Blog dei blogs: breve rassegna web – 37

Negative WWW

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Che dite se iniziamo la settimana con un bel Blog dei Blogs, rapido e indolore? Prima di partire vorrei chiedere se qualcuno ha saputo dai TG nazionali o dai quotidiani o dalle testate web più importanti che la Slovenia ha votato NO (64% dei votanti) al Referendum sulle nozze omosessuali. Per l’Irlanda aprirono con banda e majorette per tre giorni, in questo caso?
Per primi risultati ho trovato un articolo “dovere” di Repubblica e due righe ovvie dall’ANSA. Solo lunedi il Corriere accetta l’esito con due righe ridicolmente striminzite, la metà delle quali redatte naturalmente per far sapere che i votanti sono stati pochi, ma abbastanza per superare la soglia del 20% di quorum. Un articolo degno di questo nome? UCCR ovviamente, e Berlicche che in pratica approfondisce quel che vado dicendo io qui.
Segnalo a margine l’articolo di Panorama con un errore proprio sul quorum che fa sorridere e che alcuni pro-lgbt lo vedono come una manna perché non avrebbero potuto sopportare che l’Italia fosse superata da un paese da Terzo Mondo come la Slovenia. Come si dice? Bisogna saper perdere.
E ora si comincia.

Radio3 –  Tutta la città ne parla
Complice la conduzione settimanale data in mano a Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, per la prima volta ascolto la trasmissione “Prima pagina” di Radio3 senza patemi d’animo. Soprattutto il giorno che Strasburgo ha bocciato l’utero in affitto, il dibattito venutosi a creare ha potuto godere di risposte almeno razionalmente accettabili. Non del tutto però perché si è dato per scontato che tale pratica sia accettabile se la “mamma surrogata” (neologismi cretidioti) dona il suo utero e non viene pagata. Non funziona così: è sempre assurdo farlo. E vedremo se abbiamo il tempo di scrivere un nuovo post al riguardo a breve.
Nel frattempo “tutta la città”, programma delle 10 di Radio3 ne parla ci fa una disputa molto interessante, nella quale la differenza di cui sopra, fra “solidarietà” e “sfruttamento”, viene portata avanti senza remore, come un classico tassello da overtone Window. Porrei molta attenzione a questo punto! Il podcast della trasmissione è già disponibile.

Critica scientifica
A tale proposito, Max di CS propone un ottimo articolo sul femminismo e le sue rivendicazioni, che hanno portato – finalmente! – in questi giorni a rendere conto all’opinione pubblica dello scandalo dell’utero in affito. Con buona pace del “feeling inside” (cit) di certi cantanti pronti a erigere barricate per salvaguardare la pseudo pace interiore di aver ceduto allo schiavismo di un loro desiderio.

Giuliano Guzzo
Sull’utero in affitto dunque le femministe si sono svegliate. Bene. Ma al di là della chiave etico morale, cosa dice la scienza al riguardo? Qualche righe di introduzione a questo argomento ce le fornisce Giuliano in collaborazione con il dott. Puccetti (quello delle pubblicazioni medico-scientifiche della ESD), nelle quali sottolinea anche un problema procedurale di non poco conto. Fu editoriale della Croce il 19 dicembre, una buona lettura!

InfotdGeova
Chiudiamo l’affaire “gestazione per altri” (ah, con che soavità…) con un thread di un forum dove si ribadisce l’overtone window che ho sottolineato poc’anzi. Scelgo questo perché sul finale viene perfettamente esplicitata la Maternità 2.0: “La donazione di organi gratuita non presenta problemi etici.
Certo è un po’ diverso vendere un organo e affittare il proprio utero, proprio perché il primo lo vendi, il secondo lo affitti. L’organo che ti perdi è una parte di te che non tornerà indietro, e la cui perdita, anche fosse solo di un rene, debiliterà la tua funzionalità. Invece con la gestazione per altri non perdi nulla se non la linea. Quindi credo che per questo la vendita di organi sia più lesiva della dignità umana della GPA”.
Buon Natale!

Nuova bussola quotidiana – Sinodo 2015
L’osservatorio permanente del quotidiano online ci dice che l’esortazione papale è quasi pronta. Cita Tosatti e pure sue fonti interne per i quali entro pochi mesi “avremo la tanto attesa pronuncia del Papa”. Entro Febbraio, Marzo. Staremo a vedere, certo – da quel che ci ricordava Simon – sarebbe stata scritta in modo rapidissimo, ma questo stesso link ci dice che in realtà era già abbozzata a Ottobre, cioè prima della conclusione del secondo Sinodo di quest’anno. Mmmh, attendiamo.

