Supplica a Papa Francesco per la FSSPX

La magnifica decisione presa da Papa Francesco di rendere valide le assoluzioni impartire dai chierici della FSSPX sebbene siano intrinsecamente invalide è l’espressione di un colpo di genio veramente e profondamente cristiano e svela l’ispirazione stessa dello Spirito Santo.

Non solo con questa decisione la Santa Misericordia è offerta a tutti i fedeli e ai chierici membri di quell’organizzazione che da ben 40 anni non hanno mai ricevuto il perdono sacramentale con tutte le conseguenze che possiamo ben notare nella loro relazione colla Chiesa cattolica, ma questa scelta assolutamente unilaterale Papa Francesco fa la sola cosa che è suscettibile di far avanzare il dialogo in vista della conversione della FSSPX:  permettere allo Spirito Santo di lavorare le anime per via di una vita sacramentale non più rachitica ma ormai realmente e oggettivamente vivificante.

Non crediate che questo sia un discorso retorico da parte mia: moltissime volte ho già visto la differenza di comprensione aldilà della conoscenza stessa, che un catecumeno ha una volta battezzato eppoi ancora una volta quando cresimato; oppure il numero di volte che ho visto uno spirito chiuso al discorso della Chiesa, aprirsi grazie ad una confessione dopo tanti anni. La comprensione di cosa sia la Chiesa, il Magistero e la Tradizione si svilupperà presso chi dirige la FSSPX ogni volta che si confesseranno validamente dall’ 8 dicembre di quest’anno fino alla fine del Giubileo

Arrivato a questo punto, vorrei utilizzare questo spazio telematico per indirizzare una Supplica al nostro Santo Padre Francesco.

Non solo sono 40 anni che nessun membro della FSSPX ha ricevuto un’assoluzione valida, ma purtroppo sono anche 40 anni che non c’è stata nessuna coppia che si è “sposata” all’interno della FSSPX che goda di un sacramento del Santo Matrimonio che sia valido: questa è una ferita diretta alla famiglia, la cui causa è sulle spalle dei chierici della detta Fraternità. È forse l’unica situazione nel mondo dove dei cattolici hanno l’impressione di essere sposati in Chiesa e, per giunta, possono anche divorziare facendo riconoscere la nullità del loro matrimonio dalla Chiesa cattolica in seguito a qualunque momento: davvero moltissimi tra i fedeli di questa realtà, quando divorziano, per poter risposarsi religiosamente chiedono poi direttamente la nullità alla loro diocesi la quale la concede automaticamente, in quanto un matrimonio più nullo che quello celebrato da un sacerdote della FSSPX non esiste.

Da dove la mia Supplica al Santo Padre di sanare alla radice tutti i matrimoni celebrati dalla FSSPX e annunciare questa Sanatio prima, durante o dopo il Sinodo sulla Famiglia e perché no lo stesso 8 dicembre:questo darebbe a tantissime coppie di poter vivere del Dono di Cristo alla Chiesa, Dono sempre fedele, nella loro propria vita sponsale effettivamente. Questo sarebbe un atto di Carità ancora più grande di tutti gli atti di carità: carità che i superiori della FSSPX non vogliono concedere perché ancora non vogliono convertirsi alla Sola Chiesa di Cristo che è la Chiesa cattolica, riunita attorno al Papa ed ai Vescovi a lui uniti.

Sono ormai alla seconda generazione di matrimoni invalidi e questo non può continuare: che quest’anno del Giubileo sia anche l’anno del vero Santo Matrimonio per queste decine di migliaia di coppie!

Anche questo aiuterà a ricomporre la ferita al tessuto ecclesiale commessa da Lefebvre.

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica

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17 replies

  1. @Simon. Don Ariel ritiene sia stato un grave errore innamissibile per un pontefice. Io ho risposto come so. E’ meglio chiarire e rispondere, credo.

