Gaudemus et Exultamus! Nuntio Vobis Gaudium Magnum: Habemus Ecclesiam !

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Oggi gioisco ed esulto in quanto mi è stato dato di contemplare in faccia il grande mistero della Chiesa mossa dallo Spirito Santo.

Coincidenza dei calendari o provvidenza divina nel giro di qualche giorno il Signore ci ha dato di toccare con il dito la Sua Potenza, al contempo nella, e aldilà della, comprensione umana in quanto tale: La si può solo constatare e tentare di illustrarLa ma non spiegarLa. Analogamente a qualunque esperienza personale che è sempre fenomeno apodittico ma è già tradita nella sua pregnanza esperienziale quando si cerca di descriverla tramite relazioni quantitative o altre metafore linguistiche.

Tre sono gli eventi arrivati in collisione in questo periodo pasquale e intorno alla Domenica della Misericordia in questo A.D. 2018; tre eventi pesanti nella vita della Chiesa ma che, vedremo, dovrebbero aiutarci a meglio vivere “la Chiesa” in ciascuno di noi.

Primo evento: in assenza di smentita esplicita del principale interessato, la certezza morale ormai acquisita che Jorge Maria Bergoglio sia una persona che ha idee personali eretiche almeno per quanto riguarda l’immortalità delle anime dannate e che, sempre a livello personale, egli non abbia idee perfettamente chiare dal punto di vista cattolico circa l’insegnamento della Chiesa in materia di sessualità sponsale.

Secondo evento: il convegno di sabato scorso 7 aprile che ha avuto luogo a Roma con titolo “Roma dove vai?” e che ha visto cardinali e vescovi disquisire della relazione tra la Chiesa e il Pontefice regnante qualora quest’ultimo fosse eretico

Terzo evento: la pubblicazione ieri, lunedì 9 aprile, dell’Esortazione Apostolica Gaudete et Exultate del Santo Padre Francesco, testo esortativo del Magistero che declina alcune vie possibili ed ordinarie per partecipare della Santità di Cristo.

I tre eventi non si situano sullo stesso piano: il primo e il terzo sono fattuali e possono essere constatati da ciascuno di noi; infatti il terzo è un documento accessibile a tutti, mentre circa il primo né Bergoglio, né la sua sala stampa, né la sua ultimissima esortazione, né le sue ultime omelie hanno smentito il contenuto della testimonianza ben quattro volte ( il 21 settembre 2014, il 15 marzo 2015 e il 9 ottobre 2017  oltre l’ultima del 29 marzo 2018 discussa precedentemente del nostro blog qui)  reiterata di Scalfari che la convinzione personale di Bergoglio sia che le anime dei dannati siano distrutte dal loro Creatore e ciò in opposizione frontale con quanto da sempre insegnato dalla Chiesa e da Cristo stesso; né vi è stata smentita dell’affermazione pubblica fatta da Suor Martha Pelloni, professore, rettore e religiosa della Congregazione delle Carmelitane Missionarie Teresiane in Argentina sulla locale Radio Cut (dal minuto 7:50 udibile qui ) che Bergoglio gli avrebbe dato tre direzioni da seguire (ad esempio leggibile qui ) : preservativo, diaframma e in certi casi legatura delle tube . Mentre il secondo evento, per quanto in sè perfettamente reale, si riferisce ad analisi e riflessioni circa le interpretazioni di alcuni fatti, ma non i fatti stessi: ad esempio, partendo da una loro interpretazione non cattolica (e quindi radicalmente errata, cf. ad esempio le nostre riflessioni espresse al soggetto qui e qui ) del Magistero della Chiesa espressosi in Amoris Laetitia circa l’accompagnamento spirituale delle persone divorziate ma viventi more uxorio una relazione adulterina,  costruiscono (o decostruiscono, dipende dal punto di vista) tutto un impianto a gas intricato e complesso, cercando di rispondere ad obiezioni in risposta ad una problematica mal costruita anche perché, probabilmente, all’origine più finalizzata ad obiettivi di politica ecclesiale che alla ricerca della verità in quanto tale e all’aiuto genuino del Popolo di Dio (e a questo vorrei aggiungere che questi cardinali e vescovi non seguono un semplice consiglio di buon senso e cioè che mai i genitori si devono bisticciarsi davanti ai figli…).

La pubblicazione dell’esortazione sulla santità del Santo Padre Francesco, anche se firmata proprio nei giorni della produzione della “Fake News” della conferma da parte del Papa Emerito circa la grandezza e profondità teologica del suo successore, anzi proprio perché firmata in un momento così indegno della storia della Chiesa, dove alcuni, tra i quali Mons. Viganò, hanno osato creare false testimonianze e manipolazioni della verità peccando contro lo Spirito Santo, mostra, illustra e dimostra che è solo lo Spirito Santo che dirige la Sua Chiesa e ciò malgrado la bassezza delle singole azioni umane.

La Chiesa cattolica ed il Suo Magistero sono un miracolo alla stessa stregua che lo è la transustanziazione che avviene durante la Santa Messa: il pezzo di pane difettoso non perde mai i suoi difetti accidentali ma è trasformato in Corpo di Cristo. Il Magistero della Chiesa è solo opera dello Spirito Santo a dispetto delle imperfezioni e dei peccati di chi Lo impartisce concretamente.

In altre parole, anche se in Evangelium Gaudium , Amoris Laetitia, Gaudete et Exultate  vi sono indubbiamente i marchi umani, le debolezze spirituali e le fiacchezze intellettuali dell’autore e dei suoi collaboratori , essi sono sempre luminosi insegnamenti dello Spirito Santo loro malgrado.

Anche se l’uomo Bergoglio ha idee personali in opposizione frontale a quelle di Cristo circa la destinazione finale delle anime dei dannati o una profonda incomprensione dell’insegnamento della profetica Humanae Vitae, Francesco, miracolosamente, quando insegna da Papa ha “come” le mani legate dallo Spirito Santo e non può non insegnare che quel la Chiesa insegna: e questo è il “fatto” che ci è dato di osservare con Gaudete et Exultate.

Allora, certo che possiamo sempre andare a cercare le pulci nel testo, ma queste pulci saranno pulci solamente se il magistero papale è letto senza quel principio di benevolenza che impone chi, cattolico verace, leggendo un testo del Magistero si sforza a sempre e solo interpretarlo alla luce del … Magistero stesso e non sulla base di teorie eterodosse estranee ad Esso, quand’anche l’autore in quanto persona non fosse la più sicura esistente in terra in materia di dottrina.

Un ottimo esempio di quanto tento di condividere con voi lo abbiamo in Gaudete ed Exultate : il Santo Padre Francesco vi ha un insegnamento sicuro circa il Maligno e  nulla è detto circa l’inferno, seppure avendo parlato del luogo dei Santi una frase sul luogo dei non santi non sarebbe stato un assoluto fuori tema: ma così, per chi crede la Chiesa, si manifesta luminosamente la protezione dello Spirito Santo, impedendo, miracolosamente, l’uomo Bergoglio di scolorarsi nel Papa Francesco sbiadendone l’insegnamento.

In questo i partecipanti del summenzionato convegno romano sono nell’errore crasso e anch’essi, aldilà dei loro discorsi spampanati, a rischio di eresia: in verità loro non credono la Chiesa, cioè quel che  Essa insegna, e hanno paura che un uomo, nella sua debolezza e peccato, fosse anche esercitando la funzione di Successore di Pietro, possa deviare il Magistero fosse anche di un millimetro da quel che lo Spirito Santo vuole per la Sposa di Cristo.

La Chiesa è un miracolo e in quanto tale è un mistero divino che si dispiega realmente lungo la storia dell’umanità, ma, ancora più importante, lungo la storia personale di ognuno di noi.

