A-Normale

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Tre giorni fa, l’8 ottobre, è apparso un breve articolo su Nature firmato da Sara Reardon che ci relata di  uno studio su dei gemelli che sembra rivelare cinque marcatori del DNA che potrebbero essere associati con l’orientamento sessuale. In poche parole, benché sia ormai appurato che non esista nessun  gene dell’omosessualità (Sanders 2015), ebbene ci sarebbero cinque marcatori epigenetici di cui uno legato al sistema immunitario, un altro allo sviluppo cerebrale ed i rimanenti tre a delle regioni del DNA non associati ad alcun gene: il risultato ne è che utilizzando un algoritmo matematico appropriato basato su questi cinque marcatori i ricercatori pretendono che possono prevedere l’omosessualità maschile con un 67% di certezza. Ovviamente studi su una scala più larga saranno necessari per confermare o infirmare questi risultati.

Forse è stata la lettura di questo articolo la ragione per la quale il Card. Kasper ha affermato qualche giorno fa che “si nasce omosessuali”. Chissà.

Questo articolo, per quanto mi concerne, è l’occasione di sollevare alcune domande e spunti di riflessione che vanno ben aldilà della sola problematica legata alle persone con tendenze omosessuali, anche se possiamo partire da queste in quanto emblematiche delle problematiche a noi contemporanee.

Sembra che ci sia una grande porzione della comunità “gay” che sia molto interessata dal poter dimostrare che ci sia un fondamento genetico o perlomeno congenito al fatto di avere tali tendenze: questo lo possiamo intellettualmente capire nella misura in cui, se tale ipotesi fosse finalmente dimostrata, essi troverebbero in parte una risposta alla domanda che si deve porre chiunque si senta differente dagli altri umani per una ragione o un’altra, oggettiva o soggettiva, e che è il “perché sono così?” ; per giunta tale risposta alleggerisce anche il peso morale che tale persona potrebbe risentire cancellando, giustamente, ogni responsabilità personale morale e sentimento di colpevolezza per la situazione vissuta.

Peraltro, se queste ipotesi venissero confermate, in realtà sarebbero la dimostrazione che la teoria del gender concepita come la possibilità di avere un ruolo di genere slegato da quel che è il proprio corpo sarebbe falsificata, almeno nella sua versione la più generica: avrebbero tendenze omosessuali essenzialmente quelli che hanno i marcatori epigenetici ad hoc, perché già così predisposti da tendenze iscritte nel loro DNA. Conseguenza: fine della storia di dare corsi di teoria del gender fin dall’asilo.

E qui subentra però un altro livello di problematica: perché allora non testare tutti i maschietti per vedere se hanno questi cinque marcatori e calcolare per ognuno la probabilità di esprimere tendenze omosessuali? O, meglio ancora, perché non testarli quando ancora in utero prima ancora di nascere? Già sappiamo che il test sul sesso è già praticato e troppi genitori decidono di abortire se il bambino non è del sesso desiderato, e in paesi come Cina e India ben sappiamo che, addirittura, si procede ad un genocidio di bambine, prima che siano nate e anche dopo. Questo capita anche ai bambini down e a tutti gli altri che presentano una carta genetica non conforme.

Oppure, e questo sarebbe una sorgente di ricavi fantastici per l’industria farmaceutica, perché non creare terapie geniche che permettano di ridurre o forse anche eliminare il rischio di avere un figlio con tendenze omosessuali? Con 1-2% della popolazione umana suppositivamente con tendenze omosessuali, questo creerebbe una clientela di 70-140 milioni di clienti potenziali: una manna! Da decenni esistono, ad esempio, prodotti cosmetici utilizzati da tanti neri o scuri di pelle in Europa e negli USA , oppure anche le donne asiatiche che si considerano troppo scure,  che “imbiancano” la pelle a volte con conseguenze nocive come cancri della pelle: se esistesse una terapia genica per diventare più bianco, senza dubbio essa sarebbe venduta e acquisita su larga scala.

Oppure nella testa di qualche perverso estremista del gender malthusiano avere terapie geniche per aumentare il numero di persone aventi tendenze omosessuali, lasciando poi al sistema scolare il compito di fare esprimere loro tale tendenza negli atti e crogiolarvisi? Qui il business sarebbe ancora più grandioso in quantità, al quale si aggiungerebbe la crescita del numero di chirurgi proctologi per tener conto delle varie fistole e vari cedimenti di sfinteri e plastiche riparatrici. Tanto più ne muoiono più diminuisce la popolazione terrestre, il che è fantastico per Gaia, che non è la dea del movimento gay ma quella della Terra.

Vediamo quindi che tali “scoperte” sono lungi dall’essere neutre moralmente, socialmente, economicamente.

Però proviamo a mandare avanti la riflessione: se questo studio fosse confermato avremmo comunque una categorizzazione delle persone con tendenze omosessuali basate sulle specificità del loro genoma, epigenoma, DNA, esattamente come capita per chiunque abbia anomalie del genotipo siano essere considerate patologiche oppure no dal corpo medicale. La questione da porsi è la seguente: dove si situa la linea di demarcazione tra chi si deve lasciare come è, quello che deve essere ucciso, quel che deve essere curato, quel che deve essere trasformato. Dove è che tocchiamo all’identità di quel che qualcuno è?

Se fosse tecnicamente possibile, ho io il diritto di curare geneticamente un Dawn? Non ne cambierebbe radicalmente la personalità? Quale è il diritto di ognuno alla propria personalità? Possiamo anche riferirci alle problematiche legate all’Alzheimer dove la personalità cambia e si perde largamente lungo l’excursus della patologia. Dove si trova questa fine linea di demarcazione?

