Il più bello della Laudato sì (III)

Aldilà del Sole

Al di là del Sole

Una bellissima meditazione ci è offerta dal Santo Padre sul fine finale di tutta l’avventura umana: uno sguardo sulla vita eterna che aspetta tutti coloro che sono stati redenti dal Cristo e da chi è stato corredento da Lui e altri redenti  dall’inizio dei tempi e per tutti i tempi ed i luoghi del Creato. Forse la pagina intrinsecamente la più bella della Laudato sì in quanto mettente in evidenza la profonda e coerente armonia del Logos divino, della susseguente azione del Suo Santo Spirito, in perfetta adeguazione alla carità dovuta al Padre:

243. Alla fine ci incontreremo faccia a faccia con l’infinita bellezza di Dio (cfr 1 Cor 13,12) e potremo leggere con gioiosa ammirazione il mistero dell’universo, che parteciperà insieme a noi della pienezza senza fine. Sì, stiamo viaggiando verso il sabato dell’eternità, verso la nuova Gerusalemme, verso la casa comune del cielo. Gesù ci dice: « Ecco, io faccio nuove tutte le cose » (Ap 21,5). La vita eterna sarà una meraviglia condivisa, dove ogni creatura, luminosamente trasformata, occuperà il suo posto e avrà qualcosa da offrire ai poveri definitivamente liberati.

244. Nell’attesa, ci uniamo per farci carico di questa casa che ci è stata affidata, sapendo che ciò che di buono vi è in essa verrà assunto nella festa del cielo. Insieme a tutte le creature, camminiamo su questa terra cercando Dio, perché « se il mondo ha un principio ed è stato creato, cerca chi lo ha creato, cerca chi gli ha dato inizio, colui che è il suo Creatore ». Camminiamo cantando! Che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza.

245. Dio, che ci chiama alla dedizione generosa e a dare tutto, ci offre le forze e la luce di cui abbiamo bisogno per andare avanti. Nel cuore di questo mondo rimane sempre presente il Signore della vita che ci ama tanto. Egli non ci abbandona, non ci lascia soli, perché si è unito definitivamente con la nostra terra, e il suo amore ci conduce sempre a trovare nuove strade. A Lui sia lode!

In Pace

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Categorie:Aforismi, Magistero

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25 replies

  1. Veramente il 243 é un pó confuso sopratutto dopo aver letto il 83, che sembra a te non importi. Qualche mese fa ho letto un artícolo de E. Feaser dove spiegava comw il cane dei miei figli npn sarà in paradiso il che mi fa confuso quel “ogni creatura”.

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  2. “dove ogni creatura, luminosamente trasformata, occuperà il suo posto” . Quindi credo che anche i cani ci accompagneranno nell’aldilà rimanendo sempre cani, creature di Dio. S. Paolo dice ” tutta la natura geme” con il peccato originale. Anche papa Benedetto disse che ci troveremo i nostri gatti. Mica mi offendo ne mi sento sminuito per questo. Credo….

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    • Troveremo (credo) gatti e quant’altro… Non i “nostri” gatti.
      Gli animali non possiedono alcuna “unicità dell’essere” propria dell’Uomo che possiede un’Anima unica e irripetibile.
      Certo i gatti (come ogni altro essere vivente) non sono cloni gli uni degli altri, ma questo appartiene alla varietà propria del Creato che Dio ha disposto, ma un gatto morto resta – scusate la schiettezza – un gatto morto.

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  3. @Blaspas59

    Isaia (Is. 6,22) annnuncia: «I nuovi cieli e la nuova terra che io farò dureranno per sempre davanti a Me»
    Gesù la chiama in Mt. 19,28 in greco «palingenesi» (un palinsesto è una pergamena sulla quale qualcosa era scritto e che è stata raschiata a bianco per poter scrivere qualcosa di nuovo sopra) nella traduzione italiana” restaurazione”
    S. Pietro negli At. 3,21 la chiama «restaurazione universale»
    San Giovanni Ap. 21, 1 1 “E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. 2 E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.”
    Ap.21, 5 “E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»”

    La Risurrezione dei Corpi si accompagna quindi di un universo rinnovato: che il tuo gatto ci si trovi potrà anche essere, ma non fa molto senso filosoficamente, che ci sia tutto un creato ancora migliore del creato attuale corrotto fin dagli inizi dal peccato originale e da quello degli angeli è però cosa certa per la fede cattolica.

    D’altronde dobbiamo renderci conto che l’essere umano, nella sua natura stessa, è un essere in bilico tra l’esatta frontiera dell'”infinitamente piccolo” che lo costituisce e dell'”infinitamente grande” del quale è un elemento: risuscitando questo stesso “essere in bilico” sarà lì per costituirlo.