Solo lo Spirito Santo ci può insegnare così in Gaudete et Exultate nel suo punto 21:

“ Il disegno del Padre è Cristo, e noi in Lui. In definitiva, è Cristo che ama in noi, perché «la santità non è altro che la carità pienamente vissuta».[24] Pertanto, «la misura della santità è data dalla statura che Cristo raggiunge in noi, da quanto, con la forza dello Spirito Santo, modelliamo tutta la nostra vita sulla sua».[25] Così, ciascun santo è un messaggio che lo Spirito Santo trae dalla ricchezza di Gesù Cristo e dona al suo popolo.”

In Pace

 

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Categorie:Attualità cattolica, Magistero

64 replies

  1. Il Diavolo si sa si nasconde nei dettagli. E il Diavolo infatt inon e’ nel 99% delle parole giust e di questa Esortazione Apostolica ma nell’ 1% di quelle stonate o inquietanti o malevole.
    Come la svalutazione della contemplazione a favore dell’ azione, come la stoccatina a chi sceglie il silenzio e la clausura, come le invettive contro chi ha cura della liturgia. Il “Santo “ moderno per Papa Francesco non puo’ ne’ deve essere un eremita un Padre del DeserTo o un monaco che ama cantare in gergo.riano .
    Habemus ecclesiam : si’ ma manca un aggettivo “ novam” . Habemus novam ecclesiam .
    La vecchia ecclesiam coi suoi eremiti i suoi asceti i suoi cori di monaci che avevano” cura della liturgia” , i suoi santi stigmatizzati, le sue suore di clausura e’ da buttare.
    Gaudente et esultate voi tutti modernisti! Ora persino il Papa dice che la contemplazione e la clausura, la penitenza e la preghiera, non valgono quanto l’ accoglienza dei migranti e la lavanda dei piedi ai musulmani!

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    • Per Gian Piero

      “Il Diavolo si sa si nasconde nei dettagli. E il Diavolo infatt inon e’ nel 99% delle parole giust e di questa Esortazione Apostolica ma nell’ 1% di quelle stonate o inquietanti o malevole.”

      Mi fai venire in mente la Satis Cognitum, dove Papa Leone XIII scrive https://w2.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_29061896_satis-cognitum.html

      “la Chiesa, memore del proprio ufficio, non si è mai tanto preoccupata di impegnarsi con ogni zelo e con ogni sforzo come quando si è trattato di tutelare in ogni sua parte l’integrità della fede e di considerare ribelli e di espellere da sé coloro che non la pensassero come lei in un articolo qualunque della sua dottrina. Gli Ariani, i Montanisti, i Novaziani, i Quartadecumani, gli Eutichiani non avevano certamente abbandonato in tutto la dottrina cattolica, ma solo in qualche parte; tuttavia, chi ignora che essi sono stati dichiarati eretici ed espulsi dal seno della Chiesa? Allo stesso modo vennero in seguito condannati quanti furono in vari tempi autori di perverse dottrine. “Niente vi può essere di più pericoloso di questi eretici, i quali, mentre percorrono il tutto (della dottrina) senza errori, con una sola parola, come con una stilla di veleno, infettano la pura e schietta fede della divina e dell’apostolica tradizione”[16].”

      Quello che però ti sfugge è che il Magistero della Chiesa non può insegnare dottrine erronee, gli eretici possono, il Magistero della Chiesa (ordinario o straordinario) no. Pensare il contrario è peccato mortale contro la Fede.

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  2. Che cosa è essenziale (per la santità)? Essenziale è non lasciare mai una domenica senza un incontro con il Cristo Risorto nell’Eucaristia; questo non è un peso aggiunto, ma è luce per tutta la settimana. Non cominciare e non finire mai un giorno senza almeno un breve contatto con Dio. E, nella strada della nostra vita, seguire gli “indicatori stradali” che Dio ci ha comunicato nel Decalogo letto con Cristo, che è semplicemente l’esplicitazione di che cosa sia carità in determinate situazioni. Mi sembra che questa sia la vera semplicità e grandezza della vita di santità: l’incontro col Risorto la domenica; il contatto con Dio all’inizio e alla fine del giorno; seguire, nelle decisioni, gli “indicatori stradali” che Dio ci ha comunicato, che sono solo forme di carità. Perciò il vero discepolo di Cristo si caratterizza per la carità verso Dio e verso il prossimo”
    http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110413.html

    Si diletti, il lettore, a cercare le differenze tra quanto riportato sopra e la santità proposta in GeE

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    • È vero che aver esplicitamente dimenticato l’uso dei sacramenti nella ordinaria dinamica della santificazione, visto che lui ci parla dei mezzi ordinari di santificazione sembra alquanto bizzarro…
      15. Lascia che la grazia del tuo Battesimo fruttifichi in un cammino di santità. Lascia che tutto sia aperto a Dio e a tal fine scegli Lui, scegli Dio sempre di nuovo. Non ti scoraggiare, perché hai la forza dello Spirito Santo affinché sia possibile, e la santità, in fondo, è il frutto dello Spirito Santo nella tua vita (cfr Gal 5,22-23). Quando senti la tentazione di invischiarti nella tua debolezza, alza gli occhi al Crocifisso e digli: “Signore, io sono un poveretto, ma tu puoi compiere il miracolo di rendermi un poco migliore”. Nella Chiesa, santa e composta da peccatori, troverai tutto ciò di cui hai bisogno per crescere verso la santità. Il Signore l’ha colmata di doni con la Parola, i Sacramenti, i santuari, la vita delle comunità, la testimonianza dei santi, e una multiforme bellezza che procede dall’amore del Signore, «come una sposa si adorna di gioielli» (Is 61,10).
      In Pace

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      • Secondo me, non è bizzarro, ai sacramenti dovrebbero accostarsi tutti quelli che si reputano cattolici. Uno dei rimproveri che vengono fatti ai cattolici è quello di andare a Messa tutte le domeniche (e anche di più), ricevere l’Eucaristia e poi, fuori dalla chiesa, comportarsi come e peggio degli altri. Penso che il Papa desse scontata questa base e in questo scritto volesse indicare i passi successivi (e i relativi pericoli) verso la santità. Per cui ci sta anche non parlare dell’inferno.
        Simon, non starai entrando anche tu nella confraternita di quelli che ‘eh, però non ha parlato di questo, eh però quest’altro l’ha ignorato’?
        Finora ne ho letta la metà, quindi sono arrivato a dove accenna alla liturgia. A meno che non ne parli anche oltre, trovare qui delle invettive contro chi ha cura della liturgia mi fa dubitare che abbiamo letto la stessa cosa io e Gian piero.

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        • LOL Enrico
          Non entro nella confraternita: purtroppo quando uno scrive le inflessioni del linguaggio parlato non appaiono.
          Faccio giusto notare che ho riportato un passaggo di G&E che parla dei sacramenti.
          Eppoi nel testo quassù sono stato chiaro circa il discorso di chi cerca di fare le pulci ad un testo magisteriale per principio.
          In Pace

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          • Avendola letta un po’ molto in fretta non avevo capito da dove avessi tratto la citazione e non avevo capito nemmeno quanto del tuo scritto fosse serio e quanto ironico, scusa. Contento di essermi sbagliato.

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        • Caro Enrico AL PUNTO 52 sono fulminati dopo averli resi delle caricature tutti quelli che non stanno simpatici a papa Francesco :
          52
          Ci sono ancora dei cristiani che si impegnano nel seguire un’altra strada: quella della giustificazione mediante le proprie forze, quella dell’adorazione della volontà umana e della propria capacità, che si traduce in un autocompiacimento egocentrico ed elitario privo del vero amore. Si manifesta in molti atteggiamenti apparentemente diversi tra loro: l’ossessione per la legge, il fascino di esibire conquiste sociali e politiche, l’ostentazione nella cura della liturgia, ”

          ….a parte il fatto che l’adorazione della volontà umana e l’autocompiacimento egocentrico mi sembrano più caratteristiche del “nuovo ” corso” ….verrebbe da dire medico cura te stesso.

