Contra Haereticos Nel 2019

Dalla Dominus Jesus §19:

Affermare l’inscindibile rapporto tra Chiesa e Regno non significa però dimenticare che il Regno di Dio, anche se considerato nella sua fase storica, non si identifica con la Chiesa nella sua realtà visibile e sociale. Infatti, non si deve escludere « l’opera di Cristo e dello Spirito fuori dei confini visibili della Chiesa » [74]. Perciò si deve tener anche conto che « il Regno riguarda tutti: le persone, la società , il mondo intero. Lavorare per il Regno vuol dire riconoscere e favorire il dinamismo divino, che è presente nella storia umana e la trasforma. Costruire il Regno vuol dire lavorare per la liberazione dal male in tutte le sue forme. In sintesi, il regno di Dio è la manifestazione e l’attuazione del suo disegno di salvezza in tutta la sua pienezza » [75].

Nel considerare i rapporti tra Regno di Dio, Regno di Cristo e Chiesa è comunque necessario evitare accentuazioni unilaterali, come è il caso di quelle « concezioni che di proposito pongono l’accento sul Regno e si qualificano come “regnocentriche”, le quali danno risalto all’immagine di una Chiesa che non pensa a se stessa, ma è tutta occupata a testimoniare e a servire il Regno. È una “Chiesa per gli altri”, si dice, come Cristo è l’“uomo per gli altri” […]. Accanto ad aspetti positivi, queste concezioni ne rivelano spesso di negativi. Anzitutto, passano sotto silenzio Cristo: il Regno, di cui parlano, si fonda su un “teocentrismo”, perché – dicono – Cristo non può essere compreso da chi non ha la fede cristiana, mentre popoli, culture e religioni diverse si possono ritrovare nell’unica realtà divina, quale che sia il suo nome. Per lo stesso motivo esse privilegiano il mistero della creazione, che si riflette nella diversità delle culture e credenze ma tacciono sul mistero della redenzione. Inoltre, il Regno, quale essi lo intendono, finisce con l’emarginare o sottovalutare la Chiesa, per reazione a un supposto « ecclesiocentrismo » del passato e perché considerano la Chiesa stessa solo un segno, non privo peraltro di ambiguità » [76]. Queste tesi sono contrarie alla fede cattolica, perché negano l’unicità del rapporto che Cristo e la Chiesa hanno con il Regno di Dio.

[74] Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 18.

[75] Ibid., n. 15.

[76] Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 17.

Da dove si educe che i “destrorsi” ( quelli che privilegiano il mistero della creazione su quello della redenzione) come anche i “sinistrorsi” ( quelli in reazione a un supposto « ecclesiocentrismo » del passato) che si dicono cattolici propongono tutti , in realtà, tesi contrarie alla fede cattolica.

Evitiamo quindi di dare risalto all’immagine di una Chiesa che non pensa a se stessa, ma è tutta occupata a essere “Chiesa per gli altri” come Cristo sarebbe l’“uomo per gli altri” . Questa tesi è contraria alla fede cattolica.

In Pace

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Categorie:Sproloqui

29 replies

  1. Perché dici “destrorsi”? Probabilmente non fai riferimento a categorie “politiche”. Perché da quel punto di vista mi sembra che le due derive ereticali di cui parli siano due aspetti della stessa tipica deriva sinistrorsa, che fondamentalmente riduce il Regno di Dio a un regno di questo mondo.
    Quella destrorsa (tipica di un certo malinteso tradizionalismo, fissato su un malinteso concetto della regalità sociale di Cristo) per eterogenesi dei fini (giacché errori apparentemente contrari conducono spesso agli stessi esiti) fa lo stesso attraverso una concezione totalitaria, olistica, trionfante della società “cristiana”. Sogno millenaristico e ben poco cristiano, direi. Certo, il regno di Dio in questo mondo è come in grembo, quindi si può ben dire che è già qui, ma alla luce verrà solo dopo la fine di questo mondo e di questa terra. Fino a quel giorno la terra, il mondo, sarà il campo del grano e di quella zizzania che non spetta a noi eliminare. E in qualsiasi mondo, anche quello in superficie e, per così dire, dal punto di vista formale perfettamente cristiano, il cristiano, in qualche modo, sarà sempre perseguitato. E su questo non ci piove, visto che lo disse qualcuno piuttosto autorevole. Si veda pure il Catechismo, 677: “La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione. Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male che farà discendere dal cielo la sua Sposa.”

