Frati dell’Immacolata: una risposta a Campari e Chiesa e Post Concilio

Have a drink and… relax!

Con questo post desidero semplicemente dire la mia su alcuni articoli apparsi in questi giorni su Chiesa e post Concilio e su Messa in Latino. Due i motivi:
1)  rispondere ad alcune questioni che ivi si sollevano
2) sottlineare ai nostri lettori la differenza che riscontro in tali articoli nei toni e nei modi. Differenza che, ci pare e potremmo sbagliarci, dipendere solo da una premessa: gli articoli in questione sono nati DOPO una eventuale lettura e presa in considerazione dei nostri posts o SENZA questa previa lettura.
Pecchiamo di immodestia? Può anche darsi, basta che argomentiate questo parere e noi lo accetteremo.

In breve: gli articoli che richiama Mic in prima dedicati ai Frati dell’Immacolata mi paiono scritti senza una previa lettura dei nostri post dedicati. Non è obbligatorio, ma se si fossero letti si capirebbe che quanto viene riposto in quegli articoli non è nulla di così originale. C’è qualcosa di non chiaro o sbagliato negli articoli apparsi su Croce-via? Li si citi, come ora sto per fare io, e li si confuti.

Oppure si faccia come MiL. L’autoredel post dedicato all’intervista del Papa (un certo DR) si propone con due premesse che paiono (parola scelta non a caso) rigorose e rispettose dei canoni che spesso citiamo e che chiedemmo a Mic stessa per un dialogo.

Da queste due differenti premesse è ovvio che la risposta agli articoli apparsi su Campari   (citato da Mic) e la successiva proposta del lettore di Mic saranno di spessore minimo perché spesso si ripeterà il già detto o si richiameranno post qui presenti, chiedo venia.
La riflessione sulla risposta di MiL tenderà ad essere invece di spessore maggiore e per tanto abbisognerà di post a parte, successivo al presente.
Cercherò in entrambi i casi di essere breve e chiaro ben sapendo che i miei limiti sono la prolissità e gli svarioni grammaticali.

Il nuovo corso dei Francescani dell’Immacolata, tra bugie, reticenze e svarioni mediatici
Ovvero dalla storia platonica al nessuno omerico.

L’incipit è perfettamente emblematico di un modo di pensare la storia che ritengo infausto. Si appalesa fin da subito che l’autore riveda nel passato non una storia che si è data e che mai si ripeterà, dalla quale si può imparare previo convincimento che è soprattutto l’ideologia dello storico a “creare” ciò che viene chiamata storia, bensì vede nel passato un’ideale fulgido e imparagonabile alla corruzione presente nella storia contemporanea. Un’idea platonica di “storia” che è davvero difficile da sdradicare, almeno quanto la sua parallela idea platonica di “tradizione” che spesso si accompagna la prima.

