“L’ideologia gender non esiste”: l’errore delle beautiful minds

nogenderQuesto post nasce da uno scambio di battute avvenuto tra chi scrive e un paio di utenti (“Mentelibera65” – ML – e “Giuseppe Cipriani” – GC) sul sito Critica Scientifica all’interno di una discussione sviluppatasi nei commenti all’articolo – che vi invito a leggere – ‘USA: manuale di “spin” LGBT per la visita del Papa‘. Ci tengo a chiarire che quanto segue vuole essere, oltre che una risposta a delle critiche, anche un’ occasione per dire due parole sulla questione dell’ideologia gender, che a dire di molti non esisterebbe. Vediamo.

Il modo migliore per iniziare credo sia quello di analizzare sommariamente lo scambio di battute avvenuto tra chi vi scrive e gli altri due utenti. Facciamo dunque il punto sullo

Status Quaestionis

L’utente ML esordisce affermando che le tecniche utilizzate per redigere il pamphlet della GLAAD, oggetto dell’articolo di CS sono

le stesse strategie usate da chi sta utilizzando la cosidetta “Teoria del Gender” per spargere la paura tra le persone e contrastare ogni tentativo da una parte avere un approccio della sessualità più rispettoso delle diversità altrui e dall’altra di avere una legislazione aperta ai diritti delle coppie omosessuali (dico subito che non sto parlando di adozione, così evito da subito qualche punto dei commenti successivi)

a questo aggiungerà che il DL “Buona Scuola”

parla di «educare alla parità tra i sessi, prevenire violenza di genere e discriminazione, informare e sensibilizzare studenti, docenti e genitori»

chiedendo quindi ai presenti “intellettualmente onesti”

dove vedono, in questa frase, una indicazione a fare lezioni di educazione sessuale secondo i criteri che si dicono essere della teoria del “gender”

Insomma, vediamo implicitamente (ma nemmeno troppo) affermato il solito slogan: l’ IG non esiste, è un’invenzione di bigotti refrattari a qualsiasi forma di progresso etc. etc. Tra l’altro pare che ML associ l’IG a qualcosa da insegnare attraverso “lezioni di educazione sessuale” cosa che non è, come si vedrà.

Nel suo primo intervento, chi scrive fa notare all’utente ML

1) cosa vada inteso per IG, ossia cosa intende con questo termine chi ad essa si oppone:

l’idea secondo cui è il “genere” – inteso come “complesso di elementi psicologici, sociali e culturali” – a determinare l’esser uomo o donna

2) che tale ideologia viene fatta passare sotto le mentite spoglie del “rispetto della diversità”. Per avvalorare quanto detto chi scrive porta l’esempio dei famigerati opuscoli redatti, su commissione dell’UNAR, dall’istituo A.T. Beck di Roma (QUI potete scaricare quello destinato alla scuola primaria)

A questo punto l’utente ML risponde sostanzialmente che

– le definizioni che chi scrive riporta sono “preconcette e totalizzanti, basate su convinzioni ideologiche derivate dalla sua fede“;

– nell’opuscolo indicato non vi sia nulla di scandaloso, invitandomi a indicare quali dovrebbero essere i punti contestati.

L’utente ML aggiunge poi che chi vi scrive

– frequenta usualmente “ambienti ideologicamente omogenei ed autoreferenziali, che non fanno altro che darsi del bravo a vicenda, complimentandosi l’uno con l’altro”;

– lascia trapelare dai propri scritti “il germe del malcelato fastidio fisico nei confronti di queste persone”;

– ha come scopo (probabilmente unico nella vita, aggiungo io) il “fare in modo che i diversi si sentano sempre diversi ed inferiori, perchè lei possa sentirsi superiore ed eletto”.

É quindi il turno dell’utente GC, il quale posta un articolo di Avvenire che commenta un documento del MIUR – “impeccabile” a dire del GC – il quale ha per oggetto i “Chiarimenti e riferimenti normativi a supporto dell’art. 1 comma 16 legge 107/2015”.

Data la mancanza di repliche, GC si compiace del fatto che tale documento non abbia suscitato fastidi o contropareri. Del resto davanti a un documento “impeccabile” si potrebbe mai obiettare qualcosa?

Forse sì. Infatti quel documento parla di una “cosiddetta teoria gender”, senza nemmeno tentare di tratteggiarne una definizione. Insomma, la si nega e pertanto ne segue che non potrà nemmeno essere oggetto di insegnamenti vari ed eventuali previsti dalla famigerata riforma “Buona Scuola”.

A questo punto seguono ulteriori insulti e falsità da parte di ML a cui si accoda il GC (da notare che l’ultimo commento del Cipriani è stato editato, infatti nella prima versione si spingeva ben oltre, affermando che il sottoscritto è intellettualmente disonesto poiché avrebbe chiesto la definizione di qualcosa che “è tutto fuorché definibile”. Vedremo se è proprio così.)

A questo punto su CS scade il tempo utile per commentare, ed inizia qui su CV la mia replica.

* * *

Considererò le obiezioni in ordine inverso, partendo dalle ultime che rimontano esclusivamente a insulti e attacchi ad hominem.

Al GC non c’è molto da replicare poiché non è riuscito a produrre un’argomentazione sensata, il che personalmente non mi sorprende. Come unica cosa, gli farei notare che non è chi scrive ad aver glissato, ma lui che non potendo riportare la definizione richiesta l’ha messa sul personale. Quindi “respinto” lo dico io.

Quanto a insulti l’utente ML non va molto meglio ed infatti preferirei tralasciare del tutto la sequela di stupidaggini (oggetto di un’ analisi di Simon, a cui vi rimando) che profferisce temerariamente su ciò che il sottoscritto fa e su chi frequenta (ma che fa, mi spia per caso?). Tralascerei pure le analisi totalmente campate per aria che dovrebbero mettere in luce chi/cosa mi infastidisce e chi/cosa no e pure quelle sulle mie presunte intenzioni e velleità. Insomma voglio tralasciare quello che è il “bulk” di quanto scritto da ML, poiché non saranno degli attacchi ad hominem a risolvere la disputa a suo favore.

Veniamo dunque all’obiezione relativa ai “contenuti scandalosi” del libretto in questione.

L’utente ML mi invita a riportare quelli che a mio dire sarebbero gli abominii che gridano vendetta al Cielo che appestano gli opuscoli. Ebbene, qui – dopo la fallacia dell’attacco ad hominem – ne troviamo un’altra tra le più gettonate, ossia quella dell’uomo di paglia. Infatti MAI ho parlato di scandali, ho detto invece che in questi libretti si vuol far passare subdolamente l’IG sotto l’etichetta del “rispetto delle diversità”. Allora non di scandali bisogna parlare, ma di falsità di cui quei libretti sono intrisi. Attenzione: se anche uno volesse giudicare esagerata la mia posizione, quantomeno un dubbio se lo dovrebbe porre nel momento in cui viene a sapere che quei “libelli educativi” sono stati vietati dal MIUR in seguito alla mobilitazione di alcune associazioni e al ricorso al TAR di “Giuristi per la Vita”. Con tanto di scuse da parte dell’UNAR (che ritira i libretti) per non essersi confrontata preventivamente col MIUR.

[Mi si conceda a questo punto una breve parentesi degna di nota: nonostante il ritiro, tali opuscoli sono ancora disponibili tramite download protetto dal sito della A.T. Beck. Ora, capisco che essi siano destinati agli insegnati e non agli studenti, tuttavia siccome tra gli attori della scuola figurano anche i genitori (i quali, come ricorda anche il documento del MIUR sopracitato, hanno il diritto/dovere di “partecipare e contribuire, insieme alla scuola, al percorso educativo e formativo dei propri figli”) data la delicatezza dell’argomento in questione, questi ultimi avrebbero anche piacere di potersi rendere conto di che pasta siano fatti tali strumenti “educativi”, perché si dà la possibilità che ci si ritrovi ad esser in disaccordo con quanto proposto. E un download protetto, allo scopo, non aiuta e non ispira nemmeno fiducia. Potrebbe essere utile ricordare a questo punto l’art. 26/3 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo il quale recita: “I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli“. Chiusa la parentesi]

In definitiva, non si tratta di mettersi a cavillare su questo o quel particolare punto espresso nell’opuscolo, l’argomento proposto non è infatti “i contenuti degli opuscoli sono scandalosi poiché mi provocano un personale sentimento di ribrezzo, quindi al rogo gli opuscoli”, ma piuttosto il seguente:

nella loro globalità il contenuto di quegli opuscoli promuove delle falsità riguardo l’Uomo, falsità utilizzate allo scopo di propagare un modello antropologico distorto (perché non adeguato alla reale natura umana) sotto le mentite spoglie del “rispetto delle diversità”

ed è sufficiente saper leggere e avere un minimo di capacità critica per rendersi conto che PROPRIO QUESTA É LA “MISSION” DI  QUEI LIBRETTI, i quali sono totalmente protesi all’ “educare alla diversità” insegnando l’a-problematicità e la “naturalezza” di certe condizioni personali, che taluni avverserebbero perché bigotti, tardi, ideologizzati etc. A riprova di quest’ultima affermazione, si legga quanto riportato a pagina 11 dell’opuscolo:

maggiore risulta il grado di ignoranza, di conservatorismo politico e sociale, di cieca credenza nei precetti religiosi, maggiore sarà la probabilità che un individuo abbia un’attitudine omofoba

Al chè si potrebbe contestare che nessuno in realtà vuol far passare questa visione antropologica distorta, ma che si voglia semplicemente educare al rispetto, disincentivare il bullismo etc. etc. il che ci porta all’ultimo punto, quello relativo alla definizione di “ideologia di gender” fornita inizialmente perchè è qui che ci si gioca tutto.

L’utente ML non ci ha pensato troppo nello sbilanciarsi, affermando che la definizione data da chi scrive sarebbe preconcetta e totalizzante, frutto di ideologia basata sulla fede (a margine andrebbe notato che egli si dichiara cattolico, quindi non si capisce bene da quale fede dovrebbe sorgere tale ideologia; di certo non dal cattolicesimo perché altrimenti la sosterrebbe anche lui). Inutile dire che di fede nei miei interventi non ho mai parlato (sfido a trovarne uno in cui vi si faccia cenno) e nemmeno ho mai sviluppato argomenti basandomi su di essa o sulla religione, pertanto anche qui ci troviamo davanti a un uomo di paglia.

Comunque, per vedere quanto questa definizione sia stata formulata a bella posta da bigotti retrogradi, si eseguano i 5 steps dell’algoritmo seguente:

1) andare sul sito del Dipartimento per le pari Opportunità,
2) entrare nella sezione “Archivio notizie”
3) andare a pagina 4 della suddetta sezione
4) scaricare il documento ufficiale intitolato “Linee guida per una informazione rispettosa delle persone LGBT”
5) andare a pagina 7 di tale documento. Ivi leggerete questo:

Vi ricorda qualcosa?

Ebbene, come si può notare, la definizione “preconcetta, totalizzante e ideologica” che ho fornito è ACCETTATA e SOSTENUTA dall’UNAR, l’Ufficio Antidiscriminazione Razziale, che è un organismo del Dipartimento delle Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ossia una struttura governativa. Insomma, quella definizione è accettata dal Governo Italiano, il che – nella misura in cui di definizione preconcetta, totalizzante e ideologica si tratta – mi pare grave. Anzi, É SENZA DUBBIO GRAVE, poiché quella definizione è veramente ideologica, ma non per i motivi paventati dal mio interlocutore.

Dovrebbe essere chiaro, a questo punto, perché vi sia chi afferma che l’IG non esiste: per il semplice fatto che ritiene quella visione antropologica coerente e fondata sulla realtà. Del resto lo dice anche il Governo… (Certo poi molti altri, e tra questi i miei interlocutori, si sono limitati a ripetere lo slogan senza indagare troppo le motivazioni dello stesso, ma questa è un’altra storia.)

Si badi che in questa sede non interessa dimostrare perché codesta antropologia sia da rigettarsi in toto (e lo è di certo), quello che invece interessa è il riuscire finalmente a capire che nel momento in cui si è in accordo con la tesi fondamentale da essa sostenuta e ci si prodiga affinché sia propagata e accettata supinamente, ebbene in quel preciso momento si sta affermando e sostenendo più o meno consapevolmente quella che i suoi oppositori definiscono “teoria/ideologia del gender”.

Allora il punto non sarà più stabilire se questo modo di pensare/agire esista o meno, ma sarà quello di capire se la visione antropologica che noi contestiamo rifletta o non rifletta una verità sull’uomo. O in altri termini: il “gender” è ideologia o non lo è?

Penso sia chiaro a tutti che una simile domanda difficilmente potrà trovare risposta in UN solo articolo a seguire. essendo la questione complessa e non trattabile a prescindere da una retta analisi antropologico-filosofica dell’uomo, quindi non prima di aver risposto a due domande di importanza capitale, che anticipo qui di seguito e con cui spero di concludere degnamente questo scritto:

chi è l’uomo?

e soprattutto

perchè l’uomo?

..

viaNegativa
“Veritas est filia Temporis”

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Categorie:Sproloqui

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117 replies

  1. Non ho capito se seguirà una serie di articoli o se siamo tutti invitati a interrogarci su cosa sia l’uomo e perché sia

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    • Il senso dell’ultimo paragrafo è che per rispondere razionalmente alla domanda “il gender è ideologia o no?” bisogna prima aver dato risposta a “chi è e perchè l’uomo”, che sono domande di pertinenza dell’antropologia-filosofica (=disciplina che studia l’uomo come ente inteso nella totalità dei suoi aspetti e ne ricerca le cause ultime del suo essere/agire).

      Certamente in futuro si scriverà ulteriormente al riguardo…

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  2. Personalmente ho ritirato come insegnamento da quella discussione su CS la prova che quando ci si impone la disciplina (che, come ogni disciplina, necessita un po’ di sforzo) di non utilizzare il vocabolario dei tenenti della teoria del gender, cioè se ci si impone di utilizzare categorie mentali che corrispondono al mondo reale e non a quello ideologico delle lobby omosessualiste, allora il discorso diventa molto più chiaro e perfettamente cristallino.
    Comunque auguro a voi tutti italiani di non farvi intrappolare dal discorso politico e culturale prognato da quegli ambienti, discorso teso ad annullare la libertà di pensiero e opinione.
    In Pace

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  3. Simon, nessuno utilizza vocabolari preconfezionati, ma non è neppure possibile cercare continuamente sinonimi per le parole rispetto, discriminazione, etc etc. Mi fa specie che su un sito di ispirazione cattolica si stigmatizzi l’uso di parole ripetitive o preconfezionate, considerando che proprio tra i cattolici è in uso un linguaggio decisamente riconoscibile ed identitario.
    Seguirò con interesse gli approfondimenti di ViaNegativa, e nel mio piccolo cercherò di mantenere educato ma vivo il dibattito sull’argomento “ideologia del gender” .
    Facendo questo cercherò di dimostrare che il gender (anzi il genere ) non è una idea ma un fatto, e che le persone che si sentono diverse dal proprio sesso fisico, e provano attrazione ed affetto per altre persone dello stesso sesso fisico, sono una realtà con la quale bisogna confrontarsi partendo dal presupposto che non avendo alcuna convenienza economica o sociale ad essere “diversi” (anzi..direi il contrario) , è evidente che il loro stato non è una “scelta” libera ma una condizione naturale, e vanno quindi accettate per quello che sono e non per quello che dovrebbero essere in un mondo artificialmente ordinato.
    Salve.

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    • Innanzitutto benvenuto. scusami ma mi sembri confondere omosessualita’ e transessualita’
      1) la disforia di genere esiste (l’uomo che ‘ si sente donna in un corpo di uomo e viceversa) e nessuno lo nega, ma si tratta appunto di una ..condizione ‘patologica’ (dev’essere diagnosticata prima di poter procedere a terapia ormonale, chirurgia, etc) da cui sicuramente non si puo’ concludere che ‘ sesso e genere’ siano distinti
      2) L’omosessuale…non e’ a disagio con la sua identita’ maschile o femminile, semplicemente prova attrazione per persone dello stesso sesso. Anche qui, la differenza sesso-genere c’entra poco ( ci sono gay super virili e lesbiche super femminili).

      Il problema e’ dare per scontata questa dicotomia sesso biologico e genere (costrutto sociale etc) come fosse un fatto e che non lo e’; e’ un fatto che esistano persone affette da disforia di genere, e ‘ un fatto che esistano persone che provano affettiva e sessuale per persone dello stesso sesso. Ma da qui a dire che la distinzione ‘sesso biologico ‘ e ‘gender=costrutto sociale etc’ ce ne vuole.

