Blog dei blogs: breve rassegna web – 31

Negative WWW

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Ritorna a gran richiesta (ah si?) la rubrica di intrallazzi web più famosa di Croce-via; pace che sia l’unica.
Blog dei blogs!
Numero 31! Wow… dai, facciamoci un giro dell’etere e vediamo chessidice e cchessifà.

Beh, innanzitutto è finalmente arrivato “Better call Saul“, dunque la prima punt… come? Ah, qui no? Ok…

Critica scientifica
Iniziamo con una piccola disputa avvenuta su Critica scientifica. Disputa OT rispetto all’argomento, per questo linko subito i commenti. Da un lato il fisico nuclare Andrea (ben conosciuto anche qui), dall’altro il sottoscritto per certi versi e Francesco Santoni, fisico in quel di Roma. Motivo del contendere “la forza in Aristotele”. Andrea parla di F=mv, rispondo io citando l’epistemologia “mitologica” che qui su Croce-via è stata sempre ben spiegata da Simon (potrebbe essere momento di ripasso ‘nsomma), rincalza quindi Santoni con post ad hoc sulla sua pagina. E allora…

Francesco Santoni
Andiamo a vedere che cosa scrive Francesco al riguardo. Naturalmente prescinde dal discorso meramente filosofico di teoria della conoscenza, quello che in fondo premeva a me, e sottolinea come non sia possibile instaurare un parallelo convincente poiché le due fisiche “stanno parlando di cose diverse pur utilizzando lo stesso termine”. Ma soprattutto sottilinea come la fisica di Aristotele “è una scienza che si occupa di indagare i principi primi del divenire, di cui il moto locale è solo un caso” mentre quella di Newton è “dinamica del moto locale dei corpi”. Da far girar la testa, lo so. Ma secondo me l’articolo è ben spiegato e poi  commenti sono aperti. Francesco non ha mai magnato nessuno.

Parlando personalmente ecco cosa ho accennato io su CS:

Semplicemente mi puoi anche dire che la mitologia scientifica newtoniana risponde con meno errori al reale quando interrogato sotto certi aspetti e mediante l’uso di certi strumenti.
Per valutare una mitologia scientifica diversa occorre capire cosa intendevano gli scienziati con un termine, sotto quale aspetto hanno “osservato” la realtà e mediante l’uso di quali strumenti.
Se tu valuti la mitologia scientifica aristotelica con i termini, le osservazioni e le conoscenze strumentali dei tempi di Newton compi un errore di paragone e presupponi che la mitologia newtoniana sia il reale. Ma il reale NON E’ MAI nemmeno lontanamente UNA SUA NARRAZIONE (anche scientifica). Quindi se si vuole dire che ora si comprende meglio (narra meglio) come SI COMPORTA IL REALE sotto un certo aspetto se osservato in un certo modo è vero. Ma, come dici anche tu, lo STESSO REALE sotto un aspetto MENO RAFFINATO e osservato in ALTRO MODO (meno raffinato) dà la possibilità di fare una mitologia fisica di tipo aristotelico e nemmeno quel “mito” (inteso in Croce.via style eh!) è sbagliato! Sbagliato è pensare che il reale necessariamente risponde a Newton quindi le altre “fisiche” vanno lette sotto queste modalità che sono quelle assolute del reale.
Giammai.
Il reale è sempre più grande di qualsiasi modello, anche quello che ha un errore dello 0,000000000000000 elevato alla n.
Il racconto di un’esperienza osservabile del reale sotto un aspetto (matematizzato ora) è la scienza che è il tentativo di comprendere cosa sia l’ente sotto un certo aspetto osservativo e quantificabile.
Il motore primo riguardava l’aspetto dell’ente sotto l’aspetto dell’ente. Cioè metafisica as you know. Che poi questo ragionamento abbia portati nelle mitologie “fisiche” seconde non deve sorprendere. Così come non deve soprendere che tali mitologie “non funzionano” se paragonate ad altre.

and again

Come si fa a stabilire cosa è “giusto” e cosa è “sbagliato”?
Ovvio: bisogna sapere cosa è il VERO (argh! pota si).
Il vero REALE è il reale o è il modello di Newton del reale?
Per te il modello, per me IL REALE!
Questo è essere realista IMO!

Tu dichiari essere “giusto”un modello rispetto ad un ALTRO MODELLO. Ma PER LA MIA EPISTEMOLOGIA tale modello (per te giusto o quanto meno più giusto) è comunque è sempre SBAGLIATO rispetto al reale in quanto tale.
Quindi quel che tu chiami “giusto” è SBAGLIATO rispetto al mio principio VERO DI REALTA’ che è IL REALE IN QUANTO TALE.
La tua epistemologia dice che Newton ha descritto il reale in quanto tale oppure ha descritto (narrato=mythos!) il reale quando risponde ad una precisa interrogazione sotto un certo aspetto e con certi strumenti?
Se la tua epistemologia dice che Newton ha descritto il reale in quanto tale allora non mi trovi d’accordo e dibatteremo su come un modello ESSERE il reale. Se invece implicitamente accetti la mia epistemologia, beh… allora non ci si scappa.

Bien, procediamo (chiudendola al volo) con la questione Frati dell’Immacolata.

Don Camillo
aveva lanciato il tutto. Lui dice nei commenti che la cosa l’aveva detta ad alcuni vaticanisti. Questi hanno lasciato perdere (ah beh) e allora ci ha pensato lui. Ma ha commesso la leggerezza (personalmente ritengo perdonabilissima) di descrivere l’accordo come una sentenza.

Al che rilancio su blog che non nomino.
Al che risposta di Padre Volpi che tutti hanno presumibilmente letto (also avaible in english!) ma che io linko lo stesso perché non si sa mai

Immacolata.com
L’accordo salta a causa di questo comportamento (cioè Don Camillo che scrive ecc). Padre Volpi scrive in modo dettagliato la vicenda da par suo. La faccenda si fa intricata. Chiamate Sherlock Holmes che noi qui, davvero, smettiamo di dire la nostra. Ma una cosa continuiamo, al solito, a ripetere: noi ci fidiamo della Santa Sede e di quindi di chi la stessa ha deciso di mettere a capo della comunità monastica. Stop. E’ una opinione, non un dogma. Stop. Opinione più che legittima, soprattutto per chi ritiene la Santa Sede l’unica autorità in grado autorevolmente di dare mandato ad una Comunità di “sentire cum Ecclesia”. Stop. Osiamo dire che la nostra forse è l’opinione più logica per chi si sente Cattolico Romano, ma siamo aperti ad ogni disputa. Stop. In bocca al lupo al Commissario. Stop. Agli altri buon cammino, se possibile. Proseguiamo.

Padre Angelo
Pure lui ovviamente parla della vicenda e sta con il Volpi. Ma non solo: parla del video che girava e faceva vedere “come erano i Frati PRIMA del Commissariamento”, video che è girato sui soliti siti. Il video è un montaggio ad hoc. Scrive: “claim that the video was shot at the seminary on the day the seminary closed is false.” e spiega il perché.
Insomma… ma davvero vogliamo giocare ai servizi segreti? Naaa, io lascerei i Frati alla loro quotidiana battaglia contro il maligno propria di ogni cattolico, comune a tutti noi, e andrei avanti.

E lo farei con “Better Call SAAUL“! Dicevo, la prima p… ah, non adesso? uff

D’accordo… proseguiamo con… con…
Accidenti. E’ proprio vero che se manchi un giorno, succede il finimondo, se manchi una settimana, non cambia nulla… E come proseguo? Qui sembrano tutti in stand by in attesa della Rivelazione Sinodale d’autunno!
Calma. Ragioniamo. Rivelazione. Giovanni. CI SONO! Isola di Patmos, vediamo che succede là!

Isola di Patmos
Chriiiistuuuus viiinciiiit“, siii siii lo so! Dove accidenti è il volume che qui stanno a dormire tutti?! Ok, trovato.
Avevamo lasciato Padre Ariel alle prese con camere d’aria scoppiate improvvisamente e pare che tutto ora si sia sistemato. O meglio si è chiarito. Antonio Livi non fa mancare i suoi appunti allo scritto di Ariel “per fattori esteriori”, Padre Ariel non demorde e parte di sciabolata contra Lefebvriani, Cavalcoli OP getta acqua sul tutto mettendola sul teologico.
Insomma, una bella disputa interna che fa capire cosa vuol dire camminare.
Corollario della gatta di Don Ariel che risponde a De Mattei, due articoli disponibili solo a pagamento (buona idea, isolani!) e infine le prime statistiche a disposizione (con i complimenti della ditta!).
Dicono anche quanto hanno raccimolato finora: 980 euro. Un pò poco in effetti rispetto a quel che a loro serve. Una notazione:  non sarebbe male sapere perchè servono questi soldi visto che la gestione di un sito internet costa poco se fatta da sé. Costa ovviamente la pubblicità dello stesso, i webmaster esterni professionisti che ci lavorano (al di là del template iniziale), l’implementazione paypal e l’eventuale “redazione”. Non lo dico perché smetto di finanziarli altrimenti, lo dico perché con più trasparenza forse ci sarebbero più donazioni.

Edward Feser
Arriva, dopo due bei post dedicati al sesso (trinity, leggili 🙂 ), a parlare di Turing, complice il film su Enigma in sala in questi periodi. Sapete dell’esperimento di Turing? Se un umano che collegato altri, con interfaccia, capire come, se riesce a, vedere se macchina sembra cosciente dunque è cosciente? Quella roba lì insomma, dai! Se non avete capito, lo spiega benissimo Edward. E naturalmente risponde a tono. Al riguardo anche Andrea mi ha linkato uno studio del tutto comparabile. E’ possibile creare una “coscienza artificiale”? La faccenda pare ridicola, ma non è facile in realtà esplicare perché lo è. A tale riguardo c’è una breve disputa su Facebook fra Andrea e Aaron, per altro anche quest’ultimo un lettore di Croce-via, che cito perché molto bella nonché in fieri. Avevano chiamato anche me a rapporto, poi la moglie mi ha scovato il nascondiglio…

Altro ci sarebbe da dire, da Putin “in Vaticano” (twice)  ma mi pare di aver davvero scritto troppo. Chiudo solo citando Augé che parla di Papa Francesco e il suo discorso al Clero Romano.

Augé
Lo faccio perché giusto stamane ho sentito il GR3 che ha intervistato, per questo evento, Don Giovanni Cereti – autore del volume “Divorzio, nuove nozze e penitenza nella Chiesa primitiva” – che ha fatto la domanda sui preti sposati. E questi diceva che è stato contento di sapere che il Papa “ha ben chiaro” questo “problema”. Insomma ce l’ha “in agenda”. Cereti al GR3 sembrava molto speranzoso, addirittura sul finale parlava di “magari, forse, donne ordinate…”.
Augé, un Padre si sa non proprio uscito da Messa in latino, pubblica invece uno scritto in cui invece si mette bene in chiaro che il Papa ha ammesso di “avere a cuore” il problema, ma tuttavia “non so se possa essere risolto”.
Giusto per farvi capire come funziona l’informazione. ‘N’altra volta.

L’IMPRESCINDIBILE

Better Call Saul!
Non c’è storia!
ah, che soddisfaziù. Uhe, centra niente con il cattolicesimo eh! Non venite poi a lamentarvi. Per i ringraziamenti invece passate dalla porta dietro!

Come? non va bene? Demolisco un dogma? Evvabeh…

Il sussidiario
Intervista allo scienziato Rizzolatti, neuroscienziato di fama international: “La filosofia è più precisa della scienza”.
Boom, guarda lì!
Va beh, dai; lo sappiamo che è una sparata che poi andrebbe ben analizzata epistemologicamente, poi si aprirebbero le danze con la disputa sulla teoria della conoscenza, quindi… insomma, lo sappiamo benissimo.
Però è una gran bella lettura, quasi quanto Smith quando demolì Hawking dopo la sparata de “the phil is dead” (fuck the phil!). Solo che quest’ultima ha circa un miliardo di righe in più di sviluppo dell’argomento. A proposito… sarà da tornarci a questa paginetta di un miliardo di righe di Smith.

Tutto qui. D’altra parte come aspettarsi di più nelle settimane in cui è
FINALMENTE ARRIIVATO BEEDERR COOOOLL SOOOOL!
si, si la smetto. Però la terza puntata, quando il tipo nelle scale gli dice…

….

Concludiamo al solito: avete altre segnalazioni da farci? Beh, i commenti sono aperti; postatele lì senza alcun problema. Grazie!

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136 replies

  1. Ottimo, Grazie.
    Interessante quella discussione da te citata Minstrel: aggiungerei, se anche la logica matematica è solo un modello matematizzato della logica intergrale dell’essere, come lo abbiamo mostrato su questo stesso blog in Logika, figuriamoci come si potrebbe dare una valenza veritativa alle scienze che si costruiscono su tale logica matematica: al massimo un modello funzionale in molti campi. Il che è mica male.
    In Pace

    P.S.: eh sì, la filosofia è più precisa della scienza detta positiva: la filosofia è vero sapere.

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  2. sintesi, perbacco!

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  3. Grazie per la segnalazione Minstrel, leggerò!

    Io segnalo per chi fosse interessato:

    Da Marco Cochi, giornalista freelance e analista politico che si occupa da anni specificamente di questioni africane, il vaccino sterilizzante in Kenya http://afrofocus.com/2015/02/18/kenya-oms-e-unicef-sotto-accusa-per-il-vaccino-sterilizzante/

    In attesa del Sinodo 2015 Mons. Paglia e don Sciortino, riflessioni sul valore della famiglia cristiana e attuali problemi pastorali, articolo ben fatto di Domenico Agasso http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/famiglia-family-familia-paglia-39288/

    Papa Francesco a Santa Marta http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/santa-marta-39280/
    Il cammino della Quaresima «è questo, è doppio, a Dio e al prossimo – ha precisato – cioè, è reale, non è meramente formale. Non è non mangiare carne solamente il venerdì, fare qualcosina, e poi fare crescere l’egoismo, lo sfruttamento del prossimo, l’ignoranza dei poveri».

    E ancora: «Grazie a Dio io ho una famiglia che compie i comandamenti, non abbiamo problemi…» – «Ma in questa Quaresima – ha esortato – nel tuo cuore c’è posto per quelli che non hanno compiuto i comandamenti? Che hanno sbagliato e sono in carcere?»: «“Ma con quella gente io no…” – “Ma tu, lui è in carcere: se tu non sei in carcere è perché il Signore ti ha aiutato a non cadere. Nel tuo cuore i carcerati hanno un posto? Tu preghi per loro, perché il Signore li aiuti a cambiare vita?”».

    Da Suor Stefania Raspo, missionaria in Bolivia un’analisi del governo di Evo Morales, sintetica, ma precisa e molto interessante: “Evo de nuevo” http://missioneintuttiisensi.blogspot.it/2015/02/evo-de-nuevo.html

    Sempre da Stefania, una relazione, con foto, dell’Estate Ragazzi – versione andina: estate in dicembre, a 3000 metri preparando il Natale http://missioneintuttiisensi.blogspot.it/2015/01/estate-ragazzi-in-cammino-verso-betlemme.html

    Beh, certo, è un pò tardi linkare il suddetto post sul Natale…. Quindi rimedio e linko, sempre di Suor Stefania, un altro interessante post sul significato del “sangue sparso” nella cosmovisione andina – come valore ancestrale dei popoli che poi va a ricollegarsi col valore cristiano http://missioneintuttiisensi.blogspot.it/2015/01/la-forza-del-sangue-sparso.html

    Buona giornata a tutti 🙂

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  4. Suppongo che Croce-via sorvoli per principio ( il principio dello struzzo) sui vari interventi che si sono letti sul web volti a consolidare e propagandare urbi et orbi, a far entrare “a forza” nel cervello dei fedeli le opinioni di chi ha già dato prova di se nel Sinodo sulla famiglia, che non aspetta altro che il prossimo definitivo Sinodo per far trionfare, col beneplacito del Papa, le proprie tesi misericordiose: ultimamente sono entrati nel gruppo dei “misericordiosi” verso la famiglia anche Don Paglia e (chi poteva dubitarlo’) Don Sciortino direttore di Famiglia cristiana:
    http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/famiglia-family-familia-paglia-39288/

    “Comprendiamo la dottrina in maniera più profonda , dice Mons. Paglia.
    Certo a furia di approfondire , rinnovare, cambiare, adeguare ai tempi correnti, della dottrina alla fine non se ne troverà più traccia come di un vestito che a furia di rimodellamenti e rattoppi non ha più neppure un millimetro di stoffa originale.
    ma forse è proprio questo che vogliono i vari don Sciortino, Paglia, Forte , Muller , Kasper e forse persino
    il papa Francesco.

