Francesco e i listini prezzi? Oltre le polemiche lecite, diamoci da fare!

Si; qualcuno ha avuto il coraggio di pensare che questa ridicolaggine fosse vera...

Si, qualcuno ha avuto il coraggio di pensare che questa ridicolaggine fosse vera…

NON

Con questo mio scritto (non) voglio entrare in merito alla polemica che si è scatenata in Italia dopo l’eco mediatico che ha avuto l’omelia in Santa Marta di Papa Francesco del 21 novembre 2014, nella parte dedicata ai presunti “listini prezzi” per accedere ai sacramenti.

E (non) voglio parlare del motivo per cui i media italioti saltino fuori a dare tale eco solo ad una omelia simile fra le quotidiane di Francesco che passano sotto silenzio. Come (non) voglio ricordare il recentissimo mutismo imbarazzato quando lo stesso denuncia gli orrori di oggi. (Non) voglio.

E (non) voglio s-parlare delle apocalissi [plurale] che si starebbero approssimando in un continuo gioco di rimandi, di detto e non detti da dette veggenti.

E (non) voglio dare ragione a quei tanti fedeli che chiedono, implorano, “urlano” silenziosamente di non dare da mangiare ai troll cretidioti che oggi gondolano e possono dire “è tutto vero!”, comprese ovviamente le bufale confezionate a (pessima) arte.

E (non) voglio parlare di quel che voleva (o non voleva) dire il Santo Padre con queste sue parole certamente vere e insieme perfettamente utili alla campagna antiecclesiastica che tutti noi viviamo in Italia.
Cioè non (senza!) voglio sapere se parlava per denunciare bufale cretine come quella che ho messo come immagine li sopra, o fatti veri che noi neppure conosciamo oppure quella astrusa stramberia tutta tedesca che si chiama Kirchensteuer.

Nemmeno (non) voglio dare torto a chi si chiede dove siano questi benedetti “tariffari” che nessuno, ma proprio nessuno (io compreso), ha mai visto appesi alla presunta porta di qualsiasi presunta Chiesa.
Perché qusti listini prezzi possono esserci (eccome) e non vanno bene (eccome), MA questo non può essere solo una denuncia contro chi li espone (eccome!). Bensì è un dito puntato verso coloro che spendono più al bar che durante l’offertorio perché “la Chiesa deve …(riempire gli spazi con quel che serve)… aggratisse”!

E allora ecco il mio NO!

VOGLIO

IO voglio trovare il (pro)positivo di quel che l’omelia ha sollevato.

E di positivo c’è – santo contrasto! – quel dolore silenzioso che finalmente ha avuto voce e ha saputo imporsi. Il positivo di aver potuto leggere quegli scritti che hanno sollevato la coperta sempre troppo corta del menefreghismo dei secolari e che ci ha permesso finalmente di ascoltare la delusione spesso inascoltata dei preti che ci circondano.
Il positivo è quel coro di preti che hanno scritto in ogni dove, soprattutto sul bellissimo nuovo portale firmato Padre Ariel,Cavalcoli OP e Livi!
Il positivo sono i loro commenti, scritti non per polemizzare aggratisse, magari al riparo da quel che si annuncia essere un freddo inverso in quattro mura ben riscaldate, ma semplicemente per descrivere quel che vivono ogni giorno: dal Don che parla del tetto della sua Chiesa, a quello che chiede lumi su come tirare avanti fino a Padre Ariel che da un lato ricorda di non azzardarsi a parlare di “eresie di Bergoglio” (che chiama “follie”!) e dall’altro parla della colletta fra confratelli per il ricovero ospedaliero di un prete.
Perché è anche e soprattutto una questione di dignità, cazzo!

E qui si, mi indigno.

Ma non con Papa Francesco, con gli apocalittari e nemmeno con i laicisti o i media centellinatori di sparate.

Mi indigno con me stesso! Perché questo “positivo” mi ha colpito come una mazzata. A me che forse parlo tanto e certamente scrivo troppo, leggo in questi commenti un j’accuse personale! Li leggo con un nodo in gola: ma io dove sono? Ma io cosa ho mai fatto per i preti che ho conosciuto?! Ma quel poco che ho fatto è bastato?! Ma quel tanto che io non ho mai fatto, cosa ha procurato?!

MA!?
IO!?

Ecco quello che è uscito grazie a (a causa di!) questa omelia: quella strana utopia per la quale i sacramenti sono gratuiti E i sacerdoti vivono CON DIGNITA’ il loro servizio insostituibile. Perché siamo tutti d’accordo che senza sacerdoti siamo semplicemente nel letame fino al collo, giusto?
E’ chiaro quel che sto scrivendo?
Sto dicendo che NON voglio parlare dell’omelia, io voglio FARE.

FARE?

E allora ecco la proposta di Croce-via: fare.
Ognuno faccia quello che sente, ecco in dettaglio quello che farà il sottoscritto questo Santo Natale.
Per la prima volta – lo ammetto con giusta vergogna, anche se molto era dovuto alla mia crassa ignoranza su come girino i soldi in una parrocchia – scriverò una breve lettera al parroco del mio paese e gli chiederò di accettare un modestissimo contributo in vile denaro che allegherò.