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      • Mi scuso per il linguaggio semplificato.
        Il tuo dettaglio però mi è utile proprio per evidenziare come si tenda spesso a distorcere la ragione originale di certe iniziative educative.
        Il problema abbraccia sia gli omosessuali , come da lei descritti, che i veri e propri transessuali. Il limite tra queste due categorie è definito nei termini, ma poi nei fatti vi sono persone che hanno mille sfumature.
        E’ innegabile che queste persone si percepiscano affettivamente differenti dagli eterosessuali.
        Anche se la maggior parte di loro non cambierebbe mai sesso fisico, essi appartengono ad una categoria (così non la chiamiamo genere) diversa.
        Le domande sono :
        1) hanno diritto ad essere rispettati in ambito scolastico ed a non essere presi in giro ?
        2) hanno diritto, quando camminano per la strada , a non essere malmenati dal primo gruppetto che passa , che è stato educato nell’intolleranza?
        3) hanno diritto ad avere le stesse possibilità di felicità effettiva ed affettiva che ci sono per gli eterosessuali, e di poter fare un progetto di vita comune?
        4) i figli di coppie omosessuali o transessuali (cioè nate dall’unione di due persone che avevano figli con altre persone precedentemente ) hanno diritto di sentirsi bambini normali, e quindi di percepire che la loro situazione familiare è comunque lecita, oppure devono sentirsi (magari a 4 o 5 anni) degli scarti della società, e odiare i propri genitori ?
        Ecco..io penso questi obiettivi non siano ideologici, ma molto concreti e positivi, e ci si possa arrivare con una legislazione ad oc, ed , in ambito educativo , con una educazione adeguata sia per loro (per non sentirsi “diversi” più di quanto non lo siano già) che per gli eterosessuali.
        Inoltre è necessario che nel ciclo della crescita , quando cioè non è definito ancora se esistono queste caratteristiche, sia possibile determinare il proprio sentire senza esservi costretti dagli stereotipi tipici del maschio che gioca coi soldatini e la femmina con le bambole.
        Almeno a scuola avere una esperienza di “non divisione” per sesso delle attività, può dare occasione, a chi comunque già manifesta queste caratteristiche, di esprimerle senza vergogna e senza sentirsi colpevole. Per gli altri …state tutti tranquilli : resteranno etero !!!
        D’altra parte se bastasse essere allevati come gay per diventare gay, dovete spiegare perchè da sempre alcuni diventino gay pur essendo stati allevati come eterosessuali!
        La fobia che vien trasmessa ai genitori, che temono che una forma di educazione sessuale paritaria possa portare i figli a cambiare gusti sessuali, è la prima fonte di impedimento ad un serio dibattito.
        Ora qui tutti diranno che questa è una ideologia. A me sembra una idea derivante dalla osservazione della realtà di tutti i giorni.
        D’altra parte definire una persona in base esclusivamente alle sue caratteristiche fisiche, non è forse in contrasto con tutte le filosofie e religioni del mondo? Perchè solo per la sessualità si fa riferimento esclusivamente alle caratteristiche fisiche?
        Perchè per i portatori di handicap abbattiamo le barriere architettoniche, pure se ci costa soldi, e per costoro non abbattiamo le barriere mentali ?
        Penso che tutte queste resistenze, verso una osservazione della realtà per quella che è, siano derivate da convinzioni religiose, e quindi per natura opinabili. Non si può opporre un credo religioso, pure giusto, a chi questa religione non la condivide.
        E volendo entrare nel merito religioso, non accettare queste persone significa ,di fatto, dire che Dio ha sbagliato a farle nascere così.
        Io penso che tante volte per essere troppo cattolici si finisca per l’essere poco cristiani. E spero che sia chiaro il senso della mia frase.

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        • Iniziamo dalle domande:
          1) certo; ne piu’ ne meno di altre categorie (‘ciccioni’, balbuzienti’, ‘con le orecchie a sventola etc) per cui non mi sembra si abbia la stessa sollecitudine;
          2) Certo, e non mi sembra che in Italia picchiare un omosessuale-transessuale sia lecito, o che le autorita’ chiudano un occhi e anche due come in posti tipo l’Africa o i paesi caraibici
          3) non mi sembra che si stia proponendo di mettere in galera gli omosessuali o i transessuali, o di impedire loro di vivere la vita che desiderano;
          4) che significa familiare lecita o illecita? la scuola non deve dare giudizi morali su ‘unioni familiari lecite e illecite’ ; deve semplicemente invitare al rispetto di tutti gli studenti (figli di divorziati ragazze madri etc) senza pronunciarsi su lecito e illecito, che sono concetti morali.

          Qui nessuno vuole ‘insegnare a discriminare nessuno’ ; solo non si vuole far passare come ‘scientifica’ questa idea che tutti gli orientamenti sessuali si equivalgano e siano ‘moralmente validi, o che esista una dicotomia tra sesso biologico e gender=costrutto sociale; e’ una idea totalmente ‘non scientifica’ ed ideologica,ne piu’ ne meno ‘opinabile’ delle nostre ‘opinabili’ convinzioni religiose, e che in quanto tale in una scuola pubblica…non deve semplicemente entrare, perche’ riguarda una sfera (l’educazione etica, religiosa e morale) dei propri figli che e’ di competenza..dei genitori.

          Per il resto, sull’accoglienza etc Io sottoscrivo pienamente quello che a riguardo dice il Catechismo della mia-nostra Chiesa:

          2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

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          • Due aggiunte; figli di trans la vedo un pochino dura , come fanno?(Ftm o MTF che siano, quante persone hanno avuto figli per poi ‘transizionare’ …tutto e’ possibile a questo mondo ma quanti saranno, 10 su tutta la Terra???)

            E per quanto riguarda la necessita’ di spazi gender neutral e di i ‘giochi stereotipati’..ma stai parlando dell’Italia del Ventennio ? perche’ io sono stato bambino negli anni 80 e fondamentalmente ognuno giocava a quello che voleva, io non giocavo a pallone, alcune mie amichette lo adoravano e non ricordo persecuzioni stigmi sociali e tutte ste’ storie di cui mi stai parlando…e considera che io sono cresciuto a Bari, non a San Francisco….

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    • @Mentelibera65. Penso sia errato parlare di “condizione naturale” di una tendenza ed orientamento omo. Si usa più correttamente dire “ci si trova”, perche si tratta non di fatto fisico, ma solo psicologico. Per i più svariati motivi può succedere, soprattutto nell’adolescenza, di provare questa tendenza per alcuni. Questo è un lavoro per psicologi, psichiatri e sociologi, compito difficile e dove spesso vi è poco di scientifico (certo).Un campo minato e dove la responsabilità viene attenuata quasi ad annullarsi, ma nulla di più.
      Certo, da tendenza è facile ad arrivare all’orientamento fino alla passione contro cui rimane sempre più difficile combattere. Eppure molti vi riescono ad uscirne. Perchè e come è possibile se fosse un fatto solo naturale per cui si andrebbe allora contro natura? Un’altra cosa: va mai dimenticato che anche il più convinto omo ha avuto o avrà dubbi sul suo stato, non per pressione esterna, semplicemente perchè razionalmente in fondo sa di tradire se stesso, tradendo la sua reale natura sessuale ben distinta per tutti, salvo rarissimi casi, che è fisica, ormonale e quindi anche psichica.

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  4. Ancora una volta con l’intervento di Mentelibera65 vediamo fino a che punto un lessico errato porta a domande senza senso per rispondere alle quali bisogna poi costruire delle centrali a gas che perdono di forza di convincimento a causa della loro stessa complessità per venir incontro alle premeditate imprecisioni di linguaggio.

    Questo succede sempre quando si usano categorie mentali errate : ad esempio, se considero i peperoni e che noto che ci sono peperoni verdi , gialli e rossi e invento i concetti di “verdoroni”, “gialloroni” e “rossoni” e vado al mercato e consto che i rossoroni costano piû caro dei gialloroni e questi più caro dei verdoroni, mi posso inventare le riflessioni (sic!) tipiche di Mentelibera65 e altri attivisti della teoria dei colore, ma perché si discriminano i gialloroni dai verdoroni? , un verdorone ha gli stessi diritti che un rossorone, se uno è verdorone è perché è un verdorone e deve rimanere tale. Non è giusto che i rossoroni abbiamo un prezzo al mercato più alto dei gialloroni. Perché non educare tutti i glialloroni a diventare verdoroni o liberi di scegliere se essere rossoroni. Non è giusto che le leggi del mercato favoriscano i prezzi dei rossoroni contro quelli dei verdoroni ! Bisogna cambiare le leggi del mercato affiché i verdoroni siano venduti allo stesso prezzo che i verdoroni. E cosî via di seguito: lascio alla vostra immaginazione tutte le conseguenze di questo tipo di approccio, incluso il fatto di produrre con manipolazioni genetiche solo gialloroni o altre verdoni, o permettere di dipingere verdoroni in rossoroni.

    Se invece si guardasse alla realtà diremmo semplicemente che abbiamo di fronte a noi solamente peperoni, che il colore del peperone dipende dalla sua maturità e che più un peperone è maturo e va da verde al giallo al rosso più prende valore sul mercato visto che bisogna aspettare di più per venderlo.

    Le domande degli “arcobalenisti” façon Mentelibera nel mondo dei peperoni perdono automaticamente completamente senso, perché non sono sono domande attinenti all’osservazione del reale ma relative a costrutti ideologici.
    (Cont’)

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    • (continua)
      Le categorie degli omosessuali, eterosessuali e altri metrosessuali non hanno nessuna corrispondenza nel reale.
      Esistono invece esseri umani, punto e basta.
      Alcuni esseri umani hanno tendenze cleptomaniache, altri bulimiche, altri sessuofobiche, altri omosessuali, etc etc: questi sono solo accidenti della natura umana, non sono nature specifiche di per se. Esattamente come i colori dei peperoni non definiscono nuove nature (rossoroni e altri gialloroni) questi accidenti non definiscono “nuovi” esseri umani tutti sono esseri umani e tutti godono degli stessi diritti e ciò non a ragione della loro differenza ma a ragione del fatto di essere tutti essere umani.

      Poi ci sono coloro che compiono azioni specifiche: alcune di queste azioni sono conformi alla loro natura umana e altre non lo sono, (il dipingere un verdorone in rossorone è contro la natura del peperone stesso, che è rosso solo quando maturo): queste azioni vanno da essere condannate in quanto ledono in primis alla persona stessa che la pratica (ad esempio di usare della propria genitalità in modo disconnesso da un atto sessuale, il quale sempre implica due organi genitali complementari). La sola cosa da fare, incontrando una persona che mangia troppo è consigliarli di mangiare meno, o a uno che ruba di smetterla di rubare, a uno che compie atti contro la propria natura sessuale di maschio o femmina di cessare di farlo. Tutte queste persone, da un punto di vista morale, sono semplici peccatrici, che come noi stessi che pure lo siamo, necessitano il nostro aiuto, le nostre preghiere e, di sicuro, se si rendono conto del loro errore e lottano fermamente contro il suo ripetersi, meritano del pieno perdono della società, dei loro familiari e di loro stessi.

      C’è poi una categoria che è quella di coloro che non riescono a non commettere azioni che vanno contro la loro natura umana: l’assenza di capacità di dominarsi, l’abulia profonda al soggetto è indice di mancanza di libertà e la libertà è un elemento fondamentale di quel che costituisce un umano. Un umano che non si sa controllare è un umano malato ed è dovere della società di aiutarlo a recuperare questa volontà che gli manca, schiavo come è delle proprie passioni, manie e altre ossessioni. Nei casi dove sono poi davvero pericolosi per se stessi o per gli altri anche usando di metodi coercitivi proporzionali al pericolo o ai danni potenziali.

      Tutte cose sensate.
      Per riassumere, insegnare il rispetto nelle scuole e combattere il bullismo contro chi ha tendenze varie anche contro la propria natura, non passa dall’insegnare che ci sono “omosessuali”, “onanisti”, etc e che ognuno va da essere rispettato appunto perché “cleptomane”, “violentatore”, etc ma perché siamo tutti umani. Si può, anzi si deve!, poi insegnare che la felicità è nell’essere un uomo maturo da tutti i punti di vista e che per far questo bisogna sviluppare le virtù cardinali in particolare la temperanza e la prudenza che permettono di evitare fin dall’inizio della vita di entrare nel circolo vizioso di lasciarsi andare alle proprie idee stramboidi, alle proprie tendenze contro la natura umana, agli atti disordinati che ne conseguono, all’incancrenirsi in situazioni viziose e patogenetiche che impediscono alla loro natura umana di svilupparsi armoniosamente.

      Insomma, ci vuole tanto da capire che mens sana in corpore sano, che ci vuole armonia tra il proprio sesso, la propria psiche e il proprio ruolo sociale e che dissociare i tre conduce solo all’infelicità?
      In Pace

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  5. E’ difficilissimo riuscire ad articolare una risposta verso tutti.
    Mi limito quindi a citare l’ultima frase di Simon :

    “Insomma, ci vuole tanto da capire che mens sana in corpore sano, che ci vuole armonia tra il proprio sesso, la propria psiche e il proprio ruolo sociale e che dissociare i tre conduce solo all’infelicità?”

    Questa frase sembra ovvia, eppure nasconde un sacco di cose interessanti.

    Analizziamola insieme :
    -Punto 1)
    Armonia Psiche e Sesso : il che significa che se ho gli organi genitali maschili, devo pensare come un uomo. Oppure…al contrario…se mi sento uomo, devo farmi crescere gli organi genitali maschili ?
    Se Psiche e Sesso sono in opposizione, chi deve vincere ?
    -Punto 2)
    Armonia Sesso-Ruolo sociale : Se sei sessualmente maschio devi fare cose da maschio!
    -Conclusioni:
    Al di la di casi sporadici e sinceramente eccezionali, è molto complicato cambiare il proprio sesso fisico.
    Non potendo quindi cambiare sesso fisico ,secondo Simon l’unico modo per essere felici sarebbe adattare la propria psiche ed il proprio comportamento e ruolo sociale, al sesso fisico stesso.
    E questo indipendentemente dai proprio desideri e dalle proprie reali sensazioni.
    La straordinaria Psiche dell’uomo, la vera concreta e misurabile differenza tra esso e gli animali, non serve a nulla. Essa si deve piegare al proprio sesso e persino al ruolo che la società ha stabilito per quel sesso nei minimi particolari.
    E’ ovvio che per chi ha concordanza tra Psiche e sesso , questo non è affatto un problema
    Ma per chi si trova in contrasto ?
    C’è un solo modo per Simon: Deve pensare, sentire ed agire in modo diverso, altrimenti non sarà mai felice.
    Fin qui tutto chiaro!

    Però c’è un fatto : nonostante tutte questi concetti, al mondo vi sono milioni di persone che sostengono di aver trovato la felicità soltanto quando sono riusciti a fare la cosa opposta.
    Soltanto cioè quando invece di piegare la propria mente e i propri desideri al ruolo che il proprio sesso gli imponeva, hanno sovvertito questi ruoli e adattato il proprio sesso ad un ruolo diverso, armonico con la propria psiche
    E lo sostengono con forza, senza alcuna intenzione di tornare indietro.
    Sono matti ? Sono perversi ? E se fossero sani…?
    Come ce le spieghiamo queste persone?
    Com’è che sono più sereni di quelli che invece “combattono” contro se stessi ?
    Com’è che moltissimi di quelli che provano a “ricondizionarsi” , poi ci ricadono, ed alcuni di loro entrano in crisi ed a volte addirittura si tolgono la vita ?
    Se ci nasce un figlio con queste caratteristiche lo vedremmo come un problema ? come lo educhiamo ? Preferiremmo che vada contro le proprie tendenze, e adatti la propria psiche al ruolo che il proprio sesso gli impone, magari facendolo “ricondizionare”, o che scelga liberamente la propria strada ?
    E siamo proprio sicuri che tentando di riportalo sulla via “tradizionale” stiamo facendo il suo bene, e non il nostro? Siamo sicuri che a guidarci sarebbe l’amore, e non il fastidio o la paura o la vergogna di avere un figlio così?
    Non vi do riposte, vi lascio domande. Vi chiedo però di rispondere confrontando la vostra risposta con la realtà e la logica, piuttosto che con le vostre convinzioni attuali.

    Per il proseguo non credo di essere in grado di sostenere la discussione contro tutti voi, ci vorrebbero troppe energie e troppe capacità, che non mi riconosco e non vorrei essere di ostacolo alla mia causa, dicendo qualche inesattezza.
    Vi dico solo che al mondo ci sono ancora decine di stati dove l’omosessualità è un reato punibile col carcere. Negli ultimi 2000 anni queste persone sono state decisamente perseguitate (uccise , imprigionate, derise) . Negli ultimi 50 anni però qualcosa sta cambiando, ma ci vorranno ancora decine o centinaia di anni prima che gli uomini siano considerati tutti uguali, e accettati fino in fondo per quello che sono e non per il ruolo che la società del tempo gli assegna alla nascita.
    Ci vorrà altro tempo, ma questo accadrà, perchè da sempre nell’uomo c’è l’aspirazione a liberarsi degli stereotipi per agire secondo libertà e responsabilità.
    Abbiamo abbattuto le tirannie, le monarchie assolute, ci siamo fatti crescere i capelli lunghi, abbiamo smesso di farci scegliere mogli e mariti dai genitori, e tante altre cose.
    E prima o poi anche questi altri stereotipi verranno abbattuti, che voi siate d’accordo o meno.
    A voi sembra di dire cose di buon senso, e spesso le dite pure, ma la realtà è che esiste una profonda cultura anti-diverso, che non ha nulla a che vedere con la filosofia o la genetica o tante altre cose scientifiche.
    Ha a che vedere con l’ignoranza e l’odio. E c’è morta tanta gente per queste cose.
    E’ contro questa cultura che io combatto, e poichè, seppur indirettamente, anche le vostre idee hanno per secoli creato l’humus adatto a sostenere questa cultura, io non sono d’accordo con quello che dite.
    Pure se lo dite in modo logico
    Pure se sembra che abbiate ragione.
    Pure se siete tanti.
    Salve.

