Micromega e i nuovi Santi da detronizzare

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Naturalmente non poteva far silenzio Micromega di fronte al milione di persone che a Roma hanno affascinato il mondo intero durante le celebrazioni di canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. E’ partita al volo una campagna atta a sollevare dubbi sulla qualità e l’opportunità di tale scelta pubblicando articoli di dissenso per mano di autori più o meno (molto meno che più) interni alla Cattolica. Esempi: Roncalli e Wojtyla santi: un enorme ossimoro di Don Paolo Farinella (appunto), Perché Wojtyla non è un santo di Giuseppe Franzoni e ancora Wojtyla santo subito? del solito Kueng.

Quello che desidero fare con questo post è sollevare dubbi sulla qualità e l’opportunità di pubblicare simili articoli POST EVENTO che risultano essere dal valore sia teologico che storico nullo: Micromega si dimostra in questo caso molto micro e poco mega. Perché infatti presentare semplici opinioni come una unica verità storica? Perché presentare giudizi personali su dati storici ancora da capire e vagliare secondo metodo storico secondo un senso unico? Mi si potrebbe in primis obiettare che per non incorrere in simili articoli, prima di fare santo Wojtyla forse era meglio aspettare il cosidetto “giudizio della storia”. A questo si risponde dicendo che la Chiesa non deve certo aspettare il responso di una materia umana scientifica (la cui scientificità è comunque dibattuta alla grande in sede epistemologica) per decretare una canonizzazione che ha valore puramente ecclesiale e teologico.

Perché questi articoli dunque? Dove vogliono andare a parare? Non stiamo processando le intenzioni, quanto letteralmente stiamo tentando di capire i motivi di tali scelte editoriali.

Vogliono forse contrastare il giudizio teologico della Chiesa? Ma è da pazzi. Essere “Santo” richiama al concetto di “paradiso”, il paradiso non credo sia un concetto esistente per quelli di Micromega, ergo essere santi per loro è essere nulla. Se non credono in Dio infatti qualsiasi discorso su Dio (teo-logico appunto) è un discorso sul nulla. E allora che valore ha un discorso sul nulla? Un valore nullo. Discutere di una scelta nulla è discutere di nulla, nulla come discutere.
Vogliono dunque avviare un discorso storico? Si potrebbe porre il problema che essere Santo in questo mondo qualcosa comporta da un punto di vista politico, sociale e storico. D’accordo, allora la domanda è “cosa comporta”?
Guardiamo alcune ipotetiche risposte in breve:
– si ha paura di una possibile ammirazione nei confronti di una persona le cui parole danno fastidio (e qui già sento l’utente Ubi che sogghigna!)? Beh, ma quale è il problema: si discutano allora quelle parole e si cerchi di demolirle! Non si demolisca la figura pensando che le parole perdano il peso che hanno, è una pratica sia contradditoria che dittatoriale.
– si ha paura che non si possa più parlare in sede storica di quello che ha fatto Wojtyla perché ora è santo? Perché essere santi ora esenta la scienza storica dal vaglio oggettivo (o pseudo tale) dei dati? Ma quando mai! La scienza storica se ne frega che Gesù sia o meno “figlio di Dio” e arriva (nei casi patologici ovvio) a dire che non è manco esistito, volete forse che gli importi qualcosa se una persona è stata decretata da una autorità palesemente menzognera come la Chiesa Cattolica “Santo”? Se non credi alla Chiesa, la canonizzazione è nulla come azione. Sempre lì torniamo.
– si ha paura di un ipotetico problema futuro? E in cosa, quale? Nelle folle osannanti? Ma se osannano un errore non è forse meglio? Quando si scoprirà che il santo non è affatto santo per la “storia ufficiale” (per quel che voglia dire…) la Chiesa farà la figura che farà e meno male per tutti i laicisti, no? Oppure c’è forse il pensiero cretino che un “santo” è un semideo? No dai, siate seri: un santo è un uomo e come tale è un errante in tutti i sensi etimologici della parola. San Giovanni Bosco si confessava tutti i giorni infatti… e allora? Come è ‘sta storia?

Quale è il problema dunque di aver fatto santo uno che per il laicismo non è santo o non lo vuole santo?

Si vuole per caso prendere le difese di chi ha conosciuto personalmente il Papa, ha preso parte al processo di beatificazione e non è d’accordo con la scelta della Chiesa? Volete che abbia voce in capitolo e possa esprimere la sua opinione e non essere “bruciato al rogo” (massì, buttiamoce dentro tutto, vah!).
Lodevole.

Ma è questione di affidamento in questo caso: hai fede nella Chiesa che ha vagliato in questo “Processo di canonizzazione” tutte le testimonianze (comprese quelle contrarie) e ha decretato la santità dal punto di vista TEOLOGICO oppure ti affidi alle sole testimonianze contrarie? Bella domanda, ma c’è gran poco di scientifico da un punto di vista storico in questa scelta, anzi! Si vuole per caso dare ragione a Irenée Marrou che diceva che “fare storia” è impossibile perché la riflessione dello storico rifletterà sempre e comunque l’ideologia con cui egli analizza i dati? Così facendo però si demolisce lo statuto scientifico della scienza che si pretende di mettere in campo con gli articoli di Micromega, articoli che dunque parlano del nulla.

Approfondiamo questo discorso “di fede”, piuttosto importante.
Dicevo: o ti fidi del prete che semplicemente ti illustra quelli che sono i tuoi pensieri o ti fidi degli altri preti che hanno deciso per il contrario e sulla base di altrettante testimonianze (private) che micromega probabilmente non possiede e altrettanto probabilmente giammai pubblicherebbe.