    La questione di sapere come sarà questo universo nuovo in tutte le cose, allora qui subentra la mia opinione teologica personale, e cioè che in quell’universo non ci sarà un principio di degradazione generale (entropia) fondato sulla perdita di informazione ma un principio di perfezionamento essenziale fondato sul Logos divino.
    In Pace

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    • Ma come ho già obbiettato commentando a Vincenzo, dubito nei Cieli e Terra Nuovi ci ritroveremo i “nostri” animali. In che senso poi “nostri”? Nell’uso comune sappiamo cosa significhi, ma nel senso escatologico che significato avrebbe questo “nostri” quando neppure il legame che si aveva tra marito e moglie sarà più lo stesso e neppure sarà più necessario… (e non lo dico io…)

      Da nessuna parte nella Rivelazione si parla di una resurrezione dei corpi che riguardi il “regno animale” è invece quella che spetta al corpo corruttibile (umano) e solo in funzione della incorruttibilità dell’Anima… o dovremmo lanciarci nell’assurda (per me assurda) pretesa di sotenere che un qualunque animale abbia una qualunque parvenza d’anima?

      Ne possiamo secondo un logica spirituale, pensare che Dio ci concederà di ritrovare i nostri “affetti animali” (si può anche avere un “affetto” verso una creatura animale, basta restare nei limiti del “sansato”), giacché nella Vita Eterna vivremo in pienezza dell’Unico Solo Vero Bene che è Dio stesso (e nella dannazione eterna vivremo di un odio totale che ci isolera da chiunque… non credo vi sarà neppure una sorta di malefica comuniuone con gli altri dannati), quindi, seppure a Dio tutto sarebbe possibile, quale sarebbe il senso dell’avere con me il “mio”/”amato” cagnolino?

      (Fra’ non so se questo meglio chiarisce il mio pensiero visto che me lo hai chiesto…)

      Ciò dettto, non è che l’argomento turbi i miei sonni, solo bisogna fare attenzioni a determinate ipotesi o “speranze” (?), giacché se da ogni ipotesi si sviluppano le oppurtune conseguenze e i necessari presupporti ci si può trovare incasinati mica male arrivando a toccare i fondamenti e il “fondamentali” 😉

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      • Oh, francamente non turba neanche i miei sogni …!

        Vorrei solo sottolineare riprendendo Papa Francesco che noi siamo relazione e relazionati, mentre la Santa Trinità è relazione sussistente: cioè quando penso alla “forma” che mi costituisce (cioè in quanto essere vivente la mia “anima”) la penso non solo in quanto “stampo” del mio corpo ma anche in quanto relazione con quel che non è il mio corpo strictu sensu.

        Io sono non solo “me” ma anche tutte le relazioni che si stabiliscono con me e questo include tutti gli atomi e tutte le stelle, oltre le altre persone, eccetera: io sono il messaggio di cui sono il messaggero. La palingenesi promessa non può cancellare quel che io sono ma raschiare e riscrivere, portare a compimento, rifare nuovo quel che sono, cioè tutte le relazioni che mi costituiscono, tutto il messaggio di cui sono il messaggero.

        Allora certo, non saremo più marito e moglie, ma la nostra preferenza mutuale, la nostra inclinazione nella carità l’un per l’altro, la nostra storia comune sarà lì, riscritta in Dio nel nostro corpo risorto, in una terra nuova sotto in cielo nuovo. Cosmo nuovo che già mangiamo e beviamo quando ci comunichiamo, che già esiste nel corpo glorioso di Cristo, che è già popolato dalla Vergine Santissima e dagli angeli che ne sono le stelle.

        La pergamena non è cambiata, solo quel che vi è stato malamente scritto da noi è stato raschiato via e riscritto dall’Angelo di Dio con il Sangue dell’Agnello.
        In Pace

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        • “Allora certo, non saremo più marito e moglie, ma la nostra preferenza mutuale, la nostra inclinazione nella carità l’un per l’altro, la nostra storia comune sarà lì, riscritta in Dio nel nostro corpo risorto, in una terra nuova sotto in cielo nuovo. Cosmo nuovo che già mangiamo e beviamo quando ci comunichiamo, che già esiste nel corpo glorioso di Cristo, che è già popolato dalla Vergine Santissima e dagli angeli che ne sono le stelle.”

          Nulla da eccepire.. anzi. Ma questo è altro discorso direi e nulla mi pare tolga o aggiunga a quanto sopra obiettato.