Ph.me
Aaron Allegra, filosofo e amico di Andrea, fisico e proprietario del sito ph.me, scrive la seconda puntata dedicata al libero arbitrio, redigendo un buon scritto contro il riduzionismo e le sue istanze su questo argomento. Andrea (che è in un certo senso riduzionista) non ci sta e fa alcune domande al filosofo, lui risponde e in modo chiaro. Vedremo gli sviluppi, resta una buona lettura.

Magister pubblico
Un buon articolo che critica alcuni aspetti dei motu proprio di Papa Francesco sulla nullità dei matrimoni. Non ci ho capito tutto, l’analisi è molto tecnica, ma quel che ho capito mi ha effettivamente lasciato l’amaro in bocca per gli errorini nominalistici inclusi nel rescritto “ex audientia” del 7 dicembre, pubblicato l’11 successivo dal bollettino della sala stampa della Santa Sede, con il quale si voleva chiarire alcuni aspetti dei motu papali e invece non si è chiarito proprio niente. O magari non ho capito io e voi mi aiutate a vedere il mio errore. Ben venga.

Magister Privato
Vi ricordate l’imprescindibile dell’ultima volta? Dove Cavalcoli tirava le orecchie a Padre Oliva OP a causa di un Tommaso ridicolmente gay-friendly? Magister fa una carrellata degli articoli che lo demoliscono, da leggere tutti d’un fiato.

UCCR
Coyne ci riprova con gli argomenti ridicoli tipici di quel gruppetto di simpatici personaggi che rispondono al comando: “New Atheist!”, demoliti oramai su tutti i fronti. Una lettura ripasso davvero gustosa.
Ma dobbiamo ringraziarli in fondo, ce lo dice anche il nostro Feser.

Il Timone
Segnalazione rapidissima per un regalo di Natale come si deve, che faccia come da “anticipo” al libro del nostro Trianello. Il Timone ha editato un nuovissimo dizionario di apologetica di circa 600 pagine con 36 autori, 140 voci, curata da Gianpaolo Barra, Mario A. Iannaccone e Marco Respinti per i tipi dell’Istituto di Apologetica. Io forse me lo compro, nel caso vi fò sapè!

Costanza Miriano
Non sono pratico del blog della Miriano, ma ci ho fatto un salto dopo aver saputo che è stata ospite di una trasmissione di TV2000 (la tv della CEI) il giorno dopo che c’era passata – per insondabili motivi noti probabilmente  al solo vicedirettore di rete… – la filosofa Michela Marzano, quella che ha scritto in fretta e furia questo libro sul Gender che inanella una serie immane di luoghi comuni atti a smontare l’idea dell’esistenza della teoria gender per poi , ovviamente, riaffermarla.
Cosa avrà scritto? Scovo fra i molti posts, una lettera aperta scritta ad una anonima “Michela”. Faccio uno più uno e dico che forse forse fa due. Magari invece non siamo in base 10…
La lettera inizia con una invettiva durissima, un vero e proprio pugno che riporto integralmente, giusto per farvi capire il tenore:

Cara Michela,

faccio subito coming out, anzi, diciamola come si deve: confesso. Mi ripugna scriverti. Per tante ragioni. Non ultima quella che mi vergogno. Perché nella mia percezione rappresenti ciò che più mi disgusta, che ritengo devastante per la persona, per la sua dignità, per la sua razionalità. Sei strumento, nei miei deliri puristi, di una demonio che vuole schiacciare l’uomo dentro la scatola di perversità di voglie senza fondo, uno sprofondare in un abisso che abita gli incubi peggiori: buio e che non finisce mai.

Sei tutto questo e molto peggio, perché –come spesso il male fa- nascondi questo verminaio velenoso sotto una maschera di apparenti sorrisi e un vittimismo da sbattere di ciglia, che fomenta ancora di più quella rabbia sorda e istintiva che mi morde come una cagna affamata.

Sbandieri il male come se fosse un diritto, manipoli le parole e confondi le idee, i tuoi comportamenti sono esattamente quelli che vengono attribuiti al demonio, che vuole la perdizione delle anime poi e delle persone prima, perché le getta comunque in una disperazione infelice e prigioniera.