La lettera potrebbe suonare più o meno così:

“Carissimo,
come ben dice il Santo Padre la redenzione di Dio è gratuita e i sacramenti non dovrebbero essere pagati (cfr. Omelia in Santa Marta del 21 novembre 2014).
Ed è altrettanto vero che un prete è chiamato a garantire una serie di servizi pastorali e di assistenza spirituale proprio per fare in modo che tali sacramenti si concretizzino nella vita quotidiana: quell’omelia richiamata, a ben pensarci, non fa che ricordarcelo. Spero per questo motivo che lei accetti, oltre alle mie preghiere e al ringraziamento per quel che ha fatto, fa e farà per la nostra comunità, anche questo modestissimo aiuto economico allegato alla presente.”

Poi penso al mio Don: a quel giovane di qualche anno più grande di me, che si barcamena a mò di spola fra malati, ospedale, messe, preparazioni, Chiesa enorme da scaldare, unità pastorale e chi più ne ha, più ne metta. E so già che il mio scritto verrà simile a questo:

“Ciao Don, permettimi con questa mia di ringraziarti per tutto quello che fai per tutti noi. Dio ti benedica”.

E insieme, silenziosi e importanti, i quattro spicci che mi posso permettere.

Non so come lo farò, ma qualcosa farò!

Ecco… per prima cosa dono due spicci (quelli che credo io mi possa permettere) all’Isola di Patmos attraverso il sistema di Paypal che hanno messo in piedi i tre religiosi!
Come? Cosa?! Ah, non si dovrebbe dire che si è fatta “beneficenza”?
Bah! E io invece, semplice nick che ha dietro un semplicissimo peccatore, non solo lo dico, ma invito tutti a farlo e a dirlo! Perchè così funziona il web e la società di oggi: bisogna dirle le cose, pubblicizzarle!
E allora donate quel che volete, quel che potete e ditelo in giro! Guardatevi in giro e cercate di capire se c’è qualcuno che ha bisogno di una piccola mano, dategliela e ditelo in giro! Dite in giro perché l’avete fatto e vedrete che altri faranno!
Fate in modo che la cosa positiva di questa omelia dia i suoi frutti!

Chiudo così. “E’ curioso” dice il nostro carissimo Papa “il popolo di Dio sa perdonare i suoi preti, quando hanno una debolezza, scivolano su un peccato … sa perdonare”. Io davvero spero di esserne capace e ringrazio il Papa della fiducia nei miei confronti. Chiedo ora ai preti di perdonare me e il mio menefreghismo perpetrato, anche se incosapevolmente, per anni.

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Categorie:Attualità cattolica

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54 replies

  1. Avevo letto ieri Padre Ariel e mi ha provocato la stessa reazione, compresa l’attivazione a fare qualcosa.

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  2. Don Ariel, certo. Ma anche Antonio Socci ed Mastino hanno detto cose interessanti sullo sproloquio del santo padre:

    http://www.antoniosocci.com/2014/11/in-difesa-della-chiesa/

    http://www.qelsi.it/rubriche/antonio-margheriti-mastino/il-papa-che-non-amava-i-sacerdoti/

    Infine poi, anche io vorrei dire due parole. Caro papa Francesco, sai che c’è? C’è che il prossimo anno ti aiuterò anch’io a realizzare una chiesa più povera, proprio come piace a te. Infatti, per la prima volta nella mia vita, non darò il mio 8 x 1000 alla chiesa cattolica. Lo darò, invece, alle sentinelle in piedi, oppure a qualche altra organizzazione che ha saputo restituire dignità a chi aveva deciso di abortire. E tutti i soldi che ogni domenica versavo alla raccolta delle offerte, d’ora in poi andranno nelle tasche di citizen-go. L’offerta mensile a Radio Maria è già stata dirottata su altri lidi da parecchi mesi. Così, poi vedremo questa chiesa povera cosa sarà capace di fare.

    Sarebbe ora che papa Francesco la facesse finita con la demagogia ed il becero populismo. Sarebbe tempo che papa Francesco la smettesse di bacchettare ed umiliare i suoi figli più fedeli.

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    • @Giancarlo
      Io veramente ho capito che cosa intendeva dire Papa Francesco e l’ha capito bene anche Padre Ariel e pure Minstrel. Il punto, come in altri casi, è semmai come è stato espresso il concetto – cioè con espressione bell’e pronta da dare in pasto ai media beceri.
      Secondo me sono possibili molti casi. Solo alcuni come esempi
      – come dice padre Ariel forse il papa ha certi consiglieri non validissimi in tema di comunicazione
      – Papa Francesco ha molta fiducia nelle capacità di interpretazione dei fedeli, che se sono tali capiscono sempre nell’ottica di applicare a sè l’insegnamento e non agli altri vari ed eventuali
      – Papa Francesco più volte analizza le responsabilità interne alla Chiesa dell’allontanamento di molti deboli, quella storia del listino infatti si riferisce chiaramente a determinati pastori (che nomina anche don Ariel) che hanno fatto del loro ministero una fiorente attività economica affaristica

      Idea 🙂
      Secondo me se il Papa (o qualcuno vicino) ricevesse l’articolo di padre Ariel, con premessa di chi è l’autore cioè uno impegnato a difenderlo sempre………magari un altro giorno a Santa Marta corregge il tiro.
      Però non è detto che poi i media lo diffondano.

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      • E comunque il punto di arrivo di tutto è quanto comunicato da Minstrel: si può sicuramente fare di più di ciò che facciamo attualmente per i nostri parroci.
        In questo senso Giancarlo, il tuo “togliere” e vantarti pure….non mi sembra tanto propositivo.