Questo Giovanni Franzoni è stato invitato proprio per dire la sua! Se “non ha vinto” allora vuol dire solo due cose, una contraria all’altra: o ci sono state testimonianze che l’hanno smentito oppure (andiamo all’estremo) significa la Chiesa ha voluto far politica, ha preteso la canonizzazione insabbiando tutti i crimini atroci del presunto santo in modo che le masse vengano plagiate verso una nuova barbarie medioevale che ottenebra le loro menti e blablablabla. Dunque, come si diceva, si ritorna al FIDARSI della Chiesa. Non ti fidi? Eallora qualsiasi cosa spara questa (pseudo)autorità potrà essere rigirata come una emerita cretineria, fine.
E il fatto che si possa dire senza alcun timore che la Chiesa spara cretinerie assortite è sinonimo che forse tutto questo nazismo autoritativo non esiste.

L’aspetto teologico della Santità spetta alla Chiesa e se credi alla Chiesa tale aspetto non va discusso. Punto. Se lo discuti semplicemente NON CREDI all’azione teologica della Chiesa. Coerente no?
Nel 2011 non c’era alcuna decisione in merito e infatti il Franzoni fu chiamato a testimoniare e a dire la sua. Se lo stesso la pensasse alla stessa maniera oggi non ci sarebbero naturalmente problemi, perché può benissimo credere che la Chiesa abbia scelto la canonizzazione per motivi fattuali diversi rispetto a quelli che lui ha riportato (ed interpretato sotto i suoi giudizi!), dunque potrebbe benissimo nutrire dubbi legittimi e nel contempo credere alla Chiesa. Tali dubbi non cancellano infatti la canonizzazione teologicamente intesa. Tutt’al più il prete si chiederà e chiederà delucidazioni su come abbiano superato quanto da lui riportato. Non trova spiegazioni? Avrà la sua bella crisi di fede (nella Chiesa e nelle sue decisioni) come le hanno tutti. Succede eh.
La fede è adesione convinta per sua natura, ovviamente se dubiti (come è lecito) non hai fede e pertanto – appunto – dubiti.
Dunque ecco il discorso: se si ha fede e si vuole approfondire teologicamente si approfondisca i motivi per cui la Chiesa ha scelto tale canonizzazione ma non PER ACCETTARLA o meno (che razza di fede sarebbe? fede in quel che pensi di aver capito, non nella chiesa!), quanto per comprenderla meglio.
Ad esempio personalmente come fedele posso anche stortare il naso rispetto alla scelta di aver fatto santo uno appena morto e non aver aspettato 5 secoli come Giovanna d’Arco, ma certo non posso dire che “quello teologicamente non è santo”. Lo è, punto e basta, perché quello è il campo ecclesiale per eccellenza.
Se non si ha fede si può fare lo stesso, quindi si può anche criticare la scelta, ma non da un punto di vista teologale (again: si discuterebbe del nulla!) quanto sull’opportunità “sociale” di farlo tale. Ma farlo COSA? Farlo diventare NULLA? No, se il santo è nulla, Domenica 27 aprile 2014 non è successo nulla! Mi ripeto: la scienza storica se ne sbatte del milione di persone a Roma e fa benissimo! La scienza storica se ne sbatte se la persona messa sotto il suo microscopio sia “santa” per metà del pianeta e “satana” per l’altra metà. E fa benissimo.
Senza entrare in diatribe epistemologiche, diciamo che la scienza storica attualmente intesa cerca dati e li interpreta secondo metodologie storiche comuni. Poi produce una sintesi su un personaggio che è storica, sempre in fieri, scientifica secondo lo statuto epistemico accettato e certamente non potrà mai perfettamente aderente rispetto allo stesso personaggio storico, che oramai si è dato e non si darà più. Fine.

Detto questo ecco la domanda: perché pubblicare ‘sta menata, cari Micromegani?

Ultima possibile motivazione: se il prete ha diritto anche oggi a criticare (il che non significa rigettare, significa poter dire “non sono d’accordo”), allora la lettera rimane attuale ed è giusto ripubblicarla.
First at all: innanzitutto bisognerebbe chiedere oggi al prete cosa ne pensa.
Second: anche se pensa uguale può anche accettare che la Chiesa abbia avuto altre testimonianze che l’hanno smentito ed eventualmente chiedere delucidazioni su come sono stati giudicati i suoi giudizi.
Third: avessero pubblicato una intervista al prete medesimo con questa prospettiva di approfondimento su come vive LUI questo momento sarebbe stato un giornalismo più interessante a mio avviso.
Certo, sarebbe interessato molto meno ai lettori micromegani (sembra una roba new age, i know…); perché chi se ne frega se questo prete ora si spiega benissimo la canonizzazione o addirittura la avalla oppure ha cambiato idea oppure semplicemente ritiene che la Chiesa non ha tenuto conto dei suoi giudizi storici come può benissimo fare e non si fa problemi perché sa benissimo come funziona la canonizzazione? Andiamo oltre e facciamo gli avvocati del diavolo: forse oggi ha un problema di fede con la Chiesa e se ne potrebbe approfittare per mettere in crisi qualcun’altro che è già sul “chi va là”. Mmmh, questo è già più “leggibile/digeribile” per il micromegano, però rientrerebbe nell’ambito particolare del “protestantesimo” che non ha nulla a che fare con micromega stesso, con l’ateo/agnostico, con la scienza storica e nemmeno con la teologia della Chiesa. Sarebbe più uno “scoop” da quotidiano e non da mensile d’approfondimento. E poi magari mando uno a cercarlo e questo mi salta fuori con robe impubblicabili tipo “la Chiesa ha deciso dunque è giusto” oppure “mi ero sbagliato”… no no… meglio andare sul sicuro e chiedere a Kueng.
Chi protesta teologicamente su atti decisi con autorità nella Chiesa, annulla semplicemente la sua fede nella autorità teologale della Chiesa. Dunque non è un credente sotto questo aspetto e alla Chiesa poco tange del suo pensiero, come poco gli tange del pensiero delle migliaia di sette protestanti che nascono come funghi. Liberi di protestare ovviamente, ma non si pensi di demolire la teologia ecclesiastica perché ovviamente la stessa è nulla se per chi critica è nulla (poiché appunto non solo criticabile ma addirittura erronea). Demolire “nulla” significa non demolire affatto. Appunto.

