Santo Padre Francesco: Ricordati che Ubuntu!

Silhouette, group of happy children playing on meadow, sunset, s

Dopo la scioccante inserzione da parte di Mons Forte  con il suo coming out pro- omosessualista e blatantemente contrario all’insegnamento della Bibbia, della Chiesa e della morale cristiana della prima parte del paragrafo 52 “[nelle unioni omosessuali]si prende atto che vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partner” e la presentazione parziale da parte dei relatori del brainstorming della settimana scorsa, è avvenuta una fortissima contro-reazione da parte di decine di cardinali e di vescovi e anche di conferenze episcopali intere che abbiamo riportato fedelmente nei commenti del post precedente a questo.

Oggi il Card. Tagle, su radio vaticano ha fatto marcia indietro e ha diplomaticamente mandato un messaggio a tutti i partecipanti dicendo che le osservazioni di reazione sono state recepite e che se ne terrà conto nelle prossime discussioni e futuri documenti e ha tentato di scusare l’azione dei relatori mettendola onorabilmente sul conto dell’immane quantità di lavoro di codesti in questi giorni.

È il problema chiuso? No e meno che mai! È ormai chiaro  per tutti gli osservatori che la maggioranza nel Sinodo rimane fedele alla dottrina cattolica e non lascerà passare per il rotto della cuffia dottrine dubbie come quelle di Kasper e altri Forte. Questa maggioranza si è anche illustrata nella scelta dei propri moderatori, praticamente tutti di provata sicurezza dottrinale e indefettibile fedeltà alla Chiesa e alla Sua Dottrina nelle materie trattate.

Purtroppo, il Santo Padre ha, in quel che potrebbe essere malamente percepita quasi come una contro-risposta, nominato come relatori finali un panel di prelati con concezioni meno ortodosse, quasi come per controbilanciare coloro che i Padri Sinodali hanno scelto nel segreto delle loro votazioni e questo è, se vero, e anche se è suo totale e pieno diritto, veramente disturbante: un Sinodo dovrebbe rimanere per quanto possibile un luogo consensuale e non un’arena per ideologie e di correzioni post-factum.

Ricordiamoci che questo Sinodo ha solo valore consultivo e che il documento di cui si parla è solo intermediario e non esprime, per sua stessa definizione, nessuna dottrina certa visto che vuole essere un riassunto di opinioni su pastorali e dottrine non ancora pienamente sviluppate: se fossero già sviluppate, nessun bisogno di Sinodo.

Il ruolo del Santo Padre qui non è quello di favorire una dottrina rispetto ad un altra ma di essere il segno dell’Unità della Chiesa e non solo “un semplice” segno ma anche “un fautore attivo” di quest’unità: un Papa bravo e un Papa non bravo si distinguono solo nella misura nella quale sono capaci di creare quest’unità nella Chiesa. Purtroppo tanti ottimi papi dal punto di vista della dottrina durante gli ultimi duemila anni non sono stati così bravi nel mantenere l’Unità intorno a loro colle Chiese locali: ciò, ovviamente, non toglie niente alla loro possibile santità personale, ma di certo denota una forma di debolezza umana della loro  leadership.

Quel che è avvenuto ieri colla Redactio manipolata da Mons Forte è stato un segno di divisione: ieri la Chiesa non si è fatta e gli animi si sono scaldati.

Le scelte dei relatori lasciano presagire il rischio di una scissione più profonda nella Chiesa: su Croce-Via, ancora una volta siamo stati i primi in assoluto a parlare di rischio di scisma già in dicembre 2013  E questo il Santo Padre lo deve evitare perché, in fin dei conti, è la sola cosa che deve fare: creare l’unità ad ogni costo e questo non può avvenire con provvedimenti di pura autorità come queste nomine che fanno piuttosto crescere la sfiducia tra i membri del Corpo di Cristo invece che la fiducia.

Nei miei soventi viaggi in Africa del Sud mi è  stato dato di conoscere la popolazione e la cultura Xhosa, soprattutto presente nell’est del paese attuale e anticamente proveniente dalla regione dei Grandi Laghi. La sonorità della loro lingua può essere sconcertante perché hanno dei suoni che non ho mai trovato in nessuna altra lingua ricchissima in sonorità e qui penso in particolare al russo che necessita 34-37 lettere d’alfabeto per riprodurre tutti i loro suoni: in particolare hanno una “c” che schiocca un po’ come la lingua contro il palato, ad ascoltarla mi sembra sempre come il vernacolo di un altro pianeta fantascientifico. I Xhosa hanno anche un vocabolo particolare: “Ubuntu” che, strictu sensu, significa il concetto astratto di “umanità” , ma che culturalmente o filosoficamente si descrive così “Io sono perché noi siamo”. 

Ecco Santo Padre dicci Ubuntu mentre noi tutti, Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, Diaconi, Religiosi, Laici e uomini di buona fede e volontà, diciamo assieme a te Ubuntu nella Chiesa di Cristo!

Per chiudere vorrei ancora citare l’eccellente Mons. Antonio Livi, di cui, come sapete, rispettiamo sommamente la probità intellettuale, che ha scritto proprio oggi un magnifico articolo sulla Nuova BQ che consiglio a tutti di leggere d’un tratto e con il quale condividiamo ogni riga fino alle virgole e dove ha ripetuto questa profondissima verità che riflette pienamente la posizione di Croce-Via: Io vado ripetendo a tutti di stare tranquilli, perché la fede e la speranza teologali ci assicurano dell’indefettibilità della Chiesa, garantita da Cristo stesso, e ciò vuol dire che nessuna maggioranza sinodale (e tanto meno una minoranza, per quanto vociante) finirà per imporre al papa l’autodistruzione della Chiesa, che Cristo gli ha affidato per governarla in suo nome, come suo Vicario.”

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica, Sinodi della famiglia

100 replies

  1. Meglio tardi che mai! Apprezzo, apprezzo.

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  2. Dici:”un Papa bravo e un Papa non bravo si distinguono solo nella misura nella quale sono capaci di creare quest’unità nella Chiesa.”

    No, un Papa é bravo solo se conferma i suoi fratelli nella fede, tutto il resto non ha importanza.

    Dici: “E questo il Santo Padre lo deve evitare perché, in fin dei conti, è la sola cosa che deve fare: creare l’unità ad ogni costo”

    No, L´unitá é un valore solo nella Veritá. Non serve sacrificare la Veritá per avere l´unita.

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    • Ragionamenti un po’ semplicistici, mi spiace dirlo.

      La Verità e l’Unità sono tutt’Uno: la Chiesa è, come ogni organismo vivente, il Messaggio stesso.

      Intellettualmente negli organismi viventi si può distinguere il messaggio dal medio, ma nel concreto il medio è il messaggio.

      Una “verità” che separerebbe il Corpo di Cristo non parteciperebbe della Verità e dalla discordia non procede nessuna Verità.
      In Pace

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      • Allora o non c´é nessun pericolo di Unitá o non esiste la Veritá.

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        • Non sono sicuro di averti capito nel senso che l’associazione tra “pericolo” e “unità” mi sfugge.

          Se intendi dire che “sia non c’è nessun pericolo contro l’Unità sia non c’è Verità” allora concordo totalmente con te: su questo si fonda la mia fede cattolica intera. Ubuntu! altro che Cartesio!
          In Pace

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  3. Il tentativo di Forte e il contesto descritto da Simon conferma quanto Tosatti e altri osservatori avevano annunciato: il tentativo di blindare il Sinodo e farlo arrivare comunque a indirizzi predeterminati. Ci hanno provato, ma, come dice Simon, sono stati fermati. Sono stati fermati? Eh no, Simon, non sono stati fermati. Leggi i giornali di oggi e vedrai ben altri resoconti. Così nell’opinione pubblica vengono sistematicamnete fatti passare dei concetti che magari non sono statui detti in quella forma, ma vanno a ‘depositarsi’ nelle persone. Così comprenderai che, come avevo previsto, siamo davanti alla fotocopia della vicenda conciliare: documenti all’apparenza in linea con la dottrina, ma disseminati di riferimenti, paroline, allusioni molto generali e così via, messi lì apposta per preparare il terreno a qualcos’altro. E i media al lavoro su questo. Un film già visto. Tu credi che le cose siano andate in modo diverso? Noooo. Scendi in strada, ferma delle persone a caso e interrogale. Vedrai che ciò che si voleva far passare dopo un anno di Kasper in tournée nell’opera “Sono d’accordo con Papa Francesco”, è passato.

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    • Caro Gregorius,
      rimettiamo la chiesa nel centro del villaggio: la Relatio che abbiamo analizzato ieri è sostanzialmente buona nelle grandi linee e ancora condivido quello che ho scritto nel mio post di ieri.

      Dove non sono stato d’accordo, e ringrazio Ubi di avermelo fatto notare, è stato il punto sull’omosessualità al quale non mi ero interessato nella mia lettura focalizzato com’ero sull’aspetto della teologia per sostenere un percorso salvifico sensato per i divorziati risposati: come scusa per la mia superficialità di lettura bisogna dire che non mi aspettavo neanche lontanamente che una tale str*nz*t* (misuro la parola) sull’omosessualità possa essere stata sostenuta in un aula con 200 e tot vescovi.

      Il mio post di oggi vuole sostenere il Santo Padre nella sua funzione di garante dell’Unità (e quindi dell’autenticità del Magistero).

      E, per parlarci ancora più chiaramente, quel che la Chiesa insegnerà autenticamente sulle materie legate alla fede o alla morale, ha già da adesso il mio perfetto religioso ossequio della volontà e dell’intelligenza a prescindere, in quanto questo è il fondamento della mia fede cattolica: e questo vale per i risultati del sinodo o di quelli del Concilio, con o senza politiche che mi convincono. Come già detto previamente potrebbero, per l’assurdo, anche giocarsi le risoluzioni ai dadi, se rate dal Santo Padre col consenso dei Vescovi in unione con lui, per me queste sarebbero Magistero Autentico, perché, per l’appunto, credo la Chiesa e non il Papa e/o i Vescovi.
      In Pace

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      • Sono d’accordo, ma il problema è che tutto questo genera una drammatica azione erosiva: non visibile, non quantificabile, non messa nero su bianco, ma proprio per questo più dannosa. I risultati del Concilio o del Sinodo, in qualunque modo siano avvenuti, anche ai dadi, anche con i sotterfugi, difficilmente, alla fine, non saranno formalmente condivisibili e tali da mettere in crisi la nostra fede nella Chiesa. Il problema è un altro. Non so come dirtelo, caro Simon, per me è una vera angoscia. Perchè noi ragioniamo, ci confrontiamo, magari litighiamo, ma tutti insieme con fatica cerchiamo di remare in quella direzione. Ma al 95% della gente che cosa arriva? E non solo alla gente; anche ai preti: tu cosa pensi che i vari Grillo, Forte e compagnia cantante faranno passare ai loro alunni, ai loro preti, nei loro seminari? Guarda il Concilio: cosa è stato fatto dire al Concilio in 50 anni di deformazione sullo “spirito del Concilio”? Ho letto il resoconto di un recente ciclo di incontri sul Concilio tenuti in una parrocchia della Brianza con relatori come mons. Bettazzi e p. Sorge: puoi immaginarti quale sia stata la narrazione e il tono. Chi ferma quest’onda? La mia sola speranza è nei giovani preti e seminaristi che forse cominciano in parte a ragionare con una testa diversa…

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        • Guarda, non mettiamoci né tu né io responsabilità che non sono le nostre: il Signore non ha voluto che le portassimo.

