a Lorenzo avevo già risposto come Croce-via ha più volte risposto su Al, poi se uno ideologizza la disciplina FC84 dandole un ruolo di Magistero infallibile e irreformabile che non ha è un problema suo.

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              • FC84 può anche essere riformato, ma non dalle interpretazioni che qualcuno ha dato di AL. Questo mi sembra il minimo.

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              • P.S.: peraltro, Simon ha sempre negato che AL modifichi il precedente magistero, o che sia necessario riformare FC84 per accettare AL (posizioni che mi vedono perfettamente allineato).

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              • Per l’ennesima volta: Al ha cambiato l’applicazione pastorale che vigeva con Familiaris Consortio, questo è evidentissimo già dal testo, se non si fa finta di non capire ciò che è di per se chiarissimo.

                Ciò che Al ha modificato non è la dottrina, ma la pastorale.

                Per l’ennesima volta: ciò che è sostanziale, nel Magistero, non può essere modificato, ciò che è accidentale si, e anche radicalmente.

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              • Può una norma che chiarisce come vivere correttamente un sacramento essere applicata estensivamente e al fine di autorizzare una vita non conforme agli insegnamenti evangelici?

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              • Può una persona che non commette peccato mortale per le ragioni descritte dal CCC essere impedita di accesso ai sacramenti?
                In Pace

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              • @Simon

                “Può una persona che non commette peccato mortale per le ragioni descritte dal CCC essere impedita di accesso ai sacramenti?
                In Pace”

                Beh, Simon, se la domanda riguarda il “ciò che si può fare” la risposta è indubbiamente si.

                Nel senso che la Chiesa ha l’autorità per decidere di escludere determinati peccatori oggettivi dai Sacramenti anche qualora il singolo peccatore non sia imputabile a peccato mortale (se così non fosse i Papi precedenti avrebbero compiuto un atto illegittimo, e cosi non è, persino la scomunica inferta nel CDC del 1917, che li chiamava tra l’altro “infami” [cit ” ipso facto infames” cfr CDC ’17 Can 2356], è legittima).

                Ma il punto che molti si ostinano a non capire è che la Pietro, la Chiesa, cosi come ha l’autorità di legare su questo punto, escludendo determinati peccatori oggettivi dai Sacramenti trattandoli de facto come se fossero in peccato mortale anche quando non lo sono (a causa ad esempio del timore di scandalo), ha parimenti l’autorità di sciogliere, qualora decida che tale disciplina non sia più utile alla salus animarum e anzi vi sia di ostacolo.

                Hai gran ragione a dire che il problema qui è una mancanza di comprensione del tomismo (anche se a volte c’è solo un pre-giudizio reazionario), poichè la mancata comprensione, innanzitutto, della distinzione tra sostanza e accidente porta a vedere un successore di Pietro che scioglie dove un altro successore di Pietro aveva legato come se fosse un attentato alla dottrina, quando così non è, perché la dottrina è sostanziale e non può essere toccata e contraddetta (solo approfondita), mentre le prassi disciplinari/pastorali, non importa quanto radicate, sono accidentali e finché vengono riformate in modo che non intacchino la dottrina possono subire riforme anche radicali in un senso o nell’altro (vedere il CDC del ’17).

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              • Ciò mi fa pensare che non era possibile comunicarsi se non essendo rimasti a digiuno da mezzanotte: ottima pratica devozionale che, benché, sfortunatamente, non sia più d’obbligo, non posso che consigliare a tutti di praticare.
                In Pace

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              • Per Simon

                “Ciò mi fa pensare che non era possibile comunicarsi se non essendo rimasti a digiuno da mezzanotte: ottima pratica devozionale che, benché, sfortunatamente, non sia più d’obbligo, non posso che consigliare a tutti di praticare.
                In Pace”

                Esatto. Potremmo anche menzionare, oltre a questo, la decisione di San Pio X di dare il Santissimo Sacramento anche ai bambini, cosa che prima sarebbe stata impensabile o quasi.

                P.s: nel post precedente c’è un “la” di troppo, prima di Pietro ho messo un “la” che non ci calza per niente, forse perché avevo già in mente di scrivere “la Chiesa”.

