Il Papa Bloggista

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Il nostro Papa Francesco fa il bloggista! Uno scoop! Ovviamente non su un blog, almeno non per ora, ma rispondendo al Sig. Scalfari su un giornale.

Con uno stile che ci piacerebbe vedere più spesso esercitato nei blog cattolici: ovviamente c’è il rischio di trasformare la funzione papale in oracolo astrologico o in consulente in cattolicesimo cortocircuitando l’insegnamento dispensato nella e dalla Chiesa localmente.

Perché il Sig Scalfari chiede al Vescovo di Roma una risposta quando queste domande dovrebbe porle al suo vescovo locale o al suo parrocco o a qualunque cattolico normale?

Constato qui l’erosione dell’autorevolezza delle Chiese locali: ormai non ci si indirizza più ai Santi ma a Dio stesso. Vediamo che le domande ci sono, ma più nessuno ha autorevolezza per rispondervi: a parte il Papa. Eppure le domande del Sig Scalfari sono quelle di tutte le persone che incontriamo ogni giorno, pure ed incluso quel sapore di domande retoriche che non cercano davvero risposte.

Scalfari, indirizzandosi al Papa, ha come firmato il carattere solamente retorico di quelle domande: se avessi risposto io, o il catechista ben formato di turno, o il sacerdote della sua parrocchia, o il suo vescovo chi ci avrebbe fatto caso? Sarebbe stato pubblicato in prima pagina? Chi se ne importa della risposta!  Senza voler giudicare il foro interno, in foro esterno direi…  neanche Scalfari stesso.

La prova? La deformazione data al senso della lettera dallo stesso Scalfari, dimenticando volontariamente che la precedenza  della coscienza nella dottrina cristiana è antica di due millenni e in quella cattolica di  duemila anni .

La reinterpretazione dell’acqua calda che il SIg. Scalfari crede aver riscoperto nella lettera  di Francesco mi fa, onestamente,  ridere a crepapelle.

Mi fanno anche sorridere, d’avanzo, certi ambienti che daranno la colpa a Francesco per la cattiva interpretazione di Eugenio come se il Papa fosse responsabile dell’ignoranza o della malafede altrui.

Non mi preoccupo, sono sicuro che costoro, ben prima di Scalfari, si erano già cimentati da soli e senza il suo aiuto a deformare quel che il Santo Padre aveva scritto.

Benvenuto nella Blogosfera, Santo Padre!

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica

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13 replies

  1. La prima parte mi trova d’accordo. Scalfari inseguiva come suo solito un’icona con caratteristiche cui crede solo lui, non un dialogo. Però la sua reazione alla lettera del Papa è entusiastica e non riesco a vederci quanto meno la sorpresa inaspettata che ha avuto nel vedere quella lettera firmata sul suo tavolo.
    Che poi sia uno che preferisce, come direbbe dafne, il viaggio alla Meta è palese. Uno che ha discusso con Martini ed ancora non ha compreso nulla della dottrina della coscienza cristiana mi fa capire quanto spesso si parli di “dialogo” mentre invece è un “incontro diplomatico fra monologhisti”.

    Scalfari dovrebbe pensare meno a sbandierare incontri con persone che gente come noi avrebbe voluto conoscere, ma non abbiamo avuto questa fortuna, e cominciare a studiare quel che vorrebbe criticare. O imparare.

    Che poi basta poco.
    [audio src="http://didaskaleion.murialdo.org/matcorsi/corsoWeb/11_cw.mp3" /]
    Il Cristiano – la coscienza.
    di e con Don Ottaviano, fondatore della Didaskaleion.

    Resta il fatto, palese, che il Papa ha aperto parlando di sé uno spiraglio nell’anima di Scalfari che ora, pubblicamente, dichiara quanto vorrebbe avere la luce. Signori, se non è un risultato questo.

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  2. Per dire… Odifreddi oggi scrive con fare ad hominem:
    […] E su questa base, Bergoglio pretenderebbe di aver fatto “un tratto di strada insieme al non credente”. In realtà (con la “r” minuscola), ha semplicemente ripetuto una delle prediche da parroco che elargisce ogni giorno a Casa Santa Marta. Buone per coloro che vogliono appunto lasciarsi cullare dalla solita musica del pifferaio magico, ma certo inutili per coloro che vogliano veramente affrontare un discorso ad armi pari su fede e ragione. Per questo, ci vuol altro che un Bergoglio: “Ridateci Ratzinger!”, si potrebbe ben dire.

    Hai paura eh!

    Ovviamente lo scritto è incensato dai tradizionalisti di Chiesa e Post Concilio… 0_0

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    • Come chi sa mentire bene , Odifreddi mischia sempre un po’ di vero: cioè che quel che ha detto il Papa lo sa anche un parroco di campagna, insomma quel che ho detto anch’io….

      E anche tanto falso quando scrive e sottintenderebbe che lui sarebbe uno di quelli che “vogliano veramente affrontare un discorso ad armi pari su fede e ragione” … Ridibundus sum!

      Quanto a C&PC ovvio che si allineano su chi odia la Chiesa…. non ci vedo nessuna sorpresa: semplice conseguenze di anni di libere loro scelte.
      In Pace

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  3. E naturalmente nello stesso blog ribaltano l’interpretazione di Simon sulla lettura di Scalfari dicendo che quello che ha letto Scalfari è l’unica ermeneutica possibile dello scritto (cosa non vera ovviamente) e, dunque, osannando anche lui e il suo savoir faire da “quiproquoquista”…

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    • L’unica interpretazione possibile è di inserire il testo del Santo Padre nella sua culla naturale: la dottrina della Chiesa in queste materie.
      Che ad uno come Scalfari questa idea non lo possa scalfire è comprensibile, ma che questo sia obliato da sedicenti cattolici è proprio vizio incancrenito.
      In Pace

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  4. Magister cita Ratzinger per rispondere a suo modo alla lettura preconcetta (come tutte, come dicevo) e distorta (ahimé) di Scalfari. Le letture son diverse da quelle che citavo io. Questo dimostra di nuovo una continuità fra i due pontefici (e vorrei vedere) e approfondisce le questioni sollevate dalla lettera.

    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/09/12/nel-gentile-cortile-di-la-repubblica/

    Buona lettura.

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    • La continuità tra Francesco e Benedetto è ovviamente stabilita: le due sole cose che cambiano sono lo stile personale e la fortissima capacità manageriale del primo. E’ molto interessante osservare come trasforma il reale intorno a lui secondo la sua visione: si chiama efficacia.
      In Pace

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  5. SCALFARO-PAPISMO
    Con il termine “scalfaro-papismo” si intende l’idea di unire il potere mediatico secolare e il potere spirituale ecclesiastico nella stessa persona.
    Più comunemente, ci si riferisce all’idea di subordinare il potere ecclesiastico-spirituale a quello mediatico-secolare.
    Lo scalfaro-papismo è realizzato quando il potere mediatico-secolare controlla il potere religioso.
    Nella sua forma più estrema, lo scalfaro-papismo è una teoria politico-culturale, o di politica della cultura, nella quale il capo del potere mediatico secolare non è solo il papa di fatto, ma lo è anche di diritto.
    Considerata l’etimologia del primo termine (scuoiatore), si tratta della più attuale modalità mediatica e post-moderna di “far la pelle” ad un’istituzione bimillenaria.
    (da Wikipedia).

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