Niente da fare, personalmente credo che noi ometti non arriveremo mai a scrivere una descrizione simile: così istintiva, secca, diretta. La lettera poi si mitiga in un atteggiamento “materno” meno interessante, anche se tutto ciò che scrive è sacrosanto, una lettura va fatta. Anzi, sarebbe l’imprescindibile se non fosse che…

L’IMPRESCINDIBILE

Apologeticon
Chi ci segue sa che la mia prima idea di imprescindibile era questo articolo su Lutero, ma poi il nostro amico Luis mi ha “fregato”, ripubblicandolo rapidissimamente anche su queste pagine, prima della pubblicazione di questo mio post. Preferisco pertanto cambiare link, ma non cambio sito perché troppo poco l’abbiamo portato in auge in questo nostro spazio. Ebbene: Luis sta offrendo a puntate un suo lungo studio contro quella emerita protuberanza definita “libro” intitolato “Codice Da Vinci”, nel quale ha approfittato per una apologetica della prima fede dei cristiani. Il link per tutte le puntate è questo. Seguitelo perché ne vale la pena!
A questo punto ne approfitto per chiedere a Luis stesso se ha voglia, a fine pubblicazioni, di creare un epub per le edizioni Iperurania di Croce-via da condividere da lui e da noi. Pensiamo noi alla copertina e all’impaginazione, quarta di copertina da stabilire insieme, e via! Che ne dici Luis?

Nel frattempo attendiamo il proseguio dell’ analisi aristotelico tomista del reale di Simon e chissà, anche l’arrivo di una nuova puntata de “Il testamento di Magister Ludi”. La speranza è l’ultima a morire!

Avete altre segnalazioni da farci? Scrivetele as usual nei commenti!

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17 replies

  1. Accidenti però, adesso mi tocca assumermi l’onere di segnalare che quel post sul blog di Costanza è stato scritto da Paolo Pugni (nomen omen) 🙂
    Effettivamente, Costanza sul suo blog ospita, più che scrivere di persona.

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  2. Già che editavo ho aggiunto un link che vi invito a leggere, soprattutto sul finale dove viene perfettamente delineata l’idea della maternità moderna: 9 lunghissimi mesi in cui non puoi far palestra!
    Che tristezza…

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    • Caro Minstrel, due articoli sulla complessità sono pronti e appariranno tra Natale e Capodanno e un articolo sullo status della scienza è pubblicabile a qualunque momento. Quanto al “testamento” benché il capitolo finale sia già composto, tutti quelli intermedi tra questi e quelli già scritti sono ancora da essere messi giù e mi ci vuole un periodo di vacanze….. LOL
      Grazie per l’interesse! 😉
      In Pace

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  3. Interessante l’articolo di tale Aaron Allegra che citi Minstrel: personalmente vi concordo con l’essenziale di quel che intende esprimere e con la sua stringente e puntuale critica della Hossenfelder.

    La discussione con il proprietario del blog che ne segue con te, però, può portare solo a poco in quanto egli non ha le idee chiare né in filosofia né sui principi fondamentali della fisica (cioè cosa essi significhino) la sua perizia essendo chiaramente limitata al lato operazionale (cioè sull’uso delle tecniche): tipico quando egli grossolanamente afferma in un commento che “in Fisica è pieno di proprietà riflessive che circolarmente si definiscono, dai campi quantistici ai circuiti elettronici” senza rendersi conto che questa definizione non corrisponde alla proprietà riflessiva di cui tu e Aaron parlate ma confondendo il modo con il quale si calcola circolarmente con strumenti matematici e/o informatici tale stato “quantistico o elettronico”con la nozione ontologica di azione perfettamente riflessiva che indica che un atto è causa del proprio atto e che non è solo una nozione di identità (avere le stesse caratteristiche) ma anche di unità (essere uno) mentre questi atti riflessivi nel mondo materiale, per definizione, non esistono il loro passaggio dalla potenza all’atto essendo sempre causato da un altro ente.

    Il problema dei riduzionisti è che sono l’equivalente nel campo della conoscenza ai talebani fondamentalisti nel campo della religione: utilizzano cioè una sola chiave/clava di lettura (la scrittura, il corano, la tradizione, la matematica, etc) per interpretare tutto il reale e ridurlo a schemi semplificati.

    Tale approccio di riduzione si basa su di un postulato implicito, da sempre falsificato, e cioè che il reale sia conoscibile con uno solo strumento e che la relazione tra il mondo reale e il mondo pensato con questo strumento siano in una relazione mutuale di biezione.