          Quei direttori di seminari e quei pavidi vescovi e parroci menefreghisti non insegnano quel la Chiesa insegna? Questo è il loro problema e quello dei loro superiori.

          Noi ci occupiamo di fare bene con gioia quel che è di nostra responsabilità: la Chiesa è di Cristo non nostra. Stay cool! Loglio ha da crescere col buon grano fin alla mietitura: occupiamoci della nostra spiga di grano, che del campo si occupa il Padrone.

          Io non so perché tanta gente aveva/ha/avrà da essere dannata a causa del cattivo insegnamento di tanti cattivi pastori e, d’altronde, semmai, il mio ruolo è di pregare il Signore di perdonarli tutti per la grazia della Sua Redenzione. Quel che è sicuro e che non esiste un “diritto” di essere salvati, neanche per noi.
          In Pace

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      • E se la dea bendata dei dai facesse quella str*nz*t* sull’omosessualità rimanesse nel documento e vescovi e Papa le dessero il loro consenso Cosa faresti?

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        • Allora vuol dire che la mia attuale era una idea che andava da essere purificata: forse un giorno capirò, forse mai. quel che di sicuro è che è nell’Unità con il Corpo di Cristo concreto che è la Chiesa attuale con il Cristo ed il Suo Vicario a capo di Essa che ci insegna e ci comunica lo Spirito Santo.

          Come hanno fatto coloro che erano convintissimi che il dogma dell’Immacolata Concezione e o dell’infallibilità del Papa non andava da farsi? Ebbene, anche se non “capivano”, quelli che si sono salvati santificati non sono quelli che sono fuorusciti come i Vetero-Cattolici, ma quelli che, umilmente, sono rimasti in unione col Papa ed i Vescovi in unione con lui nell’ossequio dell’intelligenza e della volontà.
          In Pace

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          • Caro Simon non so se si accorge della differenza tra quei due dogmi e la str*nz*t* sull’omosessualità. Quei dogmi aggiungono veritá di Fede che non cambiano nulla di quello che la Chiesa aveva confessato prima, la str*nz*t* sull’omosessualità fa si che la Chiesa dicesse che chi pratica l´omosesualita va al inferno fino al 18 Ottobre 2014 e non va piú dopo quella data.

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            • Blas rileggi Simon e comprenderai che in linea formale ti ha già risposto. Se la fede è nella tua versione personale di quel che la Chiesa sia vai avanti.con la tua coscienza, anche se in errore. Chi te lo dice? La Chiesa stessa, ma attenzione, non dice né di remarvi contro né di pensare di essere nel giusto. First at all: umiltà che è quello che il prof. Simon ti ha appena mostrato. Quello che la Chiesa deciderà per lui sarà il giusto e se non lo capirà sarà questione di rimettersi in cammino.
              Cito:

              “La coscienza indica l’applicazione dei principi della legge naturale alla situazione particolare, e costituisce, così, come la conclusione logica: «applicationem quamdam legis naturalisad aliquid faciendum per modum conclusionis cuiusdam» 97; è la conoscenza di ciò che si deve fare nel caso concreto hic et nunc, in quanto la coscienza è l’ultima istanza soggettiva, l’ultimo e inderogabile criterio dell’agire umano. Essa pertanto decide sul valore dell’azione dal lato morale-soggettivo.
              L’uomo quindi è sempre tenuto a seguire la sua coscienza certa e possibilmente vera, ma anche se è in errore 98, perché essa è la regola prossima e immediata (soggettiva) delle nostre azioni. Di conseguenza, nessun comando di qualsiasi superiore deve essere eseguito se la nostra coscienza lo ritiene ingiusto. Vi potranno così essere dei conflitti fra la realtà e il diritto, tra la verità e la sentenza del giudice, e questo potrà avverarsi, seppure più raramente, pure nel foro ecclesiastico. E S. Tommaso non sa dare alla povera vittima altro consiglio se non quello di subire piuttosto la immeritata scomunica della Chiesa – la quale «giudica dalle “apparenze esterne”; né c’è per questo un errore di giustizia ma solo di fatto» -, che adempiere un suo ordine che urti contro la propria coscienza e convinzione; oppure di fuggire in regioni più lontane, dove ai suoi tempi non arrivava l’autorità anche temporale della Chiesa stessa.”

              97 Cf. Summa Teologica II Sent., d. 24, q. 2, a. 4
              98 Cf. ibid. d. 39, q. 3, a. 3

              Pizzorni, Reginaldo M. Il diritto naturale dalle origini a S. Tommaso d’Aquino, Bologna, ESD – Edizioni Studio Domenicano, 2000 pp. 473 – 474

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            • Grazie della tua spiegazione, ma qui il problema va oltre il personale. Come mi ha spiegato Simon io sono responsabile dell´evangelizzazione dentro il circolo di mie responsabilitá come la mia famiglia e purtroppo quello che si dice al sinodo potrebbe influire come si racconta in questo artícolo che potri trovarmi a vivere in poco tempo.

              http://www.lanuovabq.it/it/articoli-gabriella-la-prima-vittima-del-sinodo-10614.htm

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  4. Mi sa che Gregorius ha ragione: non sono stati fermati!
    Ecco cosa pubblica “Avvenire” a firma di Stefania Falasca:
    “Ma è chiaro che ogni apporto al presente testo (da cui scaturirà la Relazione conclusiva di questa prima tappa sinodale sulla famiglia) non ne cambierà la sua struttura fondamentale ne l’orientamento aperturista manifestato dalla stragrande maggioranza dei padri e che perciò, nella sua sostanza, rimarrà tale. Questi giorni di work in progress, dunque, hanno mostrato già non solo un grande balzo avanti nell’approccio cosciente e pastorale alla realtà da parte dei vescovi che si sono ritrovati uniti nello spirito di collegialità secondo la genuita tradizione cum Petro e sub Petro, ma soprattutto segnano già un punto di non ritorno indietro per la Chiesa. Per tutta la Chiesa.”
    http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/il-punto-Falasca.aspx

    Allora, se non vi è chiaro, Bergoglio aveva già deciso tutto, da prima. Io sono già pronto a resistenza e guerra, da un pezzo che mi è tutto chiaro. E durerà a lungo, a lungoquesta guerra -che forse è quella finale- perseveranza (che il Demonio non ha ricevuto) e pazienza -che è dei santi- dobbiamo avere.

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  5. Gregorius, chi fermerà quest’onda c’è. E temo la fermerà con una onda d’urto dall’impatto devastante. Non voglio fare nè la sibilla e nè l’uccello del malaugurio, ma qualche “botta” pesante che cala dal cielo l’umanità se la piglia. Saranno dolori!

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    • Dai… fai il bravo! Quando arriverà l’onda fatidica, quando calerà dal cielo la botta pesante, mettiti sotto. Il tuo sacrificio salverà tutti noi!

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      • Ma alla “prete elettra”, si insomma il corso per corrisponenza che ti hanno fatto per arruolarti prete (e pensare che a persone come te San Francesco avrebbe baciato le mani prima che agli Angeli) non hanno insegnato che l’Unico, il Vero Sacrificio che salva è quello di N.S. Gesù Cristo, che tu per legge canonica della Chiesa dovresti celebrare almeno una volta al giorno?

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        • Non sono così scarso… Celebro anche tre o quattro messe al giorno… dipende.
          Dimenticavo. Corso istituzionale. Tesi da trenta e lode, indovina: tesi presentata col card Ravasi addirittura su Melchisedek nell’AT e negli scritti di Qumran: arggg che invidia!

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        • Caro Ubi, Calma nell’atteggiamento per favore. 🙂 Sempre si rispetta colui che ha fatto dono della propria unica vita a Cristo e alla Sua Chiesa.
          In Pace

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          • L’elettricista prima di fare battute dovrebbe sempre ricordare che se lui è “prete di Dio” io come te lui e tutti, sono e siamo “figli” del suo Dio.
            Te la ricordi la storia di quella serva che rimproverò la figlia del Re?

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          • Simon, il rispetto è solo è per i preti o è per tutti?
            Se è per tutti sei messo male… 🙂 🙂

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            • Ubi, sei come i bambini. Provochi, ti prendi la sgridata e poi fai il broncio perché ti hanno sgridato, salvo poi tornare all’attacco alla ricerca dello schiaffone che comunque non riceverai perché gli adulti sono più furbi di te.

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            • E 2. Siamo messi benissimo caro.

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              • Rispondi almeno alla domanda o non puoi? Temi che abbia molte sviste da rinfacciarti perciò non rispondi?
                Da uomo quale sei mi devi una risposta!

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              • Mi rispondi qui o in privato su e-mail?