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          • “Caro Enrico AL PUNTO 52 sono fulminati dopo averli resi delle caricature tutti quelli che non stanno simpatici a papa Francesco “

            Ma se quanto scritto al punto 52 non corrisponde a ciò che sono in realtà coloro che Francesco critica a ogni piè sospinto non capisco perché offendersi.

            Non ha senso. Sarebbe come una persona che sa benissimo di non essere un invidioso o un arrampicatore sociale che si risente perché in una enciclica o in una esortazione il Papa critica gli invidiosi e gli arrampicatori sociali.

            A meno che uno non tocchi qualche nervo scoperto o non dica delle cose che sappiamo essere vere non c’è ragione di risentirsi.

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          • ‘l’ostentazione nella cura della liturgia’
            La cura della liturgia è cosa buona e giusta, la sua ostentazione no. Gli esempi fatti dal Papa sono assolutamente corretti. C’è gente che ha voluto cogliere riferimenti a tizio e caio, io sto a quel che è scritto.

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            • Certo certo. E’ ovvio che costoro , i maniaci della cura ossessiva della liturgia sono un grosso problema attuale della Chiesa! Direi il problema principale tale da dover essere citati negativamente nell’ Esortazione!
              Si potrebbe cosi’ a occhio dire che il problema e’ l’ opposto: che celebrazioni liturgiche sciatte e noiose, oppure abusi liturgici agghiaccianti come l’ ostensorio trasportato da un drone telecomandato come e’ successo in Brasile siano un problema, ma no certo ! Gli abusi liturgici e chi ostenta una NON CURA della Liturgia sono peccati veniali. Il vero problema sono quei cattolici che si inginocchiano alla Consacrazione, e quei fanatici che prendono la Comunione in bocca! E che dire dei chierichetti a mani giunte! Il Papa ha gia’ provveduto a redarguirne uno. E che dire delcard. Sarah che persiste a dire che si dovrebbe celebrare rivolti ad Oriente! Card. Sarah percolo pubblico n. 1!
              In effetti sono pericolosissimi per la Chiesa non i preti che fanno show vestiti da pagliacci, ma quelli che ostentano cura della Liturgia! Questi pericolosissimi pelagiani sono il vero problema della Chiesa cattolica , un po’ come il vero problema di Palermo e’ il traffico!

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              • E poi l’ altro grosso problema della Chiesa sono i rigidi che seguono la Legge alla lettera. In effetti le nostre parrocchie sono afflitte non da cristiani della domenica che non sanno neppure due dei dieci comandamenti, ma da quei pericolosi fanatici che i dieci comandamenti li vogliono seguire alla lettera! Disgraziati fanatici , che invece di fare quel che fanno tutti,sapendo che tanto tutti si salvano, si ostinano a vivere con sforzo e sacrificio, a non divorziare, a non avere rapporti omosessuali, a non usare i contraccettivi . Questi rigidi dottrinari sono il vero problema della Chiesa oggi, non certo i buoni cattolici adulti che sanno cosi’ bene adattarsi al mondo contemporaneo. Davvero i fissati con la Liturgia e i bigotti che seguono la Legge, sono l’ ostacolo principale alla perfetta unione della Chiesa cattolica col mondo moderno e il Papa per questo li redarguisce in continuazione.

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              • Gian piero, i rigidi sono un problema, sì, anche se magari non nelle parrocchie. Saprai che hanno organizzato un convegno a Roma nei giorni scorsi.

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      • Ma dopo G&E 43,44 e 170 siamo sicuri che la Chiesa abbia tutto quello che abbiaobisogno per arrivare alla santitá?

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      • Anche se in tutta la GeE viene citato 1 volta il Battesimo, 1 la Messa, 2 l’Eucaristia e 2 la Riconcilazione, invito a leggere le sole 83 righe scritte sulla santità da Benedetto XVI ed a raffrontare i due scritti…
        … io personalmente trovo molto più stimolanti ed edificanti le parole dell’udienza generale rispetto a quelle dell’esortazione apostolica: si respira tutta un’altra aria… di santità.

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  3. Veramente stai attribuendo ai partecipanti al convegno una tesi da loro non espressa.

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  4. Be’, per il momento non l’ho letta. Anche perché ho sviluppato una certa insofferenza per i discorsi logorroici di moda ultimamente nella Chiesa. Leggiucchiando qua e là gli estratti pubblicati dai media si ha la stessa impressione degli altri documenti firmati dal pontefice: sono sicuramente ortodossi, perché così non può non essere, e perché nella loro non cristallina chiarezza, in quel lasciar pencolare nel vuoto certi ragionamenti, non sono manifestamente eterodossi. E si ripete anche una bizzarria: visto che queste esortazioni, pur affrontando questioni che saranno vive fino alla fine del mondo, sono rivolte soprattutto all’uomo e al cristiano d’oggi, dove li vedi Tu, caro Santo Pontefice, questi pelagiani compiaciuti di se stessi, questi freddi esaltatori di una virtù fredda e senza carità, questi legalisti, questi feticisti della liturgia? Certo, ci sono, come sempre ci saranno: ma oggi nel popolo di Dio e nel clero non sono nemmeno un partito, nemmeno un partitino che raggiunga la soglia di sbarramento. Dell’altro pericoloso partito si ha come l’impressione che non lo vedi perché okkupando tutto l’okkupabile della fazione ha perso i connotati.

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    • Ma come caro Zamax non vedi che il vero nemico pubblico n. 1 della Chiesa e’ il card. Sarah e chi esalta la “ forza del silenzio” e l’ importanza della sacra Liturgia? Chi cerca il silenzio non e’ sano ci dice l’ Esortazione.
      Per cui chi volesse essere santo oggi si guardi bene da seguire una via nascosta di ascesi e di preghiera, che nessuno conoscerebbe, ma provveda ad iscriversi a Save the children ,Emergency ,
      o altre ong approvate dall’ ONU e faccia opere di carita’ rigorosamente a favore di telecamere e possibilmente pubblicizzate sui media? Tipo Gino Strada . Ecco il santo del giorno d’ oggi.

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      • ‘ Chi cerca il silenzio non e’ sano ci dice l’ Esortazione.’

        In un altro blog i soliti critici del Papa hanno tirato fuori le stesse critiche: è contro il silenzio, i mistici, la vita di clausura. Un sacerdote ha riportato i passi della G e E che smentivano clamorosamente questa tesi, ha fatto notare come Francesco citi Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e Maria Gabriella Sagheddu. Obiezione: il Papa non ha precisato chi era Maria Gabriella Sagheddu.

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        • Non dice così, Enrico, dice “non è sano amare il silenzio ED evitare l’incontro con l’altro…” (maiuscolo mio) e segue con una serie di “fare questo E quello”, dove “questo e quello” sono cose che si oppongono. Vuol dire che non è sano preferire una cosa all’altra; il cristiano che tenta di imitare Cristo tiene entrambe le cose, il silenzio e l’incontro. E tirare in ballo Sarah (proprio uno che tiene insieme silenzio ed incontro) è pretestuoso, allora tanto vale dire che Bergoglio sta sottilmente criticando Hannibal Lechter o Simon&Garfunkel.
          Il problema è che spulciando senza principio di carità ciò che il Papa scrive da Papa ci si rende sordi e ciechi a ciò che lo Spirito Santo vuole dirci.
          Grazie Simon del bel post.

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  5. é dal Concilio Vaticano II che la Chiesa non è così sveglia come lo è oggi, Questo Papa o è un pazzo incosciente o è un santo.

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  6. Taluni passaggi di GeE sono da incorniciare:
    “Perché coloro che non si accorgono di commettere GRAVI MANCANZE CONTRO LA LEGGE DI DIO possono lasciarsi andare ad una specie di stordimento o torpore. DATO CHE NON TROVANO NIENTE DI GRAVE DA RIMPROVERARSI, non avvertono quella tiepidezza che a poco a poco si va impossessando della loro vita spirituale e finiscono per logorarsi e corrompersi.” (164b)
    Una affermazione del genere però, applicata a coloro che persistono a vivere in adulterio pur senza essere coscienti della gravità del peccato, potrebbe portare alle stesse conclusioni cui arriva AL?