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    • No, non mi riferisco a categorie politiche.
      Concordo anche con il resto del tuo appunto.
      In Pace

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    • “le due derive ereticali di cui parli siano due aspetti della stessa tipica deriva sinistrorsa, che fondamentalmente riduce il Regno di Dio a un regno di questo mondo.”

      Vero però si può voler realizzare un Regno di Dio più vicino alla sinistra o alla destra, inoltre c’è una sinistra gioachimita che ha in antipatia le strutture politiche (Fine dell’epoca costantiniana) e una destra spiritualista che vede il cristianesimo solo come salvezza individuale.

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      • E’ plausibile che ci sia chi voglia realizzare – termine pericoloso, però, “realizzare”, che fa pensare a una meta definitiva più che a una propedeutica o intermedia – un Regno di Dio più vicino alla sinistra o alla destra: ciò dipende da legittime sensibilità individuali. A patto che, però, questo desiderio non nasconda un immanentismo o millenarismo di fondo.
        Quanto agli spiritualismi di sinistra o di destra mi sembrano dei fenomeni alquanto confusi e contraddittori. Per quanto “spirituali” si mostrino, non riescono neanch’essi a celare l’ansia millenaristica di fondo che li anima, nata magari per reazione alla sempre terribilmente prosaica realtà di tutti i tempi, per cui alla fine conducono agli stessi esiti di quelli più marcatamente politici, se non altro perché alimentano un cultura o un clima …spirituale refrattario a guardare in faccia la realtà di un mondo, il nostro, che non potrà mai trasformarsi in una Gerusalemme celeste, se non appunto dopo la sua fine: come scrisse S. Paolo, “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.”

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        • Sugli spiritualisti è vero: più che altro ultimamente mi viene da pensare che quando si esce dalla concretezza del cattolicesimo si finisce per cadere nel cesaropapismo, nel sottomettere cioè il religioso al politico. Sia a destra che a sinistra.

          Su regno e il millenarismo von Balthasar parlava di Già e non ancora: la redenzione è avvenuta il Regno è già tra noi, anche se ancora in boccio e non pienamente dispiegato. Una fiducia realistica .

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  2. Mi permetto di far osservare, a mio modesto avviso, che è lo stesso schieramento (il “sinistrorso” nella semplificazione di Simon) che scinde in due vie (servizio e ecumenismo debole “teocentrista”) la medesima tesi (che non ci si salva “necessariamente” grazie a Cristo.
    La DI infatti questa unica tesi confuta già dall’incipit del titolo: “Circa l’unicità e l’universalità di Gesù cristo e della Chiesa”.
    Cordiali saluti.

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    • Esattamente. Senza contare che ormai siamo ben oltre alle problematiche qui descritte. Siamo di fronte ad un episcopato che, in numeri sempre più rilevanti, semplicemente non crede in Dio, è ateo.

      In realtà fossero veri millenaristi, per quanto eretici, sarebbero almeno credenti, ma molti non lo sono più, o non lo sono mai stati. Sospetto che le rampogne sul “meglio essere atei che” ecc ecc nascano anche da questa consapevolezza, una sorta di Cicero pro domo sua.

      In realtà a molta di questa gente del Regno non frega nulla perché manco ci pensano, manco ci credono. Se credono nel pancotto è già tanto.

      In questo si distingue anche la crisi ariana da quella attuale: gli ariani erano eretici, ma erano autenticamente credenti. Questi credono solo in se stessi e nelle loro ideologie. Da lì la “religione senza un mondo a venire”, la “religione per distruggere la religioni”.

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    • E infatti, come in tutti i culti umani troppo umani, non è più il Dio vivente ad essere adorato, ma nuovi vitelli d’oro.