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              • Può un maestro rifiutarsi di rispondere a chi gli pone una domanda?

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              • @Lorenzo

                “Può un maestro rifiutarsi di rispondere a chi gli pone una domanda?”

                Se la domanda è posta con l’intento di “mettere nel sacco” il maestro, mettendosi in cattedra avendo già il proprio “schemino” kantiano in mente (cioè avendo già in mente che “o rispondi come dico io, e cioè no al primo Dubium, o sei fuori) come a voler “fare l’esame di ortodossia” al maestro, non solo è giusto non rispondere, ma è doveroso https://pellegrininellaverita.com/2017/01/11/burke-loggettivo-dei-dubia-non-e-la-verita-ma-solo-lincastrare-il-santo-padre/

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            • Come dice il Santo Padre, “il tempo è superiore allo spazio”… ed io pertanto aspetto fiducioso che “l’unità prevalga sul conflitto” perché “la realtà è più importante dell’idea” in quanto “il tutto è superiore alla parte”
              A proposito di farisei, è vero che qualcuno ha detto: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno.”?
              Se sono vere quelle parole, perché allora si usa il termine fariseo per sentenziare che quello loro affermano non deve essere osservato?

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              • Per Lorenzo

                “Come dice il Santo Padre, “il tempo è superiore allo spazio”… ed io pertanto aspetto fiducioso che “l’unità prevalga sul conflitto” perché “la realtà è più importante dell’idea” in quanto “il tutto è superiore alla parte””

                Perché l’unità prevalga sul conflitto e si arrivi finalmente a capire che “la realtà è più importante dell’idea” bisogna abbandonare certi sistemi di pensiero penetrati nel cattolicesimo, che in quanto idealisti (tali sistemi di pensiero) sono non cattolici.

                “A proposito di farisei, è vero che qualcuno ha detto: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno.”?
                Se sono vere quelle parole, perché allora si usa il termine fariseo per sentenziare che quello loro affermano non deve essere osservato?”

                Gesù disse anche “Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!”.

                Ma Cristo è venuto proprio a liberarci dalla schiavitù della Legge, perché quelli che sono sotto la Legge sono sotto la maledizione (Gal 3,10).

                La liberazione dalla Legge non significa che il cristiano possa essere amorale, significa che la Legge innanzitutto non giustifica, anzi è ciò che rafforza il peccato, e in secondo luogo che non è possibile giudicare e condannare le persone solo in base alla loro aderenza esteriore alla Legge, che è solo uno dei parametri per giudicare il comportamento umano, non certo l’unico nè il più importante.

                Nè credo che Gesù avesse insegnato una obbedienza acritica ai farisei, visto che ha ribaltato molti loro insegnamenti che loro avevano corrotto infestando l’insegnamento vero di precetti d’uomini, caricando appunto pesanti gioghi sulle spalle delle persone.

                Non è la Legge che giustifica, nè che dimostra la bontà di una persona. Il vero insegnamento di Cristo è la morale delle virtù, che è quanto di più antitetico ci sia alla morale della Legfe farisaica, che purtroppo negli ultimi secoli aveva preso piede anche nella nostra Fede.

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              • Qua il Papa risponde alle the domande capziose, Lorenzo (straordinariamente simili a quelle dei farisei che cercavano sottilmente di cogliere in fallo Gesù) http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/06/papa_cristiano_non_si_rifugi_in_rigidità_dei_comandamenti/1290646

                Estraggo due pezzi importanti

                “Perché non sapevano ricevere le cose di Dio come dono! Soltanto come giustizia: ‘Questi sono i Comandamenti. Ma sono pochi, ne facciamo di più’. E invece di aprire il cuore al dono, si sono nascosti, hanno cercato rifugio nella rigidità dei Comandamenti, che loro avevano moltiplicato fino a 500 o più…
                Non sapevano ricevere il dono. E il dono soltanto si riceve con la libertà.”