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    • Faccio un post in risposta al caro Don Ariel.
      Detto ciò nella tua risposta a lui, hai affermato una cosa errata e cioè che i sacramenti impartiti dai sacerdoti della FSSPX sono validi ma illeciti: in realtà questo è vero per tutti i sacramenti salvo per il matrimonio e la confessione, per l’appunto, dove non sono neanche validi. Questo l’ho spiegato più volte ed in particolare negli ultimi due posts compreso questo.
      Grazie per la tua fedeltà.
      In Pace

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  2. Sulla supplica o, meglio, sulla sanatio, nulla da obiettare (in vista di frutti ancora acerbi, come la fusione di orizzonti e/o la riconciliazione delle memorie).
    Ma permettetemi un OT.
    Lo stesso documento papale sancisce l’estensione a tutti i preti, durante il Giubileo, della facoltà di assolvere il peccato di procurato aborto.
    Tutto bene e tutti contenti? Non proprio.
    Facendo la tara a qualche reazione, scontata, di qualche ipertradizionalista, giova (per così dire) segnalare un nuovo fronte che si apre con l’uscita di alcune esponenti dell’iperprogressismo ecclesiale.
    Girata Segnalata (dall’autrice di “Mamma, perché Dio è maschio?”, notoriamente non una supporter del nostro “For men only”) cautamente in un commento postato nella pagina fb di un noto e capacissimo vaticaninsider, ecco la reazione di un’altra notoria esponente (nome del suo blog: giancodri.women) dal sobrio titolo “L’ABORTO DELLA MISERICORDIA” e dal testo appresso riportato:

    “Sarà perché sono cattolica, ma non mi sento esaltata dalla misericordia del Papa nei confronti della pratica abortiva. L’aborto è uno dei peccati gravissimi che ha bisogno di un’autorità superiore per essere assolto, ma da sempre solo i preti integralisti (o misogini) negano l’assoluzione alla donna che si confessa pentita. Papa Francesco infatti cerca anche clamorosamente di rieducare anche i cattolici alla dottrina “autentica”: la misericordia rilanciata da un intero anno “santo” (speriamo che se ne accorgano gli ungheresi la cui xenofobia è più grave di un aborto) è semplicemente la norma per chi è cristiano.
    Tuttavia il Papa (e tutti i commentatori della sua presa di posizione) non si rende conto della solitudine in cui lascia la donna. Con lei sono perdonati i medici e gli infermieri, ma non c’è menzione di quello che il can 1398 chiama “il mandante”, espressione che non lascia capire se riferito a un padre che caccia di casa la minorenne incinta oppure il partner. Come quando il rappresentante del Vaticano nega il voto alle delibere internazionali sui “diritti riproduttivi”, anche il Papa sostanzialmente conferma che l’uomo è autorizzato all’irresponsabilità procreativa.
    Se Francesco avesse voluto innovare davvero, avrebbe tolto il divieto alla contraccezione abrogando l’Humanae Vitae di Paolo VI che cinquant’anni fa deluse i vescovi del Concilio. E avrebbe non solo autorizzato, ma vivamente consigliato alle famiglie laiche e cattoliche e alle scuole l’educazione sessuale, eventualmente chiarendo che non si tratta di conoscere la fisiologia del corpo umano o la biologia compreso il moralista che spiega che “la vita inizia dal concepimento” e che “l’embrione è una persona”.
    E’ necessario educare alla responsabilità nell’uso del corpo che non è così separato dallo spirito se riguarda la vita e la sua trasmissione. Educare in particolare i maschi, che sfuggono alla radice del problema e sono implicitamente autorizzati a sentirsi irresponsabili (anche se cattolici) quando la ragazza o la moglie dice di essere incinta. Se il numero maggiore degli aborti riguarda le coniugate, qualcuno deve spiegare che razza di matrimonio sia quello in cui i due non decidono insieme se lei vuole o non vuole una maternità. E se lei dice no, il valore normale della parola libertà comporta che il rapporto non sia procreativo e, se il maschio cattolico è osservante, mantiene la castità. L’indulgenza della donna educata all’accettazione senza riserve delle ineducate pulsioni maschili impone di scegliere di avere un figlio in più (che forse non potrà andare all’università perché i soldi non bastano) o un aborto. Che pagherà sempre lei, nella carne viva e nel tormento interiore che non coincide quasi mmai con il pentimento.
    Possibile che i carichi umani siamo sempre a carico delle donne?”

