Blog dei blogs: breve rassegna web – 21

Negative WWW

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Dopo la bella parentesi metafisica, il blog ritorna al consueto appuntamento dei blog dei blogs. Mi sono aggirato per i meandri web dopo circa due settimane che non mi interessavo dell’attualità cattolica. Certamente molte cose mi saranno sfuggite, chiedo venia subito e riparo chiedendo aiuto agli utenti che hanno a disposizione i commenti per insultare.
Approfitto di questo articoletto per annunciare che in futuro ci saranno nuovi posts dedicati alla metafisica e che il comparto “collaboratori del blog” in questi giorni è stato rinfoltito dall’arrivo di due persone che conoscerete a breve. Inoltre stiamo preparando altri succulenti “download”, stay tuned!

E ora apriamo i preferiti e vediamo un pò che succede… dunque, il Papa si confessa (buon per lui), Gotti Tedeschi assolto (buon per lui), un prete di Bergamo fa omelie dialogate (buon per loro?) e Gnocchi e Ferrara girano insieme l’Italia per il loro libro (buon per loro…). Cominciamo vah, sarò molto ironico.
A volte è veramente necessario…

Andrea Tornielli
Sta alla destra del Padre e naturalmente esulta per il cambio di programma pre-confessione del Papa che ha spiazzato i cerimonieri. Il Papa va a confessarsi, ci impiega 3 minuti, sotto si ascolta intanto il Gabrielli della Sistina che è comunque un bel sentire, poi si alza e va a confessare lui. Per Tornielli la prova che è un santo subito e i commenti si accendono come mia moglie di fronte ad un disastro in cucina fra chi dichiara che “è ora di finiamola con questa teatralità” e chi osannaèosannaè.
Naturalmente per avere la chicca non bisogna fare altro che andare su…

Chiesa e post concilio
che, dalla sinistra del ring, raccoglie la sfida “trovami il difetto” lanciata da Papa Francesco e vince su tutti i fronti! “Allora si inginocchia” è il titolo di un articolo certamente ironico (vero?!) nel quale l’autore farà finta di lamentarsi del fatto che il Papa, a favore di telecamere, si inginocchia mentre davanti al santissimo nella liturgia no, segno inequivocabile che per lui l’ostia consacrata non è corpo di Cristo e che quindi siamo in piena ipocrita eresia e che forse è ora di andare a guardare Grande Fratello e… non lo so, invento. Mi sono fermato alla 6° riga. Ma se mi dite di continuare leggo anche la 7°!

Vito Mancuso
Nel suo sito ha pubblicato il pdf di due righe dedicate al libro di terza mano… scusate, a tre mani: “Questo Papa piace troppo”. E poichè gli opposti si attraggono, si toccano e si conoscono pure biblicamente in Italia quando la modalità di gioco è “DaglialPapa ON”, ecco che il Mancuso demolitore di dogmi trova spago nei cosidetti “tradizionalisti tristi” (cit.)
Ma andiamo alle cose serie piuttosto… no, non gli apocrifi spiegati da Mancuso (la vita segreta di Gesù?! oh my…), quanto al dibattito fra lui e Telmo Pievani avvenuto nelle pagine di MicroMega. Il fatto: Telmo Pievani nell’articolo “Con buona pace dei Teologi” apparso su Micromega di Gennaio 2014, se la prende con Mancuso perché quest’ultimo avrebbe citato il biologo  Kauffman estrapolandolo dal contesto e facendo sembrare che questo biologo teorico sia per la visione finalistica della Natura.
Ah, la teleologia, questo tabù moderno… che bello quando non si poteva parlare di tette e culi. Va beh, andiamo avanti.
Telmo dunque non ci sta e spara un articolazzo dove demolisce il Mancuso. Ci farebbe piacere naturalmente se non fosse che fa più danno che altro, visto che il Vito fa buon viso a cattiva sorte e semplicemente ribadisce, nella sua risposta a Pievani, che è inutile fare un articolo di confutazione semplicemente non confutando affatto. Vi giuro che dopo due articoli di Simon sulla filosofia della natura ho dovuto rinunciare anche a leggere Mancuso… mi sembra di essere uno che dopo aver ascoltato una serie di conferenze di dottorato, torna nei banchi delle medie.
E allora per farmi male sono andato a vedere l’indice di ‘sto Micromega di gennaio. Vai!

