Complessità e Informazione: una riflessione aristotelica – 6

Bonsai

 

CONCLUSIONI

Con questi ultimi posts chiudiamo qui un’avventura in sei puntate cominciata il 14 Novembre 2015 dove ci eravamo proposti di capire se guardando nei sistemi quantistici la riduzione della loro funzione d’onda, se paragonando la complessità di un mammifero rispetto a quello di una batteria, se in economia un prodotto sofisticato contiene più o meno informazione che l’ambiente che lo ha prodotto, c’è davvero stata creazione di nuova informazione?

Lungo questo percorso abbiamo visto che da un sistema puramente casuale non si può mai estrarre nessuna informazione e abbiamo anche presentato un esempio di “illusione ottica” epistemica.

In un secondo tempo abbiamo mostrato come passando da un sistema elementare ad uno più complesso come in realtà si abbia perso grandi quantità di informazioni e che, applicato ad esempio al caso dell’evoluzione il mondo come lo conosciamo non è risultato di sistemi sottostanti puramente casuali ma proprio l’emergenza di complessità da realtà precedenti più semplici ma contenenti molta più informazione; lo stesso avviene per qualsiasi prodotto dell’attività umana dal tappeto nel bazar di Samarcanda al laptop ultimo modello della Hewlett-Packard.

Questo ci permise di evidenziare che i ragionamenti deduttivi manifestano una produzione di entropia, cioè perdita di informazione iniziale, mentre quelli induttivi sono produttori di neghentropia.

Ci siamo poi chinati sull’evoluzione in quanto tale e abbaiamo messo in evidenza che è proprio il mondo reale e fisico che è costitutivamente propenso a generare strutture complesse e anche auto-replicanti in tal modo da accelerare la produzione di entropia.

Abbiamo poi chiarificato le relazioni tra potenza e atto, simmetria e dissimmetria, disordine e ordine, semplicità e complessità dove abbiamo tentato di correggere nell’apprezzamento dei nostri lettori certe confusioni concettuali inappropriate che impediscono di ragionare correttamente circa certe realtà, come le false convinzioni popolari che il disordine sia segno di disimmetria e, a contrario, l’ordine sia meglio espresso nella simmetria.

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Questo ci ha permesso di ritornare in modo naturale alle quattro nozioni aristoteliche di causa che appaiono spontaneamente nella nozione stessa di rottura di simmetria.

Tutto ciò  ha messo in evidenza la struttura logica tralicciata della causalità e di quella della conoscenza umana dove per induzione o per analogia sono costruite e verificate potenziali simmetrie del mondo reale.

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Anti-Platonismo Radicale

L’aristotelico in noi, dopo aver stabilito la connessione tra potenza e simmetria, e tra rottura di simmetria e causalità, immediatamente si rivolta contro qualunque epistemologia di radice platonica: il discorso scientifico e filosofico realista deve attenersi ad un rifiuto sistematico da qualunque inferenza idealistica.

Il mito della caverna platonico è un’impostura intellettuale: non sono sul muro della caverna delle ombre che appaiono generate da una realtà ideale ordinata esterna alla caverna di cui si tratta. In realtà, siamo in un mondo dove il demiurgo rompe le simmetrie disordinate descritte da elementi sempre più confusi tra di loro e permette, così, l’apparire di un mondo asimmetrico e ordinato dove ogni realtà è identificabile e unica. Il mondo delle idee platoniche è il mondo delle risposte certe ma non vere, nel senso che non sono perfettamente adeguate al reale che rappresentano, ma ne sono solo un’astrazione: sola la conoscenza dell’individualità nella sua profonda asimmetria e nel suo ordine intrinseco è vera per definizione.

La nozione di verità platonica implica una concezione confusa, simmetrica e permanente della nozione di perfezione: rileggendo Aristotele,  non con impliciti e mai davvero dichiarati occhiali platonici che è la tentazione del pensiero occidentale da Cartesio in poi fino ai nostri giorni in tutti campi, ma con gli strumenti pratici offertici dalle scienze moderne come le nozioni di simmetrie e delle loro rotture , vediamo che la nozione di perfezione non risiede né nella zuppa disordinata perfettamente simmetrica e primordiale la cui informazione certa non era permanente né nel caos inconoscibile assolutamente asimmetrico e che sarà permanente al finale, ma proprio nel movimento stesso che realizza le successive rotture di simmetria esprimendo nell’avvenire di complessità e di asimmetrie, ben definite, una nozione dinamica e transiente della perfezione.

Exatriang

Quando la simmetria di un esagono si rompe essa può solo generare per rotazione 2 simmetrie triangolari già iscritte nella sua strutture: ma nessun quadrato né pentagono potrà essere generato. In un ennagono solo 3 simmetrie triangolari potranno essere generate.

