Scisma in vista : prime scaramuccie statistiche

Fumosità dottrinale delle Conferenze Episcopali Svizzere e Tedesche

Fumosità dottrinale delle Conferenze Episcopali Svizzere e Tedesche

Abbiamo già denunciato in un post precedente il rischio di profondo scisma nella Chiesa che le questioni circa il matrimonio, il divorzio, le unioni contro-natura di persone dello stesso sesso potrebbero comportare durante e dopo la celebrazione dei prossimi due sinodi indetti da Papa Francesco.

In quel post avevamo ricordato che il cesaropapismo moderno si esprime attraverso la cosiddetta opinione popolare sia essa reale o manipolata, la quale non ha nulla a che vedere con il sentire cum Ecclesia o il sensus fidei del popolo di Dio.

In un suo articolo su Vatican Insider Giacomo Galeazzi, ci riporta l’informazione che, circa i questionari sulla famiglia in Isvizzera ed in Germania, si stanno facendo le analisi statistiche delle risposte ottenute e che tali risultati saranno tra poco presentati alle autorità competenti.

Non per caso sono le conferenze episcopali le più ereticheggianti e i cui membri i più ortodossi brillano per la notevole assenza di attributi virili le prime ad avanzare la “pedina” statistica sullo scacchiere dei prossimi Sinodi,  alfine di provare ad influenzare al più presto possibile gli altri partecipanti ed il Santo Padre stesso lungo le loro fumosissime prese di posizione.

Io stesso ho partecipato al questionario messo in linea  per la Conferenza Episcopale Svizzera dalla Diocesi di Sankt Gallen, oltre ad aver partecipato ad altre riunioni, più serie, a livello locale. Queste sono le mie osservazioni:

(1)    Il questionario on-line aveva solo ben poco da vedere colle domande poste nel questionario mandato da Papa Francesco, il quale non permetteva certe divagazioni ed estrapolazioni.

(2)    Il questionario in questione poneva le domande in modo tendenzioso sulla maggioranza dei soggetti, “forzando” un tipo di risposta protestante progressista.

(3)    Non c’era nessun controllo di identità:  l’anonimato in questione non permettendo di verificare né che non ci fossero le stesse persone partecipando più volte, né che queste persone fossero davvero cattoliche o, più semplicemente ancora, che fossero chi dicevano di essere. Una discriminazione per indirizzo I.P. non essendo giustificato in quanto più persone di una stessa famiglia devono poter utilizzare lo stesso computer.

Come conseguenza, il risultato di questa “consultazione” non ha nessun valore statistico e neanche informativo, in quanto l’agenzia in carica di analizzare non avrà nessun modo di controllare il valore delle risposte riportate ed i “tagli” sul campione di risposte, in modo da darne una possibile lettura,  saranno decisioni dell’istituto stesso, cioè una proiezione del loro modo di analizzare i qualche dati ricevuti, senza alcun controllo oggettivo.

A cosa può essere utile tale inchiesta? Essenzialmente come occasione di brainstorming sulle domande “aperte”, mentre assolutamente nessuna utilità sarà riscontrabile dal punto di vista statistico circa le domande “chiuse”. Nuove idee possono però sorgere e, su 25’000 risposte che sono come un “think tank”, alcune possono essere brillanti se coerenti con l’insegnamento della Chiesa in materia di matrimonio , di morale e di pastorale.

Ad esempio, è stato messo in rilievo che c’è un problema di pastorale e di sacramenti per le persone anziane, vedove, che vivono di nuovo l’amore in tarda età ma che non desiderano più “risposarsi” anche per rispetto ai figli e nipotini varî, che non sempre capirebbero questo nuovo amore, per non parlare dei problemi legati ai vari aspetti patrimoniali e di eredità da gestire.

Credo davvero che una lotta tremenda si svolgerà nei prossimi due anni e anche dopo: è un vaso di Pandora che Papa Francesco sta aprendo, ma che si deve aprire con coraggio sapendo che è lo Spirito Santo che guida la Sua Chiesa. Secondo me, però, invece di fare inchieste statistische in-”sensate” , meglio farebbero i cari Vescovi di ascoltare cosa hanno da dire i movimenti serî nei quali la vita cristiana ed il matrimonio è vissuto come un dono dello Spirito e qui mi richiamo di nuovo ai CNC, Opus Dei, Regnum Christi, RnS e tanti altri che sanno cosa una santa via di coppia con tutte le sue problematiche sia in verità.

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica, Sinodi della famiglia

8 replies

  1. credo ke cmq indipendente da eventuali permissivismo, comprensione di kiesa le situazioni ke si vivono son sempre esistite anke se occulte e accettate per i potenti. (caroline, giuliani, berlu, alcuni ke mi sovvengon ) riammessi pubblicamente a sacramenti dati soldi, poteri e prepotenze agite. credo cmq ke della propria coscienza. il libero arbitrio agito personalmente, ove questi rimpasti diciamo portano a serenità felicità vere giuste senza oscurare alcuni se questi ardono ke gli sia permesso compiere azioni assennate e di b senso ove la ritrovata familiarità porti benessere generale sempre co modi sereni e senza eclatanze ke di certo non generano verità

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    • D’altro canto è solo riconoscendoci peccatori e rimettendoci nelle mani del Signore con fiducia che siamo salvati.
      Servirebbe poco una Chiesa che dicesse il permissivismo è cosa buona: se questo fosse il caso, non ci sarebbe bisogno della Misericordia divina.
      Altro è ricordare il nostro peccato affinché possiamo correre contriti nelle braccia del Padre.
      Cristo si è fatto peccato con noi per noi (2Cor 5,21): in fin dei conti, paradossalmente, ma la mistica è sempre paradossale, è proprio nel peccato che Lo incontriamo se solo facciamo lo sforzo di girarci gioiosamente verso di Lui.
      Grazie Lieta.
      In Pace