Micromega, almanacco gennaio 2014
Ovviamente parte il direttore con le presunte strumentalizzazioni della “scienza ad uso filosofico, teologico e ideologico”. Una frase meravigliosa che dimostra come Pievani non sappia cosa sia la scienza filosofica, che fa da sponda alla teologia, e questo a causa della sua ideologia.
Ma non preoccupatevi, ci pensa Rovelli a dire che il principio antropico è una forzatura del reale! L’universo ospita la vita, ma questo non significhi che l’universo è nato per ospitare la vita. Accidenti, ma chi fa questa deduzione filosofica? La scienza non filosofica… Ah, ok. Anche Rovelli si dimostra un grande fisico e uno che in filosofia “va preso con filosofia”.
Ehi… adesso c’è Balbi! Anche lui filosofia zero, ma ha scritto “la musica del Big Bang” accidenti… dimmi un pò Amedeo… L’universo è ordinato? “Non poteva certo essere un caso!” diceva Keplero. “E, invece, è proprio così.” dice lui.
‘Sta presunta musica del Big Bang dunque? Niente… è solo “una cagata pazzesca” (cit. Fantozzi).
Poi, dopo Tattersall (intoccabile se fa il suo lavoro), scatta l’ora della neuroteologia: , Boncinelli (genetista intoccabile se fa il suo lavoro) che parla dell’anima (appunto!), Benini (neurochirurgo intoccabile se fa il suo lavoro) demolisce il libero arbitrio (appunto!!!), Vallortigara (neuroscienziato che non conosco ma certamente intoccabile se fa il suo lavoro) che parla di Kant… ma ci stanno prendendo in giro?!
Scusate, ma Girotto che da psicologo presumibilmente ateo parla dell’ateismo come “alcun segnale di attaccamento a una qualsiasi fede” non rendendosi conto che l’ateismo è in primis una fede (ideologica) e in seconda battuta sono proprio gli atei a parlare continuamente  di Dio, non è una presa in giro?! E il rispolvero di Gurthie?!
Micromega praticamente è una rivista di filosofia metafisica e l’unico filosofo che compare è Daniel Dennett, filosofo per altro demolito dal buon Feser insieme con il suo sodale Hofstadter?!
Ebbasta.

Bussola quotidiana
Riccardo Cascioli ci illustra la buona notizia per Gotti Tedeschi: non ha rubato niente, anzi faceva andare tutto troppo bene. Come diceva Magister che a quanto pare ci ha visto giusto anche questa volta e infatti non manca di dirlo nel suo blog. Sto tornando troppo serio… vado su Mastino!

Papale Papale
E il Papa disse “cazzo”?! Meraviglia, mi ci fiondo! Che è uno scherzo? Ma che ne so, però mi ci voleva per tornare in linea con lo spirito dell’articolo.
Dunque pieno di sfrontata verve mi ributto in quel di internet, ma… accidenti… qualcosina di carino per far sorridere qualcuno?

Questo no, questo no… questo? no…

Come? Naaaa, Suor Cristina no.
Vi aspettavate che commentassi la sua “No one”?
Davvero dovrei parlare di Bussola quotidiana che invita alla prudenza? Fatto Quotidiano spiazzato che piange e urla “complotto, non è giusto, il pallone era mio”? l’UCCR che ringrazia?
Dovrei farne una analisi tecnica da insegnante di canto qual sono? Dovrei demolirla? Salvarla? Lodarla?
Ragazzi, s’è divertita nonostante fosse tesa. Questo l’ha comunicato e questo conta.
No, non che si sia divertita, conta che abbia co-mu-ni-ca-to.
Discorso lungo e questa notiziola non mi fa venir voglia di cominciarlo. Sono snob? No, sono senza tempo ora!
E allora andiamo diretti al…

L’IMPRESCINDIBILE

Le pagine di Don Camillo
Su segnalazione dell’amico Don Camillo non potevo non segnalare come imprescindibile il suo articolo dedicato ad un progetto monumentale. La pubblicazione con scan ad alta risoluzione del Breviarium Romanum bilingue latino e italiano integrale secondo le rubriche Divino afflatu di San Pio X. Leggiamo: “Siamo molto avanti con questa opera, grazie all’aiuto generoso di alcuni sacerdoti e religiosi che si sono prestati a dare il loro apporto e si conta di poter pubblicare il Breviario Romano, Dio piacendo, entro Natale prossimo. Certamente per fare questo lavoro c’è bisogno di tanto lavoro e anche della generosità di qualche sponsor. Parliamo ovviamente di migliaia di euro.
C’è però un lavoro intermedio che è tanto importante quanto urgente e tutti possono contribuire.
Completare il sito divinumofficium.com con la traduzione delle lezioni.”