                “Come ricevo io la redenzione, il perdono che Dio mi ha dato, il farmi figlio con suo Figlio, con amore, con tenerezza, con libertà o mi nascondo nella rigidità dei Comandamenti chiusi, che sempre sempre sono più sicuri – fra virgolette – ma non ti danno gioia, perché non ti fanno libero. Ognuno di noi può domandarsi come vive queste due meraviglie, la meraviglia della creazione e l’ancora più meraviglia della ri-creazione”

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              • Realtà è prendere atto che nell’ospedale da campo l’emergenza è la norma: l’idea tende, alla lunga, a trasformare in norma l’emergenza.

                Affermare che i dottori della Legge non la seguono equivale forse a giustificare la non osservanza?

                L’essere umano può solamente esprimersi sulle azioni esteriori: solo per Dio i suoi figli sono un libro aperto.

                “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla Legge, senza che tutto sia compiuto.”: non è forse la Legge, per chi riesce ad intenderne lo spirito, assimilabile al libretto di istruzioni dell’essere umano?

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              • @Lorenzo

                “Realtà è prendere atto che nell’ospedale da campo l’emergenza è la norma: l’idea tende, alla lunga, a trasformare in norma l’emergenza.”

                Proposizione senza senso.

                “Affermare che i dottori della Legge non la seguono equivale forse a giustificare la non osservanza?”

                Gesù parlava di pesi insopportabili, non era certo una accezione positiva questa. Un conto è occuparsi della crescita spirituale delle persone, un conto è mettergli talmente tanti pesi sulla coscienza che non potranno non cadere schiacciati da tale peso, come facevano i farisei, che si erano inventati centinaia di norme assurde.

                “L’essere umano può solamente esprimersi sulle azioni esteriori: solo per Dio i suoi figli sono un libro aperto.”

                Balle. Questa è una balla ripetuta da molti per incoraggiare la non applicazione di Al, ma non c’è nulla di più falso.

                Solo Dio può giudicare i recessi dei cuori, ma se un penitente è sincero in Confessione, il Confessore può valutare dove vi sia mancanza di piena avvertenza (cioè la mancanza sincera di comprensione di una norma morale, l’incapacità sincera di ritenerla come buona, e quando succede questo non vi è piena avvertenza, perché comprensione dei valori della norma e conoscenza intellettuale della norma, come spiegava Coccopalmerio, sono consustanziali) o di libertà di agire diversamente.

                Esempio

                2355 “La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. 237 La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia l’imputabilità della colpa può essere attenuata dalla miseria, dal ricatto e dalla pressione sociale.”

                Se una prostituta spiega al Confessore che al momento non può agire diversamente perché ha iniziato così per gioco, per fare un po’ di soldi mentre studiava, e poi da Mosca si è trovata impacchettata in Italia a fare la schiava del sesso, ed è tenuta sotto ricatto, questa ad esempio è una attenuante oggettiva di cui il Confessore deve prendere atto.

                Se la ragazza è pentita di aver iniziato a prostituirsi può essere perdonata anche se al momento non riforma (perché non può) la sua vita, senza nessun bisogno che il Confessore abbia il dono di leggere le anime.

                C’è la possibilità che menta deliberatamente? Certo, ma la stessa cosa vale nei processi di nullità matrimoniali; non per questo la Chiesa rinuncia ai processi di nullità.

                Se fosse come dite voi la Confessione non servirebbe a nulla, o meglio, ci si potrebbe confessare via internet con un dispositivo informatico automatico.

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              • Senza senso? Pazienza…

                Stano, io credevo che la frase fosse: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo”,
                non “Quanto vi dicono, non fatelo e non osservatelo”.

                Mancanza di piena avvertenza? Mi sono sempre chiesto se Gesù abbia tenuto conto della piena avvertenza delle persone che ascoltavano le sue parole.

                Ritengo, da come affronti i problemi della sessualità, che le tue esperienza giovanili siano state alquanto traumatiche e che ti abbiano negativamente segnato: mi dispiace per te, ma io ho sempre vissuto la sessualità come un dono di Dio e, se qualche volta ho sbagliato, non ne ho fatto certamente un dramma.