Come altrimenti definire lo stile filosofico di chi si pone di fronte alla realtà di oggi e scrive che “Forse mai si è avuta una prova così evidente di come nella Chiesa si mescolino componente divina e umana, grazia e mondanità, santità e peccato, come nella vicenda riguardante i Frati Francescani dell’Immacolata.”? Con le premesse metodologiche di rilettura platonica della storia proprie dell’autore (che non cita ma si possono evincere) allora si può dire senza timor di essere smentiti che TUTTA la storia della Chiesa può essere considerata la storia di questa evidenza! Ed è la logica ad imporcelo! Inutile stare a fare esempi su Borgia o chi per lui perché soggettivamente ognuno di noi può permettersi di scrivere questa frase in base alla propria conoscenza storica e alla propria “ideologia”, cioè in questo caso alla propria idealizzazione della storia del soggetto “Chiesa”
Qui insomma si è cercato un incipit potente, ma a spese della storia e del suo possibile statuto scientifico. Capisco la volontà omiletica che spinge ad un incipit “sopra le righe”, ma attenzione a non cadere da queste altezze…
Eppure l’incipit è perfettamente in tema poiché in fondo l’intero articolo a me appare come una rilettura dei dati in possesso di tutti sulla base di una precisa idea platonica, questa: “Personalmente non ho contatti diretti con l’Ordine e non sono in grado di garantire da quale parte penda la bilancia, anche se per onestà intellettuale devo confessare che diversi collaboratori di questo blog hanno valutato in maniera molto critica il commissariamento. L’unica cosa sulla quale mi sentirei di mettere la mano sul fuoco è l’assoluta santità di vita e buona fede di padre Manelli e dei suoi più stretti collaboratori.”
Ecco una bella differenza con quanto invece abbiamo sempre detto da me qui: io non ho contatti diretti con nessuno e pertanto la mano sul fuoco non la metto per nessuno.
I dati che quindi enumera l’autore sono riletti alla luce di questa “mano sul fuoco” la quale, visto che l’autore non ha “contatti diretti con l’Ordine” (esattamente come il sottoscritto!), in teoria non può sapere se tale mano stia bruciando o meno ne tanto meno può chiedere a me questa informazione.
Cito alcune frasi per farvi capire come si possono rileggere i dati, magari inconsapevolmente:

“A queste accuse si è risposto che le scelte operate negli ultimi anni dai capi dell’Ordine, specie quella di dare grande spazio al Rito antico e di abbracciare una sensibilità “tradizionalista”, hanno suscitato disagio e divisioni.”

In primis chi ha risposto così? Cioè alle accuse dei blogs chi ha risposto? E ancora: a me pare invece che ora molti blogs tradizionalisti spingano a riconoscere che la cosidetta “messa di sempre” centri poco o nulla (Cfr. Fides et forma, finale di post). A questa frase segue questa:

“Legittimo sarebbe, dunque, l’intervento delle autorità romane”.

NO! Non è legittimo l’intervento della Curia perché si sa CON CERTEZZA CHE “le scelte operate negli ultimi anni dai capi dell’Ordine, specie quella di dare grande spazio al Rito antico e di abbracciare una sensibilità “tradizionalista”, hanno suscitato disagio e divisioni”, ma perché la Curia agisce SEMPRE LECITAMENTE e legittimamente in questi interventi poiché è l’unica legittimata a farlo!
Abbiamo già un mister, signori, tocca a lui decidere chi gioca e chi sta in panchina.
Fine del cinema!

Sul gioco delle percentuali già si è riflettuto. Leggere please.

Quanto alla firma di Padre Bruno sulla lettera in cui si contestava la Visita apostolica,l’autore prima – bene o male – presenta i fatti:

“tra i firmatari vi era anche padre Bruno! Insomma, a maggio l’attuale Segretario Generale era d’accordo con padre Manelli e gli altri nel denunciare le mancanze del Visitatore, oggi invece è diventato l’uomo di fiducia del Commissario”.

E nel corso della stessa frase ne formula un giudizio secco:

“e sputa nel piatto in cui ha mangiato fino a ieri.”

No! Non si può esprimere un giudizio simile se si è estranei all’ordine perché la logica della testimonianza vuole che se il diretto interessato espone le sue motivazioni quelle divengano le motivazioni principali e altre deduzioni divengano teorie del complotto poco probabili (cioè senza prove dirette). Questo impone la logica. Parlare di un Padre Bruno che sputa nel piatto è “ideo/logica“, cioè fare scelta di campo. Ad esempio con la stessa scelta di “ideo/logica” posso dedurre gratuitamente che Padre Bruno era chiaramente sotto un giogo più pesante di lui che lo obbligava a scelte da lui non condivise e che magari l’intero modus operandi dei capi FI era il soppruso e che…

Vi rendete conto tutti che queste mie affermazioni sono deduzioni gratuite,non provabili, offensive del nome di Padre Manelli e per giunta senza riscontri diretti? ma la differenza fra queste mie e quelle che girano oggi in rete dove sarebbe?