Concludiamo al solito: avete altre segnalazioni da farci? Beh, i commenti sono aperti; postatele lì senza alcun problema. Grazie!

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40 replies

  1. be’ me consolo, anke te sei po’ sfasato da questioni sofisticate
    cmq Papa ha detto quella parola anzikè caso, 2 volte, inciampo linguistico, forse la sentirà spesso, va be’
    kissà ke inciampi aramaici latinorum, ki insiste, ke svarioni, peggio delle nostre nonnine ke cantavan kissà ke a interpretazione possibile, ne conoscevo alcune, ricordo ke cantavan tantum ergo confondendolo col furmentum e altre ancora sfuggenti ora dopo la kiarezza delle preghiere nel nostro bel idioma italo

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  2. gotti ora fa denuncia x la sua presunta innocenza lesa
    ma come capo gli competeva vigilare credo

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  3. Segnalazioni? Ho avuto la fortuna di “ripescare” un Angelus di San Giovanni Paolo II del 1994 in cui l’indomito santo polacco si spende per la famiglia, arrivando ad affermare che se lui è stato in ospedale (è reduce dal ricovero) ha sofferto ed è mancato per quattro settimane è perchè doveva soffrire per la FAMIGLIA.:

    “E io vorrei che, attraverso Maria, sia espressa oggi la mia gratitudine per questo dono della sofferenza nuovamente collegato con il mese mariano di maggio. Voglio ringraziare per questo dono. Ho capito che è un dono necessario. Il Papa doveva trovarsi al Policlinico Gemelli, doveva essere assente da questa finestra per quattro settimane, quattro Domeniche, doveva soffrire: come ha dovuto soffrire tredici anni fa, così anche quest’anno”

    “bisognava introdurla con la sofferenza, con l’attentato di tredici anni fa e con questo nuovo sacrificio. Perché adesso, perché in questo anno, perché in questo Anno della Famiglia? Appunto perché la famiglia è minacciata, la famiglia è aggredita. Deve essere aggredito il Papa, deve soffrire il Papa, perché ogni famiglia e il mondo vedano che c’è un Vangelo, direi, superiore: il Vangelo della sofferenza, con cui si deve preparare il futuro, il terzo millennio delle famiglie, di ogni famiglia e di tutte le famiglie”

    E alla fine questo straordinario santo che Dio ci ha donato cosa afferma:

    “questo dono della sofferenza lo devo, e ne rendo grazie, alla Vergine Santissima. Capisco che era importante avere questo argomento davanti ai potenti del mondo. Di nuovo devo incontrare questi potenti del mondo e devo parlare. Con quali argomenti? Mi rimane questo argomento della sofferenza. E vorrei dire a loro: capitelo, capite perché il Papa è stato di nuovo in ospedale, di nuovo nella sofferenza, capitelo, ripensatelo!”

    Inteso ragazzi, il papa vuole (voleva) parlare ai potenti del mondo della sofferenza che lui offriva per la famiglia, per difenderla!

    Qui trovate il testo dell’Angelus:
    http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/angelus/1994/documents/hf_jp-ii_ang_19940529_it.html

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    • “il Vangelo della sofferenza, con cui si deve preparare il futuro, il terzo millennio delle famiglie, di ogni famiglia e di tutte le famiglie”: questo Vangelo sì che è comprensione profonda del gioioso mistero della Croce, della Vita e della Carità.
      San Giovanni Paolo II, un Dottore della Chiesa (spero presto).
      Grazie, Ubi!
      In Pace

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  4. Qui il video di questo commovente e realmente profetico Angelus:

    La Chiesa si accinge a Canonizzare Giovanni Paolo II, mentre una parte di essa lavora per gabbarne la Dottrina e vanificare tutti i suoi sforzi in difesa della famiglia.
    Chi può, chi sa, vada a cercare e trovare tutto il suo Magistero, e vi dia il giusto spazio su ogni blog o media che sia.
    Saluti