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              • @Lorenzo

                “Senza senso? Pazienza…

                Stano, io credevo che la frase fosse: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo”,
                non “Quanto vi dicono, non fatelo e non osservatelo”.”

                In effetti ci teneva talmente tanto che si seguissero i farisei che, poi, la Chiesa istituita dagli apostoli ha continuato a farlo, giusto?

                Inoltre suppongo che, dopo aver corretto svariate questioni (ad esempio la legge del taglione) invitasse ad ignorare la Sue parole e a vivere alla lettera ciò che dicevano i farisei.

                Oppure era semplicemente un modo, quella frase, per evidenziare la loro ipocrisia?

                “Mancanza di piena avvertenza? Mi sono sempre chiesto se Gesù abbia tenuto conto della piena avvertenza delle persone che ascoltavano le sue parole.”

                “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,33-34).

                “Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.” (Lc 12,47-48)

                «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane». (Gv 9,41).

                Decisamente “sembra” piuttosto rilevante.

                Inoltre l’insegnamento sulla piena avvertenza fa parte del Magistero infallibile della Chiesa.

                “Ritengo, da come affronti i problemi della sessualità, che le tue esperienza giovanili siano state alquanto traumatiche e che ti abbiano negativamente segnato: mi dispiace per te, ma io ho sempre vissuto la sessualità come un dono di Dio e, se qualche volta ho sbagliato, non ne ho fatto certamente un dramma.”

                Nessuna esperienza traumatica, e non vedo cosa c’entri con questo discorso.

                Quello che ho scritto sopra può valere per ogni situazione oggettiva di peccato, ad esempio anche per una persona che dovrebbe fare una restituzione ma che, per farla, dovrebbe rovinare la propria famiglia. L’esempio della prostituta che non può agire diversamente, allo stato attuale, è equivalente.

                Era un esempio pratico come un altro per mostrare la differenza tra peccato grave materiale e peccato mortale, e per mostrare che le condizioni attenuanti possono essere appurate dal Confessore.

                Certo, uno può anche inventarsele, le condizioni attenuanti, e questo il Confessore non può saperlo, ma in questo caso il fedele commetterebbe sacrilegio. Ma questo è ovvio.

                Non fare come su Uccr, che quando vedi che i tuoi argomenti non reggono la butti sul personale per indebolire cio che dice l’interlocutore.

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              • Ed io che credevo che l’apostolo delle genti fosse proprio un fariseo…

                “Oppure era semplicemente un modo, quella frase, per evidenziare la loro ipocrisia?” Penso di si.

                “Perdonali” ha forse lo stesso significati di “li perdono”?: un conto è infatti una richiesta di perdono, un conto è la concessione del perdono.
                “riceverà molte percosse, ne riceverà poche”, significa forse che non riceverà percosse?: un conto è infatti ricevere percosse, poche o molte non importa, ed un conto è non riceverle.
                Un cieco convinto di vedere non è forse assimilabile ad un peccatore convinto di non peccare?

                Parlando di piena avvertenza molti non sanno nemmeno quello che dicono: ha forse piena avvertenza il ragazzino che, giocando ad evocare satana, si ritrova prigioniero di un mondo che credeva fantasia?

                Tu tratti la sessualità delle persone non sposate alla stregua della sessualità extraconiugale delle persone sposate: le prime peccano contro il sesto comandamento, le seconde contro la carità e la misericordia.

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              • Sarò breve:

                1) quando San Paolo si è convertito è cambiato a 360 gradi, infatti;

                2) tutte le tue sottigliezze volte a mettere in difficoltà l’interlocutore (tipiche proprio della setta di cui faceva parte San Paolo) si infrangono contro un dato di fatto: è insegnamento infallibile e irreformabile della Chiesa che i peccati commessi senza deliberato consenso o senza piena avvertenza non siano pienamente imputabili a chi li commette, che quindi potrà pagarne conseguenze temporali ma non spirituali, visto che il peccato veniale non fa perdere la Grazia;

                3) poco importa la gravità oggettiva del peccato, se non è imputabile a causa di attenuanti la persona, per vostro grande dispiacere, non può essere condannata.