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              • Mi preoccupi davvero
                Mi viene in mente il post fortemente minaccioso ed allucinante di Colafemmina contro Simon, quando Simon era in ferie. Poi minstrel l’ha giustamente tolto, ma per qualche minuto è rimasto ed io sono rimasto veramente scioccato.
                Adesso tu passi alle minacce personali nei confronti di Minstrel. Le trollate contro di me sono poca cosa
                Sul tuo blog personale puoi scrivere tutto quello che vuoi e nessuno può obiettare nulla. Qua sai solo insultare e minacciare e ti lamenti se qualcosa non è passato
                Non sono solo un’abile elettricista ma anche un discreto programmatore ed appartenente ai forum da tanto tempo. Sono stato moderatore in forum molto più frequentato e “sensibili” per cui so i trucchi del mestiere
                Simon, Minstrel e tutti: non abbiamo di fronte un mite cristiano alla ricerca della Verità ed amante di Gesù Cristo. Non mostriamoci deboli…

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              • I commenti del post fanno le bizze. E chi ci capisce più.
                Sottolineo e rilinko questo ultimo intervento di Simon in caso non si ritrovi in questo qui pro quo:
                https://pellegrininellaverita.com/2014/10/14/santo-padre-francesco-ricordati-che-ubuntu/comment-page-1/#comment-8805

                trinity, please, trattieniti e non spararci di nuovo l’idea di forum! 😀
                Scherzo. Però ne approfitto per dire questo: ho avuto contatti con diverse persone (anche nuove) circa la possibilità di aprire un forum collegato al blog (e ai suoi post), ma ora come ora, con il casino di robe che abbiamo davanti, pensare di aprire anche quello… really, non ce la sentiamo.
                Ma non lo escludiamo, figurarsi. Tempo al tempo insomma. Nel frattempo speriamo che wordpress faccia meno bizze di quanto pare stia facendo oggi. 😉

                PS: un modo per ingannare wordpress impazzito c’è. Se volete mettere in coda a tutti i commenti un vostro nuovo dovete cliccare “rispondi” a questo mio. Ad esempio io qui ho cliccato “rispondi” al post soprastante del Don e… tadaaaa. Boh… sarà l’approcciarsi della rivelazione…

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              • Stiamo constatando che si fa strada l’idea che “elementi buoni” possono essere presenti ovunque, con tutto quel che ne consegue, come qui e altrove si sta mettendo in luce. Ciò che vorrei sottolineare è la radice di questo ragionamento sta, come pure è stato sottolineato, nella teoria dei “semina verbi” esposta nel testo conciliare sull’ecumenismo.
                Constatazioni come questa dovrebbero far riflettere chi proclama il Concilio Vaticano II una benedizione tout court e una specie di dogma intoccabile.
                Nel caso della liturgia possiamo cavarcela sostenendo che la colpa della dissoluzione liturgica va attribuita al modo in cui realizzata la riforma e soprattutto a come è stata applicata, anche se nella stessa Costituzione conciliare non mancano elementi di ambiguità (tanto che persone di orientamento opposto possono richiamarsi ai medesimi articoli per sostenere posizioni esattamente contrarie).
                Un po’ più difficile è “salvare” in toto i documenti conciliari in casi come quello presente, dove il rapporto è direttamente con quanto in essi esposto.
                Mi ha molto colpito un’immagine recentemente ricordata da mons. Fellay, ma coniata dal suo predecessore Schmidberger, che ho trovato davvero perfetta (eh sì, anche a Econe possono avere qualche buona idea): quella di “bombe a orologeria”.
                Non è certo nato oggi il dibattito sulle “paroline”, le affermazioni velate, le espressioni non esplicite e apparentemente innocue che sono state inserite nei documenti e alle quali poi si è potuto attaccarsi per far dire al Concilio cose che i Padri non si sarebbero nemmeno sognati; come ricordavo, questo è già evidente nella Costituzione liturgici e così possiamo comprendere come sia possibile che frati che celebrano così possano essere considerate “sentire cum Ecclesia” senza problema alcuno: http://www.youtube.com/watch?v=jfAkf7lMLwk
                Dobbiamo aprire gli occhi: veramente queste sono bombe a orologeria che stanno esplodendo una dopo l’altra sui pilastri del cattolicesimo.
                Dopo che grazie a qualche espressione di quei testi oggi si può intendere la “actuosa participatio” come nel video qui sopra; dopo che grazie alle espressioni del documento sull’ecumenismo si è potuto giungere a una diffusa idea di una certa equivalenza di tutte le religioni, ora si arriva, sempre partendo da quelle espressioni, a colpire il cuore stesso del cattolicesimo, la famiglia, creando lo stesso identico tipo di confusione.
                Ora forse si comprenderà quali vere bombe a orologeria siano presenti in alcuni documenti del Concilio Vaticano II; e per questo l’approfondimento storico su come vennero a formarsi questi testi diventa un’operazione di verità e chiarimento necessaria alla Chiesa.
                E coloro che, a partire dal vilipeso Gherardini, chiedevano che su alcune di queste espressioni il magistero desse autorevolmente una parola definitiva di chiarimento, forse non erano dei pazzi.

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              • Dimenticavo: guardatevi anche questo: https://www.youtube.com/watch?v=6nLq7OUmkzE (perché altrimenti non mancherà il furbone di turno che a proposito del video precedente dirà “ma l’avranno fatto fuori dalla liturgia!)

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              • “Semina Verbi” è un concetto che Sant’Agostino applicava alle teorie filosofiche pagane: non è quindi un concetto nuovo, strano o eretico dell’assise conciliare. Questo concetto è stato esteso per analogia alle Chiese e alle comunità cristiane separate: questa estensione analogica è intellettualmente accettabile in quanto se è vero che addirittura anche nelle dottrine filosofiche pagane ci sono elementi di verità allora, a fortiori, nelle realtà cristiane anche se non sono cattoliche.

                Il concetto è giusto: se poi per ignoranza o malafede c’è gente che ne dà un altro senso per spingere le proprie agende progressiste o tradiprotestanti, di sicuro la colpa non è del concetto né di chi lo insegna, in questo caso il Magistero Autentico del Concilio.

                L’errore intellettuale di Mons Forte (pare che sia un teologo rinomato in Italia, povera Italia) è di lasciar supporre che nel male stesso di un atto disordinato ci possa essere del bene, nel caso preciso che nell’atto omosessuale stesso ci sia qualcosa di buono. Ma questo mai la Chiesa lo ha insegnato e mai lo insegnerà.
                In Pace

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              • Per favore, Simon, non nascondiamoci dietro un dito. L’errore intellettuale di mons. Forte è l’errore intellettuale di chi l’ha messo lì, dove non era e dove non era stato nominato, a fare quello che ha fatto… Qui si sta ripetendo punto per punto la storia del Concilio Varticano II: con la differenza che qui è entrato direttamente in campo il papa.
                Quanto inserito nella relazione non è una stravanganza di mons. Forte. Forte non è capitato nella commissione per caso mentre andava al bar. Con gesto inaudito, è stato messo lì per inserire questi concetti da chi voleva che dal Sinodo uscissero questi concetti. Sia che i padri li avessero espressi o meno.
                Ma ce ne rendiamo conto? E’ la storia che si ripete.
                E ancora, mio caro interlocutore, diciamocela tutta: per quel chie riguarda il Vaticano II lo so anch’io che il Magistero del Vaticano II non dice apertamente certe cose; ma il suo insegnamento è espresso in modo tale da rendere possibile dirle richiamandosi ad esso, più o meno in buona fede. Queste sono le bombe a orologeria, qesta è la polpetta avvelenata di alcuni documenti conciliari: bombe esplose puntualmente, stavolta al cuore della famiglia.
                Non è colpa di pochi interpreti in malafede, quando questi siedono nelle università pontificie, sono eletti cardinali, dirigono i seminari. E non so come si farà a scaricare la colpa sui singoli, quando stavolta è il papa in prima persona a dirigere il traffico.

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              • Quanto a Forte, scrivi che è un teologo rinomato in Italia e concludi povera Italia. Povera Italia? Cosa c’entra l’Italia? Anche in questo caso, Forte occupa dei posti a cui qualcuno l’ha messo: non è un tizio che blatera all’osteria. E al sinodo non l’ha chiamato l’usciere, ma il Papa. Quindi semmai diciamo: povera Chiesa!

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              • @Gregorius,
                Posso dire che l’aver messo Mons Fore lì è un errore di “management”: questo lo posso constatare.

                Mentre dire che metterlo lì è stato un errore intellettuale è un’illazione: non ne sappiamo niente, come tutte le altre tue affermazioni.

                E ti spiego anche perché è un errore manageriale oggettivo: in quanto dopo la presentazione sulla Relatio i paragrafi redatti da Forte hanno creato fortissima divisione in quello che deve essere unito e che è l’oggetto primo, anche se non unico, della funzione papale.
                In Pace

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              • Ma scusa, Simon, non ha messo uno solo: sei in un colpo. Secondo te è solo una questione manageriale? Vabbé, se vogliamo è anche una questione manageriale, bene, peggio ancora. Comunque non è che sono tanto sconcertato per questa singola cosa in sé e non solo per il Sinodo; è il complesso dei segnali che sembrano indicarci un tragico ritorno dell’incubo postconciliare. E’ l’ultimo grido dalla savana dei reduci di quella stagione che mi atterrisce.

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              • Mi sconcerta quando non si fa di tutto per creare unione e genuino consenso nella Chiesa: in questo un Papa può errare alla grande. E noi , nel nostro piccolo, invece, pure.
                In Pace

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              • Guarda, Simon, per quanto mi concerne, nella mia parrocchia (della quale sono parrocchiano, non parroco!), è quello che cerco di mettere sempre in pratica. Uno fa dove può fare. Tu lo fai con questo blog, che per me sta mille spanne al di sopra di qualsiasi altro, di qualsiasi orientamento e te ne ringrazio perché hai fatto del bene anche a me. Questo spero ti faccia piacere, ma al tempo stesso ti rendi conto che non è “normale”?

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  6. “Per come si stanno svolgendo i lavori dei circoli minori una totale revisione del documento già presentato, seppure possibile poichè garantita dal regolamento, è (quasi) del tutto improbabile. I voti per approvare la linea sinodale presentata dal relatore cardinale Erdò ci sono.
    Ad ogni modo va ricordato che anche il documento conclusivo ufficiale del Sinodo, votato sabato 18 ottobre, sarà comunque un testo di lavoro per le comunità ecclesiali fino all’apertura della XIV° Assemblea straordinaria del Sinodo dei Vescovi, la quale avverrà nell’ottobre del 2015.”
    http://ilsismografo.blogspot.it/2014/10/vaticano-i-circoli-minori-sono.html#more

    Per me si va ne la città dolente,
    per me si va ne l’etterno dolore,
    per me si va tra la perduta gente.

    Giustizia mosse il mio alto fattore;
    fecemi la divina podestate,
    la somma sapïenza e ’l primo amore.

    Dinanzi a me non fuor cose create
    se non etterne, e io etterna duro.
    Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate

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  7. Ubi e Gregorius,

    a far le Cassandre in questo mondo prima o poi ci si azzecca. Ma non si dimostra nulla.