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Se andiamo a guardare un ottagono solo due simmetrie quadrate sono a disposizione per rotazione

Decapenta

In un decagono abbiamo per rotazione due insiemi di simmetrie pentagonali.

Simdodec

Mentre in un dodecagono abbiamo 2 simmetrie esagonali, 3 simmetrie quadrate e 4 simmetrie triangolari a disposizione.  Con la sua rottura passiamo così da una bella simmetria comprensiva di tutte i dodici “gatti grigi” ad un insieme di 9 simmetrie di tre tipi differenti, asimmetriche tra di loro, meno disordinato in quanto inquadranti in modo più preciso ogni categoria di” gatti”. Ovviamente la situazione non è caotica è non lo sarà finché ognuno di queste simmetrie si rompano e ogni “gatto” diventa talmente individuale che non è più possibile prevedere l’evento seguente e cioè alla domanda di sapere quale sarà il prossimo gatto non sarà possibile rispondere altro che in modo scettico “non si sa”.

Questo passaggio dalla potenza, che è rappresentata nella simmetria fondamentale e che contiene quindi la dinamica che nella propria rottura darà luogo all’atto, cioè all’apparire energetico delle nuove sotto-simmetrie possibili, rende conto in un linguaggio contemporaneo dell’intuizione aristotelica ed evidenzia che è proprio in questo passaggio che si costituisce la realtà.

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In un certo modo Aristotele, letto in questo modo, ci permette di cogliere intellettualmente quel che l’arte-filosofia giapponese dello Wabi-Sabi  cerca di cogliere emozionalmente proponendo una bellezza transiente dove anche l’imperfezione, che in realtà è rottura di simmetria, è colta nella sua impermanenza.

Il senso estetico coglie in particolare il passaggio da una potenza ad un atto, da una dinamica ad un’energia, da una simmetria ad un’asimmetria. Il simmetrico puro, tentativo platonico di impedire la potenza di risolversi in atto per garantirsi la certezza, come anche l’asimmetria assoluta di entità senza correlazioni tra di loro che si situa all’estremo opposto caotico e che, nel suo nihilismo formale, non vuole assumersi nessuna certezza, non sono capaci di far sorgere in noi quel sentimento estetico che, invece, il processo stesso di rottura della simmetria iniziale, nel quale essa è ancora presente ma già in trasformazione esprime quell’armonia vera e buona con la quale ci sentiamo in sintonia profonda.

Aureum

La sezione aurea che è l’espressione estetica di una rottura di simmetria geometrica fu il modo con il quale quest’ultima era rappresentata.

DavidMichel

Se guadiamo il Davide di Michelangelo esso è sublime, in quanto la simmetria del corpo umano che è potenza e dinamica è tutta in espressa nell’energetica disimmetria dell’atteggiamento corporale dell’adolescente nell’atto di prepararsi ad abbattere Golia con la sua fionda.

Wasiteapot

In questa teiera rotta e rammendata al fil di ferro la sua bellezza affascinante appare al primo sguardo, dove la simmetria dell’oggetto è stata spezzata e assirittura messa in valore come se ritrovata per un tempo.

Wasibowl

Mentre in questo ultimo esempio questa ceramica sarebbe insipida senza lo sfregio della sua rottura e la leggera asimmetria che caratterizza tutto l’oggetto.

Symfaces

Come anche il viso umano, che è la realtà la più bella che esiste in terra, appare gradevole in quanto la sua simmetria di origine è leggermente sbiadita dall’asimmetria tra destra e sinistra mettendo in evidenza una dinamica che si realizzerà in un atto, anche se tale asimmetria è appena accennata: un’asimmetria totale sarebbe orribile in quanto slegata dalla simmetria fondante e segno di caos.

In Pace

(Continua)

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Categorie:Cortile dei Gentili, Filosofia, teologia e apologetica

2 replies

  1. Tutto ciò è interessantissimo e forse potrei anche avere qualcosa da dire, avendo anche pubblicato qualcosa sulla rottura di simmetria in architettura, ma debbo prima riflettere perché questa impostazione è per me nuova. Non parlerei comunque solo di “false convinzioni popolari” e basterebbe andarsi a vedere un’opera fondamentale come “Il Senso dell’Ordine” di Ernst H. Gombrich per trovare l’ordine identificato con la simmetria. False convinzioni forse, ma solo popolari non direi proprio. Platonismo implicito? è possibile, ci devo riflettere. Anche se Gombrich applica di fatto (e dichiaratamente) le concezioni di Popper allo studio della percezione e all’analisi dell’opera d’arte. Il che rende la questione anche più interessante.

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