E visto che come al solito gli estremi si toccano ecco che Micromega propone la demolizione del personaggio scomodo ai De Mattei vari, ai sedevaticanisti o agli utenti di Chiesa e post Concilio.
Tutte discussioni nulle. Quelle di Micromega sono in più inutili poiché mescolano in modo sciocco ambito teologale di unica competenza ecclesiale e ambito storico di competenza accademica.

Detto questo permettete una chiusa: vedrete che fiorire di libri dedicati al nuovo “santo subito” con i quali si cercherà demolirne la figura e la portata storica, sfruttando l’errore “melting pot” sopra citato. Autori come Augias pensiate stiano li a guardare? Ma no… intendiamoci, ben venga! Con buona pace dell’ “impossibile studiare la storia ora” , assisteremo a nuovi bestseller dai titoli “wojtjla il santo per forza” oppure “Perché la Chiesa doveva canonizzare il polacco”.
E tutti sorrideranno: gli autori, gli editori, le folle uaariane osannanti complotti storico-politici non ben specificati e pure le non ben specificate folle folli (fra cui noi!) che ci rideranno sopra alla grande.

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Categorie:Cortile dei Gentili, Risposte a critiche web

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64 replies

  1. Salve,
    l’articolo: http://radiospada.org/2014/04/un-papa-che-canonizza-un-eretico-non-e-papa/ :
    1) Non affronta il tema Roncalli Wojtyla, almeno lo avete letto? Dall’introduzione: “Il presente articolo non tratta specificatamente di K. Wojtyla e di A. Roncalli, bensì esclusivamente di Magistero e canonizzazioni. La cronaca contemporanea è solo il pretesto di partenza”. Difatti confuta solamente alcuni scritti dove si sostiene che un vero Pontefice possa errare nel canonizzare. Teoria sostenuta dai calvinisti e da altri agglomerati protestanti, oggi sposata da alcuni personaggi vicini al cosiddetto “tradizionalismo”. Pertanto vi consiglio di essere più accorti nello studio degli scritti altrui.
    2) Radio Spada non è un sito “sedevacantista”, semplicemente raccoglie numerosi editorialisti i quali, a titolo personale, propongono i loro studi al largo pubblico. C’è tanto di avvertenza sul sito: “Radio Spada è un sito di controinformazione: culturalmente non allineato e puntualmente antagonista. Radio Spada ritiene il Cattolicesimo romano l’unica forma veridica ed efficace di antagonismo culturale, sociale e politico alla grave decadenza e alle pulsioni dissolutrici del mondo in cui viviamo: per questo intende, oggi piú che mai, difendere e propagandare la Fede cattolica, i principi e i valori della civiltà e cultura cristiana (occupandosi di molteplici tematiche: dall’apologetica all’attualità, dalla vita spirituale, all’analisi storico-teologica, dalla geopolitica al revisionismo storico, dalla letteratura alle arti etc). Radio Spada è gestito da piú persone e non è espressione di un solo punto di vista — piú voci che vogliono rappresentare sensibilità ecclesiali diverse, sempre nell’alveo della bimillenaria Tradizione della Chiesa. Chi legge RS lo può notare chiaramente: è un esperimento felice e ben riuscito (e speriamo continui cosí). Poi ognuno —negli ambiti di propria pertinenza ecclesiale— agisce iuxta propria principia. Non si tratta di pluralismo, ma di pluralità; piú voci che vogliono tendere ad un unico Fine: la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime”.
    Grazie per l’attenzione e scusatemi per l’invasione di campo.
    Saluti

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  2. Ti sei dimenticato chi esulta più di tutti: la folla oceanica in piazza san pietro, e quella ancora più massiva delle casalinghe di voghera che ora fanno la collezione del biglietto dell’ATM dedicato ai nuovi santi.

    Insomma, è tutto un bel teatrino per deficienti…

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    • I commercianti con l’acqua a 3 euro/50 cl., hotel a 300 euro a notte riempiti di botto, televisioni con share altissimi, compagnie aeree che volano non stop… ne ho dimenticati di sorrisi. 🙂

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    • mi pare ke esagerate n’attimo,, la casalinga di voghera solo per il fatto ke gestisce famiglia al meglio è degnissima massimo rispetto, e ritengo sappia rispettare e capire sapere come tutti quanti e forse anke meglio, la spiritualità del suo impegno è + nobile di critike ke ritengo fuorvianti e simpiicizzanti troppo, spesso i meno colti di bagagli di prosopopea son + veri e netti e conoscon bene il giusto e il falso, il peccato e il bene, son + impreganti di carità fattiva

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      • Non capisco perché usi “k” e “+”, i caratteri non si pagano su internet 🙂

        Comunque la casalinga di voghera e la sua spiritualità meritano certamente rispetto. Proprio per questo, come ho scritto in un commento precedente, trovo parziale la tendenza in questo forum a indentificare la religiosità con la metafisica (tanto che non si possa parlare di religiosità senza rigore metafisico, secondo qualcuno), faccenda che interessa allo 0 virgola percento di persone che vivono la spiritualità, giorno dopo giorno. E magari, come hai fatto notare, la vivono persino più intensamente.