Oppure no, hanno ragione quelli della teoria del gender, ma usandola alla rovescia rispetto a quello inteso finora dai lobbisti LGBT  e cioè, visto che il ruolo del gender è in fin dei conti un ruolo liberamente assunto che può essere modificato dalla società, perché non utilizzarlo, in vece, apposta per non avere un comportamento omosessuale espresso come l’epigenetica comanderebbe se attualmente sollecitata, ma per comportarsi felicemente secondo il proprio sesso?

Da una parte c’è il diritto di chiunque di essere felice, cioè realizzare la natura umana pienamente; da un’altra parte c’è la realtà dell’anomalia supposta o reale che si vive e dalla quale, in quanto anomalia percepita, si desidera emanciparsi ; la risposta da dare, che non è staticamente beata ed assoluta, non è, umanamente parlando, quella semplicemente di aiutare, se si può, ad emanciparsi da tale anomalia, e soprattutto, visto che i farmaci genici da science-fiction ancora non esistono, a semplicemente realizzare pienamente la natura umana mettendo in evidenza e valorizzando la persona in quanto tale aiutandola a capire ed a incontrare quel che è la sua natura di umano?

Allora chi è nero o giallo scuro la smetterà di imbiancarsi e troverà la propria felicità nell’essere un umano a parte intera, il dawn camminerà verso la propria piena umanità con i suoi geni, chi ha tendenze omosessuali si realizzerà pienamente secondo la propria corporeità maschile, tutti costoro cercando la perfetta armonia tra il loro corpo, la loro pische ed il loro ruolo sociale senza farsi fermare dalle loro, supposte o oggettive, anomalie. A questo dovremmo tendere in quanto cristiani: aiutare tutti, compresi noi stessi, a vivere questa armonia tra le quattro sfere citate: quella fisica, quella psicologica, quella sociale e, in più, quella spirituale. Tutti hanno diritto all’eudaimonia.

In Pace

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Categorie:Filosofia, teologia e apologetica, Sproloqui

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46 replies

  1. Articolo molto interessante, perchè permette alcuni spunti :

    1) L’eventuale possibilità di determinare durante la gestazione la tendenza omosessuale di una persona apre in effetti degli scenari nuovi circa l’eventulità che le coppie agiscano per abortire. Dal punto di vista sociale, però, è proprio l’accettazione come “normale” della tendenza omosessuale che sarebbe il primo argine a derive abortiste. L’esempio da te fatto circa la Cina, dove vengono abortite molte bambine , è proprio di origine culturale : Le donne sono considerate meno degli uomini , e viene abortita la donna. Se non ci fosse questa cultura non ci sarebbero queste scelte.

    2) Che questa cultura , circa l’omosessualità , esista , è fuor di dubbio. In un altro contesto, ed in una altra discussione (sempre tra cattolici) , dissi ad una persona che l’unico modo per provare in effetti come fosse la vita per una persona con tendenze omosessuali era che a questa persona nascesse un figlio con tali tendenze, in modo da provare sulla propria pelle le vere difficoltà. La persona in questione mi disse che gli avevo augurato il male (cioè…nascita di un figlio con tendenze omosessuali = il male).

    3) E’ vero quello che dici circa la teoria del gender alla rovescia. Ma questo vale sempre. Al di là delle teorie strutturate o presunte tali, per fortuna in occidente le persone hanno il diritto di scegliere liberamente come porsi nella loro vita di tutti i giorni verso gli altri e verso se stessi.
    La libertà ha sempre due facce, e se si accetta la faccia “favorevole”, occorre accettare anche quella sfavorevole.
    La chiesa l’ha ormai capito bene, e infatti in tutto il mondo, per esempio, sostiene la libertà religiosa : “2. Questo Concilio Vaticano dichiara che la persona umana ha il diritto alla libertà religiosa. Il contenuto di una tale libertà è che gli esseri umani devono essere immuni dalla coercizione da parte dei singoli individui, di gruppi sociali e di qualsivoglia potere umano, così che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza né sia impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità ad essa: privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata” . Questa determinazione, del 1965, è un pò diversa da quello che nei secoli precedenti aveva predicato e praticato (basti pensare alle conversioni di massa attuate nel nuovo mondo, ed alle applicazione delle pene)

    4) Come opportunamente riportato sull’articolo del sempre molto ludido Adinolfi su “La Croce”, determinare che la tendenza omosessuale è una caratteristica innata avrebbe delle conseguenze anche sulla dottrina cattolica. Come si potrebbe infatti continuare a condannare la pratica omosessuale ? Come si potrebbe negare il riconoscimento di quelle coppie che , a quel punto, non agirebbero più contro-natura, ma secondo la loro propria natura ? Giustamente Adinolfi rileva come questo punto della omosessualità dalla nascita sia un punto centrale e determinante per tutto il resto. Determinante.

    Buona Giornata.