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  5. Colafemmina rilancia il medesimo Angelus con una elegantissima e meravigliosa sintassi condita dal pessimismo.

    http://www.fidesetforma.com/2014/04/01/famiglia-i-farisei-accidiosi/

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    • Quando la Parola di Dio o l’omelia di un Papa o, in generale, di un pastore produce questi effetti, vuol dire che c’è qualcosa che non va. La Parola di Dio ci è stata donata perchè parli a me, perchè io mi disponga all’ascolto e l’ascolto mi porti alla conversione, dato che tutti siamo in stato di conversione quotidiana per tutta la vita. Invece, nell’articolo segnalato e nei diversi commenti si cela un atteggiamento – per lo meno questa è la mia personale impressione – sbagliato, come se si volesse dire: Come si permette il Papa di dire certe cose a noi che siamo a posto? La Parola di Dio non deve essere letta con lo scopo di giudicare gli altri, ma deve essere spada a doppio taglio che giunge fino al punto più profondo dell’anima perchè possa discernere i pensieri e sentimenti del mio cuore, le mie azioni, ecc. Oppure pensiamo di essere tutti bravi solo per il fatto di esserci etichettati come “cattolici”, quindi, bastano le nostre devozioni le nostre preghiere o le nostre Messe a farci sentire a posto?
      Io ringrazio il Papa non una ma 1000 volte, perchè ogni giorno mi permette di fare un esame di coscienza, dato che io per primo mi sento di essere peccatore o di avere atteggiamenti ipocriti o farisaici. Ringrazio sempre Dio per la sua Parola perchè ogni giorno mi mette in gioco e mi parla perchè io cambi per essere più conforme all’immagine del Figlio suo. Concludo: se quancuno si sente di essere un brava ragazzo superdevoto, lasci perdere la Parola di Dio o le omelie del Papa o di qualunque pastore della Chiesa e non scriva sciocchezze.

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      • concordissimo giuseppe grazie kiarissimo ciao

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        • Il fatto curioso è che alcuni vorrebbero che il Papa facesse il Papa secondo la loro ideologia o la loro visione obsoleta e ormai superata di Chiesa. Invece, quando il Papa spezza il pane quotidiano della Parola per metterci di fronte ad essa e farci specchiare per vedere quanto siamo vicini o lontani da essa, prendono le omelie come rimproveri contro di loro. Forse hanno la coda di paglia? Io non sono un tradizionalista, non condivido il loro modo di pensare, ma mi sento chiamato in causa nelle parole del Papa. E grazie a Dio! Il problema è che è meglio respingerla la Parola di Dio invece di ascoltarla, perchè ascoltarla vorrrebbe dire cambiare abitudini e atteggiamenti sbagliati. Da dove nasce, se no, la loro critica al Concilio Vaticano II? Finisco, altrimenti vado fuori tema. Ciao

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        • traduci minstrel pfg prego scusi tornerò (minaccia ahahaah)

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  6. Ho letto l’articolo di Colafemmina. Lo condivido pienamente, Colafemmina riesce a dire ottimamente ciò che io penso e che sta accadendo. Io sono molto più pessimista di lui, la realtà è quella che abbiamo sotto gli occhi, un papa che sonnecchia sui temi che riguardano la famiglia, che stima come buon teologo quello che fu messo a tacere da Woityla, cardinali che pensano il contrario di quanto deve essere, preti che dottrinalmente sono mine vaganti.
    La spaccatura, la sporchizia, l’eresia, ci sono, non serve invocare il pessimismo .