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    • Sottolineo quanto ho scritto sopra: E (non) voglio s-parlare delle apocalissi [plurale] che si starebbero approssimando in un continuo gioco di…

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    • Visto che da più parti si parla di 8xmille, mi sembra doveroso specificare una cosa: l’8xmille non va alla Santa Sede, ma va alla CEI.
      Per cui, se non volete più destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica, siete liberissimi di destinarlo allo Stato Italiano (notoriamente efficentissimo nell’amministrazione del denaro pubblico) oppure astenervi e lasciare che la vostra quota venga spartita tra Stato Italiano e CEI, insieme a valdesi, buddisti, pentecostali, ebrei, induisti, etcetera, etcetera.
      Sappiate comunque che in ogni caso decidiate di non destinare il vostro 8xmille alla Chiesa Cattolica, non arriveranno meno soldi a santa Marta. In compenso ci saranno meno soldi per i preti italiani.

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  3. Un percorso mediatico che un cattolico (che voglia definirsi onestamente tale) potrebbe fare è il seguente:
    – Papa Francesco Santa Marta e listino prezzi, 21 novembre
    – Padre Ariel e problemi dei sacerdoti, 22 novembre
    – Papa Francesco 23 novembre come da Vangelo della domenica
    http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-santi-saints-santos-37684/

    “Il popolo ha fiuto nel distinguere i buoni pastori dai mercenari”

    (era già forse questo un accenno di tentativo di correggere il tiro del 21 novembre? Non lo so. In ogni caso è una chiara indicazione per chi la vuole intendere)

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  4. La mia posizione sul tema è complessa. Faccio una breve sintesi.

    Catechismo della Chiesa Cattolica:
    “2043 …
    Il quinto precetto (« Sovvieni alle necessità della Chiesa ») enuncia che i fedeli sono tenuti a venire incontro alle necessità materiali della Chiesa, ciascuno secondo le proprie possibilità. ”

    L’ho sempre fatto e continuerò a farlo, con modalità però diverse da quelle con cui lo facevo prima.
    Prete fervente (faccio appello al “fiuto” di cui parlava il papa, se dice che i fedeli ce lo hanno, lo ho): offerta “generosa” che non quantifico, alla colletta, e in ogni tipo di contributo richiesto.
    Prete menefreghista (faccio appello al “fiuto” di cui parlava il papa, se dice che i fedeli ce lo hanno, lo ho): minimo necessario, 0,20 centesimi di euro alla colletta.
    Non darò più l’otto per mille, perchè un taglio a certe strutture ci vuole (tipo tv e radio inutili), ma carità ai poveri, data in forma diretta.

    Listini scritti non ce ne sono. Preti attaccati ai soldi ci sono ma sorvoliamo sui difetti degli altri, li ho anche io.
    E’ difficile dosarsi equamente, ma il principio generale lo intendo con: minimo indispensabile a chi fa poco o pure niente.
    A chi fa molto, dare molto di più di quello che già sarebbe “generoso”.
    Insomma, premiare la “produttività”, che è tanto di moda.

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  5. Ho appena finito di leggere l’articolo di don Ariel. Molto condivisibile e coraggioso, specialmente nella chiosa finale, quando parla di predicozzi da dare in pasto ai media laicisti.
    E mi ha “bruciato un articolo che avevo programmato per domani, ha troppe similitudini e sembrerebbe un plagio del suo articolo, impossibile pubblicarlo.
    Vabbuò, sarà per la prossima.

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  6. L’articolo di don Ariel è bellissimo, da far leggere a tutti coloro (e non sono pochi) che pensano che i preti siano dei ricchi nullafacenti.
    Condivido il discorso che hai fatto in questo articolo, Ministrel, ma io sono realista (o forse pessimista, giudicate voi): le probabilità che il fedele medio arrivi a concepire un discorso come il tuo sono tendenti allo zero.

    Tutto questo discorso del Papa sarebbe un dito puntato verso coloro che spendono più al bar che durante l’offertorio perché “la Chiesa deve …(riempire gli spazi con quel che serve)… aggratisse”!

    Ok, e allora chiediamoci: perchè i fedeli sono arrivati a pensarla così? Perchè negli ultimi decenni ci sono state (e ancora ci sono) frotte di sacerdoti che hanno celebrato la liturgia in maniera sciatta e trascurata, trasmettendo il seguente messaggio: “il culto reso a Dio non è una priorità, anzi è l’ultima cosa, quindi non bisogna investire soldi ed energie nel culto”. I fedeli hanno recepito il messaggio, e di conseguenza sono diventati estremamente tirchi.
    Ma in passato non era così. I fedeli, anche i più poveri, erano ben felici di contribuire ognuno secondo le proprie capacità alle spese della Chiesa: è infatti paradossale che le opulenti chiese barocche furono costruite in un’epoca di povertà diffusa, mentre le scialbe chiese postmoderne sono state costruite in un’epoca di benessere economico diffuso. Prima degli anni ’70 del secolo scorso nessun fedele (se non in odore di gnosticismo*) avrebbe mai potuto pensare che la Chiesa deve fare tutto aggratisse.

    E allora, se mi metto nei panni del fedele medio di inizio secolo XXI, non posso che concepire un discorso del genere: “il Papa con le parole (omelie in santa Marta) ed i gesti (paramenti sacri ridotti al minimo storico) vuole una Chiesa povera per i poveri? E allora al mio Don non darò neppure un centesimo, tiè!”.