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  2. Post interessante e pieno di spunti di riflessione.
    Due considerazioni mi vengono in mente. Prima di tutto, il verificarsi di un’origine genetica o epigenetica delle tendenze sessuali non avrebbe conseguenze nella fisiologia; l’uomo sarebbe sempre uomo e la donna donna. Non sarebbe corretto dire “gay si nasce” nemmeno in quel caso, tutt’al più si potrebbe dire “le tendenze omosessuali sono innate” come si dice “le tendenze artistiche sono innate”.La seconda considerazione è che la differenza sostanziale si avrebbe comunque nella valutazione che si fa di questa particolare caratteristica; è da considerare accettabile, naturale (facente parte della “natura umana”) oppure è da considerare un’anomalia, una menomazione, un difetto?
    Per quanto riguarda ciò che la Chiesa ha da dire al riguardo credo che non si possa prevedere un cambio di dottrina se tale eventualità si verificasse. La Chiesa si interessa di persone (non ci sono più ebrei, gentili, circoncisi… tanto meno “omosessuali”) e di ciò che la persona deve fare per essere pienamente persona, in concreto aderire al progetto di Dio. Il progetto di Dio prevede la partecipazione delle persone stesse a questo progetto, tra le altre cose la moltiplicazione delle persone attraverso l’unione tra maschio e femmina. Ma Dio stesso ha previsto che tali unioni non siano sempre fisicamente feconde, ha previsto che alcune persone partecipino attraverso la loro rinuncia a qualsiasi unione. E certamente le persone affette da malattia, menomazione, malformazione hanno esse stesse un ruolo nel Suo progetto, Gesù stesso ne fa menzione nell’episodio del cieco nato, non a causa del peccato ma per rendere gloria a Dio. E ciò è anche indicato nel Catechismo della Chiesa Cattolica quando parla di persone con tendenze omosessuali “Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita” (CCC 2358).

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    • Lidia….sull’argomento ti invito davvero a leggere l’articolo di Adinolfi su La Croce : http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2015/10/05/chiesa/la-premessa-di-kasper-porta-a-charamsa

      Più in generale, qualora emergesse per ipotesi che l’omosessualità è per certo una caratteristica innata, come si potrebbe dire che gli omosessuali non agiscono secondo la loro natura?
      Richiedere a loro la rinuncia alla sessualità sarebbe una discriminazione senza più logica, e tutta la dottrina sugli atti “contro-natura” e “secondo-natura” ne verrebbe decisamente screditata.
      Sarebbe come chiedere a una coppia eterosessuale che non può procreare, per ragioni mediche o di età, di astenersi dai rapporti sessuali perchè non più potenzialmente fecondi.

      Comunque leggi l’articolo che è molto più efficace di me….

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      • Quando mai si arrivasse a individuare un gene responsabile di essenziali tendenze omicide, non per ciò l’omicidio cesserebbe di essere un’aberrazione morale.

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        • L’omicidio, come ogni altro delitto , coinvolge una terza persona che lo subisce in modo non consenziente.
          Il rapporto sessuale tra due persone dello stesso sesso, adulte e consenzienti, non coinvolge terzi.

          Più in generale permettimi di dire che il tuo esempio è davvero forzato…come puoi mettere sullo stesso piano un precetto morale ed un delitto così grave?
          Fino a quando ci sarà questa mentalità non sarà possibile fare passi avanti nel muro contro muro, e le cosidette lobby gay avranno vita facile a portare dalla loro parte gli indecisi.

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          • Prescindendo dalla puntualizzazione che l’omicidio non coinvolge terzi, perché in genere implica due sole parti (vittima e carnefice), il rapporto sessuale (ma non era sentimentale? amoroso? familiare?) tra due persone non coinvolge terzi finché, come ho spiegato altrove, resta confinato alla sfera privata e personale. Quando lo si vuole elevare a istituto sociale, i terzi li coinvolge eccome. Ed è precisamente questa l’ipotesi che contrasto.

            Gli espedienti retorici per convincere gli indecisi non mi interessano e li lascio volentieri ai centri di manipolazione del libero pensiero e della facoltà di decidere, almeno finché gli scienziati americani non dimostreranno che tale facoltà non esiste 😉

            È evidente che l’esempio da me addotto, quello della persona con tendenze omicide determinate dalla sua configurazione genetica, costituisce il limite estremo cui conduce un certo processo argomentativo. Ma quando si argomenta è bene non trascurare tutte le implicazioni dei processi cui ci si affida. Altrove osservavo come dall’istituzionalizzazione delle relazioni omosessuali si possa discorrere a quella delle relazioni pedofiliache (e già si scorgono i primi passi in tal senso), a quella delle relazioni poligamiche, a quella delle relazioni zoofiliache, necrofiliache, ecc.

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            • Riassumendo:

              – Per Mistrel se anche si nasce con certe tendenze, basta una sana educazione familiare e culurale, e zac ! in un attimo diventi Rocco Siffredi! (si può scrivere qui…? non è che parte l’antivirus se lo nomino..?)

              – Per Navigare, invece, a nascere così…una certa minima colpa forse ce l’hai pure. O forse come il cieco nato, sei nato così solo per essere guarito a gloria di Dio! Se poi Dio a te non arriva, perchè sei nato in India, ..vabbe….te la sei cercata! (la parabola del cieco nato ha una spiegazione catechetica molto più profonda della guarigione del cieco in se. Il cieco nato rappresenta l’uomo che non avendo mai conosciuto Dio, non lo cerca perchè si accontenta delle sue piccole cose. Questo uomo viene guarito contro la sua stessa volontà iniziale su iniziativa di Gesù, e solo allora lo riconosce come Dio . Al contrario l’altro cieco del vangelo, divenuto cieco dopo un incidente e che invece sapeva cosa significasse vedere, non appena sente che Gesù è vicino fa di tutto per farsi notare. Colui che ha perso la fede , ricordando di quanto fosse preziosa, prega incessantemente per riaverla)

              Se io sono da furgone della VW (non diesel Euro5, spero) voi siete rimasti alla biga.

