Opzione Benedetto, la conferenza di Padre Christopher Zielinski

Nei commenti del terzo articolo dedicato alla conferenza di Gotti Tedeschi sul nichilismo e la crisi economica, si è profilata quella che nel dibattito contemporaneo di casa cattolica suona come “Opzione Benedetto“. Questa idea è iniziata a circolare poco dopo l’uscita del fortunato e molto discusso libro di Rod Dreher dal medesimo titolo, pubblicato negli USA a marzo 2017. L’autore però è da dieci anni che ne parla, dalle colonne dei giornali conservatori americani. Ma cosa è questa “opzione”?

Tesi di fondo è semplice e la prendo dalla scheda del libro edito dalla San Paolo: “in un mondo come il nostro, molto simile a quello che vide la fine dell’Impero Romano con l’arrivo dei barbari, è necessario fare come Benedetto da Norcia, separarsi dall’Impero per poter ritrovare le proprie origini, radici e identità, così da poter essere in prospettiva “sale della terra” non insipido.” Qui trovate una buona presentazione che aiuterà anche a comprendere le righe successive.

Naturalmente il dibattito si è subito acceso. C’è chi lo taccia di voler creare ghetti cristiani inutili, chi dichiara che sono tesi che possono funzionare al massimo per l’America (tesi sposata dal direttore dell’Osservatore Romano) e chi invece – come Ferrara – osserva che l’idea è “interessante, comprensibile, del tutto lecita, fervida e feconda”, ma “rispetto allo stato disagiato della fede contemporanea [estranea cioè al pubblico dibattito] sembra laterale, non coglie lo scandalo, lo lascia emergere in una soluzione che chiude strade e non coglie soluzioni, trovando un ripiegamento”.

In casa nostra nel frattempo la frattura politica fra Adinolfi e l’Avvocato Amato pare si sia consumata proprio a causa di una idea simile a quella lanciata da Dreher. Amato infatti, dopo aver lasciato a inizio anno la segreteria del partito “Popolo della Famiglia“, ha presentato da poche settimane un suo movimento culturale che riprende l’idea benedettina di rilancio valoriale e sociale attraverso la cultura, il lavoro e la preghiera: nova civilitas. Non si è ancora capito però se questo movimento si impegnerà politicamente, sotto quale profilo e come.

L’argomento è quindi quanto mai attuale e merita un doveroso approfondimento, se possibile lucido e senza polemiche. E’ il medesimo pensiero che hanno fatto gli amici di Staggia del Timone, invitando il monaco benedettino Padre Zielinski a parlare del libro, ma soprattutto dell’idea che l’autore lancia al popolo cristiano. La conferenza risulta chiara e a tratti illuminate, ovviamente più spirituale e teologica che pragmatica, sicuramente meritevole di una sbobinatura simile a quelle cui vi abbiamo abituato. La proponiamo con i consueti tagli decisi dal sottoscritto e le risistemazioni sintattiche per rendere lo scritto della conferenza dell’abate statunitense più scorrevole. Buona lettura!

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Sono in Italia da tanti anni e in tutti questi anni ho sentito continuamente ricordare l’importanza della libertà, della tolleranza, della democrazia. Eppure osservo che tutti quelli che invocano queste cosiddette “virtù” della società moderna, spesso sono in realtà molto poco tolleranti. E questo si è visto subito nel dibattito che è nato dopo la stroncatura de “La civiltà cattolica” al libro di Rob Dreher, tale da farmi chiedere se il direttore del giornale avesse letto davvero il libro.

Ad ogni modo, non sono venuto qui per fare polemica, di quella ce n’è fin che volete in questo momento. Sono qui per porre una domanda: ora, che facciamo? E’ una domanda questa che sento porre sempre più spesso non solo dai miei monaci, ma anche fra preti, vescovi, cardinali: e ora che facciamo? E’ la finalità di questo “agire”, di questo “fare” che è estremamente importante per noi cristiani perché ora si agisce in un terreno paludoso ed è sempre più buio. E si rischia grosso a camminare al buio in un deserto dove ci sono paludi. Noi abbiamo estremo bisogno di una bussola, il Timone è forte, ma bisogna pregare quotidianamente che il timoniere non perda la direzione perché siamo tutti sulla stessa barca. Tutti.

E qui che mi sovviene la prima lettera di Pietro: “pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”. Perché questo è il nostro compito, il nostro fare. Ma per far questo è necessario conoscere Cristo perché solo così si può amare e amandolo ci ritroveremo al suo servizio. Conoscere, amare, servire. E la legge di questa formula cristiana, l’abbiamo celebrata stamattina. E’ la legge del regno di Dio: lasciarsi benedire, lasciarsi amare da quell’amore che ci ama da tutta l’Eternità, lasciarci inondare dalla sua vita. […] La vera lotta, la battaglia, nasce da questa esperienza di essere amato. Ci da una straordinaria forza interiore. Ci rende perfino intelligenti perché tale è la carità. E dilata il nostro cuore nella gioia e nella speranza di aiutare a crescere una comunità.

Ovviamente in questo clima non si può non rispondere alle domande. Ed è proprio questo che ha fatto Rob con il suo libro pubblicato il 14 marzo 2017. E’ un libro questo frutto di anni di dibattiti, incontri, ricerche, lunghe meditazioni, ma soprattutto è nato da una esperienza di vita nella società. Non è vero che questo libro è un invito alla “fuga mundi“, chi lo dice non l’ha letto, non l’ha meditato e non l’ha riletto. E’ un libro provvidenziale ora come ora, perché cerca di ricostruire la comunità. E l’autore lo fa dopo aver studiato e meditato quotidianamente la regola di vita di San Benedetto, quella regola propria del vivere insieme, della preghiera, dell’ascolto, del silenzio.

Nel prologo di San Benedetto si legge come prima parola questo: Ascolta! Ascoltate obbedienti ai precetti del maestro. Insomma, si inizia con un comando e un comando ben preciso, che coinvolge tutta la persona perché non si ascolta con l’orecchio della carne, ma con quello “del cuore” come dice il Santo, l’unico che possa accogliere una verità che non è comoda e che è anche oggettiva, che viene insegnata dalla parola del Maestro. Con l’ascolto del cuore noi possiamo innamorarci di questa parola. E mentre succede impariamo che ci educa non solo attraverso quel che dice, ma anche attraverso tutto il suo creato. Ed è così che ci può invitare a ricevere l’ospite come “altro Cristo”.

Sarebbe anche interessante studiare il fenomeno della immigrazione secondo lo spirito della regola perché l’ingresso dell’ospite è graduale. E’ graduale! E la comunità comincia a conoscere questo ospite attraverso la preghiera affinché piano piano non diventa un altro Cristo.

Io non sono la persona più adatta per parlare di immigrazione, ma dato che vengo dagli Stati Uniti dove il problema fra bianchi e neri è ancora molto vivo, rifletto su di essa. E ancora non riesco a capire come faremo qui in Italia a vivere insieme quando non c’è nessun progetto per aiutarci a vivere veramente insieme. Ricordo a Lendinara l’anno scorso, durante la processione del Corpus Domini, avevano messo un altarino davanti al bar vicino al Comune. E tutti intorno c’erano dei marocchini che bevevano, ridevano e fumavano.
Io non do a loro la colpa per questo fatto. La do a me stesso. La do a noi. Ma prima di tutto la do alla politica, perché per quanto si possa dire che noi cristiani abbiamo un impegno, il vero impegno è dei politici perché il problema è in mano a loro. E l’inizio della soluzione passa dall’educazione.

Veniamo a noi e alla situazione attuale della Chiesa. Credo che dovremmo scriverci nella mente a caratteri cubitali che il compito di tutti sia quello di far diventare la Chiesa il luogo più sicuro del mondo. Questo deve essere il nostro compito: la Chiesa come luogo più sicuro del mondo. E lo diventerà se ritrova la ragione della sua speranza.

Un aspetto che viene sollevato nel libro riguarda la liturgia. Non voglio sembrare noioso, ma a mio avviso quello che stiamo vivendo in questo momento è davvero un problema spirituale e trova la sua radice nella questione liturgica. Perché come celebriamo, crediamo e viviamo. Non dimenticatelo.

L’autore è un personaggio interessante e sul libro ho alcune piccole perplessità. Ritengo però che l’italiano medio possa trarne giovamento perché egli possiede un individualismo che non lo lascia in balia dell’inganno che può nascere da un facile senso di comunità. Non è un giudizio, è un dato di fatto. Anzi, forse questo individualismo è un dono perché aiuta a non lasciarsi ingannare. Negli USA abbiamo avuto tantissime forme di comunità, come ad esempio quelle degli Amish. Queste forme per noi sono sempre state attraenti, mistiche. E’ infatti un credo che ti può prendere e coinvolgere totalmente, al punto che dettano ordini su cosa devono mangiare, come devono vestire e come devono vivere. Queste non possono essere delle finalità immediate per degli italiani, credo piuttosto che si debba insegnare – prima a voi e quindi ai figli – come essere cristiani e a rispondere a coloro che ci chiedono ragione della nostra speranza.

Il libro è diventato importantissimo negli USA e ci sono numerosissimi dibattiti al riguardo, perfino il NYTimes lo chiama “evento religioso”. E’ chiaro che l’autore sta rispondendo ad una necessità profondissima che nasce da una domanda: quando cominceremo a vivere come autentici cristiani? Quando cominceremo a vivere davvero la fede e a lasciare che ci trasformi, ci illumini attraverso lo splendore della Verità? Charles de Foucauld diceva “non dobbiamo preoccuparci di insegnare, ma di come camminiamo, come chiudiamo una porta, come ci salutiamo…”. Anche questo ci insegna il vivere con Cristo e il lasciar vivere Cristo in noi: l’importanza del quotidiano e del semplice. […]

E’ una proposta di vita cristiana in un mondo che non solo non crede più, ma anzi è diventata terra straniera per noi. Io mi vergogno della nostra vergogna. Togliamo le croci dai muri, da noi stessi. Di cosa abbiamo paura? Pensate che vivere politicamente corretti sia mettersi in cammino verso la libertà? Schiavo è colui che non sa di esserlo e noi lo siamo. Schiavi dell’opinione pubblica, del ricco di turno, del più forte. Non si può a vivere a lungo cosi senza entrare in conflitto con la fede. Noi cristiani possiamo essere cittadini esemplari, ma non tutti i bravi cittadini possono essere buoni cristiani. Esempi? Aborto, divorzio, eutanasia: dibattiti terribili. Parlano tutti di un nuovo umanesimo, nella realtà l’uomo è sempre più messo da parte a causa di queste leggi disumane. Non servono discorsi accademici: l’Occidente è in una crisi terribile! E Dreher ha visto in questo una terribile somiglianza con il periodo in cui visse Benedetto.

Egli è arrivato a concepire questo libro dopo aver letto “Dopo la virtù” del filosofo Alasdair MacIntyre del 1981. Ed è lui che dichiara per primo che San Benedetto è l’icona da guardare per affrontare questo periodo pregno di visione individualista e naturalista tipica dell’umanesimo liberale che, dall’umanesimo totalitario del socialismo, non vede più le virtù come forza dinamica e creativa per lo sviluppo della società. E l’opzione è proprio questa scoperta di Benedetto. Il riscoprire che l’uomo ha una grande vocazione: diventare Alter Cristi, attraverso l’opportunità non più offerta solo ai monaci, ma a tutti coloro che vogliono intraprendere un cammino cristiano autentico.

Non è una propaganda vocazionale, al contrario è una chiamata per tutti i cristiani di mettere in pratica lo spirito della sequela, formando una nuova e brillante contro-cultura. Non dobbiamo sopravvivere, ma vivere come ci chiede Gesù Cristo: o lui è in centro oppure la nostra vita non è cristiana.

Oggi è la festa di Maria Addolorata ed è una festa straordinaria. […] Il motivo per il quale l’umanesimo odierno è cresciuto così prepotentemente nelle nostre Università è perché non siamo stati capaci di dare ragione alla sofferenza. Tutti noi andiamo dal medico per non soffrire e siamo capaci di ingoiare qualsiasi cosa egli prescriva pur di non soffrire. Parallelamente pur di non soffrire, soffochiamo la ragione: si dorme. Mentre il mondo ci passa sopra, l’importante è dormire e non dare noia.

Invece dobbiamo rispondere, eccome, dando ragione a Cristo. L’Opzione Benedetto può farlo. E può essere anche strumento, per altro, di ecumenismo. Dreher prima era protestante, poi è diventato cattolico e ora è ortodosso. Si fermerà credo prima o poi… (ride ndr); penso che chi riscalda troppe sedie, lo fa per una certa inquietudine. Ma voglio credere che in Dreher sia causata per aver vissuto nelle varie istituzioni e nel non aver trovato la risposta. E questo per noi è un giudizio.

Ho la grazia di essere confessore indegno di un Santo sacerdote e di quello che sta avvenendo ora nella Chiesa, lui me ne parlò quasi 2 anni fa. Mi diede un libricino sulla fine del mondo consigliandomene la lettura. Il libro arriva a questa conclusione: non è la fine del mondo, è la fine di un mondo. E questo è vero: noi non vedremo mai più la Chiesa come la vediamo ora, siamo ad una svolta che questo sacerdote chiama “Il Regno di Maria”. L’ultima volta che l’ho visto mi ha detto: “in tutta questa confusione vedo soprattutto tanta sofferenza, future persecuzioni e sangue”. E questo fa nascere due problemi che anche Dreher coglie. Il primo è come rispondere a questa domanda: “perché dovremmo accettare il martirio?”. E  a questa domanda deve rispondere la Chiesa avendo cura (e speranza) che essa insegni ancora la fede, solo quest’ultima infatti dà le vere ragioni per le quali accettare la morte. Il secondo problema è che non si può accettare Grazia a buon mercato, perché non è Grazia, è sonnifero per dormire meglio! Purtroppo niente meno che la croce è la risposta alla nostra speranza.