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    • Credo ci fosse anche Gesù Cristo nel “gruppo dei Misericordiosi”… 😉

      Il resto sono le solite illazioni nei toni e nei contenuti… (mi riferisco in particolar modo a quelle indirizzate al Santo Padre)

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    • La mia rubrichetta sciocca non vuole essere il racconto dello scibile accettabile per il blog, ma solo quel che ho personalmente letto durante le quotidiane (o quasi) sul fronte cattolico o filosofico/scientifico riproposto con due commenti. Ogni contributo atto ad espandere le informazioni reperibili è il benvenuto.
      circa il Sinodo invece avremmo intenzione, io e Simon, di lanciare un Brainstorming qui su croce.via magari da proporre addirittura a Roma dovesse uscire qualcosa di interessante.
      Abbiamo bisogno di disputa intelligente quindi, ora è dopo soprattutto. Rimani collegato e grazie del link (quello si): come si sarà capito non sono un lettore appassionato di VaticanInsider 😉

      Non prevalebunt!

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    • Comunque è stata la posizione del nostro blog fin dal 2013 chiedere di approfondire la dottrina sul matrimonio (verso l’alto!) prima di venire su con soluzioni bislacche.
      Abbiamo anche fatto le nostre proposte per certe piste possibili.
      In Pace

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      • http://gwnblog.lanuovabq.it/i-teologi-dellomosessualita/

        Minstrel e Simon, sbrigatevi a fare il brainstorming in vista del prossimo sinodo, questi “teologi” hanno già consegnato a Vescovi e Cardinali!
        Quello che mi è rimasto indigesto è “Il testo vuole aprire un dibattito pacato, serio e senza polemiche, che sappia abbattere le barriere ideologiche che ancor oggi impediscono al mondo omosessuale e a quello cattolico di parlarsi senza scontrarsi”. Cosa significa il “mondo cattolico”, il “mondo omosessuale”? Quale ideologia impedisce il dibattito al “mondo cattolico” (ai cattolici)? L’ideologia cattolica?

        Buon lavoro!

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        • E che dure di quest’altro “illuminante e illuminato” passaggio…
          “… i fedeli cattolici, soprattutto nelle fasce più giovani, sembrano pronti ad un cambio di passo, verso un’accoglienza piena e serena delle relazioni omosessuali come forma positiva d’amore.”
          😞

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        • Le idee dei teologi moralisti italiani sono quelle che sono. Ed è una cosa che mi ha fatto sempre pensare: perché moltissimi di loro sono – per così dire – “aperti? Prima ad esempio il Piana (ex presidente, autore di “Omosessualità. Una proposta etica”, Cittadella editore) ed ora con Don Petrà (http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/07/20/news/don-petra-presidente-dei-teologi-moralisti-italiani-1.9629423).
          Ma non ho mai avuto il tempo di studiare teologia morale e non ho mai approfondito a dovere le loro motivazioni. Non posso credere che tutti siano tentati dal minare le fondamenta della Chiesa così che il loro nome sia ricordato imperituramente come quello di Lutero…
          Insomma, qualcosa di “buono” dovrà pur esserci, no?
          Chiedo perché con il poco tempo a disposizione, ho sempre cercato in questo periodo letture edificanti, non letture da smontare o che mi smontassero dunque su questo frangente sono un poco impreparato.
          Anyway il brainstorming è aperto a tutti, aspettiamo che Simon riesca a riannodare i fili delle sue vecchie dispute qui reperibili e poi si parte! 🙂

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          • Curiosa coincidenza, Petrà e Piana, che hanno visioni così “aperte” in tema di teologia morale…
            Da quello che leggo non passerebbero il test HV proposto da Simon nel suo ultimo post.
            In più non sembrano nemmeno preti, non portano segni visibili del sacramento (mi risulta che entrambi sono ordinati)
            Comunque approfondirò la nuova teologia morale italiana e non, come ben dici, forse c’è un bambino da tenere nascosto dall’acqua non proprio limpida.

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            • Cara lidia, se nel corso del tuo approfondimento riuscissi a redigere qualche riga di sunto, per cercare di far comprendere a tutti i tratti salienti della morale di questi figuri, sarebbe per tutti un regalo immenso. Anche senza eventuali critiche, magari se ne può disputare qui. E’ un lancio che ti faccio in caso tu trovi tempo di approfondire e voglia di schematizzare.
              Grazie ancora! 🙂

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          • Aggiungo qualcosa anch’io in merito.
            Mi ero brevemente informata in occasione del famoso recente topic e avevo trovato quanto segue. Penso che siano le tesi a cui si riferisce Minstrel.
            http://www.linkiesta.it/gay-cattolici
            Articolo abbastanza lungo, con richiami puntuali alla dottrina cattolica da un lato e a tesi teologiche “alternative” dall’altro. Interessante e problematico.

            «Ama il prossimo tuo come te stesso». (Mt 22, 39).
            Amare l’altro, secondo l’agape, significa ricercare il suo bene, amando l’altro/a in modo tale che questi diventi più forte, più indipendente, e non più debole e meno capace di assumere autonomamente la propria vita (Radcliffe 2007).

            La bontà morale degli atti omosessuali non va giudicata, quindi, in maniera astratta, ma nel contesto delle relazioni della persona. È necessaria una morale del discernimento sulle “relazioni” e proporre alle persone omosessuali credenti un itinerario spirituale che aiuti a conformarle all’immagine di Dio.
            «Il che evidenzia come la bontà morale di un rapporto è fondamentalmente data dalla capacità che esso ha di esprimere in modo profondo, autentico, coinvolgente il mondo interiore delle due persone, di creare cioè le condizioni per lo sviluppo di una vera interpersonalità , la quale si realizza solo nella misura in cui si abbandona la tentazione di trattare l’altro (l’altra) come oggetto e si riconosce invece la sua unicità irrepetibile e la sua inestimabile dignità. Il principio kantiano: “Agisci sempre trattando l’altro come fine, e mai come mezzo”, è il presupposto ineludibile per la costruzione di ogni serio rapporto umano e, di conseguenza, il metro ultimo di valutazione della moralità» (Piana op. cit., p. 53).

            La frase di Radcliffe: “Amare l’altro, secondo l’agape, significa ricercare il suo bene, amando l’altro/a in modo tale che questi diventi più forte, più indipendente, e non più debole e meno capace di assumere autonomamente la propria vita” mi trova certamente d’accordo. Anzi credo che siamo d’accordo tutti.

            Dunque la domanda conseguente, quella che (provo a dedurre) sostenga le tesi omosessualiste, per me è :
            “c’è forse un modo in cui un omosessuale può offrire ad un altro omosessuale la ricerca del suo bene come sopra descritto?”
            Credo che il punto di domanda (e di divisione) alla fine rimanga quello. O no?

            La domanda però in primis riguarderebbe uomo e donna: credo che la relazione uomo-donna sia spesso intesa come semplice accoppiamento “a norma”, quindi molti ritengono che sia sufficiente essere di sesso diverso per aver la garanzia di aver amato e di aver amato “santamente”.
            Una volta quindi che si è risposto per gli eterosessuali, risposte date qui su Crocevia magistralmente da Lidia (Ken e Barbie) ……si andrebbe a ricercare qualche analogia in una ipotetica coppia gay. Ne avevamo già un pò parlato in passato in vecchio topic di Minstrel, e ora vado un pò a memoria:
            PREMESSA : io NON sto sostenendo quelle tesi, sto SOLO STUDIANDO.
            (lo sottolineo per evitare post aggressivi di qualche utente)
            Dunque le domande sarebbero necessariamente collegate anche a quanto dirà il Sinodo su altre situazioni:

            1) se ad esempio riteniamo possibile che una coppia di divorziati risposati si astengano dai rapporti sessuali pur rimanendo conviventi, perché non ritenerlo possibile per (alcuni, coraggiosi) gay?

            2) ho capito bene il concetto “distinguer pour unir” (grazie Simon che mi citavi Maritain, ah quanto devo studià!) e le azioni “spezzettate”….ma chiedo: il rapporto amicale maschile che alcuni omosessuali cattolici oggi “convertiti etero” dicono possibile e senza rischi….non sarebbe fattibile anche per omosessuali convinti cattolici? – Omosessuali che non riescono a “comportarsi etero” ma magari ben decisi a seguire i precetti cattolici? (domando e non affermo)

            3) davvero non c’è modo di trovare tra esseri umani (in questo caso gay ma pure etero) una relazione corporea “fraterna” , buona, di tipo amicale e/o simil materna-paterna senza attivazione di istinti sessuali?

            4) Se invece i teologi omosessualisti sostengono la “naturalità” della relazione sessuale omo, credo che là sia semplice rispondere, anzi credo che il problema non si ponga nemmeno al Sinodo. O no? o_O In pratica, per stare terra-terra (come i miei studi), se si variasse la dottrina per gli omosessuali (maschi o femmine) ci sarebbe di pari passo una variazione della dottrina per gli eterosessuali.

            (e mi scuso con Simon se per brevità utilizzo la terminologia etero-omo)

            Secondo me, in eventuale brainstorming sono le prime 3 domande a cui rispondere per opporsi a determinate tesi. O per trovare soluzioni condivise. E poi, come si diceva: non è detto che per tutto ci sia una soluzione.

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            • Scusa trinity, solo una domanda: cosa centrano le coppie omosessuali con la famiglia? E, già che ci siamo, vorrei estendere a tutti la domanda: perchè al sinodo straordinario sulla famiglia si è parlato di coppie omosessuali e di “amore omosessuale”? Che c’entra l’omosessualità con la famiglia? Potrei capire se si parlasse di figli omosessuali. ma le coppie…?

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            • Innanzitutto mi chiedo chi sia questo “Radcliffe 2007” perché ne conosco uno solo, si chiama Timothy e nel 2007 non ha pubblicato. Probabilmente ignoranza mia.
              Dell’anno prima di Timothy Radcliffe c’è “What’s the point of” che è un volumetto niente male da cui traggo due righe che ora monto su un nuovo post, giusto per far capire che questo domenicano, per quanto progressista, spinge verso la comprensione della “castità” in modo “chiaro e distinto” (e Cartesio mi scuserà).

              Per il resto il link che presenti trinity è molto chiaro circa la posizione del Piana. Dall’altra parte, sempre nel post che indirettamente tu stessa richiamavi (https://pellegrininellaverita.com/2014/10/16/omosessualita-per-un-approccio-accettato/), si era cercato di comprendere come rispondere ad alcune delle domande che poni. Io stesso mi chiedevo che male ci fosse a dare la comunione ad una persona che è in grazia di Dio. Ed semplicemente “essere omosessuale” non è una “colpa” che ti faccia uscire automaticamente dalla grazia di Dio, ovviamente, tanto quanto non lo è “essere eterosessuale”.
              A questa mia domanda Simon dichiarava che:
              “Per entrare nelle tue due casistiche, non c’è bisogno di essere molto versati in morale e etica per sapere che bisogna rifuggere le situazioni che inducono al peccato: se le persone ci cascano, di certo la saggezza, e la Chiesa è saggia, non potrà mai consigliare chicchessia di mettersi in situazione prossima di peccare e ancora meno dare una benedizione diretta o indiretta a tali situazioni.” questo perché – diceva all’inizio – “La Chiesa non è giusto un’organizzazione di sostegno psicologico emotivo: la Chiesa è un’organismo (addirittura un Corpo) la cui sola funzione è comunicare un messaggio di vita”
              https://pellegrininellaverita.com/2014/10/16/omosessualita-per-un-approccio-accettato/comment-page-1/#comment-8823
              Questo era all’inizio del contendere, poi la cosa si è approfondita con i commenti, come ben sai.
              Infatti se da un lato capisco la risposta di Simon, dall’altro il fatto che un Papa abbia “in agenda” di parlare di argomenti che in teoria non rientrerebbero nelle azioni primarie dell’organismo Chiesa ci deve portare a parlarne ed eventualmente discuterne.
              Sapendo che ovviamente non per tutta la sofferenza umana c’è una soluzione terrena. Perché in fondo è di questo che si tratta.

              Due post dunque. Uno di radcliffe che arriva a breve, l’altro sulla “castità” magari mutuando quel che riferisce spesso lo psicoterapeuta Don Belotti (https://pellegrininellaverita.com/2013/11/08/circa-gli-inutili-corsi-prematrimoniali/)
              Tutti siamo chiamati alla Castità, il problema è quindi capire cosa si intenda con questo termine.

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            • Senti Trinity, non c’è e non ci sarà mai nessuna moralità negli atti omosessuali e la Chiesa, in quanto ispirata dall Spirito Santo da sempre, non affermerà il contrario perché non commetterà mai tale contraddizione dopo due mila anni di NT e altrettanti altri 2000 di VT.

              Tutti questi signori, che siano o no sacerdoti, non fanno teologia manco da lontano, ma solo teorie a loro proprie: è come se a un fisico l’idea che la Luna gira attorno alla terra non gli piacesse e cercasse di costruire un modello dell’universo senza questa realtà: e la realtà è che gli atti omosessuali sono contro-natura e condannati in quanto tali cioè andanti direttamente e frontalmente contro la Volontà di Dio da sempre.

              Quanto alle relazioni sessuali fuori matrimonio, in qualunque circostanza, rimangono adulterio: anzi N.S. Gesù Cristo ci ha insegnato che non c’è neanche bisogno di commettere un atto ma semplicemente di desiderare disordinatamente nel proprio cuore e si commette adulterio.

              Allora certo, ognuno può inventarsi la propria morale da due soldi, ma, per carità, non chiamatela cattolica (e non lamentatevi il giorno del vostro giudizio personale dove queste scusanti non avranno valore in quanto sono oggettivamente peccati contro lo Spirito Santo, i soli che non possono essere rimessi).

              Alle persone con tendenze omosessuali si applica la stessa morale che per tutti gli esseri umani: fuori dal matrimonio si commette adulterio, quindi ci si astiene da atti e pensieri non chiari. Non c’è da immaginare una dottrina “speciale” per loro in quanto compartiamo tutti la stessa natura umana e peccatrice e siamo tutti chiamati ad una santità senza compromessi.

              In Pace

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              • Aggiungerei Simon, non per “rincarare la dose” ma per fare maggior chiarezza nella visone di un cammmino di perfezione, che anche NEL Matrimonio, quando dovessimo usare del corpo del coniuge (anche fosse solo con i pensieri) a soddisfare unicamente il nostro desiderio sensuale o sessuale che dir si voglia (anche se non sono esattamente la stessa cosa), fuori della dimensione del reciproco dono, come anche dovessimo incappare in atteggiamenti di auto-erotismo, commetteremmo adulterio…

                Se non e se non quando verso il coniuge, certamente verso Dio a cui va la PRIMA e assoluta fedeltà. La stessa fedeltà della coppia a Dio deve essere orientata e da Lui prendere nutrimento e forza.

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            • Ma, infatti, caro Bariom, secondo me è tempo che i laici ben sposati e quelli già beatificati e canonizzati intervengano per annunciare questa Buona Novella del Matrimonio in quanto cammino di santificazione con parole a loro proprie: penso che malgrado 2000 anni di riflessione al soggetto ci sia ancora molto da dire e da scoprire e questo è il ruolo dei laici ormai, ovviamente di quelli che vivono in consonanza con il Magistero della Chiesa.
              In Pace

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              • Sottoscrivo al 100%…

                Io dico sempre (quando mi capita a chi mi capita volentieri ai preti…) temete che la loro “teologia incarnata” non sia sufficiente, non siano “accademicamente” preparati/e?
                Fatele studiare queste coppie! (non che non possano farlo a livello personale, intendo CREATE un PERCORSO..)
                Sono sicuro che in molti NON si sottrarrebbero.