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  7. Serve poco arrabbiarsi perchè il Santo Padre ha “dimenticato” un aspetto secondo noi importante, o per l’aver sottolineato un aspetto piuttosto che un altro che ci pare più importante.

    Ad esempio, io mi dico che sarebbe stato molto più interessante illustrare perchè l’essere santi è in sè un traguardo gratificante individuamente: nella società edonistica nella quale viviamo questo sarebbe, secondo me, un challenge spirituale e concettuale che dovrebbe precedere una discussione sui cammini di santità.
    Bello ricordarci le beatitudini e come vivere da beati, ma in cosa consiste l’essere beato e perchè questo sarebbe concretamente vantaggioso per me, per chi intonro a chi gravito, per la società. Cosa ci “guadagno” ad essere santo?

    Ovviamente, queste domande sono retoriche per noi utenti di questo blog, ma siamo davvero sicuri che chi ci circonda conosca le risposte della Chiesa e di Cristo stesso queste domande? Per motivare un popolo all’azone non basta, anche se è necessario, ricordargli cosa fare e riassumere la “big picture” come fatto in questa esortazione, ma anche ricordare quale ricompensa ne traiamo, ricompensa che deve essere riconosciuta in quanto tale dal gregge. Se prometto come ricompensa ad un padre di familia numerosa una ferrari, a questo non gliene ne può importare meno, in quanto desidera un minivan per trasportare la famiglia.

    Ma io (per grazia di Dio) non sono Papa, e noi (ancora per grazia di DIo) non siamo Papi: leggiamo quel che lo Spirito Santo ci insegna via questa esortazione, e lasciamoci sorprendere appunto lì dove ci parla di cose alle quale non ci saremmo a priori interessati.

    Perchè non condividere positivamente quel che ci ha sorpreso positivamente anche se nello sconforto intellettuale e, a volte, spirituale? Questo è Magistero Autentico, lo Spirito Santo ci interpella via questo mezzo, anche se non perfetto e ideale ma incarnato, ascoltiamolo senza cercare di fargli dire quel che non ha detto o di spazientarci perchè non parla di quel che avremmo voluto parlasse.

    In Pace

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    • 177. Spero che queste pagine siano utili perché tutta la Chiesa si dedichi a PROMUOVERE IL DESIDERIO DELLA SANTITA’. Chiediamo che LO SPIRITO SANTO INFONDA IN NOI UN INTENSO DESIDERIO DI ESSERE SANTI per la maggior gloria di Dio e incoraggiamoci a vicenda in questo proposito. Così condivideremo una felicità che il mondo non ci potrà togliere.
      Come non pregare perché l’auspicio finale di papa Francesco trovi reale attuazione nella Chiesa e nel Mondo?

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      • Mi chiedo :ma si puo’essere pelagiani, cosi’come definisce pelagiani papa Francesco, senza saperlo?
        Specifico:io non voglio essere pelagiana e non credo nell’eresia pelagiana. Ma potrei cadere senza accorgermi in questa pericolosa eresia? Ma se una personanon vuole essere pelagiana e vuole essere una buona cattolica chw deve fare?

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        • Pelagiana tu?

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          • Ahhhhhhah,!
            La mia domanda Lorenzo e’ in questo senso: mi e’ sembrato di capire che per Papa Francesco sono cripto-pelagiani tutti quelli che attenendosi alle regole sperano da questa loro fedellta’ alla Legge di essere salvati. No , dice Papa Francesco , non sono le tue buone azioni fatte in ossequio alla Legge che ti salvano, ma la Grazia. Su questo siamo tutti d’ accordo , e io sono d’ accordo. Ma mi chiedo : dunque quando cerco di essere fedele alla Legge cado nell’ eresia cripto-pelagiana? Se per esempio vado alla Messa la domenica o digiuno il venerdi’ sono come i farisei che osservavano il sabato? Se cerco di seguire le regole della Chiesa sono forse in pericolo di eresia pelagiana? Puo’ sembrare una domanda assurda ma alla luce degli ultimi documenti papali diventa di attualita’ ’ : chiediamoci infatti perche’ papa Francesco continua a battere il chiodo del neo-pelagianesimo. Evidentemente lo considera un pericolo attuale per le anime. Un grosso pericolo . Cosa fare per non essere neo-pelagiani o cripto-pelagiani.?
            Ripeto : non e’ una domanda assurda. Anche se fino a questo papa , cioe’ sotto Giovanni Paolo II E BENEDETTO XVI a nessuno credo sia mai venuto il dubbio di essere un cripto-pelagiano.

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            • Quindi, quando papa Francesco scrive: “Non mi fermerò a spiegare i mezzi di santificazione che già conosciamo: i diversi metodi di preghiera, i preziosi sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione, l’offerta dei sacrifici, le varie forme di devozione, la direzione spirituale, e tanti altri.” (GeE 110b), invita ad essere neo pelagiani?
              Che se poi fosse come ipotizzi tu scrivendo, perché anche coloro che fanno opere buone verso gli altri non dovrebbero cadere nell’eresia neo pelagiana?
              Se vai a leggerti le caratteristiche che i Vangeli condannano nei farisei, avrai più chiaro chi sono i neo pelagiani.

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            • Cristina.
              Da sempre la Chiesa si fonda sui vangeli e sulle parole di Gesù. Il quale , interrogato su quali fosse il comandamento più importante diceva : “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”
              Il che significa che l’unione di questi due comandamenti fa il cristiano. Soltanto il primo o soltanto il secondo non sono sufficenti.
              Il Papa non fa che ricordare l’importanza anche del secondo comandamento, e sopratutto di un equilibrio tra i due, che tutti possiamo capire se non leggiamo in modo preconcetto o ideologico le parole della Chiesa.
              La sola contemplazione, senza avere uno sguardo sui bisogni di chi ti circonda, senza sporcarsi le mani con la vita e le idee degli altri, senza dare parte della propria vita per aiutare o sostenere il nostro prossimo (anche quando è scandaloso o non lo meriterebbe), diventa una forma di “snobbismo” verso il creato, che parte dal principio che Dio ed il Prossimo siano due cose separabili, mentre il prossimo è la strada che ti porta a Dio (e Gesù lo ha detto più di una volta)
              Egli pregava, ma anche andava in giro a guarire i malati , giorno e notte.
              Egli è stato 40 giorni nel deserto, ma ha poi percorso tutte le città.
              In questo ambito, ed ancor più in una società sempre più egoista e chiusa in se stessa, il Papa invita quindi ad uscire fisicamente da noi stessi, a smetterla di coprire i nostri egoismi camuffandoli con zelo liturgico o altro. Oggi come mai c’è bisogno di segni visibili dell’amore di Dio nelle persone concrete, segni quotidiani ed ordinari di santità. Lo stesso Padre Pio impegnava la maggior parte del suo tempo a sporcarsi con i peccati degli altri, in un confessionale.
              Quindi cerchiamo di non cedere alla tentazione del maligno, che ci invita a leggere in modo partigiano il vangelo o le parole della Chiesa, selezionando solo quello che più ci convince, allo scopo di dividerci tra di noi. Smettiano di cercare l’eresia dove non può esserci, perchè la parola della chiesa quando è magistero non può essere eretica. Cerchiamo piuttosto di accettare con umiltà tutte le esortazioni del Papa, di questo come degli altri Papi, aggiungendole e non sottraendole a quelle sentite o lette in precedenza.
              Ognuno poi, se chiede con la preghiera, il digiuno e l’elemosina, il discernimento a Padre Nostro, potrà poi vedere la propria vita con chiarezza per capire quando e come queste parole si applicano rispetto ai fatti personali e quotidiani.
              Salve

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              • Ma sei cosi sicuro che sia cosí?