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      • simon grazie a te.
        dico permissivismo perkè la kiesa purtroppo nel bagaglio degli errori dei suoi gestori dà impressione averlo fatto a volte spesso coi prepotenti.
        mi piace molto il girarsi con gioia verso Dio ke ci ama immensamente.
        il peccato a volte ti avvolge nella solitudine ke abiti perkè non hai trovato risposte anke se ti sei rivolta a tutti.
        non si trovan veri ascoltatori dialoganti.
        mi ha distrutta in maniera definitiva un monsignore della famiglia acquisita, insultante, assurdo, anomalo, insensibile, ex seconda carica della kiesa castrense, per me situazione oscena, scusate sfogo realistico.
        ciao

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        • L’inferno è immensa solitudine e come dici bene il peccato ci condanna alla solitudine: solitudine che non esiste più ormai che è abitata dallo stesso Cristo ed è normale che la Chiesa, Suo Corpo, inabiti questo luogo che è il peccato e le sue conseguenze.
          Questo è quel che ci indica Papa Francesco nei suoi discorsi e negli atti che pone.
          Quanto a quel monsignore mi sa proprio che il Cristo non l’abbia incontrato nella propria vita… sennò saprebbe.
          A presto, cara Lieta.
          In Pace

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  2. Occorre dare tempo a papa Bergoglio. I problemi della chiesa sono enormi. Egli ha un certo decisionismo, sa ascoltare e mette in pratica la regola ignaziana del discernimento la cui pratica è temporalmente lunga. Credo che la divisione nella chiesa possa essere risolta, a tempo e debito, solo con un Sinodo che prenda di petto anche la situazione del rischio scisma.

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  3. Da quanto sappiamo, è in preparazione un Sinodo straordinario, con al centro i temi della famiglia e dell’educazione, che durerà due anni e nella seconda parte (2015) sarà chiamato ad assumere decisioni con metodo, appunto, sinodale e in unione col Vescovo di Roma. E’ un po’ l’equivalente di un Concilio ecumenico “a tema” e questo sarà reso possibile dalla riforma della stessa Istituzione sinodale permanente, già creata dal Concilio Ecumenico del secolo scorso, nei sensi in via di elaborazione da parte del Papa e del Consilium degli otto Cardinali recentemente costituito.
    A fianco di tale evento, e in un clima di forte rilancio del cammino ecumenico nella Cristianità, il Patriarca di Costantinopoli accelera sulla preparazione di un Sinodo panortodosso o “Grande Concilio” anch’esso nel 2015, nelle cui intenzioni sembra esservi la ricerca di soluzioni ai “problemi che assillano la presenza ortodossa nel tempo presente” e l’apertura a una rinnovata presenza nella storia simile a quella che l’Ecumene cattolico si è data col Vaticano II.
    http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/31104/

    In questo orizzonte, dubito che possano darsi nuovi scismi dalla parte di quei settori incerti non ancora guariti dalla malattia della “crisi post-conciliare” che è chiaramente all’epilogo coi pontificati di Benedetto XVI e con quello attuale di Francesco. L’unico scisma verificatosi è stato quello di Lefebvre su cui ogni cosa è stata chiarita e restano solo i provvedimenti definitivi a tempo debito.
    Per il resto, le varie “apostasie” di fatto e inquietudini ereticali, presenti soprattutto in alcune aree europee ed occidentali, per quanto estese possano essere, non hanno attitudine scismatica e secondo me possono in grandissima parte essere recuperate. In ogni caso non sono in grado di ostacolare i progressi e il rilanciodell’evangelizzazione in corso nella Chiesa Cattolica e nell’insieme della Cristianità.

    I catastrofismi non hanno nessuna giustificazione, spesso sono legati a problemi personali. Le chiarificazioni dottrinali-canoniche-disciplinari del prossimo cruciale Sinodo serviranno piuttosto a rinsaldare tutto il Popolo di Dio nella Fede.

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    • Sul fondo concordo: alla fine (checché “fine” voglia dire) la Chiesa ne uscirà rinvigorita.
      Ma che ci sia una lotta non può essere messo in dubbio e dobbiamo salire al fronte, sul web, ma ancora di più nelle realtà locali concrete nelle quali la Provvidenza ci ha innescato.
      Faccio fiducia alla saggezza plurisecolare della Chiesa per ri-assorbire, alla lunga, chi si è allontanato. Nella mia Svizzera, c’è un villaggio di montagna nella Svizzera tedesca profonda dipendente dalla diocesi di Coïra: dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione e dopo il CV I rifiutarono di avere un sacerdote nella parrocchia che credesse all’Immacolata Concezione e all’infallibilità del Papa e trovarono nel (per loro) lontano cantone di Lucerna, diocesi di Basilea ( già allora…) un sacerdote secondo i loro desideri e la borghesia accettò di avere tale sacerdote a condizione che mai facesse un insegnamento qualunque sulla Vergine ed il Papa. Il vescovo di Coïra, suo malgrado accettò e per ben 30 anni mai un sermone fu fatto in onere della Vergine Santissima e del Papa. Quando tale sacerdote venne a morire, le lotte ideologiche erano spente e al vescovo successivo fu possibile mettere un sacerdote “normale” in quel villaggio, che nei 50-60 anni seguenti fu un crogiolo inesauribile di tante vocazioni sacerdotali e religiose specialmente missionarie.
      I tempi della Chiesa non sono i nostri.
      Grazie.
      In Pace

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