    Questa presa di posizione apre un nuovo fronte, quello della destrutturazione teologica del nuovo corso ecclesiale.
    Sembra una sorta di OPA ostile sull’attuale pontificato, da parte del fondamentalismo progressista .
    Io stesso pensavo, in termini overtoniani, che la cosa fosse “impossibile o vietata (se non altro dalla decenza)”.
    Ora è diventata “radicale”, si danno il permesso di scriverlo e di passare parola.
    Si ricomincia…

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    • bah, sinceramente a me sembra la classica fuffa progressista di sempre, cosi’ ‘progressiva’ e al passo coi tempi che consiste nell’isterica riproposizione delle stesse menate da 50 anni a questa parte.

      Io vorrei sapere cosa ne pensa l’autrice del commento riportato di un luogo come …lo UK; l’educazione sessuale li e’ una realta’ da molto tempo, i preservativi un altro po’ si ritrovavano anche nelle buste delle patatine, ciononostante ha un tasso di aborti (sopratutto minorili) ai livelli della Russia (che e’ un pochettino piu’ grande del Regno Unito).

      Ma si sa, per certi ‘ideologi’ (progressisti o tradiprot, l’idea e’ sempre valida, dei fatti chissenefrega….

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      • Una cosa che sinceramente non ho mai capito di queste femministe è l’equazione cattolicesimo=maschilismo, il mettere nello stesso calderone l’Humanae Vitae e i maschi irresponsabili. Il maschio cattolico, autenticamente cattolico, non è irresponsabile. Il maschio cattolico sa che deve amare la sposa come Cristo ha amato la sua Chiesa, come diceva san Paolo. “Sposala e muori per lei”, come dice la Miriano.
        Il maschio irresponsabile che si lava le mani della gravidanza della sua donna è un prodotto del libertinismo sessuale propugnato dalle suddette femministe, non certo dalla Chiesa cattolica.

        PS: è costante il fatto che gli anticlericali accusino la Chiesa di tutto e del contrario di tutto. Queste femministe accusano i cristiani di essere dei maschilisti brutti e cattivi. Gibbon, nel suo monumentale Decline and Fall of Roman Empire, in buona sostanza imputava il crollo dell’impero romano ai cristiani considerati femminucce smidollate e pusillanimi.

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        • e’ un destino che accomuna la ‘Nuova Israele’ (la Chiesa) a quella ‘vecchia’ (gli ebrei). Se ci pensi, anche loro sono stati accusati di tutto e il contrario di tutto, di aver inventato il capitalismo e al tempo stesso di aver inventato il comunismo, di aver inventato il cristianesimo per rammollire i prodi popoli pagani e al tempo stesso di cospirare per la distruzione del cristianesimo….ed anche loro hanno quelli che a questa propaganda…ci credono, e non c’e’ antisemita piu’ antisemita di un ebreo antisemita (cosi’ come non c’e’ cattolico piu’ dannoso di un ‘nemico interno’ che rimane intra muros a fare danni). Sara’ anche questo un segno della predilezione divina…..

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    • Capisco che uno debba ‘conoscere il proprio nemico’, ma secondo me fa piu’ male all’anima al corpo alla pressione sanguigna e al fegato leggere ‘Il Fatto quotidiano’ che vedere un sito di zozzerie(nota per i lettori privi di sense of humour; non sto sdoganando il porno.Solo che di fronte a certe testate rimpiango l’Indice…)

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  3. Grazie Simon del post. Condivido e mi unisco alla tua Supplica.