Ricordo che una volta domandai il Cardinale Piacenza, al mio ritorno da un viaggio nel quale mi avevano regalato una reliquia di un martire avvelenato, “ho paura che non potrei accettare il martirio, ho il terrore di non avere la forza” e lui sorridendo “se dovesse arrivare quel momento – ma ci credo poco – sarà Dio che ti darà la grazia e la forza. Tu non l’avrai mai la forza, non sarà mai la tua forza che ti farà abbracciare Cristo”. Ci pensa lui se lo abbiamo seguito e ci lasciamo trovare.

La domanda quindi è: lo sto seguendo? Sto seguendo la sequela di Cristo? Cosa sto facendo? E questa non è una consapevolezza che nasce all’improvviso. Anche io, a 65 anni, ancora mi sto domandando: cosa devo fare? Dio ama la nostra fame e la nostra sete, non dimentichiamolo. Coltiviamo la nostra fame e la nostra sete poiché il nostro compito non è trovare Dio, ma – come dicevo – lasciarci trovare. L’opzione Benedetto è una risposta a questa fame, a questa sete.

Concludo. Nei prossimi anni non possiamo escludere che verremo sempre più attaccati. Nelle scuole cristiane come negli Ospedali e in tutte le altre istituzioni. Mentre entriamo in una età sempre più oscura, il nostro compito è di cercare forme e strategie che ci permettano di essere e rimanere cristiani. Quella novella annunciata dal San Giovanni XXIII nel gennaio del 1959 non è ancora arrivata alle Chiese, stiamo ancora implorando ben sapendo che questa Chiesa sta salendo il suo calvario. Non siamo nemmeno più nel Gethsemani, noi stiamo salendo verso il Golgota. E come Cristo la Chiesa dovrà subire la morte e l’abbandono di suo Padre!
Non di meno dovrà continuare a celebrare, attendendo la sacra speranza quando nascerà una nuova era, questo mondo nuovo.
Non sto dicendo che siamo alla fine del mondo, certamente siamo alla fine di un mondo.
Dalle gioie, dalle tristezze, dalle lacrime e dai gridi di questi anni ogni tanto si è sollevata una voce pacata e pacificante. Ma oggi qualcosa non torna e molti sono tristi. La tristezza è una malattia spirituale.

Come monaco so che la solitudine e il silenzio sono mezzi per attingere il più alto dei traguardi l’umanità allo stato puro. Ascolto e preghiera: ecco quali dovevano essere le risposte che si dovevano offrire fin da subito. Questi sono i doni grandi del monachesimo e vennero usati per riformare la Chiesa. Per altro è storicamente provato che non c’è riforma della Chiesa che non parta dal monachesimo. Spirito monastico che non è fuga dal mondo, ma entrare più a fondo del mondo. E’ questo l’unico dono che la Chiesa è in grado di offrire al mondo oggi e a Dio sempre. Ed ecco che la cella e il libro non sono una fuga, ma anzi luoghi creati e donati per coloro che amano veramente il mondo.

Ma attenzione, stiamo parlando di una “opzione”: richiede la nostra libertà. Non si può entrare in questa esperienza per paura o costretti, ma liberamente. E’ scelta libera di cammino nella libertà. Il vero umanesimo si conquista solo nella libertà e io credo che questo sia il grande dono del libro: è una mappa, non è il territorio. Quando l’ho dato al Padre Priore, egli mi ha detto alla fine della lettura: “abbiamo una sola scelta, lasciarci convertire: tutto qui”.

Non c’è nulla di facile, piuttosto è tutto molto… semplice.

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Categorie:Attualità cattolica

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101 replies

  1. C’è una cosa che mi colpisce subito.
    Questo libro, che esalta il monachesimo e vi intravede la via per la ricostruzione della Chiesa, è scritto da uno che monaco non è mai stato, non ha vissuto un solo minuto sotto una “regola” ed, anzi, ha cambiato confessione 3 volte, dimostrando così di essere sempre alla ricerca di qualcosa che non trova, ed allo stesso di non conoscere cosa propone.
    Tra l’altro la sua vita personale (51 anni, sposato con 3 figli) sembra più quella di un tranquillo cattolico borghese più che quella di un innamorato di Dio che vive il matrimonio con il fuoco del cristiano aperto alla vita ed a tutti i figli che arrivino.
    Ritengo che in certe cose l’esperienza personale sia fondamentale.
    Indicare strade che non si sono percorse sembra più un esercizio intellettuale che una effettiva proposta profetica.
    Questo senza entrare minimamente nel merito.

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    • Capisco quel che vuoi dire mentelibera e non posso darti torto in quanto è oggettivo che Dreher non sia un monaco. D’altra parte mi viene da pensare che forse anche lui semplicemente è tormentato come molti di noi ed è arrivato ad una conclusione che, ancora, stenta a vivere a pieno e cerca per ora di lanciare a mò di monito e proposta.
      Il libro non l’ho, ma non nego che – ad uno come me che aveva pensato ad una vita in una fraternità per la famiglia e ora comunque ne frequenta una da esterno – se prima una lettura mi ispirava, dopo questa sbobinatura è diventato quasi un bisogno. 😉

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    • Tra l’altro la sua vita personale (51 anni, sposato con 3 figli) sembra più quella di un tranquillo cattolico borghese più che quella di un innamorato di Dio che vive il matrimonio con il fuoco del cristiano aperto alla vita ed a tutti i figli che arrivino.

      Che razza di moralista giudizio sparato alla cavolo…

      Tu giudichi il “fuoco sacro” di un Cristiano dal numero dei suoi figli in rapporto poi all’età (o che altro)?

      È se Dio avesse pensato bene che tre figli per lui bastano? Magari ne sono previsti altri nella maturità o magari la moglie è entrata in menopausa prematuramente…

      In ogni caso, pessima uscita la tua.

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      • @Bariom

        Abbiamo scritto contemporaneamente aahahahahaha, comunque sono perfettamente d’accordo, l’uscita di Ml è di una assurdità senza pari nè paragoni.

        Anche perché ragioniamo, avere il fuoco sacro del Cristiano può forse essere una cosa negativa? Ovviamente no. Quindi non sarebbe negativo, anzi, se tutti i cattolici, nessuno escluso, avessero tale fuoco sacro.

        Peró se tale fuoco sacro implicasse ciò che ha detto Mentelibera, la popolazione europea e americana si decuplicherebbe letteralmente, o come minimo (minimo) quintuplicherebbe, nel giro di un paio di generazioni. La verità è che nel piano di Dio serve sia la famiglia con 16 figli, sia quella con 8, sia quella con 4, sia quella con 2, sia quella con 1, sia quella con nessun figlio (purché il non aver avuto figli non sia frutto di una assoluta volontà di non averne, che se precedente il Matrimonio lo renderebbe invalido, ma magari frutto di una impossibilità).

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    • Guarda, mentelibera, che anche Humanae Vitae parla di paternità responsabile. Non dice che o uno fa da cinque-sei figli in su oppure non sta vivendo da cattolico. Perlomeno io non l’ho mai letto da nessuna parte.

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    • Papa Ratzinger aveva un fratello e una sorella, Papa Montini due fratelli, mi pare che se una famiglia di tre figli abbia sfornato più di un Papa possa andare bene come esempio di famiglia cattolica. (Montini tra parentesi era anche parecchio borghese essendo il padre avvocato e deputato).

      Questa conferenza a me non piace molto però onestamente ii numero dei figli mi pare piuttosto irrilevante.

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  2. Ottima sbobinatura dell’intervento di Mons. Gänswein alla Camera dei Deputati
    https://alleanzacattolica.org/lopzione-benedetto/?pdf=29742

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  3. Non sarà che a furia di insistere monotematicamente sulla prolificità qualcuno ha finito per confondere le idee a qualcun altro? 😉

    Comunque sia, conviene accantonare le considerazioni personali intese a porre in cattiva luce questo Dreher ed entrare piuttosto nel merito delle sue idee, che sotto più aspetti mi lasciano molto perplesso.

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    • In realtà nessuno ha mai insistito monotematicamente sulla prolificità senza senno (cioè irrazionale secondo concezione tomista di ragione). Forse qualcuno ha interpretato superficialmente alcune considerazioni precise e profonde. Succede.

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  4. Intanto qualche prima osservazione su alcune osservazioni del relatore.

    Eppure osservo che tutti quelli che invocano queste cosiddette “virtù” della società moderna, spesso sono in realtà molto poco tolleranti.
    Vero. Nondimeno le cosiddette virtù della società moderna rappresentano una discreta conquista. Se interpretate in modo onesto possono favorire in seno a una società sviluppi assai più positivi del loro contrario (schiavitù, monocrazia, intolleranza…). Dunque teniamocele care.

    E ancora non riesco a capire come faremo qui in Italia a vivere insieme quando non c’è nessun progetto per aiutarci a vivere veramente insieme.
    Quali progetti vorresti che ci fossero, amico mio? I sostenitori dell’immigrazione di massa spacciano il fenomeno come un’ineluttabilità storica, fino a compiacersi del suo potere di disintegrazione di “quest’Europa” (alcuni perché ancora troppo fondata sul retaggio cristiano, altri – lo abbiamo visto anche qui – perché ormai cristianizzata): che cosa vuoi che interessi loro sforzarsi di immaginare possibili strategie di coesistenza o di integrazione? Abbiamo di fronte a noi concreti esempi pluridecennali (e in qualche caso plurisecolari) di come vi siano alcune etnie/culture insuscettibili di integrazione o incapaci di coesistenza pacifica. È una questione molto poco filosofica: l’unica via per assicurare la buona coesistenza è costituita da: 1) controllo dei flussi migratori; 2) assimilazione culturale forzata (certo anche attraverso la formazione e l’educazione): “se vuoi abitare tra noi, devi rispettare e accettare la nostra cultura, le nostre regole, i nostri usi” (o, se si preferisce, “ti impongo la mia libertà affiché tu non sia libero di impormi la tua schiavitù”).

    Io non do a loro la colpa per questo fatto. La do a me stesso. La do a noi. Ma prima di tutto la do alla politica
    Non è questione di colpe, né loro né tue né nostre. Essi non hanno rispetto perché non possono averne a causa del loro imprinting culturale, indelebilmente inscritto nel profondo delle loro persone. Qualcosa si può forse operare sui loro figli, ma per farlo occorrere sottrarli al controllo culturale dei genitori. E qui, sì, la politica ha le sue responsabilità: non ha mai avuto il coraggio necessario per procedere in tal senso.

    Questo deve essere il nostro compito: la Chiesa come luogo più sicuro del mondo.
    Dobbiamo chiarire che cosa intendiamo con sicurezza. Partirei dal livello elementare, quello dell’incolumità psicofisica personale, e già qui molti comparti della Chiesa cattolica attuale fanno parecchia acqua: oggi, tanto per esemplificare, un genitore prima di mandare il figlioletto al campo estivo con il prete dell’oratorio ci pensa due volte, e non per pregiudizi anticattolici, ma per i famigerati dati di cronaca che ben conosciamo. Per prima cosa, quindi, occorre abbandonare il vecchio costume dell’insabbiamento e fare un chiaro e limpido repulisti interno: per mutuare due categoria dall’URSS di fine regime, glasnost e perestroika.

    trova la sua radice nella questione liturgica
    E qui, caro amico, metti veramente il dito nella piaga. La crisi della Chiesa cattolica è in primo luogo una crisi della liturgia. La via d’uscita? Sta nell'”opzione Benedetto”, ma intesa come l’opzione di Benedetto XVI: tornare alla Tradizione senza pensare di mettere in bianco l’esperienza postconciliare. È un’opzione assai difficile da praticare, perché i sostenitori dell’uno e dell’altro campo hanno ormai assunto posizioni estreme, quasi impossibili da conciliare.

    Per ora mi fermo qui.

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  5. Vorrei sgomberare il campo da qualche equivoco circa il mio primo post, in effetti un pò sbrigativo….

    1) Non sono così bacchettone e moralista…anzi. La mia valutazione sui figli nasce da un fatto ben specifico : io stesso ho 3 figli e so bene che rapporto conflittuale e niente affatto ordinato ho avuto con HV. Per contro conosco molte persone che con coraggio e fede certamente maggiore della mia ho avuto il privilegio di vincere le paure e hanno 6 , 7 , 8 o anche 9 figli. Si tratta di coppie hanno preso molto sul serio la loro fede, niente affatto spericolate e piene comunque di paure , ma anche di fiducia nel Signore.
    Con questo non dico che l’autore del libro fosse nella mia stessa situazione, ci possono essere mille cause per non aver fatto altri figli, tutte lecite. Mi sono espresso male…e bene ha fatto Bariom a riprendermi. (ad Antonio non rispondo perchè gli manca la base di vita concreta per capire certe cose, che vive solo in teoria pensando sia la stessa cosa)

    2) Il mio accenno al fatto che l’autore non ha fatto una esperienza da monaco o simili è invece più specifico e mi spiego meglio ora.

