Blog dei blogs: breve rassegna web – 42 (Referendum & Co.)

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“Abbi dubbi” cantava Bennato nel 1989, richiamando forse involontariamente la tiritera cartesiana e volontariamente la contraddittoria retorica relativista. Eppure sovviene alla mente ripensando a quel sta succedendo in questo momento nell’Italia post Referendum, nell’Europa verde austriaca, giacobina francese e nella Chiesa post Amoris Laetitia: tutti paiono dire a gran voce “abbi dubbi!”. Sembra dunque il momento giusto per il ritorno della rubrica Blog dei blogs in salsa politica, per tentare di risistemare la confusione o forse per renderla più sistematica! Partiamo con il Referendum:

Luigi Accattoli
E’ affranto perché il suo pupillo si è schiantato a forza di andare a 200 all’ora. Vi dirò che se non avesse puntato i piedi per la pessima legge Cirinnà forse questa amarezza avrebbe potuto essere il sentire di Croce-Via, ma il capo scout ha fatto davvero un passo troppo lungo per la sua gamba. In quei giorni è scivolato e da quel giorno ha vissuto semplicemente in caduta libera verso il basso. La notte del 4 dicembre si è schiantato. Ci pensano i commenti a sottolineare questa cosa.

Giuliano Guzzo
Il sociologo, giornalista come saprete de “La Croce” e “La Verità”, narra di un protagonista del referendum trascurato dai media: Giorgio Napolitano. Perché l’ex Presidente si è speso “anima e corpo” per il si a 90 anni suonati? Giuliano avanza una ipotesi che ovviamente può essere tacciata di complottismo. Lui lo sa, resta guardingo e lancia il sassolino. Ma quanta acqua muove…

Libertà e persona
Punta su un articolo dedicato al Signor Alfano, ancora per poco Ministro degli interni. Oggi si sa che il signore in questione ha parlato un’oretta con Renzi e se n’è uscito con l’assurdità di “votare a Febbraio”, impossibile con un governo sciolto oggi anche solo per i tempi tecnici elettorali, figuriamoci ora che sappiamo che Mattarella ha “congelato” le dimissioni del Premier. Diciamoci piuttosto la verità: Alfano sa di essersi suicidato politicamente con “l’ok” dato alla lobby LGBT durante il balletto di inizio 2016 nel quale la Cirinnà stava, da sola, riuscendo  a far affondare il Titanic. Si sa infatti che se non fosse stato per la direzione d’orchestra di Renzie, che ha imposto questo ok anche alle compagini pseudocentriste alfaniane (con l’appoggio interessatissimo di altre opposte come Verdini), oggi non saremmo qui con un diritto di famiglia distrutto e completamente da rifare, talmente è alta l’incapacità politica di chi quella legge ha firmato. Alfano come può salvarsi? Semplicemente rendendo pubblico quel che il pubblico dominio ha ben compreso: sostenendo Renzi in tutto e per tutto, costi quel che costi. E avanti!

Nuova Bussola Quotidiana
Conosciamo il lato anti Renziano della politica della Bussola e soprattutto la sua battaglia contro chi sostiene il suo operato all’interno della Chiesa (ad un certo segretario fischieranno le orecchie non poco…). In questo articolo, uno dei tanti apparsi in questi giorni, il direttore Cascioli chiede a gran voce di ritrovare dei ” leader politici che rappresentino e guidino questo popolo. Ma forse il problema nasce ancora prima, in una Chiesa italiana che, nella sua forma istituzionale, da tempo ha smesso di educare i cattolici alla fede e, quindi, anche a un giudizio politico che da questa nasca”. La faccenda è complessa non poco. Da quando Adinolfi e Amato hanno formato il Popolo della Famiglia, il movimento del Family Day appare spaccato se non nelle intenzioni, almeno nelle risposte alle domande di tutti. Cascioli continua a chiedere “un leader”, voce che grida nel deserto; Adinolfi/Amato si propongono come tali, ma il movimento è talmente radicale e senza compromessi che ad oggi non può muovere che l’1% dell’Italiano medio; Gandolfini intanto sta alla finestra e osserva.

Cultura cattolica
Anche il portale ciellino domanda a gran voce un leader politico e nel farlo scomoda Pio X e addirittura la presunta (e per Croce-Via lo sarà almeno finché la Chiesa darà il suo benestare) madonnina di Medjugorje. Insomma tutti sembrano novelli Giovanni Battista. Che fare?

Un parere “spassionato”: a mio umile avviso Cascioli & co. continuano a tirare la giacchetta a Gandolfini chiedendogli di prendere in mano la situazione, unendo l’1% di Adinolfi con il 20% (forse) della destra storica (leggasi Bunga Bunga+foce del Pò) e farsi portavoce delle richieste del Family Day all’interno di una nuova alleanza centrodestrista, senza quel rott*€$# di Alfano. E va bene, ci sta. Ma il rischio è che, fra un Renzie tutt’altro che morto (anzi) e un Grillo populista che ora vuole un Italicum pure al Senato, questa alleanza – ad oggi senza un vero leader che unisca tutte le forze – arrivi al “ciaone” senza passar dal via… a meno che si tenti la carta Gandolfini che unisca l’intero centro destra. Carta davvero impressionante che però dovrebbe avere l’appoggio di un Berlusconi che vuole rientrare, di una Meloni che vuole sorgere, di un Salvini che vuole tentarci e soprattutto (e qui si capisce l’articolo di Cascioli) di una Segreteria CEI spostata ad oggi su di un riformismo “bolognese” che chiamare sinistrorso è fargli un piacere. E ora cambiamo argomento.

Avvenire
Cambiamo argomento utilizzando uno dei canali di detta Segreteria CEI. Un parere anche su questo strumento: personalmente ho smesso di leggerlo oramai da 2 annetti a questa parte proprio per l’incredibile modalità di direzione del giornale stesso. in-credibile, cioè non è più credibile. Un giorno leggi una tirata da paura contro (che ne so) le cosidette “nuove famiglie”  e il giorno dopo ti leggi una dissertazione confusa sulla teoria del gender… Penso che ad oggi, a fronte di moltissimi collaboratori onesti e validi, ci siano troppe mani che tirano la giacchetta del direttore del giornale della CEI e personalmente non ho voglia di vedere ogni giorno da che parte tira il vento. Detto questo Avvenire è l’unico giornale che pubblica questa sconceria: “Con una votazione per alzata di mano, l’Assemblea nazionale francese ha approvato nella serata di giovedì 1° dicembre in prima lettura la norma che aggiunge agli «ostacoli all’interruzione di gravidanza» puniti dalla legge anche quello «digitale». ” In pratica articoli come questo di oggi della Bussola, fossero pubblicati in Francia, sarebbero da arresto.
Come dice il nostro amico Fulvio di Blasi: “Si annunciano tempi difficili per la libertà e per la ragione.”
Speriamo in Fillon!

Di questa disastrosa uscita di scena del governo giacobino ne ha scritto anche Cultura Cattolica a cui rimando.

Proseguiamo con i dubbi “nella Chiesa” e lo facciamo riprendendo dallo stesso Avvenire l’intervista di Stefania Falasca (una delle collaboratrici certamente onesta di cui sopra):

Avvenire
In questa intervista, avvenuta per lo meno con il registratore, il Santo Padre si racconta a 360°. Non che ci servano interviste per capirlo, esattamente come faceva notare Simon in altri articoli, però quanto meno questa fa da contraltare alla solita Scalfarata su Repubblica in cui le opinioni di Papa Francesco appaiono sempre come quelle di un protestante qualsiasi. Ecco allora apparire frasi perfette: “Chi scopre di essere molto amato comincia a uscire dalla solitudine cattiva”. Sembra di ascoltare Don Giussani per il quale la fonte dell’educazione è l’amore e la fonte dell’amore è il perdono (a questo proposito qualcosa ci dirà anche Franco Nembrini più avanti). Altre belle frasi: ” Alcuni – pensa a certe repliche ad Amoris laetitia – continuano a non comprendere, o bianco o nero, anche se è nel flusso della vita che si deve discernere” boom e dà ragione a Croce-Via; “uanto alle opinioni, bisogna sempre distinguere lo spirito col quale vengono dette. Quando non c’è un cattivo spirito, aiutano anche a camminare. Altre volte si vede subito che le critiche prendono qua e là per giustificare una posizione già assunta, non sono oneste, sono fatte con spirito cattivo per fomentare divisione” cioè se fate politica me ne accorgo e col cavolo che vi seguo; “La Chiesa non cresce mai per proselitismo ma «per attrazione», come ha scritto Benedetto XVI. Il proselitismo tra cristiani quindi è in se stesso un peccato grave” cioè non siamo l’Islam. Unico neo: l’intervista è tutta sull’Ecumenismo, what a balls!