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    • ma guarda, il problema e’ che seriamente non si capisce con chi tu ce l’abbia , chi voglia difendere e da cosa.Il Catechismo sul tema te l’ho proposto, te lo riassumo nelle sue conseguenze pratiche:

      Siamo per la discriminazione(sul lavoro a scuola etc)-incarcerazione-omicidio delle persone con tendenze omosessuali? NO
      Vogliamo il loro ricovero coatto in istituti psichiatrici? NO
      Passiamo le giornate pestando persone con tali tendenze o incentivando altri a farlo? NO
      Proponiamo roba tipo le terapie riparative? NO ( essendo, per un cristiano, un problema spirituale,eventualmente lo si affronta…con i mezzi spirituali tipo quelli che sono offerti a…tutti i cristiani ; preghiera confessione etc. Non vedo perche’ avere tendenze omosessuali debba essere considerato un problema ‘psicologico-psichiatrico e , metti, bestemmiare dalla mattina alla sera o non dare la giusta mercede all’operaio no)

      In sintesi; ma ce l’hai con noi o con gli ayatollah iraniani e-o con i Sauditi? perche’ tutto questo sacro furore non lo sfoghi davanti alle ambasciate di questi e simili paesi?

      e tutta questa filippica solo perche’ non vogliamo che vengano spacciate come ‘oggettive e scientifiche’ a bambini delle elementari menate tipo la dicotomia tra sesso biologico e ‘genere’ , visto come ‘costrutto sociale frutto di una societa’ oppressiva’ e tutto il blablabla vario di qualche sociologo-a sottratto-a alla vanga?

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    • Signor MenteLibera65 lei dice:

      Se Psiche e Sesso sono in opposizione, chi deve vincere ?

      A me pare che non siamo arrivati al merito di queste domande, affermazioni. Noi(almeno penso io) discutiamo un punto anteriore a queste, e cioé che se Psiche é Sesso sono in opposizione esiste un problema, non é quello che dovrebbe accadere. Dopo si potrá discutere se e chi dovrá vincere, ma prima riconoscere il problema. Non é lo stesso un matrimonio quando i due coniugi hanno Psiche e Sesso in armonia che quando lo hanno in opposizione.
      Voi ci volete fare pensare che avere Psiche e Sesso in opposizione sia una libera scelta equivalente a averle in armonia e chi non la pensa cosi é un omofobo, mi scusi ma fra negare la logica ed essere un omofobo non ho altra scelta che quest´ultima.

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  6. Gentile Mentelibera,
    vorrei invitarla, se ne ha l’occasione, a osservare nella realtà quelle persone che lei vuole difendere dal cosiddetto “odio omofobo”; lasci stare le parate dell’orgoglio o gli articoli e commenti nei blog. Le assicuro che nel migliore dei casi troverà disagio, quando non dolore, che non è causato da fattori esterni, anche in ambienti e luoghi dove avere certe tendenze è addirittura vantaggioso. Parlo per esperienza, provengo da un paese la cui legge prevede la possibilità di sposarsi per due persone dello stesso sesso e ho lavorato per anni nel mondo dello spettacolo (dove semmai qualche difficoltà l’ho avuta io stessa per via della mia fede), e alcune persone con queste tendenze mi sono molto care. Non mi è mai capitato di assistere a odio discriminatorio, però mi è capitato spesso di assistere a pratiche autolesionistiche e a casi di depressione di persone che sulla carta “hanno tutto ciò che desiderano”. In alcuni casi queste persone riescono a portare avanti la loro vita grazie a negazione (guarda quanto sono felice, quanto rido e mi diverto) e proiezione (la colpa del mio disagio ce l’ha qualcun altro). Ultimamente osservo e prego per una bambina “figlia” di due “lui” che ha sviluppato un grandissimo interesse per le mamme dei suoi compagni di giochi. Quello che non riesco a trovare, nelle diverse situazioni di queste persone è serenità, tranne nel caso di un caro amico, che nell’intimità di una conversazione tra amici ha ammesso che la sua tendenza per lui è un problema, ma che nemmeno lui osa dirlo in certi ambienti. Le assicuro che non è l’odio che ispira questo mio scritto, nemmeno la mia fede, semplicemente è ciò che ho osservato intorno a me. Le auguro il meglio e, per quanto per lei possa valere, che il Signore la illumini e la benedica.

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    • Lidia, intanto ti ringrazio per il garbo del tuo commento, e per la benedizione finale che non fa mai male.
      Anche io ho quotidiana possibilità di lavore con persone omosessuali, e sinceramente ho trovato un mondo variegato, ma non certo infelice per la sua situazione.
      Probabilmente il mondo dello spetacolo è per natura fatto di sensibilità accentuate, indipendentemente dai gusti sessuali.
      Semmai , per il disagio, mi fa piacere che tu abbia appurato come essere cattolica ed eterosessuale, in un ambiente poco cattolico e molto omosessuale, ti abbia creato difficoltà.
      Hai cioè toccato con mano cosa significa essere in un ambiente “ostile”, e sentirsi un po diversa.
      Quello dello spettacolo è una eccezione al contrario.
      Ora immagina di trovarti nella situazione opposta, cioè omosessuale in un mondo etero-sessuale (quindi non in un ambiente limitato, ma in un mondo totale, senza scampo).
      Il disagio viene dal sentirsi sbagliati, non rispondenti alle aspettative degli altri.
      Questo è tutt’ora ll senso di colpa che si è imposto per secoli e si vorrebbe continuare ad, in certi ambienti agli omosessuali (e mi dispiace ma traspare anche da questo blog) Il sunto è : sei omosessuale ? E’ colpa tua : cambia!
      Questo disagio è tanto più vero quanto più si vivono queste cose in età giovanile ed in solitudine.
      Una amica lesbica mi ha confessato che per anni, da adolescente (e io appartengo ad una generazione che fa ragazzi aveva il telefono fisso a casa, altro che internet o cellulare) ha avuto il totale senso di colpa di sentirsi diversa dalle altre, che parlavano solo di ragazzi.
      Non riusciva ad inquadrarsi ed a capire chi fosse, e perchè fosse così.
      Poi un giorno, in una libreria, ha trovato un libro che parlava del rapporto di amore tra due donne.
      Lo ha aperto, e sfogliandolo ha trovato una pagina in cui una delle due descriveva i suoi sentimenti verso una donna, le sue sensazioni, e si autodefiniva orgogliosamente lesbica. Per la mia amica è stata una illuminazione. Ha avuto per la prima volta il coraggio di autodefinirsi e si è detta: “ECCO CHI SONO”. In altre parole si è riconosciuta totalmente nelle sensazioni , disagi , dolcezze, descritte dal libro, e da quello ha capito di essere lesbica, e non da un approccio contrario (mi autodefinisco lesbica, e quindi mi debbono piacere le donne, etc etc) – E quando ha scoperto chi era , ha anche scoperto di non essere sola, ma che esistevano alcune come lei, persino vicino a lei.
      Hai fatto l’esempio della bambina figlia di 2 lui.
      E’ evidente che per una bambina in una situazione del genere l’esempio di tutte le altre amiche intorno, fornite di mamma e papà classici, è fonte di disagio.
      Ma lo è perchè si sente diversa, non perchè i due “papà” non siano in grado di fornirgli adeguato amore.
      L’alternativa quale sarebbe ? sottrarla ai genitori ? (uno dei due è certamente il padre naturale no?) impedire (con la forza??) al genitore di esprimere la sua vita (non si può pretendere che tutti siano votati al sacrificio dei cristiani. Prima bisogna essere cristiani, e dopo ci si può sacrificare, non il contrario).
      E’ evidente che l’unica soluzione è che questa bambina non si senta più una eccezione non prevista, una stranezza della società.
      E questo lo si fa creando intorno un ambiente dove queste cose sono variazioni rare ma lecite dal punto di vista sociale.
      Il che significa che i suoi compagni non gli devono chiedere di continuo : perchè hai due papà ???
      Ma perchè questo avvenga, qualcuno deve educare i suoi compagni al fatto che ci sono anche situazioni di questo tipo, e che la loro amica è amata quanto loro, e che esistono famiglie diverse dalla loro
      Se si facesse così la bambina non si sentirebbe diversa, e non si sentirebbe dimunita, e non subirebbe la battaglia ideologica che le gira intorno. .
      Si discuterà se sono famiglie, ma per i bambini (che sono molto meno ideologici di noi) chi viene a prendere a scuola la compagna, la riporta a casa, le da da mangiare e la porta a fare sport e la sera gli rimbocca le coperte, è la sua famiglia. Che siano uomo e donna, uomo e uomo o donna e donna , o donna sola o uomo solo. Loro fanno 1+1, e per loro fa 2. Siamo noi a fare mille distinguo, ed a creargli problemi dove loro hanno già trovato una soluzione.
      Se poi si pensa che due uomini o due donne non sono in grado di allevare un bambino, allora bisognerebbe fare una indagine seria e scientifica su quello che avviene ormai comunemente , e che peralatro avviene da sempre quando , per esempio, muore uno dei genitori e il bimbo viene allevato in una situazione di famiglia anomala/allargata che coinvolge nonni, sorelle e fratelli del genitore superstite etc etc .
      Non ci si può accontentare di seguire ed imporre quello che ancora oggi dice il catechismo della chiesa cattolica, anche a chi cattolico non è.
      Nessuno impedisce ai cattolici di agire seguendo la Chiesa. Un cattolico sa come deve agire e sa che se compie certi atti si pone fuori dalla chiesa. Allo stesso tempo non bisogna però aver paura di affrontare questi nuovi temi che riguardano tutti, senza metterli, come troppo spesso accade, sotto al tappeto come la polvere.
      Buona serata.

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      • Cos’è un mondo “etero-sessuale” o un mondo “omosessuale”?
        Proprio non capisco di cosa parli.
        Prova a riscrivere questo pezzo usando di concetti che rispecchiano il mondo reale, se vuoi farti capire evitando di importare ideologia sconnessa dallo stesso reale.
        Te lo riscriverei volentieri io se avessi tempo da perdere, ma l’incongruenza dei tuoi propositi salterebbe immediatamente agli occhi e il tutto diventerebbe illeggibile.
        In altre parole, se quel che tu scrivi e cerchi di propagandare qui su CV avesse corrispondenza colla realtà allora dovresti essere capace di esprimerlo con concetti attinenti al reale: almeno provaci, così che possiamo discutere sul serio e smetterla con questo tuo dialogo di sordi.
        😉
        In Pace

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        • Vedi Simon.
          Fuori di qui se uso l’espressione omosessuale , ambiente omosessuale, etc etc. tutti mi capiscono. Sono espressioni di uso comune.
          Sicuramente anche Lidia ha capito tutto quello che ho scritto, anche se magari, come è gisto che sia, non è daccordo. Spero che intervenga e mi dica se l’italiano da me utlizzato è comprensibile.
          Invece tu mi stai prendendo in giro, approffittando delle tue capacità oratorie, e facendo finta di non capire.
          Visto che non hai tempo da perdere, non lo perdere, non mi rispondere!
          Sii superbamente superiore!
          Anche perchè non hai il diritto di perdere il mio di tempo, che a questo punto è sprecato anche dal solo sforzo di leggerti.
          Fatti qualche domanda, datti qualche risposta, e goditi il tuo auto-compiacimento intellettuale.
          Ricordati però che il contributo effettivo al bene delle persone e dei cristiani, che diamo scrivendo su questo sito, è di certo molto inferiore a quello che da una lavapiatti volontaria alla mensa della caricas, il cui ruolo nella storia della salvezza è insostituibile , mentre il nostro assolutamente inutile. Anzi..un lettore occasionale e non cristiano che passi di qui si farebbe dei cristiani una idea intollerante.
          Considerato che tra le missioni prime del cristiano c’è quella dell’evangelizzazione di chi cristiano non è, penso tranquillamente di poter dire che con il mondo beffardo con cui ti eseprimi tu svolgi questa missione al contrario, perchè evangelizzare significa portare il vangelo alle persone e le persone al vangelo.
          Invece la mia sensazione è che tu porti solo te stesso.
          So benissimo che non te ne frega niente, non c’è bisogno che tu me lo dica..:-)

          Ciao.

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          • Vedi, ML65, il nome del sito di Croce-Via è “pellegrininellaverita” come spero avrai notato. L’uso del vocabolario comune ha senso solo se tale vocabolario comune chiarifica i concetti ed aiuta allo scambio di idee: se invece tale vocabolario porta alla confusione concettuale esso va da essere messo da parte e, al posto, va da essere utilizzato un linguaggio più preciso i cui concetti meglio riflettano la realtà.

            Le nozioni che utilizzi confondono in primis te stesso e ti impediscono di cogliere il reale in quanto tale e di fare affermazioni “vere” cioè tali che ti permettono di far corrispondere quel che pensi con quel che è. Poi potrebbero confondere chi ti legge e impedire un dialogo proficuo.

            Segui il mio consiglio: se vuoi pensare e parlare in modo confuso va dai confusionari ed i loro siti e confondetevi le idee fra di voi: se vieni qui da noi, sei benvenuto avere idee tue discordanti, ma non di utilizzare un linguaggio confuso e intrinsecamente impossibilitato di dire niente sul mondo reale. Dopotutto qui siamo, per principio, realisti!

            In Pace

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            • P.S. Ti do un esempio tratto dal tuo primo intervento per farti “misurare” i controsensi ai quali un vocabolario puramente formale senza attinenza al mondo reale può condurre.

              Rispondi a LidiaB: ” Anche io ho quotidiana possibilità di lavoro con persone omosessuali, e sinceramente ho trovato un mondo variegato, ma non certo infelice per la sua situazione. …
              Semmai , per il disagio, mi fa piacere che tu abbia appurato come essere cattolica ed eterosessuale, in un ambiente poco cattolico e molto omosessuale, ti abbia creato difficoltà.”

              Già le persone omossessuali non esistono: esistono persone che hanno tendenze omosessuali, (come alcune hanno tendenze bulimiche), esistono persone che compiono atti omessuali saltuariamente (come ci sono persone che si lasciano andare saltuariamente alla bulimia) eppoi ci sono coloro che non hanno piì dominio su loro stessi e si lasciano andare in modo abulico alla ripetizione ossessiva di atti omosessuali ( o bulimici). Gli eterosessuali non esistono o allora esistono anche gli ortoedesti che sono la razza umana di coloro che mangiano né troppo ne troppo poco.

              Allora riscriviamo con corretteza questa tua frase cercando di capire quanto fa senso nel mondo reale:
              (A) “Anche io ho quotidiana possibilità di lavoro con persone che hanno tendenze bulimiche, e sinceramente ho trovato un mondo variegato, ma non certo infelice per la sua situazione. …
              Semmai , per il disagio, mi fa piacere che tu abbia appurato come essere cattolica e donna, in un ambiente poco cattolico e con molte tendenze bulimiche, ti abbia creato difficoltà.” [che razza di commento, ma va béh]

              Seconda possibilità
              (B) “Anche io ho quotidiana possibilità di lavoro con persone che commettevano atti bulimici [che fai, ML65, eri un guardone ad osservarli?], e sinceramente ho trovato un mondo variegato, ma non certo infelice per la sua situazione. …
              Semmai , per il disagio, mi fa piacere che tu abbia appurato come essere cattolica e donna, in un ambiente poco cattolico e molto attivo con atti bulimici, ti abbia creato difficoltà [ e sfido io, gente che compie atti di bulimia davanti è qualcosa di disturbante che chiunque provi un po’ di carità per il prossimo] .”

              Terza possibilità:
              (C) “Anche io ho quotidiana possibilità di lavoro con persone che si comportavano in modo bulimico in modo ossessivo, e sinceramente ho trovato un mondo variegato, ma non certo infelice per la sua situazione. …
              Semmai , per il disagio, mi fa piacere che tu abbia appurato come essere cattolica e donna, in un ambiente poco cattolico e molto ossessionato dal mangiare compulsivo, ti abbia creato difficoltà.” [mi chiedo se sei onesto intellettualmente, cioè come può un ossessivo essere felice….]

              A quale delle tre situazioni reali ti riferisci ML65 quando hai scritto questa frase?
              Non ti rendi conto che per una donna ed un uomo normali il caso (C) è insopportabile perché la malattia mentale ivi espressa non può essere che disturbante e che il desiderio di qualunque persona normale è di portare aiuto medico a queste persone che non sono più capaci di controllarsi?