    La chiesa negli ultimi 50 anni ha visto sorgere numerosi movimenti ispirati da preti o laici.
    In genere l’iniziatore di questi movimenti (donna o uomo che fosse) non li ha mai iniziati per “salvare la chiesa” o fare una “chiesa alternativa”. Si trattava invece di persone che prima di tutto cercavano di rinforzare la propria fede, secondo un percorso niente affatto definito e che si è poi definito con il tempo e con i fatti.
    Così è per i focolari o per i neocatecumenali o anche altri. Questi movimenti si sono coagulati intorno a figure carismatiche che per prime hanno iniziato un cammino, e la struttura organizzativa ed anche teologica è venuta solo dopo , crescendo progressivamente e seguendo l’azione dello Spirito Santo.
    Così è stato anche per San Benedetto, che prima di tutto si è isolato perchè lui stesso voleva vivere una fede autentica. Non aveva quindi alcuna intenzione diversa da quella di vivere come il Signore lo chiamava. Da questa iniziativa sincera, che lo spirito ha sostenuto, è nata poi una sequela di fedeli e poi una organizzazione una regola un ordine, un modo di vivere la fede che per grazia di Dio ha aiutato a salvare la Chiesa.
    D’altra parte noi apparteniamo ad una religione che vive l’oggi, portata dallo Spirito Santo.
    Il Signore ci chiede di essere Cristiani, non di fare molti altri progetti. Essi, se vengono, è volontà successiva di Dio. L’importante però è vivere concretamente e sinceramente e personalmente la propria fede. Così è stato per tutti gli ordini nati nei secoli.
    Il libro di Rod Dreher invece fa una proposta diversa.
    La potrei definire un pò “chatolich scic” (tipo “radical scic”). Una proposta molto intellettuale , nella quale l’iniziativa di qualcuno sia già finalizzata alla creazione di uno schema di Chiesa diverso. Direi una iniziativa presuntuosa se mi è permesso.
    Questo capovolge il verso dell’iniziativa, e di fatto la trasforma da divina in umana. La pianificazione di una nuova Chiesa, per il salvataggio della vecchia.
    Per questo ho posto l’accento sul fatto che Dreher non sembra essere (almeno apparentemente) un uomo alla ricerca della propria fede personale profonda, da cui poi eventualmente far emergere lo spirito per qualcosa di nuovo. La sua iniziativa mi sembra più intellettuale e del tipo “io ho dato l’idea, voi fate il resto”.
    Se qualcuno avesse la possibilità di parlare con Chiara Lubic, o con Kiko Arquello, o con altri iniziatori dei vari movimenti laici che (nel bene o nel male) hanno rappresentato una delle vere novità del CVII, avrebbe la possibilità di verificare che tutto parte dalla ricerca di Dio da parte di essi. Ricerca che poi rivelatasi colma di spirito ha dato frutti progressivi insperati e non pianificati.
    Spero di essere stato più chiaro..

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    • Andiamo meglio… 😉

      Condivido la perplessità di fondo che hai qui espresso riguardo la “genesi” della proposta e anch’io sono un po’ scettico di tutte quelle che nascono “a tavolino”.

      Di nuovo però, poco centra ciò che Dreher sembra o non sembra essere.

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    • “Con questo non dico che l’autore del libro fosse nella mia stessa situazione, ci possono essere mille cause per non aver fatto altri figli, tutte lecite. Mi sono espresso male…e bene ha fatto Bariom a riprendermi. (ad Antonio non rispondo perchè gli manca la base di vita concreta per capire certe cose, che vive solo in teoria pensando sia la stessa cosa)

      Ml, apprezzo che tu abbia spiegato il perché della tua uscita, ma non capisco come tu ti permetta di lanciare questi giudizi (non è nemmeno la prima volta che lo fai) su persone che nemmeno conosci. Io ho giudicato la tua uscita, tu giudichi costantemente me senza nemmeno conoscermi. Vedi tu se ti sembra nornale.

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      • Mi sembra di ricordare che non sei sposato e non hai figli, Il che ti pone in una condizione di comprensione esclusivamente teorica di alcune dinamiche legate a HV. Sull’argomento figli ammetto di essere molto diffidente verso chi ne parla con leggerezza senza averne fatto l’esperienza diretta. Se ricordo male mi scuso.

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        • Secondo questa logica chi ha scritto l’Humanae Vitae neppure avrebbe potuto scriverne…

          È per esempio come potremmo parlere noi di santità quando santi non siamo?

          O come ti aspetti che un confessore possa aiutarti per i problemi coniugali?

          Mi spiace Ml65, io vedo solo una gran spocchia.

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          • Anche questa volta scrivendo di corsa non ho espresso compiutamente il mio pensiero. Il che non significa che il mio pensiero sia giusto o debba piacere a tutti…
            1) Ritengo che su alcuni argomenti l’esperienza diretta sia centrale. Vivere le difficoltà , le croci, i problemi, sulla propria pelle e sulle proprie emozioni ti mette in contatto con i tuoi limiti e la tua reale incapacità di amare. L’esperienza diretta è tra l’altro il primo argine al giudizio verso l’esperienza degli altri. Al contrario è come se la spiegazione di un manuale di pesca fosse scritta da chi non ha mai visto un pesce e non si è mai alzato alle 4 di mattina per andare a pescare.
            2) E’ vero che i sacerdoti non sono sposati e non hanno figli, ma hanno comunque un osservatorio assolutamente privilegiato di contatto quotidiano con questi problemi, attraverso le centinaia di confessioni nelle quali donne e uomini, in segreto, manifestano le loro paure, le loro angosce, le loro speranze. Il sacerdote, che comunque non è in grado di giudicare una persona se non in base a quello che ascolta, sarà sempre prudente nel dare indicazioni. Alla fine comunque le scelte sulla maternità/paternità responsabile sono intimamente della coppia, davanti a Dio. Così egli ha voluto. Anche chi ha scritto HV è stato sacerdote a contatto coi genitori, ed in ogni caso lo Spirito del Papa non può certo essere confrontato con quello di una persona qualsiasi. Siamo Cattolici.
            3) Se non si è genitori o non si è sacerdoti a contatto con i genitori quotidianamente, il rischio di leggere HV come se fosse il manuale del perfetto cristiano (istruzioni per l’uso) è ben concreto. Antonio (non me ne voglia) ha un pò la caratteristica di lanciarsi ogni tanto in spiegazioni teologiche con il piglio dell’insegnante, il che non contribuisce ad una sana lettura da parte dell’interlocutore (me in questo caso) andando a stimolare i miei istinti peggiori…
            4) La cosa sui santi non l’ho capita…ed in ogni caso neppure i santi erano perfetti, come ben sa chi legge le vite degli stessi. La santità non è la perfezione.
            5) Ammetto tranquillamente di essere un po snob su alcune cose, me ne scuso con tutti.
            6) Ammetto pure che con Antonio, con cui ho vari trascorsi su questo blog, sono un pò prevenuto…
            Salve.

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  6. Intanto lancio una analisi molto dettagliata del foglio:
    https://www.ilfoglio.it/chiesa/2018/09/12/news/ma-lopzione-benedetto-non-puo-essere-la-risposta-dei-cristiani-al-mondo-cattivo-213229/

    Soprattutto mi piacciono le critiche ai presupposti di Dreher che nessuno pare mettere in discussione e che ricalcano riferimenti kantiani alla storia continuamente in progressio continua e al ruolo “da vate” degli intellettuali. Interessante.

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    • Mi ricorda quello che scrisse Benedetto nella Caritas In veritate: ” « la globalizzazione, a priori, non è né buona né cattiva. Sarà ciò che le persone ne faranno » [104]. Non dobbiamo esserne vittime, ma protagonisti, procedendo con ragionevolezza, guidati dalla carità e dalla verità.”

      Che è molto cattolico perché presuppone il libero arbitrio e nega il determinismo della storia e dell’economia.

      Le critiche del foglio mi sembrano abbastanza giuste, da laureata in storia medievale con scuola in paleografia, e con una certa conoscenza del monachesimo la critica più forte che personalmente farei è che in fono all’epoca in fondo non fu un ripiego conservatore.

      Se leggi la “storia ecclesiastica degli angli ” di Beda il Venerabile scopri che il vescovo Agostino, inviato da Gregorio Magno a evangelizzare questa terra sconosciuta parte all’avventura con una cassa di libri e tanta buona volontà. Da questo slancio poi nascono San Colombiano e gli scriptoria e tutto il lavoro intellettuale da loro effettuato.
      Del resto come e racconta Rodolgo il Glabro attorno all’anno mille: “”Sembrava che il mondo si scuotesse, spogliandosi della sua vecchiaia e rivestendosi di un bianco mantello di chiese”. Anche se c’è una “fuga dal mondo” rimane un movimento fortemente propulsivo

      Quindi l’opzione Benedetto va benissimo basta mettersi d’accordo su cosa è stato il monachesimo nel medioevo.

      E’ in ogni caso molto impegnativo, però se ha funzionato allora….

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    • L’ Opzione Benedetto e’ quello che si potrebbe definire in altri termini la “ via della santita’ personale” . Mi pare che anche Simon qui su questo blog richiamasse a lasciar perdere ogni critica e ogni polemica , ogni schieramento politico ecclesiale, conservatori versus progressisti,
      dentro la Chiesa, per occuparsi invece della propria santita’ personale, di santificare la propria vita.
      Benedetto da Norcia lascio’ il “ mondo” perche’ si accorse che nel mondo, col suo rumore di fondo, non avrebbe potuto essere quello che voleva essere : un innamorato di Dio che solo nell silenzio della solitudine poteva meditare e avvicinarsi a Dio, non nel combattimento esterno nel mondo.
      Anche oggi c’ e’ stato chi ha preferito ritrarsi dal mondo, il Papa emerito Benedetto sedicesimo per esempio, quando ha capito che non solo il rumore di fondo, il combattimento, la polemica, gli schieramenti ecclesiastici, erano contrari al suo vero essere ma anche contrari al suo avvicinamento a Dio.
      L’ Opzione Benedetto non significa diventare tutti monaci, ma significa rinunciare al mondo per combattere la propria battaglia personale nel silenzio e nella solitudine per avvicinarsi a Dio. Certo non tutti come Benedetto e come altri santi trovano la loro strada nel distacco dal mondo: c’ e’ anche chi vive e prospera proprio in mezzo alle “ sfide” come oggi si usa dire.
      Io trovo molta somiglianza fra lOpzione Benedetto e il libro del card. Sarah “ La forza del silenzio” e anche molte somiglianze tra questo atteggiamento e quello di una spiritualita’ piu’ orientale che occidentale. L’ uomo occidentale pensa che “non fare” , non combattere nell’ agone politico o del potere sia una forma di quietismo . Per la spiritualita’ orientale invece il ritirarsi sul monte a meditare a pensare a pregare a mantenere vive le Tradizioni dei padri, non e’ inferiore ma superiore alla semplice e banale“ azione”.
      La forza del silenzio, l’ Opzione Benedetto, il ritiro del Papa emerito , sono tre voci di una profonda spiritualita’ da tempo dimenticata dalle nostre parti.

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      • Giampiero, l’isolamento rispetto a tutto il mondo esterno ha un senso quando è limitato nel tempo, ad una parte della vita. Questa esperienza di isolamento è comune a molti santi ed anche a Nostro Signore Gesù Cristo, che pregò 40 giorni nel deserto. San Benedetto visse da eremita per 3 anni mi pare. Ma poi bisogna scendere e affrontare gli uomini, la concretezza del mondo. Vivere nel mondo senza essere del mondo. Ma vivere NEL mondo.
        Altrimenti tutto diventa ascesi, e la religione diventa un fatto personale : Mi salvo io, capisco tutto io, e tu non mi interessi.
        Non è così che ha indicato Gesù. Anzi…Gesù rimprovera aspramente Pietro Giovanni e Giacomo che davanti alla sua trasfigurazione volevano farsi 3 tende e piazzarsi li in adorazione e contemplazione. L’adorazione e la contemplazione servono per prendere la carica e tornare poi nel mondo a condividere questo spirito con il prossimo, sporcandosi le mani con i propri ed altrui peccati che è l’unico mezzo per riconoscersi bisognosi di aiuto e quindi sentirsi amati profondamente da Cristo. Questo vale per tutti, anche per le suore di clausura, che sono comunque chiamate ad una vita comunitaria con le consorelle, dove l’altra è Cristo.
        Non esiste una gerarchia tra contemplazione ed azione. Esse sono l’una conseguenza dell’altra
        La contemplazione che non porti alla azione è una contemplazione sterile, dove il contatto con Cristo è stato solo intellettuale, personale ed egoistico.
        L’azione senza contemplazione è una iniziativa sociale , sconnessa da Dio, dove uno porta soltanto se stesso.
        Dio ha profetizzato che avrebbe sostituito i nostri cuori di pietra con cuori di carne perchè noi potessimo amare. Ed amare è una cosa ben concreta, non è farsi battere il cuore in petto.
        La carità, la misericordia, l’azione verso gli altri è indispensabile. La religione cattolica non è una teoria, ma è un incontro concreto con Cristo. E Cristo percorreva tutte le città, era lui che andava dagli altri. Non era come Buddha seduto sotto ad un albero.
        Quindi , come da sempre insegna la Chiesa (pure le Chiese orientali) c’è un tempo per tutto : un tempo per pregare, un tempo per contemplare, un tempo per agire. Esattamente come dopo tanto allenamento in palestra bisogna , prima o poi, affrontare la gara.