    Il problema che Gregorius ha gia’ sollevato nel blog di ieri, forse condiviso da Ubi, e’ che il Concilio sia stato un disastro per la Chiesa e che il poco di buono avrebbe potuto essere raggiunto senza concilio, con qualche piccola riforma. Invece il Concilio, proprio perche’ ha messo in movimento tutta la Chiesa, ha potuto fare cio’ che altrimenti era impensabile. Elenco in modo incompleto e senza ordine alcuni dei risultati ottenuti dal Concilio:

    1. Ha reintrodotto l’esigenza di collegialita’ e di decentramento nella Chiesa.

    2. Ha sdoganato gli studi esegetici e storici.

    3. Ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei laici nella Chiesa.

    4. Ha promosso l’ecumenismo e il dialogo interreligioso

    5, Ha promosso in tutti i settori un fiorire di studi teologici che era necessario e alla lunga sara’ molto proficuo.

    Certamente tra il dire e il fare la distanza e’ grande, ma senza il Concilio non si sarebbe partiti e la crisi, ritardata, avrebbe potuto essere molto piu’ dirompente.

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    • No. Mi chiarisco, se ce ne fosse bisogno, ma non credo, su questo sono sempre stato chiaro!
      Il Concilio è stato ed è una benedizione.
      Il Concilio dei media, la sua ermeneutica scorretta, lo “spirito del concilio” che parla di Concilio ma ne disattende i documenti: queste si, sono un ANATEMA.
      San Giovanni Paolo II Benedetto XVI hanno lottato per il VERO Concilio, quello dei Documenti e contro l’anatema di cui sopra.

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  8. ma la fede ke dite di avere dov’è
    il mondo è lastricato di pietre viventi angolari e non, pietre di scarto con le quali è edificata la Kiesa vera nella gioia e nel dolore purtroppo data la nostra umanità ke pecca spesso ma cmq è viva.
    persone ke la compongono son oneste anzitutto con le azioni fattive coerenti ke salvano nonostante i feticisti del male……………

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  9. OT
    Come sta Law? Tutto bene?
    (lo chiedo per i disastri naturali nella sua zona)
    Forza Liguria 🙂

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    • Eccomi Trinity! Sisi tutto bene: non sono di Genova: più di qualche acquazzone io non ho visto per fortuna. Magari diciamo una preghiera per i nostri confratelli meno fortunati (non solo della liguria, purtroppo…)

      So che reclamate il mio intervento (ho visto che anche Dernhelm)… vi tengo ancora un po’ sulle spine perché mi sto dedicando anche a un malloppone di 23 pagine affidatomi da Minstrel per una traduzione in più puntate! 😉

      Abbiate pazienza… 🙂 🙂

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  10. Scusa Simon, per me la frase del paragrafo 52 è problematica perché non specifica tutto ciò che andrebbe (in futuro) specificato e quindi “vai con i titoloni sui giornali” e i soliti fraintendimenti che seguono……ma di per sè…..
    Provo a dire quello che ci vedo io in quella frase.
    È chiaro che un certo cardinale la intende in un modo ed un altro la intenderà in un altro…..quindi le diverse posizioni punteranno a diversi obiettivi pratici (pastorali) e io purtroppo non ho avuto il tempo di leggere molto….in ogni caso esprimo le mie impressioni.

    52 “Senza negare le problematiche morali connesse alle unioni omosessuali si prende atto che vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partners” 

    Senza negare le problematiche morali = ci sono problematiche morali (evidenti!) da analizzare, proprio come avviene per i divorziati risposati.

    Si prende atto che vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio= proprio come avviene per i divorziati risposati si cercano i semi di bene

    Unioni omosessuali = non parlano di matrimonio né di famiglia. Possono essere a seconda dei casi e delle nazioni: convivenze o unioni civili ratificate dallo Stato.

    Ora, fatemi capire che cosa ci sarebbe di anomalo a parte il fatto che come al solito la Chiesa dice “A” e i giornalisti e/o i cattolici ignoranti nonché cardinali progressisti interpretano “ABCDEFG”

    La mia è una domanda vera. Non è domanda retorica.

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    • E’ la stessa domanda che mi sono fatto anche io alla quale inizialmente mi sono risposto con un “evabeh, tutta qui la riflessione?!”. Cioè mi stanno dicendo che esistono dei casi di coppie omosessuali che si danno quel mutuo aiuto che sfiora il sacrificio paragonabile al sacrificio di un figlio con una madre malata (e qui parallelo con le coppie sesso diverso) o un padre malato (e qui parallelo coppie sesso uguale)?! Davvero hanno detto questa banalità?! Cioè Forte viene a dirmi che se io convivo con un mio partner e lo faccio “come fra fratelli”, tutto l’eventuale mutuo aiuto che gli darò sarà “bene”?

      Ma grazie al Pazzo, lo sapevamo già! Se un fratello muore per un altro fratello è ovvio che fa sacrificio paragonabile alla croce di Cristo. Non c’è bene maggiore di chi muore per dare la vita agli altri diceva quello là 2000 anni fa.
      Il problema trinity è che specificando “unioni omosessuali” è come se passasse l’idea che i due non siano esattamente come fratello-fratello e sorella-sorella, ma sia qualcosa di diverso.
      Questo credo sia il problema, non quel che qui entrambi abbiamo sottolineato che mi pare pacifico da circa altrettanti 2000 anni.
      Credo eh. Anche perché anche io trovo solo ora il tempo di riflettere seriamente su questa cosa oggi per cui, visto l’orario, insomma… capitemi! 🙂

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    • Cara Trinity,
      c’è una grande differenza fondamentale tra una relazione stabile tra un uomo e una donna e quella tra due persone dello stesso sesso che il Mons Forte dovrebbe conoscere colla formazione che è supposto avere: la prima, essendo conforme alla natura umana, è intrinsecamente buona e può, assecondo come è vissuta, condurre allo sviluppo di tantissime virtù umane e alla vita soprannaturale; la seconda, in quanto intrinsecamente contro-natura, e per utilizzare un linguaggio contemporaneo è a propriamente parlare intrinsecamente una struttura di peccato.

      Orbene c’è una legge morale che tutti conoscono e cioè che “fare del meglio che si può” nel quadro di una struttura intrinsecamente buona rende codesta migliore, mentre “fare del meglio che si può” nel quadro di una struttura di peccato rende questa ancora peggiore.

      Permettimi di farti un paio di esempi per illustrati il concetto: supponiamo che tu sia un perito chimico, se sviluppi le tue competenze professionali (“fai del meglio che puoi”) nel quadro di un’impresa farmaceutica essa produrrà prodotti sempre migliori pe ri pazienti e la società, mentre se sviluppi quelle stesse competente nel quadro di una struttura di peccato come un gruppo mafioso dedito alla produzione di droghe dure ebbene il risultato sarà ancora peggiore per gli utenti e la società.

      Vivere un legame stabile e a lungo termine in una struttura intrinsecamente buona perfeziona il legame tr ai due esseri e li incammina sulla strada di un bene migliore; lo stesso “perfezionamento” in una struttura di peccato come quello di una relazione tra persone dello stesso sesso invece incancrenisce chi partecipa ancora di più nel vizio in questione: quindi per riprendere le parole di Forte se è assolutamente vero che “vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partner” nel quadro di una relazione almeno potenzialmente virtuosa come lo possono essere relazioni conformi alla natura dell’uomo (dello stesso sesso oppure no questo non è rilevante), la stessa frase rende la situazione ancora più perversa nel caso di una struttura di peccato come lo è una relazione dove si praticano per definizione atti contro-natura.

      Che gli atti omosessuali siano condannati nella Bibbia fin dalla Genesi, attraverso il Levitico, fino al Nuovo Testamento e le sue Lettere di san Paolo e, in seguito, costantemente condannati durante duemila di insegnamento morale della Chiesa, non ultimo il CCC del 1983 è qualcosa che il prelato Forte sa benissimo e del quale non può fare astrazione e, quindi sa benissimo, che una struttura di peccato che conduce alla pratica stabile di atti condannati non potrà mai ” essere un caso in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partner”: per questo ho parlato di vera e propria str*nz*t*.

      Tutti e tre i paragrafi su questa questione non sono cristallini e sottintendono una deriva omosessualista presso Mons Forte, ma questa frase del paragrafo 52 è proprio, moralmente, sconcia.
      In Pace

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      • Grazie Simon. Tutte queste implicazioni non le avevo colte.
        Avevo inteso il tutto semplicemente come: “ok, sappiamo che nel mondo ci sono situazioni irregolari, convivenze, ecc. di esposizione al peccato – prendiamone atto e consideriamo però che ci sono singoli casi in cui può esserci una relazione virtuosa in quella che di solito è relazione peccaminosa, quindi non possiamo tout court condannare un omosessuale” – concetto che poi era già presente nella Chiesa.

        Comunque…il dibattito sulla relatio è aperto:

        http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/sinodo-famiglia-36934/

        [“La segreteria generale del sinodo, in seguito alle reazioni e discussioni seguite alla pubblicazione della relatio post disceptationem, e al fatto che le è stato spesso attribuito un valore che non corrisponde alla sua natura, ribadisce che tale testo è un documento di lavoro, che riassume gli interventi e il dibattito della prima settimana, e ora è proposto alla discussione dei membri del Sinodo riuniti nei circoli minori, secondo quanto prevede il regolamento del Sinodo stesso”, ha dichiarato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, a inizio del briefing quotidiano. Il lavoro dei circoli minori verrà presentato all’assemblea giovedì mattina, 16 ottobre, e “la sintesi” delle relazioni  verrà resa pubblica.”]