                Simon sopra ti aveva chiesto

                “Può una persona che non commette peccato mortale per le ragioni descritte dal CCC essere impedita di accesso ai sacramenti?
                In Pace”

                E io rilancio la domanda: c’è una legge infallibile e irreformabile della Chiesa che stabilisca che chi è in peccato grave oggettivo e non può attualmente riformare la sua vita debba vedersi privato dell’aiuto dei Sacramenti?

                Se la risposta è no (ed è così, visto che le condizioni di FC84 sono una legge ecclesiastica soggetta al potere delle chiavi) tutte le tue obiezioni non reggono.

                Ti consiglio di leggerti “ad tuendam fidem”, dce GPII chiarisce i gradi di infallibilità e di irreformabilità delle varie leggi della Chiesa, e questo articolo di Padre Giovanni Cavalcoli (un tomista) uscito quando Al era ancora in “mente Dei” http://isoladipatmos.com/i-divorziati-risposati-e-quei-teologi-che-strumentalizzano-la-familiaris-consortio-di-san-giovanni-paolo-ii/

                Quello che si doveva dire è stato detto e non è stato confutato, per quanto mi riguarda la questione può finire qui.

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              • San Paolo si è convertito?
                Grazie per l’informazione che ignoravo… e dimmi, ha rinnegato le sue origini farisee?

                Io non ho mai messo in dubbio che l’ignoranza invincibile scusi, in quanto rende involontario l’atto, dal peccato perché, quando l’ignoranza sopprime la conoscenza, sopprime anche l’atto della volontà.
                L’ignoranza però, pur causando sempre il non volontario (non c’è l’atto di volontà), non sempre causa l’involontario (la volontà è contraria all’atto): quando infatti l’atto della volontà precede quello dell’intelletto, l’ignoranza è volontaria. Ciò può accadere in tre modi:
                1 – chi vuole ignorare la salvezza, per non esser distolto dal peccato;
                2 – chi, per negligenza, trascura d’informarsi; la negligenza è colpa se non ci s’informa su ciò che si deve sapere; l’’ignoranza per negligenza è volontaria.
                3 – chi vuole direttamente o indirettamente ignorare:
                . direttamente: l’ubriaco che beve per privarsi dell’uso della ragione,
                . indirettamente: chi non frena in tempo le passioni.

                Per quanto sopra, nessun cattolico dotato di ragione può addurre a scusante della mancata osservanza dei comandamenti l’ignoranza invincibile perché tale ignoranza è causata della negligenza, che è volontaria, con la quale viene attuato l’obbligo di informarsi sui doveri del proprio stato.

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              • Quello che hai scritto riguardo la piena avvertenza è corretto ma incompleto.

                Avevo già parlato di questa condizione per il peccato mortale in questo https://pellegrininellaverita.com/2017/03/14/francesco-il-papa-che-secca-da-quattro-anni/comment-page-1/#comment-30628 post, perciò è inutile che mi ripeta.

                Sul resto vedo che, almeno, hai ammesso che una persona in condizione oggettiva di peccato grave materiale può avere delle limitazioni della libertà che la rendono non imputabile, è già un buon passo avanti.

                Spero che questo commento venga pubblicato, ho linkato quel post perché è inutile che mi ripeta.

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              • Io scrivo, motivandolo, che:
                “… nessun cattolico dotato di ragione può addurre a scusante della mancata osservanza dei comandamenti l’ignoranza invincibile…”
                per controbattere le tue affermazioni che taluni cattolici non peccano mortalmente a causa dell’ignoranza invincibile e tu mi vieni a dire che “Quello che hai scritto riguardo la piena avvertenza è corretto…”: ti rimangi dunque quello che ha affermato fino ad ora?

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              • Se per “ignoranza invincibile” intendi l’ignoranza della norma ciò che hai scritto è corretto.

                Ma, come dice Al 301, l’ignoranza invincibile non è solo quella, infatti “Un soggetto, pur conoscendo bene la norma, può avere grande difficoltà nel comprendere «valori insiti nella norma morale”.

                Ed è quello che ha spiegato anche il Cardinale Coccopalmerio nel post che ho citato.

