Fratelli Tutti (I): Valore Magisteriale

Desidero condividere con i nostri benemeriti lettori la nostra analisi della lettera circolare (enciclica) di Sua Santità il Papa Francesco data ad Assisi il 3 del mese corrente il cui originale in italiano è accessibile QUI.

Prima parte: (A) Valutazione del grado di assenso dovuto al documento da parte dei fedeli cattolici; (B) Contesto storico di questa circolare

Seconda parte: Analisi capitolo per capitolo

Terza parte: conclusione riassuntiva e azioni concrete dovute dal cattolico a seguito di questa circolare.

PRIMA PARTE

(A) Valutazione del grado di assenso dovuto al documento da parte dei fedeli cattolici

Per questa valutazione ci riferiremo, non ad opinioni epistemiche personali, ma a quel che la Chiesa ci insegna: ci riferiamo dunque alla Lettera Apostolica Ad Tuendam Fidem di San Giovanni Paolo Magno e all’istruzione della CdF Donum Veritatis di Joseph Card. Ratzinger approvata da San Giovanni Paolo Magno.

La Chiesa Cattolica ci insegna con Santa Perizia che ci sono tre gradi di certezza e di conseguenti dovuti consenso ed obbedienza agli insegnamenti della Gerarchia ecclesiastica: in realtà sono quattro implicitamente, nel senso che ci possono essere insegnamenti che non corrispondono a nessuno di questi tre gradi; anzi, potremmo anche aggiungere, ovviamente artificialmente rispetto a questi documenti, un quinto “anti-grado magisteriale” e cioè insegnamenti che andrebbero da essere formalmente disattesi in linea di principio in quanto contrari ed opposti a quel che la Chiesa insegna.

Questi tre gradi di insegnamento sono stati espressi addirittura anche nei cann. 750 e 752 del Codice di Diritto Canonico:

Can. 750 – § 1. Per fede divina e cattolica sono da credere tutte quelle cose che sono contenute nella parola di Dio scritta o tramandata, vale a dire nell’unico deposito della fede affidato alla Chiesa, e che insieme sono proposte come divinamente rivelate, sia dal magistero solenne della Chiesa, sia dal suo magistero ordinario e universale, ossia quello che è manifestato dalla comune adesione dei fedeli sotto la guida del sacro magistero; di conseguenza tutti sono tenuti a evitare qualsiasi dottrina ad esse contraria.

§ 2. Si devono pure fermamente accogliere e ritenere anche tutte e singole le cose che vengono proposte definitivamente dal magistero della Chiesa circa la fede e i costumi, quelle cioè che sono richieste per custodire santamente ed esporre fedelmente lo stesso deposito della fede; si oppone dunque alla dottrina della Chiesa cattolica chi rifiuta le medesime proposizioni da tenersi definitivamente.

Can. 752 – Non proprio un assenso di fede, ma un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà deve essere prestato alla dottrina, che sia il Sommo Pontefice sia il Collegio dei Vescovi enunciano circa la fede e i costumi, esercitando il magistero autentico, anche se non intendono proclamarla con atto definitivo; i fedeli, perciò, procurino di evitare quello che con essa non concorda.

Ovviamente per quel che non rientra in nessuno di questi due articoli non c’è nessuno obbligo di concordare né di religioso assenso dell’intelletto e della volontà che è richiesto.

Analizzando quindi la lettera circolare Fratelli Tutti dell’attuale Vescovo di Roma dobbiamo quindi valutare a quale grado magisteriale ci riferiamo, in quanto questo determinerà poi la latitudine di analisi che, in quanto cattolici fedeli e veraci, possiamo o dobbiamo averne.

Le domande alle quali rispondere sono quindi le seguenti:

  • Le cose che vi sono insegnate sono “contenute nella parola di Dio scritta o tramandata, vale a dire nell’unico deposito della fede affidato alla Chiesa”?
  • Nello stesso documento ci sono cose che sono proposte definitivamente circa fede e costumi custodendo santamente lo stesso deposito della fede?
  • Nella lettera circolare vi si enuncia una dottrina circa la fede ed i costumi esercitando magistero autentico, cioè in relazione diretta o indiretta con il deposito della fede (anche se non proclamato con atto definitivo)?

Le risposte vanno da essere trovate nel testo stesso della circolare.

Da dove l’ispirazione per questa enciclica è tratta? Dalla meditazione della Parola di Dio, dall’insegnamento del Magistero Autentico da duemila anni in qua (1 e 3)? Dalla preghiera quotidiana dei salmi del breviario (1)? Dal Magistero solenne o ordinario e universale (2 e 3)? Dalla Parola scritta o tramandata (1)? Da una volontà di custodire santamente lo stesso deposito della fede (2)?

Ecco le risposte che lo stesso Santo Padre ci dà nel suo testo:

  • Questo Santo dell’amore fraterno ( San Francesco d’assisi, n.d.r.), della semplicità e della gioia, che mi ha ispirato a scrivere l’Enciclica Laudato si’, nuovamente mi motiva a dedicare questa nuova Enciclica alla fraternità e all’amicizia sociale. Infatti, San Francesco, che si sentiva fratello del sole, del mare e del vento, sapeva di essere ancora più unito a quelli che erano della sua stessa carne. Dappertutto seminò pace e camminò accanto ai poveri, agli abbandonati, ai malati, agli scartati, agli ultimi.
  • Inoltre, se nella redazione della Laudato si’ ho avuto una fonte di ispirazione nel mio fratello Bartolomeo, il Patriarca ortodosso che ha proposto con molta forza la cura del creato, in questo caso mi sono sentito stimolato in modo speciale dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, con il quale mi sono incontrato ad Abu Dhabi per ricordare che Dio «ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro».[5] Non si è trattato di un mero atto diplomatico, bensì di una riflessione compiuta nel dialogo e di un impegno congiunto. Questa Enciclica raccoglie e sviluppa grandi temi esposti in quel Documento che abbiamo firmato insieme. E qui ho anche recepito, con il mio linguaggio, numerosi documenti e lettere che ho ricevuto da tante persone e gruppi di tutto il mondo.
  • Le pagine che seguono non pretendono di riassumere la dottrina sull’amore fraterno, ma si soffermano sulla sua dimensione universale, sulla sua apertura a tutti. Consegno questa Enciclica sociale come un umile apporto alla riflessione
  • Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: «Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato […]. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! […] Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme».[6] Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!

Sua Santità Papa Francesco nell’introduzione alla sua circolare ci dice chiaro e tondo, e molto onestamente, che non soddisfa nessuno dei tre paragrafi dei due articoli del codice canonico citati più sopra: infatti non sono né la Parola di Dio, né l’insegnamento tramandato dal deposito della fede che costituiscono il fondamento del documento, ma la sua relazione con un imam e con un primate ortodosso, la citazione stessa di San Francesco fuori contesto stesso dalle sue ammonizioni essendo giusto un artificio retorico, eppoi, in fine, si è ispirato dalla sua propria autocitazione finale (d).

Di conseguenza, diamo atto e ringraziamo il Santo Padre di lasciarci perfettamente liberi di analizzare e di posizionarci rispetto a questo documento che è, per sua stessa affermazione, semplicemente un suo “nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale”: il Santo Padre ha perfettamente il diritto di avere sogni, ma certamente non quello di imporli alla Chiesa Cattolica.

Di conseguenza non dobbiamo considerare questo documento né verità rivelata, né ne dobbiamo “accogliere e ritenere anche tutte e singole le cose che (vi) vengono proposte”, né dobbiamo prestargli un qualunque religioso ossequio dell’intelletto e della volontà.

In Pace

(Continua con l’analisi del contesto storico)



Categorie:Attualità cattolica

75 replies

  1. c’è anche da dire che l’idea di « fratellanza universale » non è nuova ne’ originale . E’ infatti il grande principio della Massoneria, come obbiettivamente fa rilevare una lettera della Gran Loggia di Spagna che accoglie esultante l’enciclica papale che abbraccia questo principio:
    « 300 anni fa ha visto la nascita della Massoneria Moderna. Il grande principio di questa scuola iniziatica non è cambiato in tre secoli:: la COSTRUZIONE DI UNA FRATELLANZA UNIVERSALE dove gli esseri umani si chiamano fratelli a vicenda al di là dei loro credi specifici, del colore della loro pelle, della loro estrazione sociale , la loro lingua, la loro cultura o la loro nazionalità. Questo SOGNO FRATERNO si è scontrato con il fondamentalismo religioso che, nel caso della Chiesa cattolica, ha portato a testi duri che condannano la tolleranza della Massoneria nel XIX secolo. L’ultima enciclica di Papa Francesco dimostra quanto sia lontana l’attuale Chiesa cattolica dalle sue precedenti posizioni. In « Fratelli Tutti », il Papa abbraccia la Fratellanza Universale, il grande principio della Massoneria Moderna.

    ovviamente il papa non poteva dire nell’enciclica di ispirarsi al principio fondamentale della massoneria ciò non toglie che in effetti la fratellanza universale sia una idea sorta circa 300 anni fa. nei Vangeli e nei primi secoli della civiltà cristiana nessuno parlava di « fratellanza universale » , nessun padre della Chiesa, nessun Concilio, nessun santo, nessun teologo. Cos’ credo neppure Maometto o i suoi seguaci abbiano mai predicato la fratellanza universale . Non parliamo poi degli ebrei , che si vogliono distinguere da tutti gli altri come « popolo scelto ».
    la fratellanza universale è una idea relitivamente moderna ( 1700) illuministra, massonica ed, in ultima analisi, non religiosa.

    infovaticana.com/2020/10/05/los-masones-fratelli-tutti-demuestra-lo-lejos-que-esta-la-actual-iglesia-catolica-de-sus-antiguas-posiciones/

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    • Occhio perché si è tutti uomini per natura UNICA e IMMUTABILE comune a tutti (giusto MenteLibera?) e siamo fratelli perché Dio è Padre di tutti.
      Che i massoni poi scoppiazzino malamente, devastandole, con cazzate queste due verità di realismo e di fede, non demolisce questa affermazione.

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      • Giusto Minstrel. 🙂
        Devo dire che cogli un punto centrale. Se altre dottrine o credi o filosofie sostengono verità uguali (o più spesso simili) a quelle dei cristiani, non è che per questo motivo tali verità cessino di essere vere, in antipatia o dissenso verso queste dottrine.
        Ma in particolare la parola “fratello”….questo soffermarsi su questi termini, sottolineando che siano impropri, cosa nasconde in realtà?
        Cosa comporterebbe praticamente (Giampiero) , analizzando il Vangelo, il fatto che non fossimo tutti fratelli, ma considerassimo fratelli solo i cristiani battezzati?
        Comporterebbe che saremmo autorizzati ad uccidere i non battezzati ? saremmo autorizzati ad offenderli, a lasciarli morire se li vediamo in pericolo, a lasciarli nella malattia e nella fame pur potendo aiutarli? Che quando dicono una cosa giusta dobbiamo dargli torto lo stesso ? Che se un battezzato commette un reato contro di loro non lo dobbiamo punire, perché di lui siamo “fratelli” mentre dell’altro no? Cosa ti da fastidio (Giampiero) nel chiamare fratello un non battezzato ?
        Non mi sembra che il comando sia “ama il prossimo tuo (solo se battezzato) come te stesso”.
        Ora se per noi dal punto di vista concreto non c’è differenza tra un battezzato ed un non battezzato nel doverlo amare in quanto prossimo, che ti cambia se lo chiami fratello ?
        O forse il problema è più profondo…e cioè che NON LO SENTI UGUALE A TE. Non lo senti tuo “prossimo” ?
        In questo caso più che pensare alla massoneria ed alle condanne del passato mi farei un serio esame interiore su cosa mi da fastidio , oggi , della fratellanza.