Magister pubblico
E chi meglio di Magister può invece alimentare i dubbi di cui sopra? Continua infatti la pubblicazione del vaticanista di articoli in cui si sottolinea la problematicità di AL. In questo linkato fa sapere che Ross Douthat ha scritto per il NYTimes un editoriale nel quale si chiede a gran voce al Papa di pronunciarsi contro una interpretazione (volutamente?!) acattolica, “perché anche il solo tacere equivarrebbe a dare libero corso a un’indubbia sostanziale rottura con un caposaldo della fede cattolica di sempre”. Non capisco… ma non si rendono conto che più chiedono e più non avranno? A me appare chiaro che il Papa persegua una pastorale “di attesa”. Personalmente non mi piace questa idea, ma da fedele mi attengo alla realtà e se proprio devo criticare, critico me stesso che non capisco questa pastorale, non certo il Papa di perseguirla. Sarò un pusillanime…

Magister privé
Risponde all’intervista papale con una nuova stilettata sul “proselitismo” che Papa Francesco non apprezza. Ecco Sandro: “Ancor fresco della celebrazione liturgica di questo suo grandissimo confratello, papa Bergoglio non ha trovato di meglio che mettere alla gogna per l’ennesima volta un immaginario peccato di “proselitismo”, invece di riproporre come esempio per la tiepida, troppo tiepida Chiesa d’oggi la formidabile dedizione missionaria di quel santo”. Principio di carità? Pussa via!

Ci sarebbe molto altro, da Don Ariel in pieno sfogo, a UCCR che se Dio vuole a breve riprende le pubblicazioni (fonte facebook) fino a Critica scientifica che critica il film d’animazione “Sausage party” con un interessantissimo articolo contro lo gnosticismo, ma il tempo stringe e allora torniamo al “vero” e quindi al “bello”. E cosa c’è di più vero e bello di una salita al Paradiso?

L’IMPRESCINDIBILE

Nel Mezzo del cammin
Qualcuno mi ha chiesto: “E’ possibile trovare le puntate della trasmissione di TV2000 “nel mezzo del cammin” da dove traggo quasi tutti gli aforismi del dantista Franco Nembrini che pubblichiamo tutti i sabati?”. La risposta è si e la pagina youtube dove reperire la playlist è questa.  La trasmissione unisce, oltre alla rilettura che trovo strepitosa e fortemente cattolica di Franco, alcuni momenti di musica (voce e chitarra con una song davvero niente male), pittura (con splendide opere di Gabriele DellOtto) e sul finale anche scultura. Un appunto su Gabriele visto che oramai Franco Nembrini e le sue idee sono di casa su Croce-Via. Dell’Otto, per chi non lo conosce, è uno dei più grandi disegnatori di fumetti italiani, insuperabile nel genere supereroi marvel. Ed è – con sommo gaudio – uno dei nostri! Tratto realistico e forte, personaggi immani che sono forzati in pose plastiche che ricordano Michelangelo nella potenza espressiva, uso caravaggesco della luce, questo è Gabriele. Ora immaginatevi una Divina Commedia illustrata con questi tratti… c’è da impazzire! E infatti grandi novità aspettano chi come noi adora Dante e apprezza il lavoro di Nembrini & co. Siete pronti per una edizione della Comédia anticipata dalla Vita nova con commento del Nembrini e illustrazione di Gabriele? E’ ancora tutto in divenire, ma personalmente non vedo l’ora di avere a casa l’edizione, magari con le firme degli autori. Perché no!

Avete altre segnalazioni da farci? Scrivetele as usual nei commenti!



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91 replies

  1. Per me l’imperdibile dal punto di vista della discussione teologica è questa acutissima analisi di padre Scalese: IL CAMBIO DI PARADIGMA

    http://querculanus.blogspot.it/2016/11/il-cambio-di-paradigma.html.
    Da meditare in ogni frase!

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  2. Ein Paradigmenwechsel ändert nicht die bisherige Lehre; er rückt sie jedoch in einen größeren Zusammenhang. So ändert „Amoris laetitia“ kein Jota an der Lehre der Kirche und ändert doch alles. Der Paradigmenwechsel besteht darin, dass „Amoris laetitia“ den Schritt tut von einer Gesetzes- hin zur Tugendmoral des Thomas von Aquin.

    Un cambiamento di paradigma non modifica la dottrina precedente; la inserisce però in un contesto piú ampio. Cosí Amoris laetitia non cambia uno iota della dottrina della Chiesa; eppure cambia tutto. Il cambio di paradigma consiste in questo, che Amoris laetitia segna il passaggio da una “morale della legge” alla “morale della virtú” di Tommaso d’Aquino.

    Card. Kasper

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    • Interessantissimo l’articolo di Querculanus, che però sembra viziato da una presupposizione: quella che il passaggio dalla morale della Legge a quella delle virtù sia “sbagliata” o dannosa per le anime.

      Per esempio afferma “Il cambio di paradigma consisterebbe dunque in un mutamento di prospettiva: occorre considerare i problemi della famiglia non piú solo dal punto di vista della Chiesa, intesa come istituzione sacramentale, ma anche da quello “di chi soffre e chiede aiuto”. Viene proposta anche un’icona del nuovo paradigma: la Chiesa deve diventare come il buon Samaritano, deve cioè “farsi prossimo” di chi si trova in una situazione di disagio” il che è vero, è ciò che sta accadendo.

      Io chiederei a Querculanus (se avesse messo l’opzione di poter commentare il suo articolo) perché il farsi prossimo, da parte della Chiesa, a chi è in situazione irregolare, sia o dovrebbe essere negativo o pericoloso.

      Querculanus afferma anche che “Per rendere ancora piú evidente il cambiamento, potremmo dire schematicamente: mentre prima era la dottrina a guidare la vita morale, ora questo compito viene affidato al discernimento. Ma proprio questa schematizzazione (se si vuole, sommaria, come tutte le schematizzazioni, ma utile per comprendere) ci mostra i rischi del nuovo paradigma. Sí, perché da una parte abbiamo una dottrina, astratta, fredda, distante quanto si vuole, ma oggettiva; dall’altra abbiamo un discernimento, sicuramente piú attento alle singole situazioni concrete, ma sempre in balia della soggettività di chi lo pratica” e qua mostra una sfiducia nel discernimento della Chiesa, come se la Chiesa non fosse in grado di discernere e dovesse limitarsi ad una specie di atto notarile, ad edificare una serie di norme eteronome e assolute calate dall’alto senza nessun riguardo per la vita concreta dei fedeli. Di più, Querculanus assume quest’ultima impostazione come “bene in se”.

      Inoltre afferma ciò che segue “Ci si potrebbe chiedere inoltre se, cosí facendo, il discernimento non oltrepassi i limiti del suo naturale campo di azione (che è sempre consistito nella valutazione dell’origine degli “spiriti”, nel giudizio sull’autenticità dei carismi, nella ricerca della volontà di Dio, ecc.)” e in pratica qui afferma che la Chiesa non avrebbe il carisma o la capacità del discernimento, che sarebbe, stando a quanto dice, quasi “un abuso” del suo potere, che sarebbe limitato solo al “discsrnimento degli spiriti” (?!).

      Insomma, l’articolo è bello, e dice cose vere sul cambio di paradigma e sul passaggio da una morale fondata sulla dottrina ad una morale fondata si sulla dottrina, ma incarnata nella situazione concreta delle persone, ma lo fa partendo da un presupposto negativo verso questo metodo.

      Un nell’articolo ma non privo di pregiudizi di fondo piuttosto pesanti.

      Per esempio quando scrive “Mentre finora, per orientare il comportamento dei fedeli, la Chiesa si limitava a presentare una dottrina astratta (la legge morale), e poi ciascuno doveva arrangiarsi con la propria coscienza per applicare le norme morali generali alla situazione concreta in cui si trovava a vivere; ora la Chiesa è invitata a non lasciare piú gli uomini soli nel fare le loro scelte, ma ad accogliere, accompagnare, discernere e integrare (i quattro momenti del nuovo metodo pastorale, di cui ci siamo occupati in un precedente post)” sembra assumere, come già detto, l’imposizione dall’esterno di una morale eteronoma e “schiacciante” che non lasci il minimo spazio al discernimento un valore positivo, mentre io ad esempio la vedo come un qualcosa che non favorisce la salvezza delle anime come l’altra impostazione.

      Tanto è vero che cita con accezione negativa questo passaggio “La maggior parte degli uomini — e tutti noi siamo tali uomini — possono fare non l’optimum, ma solo il meglio possibile nella loro situazione; spesso dobbiamo scegliere il male minore. Nella vita vissuta, non c’è solo il nero o il bianco, ma svariatissime sfumature e tonalità.”

      E al riguardo gli chiederei: un insegnante di educazione fisica è migliore se mette l’asta a 1,50 m ordinando a tutti di saltarla e chi non ce la fa si arrangi oppure è meglio il professore che mette in condizione, piano piano, partendo dal bene possibile che lo studente è capace di fare in quel momento, di arrivare a saltare 1,50 m, se è nelle sue possibilità farlo?

      Dice bene, nella vita concreta vi sono tantissime sfumature e tonalità, e ad esempio i divorziati risposati, con un approccio troppo legato alla dottrina, possono trovarsi di fronte a due mali: il primo distruggere la nuova unione (con conseguente grande sofferenza del nuovo coniuge e/o, qualora ci siano, dei figli, che anche se nati da una seconda unione hanno diritto ad essere educati da due genitori, in nome di un matrimonio che non è più avvertito come tale da nessuno dei due coniugi), il secondo vivere in peccato mortale (che è l’assunzione base di chi adotta l’approccio Querculanus, ovvero il pensare che quelle persone, senza cambiare vita, debbano necessariamente essere tagliate fuori dalla Grazia).

      In altre parole, in entrambi i casi, abbiamo un male che il coniuge sarebbe costretto a compiere, e il secondo matrimonio rischia di diventare l’unico peccato imperdonabile, cosa che non può dirsi per i crimini più orrendi.