    *se non in odore di gnosticismo: e certo, perchè noi siamo cristiani cattolici romani, e non gnostici, quindi per noi la materia non è affatto il male assoluto, dacché il Verbo si fece carne, e per fare i Sacramenti ci vuole la materia e non l’aria fritta. Il Cattolicesimo non è una religione immateriale, anzi, è una religione materiale!

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    • Grazie del commento Franceschiello.
      Due cose: io non mi aspetto che tutti abbiano il mio pensiero ascoltando Papa Francesco. E nemmeno penso che quello che ci ho trovato io, sia esattamente quello che voleva passare il nostro Papa.
      Il punto è proprio quello. In questo articolo tripartito io ho voluto dire:
      – non me ne frega niente di quello che voleva dire o non voleva dire Papa Francesco o da quali dati è partito e nemmeno le polemiche scomposte nate in seno all’omelia
      – a me interessano le reazioni di delusione composte ed educatissime di molti preti e quelle mi hanno suscitato una botta morale personale non da poco
      – cosa faccio IO dunque?

      Mi aspetto (mi piacerebbe dai, il realismo è un dato che abbiamo in comune! 🙂 ) però che chiunque legga si fermi a riflettere e poi decida da sé cosa fare, con la propria coscienza, esattamente come mi sembra abbia fatto tu. Grazie ancora!

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      • Ministrel, tu e don Ariel avete scritto bellissimi articoli sulla vicenda. Ma purtroppo l’effetto benefico che hanno questi articoli ha un’entità estremamente limitata rispetto al colossale effetto venefico delle tonnellate di spazzatura che continuamente sversano Repubblica e lo straFatto Quotidiano (giusto per dirne due).
        Il che, è una tragedia di grosse ma grosse proporzioni. E sempre più vado rendendomi conto che uno dei più gravi problemi del papato nel nostro tempo è la comunicazione. Il problema era già emerso durante il pontificato di Montini, e il beato Paolo VI ne era ben consapevole: “durante le cerimonie siamo visti da tutti, oggi specialmente che c’è la televisione. Ogni particolare deve essere controllato, perchè esso può rimbalzare in tutto il mondo”. Il beato Paolo VI stava inconsapevolmente parlando del butterfly effect: un battito d’ali può generare un uragano, allo stesso modo una parola o un gesto che non sono esattamente al loro posto possono provocare enormi ripercussioni, difficili da prevedere e ancor più difficili da controllare. Lo stiamo continuamente vedendo con Papa Francesco, e l’abbiamo visto tante volte anche con Papa Benedetto. L’unico Papa che non aveva tutti questi problemi di comunicazione è stato san Giovanni Paolo II, che anche in questo era magnus, visto che era riuscito nella titanica impresa di non farsi rigirare e raggirare dai media.

        Ci sarebbe molto da dire a tal riguardo, ma non perseveriamo oltre nell’off-topic.
        Torniamo a noi. Io che mi sono fermato a leggere questo tuo articolo ho molto riflettutto sula vicenda, e in effetti ho capito che, sì, è vero: forse mai come di questi tempi i sacerdoti hanno bisogno del nostro supporto (anche economico).

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  7. vi dico la mia esperienza personale : dopo le bastonate del nostro papa ai preti “attaccati ai soldi” ( si tratta e di vecchia ideologia anticlericale che ho sentito fin da quando ero bambino: i preti pensano solo ai soldi), mi è successo questo.
    e’ venuto come tutti gli anni il prete per la benedizione natalizia delle case. Come tutti gli anni dopo una breve preghiera e la benedizione , io e l mia famiglia abbiamo dato al prete una busta con l’offerta natalizia.
    Il sacerdote ( giovane, da poco in parrocchia) ha fatto un salto indietro come se gli avessimo dato un tizzone ardente: No, no non prendiamo soldi per la benedizioni.. ha balbettato in preda al panico – se volete venite in chiesa e metteteli nella cassetta delle offerte..-
    Capito? Le bastonature fanno male soprattutto quando sono ingiuste e gratuite come questa ….
    Vecchio anticlericalismo, ripeto, vecchi luoghi comuni che fa persin pena sentir ripetere dalla cattedra più alta.

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  8. In ogni caso anche io per aiutare la Chiesa di Francesco ( che non dimentichiamolo ha affitato la Cappella Sistina alla POrche per un evento ! fatto che naturalmente è passato sotto il silenzio mediatico)ad essere povera insieme ai poveri non darò più il mio otto per mille. Basta con le ipocrisie!
    In compenso raddoppierò e triplicherò le mie offerte settimanali alla parrocchia e al mio parroco, che so essere persona onestissima, e ad altri preti o religiosi che so fare opere meritorie di carità nella mia città e se mi capiterà di dover fare una offerta per una cerimonia come battesimo, cresima o matrimonio sarà più che generosa!