        In particolare QUESTA metafisica, che, di nuovo, è uno zero virgola dello zero virgola…

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        • o andrea quanro sei pignolo. stenografia la conosci, se capisci cmq ke ti lamenti, scrivo di corsa spesso, x me qua è trovare fratelli ke mi accettano come sono

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    • Gli Africani sieropositivi che ora possono pregare proprio colui che gli ha detto di non usare il preservativo…

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      • E si curano negli unici ospedali gratis del paese, quelli cristiani.
        Non ho prove di questa sparata. Seee, perché naturalmente tu li conosci ad una ad una queste persone nevvero? O HAI FEDE nei giornali che leggi come io mi fido dei dati che riportano gli amici dalle missioni? Mmmh che strano un ateo che ha fede. .. ma hai controllato e naturalmente sai citare a menadito il magistero (che storpi) per giustigicare sta sparata ridicola vero?
        possiamo anche diventare un blog di apologetica, ma per difenderti dalle cretinerie a cui dai ascolto. Dunque o la racconti tutta la cretineria e stai pronto a disputare (se ha senso risponderti e se abbiamo tempo) oppure lasa pert, anche se mi dispiacerebbe. Per te.

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        • Nelle missioni incentivano l’uso del profilattico?
          Li forniscono magari gratuitamente?
          Spiegano l’importanza della contracezione per evitare il contagio?

          Oppure insegnano che l’uso del preservativo è peccato e dovrebbero invece astenersi?

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          • Ciao Mauro. Si sa, guardando le statistiche, che i paesi in cui la strategia ONU della distribuzione a tappeto di profilattici e’ stata attuata sono proprio quelli in cui la diffusione dell’AIDS e’ peggiorata di piu’. La ragione e’ semplicissima: aumenta in modo incontrollabile la promiscuita’, nell’illusione di essere invulnerabili a causa di un pezzetto di gomma. L’unico paese africano in cui c’e’ stato un vero successo nella lotta all’aids e’ l’Uganda. Li’ la strategia e’ stata completamente diversa, e’ nota con la sigla ABC: abstinence, be faithful, condom. Cioe’ per prima cosa astieniti, se non ce la fai sii fedele, solo con ultimo approccio se gli altri due ti sono impossibili usa il preservativo. Li’ la percentuale di infetti e’ diminuita significativamente, dal 21% to 6% nel periodo 1989-2003. Quelli che hanno distribuito preservativi a tappeto hanno contribuito, altrove, invece ad alzarla, e dunque a far morire un bel po’ di gente, pero’ sessualmente “libera”. Con i luoghi comuni non si va da nessuna parte.

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          • Ah, io non so niente, sei tu quello informato senza se e senza ma. Riportami tutto quello che il Magistero “pretenderebbe” con le parole del Magistero stesso; a quel punto, se non ti sei risposto da solo, ti aiutiamo noi.

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          • Però li c’è l’uso del preservativo caro GG.

            Quell’iniziativa è Cattolica o ha altra fonte?

            Quali erano le posizioni di Woytila sul preservativo?

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    • ognuno è deficente a modo proprio

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      • ma scusate uso del profilattico è cpmpetenza ki vuole usarne, siamo maggiorenni, c’è libero arbitrio. ma voi come fate, voi lo usate gli altri non devono?

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  3. Ho appena finito di allenarmi al sacco (a proposito, poi mi farai sapere quando è il momento che posso iniziare a menare le mani…) e scopro che mi pensi “sghignazzante” 😉 .
    Passo subito serio e ti dico che quasi mi viene da piangere.
    1) Gente che filosofeggia sui massimi sistemi teologici e liturgici ma che ragiona (e probabilmente crede e, ancor peggio, vive) da superstizioso imbastendo roba che manco i fattucchieri… I segni il cielo li manda, ma sono sempre “inequivocabili” e mai confondibili.
    2) Gente che je rode perchè ha capito che quel santo è freno e zavorra per certe idee.

    Voglio essere breve – penso sia urgente la doccia- , certi credenti e i non credenti credono fortemente, svisceratamente, alla santità: l’unico principio -per loro- per cui si è santi è se essi somigliano a loro e alle loro idee e che possano f-ungere da avallo, perchè esser “venerati” è bello…

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  4. “Vogliono forse contrastare il giudizio teologico della Chiesa? Ma è da pazzi.”.
    Scusa, Minstrel, mi ricordi il p. Cavalcoli che, in certe conferenze sulle tesi di un mega della teologia, continuava a ripetere “ciò è illogico”, quando quel tale proprio sull’illogicità aveva costruito il suo pervasivo potere…
    No, non è da pazzi, ciò risponde ad una strategia non di oggi, sulla quale molti in Ecclesia sono stati (e sono) deboli o conniventi.

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  5. Oggi sono in vena di citazioni, questo è Arthur Schopenhauer:
    “Quando ci si accorge che l’avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall’oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona”

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  6. Caro Minstrel,
    sei un virtuoso della polemica, lo dico in senso positivo, come constatazione, non come critica. Pero’, c’e’ sempre un pero’.
    Grazie ai rinvii che offri ho letto i tre critici. Non ho a disposizione tutta la documentazione che la congregazione delle cause dei santi ha raccolto, ma non troverei strano che non ci siano state risposte, o tutte le risposte, alle critiche e siamo giunti ugualmente alla canonizzazione.
    Il discorso che mi faccio e’ se sia necessario che i canonizzati siano irreprensibili da ogni punto di vista. Evidentemente no, anche se su alcuni aspetti, quali l’ortodossia, la tradizione ecclesiastica e’ particolarmente attenta e severa. Oggi si e’ sempre piu’ sensibili anche all’ortoprassi, quindi non mi meraviglierebbe piu’ di tanto che pareri critici, anche sull’opportunita’ della canonizzazione, siano ancora espressi, pur senza contestare la legittimita’ della canonizzazione stessa e – forse – senza accendere il tuo sdegno (non so come inserire l’emoticon).