              Se poi diamo un’occhiata al caso (B), mi chiedo come potrebbe “farti piacere” che LidiaB abbia assistito a delle scene di atti contro-natura? Ma in che mondo di depravazione vivresti?

              Se invece consideriamo il caso (A) , francamente, cosa c’è di speciale?: te lo riscrivo:
              A’) “Anche io ho quotidiana possibilità di lavoro con persone che hanno tendenze omosessuali, e sinceramente ho trovato un mondo variegato, ma non certo infelice per la sua situazione. …
              Semmai , per il disagio, mi fa piacere che tu abbia appurato come essere cattolica e donna, in un ambiente poco cattolico e con molte persone con tendenze omosessuali, ti abbia creato difficoltà.”

              Penso onestamente che le difficoltà che potrebbe aver incontrato LidiaB provengono non dal fatto che queste persone avevano tendenze omosessuali, perché queste tendenze, se rimangono solo tendenze, non impediscono per niente di raggiungere la felicità (con l’esercizio delle virtù), ma probabilmente in quanto si comportavano secondo (B) o secondo (C) o, ancora peggio, perché oltre che (C) consideravano che essere donna a parte intera senza ossessioni e abulie di alcuna sorta fosse… anormale.

              In Pace

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          • Ancora da segnalare che il prossimo 2 ottobre, presso l’Università pontificia San Tommaso D’Aquino di Roma, si svolgerà un convegno dal titolo “Vivere la verità nell’amore – Le vie del vero amore, approcci pastorali di accoglienza e accompagnamento per coloro che vivono una tendenza omosessuale”.

            “Nel comunicato infatti si legge che il fenomeno dell’omosessualità sarà indagato attraverso «le lenti delle scienze empiriche e sociali, l’esperienza personale, la testimonianza della Sacra Scrittura, la Sacra Tradizione, la saggezza bi-millenaria della Chiesa cattolica». Paul Check, direttore esecutivo di Courage International, ha dichiarato che «attraverso la Sua Chiesa, Cristo invita tutti alla vita abbondante (Gv 10,10). Egli offre la sua misericordia (“Neanch’io ti condanno”), e poi Egli ci chiama alla conversione del cuore (“ora vai e non peccare più”), e ci dà la grazia di rendere questo possibile. Nel Vangelo Gesù non solo dona la sua compassione, ma ci chiama anche alla conversione perché sa che saremo veramente nella gioia e pienamente realizzati solo quando vivremo così come Lui ci ha voluto quando ci ha creati. Molti degli attuali approcci sull’omosessualità», ha continuato Check, «non contemplano questa prospettiva più ampia sulla persona umana. Piuttosto sembrano limitarsi ad “accettare” senza riconoscere la chiamata di Gesù alla conversione. E difendono un “diritto” all’intimità sessuale, ma non riconoscano il disegno di Dio sul matrimonio a cui Gesù stesso fa riferimento in Matteo 19».”

            In Pace
            http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cattolici-omosex-ecco-il-coraggiodella-castita-13952.htm

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            • Dall’enciclopedia Treccani :
              http://www.treccani.it/enciclopedia/omosessualita/
              Ne estraggo un tratto :
              “Nelle donne omosessuali il comportamento psicosociale poco differisce da quello delle eterosessuali…….”
              Come vedi per ben due volte in una frase una persona viene definita omoessuale ed eterosessuale.
              Se lo fanno loro, ed il mondo non è crollato, e neppure l’accademia della crusca si è mossa, lo posso fare pure io (e lo continuo a fare, che ti piaccia o no)
              In realtà la tua distinzione tra “omosessuale” e persone “con tendenze omosessuali” è tutt’altro che casuale. E’ invece una distizione ideologica che tende a negare l’esistenza di persone che dalla nascita e senza intervento alcuno dell’educazione o di particolari disagi, manifestino queste tendenze in modo inquivocabile.
              La forma è sostanza, e io magari nn sono troppo colto dal punto di vista matematico e fisico, ma ti grantisco che da quello giuridico mi difendo.
              Comunque a livello di linguaggio comune nessuno si scandalizza della semplificazione, ed il tuo ribadire continuamente il concetto è francamente incomprensibile, una volta appurato di che cosa si sta parlando.
              In ogni caso, sia se omosessuali si nasca , sia se ci si diventi per cause sconosciute e non ripetibili, il fatto che vivere questa situazione , sessualità inclusa, renda infelici è una illazione e generalizzazione totalmente indimostrata ed indimostrabile, ed è la leggenda che viene sbandierata continuamente per far sembrare lecita, anzi necessaria, la militanza cattolica contro l’omosessualità degli altri.
              In realtà la maggior parte dell’esercito di persone che rivendica i diritti civili per gli omosessuali è ben contento e sereno di “avere tendenze omosessuali” (così per una volta sei contento) e vuole soltanto avere una vita normale pure dal punto di vista legale.
              Nessuno di loro ha intenzione di cambiare vita, e anzi, molti di loro hanno impiegato anni (quelli si infelici) per trovare finalmente un equilibrio personale. Il primo che arrivasse bel bello a spiegargli che la strada per la vera (?!) felicità passa attraverso il ritornare allo stato confuso in cui erano prima, o la rinuncia alla propria sessualità per sempre, si beccherebbe una pernacchia, se non un calcio nel didietro.

              Se noi cristiani fossimo tutti allegri, sereni , felici e pieni di spirito, potremmo dare a chiunque la ricetta della felicità.
              Invece siamo spesso tristi, incavolati, ribellati verso la nostra vita, ed mezzi-infelici, e nonostante tutto pretendiamo di andare in giro a dare la patente e la ricetta di felicità agli altri.
              Buonanotte.

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            • Caro Mentelibera65,
              (1) La Treccani non è infalliibile e chi ne scrive gli articoli può benissimo essere un attivista LGBT che vuol colonizzare con i suoi non-concetti il mondo della cultura: quindi questo tuo argomento di autorità, fallacia notoria, non ti aiuta nell’argomentazione.

              (2) La forma è sostanza dici molto bene, e in quanto tomista sono d’accordissimo: quindi capirai quanto è importante per capire il reale utilizzare i concetti giusti: come dimostrato nella mia risposta precedente a te (N.B.:alla quale non hai potuto controbattere un solo punto) i tuoi concetti sono fumosi e contraddittori e quindi quel che dici è fumoso e contraddittorio

              (3) Qui utilizziamo il concetto di “tendenze omosessuali” (a) perché è molto più preciso, (b) è molto più rispettoso della natura umana in quanto tale, (c) corrisponde alla situazione oggettiva che possiamo constatare e ne sottolinea l’accidentalità, (d) è la terminologia stessa usata dalla Chiesa (cf. e.g. CCC92), (e) essendo questo blog, il nostro, è questione, se non altro di educazione, di accettarne le regole (quando vado in Arabia Saudita non mi comporto come quando vado in Russia oppure in Africa del Sud, ad esempio)

              (4) La felicità caro Mentelibera65 non proviene dall’avere oppure no una tendenza di qualunque sorta (già detto e ripetuto mille volte) ma dal praticare oppure no le virtù umane, quindi dagli atti che si commettono. Se uno agisce con prudenza, coraggio, temperanza e giustizia alla ricerca della propria armonia tra corpo, mente, spirito e società allora costui è felice: se uno compie atti disordinati e vi si incancrenisce non è una persona felice, qualunque sia il disordine contemplato.
              Se quindi vedi cristiani infelici è perché non sono virtuosi non perché sono cristiani, se tu vedi una persona con tendenze omosessuali felice vuol dire che lo è grazie alle sue virtù umane, in particolare al non praticare atti disordinati come le pratiche erotiche omosessuali.
              [In una statistica del Danimarca pubblicata qualche tempo fa, un paese dove i (pseudo-)diritti “gay” (sic) sono riconosciuti e dove tutto è “roseo” secondo i parametri delle associazioni LGBT ebbene gli uomini con tendenze omosessuali che vivono assieme (lasciandosi così andare totalmente ai loro disordini umani e morali) hanno un tasso di suicidi assoluatmente incredibile e fuori ogni norma ( non ho tempo ora ma lo puoi trovare sul web, credo che fu presentata da P. Carbone qualche settimana fa)]

              Dovresti cominciare, caro Mentelibera65, a pensare con la tua testa e non con quella del pensiero unico pastorizzato ed omogeneizzato ch eti sei lasciato imporre e nel quale sei immerso: quel giorno la tua mente sarà davvero libera.
              In Pace

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      • ma tu pensi veramente che il problema principale di una bambina-o nato grazie all’utero in affitto sia …la nostra sozza societa’retrograda, e non il fatto che appena nato-a sia stato levato dalla mamma biologica(che considerando il rapporto quasi ‘simbiotico’ che c’e’ tra una mamma e un neonato nei primi mesi e anni di vita, proprio una passeggiata non sara’) e dato a due tizi?????

        MA si puo’ essere cosi’ preoccupati di tutelare un adolescente- giovane adulto che scopre di essere ‘diverso dalla maggioranza’ (come se poi solo le persone con tendenze omosessuali fossero ‘diverse dalla massa’…anzi, di sti tempi…)i e fregarsene cosi’ allegramente di quello che un ‘neonato possa provare ad essere separato dalla madre biologica, o un bambino/adulto a scoprire che e’ stato ordinato come una pizza?

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        • Salve claudio salvatore.
          Ti comunico che il 99% dei bambini che vivono con coppie dello stesso sesso, sono figli di precedenti matrimoni di uno dei due costituenti la coppia. Spesso si tratta di due donne, visto che in genere dopo la separazione i figli vengono dati in affido alla donna
          Quindi il tuo post sull’utero in affito è davvero fuori luogo. Se conosci personalmente una coppia di gay con un bimbo avuto con l’utero in affitto, presentacela. (intendo personalmente ….non letta sul giornale)

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          • Non dico ovviamente che non ce ne sono, ma che come al solito si prende l’eccezione di qualche coppia gay estremista (che si comporta peraltro come le coppie etero che non possono fare figli per problemi della madre, e piuttosto che adottare un bambino , se lo fanno gestire da una donna all’estero) , per farne una regola.

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            • non e’ questione di ‘estremismo’, SONO DUE MASCHI che hanno una figlia; quindi o hanno adottato o si sono affittati un utero (pratica disgustosa, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei ‘praticanti’,omo, etero o fieri onanisti che siano; ma che per ovvi motivi biologici e’ utilizzata in prevalenza da omosessuali maschi)

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          • la nostra Lidia B viene da un paese in cui i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono legalizzati’, e ci sta parlando di una bambina che ha due papa’. se conosci un paese al mondo in cui una bambina venga affidata…al padre gay e al suo compagno e non alla madre, o in cui due gay possono procreare senza ricorrere all’utero in affitto, faccelo presente.

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            • al massimo avranno adottato. ed anche li, non avere una figura femminile di riferimento per una bambina…proprio bene non fara’, indipendentemente dalla ‘societa’ reazionaria’ in cui viviamo

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            • Nella vita si può anche restare orfani di madre, oppure essere affidati al padre pechè la madre è totalmente inaffidabile. in questi casi i figli vengono affidati al padre, non al padre “gay”. Il padre è il padre. Tu conosci le persone di cui parla Lidia? se non lo conosci perchè ne parli , e dai per scontate le cose ? A te però il nostro Simon non dice nulla…

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              • .Si; la bambina in questione probabilmente e’ una orfana di madre, il cui padre (in un paese in cui i matrimoni gay e le adozioni sono legalizzati) e’ stato sposato con una donna, che e’ morta e-o e’ totalmente inaffidabile, dunque lui ha pensato bene di sposarsi con un uomo. Ha perfettamente senso (ma anche no)

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            • Difficile rifiutare il diritto che è anche un dovere ad un/a padre/madre naturale di educare i propri figli.

              Sciocca però che l’amore per la propria progenie presso queste persone sia cosi labile da non spingerli ad evitare un comportamento così sfacciatamente disordinato come quello di vivere in coppia con una persona dello stesso sesso solo per soddisfare i propri vizi.

              Il degrado umano quando incomincia è quasi impossibile fermarlo: che tristezza. E questo concerne non solo chi ha tendenze omosessuali incancrenite in pratiche disordinate e contro-natura, ma anche altri che non gestiscono i propri disordini.
              In Pace

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              • Ne abbiamo parlato diverse volte e come sai ( pace Mentelibera, che probabilmente pensa che io vada in giro nella notte dando fuoco agli omosessuali vestito da Gran Dragone del Ku Klux Klan)io sulla questione ho una visione piu’ ‘possibilista’; nel senso che qualsiasi relazione basata sul mutuo rispetto-affetto-sostegno etc io la valuto positivamente o perlomeno non sempre negativamente. Tra persone con tendenze omosessuali questo tipo di relazione ci puo’ essere; ma c’e’ A DISPETTO, non in quanto si tratti di omosessuali. E ovviamente, in presenza di bambini la priorita’ dovrebbero essere…questi ultimi, che invece sono i grandi assenti in tutta questa menata dei ‘diritti’.

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  7. e ho lavorato per anni nel mondo dello spettacolo (dove semmai qualche difficoltà l’ho avuta io stessa per via della mia fede)

    E ciò non accade solo nel paese da cui proviene Lidia o solo nell’ambiente dello spettacolo. La cosiddetta cristianofobia, e in particolare la sua variante cattofobica, si sta diffondendo a macchia d’olio nella generale indifferenza.

    Quanto al genderismo, tutto fa pensare che la sua crescente affermazone risponda a un preciso obiettivo ideologico. Per la base dei suoi sostenitori, peraltro assai prona alla manipolazione, l’aspirazione è unicamente quella far libito licito per legge. Per i suoi teorici si tratta di aggredire il sostrato naturale. Per il “mandante” si tratta di sfigurare la creatura, sovvertirne l’ordine e disintegrarne la società.

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  8. “La Chiesa crede fermamente nella famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna: essa è la cellula basilare della società e della stessa comunità cristiana. Non si vede perché realtà diverse di convivenza debbano essere trattate nello stesso modo. Particolare preoccupazione desta il tentativo di applicare la “teoria del gender”: è un progetto del “pensiero unico” che tende a colonizzare anche l’Europa e di cui ha parlato spesso Papa Francesco. La Chiesa non accetta la “teoria del gender” perché essa è espressione di una antropologia contraria alla vera e autentica valorizzazione della persona umana.”

    Qualcuno dica ai Vescovi riuniti in Assemblea del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa in Terra Santa che la teoria del gender non esiste!

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-migranti-e-sinodoquando-i-vescoviparlano-chiaro-13903.htm

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  9. Altro articolo -allucinante- sul sito di “padre Luciano” (sito che già presentai su questo blog 😦 )

    http://www.padreluciano.it/le-donne-chiedono-di-piu-a-papa-francesco/

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  10. Per chi preoccupa smisuratamente sulle posizioni di Papa Francesco al soggetto: bellissime parole durante il suo volo di ritorno dagli States sui divorziati risposati:

    “Per quanto riguarda il problema delle seconde nozze, i divorziati in seconda unione: leggete l’Instrumentm laboris, il documento che si presenta alla discussione del Sinodo. A me sembra un po’ semplicistico dire che per queste persone la soluzione sia la possibilità di fare la comunione. Non è l’unica soluzione, l’Instrumentum propone tante cose”

    E sull’indissolubilità del sacramento del matrimonio:
    “Nella riforma dei processi di nullità matrimoniale ho chiuso la porta alla via amministrativa attraverso la quale poteva entrare il divorzio. Chi pensa al divorzio cattolico, sbaglia, perché quest’ultimo documento ha chiuso la porta al divorzio, che sarebbe potuto venire per via amministrativa.”

    Quanto all’ideologica domanda postagli: “Sosterrebbe anche i funzionari governativi che per obiezione di coscienza non portassero avanti le pratiche per i matrimoni gay?” ecco la sua risposta assolutamente sensata:
    “l’obiezione di coscienza è un diritto. E se a una persona non si permette di fare l’obiezione di coscienza, gli si nega un diritto. In ogni struttura giudiziaria deve entrare l’obiezione di coscienza, perché è un diritto umano… È un diritto umano: un funzionario di governo è una persona umana e ha quel diritto”.