      Sfogliando la rivista “il mio Papa” del 14 Novembre 2018, per esempio, a pagina 29 si leggono queste incredibili (non nel senso etimologico del termine, perché credibili purtroppo, visto il tempo in cui viviamo, lo sono eccome. Incredibili nel senso platonico del termine, cioè parole che sarebbero incredibili se vivessimo in un periodo di moderata sanità) parole, ad iniziare dal titoletto “LUI PERFETTO, NOI MOLTO MENO Come fare per essere un cristiano da “da 6 in pagella”.

      Dopodiché si prosegue con quanto segue: “Papa Francesco è il massimo punto di riferimento per ogni credente, ma non è sempre facile imitarlo (queste ultime parole sono evidenziate in neretto). Ecco una ricetta minima”.

      Ora, io sapevo che colui che il cattolico deve imitare, l’unico perfetto, è Gesù Cristo. Ma questo andava bene nella vecchia religione, per l’appunto. Ora è passato di moda: ora il modello perfetto è papa Francesco, e colui che bisogna sforzarsi di imitare, benché non sia facile, è lui. Alla faccia dell’idolatria.

      Sarebbe bello se tutto ciò fosse solo uno scherzo di pessimo gusto, ma non lo è. Del resto, eravamo stati avvertiti.

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      • Molto gravi i sono le ultime esternazioni del card. Marx nell’ Omelia della Messa del 1 gennaio a Monaco , che potete leggere in traduzione sul blog Oltre il giardino di Sabino Paciolla .
        Il card. Marx ha affermato chel’ evoluzione della societa’ e le esigenze storiche rendono necessari ulteriori “ adattamenti” della dottrina della Chiesa, quali l’ Inter Comunione fra cattolici e protestanti e l’ abolizione del celibato dei preti.
        La verita’ Non e’ definitiva , ha affermato il cardinale . “Volgetevi ad un nuovo modo di pensare. Naturalmente siamo in una grande tradizione ma questa non e’ una tradizione completa, e’ un percorso verso il futuro”
        Secondo questo cardinale dunque la verita’ della dottrina cattolica non e’ definitiva e puo’ essere adattata alle esigenze , e’ totalmente storicistica e puo’ anzi deve cambiare a seconda dei cambiamenti della societa’ ed adattarsi alle novita’ perche’ la Tradizione cattolica “ non e’ completa” e si completera’ dunque in un futuro anzi probabilmente continuera’ ad “ evolvere” all’ infinito.
        La teologia tomista qui e’ del tutto superata e direi sconfessata. E il card. Marx e’ uno dei piu’ importanti e potenti cardinali oggi al vertice della Chiesa. Fa parte del G9 ed e’ a capo della ricchissima ( di soldi non di fedeli) chiesa tedesca.
        Come fare ad essere contro gli eretici nel 2019 se questi eretici sono al vertice di quella Chiesa che dovrebbe decidere chi sono gli eretici?

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        • Come ho detto, qui il vero problema è l’ateismo di fondo di molti di questi impostori. Essi vedono la Chiesa come una realtà meramente immanente, si che possa essere modificata e cambiata anche nelle sue strutture e dottrine essenziali.

          Parlano di Tradizione ma segano il ramo su cui sono appollaiati. Parlando di Dio ma hanno perso la Fede in Lui, o forse non l’hanno mai avuta. Parlano di poveri, a cominciare dal Pontefice regnante, ma poi fanno pappa e ciccia con Chiese, come quella tedesca, per le quali l’appellativo “filthy rich” sarebbe perfino eufemistico, con l’aggravante che tale Chiesa letteralmente scomunica i fedeli che non vogliono o non possono pagare la tassa ecclesiastica.

          È una commedia triste e un po’ macabra, questa. Speriamo finisca presto.