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    • Senza accendere la mia ilarità più che altro. Emoticon? : + ) tutto attaccato = 🙂
      Ma io ti dedico questa 😉

      Anche io sono convinto che durante il processo si siano risolte queste critiche, ma che questo sia veramente avvenuto in questo momento poco mi tange perché davvero ho altro in testa. Superficiale? no, semplicemente non immortale e pertanto il tempo lo utilizzo per quel che in questo momento mi interessa. Però di fronte a illogicità palesi non so stare zitto. 😛

      stasera colleziono faccine… 😀

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  7. Per fortuna si può essere santi anche sbagliando in molte cose, naturalmente in perfetta buona fede! Che confusione! Perché Micromega accetta solo articoli di personaggi discutibili e, a mio parere, bislacchi e poco attendibili sia sul piano teologico che logico? Fa parte della sua linea editoriale che è ..molto chiara… — “un-papa-che-canonizza-un-eretico-non-e-papa” . Titolo formidabile! Chi stabilisce dove sia l’eresia e chi è eretico? Mah!

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  8. I santi non li fanno gli uomini li fa Iddio, se in Dio ci si crede. e infatti un tempo ci volevano dei “miracoli2 cioè il sicuro avallo del soprannaturale per il processo di santificazione. Oggi si è deciso ( ha deciso bergoglio) che i miracoli non servono più e infatti Giovanni XXIII è stato canonizzato senza miracoli e quelli di Wojtyla sono piuttosto dubbi. Inoltre un tempo nelle cause di canonizzazione , che duravano tantissima, c’era la figura dell’Avvocato del Diavolo, che faceva un poì la parte di quelli che la fanno ora su micromega i vari Kueng e farinella. con la differenza che l’Avvocato del diavolo perorava la cusa appunto del Diavolo “dentro”
    il processo di canon izzazione stesso. Oggi invece si fanno i santi , in pochissimo tempo, senza miracoli e senza Avvocato del diavolo. E vi stupite che poi ci siano perplessità e critiche? E’ la superficialità, il voler fare le cose in fretta e male che portano a questi risultati. Sembra quasi ( dico sembra) che si facciano i santi
    per avere popolarità, un sacco di gente a Roma e il “rilancio2 in grande della Chiesa cattolica.
    ma appunto i santi li fa Dio e non gli uomini: padre Pio, perseguitato da Giovanni XXIII, ha fatto uin sacco di miracoli e continua a farne…

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  9. le nostre opinioni,sono fragili e condizionate,i due Pontefici sono stati canonizzati,perché così é parso bene alla Chiesa.La storia di S.Paolo che resiste a S.Pietro,le vicende con Marco,Sila e Barnaba,ci dicono che essere santi non significa agire come robot meccanizzati,ma battersi il petto ogni giorno.La Chiesa,Corpo di Cristo, é superiore alle nostre miserie.Certamente vedremo presto santo,anche,Oscar Romero e compagni martiri,anche se San Wojitila,preferì stringere la mano a Roberto d’Aubouisson e ad Armando Molina,esecutori di Romero ,negandola a padre Ernesto Cardenal,,credendo da far bene.Essere santi significa donare la vita per la Causa Giusta del Vangelo,il coraggio e l’autenticità é il Papa a vidimarli,incoraggiato dal popolo di Dio.,Gli elementi pericolosi nella Chiesa sono coloro che non entrano e non fanno entrare,i pastori che si accordano con i lupi,per spartire gli arrosticini ricavati dalle pecore.A questi pastori,vera croce del Papa,e inciampi(scandali) perniciosi della Chiesa,,occorre togliere potere e conti in banca,

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    • grazie padre chiarini, ke credo vivi dal vivo le sofferenze di persone belle oneste povere sfruttate appunto cioe’ i poveri per i quali Gesù ci ha dato la redenzione………………….

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  10. Caro Minstrel,

    questo tuo post è davvero un po’ particolare: in fin dei conti che ce ne importa quel che pensano dei santi cattolici o di come dovrebbe avvenire una canonizzazione da parte di chi p fuori della Chiesa come chi ha scritto quegli articoli in Micromega o in siti anti-cattolici come C&PC?

    Secondo me sarebbe stato più interessante, intellettualmente parlando, paragonare la nozione di santità che questa gente ha per paragonarla con la nozione di santità che la la Chiesa, solo quest’ultima essendo oggettiva ed inerrabile: infatti chi ascolta la Chiesa ascolta Cristo stesso e solo Lui può indicarci quale sia il cammino verso la santità. E l’inerrabilità della Chiesa in materia di fede e di costumi è proprio in funzione di questo servizio. L’infallibilità nel dichiarare e definire ( secondo la forma stessa della canonizzazione) che uno dei Suoi figli è santo ne discende.

    Chissà quali sono le nozioni di santità di Kung o di un De Mattei:o di un ateo o di uno gnostico di quella rivista: certamente pensieri ed opinioni molto pie, ma sempre soggettive. Se fossero le stesse che quel che la Chiesa insegna come santità allora dovrebbero convenire con il giudizio della Chiesa in questa materia se avessero, ovviamente, gli stessi dati su cui giudicare.

    D’altro canto l’infallibilità nel giudizio di canonizzare un Suo figlio non può provenire da un “metodo” di canonizzazione: se questo fosse il caso vorrebbe dire che il metodo è al di sopra del fatto oggettivo della santità, vorrebbe dire che è il metodo che “fa” il Santo. Niente di più erroneo: Santo lo si diventa per grazia di Dio, e la Chiesa, inerrabilmente, anzi, in questo caso, infallibilmente, semplicemente lo annuncia.