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  4. Una domanda da ignorante. Come sarebbe la sanazione di tutti i matrimoni celebrati dalla FSSPX? Quale procedura si dovrebbe eseguire?

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  5. Non per provocare, né per essere provocato: ma perché i sacramenti della FSSPX sarebbero invalidi? Al quel che mi risulta, al massimo, sarebbero validi ma illeciti! D’altronde la successione apostolica non è mai stata interrotta nel conferimento dell’Ordine nei suoi gradi all’interno della Fraternità. Il can. 129§1 prevede poi che la potestà di giurisdizione discende da quella d’ordine. Quindi essendo stata la potestà d’ordine validamente conferita, altrettanto validi dovrebbero essere anche gli esercizi di questa (seppur illeciti, perché attuati senza un’idonea missio canonica in tal senso).
    Grazie in anticipo ad eventuali correzioni.

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    • Leggi il post seguente e vi vedrai la risposta in dettaglio: https://pellegrininellaverita.com/2015/09/03/fsspx-in-stato-di-necessita-risposta-a-don-ariel/

      La Chiesa che ha il potere di legare e slegare direttamente da Cristo Gesù si è organizzata con un codice di diritto canonico: tutti i cattolici sono quindi sottomessi al diritto canonico, volenti o nolenti.
      Per questi due sacramenti (e solo per questi due) la Chiesa ha deciso che la validità stessa dipende anche dalla concessione che ne fa l’Ordinario del luogo e che la potestà di ordine non è sufficiente.

      Le ragioni di questa restrizione canonica che però “agisce” sulla validità stessa del sacramento sono ovvie: evitare truffatori, sacerdoti delinquenti, chierici vaganti, eretici, sospesi a divinis per qualunque ragione, sacerdoti dimessi dal loro stato laicale per varie ragioni, etc personifichino “veri” sacerdoti: questi vanno quindi da essere riconosciuti dall’Ordinario del luogo il quale ne garantisce ai suoi fedeli la qualità.

      La FSSPX è un’associazione non-cattolica di chierici vaganti e sospesi a divinis per le ragioni che sappiamo: quindi non hanno ordinariamente la facoltà di assolvere e di sposare validamente a causa di questo vizio materiale e formale. Ovviamente fatta salvo il caso di necessità quale ad esempio la morte imminente, quando la Chiesa stessa, nel proprio codice di diritto canonico, prevede che in questo caso chiunque abbia ricevuto il sacramento dell’ordine, indipendentemente, della sua situazione personale attuale possa impartire l’assoluzione, in quanto la salus animarum sempre primeggia.

      Mi dirai che la salus animarum ci dovrebbe essere sempre e non solo quando si sta per morire, ma questa è proprio la sanzione: non poter progredire spiritualmente finché si è nella disobbedienza. Il fatto di permetterlo sarebbe come dire che la disobbedienza al Santo Padre ed ai vescovi in unione con lui sia una cosa “neutra” riguardo alla via spirituale. Questo è il lato penale della cosa.

      Quel che ha deciso il Santo Padre è “medicinale”: durante esattamente un anno tutti i fedeli della FSSPX malgrado le altre censure sempre valide potranno ricevere il sacramento della penitenza validamente (e anche lecitamente). È l’anno del Gran Perdono per ognuno: e ognuno potrà lucrare le grazie di penitenza e di indulgenza, sperando che ne facciano buon uso per aumengtare il loro amore per la Chiesa e tornarci.

      Mi dirai, ma perché solo un anno? E ti risponderò con un altra domanda: perché le indulgenze plenarie sono lucrate solo durante l’Anno Santo in questo modo? Alle due domande la stessa risposta: perché così liberalmente lo vuole lo Spirito Santo tramite la Sua Chiesa cattolica. Eppoi, gli altri anni possono sempre andare a confessarsi presso sacerdoti che sono regolarmente incardinati e che possono assolverli a qualunque momento, se soddisfano le condizioni della Chiesa, ovviamente.

      In Pace

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