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      • A me pare che non e’ che i massoni scopiazzino ma che purtroppo il papa cattolico scopiazzi i massoni’.i massoni dicevano questo tre secoli fa. E ,all’ epoca , la Chiesa cattolica non era affatto d’accordo con la » fratellanza universale » e con la triade illuminista  » liberte’ egalite’ fraternite’
        Caro Mistrel o si sbagliava ha Chiesa di allora ( e i papi di allora non erano infallibili?) a condannare massoneria e illuministi o si sbaglia il papa di oggi.La Chiesa cattolica non puo’ prescindere dal principio di non contraddizione: avevano ragione Voltaire e gli altri e torto i papi del ‘700? Allora vuol dire che i papi del 700 non erano infallibili. Dunque non e’ infallibile neppure il papa attuale.

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        • Da ricordare sempre che la missione della Chiesa e’di rendere gloria a Dio e di istillare nell’umanita’ la fede in Cristo. La sua missione non e’ quella di istaurare un governo unico mondiale illuminato o degli « illuminati » .

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          • La missione della Chiesa è pascere le pecorelle di Cristo.
            Dio non ha bisogno della gloria umana, ma sa che attraverso essa l’uomo trae la forza per la fede, e per questo ogni fatto è riferito a sua Gloria, per non dimenticare che tutto viene da Lui.
            Ma non confondere i fini con i mezzi. La missione della Chiesa è salvare le anime, ed il signore ci vuole tutti salvi al punto che ci ha mandato Gesù Cristo.
            Per quanto riguarda poi il governo unico mondiale, che tanto ti fa paura, io direi che Dio non è un politico e neppure un geografo. Le nazioni (di ieri di oggi e di domani) sono una convenzione umana, derivante in buona parte da guerre sanguinose ed in buona parte da confini naturali, che nel tempo hanno contribuito a separare etnie e lingue.
            Ora che con i mezzi moderni (telefono, internet, treni, aerei) questi confini diventano rarefatti e le lingue sempre più si omogenizzano, chi può dire cosa un domani delle nazioni di oggi ? E chi può definire cosa sia “un bene” o “un male” ? Su quale parte del Vangelo c’è scritto che le nazioni dovessero perdurare immutate nei secoli ? Al tempo di Gesù esisteva una immensa chiamata Impero Romano, e Gesù è stato crocefisso proprio da quelli che lo volevano abbattere in nome dell’indipendenza.
            Io vivo nel Lazio, e qui anticamente c’erano gli Etruschi, i Latini i Falisci, i Capenati, i Sabini, gli Ernici, gli Aurunci, gli Equi ed i Volsci. Ora di queste appartenenze resta solo una memoria storica e qualche nomenclatura geografica locale. I discendenti di costoro si definiscono col nome del proprio paese ma quando sentono l’inno italiano a tutti , all’unisono, batte il cuore come se fossero italiani da 10.000 anni, mentre lo sono appena da 200 anni. Tutto è labile, tutto può cambiare.
            Il concetto di predestinazione di questo o quell’individuo o popolo ad un progetto superiore immodificabile è stato accuratamente ampliato e sostenuto da chi, trovandosi in una situazione di privilegio, cercava una giustificazione per averne diritto e mantenerlo.
            La storia conferma l’insussistenza strumentale di tali teorie di comodo, nel momento in cui a seguito di grandi sommosse e rivoluzioni, anche violente, il privilegiato di ieri si è trovato ad essere il bisognoso di oggi, e viceversa, sicché proseguendo logicamente questa teoria, emergerebbe che quelle stesse rivoluzioni siano state volute da Dio, e che pertanto ogni azione o rivoluzione umana sia lecita in quanto persegue la giusta aspirazione di un singolo o di un popolo di ristabilire l’ordine divino, momentaneamente violato.
            La sola cosa quindi che conta è che, alla luce della storia e della promesse del Vangelo, pur con una nazione unica o con 1000 nazioni, la Chiesa proseguirà la sua opera, perché seppur formata da uomini imperfetti essa è perfetta perché Santa.
            E’ inutile infatti credere tutto il Vangelo se si pensa che la Chiesa vada dove il singolo papa o generazione vuole. La Chiesa va dove Dio decide, sia quando si allarga sia quando si restringe, sia quando apparentemente sbaglia sia quando apparentemente fa ciò che ci piace, perché vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole. E bisognerebbe avere un po’ più di fede nella provvidenza, cercando di essere , con la propria vita concreta e quotidiana, strumenti e non ostacolo alla stessa.

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        • Dipende cosa si intende per fratellanza e da dove deriva. Se deriva da un unico Padre da cui l’uomo dipende completamente è un conto, la “fratellanza universale” nella massoneria, che io sappia ma potrei sbagliare (dovremmo sentire Adriano), significa che tutti sono fratelli perché tutti sono massoni…
          quel che volevo chiarire è che dietro i termini uguali ci possono essere significati opposti e non è detto che quelli che richiama Francesco siano quelli sbagliati.
          Detto questo chiudo chiarendo che qualora ci siano degli errori nell’enciclica, il Papa parla da privato dottore e come tale lo tratto (o – nel caso – maltratto).

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          • si ovvio intendevo la fratellanza umana, non quella massonica. Purtroppo a volte ci sono delle ideologie che si impossessano di termini comuni cambiandone il significato.

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          • Probabilmente sbaglio anche io ma da alcune letture e ricordi mi risulta che la fratellanza illuministicamente e massonicamente intesa deriva dalla condizione di nascita e non dall’essere meramente massoni. Cioè siamo fratelli in quanto nati umani.

            Se posso copioincollo un lungo passaggio che spiega meglio di me. Se è troppo cancellate pure il commento.

            “L’acquisizione dell’idea di fratellanza universale come principio “laico” da tutti condiviso, tanto da poter essere sottoscritto e proposto anche dall’ONU e ripetuto in modo scontato nei più vari contesti civili e politici, è relativamente recente, nella lunga storia dell’umanità.

            L’attributo di fratelli designa gli uomini sulla base della loro comune natura umana, acquisita con la stessa nascita. Si è dunque nativamente fratelli. Così si comincerà a pensare, in modo programmatico, nella Rivoluzione francese, durante la quale, la “fraternità”, insieme alla libertà e all’uguaglianza, diverrà la parola d’ordine dei rivoluzionari: tutti sono fratelli in quanto cittadini. Nel Risorgimento italiano l’inno di Mameli, in modo analogo, inizia proprio con l’appellativo “Fratelli d’Italia”, come a dire che tutti gli italiani, per il fatto di essere nati sul suolo patrio, sono fratelli fra di loro.

            Se ci domandiamo da dove sia potuta nascere questa visione, indubbiamente nobile e alta, delle relazioni fra uomini di una stessa nazione, e dilatata, poi, a tutto il genere umano, la risposta non è difficile. Si tratta, né più né meno, che di una secolarizzazione dell’idea cristiana di fraternità. Dopo secoli di “società cristiana”, dove tutti erano battezzati appena nati, e dunque considerati “figli di Dio”, in quanto partecipi della vita del Figlio di Dio fatto uomo, in una società, cioè, nella quale tutti recitavano il Padre Nostro e si professavano cristiani e membri della Chiesa, era ormai naturale da tempo considerare tutti i membri dello stato o del regno come fratelli, perché figli di uno medesimo Padre, anche se appartenenti a ceti sociali spesso molto diversi e distanti fra loro. La qualifica “teologica” di figli di Dio, e dunque quella conseguente di fratelli, era data per scontata. Nell’Europa capillarmente cristianizzata era evidente o comunque implicito pensare chiunque come fratello. Quando l’illuminismo razionalista eclissò la centralità della fede in Gesù Cristo e nella Chiesa, fondandosi su una visione del mondo solo razionale e sostituendo il Dio cristiano col Dio dei filosofi, restò tuttavia il linguaggio e la concezione abituali di una società in cui ci si poteva pensare comunque fratelli.

            C’è però una differenza decisiva tra la fraternità cristiana, di cui il Nuovo Testamento ci dà ampia testimonianza, e questo nuovo spirito di fratellanza universale … L’odierna e laica fratellanza universale, come sopra ricordato, si fonda ormai sulla natura umana, o meglio sull’appartenenza al genere umano, in altre parole, si è fratelli perché già si nasce tali. La concezione biblica e specificamente cristiana, invece, pur affermando che ogni essere umano è immagine e somiglianza di Dio, e dunque dotato di pari dignità e valore, considera l’essere fratelli non come una condizione originaria, che appartiene per natura a ogni creatura umana, ma una condizione da acquisire. Infatti, la fraternità cristiana – che si realizza nella Chiesa – è composta da tutti coloro che, attraverso la fede in Gesù e il battesimo in acqua e Spirito Santo, sono diventati figli di Dio.

            In altre parole, secondo il linguaggio del Nuovo Testamento, fratelli in senso vero e proprio lo si può essere solo se prima si rinasce come figli di Dio, diventando capaci di chiamarlo Padre, come Gesù. E’ perciò importante comprendere che, secondo il linguaggio neotestamentario, che è il linguaggio della fede cristiana, gli uomini non sono considerati figli di Dio, e dunque fratelli fra di loro, per nascita, ma per adozione, attraverso l’inserimento in Cristo. Come scrive S. Paolo: «voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà! Padre!» (Rm 8,15). Lo stesso concetto viene così ribadito con altri termini: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli» (Gal 4,4-5).

            È dunque in gioco una rinascita, o una seconda nascita, quella di cui parla Gesù a Nicodemo …
            Dunque, figli di Dio non si nasce, ma lo si diventa credendo in Gesù e ricevendo i suoi sacramenti, per opera dello Spirito Santo. Perciò, il legame fraterno che nasce fra i cristiani riposa su questo essere diventati figli nel Figlio, è un divenire fratelli perché generati dal Padre.

            Sotto questa luce si può comprendere perché nella lingua della fede cristiana non è usuale affermare che tutti gli uomini sono figli di Dio.
            Non si riscontrano nel Nuovo Testamento tracce di una concezione di Dio come “padre di tutti o di tutto”. Egli è sì il Dio di tutti, ma Padre, in senso proprio, di coloro che egli rigenera per mezzo della fede in Cristo. «L’essere figlio (di Dio) non è dato per via naturale, ma si fonda sulla dilezione paterna di Dio, la sola che dona la possibilità di obbedire e, con essa, la condizione di figli»[2]. «Per esempio, secondo Mt 5,43-45 i beni del Creatore sono per tutti gli uomini. Ma ciò non significa ancora che Dio sia loro Padre»[3].

            Lo stesso va detto del titolo, conseguente, di fratelli: essere fratelli, in senso proprio e reale, è peculiarità di quanti sono diventati prima figli in quanto associati al Primogenito Gesù. Anche su questo punto il linguaggio del Nuovo Testamento è coerente: il termine fratello è riservato (a parte qualche incerta eccezione) o agli Ebrei (in quanto figli di Abramo e appartenenti a Israele e all’alleanza) oppure, e soprattutto, ai battezzati, in quanto divenuti figli di Dio. Ecco alcuni dei molti esempi possibili:

            «Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani» (At 4,23).

            «Gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio» (At 11,1).

            I fratelli di cui si tratta – e ai quali sempre si indirizzano le lettere paoline, per esempio – sono sempre i cristiani. Quest’ultimi fra loro si consideravano e si chiamavano fratelli, in quanto rinati dal battesimo. Questa è la visione cristiana della “fraternità”. «Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede» (Gal 6,10).

            La “fratellanza” universale, di cui parla la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo o a cui si fa spesso riferimento in iniziative umanitarie di diverso genere, è qualcosa di diverso. Derivata dalla visione cristiana, ma ha perso il senso della figliolanza, il senso di un Padre comune, visto che si tratta di una definizione che vorrebbe accomunare tutti, credenti e non, cristiani e appartenenti ad altre religioni. Tale fratellanza è priva di genitorialità, non ha una figura genitoriale comune a cui far riferimento. Ma se non si è figli, se non si ha in comune un qualche principio generatore, l’uso del termine fratellanza non indica una realtà, ma è una semplice metafora, il cui senso è: dobbiamo comportarci come fratelli, senza presuppore un vero essere fratelli. Il linguaggio della fratellanza universale è dunque nobile, come si è detto, ma anche debole, perché non ha un fondamento reale. Come si può realizzare una fraternità senza una generatività che la rende possibile?