    Oggi come oggi, la Chiesa ha deciso di procedure molto più stringenti che nel passato per accedere all’onore degli altari: è Lei che definisce il metodo e non è Lei che è sottomessa al merito. Bisogna dire che l’atto di far salire San Giovanni XXIII all’onore degli altari al contempo che San Giovanni Paolo Magno è in questo senso estremamente profondo e ringrazio Papa Francesco per ricordare che l’annuncio infallibile della Chiesa in queste materie non è sottomessa al metodo, ma alla sola grazia di Dio.

    Ovvio poi che ci sono santi che ci sono più congeniali di altri ed ai quali ci rivolgiamo con più facilità che ad altri: ma questo anche è una cosa buona e ci fa sentire come in una famiglia nella Chiesa.

    Intanto io spero ed aspetto con fiducia che San Giovanni Paolo Magno sia presto dichiarato Dottore della Chiesa, in quanto il suo magistero sulla famiglia, sul corpo e la sessualità, ma anche in materie etiche ed economiche ha marcato. marca e sicuramente marcherà la nostra Chiesa.

    In Pace

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    • E’ un post nato sulla scia di una richiesta di un amico su facebook che chiedeva delucidazioni poiché dopo la lettura di tali articoli era piuttosto confuso.
      Ho deciso quindi di porre fine alla sua confusione mostrando che i confusi in tutta questa faccenda sono i micromegani. Poi la piccola disputa sul social l’ho rigirata semplicemente in un articolo apologetico per il quale non c’è né mai abbastanza, soprattutto qui in Italia (tant’è che l’ho linkato anche su UCCR che chiedevano un parere proprio su questo). 🙂
      Per il resto il tuo commento ribadisce la mia linea e, as usual, la approfondisce in maniera mirabile.
      Grazie Simon!

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      • Vorrei chiedere a Simon perche’si e’proceduto con tutta questa nella canonizzazione di GPII? E perche’invece la Chiesa. prima nella sua saggezza procedeva coi piedi di piombo? Non e’che ormai anche il “santo”e’diventato un concetto del tutto profano tipo l’uomo dell’anno secondo Time o il Nobel per la ce?Non e’oggi ognuno considera santo il personaggio pwr lui piu’simpatico e popolare?Popolarita’simpatia vogliono dire santita’? Non ci possono dunque essere santi oscuri umili e sconosciuti ai media ma conosciuti da Dio che solo scruta nei cuori?

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        • Certo ce ne sono e li festeggiamo il primo novembre alla festa di Ognissanti.
          Quanto alla tempistica essa cambia con i bisogni della Chiesa secondo le epoche e le geografie: un tempo bastava l’acclamazione popolare. In altri la reputazione di santità. In altri la frequenza di supposti miracoli. Oggi mai abbiamo avuto nulla di più stringente nella Chiesa universale che i processi di canonizzazione, eppure invece di diminuire il numero di santi, questi processi molto più precisi e basati su prove sempre più oggettive, aiutano a “sfornarne” un numero sempre più grande: il che vuol dire che più si è sistematici nel metodo più si trovano nuovi santi!
          Che epoca ripiena di grazie magnifiche viviamo, cara Maria Cristina, nevvero?
          In Pace

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          • infatti Simon concordo co mezzi comunicazione Dio Gesu’, la verita’, il bello del perdonarsi davvero,, le sante grazie per tutti mio avviso son + diffusi.e maggiormente comprensibili, stare assieme in questi stati di grazia tanti, tutti in gioia letizia in reciproco aiuto e comprensione è il futuro delle persone buona volontà tutta

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        • credo ke nobel e time poko abbian a ke fare co la Kiesa vera, burberi han sempore cuore d’oro, sconosciuti fra gli umili di santi ce ne saran a iosa………..

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  11. san Giovanni Paolo Magno ki è metti profilo pfg Simon

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  12. Et voilà: «Beatificando un suo figlio, la Chiesa non celebra particolari opzioni
    storiche da lui compiute».
    San Giovanni Paolo II, 2000, beatificazione di Pio IX

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    • Se sono vere queste parole di San Giovanni Paolo II ( e sono vere) allora non è logico
      impedire la canonizzazione di un Papa (Pacelli) solo perchè secondo alcuni avrebbe difeso troppo poco gli ebrei, o invece canonizzare un altro Papa (Roncalli) solo perchè ha indetto un Concilio.
      Se i santi si fanno coi i parametri umani , e politici contemporanei allora molti santi del passato dovrebbero oggi essere “retrocessi” e de-santificati, es.tutti i Santi guerrieri, ,San Bernardo di Chiaravalle che predicò le crociate, San Domenico che bruciò gli eretici, ecc. ecc.
      Sapete quanti santi coi parametri del politically correct di oggi sarebbero buttti giù dagli altari?
      Ma giustamente Giovanni Paolo II ci die che beatificando un suo figlio la Chiesa non celebra particolari opzioni storiche ” cioè i santi la Chiesa non li fa coi in base a parametri storico- politici umani.

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      • ma sicura maria cristina ke hai tutti parametri x giudicare operato Kiesa……………………………..

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      • Infatti, Maria-Cristina, nessuno impedisce la canonizzazione del Venerabile Papa Pacelli solo perché secondo alcuni avrebbe difeso poco gli ebrei.

        La Chiesa ha dato il proprio giudizio sulle virtù di Pio XII ed ha affermato che le ha vissute in modo eroico e lo ha dichiarato Venerabile: non capisco quindi il suo commento e lei può già pregare il Venerabile Pio XII per chiedere le grazie per la Chiesa, il mondo e lei stessa che ritiene necessarie.