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          • Questo pessimismo cosmico sulla Chiesa tutto è meno che cattolico. Ci sono preti di tutti i tipi e vescovi di tutti i tipi e pubblicazioni di tutti i tipi, ed è possibile trovare cose ortodosse e meno ortodosse ovunque, se si vogliono cercare.
            In questo modo ognuno può descrivere la Chiesa come più gli pare, accentuando le caratteristiche che più gli fanno comodo e trascurando quelle che lo contraddicono.
            Dello stesso Papa si scelgono con cura le parole da evidenziare e quelle da trascurare, in modo che emerga , a secondo delle convinzioni, la parte che più fa comodo. Un comportamento, questo, tipico di una ideologia politica, mentre invece Gesù stesso ci invita ad accogliere la predicazione come se fossimo bambini, con la fiducia del figlio nel padre.
            Molti fanno peraltro finta di ignorare che i vescovi, cardinali e papi di oggi sono figli dei vescovi , cardinali e papi di ieri che li hanno formati e selezionati. Parlano come se l’attuale curia sia discesa sulla terra da una astronave marziana, invece che essere stata formata dalla Chiesa di ieri e quindi dai papi e cardinali che molti esaltano come migliori di quelli di oggi.
            Di certo c’è che chi è pessimista sulla Chiesa non ha vera fede in Dio, e chi descrive continuamente la Chiesa come una massa informe di atei dovrebbe prima verificare se non sia ateo lui stesso, visto che preferisce guardare sempre e solo il negativo invece del positivo, come fosse stato eletto a giudice universale e potesse avere uno sguardo profetico sull’opera dello Spirito Santo.
            Esattamente come in una competizione sportiva, i tempi del cristiano sono molti e tengono conto dei momenti fondamentali. La liturgia, la preghiera , la meditazione, che possono essere equiparati a quello che per un calciatore è la preparazione , la palestra, l’allenamento, la nutrizione. La vita quotidiana, le scelte della vita, la gestione delle croci e l’evangelizzazione, che possono essere equiparati a quello che per il calciatore è il campionato fatto di tante partite.
            Non si può pensare di vincere le partite senza una adeguata preparazione .
            Allo stesso tempo prepararsi all’infinito sei mai affrontare la gara diventa una azione sterile. Ognuno ha la sua gara, grande o piccola, nella quale mettere a frutto quanto ricevuto nella preparazione.
            Dall’equilibrio tra queste due fasi (Dio ed il prossimo, Chiesa e Regno) emerge la maturità della nostra fede, orientata al bene personale e comune. Siamo chiamati alla santità, e conoscere e venerare la deve servire a stimolare la nostra santità, o è una futile ed illusoria conoscenza intellettuale.
            Nessun santo è mai diventato santo avversando e criticando la Chiesa del tempo in cui ha vissuto, perché fiducia ed obbedienza fanno parte della palestra in cui siamo chiamati ogni giorno a mettere alla prova la nostra fede.

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            • Con questo non significa ovviamente che non si possa criticare la Chiesa o il Papa , ma un conto è una una critica equilibrata e limitata, un conto un ossessivo e ripetitivo attacco continuo. Nulla di buono può venire da questi atteggiamenti. Tutti sono capaci ad amare quello che si vede come perfetto ed amabile. Ma la santità viene dall’amare quello che vediamo come imperfetto e non amabile.

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              • “Con questo non significa ovviamente che non si possa criticare la Chiesa o il Papa…”

                Questa temo sia una frase che poi riapre ogni “gioco”. Sa un po’ di un colpo al cerchio e uno alla botte.
                Cosa è “critica”? Quando può considerarsi “equilibrata”? Qual è il luogo deputato alla critica?
                Quale differenza tra una sana critica (che più propriamete è da definirsi “correzione” che guarda caso viene chiamata “fraterna”) ad intra ed una deleteria ad extra?

                Poi “critica alla Chiesa” è troppo generica affermazione temo… io, tu, altri, che siamo per lo più singoli, mattoni inseriti a Dio piacendo in questo “edificio spirituale”, critichiamo l’edificio? O il Suo Architetto di conseguenza…

                Oppure critichiamo Nostra Madre?
                Posiamo per similitudine nostra madre nella carne, qualora dovesse anche essere giustamente corretta, la critichiamo pubblicamente fuori della mura di casa, parlandone (e sparlandone) con chiunque, magari anche con chi non vede l’ora di darle della prostituta, o il nostro agire deve essere diverso?

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            • Il “pessimismo cosmico sulla Chiesa” non è “tutto meno che cattolico”…è tutto meno che crisitano!

              Non c’è nulòla neppure nei passi più cupi e persino tremendi della Scrittura che possa far pensare ad una sconfitta finale, ad un eclissarsi definitivo della Verità seppure si debbe passare per persecuzioni atroci, apostasie o vedersi ridotti ad un “resto” (e benedetto chi in questo “resto” persevererà).