      Non occorre un occhio troppo avveduto per capire che c’è qualcosa che non va in questo approccio. A meno che il detto gesuano “il Sabato è per l’uomo e non l’uomo per il Sabato” valga per tutto tranne che per il matrimonio: in questo caso alzo le mani. Ma sarebbe ben strana come cosa, visto che lo Shabbath, ai tempi, era sacro per gli ebrei quanto, se non di più, il matrimonio sacramentale cattolico.

      Soprattutto chiederei a Querculanus: la morale della legge era quella seguita da Gesù?

      Ma purtroppo tutte queste interessanti domande sono impossibili da fargli.

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      • Sul matrimonio indissolubile Gesù è stato molto chiaro e molto netto : a precisa domanda dei discepoli ha dato precisa risposta.Gesù non ha permesso seconde nozze, non ha permesso neppure la legge mosaica dell’atto di ripudio, ma una legge più restrittiva che Gesù fa risalire a Dio: non separi l’uomo ciò che Dio ha unito. Chiunque ripudia la moglie e ne sposa un altra commette adulterio.
        La Legge di Gesù è addirittura più dura di quella di Mosè! tanto è vero che nel vangelo è riportata anche la risposta sdegnata degli astanti: allora come ogggi la gente si ribella a questa dura legge del matrimonio indissolubile.
        Gesù chiede allora ai discepoli Volete andarvene anche voi?
        e Pietro gli risponde : Signore da chi andremo?
        ecco credo che le parole di Cristo: volete andarvene anche voi siano rivolte agli uomini di TUTTi i tempi.
        vogliamo anche noi andarcene con chi ammette il divorzio, con chi non crede il matrimonio indissolubile , o vogliamo restare con Gesù anche se il suo insegnamento ci può sembrare “duro” e difficile da vivere?

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        • Mi sa che stiamo parlando di aria fritta Giacomo.
          Su quel che scrivi siamo tutti d’accordo dal Papa all’ultimo (vero) cattolico, da Gesù a AL.
          A che serve questo tuo intervento che ripete quel tutti sanno e condividono? In inglese si chiama overselling, in francese précher à des convaincus…
          In Pace

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          • Su quel che scrivi siamo tutti d’accordo dal Papa all’ultimo (vero) cattolico, da Gesù a AL.

            Non credo che sia cosí e ció giustifica gli interventi come quelli di Giacomo. Oggi si parla dei valori ed i beni delle seconde unioni e quello é contrario alle parole di Gesú.

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      • Vincent, ti tengo d’occhio!

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      • Io chiederei a Querculanus (se avesse messo l’opzione di poter commentare il suo articolo) perché il farsi prossimo, da parte della Chiesa, a chi è in situazione irregolare, sia o dovrebbe essere negativo o pericoloso.

        Perché sembrerebbe che la missione della Chiesa finisca nel avvicinarsi ed accompagnare. Ti ricordo che il Samaritano cura le ferite con vino ed olio (la vita sacramentale) lo carica sul suo giumento ( sulla Croce di Gesú) e lo porta a la locanda (la Chiesa) e paga per le sue cure. E pericoloso quello che manca di dire dopo accogliere e accompagnare che é il convertiré.

        E al riguardo gli chiederei: un insegnante di educazione fisica è migliore se mette l’asta a 1,50 m ordinando a tutti di saltarla e chi non ce la fa si arrangi oppure è meglio il professore che mette in condizione, piano piano, partendo dal bene possibile che lo studente è capace di fare in quel momento, di arrivare a saltare 1,50 m, se è nelle sue possibilità farlo?

        Ma la Chiesa ci ordina di saltare l´asta a 1,50 m sapendo che nessuno lo puó fare … da solo. Noi dobbiamo saltare con tutte le nostre forze chiedendo al Signore che ci passi dall´altra parte. Non basta é non serve saltare a 1,30 da soli. Bisogna cercare l´aiuto del Signore per saltare 1,50. Molti ci riescono.

        Dice bene, nella vita concreta vi sono tantissime sfumature e tonalità, e ad esempio i divorziati risposati, con un approccio troppo legato alla dottrina, possono trovarsi di fronte a due mali: il primo distruggere la nuova unione (con conseguente grande sofferenza del nuovo coniuge e/o, qualora ci siano, dei figli, che anche se nati da una seconda unione hanno diritto ad essere educati da due genitori, in nome di un matrimonio che non è più avvertito come tale da nessuno dei due coniugi),

        Ma qui bisogna definiré cosa intendi per male. Perché se Gesu é Dio il Bene e Lui inpersona ha insegnato che existe che un solo matrimonio la seconda unione é un male e distruggere un male é un bene.

        il secondo vivere in peccato mortale (che è l’assunzione base di chi adotta l’approccio Querculanus, ovvero il pensare che quelle persone, senza cambiare vita, debbano necessariamente essere tagliate fuori dalla Grazia)

        Ma sono loro che si tagliano fuori dalla Grazia, nessuno gli taglia fuori.

        Non occorre un occhio troppo avveduto per capire che c’è qualcosa che non va in questo approccio. A meno che il detto gesuano “il Sabato è per l’uomo e non l’uomo per il Sabato” valga per tutto tranne che per il matrimonio: in questo caso alzo le mani. Ma sarebbe ben strana come cosa, visto che lo Shabbath, ai tempi, era sacro per gli ebrei quanto, se non di più, il matrimonio sacramentale cattolico.

        Ma propio quello che ha detto “il Sabato è per l’uomo e non l’uomo per il Sabato” ha detto “L´uomo non separi quello che Dio ha unito” Perché tiaferi a una frase e non all´altra?

        Soprattutto chiederei a Querculanus: la morale della legge era quella seguita da Gesù?

        Domanda típica di questi tempi quando il Papa dice che Gesú ha mancato alla legge morale perdonando l´adultera. Io mi domanderei la legge é di Dio ho degli uomini?

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      • Ariecchilo!

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  3. “N on so se ci si renda conto della portata eversiva di questo Paradigmenwechsel: si tratta di una vera e propria rivoluzione, quella “rivoluzione pastorale” di cui parlavo in un post del marzo scorso (alla vigilia della presentazione di Amoris laetitia) e alla quale Guido Vignelli ha dedicato un saggio. Il cambiamento del paradigma non è una variazione di secondaria importanza: cambiando il paradigma, cambia davvero tutto. A questo punto, non saprei come rispondere alla domanda che il Card. Kasper pone retoricamente nel suo articolo: “Rottura o inizio di un cammino?”. A me pare tanto una rottura, la stessa identica rottura che si sarebbe voluta attuare con il Concilio Vaticano II, ma che allora non riuscí (checché ne dica la “Scuola di Bologna”).”

    Padre Scalese

    IL CAMBIO DEL PARADIGMA: cambiando il paradigma cambia davvero tutto!

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    • Tutti a chiedersi se è Cambiato qualcosa . nessuno che si chieda se era giusto che cambiasse qualcosa! E nessuno a chiedersi che anche l’addove fosse cambiato qualcosa questo qualcosa rientra in un piano di salvezza per l’uomo di oggi , o lo ostacola.

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      • Buona riflessione questa. In effetti se la Chiesa oggi stesse ostacolando la salvezza dell’uomo, invece di favorirla, non sarebbe più Chiesa, anzi sarebbe la Chiesa dell’Anticristo.

        Si è parlato nell’articolo della retorica deteriore dei dubbi. E quale dubbio peggiore può esserci di quello di credere che Cristo permetta che la sua Chiesa diventi veicolo di dannazione, invece che di salvezza? È un dubbio davvero diabolico, che mette in discussione Cristo stesso.

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        • Mette in discussione Cristo stesso perché Lui ha istituito la Chiesa come Sacramento di Salvezza, e anzi, la Chiesa è il corpo mistico di Cristo, oltrechè la sua sposa.

          Pensare che Cristo permetta che il suo sacramento di salvezza diventi sacramento di dannazione e che la sua sposa diventi una baldracca è peggio di qualunque ateismo, perché significa accusarlo di complicità col demonio.

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      • Il problema é appunto il cambio indipendentemente di quello che cambia. Perche se cambia oggi questo potrebbe cambiare domani quello. Cio che oggi é bene domani no e viceversa.

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        • Pur comprendendo che ogni cambiamento anche minimale della interpretazione che arriva dalla tradizione metta a rischio la credibiltà complessiva, si è proprio certi che confrontando catechismi e materiale dottrinale prodotto nei diversi secoli non si trovino già oggi, su alcuni argomenti , delle differenze sostanziali, magari evolute nei secoli, si chè quello che era considerato in un certo modo 1500 anni fa è oggi sostanzialmente cambiato?
          Per esempio siamo proprio certi che il concetto di nullità del matrimonio sia in qualche modo contemplato dalle parole di Gesù ? A me non sembra. Mi sembra piuttosto che sia una intepretazione logica e ponderata delle parole di Gesù. Ponderata dalla Spirito della Chiesa negli anni e secoli successivi, ne più ne meno come AL. Ricordiamoci che essendo il Divorzio Civile una pratica relativamente recente (appena 45 anni in Italia) , il caso dei “divorziati-risposati” è di fatto nuovo e si pone solo ora.