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    • Veramente squallido e deprimente il tuo post. Soprattutto per la strumentalizzazione della sofferenza e della figura del beato Giovanni Paolo II. Tieni pure il tuo pessimismo e Colafemmina come tuo modello teologico e dottrinale. Ricordati però che quello che secondo te “dovrebbe essere” è fortemente lontano dal Vangelo di Gesù e dalla Parola di Dio: soprattutto abbassa la tua arroganza nei confronti dei cardinali e dei preti che dottrinalmente sono mine vaganti perchè non sei assolutamente in grado di giudicare: lo dice anche oggi Gesù nel Vangelo. Il Padre ha dato il potere di giudicare solo al Figlio non a te e neppure a Colafemmina.
      A riguardo del tema della famiglia oltre che arroganti ed incompenti siete deprimenti nelle vostre lamentazioni. Noi (mi ci metto anch’io, disposto a perderci la faccia) facciamo tantissime cose a favore delle famiglie e le famiglie ci sono riconoscenti (penso che anche Minstrel non possa lamentarsi troppo di quello che la sua “chiesa” fa per la sua famiglia) Certo possiamo sempre fare di più… Tuttavia io non penso che l’unico aiuto da dare alle famiglie sia quello di non dare la comunione ai divorziati risposati oppure quello di burocratizzare sempre più il procedimento (naturalmente a favore degli avvocati e giurisdizionalisti “pseudo cattolici” interessati ad arricchire il loro già consistente conto in banca) con lo strumento giuridico dell'”ANNULLAMENTO” del matrimonio.
      Difendere le famiglie significa lottare perché le famiglie siano sempre più sostenute economicamente (dallo Stato) per svolgere il loro compito. Difendere le famiglie significa offrire gli strumenti psicologici ed educativi perché possano superare le difficoltà della vita. Difendere le famiglie vuol dire offrire loro molti mezzi per procedere e non affondare.
      Ho celebrato qualche centinaio di matrimoni: nella preparazione ho messo in guardia i nubendi rispetto alle dichiarazioni che facevano. Ti assicuro che nessuno aveva dubbi sulla bontà della sua scelta e che tutti erano sinceri nell’escludere l’eventualtà del divorzio: eppure anche tra loro ci sono stati alcuni casi di separazione. Secondo te perché? Per colpa mia? Per colpa loro? Per colpa della società? Ma tanto il vostro squallido impegno non è quello di far qualcosa per superare le difficoltà. Giuridicamente parlando l’unico problema è quello di trovare il colpevole e stabilire la pena che deve raggiugnere anche chi è innocente. Ma la vita non è un telefilm poliziesco e neanche una puntata di CSI: elementare Watson!

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      • Mi auguro il prossimo papa cacci a calci nel culo chi lo merita.
        Faccia il prete (dubito ne sia capace) e si dedichi al confessionale piuttosto che a internet!
        Lavori!

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        • Ragazzi, 1-2-3 e poi un bel respiro e poi ancora 1-2-3 e poi, se l’ira legittima ma non legittimante se n’è andata, scrivete pure.

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        • Ubi humilitas, ibi sapientia.
          Divertente: è proprio così, perché il grado di umiltà e civiltà è direttamente proporzionale alla sapienza e al QI. Tranquillo finché Minstrel mi lascia scrivere, non mi preoccupo. Se dovesse dirmi che non gradisce più la mia presenza io sono pronto a fare le valigie, ma lui mi ha sempre dimostrato la sua fiducia e pazienza.
          Non so chi merita i calci in culo se io o qualcun altro: comunque lunga vita a Papa Francesco! Vedo che voi tradizionalisti siete creativi e innovativi: da un punto evangelico ormai per voi il detto di Gesù é superato. Noi preti e cristiani a contatto col gregge, brutti, sporchi e cattivi dovremo imparare a porgere l’altra chiappa anziché l’altra guancia! Purtroppo per voi, ne abbiamo solo due…
          Sull’andare a confessare, non preoccuparti ci vado fin troppo a tutte le ore. Anzi, secondo me, dovresti preoccuparti perché io dò il perdono a tutti e se non posso glielo faccio dare direttamente da Dio… Chissà quanti accidenti da te, dai tuoi amici e da Caffarra mi prendo… Ma Caffarra non è Dio e neanche il mio vescovo, te e i tuoi amici neppure…

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      • Su una cosa ti do ragione Don, anzi ragionissima: la volontà di due nubendi di guardarsi negli occhi finché morte non li separi!
        Anche io quando feci con mia moglie per qualche anno la “guida materiale/spirituale” degli incontri di Don Giuseppe Belotti (magari lo conosci anche come figura) non ho mai incontrato nessuno che non avesse in sé la volontà di vivere solamente (“per sempre”) con la persona che aveva accanto e che aveva scelto.
        Eppure… eppure voi Don siete in prima linea con situazioni davvero non convenzionali, davvero soggettive.