            Fatte queste precisazioni, alla mente di qualcuno potrebbero affiorare delle domande o delle obiezioni: è allora inopportuno considerare fratelli tutti gli uomini? Se per un cristiano i fratelli in senso proprio sono solo i fratelli in virtù della fede, discriminerà forse gli altri che non sono credenti? Su cosa potrà fondare una visione universalmente aperta e collaborativa? Lo stesso si dica del termine “figli di Dio”, che il Nuovo Testamento riserva rigorosamente a chi crede in Gesù ed è stato battezzato. Non si cade in una sorta di discriminazione o di mentalità settaria? Su cosa basare l’intesa reciproca fra esseri umani, l’impegno per la comprensione e la pace universale?

            A queste domande si può rispondere ricorrendo a una distinzione fondamentale, che la Bibbia suggerisce. Per un verso tutti gli uomini sono, per i cristiani, “il prossimo” da amare. Come illustra e fa comprendere la parabola del Buon Samaritano (cf. Lc 10,29-37), il comandamento dell’amore è universale, ed è richiesto verso tutti, indistintamente, persino verso i nemici (cf. Mt 5,44). Il prossimo da amare, perciò, è chiunque, qualunque creatura umana, meritevole di rispetto e dotata di dignità, proprio perché creata a immagine di Dio e chiamata a conseguire la figliolanza divina, anche se ancora non l’ha ottenuta, ma vi è diretta e vi aspira inconsapevolmente (cf. Rm 8,19s). Su questa base la fraternità cristiana è aperta a tutti e invita tutti a entrarne a farne parte. L’attività missionaria è proprio orientata a trasformare gli uomini in figli di Dio e fratelli fra di loro.

            Al tempo stesso, però, andrà ricordato che fratelli, in senso reale e proprio, possono dirsi solo i battezzati che vivono i legami nuovi nella famiglia di Dio che è la Chiesa.

            Potremmo concludere dicendo che i cristiani di oggi dovrebbero riscoprire l’originalità del loro essere fratelli, comprendere e vivere più concretamente la loro fraternità, che è stato loro donata del Sangue di Cristo e dal soffio dello Spirito. Per non smarrire o annacquare questa originalità, che è un dono dello Spirito Santo, forse dovrebbero essere più attenti nell’usare il termine fratellanza universale o affermare che tutti gli uomini nascono già come figli di Dio. Certo, in senso metaforico, come si è già accennato, questo può anche dirsi talvolta. Ma abituarsi troppo a questo linguaggio, rischia di non far più percepire la novità e la diversità della condizione del cristiano rispetto a chi ancora non lo è, ma è chiamato a diventarlo.”

            Personalmente lo trovo consono e corretto. Cosa ne pensi Minstrel?
            Precisiamo. Non sarà certo questo lungo passaggio ad essere da me utilizzato per vericare l’idea sottesa nell’enciclica. Non mi troverete a dire o pensare “ecco il papa non usa questo identico linguaggio quindi è massone!”. Assolutamente. Che il papa sostenga in una enciclica concetti massonici, oltre ad essere non-credibile, ha bisogno di prove davvero straordinarie per poter essere affermato, io credo, e non di soggettivi “mi sembra”…

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            • Si fa prima a credere che anche alla massoneria, come agli orologi rotti, capita di dire l’ora esatta…

              PS: qualora te lo chiedessi, la risposta è SI, non ho ancora tempo ahahahhaha

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              • No Mistrel proprio non vuoi capirlo ed ammetterlo: l’ idea di fratellanza universale e’ una idea massonica . Non e’ perche’ siamo cattolici dobbiamo avere l’ esclusiva di ogni idea. Giustamente ( dal loro punto di vista) i massoni reclamano che l’ idea di fratellanza universale e’ loro. La massoneria e’ un orologio rotto che segna il tempo giusto due volte al giorno. e’ invece una associazione tremendamente pericolosa e seria ( se cosi’ non fosse la Chiesa nel passato non si sarebbe preoccupata di condannarla varie volte e di combatterla)
                L’ idea di fratellanza universale e’ una idea massonica , su questo non ci piove, non puoi negarlo.
                Se poi tu Mistrel, vuoi sostenere che “ i massoni avevano ragione e la Chiesa dell’ epoca ha sbagliato a condannarli” libero di farlo.
                Ma la disonesta’ intellettuale no .

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                • Che siamo tutti figli di uno stesso Padre l’ho imparato al Catechismo. Pensavo fosse automatico che siamo IN QUESTO tutti fratelli, ma si vede che ho erroneamente compreso cosa si intende con paternità divina.

                  “Cresca dunque di giorno in giorno questo santo sodalizio, da cui, tra molti altri, può anche sperarsi questo prezioso frutto, di ricondurre gli animi alla libertà, alla fraternità, alla uguaglianza: non quali va sognando assurdamente la sètta Massonica, ma quali Gesù Cristo recò al mondo e Francesco nel mondo ravvivò. La libertà diciamo dei Figli di Dio, che affranca dal servaggio di Satana e dalle passioni, tiranni pessimi: la fraternità, che da Dio prende origine, Creatore e Padre di tutti: l’uguaglianza che, fondata sulla giustizia e carità, non distrugge tra gli uomini tutte le differenze, ma dalla varietà della vita, degli offici, delle inclinazioni forma quell’accordo e quasi armonia, voluta da natura a utilità e dignità del civile consorzio.”

                  Cit quel “gran massone” di Leone XIII
                  http://www.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_18840420_humanum-genus.html

                  Sul resto non rispondo, sei chiaramente alterato e non scadrò nella provocazione della presunta disonestà intellettuale, adirandomi a mia volta. Mi dispiace piuttosto per te. Riprendi la calma, rileggi la Humanum genus, chiediti perché la massoneria è stata giustamente condannata, rileggiti anche Staglianò ( https://pellegrininellaverita.com/2017/11/17/la-massoneria-e-la-chiesa-sunto-e-trascrizione-di-parti-scelte-della-strepitosa-lectio-di-mons-stagliano/ ) e capirai cosa ne pensiamo noi qui, né più né meno.

                  Detto questo potrei anche perdere tempo e approfondire cosa intende la massoneria per “fratellanza universale” morale e cercare di paragonarla all’idea di fraternità cattolica, capire bene come stanno le cose e quindi comprendere dove sta il punto dolente dell’idea massonica e dove invece poggia sul reale o la Verità, ma … seriamente?

                  Sul punto di chi ha detto per primo che siamo tutti fratelli perché figli di un unico Dio non sto nemmeno a scrivertelo. In soldoni e con tutti gli errori possibili: data di nascita del cristianesimo 33 d.c. data di nascita della massoneria 1717

                  Seriamente?

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                • “potremmo noi pensare che le nozioni di pace, amore, fratellanza dette da un Vescovo della Chiesa cattolica suonino ad un massone con lo stesso contenuto con cui il vescovo le vuole comunicare? Ogni parola vive del suo significato dentro uno spazio linguistico particolare per cui in un certo senso, dovendo qui ragionare di una possibilità di dialogo fra noi, bisogna prendere atto di una difficoltà di linguaggio [derivata] da un problema di visione del mondo e della vita […] Solo perché ci sono parole comuni non significa che sono parole che ci accomunano.”

                  Mons. Staglianò alla Loggia massonica. https://pellegrininellaverita.com/2017/11/17/la-massoneria-e-la-chiesa-sunto-e-trascrizione-di-parti-scelte-della-strepitosa-lectio-di-mons-stagliano/

                  Seriamente?

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              • « Si fa prima a credere che anche alla massoneria, come agli orologi rotti, capita di dire l’ora esatta… »
                io personalmente non lo esprimerei così. Dato che hai scritto questo in risposta, credo, alla parte di commento mio dove esprimevo incredulità nel trovare concetti massonici intenzionali nell’enciclica, ho capito cosa volevi comunque dire:
                Se c’è identità apparente tra ciò che scrive il Papa (il suo personale orologio) e le dottrine massoniche (il loro personale orologio) è più facile credere che sia solo una coincidenza linguistica. O sbaglio? Poiché non credo proprio che tu sostenga che il parlare dei massoni sulla fratellanza sia corretto.
                La fraternità cattolicamente intesa è radicalmente diversa dalla fratellanza « universale ». Non coincidono. No? La differenza è, a quanto ho capito, nella figliolanza. I massoni non hanno un Principio generativo. Non hanno un Padre. Lo chiamano grande Architetto ma… Boh io di dottrine massoniche sono alquanto digiuno

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                • Sull’ignoranza delle dottrine massoniche sono anche io un maestro. Credevo fosse chiaro il concetto, si vede che il mio parlare ironico non aiuta, chiedo venia (e no, non sono ironico)

                  Primo: non ho letto nulla di questo ultimo scritto di Francesco e dato il tempo risicato a disposizione penso di non iniziare a farlo né ora né poi.
                  Secondo: non ho letto nulla pro o contro l’enciclica se non le cose che sta scrivendo Simon. Esatto, sempre il tempo. Esatto, sempre con una radicale alzata di spalle, prima con un bel mal di pancia, ora, che so che è un bel racconto di quel che “gli piacerebbe al Papa”, pure senza.
                  Terzo: do per scontato che – nonostante tutto – quando il Papa parla di “fratellanza” si riferisca a quello che ancora oggi insegnano al catechismo. Ho dentro di me quello strano principle of charity che applicato fa tanto bene al quore (con la q).
                  Terzo BIS: mi sono concesso una piccola prova del nove che non insegnino altro: ho chiesto a uno dei miei figli cosa si intenda per fratellanza e lui mi ha sparato secco “Dio è padre stop”. Ho anche chiesto cosa intenda la massoneria per “fratellanza universale” e la risposta è stata “boh”. Vale quel che vale, vale per me.
                  Quarto: se il Papa intende “fratellanza universale” mettendoci alcuni tratti massonici VOGLIO CREDERE perché questi ultimi hanno scopiazzato quei tratti dal Magistero oppure ci hanno visto giusto filosoficamente! Allora è inutile che si parli di quei tratti come di “massonici” poiché sono cattolici e che sono in comune sentire con questa setta.
                  Quinto: se il Papa intende “fratellanza universale” come la intende la massoneria in modo totale, ma questo tratto (e solo questo) non è mai stato sottoposto a censura e condanna, allora significa che non ci sono problemi. Mi pare da quel che si scrive qui che invece i problemi ci sarebbero, ergo torniamo ai punti di prima: è impossibile che il Papa sia in un errore simile.
                  Sesto: se lo è, dunque il Papa SOTTO QUESTO ASPETTO compie un erroraccio dottrinale da 2 in condotta, mi rinforza nella mia idea di non leggerne nemmeno un rigo. E’ preoccupante? Certamente. E’ magistralmente devastante? No, per me vale tanto quanto le opinioni storiche di Ratzinger nel suo “Gesù di Nazaret”. Lo so, una enciclica vale di più, infatti se ne parlerà per un anno e non sei mesi.
                  Settima: ultime domandine che mi son posto: E’ mia responsabilità? No. Posso fare qualcosa? Ni. Diciamo che rispondere qui e star vigile per capir cosa succede è il massimo che la mia vita oggi mi permette, anche visto quel che mi compete in sede petrina (da nulla a zero).

                  Spero di non apparire agli occhi di qualcuno disonesto intellettualmente se sono stato cosi chiaro ora. 😉

                  CIao Paolo!

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                • Critichiamo Francesco perché pensiamo distorca od alluda ad un’umanesimo contro DIO quando dovremmo criticarlo perché, nell’ottica strategica della sovversione, l’utilità marginale era invece il semplice parlarne e serrare i ranghi al riguardo.
                  Non cascate nella trappola, l’eniclica in sè non è niente di quel che ve ne spacceranno e nel positivo e nel negativo. Non è nata con questo obiettivo!