          E qui abbandono l’argomento se mi è copncesso 😉

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  4. “Un nuovo cielo e una nuova terra”. Non é questa conservata a tutti i costi e che Giovanni la vede scomparire

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  5. scusate ma perchè immaginate solo la resurrezione dei “vostri” i gatti e i cani..e animaletti domestici ?se ci sarà la resurrezione degli animali allora a rigor di logica anche ogni scarafaggio, ogni millepiedi, scorpione mosca spiaccicata risorgerà? Ogni coccodrillo, serpente , piragna, ragno velenoso?
    l’assurdità di tutto questo penso che sia evidente…

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    • Non mi pare che nessuno afferma qui la resurrezione di Fido e della Micetta, caro Giacomo. Ma che il leone non sarà in pace colla gazzella (e lo scorpione colla rana), non lo affermerei così perentoriamente standone alle scritture. 😉
      In Pace

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      • Ma sono appunto due cose diverse e quaqndo qualcuno parlava di “nostri” è ovvio si riferiva a quello specifico animale (pippo, pluto, paperino), la indi per cui, obiezione come quella di Giacomo (o le mie peregrine dissertazioni) non mi paiono fuori luogo.

        😉

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        • Ma Bariom chi parla di

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          • Ma Bariom chi parla che la realta della vita eterna sará condivisa da ogni creatura é LS 234 coerente con LS 83 “L’essere umano, infatti, dotato di intelligenza e di amore, e attratto dalla pienezza di Cristo, è chiamato a ricondurre tutte le creature al loro Creatore.”
            Se non sono sbagliato l’ ogni e il tutte in italiano vuol dire anche il Walle dei miei figli

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            • @blas
              Compatibilmente con quell’ “ultimo nesso spirito-materia” di cui parla anche Ratzinger (citato qui sotto) e che non sappiamo con quali modalità si ripercuoterà sul resto del Creato….ma in qualche modo lo farà 🙂

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            • Mah…

              Ho molti dubbi e nessuna verità da “venderti”… i termini poi sono interpretabili non determinativi.
              Quindi ogni creatura animale sin qui apparsa sulla terra (e dico OGNI), “risorgerebbe” ? (in base a cosa ancora non mi è chiaro e non ti ripeto qui le eccezioni che ho già sollevato di ordine vogliamo dire… teologico?)

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            • @trinity: Allora Feaser e San Tommaso avranno sbagliato.
              @Bariom, ma LS é magistero é questo é un tema di Fede, siamo sicuri che é Verità.

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              • Non mi pare di averlo messo in discussione (e me ne guarderei bene),, ma quel “tutte le creature” non definisce e non esaurisce il tema a mio modo di vedere:
                – tutte le creature – non umane – esistite in ogni tempo e ogni luogo?
                – ricondurre a l loro Creatore sappiamop può avere molteplici significati.

                Cmq caro “bla”, visto che ho già i miei problemi a ricondurre me stesso ogni giorno e possibilmente a preoccuparmi per qualche mio caro o semplice conoscente che Dio pone sulla mia strada, sospenderei qui il mio confronto… dei vari Fuffi e Puffi se ne occuperà il Padre Eterno che non è per me questione fondamentale…

                😉

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          • Devo capire che LS si occupa anche di Fuffi e Puffi?

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  6. @Simon
    Una cosa al volo.
    Presumo che si tratti di un altro ‘caso’ linguistico (francese-italiano), ma non credo che sia corretto parlare di ‘resurrezione dei corpi’.
    J. Ratzinger nell’Introduzione Al Cristianesimo lo dice chiaramente, ultimo capitolo, in alcune paginette abbastanza articolate che spiegano tutti questi concetti (che ora non posso riportare o ricopiare, e non è facilissimo riassumere tutto).
    Comunque, per farla breve (forse troppo breve, ma potete voi stessi reperire il testo) dice che non si può parlare di resurrezione dei “corpi”, al massimo di “esseri corporei” intesi però come “persona”, unità della persona (nonché dell’umanità). Infatti è corretto parlare di “resurrezione dei morti” e “resurrezione della carne” – e fa anche l’analisi del greco biblico in proposito. Non si può però parlare di ritorno dei “corpi di carne” – e cita San Paolo che è esplicito su questo. Quello che sappiamo è che ci sarà un ultimo “nesso” tra spirito e materia – che però noi non conosciamo, non possiamo conoscere ora (se non nelle prefigurazione che possiamo aver avuto dal Cristo Risorto).
    Il libro è stato ristampato nel 2000, con nuova prefazione dell’autore… dunque presumo che non ci siano novità teologiche su questo argomento (altrimenti l’avrebbe specificato, no?).

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