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              • Speriamo solo non si vada a “chiudere la stalla quando tutti i buoi saranno scappati” !!

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            • Simon: “Quanto alle relazioni sessuali fuori matrimonio, in qualunque circostanza, rimangono adulterio: anzi N.S. Gesù Cristo ci ha insegnato che non c’è neanche bisogno di commettere un atto ma semplicemente di desiderare disordinatamente nel proprio cuore e si commette adulterio.”

              APPUNTO.

              Minstrel: ” …..dall’altro il fatto che un Papa abbia “in agenda” di parlare di argomenti che in teoria non rientrerebbero nelle azioni primarie dell’organismo Chiesa ci deve portare a parlarne ed eventualmente discuterne.”

              APPUNTO.

              P.s.
              (non ho la più pallida idea di chi sia Radcliffe, però faceva un’affermazione da cui partiva il ragionamento del link. Affermazione che così estrapolata è condivisibile e non dà ragione o torto a nessuno. In quell’articolo analizzavano tesi pro e contro, ma stabilire l’autorevolezza di chi le sosteneva non è nelle mie attuali capacità)

              P.p.s. comunque da un lato o dall’altro, di diritto o no, poggiandosi su teorie di teologi bislacchi o quant’altro, il tema omosessualità ha già fatto ingresso al Sinodo sulla Famiglia, quindi qualche ragionamento ulteriore forse andrebbe fatto.

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            • @ Trinity
              Il tema è entrato, è vero ma è anche vero che colla “famiglia” è un tema che c’entri poco aparte l’aiuto da portare alle famiglie che si trovano con figli che avrebbero queste tendenze o i figli adottati da coppie dello stesso sesso.

              Comunque se tu leggi bene il resoconto finale del Sinodo 2014 vedrai che non dice nulla di nuovo sul piano della qualificazione morale degli atti omosessuali.

              Ci sono tendenze omosessualiste nella Chiesa, addirittura una lobby secondo Papa Francesco, quindi non restiamo sorpresi che codesti facciano pressioni dirette ed indirette per tentare di sdoganare i loro vizi.

              Ho grandissima fiducia nella Chiesa perché è mossa dallo Spirito Santo da quella famosa Pentecoste dell’anno 30
              In Pace

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            • Cara Trinity, scusa la sintesi affrettata:
              premetto che l’agàpe non è esclusivo del rapporto coniugale ma ogni rapporto cristiano lo presuppone. Ciò che è esclusivo del rapporto coniugale è il sesso ed è per questo che se ne parla tanto.
              Attenzione allo zolfo disseminato qua e la dallo scritto di Piana che citi:
              – la Chiesa non giudica gli atti omosessuali “in astratto” ma li giudica e condanna in se stessi concretamente
              – “persona omosessuale credente” non ha senso, non è categoria che abbisogna di dottrina mirata; l’itinerario spirituale è quello valido per ogni credente o non è
              Noto che gli scritti di o ispirati a queste “scuole di pensiero” riportano spesso ambiguità del genere abilmente mescolate/mimetizzate con concetti condivisibili e ortodossi (emulando il tuo spirito d’aven-tura ho fatto un giro silente nel sito nipoti di Maritain :-), tornerò con qualche succoso souvenir)
              Ottimi spunti di riflessione le tue tre domande.
              Buona serata

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            • ” Noto che gli scritti di o ispirati a queste “scuole di pensiero” riportano spesso ambiguità del genere abilmente mescolate/mimetizzate con concetti condivisibili e ortodossi”

              Grazie Lidia, andavo proprio a caccia di queste mimetizzazioni.
              Cercavo di svelarle, di renderle evidenti.
              Ci sono appunto dei concetti condivisibili (quella frase di quel Radcliffe io la trovo del tutto condivisibile e la puoi applicare a destra e a manca) e volevo individuare i punti dove il ragionamento inizia a svalvolare.

              La dottrina la conosco, però io cercavo il percorso, il filo logico per smascherare quelle ambiguità di pensiero.

              (poi a volte io scrivo i post con un doppio intento, faccio OT poi IT poi ancora OT, ecc. per risparmiare tempo, quindi alla fine si può anche non capirci una mazza, sorry 🙂
              Ad esempio: mentre formulavo la domanda 3 ho mentalmente mollato gli omossessuali……e mi sono messa a riflettere su quella domanda specifica applicata a uomo-donna, infatti ho aggiunto “etero”….. e mi sono ricordata di Simon quando diceva che certe amicizie accadevano in casi rari tipo San Francesco e Santa Chiara….e beh…che devo dirvi, a me non ha mai convinto moltissimo che solo tra Santi Rari accadono certe cose. Ciò non significa che sto sostenendo questa o quella tesi sugli omosessuali: sulla domanda 3 avevo iniziato a fare riflessioni polivalenti specifiche sull’amicizia e….l’ho lanciata)

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            • Simon
              “Comunque se tu leggi bene il resoconto finale del Sinodo 2014 vedrai che non dice nulla di nuovo sul piano della qualificazione morale degli atti omosessuali”
              Certo, l’avevo/avevamo letto, prima e seconda versione.
              (e NON sto cercando una diversa qualificazione morale dell’atto gay. Anche perché, come dicevo in altro post, ciò presupporrebbe una nuova qualificazione morale di TUTTI gli atti sessuali, compresi quelli tra uomo e donna – infatti non si tratterebbe di “rivoluzione omosex” ma proprio di “rivoluzione”)

              “Ci sono tendenze omosessualiste nella Chiesa, addirittura una lobby secondo Papa Francesco, quindi non restiamo sorpresi che codesti facciano pressioni dirette ed indirette per tentare di sdoganare i loro vizi”.
              Certo che ci sono le lobby gay. Nessun dubbio.

              “Ho grandissima fiducia nella Chiesa perché è mossa dallo Spirito Santo da quella famosa Pentecoste dell’anno 30”
              Pure io ho fiducia.
              (ma se diamo anche un aiutino nell’affrontare il discorso di fronte ad un mondo confuso…. non fa mica male)

              Quando ci si riferiva al Sinodo e al fatto che deve fornire risposte SOLO su eventuali figli gay in famiglia cattolica oppure bambini con genitori gay…..alla fine però, INDIRETTAMENTE certo, la Chiesa esprimerà, di nuovo, di fronte al mondo la sua posizione sugli omosessuali, e quindi anche questa benedetta “qualificazione morale” degli atti omosessuali. Se non lo facesse, cioè se rimanesse “nel vago” secondo me si potrebbe riproporre il misunderstanding della famosa frase “Chi sono io per giudicare?”. Solamente che quella volta era intervista aerea….e questa volta sarebbe un Sinodo. Mia opinione.

              Ok. Ora vedo i post sulla Castità. Grazie Minstrel !

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  5. Pienaluce e amici hanno voluto tradurre il post di Padre Angelo Geiger qui citato.
    Lo trovate qui:
    https://veritacommissariamentoffi.wordpress.com/2015/02/19/i-francescani-dellimmacolata-e-la-blogosfera/

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  6. Jenny di Ibs.it mi ha avvisato di una nuova uscita editoriale dedicata a San Tommaso!
    http://www.ibs.it/code/9788897232179/kennedy-terence/meraviglia-della-libera.html

    Davvero un bel servizio. 🙂

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  7. Stamani ho trovato uno straordinario articolo di Nicola Bux che getta uno sguardo di preoccupata compassione verso la chiesa. Il fumo di satana sembra aver invaso la chiesa cattolica che non è più capace di insegnare con autorità. Un pensiero non cattolico sembra ormai essere prevalente.

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-se-a-dominaree-un-pensiero-non-cattolico-11875.htm

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  8. Sì però se proprio la discussione devi citarla anche nelle altre parti, se no poi hai i soliti commenti assurdi di Simon 😛

    “Non e’ che non applicassero formule prima di Newton neh… =_=’
    Quell’estratto di aristotele che ho postato, E’ matematica! E cosi’ molti altri dopo di lui, ci sono formule, numeri, tabelle e regoli! Ci sono dei meravigliosi strumenti medioevali o romani per il calcolo della gittata nelle battaglie navali, costruiti da Archimede, uno di quei regoli poteva decidere le sorti della battaglia, ne’ piu’ ne meno che Enigma durante la seconda guerra mondiale e il GPS oggi!
    Guarda i disegni come quelli che ha postato gdvr, studia Tartaglia e ancor piu’ gli antecedenti. La dinamica si studia sui libri di dinamica (in realta’ su quelli di teoria bellica), non su quelli di metafisica eccheccacchio.
    Se vuoi parlare di storia della Fisica, studia storia della Fisica. Se vuoi studiare altro, parla d’altro. Il dogma c’entra un bel niente, c’entra il conoscere i propri limiti!”

    Infatti fra te e Francesco parlate senza sapere nulla di balistica medioevale, che nessuno ve ne fa una colpa, basta non parlare di Fisica aristotelica.

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    • Ci sta Andrea che io non sappia nulla di bal(l)istica, circa l’articolo di Francesco non sarebbe male una disputa fra voi due visto che per lo meno lui storia della fisica l’avrà pur fatta per la sua laurea anni fa. 🙂

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      • Non è un esame necessario, anzi è un esame che spesso fanno in pochi, non c’è in tutti i dipartimenti e non in tutti vale la pena essere seguito.

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        • Capito, grazie.
          Anyway Francesco ha inquadrato il problema anche sotto il profilo filosofico in modo chiaro, almeno così mi pare, senza arrivare quindi alla visione epistemologica della mitologia scientifica. Se a tuo avviso c’è mala comprensione di quello che in realtà Aristotele studiava sarebbe bello farglielo presente per avviare una disputa al riguardo. Per quel che ho personalmente studiacchiato e letto (Berti e Reale soprattutto), Aristotele intendeva la fisica esattamente come descritto da Francesco.
          Se ho tempo faccio ricerca nei tomi che ho qui per fornire fonte.
          ciao e buona domenica!

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          • Tu hai un approccio da filosofo, che va benissimo. Aristotele in persona non ho la più pallida idea e non mi interessa neanche, ma quando si parla di Fisica Aristotelica, ivi compreso il tomo “Fisica” in realtà e la scuola aristotelica stessa, si tratta di qualcosa di empirico. Ammesso e non concesso che Aristotele volesse filosofeggiarsi, con la Fisica ha poggiato le basi, che sono anche applicate di questo si parla relativamente alla “Storia della Fisica”, che è storia della scienza empirica non della filosofia. Ovvero di come l’hanno usata per vincerci le battaglie navali (e da lì il fatto ovvio che sia una scienza efficace) e questo interessava.

            Non è insomma affatto vero che la Fisica sia qualcosa di relativo unicamente alla filosofia, e sarebbe una sconfitta se lo fosse. Era una scienza nel senso più empirico del termine, con numeri, formule e tabelle come ho già detto, perchè d’altronde il re caccia il grano quando vince la guerra, non quando gli tiri fuori del motore immobile. Se poi non mi si vuole credere pace, non vedo che disputa si possa intavolare quando uno fornisce dei dati che sono ovvi e non viene creduto.

            Al massimo posso investire il mio tempo per scrivere della fisica aristotelica, come dicevo un blogpost sull’arte della scienza della guerra e della battaglia, specialmente navale che è la più complicata, medioevale e antica. Ma è molto difficile, non ho qua i miei libri, ed inoltre è molto difficile trasmettere il messaggio e rischio di lavorare da matti per niente, per quanto sia estremamente affascinante sia dal punto di vista storico (non è che la teoria copernicana era rigettata basandosi sul nulla, la scienza, che forniva risultati e faceva atterrare le palle di cannone e vincere Guerre, era consistente con un’altra visione scientifica dell’universo che male si sposava con l’inerzialità necessaria a un universo di una Terra rotante!), che in ottica contemporanea (quanto stiamo facendo lo stesso?).

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            • A proposito di terra rotante… hai visto il video virale che mostra quel teologo arabo che discorre dell’aereo che vola verso la Cina?
              0_0

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            • Beh e’ circa un discorso di Fisica aristotelica neh 😉 (un tantino volgarizzato, perche’ c’erano delle versioni della relativita’ galileiana anche nella fisica aristotelica). Loro lo hanno fondamentalmente mutuato da Avicenna, che e’ stato forse il piu’ grande studioso di Aristotele, e alcuni di loro li si son fermati. Non e’ comunque cosi’ diverso da quando gli evangelisti della Bible Belt parlano di creazionismo 😛

              Piu’ che altro il tizio fa molto ridere quando discute della Kaaba che casca dal cielo e quindi la Terra non puo’ ruotare se no non si sarebbe ritrovata a La Mecca.
              Quindi Allah e’ onnipotente ma il tiro al piattello con bersagli mobili gli riesce male? 😀

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      • Minstrel, qual’è il punto qui?
        Quel che dice Andrea corrisponde esattamente a quel che affermiamo da sempre: la scienza positiva e la fisica in particolare è un mito la cui validità non è basata sulla ricerca del vero o del falso ma dell’operazionale oppure no nel quadro di una cultura data.
        Ma sono sicuro che non ho capito il nerbo della discussione.
        😉
        In Pace

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  9. Scrive il p. Cavalcoli:
    «… Una riforma della Messa potrà essere pertanto più o meno felice,
    potrà avere bisogno successivamente di un’altra riforma
    o del recupero di quanto si aveva dismesso,
    ma non potrà mai alterare l’essenza della Messa.
    Supporre che il Papa
    possa indire una Messa eretica o modernista o filoprotestante,
    è a sua volta un’eresia,
    non in riferimento al suo potere pastorale,
    ma in quanto maestro della fede,
    dato che la Messa è un Mysterium fidei.
    Nella Messa bisogna quindi distinguere il cerimoniale dal rituale.
    Il primo può cambiare ed è di diritto ecclesiastico:
    il secondo è immutabile ed è di diritto divino…»
    Cristallino. Bellissimo e cristallino.
    Ma come tutti i cristalli, terribilmente fragile, oggi.
    Fragile, perché presuppone la compiuta reversibilità tra l’essere e il linguaggio che lo esprime, la totale strumentalità del linguaggio a vantaggio dell’idea.
    Non è così o, almeno, oggi non è così.
    Il linguaggio, ma non solo il linguaggio parlato, ma qualunque tipo di espressione e manifestazione, non sono affatto neutri e neutrali.
    L’essenza, senza l’ “essere qui ed ora”, è solo “es-senza”, “senza essere”
    Se metafisicamente è vero che “operari sequitur esse”, fenomenologicamente “esse (n.b. quello “partecipato”) sequitur operari”.
    Ciò non significa, automaticamente, che il Vaticano 2 e papa Paolo VI abbiano sbagliato a/nel fare la riforma liturgica (né che p. Calmel abbia in tutto o in parte ragione).
    Significa, soltanto, che non è affatto indifferente il COME ed il PERCHÉ è stata, talmente poco indifferente da dover orientare la riflessione in merito e predeterminarne gli esiti…
    Con questa “non indifferenza”, “non neutrità” (scusate il neologismo), “non neutralità” bisognerà per forza, prima o poi, misurarsi.

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    • Ottimo commento di P. Cavalcoli,o.p. e interessante commento tuo: è un punto sul quale conto venir ridiscutere sul blog proprio nel quadro di una riflessione sulla legge morale.
      Vedremo. Grazie ancora.
      In Pace

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  10. ahahah sintetico artificiale o ristretta lana o cotone

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  11. seta cinese di como ke arriva da marc polo’

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  12. Simon: “Il tema [omosessualità] è entrato, è vero ma è anche vero che colla “famiglia” è un tema che c’entri poco aparte l’aiuto da portare alle famiglie che si trovano con figli che avrebbero queste tendenze o i figli adottati da coppie dello stesso sesso.”

    Come tentavo di far capire più su in questo topic, il tema o da un verso o da un altro, c’entra. Vediamo un altro verso che ho tentato di accennare anch’io e che ora ritrovo in questo “pensatore” (chi è?) – cioè il possibile cambiamento della teologia morale anche riguardo a uomo e donna.