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          • Guarda che Gesú parlava quando il divorzio civile c´era. É scritto da Mosé in persona. Nella Roma dove é cresciuta la Chiesa forma di divorzio esistevano, e la Chiesa ha sostenuto la stessa idea ogni volta che i “divorzi civili” erano legislati per esempio con Enrico VIII.
            Che ci siano cambiamenti non é il problema se questi sono coerenti e non rinnegano il passato. Non vedo niente di incoerente nella nullitá matrimoniale ne lo vedo in contrasto con l´insegnamento di Gesú. Non pretenderai che Gesu sia entrato in queste considerazioni?

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            • Non pretendo nulla. Rilevo soltanto che nonostante le parole ben chiare (apparentemente ) di Gesù, la chiesa trovato una quantità impressionante di cause che portano alla nullità del matrimonio, tra cui per esempio.
              “b. L’indissolubilità, con la volontà positiva di non impegnarsi per sempre, per un motivo ideologico oppure pratico, indipendentemente da come si intenda poi liberarsi dal vincolo (per esempio tramite il divorzio);”
              E’ ben difficile , leggendo i vangeli, che una causa simile possa desumersi dalle parole di Gesù , eppure la Chiesa l’ha partorita e la fatto successivamente .Quindi come si fa a dire che non ci siano già state evoluzioni serie in tema di matrimonio?
              E come non notare tra l’altro l’enorme ingiustizia tra chi riesce a dimostrare che prima del matrimonio aveva queste convinzioni (magari in modo fraudolento o perchè si è preparato la strada sapientemente prima) e chi evidentemente le aveva ma non può dimostrarlo ?

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              • Quindi Gesù avrebbe parlato in modo non chiaro? E per quale motivo… per seminare confusione? Quello che sostieni è semplicemente blasfemo: Gesù ha parlato in modo chiarissimo, tale che non avrebbe potuto essere più chiaro. La confusione è solo nella tua mente.

                La volontà positiva di non impegnarsi per sempre contrasta direttamente con le parole di Gesù, non ti pare? Più in generale, tutte le possibili cause di nullità contrastano con la volontà di Dio che Gesù così riassume: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 5 Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? 6 Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”. Se marito e moglie sono una carne sola (è Gesù a dirlo!), la separazione tra marito e moglie può avvenire solo tramite una lacerazione mortale. Ora, chiunque, sposandosi, non crede a questo, in realtà non si unisce in matrimonio. Vuol dire che il suo matrimonio non è mai esistito perché viziato sin dall’inizio. Non è la chiesa che si è inventata cause che “portano alla nullità”, sono le persone che, in realtà, non hanno mai avuto nessuna reale volontà di sposarsi, perché immaginano un (pseudo)matrimonio dissolubile, cioè un’unione che non è un matrimonio. La chiesa non può che prendere atto del fatto che un matrimonio non esiste. Ma deve essere ben chiaro che la chiesa dichiara nullo un matrimonio solo e d esclusivamente sulla base di dichiarazioni e prove fornite dai diretti interessati. Di conseguenza, la responsabilità della dichiarazione di nullità poggia esclusivamente sul groppone di chi fornisce queste dichiarazioni e prove. Guai a coloro che, pensando di fregare la chiesa, forniscono dichiarazioni e prove false. Ne risponderanno direttamente a Dio. Chi poi non riesce a fornire dichiarazioni e prove tali da provare la nullità, forse è perché il loro matrimonio è perfettamente valido, non credi?

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              • Concordo con fra’Centanni.

                Bisogna anche partire dal presupposto che ci fa richiesta di vaglio sulla validità/esistenza o meno del proprio Matrimonio, lo fa perché sente, vive (e presumibilmente ha le prove) di un sorta di tradimento del patto coniugale (tradimento non inteso come adulterio), di un venir meno alle cause prime di un rapporto che può svilupparsi e crescere nel Sacramento solo se questo Sacramento esiste.

                Non possiamo e non dobbiamo partire sempre dall’idea che chi agisce in tal senso voglia “fregare” qualcuno o “fregarsene” di un impegno preso davanti a Dio e agli uomini.
                Tanto meno credere che siano “scappatoie” istituite dalla Chiesa a beneficio dei “furbi”…
                Sarebbe come pensare che il Sacramento della Riconciliazione è sempre e solo un escamotage per “salvarsi l’anima” o peggio solo pulirsi la coscienza.

                Come dice fra’, lasciamo che chi froda o ha animo iniquo si prenda le sue responsabilità e lasciamo alla Chiesa il suo discernimento che talvolta potrebbe anche essere raggirato (ma torniamo alle responsabilità personali), ma talaltre no, illuminato dalla Spirito Santo.
                ………………………….

                Fra’ un a piccola cosa, se non ti è di troppo disturbo: quando ti riferisci alla Chiesa (come istituzione e Corpo Mistico), cerca di utilizzare la C maiuscola, non solo per il dovuto rispetto, ma anche per chiarezza. La chiesa “c” è il semplice edificio di mattoni 😉
                Grazie

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              • @Bariom
                Sono perfettamente d’accordo sulla “C” maiuscola di Chiesa, non è la prima volta che me lo fai notare. Si tratta solo di un piccolo errore di distrazione.

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              • Sono certo che tu conosca la profonda differenza…

                Spero tu sia d’accordo anche sul resto di quanto ho scritto… C a parte 😉

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              • L’unica cosa davvero difficile da raggirare è il piccolo cuore degli uomini, che vorrebbero controllare la salvezza e la Grazia, e non accettano che essa possa arridere anche a chi, codice di diritto canonico alla mano, non la meriterebbe.

                La parabola dei lavoratori dell’undicesima ora, dove il lavoratore dell’undicesima ora riceve la stessa paga di quello che ha lavorato dalla mattina, è da sempre poco digerita.

                Il virgolettato preso da un commentatore del “messaggero” riportato a fondo pagina riassume molto bene tutto il problema della questione: troppa gente rischia di salvarsi con questo Papa, che cerca di far conoscere a tutti l’insondabile Misericordia divina, e questo la piccola e gretta giustizia umana da codice penale non può accettarlo. Non potrà mai. Ecco spiegata l’azione di killeraggio del Papa da parte di ampi membri della Chiesa.

                Il ragionamento ha una sua logica: ma come, io che ho rispettato, con sudore e sangue, tutti i precetti, mortificandomi in continuazione, devo salvarmi come colui che così ligio non è stato? Come colui che, diritto canonico alla mano, non è “un giusto”?

                Eh no, signori miei, questo è inaccettabile!

                Io mi sono nutrito al pane raffermo e all’acqua piovana della dottrina per anni, e non posso accettare che colui che si è nutrito alla ricca mensa del mondo sia, con me, salvo. È una questione di principio.

                Questo articolo, dove si paragona Dio ad un vigile urbano http://sinodo2015.lanuovabq.it/apologia-del-semaforo-rosso/ , centra perfettamente il punto, nonostante chi ha scritto l’articolo credesse davvero in quella analogia (drammaticamente sembra così).

                Il problema non è la Misericordia di Dio. Il problema è che il piccolo, indurito cuore umano di chi si crede giustificato dalla Legge e per la Legge, fino a quando non gli verrà fatta la Grazia (si, la Grazia) di piombare in qualche peccato davvero grave, uno di quelli che anche umanamente sembrano imperdonabili, non potrà mai accettare la Misericordia di Dio.

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              • Vincent, non hai capito niente. Io sono pronto a gioire per i peccatori che si convertono. La salvezza e la grazia è per loro. Ma chi non si converte e persevera fino all’ultimo nel peccato, sarà condannato, su questo non c’è dubbio.

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              • Se uno è in peccato MORTALE e vi persevera fino alla fine, fino alla separazione dell’anima dal corpo, è ovvio che non possa salvarsi.

                Ma:

                1) va verificato che vi sia il peccato mortale;

                2) Cristo e i Santi ci hanno messo a disposizione molti mezzi per ottenere la perseveranza finale, doni aggiuntivi ai Sacramenti (che non li sostituiscono, ovviamente, ma aggiungono grazia su grazia) che oggi molti colpevolmente ignorano e fanno ignorare agli altri cattolici.

                E comunque basta chiamarmi Vincent. Non è che chiunque difenda il Papa, su questo blog, è Vincent o Mentelibera.

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              • Evidentemente Gesú non si é messo, almeno da quanto riportano i Vangeli, ha stabilire i requisiti per il sacramento del matrimonio. Quello lo ha lasciato alla Sua Chiesa con la protezione dello SS. Le cause di nullitá sono solo la descrizzioni di casi in cui le condizioni per un matrimonio non sono state compiute e di conseguenza il sacramento non é mai esisto. Per esempio se uno dei due bara, promettendo in falso. Se é novitá non te lo so dire ma é coerente non cambia in bene quello che una volta era male.

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              • In pratica conviene sposarsi senza le dovute disposizioni, così se per Grazia di Dio va tutto bene, bene, mentre se le cose vanno male e il matrimonio diviene una tortura per entrambi dichiarazione di nullità e via.

                Invece chi si sposa con le dovute disposizioni o gli va bene oppure è finito, quando magari si è preparato al matrimonio con tutti i crismi, a lui non è concesso di fallire.

                Mmmmmmhhh…. Qualquadra non cosa. Non dal punto di vista canonico (dove, anzi, risulta un pregevole bizantinismo), ma dal punto di vista “umano”.

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              • @Sandro/Vincent

                Vincent, quello che traspare in questi tuoi commenti è il totale appiattimento della tua mente sulla “logica” umana. Non sei capace di un minimo sguardo trascendente, tutto il tuo ragionare è solo ed esclusivamente orizzontale. Manca completamente anche il minimo riferimento a Dio. Impressionante.