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        • Siamo figli di Dio, e quindi fratelli, in due modi: nel primo modo tutti, certissimamente, quali sue creature, fatte a Sua immagine e somiglianza, cui è stato fatto il dono della Grazia; nel secondo modo coloro che, nell’esercizio del loro libero arbitrio, e con l’esempio della loro vita, dicono sì a questo dono il cui fine è la vita eterna; di questa seconda fratellanza non fanno parte coloro che rifiutano nell’intimo questo dono di Dio (il quale, naturalmente, è il solo a poter giudicare in ultima istanza chi siano questi dannati). Con la resurrezione e la vittoria di Cristo nella civiltà cristiana il male col tempo ha cominciato a manifestarsi anche in forme anticristiche, cioè ad ingannevole somiglianza coi principi del Cristianesimo. Nel caso della “fratellanza massonica o illuminista” ciò che seduce è il messaggio universalistico, che è senza dubbio frutto del Cristianesimo, perché non c’è dubbio: siamo tutti fratelli. Ma ciò serve a nascondere quella seconda e più piena fratellanza che si incardina sulla Verità, perché quella viene taciuta o sfigurata in odio a Dio. Ma se si denuncia questa menzogna non bisogna cadere nell’errore fatale, anche dal punto di vista pratico di strategia della comunicazione, di negare, in nome della seconda, quella prima fratellanza che ci accomuna tutti. Quindi ha ragione Minstrel.

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          • Grazie Zamax, e non perché mi dai ragione, ma per l’approfondimento. Bentornato

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          • Tutti sanno che liberata’uguaglianza fraternite’ e’lo slogan della Rivoluzione Francese che si ispira alle idee illuministe.Certo si potrebbe affermare che prima dell’illuminismo questi tre valori ,liberta’ eguaglianza, fraternite’ erano presenti nel cristianesimo , anzi che la VERA liberata’uguaglianza e fratellanza sia solo nel cristianesimo. . Pero’in un significato diverso. La “libertà” degli illuministi non era intesa nello stesso modo della liberta’di cristiani .
            Se tali slogan ,liberta’eguaglianza fraternita’fissero citati in una enciclica papale, anzi ne fossero il titolo, tutti i commentatori, e’ovvio vi troverebbero un rimando all’Illuminismo, come quando si canta l’Internazionale si trova un rimando al marxismo.. Poiche’il termine “fratellanza universale”rimanda letteralmente alla massoneria, non e’ da stupirsi che i massoni stessi esultino e lo rivendichino e che Massimo Cacciari , che di idee filosofiche se ne intende, parli di ” idee illuministe” riguardo all’enciclica Fratelli tutti. Del resto lo stesso Scalfari nelle varie conversazioni con Bergoglio diceva che questo papa e’un “illuminato”.
            Dunque cari Mistrel e Zanax quello che volevo dire non e’che la fratellanza universale dei massoni sia la stessa idea di quella cristiana, con questo sono d’accordo con voi, ma che alcuni cristiani, fra cui il papa, ABBANDONANDO la distinzione , fanno proprio lo slogan ‘ “fratellanza universale” che e’alla base delle odierne idee onusiane e massoniche.
            Del resto sarebbe troppo chiedere di definire cosa significhi per in cattolico fratellanza universale rispetto per esempio ai funzionari dell’Onu, a una Chiesa che non insegna piu’ma si limita ad “accodarsi”alle idee mainstrem

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  2. Insomma, si tratta di opinioni di un Vescovo (quello di Roma) in veste di dottore privato.
    Mi sa che salto le 123 paginette. Intanto grazie delle analisi Simon!

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  3. “(Continua con l’analisi del contesto storico)”

    Mah… Direi che invece possiamo tranquillamente fermarci qui😂

    Battutacce da bar a parte, ringrazio Simon per questa fondamentale e fondata analisi. Di tutto ciò che ho letto finora il filo conduttore era praticamente sempre lo stesso: “il pensiero del Santo Padre non coincide col mio quindi lo rigetto”. Legittimo e per qualcuno condivisibile per carità, ma soggettivo. Partire invece da ciò che la Chiesa stessa insegna permette, in questo specifico caso, una pars destruens non solo più legittima ancora ma proprio veritativa. Dove la ragione e l’affezione si esprimono al massimo grado di libertà.
    Per cui, solo aderendo alla verità la “critica” è conveniente, giusta e salutare. Altrimenti è viziata in partenza, pro o contro che sia.

    Bonariamente invidio la tua “condizione”: Siamo tutti e due figli della Chiesa… ma la tua consapevolezza di ciò, è anni luce avanti rispetto alla mia. Aver sempre chiara coscienza della propria origine, della propria condizione originale, che è quella di creatura totalmente dipendente, e che solo nella leale appartenenza alla Chiesa diviene carne… quante situazioni, passate e future, da me affrontate diversamente.
    Non è una sviolinata ma semplicemente il motivo per cui ogni volta ti ringrazio (mettiamoci pure tutta Crocevia).
    Per lo sprone che sei, soprattutto, all’uso buono del cuore e della ragione.
    Qualcuno chiama tutto ciò, sprezzantemente, “dispositivo di blocco” che impedisce la profezia. Che facce toste. Sì sì, mi riferisco al solito coi Grilli nella testa e i suoi tanti sodali.

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    • Ti ringrazio per questo commento che mi tocca, lo ammetto.

      Direi che con questa premessa, sapendo che stiamo discutendo con il Santo Padre a livello di opinioni e non di una “verità” che egli ci vorrebbe assennare a colpi di massa, la discussione può essere ormai, in fin dei conti, molto più rilassata in quanto senza nessuna pretesa, da nessuna parte, di voler esprimere la volontà di Dio in tutte queste materie altamente circostanziali e, per l’appunto, opinabili.

      In Pace

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  4. 2 cose

    a) relativamente a questo : “Non proprio un assenso di fede, ma un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà deve essere prestato alla dottrina, che sia il Sommo Pontefice sia il Collegio dei Vescovi enunciano circa la fede e i costumi, esercitando il magistero autentico, anche se non intendono proclamarla con atto definitivo; i fedeli, perciò, procurino di evitare quello che con essa non concorda”

    b) non è una letterina priva di senso scrivere ed indirizzare un proprio pensiero in un’enciclica.

    Continuare a fare le pulci a Francesco dimenticandosi degli altri papi è leggermente fazioso e si rischia di fare la fine dei tradizionalisti d’accatto della FSSPX che prendono il nome dal papa liturgicamente più antitradizionale del 900 il cui atteggiamento spalancò le porte alle patacche riformistiche successive o di coloro che , come qui ho avuto modo di constatare, reintepretano il celibato sacerdotale secondo quel che nelle sue encicliche ha espresso Giovanni Paolo II cosicché anche in questo, dichiarando il proprio intento e stile “privato” ( che tristezza per un papa far valere il proprio io individuale ad ogni modo…), lascia libero il fedele come qui espresso, mentre tal’atri atti riformistici o dichiarazioni para-dogmatiche nelle altre encicliche poiché presunte nel rispetto dei 3 parametri elencati, ormai sono intangibili…

    Insomma…

    p.s. si certo DIO è di tutti ma tecnicamente può esser padre in senso pieno solo per i battezzati.

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    • Insomma daouda…non vorrai mica dire che certi giudizi sulle parole di Papa Francesco siano a volte condizionati da una certa pregiudiziale antipatia ed insofferenza nei suoi confronti e verso i temi da lui trattati, mentre invece verso altri Papi vi sia una incondizionata venerazione ed adesione a tutti i concetti da loro esposti i quali, per quanto trattati più elegantemente ed in modo teologicamente più completo, potrebbero essere anch’essi sottoposti allo stesso severo vaglio critico ?
      Sinceramente non so da dove ti venga questa idea balsana…. 🙂
      Pensa che pure io ero caduto in un grave inganno!
      Durante i papati precedenti a Papa Francesco avevo avuto la sensazione , evidentemente per mia grave fallacia, che vi fosse verso costoro, da parte di tanti commentatori, una adesione totale alle loro parole, sostenuta da una forma sostanzialmente sottintesa di infallibilità, derivante dall’esser Papa. Intendiamoci mai lo si diceva espressamente, ma a me sembrava palese che questa infallibilità fosse data per scontata e trasmessa ai fedeli (o meglio mai contraddetta e lasciata intendere) come situazione di fatto, legata allo Spirito dal Vicario di Cristo.
      Mi sbagliavo grossolanamente invece, perché con Papa Francesco ho invece scoperto che quelle del Papa sono opinioni di un fedele qualsiasi, nella migliore delle ipotesi vaghi consigli di vita, che, quando coincidono con quello che pensano i medesimi commentatori sono inutili ripetizioni, mentre quando non coincidono sono certamente errori dottrinali dovuti alla scarsa preparazione se non alla cattiva fede.
      Con buona pace della condanna al relativismo. 🙂

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      • Sembrerà una ripetizione del commento di Simon ma è realmente così anche per me caro Mentelibera. Per quanto mi riguarda hai ragione. Non so se già qui, o solamente altrove, ho sostenuto proprio quel che sostieni tu. Ho sempre fatto cieco affidamento e « usato » la figura del Papa come e peggio di una stampella. Usando « loro » per camminare invece che usare le gambe. Il risultato è che tolte le stampelle, la caduta è stata assai dolorosa. C’è stata un po’ di maturazione sicuramente ma che ho ancora parecchia strada da fare lo dimostra il fatto che il dolore ancora si sente e il lamento capriccioso che non ho più le stampelle continuo a tirarlo fuori ogni tanto.
        Con questo non voglio dire che GPII o BXVI (i papi che ho effettivamente conosciuto) sbagliassero ogni 3×2 e io non me ne rendevo semplicemente conto. Ma semplicemente che non adoperavo alcun discernimento, me ne stavo tranquillo, adagiato sugli allori perché tanto « c’erano loro » e così la mia fede non veniva praticamente mai messa in gioco, « usata » (se si capisce ciò che intendo).

        Personalmente, dell’ironia, io invece ti ringrazio. L’ho trovato un simpatico modo di richiamarmi la mancanza da cui ripartire.
        Credo sia meglio di una sguaiata e arcigna strigliata d’altronde.
        Le occasioni per fare un bel e sorridente bagno di umiltà non sono mai troppe.
        Grazie 😊

        PS generico
        Volendo si può disquisire sugli « errori » dei papi passati. Non ci trovo niente di scandaloso. Ma adesso a cosa servirebbe? Forse a capire del perché ci troviamo in questa situazione? Per evitare che vengano riproposti alcuni stessi errori? Boh probabile. Se serve allora ok ben venga.
        Diversamente… Lo facciamo tanto per farlo? O che so, inseguiamo una stravagante idea di, come dire, « par condicio »? una sorta di mezza rivalsa? Adesso poi.. insomma… non saprei davvero.
        Il presente è questo e non quello ormai.

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        • E mi sa che qui siamo in tanti.
          Francesco è infatti riuscito straordinariamente a farci capire la “Posizione” del Papa, il valore delle sue parole nel Pontificato e soprattutto a soppesarle SEMPRE, comparandole alla Tradizione per scampare il rischio di papolatria. Grazie Santità.

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      • Constato l’ironia del tuo intervento, però non è oggetto di ironia quel che descrivi ma la descrizione di una realtà molto sofferta e vissuta da chi è veramente cattolico nella sua vita spirituale, intellettuale, morale, sociale.

        Personalmente, e l’ho già scritto alcune volte in varî articoli nei commenti, penso che di una cosa dobbiamo essere grati, in quanto cattolici, inverso il buon Papa Francesco: per eterogenesi dei (suoi) fini ci siamo, mi sono, dovuto purificare dalla concezione eccessivamente “angelica” che avevamo della figura del Papa e del Papato. Durante gli ultimi 150 anni abbiamo avuto papi di grandissimo spessore umano, sapienza umana e divina, santità vissuta ed erano come dei fari angelici della volontà divina per noi credenti sballottati nelle tormenti degli avvenimenti storici.

        Avevamo, avevo, finito per credere che essi erano la Luce, mentre erano solamente i fotofori: e da lì, per pigrizia intellettuale, per mancanza di saggezza spirituale, avevamo finito per credere che quel baluardo era intrinsecamente infallibile in tutte le circorstanze e non solo in quelle che la Chiesa ci ha insegnato nel Suo Magistero Autentico in ossequio al Deposito della Fede.