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        • Non v’è dubbio, ML, dici cose giuste, ma il problema che solleva il libro de Dreher è la modalità di “ritorno al mondo”, cioè, di agire nel mondo come ben dici. Di solito la confusione è proprio lì, ognuno ha la sua idea di “Chiesa in uscita” e l’unico modo per trovare comunione, anche di intenti, è tornare nell’eremo. Per quanto? Ognuno ha i suoi tempi. Perché l’obiettivo della contemplazione non è isolarsi ma è precisamente la comunione, essere una cosa sola in Cristo. Fai bene a ricordare il passo della trasfigurazione, ma ricorda anche Marta e Maria. Se osservi le persone noterai che più spesso le Marie fanno anche i mestieri, mentre le Marte fanno fatica a fermarsi e abbandonarsi.

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  7. Mi pare che le posizioni espresse da ML e Gian Piero non siano affatto inconciliabili.
    C’è solo forse un diverso modo di esporre cosa debba intendersi per “distacco dal mondo”.

    E’ certo che deve esserci un “distacco” che può arrivare a essere quello dello “stilita”, dell’eremita o comunque della clausura, ma queste sono da intendersi come scelte radicali che peraltro rispondono (o dovrebbero rispondere) ad una precisa vocazione. Una particolare chiamata del Signore che sa come dare frutto a queste vite apparentemente “solo” o comunque “molto” spirituali, ma la via ordinaria è quella che lo stesso Cristo ci ha insegnato, dove il Cristiano vive “nel” mondo senza essere “del” mondo e dove il distacco “dalle cose del mondo”, dovrebbe essere condizione più che normale olre che necessaria.

    Un distacco del cuore e della mente che non rende di per sé meno “impegnati” o “attivi”, ma fa si che non si ceda mai alle tentazioni del mondo e del maligno.
    Tentazioni come il protagonismo, il conflitto, l’idea di essere indispensabili o capaci di cambiare le sorti della Storia, trovano terreno fertile nel cuore dell’Uomo anche quando e se, si stanno portando avanti “battaglie” nel nome del Signore e della Verità.

    Ecco che il ritirarsi in solitudine, che può essere anche quella della propria stanza o per i più allenati, quella della camera interiore del proprio cuore, in preghiera, in ascolto, in meditazione, in contemplazione, nella lettura-ascolto della Parola di Dio (lo “scrutare” le Scritture), nell’intimità del rapporto con il Padre, sono la vera “opzione Benedetto”, se mi è concesso l’ardire.

    Questa opzione può anche essere allargata e vista in un aspetto “comunitario”, dove in comunione con i Fratelli, facendo Comunità, si compiono gli stessi gesti, si vivono gli stessi momenti che ho elencato sopra rispetto il ritirarsi in solitudine.

    Anche qui, come per il singolo, a seconda della chiamata e del carisma, la Comunità di Fratelli e Sorelle, può seguire la strada del distacco concreto e materiale dal mondo, restando aperta a chi in questo tipo di Comunità voglia trovare riparo e ristoro anche temporaneo, oppure essere una Comunità che vive maggiormente nel mondo senza essere del mondo, ma ciò che è importante, ciò che è fondamentale, è vivere in comunione gli uni gli altri, avendo Cristo come centro e motore e, rifacendoci all’Eucaristia, origine, centro, culmine della vita cristiana.

    In una parola: essere Chiesa!

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    • Ma sai Bariom….bisogna anche dire che noi di una certa generazione (o almeno io ) non sappiamo nemmeno concepire un “modello” di Chiesa totalmente diverso dall’attuale. SI tratta di una forma mentale. Anche i movimenti alla fine si ritrovano tutti nella figura del Papa come è attualmente , e nel riunirsi alle 12 della domenica a S.Pietro ad ascoltare l’Angelus. Fa parte del nostro DNA.
      In realtà molti parlano della crisi della Chiesa, mentre dovrebbero parlare della crisi dei Cristiani. Perchè la Chiesa esiste come somma dei Cristiani con fede consapevole.
      La mia sensazione è che nel momento in cui, nel corso del 1800 e poi 1900, la modernità tecnologica e scientifica hanno fatto irruzione nella società, insieme ad un certo grado di diffusa “libertà” di pensiero (intendo dire di minore schematicità) , sia venuta meno una certa rendita di posizione sulla quale per secoli la chiesa (minuscola, intesa come organizzazione umana) si era inconsapevolmente poggiata.
      Il messaggio di Cristo è di una modernità impressionante, ma noi esseri umani tendiamo a scartare quello che non ci piace ed a tenere solo quello che ci convince.
      La mia personale sensazione è che già dall’inizio del 1900 la chiesa (sempre come organizzazione) fosse un gigante dai piedi d’argilla. In suo aiuto è arrivata la Chiesa , con la C maiuscola, col CVII. Per molti il Concilio è stata la fine della Chiesa, per molti altri un nuovo inizio , per altri ancora una cosa avvenuta troppo presto, per altri troppo tardi.
      Io non so esprimermi, ma parlando ai nostalgici credo di poter dire che è una pia illusione che se non ci fosse stato il concilio oggi la Chiesa sarebbe in condizioni migliori.
      La realtà è che il ’68 si preparava già da decenni, e pensare che sia accaduto tutto in una notte è assurdo. Non ci dimentichiamo che dall’occidente “cristiano” , limitandoci al 1900 , sono nate , indisturbate , 2 guerre mondiali per un totale di circa 90 milioni di morti. E dopo la 2^ guerra mondiale si è proseguito indisturbati con altre guerre.
      Una nuova generazione di giovani ha disconosciuto la Chiesa come portatrice reale di un messaggio di pace. D’altra parte se il 60/70% dei combattenti sono cristiani battezzati che si uccidono tra loro, e se la Chiesa ufficiale non ha mostrato di saper arginare le volontà belliche dei governanti, dando indicazioni perentorie a chi poi doveva combattere, è evidente che molti abbiano pensato che la Chiesa fosse un guscio vuoto, e che Cristo fosse altrove o non esistesse proprio.
      Perchè parliamoci chiaro : se tutti i cristiani del mondo avessero rifiutato di farsi la guerra, non ci sarebbe stata ne la prima ne la seconda guerra mondiale.
      Tutti guardano al ’68 come una rivoluzione sessuale, ma molti si dimenticano che esso nasce anche dal rifiuto dell’ennesima guerra (Vietnam) . Un rifiuto venuto dal basso, ed aiutato soltanto eccezionalmente da singoli preti. Ed alla fine quella guerra è finita, ed i giovani hanno pensato : “Ecco, abbiamo vinto. Non ci serve Dio , ma sopratutto non ci serve la Chiesa”.
      Perchè in tutta la sua storia la Chiesa non si è mai rivolta ai combattenti cristiani esortandoli a cessare immediatamente di uccidere, anche a costo di andare davanti alla corte marziale?
      Come stupirsi se dopo l’ennesima guerra mondiale le nuove generazioni abbiano visto nella Chiesa soltanto un fatto “formale” ?
      Come al solito sono molto confuso ed ho spaziato troppo 🙂
      Scusate… Buona giornata.

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  8. @MenteLibera65
    Quel “Io non so esprimermi…”. Forse è così, ma ciò che hai scritto ha il merito di fotografare la realtà senza fronzoli ed è ciò che conta, perché la storia non tiene conto dei “Se” e dei “Ma” che vorremmo fossero accaduti o che si materializzassero oggi, e va avanti per la propria strada.
    Quando la realtà non piace, non potendo mutare il corso degli eventi, costruiamo una realtà virtuale che fa star bene, ma allo stesso tempo illude e non aiuta a trovare una soluzione efficace.
    «La mia sensazione è che nel momento in cui, nel corso del 1800 e poi 1900, la modernità tecnologica e scientifica hanno fatto irruzione nella società, insieme ad un certo grado di diffusa “libertà” di pensiero (intendo dire di minore schematicità) , sia venuta meno una certa rendita di posizione sulla quale per secoli la chiesa (minuscola, intesa come organizzazione umana) si era inconsapevolmente poggiata».
    Ed è questa in soldoni la causa che ha via via favorito l’ininfluenza della Chiesa nei confronti del mondo e il disinteresse che sempre più persone Le riservano.
    Per cogliere appieno il frutto di questo disinteresse nella realtà, ci aiuta un passaggio significativo scritto nell’ultimo argomento presentato da Costanza Miriano sul suo blog: “Annunciate ai ragazzi la vita eterna!”.
    «…Tutte le statistiche lo dicono: ci si sposa sempre di meno e sempre più tardi, e oltre il 90% dei partecipanti ai corsi prematrimoniali, almeno nelle parrocchie italiane, non solo vive tranquillamente la propria relazione anche sessuale, ma non si pone neppure minimamente il problema, né avverte il contrasto con l’idea di sposarsi in chiesa».
    Più chiaro di così ….

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    • Grazie Mario
      Io credo che sfugga a molti il senso di “autenticità”. La Chiesa si salva se è fatta da Cristiani autentici.
      E da cosa si vede l’autenticità ?
      Dal pretendere la messa in latino coi sottotitoli in aramaico ? Dall’osservazione formale e letterale delle leggi? Dal pregare il rosario mattina e sera ? Penso di no, queste cose forse aiutano , ma l’autenticità è una altra cosa.
      Qualcuno , nella Chiesa o nella società cattolica si chiede mai come sia possibile che un micro partito di poche migliaia di persone riesca sistematicamente a mettere in primo piano nazionale i propri obiettivi, ed a smuovere cosi tanto le acque da ottenere risultati incredibilmente superiori alla sua forza elettorale? Parliamo del partito “radilcale” , nelle sue varie forme, che ancora ieri ha ottenuto che la corte costituzionale spinga il parlamento a legiferare sul tema dell’eutanasia.
      Poichè le istanze di questo partito sono più o meno tutte apparentemente anticattoliche, ci si sofferma sempre all’oggetto, e mai a capire il mezzo ed il sistema.
      E’ molto semplice : i radicali sono autentici. Ed a conferma di questo sono disposti ad forzare la legge e ad andare in galera ove necessario. Per questo tanti cittadini pur non votando per loro ascoltano le loro istanze.
      Vedi qualche cattolico che faccia sistematicamente lo stesso?
      Sull’aborto si è preteso di avere “l’obiezione di coscienza”. Ma quanto sarebbe stato più efficace se invece di obiettare si fosse stati disposti ad andare in carcere o a perdere il posto di lavoro, pur di non far abortire?
      Sulla legge sul “fine vita” si voleva pretendere la stessa cosa. In modo che ci si potesse lavare le mani e dire “io non lo faccio” (ma tanto non farlo non mi costa niente, e so che altri lo faranno)
      In quante occasioni la società o addirittura la legge ci impone di agire in modo anti-cristiano. E noi invece di assumercene la responsabilità, o obbediamo (sono costretto) o cerchiamo di svicolare, eludere, salvare la faccia ma anche la pelle o il portafoglio.
      Lo dico perchè di fronte all’occasione penso che farei lo stesso. Non sono migliore , ma cerco di vedermi senza veli.
      Penso che basterebbero 1000 cristiani così per scuotere le coscienze di tutti.
      Invece abbiamo coraggio solo quando si tratta prendersela con chi non può difendersi.
      Hai citato il sito di Costanza Miriano. Ti invito a leggere su google la storia del suo matrimonio prima religioso e solo dopo civile. Tanto per restare in tema.

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      • «Poiché le istanze di questo partito sono più o meno tutte apparentemente anticattoliche, ci si sofferma sempre all’oggetto, e mai a capire il mezzo ed il sistema».
        In realtà va osservato che tutte le proposte di quel partito sono anticattoliche e non apparentemente. Il loro successo non è, a mio parere, da addebitare al mezzo e/o alla modalità utilizzati. Fanno breccia e raggiungono l’obiettivo, perché rappresentano molto banalmente le aspirazioni di buona parte dei cittadini e le statische lo certificano.
        Se non ricordo male, tempo fa, sei intervenuto in una discussione e anche allora hai fotografato la realtà con estrema lucidità.
        Il nocciolo dell’intervento, che mi colpì e che in seguito feci mio in altre discussioni con amici, fu questo: «Se tutti fossero credenti, ci sarebbe la legge sul divorzio ma non ci sarebbero i divorziati; ci sarebbe la legge sull’aborto ma non ci sarebbero gli aborti, ci sarebbe la legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso ma nessuno ne usufruirebbe …».
        E’ tutto qui, non serve nient’altro.
        Si dimentica o si preferisce dimenticare, che il vero scopo di quei provvedimenti legislativi è di consentire a chi lo desidera e in piena libertà, di divorziare, di abortire in determinati casi e di unirsi a un individuo del proprio stesso sesso. Non vige però nessun obbligo a usufruire e a mettere in partica ciò che quelle leggi consentono. Non è quindi il cosiddetto stato laico, la causa del degrado “morale”.
        Detto tra noi, non credo che basterebbero né 1000 cristiani né l’Opzione Benedetto per scuotere le coscienze di tutti, anche se sperarlo costa nulla.

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      • Secondo me il modello di opposizione frontale al mondo è più protestante che cattolico. Nel cattolicesimo la Chiesa è una mediazione tra Dio e l’uomo e le varie istanze.

        Nella Germania protestante da una parte ci sono stati i cristiano tedeschi (che si sottomisero al nazismo) dall’altra la Chiesa confessante (Barth e Bonhoeffer) che si scontrò apertamente.

        In campo cattolico il Papa stringeva concordati con Hitler e altri regimi di vario colore, il che non significa che ci fosse accordo pieno, significa che si tentava di contenere forze ritenute pericolose.

        Non è detto che l’opposizione radicale di Costanza Miriano sia necessariamente più fruttuosa di un certo venire a patti. In fondo proprio per il loro radicalismo le Chiese protestanti si sono secolarizzate più velocemente di quella cattolica.

