Il Coronaticano: Statistiche Del Virus In Vaticano

Ieri è stato annunciato il nuovo Annuario Pontificio e dell’Annuario Statistico della Chiesa con i dati statistici del 2018. Vi è conferma della persistenza dell’impatto negativo del pontificato francescano sui giovani immediatamente misurabile con il numero di candidati al sacerdozio, calo molto importante e quasi drammatico in America ed in Europa, grazie al cielo un po’ compensati da una crescita in Africa, ma che sempre mostra i giovani sempre più riluttanti ad impegnare la totalità della loro vita in una struttura ecclesiastica sempre meno all’immagine di Cristo e ben troppo somigliante a quella della clicca francescana al governo dell’istituzione cattolica dal 2013 ed alla quale ben pochi cattolici veraci possono identificarsi.

(Al soggetto continuiamo a notare la tendenza di chi si occupa delle statistiche a voler manipolare dati ed interpretazioni, ad esempio affermando che il calo del numero dei seminaristi sarebbe “solo” del 2%, contandolo dal 2013, cioè incluendo i dati dall’inizio del papato francescano ma non paragonandolo con l’ultimo anno di quello benedettino come qualunque persona normale farebbe, il che darebbe un risultato oggettivo del -4% di calo, come abbiamo già avuto l’occasione di mostrare in questo articolo; questa tendenza alla deformazione statistica l’abbiamo messa in evidenza alla grande anche nel caso delle partecipazioni all’Angelus e altri eventi vaticani, in questo altro nostro articolo circa i “miracoli statistici in Vaticano“; in altre parole tutto quel che questi annuari pontifici pubblicano dal 2013 deve essere preso con le pinzette e cum grano salis )

Ma il dato statistico il più importante, a dispetto del sottotitolo fasullo Aumenta l’incidenza dell’azione pastorale nel mondo cattolico di Africa e Asia nel primo quinquennio di Pontificato di Sua Santità Papa Francesco e come lo mostra la lettura del documento stesso (non c’è uno solo punto dove ci sia miglioria lì dove il Pontificato abbia incidenza cioè fuori dell’Africa e dell’Asia), non è stato messo in evidenza: abbiamo infatti ormai un Papa, ma abbiamo un Vicario di Cristo in meno, un Vescovo di Roma in meno, un Servo dei Servitori di Dio in meno e così via di seguto, questi titoli ormai ridotti ufficialmente a semplici appellazioni storiche, senza quindi valenza teologica.

E questo dato è formidabile perché nella storia della Chiesa abbiamo avuto a volte troppi Vicari di Cristo, a volte due , a volte anche tre, ma mai abbiamo avuto nessun Vicario di Cristo su un periodo di oltre i sette anni (messe a parte i periodi di Sede Vacante) : il buon Papa Francesco è arrivato a realizzare quel che la profezia di Malachia aveva previsto, diranno certuni, con un sorriso quasi compiaciuto, dicendo che Pietro II sarebbe l’ultimo della lista, ed infatti ormai essere Vicario di Cristo è “titolo storico”, non più realtà teologica ed ontologica.

Altri non saranno neanche stupiti dopo l’apostasia dell’adorazione della Pachamama sulla Tomba stessa del Primo degli Apostoli e Primo Vicario di Cristo.

Rimarchevole papato: il buon Papa Francesco è stato legittimamente scelto dal conclave del 2013 per riorganizzare la Curia Romana e dopo 7 anni di discussioni e riformette da tre soldi senza visione e semplice risultato di lotte interne dovute ad assenza di reale visione e leadership, ma che costano all’istitituzione complessità, leggibilità, addizionali lotte interne all’ultimo sangue e tante spese novelle, ancora nessuna riforma concreta è stata compiuta per quest’organizzazione amministrativa composta da quattro gatti pelati (parliamo di un ordine di grandezza di 3000 persone) all’inizio dell’ottavo anno di questo infausto papato.

Ma, più ottimisticamente, la suddetta riforma ha già dato ufficialmente il suo primo risultato pratico sul piano statistico: non abbiamo più Vicario di Cristo e di Servitore dei Servitori di Dio ma solo un J-M Bergoglio , figura video-telematica di tele-realtà davanti a piazze vuote, di cui potrete, tra poco, vedere e godere le immagini olografiche durante il prossimo ventennio o aldilà, cioè fino alla fine del mondo, forse.