        [“C’è stata qualche sorpresa all’interno del circolo a leggere reazioni dei media, qualcuno ha manifestato una certa perplessità come se il papa avesse detto, come se il sinodo avesse deciso, come se…”, ha detto il prefetto di Propaganda Fide, sottolineando la “ricchezza straordinaria del dibattito”. Più critico il cardinale Napier, che ha riferito di voci di “insoddisfazione” ed ha parlato di “misinterpretation” (interpretazione sbagliata) del testo, dovuta sia ai “mass media” (“L’importanza al sinodo non è stata data, come ho visto sui giornali, a questioni come l’aborto, le coppie gay o la contraccezione, ma a come sostenere la famiglia nella fede cristiana”), sia al fatto che “forse le aspettative di molti sono un po’ irrealistiche ]

        [Il cardinale sudafricano ha peraltro espresso “sorpresa” per la stessa decisione di pubblicare la relazione e Filoni ha riferito che “qualcuno si è chiesto”, in seno ai circuli minores, se sia stato un errore pubblicarlo. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha però ricordato che la relatio post disceptationem “è sempre stata resa nota in diretta” ad ogni sinodo, e il clamore è forse dovuta alla “natura dell’argomento, che provocava molta attenzione e molte attese”. ]

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        • E poi….Simon, nella mia testolina mi ero sempre fatta un pò l’idea che due omosessuali cattolici praticanti che si innamorassero….poi andassero eventualmente a convivere con l’intenzione di una relazione “conforme alla natura dell’uomo”……..(e mi sfuggiva proprio il fatto intrinseco)

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      • Thanks Simon.
        Due cose, mi permetto:
        1 – Con “atti omosessuali” non credo che tu intenda la mera convivenza e il mutuo soccorso che può stabilirsi anche fra me e mio fratello, o mio fratello e un suo carissimo amico d’infanzia che magari abitiano insieme e insieme si aiutano. Ergo come al solito è questione di capire cosa si intenda con “unioni”. Se è quello che si intende oggi allora la tua idea di “struttura di peccato” è perfetta.
        2 – Oggi giorno, con l’idea storicistica propria degli studi biblici, nessun biblista ti dice che la Bibbia condanna l’omosessualità palesemente. Cfr. ad esempio J. McNeill, La Chiesa e l’omosessualità, pp. 85-91. E non si possono certo definire “falsi” questi studi visto che spesso richiamano fatti storici accettati dall’intera comunità accademica, quanto piuttosto si possono definire studi che inquadrano la storia solamente sotto un certo aspetto. Quindi richiamare le Sacre Scritture oggi mi appare un’arma a doppio taglio. Bisogna invece agire sull’auctoritas che quelle scritture ha scelto e cioè la Tradizione della Chiesa che ha redatto, trasmesso (per l’NT) e ratificato (per entrambi i testamenti) la validità canonica.
        Questa la mia umile opinione. 🙂

        Frattanto un saggio di studi biblici odierni (il mcneill citato)






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        • @minstrel (e gli altri)
          Premesso che sono felicemente etero (anche se ovviamente mi astengo da questa tendenza) mi piacerebbe cercare di dirimere la questione omosessualità e omofobia per almeno fare un po’ di chiarezza e smorzare i toni. I tempi, purtroppo non sono favorevoli data l’isterica volontà di buttare fango (sul sottoscritto e) soprattutto sul Papa appena apre bocca. Se poi ci si mettono i trolls che intervengono ad arte per fare casino (nel vero senso della parola) e per impedire volutamente una discussione serena, conviene tacere o almeno stare su un piano più superficiale, facendo il gioco di questi trollisti
          @ Trinity In questo senso non pubblico le “perle” gelosamente custodite. Non mi appello al famoso detto di Gesù (per non dare ancora occasione ai trolls) ma aspetto un clima più sereno dove almeno i vari trolls qui presenti si siano dati una calmata.
          Infatti per parlare di omosessualità, ad esempio, occorre studiare seriamente l’argomento, chiarendo alcuni concetti che stanno alla base della morale cristiana e cattolica. Il baillame da mercato delle vacche che è stato creato non permette di procedere per idee “chiare e distinte”. Si può procedere per idee chiare e distinte come quando abbiamo abbiamo parlato di divorziati risposati. Anche su questo argomento i trollisti si sono scatenati, ma … ciò che è scritto è scritto ( e poi ci copiano…) 🙂
          Sull’omosessualità pensa, addirittura il Papa, ha chiesto tempo per riflettere. Scola ha tuonato contro Pisapia è vero; tuttavia ne ha fatto una questione puramente nominalistica chiedendo di non CHIAMARE matrimonio una unione omosessuale ma di dargli un altro NOME (e magari qualche diritto in meno)

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          • Manuel, anch’io avrei delle idee non ancora espresse (opinioni personali) sui vari temi qui discussi…e tuttavia non le espongo perché quella che per me può essere una domanda/riflessione/dubbio e strade possibili che io vedo (sempre nel dubbio) nel mio piccolo e nella mia ignoranza, poi so che verrebbero presi da alcuni casinisti per “fare casino”. Finché ci sono contrappunti, a volte bollenti, ad esempio tra te e Simon qualcosa si riesce ad imparare e ricavare ….però quando qualcuno comincia a sparare anatemi, apocalissi, ecc. …..mi smonto 😐

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  11. caspita l’ubi giudice sempiterno nel vero

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  12. Anyway Ubi non posso credere di essere fra i fortunati che si gode l’Apocalisse in prima fila. Ma hai presente?!?!!
    Anche perché andrebbe a finire che hanno ragione i TdG. Ascolta me, è molto più razionale pensare che finché esistono i testimoni suddetti l’Apocalisse è rinviata a data da destinarsi.

    Sto a ride troppo? Non si sorride mai troppo. E fanculo al venerabile Jorge, mangiatore di Aristoteliche pagine a tradimento! 😀

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  13. Tom mi rimprovera un giudizio negativo sul Concilio Vaticano II.
    Dapprima mi dà della Cassandra, una bella trasposizione classica del consueto “profeta si sventura” con cui si apostrofano i critici dell’assise riprendendo la nota espressione di papa Giovanni.
    Ora, egli avrebbe ragione se fossimo nel 1962 e io preannunciassi futuri danni e catastrofi. Ma siamo nel 2014. È passato oltre mezzo secolo e così non è tempo di previsioni, ma piuttosto di bilanci. Ma non voglio fare neanche quelli, non spetta a me. Basta solo guardarsi intorno e vedere com’è andata. Perché si può promuovere tutto quel che si vuole, e con le migliori intenzioni; ma poi bisogna vedere se ha funzionato. 
    Se ti sembra che il bilancio della Chiesa postconciliare sia in attivo…mah…può darsi che viviamo su due pianeti diversi.
    Un’osservazione: dici alla fine che senza il Concilio oggi andrebbe ancor peggio. Può darsi, ma non possiamo saperlo, perciò la tua resta una mera illazione. Mi dovresti spiegare però un dettaglio: com’è che le Chiese superconciliari sono ridotte al lumicino? Com’è che dove non ci sono state le cassandre, ma i più gioiosi e attivi protagonisti di quella stagione oggi c’è il deserto? Com’è che le chiese dei Suenens, dei Lienart,dei Daneels e compagnia bella sono oggi un ammasso di rovine? Ecco una bella domanda che al sinodo qualcuno avrebbe dovuto porre all’amico Kasper.

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    • Le Chiese “superconciliari”, per l’appunto, non erano “conciliari”, ma la caricatura diabolica di quel che ha chiesto il Concilio.
      L’albero si vede dal frutto: assenza di frutti uguale albero sterile. Sacerdoti e vescovi incapaci di generare vocazioni intorno uguale vocazione sterile. Chiese svuotate e vita cristiana spazzata via uguale Chiesa sterile.
      Però ricordati sempre di non guardare solo il loglio ma anche le bellissime realtà fecondissime nate e/o sviluppatesi grazie al Concilio.
      In Pace

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  14. Ho scoperto solo ora questo blog. Condivido completamente il senso dell’articolo e le preoccupazioni, che sono anche mie e di molti miei conoscenti impegnati nella Chiesa, in Parrocchia, nella catechesi.
    Ma si rendono conto, al Sinodo, dei pericoli di creare degli strappi, delle lacerazioni, nel corpo della Chiesa? Nei movimenti ecclesiali, dei gruppi pastorali, dell’equipe di preparazione al matrimonio e al Battesimo, nelle Parrocchie. So per certo, vivendoci, che queste preoccupazione per la deriva relativista sono presenti. E non certo solo nei gruppi iper-tradizionalisti ! Ma di chi è impegnato nell’evangelizzazione, nella catechesi. Mi sembra, ripeto, che questo aspetto sia enormemente trascurato.

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    • Hai riassunto in qualche linee l’essenziale della nostra preoccupazione.
      Grazie per la visita ed il commento.
      In Pace

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  15. http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/sinodo-famiglia-erdo-36928/

    Critica dura del presidente dei vescovi polacchi alla relatio:
    “Allontana dall’insegnamento di GPII ed esprime ideologia antimatrimoniale”

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  16. La frase di Forte sull’omosessualità è sconcertante per quanto lascia intravedere in prospettiva. Però, a volere essere riflessivi e…buoni, fa rilevare una situazione presente tra gli omo. La convinzione tra alcuni di essi in buona fede cattolici che sono convintissimi di avere un rapporto bello e giusto esattamente come per gli etero. Per costoro è solo la fede forte , oltre alle motivazioni di ordine antropologico, sociale ecc. sempre valide , che può smuovere la loro ferrea convinzione interiore . Un lavoro lungo, difficile e traumatico. In questo senso è valida la frase, mediaticamente errata e pericolosa se non inserita nel discorso completo come fa il Catechismo,di papa Francesco: chi sono io per giudicare? Voler vedere del buono in una relazione omo serve solo a rispettare una libera scelta, non in alcun modo per approvarla. Mi sembra che troppi cattolici si siano lasciati irretire dal pensiero unico e pochi si sono preoccupati di capire il mondo omo. Perchè non vengono pubblicizzati i tanti exGay che bene possono testimoniare la vita dell’omo? Solo a senso unico in nome di un diritto che sta calpestando il diritto di pensiero di altri. Ci si renderebbe conto che non esiste un “orgoglio omo” e a quanti drammi non si da una chiara risposta.

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    • Ex gay hanno un sito proprio. Solo che queste situazioni interessanti vengono lasciate fuori dalle discussioni. Il motivo? Nuociono all’ideologia gender e a quel che purtroppo si vuol far passare anche nella Chiesa cattolica, con la complicità di tanti ignoranti anch’essi ideologicizzati dai media mainstream (che si credono e a i media li fanno credere “cattolici”, mentre in realtà li tratta da “utili idioti” al servizio dell’ideologia a cui nemmeno loro stessi sanno di “servire”).
      Qui il sito ExHomoVox
      http://exhomovox.com/

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      • Grazie Ubi. Provi però a leggere su Vatican Insider cosa dice Mons. Mogavero e vedrà quanti vescovi capiscono un H dell’omosessualità. Questo è il dramma. Spero che rinsaviscano. Il Catechismo è chiaro . Si trovino i modi di applicarlo senza paura.