    Qualcuno più su mi chiedeva il nesso tra omosessualità e famiglia.
    Eccolo.
    Ve lo ricordate il blog nato per seguire i lavori del Sinodo sulla Famiglia?
    Guardate un pò il post pubblicato pochi giorni fa, parla di omosessualità e di sessualità uomo-donna:
    http://ilregno-blog.blogspot.it/2015/02/omosessualita-occorre-una-nuova-morale.html#more

    P.s. e perché lo pubblicano su quel sito?
    (voi magari conoscete i tenutari del blog meglio di me)

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    • Quel sito è al cattolicesimo alla stessa stregua che i siti tradi-.prot.
      Cioè, se è vero che sono battezzati cattolici e che ci sono anche sacerdoti, nei due casi non fanno Teologia Cattolica, ma filosofia religiosa come direbbe Mons. Livi; i primi cancellando quel che lo Spirito Santo insegna fin dall’Antico Testamento e negli ultimi duemila anni e i secondi considerandosi i maestri e i giudici della retta interpretazione della Tradizione.

      Molto più cattolico, invece, è di tener conto dei vincoli che lo Spirito Santo ci impone: insomma hai la scelta sia dici che le regole di armonia musicale non fanno senso e provi a fare della musica senza queste regole ( e buona fortuna per riconoscere “musica” nella produzione), sia dici che sei il solo a capire le regole dell’armonia e ad interpretarle secondo la tradizione musicale alla faccia di tutti i musicologi veri, sia riconosci che ci sono vincoli e limiti nel fare musica e con intelligenza generi nuova altissima musica coll’aiuto dei musicologi veri.

      Vedi, Trinity, in quell’articolo di quel vescovo ultra-progressista che ha ben poco pensare cattolico appare chiaramente un problema di fondo che non vuole considerare: l’uomo e donna sono all’Immagine di Dio. Quel che lui propone è cambiare l’immagine stessa di Dio rifiutando quella che DIo stesso ci ha indicato.

      È sempre l’antico peccato del vecchio tentatore: voler fare un dio alla nostra immagine e non, al contrario, lasciarci sagomare alla Sua Immagine.

      Ci sono atti neutri che prendono valenza morale dal contesto, ma ci sono atti intrinsecamente malvagi indipendentemente dal contesto come l’adulterio, come lo strozzinaggio, come gli atti sessuali contro-natura, come il non pagare la loro giusta mercede ai lavoratori, come l’indurre i piccoli in scandalo, come il non onorare il padre e la madre, etc etc.

      Come già espresso altrove colla cartina da tornasole: dimmi come ti situi rispetto alla Humanae Vitae e io ti dirò quanto stai bene nella tua pelle e nel tuo cattolicesimo: e questo Mons Richardson purtroppo mi sa proprio avere tantissimi problemi personali da risolvere…
      In Pace

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      • Aggiungo:
        Le argomentazioni poggiano su una richiesta di “prove” che non sarebbero mai state fornite dalla “Chiesa”, come se secoli di Magistero non fossero stati. Infatti non ci sono riferimenti a documenti magisteriali.

        Si fa appello alla Realtà, ma nello scritto si confonde Realtà con Mondo Occidentale (sembra sia l’unico che abbia diritto di esprimersi in materia)

        E altre amenità. La solita falsa e fuorviante contrapposizione posizione deontologica/posizione teleologica.

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        • Dimenticavo:
          Scritto molto utile perché articolata e istruttiva descrizione del programma (in materia sessuale) della “corrente progre-prot” (se mi passate il neologismo): ti promuovo con ogni mezzo la contrapposizione etero/omo, ti smonto il magistero in materia di sesso etero, poi ti smonto il magistero in materia di sesso omo.

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        • Infatti bisogna uscire da una visione deontologica tipicamente protestante ed anglosassone.
          Dobbiamo tornare all’etica secondo Radcliffe: quella del senso e del significato degli atti.

          Personalmente sono stufo delle deontologie, regole del gioco campate in aria: questa non è la Buona Novella.

          La Buona Novella è che quel faccio con Cristo aiutato dallo Spirito Santo ha senso per il Padre.
          In Pace

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          • Azzarderei che agire mossi dallo Spirito Santo, ci permette di agire CON Cristo, IN Cristo e PER Cristo a Gloria di Dio Padre 😉

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          • Domanda: Non sarebbe utile smontare pezzo per pezzo questa richiesta pseudo – teologica? Possono sembrare palesi alcune forzature (ad esempio l’extrabiblicità di un Magistero, baggianata protestante da brividi), ma altre sono più sibilline.
            Ad esempio il “mettere l’accento sull’atto fisico invece che sulla persone e le relazioni” è una frase che potrebbe ingannare non poco. Uno sarebbe tentato di dire: accidenti ha ragione!
            PECCATO che la PERSONA è un integrale: è relazioni e atti fisici! E mettere l’accento sulle “relazioni” ANZICHE’ gli “atti fisici” è COMUNQUE demolire la “Persona” in quanto tale.
            Ossignùr…
            Ma questi ci sono o ci fanno?! 0_0

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    • Trinity, se anche volessimo affermare che gli atti omosessuali non sono peccato, resta un mistero quale sarebbe il nesso tra atti omosessuali/omosessualità e famiglia. Non esiste alcun nesso trinity, c’è la più totale ed assoluta estraneità.

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    • Il blog è legato alla rivista “Il Regno” la quale è prodotta dalle Dehoniane. Questo so.

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  13. Ho appreso solo di recente che non ti piace Vatican Insider, Minstrel….
    Però è carino dai con le fotine scorrevoli e c’è la cronaca di tutto un pò 🙂

    A parte gli scherzi, bella la riflessione a conclusione della seconda giornata degli esercizi spirituali quaresimali
    http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/esercizi-spirituali-spiritual-exercisis-ejercicios-espirituales-39367/

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    • A me non dispiace Vatican Insider: lo leggo quotidianamente.
      Ma sono affezionato ad Andrea Tornielli debbo dire.
      In Pace

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    • Devo scusarmi per il misunderstanding. Vatican Insider è comodissimo e mi capita di leggerlo.
      Semplicemente non è fra le mie letture quotidiane perché preferisco leggere le opinioni della cronaca piuttosto che la cronaca, sono più per gli editoriali ecco. Per questo giro tutti i giorni vari blog e magari su VI ci vado una volta ogni due settimane.
      E’ per questo motivo in fondo che chiamai all’inizio la mia rubrichetta “Blog dei blogs”, perché quelli leggevo ai tempi e nemmeno mi schiodavo. 😀
      Ed è anche per questo che a volte mi perdo dei gran bei pezzi… ma qui arrivate voi in soccorso! 😉

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  14. “P.s. e perché lo pubblicano su quel sito?”
    Domanda iper-ingenua.
    Come non si sapesse “chi” sono e cosa preparano. Lo ha ben mostrato A. Cochin e ripreso V. Beloradsky, prima vengono le burocrazie e poi le rivoluzioni…

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    • E vabbè sarò ingenua ma anche no: se faccio la domanda significa che cerco la risposta, anche come la tua. Non conoscendo i blogger implicati nel progetto, mi chiedevo se pubblicano per pura cronaca oppure a sostegno di tizio o caio (non ho tempo di leggere tutto).
      Tu sei sempre informatissimo e sembri parlarne anche per competenza professionale (mi sembra di capire)….quindi benvenute info 😉

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  15. Da un amico di crocevia facebook, un suggerimento di lettura per la sezione for men only Da uno status Fb di Costanza Miriano. Lo trovate condiviso sulla pagina del blog, richiamato anche nel widget a destra.
    titolo: troppe donne insegnanti…

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  16. E per la cronaca, decisamente sì, troppe donne insegnanti. ( e troppo poche presidi, ma se devo giudicare in base alla mia esperienza…e vabbe’, troppo poco per fare una statistica).

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  17. Allora chiariamo?
    Ok chiariamo 🙂
    (anche se l’ho già detto in tutte le salse)

    Io sono contro gli uomini maschilisti, come lo è qualsiasi donna mentalmente sana.
    Proprio li detesto (sono capaci di farmi dimenticare la cristiana carità).
    Io sono pro gli uomini virili, come lo è qualsiasi donna mentalmente sana.

    Perché sono contro i maschilisti?
    Fondamentalmente per i seguenti motivi, ma ne avrei centinaia e centinaia:

    1) i maschilisti si comportano come i bambini: prepotenti e incapaci (laddove “prepotenti e incapaci” è uno stato normalissimo per i bambini che ci fa tanta tanta tenerezza, ma diventa una caratteristica disastrosa, insopportabile in un uomo)

    2) i maschilisti NON danno il loro contributo maschile alla soluzione dei problemi: al contrario CREANO problemi e portano la donna all’esasperazione perché (nel caso di compagno/marito) si trova praticamente ad essere una ragazza-madre, cioè madre del proprio compagno-bambino. Il quale però si diletta a recitare “da uomo”, quindi di guai ne combina proprio tanti. Se poi ci sono figli (veri), la devastazione è doppia: la donna si trova con veri bambini da crescere e con un uomo-bambino da gestire nel contempo.

    3) i maschilisti si lamentano delle femmine, delle donne, delle femministe e di tutto ciò che gli pare limiti la loro mascolinità: l’importante è non considerare MAI le loro personali responsabilità di essere uomini falliti – e quindi non si decidono MAI a porre rimedio ai loro disastri.

    4) i maschilisti ci fanno diventare isteriche e poi si lamentano che siamo isteriche

    5) i maschilisti non permettono alle donne di realizzarsi, perché serve un uomo per realizzare una donna, e serve una donna per realizzare un uomo. Noi donne ci siamo. Voi uomini no. (mi riferisco alla maggioranza dei casi ed è certo che mi sto riferendo a casi autobiografici, parenti, conoscenti, amiche and so on).

    I maschilisti mi fanno arrabbiare molto, soprattutto perché ce ne sono TROPPI (in tutti gli ambiti e settori della vita), e io, pur amando visceralmente i bambini, NON TOLLERO gli uomini-bambini.
    Se di maschilisti ce ne fossero POCHI non perderei nemmeno tempo a scrivere questo post!! Se ce ne fossero pochi, semplicemente ignorerei quei pochi mammalucchi e me ne fregherebbe zero di qualche stupidotto in più al mondo. Invece, purtroppo, la mancanza di uomini virili e la sovrabbondanza di maschilisti sta distruggendo il Mondo, la Terra, l’Universo, la Creazione, il Progetto di Dio.
    La mancanza di VIRILITÀ, sostituita con becera insulsa PREPOTENZA sta distruggendo la Creazione.

    E non sono nemmeno tanto d’accordo con la Costanza Miriano che, se ho capito bene (in “sposati e sii sottomessa”) consiglia a noi donne di fare/non fare QUALCOSA per fornire una sorta di aiutino pedagogico all’uomo sulla via della sua perduta maschilità: in pratica la donna sempre colonna (!) portante (!) DEVE essere, anche nella proposta della Miriano.
    (infatti “sposala e muori per lei” esce dopo “sii sottomessa”. Cioè lui fa sì qualcosa, ma sempre DOPO, e probabilmente lo fa sulla scia del successo editoriale, non era mica previsto).

    E NO!!!!!!!! Cioè adesso NOI donne dovremmo ANCORA fare e fare e fare ancora qualcos’altro per far formare gli uomini incapaci di essere virili????
    E NO!!!!!
    Ricapitoliamo: Dio crea l’uomo e poi gli toglie la costola.
    Chiaro?
    Chiaro?
    Quindi, ORA, gli uomini DEVONO FARE QUALCOSA per diventare uomini virili che dovrebbero essere e NON aspettare che le donne, ancora e ancora, nei secoli dei secoli risolvano il loro problema di virilità. Siete VOI uomini che dovete risolvere il VOSTRO problema.

    Si ricorda inoltre che “fare qualcosa” dovrebbe andare un pò oltre che leggere/scrivere libretti, articoletti, e riempire i blog di proclami. Anche i proclami sono sintomo inconfondibile di maschilismo. Quasi sempre sono espressione della solita becera prepotenza, o dell’aspirazione al perduto potere prepotente. Potere prepotente che comunque oggi continua a dominare il mondo.

    (Ve l’ho detto: a me non mi fregate più. Vi riconosco anche tramite internet e nonostante la virtualità. I concetti son sempre quelli rimestati in mille minestre: provengano essi da un operaio, da un impiegato, da un manager, un intellettuale o un prof universitario.
    Per me è facile stanarvi, perché ho superato già da un pò la fase in cui mi facevate tanta pena e mi strappavate un sorriso, ero mossa a compassione dal bambino che era in voi. Ora vi vedo: e quel bambino è mostruoso. È una deforme mostruosità. Ora mi fate solo inca##are – ed è inca##amento serio. Traduzione: Gianchi falla finita che la misura è colma. Lyco: non ti ho ancora capito del tutto e non vorrei azzardare giudizi, ma se stai sulla via di Gianchi….RAVVEDITI!!!)
    Ravvedetevi e cercate la via della virilità.
    NIENTE SCUSE.

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    • Cara trinity, concordo con il 90% di quello che hai detto. Non concordo su quello che hai detto della Miriano, che è una donna eccezionale, una testimone intelligente e credibile di cui ho grande stima.

      Quando ti arrabbi diventi simpatica, per cui vorrei darti un piccolo suggerimento. Non mettere mai troppo sul personale le questioni che si trattano su un blog, altrimenti rischi di perdere la serenità. Soprattutto non tranciare giudizi sulle persone. Giudica e condanna, se lo ritieni, le opinioni, ma non attaccare mai le persone. Questo è davvero fondamentale per rendere un blog utile alla crescita di tutti.

      Buona domenica.

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      • Caro Giancarlo,
        non mi arrabbio e non perdo serenità: trovo interessante scrivere nei blog e ci scrivo, trovo interessante scambiare idee e le scambio 🙂
        Vedi, tu in questi giorni hai auspicato la guerra di religione in un pubblico blog, con toni davvero deliranti. E ora fai tanto il magnanimo e mi inviti alla serenità nello scambio di idee. Di certo sono più serena di te (se si deve giudicare dagli scritti).

        Sul fatto di “non andare sul personale”, credo che un pò tutti in rete andiamo sul personale, individuando idee, argomenti o utenti che ci sembrano simpatici/antipatici – paradigmatici dei nostri sentimenti e idee.

        I giudizi che do (se tali si possono chiamare perché giudico solo gli scritti) sono molto meno trancianti dei tuoi che dai regolarmente su di me (vedi esempio quando mi hai scritto di andare con i miei “amici LGBT”, giudizio che non voglio nemmeno definire e che si definisce da solo, se lo sommiamo a quello dato da te poco prima di “luridi viziosi” agli stessi….quindi per te io sarei….?).
        Poi…Giancarlo, su, non fai altro che giudicare il Papa e le sue singole parole e frasi. Andiamo dai, non fare il furbastro con me e venirmi ora a fare la predica sul “non giudicare le persone”. Caro Giancarlo: io giudico gli scritti, mica le persone. (Dico bene?)

        “Non attaccare mai le persone”
        “Per rendere un blog utile alla crescita di tutti”
        Giancarlo, tu ti rendi conto vero di tutte le volte che mi hai attaccata su questo blog? (ma appunto: a te tutto è permesso, salvo poi farmi pure i predicozzi magnanimi)

        Sulla Miriano: che c’entra? Anch’io ho stima di lei ma non concordo sulla sua idea che l’iniziativa dovrebbe – in qualche modo – spettare di nuovo alle donne per “ripristinare” gli uomini. È proprio quell’intervento “extra” di presa in carico di responsabilità che ha determinato….i bamboccioni. Quindi per me quello che propone la Miriano è solo un’apparente rivoluzione (o meglio contro-rivoluzione).
        Io sostengo che: solo a fronte di un certo uomo, allora ci potrà essere una donna che comportandosi come insegna la Miriano potrà ottenere un qualche risultato di cambiamento familiare e sociale.
        (potrei farti tanti ma tanti esempi di donne che si comportano e si sono comportate in quel modo con un bamboccione-maschilista, e in quel modo si sono tirate addosso solo tragedie. Purtroppo, a fronte del bamboccione, spesso prepotente, non ti resta altro da fare che infilare i pantaloni e mandare avanti la famiglia – e magari mentre tutti all’intorno pensano che sia lui a farlo. Mi spiace per la Miriano, ma sono proprio sicura che lei si stia riferendo a casi di donne, lei compresa, che hanno sposato un uomo virile – e NON SONO state loro ad insegnargli virilità, ma l’hanno solo assecondata).