        Con il buon Papa Francesco quest’illusione è venuta, definitivamente, a meno: il Papato dopo Francesco non si rimetterà più in piedi e non sarà ormai più un “oracolo” a priori dello Spirito DIvino e meno male, perché è sempre sbagliato appoggiarsi sugli uomini e non sul Cristo stesso.

        Abbiamo visto l’odierno Vescovo di Roma, tale un novello Aaronne adorare e pregare deità pagane nel Tempio stesso del Santissimo, sulla tomba stessa di Pietro; lo abbiamo visto essere zitto quando doveva parlare; testimoniare eresie; latitante con la sua struttura ecclesiastica durante la pandemia del Covid; non raffermarsi nella dottrina; non inginocchiarsi davanti al suo Creatore e Salvatore, Lui che si era inginocchiato davanti ai Suoi discepoli peccatori; contraddire la Dottrina della Chiesa in moltissimi campi e promuovere comportamenti scandalosi intorno a lui, promovendo gente moralmente inadattata ben sapendo che lo erano.

        E lo Spirito Santo ha lasciato fare perché Lui vuole che ci semplifichiamo, che eliminiamo scorie di credenza non puramente centrata sulla Sua Chiesa ed il Suo Magistero, obbligandoci così a pregare di più, a riflettere di più, a compiere atti di carità di più e a non credere che basta essere dal lato del Papa per essere salvati, neanche se tale papa è un santo, ma ancor meno quando, chiaramente, non ha vita spirituale propria da condividere con chicchessia.

        Quindi sì, hai ragione: ma non devi prendere in giro queste persone; l’importante è che adesso le scaglie davanti agli occhi essendo ormai cadute davanti all’evidenza dell’obbrobiosa realtà, eppure esse rimangono fedeli alla Chiesa ed al Papa in tutto e per tutto senza vacillare, anche quando la struttura ecclesiastica e chi ne è al capo non hanno più la statura umana, spirituale, intellettuale, ascetica e morale dei loro predecessori.

        In Pace

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        • MenteLibera penso ti sia stato risposto e mostrato correttamente il sentire comune di fedeli veraci riguardo la divina Provvidenza ed il suo duro ammaestramento. Di certo ti dò ragione laddove, quando il papa ha ribadito e mantenuto la Fede della Chiesa, questo di certo si reputava capitato per caso e risultava stridente con la narrazione del suo , indubitabilmente, pessimo papato, che è tristemente sotto gli occhi di tutti.

          Per rispondere a Paolo, lo scrutare meglio i papati precedenti è utile per tanti motivi. Oggi soprattutto che i cosiddetti tradizionalisti , speculari esatti dei modernisti, hanno gioco facile nella critica di questo papa estremamente discutibile sarebbe bene partire da san Pietro fino ad oggi, senza esclusione, toccando i loro papi più idolatrati perché il vero pericolo sono loro. In ogni caso, se questo pericolo non lo si vedesse o non si riuscisse a capacitarsene , nient’altro sarebbe che servizio e fortificarsi vieppiù. Se per non ripetere errori, forse questo non è in nostro potere, ma noto che ormai dopo anni – sarà internet – certe realtà ( o malauguratamente delle suggestioni ) si vanno facendo strada ma comunque in ogni caso la papolatria va demolita con dedizione in ossequio, ci mancherebbe, ergo andrebbe fatto di per sè.

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          • Se posso esprimermi liberamente vorrei fare una considerazione un pò meno contingente e più strategica.
            Papa Francesco è davvero una persona singolare sotto molti aspetti, ma dubito che sia uno sprovveduto.
            Ritengo quindi che alcune sue uscite siano il classico sasso nello stagno.
            Egli lo ha detto esplicitamente : il tempo è più importante dello spazio.
            Quello che fa e dice ora avrà forse effetto tra 50 o 100 anni.
            Perchè non ci prendiamo in giro: A parte qualche autentico innamorato della teologia (e in questo sito ce ne sono molti), la critica a Papa Francesco non viene affatto a causa delle sua piccole o grandi mancanze teologiche.
            Esse sono solo l’arma con cui colpirlo, ma il movente è evidentemente di tipo politico e sociale.
            Nel momento in cui ha deciso di appoggiare o difendere gli immigrati, egli sapeva benissimo che si sarebbe attirato l’odio di una buona parte dei fedeli.
            Se l’1% dei cattolici ce l’ha con Francesco per colpa di AL, della modifica al Catechismo , della pachamama , delle encicliche ecologiche, il 99% ce l’ha con lui perchè ha osato accusare l’occidente, cristiani inclusi , di essere egoista.
            E perchè per farlo è finito con l’allearsi, di fatto, con parti sociali (direi pseudopolitiche) che tradizionalmente non sono cristiane.
            Basta leggere i commenti su molti grandi giornali online, tipicamente letti da lettori conservatori, ad ogni notizia che riguarda il Papa. Qualsiasi sia l’argomento dell’articolo, in genere già malevolo di per se, scorrendo i commenti si arriva sempre all’argomento immigrazione.
            Da quello poi nasce l’insofferenza verso ogni cosa fatta dalla Chiesa di questo tempo.
            Ma credo che a Francesco, che è interessato al tempo più che allo spazio, non interessi.
            Interessi di più scardinare in modo esplicito o implicito usi e costumi che si sente autorizzato a fare. Portare la Chiesa verso la missione sociale che lui pensa essere tra gli scopi della Chiesa stessa.
            E per farlo deve rompere schemi, creare scandalo, ma anche precedente.
            Come interpretare sennò la modifica all’articolo sulla pena di morte ?
            Anche a me , che sono un ignorante, è apparso subito che le parole usate fossero in contraddizione apparente o reale con la tradizione, e figuriamoci se teologi, consiglieri e Francesco stesso non lo sapessero! Ma hanno scelto lo stesso di farlo. Potevano dire le stesse cose con modi e toni diversi, arrivando alle stesse conclusioni senza contraddire il passato. Ma non lo hanno fatto.
            Hanno (Ha) utilizzato questo piccolo articolo del catechismo per gettare un semino per dire: « Non tutto quello che viene dalla tradizione cattolica è per forza immutabile e deve essere considerato buono. Ci sono cose che sono sbagliate ora ed erano sbagliate sempre, e che non sono espressamente previste dai vangeli ma sono frutto di scelte umane che va detto con chiarezza che erano sbagliate »
            E questo sarà solo il primo semino…perchè sarà ora possibile per un Francesco 2, in futuro, fare altri aggiustamenti retroattivi, smettendo di cercare coerenza dove coerenza non c’è, ma risalendo all’intenzione primaria di Cristo nel Vangelo ed applicandola anche in contrasto con quanto si è sempre fatto ed alle spiegazioni teologiche che sostenevano quelle scelte.
            Quindi il « Buon » Francesco non sarà fine teologo, sarà distratto e casinista, sarà approssimativo nei termini, sarà magari anche un po ignorante su alcune cose, ma è tutto meno che stupido, ed il suo papato rischia di lasciare tracce di vero cambiamento, giusto o sbagliato che sia, molto più di quello dei suoi predecessori.
            Buona Serata.

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            • Ti rendo atto che , genericamente usandosi accusare per non esser costretti a rivelare i supposti della propria critica, esprimere la propria chiave interpretativa sinceramente è bello.

              I tuoi auspici sono papolatrici, stai parlando dello Spirito Santo semmai. Francesco sta là , un motivo c’è, nun me rompe li cojoni.

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            • @Mentelibera

              Vedo anch’io il fenomeno internettiano dei commenti che puntualmente finiscono nell’antimmigrazionismo. Secondo me non si tratta del 99% dei cattolici, casomai dei critici, ma 99% mi sembra comunque troppo. Ma non importa.
              Il fatto poi che si critichi qualcuno per le sue ideologie politico-sociali non implica che siano critiche senza valore, di quart’ordine, false, inammissibili, illegittime etc…
              io ad esempio sono uno che lo critica su entrambi i fronti. E un fronte non è un mero pretesto per l’altro. Cioè, non è perché dice di essere proimmigrazionismo che vedo problemi dottrinali-ecclesiologici.
              Poi, quanto sia conveniente per la Chiesa Cattolica che un papa “sposi” ideologie socialiste marxisteggianti (che la storia insegna essere profondamente antiumane poiché radicalmente atee) soltanto per declamare di essere dalla parte dei poveri è un altro paio di maniche. Essere “di sinistra” non vuol dire automaticamente essere dalla parte dei deboli e poveri e neanche viceversa. Lo è? Sta semplicemente coi poveri come la Santa Chiesa ha sempre fatto (tranne alcuni individui) o è proprio a una determinata visione politica quella a cui si rifà? Se fosse, come credo sia (ed è solo una mia opinione neanche tanto dirimente alla fine), la seconda ipotesi non vedo perché, in quanto cattolico non possa esprimere riserve su alcune esternazioni.
              Destra/sinistra non mi appartengono. Sempre facce del medesimo Potere sono. Io personalmente sono contro qualsiasi politica che non dia spazio e libertà alla Chiesa poiché sappiamo bene cosa implichi per l’umanità. Da qualsiasi parte provengano.

              Un caro saluto

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  5. Perdonatemi, mi mangio l frasi , evidentemente rileggo peggio di mentre che scrivo.

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  6. Analisi FT 1:
    1. «Fratelli tutti»,[1] scriveva San Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Tra i suoi consigli voglio evidenziarne uno, nel quale invita a un amore che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio. Qui egli dichiara beato colui che ama l’altro «quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui».[2] Con queste poche e semplici parole ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita.

    – San Francesco non ha mai scritto le parole «Fratelli tutti» in « Ammonizioni, 6, 1 » per il semplice motivo che le Ammonizioni sono state scritte dai suoi frati.

    – San Francesco, quando ha pronunciato le parole «Fratelli tutti», non si rivolgeva « a tutti i fratelli e le sorelle », come afferma il nostro Santo Padre, ma si rivolgeva ai suoi frati durante uno dei primi Capitoli dell’OF.

    – San Francesco non intendeva « proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo » ma intendeva indicare ai suoi frati come vivere secondo i Vangeli: « Guardiamo, fratelli tutti, il buon pastore che per salvare le sue pecore sostenne la passione della croce. Le pecore del Signore lo seguirono nella tribolazione e nella persecuzione e nell’ignominia, nella fame e nella sete, nell’infermità e nella tentazione e in altre simili cose… ».

    – Lo « amore che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio » come lo intende San Francesco in Ammonizioni 25 non corrisponde a ciò che lasci intendere il nostro Santo Padre con le sue parole. In Ammonizioni si può infatti leggere: « Beato il servo che saprà tanto amare e temere il suo fratello quando è lontano come se fosse presso di sé, e non dirà dietro le spalle niente che con carità non possa dire in faccia a lui. »; questo invito di San Francesco, rivolto sempre ai suoi frati in uno dei primi Capitoli dell’OF, è di avere lo stesso comportamento nei riguardi di una persona sia quando è vicina a noi, sia quando è lontana da noi.

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  7. Nel frattempo anche il nostro Carlo Maria Viganò , instancabile , ha trovato tempo per criticare « fratelli tutti »
    Riporto per tutti questa sua affermazione :
    « Il concetto cattolico di «libertà della Religione» viene sostituito dal concetto di «libertà religiosa» teorizzato dal Concilio Vaticano II, giungendo a barattare il diritto divino della Chiesa alla libertà di culto, di predicazione e di governo con il riconoscere il diritto all’errore di propagarsi non solo in genere, ma addirittura nelle nazioni cristiane. I diritti della verità non possono essere barattati concedendo diritti all’errore. La Chiesa ha il diritto nativo alla libertà, mentre non c’è l’hanno le false religioni »
    Poi ci si lamenta se un bel giorno viene un Robespierre di turno e ti taglia la testa senza manco farti fiatare.
    Non c’è male: con una botta sola ha disintegrato 50 anni di tentativi di pacificazione tra i popoli, prima che tra le religioni. « La Chiesa ha il diritto divino alla libertà di culto, tutti gli altri per definizione no ». Doveva nascere musulmano, sicuramente sarebbe talebano. Se poi fosse nato in Russia negli anni 30 sarebbe diventato komunista con la K, e cacciatore di dissidenti da mettere nei gulag.. Sempre, ovviamente, dalla parte del più forte.
    Ma tanto che gli importa ? L’importante è continuare ad essere presente e intervistato sui blog.
    Scusate lo sfogo…questo personaggio mi indispettisce parecchio…

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    • “Poi ci si lamenta se un bel giorno viene un Robespierre di turno e ti taglia la testa senza manco farti fiatare”
      Guarda Mente Libera che il Robespierre che ti taglia la testa senza neppure farti gustare o sentire le tue ragioni e’gia’arrivato : chieda a Becciu, Muller, Burke, Gotti Tedeschi, Milone , Enzo Bianchi, padre Manelli, il cardinale Zen eccetera eccetera.
      Il Bel sole dell’Avvenire argentino e’ gia’sorto all’Orizzonte e si avvicina allo Zenit. Non e’al tramonto come dicono (o sperano) alcuni , anzi, ci sei dentro , guardati intorno, e’tutto quello che volevi!