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              • Blaspas@
                Sicuro ? Non so….ho detto tante cose , non saprei a cosa ti riferisci esattamente.
                Di certo l’esortazione GE di Francesco parla della chiamata quotidiana alla Santità, così come ognuno di noi può fare.
                La Chiesa attraverso il Papa , con un linguaggio molto da “parroco” a mio parere, invita a smettere di selezionare la parola di Dio secondo le nostre preferenze.
                Ed ancor di più a smettere di selezionare chi e cosa amare.
                C’è tempo per la contemplazione e tempo per l’azione. Di sicuro la seconda è una attività a volte più complicata, che ci mette a confronto ed a contatto con gli altri, e che ci scomoda , ci costa tempo e magari denaro.
                Ricordiamoci il racconto della trasfigurazione di Gesù. Pietro, di fronte a tanta meraviglia, dice a Gesù : «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!» , che significa : “che bello stare qui su questo monte , restiamo qui che si sta così bene , così in pace”. Ma scenderanno….perchè la missione di Gesù è un’altra, e la missione indicata agli apostoli è un’altra : State in mezzo al mondo, anche se non siete di questo mondo.
                E’ per questo che quindi che la Chiesa in GE ci ricorda :
                “Non è sano amare il silenzio ed evitare l’incontro con l’altro, desiderare il riposo e respingere l’attività, ricercare la preghiera e sottovalutare il servizio. Tutto può essere accettato e integrato come parte della propria esistenza in questo mondo, ed entra a far parte del cammino di santificazione. Siamo chiamati a vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione, e ci santifichiamo nell’esercizio responsabile e generoso della nostra missione”
                Il che non significa che non bisogna stare nel silenzio. Ma che non bisogna stare nel silenzio per evitare di stare con gli altri. Chi ha orecchie per intendere intenda.

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              • Solo dicevo, forse sei un neognostico.

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              • Premesso che ho sempre visto moltissimi di quelli che pregano farsi prossimo mentre ho visti pochissimi di quelli che non pregano fare altrettanto,
                mi piacerebbe sapere il tuo giudizio sul passo evangelico di Marta e Maria (Lu 10.38-42).

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                • “Premesso che ho sempre visto moltissimi di quelli che pregano farsi prossimo mentre ho visti pochissimi di quelli che non pregano fare altrettanto…”

                  Indipendentemente da quanto tu @Lorenzo abbia avuto modi di vedere, oggi si potrebbe dire che il “volontariato” è piuttosto di moda e molti di quelli che vi si applicano, molto spesso non è gente che prega o crede.

                  Nel volontariato “di moda” poi possiamo inserire chi si occupa di spazzare le spiagge, di difende gli alberi o anche chi gode della morte di un cacciatore 😐

                  La differenza è in ciò che muove chi si fa prossimo per altri, nell’ “urgenza” interiore (charitas christi urget nos) e nei frutti che produce.

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              • @BlasPas :
                Sinceramente non capisco cosa intendi neognostico. Posso replicare se mi indichi dove secondo te lo sarei, ma di fronte a una definizione così generica non riferita a nulla in particolare non posso replicare. A me basta sapere che uso gli stessi termini dei vangeli e del CCC, di cui questa esortazione è una prosecuzione naturale di magistero autentico.

                @Lorenzo
                Quando parlavo di “cerchiamo di non cedere alla tentazione del maligno, che ci invita a leggere in modo partigiano il vangelo o le parole della Chiesa, selezionando solo quello che più ci convince, allo scopo di dividerci tra di noi”, intendevo proprio il tuo approccio.
                Nell’episodio da te citato Gesù non è un bisognoso raccolto in mezzo alla strada, ma un ospite in casa Marta e Maria. Mentre Marta si affanna per far bella figura con l’ospite, Maria si accoccola ad ascoltare gli insegnamenti di Gesù. E giustamente Marta viene redarguita da Gesù, il quale le ricorda (come ho scritto sopra) che c’è un tempo per tutto.D’altra parte è come se durante la messa una solerte parrocchiana si mettesse ad aggiustare i fiori o a mettere dritto il tappeto, invece di ascoltare la parola di Dio. C’è un tempo per pregare ed un tempo per agire. Un tempo per fare servizi ed un tempo per contemplare. In particolare la presenza di Gesù nella casa è un tempo prezioso,di cui bisogna approfittare per abbeverarsi alla fonte.
                Ma questo non significa che bisogna passare l’intera vita ad abbeverarsi alla fonte, perchè l’acqua che beviamo non è soltanto per noi stessi ma è per l’intera umanità.
                L’incontro con Dio (e se ti è capitato in vita tua di fare qualche ora di preghiera silenziosa, fermo al tuo posto immobile, ripetendo la preghiera del cuore, sai ancora meglio di cosa parlo) è un momento unico e personale di colloquio col divino. O magari anche di ribellione. Il momento di intimità preziosa dove lo Spirito conferma al tuo spirito che siamo figli di Dio, o dove ci si confronta con la solitudine.
                Ma poi finisce, poi c’è il mondo.
                La preghiera , l’intimità , la contemplazione, sono la benzina che ti mette in condizione di poter portare la parola di Dio, in tutte le forme (verbali o di azione) che il Signore ha progettato per te. Ma una volta che la macchina è piena di benzina, poi deve viaggiare, si deve muovere, nelle modalità diverse a cui ognuno di noi è chiamato.
                D’altra parte se cosi non facesse , vorrebbe dire che la benzina incorporata non è vera benzina.
                E’ vera infatti la parola : caritas christi urget nos! “L’amore di Cristo ci spinge”, che tra l’altro è l’inno dei missionari. E se non ci spinge a fare nulla, se non a continuare ad incamerarlo, allora vuol dire che non è il vero amore di Cristo ma una versione umana dello stesso.
                Ricordiamoci la parabola del Fico : pieno di foglie ma spoglio di frutti, serve solo ad assorbire l’acqua del giardino e le cure dei giardinieri . Che sia tagliato.
                Buon Sabato

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              • @ML65-4
                “C’è un tempo per pregare ed un tempo per agire. Un tempo per fare servizi ed un tempo per contemplare.”… peccato che Marta e Maria vivano entrambe la stesso “tempo”: il tempo dell’ospitalità.
                Gesù è ospite a casa loro e, mentre Marta si affanna e si agita per il benessere materiale dell’Ospite, Maria ha scelto di mettere a proprio agio l’Ospite mettendosi a tu per tu con Lui.
                Quando io mi “faccio prossimo” all’altro posso farlo in due modi diversi:
                – mettendo al primo posto il suo benessere materiale,
                – mettendo al primo posto il suo benessere spirituale.

                Quello che oggi mi lascia perplesso sono taluni insegnamenti della Chiesa è che:
                – mentre il Signore afferma che “non di solo pane vive l’uomo”, invitano a trasformare le pietre in pane,
                – mentre il Signore parla di “poveri in spirito”, alludono prioritariamente ad una povertà materiale.

                Se nel Vangelo di oggi si legge che “nel Suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati”, perché i cattolici non dovrebbero parlare di Gesù a tutti?
                Se negli Atti Pietro afferma che Gesù “ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio”, perché oggi non si attesta questo di fronte a tutti?