        Per il resto, buona domenica anche da parte mia.

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        • Concordo sul trovare i commenti di Giancarlo (l’ho sempre pensata così, non è una novità…) alquanto “schizzofrenici” o in parole più semplici “prima razzola male e poi dice bene” quando poi no si trova ad accusare gli altri dei suoi stessi “fotocopiabili” atteggiamenti… e caro Giancarlo dovresti prendere in cosiderazione la cosa quando in più di uno o due (così p stato anche in passato e ina ltro blog) ti fanno le stesse osservazioni, non pensare che si è formata una “coalizione che ce l’ha cont te” (che per la verità NON me mne può FREGA’ de meno…).

          “Io sostengo che: solo a fronte di un certo uomo, allora ci potrà essere una donna …”
          Io sostengo di no… credo che la strada sia una e una sola. Se dobbiamo ragionare diversamente allora c’è chi si merita il nostro perdono e chi no… e se Dio facesse così con noi, mi sa che saremmo tutti fregati! (che qualcuno pensi di essersi “meritato” qualcosa sono ben consapevole…)
          Tu hai ragione Trinity a ricordare situazioni concrete che hanno apparentemente portato a risultati funesti… o apparentemente “funesti” perché ci sono dinamiche e cambiamenti che non siamo in grado di valutare appieno in ordine alla Salvezza… so di casi poi di cambiamento e conversione negli ultimissimi giorni di vita di alcune persone (chi ha capito poco o nulla dice “comodo” – chi ha a cuore la salvezza di un’anima la vede in modo diverso e cmq se fu “comodo” o meno lo giudicherà il Signore).
          Chiaro che entrare nei singoli avvenimenti delle singole persone è cosa ben diversa e ci vuole un gran discernimento perchè non è detto che una posizione “forte”, un allontanamento, un “sonoro scapaccione” (per usare un’immagine…) non sia un atto di Amore e di Misericordia, ma dei singoli casi non possiamo fare “linea generale”, che è quella che deve sottendere ad ogni discernimento “particolare”…

          Spero di essere riuscito a farmi intendere 😉

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          • Sì certo, grazie.
            Spero anch’io di essermi spiegata (commento delle 13.03)
            Se facciamo analisi prettamente cristiana, concordo con te.

            ….solo che….anche là….un quid di diversa interpretazione io ce lo vedrei. Solo per fare un richiamo veloce, al volo, che spero non faccia confusione più di prima: la stessa Chiesa, tramite la Sacra Rota, considera tutta una casistica in cui non c’è “perdono”, diciamo così….. (nel senso che se ti comporti in certa maniera non puoi appellarti a niente ed il matrimonio può risultare nullo fin dall’inizio…e non è questione di perdono/non perdono).
            Invece, ripeto, cristianamente e ad essere fedelissimi al Vangelo: hai ragione tu.

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            • Si, infatti… ma la “nullità di Matrimonio” (Matrimonio MAI essitito per usare termini semplici) non ha nulla a che vedere con “perdono o non perdono”…

              Gli stessi motivi considerati validi per un giudizio della Sacra Rota in caso di nullità non sono specificatamente legati al giudizio di ciò che è avvenuto “dopo” il “non.matrimonio”…

              Voglio dire che per assurdo, i due potrebbero andare “d’amore d’accordo” e scoprire di avere un matrimonio nullo, perché – è uno dei casi – non contratto in piena libertà… non so se ho reso?

              Di fatto uno dei rischi del ricercare la nullità di matrimonio in caso di gravi conflitti, è quella di trovare un strada per liberarsi di una croce o di una pesantissima (non discuto…) prova, nellla quale però il Signore può chiamarti ad entrare proprio con la logica della Croce a Lui affidata e da Lui sostenuta… che è cosa ben diversa dal cercare di fuggire dalla propria Croce.

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            • Dove si torna quindi? Alla “magica parolina ” (scusate la facezia su questione in realtà serissima…): D I S C E R N I M E N T O.

              E quando ce ne troviamo del tutto sprovvisti, implorare il Signore che ce ne faccia dono, anche eventualmente attraverso persona/e fidata/e in seno alla Sua Chiesa (sacerdote, confessore, guida spirituale, ecc) di cui fidarsi e a cui affidarci, evitando però la peregrinatio in cerca del medico che ti dia quell’unica sola cura: quella che TU ha già deciso per te stesso!

              😉 😐

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            • Quando poi non sussitono ben più tristi motivi, come quello di poter semplicente ratificare nuovo matrimonio su relazione adulterina che si è già posta in essere quando comunque, sul primo Matrimonio (o non-matrimonio) non vi è stato ancora pronunziamento…

              Ma questo attiene alle meschinità e debolezze umane e ognuno delle proprie, risponderà a Dio…

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    • @Trinity, maschilismo ha la stessa valenza (di genere opposto) del femminismo di cui più facilmente vengono stigmatizzate le conseguenze storico-sociali-spirituali (ovviamente non da tutti, ma ci siamo capiti).

      Sul commento che fai rispetto il “Costanza-pensiero”, forse dovresti prima leggere il libro, ma certamente il tuo “se ho capito bene” e da rivedersi in un “non hai capito bene”… 😉

      Di fatto il pensiero, la “filosofia” che sottende al libro, al titolo “provocatorio” ma di chiara generi paolina, è quanto di più vicino al Vangelo si possa immaginare e non tanto e non solo al comportamento e all’agire delle mogli rispetto al marito, perché non è difficile andare oltre e vedere che è lo stesso atteggiamento spirituale e poi “pratico” adottato da Cristo stesso verso noi tutti, ma anche verso i peccatori, quello cioè di trasformare radicalmente i cuori attraverso l’Amore.
      E questo per una moglie (ma si badi bene al marito non è chiesto nulla di meno ,,,anzi!) è anche farsi carico del limite -ma diciamolo pure senza timore di scandalizzare – del peccato del marito (che non è avvallarlo, approvarlo, ecc. ecc. – credo superflue precisazioni)… Cosa ha fatto Cristo con il mio il tuo il nostro peccato? La risposta la conosciamo.

      Questo è anche l’ UNICO antidoto a quello che SPACCA le famiglie oggi, la mancanza di una “virile” (qui ci sta) capacità di farsi carico, sacrificarsi (fare cosa sacra), per il peccato dell’altro e PERDONARE ( cosa, quanto, come? Non dovrò mica spiegarvelo io… 😉 ) che è la MASSIMA espressione dell’Amore, che fa sentire l’Altro amato così come è, che da all’Altro la capacità e il desiderio di vedere il proprio peccato SENZA sentirsi giudicato, perciò senza DIFENDERSI entra in un desiderio di bene e di ricambiare colui/colei dal quale è stato perdonato cambiando se stesso (conversione).

      Tutto ciò non avviene in un attimo, come per magia, non esclude sofferenze, combattimenti e ulteriori cadute, ma è l’unica garanzia per NON entrare in una triste spirale dove alla fine l’Altro diviene il tuo NEMICO anche quando puoi (condizionale) avere tutte le ragioni del mondo – e nessuno di noi ha “tutte le ragioni del mondo”, ne a sua volta può dirsi esente da peccato…
      Tutto ciò poi avviene SOLO con l’aiuto santificante di tutti i Doni di Grazia che il Signore concede a chi mette mano a quest’Opera (qualunque sia la tua posizione nell’ipotetico o reale conflitto).

      Facci un pensierino 😉
      E intanto Buona Domenica.

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      • Bariom, grazie della riflessione che comunque rimane utilissima.

        No, non ho letto il libro, ma solo decine di recensioni (anche dettagliate) e ho letto la Miriano in vari interventi sul blog.
        Ci sono due piani di lettura: se ci riferiamo a quello cristiano, concordo perfettamente con te e però direi che il discorso vale in ogni rapporto interpersonale – e non si può ritenere come specifico del rapporto moglie-marito. Sul “sottomessa”, certo che ho capito il riferimento paolino (anzi l’ho spiegato pure io in giro per la rete difendendo la Miriano in quel senso).

        In questo caso però io mi stavo riferendo all’altro piano di lettura, quello rivolto a tutti, a tutte le donne, anche non credenti: la proposta psico-pedagogica che sottintende la Miriano. E là per me casca l’asino…..come ho spiegato nel post di risposta che ho scritto poco fa Giancarlo.

        PERDONARE e farsi carico del peccato del marito o della moglie.
        Certo Bariom, ma qui entriamo pienamente nel significato del matrimonio cristiano (e anche nel fidanzamento cristiano, aggiungo io) ed è, a mio avviso, una lettura molto profonda del libro della Miriano….anzi direi che lo sapevamo anche un pò prima di quel libro…. al quale comunque riconosco il merito di aver sollevato il dibattito.

        La mia riflessione sul maschilismo parte piuttosto dalla contrapposizione al virilismo – nel senso iniziato dalla serie For Men Only. Secondo me, oggi la maggioranza degli uomini non distingue le due cose: e ci ritroviamo (anche noi cattolici) con autentici bamboccioni (infantili e maschilisti) che “dovrebbero” condurre le loro famiglie su sentieri di maturità e maturazione personale. E ai quali le donne dovrebbero essere “sottomesse” (in senso paolino).
        Capisci che…qualcosa non torna?
        Secondo me la donna cattolica da molte generazioni si comporta così… ed è l’uomo che OGGI dovrebbe maturare quel passo in più
        (ovviamente parlo in generale o al massimo in particolare per Gianchi… scherzooooooo)

        Buona domenica a te 🙂

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        • @Trinity, potrei semplicemente aggiungere sono d’accordo… punto. 😉

          Ma voglio aggiungere qualcosa per chiarire:
          Non credo e non so con certezza se Costanza voglia presentare la visione Cristiana del Matrimonio come cura per ogni tipo di rapporto uomo-donna, perché, come giustamente dici, quello proposto è il modello che vale o dovrebbe valere PER OGNI CRISTIANO.

          Ora è “esportabile” ipso facto? Anche solo restringendolo all’atteggiamento di PERDONO?
          La risposta è assolutamente NO, se lo vogliamo applicare solo come atteggiamento psico-sociale-pedagogico-curativo… perché il PERDONO (quello Cristiano), l’amore al NEMICO, NON è APPLICABILE fuori della dimensione di un serio e profondo cammino di Conversione (tant’è che neppure a tanti cristiani è del tutto chiaro e tanto meno praticato… o sbaglio?).

          Quindi NON è proponibile? ASSOLUTAMENTE SI… così come ci troviamo a proporre sempre qualunque su qualunque altro argomento un visione diversa da quella del Mondo… non perché sia facile o perché sia come prendere una pastiglia, ma perché chiama a conversione…

          “Voi che il tuo Matrimonio si salvi?” Non è fai così e cosà, ma questa è la strada… e come percorro questa strada per me umanamente impraticabile? La strada non è la regola ma è Gesù Cristo che è al contempo la Via e il Maestro, chi la strada indica e chi ti conduce…
          Perché i libri della Miriano hanno indiscutibilmente riscosso tanto successo (e creato anche tante polemiche)? Perché a tante donne e spero anche uomini credenti, hanno detto una cosa per NULLA nuova (per me – senza volermi dare arie – come per te NON dicono NULLA di nuovo) ma evidentemente forse dimenticata… dimenticata nella prassi forse più che in una sostanza che rimaneva però lettera morta.
          Forse ha detto qualcosa anche a donne (e spero uomini) non credenti, perché le dinamiche e conflittualità che si vivono sono le stesse – come è giusto che sia – ma la chiave di lettura e i risultati che si possono intravedere sono di segno opposto a quello che si considera come inevitabile… cioè in questo caso la separazione, ma una separazione – come fatto in sé – nessuno la vuole, perché al di là del carico più o meno gravoso di sofferenza, E’ e rimane un FALLIMENTO.

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        • Risé si trova a “curare” un bel po’ di quegli ESSERI UMANI infantili e maschilisti, ma la lezione che ne trae è l’opposto di crescere censurando il proprio essere sessuati (anzi, questa censura è la radice dei vari -ismi, ovviamente rimproverabili, ma troppo spesso rimproverati, per forza di cosa biologica, “dal di fuori”).

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          • E chi sta censurando?
            Ho detto che non vanno curati dalle donne e che la cura non può essere femminile (vedi Miriano) se non vuoi ritrovarti daccapo. Lo dici pure tu che li vediamo dal “di fuori”, quindi non siamo noi donne a possedere la chiave del problema.
            Chi ce l’ha e chi non la usa?

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    • Comunque tutta questa storia di “bamboccismo”, mi sembra una conseguenza di “mammismo” cioè casi di giovani (e meno giovani) adulti il cui padre non è stato capace di tagliare il cordone ombelicale dalla mamma al momento giusto.

      Se il ragazzo ha sempre la mamma che gli fa tutto e per guadagnarsi i soldi c’è il papà che glieli rifila e in cambio manco aiuta in casa, di certo sarà un peso morto in quanto fidanzato e marito, che si crede il centro mentre dovrebbe essere il motore.

      Tra le mie (molto personali) categorie per sapere se un ragazzo va bene come futuro marito di una ragazza per bene ho sviluppato lungo gli anni la lista seguente, che non garantisce in sé nulla, ma evita gli errori di scelta madornale; dal più al meno importante: (1) deve esse qualcuno che è ingaggiato nel servizio del comunità civile (capo scout, pompiere, attività benevola tosta, etc); (2) deve essere qualcuno che ha finito la sua formazione professionale/studi nei tempi minimi (non massimi!) impartiti e qualcuno che ha mostrato nel passato sempre finire quel che ha cominciato; (3) deve essere qualcuno capace di sottomettersi con intelligenza alle restrizioni della vita (aver fatto il proprio servizio militare, il che mostra che ha tutti i pezzi psichici e fisici; capace di lavorare minimo 3 anni in uno stesso posto, etc); (4) provenire da una famiglia i cui genitori non sono divorziati (questione di immagini mentali sul matrimonio e le responsabilità relative); (5) idealmente, cattolico romano praticante (o perlomeno cristiano coerente).

      In Pace

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      • Fortuna che hai detto che la tua lista non garantisce nulla. 😀
        Stando ai tuoi punti, mio suocero avrebbe dovuto buttarmi fuori di casa appena conosciuto e forse avrebbe fatto bene sotto un certo punto di vista. Ci sono stati anni nei quali la nostra coppia si è scontrata con il mio non essere all’altezza del matrimonio ed è solo grazie a Dio e a mia moglie se oggi il “ponte del noi” c’è ancora ed è bello solido.
        Per questo da un lato penso ci sia possibilità per tutti di crescere, anche oltre il tempo “utile” (leggasi durante il fidanzamento), dall’altro ritengo che le donne (non solo le madri, ma anche le mogli) siano fondamentali per la crescita di un uomo in quanto tale.
        Questo per rispondere a Trinity che si chiede “dunque la donna deve anche sobbarcarsi la crescita del marito oltre a quella dei figli?!”.
        Eh ci sono casi e casi…
        Non voglio sembrare polemico, cerco di andare al sodo: a meno di istituti preottocenteschi di matrimonio combinato, la scelta del marito è fatta dalla moglie, no? Se il marito è un bamboccio, lui è un coglione ma lei ha scelto un bamboccio.
        Anche qui ci sono casi e casi.
        Ingannata? Può essere.
        O forse anche la moglie ha dovuto crescere e capire che la “scelta” andava fatta anche con altri parametri diversi dal solo “è figo” e “canta da Dio!”? Può darsi.
        A lui pedalare, ma a lei in alcuni casi sopportare e in altri spronare, anche con incazzature nere e chiarezza cristallina sulle mancanze dello stesso. E in tutti i casi: fidarsi di possibili cambiamenti e affidarsi.
        Se non si è capito, parlo per esperienza personale.
        Senza mia moglie non sarei l’uomo che sono. E senza il mio percorso forse lei non saprebbe cosa deve aspettarsi dai suoi figli come “minimo sindacale”. O almeno non lo saprebbe in modo tanto netto. O per lo meno quando i figli fanno i “bamboccioni” (ed è naturale che lo facciano), li si riprende con tranquillità e senza rancori da gettare su di loro, perché quegli atteggiamenti la nostra coppia li ha “vinti”. Non è poco.
        A me sembra che la polarizzazione in questi casi non sia dannosa, peggio: sia sterile.
        Camminiamo insieme. 🙂

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        • No, nessuna polarizzazione (che nasce tra semmai da quella proposta in For Men Only – e giusto per approfondimento).
          Comunque secondo me rimane il fatto che ci sia parecchia sovrabbondanza di bamboccioni, rispetto a quella di bamboccione (femmine). E non è per gusto di contrapposizione polare o per chissà quale mio femminismo.
          In generale sono d’accordo con te.
          Solo che appena scendo nella casistica (ahimè ampia e di conoscenza diretta) il percorso che tu descrivi tra uomo e donna è rarissimo.