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        • Angela francamente non mi sembra proprio che i blog cattolici, che siano quelli della Miriano o altri, facciano una opposizione radicale.
          Anzi sinceramente non capisco cosa tu intenda per opposizione radicale, ed a cosa. Essi sono in genere di stampo “conservatore”, e semmai più che ad andare avanti incitano ad un ritorno a concezioni ritenute “tradizionali” e pertanto , per auto-definizione, “autentiche”.
          Spesso criticano il concilio, dando per scontato che senza di esso la Chiesa sarebbe un rigoglio di fede, conversioni e vocazioni, come se la messa in lingua locale o il verso opposto dell’altare abbiano dato la stura ai movimenti del ’68, ed a tutta la trasformazione del mondo così come la vediamo. Visioni minimaliste di movimenti storici immensi, ridotti a stereotipi.
          Ma in ogni caso dell’impegno che comporta il mettere in gioco concretamente la propria vita non mi pare che ci si traccia, al di la di grandi proclami dove tutti si dicono disposti a vestirsi da crociati e partire.
          All’opposto non di rado i moderatori dei blog sono anche produttori di opere letterarie, molto apprezzate dai commentatori in genere, col risultato che perdono la loro vera libertà di espressione dovendo rincorrere “il loro pubblico”, per paura di perderlo. Quando la fede diventa anche mezzo di sostentamento, il conflitto di interessi diventa palese e rischia di influenzare tutto.
          In particolare poi avevo invitato a leggere su google la particolare storia del matrimonio religioso e poi civile dalla Sig.ra Miriano, per dare una idea concreta di come quando ci sono di mezzo gli interessi privati si giunga a compromessi etici all’insegna del “tengo famiglia”, molto lontani da quell’autenticità di cui prima parlavo.

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          • “Sull’aborto si è preteso di avere “l’obiezione di coscienza”. Ma quanto sarebbe stato più efficace se invece di obiettare si fosse stati disposti ad andare in carcere o a perdere il posto di lavoro, pur di non far abortire?”

            Mi riferivo a questa frase e al matrimonio della Miriano (che aveva proposto se non sbaglio di separarsi civilmente come opposizione al matrimonio egualitario) .

            Riguardo al fatto di scrivere libri lo fanno anche altri. Ad esempio Spadaro, Melloni Faggioli, Accattoli, Don Leonardi…

            A me non piace né da una parte né dall’altra che gli spazi digitali siano gestiti da persone che hanno interessi personali, ma tantè.
            Dovrebbe essere la Santa Sede a metterci a disposizione piazze virtuali meno manipolabili.

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            • Angela , come lei stessa ha ammesso la persona in questione (consulente RAI) si è prima sposata in Chiesa (facendosi dare dispensa dal Vescovo compiacente , licenza che in genere viene data in casi rarissimi) e solo dopo 13 anni sposata in comune. Il motivo è stato che essendo il futuro marito Dipendente RAI , se fosse risultata sposata non avrebbe potuto aspirare a diventare dipendente RAI anche lei (per regole RAI sulle assunzioni di parenti) . Tra l altro la suddetta si è anche lamentata , una volta sposata anche civilmente, di aver perso un sacco di soldi che invece riscuoteva come assegni famigliari quando risultava ancora “single” , con 4 figli. Assegni che ha regolarmente riscosso per 13 anni pur non avendone , oggettivamente , diritto , rispetto a tanti sposati che non li hanno riscossi (Come me per esempio)
              Se questi sono i nostri eroi….

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            • Oh signur… come diceva la mai nonna!

              Ci manca solo che gli “spazi digitali” vengano gestiti dalla Santa Sede!
              Che dovrebbe fare a quel punto da Grande Fratello e indiscutibile censore (come se poi nel gestire fatto da singoli personaggi no si potrebbero insinuare cose “altre”).

              A quindi una sola casa editrice, e già che ci siamo9 un filtro digitale-bionico se mi dovessi trovare per strada a parlare di Gesù Cristo…

              A me pare che si stiano dando i numeri 😛

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              • Noto comunque (e caro @simondecy lo faccio notare anche a te…) con piacere che nel duetto ML – Angela siamo arrivati paro paro a tirare dentro terza persona che qui non è presente a difendersi da giudizi e “messe in dubbio” e che mi risulta, checché se ne dica, si spende per il Vangelo mettendoci la faccia ed è e rimane una Sorella in Cristo.

                Ma si sa ognuno è schiavo delle proprie preferenze e dei propri mal di pancia e difficilmente sa tenere a freno la lingua.

                Complimenti, in ogni caso.

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              • Essendo stata bannata dai soggetti in questione si uno spazio neutro senza dover subire angherie dai prepotenti non sarebbe così terribile.
                Che devo dire?

                Un sito gestito in modo meno arbitrario, basterebbe legarlo ad Avvenire o all’Osservatore Romano.

                Uno spazio che non diventi una bolla come tante.

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                • L’esperienza mi insegna che c’è sempre un motivo quando si viene “bannati”…

                  Solo che non per lo più mai lo comprendiamo ma solo vediamo dei “prepotenti” e un’ingiustizia.

                  Poi, per carità, ci sono errori anche tra chi “banna” che comunque lo fa con il diritto (che io pure rivendicherei) di essere “a casa sua” per quanto spazio aperto.

                  Se poi credi che uno spazio legato ad esempio ad Avvenire, sarebbe il paese dei balocchi delle opinioni, scusa ma mi sa che vivi “nel mondo dei Puffi” 😀

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  9. Caro Minstrel,

    se è vero che, se le riflessioni a partire della conferenza di EGT da te riportataci, ha condotto ad avvicinarci per analogia all’opzione San Benedetto, solo di analogia si tratta.

    Ci sono fenomeni collaterali ma non perfettamente sovrapponibili: (1) il fenomeno della denatalità europeo ed occidentale (per ora, e dramaticamente mondiale tra 30 anni); (2) le conseguenze macroeconomiche da noi tutti visibili e già discusse; (3) la causa di questo nichilismo che risiede nell’apostasi de facto di troppe chiese cristiane che hanno rigettato la chiamata del Padre Creatore a essere i Suoi collaboratori nella diffusione della (V)vita sul nostro pianeta; (4) le nefaste conseguenze spirituali anch’esse ovvie agli occhi di chiunque non abbia de facto compiuto questa apostasi.

    Il commento di Padre Zielinski al libro di Dreher sembra rivolgersi al punto (4).

    Dobbiamo però aggiungere un paio di osservazioni: come Michel Onfray, noto intellettuale francese ateo e anti-cattolico, ha ancora ricordato ultimamente in una sua intervista televisiva, siamo alla fine, anzi agli sgoccioli, della civilizzazione occidentale e, come ben lo sottolinea, l’inizio di questa fine la fa risalire al XVI-XVII secolo. E ben ricorda Paul Valery il quale sottolineava che anche le civilizzazioni sono mortali.

    Se l’opzione Benedetto è concepita come scialuppa di salvataggio di una civilizzazione ormai morente, e per questo sterile e senza bambini, e per questo suicida nella sua eutanasia programmata dei non produttivi, non solo non ne vale la pena ma, per giunta, sarà un fiasco totale prima ancora di cominciare.

    Se invece la vediamo, a mo’ dei cristiani di Nagasaki, come uno strumento per noi cristiani per sopravvivere in una cultura di morte anti-cristiana come è quella europea da decenni durante i prossimi secoli (se questi secoli ci saranno) allora è una necessità spirituale che si realizzerà per forza in quanto il cristiano non può vivere da solo, un cristiano solo è un cristiano spiritualmente morto: per giunta è ovvio che tali comunità cristiane saranno per definizione sempre aperte ed in osmosi costruttiva con l’ambiente circostante, aiutate dallo Spirito Santo a non cedere alle sue influenze nefaste nel concreto quotidiano.

    Però rendiamoci conto che (per ora) questa è una problematica tutta occidentale, di un Occidente che demograficamente, e quindi finanziariamente, economicamente, culturamente e spiritualmente poi non ne parliamo, sta ineluttabimente diventando una quantità insignificante a livello mondiale.

    Ricordiamoci che le vere dinamiche positve del presente e del futuro sono tutte fuori dall’Europa: il mercato mondiale sta passando da 1 miliardo di consumatori (occidentali) a 8 miliardi (il resto del pianeta), con conseguenze sul focus de marketng impiegato, sui prodott specifici, e le loro funzioni, sulla R&D, sulle nozioni di qualità, etc etc. E questo senza dimenticare che spritualmente il cristianesimo, e la Santa Chiesa, continuano a sviupparsi con vigore altrove: dove si fanno figli in sovrabbondanza, lì la Chiesa rigoglia.

    In Pace

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    • Grazie Simon. Ho qualche “ma”, spero di farmi capire. Questi ma nascono tutti da quello che dichiari alla fine, se ho ben inteso: la spiritualità della Santa Chiesa è altrove, non è più qui. Lo posso accettare, ma cosa significa “spiritualità” a questo punto? Perché quando ci penso, penso in automatico soprattutto alla spiritualità di quei monaci che hanno contributo a formare l’Europa e l’Occidente, quell’occidente che ora diamo per morto. Forse è una mia deformazione, ma non credo che le modalità culturali precedentemente esistenti in Asia o Africa portino a ricreare una spiritualità simile. Pertanto se da un lato posso anche essere contento che fra 50 anni nasceranno in Africa delle realtà cristiane straordinarie (magari nuovi movimenti, nuovi ordini monastici ecc), dall’altro penso a tutto quello che qui comunque c’era, c’è stato e ancora potrebbe benissimo esserci.

      Generalizzo, me ne scuserete, ma almeno faccio capire il punto
      Qui che è nata l’Università. Qui è nata l’arte pittorica e l’architettura e si è unita proficuamente alla spiritualità generando scuole di pensiero e botteghe artigiane. Qui la musica è arrivata ad un apice ineguagliato, sia in termini di prassi che teorici. Qui la filosofia ha fatto da sfondo ad una scienza che ha saputo prendere una strada incredibile. Non è solo grazie al cristianesimo, chiaro, ma è innegabile che le sue istanze etiche/spirituali insieme al “terreno sociale” post Romano abbia creato questa “bomba di bellezza”.

      Ora la domanda mia è: se queste medesime istanze cristiane si mettono insieme ad altri “terreni sociali” (scusate il pessimo linguaggio), cosa nascerà? Certamente una ALTRA bomba di bello, certamente diversa da quella che conosciamo.
      Ora: ma davvero non possiamo far più nulla per il nostro bello, per quello che tutti noi abbiamo studiato come tale (e per altro innegabilmente rispondente analogamente al bello quale trascendentale in quanto legato a doppio filo al reale in quanto tale)? Davvero noi come occidentali dobbiamo alzare le spalle e dichiarare che tutto quel TIPO di bello è pressoché morto e quindi dici “è stato bello, lasciamo ad altri l’onore di portare al mondo altro bello”? Davvero una modalità nuova di vivere la fede non può fare un miracolo?
      Scusate la confusione. Se trovo un minuto in più per spiegarmi meglio, lo faccio.

      Il libro nel frattempo è arrivato a casa, vedrò di dirvi qualcosa al riguardo se la lettura mi ispira cose nuove.

      Grazie a tutti intanto, davvero belli gli interventi.

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      • Caro Minstrel,

        per questo io faccio una gran differenza tra i diversi piani: quello demografico, quello macroeconomico, quello culturale e quello religioso.

        È più che lecito moralmente parlando voler salvare quel che c’è di buono nel nostro retaggio cuturale!
        Ma (1) rendiamoci conto che la “cultura” occidentale europea del 2018 non è una cultura cristiana ma anti-cristiana e (2) che la dissociazione tra messaggio cristiano e una cultura particolare qualunque è stata decisa al Concilio di Gerusalemme negli Atti degli Apostoli.

        Invece è un dovere morale, indipendentemente dalla cultura e dalla religione, quello di lottare contro le conseguenze delle perversioni economiche nella nostra vita quotidiana e preparare un futuro migliore per le nostre future generazioni, futuro che, per forza, non assomiglierà al nostro presente o al nostro passato.

        Allora è certo che sia cirscostanzialmente possibile riunire i tre piani, spirituale, culturale ed economico (i monasteri erano gran fautori di progresso economico ) come lo fecero i benedettini, ma deve essere intellettualmente chiaro che non è una necessità in sè.

        E soprattutto non si deve compiere il triplo amalgama: struttura economica virtuosa con cultura europea fino al XVIII secolo e con vita genuinamente cristiana. Anche se è certo che, in quanto cristiani lasciati in questa bufera praticamente quasi senza alcun pastore degno di questo nome, la soluzione pratica nel nostro Occidente svilito e svirilizzato passerà con la realizzazione contemporanea di questi tre piani, come successe alla fine del’Impero Romano con i monasteri.

        In Pace

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        • Questa tua risposta Simon mi fa ricordare un pensiero, forse un po OT, che mi è venuto quando ho visto il film Silence di Scorsese. Fanno vedere un pò in quel film la differenza di forma mentis degli gesuiti occidentali e gli orientali giapponesi. Mi sono chiesto fino. A che punto evangelizzare non sia occidentalizzare, Sant’Agostino credo pensasse che Roma fosse l’impero “necessario” per evangelizzare avesse ragione. I problemi che si pone la filosofia greca, il Dio trascendente, l’imperfezione del mondo, il bisogno di un demiurgo sono quelli che risolve il cristianesimo. L’immanentismo budista, gli animismi hinduisti e africani o il panteìsmo dei popoli americani non sono spontaneamente complementari.
          Non so se la Chiesa possa abbandonare così facilmente l’occidente tornato pagano per mancanza di fede.