    Mi permetto di rimandare al soggetto gli utenti interessati q questo articolo:
    https://pellegrininellaverita.com/2014/06/13/lateismo-contemporaneo-la-superstizione-dei-palloni-gonfiati/

    Per chiudere, caro Minstrel, mi permetto di farti notare che serve poco parlare di anima con qualcuno che non capisce neanche la nozione di forma nella sua accezione la più semplice….

    Buon divertimento 😉
    In Pace

    P.S.1 : dato che quello scambio è divertente non ho potuto fare a meno di continuare a leggere. Questa volta mi ha fatto sorridere la pretesa di usare la nozione di proprietà emergenti come clava anti-aristotelica: si vede semplicemente che qualcuno non ha capito né la nozione di forma, né la nozione di materia seconda, né l’articolazione tra queste e un ente in atto, il che, poi, è guardare alle…. proprietà emergenti (se ci si limita alle proprietà misurabili, ovviamente). Difficile discutere con confusionari: ti compiango.

    P.S.2 : la nozione di libero arbitrio non può essere contemplata in un discorso che si occupa solo di materia. Libero arbitrio vuol dire la possibilità di prendere una decisione indipendentemente da cause esterne, è cioè, una proprietà che la materia non ha per definizione: e quindi sarà sempre impossibile dimostrarne l’esistenza in un contesto di scienze della “materia”. La sola cosa che si può discutere in questo campo è sapere se l’attualizzazione del libero arbitrio, se esistesse, non è contraddittoria con il mondo “materiale”: chiaramente un mondo che fosse costruito sul preconcetto classico newtoniano non lo permetterebbe visto che tutto quel che vi è determinato vi è prevedibile, mentre una fisica costruita sul modello aristotelico (dove un ente determinato non implica un ente per forza prevedibile nel suo atto, come lo sono, ad esempio, i sistemi quantistici e termodinamici) lo permette benissimo.
    Per parlare del libero arbitrio, gli strumenti corretti non sono quelli che trattano della “materia” ma quelli che trattano dello “spirito”…. ad esempio la metafisica.

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    • Tant’è che lo stesso Trianello mi ricorda via sms che l’ilemorfismo aristotelico è tutto tranne come lo tratteggia Andrea. “Aristotele” mi scrive ” pensava che la vita si generasse spontaneamente se se ne presentavano le dovute circostanze. Per Aristotele l’anima è la forma del vivente (e questo infatti dicevo e diceva anche Aaron. ndr), non una sorta di fluido che si aggiunge alla materia per renderla viva. Non c’è nulla di immateriale nella vita vegetativa e sensitiva”.
      Amen dico io. Come si fa a cercare l’anima nei virus? 🙂
      Ma il discorso è sul libero arbitrio e su quello ho solo da imparare. Per questo ho segnalato e son felice nno sia sembrato un bello scritto solo a me.

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      • Ottimo questo appunto di Trianello: fino a due tre secoli fa la generazione spontanea ( da distinguersi dalla creazione spontanea che è un’impossibilità ontologica) era perfettamente concepibile se le circostanze lo rendevano possibile e le cause erano presenti.
        Per altro la nozione stessa di vita è inserita in una graduatoria che non è bianca o nera: il virus può benissimo essere una manifestazione incompleta del fenomeno vitale, come il vegetale lo è rispetto a quello animale, come l’animale rispetto all’umano . come l’umano lo è rispetto alle forme puramente spirituali, come queste lo sono rispetto a Dio stesso.
        Lascia perdere chi non vuole capire che l’anima è la forma del vivente e che la forma non è una nuvoletta o un fluido che si addiziona, ma proprio quel quid che la ragione coglie dell’ente che vaglia.
        In Pace

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  4. Ciao Minstrel, ti ringrazio del “posto d’onore” nel tuo blog dei blogs, mi fai arrossire…

    Quel lavoro sul “Codice da Vinci” che posto mensilmente sul mio blog, fu l’inizio “pubblico” della mia attività apologetica (a quel tempo scrivevo su di un blog che ora ha chiuso). Risale al 2007, quando tra i miei ragazzi del catechismo per la Cresima “giravano” alcune perplessità suscitate dal clamore sollevato da quel romanzo. Ora lo sto riproponendo, aggiornato e corretto, perché alcuni amici me lo hanno richiesto.

    Quanto alla tua idea sono favorevole, solo che non sono molto pratico di come la cosa funzioni. Però mi fido di te.
    Un saluto

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