          (inoltre tu descrivi un caso personale, magari durissimo, ma anche “lineare” e accettabile in una normale dinamica di moglie-marito in cui lui è solo un pò immaturo e si sta “formando”)

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          • Uno dei grandi problemi della famiglia, oggi, è la distruzione della figura del padre, che è il ruolo principale del maschio. Alla distruzione di questa figura ha seguito la distruzione di tutti i ruoli maschili, di tutte le sue competenze ed ambiti, dei suoi strumenti e delle sue caratteristiche.

            Questo immane disastro ha pesanti ricadute sui figli, maschi E FEMMINE (non solo sui maschi!); i maschi diventano bamboccioni (non tutti, per fortuna), le femmine diventano feroci virago, incapaci di una vera femminilità, disinteressate al matrimonio e ad avere figli, tutte impegnate nella competizione con i maschi. Tutto questo, naturalmente è DIRETTA CONSEGUENZA DEL FEMMINISMO, che ha spostato la relazione maschio/femmina dal piano della collaborazione/completamento per la costruzione della famiglia, a quello del confronto/scontro per la conquista del potere.

            Come se ne esce? Non lo so. Posso dare la mia personale esperienza. Quando io e mia moglie ci siamo conosciuti, eravamo due persone non più giovani (36 io, 31 lei), esauste ed esaurite dalle loro “esperienze sbagliate”, sconfitte e messe ai margini, con poche residue speranze e molta paura del futuro. Non ricordo con precisione per quale motivo, so solo che subito dopo esserci messi insieme, proposi alla mia futura moglie di andare in un santuario mariano per affidare il nostro amore appena nato alla Vergine Maria. Giovanna accettò con entusiasmo la mia proposta ed andammo subito a presentarci alla santa Madre di Dio. Di fronte agli occhi materni di Maria, anche se in quel momento non ne avevamo la minima consapevolezza, è cominciata la nostra storia della salvezza che dura ancora oggi e che ci ha portato, con tanta fatica, rinunce e sofferenze, ad avere tre figli che sono la nostra gioia, il nostro orgoglio ed il nostro ringraziamento a Maria.

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        • Caro Minstrel,

          quei cinque punti sono più un reminder per tener conto, poi, nella loro giusta concreta perspettiva i casi reali che si profilano.
          L’idea è che per capire chi sia qualcuno bisogna guardare come si è comportato nel passato in certe circostanze: probabilmente nel futuro gli stessi meccanismi si riprodurranno, anche se bisogna sempre lasciare la possibilità per ognuno di migliorarsi.

          Ad esempio, a me sembra importante che ci si sposi con qualcuno che sia capace di dono di sé generoso: le considerazioni del punto(1) qua sopra vertono solamente a dire che qualcuno che si è dedicato per gli altri in attività benevole soprattutto a beneficio di altri e della società ha probabilmente questa fibra della generosità.

          Se desidero che il giovane in questione sia davvero un lavoratore che conduce le proprie imprese al successo, allora è chiaro che il punto (2) cerca di verificare questo elemento assicurandosi che negli studi e la formazione personale ce l’abbia sempre messa tutta come anche nei jobs che ha iniziato e sempre mandato a buon fine.

          Se poi desidero che il futuro genero sia qualcuno capace di adattarsi ad altrui e a non essere troppo egocentrato, allora un’esperienza militare, durante la quale sempre si ha da adattarsi agli altri per definizione, oppure l’aver mostrao capacità di lavorare con un padrone sopportandolo per lungo tempo, potrebbe essere un buon indizio per questa virtù di adattabilità che poi sostiene anche quella di stabilità.

          Quanto al punto 4: in vista di un matrimonio come Dio e la natura comandano, bisogna avere le idee chiare su cosa sia il matrimonio e più che le idee bisogna avere avuto ottimi esempi se stesso che diano voglia di seguire: una coppia di genitori ancora felicemente sposati, non garantisce niente, ma da segni nella buona direzione. Conosco anche schifati dal divorzio dei genitori non vogliono riprodurre questo nella loro stesa coppia, ma…

          Infine è chiaro che un matrimonio sarà ancora più fecondo spiritualmente se i due sposi capiscono perfettamente il significato del Sacramento e hanno l’intenzione di realizzarlo quotidianamente. Da dove il punto 5

          Questo il razionale di ognuno di questi punti: a me sembra importante per la riuscita di una coppia, umanamente parlando, che i due giovani siano generosi, lavoratori, capaci di adattarsi all’altro stabilmente, ben capire cosa sia il matrimonio e infine ben capirne il fine spirituale.

          Ad altri, altri punti potranno sembrare più importanti, e stabiliranno le loro proprie regole.
          Ecco tutto: nessun dogma e solo pratica praticata e praticante.
          😉
          In Pace

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          • Simon& ragazzi, a me un pò dispiace fare da contrappunto che può sembrare polemico (non lo è. Non è polemica. A parte con Gianchi che ci sbecchiamo un pò ma è di certo colpa sua 😛 😛

            I 5 punti di Simon. Eh….può darsi che qualche anno fa quei punti fossero dei riferimenti importanti e io ti avrei dato pienamente ragione a 20 anni. Ero terribilmente matura, ben prima dei 20 anni.
            Oggi, senza scendere troppo nella mia esperienza personale (troppo lunga) e in quella delle mie amicizie…. posso dirti tranquillamente che (purtroppo anche senza saltare nessun punto, militari compresi! che ne conosco un bel pò) quei parametri non danno particolari più garanzie.

            Io lo so che sembro puntare il dito sui maschi, ma capite per favore che se avete un matrimonio che va bene non mi sto certo riferendo a voi.
            Per quanto riguarda il discorso sul femminismo di Giancarlo e sulla voglia di competere delle donne (o di non avere figli), anche con quella analisi io non concordo: state parlando di un mondo che forse vedete in televisione o nei film in cui ci sono tutte queste donne manager in competizione con l’uomo. La mia storia (personale) testimonia cose molto diverse, e anche la storia di molte amiche e conoscenti.
            Inoltre, quello che sto affermando qui (e che mi fa sembrare una specie di agguerrita femminista) lo affermo in realtà da poco tempo, da pochi anni, dopo molta riflessione, dopo molta analisi, anche studio personale e confronto con altre donne – ma soprattutto dopo molti , davvero molti anni (direi da sempre) anni passati ad autoincolparmi, a cercare le mie minime incoerenze, i miei minimi errori: io e molte mie amiche abbiamo passato anni ad autocorreggerci, ad autoincolparci, a cercare disperatamente responsabilità che NON c’erano e non vedendo le responsabilità di altri (che hanno ingannato tante donne e famiglie intere, genitori compresi, tutti scemi? E saremo tutti scemi). Quindi non sto parlando di donne che partono in quarta contro “il maschio” o che per prima cosa pensano/pensavano “è colpa di lui!” del compagno/marito. E non sto nemmeno parlando di donne che mettevano la carriera al primo posto, ma -in molti casi- invece hanno dovuto inventarsi una carriera o uno stupido lavoro per mandare avanti la famiglia, o perché abbandonate di punto in bianco oppure per i disastri (finanziari, in tempi di non crisi economica) combinati dai mariti bamboccioni. Per sapere questi dettagli ovviamente bisogna conoscere a fondo le persone (ad esempio i dettagli finanziari non si possono certo sapere con conoscenza superficiale).
            E, ancora, NON sto parlando di donne inferocite (giancarlo). Le inferocite che ho conosciuto io, lo sono diventate dopo esperienze in cui erano cristianamente “sottomesse” e hanno lottato con le buone e con le cattive, che hanno fatto di tutto ma hanno visto cadere tutti i loro valori come inutili …. e certo, purtroppo per loro, senza arrivare dove sono arrivata io e poche altre donne cioè a dire : ORA FERMA, ORA BASTA, io NON posso arrivare OLTRE perché rinnegherei la mia femminilità e la mia fede.
            Ma quante oggi sono arrivate ad essere belve inferocite, disposte oggi a tutto, anche a rinnegare tutto ciò che sono e in cui credono per adeguarsi al mondo che il maschio maschilista ha creato??
            Maschio maschilista che ha provocato con le sue mani anche l’autocastrazione: la rinuncia alla virilità – l’ultimo stadio.

            Ecco, io credo che solo ad un’analisi superficiale si possa parlare di femminismo come causa della “debolezza” del maschio.
            E perché i 5 punti di Simon oggi non sono più così validi? Perché secondo me le mancanze sono da ricercarsi più a fondo, proprio nella Storia dei Padri: un’analisi che andrebbe fatta un pò più in profondità di quella che state facendo (secondo me eh) e che io vedevo ottimamente iniziata dai blogpost For Men Only, da alcuni interventi di Bariom, di Francesco G. …..ma mi è sembrato solo un buon inizio non sviluppato. E può essere anche che SOLO a me sembri non sviluppato perché, come altre volte mi sembra di aver detto qui…: “ma quanta bella gente conoscete voi!!” – motivo per cui certi abissi odierni forse, buon per voi, non li avete così chiari davanti agli occhi.
            Io di certo non perdo speranza (MAI) che le cose andranno meglio e sono piuttosto serena nella vita reale e anzi porto, per quel posso, molta allegria a chi ne ha bisogno. Però nelle coppie oggi c’è LO SFASCIO, il matrimonio è allo sfascio e certe formulette semplici, o dare la colpa al femminismo…..mi sembra così superficiale….
            Sinceramente io la penso così.

            P.s.
            Io capisco molto bene perché Lieta si è incazzata nera quando sono partiti certi commenti sui For Men Only.

            (io non mi arrabbio solo perché sono una mezza filosofa 😛 non professionista 😛 e perché …anche quando discuto con Giancarlo, ho sempre ben presente che è litigio virtuale 😉 quindi fondamentalmente un litigio divertentente. Ed è divertente soprattutto perché certe cose non mi toccano più da vicino, cioè non ho più a che fare personalmente con maschilisti. Ma magari Lieta ci combatte ogni giorno….e non è certo un caso raro, ragazzi).

            🙂

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            • Io capisco la logica deii “5 punti” di Simon. la capisco come padre, non li condivido tutti e 5… [in particolare che garanzie dovrebbe darmi “(1) deve esse qualcuno che è ingaggiato nel servizio del comunità civile (capo scout, pompiere, attività benevola tosta, etc)” ??!!]

              A parte il fatto che vorrei vedere quanti papabili si possono trovare, poi ne ho visti di bravi ragazzotti cosi impegnati, mandare alle ortiche il loro Matrimonio dopo neppure tanto tempo 😐

              Devo dire che in età mia più giovanile (cmq con figli piccoli in cui proiettavo futuribili aspettative o speranze) ho fatto affermazioni ben più drastiche… la vita insegna che i figli, nella libertà di Figli di Dio e rispondendo al loro libero arbitrio, anche avendo ricevuto tutte le possibili “buone dritte” di questo mondo, prendono decisioni (o anche semplici “cotte”) in direzioni che raramente possiamo “manovrare”.

              Quindi ciò che a noi resta da fare è essere presenti e mantenere sempre, per quanto possibile, quel rapporto che ci consenta di aiutarli a fare discernimento (lo so sembro un disco rotto…) su CHI frequentano, a CHI si legano, per CHI provano sentimenti, che TIPO di sentimenti provano e COME diciamo “gestirli”.
              Questo a noi viene per una Grazia di stato, ma anche umanamente da una esperienza umana che ha fatto tesoro anche dei propri errori e che ai nostri figli possiamo offrire.

              In ultima analis (ma direi come prima cosa…) è poi necessario pregare insistentemente Dio perché mostri Lui ai nostri figli la loro strada (vocazione), che, se passa per il Matrimonio, è necessario si renda concreta nell’incontro DELLA persona che Dio ha “preparato” per loro (come io posso dire aveva “preparato” per me…).
              Nel pregare noi Dio per questo, insegnamo a fare altrettanto ai nostri figli, a chiedere a Dio uno Sposo o una Sposa secondo la sua Volontà… se questo avviene e noi come genitori e i nostri figli come persone, riusciamo a riconoscere i “segni”, ecco che qualunque “punto” di un ipotetico elenco di premesse non ha più alcun valore o quanto meno ha il valore riparametrato alla ben nota distanza tra i nostri pensieri e quelli di Dio 😉

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            • Grazie trinity. Sinceramente non ho ancora capito cosa ha fatto incazzare tanto Lieta e questa mia ignoranza mi fa comprendere come sia fondamentale avere una presenza femminile come la tua, dernhelm o Lidia sul blog.
              And so: thanks!

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            • @ trinity Bariom

              Trovo il discorso di Simon sui 5 punti assolutamente condivisibile. Simon riconduce il problema del bamboccismo (maschile e femminile) all’assenza del padre. Quando un padre è assente, i figli, inevitabilmente, faranno fatica a diventare adulti e responsabili. Naturalmente, anche quando un padre è presente e sa aiutare i figli a diventare responsabili, questi possono comunque fare scelte egoistiche, perché, comunque, alla fine siamo tutti PERSONE LIBERE. Quindi, anche verificando se una persona è capace di assumersi le sue responsabilità, questo non garantisce affatto la sua buona fede. Però, un conto è agire male per malafede, per egoismo consapevolmente scelto; un altro conto è ESSERE INCAPACI DI ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’, cioè essere bamboccioni.

              Ribadisco che uno dei grandi problemi della famiglia, oggi, è l’assenza della figura paterna, la sua distruzione e demonizzazione. A questa assenza è dovuto il grande numero di uomini irresponsabili (quelli di cui parla trinity, i maschilisti). Senza la rivalutazione e restaurazione della figura paterna non sarà possibile avere di nuovo generazioni responsabili, capaci di fare un progetto e realizzarlo. Tutto questo, cioè la ricostruzione e valorizzazione della figura paterna, non potrà essere fatto senza una grande collaborazione tra uomini e donne. Fino a quando continueremo a dividerci e schierarci “l’un contro l’atro armati”, la relazione maschio/femmina continuerà ad essere problematica.

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              • @Giancarlo, tutto ok… non mi pareva comunque di aver toccato questo aspetto del discorso, ma un’altro… o sbaglio?
                Ad ogni modo grazie di avermi inserito come destinatario del tuo commento 😉

                Per completezza si può anche dire che ci sono giovani capaci da assumersi le proprie responsabilità, anche in presenza di un figura paterna che non abbia affatto brillato in questo aspetto… (grazie a Dio)

                Vogliamo aggiungere che si sono magli/madri che anche in presenza di una figura paterna positiva sotto questo aspetto, minano e mettonuo CONTINUAMENTE in discussione con il loro atteggiamento, l’autorità della figura paterna? Potremmo continuare nella casistica su ambo i fronti o entrare in quella altrettanto variegata dei figli e di come questi reagiscano anche di fronte e figure positive, giacché conosco più di una famiglia che – ovviamente stessi genitori – hanno figli con atteggiamento A piuttosto che B, anche se credo si possa dire che, tralasciando casi di problemetiche “patologice”, un “albero buono” difficilmente può produrre frutti decisamente “tossici” 😉

                Tutto ciò per dire: parliamone, discutiamone, confrontiamoci, ma evitiamo di dipingere il mondo solo in “bianco o nero” o cedere alla facile regoletta fisica del “causa-effetto”.