        Ricordo quando una sera Don Belotti portò ad una conferenza riservata agli “animatori-guide” una ragazza che stava pensando di divorziare dal marito. Quest’utlimo si era ammalato gravemente (non ricordo cosa avesse) e la moglie erano anni che cercava di aiutarlo materialmente e spiritualmente. Eppure lui non accettava la sua condizione e il risultato è che è letteralmente entrato in una depressione impressionante. La moglie ha resistito e ha cercato aiuto PER LUI. Don Belotti (che oltre che Don è psicoterapeuta) li seguiva da un bel pò di tempo e ci ha confidato che ora non vedeva alcuna speranza perché lui stava distruggendo fisicamente e psicologicamente anche lei e aveva davvero bisogno di staccare la spina da una persona completamente da ricostruire (e che in realtà voleva solo lasciarsi morire). E lei che ne parlava con coraggio, ancora ci credeva, ma davvero cercava di “salvarsi”
        Eh… è stata una “bella” botta quella serata…

        Detto questo non è che mi considero un mezzo santo perché il mio matrimonio sta continuando fra alti e bassi (piuttosto considero una santa tutta intera mia moglie…) e dunque nel dibattito del Sinodo posso additare a peccatori chiunque non la pensi come Caffarra e nel contempo pensare che Kasper voglia distruggere la Chiesa su ordine della Legione del male.
        Semplicemente cerco di seguire l’unica strada possibile per noi laici di discussione in foro esterno: la logica della continuità.

        Croce-via è sempre a disposizione per eventuali tue riflessioni, Don.

        PS: Avrete notato che non ho immesso nel blog la risposta che il prof. Grillo ha dato alle mie domande. Non perché me ne sia dimenticato, ma perché il mio intimo desiderio è riprendere le fila del discorso con un post ad hoc, ma il tempo in questo periodo è quello che è…

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        • @Minstrel
          I miei “ragionamenti” sono sempre pronti, anche se aspetto un momento più tranquillo per esprimerli. Mi spiace ancora una volta di non essere esperto di logica o fisica teoretica perché non ho avuto modo di approfondirla e quindi di non poter dare un seppur minimo contributo. Da un punto di vista esegetico e teologico me ne intendo un po’ di più e quindi è un po’ difficile prendermi per il naso… (ho usato troppi francesismi nel post precedente e quindi mi astengo dallo scrivere certe parole 😉 )

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  7. Benché compartisca totalmente con l’intervento qui sopra del caro Ubi humilitas in referenza a San Giovanni Paolo II, dissentisco totalmente rispetto alla sia “difesa” della presa di posizione di Francesco Colafemmina citata in questo thread da Minstrel.

    Per cominciare, molto francamente non capisco perché Francesco C. ed i suoi compagni pensiero abbiano pensato che quell’omelia di Papa Francesco si riferisca a loro specificamente. Ho notato che spessissimo quando il Santo Padre insegna come il Cristo e gli Apostoli ed i Padri della Chiesa ed i sacerdoti ed i Santi Curati di Ars insegnarono, chi si identifica a certe correnti filo tradi-protestanti, crede che si parla di loro in quanto “categoria” specifica.

    Questo sentimento soggettivo di corporativismo nei peccati denunciati dal Santo Padre è interessante: i meccanismi socio-psicologici in azione potrebbero essere oggetto di uno studio accademico. Ma perché costoro pensano sempre che il Santo Padre si riferisce a loro? Hanno una mentalità di ghetto? Si sanno peccatori e particolarmente commettenti quei peccati lì?

    Personalmente quando leggo il Santo Padre, quel che ci dice lo applico in primis a me stesso, in quanto persona e non mi verrebbe mai in mente di applicarlo ad una categoria del popolo di Dio in quanto tale, anzi troverei che applicare quelle parole ad una categoria di persone, della quale farei parte, sarebbe come sdoganarmi dalla mia responsabilità personale per dato peccato.

    Se ascolto un’omelia dove si dice alla congregazione di non rubare, non mi verrebbe mai in mente di dire, ma perché questo oratore pensa che in questa parrocchia siamo tutti ladri. Anche se mi debbo di guardare in fondo a me stesso ai miei tanti latrocini personali.