E ancora: come può una persona che è esterna all’Istituto dire che Padre Bruno si è dimostrata una figura sconsigliabile atta ad “incarichi di responsabilità all’interno dell’Ordine, specie in una fase così delicata.”? Da una deduzione gratuita (cioè Padre Bruno “sputa nel piatto dove mangia”) possiamo quindi dedurre di conoscere Padre Bruno e il modus operandi a menadito?
Come posso anche solo pensarlo? Boh, io non conosco nessuno per cui DEVO impormi di fidarmi, punto! Questo significa “non conoscere nessuno” e cercare di essere al di sopra delle parti.

Ma è forse “fidarsi” scrivere

“Il Commissario apostolico, padre Fidenzio Volpi, non ha evidentemente posto mente a tutto ciò.”

facendo così il “mister della domenica dopo”? Fare “il mister” è sport molto gradito in Italia come si sa ed è uno sport che ha due premesse: 1) una imprescindibile: la presunzione di essere gli unici ad aver chiaro tutto lo scibile di un argomento 2) una preferibile: l’uso del “senno di poi”.
Qui infatti si presuppone che Padre Volpi non abbia visto quella lettera con la firma di Padre Bruno o se l’ha vista non gli abbia dato peso oppure Volpi ha scoperto che Bruno è un ottimo doppiogiochista…
Siamo sempre qui: ma come si fa a pensare che l’acume dell’intelletto e la volontà di fare il bene di un ordine (di cui non si conosce nulla…) sia reperibile solo in sé stessi e non nelle persone implicate in prima linea nel problema?
Ed è ovvia questa sfiducia perché si respira dalla prima all’ultima riga.

E non è un modo dire! Leggiamo l’ultima riga che è summa di quanto volevo scrivere: “Un Ordine che fino a qualche mese fa era uno straordinario esempio di virtù cristiane sta precipitando nel ridicolo e nessuno sembra avere voglia di porvi rimedio.”
Cioè? Cioè fino a qualche mese fa questo Istituto (sconosciuto) era esempio di virtù “straordinario” (ideale platonico) e, ora che c’è un Commissario, NESSUNO sempre porre rimedio.
Il Commissario legittimato da l’unica autorità legittimata a legittimarlo è “nessuno”?
Alla faccia del ritorno alla classicità: da Platone ad Omero, senza passare dal via.

Crisi dei Francescani dell’Immacolata: una via per la pacificazione
ovvero della guerra continua

Ed è per i motivi che si evincono sopra che la via per la pacificazione proposta da un lettore di Mic ci appare per ora improponibile:
1 – deriva da deduzioni gratuite (cioè non provabili per ora) per le quali l’ordine non aveva alcun problema prima del Commissariamento e pertanto si pensa tutto sia risolvibile dividendolo in due: da una parte i Frati che vengono chiamati “dissidenti” – chiamati così da chi palesemente li invita a staccarsi e farsi il loro Ordine personale aperto alla piaga del modernismo – e quelli fedeli a Manelli e alla sua linea.
2 – totalmente inadeguata in questo momento storico poiché porterebbe alla competizione assurda i fedeli ai due ordini, competizione assolutamente esclusa dal “sentire cum ecclesia” ! Competizione che, guarda caso, già pare voluta da alcuni blog che si augurano la “separazione del loglio dal grano”.

Cosa bisogna fare? Personalmente non vedo altra strada se non questa:

ASPETTARE a formulare giudizi e parlare dei dati in possesso con PRUDENZA!

Basta deduzioni gratuite e riletture di dati che escono alla rinfusa. Facciamo silenzio e vedrete che anche il faccialibro dei Frati sarà meno propenso a muover guerra mediatica gratuita.