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            • CaraTrinity,

              quei 5 punti possono o non possono essere condivisibili ma l’essenziale di quel che significano ha tutto il suo valore al XXI secolo come anche al tempo di Atene e di Sparta.

              L’ipotesi che ho sempre verificata vera nella vita professionale, personale, sociale e familiare è che non c’è modo di fare andare avanti le cose nei rispettivi ambiti se non c’è un minimo di virtù umane all’opera.

              Queste virtù umane non sono una teoria: sia le persone le hanno e tentano di svilupparle, sia non le hanno ed il disastro è imminente.

              La mia esperienza personale con giovani e meno giovani è che quando i futuri sposi hanno quelle virtù di base da me descritte ( generosità, amore del lavoro, stabilità e fedeltà, prudenza nelle conseguenze del matrimonio, fede, speranza e carità) allora tutti i parametri sono al verde: non c’è nessuna garanzia nel senso che nessuno è una macchinetta, ma almeno il punto di partenza è sano.

              Il tuo scontento rispetto alle tue esperienze maschili sono chiaramente dovute al fatto che le persone in questione mancavano di alcune virtù umane assolutamente necessarie ( anche se non sempre sufficienti).

              Il bello delle virtù umane è che possono essere osservate dalle persone esterne, in quanto una virtù si esercita in atti e gli atti sono del foro esterno. Quindi puoi sempre valutare il livello di virtù di una persona se la osservi su un tempo abbastanza lungo: i cinque punti da me dati sono giusto proposte di osservazioni su tempi lunghi delle virtù rispettive; non sono ovviamente le sole cose che puoi osservare,ne puoi scegliere altre, ma sempre devono riferirsi al mostrare che una virtù in particolare è davvero presente.

              A contrario anche i vizi sono riconoscibili come anche l’assenza di virtù: all’analisi di questi punti si possono benissimo educare le giovani generazioni (ruolo dei genitori) così che imparino a discernere da soli. Quanto alla storia delle “cotte”, credo davvero che (1) sia possibile rendere attento il figlio e la figlia di rimanere casto (spiritualmente eppoi fisicamente) in vista della vera moglie e del vero marito che già esiste anche se non è conosciuto (2) sia possibile avere una vero dialogo continuato delicato, benevolo, positivo e illuminante per il giovane. Fare i genitori è un vero lavoro e una vocazione: i bimbi mica crescono come l’erba selvatica.

              In Pace

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              • “Al contrario anche i vizi sono riconoscibili come anche l’assenza di virtù: … ecc.”

                Sottoscrivo, ottima conclusione a cui mi permetterei aggiungere una considerazione partendo da una domanda:
                “Chi dunque non possedesse tali virtù o addiritttura fosse afflitto da vizi, deve essere considerato inevitabilmente – da scartarsi – un reietto indegno/a delle nostre attenzioni (di genitori e/o fidanzato/a) o del nostro amore (al di là di quello ovviamente che si deve ad OGNI creatura secondo il Vangelo), riferendosi in particolare a quello Sponsale?”

                Fonte di ogni Virtù è il Padre Nostro che è nei Cieli, chi può sconfiggere ogni vizio o schiavitù e Gesù Cristo Nostro Signore e l’Azione dello Spirito Santo… quindi la risposta potrebbe essere non possiamo considerare NESSUNO scartato a priori, ma…. Ma è giusto porre dei punti fermi e una giusta attenzione, prudenza e fermezza (come quando Dio vietava ai figli/e del Suo Popolo di legarsi a figli/e di popoli idoiatri).

                Dato l’assunto che vede la possibilità di avere/ritrovare virtù e vedere sconfitti i propri vizi, se ci si sente seriamente spinti verso persona che non dimostra tali attitudini, lontani da qualunque concupiscenza che inquini il sentimento che proviamo, si faccia in modo che la persona soggetto dei nostri sentimenti, inizi un cammino di conversione serio e concreto, nel quale Dio possa intervenire a convertire, trasformare la sua vita (già il fatto che egli/ella sia disponibile e ben disposto/a e che rispetti la richiesta di un fidanzamento casto – e qui sorgerebbe il problema: lo si chiede dall’altra parte? – si può considerare conditio sine qua non) per non cadere nel tragico errore del “dopo con il mio amore cambierà (!)” (che invero è tipico di molte giovani donne con animo da “crocerossina”), perchè questo è un inganno: solo Dio è capce di cambiare il cuore dell’Uomo.

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            • Carissimo Bariom,
              siamo sula stessa lunghezza d’onda.

              Riconoscere che ci sono vizi nella persona che si vuole amare (come purtroppo in quasi ogni persona che non sia santa) è un atto di razionalità e di sano realismo eppoi concordo con te: l’amore non consiste nel voler cambiare l’altro, ma nell’accettarlo come è senza nessuna pretesa di voler cambiarlo ma, coscienti che quei problemi saranno probabilmente una croce sempre presente, avere il fermo proposito di vedervi un punto personale di miglioramento.

              Per prendere un paio di esempi semplici se mi rendo conto che l’altro è un disordinato, invece di cercare di cambiarlo in qualcuno di ordinato, diventare se stesso ordinato per due. Se l’altro non è tanto spirituale, invece di colpevolizzarlo per il suo poco gusto per la liturgia, ad esempio, creare un angolo in casa che sia bello e che sia un luogo di raccoglimento spirituale per me, senza niente imporre.

              Ma aldilà di questo, la problematica dei “vizi” della persona che amiamo ci conduce immediatamente, se siamo persone normali, ad un’altra sofferenza che è quella di sapere se stessi mai essere davvero all’altezza di quello che il partner amato merita. E lì bisogna essere capaci, sempre per la grazia di Dio e il cammino che ci offre il Cristo, di non cascare nella colpevolezza personale, ma al contrario, con gioia, perdonare se stessi di non essere all’altezza di quel che la persona amata meriterebbe.

              Quindi niente crocerossine: ma sguardo oggettivo sui lati positivi e negativi altrui, magari coll’aiuto di mamma e di papà, eppoi prendere una decisione da adulto responsabile, sapendo che il principe azzurro anche lui puzza sudore e commette flatulenze, non mettersi in testa di cambiarlo, ma aiutarlo a diventare un buon re, aiutandolo a sviluppare le sue virtù, sempre perdonandosi di non essere a quell’altezza. Stesso discorso, mutatis mutandis, che si aspetta di sposare Biancaneve.

              In Pace

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              • C’è poi anche il risvolto del limite dell’Altro che evidenzia il NOSTRO limite…
                Per cui, QUEL marito, QUELLA moglie. è il/la migliore per te, perché ti chiama a lavorare sul TUO limite. Un “mezzo” con cui Dio ci chiama a conversione 😉

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            • @minstrel
              Io invece pensavo che aveste capito Lieta, ma che la invitaste a stare calma per ….stare calma. Cmq ora ho poco tempo per rispondere…e la connessione funziona male aaargghhhh.

              Bariom scrive ” poi ne ho visti di bravi ragazzotti cosi impegnati, mandare alle ortiche il loro Matrimonio dopo neppure tanto tempo ”
              Questo stavo cercando di spiegare. Di “bravi” e impegnati nel civile/sociale e “credenti” ne conosco (e conosciuti) un sacco che non hanno esitato un attimo a divorziare e iniziare nuova storia. Come se l’impegno con una persona (moglie) fosse un capitolo del tutto “a parte” rispetto all’impegno sociale (si parlava di spezzettamento della persona, no?)

              Simon ” Il tuo scontento rispetto alle tue esperienze maschili sono chiaramente dovute al fatto che le persone in questione mancavano di alcune virtù umane assolutamente necessarie ( anche se non sempre sufficienti).”
              Ecco, però se devo giudicare dai tuoi “punti”, c’erano tutti.
              Potrei farti davvero tanti esempi significativi, non solo strettamente personali autobiografici. Perciò invitavo ad altri approfondimenti della questione.
              È solo che non ho tempo e che dovrei descrivere bene alcune storie per spiegare che certi ragazzi/uomini ai quali vi “prostereste” per il loro impegno civile, considerano “altro” il matrimonio (cioè alla fin fine la donna) e senza tanto rifletterci divorziano, sfasciano famiglie con figli, ecc. Nel nome dell’amore ovviamente (per la prox moglie)

              Simon ” Quindi niente crocerossine: ma sguardo oggettivo sui lati positivi e negativi altrui, magari coll’aiuto di mamma e di papà, eppoi prendere una decisione da adulto responsabile, sapendo che il principe azzurro anche lui puzza sudore e commette flatulenze, non mettersi in testa di cambiarlo, ma aiutarlo a diventare un buon re, aiutandolo a sviluppare le sue virtù, sempre perdonandosi di non essere a quell’altezza.”
              Simon siamo d’accordissimo.
              E ti sto dicendo che OGGI questa strada funziona poco.
              Purtroppo.
              E secondo me funziona pochissimo perché c’è terribile mancanza di virilità, di assunzione di responsabilità, e di molto altro……tanto che anche “mamma e papà” vengono spesso “ingannati” dai 5 punti…
              E chiedevo proprio a voi di ricercare i motivi profondi di tutta questa situazione odierna
              (Anche perché non mi funziona il tablet e fatico a scrivere. Sto aspettando pc e sto aspettando telecom. Campa cavallo)

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            • Trinity, non saprei andare oltre nel senso la mia esperienza è che, oggi , almeno nel mio ambiente e in coerenza cogli ateniesi, “funzionano” (molto bene, anzi) anche se,ovviamente, come detto più volte, il futuro non è già totalmente determinato (ci mancherebbe!).

              Quindi bisognerebbe che tu capissi cosa non andava aldilà delle virtù citate (generosità, impegno, capacità di adattamento ad altrui, concezione del matrimonio, pratica sincera della propria religione cattolica): perché se le avevano, le attitudini da te descritte non sono coerenti con esse. Forse senza entrare nei casi particolari, potresti fare una lista dei vizi e non virtù di questi personaggi, sul come si manifestavano negli atti e da li dedurre quali virtù avrebbero dovuto avere. A me interessa imparare e qui non siamo nella teoria ma nella pratica.
              In Pace

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            • Ok Simon, ci rifletterò su una possibile lista.
              Per adesso potrei dirti che ancora oggi mi chiedo come sia possibile che un uomo (anzi molti casi di uomini) sia disposto ad andare in zone di guerra, o limitrofe per missioni di pace (sto parlando in questo caso di militari AM quindi anche piloti e persone con ruoli operativi, sempre consapevoli di poter anche rischiare la vita in vari tipi di missione) …..poi si facessero spaventare da qualche difficoltà matrimoniale….e fondamentalmente, per sintetizzare, mi chiedo come uomini del genere ragionassero con le categorie dell’ “amore romantico” delle telenovelas brasiliane….In pratica: “ora davvero ho trovato la donna della mia vita” (per ennesima volta), “tu non capisci, se ti innamori ti innamori”, “vorrei vedere te se ti innamorassi davvero”, “se c’è incompatibilità di carattere o sessuale non si può continuare”, eccetera eccetera eccetera.

              La risposta provvisoria che mi sono data è: mancanza di vera virilità, sostituita da mero maschilismo, machismo…Atteggiamenti esteriori
              Cmq ci penserò per quando avró risolto i problemi tcnici che ho ora per connettermi, quasi impossibile scrivere online, forse un virus.

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            • Rettifica.
              Non vorrei che ora nascesse un incidente diplomatico con ragazzi dell’AM. Ehm.
              Veramente io ho tanti esempi di machi/maschilisti…..e non stanno solo tra i militari…..Lo facevo solo come esempio di casi che conosco, e perché discipline “militari” sono citate nei 5 punti in discussione….
              Ovviamente i matrimoni sfasciati per futili motivi si ritrovano in tutte le categorie professionali, civili e militari. Quindi nessuna mia intenzione di sparlare di chi difende la patria, che sia ben chiaro – mi è venuto ora lo scrupolo di specificare.
              (mentre un invito alla maturità per tutti: quello sì. Difendere il “privato”, la propria famiglia e la propria moglie come si difende il “pubblico”. Arrivando a comprendere che si sta difendendo in entrambi i casi la propria patria e la società civile. Ecco, quello sì.
              Anzi, tornando sul punto: per me potrebbe essere proprio la differenza che cercavo di delineare tra maschilismo e virilismo. E forse proprio l’esempio del “militare allegro” calza benissimo. E mi scusino di nuovo gli eventuali lettori militari, in servizio attivo o in congedo: sempre grazie. Un suggerimento generale: raddrizzare i don giovanni arruolati, occuparsi meglio anche della crescita morale dei ragazzi, potrebbe giovare anche alla disciplina generale e alla forza di carattere. Poi ora ci sono anche donne arruolate….)

              ….dopo l’incidente con gli omosessuali….temo incidente virtuale con i militari…. Certo la carriera diplomatica non sarebbe la mia vocazione. Ops o_O 😛

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            • Ora ci starebbe alla grande un intervento di Don Belotti sulla differenza fra comportamento aggressivo, passivo o assertivo. E sul discorso costruttivo vs manipolativo.
              La costruzione della santità mediante l’assertività costruttiva.
              Nel frattempo ho creato il canale youtube di Croce-via dove linkerò i video più belli che trovo in rete (fra i quali anche quelli di Don Belotti che esplica queste cose). A breve un post di benvenuto. 😉

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            • Intendiamoci, Trinity,
              Il caso “militare” che ho considerato lo considero nel contesto di capacità di adattamento ad altrui (superiori): è la sola cosa che ne puoi ritenere. Qualcuno che sta bene nell’esercito è capace di lavorare in gruppo, agli ordini di qualcuno che gli è stato imposto (adattabilità): aldilà di questo non ne trarrei nessuna altra conclusione. Ma questo lo puoi verificare anche senza attività militari con qualcuno che è capace di lavorare in una stesa impresa per un certo periodo di tempo: questo può esprimere una certa stabilità e resilienza al normale cambiamento nel management.

              Ancora una volta: quel che conta è sapere quali sono le virtù umane ( abitudini positive) che ricerchi e che ritieni importanti. Questo stabilito, si può elaborare cosa devi guardare nella vita altrui che possa corroborare e non infirmare la presenza di tale virtù.
              In Pace

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            • Per intenderci Trinity, io ho fatto il servizio civile, ma mica mi son sentito toccato dal discorso di Simon perché “non ho fatto il militare”.
              L’ho fatto eccome! Soltanto agli ordini del Sindaco e del direttore generale del Comune dove mi hanno accolto; dell’assessore ai servizi sociali che mi indicava i malati da andare ad aiutare; della direttrice dell’asilo dove aiutavo; degli ufficiali che mi indicavano le mansioni d’ufficio da svolgere.
              Penso addirittura di aver fatto più io “il militare” che, ad esempio, mio fratello il quale è stato congedato con il grado di caporale scelto. Questo perché qualcosa mi raccontava di quel che combinanvano durante il giorno i giovani chiamati alle armi i giovani, quando – ai tempi – era obbligatoria qui in Italia.
              Ma ogni paese al riguardo la chiamata è a sé.
              L’idea di fondo di Simon è chiara e su quel punto son d’accordo. 🙂

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            • A parte che mi riferivo a militari non di leva, ma a gente professionista di certa età (infatti parlavo di matrimoni/divorzi, e ai soliti ragionamenti al riguardo: “se non c’è più compatibilità”, “se ti innamori”, ecc) – però avevo capito il senso dei 5 punti. Avevo anche detto che l’avrei considerato un buon schema da spuntare….a 20 anni (quindi all’incirca 20 anni fa). E ancora può esserlo: rispetto ad uno scapestrato, è ovvio che è sempre, almeno in apparenza, più formato umanamente uno disciplinato, capace di lavorare in gruppo, capace di impegno, eccetera. Sto pensando alla possibile lista di comportamenti che denotano non-virtù di cui parlava Simon, per vedere se riesco a spiegarmi meglio. Di fondo direi che è molto diffuso nell’uomo degli ultimi 20-30 anni almeno il comportamento “schizofrenico”: si verifica abbastanza frequentemente il caso dell’uomo “pubblico” che sembra non essere nemmeno il parente di quello “privato”, principalmente nella sua relazione con la donna/moglie e la famiglia. E non c’è nemmeno alcun stigma sociale per questo. Ad esempio uno può essere considerato un grand’uomo stimato e rispettato professionalmente…..e poi sfasciare 2 -3 -4 matrimoni, spargere mogli e figli ovunque, eccetera, e continuare ad essere considerato un grand’uomo, un benefattore e tutto il resto della sua vita “pubblica”….. Ché poi per carità tutti sbagliamo e non sono certo perfetta io né tantomeno chiedo agli altri di esserlo (e mai vorrei tornare ad epoche in cui i divorziati erano additati) ma quello che sto cercando di dire è che non c’è più un collegamento diretto tra brava persona pubblica e brava persona privata. E si può facilmente trovare un uomo che fa alti discorsi sociali e politici….ma poi sulla relazione d’amore si rifà alla scuola delle soap operas, teoria e prassi.