              Comunque Simon, con cui spesso polemizzo, aveva dato uno spunto profondo. Evidentemente non c’è in nessun modo la capacità di immaginare qualcosa di diverso da quello che si crede inamovibile e già deciso.

              Vi lascio con due frasi di atei sulle certezze, per consentirvi di per un attimo di guardare il mondo come lo guardavano gli ospiti della VW. Da una altra angolazione. Che ogni tanto…non fa mai male :

              “È strano l’impulso che spinge l’umanità a mettere in forse anche le poche certezze relative che si è conquistata nel corso del tempo, e non in base alla scoperta di nuovi fatti, ma semplicemente partendo dal dubbio sulla relativa certezza di quelli già scoperti. E questi dubbi trovano la loro massima estrinsecazione proprio nei cosiddetti credenti. Appunto in costoro si manifesta costantemente la tendenza a disprezzare le testimonianze dei nostri sensi, le deduzioni della nostra ragione, e a sostituire un sapere per quanto problematico con la fede, che talvolta, con notevole presunzione, essi amano definire la vera fede… come se questa fosse meno problematica.
              Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927”

              “Gli uomini hanno bisogno di punti d’appoggio, vogliono la certezza a ogni costo, anche a spese della verità. Poiché essa è corroborante, e loro non possono farne a meno anche quando sanno che è menzognera, non ci sarà scrupolo capace di trattenerli dallo sforzo di procurarsela.
              Emil Cioran, La caduta nel tempo, 1964”

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            • Dico ben altro mentelibera, basta rileggermi. Forse ho una epistemologia un poco pessimista nei confronti della scienza, ma sicuro che la tua implicita non sia un pò troppo entusiasta? 😉

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            • A parte che deve essere vietano di citare Cioran, perché una frase del genere detta da Cioran, è una frase priva di senso. Nessuno è proprietario del proprio corpo, né della propria anima aggiungo io.
              Basta una facile costatazione: si può legalizzare l’omicidio che non leda terzi? NO. Ergo neanche l’unione omosessuale che non riguardi terzi non ha senso.
              Se uno è frogio sempre maschio rimane ergo sempre PRONO alla donna è, come la donna è sempre prona al maschio pure se lesbica.

              Sei un liberale da strapazzo. Le tue personali interpretazioni sulle parabole fanno un po’ ridere…sinceramente…qui nessuno vuole sentire le mie…se vuoi te le scrivo eh

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      • Il problema non si pone per quanto mi riguarda. La mia epistemologia infatti non permette in modo assoluto che la scienza biologica e medica riuscirà un giorno a dichiarare che l’omosessualità sia una caratteristica completamente, totalmente, assolutamente innata e per di più legata soltanto alle caratteristiche quantitative che la scienza per proprio metodo riesce a misurare.

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      • Dell’articolo di Adinolfi ritengo soprattutto la frase seguente che ci mostra quanto la nostra società odia il corpo, quello vero, fatto di carne, quello che soffre e che gioisce, quello che da vita e che non è un’astrazione ideologica genderista.
        “Giudicare se è accettabile accompagnare la società verso lo strapiombo della desessualizzazione della genitorialità, della transitorietà liquida tra maschile e femminile resi indistinti, della trasformazione dei bambini in oggetti di compravendita, del supermercato dei gameti, dello sfruttamento delle donne come meri uteri da affittare, della commercializzazione della maternità, alla fine della trasformazione delle persone in cose”
        In Pace

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  3. caro simon, sono medico e ti posso assicurare che non si potrà mai dimostrare che le”tendenze omossessuali” dono determinate dal DNA. prima di tutto perchè nei cromosomi, formati dalla doppia elica del DNA, nei geni, non vi è altro che un codice , fra l’altro molto semplice, per poter produrre certe proteine e non altre , certi enzimi e non altri. Le cellule in base al loro DNA hanno le “istruzioni” per poter funzinare. Se manca qualcosa nel DNA o è malfunzinante si hanno kle malattie genetiche.
    Le “azioni umane” o anche solo gli istinti sono qualcosa di enormemente complicato e più sofisticato di produrre un enzima o una molecola, I comportamenti umani hanno una infinità di variabili che si combinano fra di loro le cui cause non possono essere ricondotte ad una causa unica e semplice.
    Perciò si è potuti arrivare a stabilire le cause genetiche di malattie “semplici” non quelle di malattie complesse.
    Consentitemi poi di ricordarvi che l’idea che dietro certi comportamenti ci fosse una “genetica” non è nuova. Già il positivismo della fine dell”800 con Lombroso cercava la genetica degli alienati nei manicomi per poter dimostrare che certi criminali psicopatici erano degli “assassini nati” e che ciò si vedeva già PRIMA che commettessero i crimini dalle fattezze del loro volto o dalle bozze della loro fronte.
    Anche in quel caso le ricerche non poterono portare a nulla perchè , se è (relativamente) facile dimostrare che se ti manca un enzima hai una malattia genetica per esempio del metabolismo degli aminoacidi, molto più difficile dimostrare che vi siano degli ” assassini ” ancor prima che uccidano.
    Ma se vogliamo andare indietro nel tempo possiamo anche arrivare al ‘700 , agli illuministi, un famoso esponente dei quali, il MArchese de Sade, ritenuto il fondatore del “sadismo” , così si difendeva a chi lo considerava un malvagion criminale ” Voi che credete in un Dio onnipotetente riflettete: Dio mi ha fatto così, io sono così fin dalla nascita ,fin dalla più tenera fanciullezza io provo piacere solo nel dolore degli altri. Se Dio mi ha fatto così che colpa ne ho io? Come può un Dio giusto creare delle persone come me e poi condannarle?”