In Pace

P.S.: Se non percepite le variazioni di tonalità e sfumature ironiche della mia voce attraverso i pixels che leggete qui sopra, non ci posso fare niente e non è colpa mia. 😉



Categorie:Attualità cattolica, Cortile dei Gentili, Simon de Cyrène

13 replies

  1. le reazioni al gesto del Papa che benedice con L’Eucarestia hanno colpito molti anche non credenti. Invece la pandemia, ( che ha ucciso 60 preti italiani e questo ha fatto notizia all’estero) ha fatto passare in secondo piano il grave scandalo degli abusi: La gente non sa tutto e i giornali hanno altre schiocchezze da rincorrere. Lo scandalo è gravissimo: eppure penso ad Albenga, a Buffalo e altre diocesi i giovani, pochi, rispondono alla chiamata del Signore. Non so se la pandemia sia un segno del Signore o del diavolo. Certo gli scandali sono opera nostra. Eppure il Signore misericordioso chiama ancora. Io sono stupito nel constatare che nel 20% delle nuove congregazioni si sia infilata sempre qualche scorrettezza (Penso alle suore alcantarine italiane!)
    Eppure il Signore misericordioso chiama ancora

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  2. Scusate l’ OT. E’ morto Antonio Livi , grande teologo , e grande cooperatore di Papa Giovanni Paolo II per la lettera enciclica Fides et Ratio.
    Questo sito potrebbe scrivere un breve commento in memoria.
    RIP

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  3. Se dichiari questo dichiara anche l’uomo empio, il figlio della perdizione, chi sia. Tanto vale…

    “Papa Formoso per nulla è famoso” potrebbe sospirare la Provvidenza divina

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  4. Nel Bollettino ufficiale al primo capoverso si legge proprio questo:
    «Aumenta l’incidenza dell’azione pastorale nel mondo cattolico di Africa e Asia nel primo quinquennio di Pontificato di Sua Santità Papa Francesco».
    E poi in sintesi continua:
    «L’insieme dei fenomeni esaminati mostra con sufficiente chiarezza come nel corso degli anni compresi fra il 2013 e il 2018 si assista ad una contrazione del peso relativo dei paesi europei e del Nord America e ad un aumento di incidenza di tutte le altre aree geografiche».
    «…La dinamica della consistenza sacerdotale appare globalmente piuttosto deludente, mostrando una contrazione di 0,3% concentrata nella seconda metà del periodo campionario…».
    Non credo che la contrazione del numero degli aspiranti sacerdoti sia causata dal presente papato. Si tratta di un fenomeno che va avanti da molti anni ormai e sappiamo tutti il perché.
    Sul fatto poi che siano l’Africa e a seguire l’Asia, i continenti che mostrano un incremento non va dimenticato il giudizio espresso da Vittorio Messori in una intervista a “Vatican Insider” qualche tempo fa: «Il boom delle vocazioni? Non mi faccio illusioni. In Africa si va in seminario per le stesse ragioni per cui si entrava qui quando si moriva di fame. Un modo per avere di che vivere. E poi nella cultura africana il celibato è incomprensibile, per cui la Chiesa, diciamo così, chiude un occhio. Ci sono molti preti con mogli e figli. Cosa fai, li mandi a Roma? A fare i vescovi?».
    E poi resta una domanda mai sopita: Quale valore ha il numero dei battezzati, di coloro cioè che sono stati registrati ufficialmente nelle parrocchie da neonati. Saranno tutti autentici cattolici osservanti il Magistero?
    A me pare proprio di no e in ogni caso chiunque può rendersene conto da solo osservando i comportamenti delle persone che si frequentano familiari, amici, colleghi di lavoro ecc.

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    • “Non credo che la contrazione del numero degli aspiranti sacerdoti sia causata dal presente papato. Si tratta di un fenomeno che va avanti da molti anni ormai e sappiamo tutti il perché.” : questa tua affermazione è falsa come lo indicano le statistiche ufficiali fin dagli inizi del Papato di San Giovanni Paolo Magno fino alla fine di quello di Benedetto XVI, puoi leggerti il nostro articolo qui dove troverai i numeri precisi: https://pellegrininellaverita.com/2020/01/24/limpatto-di-francesco-sui-giovani/

      Quanto alle “ragioni” che tu dai circa il perché delle vocazioni africane mi sa che non ti sei accorto che in 50-60 anni in Africa non si muor più di fame e che fai delle generalizzazioni per lo quanto spregiudicate sulle motivazioni delle persone, dettate sicuramente da un profondo razzismo che non riesci a celare.

      Di sicuro c’è solo che è proprio dove il papato di Francesco ha il meno effetto che ci sono più vocazioni.