        Per ora si aspetta ancore un miracolo incontrovertibile legato a questo Papa che segni la volontà di Dio stesso di vederlo onorato sugli altari e dichiarato Beato. Lasciamo questa libertà a Dio, mi pare!

        Non ho letto da nessuna parte nel testo di canonizzazione pronunciato dal Santo Padre Francesco che è stato portato agli altari “solo” perché ha indetto un Concilio. Se questo fosse condizione sufficiente e necessaria per essere un santo, oggi avremmo avuto 265 concili e non solo 21, ogni Papa desideroso di essere santo inducendo un nuovo Concilio.

        Quanto ai santi, essendo codesti proposti come esempio di virtù cristiane, è importante che lo siano dichiarati in un lasso di tempo relativamente breve: debbo dire che vedo poco cosa possano portare nel loro esempio di vita un San Daniele stilita, un San Simeone stilita, una Santa Maria l’Egiziana nel quadro della nostra vita contemporanea. Molto più parlante ( badi che non dico più santi) una Teresa di Calcutta, un Giovanni Paolo Magno, un Padre Pio, una Maria Goretti. Quindi processi più rapidi sono una benedizioni per i nostri tempi.
        In Pace

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  13. Buona festa di San Giuseppe lavoratore.
    Una piccola parentesi deve essere aperta. Un altro rischio viene da quelli che vorrebbero trasformare il santo in un “santino” per renderlo innocuo. Per capirci, si è fatta avanti una idea di santità smielata e sdolcinata che, scusatemi il termine e il paragone, confonde la santità con la fessaggine e la mancanza di ogni piglio.
    Ad esempio tale operazione molti come la hanno compiuta per altri santi, ( vedi San Francesco maledizione e morte immediata della scrofa; parole rivolte al Sultano ecc; oppure San Padre Pio e le solenni arrabbiature al confessionale), vorrebbero farla pure con San Giovanni Paolo II.
    La santità consiste anche nell’arrabbiarsi quando lo si deve (vedi Summa Theologiae).
    E San Giovanni Paolo II si arrabbiava e alzava la voce pure, era anche un uomo di piglio. A tal proposito si vedano i filmati, guardate questo a partire dal minuto 45:00 fino al minuto 48:10 e vedete come sonoramente si arrabbia fino a mostrare gli occhi sbarrati. Uno scittore ci racconta che se del caso batteva i pugni sul tavolo. Cosi come quando decideva che qualcuno era inappropriato al ruolo svolto era sollecito a fargli fare i bagagli.
    Insomma attenzione a chi per il pro domo sua cerca di svilire e sminuire i santi esaltandone un solo aspetto della santità, quello magari più “politicamente corretto” e funzionale al proprio target.

    Guardatevi il video a partire dal minuto 45:00 fino al minuto 48:10

    http://it.gloria.tv/?media=130959

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    • Buona Festa a te, Ubi.

      Il problema che tu sottoponi è secondo me ben più grave nel caso proprio del Solo che è veramente Santo: Gesù Cristo.

      Dalla fin del Concilio di Trento in poi, e specialmente durante il il XVIII e XIX secolo (ma continua ancora adesso) l’immagine stessa di Cristo veicolata dai presbiteri e da certa letteratura religiosa è diventata stucchevole, dolciastra, lisciatissima: basta guardare certa iconografia del XIX secolo dove facce di Gesù sdolcinate sarebbero da prendere a ceffoni se fossero quelle di una persona reale, tanto snaturata ne è l’umana virilità. Meno male che ci sono i testi dei Vangeli che ci dicono con estrema chiarezza il carattere tutt’altro che svirilizzato del Dio Incarnato.

      Preferisco di gran lunga il Cristo Pantocrator delle Chiese orientali.

      Eh si`: i grandi Santi sono stato uomini e donne all’immagine del Cristo al quale hanno desiderato conformarsi: persone di carattere, capaci di imporsi a se stessi ed influenzare gli altri, caratteri ben temprati in quanto necessari per vivere eroicamente tutte le virtù, altro che figurine mielose ed insignificanti!
      In Pace

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      • Anche io Simon preferisco il Cristo Pantocrator delle Chiese Orientali. Ma da molti cristiani contemporanei tale volto, severo e giusto, per nulla sentimentale, viene giudicato troppo “duro” e poco misericordioso.
        oggi va di moda il Cristo “peace and love” più hippy che stile ottocentesco ma comunque sempre melenso. e I santi che vanno di moda sono deformati e ridotti a santini altrettanto melensi : basti pensare cosa hanno fatto di San Francesco d’Assisi! Una icona del pacifismo, ecologismo, movimento arcobaleno ecc. Nessuno ricorda che San Francesco aveva le stimmate sulle mani! nessuno ricorda le sue durissime penitenze corporali! Nessuno ricorda il suo rigore ascetico e la sua severità morale!
        Solo si ricorda che predicava agli uccelli e cio’
        ‘ ne fa un personaggio simpatico ed animalista…….

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        • Tutta la difficoltà nella vita è che noi che non siamo santi ci giudichiamo nei termini delle nostre migliori intenzioni mentre giudichiamo gli altri solo in funzione dei loro atti peggiori…
          Il santo invece è colui che ha il coraggio di valutarsi alla misura delle proprie peggiori azioni mentre guarda sempre altrui considerandone le migliori intenzioni…
          In Pace

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      • Per me l’unico Cristo che mi piace e che direi sopporto contro i vari Cristi sdolcinati è quella della Sindone di Torino. Stupenda e direi della massima espressione per virilità ,imponenza e pace. Il Cristo Pantocrator un poco mi piace solo in alcuni ritratti. Ho fatto indigestione di chiese orientali e quindi della pittura sacra orientale. Lo stile pittorico è ripetitivo ovunque. Purtroppo si tratta di un periodo in cui i volti non possono esprimere molto come la pittura di gruppo è per forza statica. Ho visto in alcune nuove chiese che ,pur riprendono l’architettura storica e mantenendola anche in parte nella pittura, in questa i visi sono meglio definiti e quinti molto espressivi.