    Certo se crediamo al “determinismo” della genetica dove va a finire il libero arbitrio?
    per questo sarà impossibile dimostrare scientificamente che gay si nasce o trovare cause “genetiche” di comportamenti psicologici complessi. Già gli studi sui gemelli omozigoti ( cioè con DNA identico) hanno dimostrato che per quanto riguarda la psicologia e la psichiatria la “predisposizione genetica “non può funzionare.
    Gemelli omozigoti diventati adulti si comportano in maniera totalmente diversa, hanno gusti diversi, istinti diversi, persino un inconscio diverso. perchè? Mistero non ancora chiarito.
    Ci sono più cose fra cielo e terra, caro Orazio, di quanto tu non possa ridurre alla tua filosofia. scolastica…diceva il principe Amleto.

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    • Anche qualora si riuscisse a dimostrare la dipendenza genetica di ogni tendenza umana, ciò non varrebbe a porre tutte le tendenze umane sullo stesso piano. Il piano della morale, d’altronde, non è in alcun modo riconducibile a quello del sapere scientifico. La morale non può essere determinata dalla scienza (e, corretto aggiungerlo, viceversa). D’altronde sul peso da attribuire alla formula proemiale “gli scienziati inglesi/americani hanno dimostrato che…” si tengano presenti le considerazioni del simpatico amico Rosanov.

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      • La differenza tra scienza e morale è che la prima resta immutata nei secoli (quando è giusta ovviamente) mentre la seconda, a parte pochissimi fondamenti di base, è cambiata mille volte nei secoli.
        Ma tu hai almeno il coraggio di difendere e sostenere il fatto che il tuo giudizio sull’omosessualità è totalmente morale, e non ha nulla di scientifico.
        In pratica per te se gli omosessuali non hanno colpa per il loro stato, non cambia nulla. Hanno avuto grande sfiga e se la tengono.

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        • Perché sfiga? E si rientra dritti nel post di Simon… 😉
          Comunque, come dicevo prima, son d’accordo con Navigare, con l’appunto che per quanto mi riguarda do per scontato, per assioma personale, che non è solo innatismo, ma è anche cultura e famiglia che ti formano e ti plasmano le tue tendenze.

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        • La tua visione epistemologica è un po’ demodé, buon MenteLibera65, e la tua visione morale un po’ prêt-à-porter. Ma il vintage sbarazzino, come quei maggiolini e furgoncini VW riverniciati a fiori, ha una sua vena di simpatia, e se ti fa felice, sia bene così.

          Tornando al tema, in una prospettiva non cattolica (eventualmente anche laica) non è in linea di principio da escludere che una configurazione genetica minoritaria e/o invalidante non sia frutto di colpa. Ricordi la domanda rivolta a Gesù dai suoi discepoli: “Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?”. Ecco uno spunto in merito alle speculazioni (in questo caso del pensiero tradizionale ebraico, cui una parte cospicua del protestantesimo fa tutt’ora riscontro) sulla colpa. E ricordi la risposta di Gesù? Ecco uno spunto in merito alle speculazioni sulla “grande sfiga”.

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          • Ho risposto ai vostri post in un punto sbagliato…precedentemente …me ne scuso…se cercate VW trovate la mia risposta…

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  4. Magnifica discussione: peccato che, per ragioni professionali, non ho potuto parteciparvi prima.
    Personalmente mi sento molto vicino alla riflessione di Lidia B, sempre lucidissima e profonda nei suoi commenti.

    La questione è che questi cinque marcatori, come anche i geni della “negritudine” degli africani o degli asiatici, oppure anche le anomalie dei dawn, in niente intaccano la natura umana di chi li possiede: tutti costoro restano umani a parte intera e, per quanto riguarda il loro sesso, ebbene esso è sia maschile sia femminile. La natura umana è maschio e femmina.

    Cosa caratterizza la natura umana in quanto tale? Il fatto che, oltre ad essere sessuata come maschile e femminile a livello del corpo, è anche dotata di intelligenza e volontà.

    La questione che ci dobbiamo porre è sapere se una qualunque aberrazione ( oggettiva o percepita) intacca la natura umana in quanto tale: ad esempio l’avere Alzheimer di certo impedisce la natura umana di attuarsi pienamente ed è quindi un male. Il fatto di essere scuro di pelle di certo non ha nessuna influenza sul fatto di attuarsi in quanto essere umano e, quindi, non è un male. Un Dawn è un umano al quale la genetica impedisce di esprimersi completamente sul piano dell’intelligenza e della volontà: può quindi essere considerata un male per la persona affetta.

    Quid per chi avrebbe questi cinque marcatori (supponendo che questa ipotesi sia davvero confermata) di tendenza omosessuale? Sono questi marcatori tali da impedire lo sviluppo normale dell’intelligenza e dell’esercizio della volontà (uno è direttamente collegato allo sviluppo cerebrale)?

    Se la risposta è positiva allora si potrebbe dire che chi ha queste particolarità epigenetiche può essere considerato come una persona malata che non riesce a capire bene o a volere liberamente e sarebbe un male. Da un punto di vista morale, ovviamente, chi praticherebbe atti omosessuali, avendo tale genetica, non avrebbe nessuna colpa, visto che non davvero libero e consenziente.

    Se invece la risposta è negativa e che queste persone possono pienamente esercitare la loro umanità e prendere decisioni libere, allora il commettere atti contro-natura, che sono intrinsecamente disordinati, è moralmente grave e da un punto di vista della dottrina un peccato grave oggettivo la cui ripetizione induce a situazioni viziose.