                Prima di chiedere se “mi rimangio tutto” leggi e comprendi quello che scrivo, grazie.

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              • Prima commenti senza aver ben soppesato le parole che ho scritto e poi affermi che sono io che non comprendo quello che scrivi?

                Premesso che è obbligo morale di un cattolico informarsi al fine di comprendere il significato delle parole: non rubare, non uccidere, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza… e che pertanto la negligente ignoranza è volontaria, gli atti intellettuali che seguono non sono in alcun modo scusabili.

                Se, come tu affermi, l’ignoranza dei valori insiti nella norma scusa dall’osservanza della norma, siccome non ho ancora trovato una persona che abbia capito l’intima ragione per cui Dio abbia dato quei comandamenti e non altri, l’inosservanza dei comandamenti sarebbe per tutti peccato veniale?

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  14. Per ritornare al tema del papa che “secca”da quattro anni,uno dei motivi per cui la Divina Provvidenza ha permesso che Jorge Mario Bergoglio sia stato eletto papa, potrebbe essere che l’irritazione nel vedere e sentire ogni giorno un papa che non solo sembra mettere in dubbio tante certezze ,ma dice cose scandalose stravaganti approssimative e rozze, sia una medicina d ivina per togliere ai cattolici quell’apatia,quell’abitudine,quell’adagiarsi che rende tepidi. Anche un cattolico tepido tepido se sente il papa dire “Gesu’fa un po’lo scemo” sussuta.
    Oppure se vede che il papa non si inginocchia mai all’Eucarestia, ha un senso di malessere.. Ho conosciuto cattolici che coi papi precedenti sonnecchiavano annoiati e con questo si sono svegliati indignati. Santa indignazione!Santa irritazione!Santo malessere! E’ la prova che esiste ancora
    la Chiesa cattolica!
    Se fossimo tutti ormai omologati ,incapaci di pensare e di sentire, se il sensum fidei dei cattolici fOsse ormai estinto, allora questo papa non irriterebbe. Ce ne fregheremmo di quello che dice e fa e lo riveriremmo solo per stanca abitudine, per conformismo.
    SE come auspica Simon fossimo tutti dei pedissequi yes man di Bergoglio, qualunque cosa faccia o dica, allora si’che sarebbe inquietante!Molto inquietante:si arriverebbe alla situazione descritta da Il padrone del mondo di Benson
    Come disse il santo Vincenzo di Lerins alcuni papi Dio li dona, altri li tollera, altri ancora li infligge.
    Ma anche quando infligge un papa che secca e irrita I cristiani la Provvidenza fa tutto per il.nostro bene.
    La nostra irritazione puo’essere l’inizio di un risveglio dal sonno in cui eravamo caduti.

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    • Cristina,
      lascia queste riflessioni per i siti della blogosfera frequentati da malati mentali, deboli di spirito, incolti nell’insegnamento della Chiesa, ossessionati da un anti-bergoglismo primitivo e primario alla stessa stregua che erano prima ossessionati dai neo-catecumenali o da altre fisse non cattoliche, punti di referenza di ogni tipo di pettegolezzo e di calunnia sole fonti ai quali si abbeverano, altro che pozzo di Giacobbe della Samaritana…
      Questa è l’ultima volta che ti passo questo tipo di commento: qui siamo un sito cattolico e se ricominci ad annoiarci con queste emerite cretinate da bar dello sport ti banno definitivamente.
      Buona domenica di Santa Quaresima.
      In Pace

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    • Mah! Per me un “tiepido” resta sempre un tiepido… Infatti leggendo in giro chi si scandalizza e straccia le vesti continuamente mi paiono i “cristianoni number one” 😝, quelli intenti anche a leggere tutti quei perché e percome che per lo più sono insondabili (tranne particolari doni dello Spirito Santo…