              Neppure difronte alla profetizzata comparsa di un anti-Cristo, la Fede vacilla (o dovrebbe vacillare) e la Chiesa scompare.
              Bisogna entrare nell’ottica di una Chiesa, che segue in tutto le orme del Suo Signore, la cui vita terrena si è apparentemente conclusa sulla croce e nel sepolcro e non farsi ingannare dall’idea di una Chiesa che “domini” il mondo, che ristabilisca un sorta di teocarzia “buona e giusta”.

              La “resurrezione della Chiesa”, intesa come Corpo Mistico e di coloro che La compongono, se è quando avverà – certo per intervento misericordioso e potente di Dio e non certo per “l’agitarsi” del Suo Popolo, semmai per il suo implorare sofferente ma fiducioso – non è detto che coincida con una “restaurazione”, quanto piuttosto con il sopraggiungere degli “Ultimi Tempi”.

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            • “Questo pessimismo cosmico sulla Chiesa tutto è meno che cattolico. “

              Tu confondi il pessimismo con il vedere i dati di fatto. Inoltre sarei pessimista se pensassi che la Chiesa possa essere spazzata via, cosa che non penso. Io penso che siamo nei tempi del CCC 675, insieme a molti altri stolti, tra cui anche qualche Cardinale e Padre Ariel. Era forse pessimista chi ha scritto quel paragrafo? Oppure è da derubricare tra i deliri di qualche ubriacone?

              “Ci sono preti di tutti i tipi e vescovi di tutti i tipi e pubblicazioni di tutti i tipi, ed è possibile trovare cose ortodosse e meno ortodosse ovunque, se si vogliono cercare.”

              Certamente, ma oggi l’ortodossia nella Chiesa è emarginata, come e più di quanto lo era al tempo dell’arianesimo.

              “Dello stesso Papa si scelgono con cura le parole da evidenziare e quelle da trascurare, in modo che emerga , a secondo delle convinzioni, la parte che più fa comodo. Un comportamento, questo, tipico di una ideologia politica, mentre invece Gesù stesso ci invita ad accogliere la predicazione come se fossimo bambini, con la fiducia del figlio nel padre.”

              Non posso accogliere come bambino la predicazione del Papa quando mi dice che Maria non è nata Santa ma lo è diventata, nemmeno posso accogliere la sua predicazione quando mi dice che una che lui stesso ritiene una sicaria sia una grande italiana, nemmeno posso accoglierlo quando ritiene che sia giusto dare la Comunione ai protestanti non convertiti ecc ecc.

              Accogliere la predicazione come bambini non significa essere deficienti. Il cattolico è chiamato a conoscere il Depositum Fidei e non a farsi sballottare qua e là da ogni vento di dottrina solo perché tali venti vengono dalla Gerarchia.

              Lo dice anche il diritto Canonico: Can. 212 – §1. I fedeli, consapevoli della propria responsabilità, sono tenuti ad osservare con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori, in quanto rappresentano Cristo, dichiarano come maestri della fede o dispongono come capi della Chiesa.

              E fa abbastanza tenerezza che quelli che ora chiedono una obbedienza assoluta ad ogni stramberia siano proprio i progressisti che, nei precedenti Pontificati, citavano Don Milani asserendo che “l’obbedienza non è più una virtù”.

              “Parlano come se l’attuale curia sia discesa sulla terra da una astronave marziana, invece che essere stata formata dalla Chiesa di ieri e quindi dai papi e cardinali che molti esaltano come migliori di quelli di oggi.”

              I Papi precedenti hanno dato spazio a diverse sensibilità nella Chiesa, talvolta tollerando fin troppo. Se avessero fatto come l’attuale pontefice, plasmando il collegio cardinalizio a propria immagine e somiglianza tagliando fuori chiunque avesse una sensibilità contraria, ora non saremmo in questa situazione.