    In Pace

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  5. Uno spunto un po fuori tema. Se veramente fosse una distribuzione anomala di geni Perché non chiamarla malattia? I discendenti della regina Vittoria non vengono chiamatimpersone con tendenze alla non coagulazione, ma emofilici.

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    • Su questa tua domanda si può discutere a lungo: visto che hai già letto la mia risposta precedente, avrai notato che “filosoficamente” preferisco dire che non c’è malattia finché l’umanità stessa non è intaccata sia fisicamente, sia psichicamente, sia socialmente e soprattutto a livello del pieno uso della ragione e della volontà.
      In Pace

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    • Perché l’attuale regime di pensiero lo impedirebbe, blasplas59.

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      • Detto ciò, personalmente, preferisco dire che non è una malattia e lasciare così la piena responsabilità morale di commettere un peccato oggettivo a chi compie atti omosessuali.
        Poi usiamo della loro teoria del gender, ma alla rovescia come suggerito qui su, per aiutarli ad essere davvero umani felici.
        In Pace

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  6. Quella del cieco nato non è una parabola. Ha indubbiamente anche un valore simbolico, quintessenzialmente simbolico, ma è il valore simbolico della realtà stessa, ed è parabola soltanto in questo senso. Ma il suo significato, anzi la sua costellazione di significati, è ancora più profondo di quello che da te giustamente evocato, mente65. Ha a che vedere con la cecità allo Spirito e con il risveglio alla Luce. Potremmo intrattenerci per ore, giorni, settimane, forse persino per la durata di un’esistenza intera, su quel mirabile brano, che Giovanni colloca nel quadro di una delle massime manifestazioni di incredulità dei Giudei e di una delle più solenni ed esplicite autoattestazioni della divinità di Cristo (“prima che Abramo fosse, Io sono”). Non hai letto con attenzione però quello che ho scritto, e sei passato subito alla più comoda delle conclusioni. Niente di grave, ne hai facoltà.

    Dio, comunque, arriva in ogni minima plica dell’universo, e proprio in India è arrivato molto, molto, molto per tempo. Forse il tuo esempio sarebbe stato più calzante se in luogo dell’India, culla degli inni vedici e della speculazine upanishadica, avessi nominato il Nordeuropa, culla del canto di Elton John e dell’aforetica di Schnitzler e Cioran 🙂

    Non fare però di tutte le erbe un fascio littorio: se al povero Navigare necesse est la biga, e anche la quadriga, calzano a pennello, non è così per altri e ottimi commentatori 😉

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    • La biga almeno era ecologica. Così certamente non si puà dire del furgoncino VW… 🙂
      Per il resto…bho…a volte qui leggo cose scritte con comprensione umana…a volte leggo dei giudizi cosi severi e così ingiusti…che non capisco come si facciano a scrivere.
      Mi chiedo se abbiate mai conosciuto una persona con tendenze omosessuali e se, oggettivamente, pensate che facciano finta e in realtà nascondano un macho dentro di loro, per esperienza diretta.
      Quelli che conosco io sono talmente esplcitamente diversi da me (parlo dei maschi) , in mille particolari, che è impossibile pensare che possano trasformarsi e diventare diversi da quello che sono.
      Penso che se qualcuno di loro leggesse i toni che usate…sarebbe veramente ferito….

      “ll sapere per esperienza è maggior certezza che il saper per ragione, né mai ragione alcuna può giungere a tanto di uguagliar l’esperienza”
      Paolo Sarpi, Istoria del Concilio Tridentino, 1619

      Arrivederci.

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      • Ora…Tralasciamo il fatto che chi non sà non fa esperienza…tutto il tuo discorso verte su un semplice sticazzi.
        Io coi frogi ci parlo, è con te che non ha senso interoloquire. Vuoi scopà…scopa! Da quando in qua hai visto gente che , da eterosessuale, aspetta il matrimonio? Cioè il problema non verte proprio sui froci che non si incula nessuno ( ahahah ) rispetto a questo frangente.
        Ai presente quelli co attacchi di panico? Quelli coi disturbi bipolari? Quelli malati mentali? Si curano. Se il frogio è fiero da esse frogio, e ogni tanto je l’ammolla, ma pensi che annamo a spurcià?
        Stai furminato!

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        • no alpitur? aiaiaiaiai

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          • Per amor del blog, non ti rispondo come t’avrei risposto incontrandoti per strada. Sono di Roma anche io , e le parolacce non mi mancano. E per dirla con Alberto Sordi , ora che sei maggiorenne è ora che qualcuno ti dica di chi sei figlio.
            Sto furmiato volentieri.

            P.S. anche a Roma “ai” è con l’H.

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        • Daouda, ti rimetto “illico presto” in moderazione: non è davvero possibile usare di tale linguaggio insultante sul nostro blog.

          Tanto per cominciare su questo blog ci atteniamo a un linguaggio che non categorizza le persone in altro modo che dichiarandole umane: già non accettiamo che si dica di qualcuno sia un “omosessuale” , caratterizzandone l”umanità con un accidente, figuriamoci se usare di termini come “fr*c*”, come fai tu qui e più su, ci aggrada.

          L’usare poi un linguaggio volgare disotto la cintura disonora te stesso molto di più che le persone che vorresti offendere: è quel che esce dal cuore del’uomo che è sporco ed impuro ci insegna N.S.G.C.