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        • “Ripetitivo ovunque” si potrebbe dire per tante cose. Ad esempio, la Messa comincia sempre con “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Ok, nel rinato clima laissez faire, potrebbe pure contestarsi questo, ma non è mica detto che sia un bene…

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          • Quello che intendo dire è che la rappresentazione del sacro nella chiesa orientale è stato fermo nello stile per secoli senza variazioni. Questo impressiona molto. Veda come Caravaggio ha espresso il sacro e siamo nel 1500-1600. Gli stessi riti religiosi ortodossi, pur essendo stupendi e pieni di simbologia ( quasi asfisiante) sono lunghissimi. Consideri che le chiese ortodosse sono di dimensioni piccole, si sta in piedi (i banchi solo lateralmente per pochi..vecchietti), i numerosi ceri accesi rende l’aria irrespirabile spesso. La gente è costretta ad entrare ed uscire in continuazione durante riti di feste importanti. Vi è una religiosità tutta particolare. Sicuramente il senso del sacro è espresso in modo ridondante…ma..La figura del sacerdote è sacra. Durante la messa i fedeli toccano le sue vesti e si fanno il segno della croce. Questione di gusti e tradizione, certo. Comunque il suo paragone mi pare fuori centro…saluti

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          • In realtà, lo stile dele icone non è stato così invariato, se si esclude la fedeltà ad un canone (cosa ineliminabile ed inaggirabile, se si vuol continuare a parlare di icone).
            Nel XVII secolo vi è l’esempio di S. Ushakov, che occidentalizzò lo stile e le tecniche, cosa che a lungo andare produsse una certa “santinizzazione” delle icone stesse (vedere per credere).
            Il tutto venne rifiutato dalla riscoperta dei moduli tradizionali da parte della cultura russa fine ottocento/inizio novecento (di cui sono testimoni proprio i libri di Florenskij: segnatamente, “Le porte regali” e “La prospettiva inversa”).
            L’evoluzione artistica dell’Occidente, che ha certo prodotto infiniti capolavori artistici (io stesso sono un ammiratore di Caravaggio!), dice peraltro anche un processo di soggettivizzazione e di rimozione del canone.
            Processo che ha implicato anche la confusione tra “arte religiosa” (che raffigura: nei migliori casi, l’impatto che i “realia Dei” hanno sul singolo artista; nei peggiori, l’idea – a volte anche balzana – che se ne è fatto l’artista stesso) e “arte liturgica” (che è parte integrante dell’Evento liturgico e ne è la trascrizione fedele in termini raffigurativi).

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  14. In effetti, proprio dall’arte si impara tanto, anche riguardo ad ambiti diversi.
    Il discorso di Maria Cristina è – culturalmente parlando – ineccepibile.
    Ha certo anche le radici di cui parla Simon, ma il discorso non può fermarsi lì.

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  15. L . Ottimo quanto precisato sulle icone. Interessante è conoscere lo spirito e la lunga preparazione spirituale con preghiere e digiuni con cui il pittore tradizionalmente si accinge alla raffigurazione. In occidente finito il periodo bizantino la tecnica pittorica si evolse enormemente e permise una espressività diversa e per forza soggettiva. Per i volti non si ha una base conoscitiva dei personaggi. Secondo me per rappresentare il Cristo si deve per forza tenere come base il volto della Sindone . Infatti nel cinema vi è molto del Cristo sindonico. Non per nulla. grazie.

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  16. Una “confessione”…
    Per cercare di essere (io stesso) “politicamente corretto” e evitare fraintendimenti e sollevar polveroni, avevo omesso di parlare di “virilità” che anche deve trasmettere la pittura del Volto (e che ho sempre ritenuto importante).
    E invece noto con piacere che io non lo ho fatto e lo avete fatto voi aggiungendo questa piacevole e condivisibile nota. Mi fa estremamente piacere.

    Altro, visto che si è sfiorato l’argomento. Pochi mesi passati ho avuto il piacere di fare la conoscenza di un sacerdote ortodosso rumeno. Un uomo appena sotto i quaranta, rigorosamente vestito da sacerdote e con la “Icona” al seguito. Persona colta (che sia laureato in Fisica poi l’ho appreso da terzi), mi ha subito colpito la modestia e la semplicità unità ad una serena serietà, e sesno di fraterna disponibilità. Abbiamo parlato poco, nemmen cinque minuti, eppur son bastati a farmi intendere il suo essere uomo di fede, uomo dedito alle cose di Dio. Nel brevissimo dialogo non potevo non dialogare con lui della sua tonaca. La risposta è stata che essa è fondamentale, con la serena aggiunta del fatto che loro preferiscono portarla anche quando sono in casa, “segno” tangibile della loro fede sacerdotale.

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  17. 😀
    Contentissimo di notare che non sono il solo assieme al Card Ratzinger a parlare di San Giovanni Paolo Magno , anche il Cardinal Sgreccia lo fa:
    http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/sgreccia-wojtyla-33868/

    In Pace

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  18. Un OT ma non tanto: ancora una magnifica notizia: un miracolo è stato riconosciuto per il Venerabile Paolo VI!!!
    Sarà Beato già quest’anno? Preghiamo per questa intenzione magnifica.

    http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/montini-33925/

    In Pace

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