    In Pace

    http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-usa-43643/

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  11. Mi dispiace, ma la maggiora parte di voi parte dal principio che l’omosessualità sia una tendenza “malata” che, con la volontà, può e deve essere tamponata e repressa. E’ evidente che da questa definizione dipende la maggior parte delle vostre idee.
    Come la chiesa definisca l’omosessualità non attiene ad alcun discorso scientifico ne filosofico, ma alla libertà della chiesa di esprimere il proprio credo ed alla libertà dei credenti di accettarlo per fede. E’ valido per chi crede la chiesa (come dice il credo , non “nella chiesa” ma “la chiesa” ) e si applica ad ogni singolo fedele per la sua vita personale e per le sue relazioni sociali. Non si applica ne si può imporre a terzi.
    Ognuno è responsabile in prima persona delle sue scelte , ed ha il diritto di vivere in un ambiente che gli permetta di esprimere se stesso, ovviamente nell’ambito di quelle scelte che non coinvolgono altri. Per quelle che coinvolgono altri, come nel caso dei minori, deve essere la comunità degli addetti ai lavori (psicologi, educatori, esperti del settore) a dare indicazioni su cosa sia meglio per il minore (e non per i genitori adottivi o naturali, non per la chiesa , non per chiunque altro che non sia il minore stesso). Queste indicazioni, poi , possono o meno essere recepite dalla politica ed applicate dai giudici, ma in una discussione sul tema devono essere sempre considerate, a meno di non mettere in dubbio il metodo di valutazione dei fatti e creazione delle opinioni con il quale l’uomo, nella storia , si è affrancato da molte credenze ed ha migliorato il suo livello complessivo di benessere, distaccandosi sempre di più dalla gestione dirigistica, istintiva ed irrazionale delle complessità, anche sociali.
    L’OMS definisce l’omosessualità “una variante naturale del comportamento umano” , ed a questo bisognerebbe attenersi, non perché si pensa la chiesa sbagli, ma perché non si possono utilizzare principi, che valgono per noi, applicandoli ad altri in modo tale da limitarne, in modo diretto o indiretto, le libertà personali e sociali e le legittime aspirazioni di felicità, sottovalutando l’incidenza che questo ha nella unica e preziosa vita delle altre persone, e , per chi crede, sottovalutando l’eventualità di doverne , un giorno, risponderne davanti a Dio.
    Per essere preciso la definizione da cui si può partire per le persone omosessuali è : “persone che provano attrazione in modo preponderante o esclusivo per persone del loro sesso. Tali persone ricercano rapporti affettivi e sessuali con persone del loro sesso in base a una pulsione interna personale e non in base a una scelta indotta dall’ambiente o dalle circostanze”
    “Sono esclusi :
    1) comportamenti omosessuali indotti dall’assenza di altre possibilità di sfogo sessuale (“omosessualità situazionale”), per esempio quella che si verifica nelle comunità di persone di un solo sesso, come le carceri, le caserme. Essa è detta anche “omosessualità di compensazione” o, nei testi più antichi, pseudo-omosessualità (questa ultima definizione è ormai in disuso);
    2) comportamenti omosessuali infantili e adolescenziali (o “giochi” sessuali), (“omosessualità adolescenziale” o “transitoria”);
    3) comportamenti omosessuali maggiormente diffusi nelle società in cui i rapporti sessuali con persone del sesso opposto sono strettamente riservati agli adulti, tramite matrimonio o ricorso alla prostituzione;
    4) comportamenti (anche) omosessuali da parte di persone affette da alcune patologie mentali, tali da rendere indifferenziato l’oggetto delle loro pulsioni erotiche;
    5) comportamenti omosessuali motivati da ragioni estranee alla tendenza sessuale personale, come per esempio nel caso della prostituzione maschile, nella quale il bisogno economico può indurre a rapporti sessuali con persone del proprio sesso anche persone che non sono omosessuali esse stesse.”

    Detto questo, e’ appurato che il nostro approccio di fondo al problema è diverso, e questo porta inevitabilmente a conclusioni diverse.
    Il nostro è un dialogo tra sordi, che corre il rischio di ripetere all’infinito lo stesso schema, fine a se stesso e non ad una comprensione reciproca.
    Vi leggo con interesse su altri argomenti.
    Buona Giornata

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    • Guarda, mente(verbo?)libera65, per capire che l’omosessualità è una tendenza patologica e/o un vizio (che è poi una patologia dell’anima) non c’è bisogno di essere cattolici osservanti. Tale tendenza non sempre può essere dominata con la volontà, così come non sempre basta la volontà a guarire da una malattia o da una dipendenza. Il punto non è criminalizzare la persona con tendenze omosessuali, bensì sancire che tali tendenze sono moralmente, naturalmente e socialmente dannose. Si tratta quindi di porre con forza un veto al loro sdoganamento o, peggio, a un loro inquadramento statutario ex lege. Deve restare un fatto confinato alla sfera privata e personale. Le persone che hanno tali tendenze non vanno certo perseguitate, ma nemmeno incoraggiate socialmente a svilupparle. La società dovrebbe, semmai, farsi carico di curare, ove possibile, tale patologia; e ove non possibile, di circoscriverla, appunto, alla sfera privata. L’OMS così come molte altre strutture internazionaliste è impregnata di una mentalità che sta producendo disastri a catena in tutto il mondo (mentalità purtroppo penetrata anche nella Chiesa cattolica, come rivelano recenti prese di posizione del pontefice regnante e di vari prelati e teologi).

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      • Be caro navigare…che dire…al prossimo conclave si proponga come nuovo Papa, e veda se la prendono.
        Nel frattempo posso ben dire che l’umanità è andata avanti nonostante quelli come lei.
        D’altra parte le comunità LGBT non possono che ringraziare le persone come lei, che col loro modo di pensare e porsi non fanno che decuplicare le simpatie verso di loro.

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        • Qui l’aspettavo, mente65, al “quelli come lei”, la formula magica del settarismo ideologico. Nel 68, quando lei aveva solo tre anni, la si sentiva spesso: “Non sarai per caso uno di quelli che…”, “quelli come te in Cina li mettono al muro”, “ormai per la gente come voi è finita”. Le simpatie verso le “comunità” LGBT sono in aumento solo perché è in atto una massiccia opera di manipolazione dell’opinione pubblica (a base di cantantini pop, reality show, narrativa trash, ecc.) e un’aggressiva operazione di lobbying, da Bruxelles a New York. Siamo nella fase della popolarizzazione, in rapido transito verso quella dell’imposizione legale. I paesi del Nordeuropa (UK, Scandinavia, Benelux, Germania) e in generale quelli sotto maggiore influenza della cultura anglosassone stanno premendo in questo senso su buona parte della comunità internazionale. Una battaglia vinta? Direi di sì. Sarà però una vittoria di Pirro. Le “comunità” LGBT continuerà ad alzare la posta, e finirà, suo malgrado, per dilapidare quelle che lei chiama “le simpatie” accumulate, nonché per disintegrare la capillare opera di manipolazione messa in atto in questi ultimi due decenni. Lei pensa forse a un’acquisizione stabile. Ma così non sarà. Quanto al resto, accetto di buon grado la gratitudine delle “comunità” LGBT, verso la quale non nutro né particolare trasporto né particolare avversione. Al prossimo conclave, in ogni caso, non mi candiderò (né mi risulta che si possa fare), anche perché non sono affatto così cattolico come forse lei immagina.
          La buona giornata a lei.

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    • Caro mentelibera, lei ha ragione le idee che ha la Chiesa sull´omosessualitá Non si applica ne si può imporre a terzi. e non credo che nessuno degli autori e commentatori di questo blog e nemmeno la Chiesa voglia imporre niente. Ognuno sa quello che la coscienza gli dice.
      Qui il problema é un´altro. Cioé si vuole far credere che non c´é differenza tra chi a Psiche e Sesso in opposizione con chi le ha in corcondanza, o che le differenti variante “naturali” del comportamento umano siano equivalenti.
      La Chiesa sostiene che non siano equivalenti, é mi pare che non ci vogliano esperti della WHO per dimostrarlo.
      In base a questa semplice osservazione la Chiesa propone alla societá primo favorire le unioni tra persone che hanno concordante la psiche e Sesso perche hanno comportamenti piú benefici per la societá. Se la societá non percepisse questa differenza propone che lo facciano perche sono evidentemente differenti e se ancora la societá non fosse capace di percepire queste diffeenze almeno ci lascino la libertá di esprimere liberamente quello che pensiamo.

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      • Non soltanto lei (anzi tutti voi) siete liberi di esprimere tutte le opinioni che volete, ma se lo farete col tono pacato con il quale lei si è espresso adesso, sarete anche in parte ascoltati.
        Purtroppo non sono tutti come lei.
        Se siamo arrivati a questo punto è anche perchè per anni si sono discriminati oltre ogni limite gli omosessuali, attirando verso di loro la simpatia e l’attenzione di tante persone, come sempre succede quando si creano delle vittime.
        Più verrà ritardata la concessione di diritti basici, e più la società civile si sposterà verso le loro esigenze.
        Invece , in italia, pur di non concedere le unioni civili si sta alzando un mega polverone mediatico sul gender, nemico ingigantito ad arte per spaventare le famiglie e portarle a credere che lo stato voglia trasformare in omosessuali tutti i bambini italiani, con la complicità di tutte le scuole e le maestre d’italia, che come si sa, tra l’altro, non vedono l’ora di insegnare la masturbazione ai nostri figli.
        Quando il polverone delle fregnacce si abbasserà, e sarà evidente che era tutto strumentale, le simpatie verso le esigenze del mondo LGBT torneranno più forti di prima, e le rivendicazioni ancora più profonde ed il buon senso del limite vero verrà travolto , finendo col giungere davvero a potenziali eccessi.

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        • Mentelibera, io ho vissuto per anni in UK e per un po la pensavo piu’ o meno…come te; da un punto di vista ‘laico’ non vedevo niente di male nelle unioni civili (che li esistevano gia da un bel po), non capivo l’opposizione della Chiesa (mio cugino e il suo compagno erano e sono ‘in Civil Union e nei primi mesi che ho passato ad Edinburgh ho vissuto da loro; per questo sbotto quando mi fanno la tiritera sull’omofobia; ma chi? ma che? ma quando?ma dove?)etc

          Ma; poi li e’ arrivata l’equiparazione tra civil union e matrimonio; poi hanno iniziato a chiudere le agenzie di adozioni cristiane perche’ queste rifiutano di dare in adozione-affidamento i bambini a coppie gay e sono quindi considerate ‘discriminatorie’; poi lo sdoganamento dell’utero in affitto, poi le persone multate o ‘boicottate’ perche’ rifiutavano di fare una torta per festeggiare un matrimonio gay, poi addirittura arrestarono un predicatore di strada a Londra (in Uk sono molto comuni) perche’ stava ..dicendo quello che i cristiani pensano sull’omosessualita’ (Tony Miano, tra l’altro un evangelico che quando non parla male dei gay parla male dei cattolici ma..chissenefrega, se dovessimo mettere in galera tutti quelli che parlano male dei cattolici….)http://www.telegraph.co.uk/news/religion/10159420/Christian-arrested-for-calling-homosexuality-a-sin-warns-of-real-life-thought-police.html

          questa non e’ propaganda mentelibera, queste cose io le ho viste! quindi la questione e’ mooooolto piu’ complessa ed ideologica (ma da parte ‘loro’, dove ‘loro’ non sono le persone con tendenze omosessuali ma gli ‘omosessualisti’, che spesso non sono neanche omosessuali), non la puoi ridurre a ‘bigotti cattivi vs minoranza discriminata che chiede solo di vivere la sua vita oppressa da una societa’ crudele”

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          • “Ma; poi li e’ arrivata l’equiparazione tra civil union e matrimonio; poi hanno iniziato a chiudere le agenzie di adozioni cristiane perche’ queste rifiutano di dare in adozione-affidamento i bambini a coppie gay e sono quindi considerate ‘discriminatorie’; poi lo sdoganamento dell’utero in affitto, poi le persone multate o ‘boicottate’ perche’ rifiutavano di fare una torta per festeggiare un matrimonio gay, poi addirittura arrestarono un predicatore di strada a Londra (in Uk sono molto comuni) perche’ stava ..dicendo quello che i cristiani pensano sull’omosessualita’ (Tony Miano, tra l’altro un evangelico che quando non parla male dei gay parla male dei cattolici ma..chissenefrega, se dovessimo mettere in galera tutti quelli che parlano male dei”

            In Italia si sta discutendo di una legge molto diversa da quella inglese, e non prevede certo adozioni o altro di bimbi terzi o utero in affitto.
            Anche in italia quando parli in pubblico non puoi dire quello che ti pare, anzi…se lo dici contro la religione ti becchi vilipendio. Se lo dici contro i gay ancora non di becchi niente. Ma non puoi incitare alla violenza contro nessuno (puoi dire che essere gay è sbagliato, ma non puoi dire che i gay andrebbero puniti o incarcerati o discriminati. Puoi dire che il cattolicesimo è fallimentare, ma non puoi dire che i cattolici vanno insultati e puniti) Spero di essere stato chiaro in questi esempi.
            Io non so cosa avesse detto Tony Miano, ma il concetto di fondo è quello, e stai tranquillo che se ho capito il tipo non si è limato a parlare del peccato, ma ha affrontato il peccatore)
            C’è poi un concetto di fondo su cui non riesco a capirvi.. l’obiezione di coscienza :
            Anche se il Papa ha appena parlato dell’obiezione di coscienza come di un diritto generale, io mi permetto di dissentire da lui e sopratutto di delimitare l’obiezione ai casi previsti dalla legge, e cioè, in italia, al caso dell’aborto, perchè li c’è indubbiamente in ballo la vita di una persona (e potremmo anche aggiungere la pillola abortiva).
            In tutti gli altri casi non c’è obiezione che tenga!
            Non si può aprire un esercizio commerciale pubblico , o una agenzia di adozioni pubblica o un meccanico o un bar, e decidere di servire chi voglio.
            Sono attività svolte in base ad una licenza pubblica, che viene concessa perchè tu faccia quello che viene considerato un tuo diritto ma anche una pubblica utilità (pubblica , cioè di tutti, atei cattolici anglicani musulmani e via dicendo). Questo perchè l’esistenza di un bar o di una pasticceria o di un meccanico costituiscono una possibilità per il cittadino di rifocillarsi o riparare l’auto.
            Ogni attività umana ha due facce: quella dalla parte di chi la fa, e quella dalla parte di chi ne usufruisce.
            Come ho detto nel post precedente , in una nazione democratica, è la politica ed il parlamento che decide cosa si può fare e come si deve fare.
            Nessuno ti obbliga ad aprire una delle attività di cui sopra, ma tu sai che se lo fai devi essere sottomesso alla legge. Sei però libero di non aprire l’attività!
            Cosa penseresti se entrando in una pasticceria per chiedere una torta per la prima comunione di tuo figlio, il pasticcere ti dicesse che non te la fa perchè è ateo, non crede in tutti questi indottrinamenti sui bambini e fa obiezione di coscienza? Quante coscienze diverse esistono al mondo?
            Per i cristiani che hanno le tue legittime convinzioni, la scelta è quella che ha indicato e fatto Gesù Cristo : subire in silenzio l’ingiustizia, prendere la croce e seguire Gesù. In altre parole rinunciare ad aprire una attività, se si teme che le leggi del paese in cui si è non ti mettano in grado di rispondere alla tua coscienza, oppure pagare le eventuali multe in silenzio, e senza protestare.
            Se non agiamo così, da cosa si vede che siamo cristiani ? dal fatto che scriviamo su croce-via tante belle frasi ?
            Comunque ti invito veramente a riflettere su quello che ho detto relativamente alla utilità pubblica delle attività private (che è un concetto che sfugge a molti). L’obiezione di coscienza è una arma a doppio taglio, e se si comincia a praticare ed a essere concessa senza regolazione, apre la strada a conseguenze inimmaginabili per tutti, compresi i cattolici.

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            • Il problema delle torte credo sia piu` complesso di come l`hai presentato: mi pare che l`obiezione sia non sulle caratteristiche del compratore ma sulla decorazione. Quindi si vorebbe poter fare a meno, ad esempio, di scriverci sopra blasfemie oppure ornarla con immagini contrarie alla propria moralita`.

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            • No Mentelibera non é cosi, voi avete inventato il concetto di omofobo é la appiccicate a qualunque la pensi come me. Dire che avere Psiche e Sesso in opposizione non é lo stesso a non averlo é un omofobo, se un sindaco vuole eliminare i libri che dicono che é lo steso avere Psiche e Sesso in concordanza o no, piombano gli insulti internazionale e forse di piú, se un modisto internazionale, per di piú omosessuale dice che certe differenti variante “naturali” del comportamento umano no dovrebbero essere autorizate ad addottare figli scatta la fatwa, se dei frati domenicani vogliono spiegare perche ci sono differenze in un convegno organizzato da cattolici si minaccia la bagarre é lo stato non garantisce la pace, sia mai reprimere un omosessuale sarebbe uno stato “omofobo”.
              Poi per il diritto a l´obiezione di coscienza, mi pare sia piú ampio. Per esempio se in una cuola cattolico un insegnante fa quello che chiamate “outing” é si dichiara omosessuale convivente con un´altro la scuola dovrebbe avere il diritto di licenziarlo no? Puó la scuola scegliere gli insegnanti coerenti col pensiero della scuola no? L´attivitá di moda “wedding manager” puo dire no a “matrimoni” gay. Poi nessun commerciante, artigiano e libero professionista é obbligato a servire tutti quelli che richiedono i suoi servizi. L´avvocato puo segliere di non diffendere cause di cui nonn é convinto no? Le discoteche possono scegliere chi entra e chi no. Se qualcuno avesse un quasi monopolio o predominio forte del mercato forse si potrebbe fare un´altro discorso, che in fondo mi pare interessera piú a noi cattolici che a voi. Mi pare che tutto dipende molto della forma in cui é richiesto il servizio perche nessuno caccia potenziali clienti a meno che questi facciano sfoggio della sua condizione in forma da diventare a uno “omofobo”.
              Terzo ed último non esiste nessun diritto negato agli omosessuali, quelle sono balle.