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  9. Hahaah! 🙂
    Divertente.. Peccato che gli impegni mi hanno impedito una frequenza più assidua. Però sarebbe stato bello poter rispondere punto per punto a tante cose che sono state scritte a questo riguardo.
    Mi piacerebbe anche rispondere a don Ariel elogiandolo per quanto scritto ma mettendo in luce anche la teatralità di alcune sue affermazioni. Però non lo faccio perché preferirei un confronto face to face con lui 😉 dato che molte sue affermazioni oltre a non essere verificabili hanno delle non-verosimiglianze che dovrebbero essere chiarite da chi in queste situazioni ci vive ogni giorno…
    Premetto che io come parroco NON ho un tariffario e quindi mi affido alla generosità dei fedeli. Per questo motivo ho la chiesa piena anche se la parrocchia è piccola. Mi arrabbio quando arrivano “fedeli” da altre parrocchie solo per sfuggire al dovere messo in luce dalla citazione del catechismo da parte di Ubi. Ma poi faccio ugualmente il mio dovere sperando che le grazie che dispenso ottengano buoni frutti.
    Un po’ di numeri a titolo d’esempio
    1 (20) 4 (10) 9 (5) 48 (2) 198 (1) 170 (0,50) 169 (0,20) 165 (0,10) 95 (0,05) 52 (0,02) 80 (0,01)
    Non sono ovviamente i numeri da giocare al lotto ma le offerte dettagliate raccolte nel corso delle Messe di domenica scorsa. Con una parrocchia piccola non è male anche se metà dei fedeli arriva da altre parrocchie. Purtroppo la Chiesa è quella che è e pertanto la ingrandiremo alla faccia di quelli che dicono che le chiese sono vuote 😉 Ovviamente non chiederemo neppure un centesimo ai fedeli ma faremo tesoro delle offerte di questi anni. E’ vero che non mi danno molto: facendo però i conti se molti mi danno poco, alla fine non ho poco…
    Come potrete notare ho fedeli molto più generosi di Ubi ed altri molto meno generosi. Quando mi reco in banca coi miei undici kili settimanali di monete l’impiegato si lamenta sempre a motivo di un tipo ancora peggio di quelli che danno meno di Ubi. Infatti ormai da dieci anni ogni sabato sera c’è una persona che mette UNA moneta grossa e DUE monete piccole rigorosamente false o fuori corso. Così quando capita che queste monete non ci sono so subito che quella persona ha “bigiato la Messa” 😉
    A riguardo dei medici ho avuto qualche problema ma adesso mi trovo benissimo. E’ vero che ci sarebbe un’assicurazione che rimborsa le spese mediche ai preti però non ne faccio mai uso. Infatti quando vado per una visita vestito da prete i medici non vogliono mai i soldi. Una 15cina di anni fa uno mi ha detto che si sono accordati per non far pagare ai preti, alle suore e ai carabinieri (chissà perché questi privilegi per i carabinieri…) In effetti è sempre stato così…
    Non ho avuto modo di incontrare medici come Giancarlo: tuttavia ho parlato spesso direttamente anche con medici tradizionalisti ed ho dato loro le dritte per gli orari delle Messe da loro preferite. A proposito… io comunque i soldi delle benedizioni li prendo… 😉
    Pertanto il Papa non mi ha turbato troppo nelle sue recenti affermazioni. Un consiglio però io glielo darei (se posso): dovrebbe dare una veloce occhiata a quello che fanno i vescovi nelle diocesi oppure i cardinali. Lì si che c’è da sbizzarrirsi…..

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  10. Don, non me la prendevo per me ma per te… 🙂
    Ecco il perchè:
    ho posto 0,20 euro come limite per i “preti menefreghisti. Quindi, mi segui, chi mette quella cifra o di meno, sempre secondo la mia misura, ti ritiene menefreghista; chi mette di più ti ritiene in gamba.
    Faccio i conti: 1+4+9+48+198+170= 430 persone che ti valutano per “prete in gamba”
    169+165+95+52+80= 561 persone che ti valutano prete “menefreghista”. e il bello è che “metà dei fedeli arriva da altre parrocchie” per dirtelo 🙂

    P.S. Ora sono certo che capirai che il tutto vada ascritto a quella sana ironia, semplice e pura ironia, di cui sono capace. E’ che sono un burlone dalle battute facili, sempre scanzonato che ha voglia di scherzare. E mi auguro tu sappia apprezzare lo scherzo e l’ironia, poichè solo, e solo questo, era nelle mie intenzioni. Ciao don “ogni riferimento a persone ecc ecc era puramente casuale… 😉

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    • Ah don, dall’ironia fammi passare alla cattiveria 😉
      Non pensare di difenderti dicendo che magari molti hanno voluto darti 0,50 mettendo 0,20+0,20+0,10 o diversamente ecc. facendo quadrare i conti in tuo favore… 🙂

      (Se ero prete figurarsi che scherzi sarei stato capace di tirare alla gente)

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      • Ragionamento veramente arguto. Tuttavia 991 persone nella mia chiesa non ci stanno neppure se stipate come nelle metropolitane di Hong Kong 🙂

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        • Aspita! Non ci avevo proprio pensato. Però se mi diventi fervente fai soldini e allarghi la chiesa! (però pure qui il ragionamento difetta, perchè poi metà dei fedeli non arriva più da fuori per dirtelo, e la chiesa pur se grande resta vuota 🙂 ).
          Scherzo davvero don Manuel. Lo sai che ti voglio bene (anche se spesso non ti condivido), come lo voglio a tutti quelli con cui dissento.
          Stasera sono in vena ancor più del solito e davvero ho avuto piacere di duettare con un prete. Grazie per aver scelto di esserlo prete, puoi ciò che non possono gli Angeli, non scordarlo.

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  11. Cari amici , purtroppo in questo periodo non riesco proprio a intervenire, ma cerco di leggervi anche se molto di corsa.
    Non potevo però esimermi dal dire: GRAZIE, MINSTREL!!!!
    Seguirò anch’io il tuo invito.

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  12. Dimenticavo: il discorso di Strasburgo chi potrebbe averlo scritto? Ravasi?