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  17. http://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/424-sinodo-sassolini-negli-ingranaggi-della-gioiosa-macchina.html
    una cronaca di quanto avvenuto durante e dopo la “relazione Erdoe” con particolari interessanti

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  18. Guardate cosa pubblica oggi “Avvenire”:

    Caro direttore,
    ho 51 anni e ho sempre creduto nella famiglia. 17 anni fa mi sono sposato e dopo alcuni anni è arrivato un figlio. Purtroppo di lì a poco ho subito anche la separazione, messo alla porta da mia moglie perché «non più innamorata» di me. Separazione con 3 anni di doloroso calvario giudiziale. In questi anni, nonostante tutto, ho sempre creduto nel valore del Sacramento matrimonio e ho deciso di rimanere fedele non riaccompagnandomi, in questo sono stato sicuramente sostenuto da Dio anche attraverso le persone dell’associazione Famiglie separate cristiane a cui appartengo. Ritenevo tuttavia che la fedeltà sarebbe rimasta una bandiera personale forse insieme a quella di altre persone che la pensavano come me. Invece, a 8 anni dalla separazione, è accaduto quello che non mi aspettavo: mia moglie dopo un suo personale cammino di sofferenza ha ricominciato a ricevere i Sacramenti, poi mi ha chiesto di perdonarla e poco dopo mi ha chiesto di riunificare la famiglia. Così abbiamo fatto con l’immensa gioia di nostro figlio oggi tredicenne. Mi sono accorto come questa riunificazione ci ha rinnovato completamente, cancellando tutto il male di tanti anni di lacerazione. Forse è difficile capire se uno non ci si trova, ma mi creda quello che umanamente appariva impossibile è accaduto. Caro direttore, per anni ho sentito persone che mi dicevano di “rifarmi una vita” e persino sacerdoti che mi parlavano di “evidenti elementi di nullità” del mio matrimonio, ma io – nonostante l’amarezza la sofferenza e anche la rabbia, della mia condizione – in cuor mio sapevo che il mio matrimonio era vero… E questo non per ragioni passionali o di sopravvissuto sentimentalismo, ma per quell’Amore che c’era stato donato il giorno del matrimonio e che è rimasto vivo perché quel Dono non dipendeva né da me né da mia moglie. In tanti anni di appartenenza all’associazione Famiglie separate cristiane ho potuto constatare che ogni caso è storia a sé, e non esiste una soluzione comune a tutti i problemi di coppia e tantomeno si può giudicare alcuno… Una cosa, però, possiamo farla: metterci davanti a noi stessi e anche davanti alla nostra debolezza e chiederci onestamente se il nostro agire è desiderio di fedeltà a Cristo o nostra convenienza umana, questo sì che lo possiamo fare e come cristiani mi permetto di dire dovremmo farlo tutti, in tutta la Chiesa. La saluto cordialmente
    Fabio Bernardini ”

    Bellissima testimonianza. Io già l’avevo scritto su questo blog che cose come queste – mai mettere freni alla “grazia di Dio” potevano succedere! Figuriamoci che sarebbe successo se nel frattempo la Chiesa avesse…

    Peccato (per lui) che qualche “commentatore” su certe ipotesi, che poi nella realtà si avverano ci abbia fatto qualche risatina sopra…
    il link:
    http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/rifiutato-seperato-riconciliato.aspx

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  19. @ minstrel e/o Simon
    Pensate sia utile da parte mia proporre una riflessione a riguardo di questo “spinoso” argomento? Certamente il rischio è per me quello di essere coperto inutilmente di fango da parte di qualcuno ogni volta che mi accingo a scrivere, senza prestare alcune attenzione a quanto dico. Sono tuttavia convinto che occorre riflettere su almeno tre considerazioni precise per avere una visione più serena e meno isterica della faccenda.
    Se mi date l’ok scrivo. Poi non è detto che tutti debbano essere d’accordo, ma prometto che citerò il Papa ed anche (sic!) il Card. Bertone e quindi l’intervista di Benedetto XVI di un paio d’anni fa. Se invece pensate che debba lasciar perdere fate pure 😉
    Come al solito dato che del sottoscritto conoscete tutto (anche che faccio l’elettricista) vi prego di mantenermi il più possibile la privacy. Ormai penso che qualcuno abbia solo intenzione di venire alle mani contro di me. Almeno avvisatemi prima

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  20. http://www.obiettivo-chaire.it/chisiamo.asp
    questa è un’associazione che si occupa di assistere non solo materialmente omosessuali, trans etc, cristianamente “curando le ferite” e che per questo è stata anche duramente attaccata da militanti gay

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    • Ciao Dernhelm

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      • Sai che c’è Dern? Che certe volte si parla o si lascia intendere un concetto di “cura” per gli omosessuali e allora nella fazione opposta reagiscono…..
        io stessa non credo che ci sia da curare una malattia (se non in caso di devianza indotta “artificialmente”) ma semplicemente da vedere quale progetto di vita sia meglio attuare in linea con la propria natura e nel rispetto della morale che si intende seguire (cattolica)
        (Poi il discorso sulla corporeità è così vasto…..e manca probabilmente ancora di tanti approfondimenti da parte della Chiesa)

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        • La proposta, se vai a vedere, è per quanti vivono con sofferenza la loro tendenza. E come ti ha spiegato Simon, Dio ci crea uomo e donna. Non si giustifica la violenza contro chi offre aiuto a chi liberamente lo chiede e non impone niente a nessuno.

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          • La violenza non è mai giustificata, chiaro.
            E poi sì ok uomo e donna (e difetti della natura, se tali sono, come nei trans) però magari a livello biologico, fisiologico, chimico, ecc. si evidenziano sicuramente delle differenze, anch’esse naturali, che determinano situazioni particolari cioè l’omosessualità, la bisessualità, ecc. In pratica, escludendo la “moda di essere gay e altri gender vari” che certamente c’è, io credo che gli omosessuali esistano “in natura”…..e ogni tanto mi chiedo perché Dio ce li ha mandati, intendendoli io come ricchezza per l’umanità (e non come difetti dell’umanità).

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            • Trinity, ti prego di non dire sciocchezze. La natura dell’uomo è MASCHIO E FEMMINA. Punto. L’omosessualità è solo un comportamento, quindi una scelta. Più o meno libera, più o meno consapevole, ma una scelta. L’unico modo di distinguere un omosessuale da un eterosessuale è osservarne il comportamento. I trans, in genere, sono uomini omosessuali che si travestono da donne per prostituirsi, ma non portano mai, o quasi mai, a compimento il loro “transito”. Cioè restano uomini e non si sognano proprio di operarsi. I veri trans, se così si possono chiamare, sono persone che soffrono di una gravissima malattia mentale: la disforia di genere.

              Non c’è nessuna, nessunissima predisposizione naturale all’omosessualità.

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            • Tutti siamo ricchezza e contemporaneamente anche difettosi, omo ed etero indifferentemente. Su questo potrei citare perfino Freud ( hai mai letto cosa scrive sull’omosessualità?).
              Urge intervento del valoroso Law della serie La specificità umana…

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            • @Trinity. Se leggessi le confessioni di innumerevoli ex-gay, pochi in Italia, molti in Usa dove vi è un grosso dibattito da molto tempo, cambieresti idea tu e tanti altri. L’omosessualità è una anomalia nello sviluppo della sessualità per tanti e diversi motivi. Di certo è chiaro: nessuno nasce omo. In maggioranza l’omo si sviluppa nella fanciullezza ed adolescenza. Qui è giusto dire che “ci si trova”. I molti psicologi che hanno indagato concordano nel dire che è il carattere del bambino, l’ambiente spesso non favorevole e sufficientemente sano, i rapporti difficili con i genitori che orientano bene o male l’adolescente. Un discorso complesso. L’omo diventa un orientamento, una passione contro cui è difficile combattere, come è difficile combattere contro abitudini consolidate e passioni,, Il fatto che l’omo possa con cure riparatrice diventare etero con piena soddisfazione è la chiara dimostrazione che l’omo è semplice patologia psicologica.
              Il termine malattia è brutto, ma il termine anomalia di orientamento sessuale è giusto. E’ stato compiuto un grosso crimine contro i giovani nel 1973 quando le APA americane hanno detto che l’omosessualità è espressione naturale della sessualità. Una bestemmia! Le Apa hanno proibito agli psicologi e psichiatri di intervenire per raddrizzare l’orientamento sessuale dei ragazzi che cominciavano ad avere qualche atteggiamento o orientamento omo, pena la perdita della professione. Invece l’intervento fatto con delicatezza in fanciullezza avrebbe salvato una moltitudine di ragazzi e ragazze, rendendole alla vita piena. Le Apa hanno sempre combattuto le cure riparative fino al 2010, quando hanno permesso che chi ritenesse di voler ritornare etere potessero vere assistenza. Si legga qualcosa su “si può cambiare” omosessualitaeidentita.blogspot.com
              Se è bene sentire il parere degli omo è anche necessario sentire di chi è ex-omo. I vari vescovi sono informati?

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  21. Le affermazioni di Forte, così come tutto ciò che discende da frasi che forse avrebbero dovuto richiedere maggior prudenza e coscienza delle conseguenze a cui potessero dar adito (tipo chi sono io per giudicare), discendono alla fin della fiera, come è stato detto, dall’idea che ci può essere del buono ovunque. In effetti durante il fascismo i treni arrivavano in orario e sotto Stalin i erano tutti più uguali e non c’era la disoccupazione. É evidente che si deve praticare la misericordia per tutti e che nel contatto personale con i singoli individui e situazioni il sacerdote, opportunamente discernendo e direttamente conoscendo, saprà comportarsi nel modo migliore verso chi si trova in situazioni difficili, complesse, irregolari. Portare questo sul piano generale significa solo disorientare e riprecipitare la Chiesa in quella confusa atmosfera da postconcilio che speravamo di esserci lasciati finalmente alle spalle, con conseguenze ancora più catastrofiche perchè cadono su una situazione generale della Chiesa già gravemente compromessa. Per di più, se a quell’epoca i papi cercarono di essere moderatori in una situazione di contrapposizioni, oggi abbiamo da parte del papa plateali gesti sostegno a una parte e addirittura forzature procedurali irrituali che possono risultare abbanstanza odiose e fomentare le divisioni.

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  22. @dernhelm
    No, in questo momento non ricordo Freud sull’argomento omo. Anche se c’è da dire che il merito riconosciuto a F. oramai si può quasi del tutto ridurre all’avvio di una “nuova” disciplina (nel senso di psicanalisi)….più che alle varie teorie/analisi specifiche sulle diverse patologie….
    Freud l’ho mollato (=quasi dimenticato) da diversi anni.
    Io capisco (certo!) che di conformazioni anatomiche ce ne sono fondamentalmente due (poi ci sarebbe tutto il discorso trans) ma davvero credo che ci sia un naturale quid omosex, bisex, ecc. Ciò non significa che ad esempio un bisessuale si debba poi prendere una moglie E un marito per realizzare il proprio istinto.
    (Perché di questo passo sarebbero autorizzati molti altri comportamenti, anche uscendo dalla morale sessuale. Ad esempio un violento potrebbe giustificarsi che ha un quid violento).