    Vediamo ancora un’altro elemento, alla fine della stessa omelia il Santo Padre ci fa notare con profondità che il Cristo prima guarisce eppoi di non peccare. Ovviamente non si può interpretare questa specifica successione temporale senza tenere conto di duemila anni di insegnamento al soggetto in particolare dei Padri della Chiesa e dei grandi Santi, ma qui il Santo Padre ci chiede chiaramente, a me in particolare, e ad ognuno di noi, cosa facciamo nella vita quotidiana per guarire gli altri e lasciarci guarire dagli altri, cioè incontrare Cristo per davvero. Incontrare Cristo può salvare o condannare, in quanto può essere occasione da parte di ognuno di noi di fuggita e di incancrenimento nel peccato o al contrario di redenzione e di uscita dalla situazione peccaminosa e di allontanamento da Dio. Non dice il Santo Padre di fregarcene del peccato, ma ci dice che per aiutare chi sono nel peccato bisogna prima guarirli dalle loro ferite e malattie. Vedere altro nell’omelia del Vicario di Cristo è voler piegare la realtà alle proprie ideologie, codeste essendo tutto salvo che cristiane.

    In Pace

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  8. Sulla nozione di Chiesa come ospedale da campo che di nuovo appare nella stessa omelia, avrei un paio di riflessioni.

    La medicina in tempo di pace è molto differente di quella di un campo di battaglia: tutti coloro che sono o sono stati militari ben lo sanno ed in quanto svizzero ho questo privilegio.

    In tempo di pace, la priorità va a colui che è il più in pericolo di vita o di perdere membra importanti: ci si occupa più del ferito silente che sta tanto male e che non può più esprimersi che di quello che ha abbastanza energia vitale per urlare , ma alla fine tutti saranno medicati.

    Nell’ospedale da campo ( di battaglia) si fa esattamente il contrario: ci si occupa per primo dei feriti che possono essere rimessi in piedi al più presto, in quanto medicarli costerà molto meno e saranno rapidamente rimessi al combattimento senza essere un peso umano e logistico troppo importante. Invece, chi è in uno stato troppo grave o in rischio di morte può anche non essere medicato per niente e comunque passa in ultima priorità o gli si manda un prete cattolico se ce n’è uno per l’estrema unzione.

    Cosa ci vuol dire il Santo Padre? Che nella Chiesa non ci occupiamo di chi è in situazioni troppo gravi? Che ci occupiamo solo di chi è ragionevolmente salvabile? Ma è questo cristianesimo? O forse il Santo Padre sta cambiando la religione cattolica, come insinuerebbero i tradi-protestanti?

    O più semplicemente il Santo Padre vive la virtù di speranza così intensamente che è convinto che non c^è nessun ferito sul campo di battaglia che sia così male che non possa essere medicato in questo ospedale da campo con un po’ di senso dell’urgenza e molta carità?

    In Pace

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    • Sembrerebbe che ci sia una certa sintonia tra Papa Francesco ed il vostro umile servitore: oggi all’udienza del mercoledì ( vedere articolo su Vatican Insider ) ha affermato che per salvare un matrimonio non ci vogliono i caschi blu .

      Altre due frasi magnifiche del Santo Padre che confermano quel che la Chiesa e noi stessi nel nostro piccolissimo non abbiamo mai cessato di ripetere:

      “L’immagine di Dio è la coppia matrimoniale, è l’uomo e la donna, tutti e due, non soltanto il maschio, l’uomo, non soltanto la donna, no: tutti e due. E questa è l’immagine di Dio, e l’amore, l’alleanza di Dio con noi è lì, è rappresentata in quell’alleanza fra l’uomo e la donna. E questo è molto bello, è molto bello! Siamo creati per amare, come riflesso di Dio e del suo amore. E nell’unione coniugale l’uomo e la donna realizzano questa vocazione nel segno della reciprocità e della comunione di vita piena e definitiva”

      “Il vero legame – ha detto ancora il Papa argentino parlando a braccio – è sempre col Signore”

      In Pace

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      • Sarebbe interessante leggere attentamente la catechesi di Papa Francesco tenuta questa mattina. Mi fido di Tornielli e purtroppo per impegni non ho potuto seguire in diretta questo momento.
        In effetti ho compreso che la questione non può essere ricondotta al prego, grazie, scusa, come si vuol far credere. Ciò che è importante è il fondamento teologico, morale e pastorale a cui si allude e che fa riferimento a Genesi 1 e a Genesi 2. Se le novità sostanziali che intravvedo saranno confermate faccio davvero salti di gioia! Queste novità saranno una valida base di discussione ed un incoraggiamento molto grande per il Sinodo sulla famiglia. Preferisco però aspettare e trovare il modo di leggere con calma. La mia speranza di non prendere qualche cantonata e che non si innalzi un polverone. Da parte dei tradizionalisti è stato facile sparare le loro cannonate contro Kasper. Più difficile sarebbe sparare contro il Papa… 😉