    P.S. Non dimentico di avere il debito di un intervento “liturgico” per il blog: appena ce la faccio, mi ci metto!

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  13. Credo che vi siano parrocchie dove la frequenza alla chiesa sia ridotta ai minimi termini e in questi casi il parroco può avere grosse difficoltà. La mia attuale non ha questi problemi, ma quella dove ho passato la mia giovinezza si. Alla domenica in chiesa vi sono quattro gatti! Ho paura che con il tempo con la scomparsa degli anziani il problema si porrà piuttosto drammaticamente. Bisogna educare i fedeli a responsabilizzarsi e non pretendere tutto gratis senza paura. Magari cercando altre forme di sostegno, poiché in effetti pagare per i sacramenti non è cosa piacevole e spesso non compresa. Una polemica che già 30 anni fa aveva fatto capolino con prese di posizioni nette da parte di chi voleva assolutamente che i sacramenti fossero senza pecunia, sembrando un sacrilegio. Mah!

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  14. Ho acceso ora il pc e mi sono già innvervosito vedendo il corriere dellas sera riportare in gran rilievo il servizio di Mi manda Rai3 sui “tariffari” e le richieste di denaro dei preti “che continuano anche dopo il richiamo del papa”. Ma quest’uomo non possono fermarlo? Possibile che non ci sia nessuno in grado di fargli capire che le cose che dice è meglio che se le scriva prima e se le faccia leggere da qualcuno? E’ possibile immaginare altri 10 anni in cui ogni mese ce la dobbiamo vedere con una trovata nuova?
    Quando qualcuno dice !questo è il primo papa figlio del Concilio”, risponderei “e si vede”, ma nel senso che sembra il solito prete settantenne che ripete tutti i soliti slogan, luoghi comuni, espressioni tipiche ecc. degli anni ruggenti ’60-’70.
    Basta per favore! Ve ne preghiamo!
    Comprendiamo che i tempi in cui si era giovani sembrino più belli, capiamo che le generazioni che si son formate in quegli anni hanno preso uno stampo che gli resta per sempre, però, ragazzi, fatevene una ragione e state sereni.
    Bergoglio, Kasper, Daneels e amici, avete fatto dei gran casini, avete rovinato la liturgia, avete seminato il caos nella dottrina, avete svuotato le Chiese che vi erano affidate: è abbastanza, tranquillizzatevi, riposatevi, trovatevi a bere il the (o la birra o il mate a seconda dei gusti), parlate dei tempi andati, ma per favore state buoni! E soprattutto zitti. Per favore.

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    • Beh, io farei il contrario. Anziché zittirli li farei parlare ancora di più, tanto non ho nulla da temere. Anzi sul prossimo bollettino parrocchiale farò un articolo al riguardo.
      E’ ovvio che i sacramenti sono gratuiti. Anche sul sito del Vaticano ci sono le tariffe per ottenere le pergamene con benedizione papale: non servono certo per pagare la benedizione! Basta educare i fedeli a capire che pagano la luce, il gas, le manutenzioni, le tasse che servono a creare la location per i sacramenti o per le altre attività caritative e sociali che vengono svolte.
      In particolare le tasse sono odiose da pagare per tutti ma soprattutto danno fastidio quando vanno a rimpinguare le tasche dei vescovi e dei cardinali. Chissà perché le suddette tasse devono essere pagate solo dalle parrocchie: perché tutti gli altri cristiani che operano in altri gruppi (più o meno tradizionalisti o progressisti) ne sono esenti?
      Per questo dico che il Papa (e coloro di cui parli) dovrebbero rivolgersi anche ai signori vescovi e cardinali: sarebbe bello avere l’elenco di tutte le tasse che pretendono di incassare e che poi “a bilancio” mettono come contributo volontario.

      Ps Aspetto ancora anch’io il tuo intervento liturgico… 😉

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  15. Caro don Manuel, sono d’accordo con la sostanza doi quello che dici, il problema è che queste sparate ottengono l’effetto contrario, cioè vanno a colpevolizzare i parroci “sul campo”, proprio quelli che il Papa dovrebbe difendere e incoraggiare. Qualcuno dovrebbe informarlo che le peggiori periferie non le trova in Uganda o in Paraguay, ma dentro le nostre città… Non è possibile che una persona che fa di mestiere il Papa non si renda conto che non può dire quel che gli viene in mente come gli viene in mente: vabbé che sta all’Hotel Santa Marta e non nel palazzo vaticano, ma non può parlare sempre come al bar dello sport salvo quando gli scrivono i discorsi. Sennò si faccia scrivere anche i sermoni quotidiani o si prenda degli appunti e se li faccia leggere da qualcuno.
    Per l’intervento liturgico siamo messi male, ma spero presto di trovare il tempo… più che altro non vorrei scrivere le solite banalità e quindi devo pensare, non solo scrivere.
    Vabbé, perdonammi la perfidia, ma col sorriso la posso dire: non voglio fare come a Santa Marta. Prima penso, poi parlo 😉

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    • Eh Eh
      E, citando il vangelo di domenica prossima, io sto pronto con la cintura ai fianchi e le lucerne accese… 🙂

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    • “Non è possibile che una persona che fa il mestiere di Papa….”

      Con tutto il rispetto…..non è possibile che una persona che fa il mestiere di cattolico parli come te Gregorius.

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      • Trinity, speravo che il carattere paradossale e scherzoso dell’espressione fosse chiaro!!! Chiedo scusa se non lo era!