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          • Esattamente. Davvero gli africani o gli asiatici potranno così facilmente rinunciare a “salire sulle spalle dei “nostri” giganti” per giungere a nuove ed inedite prospettive di fede?

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            • Ma Agostino era Africano, insieme ad Origene, Clemente e Tertulliano mentre i padri Cappadoci vivevano nell’attuale Turchia.

              Il Cristianesimo diventa occidentale solo con i Franchi e Carlo Magno (semplificando al massimo per capirci).

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              • Chiarissima Angela, il mio punto verteva sul fatto che filosoficamente non si potrà troppo spostarsi dall’Aristotelismo tomista e questo cozza con molte filosofie implicite presenti in zone ora in espansione di fede. L’esperienza e il tentativo confuso, pur lodevole, di commisione animismo-occidente di Panikkar mi pare lo dimostri.

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                • Questo è vero però anche l’islam ha conosciuto Aristotele, anzi storicamente noi abbiamo conosciuto Aristotele attraverso i commentari di Avicenna e Averroe, quindi da quel punto di vista non è impossibile il dialogo.

                  Senza contare che non esiste solo il tomismo ma anche l’agostinismo ,non esiste solo Aristotele ma anche Platone, già nel rinascimento (Ficino, Pico Cusano) si tentò un dialogo con le altre religioni per via platonica.

                  Anche senza scomodare Panikkar non mi sembra così impossibile anche con un approccio molto più tradizionale.

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              • Tutto dipende da quello che si intende per occidentale. Per me é occidente la cutura che nasce con la filosofia greca si diffonde con l´impero romano e da pagana si converte in cristiana nel medioevo.
                Non é questioni di nomi o sistemi filosofiche ma di domande che gli uomini si pongono di fronte al universo.

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                • Ma quella cultura è già un meltin_pot. Nel senso che il medioevo è stato quello che i multiculturalisti di oggi vorrebbero anche nel 2018, un’unione tra culture diverse: quella romana, il cristianesimo e le nuove popolazioni barbariche.
                  Tanto più che oggi l’occidente “che conta” è quello anglosassone, più figlio dei vecchi barbari che del mondo greco. (basta vedere il dibattito sul Liceo Classico).

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                • Non vedo tanto melting pot culturale (forse si etnico) il cristianesimo non é una cultura la cultura occidentale si é cristianizzata lasciando il paganesimo é i barbari si sono occidentalizzati cosi come i coreani, i giapponesi, i popoli americani in parte i cinesi etc.Non credo che gli inglesi abbiano piú cultura barbara che occidentale, io vedo piuttosto che scristianizzandosi si paganisano.

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        • Una certa parte del mondo cattolico si è dimostrata spesso critica circa una vera esistenza di un problema climatico, sposando l idea che fosse tutta una invenzione dell occidente per limitare i paesi in via di sviluppo….

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          • Questo testo purtroppo non vale un granchè dal punto di vista dottrinale e pastorale perchè fa basare cose giustissime come il “passare a stili di vita sostenibili; rispettare la conoscenza delle comunità indigene; implementare un cambiamento paradigmatico delle finanze in linea con gli accordi globali sul clima; trasformare il settore energetico ponendo fine all’era dei combustibili fossili e passando alle energie rinnovabili; ripensare il settore agricolo per garantire che fornisca cibo sano e accessibile a tutti, con particolare attenzione alla promozione dell’agroecologia” , non su un chiaro e imprescindibile universale fondamento etico che si baserebbe sulla dignità del lavoro dell’Uomo , essa stessa basata sul mandato del Creatore, ma su un’affermazione tutta ancora da provare anche scientificamente : il documento dice che sarebbe “basato su alcuni punti centrali: mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C””.

            Orbene tutti noi ci rendiamo conto che tutti quei punti sono validi anche senza considerazioni di temperatura.

            Quando mai la morale economica dipenderebbe dalla temperatura dell’aria? A questo è ridotta questa povera Chiesa “Docente” che non sa nenche più quel che dice e quel che ciò implica in realtà.

            In Pace

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            • La Chiesa sa bene quel che dice… quando dice ciò che deve dire secondo la Volontà di Dio e il mandato di Cristo.

              Taluni nella Chiesa, non sanno più ciò che dicono o forse hanno smarrito il senso profondo del “dire”, cioè cosa si ha da dire.

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            • Assolutamente daccordo con te. Per altro è la deriva ambientalista proposta dagli adepti post Kissinger…
              Ne parla anche Gotti Tedeschi in alcune interviste.

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            • Ma…io credo invece che in questo caso abbiano approfittato del tema sull innalzamento per reintrodurre anche temi di giustizia sociale , posto che quando i vescovi ed il Papa , ultimamente, hanno provato ad introdurli in modo puntuale hanno ricevuto critiche di tutti i tipi per aver osato farlo (comunisti, bolscevichi, pauperisti, chi più ne ha più ne metta).
              D’altra parte il mondo sembra andare consapevolemente verso una divisione talmente forte tra nord ricco e sud povero che la resa dei conti , prima o poi , sarà inevitabile. Cambiamenti climatici e resistenza alle migrazioni potrebbero essere il mix esplosivo di un nuovo conflitto totale, combattuto certamente con armi e sistemi non convenzionali.

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              • Sarà tutto quel che vuoi ma non è Magistero, in quanto Questi non si fonda, come in questo malaugurato documento, sulle mode del pensiero unico del momento (adesso una cosiddetta affermazione pseudo-scientifica di possibile ipotetica crescita di 1.5° dela temperatura mondiale, che ricorda fin troppo la “predizione malthusiana” circa la presente sovrapopolazione del pianeta..) ma sulla Parola di Dio nelle Scritture e l’interpretazione che ne ha dato lo Spirito Santo e leggibile nel Magistero per interpretare i segni (reali e concreti) dei tempi.
                In Pace

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                • Non mi risulta che hai vescovi sia impedito di intervenire su temi di vita corrente quando li ritengono seri. Anche il tuo giudizio sui temi del riscaldamento globale non è un tema di magistero ma solo la tua personale visione di un tema scientifico molto controverso, del quale dai una lettura opinabile. Il ricorso ad espressioni tipo “pensiero unico” è diventata un sistema per tacitare chiunque si azzardi ad avere idee diverse .
                  La realta’ (Brecht, vittoria di movimenti sovranisti ovunque, elezione di Trump, sconfitta di ogni tentativo momdiale di limitare l immissione di gas serra nel pianeta , etc etc) dimostra che il c.d. “pensiero unico” non era affatto unico e non era affatto dittatoriale (è infatti perde ovunque) . Se in questo momento dovessimo invece cercare un vero pensiero unico che si sta imponendo , è proprio quello contrario, che d altra parte ha governato il mondo per secoli

                  P.S. il cittadino comune non è in grado di capire gli aspetti relativi al riscaldamento globale , ma umilmente nota che sono le 11.50 del 27 ottobre ed a Roma fanno 27 gradi e la gente sta in camicia ed i turisti in pantaloncini. Ed è sempre più così.

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                • *Non Brecht ma Brexit

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  10. era-civwww.ilsussidiario.net/News/Cultura/2008/11/19/MONACHESIMO-Lavoro-manuale-cultura-e-fraternita-cosi-pochi-uomini-hanno-creato-unintilta/8873/

    Ieri sera mi sono ricordata di questo articolo di Giorgio Picasso (ho sostenuto un esame con lui all’università) sul monachesimo, Dom Leclerq e il discorso di papa Ratzinger presso il collegio dei Bernardini di Parigi. (http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2008/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20080912_parigi-cultura.html

    Mi sembra un buon affresco sul monachesimo medievale. ( E il libro citato da Benedetto L’amour de lettres et le desir de Dieu un capolavoro assoluto)

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  11. @Bariom

    L’esperienza mi insegna che c’è sempre un motivo quando si viene “bannati”…

    Sicuramente ho un pessimo carattere e me lo merito non lo nego, però scrivo da anni in siti laici (anche molto laici) e non mi è mai successo di essere bannata.

    E in ogni caso sono troppo connotati, cattolico dovrebbe voler dire universale e invece in un blog si parla solo contro il Papa nell’altro solo di figli, nell’altro solo di gay, sono tante piccole fette e mai tutta la torta.

    Quando ero ragazza era tutto molto più facile.

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    • “E in ogni caso sono troppo connotati…”

      Su questo ti devo dare ragione… ma talvolta la “connotazione” è dato più dai commenti e dai commentatori (alcuni “commentatori seriali monotematici” – come potrei essere anch’io) che lasciano pochissimo spazio ad altri (e questo psero di non esserlo io…), che non dagli articoli pubblicati/ospitati.

      Lasciando stare le storture (ci sono anche i blog cattolici dove sei bannato se nomini un determinato peccato chiamandolo tale – sic!), l’argomento, anche se la Fede e la Vita non sono certo riducibili al termine “argomento”, è talmente vasto che credo sarebbe impossibile avere un unico blog omnicomprensivo…

      Oppure tutti sarebbero cloni l’uno dell’altro.

      Credo che come per la vita reale, si debbano cercare i propri spazi, ammesso sia così importante avere questi spazi nella “blogsfera”, dove poter trarre beneficio e anche quando possibile portarne.

      Quando si arriva allo scontro, se non agli insulti, al pettegolezzo, alle insinuazioni se non alla calunnia, quando l’ansia del leggere e del rispondere ci porta via sin troppo tempo e troppa serenità, sarebbe cosa buona e giusta, “spegnere tutto” e ritornare ai sani rapporti reali e anche mancassero quelli, alla sana preghiera, meditazione e studio della Scritture (anche qualche sana opera di Misericordia corporale non guasterebbe), perché ho il presentimento che il nostro tanto agitarci nell’agone del web, non verrrà tenuto molto in considerazione il giorno del nostro giudizio. 😉

      Un abbraccio

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      • A volte capita solo di avere interessi che le persone vicino a te non sono tenute a condividere. Potrei iscrivermi in qualche facoltà teologica ma non ce la faccio adesso, per questo approfitto del web, mi piace studiare anche attraverso il pensiero altrui, ne vengono sempre tanti spunti che io da sola non potrei mai trovare.

        Poi ci si trova di fronte a certi muri di incomprensione.

        Perché un teologo come Andrea Grillo può usare il suo spazio per fare pressione senza che uno possa dirgli di andare più con calma?

        Da una parte Costanza dall’altra Grillo è troppo grande la distanza, a cosa serve studiare se non c’è un punto in comune?

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        • Studiare serve per avivinarci a Cristo, anche se non si studia teologia, ma si ha amore per Dio.

          Avvicinarci a Cristo fa si che si riesca ad essere sempre più vicini ai nostri simili, anche se talvolta può produrre l’effetto contrario, quando si diventa “pietra d’inciampo” o causa Cristo si viene rifiutati…

          Ma vale sempre la pena 😉

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      • @Bariom

        “(ci sono anche i blog cattolici dove sei bannato se nomini un determinato peccato chiamandolo tale – sic!), ”

        È esattamente il caso del blog gestito dal prete modernista che ha inventato il neologismo “catholically correct” per screditare i cattolici ortodossi.

        Di certo è strano che in un blog che si chiama “Come Gesù” (ah, che umiltà….) sia vietato difendere la dottrina della Chiesa fondata da Gesù stesso.

        Ancora più strano è che il divieto di difendere la dottrina della Chiesa non è parte di un regolamento più esteso che impedisce di parlare della dottrina della Chiesa in senso stretto, ma è proprio impedito soltanto difenderla, perché invece coloro che parlano per demolirla costantemente chiedendo la legittimazione della sodomia e anche della maternità surrogata, in ossequio all’egocentrismo più autocentrato degno, vengono fatti passare eccome e non vengono per nulla bannati.

        Una vera perla poi il regolamento, dove c’è una parte che recita

        “non si può dire ad un persona notoriamente omosessuale “la pratica omosessuale è peccato e contro la dottrina della Chiesa”; ad una persona notoriamente divorziata risposata “il matrimonio è uno e indissolubile”; ad un luterano “ti ricordo che il Papa è infallibile”; ad un musulmano “Gesù è il vero Messia e non Maometto”; ad una persona che ha fatto uso della gestazione per altri “l’utero in affitto è immorale ed è un abominio”; e così via. Il senso di questo corollario è questo: chi ha idee o comportamenti diversi o contrari rispetto alla fede e alla morale cattolica deve, nonostante ciò, potersi sentire a casa propria su questo blog.”

        Già. Gli unici che non devono nè possono sentirsi a casa propria su quel blog sono i cattolici ortodossi, ribattezzati “catholically correct” per farli sembrare quelli dalla parte sbagliata (perché definirli ortodossi sarebbe stata una implicita ammissione di essere in errore).

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        • Più che altro non è corretto perché è un sacerdote che scrive su Avvenire voce ufficiale della Cei.
          Lo stesso con Grillo e Spadaro: uno insegna al Sant’Anselmo l’altro è il numero due del Papa.
          Possibile che gli si permetta tutto?
          Un conto Socci e Don Farinella un conto persone che hanno ruoli ufficiali.
          Don Leonardi ospita il peggio del peggio e poi manda via i fedeli.
          Ma lo sa la CEI? Perché in certi casi è cyberbullismo.
          Io capisco l’invito a pregare, ma se vedo un’ingiustizia non devo tacere.
          Senza contare che per i giovani che spazi ci sono?
          Possibile la Santa Sede non abbia la possibilità di creare una piattaforma comune?
          Con regole anche stringenti ma chiare. Aperto anche ai non credenti se si riesce, che sia luogo sereno di incontro.