                La nostra vita terrena, caro Vincent, è un dramma spaventoso nel quale, ciascuno di noi, si gioca le sorti della sua vita eterna. Come in tutti i drammi, l’incertezza regna sovrana fino all’ultimo istante e non risparmia nessun ambito della nostra vita. Questo significa, molto semplicemente, che anche il nostro matrimonio, come qualunque aspetto della nostra vita, è sottoposto all’incertezza. Solo uno stupido può immaginare di pilotare la propria vita, il proprio matrimonio, con le meschine astuzie di chi pensa di poter ingannare Dio. Tu credi che la felicità su questa terra sia la cosa più importante, ma ti inganni. Se vuoi salvarti dalla perdizione, affida ogni tuo progetto, ogni tua iniziativa ed ogni cosa nelle mani di Dio. E stai certo che non ti mancheranno lacrime, sudore, frustrazione, scoraggiamento, voglia di ribellarti. Ma se persevererai fino alla fine, sarai salvo. Anche se il tuo matrimonio dovesse essere infelice. Anche se fossi abbandonato dai tuoi figli. Anche se fossi colpito dalla peggiore delle sventure. C O N F I D A I N D I O ! E non resterai deluso.

                P:S: Smettila di confidare nei tuoi meschini ragionamenti.

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              • @Redazione

                Per l’appunto. Grazie per la conferma. 😉

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              • Senti Vincent aka Deathstroke aka etc etc aka Sandro aka … : il tuo problema è che non vieni per dialogare, cioè esprimerti liberamente, ascoltare e cercare di capire chi hai di fronte a te, cercare di rispondere in merito eppoi trarne le conclusioni personali che vuoi. Ma tu vieni qui per ripetere incessantemente come un sordo autistico le solite cose storte, di per giunta con lenzuolate interminabili.
                Quindi, davvero, sia tu hai qualcosa di nuovo da dire e lo dici mostrando che hai fatto lo sforzo di leggere e capire quel che è stato detto prima, sia vai ad infestare altri blogs o meglio, vai da uno psicologo o psichiatra che ha l’abitudine di avere gente che si compiace in soliloqui ripetitivi.
                In Pace

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  4. Sarebbe interessante un approfondimento sulla morale delle virtù.

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  5. Rassegna davvero interessante, piena di spunti e riflessioni da leggere! Grazie minstrel 🙂

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  6. Nel frattanto l’Avv. Amato ha cominciato un suo blog (presumibilmente scritto da suoi collaboratori e con il suo ok prima della pubblicazione).
    Oggi c’è una riflessione sul non-ancora-ex-premier.
    http://gianfrancoamato.it/ha-vinto-lamore/

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    • Non mi è piaciuta questa riflessione sull’ex-premier.

      O meglio, non mi è piaciuta nella parte in cui se la prende con l’ex-premier, come se fosse Renzi la causa e la radice di tutto questo. Come se fosse colpa di Renzi se ad esempio un paio di anni fa il Fine Gael (la Democrazia Cristiana irlandese, per capirci) ha introdotto nella costituzione irlandese il matrimonio omosessuale.

      Renzi è un’ottima incarnazione dello zeitgeist, non è la causa ma solo l’effetto di una crisi che affonda le sue radici in un’epoca in cui Renzi non era neppure ancora nato.

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      • Ma Renzi si dichiara cattolico e ha confrontato l´insegnamento della Chiesa con piena consapevolezza e deliberato consenso.

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      • Condivido la riflessione di Franceschiello: Renzi ha prima di tutto incarnato una tappa a cui è giunto un certo modo di essere cattolico e di centrosinistra attuale, e lo ha fatto nel male ma anche nel bene (o preferiamo D’Alema? O Scotto e Vendola?). Aggiungo inoltre che ritenere che Renzi sia stato seppellito dal popolo del Family Day è come ritenere che i recenti insuccessi di Hollande siano dovuti alla Manif pour tous e basta. Tutti noi sappiamo che questo è molto parziale e quindi non vero. Hollande è stato seppellito dai fallimenti in economia, nella lotta al terrorismo… Ma allora il matrimonio omosessuale non c’entra nulla? Certo che c’entra, ma per un motivo leggermente diverso e molto più cinico: cioè per il fatto che le brioches elargite da sua maestà sia – una tantum – al popolo, che è rimasto povero, sia ai nobili, che dicevano di volerle ma non sapevano che farsene… Non sono state gradite. E così il popolo francese ha lasciato Hollande dopo i succitati insuccessi, e gli omosessuali… Bene, dei sondaggi hanno rivelato che la maggior parte delle coppie gay di Francia, pure di quelle (pochissime) “sposate”, ha votato contro Hollande nelle ultime elezioni intermedie. Caro Francois e caro Matteo, vedete a quanto arriva l’ingratitudine umana? O forse, a quanto arriva la dabbenaggine della politica attuale…

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        • Ovviamente l’articolo di Amato è schiettamente politico, esattamente come lo sono tutte quelle rivendicazioni di avverse parti che dichiarano che il No ha vinto grazie a loro. Diciamo che nel calderone ci sono certamente anche quelli che da febbraio, post Cirinnà, non vedevano l’ora di mettere quella X e bocciare l’esecutivo.

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          • Ok l’analisi è giusta! perfettamente d’accordo. Poi è anche vero che il matrimonio omosessuale, proprio in quanto investimento (a perdere…) di una sinistra che ha perso di vista i veri deboli da tutelare (che non è detto non siano gli omosessuali; ma il matrimonio è altra cosa…), dicevo è anche vero che ha ultimamente rappresentato una sorta di “bacio della morte” per tutti i governi che l’hanno attuato (anche non di sinistra, magari di centrodestra tentati dal radical): vedi Zapatero, subito dopo scavallato da Rajoy, Cameron travolto dalla Brexit, Hollande e i suoi socialisti attualmente atomizzati, Obama – Clinton annichiliti da Trump… Quello che volevo dire è che da un lato, prima, c’è stata una maggioranza silenziosa (non solo la sinistra quindi) che ha lasciato passare la proposta / non l’ha contestata, e che dall’altro, dopo, i neoeletti nuovi governanti – o aspiranti governanti – di centrodestra hanno detto o “beh ormai che c’è lasciamolo” (Rajoy) oppure “limitiamo i danni impedendo le adozioni” (l’aspirante Fillon). Il timore di passare per reazionari di fronte a un elettorato che pensa in maggioranza “che male c’è”? è forte.
            Insomma la sconfitta dei proponenti non deve illudere: credo sia la base stessa degli elettori che ancora non capisce (o capisce solo confusamente) che seguendo un determinato progetto contro la vita e la famiglia le democrazie occidentali hanno intrapreso la via dell’harakiri.

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          • E’ interessante per esempio l’elenco di ragioni che fa questo articolo, Minstrel: http://www.campariedemaistre.com/2016/12/vittoria-del-no-possibili-conseguenze.html
            Buona lettura!

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        • Non penso che Amato sostenga che Renzi sia stato travolto solo dal Family Day ma piuttosto che mettersi contro Dio, ed in piú deridondo il suo popolo, ha le sue conseguenze. Dovrebbe esere chiaro per noi uomini di fede.

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          • Penso che la tua visione storica delle elezioni sia molto limitata blaspas. nella storia le elezioni sono state vinte da formazioni di tutti i tipi , altrimenti come la mettiamo col referendum sull’aborto ? quando vince chi ci piace è merito del Signore e quando perde colpa del demonio? siamo seri per favore, non mettiamo la fede in mezzo dove non c’entra nulla. piuttosto chiediamoci perché il popolo della famiglia avrebbe dovuto votare ‘NO’ se non per vendetta , più o meno come l uomo che si taglia i testicoli per far dispetto alla moglie. con questo non dico che il SI fosse perfetto ma che è ridicolo schierarsi pro o contro l’abolizione del bicameralismo perfetto in nome della famiglia, e queste iniziative che sono tutte politiche e per niente religiose fanno soltanto danni , dividendo tra di loro i cattolici.

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  7. Questo è la sintesi di tutto

    “vergognoso mettere sempre i bambini di mezzo-se divorzi e ti risposi è peccato mortale e si va all’inferno- e siccome io da cattolico osservante, per non rischiare di andarci ho fatto i salti mortali per rispettare le regole, che adesso passa tutto a tarallucci e vino non mi va bene- a meno che…ma l’inferno non esiste più ? e se esiste ci vanno solo fessi ?” http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/sinodo_bimbo_condivide_ostia_prima_comunione_genitori_divorziati-1299187.html

    Questo Papa sta rischiando di rendere la salvezza accessibile a troppi, ed è un crimine che non gli verrà perdonato. Ecco perché va abbattuto.