Il post successivo dedicato all’articolo di MiL tratterà, Deo gratia, di un altro argomento: l’intervista a Papa Francesco di Padre Spadaro.
L’autore scrive con toni pacati e con una premessa metodologica che permette una controanalisi lucida e un dibattito sereno.
Grazie DR, chiunque tu sia!

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Categorie:Risposte a critiche web

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3 replies

  1. Il blog C&PC chiama a sé solo persone che stanno male nella loro pelle e nella loro loro pelle cattolica.
    Nell’altro post parlavamo di “dati incarnati” per avere un’informazione: se si è male nella propria pelle allora l””informazione” è male incarnata… anzi , proprio non ce n’è.
    Non c’è logica che tiene, il bicchiere sarà sempre mezzo vuoto: non si può incamminnarsi con uno sguardo giusto se non si ama il reale!
    Infatti, lo scettico non ama il reale e non costruisce mai niente
    In Pace

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  2. Scusate l’interruzione, ho continuato a leggervi piacevolmente, ma forse solo ora riesco a connettere e far funzionare i neutroni non ad intermittenza…. Ci spero…Ho letto i vari post e commenti da Mic sui F.I. e su papa Francesco, che viene regolarmente illazionato, giudicato quasi un incapace e confusionario ecc.ecc. Non ho resistito e sono intervenuto. Tre commenti e sono stato bloccato! Ho contestato a Mic la sua affermazione :” (La chiesa post conciliare) dice che le religioni sono tutte uguali e che noi non dobbiamo convertire nessuno…” e mi sfida “Sull’enfasi dell’uguaglianza religiosa, mi dimostri che non è vero che molti vescovi e lo stesso papa ha detto che non dobbiamo convertire e, per esempio, che è sufficiente che i musulmani restino dei buoni musulmani… Se insiste le pesco una marea di citazioni specifiche”. Quindi finchè non porto documenti del magistero che lo sconfessino (vescovi e papi che affermano uguaglianza di religioni e non impegno alla conversione) , non verrà pubblicato alcun mio commento, né accettato alcuna controdeduzione di lettori a me indirizzata. Inutilmente ho citato papa Francesco che invitava i giovani di Rio ad..evangelizzare. Penso di avere le idee chiare sull’argomento e certo che qualche svarione di vescovi e preti ci sia stato, ma documenti di vescovi e papi al riguardo non ne ho. Qualcuno gentilmente mi può dare una mano. Certo, da Mic è dura. Permalosetto… ad essere buoni. E’ spesso tranciante, duro, si blocca sui particolari per libere illazioni, e saccente(non glielo dire perché ti sbrana!) e questo mi indispettisce. Sono bastati tre o quattro commenti successivi di controdeduzioni e contestazioni perché mi rispondesse che la mando in confusione e che vuole non miei pensieri, ma solo del magistero! Per sua fortuna è ben preparata, ma, a mio parere ormai è fuori….quasi irricuperabile. Anch’essa parla di Magistero perenne…. e allora…ciao! Sui F.I credo che si sia esagerato alla grande colà. Mi pare che il famoso questionario abbia dimostrato che per la maggioranza dei frati di fossero veramente dei problemi in quella congregazione. Per qualunque visitatore apostolico è sufficiente , analizzando pure altri dati ed in coscienza , per mettere il commissariamento, senza necessità di alcuna approvazione di maggioranza o minoranza dei frati. In fondo mi pare che le vere problematiche non siano state rivelate e rese pubbliche, giustamente. Il non sentire cum ecclesia è indicativo, ma generico. Qui però si è toccato il VO ed è successo il finimondo. Risultato: la curia è fatta di incompetenti e modernisti! Pur apprezzando i F:I non è meglio andare con i piedi di piombo , lasciare decantare e solo dopo, conosciuto bene il tutto, esprimersi? No, per i Tradizionalisti e contestatori della chiesa post conciliare (in particolare la curia), il piatto era troppo ghiotto.., saluti e grazie.

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