Traditionis Custodes: Responsa Ad Dubia

Pubblicati oggi i Responsa ad dubia circa certi punti riferentesi alla T.C. : sono rinvenibili in italiano qui.

Nihil novum sub solem nel senso che chi ha espresso quei dubia doveva avere qualche deficit cognitivo in quanto la TC era chiarissima e quei dubia stessi non avevano da essere formulati, essendo lo spirito stesso del T.C. ben espresso nella lettera apostolica che l’accompagnava.

Per fortuna, in questo nuovo documento, vi si ripete l’ espressa eresia formulata nel’art.1 del T.C., il che invalida, quindi, sul fondo anche questi Responsa e slega quindi sul piano morale e canonico ogni fedele dal dovere di obbedienza e di ossequio che, altrimenti, gli si dovrebbe (cf. tutta la discussione su questo blog che abbiamo già avuto al soggetto).

Come disattendere questo documento è, ovviamente, cosa facile per il Popolo di Dio animato da un genuino sensus fidei fidelium in base agli insegnamenti stessi del S.S. Concilio Vaticano II e del Magistero Autentico susseguente (cf. questo articolo nostro) senza mettersi in contrasto con la gerarchia sul piano ecclesiologico.

La cosa è meno facile da gestire, ovviamente, per chi è ordinato e fa parte della gerarchia ecclesiastica e ne dipende per la sua missione ma anche materialmente. Probabilmente codesti avranno da studiare come si comportarono i presbiteri durante la crisi ariana, oppure, più vicino a noi come si comportarono i gesuiti quando la loro compagnia su soppressa, oppure il clero francese che rifiutò di obbedire ai vescovi giurati durante la rivoluzione francese.

Una cosa è sicura: questa nuova Chiesa che il Sommo Pontefice sta creando, e che è caratterizzata dall’apostasia e dall’eresia, è sterile in tutti i campi e tutto lo mostra financo nei numeri aldilà di ovvie considerazioni qualitative e spirituali. Quindi essa sparirà a breve termine e circa questo suo futuro non v’è alcun dubbio ragionevole.

Ci ritroviamo quindi, noi laici, ed in virtù delll’insegnamento stesso del S.S. Concilio Vaticano II già citato, a dover fare come i cristiani di Nagasaki durante due secoli: aiutarci gli uni e gli altri per studiare e amare la Dottrina della Chiesa dal 33 dopo Cristo incluendo tutto il Magistero Autentico sviluppatosi lungo i secoli, come anche mantenere attiva la nostra conoscenza del rito di “sempre”, perché, prima o dopo, quando il Signore avrà finito di far piazza pulita di questa generazione che da quarant’anni Egli tiene in disgusto (Salmo 94), bisognerà essere pronti a riproporre alle genti la Buona Novella del Cristo inalterata come la Chiesa cattolica apostolica e romana La ha tenuta inalterata per 2000 anni. Per il resto, Ecclesia supplet.

Al soggetto posso solo consigliare di farvi un bel regalo di Natale e di offrirlo anche ad altri comprando l’eccellente libro “Il Sacrificio della Messa , Una introduzione alla bellezza della Liturgia antica” di Don Alberto Zanier (rinvenibile qui https://www.fedecultura.com/?store-page=Il-Sacrificio-della-Messa-p411256185 o su Amazon ovviamente ) e che è “Un commento a uso dei fedeli che assistono alla Messa in Rito romano antico incentrato sulla sua natura di sacrificio salvifico.

Buona lettura e buona Quarta Domenica dell’Avvento a tutti!

In Pace



Categorie:Attualità cattolica, Simon de Cyrène

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