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    • ABBATTUTO!!?? Come? A fucilate? Ti proponi come cecchino? O sei solo preoccupato che in troppi si salvino e ti rubino il posto? Magari tanta “facilità” potrebbe venire a tuo vantaggio… Chissà! 😐

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    • Faccio passare questo commento per esprimere una volta per tutte dei concetti precisi:
      1 – rendere la salvezza accessibile a “troppi” è concetto anticristiano. Se quel che si sta facendo è accesso alla salvezza, questa non è mai troppa a meno di non pensare di essere degli eletti perché NOI si è troppo bravi, con tanti saluti impliciti alla grazia divina che è l’unica che salva. Se quel che invece si pensa si stia facendo è ingannare perché la salvezza non arriverà così, allora mettetevi in testa che – nei fatti – avete perso la fede nella Cattolica.
      2 – Come dice Barzaghi, semplicemente ripetendo in realtà quanto è conosciuto a tutti, “la religiosità, spinta al massimo diventa superstizione. La fede che, al minimo, è giusto giusto la paura di andare all’inferno non è che un’altra forma di superstizione”. Quando poi questa paura diventa tristezza e repressione si hanno queste forme isteriche per cui uno si sente tradito dal Padre quando vede che il vitello grasso è stato appena ammazzato per il fratello puttaniere tornato all’ovile. Nemmeno questo è cristianesimo.
      3 – Noi non siamo né Dio e nemmeno Dante; non spetta a noi indicare a dito quali crimini non verranno perdonati.
      4 – Non vengono tollerati qui scatti di irrazionalità come quello che porta un essere umano, si presume animale razionale, a scrivere su di un blog che un individuo – chiunque sia – debba essere “abbattuto.”

      Su una cosa ha ragione Emanuele: questo commento è la sintesi di tutto.

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  8. Sul serio non si è capito l’intento del mio post?

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    • Ok, temo di aver fatto un misunderstanding da paura Emanuele. Stai riportando delle altrui rimostranze insensate (e acattoliche) per dimostrare esattamente quel che ho scritto io, giusto? Se è così chiedo venia e grazie della provocazione.

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      • Esattamente.

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      • Infatti prima che uscisse la risposta di Minstrel e di Bariom avevo pubblicato questo https://pellegrininellaverita.com/2016/12/06/blog-dei-blogs-breve-rassegna-web-42/comment-page-1/#comment-28383 commento.

        Tuttavia attenzione: molti in realtà pensano ciò che ho riportato sopra, magari a livello non proprio cosciente.

        La citazione del commentatore de “il messaggero” è stata solo una citazione, per così dire, “esplicita” di uno che ha parlato fuori dei denti, ma per quanto molti negherebbero strenuamente di condividere quel pensiero (del commentatore da me citato) la verità è che esso è fin troppo condiviso tra i detrattori di questo Papato, e ripeto, spesso in maniera non troppo cosciente e deliberata.

        La bontà di Dio spaventa perché sconvolge i nostri comodi schemini.

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        • Anch’io Emanuele ti porgo le mie sentite scuse per il mio commento sarcastico a te rivolto…
          Non lo ritiro e lo rimando a chi il concetto o la frase che hai riportato, ha espresso 😉

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        • la “bontà” di Dio sconvolge i nostri schemi. certo, infatti Dio, nella sua infinita bontà , ci insegna di mantenere la fedeltà al matrimonio indissolubile e questo sconvolge i nostri schemi e i nostri cuori “duri” per cuimoosè istitui l’atto di ripudio .
          la bontà mosaica dell’atto di ripudio o clericale odierna invece ci va a genio. il clero odierno ci assicura che possiamo divorziare e risposarci tanto dio ci perdonerà, la bontà “clericale” ci rassicura e corrisponde ai nostri schemi.
          e se invece incontriamo un santo sacerdote che ci richiama alla Legge di Dio e ci dice giustamente che non si può divorziare risposarsi e fare la Comunione se si vive more uxorio , cioè in concubinaggio, e non si ha alcuna intenzione di smettere?Tale sacerdote è stato San Giovanni Paolo II che nella Familiaris Consortio ha detto esplicitamente questo .
          la Familiaris Consortio è superata?
          Che faremo allora accuseremo San Giovanni paolo II e la Familiaris Consortio di non essere abbastana “misericordiosi” abbastanza pastorali?
          La misericordia è diventata un diritto sindacale?
          La bontà di Dio si unisce alla giustizia di Dio e un sacerdote che non insegnasse questo sarebbe come il serpente del Paradiso Terrestre che disse ad Eva: mangiate pure, tanto non succederà nulla!

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          • http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/12/08/la-barca-di-pietro-e-senza-timone-ventun-cattolici-di-cinque-continenti-rilanciano-lappello-dei-quattro-cardinali-al-papa/

            Ecco l’elenco dei firmatari che suppongo questo blog, come altri turiferari , non esiterà a chiamare “clown” come fece coi 45, e su cui invocherà la repressione più dura come ha fatto coi quattro cardinali:
            8 dicembre 2016, Festa dell’Immacolata Concezione

            Msgr. Ignacio Barreiro Carambula, STD, JD, Chaplain and Faculty Member of the Roman Forum

            Rev. Claude Barthe, France

            Dr. Robert Beddard, MA (Oxon et Cantab), D.Phil (Oxon), Fellow emeritus and former Vice Provost of Oriel College, Oxford

            Carlos A. Casanova Guerra, Doctor of Philosophy, Full Professor, Universidad Santo Tomás, Santiago de Chile

            Salvatore J. Ciresi MA, Notre Dame Graduate School of Christendom College, Director of the St. Jerome Biblical Guild

            Luke Gormally, PhL, Director Emeritus, The Linacre Centre for Healthcare Ethics (1981-2000); Sometime Research Professor, Ave Maria School of Law, Ann Arbor, Michigan (2001-2007); Ordinary Member, The Pontifical Academy for Life

            Rev. Brian W. Harrison OS, MA, STD, Associate Professor of Theology (retired); Pontifical Catholic University of Puerto Rico; Scholar-in-Residence, Oblates of Wisdom Study Center, St. Louis, Missouri

            Rev. John Hunwicke, MA (Oxon.), Former Senior Research Fellow, Pusey House, Oxford; Priest of the Ordinariate of Our Lady of Walsingham; Member, Roman Forum

            Peter A. Kwasniewski PhD (Philosophy), Professor, Wyoming Catholic College

            Rev. Dr. Stephen Morgan DPhil (Oxon), Oeconomus Diocese of Portsmouth, Lecturer in Sacramental Theology, Associate Staff, Maryvale Institute

            Don Alfredo Morselli STL, Parish priest of the Archdiocese of Bologna

            Rev. Richard A. Munkelt PhD (Philosophy), Chaplain and Faculty Member,

            Rev. John Osman MA, STL, Parish priest in the archdiocese of Birmingham, , former Catholic chaplain to the University of Cambridge

            Dr Paolo Pasqualucci, Professor of Philosophy (retired) University of Perugia

            Dr Claudio Pierantoni, Professor of Medieval Philosophy in the Philosophy Faculty of the University of Chile, Former Professor of Church History and Patrology at the Faculty of Theology of the Pontificia Universidad Católica de Chile, Member of the International Association of Patristic Studies

            Dr John C. Rao D.Phil (Oxon.), Associate Professor of History, St. John’s University (NYC), Chairman, Roman Forum

            Dr Nicholas Richardson. MA, DPhil (Oxon.), Fellow emeritus and Sub-Warden of Merton College, Oxford, and former Warden of Greyfriars, Oxford

            Dr Joseph Shaw MA, DPhil (Oxon.), Senior Research Fellow and Tutor in Philosophy at St Benet’s Hall, Oxford University

            Dr Anna M. Silvas FAHA, Adjunct research fellow, University of New England, Armidale, NSW, Australia

            Michael G. Sirilla PhD, Director of Graduate Theology, Franciscan University of Steubenville, Ohio

            Professor Dr Thomas Stark, Phil.-Theol. Hochschule Benedikt XVI, Heiligenkreuz

            Rev. Glen Tattersall, Parish Priest, Parish of Bl. John Henry Newman, Archdiocese of Melbourne; Rector, St Aloysius’ Church, Melbourne

            Rev. Dr David Watt STL, PhD (Cantab.), Priest of the Archdiocese of Perth; Chaplain, St Philomena’s chapel, Malaga

            *

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            • Non so come Simon chiamerebbe questi 25, personamente non ho chiamato in nessun modo nemmeno i 45. Ad aver tempo cercherei bene questi nomi nei vari appelli perché, ad occhio e croce, sono sempre questi che girano…

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              • Quel che leggo in tutti questi manifesti è che non c’è mai l’ombra lontana di un argomento qualunque ma solo affermazioni apodittiche ripetute incessantemente come se il ripeterle senza darsi la pena di andarsi a leggere AL con il CCC in mano le rendesse più vere.

                Mi viene un dubbio: e se i 4 spergiuri, i 45 clowns e questi 21 non fossero in realtà altro che Vincent? Il metodo sembra lo stesso, così come anche le irrazionali manie di ossessione …

                In Pace

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          • La Chiesa non permette il divorzio, semplicemente mi sembra che, oggi più che ieri, si voglia chiarire che il fallimento nel matrimonio non rappresenta una colpa incancellabile o che debba sempre avere le medesime conseguenze su chi incorre in tale fallimento (indipendentemente dalle circostanze che l’hanno prodotto).

            Pastorale e dottrina non vanno scisse ma nemmeno possono essere identificate. Un conto è la regola un conto è la sua applicazione nei vari casi concreti.

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          • “la Familiaris Consortio è superata?”

            Il Codice di diritto canonico del 1917 è superato?

            Se la risposta è no, allora perché i divorziati risposati, dall’anno 1983, non sono più scomunicati?

            Se la risposta è si, allora perché lo sviluppo avuto con Familiaris Consortio rispetto al codice di diritto canonico del 1917 dovrebbe arrestarsi?