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          • E poi anche tutti questi giornalisti aumentano la gazzarra, perché hanno la loro linea editoriale e soffiano sul fuoco.
            Se un giovani vuole solo fare una domanda perché ha un dubbio o vuole approfondire un argomento a chi si può rivolgere?
            Penso che sia arrivato il momento di fare un po’ il punto della situazione.
            Con tutti gli esperti di comunicazione che ci sono in Vaticano…

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          • “Più che altro non è corretto perché è un sacerdote che scrive su Avvenire voce ufficiale della Cei.”

            Vedi Angela… Che ti dicevo quando ipotizzavi una piattaforma, un blog unico, magari sotto la supervisione di Avvenire (o chi per esso).

            Staremmo messi bene ☹️

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            • A me non pare che la linea della CEI sia la stessa DI don Leonardi onestamente.
              Non dico debba essere la CEI però servono spazi meno connotati.
              Un Forum possibilmente che è più democratico e orizzontale.
              I blog e i social favoriscono la gestione padronale e le bolle.
              Valli da una parte e Grillo dall’altra portano avanti so campagne personali.

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              • Ovviamente non propongo di chiudere i blog dei giornalisti, è giusto che anche le posizioni più radicali abbiano la propria voce.
                Penso solo a chi non si riconosce nella “militanza” a tempo pieno e vuole un approccio più morbido.

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                • Basterebbe che chi modera il blog ricordasse di essere cattolico….invece si fa molta teoria del cattolicesimo ma poca pratica…..
                  Il Vangelo predica l’amore al nemico , in certi blog si vuol far passare per Cattolica l’offesa sistematica e la moderazione di chi dissente. È questo cattolicesimo di apparenza che mina le basi della fede.

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                • Tu fai presto ML a fare la morale agli altri.
                  Anche essere offensivo (ma anche all’usivo) nei commenti e nelle risposte non è molto cattolico e neppure minimamente cristiano…

                  Minerà qualcosa tutto ciò?

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                • Comunque il blog “Come Gesù” (che io non frequento, ho solo letto qualche volta) ha una precisa linea editoriale enunciata in modo chiaro nel regolamento.
                  La scelta di cercare di includere nel blog anche un certo di tipo di persone e di realtà si porta dietro necessariamente la necessità di non provocarne l’allontanamento.
                  Questo perchè l’unico modo di aiutare concretamente queste persone è restarci in contatto e lentamente portarle ad una comprensione piena del vangelo attraverso tanti step, magari anche una conosceza personale etc etc..
                  Chi pretende di convertirle a colpi di sciabola non vuole affatto salvarle, ma solo esaltare se stesso, provocandone la fuga definitiva. Comportarsi come un elefante in un negozio di cristalli non ha senso.
                  Antonio non ha riportato completamente il regolamento, che è cmq leggibile qui :
                  https://mauroleonardi.it/regolamento/
                  In particolare è detto chiaramente :
                  “in questo sito è proibito enunciare verità della Fede cattolica, valori, norme morali, leggi o consuetudini della medesima in tono di richiamo autorevole o rimprovero morale o dottrinale. Non ci si può rivolgere agli altri utenti in tono contrappositivo, con intento polemico o che faccia presumere l’intenzione di rispondere “colpo su colpo”
                  Può non piacere , può sembrare assurdo ma d’altra parte si possono esprimere le proprie idee anche senza toni perentori, e si può evitare di ricordare continuamente cosa dice il Catechismo, che è comunque ben noto a chi scrive trovandosi in certe situazioni.
                  Mi pare che l’esempio riportato nel regolamento sia molto chiaro, piaccia o non piaccia.
                  Ben diversi sono i blog dove sui regolamenti si fanno generici riferimenti al rispetto, etc etc, per poi orientare i discorsi sempre verso una certa parte, in modo subdolo, eliminando i commenti o i commentatoti più scomodi , sopratutto quando argomentano in modo efficace.
                  Io cmq preferisco Croce Via.

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                • “… in questo sito è proibito enunciare verità della Fede cattolica, valori, norme morali, leggi o consuetudini della medesima in tono di richiamo autorevole o rimprovero morale o dottrinale…”

                  Se ti piace così è ti pare cosa assentata, dovresti frequentare di più certi blog.

                  Credo che anche più della metà delle parole di Cristo siano colà “proibite” vista l’autorevolezza e il rimprovero morale di cui sono cariche, per non parlare di Salmi, Profeti o Antico Testamento, che sono al contempo tutte parole di Misericordia laddove richiamo e Verità combaciano.

                  O forse nessun Cristiano può più pronunziarle dopo Cristo?

                  Sei proprio patetico, sbeffeggiare altri (sono questi i nostri eroi? cit.) è portare ad esempio (di cosa?) simile blog dove lo stravolgimento della morale cristiana è continuo, ammantato di pie intenzioni.

                  A forza di evitare di ricordare e nominare il Catechismo, si finisce certamente per perdere il nesso e il senso della Fede, laddove tutto diviene una indistinta melassa che sa tanto di sabbie mobili!

                  È certo che preferisci Croce-Via… Non ti par vero di aver trovato un nuovo pulpito da cui continuamente sentenziare chi sono i buoni e chi i cattivi (e tutta una serie di annessi e connessi ragionamenti).

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                • La prima frase (quella dove faccio accenno al “patetico” di Bariom) era conclusa con una faccetta col sorriso. Sul computer dove sono ora non compare…non vorrei non fosse venuta, perchè cambia il senso di tutta la frase…:-)

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              • Scusa Bariom ma espressioni del tipo “patetico” da te, che sei l’anima moderata dei blog, non me lo aspettavo ! 

                In ogni caso tento di spiegarmi meglio, e poi semmai ognuno resti del suo parere

                1) Non frequento il sito di Don Leonardi, anche io leggendo qualche volta i commenti o gli articoli resto un po basito ma penso di averne compreso la ratio.
                2) Il sito è dedicato principalmente ai “lontani in crisi”, cioè a coloro che pur essendo consapevolmente peccatori per la Chiesa, manifestano il desiderio intimo di essere accolti o quanto meno di capire meglio.
                3) In questo senso il sito è uno strumento per arrivare ad avvicinare persone che altrimenti resterebbero lontane. Se attraverso di esso anche soltanto una persona di queste su diecimila modificasse la sua vita e lentamente entrasse nella Chiesa (e quindi nella salvezza), esso avrebbe raggiunto il suo scopo
                4) Rispetto gli obiettivi di Dio circa la salvezza di costoro, le sensibilità di Bariom, Mentelibera, Antonio , Angela, e chi più ne ha più ne metta, sono assolutamente secondarie.
                Noi siamo i fratelli maggiori del figliol prodigo. Abbiamo già tutto per comprendere i nostri peccati (spero) e per stare vicino al Signore.
                Perchè ci lamentiamo della misericordia di Dio verso gli altri ?
                In questo senso il nostro “zelo” (o scandalo) può essere solo che un impedimento all’avvicinare costoro , che stanno sull’uscio della porta del Signore pronti a scappare al primo vento contrario. Forse il blog di Don Leonardi è il loro unico contatto con la Chiesa. Se li facciamo scappare da li si perdono.
                5) D’altra parte anche Gesù , alla donna vicino al pozzo , si rivolge con una sequenza sapiente di parole ben precisa (e noi non abbiamo la sapienza di Gesù) : “Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
                Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
                Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
                6) Come si può facilmente notare per prima cosa Gesù manifesta la bellezza dell’essere figli di Dio, l’avere in dono acqua viva che da la vita e la felicità. Solo dopo che la Donna ha manifestato l’interesse vero per questa acqua viva , Gesù le ricorda i suoi peccati.
                7) Ovvio che quello che Gesù ha fatto con 3 frasi, nella evangelizzazione è l’opera di una vita, nella quale prima occorre trasmettere la bellezza di essere cristiano , la felicità , etc etc, e solo dopo descrivere la strada per arrivare a questo.
                8) In altri passi peraltro Gesù ammonisce gli evangelizzatori di essere furbi come serpenti (trovare le parole giuste) e puri come colombe (siamo noi così puri da ammonire gli altri?)
                Per tutto questo io credo che Don Leonardi bene abbia fatto ad impedire l’utilizzo di espressioni che lette da parte di chi non è vicino alla Chiesa ne produrrebbero l’allontanamento. Anche il Sinodo ieri ha parlato di questo e certamente espressioni e modalità per avvicinarsi ai lontani soprattutto di natura sessuale , soprattutto coloro che sentono di non aver colpa per la loro situazione , sono tutte da indagare con amore per l’uomo. Non l’uomo è per il Sabato, ma il Sabato è per l’uomo.
                Ci sono molti altri siti , oltre a quello di Don Leonardi, dove avendo a che fare con cristiani più consapevoli, si possono usare le espressioni dirette senza tema di allontanare le persone.
                Buona Domenica .

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                • @ML non mi nasconderò dietro una faccina messa o omessa…

                  Ho scritto ciò che hi scritto e me ne pento solo se l’hai recepita come offesa, perché il mio intento NON era offenderti.

                  Brevemente, perché ho anch’io specificato ulteriormente più sotto il mio pensiero mentre tu spedcificavi il tuo, su una cosa sei in errore per quanto mi riguarda: io mi rivolgo a tutti come un aborto (mi si perdoni, l’ardire di usare le parole di Paolo), meritevole di carcere e di castigo, per i miei trascorsi.
                  Non mi rivedo affatto nel “figlio maggiore”, ma anzi, avendo guistato l’amaro e la morte del peccato (magiato merda, per usare un eufemismo), credo di avere un particolare sollecitudine e compassione per chi si trova nelle condizioni in cui ero un tempo.

                  Quindi nodire a me che sono scandalizzato della misericordia riservata ad altri… peraltro in nome della misericordia da riservarsi ai peccatori, manchi di misericordia giudicando le intenzioni di quelli che annoveri come “fratelli maggiori” (cosa che ti capita di frequente).

                  Che le nostre sensibilità siano SEMPRE subordinate al Piano di Dio per la Salvezza della Anime è affermazione addirittura banale in un contesto come questo ma ci sta
                  Dio però a concesso ad ognuno una sensibilità anche spirituale particolare, che vuole utilizzare per un maggior bene nostro e di chi ci ha affidato, o saremmo tutti “cloni” o automi.

                  Non è cosa indifferente basarsi sulla propria sesibilità e esperienza di fede con il retto giudizio e discernimento.

                  Infine è puerile (senza faccine) affermare che una linea di condotta e affermazioni dubbie, che si discostano dagli insegnamenti della Chiesa, in ambito personale, di un blog, di una guida spirituale, di chi sia in posizione pubblica, vanno sempre bene perché anche solo un “lontano” che ascolta si potrebbe convertire… ce ne sono altri mille che possono essere tratti in inganno!

                  Lascia il concetto di “può valere la pena anche solo per uno” allo sforzo del personale combattimento, all’impegno (e fatica non di rado) della Testimonianza e della Predicazione, della vita spesa alla sequela di Cristo.

                  Buon resto di Domenica.

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                • Chi legge perdoni tutti gli innumerevoli errori di battitura…

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                • Bariom, accetto volentieri le tue critiche, che spesso mi fanno meditare.
                  Volevo solo dire che tutti un tempo, e magari anche adesso a sprazzi, siamo stati “figliol prodigo”. Quando parlavo che siamo come il fratello maggiore, non intendevo il suo comportamento , ma le parole che gli rivolge il Padre: “tu sei sempre vicino a me”.
                  Comunque ricordiamoci sempre che c’è una bella differenza tra un blog, dove si leggono le parole, ed un colloquio diretto.
                  Nella parola scritta, dove non c’è l’intonazione e non c’è una vera possibilità di contraddittorio , è facile che si interpretino come offese o giudizi quelli che sono semplici riporti della parola di Dio, la quale quando invece è usata di persona può essere sempre spiegata e attualizzata.
                  Tra l’alto sappiamo bene la differenza tra scrittura e parola proclamata , ed è la seconda che produce frutto. Quanta gente legge la Bibbia da pagina 1 a pagina 3000 senza convertirsi ?
                  Detto questo…Buona Domenica anche a te !

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                • “Comunque ricordiamoci sempre che c’è una bella differenza tra un blog, dove si leggono le parole, ed un colloquio diretto.”

                  E’ quello che sostengo ed è proprio riconoscendo i limiti e le differenze che dobbiamo volgerli al bene e non scambiare un blog o altra comunicazione scritta a tutti destinata, con il colloquio franco, diretto, amorevole ma anche duro se e quando necessario, rivolto vis a vis.

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  12. Alla fine tutta la grande apertura del blog di Don Leonardi consiste nell’averlo appaltato ad un ottantenne un po’ bizzoso.
    Gli altri sono stati tutti cacciati e buonanotte.
    Capisco che voglia ricreare una safe zone perché adesso va di moda ma e’ pazzesco.E’ un prete che ritorniamo ai fedeli di serie a e di serie b?
    Per me è indifendibile.
    Suu blog conservatori immagino sia peggio infatti non ci ho mai scritto, è da quelli che parlano della Misericordia che mi aspetto misericordia.

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  13. Perché poi nel concreto (per tornare al commneto sopra di ML https://pellegrininellaverita.com/2018/10/22/opzione-benedetto-la-conferenza-di-padre-christopher-zielinski/comment-page-1/#comment-36628) come si dovrebbe riuscire a stabilire quando la Dottrina della Chiesa è pronunciata “in tono di richiamo autorevole o rimprovero morale o dottrinale” (sempre ammesso e non concesso ciò sia depolorevole)?