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    • Caro ml65, è certamente vero “che l’omosessualità sia una tendenza “malata”, anzi che sia una vera e propria malattia, anche se di ordine morale più che psichiatrico. La realtà è che si tratta di un vizio, cioè di un comportamento sbagliato (sul piano funzionale, esistenziale e sociale) che è diventato abitudine. Tuttavia i motivi che spingono noi cattolici a batterci contro il riconoscimento pubblico del comportamento omosessuale non sono di ordine morale, anche se nessuno di noi si sogna di negare il valore gravemente immorale di questo comportamento. Il motivo che, a nostro avviso, impedisce di equiparare il comportamento omosessuale a quello eterosessuale è che i due comportamenti non sono equivalenti. Non lo sono nelle modalità, non nelle aspettative né nelle conseguenze. Insomma si tratta di due comportamenti completamente differenti, per cui non si vede per quale motivo dovrebbero godere dello stesso riconoscimento e della stessa tutela da parte della legge.

      Questo fatto, che i due comportamenti etero ed omo non sono equivalenti, splende alla luce del sole per chiunque abbia (davvero) una “mente libera” dai condizionamenti imposti dall’alto. Condizionamenti, come quello dell’OMS (secondo il quale l’omosessualità è “una variante naturale del comportamento umano”), che però non intaccano lo splendore della verità: non sono equivalenti.

      Questo è quello che conta: non sono equivalenti. E per questo non vogliamo riconoscere legalmente il comportamento omosessuale, nè dargli tutela: perché, contrariamente al comportamento eterosessuale, il comportamento omosessuale non reca alcun beneficio, non dico equivalente, ma neanche lontanamente assimilabile a quelli strettamente connessi all’eterosessualità.

      Si tratta di fatti, non di fede.

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  12. blaspas59, tu sei un fervente cattolico , ma decisamente un cattivo conoscitore della legge e dei principi giuridici .
    Tra commerciante e prestatore d’opera (professionista) vi è una enorme differenza.
    L’uno vende un oggetto in un pubblico esercizio , ad un prezzo prefissato, l’altro vende un servizio personale o un’opera intellettuale.
    Il primo non può dire in nessun modo che il bene che sta vendendo è vendibile ad una persona piuttosto che a un’altra, senza rendere evidente il suo pregiudizio rispetto al compratore.
    Il secondo può dichiarare , senza tema di essere smentito, che non è capace di svolgere il servizio che gli viene chiesto.
    Il primo non può scegliersi il compratore, e se lo fa può essere denunciato (che poi questo non avvenga per quieto vivere è un altro discorso). E questo sempre per il discorso della pubblica utilità. In realtà , pochi lo sanno, ma neppure un taxista può rifiutarsi di portarti dove tu chiedi.
    Per quanto riguarda l’insegnate, se la scuola lo licenzia perchè gay viene condannata a riassumerlo, esattamente come una scuola laica che licenziasse un insegnante perchè scopre che è ultra cattolico.
    Diverso sarebbe se l’insegnate gay distribuisse volantini LGBT agli allievi o se l’insegnante ultra cattolico eliminasse dal programma l’evoluzionismo e lo sostituisse col creazionismo. In questi due casi i due sarebbero accusati di utilizzare il loro lavoro come mezzo di diffusione delle proprie opinioni personali e plagio nei confronti dei ragazzi, e potrebbero essere licenziati.
    Io capisco che non riusciate proprio a intendere la libertà e le responsabilità come una cosa che non può essere valutata in base alla religione, ma vi assicuro che il vostro modo di pensare sull’argomento non è quello della chiesa, e non può esserlo.
    Non a caso oggi è il Vaticano ha specificato che l’incontro di gruppo tra il Papa e , tra le altre, l’impiegata americana che si è rifiutata di sposare le coppie gay ” “Non deve essere considerato come un appoggio alla sua posizione”.
    Però mi sa che parlo al vento perchè voi (tu ed altri) continuate a scrivervi le definizioni da soli, in barba a quello che la maggior parte degli scienziati , psicologi , giuristi e medici sostengono.
    Per voi sono tutti al soldo del diavolo, e voi invece vi sentite in missione per conto di Dio.
    Faccio male io , comunque, a continuare a leggere i vostri post. Chi nasce tondo, come voi, non può morire quadrato.
    P.S. quanto a “fra cent’anni” : mi piacerebbe capire quale beneficio comportano alla comunità le milioni di coppie eterosessuali che, in tutto il mondo, decidono di non fare figli. Se per beneficio intendi che viste da fuori sono belle coppie, allora si…hai ragione : sono molto decorative.

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    • Mentelibera, sinceramente hai ragione. Dimentico che l’ordinamento giuridico italiano é diverso dell’ argentino. La nostra costituzione riconosce il nostró diritto a svolgere qualunque attivitá non illecita, invece la vostra vi autoriza a svolgere le attiviá útili allá societa. Siamo (Im teoria e per adesso) più liberi imprenditori. Comunque credo che il problema sta piú nella forma che nel fatto in se. Non c’é bisogno di distribuire materiali LGBT per fare proselitismo come non si deve predicare a voce alta il vangelo per fare missione.
      Sono d’accordo anche con te e con Francesco che Kim non era nel giusto. Lei era una funzionaria dello stato e perciò tenuta a compiere la legge. Se non era d’accordo dovrebbe aver rinunciato.
      Tutto questo rafforza in me l’idea che noi cattolici si dovrebbe essere politicamente ultraliberisti o addirittura anarchici. Meglio morir di fame cattolici nel più spietato capitalismo che in prigione protetti dallo stato. Ma come dici tu chi nasce tondo non diventa mai quadrato o come diciamo noi chi nasce per suonare il fischietto non arriva mai a suonare la cornetta.
      Ma tornando al sodo per te veramente é uguale una coppia in cui tutti due hanno sesso e psiche concordanti che una coppia in cui tutti dueli hanno discordanti?

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      • Non saprei risponderti sinceramente…cosa intendi per uguale ? uguale da che punto di vista ? Dal punto di vista della stabilità affettiva e della profondità della relazione, coppie etero e omo hanno le stesse dinamiche (innamoramento, gelosia, cura reciproca, etc etc).
        Da quale altro punto di vista dovrei giudicarne l’uguaglianza o differenza ?
        Al di la del sesso fisico, è evidente che quello che l’uomo ricerca è la stabilità psichica (l’unica che percepisce).
        Le coppie non si dividono in coppie eterosessuali o omosessuali, in coppie con assonanza tra sesso e psiche o dissonanza tra i due.
        La coppie si dividono in coppie felici e coppie infelici, coppie unite o coppie in crisi, coppie serene o coppie irrequiete, coppie stabili o non coppie!
        Questa è la vera differenza, ed infatti questi sono i motivi per i quali le coppie si formano o si rompono.
        Il resto appartiene invece alla teoria ed allo stereotipo che abbiamo di una coppia, che non sappiamo accettare a meno che non sia esattamente come noi , nel nostro immaginario sociale e credo religioso, la immaginiamo.
        La cosa essenziale da comprendere è che queste coppie sono formate da persone che in ogni caso non avrebbero mai formato coppie eterosessuali!
        Non è che impedendo queste unioni noi favoriamo quelle etero. Queste sono soltanto teorie messe in giro da chi crede che l’omosessualità sia soltanto un gioco erotico praticato da qualche eterosessuale vizioso, e si rifiuta di vedere la realtà.

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        • Che uomini e donne abbiano aspetti psicologici ancor più che fisici estremamente differenti è un qualcosa talmente evidente che ha poco senso star qui a spiegarlo. Una coppia omo perde la ricchezza di queste differenze, può anche non piacere, ma questa è la realtà. Ci stiamo facendo dettare l’agenda dei media, pare che al mondo ci sia solo la problematica del trattamento dei gay, che sono presenti ovunque nelle colonne delle news. Oggi poi è saltata fuori questa vicenda rivoltante del monsignore polacco, con tanto di foto abbracciato al compagno in vista del sinodo. Gesù era misericordioso ma ammoniva anche di non dare scandalo con la propria condotta; sarà ovviamente luo a giudicare, di certo quel polacco, come tutti gli spretati ed i preti che ad un certo punto corrono dietro alle gonne, non ha preso sul serio i voti che ha fatto nel momento in cui ha preso il sacerdozio. E di certo, anche, quello delle tendenze omosessuali di un numero consistente di sacerdoti è un altro problema che andrebbe affrontato più efficacemente. E che a mio parere ha in parte ancje a che fare con l’obbligo del celibato. Ma questo è un discorso che qui ci porterebbe troppo lontano.

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          • Lei non ha il sospetto che tutti questi scandali nascano dalla radice comune di aver pensato una morale in totale contrasto con la natura dell’uomo ?
            Che in un ambito ordinato l’affettività non possa essere negata alle persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, e che negarla e giudicarla le mortifica come esseri umani e gli impedisca , tra l’altro, di comprendere fino in fondo i problemi dei propri simili ?
            Una ultima cosa poi , sulla vicenda del vescovo : Uscendo dal clamore, non vi ponete qualche domanda su cosa spinga una persona ad uno sfogo del genere ? Pensate che fosse un cretino e la chiesa, che lo ha messo in quella posizione così importante, una sprovveduta ?
            Passare anni e decenni ha contatto con i vertici della chiesa, e uscire con questa definizione “il Sant’uffizio è il cuore dell’omofobia della Chiesa cattolica, un’omofobia esasperata e paranoica” , secondo lei non è lo sfogo finale di chi le ha sentite e viste di tutti i colori , ed ha vissuto il giudizio quotidiano sulla propria pelle ?
            Forse lei pensa che questa persona era diventata prete per sport, perchè non aveva nulla di meglio da fare , e che non avrebbe potuto continuare a fingere all’infinito ?
            Certo avrebbe potuto spretarsi da tempo, ma questi episodi , invece di essere letti col solito piglio moralista accusatorio, dovrebbero essere l’ennesimo stimolo a smetterla di considerare gli omosessuali come persone di serie B.
            Lei sa benissimo, perchè gli episodi del passato sono moltissimi, che se invece di avere un compagno avesse avuto una compagna, avrebbe percepito intorno a se giusto un po di disapprovazione benevola, e avrebbe probabilmente potuto continuare per sempre senza patema alcuno , a patto che tutto restasse segreto.

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            • Non penso chr la morale che sra dietro all’idea del celibato sia in contrasto con la natura dell’uomo, ma di certo è 1) in contrasto con la mentalità ipersessualizzata del giorno d’oggi (dove pare che se non fai sesso sei un malato sfigato represso); 2) preso atto che questa mentalità può essere contrastata solo in parte e, sopeattutto, che non è un dogma il celibatp dei sacerdoti, personalmente opterei per il “meno peggio”, ossia consentire ai sacerdoti di avere una famiglia. È un di meno rispetto alla scelta radicale a favore della comunità che viene richiesta oggi ai preti, ma consentirebbe di de-onosessualizzare quell’ambiente e di rendere molto meno ipocrite certe situazioni. Tu continui a ragionare come se il caso di un prete con il compagno fosse del tutto analogo a quello di un prete con la compagna; i casi hanno in comune il fatto di aver tradito il voto di castità ma che nella predicazione di Cristo non mi pare proprio che si possa equiparare l’omosessualità all’eterosessualita; se ritieni non sia così ti chiedo cortesemente dove si possa leggere una simile equiparazione. Detto questo il monsignore polacco era certamente una persona intelligente, ma ciò non toglie la gravità del suo comportamento e della scelta di fare questo coming out proprio ora, alla vigilia del sinodo. Perché quelle dichiarazioni? Probabilmente perché si è trovato a frequentare allo stesso tempp ambienti di chiesa ed ambienti lgtb e ciò gli ha provocato una confusione ed una schizofrenia da cui è dovuto uscire. Ciò non significa che abbia fatto la scelta corretta per se; quantomeno c’è da apprezzare il fatto di aver deciso di farla finita con una vita di inganno ed apparenze.

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            • Dove si fonda la Natura dell’uomo?

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            • Mi verrebbero in mente tante, ma tante battute polemiche ma forse è meglio se vi segnalo con questo articolo di don Pichetto, che condivido al cento per mille.
              http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2015/10/4/IL-CASO-DEL-PRETE-GAY-Krzysztof-Charamsa-attacco-dall-interno-alla-Chiesa-e-al-papa/643764/
              ed in riferimento anche a @MenteLibera65 18:13
              comunque è sempre la solita solfa stantia: l’ipocrisia cattolica, la demonizzazione del sesso…come se, tanto per dirne una, non ci fosse stata una teologia del corpo ad opera di uno che è stato papa ed ora pure proclamato santo. I consigli per una buona intesa sessuale della coppia poi li danno perfino su Radio Maria
              forse se la smettessi di fare la caricatura a tinte fosche dell’a Chiesa cattolica potrebbe avviarsi un vero dialogo.

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        • Scusami Mentelibera mai stai andando fuori dal seminato. Uguali o differenti per un matrimonio. Qui non parliamo di coppie. Che ognuno si accoppi con chi vuole e come vuole. Qua voi volete che le vostre coppie siano riconosciute dalla societá come matrimonio.
          Forse la discussione dovrebbe andare su cosa intendi per matrimonio, viso che non rispondi la domanda di minstrel su Dove si fonda la natura del uomo?

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          • Singolare poi che il matrimonio, per decenni bersagliato da gay e dintorni come la tomba del vero e spontaneo rapporto d’amore sia oggi diventato l’ossessione delle “comunità” lgbt. Che cosa c’è sotto questa improvviso anelito delle suddette “comunità” nei riguardi del matrimonio? Forse il bisogno di desacralizzarlo, profanarlo realizzandone una parodia? Perché allora non la poligamia, storicamente ben attestata? Perché non la poliandria? E perché non il matrimonio fra un adulto e un infante? E perché non fra un essere umano e un animale? Persa che sia la nozione di ciò che è naturale, qualsiasi argine diviene frutto di temporanee convenzioni (la natura dell’uomo, risponderanno allora i fautori della desacralizzazione di cui sopra, si fonda nella convenzione). Ma la proliferazione e/o l’istituzionalizzazione dell’abnorme e innaturale, non lo rende né normale né naturale. Per questo è necessario contrastare radicalmente l’introduzione dell’istituto del matrimonio gay, puntando semmai alla realizzazione di opportuni strumenti alternativi in sede di diritto civile.

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            • Quoto. Nel convenzionalismo, l’argine non è che una convenzione culturale non accettata. In fondo, discutendo su web, i più razionali fra i commentatori (ad esempio Polymetis), sono arrivati ad accettare il fatto di essere “convenzionalisti”. E quando glielo si fa notare dicono: “e allora? L’importante è arrivare una buona volta a questo passo”. E se gli si chiede perché quello si e gli altri no dicono “perché noi siamo nel giusto!”. E se infine gli si fa notare che è una sorta di dittatura, loro banalmente rispondono che anche se E’ una dittatura, è una dittatura del giusto.
              E si, questi sono quelli più razionali con cui mi sia capitato di parlare…

              Ma c’è chi ha visto anche di peggio nelle discussioni online: chiedete a Claudio…

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            • E infatti, minstrel, la lobby dei pedofili ha già mobilitato i suoi guastatori: non è, in fondo, la maggiore età una mera convenzione? Armati di questa considerazione, arriveranno lentamente a proporre esiti ab-erranti come è quello del matrimonio fra persone del medesimo sesso.

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            • @Navigare…: Sono due le cose a cui non rinunciano e per cui combattono con veemenza le org. Gay, pena la loro disfatta almeno ideologica: 1) lotta contro chi propone una interpretazione solo psicolgica, perchè interessati alla naturalità dell’essere gay. Se non basta questo si distingue tra sesso e genere. E’ noto che essi non accettano che vi siano centinaia di persone che sono cambiati, anzi lo negano a priori, pur sbugiardati a ripetizione.2) Il Matrimonio ad essi, per la verità una esigua minoranza, serve come bandiera della loro ideologia, a dimostrazione della naturalità della tendenza che deve essere accettata e benedetta dalla società. In realtà serve a convincere sopratutto se stessi , dimostrando ancora una volta i piedi d’argilla della loro ideologia e i grandi problemi irrisolti che hanno e continueranno ad avere. Non si va contro natura (?) impunemente…le bugie hanno le gambe corte..

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  13. @MenteLibera65

    La natura corporale delll`uomo potremmo fondarla oggettivamente sullo studio dell`anatomia e della fisiologia.