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        • Gregorius, un pò ho colto il tono scherzoso e un pò no. Grazie della specificazione. Rimango dell’idea che parlare del Papa SEMPRE con certi sottintesi che mettono in dubbio la sua autorità mi risulta poco simpatico e poco cattolico.
          Parliamo di problemi di comunicazione, di mass media e Vaticano e quant’altro? Ok, no problem. Ma prendere ogni volta ogni minima parola o espressione di Papa Francesco come prova che è il demolitore della Chiesa e chissà che altro….insomma hai capito.
          E poi è il modo in cui ne parli: va bene lo scherzo (io scherzo di continuo) però sembra che stai parlando di uno stupido eletto a Papa.
          (Se ho inteso male io comunque chiedo scusa.)

          L’articolo di Padre Ariel in questo senso spiega bene ciò che intendo: la sua critica non è di certo leggera ma rimane sempre salva e chiara l’autorità papale (peraltro chiarissima in tutto ciò che scrive don Ariel e in come risponde senza peli sulla lingua a coloro che non riconoscono tale autorità)

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  16. Premetto che per quanto riguarda il Papa, questo come i precedenti, sono dell’idea che l’ha scelto Dio e, per dirla con Madre Chiara, “Dio sa quello che fa”. Detto questo azzardo una previsione: l’effetto di queste esternazioni su “tariffari” e quant’altro sarà comunque positivo; i fratelli che alla messa nel cestino hanno sempre versato dai 0,20 euro in giù a malincuore finalmente si sentiranno giustificati a non versare nulla e spendere tutto al bar senza più sensi di colpa (siano benedetti), per la gioia di chi le monetine le deve contare. Quelli invece che hanno sempre dato con gioia avranno occasione di riflettere e daranno ancora di più con la consapevolezza di sostenere parroco e parrocchia, coprendo abbondantemente anche la mancata erogazione dei 20 centesimi dei confratelli. Tutti alla fine saranno per lo meno più sereni, parroci e parrocchiani. Forse sono troppo ottimista…
    Buon lavoro e grazie del blog

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  17. @ LIDIA B. e TRINITY

    Joseph Ratzinger così rispose – con ironia che spero stavolta venga colta – nel 1997 alla seguente domanda sull’azione dello Spirito Santo in Conclave.

    D. È lo Spirito Santo il responsabile dell’elezione del Papa?

    R. Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata. Ci sono troppi esempi di Papi che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto.

    Faccio mia – indegnamente – questa risposta, care amiche!

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    • Grande Ratzinger, come sempre! Questa sua risposta è la spiegazione del detto “Dio scrive diritto su righe storte”. E’ chiaro che la scelta è dell’uomo (altrimenti cosa ci avrebbe dato a fare Dio il libero arbitrio), ma Lui fa sempre in modo che tutto torni a vantaggio della Sua Chiesa (non prevalebunt, ce l’ha promesso). Così, un commento del Papa (se detto in modo superficiale o calcolato, non ci è dato sapere) porta comunque frutti, a partire dei bei articoli come quello qua sopra o quello di Don Ariel, e soprattutto dona a noi pecorelle (pecoroni certe volte) l’occasione di riflettere sul senso del dono, della carità, della gratuità dei sacramenti, e a interrogarci sulla nostra parte, su come e perché e a chi doniamo, sulla nostra capacità di donare, sulla nostra partecipazione alle necessità (materiali e immateriali) della Chiesa.
      Buona giornata a tutti.

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    • Questa intervista a Ratzinger risale al 1997, in tempi non sospetti (del resto Ratzinger su molti aspetti è stato molto ma molto moderno, peccato che gli abbiano appiccicato addosso l’etichetta di reazionario tradizionalista).
      Chissà come mai però prima del 2013 non ho mai sentito nessun cattolico mettere in dubbio il fatto che l’elezione del Papa sia opera dello Spirito Santo.

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    • In ogni caso ritengo intelligente integrare Ratzinger citato da Gregorius con la seguente risposta di Padre Ariel ad un commento cretino (di utente altrettanto cretino dell’Isola di Patmos)
      In poche chiarissime parole viene esposto l’atteggiamento richiesto al cattolico nei confronti del Papa
      http://isoladipatmos.com/i-precisi-confini-della-infallibilita-il-sommo-pontefice-come-dottore-privato/#comment-176

      Il commento segue l’articolo di Padre Cavalcoli sui precisi confini dell’infallibilità. Così ora abbiamo il quadro completo 🙂

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  18. O.T. Scusate, ma in considerazione dell’interesse che questo blog vi ha dedicato, vi invito a leggere la testimonianza agghiacciate sui F.I. su Amici della Verità. Pur senza schierarsi, se è autentica e verace dimostrerebbe l’urgenza del Commissariamento, spiega quel vago “cum ecclesia” e le devianze dei fondatori. Brutta faccenda ed ancor più l’uso distorto dei tradi-protestanti. Purtroppo credo in buona fede troppi hanno parlato di persecuzione senza sapere o conoscere. Speriamo che si conosca veramente tutto per il buon nome del Santo Padre e del Commissario.