    Chi valuta “il tono” in un blog? Sempre in modo assolutamente soggettivo che ha il potere di “bannare”…

    “Non ci si può rivolgere agli altri utenti in tono contrappositivo, con intento polemico o che faccia presumere l’intenzione di rispondere “colpo su colpo…”

    Peccato che appena mi sono affacciato sul blog in oggetto, senza tono polemico ma facendo una lecita domanda articolata al sacerdote (non don Mauro) scrivente l’articolo, sono subito stato attaccato da utente normalmente fraquestatore con precise accuse (sostanzialmente “omofobia”) e reiterati commenti “colpo su colpo” anche quando non mi rivolgevo a lui.

    Questo per dire, non che altri fanno meglio, ma che anche su questo aspetto, tutto il mondo e paese e una cosa è la gestinone di un blog e l’altra la posizione di tanti commentatori (che non necessariamente rispecchiano la linea di pensiero del blog stesso).

    Ci vorrebbe una puntuale e attentissima valutazione di ugni singolo commento, lavoro immane e non scevro dai giudizi o pre-giudizi dell’amministratorem, quindi strada oggettivamente impraticabile.

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    • Sul blog di Don Leonardi ci sono cose enormi.
      Tipo che intervista Rocco Siffreedi e va in brodo di giuggiole sulla sua “spiritualità” e sul fatto che in fondo non tradisce la moglie perché isul set non ci mette il cuore ma solo il corpo ecc. cose anche legittime dal suo punto di vista, e poi caccia tutti i conservatori solo ed esclusivante perché conservatori (catholic correct li chiama lui).
      Un sacerdote di Santa Romana Chiesa non un Socci qualsiasi.

      Ci sono progressisti, come Massimo Faggioli, che leggono solo i siti conservatori e ravano tutto il santo giorno contro di loro.
      Progressisti di che? E dialoganti con chi?

      Secondo me la Santa Sede invece di ignorare il web impedendo i commenti un po’ ovunque dovrebbe fare una riflessione seria e pacata ed emanare un po’ di linee guida per dare indicazioni di fondo.
      Così è una giungla e ci va di mezzo il fedele meno smaliziato.

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      • Voglio dire: se nella Chiesa si riconosce spirituita e amore sincero a una pornostar, e mi sta bene, non vedo perché non fare lo stesso anche con chi ha il difetto di essere più precisino.
        O riconosciamo buone intenzioni a tutti oppure diventa solo una lotta tra fariseismi di vario colore.

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        • Una qualche forma di spiritualità tutti l’anno (persino i demoni)…

          Di nuovo un’aberrazione del concetto di “fedeltà”. Al Coniuge, ma si fa presto a trasporla a quella che si deve a Dio.

          Io sono fedele a mia moglie (e quindi a Dio perché nel Matrimonio non è “persona” secondaria) perché ho svariati rapporti sessuali, senza “metterci il cuore” (??), ma solo “il mio corpo”?

          E’ la scusa di una miriade di mariti adulteri… “e’ stato solo sesso… io amo solo te!”.
          Quale moglie (quella di Siffredi a parte che deve avere anche lei un particolare concetto di fedeltà – anche gli “scambisti” ce l’hanno) si sentirà sollevata e dirà: “fai pure marito mio…”?

          Per costoro la parola di Dio

          Romani 12,1

          Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.

          e

          1Corinzi 6,15

          Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai!

          non vale e sarebbe troppo forte.
          Non sia mai che sul blog in oggetto la si riporti, che possa allontanare qualcuno…
          Piuttosto si riportino le affermazioni del Siffredi quasi fossero un esempio da seguire, dimenticando quanto male porti e quando sia demoniaco il “mestiere” di un/una porno-star (se qualcuno pensa che costoro siano per me demoni, non ha capito un tubo!!)

          La pornografia avvelena il cuore dell’Umanità e di tanti giovani. E’ una cosa ABERRANTE! che in poco tempo diviene schiavitù e distorce completamente il rapporto Uomo Donna anche al difuori di qualunque visione fideistica.

          Nessuno ha posto mano ad una sera analisi spirituale del perché negli ultimi anni più di 5 “pornostar”, giovanissime donne, si sono tolte la vita…

          Però noi (loro) ne parlano come fosse “fare un lavoro come un altro”. E’ solo questione di “sensibilità” (vero MenteLibera??).

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          • Secondo me il Don, senza offesa, è solo un vanesio alla presa con problemi più grandi di lui.
            La società è diventata complessa e molti fanno fatica chi si richiude in un sistema di regole semplicistico, chi pensa che sia meglio sdoganare tutto e via.
            Non è facile e non voglio accusare nessuno, ognuno fa quello che può, però in questo caso c’è veramente un eccesso.
            È non è nemmeno progresso vero e autentico.

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          • Mamma mia… anche l’anno senza H !!! 😦

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          • A questo proposito consiglio due documentari “When porn ends” usciti tempo fa anche su Netflix. Leggeri nei toni, ma le conclusioni di moltissime storie sono pesanti e i documentari le testimoniano.
            Direi comunque di finirla qui l’OT dedicato ai blog altrui. Ognuno si gestisce come meglio crede e queste scelte comportano una serie conseguenze, tutte molto diverse, che vanno dall’allontanamento di molti al falso avvicinamento di pochi. E viceversa.
            Continuiamo noi a seminare il giardino con fiori di diversa natura e togliere erbacce nel pezzo di campo che ci compete, sempre se le vediamo.
            Il tempo è gentiluomo e porterà frutti e fiori eventuali a chi ha seguito bene.
            E tutto sarà naturalmente dono di chi è eterno.

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            • Si hai ragione…siamo andati molto OT. Siamo partiti per trovare la strada per salvare la Chiesa e siamo finiti a criticar blogs 🙂
              OT per OT, consiglio la serie “Black Mirror” su Netflix, molto molto interessante, sui rischi e le illusioni della tecnologia e come essa muta antropologicamente l’uomo, nel futuro.
              Non vi fermate al primo episodio. vedetene più possibile. Tanto sono singole storie a se stanti di una 50ina di minuti. Non sono puntate.

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              • Bella serie… ci si potrebbe impostare una riflessione teologico-spirituale 😉

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                • Alcuni episodi li trovo strepitosi…e la cosa più raccapricciante è che ripercorre proprio i desideri dell’uomo odierno in fatto di tecnologia (“pensa se un giorno avremo la possibilità di …… etc etc”).
                  Non saprei dire se è troppo pessimistica o è solo realistica, ma di sicuro fa riflettere su casi concreti.
                  Io la trovo molto adatta a spiegare l’uomo che si fa Dio al posto di Dio.

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                • Una delle serie più importanti degli ultimi anni. La fantascienza è da sempre grande teatro di riflessione sul mondo contemporaneo, nonché contenitore di riflessioni filosofiche profondissime. Anche Black mirror non fa eccezione e non nego che spesso, durante la visione, mi è sopravvenuta l’idea di scriverne. Poi è sopravvenuta la vita… ma non si sa mai!

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                • Fra l’altro, non smetterò mai di consigliare UTOPIA a tale riguardo.
                  https://pellegrininellaverita.com/2015/01/07/utopia-linganno-del-riduzionismo-il-ricatto-morale/

                  Avete presente il neomalthusianesimo, la diminuzione della popolazione voluta ecc ecc… ecco!

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                • Me la segno come da non perdere. Ma alla fine se ho capito bene non è stato fatto il remake, e quindi resta solo l’originale di Kelly. Spero sia su Amazon (sul quale è annunciata una serie “derivata) , sennò me la vedrò in streaming sul PC (se la trovo). Grazie per l’indicazione.

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                • Vai di streaming e facci sapere come ti è sembrata. A tratti è forte, come lo è black mirror. E va bene così.

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          • In collegamento a quanto detto sulla pornografia e di quanto sia cieco (o in malafede) chi crede di fare “una lavoro come un altro”…

            http://lanuovabq.it/it/parlamento-inglese-allarme-porno-il-governo-agisca

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  14. Veniamo a questione molto più pregnante e sostanziale:

    Sino a che punto su un blog o nella vita reale, è buono io non “annunci la Verità della Fede Cattolica, valori, norme morali, leggi o consuetudini della medesima in tono di richiamo autorevole o rimprovero morale o dottrinale.”?

    Siamo perfettamente d’accordo che l’intento non può essere quello di “imporre la Verità a colpi di mazza” o citando ML “pretende di convertire a colpi di sciabola”, ma il rischio del “restarci in contatto e lentamente portarle ad una comprensione piena del vangelo attraverso tanti step, magari anche una conosceza personale etc etc..” è di non trarre dalla profonda ignoranza, dalle tenebre del peccato, chi vi ci si trova immmerso.

    Questo ancor più vale in un blog.
    Chi può realmente dire di aver creato una reale umana vicinanza, una reale e concreto “contatto” che “lentamente” abbia portato ad una “comprensione piena del Vangelo”, attraverso uno strumento così “virtuale”?

    Sono sincero, frequentando da anni questo come altri blog (compreso quello di Costanza Miriano), in realta poi non tantissimi, mi è capitato di essere contattato privatamente e la cosa mi ha sempre fatto piacere e, per quel che Dio mi ha concesso, ho cercato di fare del mio meglio, fino ad un tentativo di visita che ci facesse uscire dall’anonimato e dal “virtuale”. Ma che questo si sia consolidato in un qualche tipo di “pecorso”, proprio non potrei dirlo… talvolta poi le cose non sono affatto migliorate (certamente per mia colpa).

    Qualcuno potrebbe certamente testimoniare il contrario, me lo auguro, ma penso siano veramente situazioni rare (lo Spirito Santo si può servire di tutto).

    Un blog invece che “annunci” la Verità, la Dottrina, l’Amore di Dio, la Potenza di Cristo, “senza se e senza ma”, proprio perché in qualche modo “impersonale”, non dovrebbe innescare in chi legge, il problema e il sospetto di un “giudizio personale”.

    E’ il concetto stesso della “stoltezza” della Predicazione… forse che chi predica (sembra siano in pochi ormai), ha un qualche coinvolgimento personale con chi ascolta? Forse che ci ascolta può pensare “costui mi sta giudicando!” (o certo lo può pensare… se si difende, se il suo orecchio è chiuso e ascolta in modo distorto).

    Il Kerigma stesso non ci annuncia forse la morte e resurrezione di Nostro Signore per il perdono dei nostri peccati? Per la salvezza nostra? E non è questo, annuncio di Amore incondizionato di Dio per noi? Per noi quando gli eravamo nemici?

    Usciamo dalla blogsfera… forse che se mio Fratello/Sorella, mio Figlio/a (nella carne, tanto per rendere la cosa più personale) è sulla strada del peccato – peccato che ricordiamo produce LA MORTE, non un mal di pancia – non andrò da lui/lei dicendo “Fratello/Sorella, Figlio/a mio/a, che stai facendo??!!”

    Se è ladro, violento, sodomita, adultero, idolatra, schiavo del sesso, della droga, dell’alcool (ecc. ecc.), forse che con tutto l’amore sanguinante che ho per lui/lei nel cuore, non gli mostrerò il suo peccato, e tutte le conseguenze di male prima ancora di dirgli “coraggio, per te c’è una speranza! Coraggio, Dio viene a salvarti…”

    Se anche non fosse nel peccato più profondo, ma in situazioni di rischio (l’adultero adultera prima nel suo cuore, il sodomita cede prima al disordine delle sue pulsioni omoerotiche, ma anche omo-affettive – ma qualcuno sostiene che disordine non è…), non mostrerò a lui/lei la sua cecità, il serio rischio di un percorso dove la cecità e il peccato rischanop di divenire sempre più profondi?
    Non è forse questa MISERICORDIA?

    Bartimeo, il cieco di oggi, SAPEVA di essere cieco, non aveva dubbi, e sapeva quanto questo lo rendesse andicappato, ridotto a vivere di elemosina, ma molti nostri Fratelli non hanno la minima idea della loro cecità, del loro essere mendicanti (anche se sono ricchi di cose) mendicanti.

    Naturalmente tutto questo discorso, può sembrare volto alla sola “denuncia”, ma è perché della carenza di questa, stiamo parlando.
    Questo non offusca e non subordina la gioia e la potenza salvifica dell’Annincio della Amore Misericordioso di Dio per OGNI Uomo.

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  15. pretende convertire a colpi di sciabola
    C’e’ chi usa la sciabola e chi il fioretto.San Paolo sicuramente era uno che usava la sciabola,
    Altri hanno usato il fioretto.
    Sicuramente non si converte con la “ melassa’ cioe’ una cosa molle e fluida e zuccherosa.

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  16. ” i barbari si sono occidentalizzati ”

    Si ma i barbari non si sono occidentalizzati , piuttosto hanno contribuito a creare quello che oggi consideriamo occidente. Ad esempio il sistema feudale, con la sua accentuazione sui rapporti personali o una certa concezione sacrale della regalità sono caratteristiche del mondo Franco sconosciute al mondo romano. Allo stesso modo il Common Law, tipico del mondo anglosassone , è diverso dai sistemi giuridici figli del diritto romano.

    Voglio dire che la società che nasce dalla dissoluzione del mondo antico è una società nuova e assolutamente originale, diversa da quella dei secoli precedenti.

    Se lo si è fatto allora, onestamente non ci sono particolari motivi per pensare che non ci si debba riuscire anche un domani.

    Al netto che questi crolli di imperi e società si portano dietro un carico di disagio decisamente elevato.

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