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  23. Ti capisco che non rispondi…
    ho tutto un copianincolla di “sviste” tue e di Simon che poi fate una figuraccia… 🙂 🙂 🙂
    O pure questa va tra le “provocazioni”?
    E una semplice domanda 🙂

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  24. concordissimo

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  25. Ma guarda Vincenzo io posso essere d’accordo, e lo sono, che in molti casi (o sempre) è questione “psicologica” – però io non porrei un punto così fermo sulla “patologia”.
    Io comunque non voglio essere troppo netta né sulla “naturalità” né sulla “patologia” (tendo più ad un rispetto sia degli ex-omo che degli omo) – anche se per molte ragioni troppo lunghe da esporre io una certa tendenza naturale la riconosco.

    In questi ultimi giorni sono stata “a contatto” con ragazzi/e in un forum che non teorizza 2 orientamenti sessuali, ma almeno 10-20 !! Hai voglia a combattere: qualsiasi cosa, secondo queste teorie, ti passi per la mente: è naturale e la devi fare!!
    No, ecco, io non sono a quel livello Vincenzo. Però, anche ammettendo che l’omosessualità si sviluppi principalmente in età dello sviluppo….poi sai, certe inclinazioni le vogliamo chiamare almeno “connaturate” ? (anche se il termine non differisce molto da “naturale”). In fin dei conti, una volta che si è formata identità e personalità (ma qua ci vorrebbe un trattato) ……non c’è tanto spazio di manovra “psicologica” e io avrei anche dubbi morali/etici/medici sull’opportunità di “cambiare” delicatissimi equilibri personali….invece che accettarli e progettare la vita in base a quelli. Questo non nega che esistano ex-omosex…..però secondo me Vincenzo dipende moltissimo dal punto di partenza: potevano anche essere persone che hanno deviato principalmente “per sfizio” da adulti (e ne conosco).

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    • (Vincenzo)
      Se poi tu andassi a leggere certi forum….ti direbbero che gli orientamenti e le identità di genere (pure quelle mica solo 2!!) possono essere presenti nella persona e poi si esplicitano in diversi modi e momenti della vita. Per cui l’ex-omosex poteva essere effettivamente predisposto ad essere omosessuale e poi eterosessuale.
      (ti sto riportando ora dei deliri che ho letto e non le mie idee)

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      • @Trinity. Sono dal 1973 che mi interesso come posso di questo problema, poiché alla direttiva Apa conobbi una psicologa che alla mia perentoria domanda di cosa ne pensasse mi disse chiaro” ci stanno obbligando ad un pensiero e comportamento per cui tutti sono contrari. L’omo è una deviazione, punto e basta” Hanno fatto semplicemente il lavaggio del cervello. Tra poco diranno ( e alcuni lo dicono) che la pedofilia sia buona e naturale…Se vogliamo pulsioni sessuali diverse ve ne sono in grande quantità, ma li vogliamo considerare tutte naturali? Un minimo di serietà. Ho trascorso cinque anni (2005-2010) a dibattere sull’omo con gli omosessualità e ho potuto sviscerare abbastanza bene i vari problemi. Mi è anche capitato di essere accusato di incitare al suicidio.. L’omo per molto tempo sa benissimo di non essere…in regola ed inizia il suo dramma personale. Capiscono benissimo anche solo dal modo di fare sesso che vi è qualcosa che non va. Lo sforzo delle Assoc. Gay è quello di convincere che è tutto normale spesso con molta brutalità. E’ fondamentale rivolgersi a chi ha avuto esperienza nel settore. Bisognerebbe fare un trattato. Comunque è un alibi molto usato quello di dire che gli ex-Gay erano falsi, perché erano prima etero. Falsissimo. Vi sono ex-gay che sono stati Gay quasi dalla nascita e chi se ne accorse molto tardi e chi lo scopre da adulto. Dice pure qualcosa. Vi è chi ha la forza per uscirne e chi no. Chi è convinto di essere naturalmente gay e lavora per convincersene tacitando la vocina interiore.. E’ strano: dovrebbe essere abbastanza pacifico che fuori dal rapporto etero la sessualità è solo un surrogato o no?
        Non so se sa che dal 1973 ben tre Presidenti ApA ammisero che vi fu un grossolano errore allora e si misero a curare i Gay. Bisognerebbe informarsi, invece vi è una cappa e chiusura impressionante. Negli Usa vi sono direttori gay di riviste gay e psicologi gay con clienti gay che poi con convinzione divennero etero e si mettono a curare i Gay che vogliono ritornare etero e vi riescono con risultati ottimi. Qui in Italia manco se ne può o vuole parlare…

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    • Trinity, scusa se mi intrometto di nuovo. Non so cosa tu intenda per naturalità dell’omosessualità. Credo che l’omosessualità possa essere naturale come un carcinoma allo stomaco. Quello che è certo è che ruba la felicità alle persone, impedisce loro di realizzare le più profonde aspirazioni presenti in ciascuno di noi: una famiglia, i figli, i nipoti. Al di là del giudizio morale sull’omosessualità, che è completamente negativo, occorrerebbe prendere atto anche dei numerosi e micidiali fallimenti esistenziali a cui sono inevitabilmente destinate le persone omosessuali. Altro che gay…

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      • Bah…purtroppo o per fortuna io di omosessuali ne ho conosciuti parecchi, da mio cugino realizzatissimo professionalmente e sentimentalmente in unione stabile col suo partner da più’ di 15 anni alla checcaccia maledetta promiscua@cocainomane che infelicito’ l’esistenza mia e del mio coinquilino in quel di Londra, fino a quando non lo cacciammo letteralmente a calci di casa (e i poliziotti ci diedero pure ragione; cosa del tutto non scontata in UK. due etero sessuali bianchi che prendono a calci , sia pure per difesa personale,un gay nero….).

        questo per dire che; numerosi e micidiali fallimenti a cui sono destinati etc? anche no. Mettere insieme nello stesso calderone la checcazza di cui sopra e due persone che a dritta e a storta si vogliono bene da quindici anni e’ come dire che il pluridivorziato che va a minorenni e il padre di famiglia siano la stessa cosa, solo perché’ entrambi eterosessuali;non ha senso.

        Il problema e’; chi-cosa e’ un omosessuale? Risposta; una persona che prova una forte attrazione affettiva-sentimentale per persone dello stesso sesso. La Chiesa, saggiamente, parla di origine ‘misteriosa’ ; tradotto, non si pronuncia (ci si nasce? ci si diventa? ci si diventa se ci si e’ ‘portati’ dalla nascita?)

        provare sentimenti omosessuali per la Chiesa e’ peccato-una scelta-etc? Risposta; no. Il peccato e’ rappresentato dagli atti omosessuali; disordinati, così’ come e’ disordinato il sesso prematrimoniale- la masturbazione-la contraccezione e tutto cil’ che esula dal sesso tra due persone sposate a scopo uditivo& procreativo.

        Simon vede nelle unioni civili delle strutture di peccato; io sinceramente non sarei così’ categorico. Ripeto; vedo due persone che si impegnano davanti alla legge, che si aiutano reciprocamente che affrontano la vita insieme etc….Non sono una famiglia; ma si tratta comunque di una filia, un’amicizia forte, come si può’ rubricare allegramente questa situazione come contronaturale? come si può’ ridurre questa filia alle sozzerie che fanno a letto, se le fanno (non so e non voglio sapere?)

        Vero, la Chiesa ha sempre considerato l’omosessualità’ come un peccato particolarmente grave; l’ha fatto anche coi suicidi, che fino a neanche troppo tempo fa non potevano essere seppelliti in terra consacrata. Ma fermo restando che il suicidio viene considerato sempre un gesto estremamente grave, l’atteggiamento nei confronti di chi si suicida e’ cambiato.

        Aiutare gli omosessuali ‘in coppia stabile’ a fare una vita come Chiesa comanda (i.e. vivendo castamente) ed offrire sostegno alle coppie di omosessuali credenti, riconoscendo alle loro unioni un valore che va al di la’ delle summenzionate zozzerie, vi sembra una cosa così’ incredibile-apocalittica-anticristiana ed antiumana?

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        • Contento di rivederti finalemente in linea Claudio: spero che tutto bene in Brasile! 🙂

          Vorrei giusto precisare che nei miei commenti come in quello ultimo qui sotto (https://pellegrininellaverita.com/2014/10/14/santo-padre-francesco-ricordati-che-ubuntu/comment-page-1/#comment-8805 ) non mi sono pronunciato sulla qualità morale delle unioni civil in quanto talli , che sono un altro discorso su un altro piano della realtà che contempliamo, ma ho affermato che “… qualcosa di buono in una relazione tra due persone con tendenze omosessuali lo è …in quelle cose che non hanno nulla da vedere da vicino o da lontano con gli atti contro-natura che sono tentati di commettre”. In altre parole se lo scopo del vivere assieme è quello del poter praticare atti contro-natura in modo ancora più regolare, allora è una struttura di peccato.

          Quel che sottolineo assieme all”insegnamento della Chiesa è che un atto intrinsecamente disordinato per propria natura non pootrà mai generare né mai contenere in nuce niente di buono e di salvabile.

          Il lavaggio di cervello omosessualista è tale che tale Mons Forte, con il suo strepitoso coming out della Relatio, non se ne rende neanche più conto.

          Per fare meglio capire esattamente cosa voglio dire, prendo adesso, come esempio, un altro caso di atto intrinsecamente disordinato che la società civile (per ancora un poco ancora capisce e non prona): il pedofilo e lo zoofilo e rileggiamo gli articoli di Forte e vediamo se reggono in questo nel loro ragionamento morale come dovrebbero reggere se esprimessero qualcosa di vero e di intellettualmente onesto a riguardo di atti disordinati e di chi li compie o potrebbe compierli:

          50. Le persone pedofile e zoofile hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana: siamo in grado di accogliere queste persone, garantendo loro uno spazio di fraternità nelle nostre comunità? Spesso esse desiderano incontrare una Chiesa che sia casa accogliente per loro. Le nostre comunità sono in grado di esserlo accettando e valutando il loro orientamento sessuale, senza compromettere la dottrina cattolica su famiglia e matrimonio?

          51. La questione pedofila e zoofila ci interpella in una seria riflessione su come elaborare cammini realistici di crescita affettiva e di maturità umana ed evangelica integrando la dimensione sessuale: si presenta quindi come un’importante sfida educativa. La Chiesa peraltro afferma che le unioni fra persone adulte e infanti o animali non possono essere equiparate al matrimonio fra uomo e donna. Non è nemmeno accettabile che si vogliano esercitare pressioni sull’atteggiamento dei pastori o che organismi internazionali condizionino aiuti finanziari all’introduzione di normative ispirate all’ideologia del pansessualismo.