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  19. prometto di non intervenire più ma non resisto… leggere tutti questi cattolici così contrari all’attuale papa è davvero spassoso, ma il papa non viene stato scelto da Dio tramite i cardinali? Ah dimenticavo che ognuno è cattolico a modo suo.

    p.s. i tariffari esistono eccome anche se non sono così espliciti come quelli della bufala, ovviamente. Davvero pensate che il Papa abbia parlato senza avere prove? Caspita che fiducia nel vicario di Cristo…

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    • prometto di non intervenire più ma non resisto

      E perché mai? Il tuo sguardo non è meno interessante di quello degli altri ed è comunque terreno in cui ci si può incontrare (e se stiamo molto attenti non scontrare!).

      ma il papa non viene stato scelto da Dio tramite i cardinali?

      Ni, Ratzi sopra ti fa un preciso dettagliato del discorso

      Caspita che fiducia nel vicario di Cristo

      Anche qui andrebbero poste precisazioni sulle varie proposizioni papali e il loro valore. Resta inteso che qui in Croce-via la linea editoriale è sempre stata quella del pieno ossequio al Magistero pertanto con noi sfondi una porta aperta, tan’è che se noti non ho voluto commentare le parole del Papa perché appunto senza prove personali al riguardo. Se tu hai esempi di tariffari potresti portarcene, grazie!

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      • “prometto di non intervenire più ma non resisto…”

        😉

        Specifichiamo anche (per i non addetti ai lavori) che un cattolico che non riconosce il Papa automaticamente decade dalla qualifica di “cattolico”. (se poi uno si ostina ad autodefinirsi tale, sono fatti suoi)

        Quindi Sam il tuo intervenire qui in qualità di “non cattolico” non risulta del tutto solitario. E potrebbe risultare molto interessante, anche per te per iniziare a fare qualche distinzione ben fatta.

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    • Contrariamente a quanto si crede, i cattolici la libertà di coscienza ce l’hanno (ovviamente coscienza retta e ben formata).

      Il beato cardinale Newman diceva: “prima brindo alla coscienza, e poi al Papa”.

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      • D’accordissimo Franceschiello.
        Coscienza come termine ultimo.
        Sempre.

        Solo che qui la questione è in molti casi, a mio avviso, differente.

        Utilizzare la propria coscienza per le proprie decisioni personali non significa che puoi arrivare a disconoscere l’autorità del Papa.
        (e costantemente stare a criticare la minima parola come indice di inadeguatezza, incapacità, non-legittimità, ecc. sta più sul disconoscimento che sull’esercitare la propria coscienza. Anche perché non si sta parlando di papi del passato con amanti etero, omo e figli a carico)

        Come ho già detto, per me Padre Ariel è un esempio di come esercitare la libertà di coscienza nel rispetto del Papa. E quell’articolo non è certo tenero con le parole pronunciate da Francesco.

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        • E specifico pure che io le parole del Papa le ho intese un pò diversamente. E sicuramente trovano applicazione per alcuni pastori furbetti. Capisco però la piena legittimità di quanto detto da don Ariel.
          Infatti la mia prima reazione è stata come quella di minstrel, cioè azione!

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  20. @Samuele. Questo suo intervento denota la superficialità con cui affronta le tematiche mettendoci dell’ironia fuori luogo che denota poca serietà. Sarebbe bene che leggesse e capisse qualcosa sulla figura del papa per evitare figuracce da ignorante in materia. Nessuno ha mai negato che esistano i tariffari anche se in genere sono messi come indicazione. Quello che si contesta al papa è il generalizzare e non comprendere la loro necessità, poiché molte parrocchie senza di essi non potrebbero sopravvivere. Confondere un obolo per un servizio che impegna il sacerdote e che serve per lui e la parrocchia per vivere e a volte sopravvivere con il valore dei sacramenti certamente non è il pensiero del papa. Tuttavia il papa giustamente ritiene che questa confusione venga fatta dai fedeli e creare scandalo. Il problema però rimane. Come fare a richiamare i fedeli al loro dovere di contribuire alle spese della parrocchia? Tutto qui se le interessa.

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  21. Prima di tuttomquello che farò: mi ero proposta di contribuire quanto più possibile alle necessità della Chiesa e continuerò a fare quello che ho sempre fatto, se mi sarà possibile di più, come avrei comunque fatto. L’8 per mille non è la tassa tedesca, e tra l’altro Ratzinger riteneva che la soluzione italiana fosse incomparabilmente meglio di quella tedesca, l’offerta in chiesa identica per qualunque chiesa e qualunque prete, le offerte straordinarie per necessità particolari, erogazione liberale al fondo per il sostentamento del clero e anche Obolo di San Pietro. Siccome non spreco soldi al bar…mi spiace solo che questo lungo elenco possa dare l’idea che mi sto vantando, credetemi non è così. Anzi, penso che magari faccio ancora troppo poco.
    Perché?
    Perché dovrei cambiare un comportamento che ritengo il più giusto che mi riesce a causa di qualcuno, fosse anche il Papa che ha detto/fatto qualcosa di sbagliato? E permdire questo non occorre essere nemmeno cattolici, basta Socrate: vedi il dialogo Critone.
    Per il resto ritengo che in questo caso e in altri (avevo già accennato alla cosa in precedenti post) Papa, Francesco abbia dato, più o meno esplicitamente, un giudizio sui mali della Chiesa che non corrisponde se non in minima parte a quello che io ho sotto gli occhi in Italia ma, per sua esplicita ammissione, alla Chiesa argentina e magari a quella di tanti anni fa. Il che è inutile e magari anche controproducente.
    Pazienza, nessuno siamo perfetti.
    Su altri versanti, molto più importanti e magari anche più vincolanti delle prediche di Santa Marta, sta facendo/dicendo grandi cose.

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