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      • scusa Bariom ma allora un tepido potrebbe essere anche un fan di bergoglio, uno di quei superficialoni che dice ” Che grande papa Francesco!” perchè ? ma come , perchè piace a Bill Gates e… Clooney è un suo fan , perchè ….è trendy dire che piace Francesco, perchè su “Oggi” e Rolling stones c’è la copertina con papa Francesco ecc.ecc. perchè Francesco è tanto umile, tanto povero,si porta la borsa da solo,mette le scarpe nere mentre la Curia cattiva e ricca è contro di lui..i cardinaloni girano in Mercedes..il vecchio papa aveva le scarpe rosse di prada ecce ecc.
        A me sembra che quelli più addolorati ( più che irritati) da tante uscite di papa Francesco non siano i cattolici superficiali, quelli sono tutti conformisticamente sul “che bello, che grande papa Francesco!, a cominciare dalla mia parrucchiera che mi ha spiegato è una grande ammiratrice di Bergoglio, ma non va a Messa ne’ a quanto mi consta sa nulla o gliene importa nulla della dottrina cattolica, e per lei possono dare la comunione a chi vogliono e non vede perchè non darla ai divorziati anche in terze o quarte nozze… e ancher ai gay poveretti che 2sono come tutti”, per che l’inferno non esiste, anzi no esiste solo per i mafiosi e per Hitler….
        Invece gli addolorati ( qualcuno li chiama i piagnoni) per le cose che dice e fa papa Francesco mi sembra che come minimo siano persone a cui sta un po’ a cuore la dottrina cattolica, almeno più a cuore delle sorti dell’ultima Isola dei famosi o del divorzio Angelina Jolie-Pitt.
        Quello che voglio dire è che a me pare che i tepidi , sia pure trasversali, siano proprio quelli che non sussultano e se fregano anche se leggono che papa Francesco ha detto a Scalfari che Dio non è cattolico o che la Madonna si è lamentata ai piedi della Croce. Embe’? Non c’era mica il registratore e neppure la video camera ai tempi di Gesù!
        la sensibilità che papa Francesco ferisce di più è proprio di quei cattolici che prendono sul serio la dottrina ,che non credono solo in base a sentimentalismo o emotività o buonismo, quei cattolici bollati sprezzantemente dal papa stesso come adoratori del Logos.
        Gli adoratori del Logos rimangono scioccati a certe uscite di Francesco, gli adoratori delle celebrità mediatiche invece sono tutti contenti.

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  15. Ormai anche Melloni e Magister si sono resi conto che siamo di fronte a un pontificato “diverso”. La vostra posizione normalista e l’accanimento con cui la difendete sono quanto meno strani.

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  16. Scusa, ma tu dove li vedi questi “buoni e bravi cattolici” in Italia e in tutto il vasto Orbe Terraqueo? Certo, come categoria antropologica o morale che dir si voglia, questi “farisei-borghesi-soddisfatti” ce li ritroveremo tra i piedi fino alla fine del mondo; ma oggi quanti sono? Tre gatti e mezzo, visto che quattro mi sembra una cifra straordinariamente esagerata? E ti sembra forse un gran atto di coraggio mazzolare questa razza di filistei – che se non fosse per natura inestinguibile meriterebbe qualche attenzione da parte del WWF – e non piuttosto un pomposo sfondamento di porte aperte? Ma non ti pare che oggi la legione dei conformisti sospirosamente moraleggianti si è tutta acquartierata nel campo della misericordia prêt-à-porter e il Papa sembra non accorgersi di nulla?

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  17. Scusa Simon ma devo segnalartelo per fartelo leggere (poi fai quel che vuoi col commento) perché è da ROFTL gigantesco https://costanzamiriano.com/2017/03/21/i-cattolici-lo-fanno-meglio/#comment-125520

    ” Fabrizio Giudici
    21 marzo 2017 alle 11:35
    PS Si vede che Vincent Vega è consulente della diocesi di Vienna. O forse anche più in alto.”

    Io sarei il consulente della diocesi di Vienna o forse anche più in alto! Ma questa gente è fuori come la macchina di uno che non c’ha il garage. 😀

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  18. Anche oggi un magnifico intervento del Papa a proposito di social e reality! Grande Francesco!

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  19. Anche il Papa da ragione a Don Cavalcoli e smentisce Croce via?

    http://infocatolica.com/?t=noticia&cod=28885

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