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              • @Lorenzo
                Penso che tu abbia travisato sia le parole del Papa che l episodio di Marta e Maria. Quando il Papa dice di fare servizi , ovviamente include tutte le tipologie di servizio . Sia volontariato , assistenza , che evangelizzazione (per esempio il catechismo) . L importante e’ che siano servizi verso gli altri , per gli altri.
                Ma per fare servizi per gli altri occorre avere le batterie cariche di spirito. Ed allora ecco la necessita’ della preghiera e della intimita’ con Dio.
                Quindi equilibrio e discernimento.
                Nell episodio di Marta e Maria, poi , Maria non fa alcun servizio a Gesu ma si mette in ascolto di Gesu’ ! Si lascia Amare da Gesu’ , ascoltando docilmente i suoi insegnamenti. Quello e’ il tempo dell” intimita’ che invece Marta, presa un po’ dalla vanita’ (“non si dica che e’ venuto gesu’ in casa mia e l’ha trovata sporca”!), non percepisce come importante e preferisce pulire e preparare. Nom capisce che lo Spirito passa di rado e bisogna approfittare di quando Gesu’ e’ vicino.
                Ed il Papa dice la stessa cosa: prendi lo spirito quando e’ il momento di prenderlo , ma usalo per amare gli altri e non solo te stesso.
                C’e’ una logica meravigliosa in tutto questo , un progetto perfetto nella sua precarieta’ , che ovviamente puo’ essere capito solo alla luce della vita eterna e della consapevolezza che chi vive con Cristo non muore mai !
                Quindi Marta ha scelto il momento sbagliato per fare una cosa giusta.
                Quello che ti dico non e’ certo farina del mio sacco ma e’ catechesi della chiesa cattolica. Sempre Gesu’ da lo spirito nella sua missione terrena , ma sempre poi invita a ad andare o a seguirlo nella sua missione quotidiana. Lui pregava Dio in silenzio, ma poi agiva in mezzo alla gente in prima persona. E questo e’ quello che possiamo fare anche noi . Nel nostro piccolo, appoggiati su forze che non sono le nostre.
                Salce

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              • @ML65-4
                Penso di non aver travisato le parole del Papa per il semplice motivo che non mi sono riferito a Lui ma a “taluni insegnamenti della Chiesa”: hai mai sentito sacerdoti, vescovi e cardinali sproloquiare sulla priorità del benessere materiale della persona rispetto a quello spirituale affermando che “l’ha detto Francesco”?

                Penso di non aver travisato l’episodio di Marta e Maria per il semplice motivo che si svolge in un contesto di ospitalità e l’ospitalità, oltre ad essere per i popoli semiti un sacro dovere cui erano obbligate entrambe le sorelle, si esplicita sia nel servire l’ospite che nello stare con lui: non mi dirai che, se viene un ospite a casa tua, lo lasci solo seduto in salotto a guardare le pareti, mentre tu ti affanni a preparargli delle raffinatezza culinarie? Sia Marta che Maria sono ospitali nei confronti di Gesù, solo che mentre per Marta essere ospitale è διακονέω, servire, Maria preferisce ἐκλέγομαι, sceglire: due modi diversi di essere ospiti, entrambi utili ma entrambi necessari.

                Non sono particolarmente attratto dall’esegesi che vede in Marta la donna del fare e dell’agire in contrapposizione a Maria donna del contemplare:
                Marta è colei che si preoccupa e si agita per molte cose, non esclusa quindi nemmeno la contemplazione, che però sente e vive (da qui i verbi μεριμνάω = essere preoccupato, ansioso, e θορυβάζω = essere agitato, in confusione) quasi come cose imposte;
                Maria è colei che liberamente sceglie quella che ritiene la cosa migliore, anche a costo di attirarsi le critiche altrui.

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              • corr.: … due modi diversi di essere ospiti, entrambi utili ma entrambi NON necessari.

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              • Chiedo scusa ma al fine di non essere franteso debbo postare la correzione della correzione:
                … due modi diversi di essere ospiti, entrambi utili ma uno solo necessario.

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              • Quando qualcuno ha risposte per tutte le domande, dimostra di trovarsi su una strada non
                buona ed è possibile che sia un falso profeta,

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              • @Lorenzo tu dici :
                “hai mai sentito sacerdoti, vescovi e cardinali sproloquiare sulla priorità del benessere materiale della persona rispetto a quello spirituale affermando che “l’ha detto Francesco”?”

                No Lorenzo…non li ho mai sentiti esprimersi in questo modo.
                Però quello che tu chiami “benessere materiale” è spesso la basa minima di sopravvivenza, o addirittura la salvezza dalla morte, ed a questi si riferisce il Papa nei suoi discorsi. Certo non pensa che sia meglio dare il telefonino di ultima generazione invece che una catechesi o una parola di vita. Queste cose non le ho mai sentite da lui, non le ho mai sentite dai vescovi e dai preti che sento io. Se li hai sentiti tu non ci posso fare nulla, ma dubito che qualcuno nella chiesa possa averle dette.

                Per quanto concerne Marta e Maria ripeto che Maria non da nulla a Gesù, ma prende da Gesù. Se non ne sei convinto rileggiti il passo , simile nella sostanza, della samaritana al pozzo di Giacobbe . In quel passo la Samaritana dovrebbe in teoria dare da bere a Gesù. ma è Gesù che gli dice : “se tu sapessi chi sono mi chiederesti tu da bere ed io ti darei acqua di vita eterna”. Nel rapporto con Dio siamo noi a ricevere e lui a dare. Bisogna però avere il coraggio e l’umiltà di saper chiedere e prendere. Di mettersi in ascolto , approfittando di quando Dio è vicino.

                Nel passo di Marta e Maria, Maria chiede acqua di vita eterna e la riceve (per questo si è scelto il posto migliore). Marta invece decide diversamente.
                Ma se al posto di Gesù , avesse bussato alla porta un qualsiasi viandante affamato e ferito , allora la situazione sarebbe stata opposta : Marta avrebbe fatto benissimo a darsi da fare per aiutarlo, e Maria invece avrebbe fatto male e stargli intorno chiedendogli continuamente “chi sei, che ti è successo, guarda un po che cose succedono, ma dove andremo a finire..etc etc”.
                Il comportamento dipende dall’ospite e dalle sue necessità. E’ questo che si chiama discernimento. C’è un tempo per tutto.

                @BlasPas
                Non so se ti riferisci a me quando dici che “Quando qualcuno ha risposte per tutte le domande, dimostra di trovarsi su una strada non buona ed è possibile che sia un falso profeta”, ma nel caso ti garantisco che non ho risposte per nulla. Non faccio che riportare quello che la Chiesa scrive da secoli, ed in parte ho provato con la mia esperienza diretta. Se per esempio mi chiedi come è fatto il paradiso o l’inferno, non ne ho la più pallida idea e sinceramente non ne ho neppure la curiosità. Mi fido della Chiesa che mi dice che in Paradiso si sta bene e all’Inferno male. E direi che è sufficiente così….

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              • @ML65-4
                Il fatto, tanto per fare un esempio, che taluni uomini di Chiesa abbiano trasformato in mense materiali le mense spirituali affermando che “l’ha detto Francesco” è una mia invenzione?

                Quando parli di “base minima di sopravvivenza” ti riferisci per caso a quelle persone che hanno pagato migliaia di dollari per arrivare in Italia in gommone quando potevano arrivarvi comodamente in aereo spendendo solo poche centinaia di dollari? Lo sapevi che fare di tutta un’erba un fascio porta, come in Belgio, a far si che vi siano oggi formazioni politiche le quali chiedono che la sharia sia inserita in costituzione?

                Riguardo poi a Marta e Maria due sole puntualizzazioni:
                – rilevo che è tua opinione che le due sorelle fossero convinte di trovarsi di fronte un Gesù vero Dio e vero uomo e non un rabbi itinerante saggio e benvoluto da Dio:
                – rilevo che non hai mai avuto a che fare con migranti perché altrimenti sapresti che hanno più fame di rapporti umani di quanta non ne abbiano di pane.

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              • @Lorenzo
                Vedo che dal teologico sei entrato sul politico, e allora smetto di seguirti. Dico solo che se veramente fosse possibile entrare e restare in italia venendo con l’aereo e spendendo poche centinaia di dollari, allora tutti quelli che arrivano col gommone sono dei mentecatti, oppure tu sei superficiale. Dico che protendo per la seconda, e che forse il problema è che per prendere l’aereo ci vuole il visto del paese di ingresso…se lo avessero non staremmo parlando di immigrazione clandestina.