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      • Lo zelo per il vangelo ti impedisce la lucidità di giudizio. Viganò propone di vietare (per legge e con la forza, evidentemente) di professare una religione diversa da quella cattolica.
        Ai personaggi che tu citi non è stato torto un capello, ma è stata esercitato verso di loro quello che era un diritto della Chiesa, dal facente funzioni (il Papa).
        Non sono stati messi in prigione per le loro idee, ma semmai qualcuno ce li metterà per le loro azioni (non certo azioni religiose, ma azioni di ben altro tipo come nel caso di Becciu).
        Il caso proposto da Viganò è ben diverso, e quando si costringe qualcuno (con la forza , con la prigione, con la coercizione) a non professare la propria fede o le proprie idee (pure se sbagliate) può succedere che se costui avrà il coltello dalla parte del manico (un giorno) non è escluso che arrivi a tagliarti la testa, non in senso figurato, ma reale. Caro fratello.

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    • Sono arrivato alla conclusione che la liberta di religione sia una chimera inventata dagli illuministi per nascondere la loro religione. Lo stato sempre si occupa e si occupera della/e religioni dentro il suo stato. Ho incominciato a capire questo vedendo il film “Silence” di Scorsese, i capi della societá giapponese avevano capito che la diffusione del cristianesimo avrebbe sconvolto le basi della loro societá,per quello loimpedivano. Per questo i missionari sempre cercavano di convertire i capi delle societá, loro dovevano capire il bene della nuova religione o la avrebbero contrastata con tutta la forza come minaccia alla societa stessa. Poi vedendo un´altro film “The Children” con Emma Thompson, ho finito di capire che le nostre societá occidentali che si vantano della “libertá religiosa” in realtá vale la religione di stato: Puoi essere mormone ma se tuo figlio, secondo “i medici”, ha bisogno di una trasfusione te la faranno, puoi essere musulmano ma tutto quello che urtera la sensibilitá della societá occidentale attuale sará prohibito, qua in Argentina puoi essere cattolico ma ai tuoi figli gli sará insegnata “l´ideologia di genere” e non puoi rifiutarti, se sei funzionario, a sposare due persone dello stesso sesso. In fondo mi sono convinto che il famoso “Cuius regio, eius religio” era stata una soluzione intelligente. E per questo un´altra volta la Chiesa ha ragione e per il principio di sussidiarietá le comunitá piú piccole decidano la sua religione e non sia imposta da governi centrali distanti dalle persone. Cosi ho anche saputo che gli USA hanno stati confessionali, gli UTAH mormoni é stati quackery nell´est.

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      • Ad ogni modo, proprio per principio, non si può mettere sullo stesso piano, l’esercizio del culto dell’Unico Vero Dio Trino con quello delle altre religioni: è proprio un errore metodologico oltre che assenza di saggezza e anche di carità. Infatti solo per la Via Stretta che è il Cristo stesso ci si salva e essere beati: agli esseri umani deve essere essere offerta questa libertà di beatitudine con chiarezza e priorità, questa è vera, oggettiva, carità.

        In Pace

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        • Sarebbe come dare libertà di insegnamento ai terrapiattisti, giusto?
          Nei confronti delle altre religioni l’atteggiamento dovrebbe essere quello che Gesù ha detto di fare: proprio non vi ascoltano e non si convertono? Scuotetevi i sandali e andatevene. Dovendo rispettare la loro libera scelta lasciateli nel loro brodo.
          Ma questo concretamente cosa implica? Sicuramente non vedo nel vangelo accenni alla promozione, sostegno, integrazione ecc di culti diversi, anzi. Ma non vedo neanche accenni bellicosi alla loro distruzione e annientamento.
          Di nuovo, cosa concretamente implica?
          Se non si capisce, preciso che non è domanda retorica. Vorrei proprio capire… ma forse servirebbe un articolo apposito.

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        • D´accordo, propio quando la Chiesa fa questo ragionamento le saltano al collo con la « libertá religiosa » che é una utopia.

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  8. Nel libro il Padrone del Mondo di Robert Hugh Benson scritto all’ inizio del 1900, quindi con una valenza profetica, si ipotizza un Europa dominata da governi di stampo massonico e comunista. Il secolarismo ha trionfato definitivamente e le religioni sono decadute, il dissenso e’ inesistente, l’ eutanasia e’ pratica diffusa , in tutto il mondo regna la pace universale.
    L’ artefice di tutto questo e’ un personaggio misterioso che si presenta alla ribalta politica come grande pacificatore: il Presidente degli Stati Uniti di Europa Felsenburgh. Costui riesce a domare tutti i conflitti internazionali e a instaurare la giustizia sociale .
    La sua ascesa comincia con un proclama :
    NIENTE GUERRA:PACE.
    STABILITA FRATELLANZA UNIVERSALE.
    Il suo carisma e’ tale che tutta la massa dei popoli e degli individui non puo’ che amarlo appassionatamente e seguirlo ciecamente . Persino il protagonista del libro , il santo sacerdote Percy , quando lo sente parlare ne rimane soggiogato, ipnotizzato , plagiato , al punto che il suo intelletto arriva a abiurare quasi la fede cattolica. Ma qualcosa in lui , dentro di lui resiste: una intuizione .
    “Le sue emozioni erano state colte da una tempesta l’ intelletto messo a tacere, il ricordo della virtu’ oscurato, un malessere spirituale si era impadronito della sua anima; eppure la fortezza segreta della volonta’ , agonizzante era riuscita a tenete sprangate le porte ..
    Aveva intuito che Dio era tutto e che il creatore era la chiave della vita delle creature, che un umile atto di adorazione era incommensurabilmente piu’ grande del piu’ nobile atto naturale, che il sovrannaturale era l’ origine e il fine dell’ esistenza….”

    Quando siamo tentati di gettare alle ortiche la nostra fede cattolica per abbracciare le idee apparentemente cosi’ belle dell’ “ umanesimo integrale” , della pace e fratellanza universale, chiedamoci da CHI vengono queste idee e a quale FINE . Se il fine e l’ origine non sono il Cristo, l’ Alfa e L’ Omega, allora sono il suo avversario che si veste da Angelo di Luce.

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    • Concordo con te per dire che qualunque insegnamento o documento anche emanati da Papi che non abbiano esplicitamente il Cristo stesso come origine, mezzo e fine , non sono dello Spirito di Dio.

      Quel che è rimarchevole , in Fratelli Tutti, è che Cristo, in questo documento, è come scomparso in quanto Persona concreta che faccia parte della storia umana: ne rimangono un paio di allusioni e interpretazioni ideologiche di una sola parabola fuori contesto, il personaggio il più citato è lo stesso Papa Francesco, in un’incredibile esplosione autistica.

      Alla fine vi è chiesto non di avere Speranza (in Cristo) ma di avere speranza nel sogno di Papa Francesco.
      In Pace

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      • Fact checking:
        Nell’enciclica la parola Francesco viene nominata 20 volte, ma relativamente al “Papa Francesco” viene nominata soltanto 2 volte. Tutte le altre sono riferite a San Francesco, e di queste solo 7 sono nel testo e le altre sono contenute nei riferimenti bibliografici in fondo.
        Nell’enciclica viene poi nominato 7 volte Cristo e 47 volte Dio.
        Per il resto il documento è certamente molto più politico (nel senso alto del termine) che teologico, ma sarebbe interessante capire se la Chiesa ha il diritto o la missione di dare una parola sulla situazione concreta del mondo, alla luce della Parola di Dio.
        Mi esprimo meglio…
        Stante la complessità della società attuale, assolutamente imparagonabile con quella dei tempi di Cristo, vi è la necessità (a partire dal Vangelo) di dare una interpretazione cattolica di fatti più complessi.
        Questa interpretazione non può limitarsi ai soli fatti esplicitamente citati sui Vangeli, o nei secoli successivi derivati, ma deve andare a cercare il “cosa farebbe Cristo” anche laddove vi sono nuove realtà.
        E tra questi fatti ve ne sono anche alcuni collettivi, che coinvolgono singole nazioni o popolazioni o l’intera società umana, e che non possono essere giudicati e guidati solo singolarmente, puntando sul comportamento individuale o famigliare, ma necessitano di una indicazione che inevitabilmente si può interpretare come “politica” , ma in realtà è ben più religiosa di quello che sembri.
        Queste “lettere” dei Papi , nel tempo, esauriti i temi più individuali, inevitabilmente affronteranno sempre di più i temi collettivi e sociali, contingenti, e quindi sempre di più sembreranno politiche. A meno che il ruolo del papa in futuro, avendo ormai esaurito i temi biblici , non sia solo quello di dare la benedizione all’Angelus.. 🙂

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  9. Questa va la lascio.
    Sempre uno che diventò pontefice, in uno scritto da dottore privato
    “Partendo dal messaggio d’amore del Nuovo Testamento, va oggi sempre più prendendo piede una tendenza a risolvere completamente il culto cristiano nell’amor fraterno, nella ‘fraternità umana’, senza lasciar più alcun posto all’amore diretto di Dio o alla sua venerazione: si riconosce solo la dimensione orizzontale, mentre si nega la dimensione verticale del rapporto diretto con Dio. Da quanto abbiamo detto si vede assai facilmente perché questa concezione, che a prima vista appare così simpatica, finisca invece per svuotare di contenuto, oltre che il cristianesimo, anche la vera umanità. La fraternità che pretende di bastare a se stessa si trasformerebbe proprio così nel più evidente egoismo dell’autoaffermazione. Essa rinuncia alla sua definitiva apertura, alla sua disponibilità e abnegazione, se non accetta anche di avere bisogno della redenzione di questo amore da parte di colui che solo ha saputo realmente amare a sufficienza. E nonostante tutta la buona volontà, finirebbe per fare torto a sé e agli altri, perché l’uomo non si esaurisce unicamente nei rapporti di fraternità umana, ma si realizza solo nei rapporti con quell’amore disinteressato che glorifica Dio stesso. Il disinteresse della semplice adorazione è la suprema possibilità dell’essere uomini e la sua sola vera e definitiva liberazione.”

    Joseph Ratzinger
    (Introduzione al cristianesimo, Queriniana, pp.278 – 279).