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          • Familiaris consortio, n. 84:
            “La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla Comunione Eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell’unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall’Eucaristia. C’è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all’Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio”;

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            • Ottimo Gian Piero, ma la mia domanda, anzi le mie domande, rimangono senza risposta.

              Se Familiaris Consortio non ha superato il codice di diritto canonico del 1917, allora perché GPII ha tolto loro la scomunica in FC e nel nuovo “codex iuris canonici”?

              Se, invece, come dimostrano i fatti, FC ha de facto superato il codice di diritto canonico del 1917, con FC e il nuovo codice di diritto canonico, perché Amoris Laetitia e Papa Francesco sarebbero impediti al fare un ulteriore sviluppo?

              Se Papa Francesco non ha la “potestas” per fare questo sviluppo non l’aveva nemmeno GPII, per coerenza bisognerebbe contestare anche FC e tornare al codice di diritto canonico del 1917.

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            • Emanuele, la familiaris Consortio non può essere superata MAi perchè si rifà espressamente ad un insegnamento evangelico:
              “La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura”
              le parole di Gesù sull’indissolubilità del matrimonio, e sul peccato mortale di adulterio se si abbandona il coniuge per sposarne un altro, non possono essere “superate” MAI, neanche tra tremila anni. Perchè se le parole di Gesù sul matrimonio potessero essere “superate” dall’evoluzione storica, allora logicamente anche altre parole di Gesù potrebbero essere “superate” dall’evoluzione storica. allora le verità della religione cattolica non sarebbero più verità rivelate, ma verità relative, che cambiano di epoca storica in epoca storica.
              le parole di Gesù sul matrimonio sono sempre state rispettate in ogni epoca della Chiesa. Il diritto canonico cambia, ma non hanno MAI cambiato il diritto canonico per far contento qualcuno Si preferì avere lo scisma anglicano, con la perdita dell’Inghilterra ,ma non ci si azzardò a concedere al re Enrico VIII il “permesso” di ripudiare la sua leggittima moglie per sposarne un’ altra.
              le parole di Gesù sul matrimonio non sono diritto canonico sono PAROLA DI DIO.
              Almeno per chi ci crede ancora. Chi invece crede di più nelle parole di questo o quel teologo alla moda che fa “teologia in ginocchio”, si accomodi. ma non scambiate queste eresia kasperiana , fra l’altro già condannata da due papi San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI per la “bontà di Dio”
              per favore! abbiate almeno un minimo di onestà intellettuale!

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          • Can 2356. Bigami, idest qui, obstante coniugali vinculo, aliud matrimonium, etsi tantum civile, ut aiunt, attentaverint, sunt ipso facto infames; et si, spreta Ordinarii monitione, in illicito contubernio persistant, pro diversa reatus gravitate EXCOMMUNICENTUR vel personali interdicto plectantur.
            (CODEX IURIS CANONICI – 1917)

            È superato oppure no?

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      • Ragazzi, ma possibile che solo io sgamo all’istante Vincent? Lo riconosco dal puzzo di zolfo.

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  9. Minstrell svegliati, il serpente si è di nuovo insinuato.

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    • 1 – non ho solo questo da fare
      2 – per quanti cambiamenti possa fare di IP e nick è ovvio che l’insistenza è parte dell’essere stesso di colui che si faceva chiamare Vincent. Mi bastano 2 commenti di fila e ho già capito tutto pure io. Ma non ho tempo e voglia di fare il militare ora, tutt’al più provo compassione per chi davvero può arrivare a tanto e forse sana gelosia per chi ha così tanto tempo da buttare.

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  10. Quel che mi fa paura leggendo certi commenti è la mancanza di maturità umana da un lato e l’assenza di virilità spirituale.

    Non si è cristiani e cattolici per essere salvati ma per salvare: la Chiesa, Sposa di Cristo, non è mai stata un luogo teologico statico nel quale ci si compiace di bivaccare in famiglia, tra amici e conoscenti giocando a carte, ma è un cammino escatologico verso la Parusia dove la missione specifica del battezzato è di essere al servizio dell’umanità intera che lo circonda.

    La Chiesa del 2016, come quella del 1818 , del 1267, del 888, del 236, del 40 è di essere Sacramento nell’umanità del proprio tempo del Mistero del Kerygma che si svela pienamente nell’Apocalisse.

    Alcuni, intellettualmente deboli e probabilmente moralmente flaccidi, si offuscano che si passi da un accento sulle regole canoniche, sempre lecite e necessarie, ad una morale delle virtù : in realtà la morale delle virtù è quella che prona Gesù stesso e sta alla legge come un endoscheletro sta ad un’esoscheletro.

    In realtà, e questo i miopi ed i codardi non lo vedono, la barra è impostata molto più in alto per il cristiano quando l’accento si sposta da una focalizzazione sulla legge a quella sui veri meccanismi personali davvero oggetto di sforzo da parte della nostra volontà.

    Al cristiano in noi è chiesto di essere perfetto come il Padre è perfetto e ciò grazie all’azione continua dello Spirito Santo che ci ha ottenuto il Sacrificio del Figlio : al cristiano in noi non è chiesto di giudicare chi questo cammino di perfezione ancora non lo accetta, volontariamente o per ignoranza, ma fa parte del nostro essere perfetti che di metterci totalmente e senza remore al servizio di questi ultimi.

    Esattamente come il principio di realtà ci comanda di cercare la verità nella coerenza tra quel che pensiamo con il mondo che ci è esterno e non con i soli soliloqui teorici fumosi che ci costruiamo annegati in varie forme di idealismo, così l’essere della Chiesa di Cristo ci comanda di centrarci su chi è fuori della Chiesa a causa del peccato affinché le virtù che viviamo per davvero in noi trabocchino al di fuori di noi.

    In Pace

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  11. Nel frattanto faccio un piccolo peccato veniale e mi permetto di sorridere a questa news:

    http://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/650-era-galantino-giu-il-sipario.html

    Domanda retorica: non capisco che difficoltà stia trovando, il segretario CEI non dovrebbe da statuto redigere i verbali delle assemblee e stop?!

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  12. Tutto ciò che può ESSERE DETTO si può dire in modo CHIARO.Di ciò di cui non si PUO’ parlare si deve tacere. La famosa frase evangelica “il vostro parlare sia sì sì no no, il più viene dal Maligno ” precorre la constatazione del filosofo Ludwig Wiggtenstein nel Tractatus logicus-philosophicus
    Non a caso il nostro tempo in cui parole parole parole si sprecano, non solo sui blog ma dalle più alte cariche ecclesistiche, queste parole non solo non servono a dissipare l’errore e la confusione, ma anzi la alimentano.
    la più basilare delle opere di misericordia sarebbe il parlar chiaro. purtroppo il “più che viene dal Maligno” pare sia diventato lo stile imperante nella chiesa di oggi.

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  13. http://www.lanuovabq.it/it/articoli-omosessualita-e-pretiquelle-distinzioni-che-confondono-18332.htm

    Sempre preciso come un chirurgo, il prof. Marchesini. E davvero illuminante. In sostanza, dice Marchesini, non esiste un’omosessualità innata e non è possibile distinguere tra “tendenze omosessuali profondamente radicate” e “tendenze omosessuali transitorie”, come invece sembrerebbe autorizzare a credere la nuova “Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis” intitolata Il Dono della vocazione presbiterale che sostituisce la precedente Ratio del 1985. La Nuova ratio, tra l’altro, ricalca paro paro la “Istruzione della Congregazione per l’Educazione Cattolica circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri” del 31 agosto 2005, § 2.

    Ciascuno di questi documenti, purtroppo, contiene alcune ambiguità che autorizzano a distinguere tra “tendenze omosessuali profondamente radicate” e “tendenze omosessuali transitorie”. L’omosessualità, trattandosi di un comportamento, è sempre transitoria e modificabile.

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    • Ora che lo ha detto il dott. Roberto Marchesini (l’appellativo “prof.” si dovrebbe utilizzare in modo pubblico per qualcuno che sia almeno professore di scuola pubblica o universitario) , siamo tutti a posto.
      Questo luminare, riconosciuto dall’intera comunità scientifica mondiale come una autentica autorità sul tema dell’omosessualità, a valle dei sui decennali anzi…secolari studi sul fenomeno (pubblicati su cedine di riviste mediche internazionali ) , ha sentenziato ! Ed a questo punto il discorso è chiuso : “L’omosessualità, trattandosi di un comportamento, è sempre transitoria e modificabile.” Un po come l’essere mancini o destri! Un sinistro può scrivere con la destra ? Certo! E’ solo questione di allenamento! Se si ostina a scrivere con la sinistra con la scusa che gli viene naturale allora lo fa proprio apposta, per disturbare il vicino di banco!
      E’ finita l’epoca delle falsità e delle simulazioni, per quei quattro gatti (appena qualche decina di milioni di persone) , che si professano aventi da sempre tendenze omosessuali. Sbagliano e probabilmente sono in cattiva fede !
      All’evidente scopo di vivere una vita agiata (si sa che per le persone con tendenze omosessuali sono da sempre spianate le porte del lavoro e del successo in tutti i campi) essi falsificano costantemente i propri gusti sessuali, mentre di nascosto sicuramente si sollazzano in rapporti etero. Truffatori!
      Per fortuna che personalità scientifiche assolutamente indipendenti da ideologie omofobiche e dalla religione (come il dott. Marchesini, che collabora con molte riviste scientifiche liberali ed a-religiose, come Cristianità, Il Domenicale, Il Settimanale di Padre Pio, Studi Cattolici e Famiglia Oggi) abbiano con il loro meritevole lavoro sgombrato i dubbi su questi argomenti.
      L’OMS non ha che da tradurre in inglese l’articolo di Marchesini e pubblicare il tutto , ringraziando l’opera di questo benefattore.
      Ora dormiamo tutti più tranquilli.