          Prendo lo spunto per dire che effettivamente anche io, per coerenza, avrei dovuto essere attento a non parlare di “Dawns” ma di esseri umani affetti dalla sindrome di Dawn, ché sono esseri umani al pari nostro e me ne scuso con i nostri lettori.

          L’obbligo di usare di un linguaggio rispettoso aiuta al rispetto nel pensiero, come si deve.
          In Pace

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        • E nel frattempo chiedo venia io per aver passato questi commenti di Daouda stamane senza darmi la pena di leggerli.
          Una mia leggerezza di mod che, almeno con il signore in questione, non capiterà più. Ho tempo fra 2 giorni di leggere i suoi commenti? Verrà sdoganato fra 2 giorni. Nel caso faranno altri.

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      • Di persone con tendenze omosessuali ne conosco diverse (quasi tutte di sesso maschile). In più di un caso si tratta di persone con animo nobile, pronta intelligenza e acuta sensibilità, questa forse acuita dallo stato di dissidio interiore e di disagio sociale in cui si trovano. Vi sono differenze percepibili fra loro e i maschi “normorientati”? Sì, ve ne sono. Ma ve ne sono, e a volte persino di più profonde, all’interno di questi ultimi e di quei primi. Non ne ricaverei però altrettante ipostasi. Perché se proprio non resistiamo all’ansia di ipostatizzare, dovremo allora ammettere che nient’affatto raro è pure il tipo della persona con tendenze omosessuali che nasconde in sé e all’occorrenza esprime ostentatamente, financo violentemente, altrettanto vigorose tendenze machiste (il machismo essendo, anch’esso, una patologia della psiche, spesso abbinata a una ferina ottusità mentale e foriera di tragiche conseguenze).

        Riguardo ai ferimenti, non mi sembra di avere qui scritto o letto, a parte le ultimissime irruzioni di daouda (ma ho l’impressione che si tratti di innocua fescennina iocatio, peraltro prontamente stigmatizzata), interventi irriguardosi o volgari. Se c’è qualcuno che può dire di essere ferito dal malanimo altrui, questi sono oggi i cristiani, e i cattolici in particolare, principale bersaglio degli attivisti PUPO lgbt (dalle incursioni delle femen ai lazzi dei gay prides, dalle bestemmie teatrali alle opere d'”arte” blasfeme…).

        Il discorso impostato da Simon, quello relativo all’identità personale e all’eventuale diritto di modificarla (manipolarla, medicarla, normalizzarla, convertirla), tocca un tema importante, vitale direi, che ancora una volta ci porta lontano. È un problema etico, e prima ancora antropologico e psicologico (nell’accezione filosofica dei due termini), di grande rilievo.

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        • Vorrei per un attimo intervenire sul cosiddetto PUPO, che sento spesso menzionare.
          E’ straordinario che esponenti di un modo di pensare che è stato per 1700/1800 anni imposto come vero pensiero unico, ed ha condizionato , nel bene e nel male, tutta l’Europa sia per la parte politica che per quella sociale, oltre che per quella religiosa, oggi, di fronte ad un ipotetico pensiero unico diverso dal loro, si lamentino. Da quale pulpito verrebbe da dire.
          Dove eravamo quando solo pronunciar dissenso pubblico rispetto alla posizione e movimento di un corpo celeste era foriero di punizione ? O quando donne inermi venivano trascinate davanti a improbabili tribunali per essere poi destinate alla morte come streghe ? O quando molto semplicemente scegliere un marito diverso da quello che la famiglia imponeva, era causa di violenze psicologiche, supportate poi dal parroco di turno che ci metteva il carico finale? Quale mega PUPO ha attraversato l’europa per secoli, imposto non con la comunicazione, come oggi, bensi con gli schiaffi, le stecche e le spade, oltre che con l’unico strumento che andava utilizzato, e cioè la Croce? E quanti Pupari ?
          Se oggi la chiesa, o le chiese, possono liberamente manifestare le loro opinioni , lo devono anche a tutti quelli che quando la chiesa, o le chiese, governavano il mondo accanto ai Re loro protettori, hanno lottato e sono stati perseguitati per questo.
          Per fortuna anche nel seno della Chiesa sono nati autentici martiri e santi e inviati del Signore, che hanno lottato per e libertà di tutti, ed hanno riscattato, dal basso, tutto il resto.
          Oggi ci sarà anche un PUPO, ma esponenti cattolici sono in televisione dalla mattina alla sera, con spazi enormi , per spiegare , motivare, convincere. Se il messaggio non è convincente, con chi ce la vogliamo prendere?
          Mi fa sorridere sentir parlare di Lobby avversarie (LGBT o alre) , quando in seno alla chiesa vi sono associazioni enormi e potentissime (vedi Comunione e Liberazione, Opus Dei , o altre) che per decenni hanno in mille modi condizionano la vita politica del paese, piazzando loro esponenti in punti decisionali chiave, e fomando movimenti di pensiero ed alleanze trasversali che al momento giusto intervenivano con efficacia.
          Purtroppo ci si accorge che l’arbitro è corrotto, solo quando ti fischia i rigori contro.
          Quando te li fischia a favore, pure se non ci sono, sono sempre considerati una piccola svista veniale.