              “Di certo c’è che chi è pessimista sulla Chiesa non ha vera fede in Dio, e chi descrive continuamente la Chiesa come una massa informe di atei dovrebbe prima verificare se non sia ateo lui stesso, visto che preferisce guardare sempre e solo il negativo invece del positivo”

              Io parlavo della Gerarchia, e che la Gerarchia oggi sia composta in gran parte da atei e da eretici (quando va bene) è un dato di fatto, non una opinione. In questo articolo viene spiegata bene la problematica http://isoladipatmos.com/dinanzi-ad-una-chiesa-visibile-affetta-da-una-decadenza-dottrinale-e-morale-irreversibile-e-necessario-aprire-quanto-prima-la-banca-del-seme/

              Riguardo al positivo, mostrami i frutti positivi di questa Gerarchia e non tarderò a riconoscerli.

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              • Ma che dire walter …leggendo le decine di righe che scrivu e ripeti mille volte con gli stessi concetti , e l’ossessione rispetto a questa cosa di Maria santa, direi che in te si riuniscono al minimo i nick Walter, Lorenzo, Antonio e Re Vermiglio . Tutti da riferire sempre a un tal Vincent che una volta imperversava…il cui stile è inconfondibile 🙂 .

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  3. Lasciando perdere l’anticristo e l’apostasia, bisogna anche ammettere che molte notizie che stanno uscendo sono inquietanti, l’impressione è che attorno a Papa Francesco ci sia un gruppo fin troppo stretto (nel filtrare le notizie?) per cui cum grano salis sia nel disubbidire che nell’ubbidire.

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    • Di disubbidienti purtroppo la Chiesa è piena… (a partire dal singolo, semplice fedele, rispetto il proprio parroco, dal singolo parroco al proprio Vescovo, dal singolo religioso al proprio Superiore e via salendo)

      Ubbidienza significa considerare l’altro superiore a sé e quando non lo si considera tale per mancanza di umiltà, significa chinare il capo a chi ti è superiore per posizione e autorità.

      L’Umiltà (e la capacità di obbedienza) non ci sono connaturali, giacché tutti ci consideriamo superiori a molti e tendiamo a crederci dio della nostra stessa vita… quindi non c’è da meravigliarsi.

      Troppo spesso dimentichiamo che Cristo, Re dell’Universo, Dio, spogliò Se Stesso e si fece servo.
      Ma noi… mai servi di nessuno (al massimo ci diciamo “servi di Dio” perché fa tantoi pii).

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  4. Bariom
    l’umiltà cristiana non consiste nel farsi trarre in inganno da chi predica dottrine contrarie alla verità di Cristo o ancor peggio vedere l’inganno ma tacere e acconsentire e non ribellarsi per un senso di inferiorita, chi sono io ? o per spirito di gregge .
    per esempio non sarebbe veramente umile un presbitero oggi che per malintesa umiltà e senso di obbedienza ai superiori dovesse, contro la propria coscienza, avallare le eresie che nel 2019 trionfano , di cui Padre Cavalcoli fa qui una lista ad Aldo Maria Valli:
    “….tristi fenomeni realmente esistenti, come l’influsso del modernismo, del neoarianesimo, del rahnerismo, del luteranesimo e della massoneria, nonché il disordine liturgico, il disprezzo per la Tradizione, la falsificazione della Scrittura, la mondanizzazione della Chiesa, la gravità e diffusione degli scandali, dei conflitti interni, della corruzione morale, della perdita della fede e dell’apostasia in molti fedeli, la negligenza dei pastori e del Papa nel correggere gli errori, nel pacificare gli animi, e nella riforma dei costumi.
    Io aggiungerei anche il marcionismo, – e credo che don Minutella sarebbe d’accordo -, come tu hai giustamente rilevato in uno dei tuoi libri, eresia del sec. III, oggi risorta nella forma di un misericordismo che ammette un presunto Dio del Nuovo Testamento, tutto dolcezza e tenerezza, ad esclusione del presunto Dio punitore, spaventoso, vendicativo e crudele dell’Antico Testamento.” ( Padre Cavalcoli)