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  10. In FT 3. si può leggere di come papa Francesco motivi quello che lui ritiene il giusto comportamento da tenere nei confronti dei mussulmani e delle altre religioni affermando di seguire gli insegnamenti di San Francesco; vi si può infatti leggere:
    « … Senza ignorare le difficoltà e i pericoli, San Francesco andò a incontrare il Sultano col medesimo atteggiamento che esigeva dai suoi discepoli: che, senza negare la propria identità, trovandosi «tra i saraceni o altri infedeli […], non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio».[3] In quel contesto era una richiesta straordinaria. Ci colpisce come, ottocento anni fa, Francesco raccomandasse di evitare ogni forma di aggressione o contesa e anche di vivere un’umile e fraterna “sottomissione”, pure nei confronti di coloro che non condividevano la loro fede. »
    Il nostro Santo Padre afferma cioè che:
    1 – come il santo d’Assisi « esigeva dai suoi discepoli: che, senza negare la propria identità, trovandosi «tra i saraceni o altri infedeli […], non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio». »
    2 – così « San Francesco andò a incontrare il Sultano col medesimo atteggiamento che esigeva dai suoi discepoli »
    Il punto 1 è solo una manipolazione della verità,
    come si può ben vedere leggendo quanto scritto nella « Regola non bollata » 16 (di coloro che vanno tra i saraceni e altri infedeli):
    « 6 I frati poi che vanno fra gli infedeli, possono ordinare i rapporti spirituali in mezzo a loro in due modi.
    7 Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani.
    8 L’altro modo è che, quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio 9 perché credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose, e nel Figlio Redentore e Salvatore, 10 e siano battezzati, e si facciano cristiani, poiché, se uno non rinascerà per acqua e Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio.
    11 Queste ed altre cose che piaceranno al Signore possono dire ad essi e ad altri; 12 poiché dice il Signore nel Vangelo: Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, Io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 13 e: Chiunque si vergognerà di me e delle mie parole, il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando tornerà nella gloria sua e del Padre e degli angeli. »
    Balza pertanto pertanto subito all’occhio che, mentre il primo modo (7) viene liquidato con due righe, quasi fosse un comportamento cui dare scarsa importanza, al secondo modo (8-13) viene dedicato molto più spazio, proprio ad indicare come questa seconda modalità di approccio agli infedeli sia la preferita da San Francesco.
    Il punto 2 è smentito
    – sia da quanto, della vita di san Francesco d’Assisi, narra san Bonaventura il quale raccota che il santo, insieme al suo compagno Pietro di Cattanio, si recò in Terrasanta “tra gli infedeli, a portare con l’effusione del suo sangue, la fede nella Trinità”, per conquistare la “sospirata palma del martirio” e per la conversione degli infedeli. San Francesco, rispondendo alla domanda del Sultano sul motivo della sua presenza in Egitto e della sua partecipazione alla Quinta Crociata, che egli definiva “la santa impresa”, dice: “Non da uomo, ma da Dio siamo stati mandati, per mostrare a te e al tuo popolo la via della salute e annunziarvi il Vangelo”, ed all’invito avanzato dal Sultano a rimanere con lui rispose: “Si, volentieri rimarrò con te, se tu e il tuo popolo vi convertirete a Cristo”;
    – sia dal racconto di quel fatto da frate Illuminato, fisicamente presente con San Francesco all’incontro col Sultano, racconto che oggi è ignorato e censurato perchè non in linea con le politicamente corrette ricostruzioni ecumeniche e pacifiste del santo di Assisi; nei suoi scritti si può leggere di come il Sultano si rivolse a Francesco citando il Vangelo: “Il vostro Dio ha insegnato nei suoi Vangeli che non si deve rendere male per male […] Quanto più dunque i cristiani non devono invadere la nostra terra?“, e di come San Francesco replicò: “Non sembra che abbiate letto per intero il Vangelo di Cristo nostro Signore. Altrove dice infatti: ‘Se un tuo occhio ti scandalizza, cavalo e gettalo lontano da te’ […], con il che ci volle insegnare che dobbiamo sradicare completamente […] un uomo per quanto caro o vicino — anche se ci fosse caro come un occhio della testa — che cerchi di toglierci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Per questo i cristiani giustamente attaccano voi e la terra che avete occupato, perché bestemmiate il nome di Cristo e allontanate dal suo culto quelli che potete. Se però voleste conoscere il creatore e redentore, confessarlo e adorarlo, vi amerebbero come loro stessi“.
    Con questo non voglio assolutamente affermare che tutte le 288 citazioni fatte da papa Francesco in FT siano così incoerenti come quella di cui ho scritto qui sopra: per ben 180 volte infatti, al fine di dimostrare la validità delle sue affermazioni, il nostro Santo Padre cita se stesso.

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    • Ma a questo punto dovremmo essere abituati a le citazioni a vanvera di Bergoglio.

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    • Penso che qualsiasi lettore dotato di giusto spirito critico e di onestà intellettuale possa rilevare come le tue obiezioni su quando detto da Papa Francesco circa la visita di San Francesco al Sultano siano capziose e malevole.
      Addirittura ti prendi la libertà di interpretare le stesse parole di San Francesco per presumere che tra le due opzioni da esso indicate la prima risulti di scarsa importanza , e la seconda quella da fare. Ipocrita.
      La frase completa infatti è :
      « I frati poi che vanno fra gli infedeli, possono ordinare i rapporti spirituali in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani. L’altro modo è che, quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose, e nel Figlio Redentore e Salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani, poiché, se uno non rinascerà per acqua e Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio”
      Qualunque lettore può vedere quindi che la seconda opzione è seguente alla prima e ad un fatto molto preciso : “quando vedranno che piace al Signore”. Questo significa che prima di aprire bocca e dare fiato, il cristiano deve applicare il DISCERNIMENTO che viene dalla conoscenza della Parola di Dio, meditata e scrutata, e dalla opportunità di poterla diffondere per la gloria di Dio senza danno per il prossimo.
      “Quando vedranno che piace al Signore” non significa quindi sentirsi investiti di chissà quale missione personale, ma confrontare costantemente il nostro desiderio di zelo ed entusiasmo con quello è l’effettivo progetto di Dio, che non è il nostro. “Quando vedranno che piace al Signore” include pure la possibilità di stare zitti, e limitarsi alla prima opzione.
      Infatti la congiunzione subordinata “quando” esprime appunto un evento successivo ad uno precedente. Il che significa che la prima opzione è quella primaria, e mentre la si applica, si può valutare se passare alla seconda, che è OPZIONALE. E chiunque leggendo la cronaca dell’incontro tra Francesco ed il sultano può valutare che in effetti egli abbia applicato la prima e , dopo l’opportuno discernimento, anche la seconda, sempre evitando di coinvolgere altri nelle eventuali conseguenze delle sue parole, che eventualmente mettevano a rischio solo lui e l’accompagnatore.
      Detto questo, considerando che il Santo Padre ha scelto di chiamarsi Francesco e non ha mai nascosto una passione anche personale per la figura di questo Santo, coltivata probabilmente lungo tutta una vita sacerdotale, non mi sembra ne opportuno ne generoso ne obiettivo presumere che qualcuno, in virtù di una improvvisa passione per la vita di questo santo derivante dalla contingente enciclica, si metta a tagliare e cucire opinioni e commenti presi da questo o quello scritto, relative a fatti certi o incerti ma sicuramente parziali rispetto all’intera figura di San Francesco, per farne elementi di critica strumentale finalizzata esclusivamente a screditare il Papa, ma finendo per contraddire l’immagine di mitezza e di umiltà nella verità che di questo Santo ci viene dalla Tradizione e che ha contribuito, nei secoli , a suscitare centinaia di migliaia di conversioni e di decine di migliaia di vocazioni.

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      • Penso che l’interpretazione “giusta” delle parole di San Farncesco è quella data dal Santo stesso con il suo comportamento personale: il che mi sembra essere il nocciolo dell’osservazione di Lorenzo, alla quale però non dai risposta.

        In Pace

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        • A me sembra che parliamo di aria fritta.
          il Papa dice che « Senza ignorare le difficoltà e i pericoli, San Francesco andò a incontrare il Sultano col medesimo atteggiamento che esigeva dai suoi discepoli: che, senza negare la propria identità, trovandosi «tra i saraceni o altri infedeli […], non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio». »
          Ora certamente San Francesco ha evitato liti e dispute, limitandosi a rispondere secondo coscienza alle domande del Sultano. Quando queste domande esigevano una spiegazione circa i motivi delle crociate , egli lo ha espresso, senza negare la verità, annunciando il Vangelo e spiegando anche il perché dell’opportunità della crociata.
          Papa Francesco non quindi ha negato che San Francesco abbia anche, nei modi e toni opportuni, annunciato il Vangelo, ma ha voluto porre l’accento sulle modalità e lo spirito con il quale lo ha fatto.
          E mi sembra che sia tra le prerogative del Papa porre l’accento su quella che era la caratteristica innovativa del messaggio Francescano, in un tempo antico dove era uso considerare le persone solo come amici o nemici, e dar poco valore alla vita umana di chi non credeva nella tua stessa religione.
          Cercare in tutti i modi la contraddizione, addirittura la falsità, anche a costo di sottolineare dell’intero messaggio francescano solo quello che più ci fa comodo e di far passare San Francesco per una specie di Giovanna D’arco con la spada, non offende il Papa ma offende quanti nello spirito francescano hanno trovato motivo di conversione e vita .
          Se infatti Giovanni Paolo II, che qui tanto piace, ha voluto promuovere l’incontro ecumenico e lo ha fatto proprio ad Assisi è perché evidentemente al di la delle parole vere o presunte che siano state scambiate in quell’incontro col Sultano, entrambe le confessioni (cattolica e musulmana) hanno conservato e tramandato un ricordo di questo incontro incentrato sulla reciproco riconoscimento all’esistenza e coabitazione. Se infatti San Francesco fosse ricordato dai musulmani come quello che li voleva ammazzare tutti come infedeli, non avrebbero mai acconsentito a partecipare ad incontri nella sua città natale ed in suo nome.
          E’ quindi evidente che le cronache che tanti citano, ed a noi giunte, sono strumentalmente utilizzate per mettere l’accento solo su ciò che divide, mentre evidentemente (e la storia lo conferma) lo spirito dell’incontro fu imperniato anche su ciò che unisce.
          O, in alternativa, San Giovanni Paolo Magno ha sbagliato tutto, e prima di promuovere l’incontro di Assisi doveva chiamare Lorenzo che gli avrebbe spiegato lui come stavano le cose!

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          • Opinione tua: rispettabile.
            Penso che ti sia mentalmente difficile uscire da un modo di pensare non cattolico: prendiamone atto e chiudiamo qui.
            In Pace

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          • Ricordo che il cardinale Ratzinger fu molto contrario all’incontro « ecumenico « di Assisi e cerco’in tutti modi di dissuadere Giovanni Paolo II a farlo, proprio paventando la strumentalizzazione in chiave eretica che si sarebbe fatto di tale incontro. Ancora oggi vediamo come Ratzinger ci vedesse ancora un volta molto piu’ chiaro di chi lo circondava e come al solito non fu ascoltato : ricordo che dopo Assisi comincio’a girare fra i cattolici nelle parrocchie la strana idea che San Francesco non fosse andato dal Sultano per convertirlo, anche a prezzo della propria vita ( cercava il martirio dicono le cronache) ma per stringergli la mano, conversare amabilmente e dire  » tutte le religioni vanno bene continua pure nella tua fede ‘caro Sultano  »
            Fra l’altro se fosse vera questa interpretazione eretica allora tutti i martiri di tutti i tempi che sono morti per convertire alla vera fede i popoli che credevano negli « dei falsi e bugiardi » sarebbero rei del peccato di proselitismo

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            • Il proselitismo è cosa buona e giusta in quanto richiesto dal Cristo stesso:
              Vangelo secondo Matteo (28, 16-20) “In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io so­no con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

              Dal Vangelo secondo Marco (6, 7-13): ” In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano”.

              Chi insegnasse altro che quel che Gesù insegna non è suo seguace, non solo nei fatti, ma soprattutto nel cuore.

              ((Adesso bisogna vedere cosa ci si mette d’altro sotto la parola proselitismo: alcuni la deformano apposta per darle un significato ostico e frenare così lo slancio salvifico voluto da N.S. Gesù Cristo))

              In Pace

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              • Non sarebbe male approfondire la definizione di proselitismo e quella di evangelizzazione.
                Sono fermamente convinto che molti ne abbiamo una idea sbagliata (Magari anche io)
                Riporto quanto leggo da wikipedia, che non è la bibbia ma è sempre meglio che parlarsi addosso….