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        • Questo suo post mi ricorda quello nel quale, forse un po’ ingenuamente, ha scritto su questo blog “tanto lo so che il Papa e’ con noi”. Vedremo, lei nel frattempo puo’ se vuole continuare con il suo dire e non dire che, francamente, e’ cosa che non mi pare bella: puo’ pero’ anche darsi che alla fine, per usare il suo linguaggio, sia il papa stesso a “sparare le cannonate contro Kasper”, almeno nei fatti. Per il resto, io quando vedo chiedere “novita’ sostanziali”, sia “da destra” che “da sinistra”, ho dei brividi lungo la schiena.

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          • lei nel frattempo puo’ se vuole continuare con il suo dire e non dire

            Scusa… (alla Papa Francesco) in questo gioco non sono molto abile

            Però, dai, permettimi un aiutino…
            http://www.cercoiltuovolto.it/2014/vaticano/papa-francesco-udienza-generale-2-aprile-2014-in-mp3-video/

            Ha “dimenticato” una frase…

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          • A me piace questo sottolineare del Santo Padre che il Matrimonio è proprio una Vocazione ed una Missione e questo è qualcosa sul quale abbiamo molto insistito: questo è cercare di affrontare la problematica per quella via “teologica” alta nella quale intravvediamo soluzioni possibili a molti problemi in fedeltà alla Tradizione.

            “San Paolo, nella Lettera agli Efesini, mette in risalto che negli sposi cristiani si riflette un mistero grande: il rapporto instaurato da Cristo con la Chiesa, un rapporto nuziale (cfr Ef 5,21-33). La Chiesa è la sposa di Cristo. Questo è il rapporto. Questo significa che il Matrimonio risponde a una vocazione specifica e deve essere considerato come una consacrazione (cfr Gaudium et spes, 48; Familiaris consortio, 56). E’ una consacrazione: l’uomo e la donna sono consacrati nel loro amore. Gli sposi infatti, in forza del Sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione , perché possano rendere visibile, a partire dalle cose semplici, ordinarie, l’amore con cui Cristo ama la sua Chiesa, continuando a donare la vita per lei, nella fedeltà e nel servizio.”

            In Pace

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          • Non è che quando un Papa ridice ribadisce le cose debba essere MAGNIFICO.

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          • Il testo l’avevo letto.

            Che lei sia abile o meno in questo “gioco” non lo so, so pero’ che e’ quel che fa di solito, commento di cui sopra incluso. A me non piace, ma veda lei.

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          • Ammetto che hai ragione: forse mi conviene parlare chiaramente, oppure non scrivere. Certo che non è facile: un po’ perché sono “timido”, un po’ perché c’è sempre il rischio di sollevare un “polverone” non costruttivo ed inutile dato che comunque il Sinodo avviene tra un po’ di mesi ed in altro luogo. Prometto (davvero) che al di là di messe, via crucis, catechesi, confessioni entro mezzanotte un commento sulle parole del Papa di mercoledì lo faccio…

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  9. mi piace il suo nik contiene umilitas ma non so dove vederla
    caro don Manuel son con te
    son li’ solo per giudicare mi pare proprio
    viva PAPA FRANCESCO

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  10. parlare del prossimo papa augurandosi (loro) ke l’odierno Papa svanisca è una vergogna e mi stupisce ke non rikiamate sto tizio ke mio avviso non ha ne’ umiltà nè tanto meno sapienza
    ke cacci a calci nel b gli odierni sacerdoti kiesa ke non usan soggoli pizzi e fariseismi
    delirium soliti, ma come potete cercare mansuetizzarli quando invitan altri a lavorare loro stan solo a criticare mi pare ki si sporca le mani, ki è molto + concreto nella prossimità con tutti non solo con la loro setta farisaica

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  11. Grazie per la bella segnalazione! Speriamo che questo progetto vada in porto!

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