    quello che molti oggi ripetono come un mantra è che bisogna chinar il capo ed essere obbedienti, fidarsi di chi ci è superiore, i laici si devono fidare ciecamente della gerarchia ecclesiatica , non azzarddarsi a criticarla tutto quello che fanno e dicono è ben fatto.
    pensano così , con questo atteggiamento di essere realmente cristiani ed umili, mentre coloro che si ribellano e che criticano sarebbe “superbi e non cristiani”.
    no , non è così. al tempo della crisi ariana Sant’Anastasio si ribellò e combattè. la sua vera umiltà, non quella dei vescovi suoi contemporanei che per amor del quieto vivere si fecero imporre l’arianesimo dalle autorità civili e religiose dell’epoca. sant’ambrogio si ribellò. e così tanti altri nella storia della Chiesa. Io
    non sono d’accordo colla falsa umiltà del “fidiamoci e stiamo zitti e muti “.
    Bisogna fidarsi si’ ma di Cristo, della Tradizione e di quei presbiteri, vescovi e teologi che sono rimasti fedeli alla tradizione. Cristo ha detto che i falsi profeti inganneranno molti. non ci ha assicurato che noi non saremo tra quei molti ingannati, non ci ha dato la CERTEZZA CHE PER NOI PERSONALMENTE ANDRA’ TUTTO BENE , non abbiamo una assicurazione sul “rischio apostasia”.
    Bariom , non pensi ogni tanto cdi correre anche tu il rischio di essere fra quei molti ingannati?O credi di essere al sicuro?

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    • “l’umiltà cristiana non consiste nel farsi trarre in inganno da chi predica dottrine contrarie alla verità di Cristo o ancor peggio vedere l’inganno ma tacere e acconsentire e non ribellarsi per un senso di inferiorita, …o per spirito di gregge.”

      Mai detto o pensato questo (ho detto questo?)

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    • “Bariom, non pensi ogni tanto cdi correre anche tu il rischio di essere fra quei molti ingannati? O credi di essere al sicuro?”

      Ingannato su cosa? Perché questo è fondamentale…
      L’inganno poi presuppone poi che l’ingannato non ne sia consapevole, diversamente è complicità e non inganno.

      Al sicuro da cosa? Dall’inganno? In senso assoluto non mi sentirei di dire “sono al sicuro da ogni rischio”… tu lo puoi dire, per quanto guardingo tu pensi di essere?

      Satana re dell’inganno (e il rischio più grande è sempre quello del peccato personale) è scaltro e più furbo e intelligente di noi… è uno spirito, ma io mi sento al sicuro fintanto e inquanto per il mio discernimento mi rimetto alla Parola di Dio, alla guida dello Spirito Santo, all’insegnamento della Chiesa restando nell’obbedienza laddove obbedienza totale è richiesta.
      Rimettendomi al discernimento e quindi all’obbedienza verso chi mi è superiore nella guida spirituale nel mio cammino di conversione.
      Non rifiutando la croce e il combattimento, nutrendomi dell’Eucaristia, abbeverandomi alla preghiera, difendendomi con la Confessione e ponendomi sotto la protezione di Maria.

      In questo si, mi sento sicuro… come il fanciullo che si sente sicuro in braccio al Padre.

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    • “quello che molti oggi ripetono come un mantra è che bisogna chinar il capo ed essere obbedienti, fidarsi di chi ci è superiore, i laici si devono fidare ciecamente della gerarchia ecclesiatica , non azzarddarsi a criticarla tutto quello che fanno e dicono è ben fatto.”

      Esatto. Per loro “fidarsi come bambini” significa accettare che oggi venga predicato l’esatto contrario di quanto veniva predicato ieri, che vengano negati con nonchalance dogmi come l’immacplata concezione, e che si accetti tutto questo senza battere ciglio.

      Per costoro, essere cattolico implica essere un decerebrato che si beve tutto quello che gli viene propinato e che obbedisce senza indugio al “contrordine compagni” di chi predica un altro Vangelo.

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  5. Qui, a causa di certuni/o si è nell OT il più totale: il tema è “Evitiamo quindi di dare risalto all’immagine di una Chiesa che non pensa a se stessa, ma è tutta occupata a essere “Chiesa per gli altri” come Cristo sarebbe l’“uomo per gli altri” . Questa tesi è contraria alla fede cattolica.”

    Chiudo quindi gli interventi qui.

    In Pace

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