                INIZIO CITAZIONI.
                “Il proselitismo è l’opera di chi cerca di convertire o coinvolgere altri individui a una certa religione o altra dottrina.”
                .
                “I termini evangelizzazione e proselitismo, che si potrebbero considerare sinonimi se usati nel contesto del cristianesimo, sono in genere usati con diverse implicazioni. Mentre il termine “evangelizzazione” si riferisce a una libera “testimonianza” delle verità rivelate da Cristo, “proselitismo” viene generalmente utilizzato per indicare un atteggiamento più aggressivo, con lo scopo di “imporre” il cristianesimo in modo unilaterale (per esempio nel contesto del colonialismo o dell’insegnamento scolastico).”
                .
                “Per alcuni, il diritto morale a fare proselitismo discende dalla libertà di parola. Altri lo vedono come un’ingiustificata interferenza e lo considerano scorretto e condannabile. Nathan Lerner osserva che il giudizio sul proselitismo coinvolge un conflitto fra due diritti: il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni e il diritto a non ricevere insegnamenti non richiesti”
                .
                “Da un punto di vista legale, alcuni elementi possono essere significativi per distinguere il proselitismo “lecito” da quello “illecito”: Per la legge Italiana :
                “- Tutti gli esseri umani hanno il diritto di aderire a una religione, e di cambiare religione (libertà di religione);
                – hanno inoltre il diritto di professare il loro culto pubblicamente, associandosi in gruppo (libertà di culto e associazione);
                – hanno il diritto di esporre ad altri le proprie convinzioni allo scopo di convincerli o influenzarli (libertà di parola).”

                Sulla base di questi punti, si ricava non solo la legittimità dell’evangelizzazione o del proselitismo ma anche, in negativo, l’illegittimità di un’azione che tenta di raggiungere la conversione altrui attraverso minacce, discriminazione e altri mezzi coercitivi.”
                FINE CITAZIONI

                Dal che si evince che volendo dare all’evangelizzazione una accezione positiva, che comprende tutto ciò che è “proposto”, ed al proselitismo una accezione negativa , che comprenda tutto ciò che è “imposto” (anche col plagio mangari), San Francesco col Sultano ha fatto una pura evangelizzazione, resa ancora più efficace dalla sincerità e dalla possibilità di essere per questo ucciso.
                Cosa intendesse poi il Signore nel momento in cui ha detto “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”, può essere inteso in 2 modi :
                1) Proclamate con forza e convinzione il Kerigma
                2) Costringete gli altri a convertisi.
                Mi sembra che le parole successive, ed il comportamento degli apostoli delle prime comunità sia abbastanza esplicito in questo : “Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro”.
                Quindi l’atteggiamento giusto è quello dell’evangelizzazione cioè testimonianza , kerigma, eventuale abbandono. Nessun tipo di forzatura.
                Se poi negli anni successivi è successo altro questo non significa che sia per forza sbagliato, ma neppure significa che sia da ripetere.

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      • – Il nostro Santo Padre firma un documento sulla fratellanza con i mussulmani evitando volutamente ed accuratamente, ovviamente per non inficiare il dialogo, di accennare anche solo di sfuggita a fatto che Gesù Cristo è Dio.
        – San Francesco dice chiaro e tondo in faccia al Sultano che i mussulmani bestemmiano il nome di Gesù Cristo in quanto essi negano il suo essere Dio affermando che il «Creatore originale dei cieli e della terra come potrebbe egli avere un figlio se non ha una compagna e se lui da solo ha creato tutte le cose?» (Cor. VI 101).
        – Alla luce delle parole di Gesù Cristo il quale afferma che “chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt 10. 32-33), chi, tra papa Francesco e San Francesco, ti sembra si sia comportato in modo conforme al Vangelo?

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        • Grazie di questa domanda Lorenzo, che evidenzia una seria difficoltà a collocare ruoli e persone.
          Nelle cronache del tempo è riportato che San Francesco si è battuto strenuamente col Cardinale locale per farsi dare il permesso di andare dal Sultano, permesso che ha ottenuto soltanto promettendo che mai avrebbe fotto menzione di essere inviato dal Cardinale o dalla Chiesa, e che sempre avrebbe detto di essere venuto a titolo personale. Infatti egli a titolo personale , ed a rischio proprio, ha affrontato il sultano rischiano la propria, e non la altrui vita.
          Il Papa , invece, in qualsiasi sua azione, volente o nolente, rappresenta per il mondo la Chiesa Cattolica. Se davanti ai rappresentanti della fede mussulmana si mettesse ad evangelizzare con lor , cosa impedirebbe a qualche matto esaltato (diciamo un “Abdul Al Lorenzo”) di sentirsi offeso, e, non potendo arrivare al Papa, mettere una bomba su un autobus, uccidendo tanti innocenti ?
          Quindi la risposta è : Tutti e due si sono comportati in modo cattolico, secondo il loro ruolo e le loro responsabilità, cercando di non mettere a repentaglio la vita di altri che non la propria.
          Noi che siamo evangelizzatori anonimi, senza alcuna responsabilità, e con le gambe ben piantate sotto al tavolino , dovremmo stare un poco più accorti rispetto a giudizi su chi ha la responsabilità non solo della fede ma anche a volte della vita delle altre persone.
          Anche perchè nei passi di Vangelo che non leggi mai, quelli che hai ritagliato e sostituito con un “omissis”, c’è anche scritto : Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Prudenti e semplici. Non incoscienti e presuntuosi. Prudenti e semplici.
          Recupera il pezzetto che hai tagliato, e con la coccoina riattaccalo sopra l’omissis.

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          • Hai perfettamente ragione: se San Pietro e San Paolo si fossero comportati prudentemente e semplicemente come ha fatto papa Francesco, non avrebbero fatto quella brutta fine.

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            • Visto la risposta, col permesso di Simon , mi permetto di dire che sei di coccio , e penso che stavolta pure Simon sia d’accordo, visto che fai finta di non capire.

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              • Se essere di coccio significa rimanere affascinato dalla lectio magistralis « Fede, ragione e università – Ricordi e riflessioni », tenuta il 12 settembre 2006 dal papa Benedetto XVI presso l’università di Ratisbona, lectio che tanta ira ha suscitato nel grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, e rimanere sconcertato dal documento sulla « Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune » firmato da papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, si, sono fiero di essere di coccio.

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  11. Mente Libera dice “ San Francesco col Sultano ha fatto una pura evangelizzazione, resa ancora più efficace dalla sincerità e dalla possibilità di essere per questo ucciso”

    Si puo’ forse dire lo stesso di Papa Francesco ? “ Papa Francesco ha forse fatto con l’ Imam del Cairo una pura evangelizzazione resa ancora piu’ Efficace dalla sincerita’ e dalla possibilita’ Di essere per questo ucciso?

    Papa Francesco ha firmato con l’ Imam del Cairo un documento in cui si dice che la varieta’ Delle religioni e’ voluto da Dio e che in pratica ognuno viva nella sua religione andando d’ accordo con gli altri.
    San Francesco avrebbe firmato col Sultano un documento in cui la religione cristiana e quella maomettana sono messe sullo stesso piano? Questa o quella per me pari son ?

    Chi non riesce a vedere la profonda differenza fra i due atteggiamenti , quello di San Francesco che voleva convertire il Sultano anche a prezzo della propria vita , e quello di Papa Francesco che vuole firmare accordi coi musulmani per una pace senza proclamare la Verita’ ’ e senza nominare i cristiani uccisi e perseguitati da musulmani ?

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    • Scusa se mi intrometto per chiarire una cosa.
      Quando un cristiano chiede ad un mussulmana di controfirmare un documento nel quale si legge che “Noi – credenti in Dio, nell’incontro finale con Lui e nel Suo Giudizio”, ed anche che “Il pluralismo e le diversità di religione, … sono una sapiente volontà divina”,
      vi vedo come un atto di sottomissione all’islam:
      – “credenti in Dio, nell’incontro finale con Lui e nel Suo Giudizio” identifica, per i mussulmani, i soli credenti delle tre religioni che si richiamano ad Abramo;
      – affermare che le diversità tra le religioni ebraica, cristiana e mussulmana “sono una sapiente volontà divina” significa concordare, seppure in modo non esplicito, con quanto afferma il corano, e cioè che Maometto, in ossequio alla “sapiente volontà divina”, e venuto dopo Gesù per correggere gli errori nella sua dottrina introdotti dai cristiani.

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      • Rispondo a tutti a due con la semplice esposizione della Realtà, che evidentemente non rientra nei vostri canoni di pensiero
        – La lectio magistralis di BXVI è del 2006, ed era ovviamente rivolta ad un pubblico cristiano e selezionato, in un periodo in cui il terrorismo islamico di al qaeda sembrava in via di debellamento.
        – Tra il 2015 ed il 2019 vi sono stati nel mondo 108 attentati di matrice islamica (ISIS) con centinaia di morti
        – Anche valle di tutto questo le autorità religiose Cristiane ed Islamiche hanno valutato la necessità di condividere un documento che , nel mantenimento delle rispettive distanze e differenze, riconoscesse il diritto reciproco all’esistenza. Questo per definire che le due religioni non condividevano in nulla gli attentati degli ultimi anni , e per stimolare i leader del mondo a lavorare per la pace , la giustizia.
        – Il titolo di questo documento è “DOCUMENTO SULLA FRATELLANZA UMANA PER LA PACE MONDIALE E LA CONVIVENZA COMUNE”
        .
        Solo una persona priva del più basilare buon senso ed animata da faziosità e disonestà intellettuale può pensare che in un documento orientato alla “fraterna convivenza mondiale” vi sia una delle parti che rimarchi la sua superiorità rispetto all’altra, così da inasprire le differenze invece che appianarle.
        .
        Detto questo sul documento non c’è nulla di scandaloso, ed infatti nessuno ha fatto polemica, tranne qualcuno a cui evidentemente ogni azione di questo Papato è per definizione sbagliata, ed allora contro di questo non si può far nulla. D’altra parte, e questo è evidente, a chi sta col corpo ben al caldo, nutrito e senza rischi, col passaporto di una nazione più ricca di altre e potendosi spostare ovunque ed arrivato ad una certa età, della fratellanza con quelli che stanno peggio di lui non gliene frega, molto cristianamente, niente, perché non ci vede nessun vantaggio personale.

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        • Come tu solito ML65 metti etichette in modo disonesto e attacchi ad hominem in vece di ragionare.
          Ti faccio notare che sul quel documento non ho mai avuto niente da ridire, in quanto l’ho sempre letto secondo il “charity’s principle” https://pellegrininellaverita.com/2019/02/05/francesco-ad-abu-dhabi-viaggio-semplicemente-perfetto/
          Adesso, se il Santo Padre dovessere leggere sé stesso senza applicare questo principio il problema è tutto suo e non mio.
          Prima di sputare su altrui e accusare a vanvera, verifica: grazie.
          In Pace

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          • Mi scuso Simon, ma veramente non mi riferivo a te. Mi spiace aver dato questa sensazione, avevo letto i tuoi giudizi sul viaggio semplicemente perfetto, ed anzi mi riferivo a questo quando dicevo che « nessuno ha fatto polemica ».

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        • Se fosse vero che Dio ha voluto tutte le religioni, sarebbe anche vero che, dopo l’Incarnazione, Dio stesso ha voluto che Maometto scrivesse il corano per affermare che Gesù non è Dio.
          Ti pare cattolica l’affermazione che Dio ha VOLUTO tutte le religioni?

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          • Il principio di carità citato, fa dire che questo testo può essere inteso come una permissione (passiva) divina e non come una volontà (positiva) il che sarebbe orribile da parte di Dio e contro la giustizia e quindi contro la carità.
            Finché è possibile capire questo testo in questo senso non vedo problema maggiore a parte l’ambiguità, che è ambigua solo per chi non volesse interpretare questo passsaggio secondo questo principio.
            Ma per noi cattolici, dobbiamo applicarlo, in quanto è a priori impensabile che un Papa affermi l’altra interpretazione che è non solo eretica ma apostatica.
            Adesso mi dirai che ha pur bene adorato e fatto adorare la Pachamama sulla tomba di san Pietro…. ma questo è un altro soggetto.
            In Pace

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            • Concordo pienamente sulla volontà permissiva.
              L’unico mio problema è l’uso di parole, affermazioni e frasi dal contenuto non univoco senza volerne chiarire, nonostante le richieste in merito, l’esatto significato: questo però, credo, si sta rivelando un motivo di crescita dottrinale per chi si preoccupa di chiarire i dubbi per mezzo del retto Magistero.

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