Benedetto XVI – Per un ritorno al silenzio

Certo, per interpretare le parole di Gesù è necessaria una competenza storica che ci insegni a capire il tempo e il linguaggio di allora. Ma solo questo, in ogni caso, non basta per cogliere veramente il messaggio del Signore in tutta la sua profondità. Chi oggi legge i commenti ai Vangeli, diventati sempre più voluminosi, alla fine rimane deluso. Apprende molte cose utili sul passato, e molte ipotesi, che però alla fine non favoriscono per nulla la comprensione del testo. Alla fine si ha la sensazione che a quel sovrappiù di parole manchi qualcosa di essenziale: l’entrare nel silenzio di Gesù dal quale nasce la sua parola. Se non riusciremo a entrare in questo silenzio, anche la parola l’ascolteremo sempre solo superficialmente e così non la comprenderemo veramente.

Benedetto XVI. Dalla Prefazione italiana de “Il silenzio di Dio” del Card. Sarah 2017 in anteprima su Settimo Cielo

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Categorie:Aforismi

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15 replies

  1. Molto bello anche, in detta prefazione:
    “… I giorni nel silenzio, nella solitudine e nel digiuno, con la parola di Dio quale unico nutrimento, permettono all’uomo di orientare la sua vita essenziale… E’ questa la base che poi gli permette di riconoscere i pericoli che minacciano continuamente la vita spirituale… minacciano così la Chiesa stessa, nella quale al posto della Parola nient’affatto di rado subentra una verbosità in cui si dissolve la grandezza della parola.”

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    • Inqualificabile nel vero senso del termine, il “Grillo teologante”.

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      • L’unico silenzio che il prof. Grillo vorrebbe, è quello del Papa Emerito…

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        • Grillo, caro Lycopodium, spesso si vanta del fatto di ” ignorare gli ammonimenti del Magistero” come cosa buona e giusta da farsi (perchè per questa gente il Magistero è non solo errabile ma proprio errato, vedere anche tutte le tesi eretiche da lui sostenute sugli atti intrinsecamente malvagi)……

          A mio avviso è una mentalità molto rischiosa che espone al peccato contro lo Spirito Santo, ma ognuno faccia come meglio crede.

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  2. Papa “ideale”? Cioè un papa conforme alle proprie idee? Il papa “reale”, Papa Francesco, è realmente il papa designato dallo Spirito Santo, e personalmente non ho alcun motivo di riprovazione, o di rammarico. Quello “ideale” è, invece il papa che piacerebbe a noi, che risponde alle nostre esigenze, che non sono “spirituali” (altrimenti sarebbero in accordo con le manifestazioni reali dello Spirito Santo), ma ideologiche, dettate dalla carne, della più bella specie intellettuale, ma sempre carne è! La realtà èl l’unica modalità dello Spirito Santo di intercettare i nostri cuori di pietra….ma vedo, con un una certa sorpresa, che anche in questo blog si comincia a contristare lo Spirito Santo e a dare ascolto ai nostri papi ideali, alla nostra Chiesa ideale, ai nostri fratelli ideali. Ma mi si consenta la boutade: ecchisenefrega? Insomma, questo sta per diventare l’ennesimo blog del mugugno cattolico, cortese, educato, ma sempre mugugno. Che fine ha fatto Simon? Penso che solo lui ci può salvare dal mugugno universale!

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    • Beh, a me Papa Francesco, più si va avanti più mi piace !
      In Pace

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    • A me Papa Francesco è piaciuto fin dall’inizio, come mi piaceva Benedetto e Giovanni Paolo. Forse non l’avevo mai detto qui ma il mio riavvicinarmi alla Chiesa Cattolica (nel senso di decisione di essere osservante-praticante 100% , perché credente lo ero in ogni caso) è avvenuto durante il pontificato di Benedetto.
      (Anche se non attribuisco certo le nostre conversioni ai papi).
      Comunque condivido il post di Rosanna.
      E aggiungo che se/dove ravvisassimo “mancanze” in Pietro… beh, siamo tutti noi a dover dare il nostro contributo per compensare la (vera o presunta) inadeguatezza in questo o quell’ambito.
      Credo anch’io come Rosanna che lo Spirito invii sempre il Papa giusto al momento giusto. (chissà, magari pure certi papi antichi scandalosi e scandalizzanti…).

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  3. Beh, a me personalmente Jorge Mario Bergoglio non piace, purtroppo mi ricorda tanto, sia nell’accento che nelle esuberanze, un mio parente che ha bisogno di dire sempre la sua e fare il simpatico. Evito di interessarmi alle sue esternazioni estemporanee che tanto clamore destano e di parlarne, e penso a quanto Joseph Ratzinger mi è più congeniale perché mi ci ritrovo nel carattere un po’ schivo e riflessivo. Detto questo, ringrazio lo Spirito Santo per il dono di Papa Francesco, come lo ringraziai per Papa Benedetto XVI e prego tutti i giorni per lui come per l’emerito predecessore. Ho letto LS e AL con gioia e traendone giovamento, specialmente per AL, dove ho trovato tutta la bellezza del matrimonio cristiano e fatico ancora a capire come ci si possa fissare su dei dettagli costruendo una cattedrale di polemiche e tralasciare quanto di splendido e di cattolico il Papa dice appunto sul matrimonio.
    Infine, con sollievo, traggo questa conclusione: meno male che non ho dovuto sceglierlo io il Papa (ne questo ne i precedenti), che fortuna che ci pensa chi ne sa infinitamente più di me!

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