                Per quanto poi concerne la tua affermazione :
                “Il fatto, tanto per fare un esempio, che taluni uomini di Chiesa abbiano trasformato in mense materiali le mense spirituali affermando che “l’ha detto Francesco” è una mia invenzione?”
                Be..io non lo so se è una tua invenzione. So solo che dovresti fare nomi, cognomi, luoghi precisi, etc etc. Altrimenti il tuo è solo un discorso da bar, e allora ci possiamo vedere all’osteria con mezzo litro davanti e la carte napoletane, evitando di occupare le righe di un blog serio.
                Salve.

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              • @ML65-4

                Ma se “Noi (se lo scrive il Papa si intende la Chiesa no?) arriviamo a comprendere in maniera molto povera la verità che riceviamo dal Signore” come sei sicuro di quello che dici a Cristina? Sei sicuro di non voler “esercitare un controllo stretto” sulla sua vita?

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              • @ML65-4
                Hai scritto bene: Immigrazione clandestina!!!
                Mi spieghi dove sta scritto nel Vangelo o quando il Magistero ha affermato che bisogna favorire l’immigrazione clandestina?
                Sei proprio sicuro di avere le idee chiare su chi sono i profughi da accogliere a braccia aperte e chi i sono migranti economici il cui arrivo è favorito da chi vuole abbassare il costo del lavoro?
                Tu affermi che questa è politica: fa forse politica la Chiesa quando afferma che defraudare della giusta mercede gli operai (e favorire l’ingresso di forza lavoro allo scopo di pagare meno gli operai equivale a defraudarli della giusta mercede), è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio?

                Mense spirituali trasformate in mense materiali?
                Il buon esempio è stato dato dal vescovo Zuppi che a Bologna, nell’ottobre del 2017, ha trasformato la basilica di San Petronio in una mensa, dotata perfino di bagni chimici, per 1400 persone; piccolo appunto di cronaca: al termine del pranzo col Papa con i bisognosi, due detenuti non sono rientrati in carcere facendo perdere le loro tracce…
                Poi, una volta dato l’esempio, anche la mia parrocchia si è adeguata: e così il rinfresco al termine della preghiera con i malati che gli anni precedenti si teneva negli ampi ed accoglienti locali attigui alla Chiesa, si è svolto quest’anno tra i banchi della Chiesa stessa, al fine di meglio calcare le orme di papa Francesco che ha pranzato in Basilica a Bologna con 1400 ospiti?

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              • @BlasPas
                Cristina ha tutti gli strumenti per decidere da sola cosa fare e cosa pensare…qui siamo su un blog, nessuno la costringe a fare o pensare nulla. Io uso un “imperativo colloquiale” (devi). Ma in realtà il tempo giusto sarebbe il condizionale (dovresti), è un solo un modo di scrivere diretto da blog.

                @Lorenzo
                La Chiesa è un edificio spirituale. Poi c’è la chiesa edificio fisico. Nel corso dei secoli le chiese sono state utilizzate in mille modi: come rifugio durante gli attacchi, come riparo, come nascondiglio, come ricovero straordinario. L’importante è che siano state usate per far del bene a chi ha bisogno, per chi non ha nulla, per chi è ultimo. Stai tranquillo che il Signore non si offende se diventa una mensa per i poveri per una volta. Si offende molto di più se le teniamo vuote mentre la gente soffre. Dio è una persona seria, e l’ipocrisia è tra i peccati più pericolosi.
                Sul tema migranti non entro. Il cattolico deve essere prima di tutto cattolico e poi leghista, comunista, forzista etc. Se tu anteponi la fede politica alla fede cattolica allora lascia stare la religione ed iscriviti al partito. Non è un obbligo essere cattolici, è una opportunità di vita che prevede l’obbedienza alla Chiesa, anche quando non ci piace. E la Chiesa si è pronunciata sull’argomento più volte. Ora puoi far finta di non capire distinguendo questo e quello, clandestino e regolare, povero o profugo, disperato o spaventato, o facendo finta che siano tutti terroristi. Ma Gesù non distingueva per nazione di provenienza e neppure per religione, ma solo per esigenze e per cuore.
                Per quanto mi riguarda delle persone che lasciano tutto e si mettono su una barca sapendo di rischiare la vita hanno già dimostrato la loro disperazione. Che dietro ci siano le multinazionali o gli ufo , quando arrivano qui sono solo persone bisognose. E Gesù accoglie i bisognosi, anche quando si sono messi da soli nella situazione di bisogno. I distinguo li fanno i farisei e gli atei . I Cristiani fanno quello che c’è scritto in Matteo 25. L’ho già detto prima…chi ha orecchie per intendere intenda.

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              • @ML65-3
                Mi potresti per favore citare dove avrei sostenuto “che il Signore… si offende se diventa una mensa per i poveri”?
                Io ho semplicemente soddisfatto la tua richiesta di “fare nomi, cognomi, luoghi precisi, etc etc” sul dove e di chi, nella Chiesa, aveva le “mense spirituali trasformate in mense materiali”.
                Vuoi anche sapere perché la commistione mensa spirituale/mensa materiale mi da fastidio? Perché avviene in un momento nel quale, mettendo in ombra il fatto che il pane ed il vino eucaristici SONO il Corpo ed il Sangue di Cristo, si specula sulla Comunione come agape fraterna in cui vengono condivisi un pane ed un vino materiali, che rappresentano la presenza di Cristo in mezzo a noi, ed a cui tutti sono invitati, buoni e cattivi, credenti e non credenti, indipendentemente dall’abito indossato (Mt 22.1-14)

                Riguardo ai migranti:
                – Hai mai ascoltato cosa affermano i Vescovi dei paesi da cui provengono i “migranti”?
                – Ti sei mai posto il problema di chi sponsorizza i viaggi dei “migranti” e da chi sono finanziate le navi che li raccolgono in mare?
                – Quanto credito intendi dare alle parole sull’accoglienza incondizionata dei “migranti” pronunciate da chi proviene da un paese nel quale gli attuali abitanti sono figli di coloro che vi si sono insediati invadendo, sterminando ed estromettendo gli indigeni?
                Detto questo, se i miei sentimenti nei confronti dei “migranti”, clandestini o no che siano, fossero quelli che tu mi attribuisci, starei a fare volontariato sevendoli a mensa?

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              • @Lorenzo
                Se invece vuoi sapere cosa invece da fastidio a me , è il giudizio continuo verso singole azioni di singoli vescovi o di singoli parroci, che vengono addebitate alla Chiesa tutta e che vengono stigmatizzate alla luce del passo A o B del vangelo, dimenticando che alla Chiesa spetta il discernimento di cosa sia opportuno fare, alla luce di TUTTO il vangelo.
                Per quanto riguarda l’immigrazione ti ho già risposto. Viviamo in paesi occidentali che per 500 anni sono “immigrati” clandestinamente , armati, in altre nazioni, chiamandole “colonie”. Non mi risulta che avessimo richiesto il visto, eppure l’abbiamo fatto, purtroppo anche con tanto di croce in mano qualche volta. Direi che un ripasso di storia, oltre che di religione farebbe bene a tutti. Le nazioni di ieri non ci sono più , e quelle di oggi tra qualche centinaio di anni non ci saranno più. Non abbiamo nulla da difendere , se non la nostra appartenenza a Cristo, e quello si fa con le armi che Cristo ci ha insegnato : ama Dio con tutte le tue forze, ed il prossimo tuo come te stesso! Nessuno di noi, se vuole essere cristiano, ha il diritto di difendere il proprio stato o la propria nazione venendo meno agli insegnamenti di Gesù , così come interpretati dalla Chiesa. In nessuna parte del Vangelo si legge di Gesù che parla alle “nazioni” , che per lui non esistono . Esistono solo le persone, e le anime. Comportiamoci da cristiani, ed il resto, se è progetto di Dio, avverrà lo stesso.