      In Pace

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      • Le “ragioni” le ha date Messori non cinquant’anni fa ed io le ho soltanto riportate.
        In ogni caso si è sempre saputo che anche qui in Italia la scelta di intraprendere il sacerdozio era la strada a portata di mano delle famiglie numerose e povere per garantire un futuro ai figli.
        Sarà anche vero che in Africa da 50/60 anni non si muore più di fame resta però da spiegare il perché tutti i santi giorni trasmettoni in televisione all’ora di pranzo immagini di bambini di quel continente denutriti e bisognosi di tutto.
        Poi naturalmente ogni punto di vista è sempre legittimo.

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        • Non è questione di punto di vista, ma di fattualità.
          In Pace

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          • E’ bello che sia stata finalmente debellata la piaga della fame africana.
            E addirittura da 50-60 anni, neppure da adesso! Ero proprio rimasto indietro.
            Con questa bella notizia possiamo cominciare meglio la giornata.
            Buon lavoro a tutti.

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            • Concordo con te: la gente è rimasta rinchiusa in stereotipi vecchi di più di mezzo secolo fa durante gli eventi del Biafra.
              Invece è ottima notizia e, per giunta, non solo in Africa sono usciti dalla miseria crassa di 60 anni fa che i sistemi colonialisti avevano lasciato dietro di loro, ma lo hanno fatto passando da una popolazione circa 350 milioni di abitanti ad una di ca. 1.5 miliardi nei nostri giorni. E l’Africa continuerà ad arricchirsi grazie alla crescita demografica che dovrebbe continuare, Dio volente, almeno fino agli anni 50 doppiando i numeri attuali e arricchendola.
              Eppure ci sono ancora razzisti come alcuni intervenenti anche sul nostro blog! Te lo puoi immaginare? Io ho difficoltà a pensare che ciò sia possibile, eppure questo razzismo generato dall’ignoranza, e spesso sotto perverse parvenze di “carità”, è sempre ben presente anche presso i cattolici, purtroppo.
              In Pace

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  5. Infatti! Hai ragione contano i fatti ….

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  6. tralasciando che il papa è tale giammai ontologicamente mi meraviglio che si sposti abusando della statistica ( che non guarda i tempi ) sulla mediaticità del papa odierno dopo aver avuto Giovanni Paolo II.

    Si dirà che lui era un baluardo…appunto…proprio per questo nessuno gli ha gridato addosso, quel che oggi sta è diretto figlio del passato , come sempre

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  7. Tutto il presente e’ diretto figlio del passato. La figura di Papa Francesco non e’ sorta come un fungo alieno , ma come il “ frutto” logico di una lunga stagione ecclesiale. Tutto ha portato a lui.
    Quello che all’ inizio , con papa Giovanni Paolo II , sembro’ bello, entusiasmante , avere una figura papale piu’ vicina al popolo, ai giovani,giovane e bello egli stesso, capace di raccogliere folle oceaniche , capace di galvanizzare con le sue parole le folle, insomma un papa carismatico, aveva pero’ il suo rovescio della medaglia che pochi allora negli anni 80-90 del novecento percepirono. Il rovescio della medaglia della mediaticita’ e’ l’ assefuazione , dopo un po’ , delle masse e quindi, conseguenza della troppa vicinanza , della troppa esposizione mediatica, la banalizzazione della figura papale. La figura papale viene a far parte della civilta’ di massa , vanificando le parole del Cristo “ Siate nel mondo ma non DEL mondo”
    Ora questo rovescio della medaglia e’ percepito un po’ da tutti. Se il prossimo papa sarà ’ ancora piu’ mediatico di questo ,ancor piu’ “ alla mano” , il senso della figura papale perdera’ ogni doverosa distanza e ogni dignita’ sacerdotale ”. Non piu’ Vicario di Cristo, ma leader popolar-televisivo che dopo un po’ stucca ed annoia e si cambia canale. Buona sera e buona cena.
    Ben l’ ha capito un regista come Sorrentino che nella sua serie televisiva The Young Pope immagina un futuro papa giovane e bello , un futuro Pio XIII , che capisce che la propria figura deve recuperare il senso della distanza sacrale della ieraticita’ ,persino della segregazione e del silenzio se occorre, per dare uno scossone all’ andazzo consumistico-popolare del rapporto dei fedeli col papa.
    Senza andare da un estremo all’ altro, senza ripristinare sedia gestatoria e triregno, e la figura del pa-re , bisognera ’ pero’ per recuperare un minimo di dignita’ della figura papale , ripensare i modi con cui il Papa si presenta, se vogliamo continuare coi i Buona Sera , Buona cena ,e le citazioni di Fabio Fazio invece che con la benedizione apostolica , mi sa che fra cinquanta anni un Papa Francesco IV , amicone del popolo, non piu’ percepito come Vicario di Cristo , non sara’ piu’ una figura spirituale, un sacerdote alla maniera di Melkisedek, ma alla maniera di Pippo Baudo.

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