          52. Senza negare le problematiche morali connesse alle unioni pedofile e zoofile si prende atto che vi sono casi in cui il mutuo sostegno dell’adulto per il bambino e tra l’uomo e l’animale fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partners. Inoltre, la Chiesa ha attenzione speciale verso i bambini che vivono con coppie pedofile e zoofile, ribadendo che al primo posto vanno messi sempre le esigenze e i diritti dei piccoli.

          Credo che questo esempio valga più di cento discorsi per mostrare l’imbecillità intellettuale di tale Forte e di chi ha fatto passare questi testi
          In Pace

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        • @Claudio. Ho detto che per essere completi nell’analisi dell’omosessualità occorrerebbe un trattato. Nessuno nega che vi siano omo che vivono la loro relazione con profondità e vero amore, ma sono ben pochi. I litigi sono più facili come la separazione.Hanno comunque un comune denominatore: una sensibilità spesso fuori controllo causato dal loro stato e dalla battaglia per essere accettati dagli altri e, presto o tardi, da se stessi. Spesso perdono il senso di moralità nei rapporti. Quanti vorrebbero non essere così e manifestano il loro disagio e grande sofferenza!. Vi sono pure quelli che si ritengono collaudati, ma l’esperienza(non mia) dimostra che la natura in ogni momento si può ribellare. Certamente vanno aiutati ed accompagnati, non giudicati. Questa mentalità di equiparare la sessualità omo ed etero, e il matrimonio etero a quello omo ha solo lo scopo di dare un poco di tranquillità a costoro. Nella realtà la grande maggioranza non lo vuole e se ne rende conto. A capo della protesta contro il matrimonio omo in Francia non vi era forse un omo? Vuol pure dire qualcosa. Soprattutto questa equiparazione rovina tantissimi giovani che potrebbero invece essere aiutati e curati(parola brutta, ma vera) in tempo. Per me questo è un crimine perpetrato dalle Apa che rifiutavano la cura condannando chi vi imprestava (psicologi). La chiesa saggiamente non si pronuncia sulle cause, benché molto ora si sa. Si tratta di attrattiva di tipo sentimentale e sessuale. Se la si coltiva ci si casca. Alle passioni forti è difficile comandare. Come difficile chiedere l’astensione dagli atti sessuali. Occorre rifare la persona con lo sforzo a rigustare l’etero., come si esprimono gli ex-gay. Un valore c’è, ma non credo che sia cosa buona lasciarli in quella condizione. Più facile a dirsi che a farsi, certamente.

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  26. Carissimi,
    vado di fretta in quanto ho avuto una giornata campale e ritornerò sui soggetti trattati a testa più riposata.

    Vorrei giusto sottolineare stasera qualche punto:

    (1) La dignità di un essere umano procede solo dal suo essere a immagine di Dio: che sia un deficiente, un handicappato, un grande artista, un omosessuale, un avvocato, un padre di famiglia niente tra questi accidenti aggiunge o toglie alla dignità della persona.

    (2) Un male è un’assenza di bene: essere malati è assenza di salute, essere morti assenza di vita, essere deficienti asssenza di intelligenza, Niente nel male è portatore di bene: non c’è niente di buono in un assenza di bene

    (3) Nel caso degli atti omessessuali, ci si trova in una situazione dove la natura umana, uomo e donna all’immagine di Dio, purtroppo non si realizza pienamente, poco importano le cause (psicologiche, culturali, malattie, immaturità, perversioni libertine , etc) e le responsabilità (colpa personale, assenza di volontà, etc) : fatto stà che è un’assenza di bene, come è assenza di bene essere capace di essere un grandissimo artista ma non poter realizzare per pigrizia personale la pienezza della propria natura artistica. Questa assenza di bene si esprime affermando che sono atti intrinsecamente disordinati rispetto alla natura umana. Come è intrinsecamente disordinato uccidere e come è intrinsecamente disordinato non pagare il giusto salario e il numero grandissimo di persone che uccidono e di persone che sfruttano non fa entrare questi disordini nella categoria di “normalità”.

    (4) Con tutto il dovuto rispetto per le persone con tendenze omosessuali, ma gli atti omosessuali che compiono, se li compiono, essendo intrinsecamente disordinati, non possono condurre a nessun bene. Se c’è qualcosa di buono in una relazione tra due persone con tendenze omosessuali lo è per forza in quelle cose che non hanno nulla da vedere da vicino o da lontano con gli atti contro-natura che sono tentati di commettre. Come conseguenza, il discorso omosessualista di Mons Forte è un discorso fuori senso che non ha nessun posto nel Magistero. Tentate, come esercizio, di prendere i tre paragrafi proposti da questo prelato cambiando la parola omosessualità con omicidio o sfruttamento e vedrete che non fa senso trovare nessun seme di verità nel disordine morale.

    (5) Per riassumere, non c’è niente nell’omosessualità stessa che rende qualcuno degno, come non c’è niente nel peccato o nella ferita o nella malattia di chicchessia che lo rende più degno: tutta la dignità risiede solamente nel fatto di essere un umano anche se ferito. Non ci sono semini di verità, di bontà e di giustizia nella malattia stessa, nel peccato stesso, nella ferita stessa, nell’omosessualità stessa: la dignità è sola dell’uomo e del Cristo che assume tutte queste imperfezioni e peccati per vincerli definitivamente.

    Buona notte a tutti
    In Pace

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    • @Simon de Cyrène

      Siamo perfettamente d’accordo. Non ho altro da aggiungere.

      Devo solo correggere una cosa: nel precedente commento ho detto che l’omosessualità è moralmente negativa. Ho sbagliato. L’omosessualità in sè non è suscettibile di giudizio morale, lo sono invece gli atti omosessuali. L’omosessualità deve essere giudicata sul piano della natura umana, che è maschile e femminile, sul piano biologico e funzionale. L’omosessualità non è un peccato, è un disastro.

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      • Sì. Detto ciò ricordiamoci che il disastro peggiore in assoluto è il peccato: ma capisco quel che intendevi esprimere.
        In Pace

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  27. E‘ molto probabile che il. testo scritto dal teologo Forte sia stato ispiratoe da Bergoglio stesso,il quale come avevo fatto gia‘notare,PRIMAdella stesura della Relatio aveva nominato il suo teologo di fiducia Bruno Forte con altri cinque progressisti di rincalzo per essere sicuro che la Relatio andasse come voleva lui. Ma questa volta l‘eccesso di furbizia bergogliana e‘stato controproducente:tanto smaccata e‘stata la manipolazione ce intere conferenze episcopali come quella polacca e quelle africane si sono sollevate. Gli africani che erano stati opportunamente esclusi da Bergoglio dalla commissione per la stesura del testo perche‘poco portati al “modernismo“ si sono accorti della manovra. Conservatori e neri si‘, stupidi no!
    E non e‘mancata contro di loro la frecciata dell‘europeo superbo Kasper che ha detto che siccome l‘omosessessualita‘e‘un tabu. i vescovi africani non devono fare la lezione ai vescovi europei. Se questo e‘un Sinodo…Sembra piuttosto la vlassica pentola del diavolo,senza coperchio..
    Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

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  28. Continuo ad essere sconcertato sulla reale capacità della Secreteria del Sinodo a creare unità.
    Da Tosatti, se confermato, è gravissimo
    http://www.lastampa.it/2014/10/16/blogs/san-pietro-e-dintorni/sinodo-altra-censura-proteste-4jzVo5MPlcvxieKMqm8oaN/pagina.html

    “Un’altra censura, e i Padri Sinodali si ribellano.
    La Segreteria Generale del Sinodo ha annunciato la decisione di non pubblicare le relazioni dei Circuli Minores.

    Erdo ha preso la parola, prendendo implicitamente le distanze dalla relazione che portava la sua firma, e dicendo che se era stata pubblicata quella “disceptatio” si dovevano pubblicare anche quelle dei Circuli Minores, le Commissioni.

    Il suo intervento è stato seguito a pioggia da numerosi altri sullo stesso tono, sottolineati da applausi fragorosi.
    Il Segretario del Sinodo, il card. Baldisseri, guardava il Papa, come in cerca di consiglio e lumi, e il Papa stava muto e serissimo.

    Muti anche il sottosegretario al Sinodo, Fabene, Forte, Schoenborn e Maradiaga.
    Kasper non c’era.

    Infine padre Lombardi ha annunciato che le relazioni delle Commissioni saranno rese pubbliche.”

    Se saranno pubblicate, sarà molto più difficile per coloro che sono stati scelti per redigere il messaggio finale di manipolarne il testo alla faccia dei Padri Sinodali: non vedo l’ora di leggerli tutti nel testo.

    Ubuntu, Santo Padre!
    In Pace

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    • Scusa Simon 🙂
      Io non mi affannerei ad esprimere così gravi preoccupazioni a riguardo della comunicazione nel SInodo. La stampa sta diventando davvero in questi tempi luogo di “chiacchere e pettegolezzi”, ripetendo quello tu spesso ami ripetere quando ti riferisci ad un (noto) blog.
      Perché dovrei credere a Tosatti? Quale autorità ha? Leggendo il resoconto di Avvenire oppure quello ufficiale di news.va trovo scritte affermazioni diametralmente opposte.
      Ad esempio potresti leggere http://www.news.va/it/news/sinodo-pell-misericordia-nella-verita-paglia-dibat Mons Pell non è un progressista oppure un impostore: addirittura parteciperà ufficialmente alla “convention” del Summorum Pontificum e celebrerà una S. Messa: di tutto diverso tenore è il suo resoconto.
      Anche il card Mueller (ed è la seconda volta, dopo quella in cui veniva accusato di essere coinvolto in una ammutinazione contro il Papa) ha smentito clamorosamente le affermazioni che gli sono state attribuite in questi giorni.
      Poi io aspetterei tranquillamente sabato pomeriggio (mancano pochi giorni 😉 ) con la relazione ufficiale. Ci saranno quelli che diranno che è stato scritto il contrario di quanto detto: tuttavia la matematica non sarà un’opinione e quindi la relazione sarà messa ai voti e così si avrà un’idea di quanti si sentono rappresentati o meno in quanto sarà scritto. Così avvenne anche col VatII, con numeri precisi: Lefevbre disse che la minoranza aveva ragione e che lo Spirito santo soffiava dalla sua parte, ma questo è un altro problema

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