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          • Sfondi un portale aperto, almeno dal mio punto di vista. Avrei puntato il dito contro il PUPO di ieri come contro quello di oggi (probabilmente lasciandoci le penne): in primis perché ogni forma di coartazione del pensiero – quale che sia il mezzo con cui è ottenuta – mi vede in disaccordo; in secundis perché non avrei condiviso una parte, anche importante, dei contenuti di quel pensiero unico (a partire dall’aristotelo-thomae-latria).
            Devi però 1. fare la tara alle leggende nere (che, come tutte le leggende, hanno in sé un cospicuo fondo di verità) e 2. collocare gli eventi storici nel loro tempo e nella mentalità che quel tempo informava (anche se, questo va detto, la Chiesa e il Cristianesimo erano e sono chiamati a elevarsi sopra la “media comportamentale” di questa o quell’epoca).

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            • Concordo perfettamente 🙂 anzi…scusate se sono un po prolisso…per dire quello che voi dire in due frasi ce ne metto otto… 🙂

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            • ..

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            • Non ti preoccupare per la prolissità, mente65. Ci si incorre sempre un po’ tutti. L’importante è la serietà del confronto, e la pulizia dell’intento con cui lo si conduce. Come dice l’angelo nel finale del Faust, Wer immer strebend sich bemüht / Den können wir erlösen.

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          • Solo un breve inciso per ora

            Oggi ci sarà anche un PUPO, ma esponenti cattolici sono in televisione dalla mattina alla sera, con spazi enormi , per spiegare , motivare, convincere. Se il messaggio non è convincente, con chi ce la vogliamo prendere?

            Subito detto: con chi taglia in montaggio le trasmissioni lasciando in sospeso le argomentazioni. Cfr. Adinolfi su Italia1 del nuovo programma della squadra delle Iene di massimo 2-3 giorni fa. Capita spesso ora, soprattutto quando hanno visto che il pubblico non resta inerme ma interviene battendo le mani a fine intervento, che si giochi in differita e non in diretta, lasciando quest’ultima ad un coro di voci pari che cantano all’unisono. E l’unisono non è partitura corale, è una serie di ottave parallele fastidiose.

            Quanto al resto starei attento anche io a rileggere la storia con gli occhiali del presente storico, ma la faccenda ci porterebbe lontano, mi fermo qui per ora.

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            • Ovvio che tutto vada incardinato in un suo contesto storico, questo è naturale.
              Con ciò ricordo però che Gesù e gli Apostoli, che pure hanno vissuto 2000 anni fa in un contesto acora più violento, non hanno mai fatto male ad una mosca, e così pure i primi cristiani, anzi…si sono lasciati uccidere.
              Forse perchè non avevano nulla da difendere che non fosse la loro vita , che avevano messo nel conto di perdere per Cristo.
              Quando invece è arrivato qualcosa da difendere…purtroppo…qualcosa è cambiato.
              Buona Giornata!

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            • Semo tornati agli hippies? Gesù al tempio te lo sei scordato? Pietro che gira con la spada ed il taglio dell’orecchio? Quando impediscono ad altri di scacciare demoni in nome di Gesù pensi che gli avessero detto “scusi gentilmente potrebbe cessare di farlo, non ha l’autorizzazione e la marca da bollo” ?
              Perché devi mentire sapendo di mentire?

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            • daouda, fai impressione per quanto sei poco in tema ed inappropriato.
              Questo della violenza di Gesù e degli Apostoli è una novità tutta tua. A leggere te sembra che fossero una banda di strada dedita al vandalismo ed al bullismo.
              Non è obbligatorio leggere e scrivere qui. Perchè non ti leggi il Corriere dello sport e commenti un pò di articoli sulle formazioni di domenica prossima?
              So che sono scortese a risponderti così, ma sei proprio fastidioso!

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            • Cosa ne dite di finirla qui, quanto meno nei toni?
              Grazie. 🙂

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  7. Caustico scorcio di don Ariel Levi sul dilagare di omosessualità e licenziosità nel panorama cattolico odierno:

    http://isoladipatmos.com/sono-gay-il-coming-out-di-monsignor-krzysztof-charamsa-tra-lurlo-dei-farisei-e-laccidia-clericale-suicida/

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    • Toni impetuosi ma virili: cioè capace di guardare le cose in faccia e denunziarle ma al contempo di capirne l’umanità e di accompagnarle.

      Aldilà di questo don Ariel è un buon sposo della Sposa: amarLa non vuol dire non vederne i difetti, e neanche amarLa “malgrado” i Suoi difetti e debolezze, ma proprio a causa ed attraverso gli stessi.

      Bisognerebbe forse complementare la famosa frase, citata sempre in modo troncato, di Papa Francesco: “Se uno ha tendenze omosessuali ma cerca Dio, chi sono io per giudicarlo?” con “Se uno ha tendenze omosessuali , chi sono io per non voler il suo bene e non aiutarlo a incontrare Dio?”

      Virile anche da parte di don Ariel il continuare ad amare il “maestro” anche quando questi è caduto agli occhi di tutti, agendo così come degno figlio di Noè e non come il perfido Cham.

      Bravo don Ariel.
      In Pace

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  8. Un po’ chutzpah (don Ariel scrive sempre con la tipica ironia ebraica, dissacrante e corrosiva), un po’ di “fanatismo” del convertito (alla san Paolo, per intenderci), un po’ di orgoglio delle divisa (il laicato rimesso al suo modesto posto di collaterale sociofinanziario), un po’ di azzardi storici (certo la sodomia era tutt’altro che rara tra i popoli del nord, che oggi ne sono i portabandiera: altro che fallo virile e spada sguainata!). Ma anche tanto buonsenso, tanta chiarezza e tanto pio zelo. Nel complesso un ottimo intervento, da consigliare a chiunque voglia avere un quadro realistico dello stato attuale in cui versano molti seminari e una parte forse non minoritaria del clero cattolico.

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