    Ora che una morale sessuale di tipo potenzialmente fecondativo e non-contraccettivo sia “totalmente in contrasto con la natura (corporale) umana” vorrebbe dire considerare la fertilita` una vera e propria patologia, cosa che e` falsa dal punto di vista scientifico.

    Se per natura umana intendi la natura psichica dello stesso, con una visione dicotomica cartesiana, saremmo davanti appunto ad un essere per natura schizofrenico, che brama l`accoppiamento ma non le conseguenze naturali e fisiologiche dello stesso, in contrasto con la natura vera dell`essere umano, cioe` la razionalita`.

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    • Anatomia e fisiologia. Esatto. D’altra parte uno dei motivi che induce la persona con tendenze omosessuali a frequentare ambienti in cui sa radunarsi persone con tendenze a lui consimili (ivi inclusi, glosserà qualcuno sogghignando, taluni seminari), nonché ad assumere comportamenti ostentatori riguardo alle predette tendenze (gay pride ecc.), è proprio il fatto che per la pura via naturale (fisiologica, anatomica, dirò di più, biologica) la sola distinzione possibile è quella fra maschi e femmine. Lo si può rilevare in ogni tratto, anche il più semplice e apparentemente insignificante, della quotidianità (le toilettes sono divise in bagni per maschi e bagni per femmine, la partizione dei campionati sportivi in maschili e femminili, ecc. ecc.). Ogni tentativo di sovvertire questo semplice e rigoroso ordine naturale, innescra una serie di contraddittori, spesso grotteschi, funambolismi.

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  14. @MenteLibera65

    La morale sessuale “naturale” che intendi tu, quella progressista, del benessere psico-fisico, delle direttive OMS, dei sessuologi, per me si basa sul circolo vizioso autoalimentante contraccezione-aborto: la contraccezione porta all`idea dell`aborto come contraccetivo di emergenza, cioe` l`atto sessuale contraccettivo, non essendo intenzionalmente fecondativo, giustifica l`aborto; e la possibilita` di abortire giustifica l`idea che possano esistere rapporti sessuali non fecondativi, nell`intenzione, a prescindere dall`esito.

    Io parlo per me, ma non intendo partecipare in nessun modo ad un sistema di morale sessuale che si basi, in ultima analisi, sulla deresponsabilizzazione e sulle spalle delle figure piu` deboli e innocenti.

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    • Il bello della morale naturale è che si può credere ed argomentare che non esista ma non se ne possono fuggire le conseguenze. E quale sia il radioso futuro demografico (e conseguentemente economico) che attende la nostra gaia cultura occidentale è sotto gli occhi di tutti.

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  15. Enrico@ : Io parto dal principio che la chiesa cattolica, dal punto di vista dei regolamenti, può fare ciò che vuole, in tema di celibato, omosessualità ,etc .
    Quello che non può fare (secondo me) è coltivare (come di fatto è accaduto in passato) un disprezzo nascosto verso gli omosessuali (in genere), che si è poi in parte trasmesso ai fedeli, che tanto danno ha fatto nella comprensione del problema. Ieri mi ha colpito la frase del vescovo gay che diceva : “la chiesa degli omosessualità non conosce nulla”, che denuncia una enorme difficoltà nell’entrare in questa realtà. Sento tanti cattolici che si lamentano delle frase di questo (straordinario) Papa Francesco, quando disse : “chi sono io per giudicare un gay”.
    Secondo me , poi, in tema di unioni matrimoniali o para-matrimoniali regolate dal codice civile (insomma matrimonio civile, unioni civili, etc etc) la chiesa dovrebbe semplicemente dire : NON MI INTERESSANO.
    Se l’unico matrimonio concepito è quello Cattolico (chi si sposa civilmente non è considerato sposato dalla chiesa, ed è considerato convivente nel peccato), perchè nei decenni si è dovuto intervenire contro il divorzio civile (prima) e contro le unioni civili di persone dello stesso sesso (ora) ?
    Per quanto invece riguarda il celibato , l’astinenza dal sesso, etc etc,, è fuor di dubbio che sia una scelta difficile ma legittima che la chiesa chiede ai suoi presbiteri.
    Non è però accettabile sentire la frase secondo la quale la sessualità sia una specie di vizio dell’essere umano.
    Non avere un sano rapporto con la propria sessualità, è una patologia, che poi si riflette nel rapporto con gli altri, e non a caso molti dei serial killer sono persone con una sessualità malata, che trovano l’eccitazione soltanto in alcune realtà deviate ed omicide (a conferma della forza incredibile della sessualità)
    D’altra parte se Dio avesse voluto, avrebbe creato un organo sessuale maschile che si attiva soltanto in vicinanza estrema a quello femminile, e soltanto quando la donna è fertile, e che magari prova piacere solo così. Invece tutti noi maschietti sappiamo bene come la fantasia (neppure la vista) abbia potenti effetti fisici, e come l’orgasmo femminile clitorideo sia ottenibile senza alcun rapporto. Che senso ha aver creato l’uomo e la donna in questo modo ?
    Quindi porre la questione sempre in termini di “sesso”=”peccato”=”va bene fallo ma solo nel matrimonio e solo per fare figli, e non azzardarti neppure a masturbarti” , è una contraddizione contro la stessa umanità , ed infatti i peccati sessuali sono quelli più praticato dall’inizio dell’uomo.
    Solo una onesta analisi demografica potrebbe rilevare in modo orientativo quanti, delle attuali 7.000.000.000 di persone, sono nate da atti sessuali non conformi alle regole della chiesa, e quanti , quindi, non sarebbero mai nati.
    Lascio a lei le conclusioni.

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    • @MenteLibera65

      Quanti figli vengono eliminati ogni anno per sostenere questo baraccone della “sessualita sana”, cioe` abortiva e contraccettiva? Mi pare una concezione che deresponsabilizza le conseguenze della sessualita` a spese dei soggetti piu` deboli: io lo chiamerei fascismo sessuale.

      Non avere un sano rapporto con la propria sessualità, è una patologia

      Per avere un rapporto sano con la propria sessualita` bisogna necessariamente passare dalla farmacia? E` una questione intrinseca alla sessualita` o di questo periodo particolare storico? Se e` la societa` ad essere malata, farne parte non e` indice si salute mentale.

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      • Preferisco mille volte vivere in questo particolare periodo storico, che nei tanti periodi storici che lo hanno preceduto.
        Lei fa finta di non capire , e divide le persone in due categorie: quelle perverse e viziose, e quelle virtuose che seguono alla lettera il catechismo.
        Però alla mia obiezione circa le caratteristiche del corpo umano, dell’eccitazione e del piacere, vedo che non risponde nessuno . Li probabilmente pensate che il Signore ha sbagliato sulla progettazione , e poteva fare meglio.
        D’altra parte su tutto l’aspetto sessualità la chiesa da una parte scrive delle cose, e poi….nel confessionale….quello che formalmente è gravissimo diventa passabile di un piccolo rimprovero.
        Tutto questo perchè persino i papa non possono troppo contraddire quello che, non tanto il vangelo, quanto alcuni padri nobili della chiesa hanno scritto, sul sesso e sulle donne, una “era preistorica” fa, quando ancora si pensava che le malattie si trasmettessero per colpa degli spiriti cattivi, e la terra era al centro dell’universo
        Sicchè la cosiddetta tradizione diventa, a volte, una gabbia della quale non ci si riesce a liberare.
        Ma…ci vorrà tempo….e lentamente le cose cambieranno…

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        • Non e` vero che divido le persone in viziose e “catechiste”, ma semmai in responsabili e irresponsabili: il mio discorso e` assolutamente laico, non ho mai accennato al peccato, al vizio, a dogmi (sono infatte tutte cose aggiunte da lei) ma alle conseguenze sociali della mentalita` contraccettivista.

          Se una persona decide di avere un rapporto sessuale, cioe` l`atto con cui si concepiscono i figli, deve in primo luogo prendersi la responsabilita` delle possibili conseguenze: appellarsi ad una intenzionalita` che non corrisponderebbe con l`esito dell`azione o alla possibilita` di decidere a posteriori se avere un figlio o meno e` illogico e irresponsabile.

          Ora, ammettiamo pure che la contraccezione sia d`obbligo per una “sana sessualita`” e che quindi la stessa, senza l`ausilio farmaceutico, sia in qualche modo monca o che altrimenti il mondo sarebbe in preda al delirio generalizzato, come ai bei tempi andati (Autrefois tout le monde était fou) : io forse non avrei nulla da ridire, a parte considerazioni spirituali, se questa pratica non producesse, come diretta conseguenza, anche l`aborto, che infatti e` considerato a tutti gli effetti un contraccettivo secondario e definitivo d`emergenza, quando quello primario non e` efficace.

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        • Entro di soppiato solo per farti notare, mentelibera, che il tuo argomento sulla “progettazione” dell’umano è tutto fuorché probante.
          In primis perché, fermo restando di accettare la rivelazione in questo preciso caso (esattamente come tu fai con questo tuo pseudo-argomento), la passionalità e il sesso sono ovviamente una caratteristica dell’essere umano così come fu pensato dal Creatore e nessuno qui ne ha mai discusso l’importanza, anzi – al contrario – ci si è sempre battuti per farne riconoscere l’importanza, che procede secondo la sua natura, in una società, come dice Lovinsky, “malata” di sesso che invece ne sminuisce l’impatto.
          Secondo, al tuo ragionamento manca una parte estremamente importante del dettato dottrinale cristiano: l’intera creazione è deficitaria del progetto divino! Siamo in stato permanente di “peccato originale”. Qualsiasi cosa, anche la più bella, è “crepata”, è comunque NULLA in confronto a come è stata pensata dal Creatore. Pertanto il tuo “che bello fare petting prima di consumare il solito atto in cui ognuno pensa per sé sfruttando il corpo dell’altro” – che pare piacevole a tutti, inutile negarlo – è NULLA nel confronto di quello che è davvero fare l’amore. E quest’uiltimo è NULLA rispetto a cosa doveva essere il sesso fatto in Eden (sempre restando nell’accettazione integrale della rivelazione).

          cfr. Tommaso sul sesso: https://pellegrininellaverita.com/2014/01/28/tommaso-daquino-sesso-divino/
          Secondo

          In due parole: nessuno risponde a quella che a te sembra l’argomento principe, semplicemente perché non è nemmeno un argomento in sede cristiana.

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  16. Esistono 4 tipi di coppie/donne
    – quelle che non fanno uso di contraccettivi
    – quelle che non fanno uso di contraccettivi ma se poi restano incinte abortiscono
    – quelle che fanno uso di contraccettivi
    – quelle che fanno uso di contraccettivi ma se poi restano incinte abortiscono

    Un pò di dati:
    – In italia ci sono circa 500.000 nuovi nati ogni anno e circa 100.000 aborti ogni anno (fonti Istat 2014)
    – Gli aborti nel 1982 erano 235.000
    – il tasso di abortiità nel 2014 è circa dell’ 8/1000 mentre nel 1982 era circa del 17/1000 . Significa un calo degli aborti effettivo molto forte, di circa il doppio rispetto al calo delle nascite.
    – Dei 500.000 nati nel 2014 circa il 30 % (150.000) sono di madri non sposate.
    – L’identikit più frequente tra le persone che ricorrono all’aborto è donna sposata con due figli, età intorno ai 35 anni. A ricorrere all’aborto, nel complesso, sono più le straniere che le italiane (in proporzione)
    – Il ricorso al secondo aborto dopo il primo è del 25%
    – il ricorso al terzo aborto dopo il secondo è del 4,5%
    Da questi dati mi sembra chiaro che considerare l’aborto come una pratica ricorrente quando non funzionano i contraccettivi sia davvero una forzatura. La recidiva è di 1 su 4 e quella pluri-recidiva di 1 su 20.
    Il forte calo effettivo del tasso di aborti, poi, è l’esito di 3 fattori
    – minore leggerezza nella pratica dell’aborto in genere
    – maggiore consapevolezza nei rapporti sessuali e maggiore ricorso alla castità
    – maggiore o migliore uso della contracezione
    Anche da questi dati si vede che non sempre le cose peggiorano per definizione, come purtroppo sembra essere sensazione continua di tutti su questi argomenti.
    Ogni aborto è un omicidio, ma siamo qui per non generalizzare ma valutare i fenomeni per quello che sono, senza dover per forza considerare tutti i casi uguali.

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    • Io noto questo: i maggiori fautori della contraccezione sono anche quelli che rivendicano la maggiore liberta` di abortire; ma perche` i difensori dell`una sono anche i difensori dell`altra? Non si dice che la contraccezione dovrebbe diminuire il numero di aborti? L`aborto quindi dovrebbe essere visto come negativo anche da costoro; di piu`: dovrebbe essere visto come un comportamento irresponsabile, stante appunto la possibilita` della contraccezione.

      Ma la contraccezione che hanno in mente loro, per garantire il famoso “benessere pisco-sessuale”, deve essere efficace al 100%: lo spensierato sanum futuere non ammette deroghe a questa regola.

      Per assicurare questa percentuale l`unico modo e`, pero`, permettere anche una “contraccezione secondaria o d`emergenza” definitiva, che viene a configurarsi con l`aborto.

      Mi paiono quindi due facce della stessa medaglia.

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  17. Per amore di verità, devo dire che ho incontrato non pochi casi di coppie che – dichiaratamente – impiegavano su base sistematica metodi anticoncezionali artificiali (ma è un artificio anche quello dei cosiddetti metodi naturali) e che incorse in quello che dal loro punto di vista era un incidente di percorso, hanno optato senza la minima esitazione per non uccidere il nascituro e darlo invece alla luce. Mi è dunque difficile sottoscrivere in toto la tesi che la mentalità abortiva è un caso specifico della mentalità contraccettiva. Sembrano infatti esservi persone in grado di operare una chiara distinzione fra l’adozione di mezzi atti a evitare lo stato di gravidanza e la soppressione, l’assassinio, di un essere umano. Che poi vi siano non pochi i quali ricorrono all’aborto, e dunque all’omicidio, come pratica contraccettiva di prima o di ultima istanza, è certamente vero. Ma l’equiparazione dell’una e dell’altra linea di condotta è, a me pare, une véritable bêtise.

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    • Questa volta siamo pienamente d’accordo, e apprezzo anche la sua onesta intellettuale!

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      • se posso aggiungere qualcosa, non mi ricordo di aver mai personalmente incontrato qualcuno in vita mia, (ateo, cattolico, indeciso che fosse) che avesse un atteggiamento superficiale rispetto all’aborto. Per tutti è un fatto molto grave e nessuno banalizza la vita.
        I casi descritti da “Navigare” sono moltissimi, perchè non soltanto comprendono tanti atei e i tanti cattolici “parziali” che esistono in italia (e che forse sono la maggioranza) ma anche coloro che, tra i cattolici più osservanti, utilizzano in modo un po birichino i cosiddetti metodi naturali, che essendo più imprecisi degli altri, non di rado producono gravidanze che partono come indesiderate e finiscono come benedizioni.

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    • Il discorso e` differente, non ho fatto una semplice equiparazione, ho detto che per garantire il benessere sessuale, quello che per MenteLibera65 sarebbe in totale contrasto con la morale della Chiesa, chi pubblicizza il contraccettivo lo deve fare con una narrazione di efficacia del 100%; deve essere, almeno illusoriamente, garantita sempre la possibilita` di avere atti sessuali assolutamente chiusi alla vita.

      Se infatti cosi` non fosse: 1) non si avrebbe la spensieratezza anti-stress, e si tornerebbe alla barbarie evocata prima 2) la morale sessuale, essendo prevista l`apertura alla vita, non sarebbe cosi` dissimile rispetto a quella demonizzata.

      Ma l`unico modo per garantire questa infallibilita` contraccettiva, illusoria, e` affiancare anche la massima liberta` di aborto.

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      • Lovinski, anche Navigare ha appena scritto che l’equazione “uso contraccettivo” = “se capità farò l’aborto” non è reale.
        C’è tanta gente che li usa, ma poi se capita che resti incinta, si tiene il figlio.
        Non esistono solo quelli che fanno il sesso ogni sabato sera con uno/una diversa.
        Esistono tante coppie cattoliche che si vogliono bene, ma che magari non hanno i mezzi per sposarsi, che arrivano a 25/28 anni senza ancora alcuna sicurezza economica, e che in teoria (a seguire il catechismo) dovrebbero passare più d 1/3 della propria vita senza avere rapporti sessuali in assoluto, fancendo pesare ancora di più la loro condizione (se ero ricco, facevo pure l’amore).
        Non siamo più ai tempi in cui ci si sposava a 16 anni, ma si moriva a 45. E’ cambiato tutto, tutto si è spostato in avanti.
        E’ ovvio che la tentazione di concedersi l’un l’altro diventa talmente grande da vivere il catechismo come una ingiustizia, e non come un dono. Quanta fede bisogna avere per mantersi casti? Si può dividere l’umanità in buoni o cattivi per questo ?
        Sono queste, come molte altre, le domande a cui la chiesa è chiamata a rispondere negli anni a venire, e non semplicemete a a proseguire la tradizione sessuofoba.
        O ci dimentichiamo che il 6^ comandamento recitava, nella versione originale del VT, “non commettere adulterio” , ed è stato poi dalla chiesa ampliato in “non commettere atti impuri” ? Ci si rende conto che da questo cambio di frase è dipesa tutta una teologia infinita e colpevolistica sul sesso come atto sporco e da utilizzare soltanto per la procreazione (tutto quello che non è procreazione viene “concesso” come se fosse un regalo), che come vedi ancora oggi viene perseguita, senza avere il coraggio di tornare all’origine, e depurarsi dagli integralismi medioevali ?