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      • Il fatto che l’omosessualità, trattandosi di un comportamento, sia sempre transitoria e modificabile è una mia personale conclusione (difficilmente contestabile, credo), non del dott. Marchesini. Però Marchesini dice cose interessanti, delle quali non hai saputo contestare una virgola, mi pare.

        Entra nel merito e vediamo se mi sai dire come si fa a distinguere tendenze omosessuali profondamente radicate (posto che questa espressione significhi qualcosa) da tendenze omosessuali transitorie.

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        • Solo per i cattolici, e devo dire solo per alcuni cattolici, è fondamentale capire queste differenze, allo scopo tra l’altro di dimostrare che non sono innate. Per chi vive questa realtà il problema è oggi ed adesso, ed è come convivere con la stessa e vivere nel migliore dei modi senza dover castrare i propri desideri, anche affettivi.
          Su questo tema l’ideologia è galoppante da tutti i lati.
          Da una parte c’è chi , avendo già aprioristicamente ed ideologicamente (per motivi anche religiosi) stabilito che tale caratteristica non è innata, non fa altro che cercare conferme di questa tesi (seguendo quindi un solo filone di pensiero e solo gli studiosi/scienziati/pensatori con esso omogeneo), senza minimamente aprirsi alla possibilità contraria, che sconfesserebbe migliaia di anni di tradizioni.
          Dall’altra c’è chi, magari per reazione verso i primi ma anche per ragioni egualmente ideologiche, vorrebbe alzare all’infinito il paletto della “normalità” definendo tutto possibile e tutto ammesso.
          Tra i due , per fortuna c’è una larga parte della popolazione (anche cattolica) che applica semplicemente il buon senso e l’osservazione della realtà che è inequivocabile (il fenomeno esiste da sempre e coinvolge milioni di persone) appoggiando , per esempio , le unioni civili ma non l’adozione.
          L’espressione “tendenze omosessuali profondamente radicate” è il modo cattolico per non dire “innate”, ma sappiamo benissimo che moltissime persone , senza alcun disagio famigliare , manifestano queste tendenze in tenera età e, nonostante l’avversità spesso profonda della famiglia, le evidenziano in modo definitivo durante l’adolescenza e poi in età adulta, passando attraverso mille crisi che non risolvono il problema. Semmai va preso atto dei tanti tentativi di riconversione finiti con la ricaduta del soggetto (il più clamoroso quello del fondatore del primo istituto per la riconversione)
          Quando questa caratteristica inizi è un mistero, se quindi sia innata delle prime fasi neonatali etc etc.
          Lascerei questi studi (complicatissimi perchè ovviamente non è possibile fare sperimentazioni comportamentali sull’uomo) a chi ha fondi, volontà , scienza ed onestà intellettuale per farle in modo serio (e non a sedicenti esperti che per un motivo o per l’altro partono da una soluzione preconfezionata ) ed in attesa di risposte sull’argomento non si può che prendere atto della realtà di queste persone, che non essendo oggettivamente conveniente per costoro (e questo è ancora oggi, soprattutto per un adolescente, è un fatto inequivocabile) , è sicuramente sincera!
          Salve.

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          • P.S. Per quanto riguarda l’ammissione ai seminari concordo con Marchesini. Posta l’osservazione della realtà e che non è obbligatorio fare i preti, chi manifesta certe caratteristiche (innate, radicate , occasionali, non importa) non può entrare in un ambiente dove verrebbe continuamente stimolato in tal senso (come se facessimo fare seminario ad un prete in mezzo alle suore).
            Ari-Salve

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          • Non hai risposto all’unica domanda che ti avevo posto: come si fa a distinguere tra tendenze omosessuali profondamente radicate (posto che questa espressione significhi qualcosa!) e tendenze omosessuali transitorie?

            Se non è possibile rispondere a questa semplice domanda, allora vuol dire che non è giusto distinguere, come fa la nuova “Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis” intitolata Il Dono della vocazione presbiterale, tra tendenze omosessuali profondamente radicate e tendenze omosessuali transitorie.

            Per chi vive questa realtà il problema è oggi ed adesso, ed è come convivere con la stessa e vivere nel migliore dei modi senza dover castrare i propri desideri, anche affettivi. Ma chi te l’ha detto che “i propri desideri, anche affettivi” non devono o non possono essere castrati? Se sono desideri impuri devono essere castrati. Se sono contro natura, a maggior ragione devono essere castrati. Oppure credi che non dobbiamo fare niente per piacere al Signore?

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            • Non so come si faccia a distinguere ma so che è un dovere per la Chiesa mettere in atto tutti i tentativi possibili per distinguere caso per caso , assumendosi la responsabilità di farlo, che si può assumere in virtù della guida dello Spirito Santo.
              Questo perchè la Chiesa è chiamata a praticare la giustizia, non il giustizialismo.
              Ogni persona è unica e diversa ed ha il diritto di essere giudicata , anche su questa terra, per le sue specificità e non in modo generico. Quindi tutte le cautele della Chiesa sono orientate a praticare il massimo livello di giustizia reale possibile caso per caso (ed anche AL va in questa direzione) , senza trascurare tutte le situazioni particolari ed eccezionali.
              Neppure gli esseri umani applicano la giustizia con l’accetta, ma le leggi penali sono piene di cavilli, aggravanti ed attenuanti, allo scopo di ritagliare la sentenza sull’effettiva responsabilità del colpevole. Tanto più la Chiesa , che lavora per conto del Signore , deve tentare di valutare le cose nel modo più completo ed attento possibile.
              Sull’argomento puoi ricordare la parabola della zizzania (Matteo 13,24-30). Pur di salvare tutti quelli buoni e di impedire che vegano (per sbaglio) mischiati a quelli cattivi, il Signore permette che grano e zizzazia crescano vicini. E’ preferibile per lui che si salvi un poco meritevole piuttosto che si condanni un meritevole. Questa, ti piaccia o meno, è l’essenza della Chiesa Cristiana.

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              • “E’ preferibile per lui che si salvi un poco meritevole piuttosto che si condanni un meritevole. Questa, ti piaccia o meno, è l’essenza della Chiesa Cristiana”. E’ no, le cose non stanno affatto così.

                “… E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla (la zizzania)? 29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”. Ecco qua come finisce la storia: la zizzania sarà legata in fastelli per essere poi bruciata. Altro che salvare “un poco meritevole piuttosto che si condanni un meritevole”. Dio non fa mescoloni, quand’è il momento Dio separa i buoni dai cattivi e riserva a questi ultimi il fuoco. I primi, invece, saranno salvati.

                Per tornare alle tendenze omosessuali… certo che non sai distinguere tra tendenze profondamente radicate e tendenze transitorie, è ovvio! Nessuno sa fare una simile distinzione, perché non significa niente qualificare una tendenza come profondamente radicata. Altrettanto privo di significato, di conseguenze concrete, tentare di distinguere una tendenza “profondamente radicata” da una tendenza fugace e transitoria. Ti faccio un esempio che mostra bene quello che voglio dire. Io sono un fortissimo fumatore, brucio sessanta sigarette al giorno. Purtroppo ho sempre avuto la tendenza a fare abuso di sostanze, di qualunque genere. Potremmo definire la mia tendenza all’abuso di nicotina come profondamente radicata? Si, certo. Solo che non vuol dire niente; non vuol dire, ad esempio, che non potrei smettere in qualunque momento, se davvero lo volessi. Infatti ho smesso di fumare diciotto anni fa. E allora, se è vero, com’è vero, che ho smesso di fumare diciotto anni fa, cosa vuol dire che una tendenza è profondamente radicata? Niente. Qualunque tendenza, radicata o meno, può essere rimossa.

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              • Mi sono probabilmente espresso male : E’ evidente che nell’ultimo giorno il Signore salverà soltanto chi lo merita. Ma la Chiesa è chiamata a NON raccogliere la zizzania, attendendo il giudizio finale.
                Vuoi la traduzione in “centannese”? La Chiesa è chiamata ad allontanare persone dal seminario solo quando sia evidente ed incontrovertibile la loro tendenza, mentre nei casi dubbi è chiamata a fare molta attenzione, per non rischiare l’ingiustizia, sradicando il grano con la zizzania. Ok ?
                Quindi deve fare distinzione seria tra tendenze fugaci o radicate (è difficile ? tutto è difficile!) , assumendosi il rischio di sbagliare , che è proprio di chi ha una grande responsabilità
                A te, che non devi fare scelte , non te ne può fregare di meno e puoi ovviamente pensare in bianco e nero. Forse se toccava a te scegliere davanti a casi concreti e persone in carne ed ossa , avresti anche tu avuto qualche dubbio.
                Per quanto riguarda il fatto che qualunque tendenza , radicata o meno, sia rimovibile, tu sei pertanto la conferma vivente che questo NON è vero neanche per le piccole cose, perchè infatti le tue convinzioni sono inamovibili e, come nel gioco dell’oca, riparti sempre dall’inizio :-).
                Siamo tutti un po così eh…. non prendiamoci troppo sul serio…
                Salve.

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