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  18. Informazione per gli uomini “maschili”.
    Se pensate che la virilità possa consistere in qualcosa come aprire i barattoli col sottovuoto…. vi porto a conoscenza che oggi il mercato a modico prezzo offre degli apriscatole intelligenti multifunzione che sostituiscono agevolmente la maschia “virile” azione 😀 😉 😛

    http://i62.tinypic.com/o71umc.jpg

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  19. (sto provando a incollare immagine direttamente nel commento)

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  20. Trinity, grazie del riscontro e della tua simpatica esternazione.
    In effetti, ci sarebbero un’infinità di precisazioni da fare, praticamente su ogni riga, a voler essere chirurgici.
    Ma sarebbe come dire alla valanga di non essere tale…
    Ripromettendomi di precisare, se del caso, qualcosina poi (i tempo stringe e mi aspetta una domenica di lavoro) mi limito al tuo invito finale:
    “Lyco: non ti ho ancora capito del tutto e non vorrei azzardare giudizi, ma se stai sulla via di Gianchi….RAVVEDITI!!!”.
    Ecco, ci sono 10000 modi di esprimere la propria identità sessuata e certo difficilmente possono trasparire da un blog. Ma se la via di Giancarlo è quella esposta nel commento di oggi ore 7:34, non posso non esserci.
    Ciao!

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    • “Giancarlo delle 7.34 ” è un Giancarlo che sottoscriverei pure io ma….non è Giancarlo 😉

      “….identità sessuata….difficilmente possono trasparire in un blog”

      Ecco, appunto. Se non traspaiono, allora non può trasparire nemmeno la mia posizione e non mi si può dire niente di dove sbaglio o non sbaglio.
      Se invece traspaiono (le posizioni mie come le vostre)….allora ha un senso (per quanto minimale) scambiare opinioni tramite blog.

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  21. Simon, la gatta di Don Ariel ti “copia” e parla della “riscossa” dei siti porno per gatti… 😉

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    • Hai letto la lettera pubblica che P. Cavalcoli e P. Levi indirizzano a Mic? Ma quella signora queste cose le sa (sono anni che quelle cose gliele ho già dette in tutti i toni, ad esempio) ma nella sua momaniacale cocciutagine non riesce neanche a capire su cosa si basa la Fede del cattolico: la Testmonianza della Chiesa, hic et nunc, cioè il Suo Magistero Autentico.
      Ma neanche i morti risuscitati la farebbero cambiare d’idea: figuriamoci la pubblica ammonizione di due sacerdoti che ci mettono la faccia!
      Almeno quando si presenterà davanti al Suo Giudice non potrà dire di non essere stata avvisata.
      Quanta povera gente su questa Terra!
      In Pace

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  22. Vede, Simon,
    si dà il caso che il mio commento icabod2013 1 marzo 2015 • 20:31, al quale avete dato 5 like (tra cui il suo) lo avevo copiato e incollato (perchè trovato ineccepibile e condiviso e perfettamente rispondente a quanto c’era da dire), da quel blog da lei molto disprezzato e scritto da quella persona considerata in “peccato mortale”, a differenza del card. Marx e delle sue cosiddette “analisi pastorali” e non minacce di scisma…. Devo dire onestamente che il modo di esprimersi di quel Mic non corrisponde nè a quell’aggressivo scritto nè a questo suo commento. Ora apprendo che devo dire “quella Mic”, che ha subito la “pubblica ammonizione” che lei raccoglie con evidente spirito di parte e che non si capisce dove voglia andare a parare. E invece, per quanto leggo e approfondisco, non trovo opinioni personali o “maniacale cocciutaggine” ma riferimenti al Magistero.
    Francamente a chi mi invita ad un’obbedienza cieca, preferisco chi mi convince secondo il giusto connubio fede-ragione, come ho letto proprio poco fa nell’ultimo articolo sulla liturgia…
    E, se ho condiviso alcuni suoi intelligenti commenti, questo suo stile e connesso accanimento ad personam non lo trovo nè condivisibile nè cristiano.
    Quanto alla faccia non mi pare che quella Mic non ce la metta, a differenza di lei, che non so chi sia, se non che scrive da uno scranno svizzero.

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    • Gentile Icabod,
      non tutto quello che è scritto in quel blog è sballato: il problema è che tutto non è non sballato. Il pensiero errato infatti si distingue da quello giusto proprio nel fatto che mischia vero e giusto. L’errore assoluto non può esistere di per sé, ma deve sempre appoggiarsi a qualcosa di vero: mentre il vero ovviamente non ha bisogno di nessuna falsità per sorreggere.

      Quel blog lì evito di frequentarlo (Minstrel invece ci va giornalmente) perché lo trovo personalmente “sconcio” cioè focalizzato solo sul negativo a prescindere: è uno stile proprio ma di sicuro non c’è progressione spirituale nel senso che quando si cercano sistematicamente calunnie, maldicenze, deformazioni di propositi, citazioni fuori contesto, etc etc non ci può essere sviluppo di virtù ma solo dei peggiori vizi.

      Ma il problema il più fondamentale, e questo Mic lo sa bene perché gli è stato detto da tanti e da anni è che la sua filosofia religiosa (per usare di una terminologia di Mons Livi) non è teologia cattolica: cioè parte da un presupposto che è già stato condannato nero su bianco da un Santo Papa, San Giovanni Paolo Magno, nel suo documento magisteriali Ecclesia Dei Afflicta e cioè una concezione errata e non cattolica della nozione di Tradizione da un lato, e da un secondo lato nel non voler sottomettersi come ogni cattolico verace deve al Magistero Autentico della Chiesa, il solo quale si deve totale e religioso ossequio della ragione e della volontà.

      Ovviamente con tante buone scuse e scusanti per non obbedire…

      Quindi il problema e triplice e spiega la scarsa simpatia che io ho per quel blog: luogo di maldicenze e calunnie da un lato, luogo di estrapolazione malevola di qualunque magistero pontificale ed episcopale a prescindere, incomprensione della nozione di Tradizione come l’insegna la Chiesa cattolica, spirito di disobbedienza al posto di ossequio dell’intelligenza e della volontà: siamo in pieno protestantesimo o modernismo “fai da te”, usano male della Tradizione per giudicare il Magistero esattamente come i protestanti usano male della Bibbia per giudicare lo stesso Magistero.

      Penso che sia bene che P. Calvalcoli o.p., sacerdote e domenicano di certa dottrina come anche P. Levi si siano levati per ricordare le conseguenze degli atti di questa signora. Infatti, a volte, su Internet si ha l’impressione che si possa dire di tutto ed il contrario di tutto: invece non, fare propaganda per la disobbedienza e la disunione si fa il lavoro di Satana. E bene che questa signora sia stata avvertita “ufficialmente”: solo così si può sperare in una conversione di cuore.

      Ma anche di una conversione “tout court”: infatti, penso che la persona in question non ha capito un punto epistemologicamente molto importante e cioè che tutta la nostre fede cattolica è basata sulla testimonianza della Chiesa. Se la Chiesa non testimoniasse con Autorità della morte e della risurrezione di N.S. Gesù Cristo, allora vana sarebbe la nostra fede. Immaginare che la Chiesa possa insegnare qualcosa di potenzialmente errato va direttamente contro questo (solo) pilastro della fede cattolica. Infatti se questo fosse possibile, allora vorrebbe dire che la Chiesa può errare e se lo può lo può anche circa la Risurrezione di Cristo. Ma questo quella signora non lo capisce manco da lontano: la sua fede essendo basata non sull’inerrabilità della Chiesa ma sulla convinzione che ha circa le proprie idee personali: ma questo è ideologia e non il Cristo.

      Scritto troppo a lungo: me se ne scusi.

      In Pace

      EDIT: Si rivada a leggere sull’Isola di Patmos le testimonianze di qualche persona che sono tornate al cattolicesimo romano dopo essere passati dalla “sbornia” di Mic…. http://isoladipatmos.com/risposta-a-un-articolo-di-maria-guarini-convertiti-e-credi-al-vangelo/#comments

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      • la sua fede essendo basata non sull’inerrabilità della Chiesa ma sulla convinzione che ha circa le proprie idee personali: ma questo è ideologia e non il Cristo.

        Distogliamo l’attenzione da “quella persona” che non conosco e che alla fine poco mi interessa. Ci sono dei documenti su quel blog che non fanno altro che riaffermare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato (in alcuni casi l’ho riscoperto) e non credo che questo possa essere fatto coincidere con le idee personali di quella signora solo perchè lo decide lei.

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        • @icabod2013, permettimi una considerazione di carattere del tutto generale (quel blog neppure lo conosco…): come ha già ben spiegato Simon nell’errore – anche in quello in malafede ancor più che in quello inconsapevole – troviamo “mischiati” ben più di un elemento di verità – nella malafede poi si usano proprio questi elementi (veritieri) per arrivare a dimostrare ciò che si vorrebbe dimostrare.

          E’ come nel famoso campo, dove il buon grano cresce assieme alla zizzania.
          Sappiamo chi è il seminatore della “mala pianta” e anche come il vaglio verrà fatto solo alla mietitura, ma almeno ognuno di noi è chiamato – ed è prudente – a distinguere grano da zizzania… oppure si faccia pure una bella pagnotta e si mangi poi “pane e zizzania”… basta non si finisca avvelenati 😉

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          • Il problema, caro Bariom, è che, yante volte la confusione e la zizzania proviene proprio da dove non ce lo si aspetterebbe, com’è successo al sinodo.

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            • Ammesso e non concesso che si sposi la tua visione (che continuare a ribadirla a proposito e sproposito, si finisce per assomigliare alla signora di cui sopra…), non ci sono “campi” in cui la zizzania NON venga seminata…
              Perché il primo campo di semina è il cuore di OGNI uomo! 😉 (nostro compreso…)

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            • … di cui sopra o “di cui sotto” in questi commenti.

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        • Possiamo mettere tutti i testi della Bibbia, antico e nuovo Testamento, come anche tutto il Denzinger, ma tutti questi “scritti” non possono essere letti fuori da quel che il Magistero ci insegna.

          Se lo faccio, per ragioni di studio o altro, debbo precisare che le letture fatte sono le mie e non quelle della Chiesa: è tutta la differenza tra leggersi il Jesus di Meier e il Gesù di Benedetto XVI.

          In quanto cattolico, non posso leggere neanche il Sillabo senza quel che il Magistero della Chiesa mi dice come leggerlo, in quanto nessun testo (laico o religioso che sia) è separabile dal contesto interpretativo proprio, nel nostro caso il Magistero Autentico ( cioè quello del Papa e dei Vescovi in unione con lui nelle materie relative alla fede e alla morale).

          Ad esempio i testi biblici usati nella liturgia sono ri-tradotti e espressi in un modo che non è sempre fedele al testo originale ammesso il migliore dal punto di vista della scienza linguistica: questo è normale perché (1) quello è lo sguardo interpretativo che la Chiesa ha di quel testo, (2) il discorso scientifico ( in questo caso la scienza della inguistica) non è superiore al Magistero!

          Ad esempio, se vogliamo leggere correttamente nel Sillabo le affermazioni circa la libertà di religione, lo dobbiamo fare come lo ha fatto il S.S. Concilio Vaticano II e nell’ottica di continuità ermeneutica come esplicitamente dimostrata dall’allora regnante Papa Benedetto XVI a Natale del 2005.

          Quindi poco importa che i documenti del Magistero più antico siano riportati, ancora bisogna avere l’onestà di leggerli come la Chiesa vuole che siano letti, sennò facciamo del… protestantesimo modernista versione tradizionalista.
          In Pace

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          • Concordo pienamente! In questo momento confusione per molti cattolici la Signora Mic reputa di essere in grado di essere una guida sicura per costoro raccogliendone le lamentale ed i dubbi con il risultato che lascia solo amarezza , sconforto e spesso porta a dubitare della Chiesa. Non tutto è errato quello che scrive, ma la quasi mania di mal interpretare i vari documenti della chiesa in modo settario, lo sforzo di cercare sempre qualche intervista o dichiarazione di Vescovi o teologi che porti acqua al suo mulino sono eclatanti. Si è messa in un vicolo cieco da sola, pur animata , cosa di cui non dubito, dalle migliori intenzioni. E’ evidente che vive del…passato ,che non può più ritornare, delusa dal presente della Chiesa. L’importanza che da al V.O. direi che è patologica per l’insistenza e la presenza di questo argomento nei suoi articoli. Bene hanno fatto i Padri dell’ Isola ad essere chiari. Ci voleva proprio!

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        • Concordo pienamente con icabod2013, qua nessuno si sogna di mettere in discussione il CVII, né, tantomeno, il magistero di papa Francesco. Il problema è che papa Francesco dice un sacco di cose che non hanno niente a che fare con il magistero e che, per carità cristiana, non voglio giudicare (in questa sede), contribuendo ad aumentare la confusione e lo sconcerto che poi sono il terreno fertile per le persone come Mic. Con BXVI non succedeva. È un fatto.

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          • Succedeva, succedeva, ma forse ad altri livelli perché certamente il proporsi era diverso…
            Bisognerebbe poi capire come sono o chi sono “le persone come Mic.” 😉

            Non che la cosa mi interessi particolarmente….

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          • “dice un sacco di cose che non hanno niente a che fare con il (M)magistero…”
            A parte il giudizio del tutto tuo personale su quali e quante cose (che non mi interessa), alla fine vorresti un Papa che parla solo per “fotocopia di testi pre-approvati”?
            Anzi meglio solo citazioni papale papale dal Catechismo…

            A me non interessa, del Catechismo ne ho ben più di una copia in casa ( e non fanno da soprammobile 😉 )

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          • Avrai mica preso una Mic.osi? 😀

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  23. “è tempo che i laici ben sposati e quelli già beatificati e canonizzati intervengano per annunciare questa Buona Novella del Matrimonio in quanto cammino di santificazione con parole a loro proprie: penso che malgrado 2000 anni di riflessione al soggetto ci sia ancora molto da dire e da scoprire e questo è il ruolo dei laici ormai, ovviamente di quelli che vivono in consonanza con il Magistero della Chiesa.”

    Mi trovo perfettamente d’accordo con questo pensiero di Simon. Devo dire che spesso, quando leggo gli interventi di Simon, mi vengono in mente le parole che de Wohl (romanziere cattolico purtroppo poco conosciuto) mise in bocca ad un frate spagnolo del XVI secolo:
    “Le porte degli inferi non prevarranno, lo sappiamo. Ma ciascuno di noi deve vivere come se quella promessa di Cristo dipendesse da lui e da lui solo. I preti e le monache non sono abbastanza. Cristo ha bisogno anche dei laici. (…) laici, LAICI! Ecco la nuova crociata. Dio lo vuole.”
    Queste parole sono tratte da un romanzo(L’ultimo crociato) scritto ormai 60 anni fa, con Pio XII gloriosamente regnante. Forse all’epoca non erano molto attuali, ma erano certamente profetiche, e infatti oggi sono attualissime.

    PS: Qualora non l’aveste ancora fatto, vi consiglio di leggere i romanzi di de Wohl. E’ stato attraverso i suoi romanzi che ho conosciuto e mi sono innamorato delle figure di santa Caterina da Siena e di san Tommaso d’Aquino, ed è stato proprio dopo aver letto L’ultimo crociato che ho guardato la Chiesa e la sua storia con occhi nuovi.

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