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              • @ML65-4
                Ma le tue spiegazioni sicure e senxa dubbi fanno credere possono rendere perfettamente comprensibili tutta la fede e tutto il Vangelo e cosi indurre Cristina in un pensiero forse sbagliato.

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              • @BlasPas
                Ma tu sei l’avvocato di Cristina ? 🙂

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              • @ML65-4
                Che vuoi farci, io sono convinto che una sola mela marcia può rovinarne molte altre… e preferisco mettere in guardia: se poi mi indichi quale passo del Vangelo trascurerei comportandomi in questo modo, te ne sarei grato.

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              • @Lorenzo.
                La tua affermazione è generica , e non dice nulla. E’ ovvio che una sola mela marcia ne guasta altre, ma il giudizio sul fatto che una mela sia marcia non spetta a te, sopratutto su fatti che sono già stati giudicati dalla Chiesa. Esistono preti che si sono macchiati di peccati di pedofilia, furto, lussurie varie, etc etc. Questi si che macchiano e rovinano la Chiesa, allontanando i cuori semplici, ed anche la chiesa (intesa come istituzione) ha finalmente capito che la Chiesa (intesa come corpo mistico di Gesù) aveva necessità di una condanna ferma e severissima di questi atti e di un allontanamento di chi li metteva in essere, per essere consegnati alla giustizia. Queste sono le mele marce. Non quelle come le intendi tu. Ti da fastidio che l’eucarestia possa essere confusa col nutrimento= Se ti da fastidio è perchè guardi con malizia a queste iniziative, dando più importanza agli aspetti formali che a quelli sostanziali. La forma fa parte della sostanza, ma la sostanza non è tutta forma. Quelle persone che hanno pranzato quel giorno sono state inondate dalla sostanza dell’Amore della chiesa, che non esita a mettere loro, gli ultimi, davanti alla sacralità di un edificio fatto però di pietra e di calce, e di cui il tabernacolo costituisce lo 0,1% della superficie. Se anche 1 solo di loro si è per questo riavvicinato alla Chiesa ed alla salvezza, questa è opera di Dio attraverso questa iniziativa. Chi pensa esclusivamente alla presunta “offesa” verso Dio, senza vedere l’opera verso l’uomo, in realtà pensa solo alla offesa verso se stesso e verso la propria idea di Dio, che non è quella reale. Spetta alla Chiesa decidere quale è il modo migliore di utilizzare le chiese, secondo il bisogno spirituale e materiale del popolo di Dio, che non è secondario in quanto incide su quello spirituale, come insegnano le scritture . Davanti alla folla che lo seguiva Gesù parlava e predicava, ma dava anche da mangiare pani e pesci concreti, perchè se è vera la parola che non di solo pane si nutre il popolo di Dio ma di tutto quello che esce dalla bocca del Signore , è anche vero che non di solo pane, ma neppure di sola parola.

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              • @ML65-4
                “… preti che si sono macchiati di peccati di pedofilia, furto, lussurie varie, etc etc. Questi si che macchiano e rovinano la Chiesa, allontanando i cuori semplici…”
                No, le mele marce cui mi riferisco sono tipo questa:

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              • … chiedo scusa, ma ho postato il filmato di cui sopra senza essermi accorto ( eppure avrei dovuto sospettare qualcosa perché gli era stato modificato l’indirizzo) che il marcio della mela di cui sopra, al minuto 26,46, era stato abilmente rimoso: ho cercato in rete ed ho trovato il marcio…
                https://www.bing.com/videos/search?q=don+fredo+rifiuta+il+credo&&view=detail&mid=3474C6EA574B0C1692443474C6EA574B0C169244&&FORM=VRDGAR

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              • @Lorenzo
                E che c’entra Don Fredo con l’episodio del pranzo in chiesa o con l’Esortazione Apostolica Gaudete et Exultate del Santo Padre Francesco ?
                Cioè se ci mettiamo a vedere tutti i preti del mondo , apriti cielo le cose inopportune che dicono o fanno. Ma fa meno danni Don Fredo, che passa per matto ma non lo nasconde, di chi di nascosto compie peccati terribili che poi lentamente spargono tra le persone il veleno della sfiducia nella Chiesa.

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              • @ML65-4
                “E che c’entra Don Fredo con l’episodio del pranzo in chiesa o con l’Esortazione Apostolica Gaudete et Exultate del Santo Padre Francesco ?”
                Ma come: affermi che “il Papa invita quindi ad uscire fisicamente da noi stessi, a smetterla di coprire i nostri egoismi camuffandoli con zelo liturgico” e quando ti posto il filmato di un sacerdote che in concreto lascia da parte le regole dello zelo liturgico per mettere in atto una liturgia che meglio risponde al “bisogno di segni visibili dell’amore di Dio nelle persone concrete” mi domandi cosa c’entra?

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            • @Cristina, le regole della “legge” (delle leggi della Chiesa in senso ampio) si seguono perché si ha la convinzione – o meglio ancora, si è sperimentato – che sono il miglior comportamento per l’Uomo.

              In altre parole non si seguono i precetti o le regole, pensando ci verrà riconosciuto come “merito”, ma perché si è convinti che disattendere a queste regole non potrà che procurare male a noi e a chi ci sta vicino.

              La “legge” non ci “salva” quindi, nel senso che “non sgarrare ci procura (o merita) la salvezza”, ma la “legge” ci dà un vivere consono a ciò che il Signore ci indica per la nostra stessa gioia e pienezza di vita, ci evita di cadere nell’errore e nel peccato, è propedeutica al nostro cammino di santità e di pienezza di vita.

              Una visone distorta da questa è quella che sottende all’astio di alcuni verso i peccatori (coloro che vivono fuori delle “regole”) perché i primi verso i secondi covano una sorta di invidia, giacché il vivere fuori della “legge”, pare un vivere più “libero”, dove l’uomo alla fin fine “se la gode” (per poi magari pentirsi all’ultimo momento), mentre in realtà, vivere fuori della Legge di Dio, crea solo una sacco di problemi – a dir poco – e vivere nel peccato procura la morte, perché questo è il salario del peccato.

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              • Per Cristina 12 aprile 2018 • 14:11 😉

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              • Bariom
                Sono assolutamente d’ accordo con quello che dici. E dunque nessun dubbio. Buono a sapersi, non c’ e’ alcuna contraddizione col documento papale.
                Dunque non sono una pelagiana e non ho il “ complesso del Fratello Maggiore” se:
                1) cercando di attenermi alle regole per non cadere nel peccato e per poter avere una vita piu’ “ piena” e vera mi sforzo con le mie piccole forze di ottemperare anche ai piccoli precetti che Santa Madre Chiesa ci propone
                2) non mi aspetto di essere salvata “ sola fide” , facendo nella mia vita quel che mi pare e piace e rimettendomi solo alla misericordia divina, ma anche sforzandomi a conseguire la virtu’ E rifuggire il vizio

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              • Vorrei pero’ aggiungere che oggi piu’ che l’ astio verso i peccatori m8 sembra vi sia l’ astio verso chi vuole seguire le regole della Legge, continuamente additati come rigidi, farisei, pelagiani. Anche in Gaudete et esulate noto molto di quest’ora astio, queste continue accuse dal parte del Papa verso coloro che evidentemente gli stanno antipatici, cioe’ coloro che si sforzano di vivere secondo la Legge. Vorrei far notare che Gesu’ nei Vangeli se la prende coi farisei per la loro. Ipocrisia non perche’ seguono la Legge. Gesu’ non ha mai insegnato a trasgredire la Legge o a vivere come se non esistesse e ha detto che neppure uno IOTA della Legge sara’ abolito.
                Questo astio, questi continui rimbrotti verso chi si sforza di seguire la Legge definito sic et simpliciter pelagiani , non mi sembrano giusti. Come se io coi miei figli dessi delle regole e poi prendessi in giro il figlio che le segue come “ rigido” ed elogiassi invece il figlio che le infrange .

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