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        • Il problema qui è che non è normale che un giovane che ha una vocazione al matrimonio debba passare la metà del totale della propria vita a non avere relazioni sessuali con la donna della sua vita: lo slancio vitale è massimo tra 18 e 30 anni questo è indubbio.

          Ma non è il problema dell’insegnamento della Chiesa in quanto tale: è un problema della società , dei loro genitori e dei loro famigliari. È un problema di assenza di virtù teologale della speranza, di virtù umana di coraggio, di virtù sociale della giustizia.

          Il problema non è di dover rimanere casti: il problema è nel non volersi sposare, nel rimanere nella paura del presente e de futuro. Ma la paura non è del cristiano che vive davvero in Cristo.

          Se un giovane è innamorato che agisca con testosterone e con gli attributi maschili: si prenda il coraggio a due mani, si confidi alla Santa Famiglia e si sposi con la donna che il Signore gli ha fatto incontrare. Eppoi giù nella lotta della vita vera, per amore e per fede.

          Quanto all’adulterio, ti ricorderò che anche solo pensare ad una donna che non è la tua è commettere adulterio, altro che atti impuri! E questo lo insegnò Cristo stesso.
          In Pace

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          • Mi pare che qui ci vorrebbero anche due paroline sull´educazione che diamo ai nostri figli, a trent´anni Alessandro aveva conquistato l´Asia, oggi a trent´anni si gioca ancora con la play station. Fisicamente e ormonalmente si é pronti per sposarsi anche ai quindici anni ma la maturitá per affrontare un matrimonio a che etá in media si raggiunge?

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            • Per questo non è un problema di dottrina della Chiesa ma proprio dei genitori e della società!
              In Pace

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            • La civiltà industriale, cui pure dobbiamo il relativo benessere materiale di cui godiamo, ha espiantato l’uomo dal suo contesto naturale, legato ai tempi della terra, alla ciclicità delle stagioni, ecc. Si tratta di una progressiva alienazione dal sostrato biologico, indispensabile alla vita ma anche (e per questo oggetto di progressiva alienazione) foriero di morte. Viene da chiedersi se ciò non abbia prodotto fra l’altro nelle masse una parziale disattivazione della metaforica evangelica.
              Questo processo di artificializzazione dell’esistenza umana, che tende all’esito ideale di ridurre la base biologica al minimo indispensabile (per vivere) e trasferirne la massima parte possibile nella sovrastruttura artificiale (per sottrarre la vita al suo destino biologico di finitezza), ha condotto per il momento a dilatare i termini cronologici dell’esistenza umana. Alessandro Magno morì a 33 anni, termine prematuro ma non inconsueto per gli uomini dell’epoca, mentre il giocatore di playstation contemporaneo morrà, presumibilmente, dopo gli 80 (per correttezza bisogna peraltro aggiungere che il paragone è incongruente: Alessandro Magno fu percepito già nel corso della sua esistenza come una figura straordinaria; gli idioti giocatori di playstation non mancavano anche allora, sebbene gli strumenti con cui si trastullavano avessero altri nomi e altre caratteristiche).

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            • D´accordo Simon, ma forse questa anomalia é colpa di una virtú cristiana impazzita come le chiamava Chesterton. Il lasciate che i bambini vengano a me é scappato dalla logica evangelica é trattiamo i bambini con esagerata delicatezza. Poi anche si ricasca nel solito, quando erano dieci fratelli si maturava piú in fretta per necessitá.

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          • “Se un giovane è innamorato che agisca con testosterone e con gli attributi maschili: si prenda il coraggio a due mani, si confidi alla Santa Famiglia e si sposi con la donna che il Signore gli ha fatto incontrare. Eppoi giù nella lotta della vita vera, per amore e per fede”.
            Ottimo suggerimento! Da mettere in pratica subito, ad horas.
            Non era però necessario aspettare lo dicessi tu Simon. Noi genitori non aspettiamo altro che vedere i nostri figli realizzati, sposati e magari anche indipendenti in modo che possano subito buttarsi giù nell’agone della vita vera, come dici tu, per amore e per fede, magari con il testosterone in mano!
            Peccato ci sia però un insignificante intoppo: interpellata più volte alla fine del mese per le spese correnti la Santa Famiglia, su cui tutti noi confidiamo da sempre, non risponde.

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        • Per benessere psico-sessuale non si intende forse la possibilita` di poter farlo sempre, con chiunque e in qualunque momenteo?

          Per garantire questa possibilita` non bisogna forse poter eliminare totalmente l`aspetto procreativo dalla sessualita?

          Il ricorso alla contraccezione garantisce cio`?

          Le statistiche, non biechi medievalisti, lo negano.

          Quello che contesto, in definitiva, e` che comunemente per comportamento sessuale responsabile si intenda l`uso generico della contraccezione e non il prendersi tutte le responsabilita` derivanti dal proprio gesto: infatti quest`ultima cosa e` incompatibile con la salute sessuale accennata prima, e in piu` si avvicina pericolosamente all’ideale cristiano che prevede una coppia stabile e l`apertura alla vita.

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        • No, infatti, quell’equazione non corrisponde alla realtà, ma a un ingannevole, ancorché agile, schema ideologico (l’ingannevolezza è attestata dall’esperienza empirica, l’agilità da frasi come “la contraccezione porta all’idea dell’aborto come contraccetivo di emergenza”). Le due questioni, contraccezione e aborto, vanno opportunamente distinte. Si può, con debiti argomenti, stigmatizzare sia l’una sia l’altra pratica, ma confonderle è errato, anche se, ripeto, comodo.

          Il due temi, tuttavia, ci portano lontano dal punto di fuoco di questo post, che è la teoria gender e il suo carattere mistificatorio.

          Non taccerei, comunque, tout court la Chiesa di sessuofobia, né il medioevo di integralismo. In alcuni comparti della Chiesa una componente sessuofobica c’è stata e ancora sussiste (anche se oggi, di fronte alla banalizzazione/mercificazione del sesso e alle proporzioni che la devianza sessuale ha assunto nella compagine del clero stesso un atteggiamento quanto meno circospetto nei confronti della sessualità ha non poca ragione di esistere). E il medioevo (ma poi quale? quello di Boezio o quello di Dante?) non fu affatto così bacchettone e braghettone come a qualcuno piace immaginare.

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        • “se ero ricco facevo pure l’amore”
          I nostri nonni non erano ricchi, ma comunque si sposavano (e facevano l’amore) a 20 anni, senza crearsi troppi problemi.
          Ma era un’altra epoca. A quell’epoca infatti non esistevano i wedding planner, e non ci si vergognava di sposarsi in povertà.

          Per il resto, plaudo all’intervento di Navigare necesse est: siamo davvero sicuri della bontà di questo stile di vita artificiale della civiltà (post) industriale?

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  18. Sono stato assente una piccola settimana dal blog e da internet e non ho potuto intervenire quanto avrei voluto.
    Vorrei ringraziare tutti gli intervenenti (come Dernhelm, Enrico, Blas, fra’ e ne dimentico) ma in particolar modo Lovinski per la sua lucidità e profondità di analisi lungo tutto il post.

    Vorrei mettere ancora una volta questa sua frase che non la precisione del bisturi disseziona il nocciolo del problema societale europeo ed occidentale:
    “la contraccezione porta all`idea dell`aborto come contraccetivo di emergenza, cioe` l`atto sessuale contraccettivo, non essendo intenzionalmente fecondativo, giustifica l`aborto; e la possibilita` di abortire giustifica l`idea che possano esistere rapporti sessuali non fecondativi, nell`intenzione, a prescindere dall`esito.”

    E dall’idea di rapporti sessuali non fecondativi se ne viene anche al rifiuto degli atti sessuali in quanto tali, ed al rifugiarsi nell’esercizio di pratiche erotiche, implicanti organi genitali, ma che si proibiscono reali relazioni sessuali: relazioni intrinsecamente disordinate che sono solo un Ersatz di relazione sessuale.

    Come si può essere felici vivendo un Ersatz? Neo, l’eroe di Matrix, ha preferito lasciare l’Ersatz dove si credeva felice, per il mondo reale e con questo atto di vera libertà si è emancipato dalle illusioni della Matrix , Pensiero Unico Pastorizzato e Omogeneizzato (PUPO) con il quale si nutrivano tutti gli altri umani schiavizzati.

    L’analogia non finisce li: lo stesso PUPO porta a uteri in affitto, concezioni artificiali , cosificazione dell’umano.

    Finché l’umanità non accetterà ed integrerà la Buona Novella sull’unione dell’uomo e della donna annunciata da Cristo e reiterata in Humanae Vitae e nell’insegnamento di San Giovanni Paolo Magno il numero di infelici e la profondità della loro infelicità non faranno che aumentare.
    In Pace

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    • La reificazione dell’umano, o più precisamente la mercificazione dell’umano (perché dietro la riduzione della vita umana a “cosa materiale” c’è l’idea del consumo, dello sfruttamento economico di tale “cosa”), è probabilmente il più drammatico problema del nostro tempo.

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    • Simon , hai ringraziato tutti tranne me! Eppure , nel suo piccolo, questo articolo è nato anche per merito mio, e le tante risposte ci sono perchè in genere sono il solo che scrive in dissenso, dando così occasione ad altri di replicare.
      Raramente ho incontrato una persona più faziosa!
      Perchè, visto che parliamo di famiglia, non facciamo un po di outing ? io ho 49 anni, sono sposato da più di 20 anni ed ho 3 figli dai 14 ai 20.
      E tu, che ci dai tante perle di saggezza su come vanno educati i figli, come stai messo?

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      • Nessuna faziosità da parte mia. figuriamoci!
        Ho ringraziato soprattutto chi ha utilizzato di un linguaggio chiaro con concetti realisti non confusi e poco (o non) influenzati dal PUPO.
        Quanto alle tue domande (impertinenti) ti posso assicurare che ho tutti numeri straboccanti ed eccellenti e messi molto bene, ma non per merito mio ma della Santa Famiglia. Grazie per aver chiesto.
        🙂
        In Pace

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  19. Non la prenderei in questo modo, MenteLibera65. Ringraziando in modo espresso Dernhelm, Enrico, Blas, fra’ e specialmente Lovinski, Simon non penso intendesse togliere valore al contributo, anche in dissenso, degli altri commentatori. In molti blog, come forse anche lei avrà verificato, chi rappresenta punti di vista lontani dall’indirizzo dei responsabili non ha nemmeno la possibilità di esprimersi, perché viene malamente tacitato o persino censurato. Io penso che bisogna riconoscere a Simon e agli altri collaboratori l’intelligenza di lasciare che gli attriti dialettici si sviluppino liberamente, anche se, come è logico, i padroni di casa devono intervenire per confermare la propria linea. Non ne farei una questione personale. In questo luogo di espresso indirizzo cattolico (no sedevacantismi, no facili ecumenismi) viene messo a disposizione di tutti un serio spazio di riflessione, per quanto è possibile fare all’interno di un blog. L’importante è non mancarsi di rispetto (anche se qualche punzecchiatura nei confronti dialettici è inevitabile). Le dirò, pur non essendo troppo appassionato al tema (prediligo i post di natura teoretica, anche se esito a commentarli, perché so che via internet sviscerare adeguatamente argomenti complessi come quelli toccati, per esempio, nella serie di Trianello non è possibile), dallo scambio di opinioni innescato con questo post qualche interessante spunto di riflessione penso di averlo ricavato. Ciò grazie al contributo di tutti, da Minstrel a Franceschiello, da Claudio Salvatore a MenteLibera65, e senza la necessità di trovarsi in accordo su tutto con tutti.

    Se posso aggiungere un’ultima nota all’argomento in oggetto, vorrei dire che la felicità sessuale, o più precisamente l’idea di conseguire la felicità attraverso il sesso, è un’illusione. E un’illusione di quelle che comportano, nel tempo, amari risvegli. La sessualità è una forza potente, come si conviene alla forza cui è demandata la trasmissione della vita; può assumere i contorni di un fiume impetuoso, capace, se non incanalato opportunamente, di travolgere ogni cosa. Ma è una realtà che, infine, scopre di non trovare in sé la sua ragione, di rimandare ineludibilmente ad altro. La felicità è altrove, in una dimensione che trascende la comprensione e l’esperienza ordinaria di questo mondo. La via è qui, dinanzi a noi, vi siamo immersi, letteralmente immersi: eppure perderla, e perdersi, è un istante, e ritrovarla, ritrovarsi, non sempre è dato.

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    • Navigare, intanto grazie per quello che hai scritto.
      Intervengo poi per dire che è evidente che la felicità sia argomento ben più ampio e ben più complesso, rispetto alla sfera sessuale. Nessuno (spero) cerca nel sesso la felicità. Anzi…a dire il vero qui più che di sesso si parla di affettività e di completamento della sfera affettiva anche dal punto di vista fisico, che fa parte dell’essere umano fatto di corpo, mente e spirito.
      In ogni caso si può essere felici da casti e felici da non casti. E ovviamente anche il contrario. Essendo una sensazione interiore non è neppure troppo valutabile.
      I monaci tibetani in cima all’himalaya sostengono di essere felici, eppure hanno una vita molto diversa dalla nostra , da tutti i punti di vista. Sono felici ? Si, no ? bho!
      Poichè però il mondo non è fatto solo di monaci tibetani o di asceti in cima alla montagna, quello che , secondo me è indubbio è che vi sono delle cose che generalmente favoriscono il benessere e la felicità, ed altre che invece l’ostacolano o non la favoriscono.
      La prima causa di felicità per il cristiano dovrebbe essere sentirsi figlio di Dio, e non altro. E qui però casca l’asino, perchè se per sentirsi figlio di Dio ed in armonia con Dio occorre rinunciare in modo radicale ad una serie di comportamenti che non incidono nella vita di altri e sono conformi ai propri desideri naturali, si apre un combattimento che, come naturale , porta a volte ad un disagio crescente, e , alla fine, a portare a Dio il conto : “Ho rinunciato a tutti questo. Perchè lo stesso non sono felice ?”
      Il tipo di combattimento a cui è chiamato il cristiano (ma non è il solo) per mantenersi casto, se da una parte sembra fortificarlo nella fede, dall’altra reprime continuamente i desideri, così che al minimo momento di crisi tutte la certezze crollano, ed alla chiesa e religione vengono addossate le cause dei propri malesseri e del tempo ritenuto perduto, e forse irrecuperabile (pensate ad una donna innamorata che avendo un fidanzato non cristiano . per non cedere alla tentazione abbia rotto il fidanzamento, e dopo anni riversi sulla chiesa la causa della propria solitudine)
      La responsabilità che si assume la chiesa su questi argomenti è molto grande. Le persone non hanno molte vite, e orientarle da una parte o dall’altra, sulla base di una indicazione “forte”, significa perdere delle occasioni irripetibili.
      Ritorno sul punto del 6^ comandamento cambiato da “adulterio” ad “atti impuri”. Su questo punto (come su altri) non ho letto risposte, eppure dovrebbe essere un punto determinante.
      Sarebbe terribile scoprire un giorno che per 1500 anni da parte della chiesa sono state date indicazioni sbagliate all’umanità intera. Sarebbe però ancora più terribile se, capito l’errore, la chiesa non avesse il coraggio di correggerlo, e si perseverasse nello stesso per non perdere di credibilità. Sarebbe un vero tradimento dell’uomo.
      La tradizione può diventare una gabbia, e anche su questo punto mi piacerebbe si aprisse una discussione.

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      • Caro mentelibera, riguardo la credibilità dell’atto di fede cattolico e sull’impossibilità logica che il Magistero si possa contraddire ho scritto un trittico poco tempo fa a cui ti rimando.

        Ecco qui.
        https://pellegrininellaverita.com/2015/08/04/il-bandolo-della-matassa-fra-rispetto-della-tonaca-e-metodologia-biblica-il-magistero/
        https://pellegrininellaverita.com/2015/08/06/dei-verbum-sul-rischio-magrittiano-di-vivere-in-castelli-apparenti/
        https://pellegrininellaverita.com/2015/08/10/sulla-credibilita-razionale-del-cristianesimo-cattolico/

        il cardine del ragionamento è nel secondo post, l’ultimo esplica quindi bene – sulla scorta dei primi due – perché quella che tu chiami tradizione (che in realtà mi sembra configurare il Magistero) necessariamente non può variare nella sostanza.

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        • Tenterò di leggere tutto…con un po di tempo a disposizione :-).

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          • Minstrel ho dedicato la sera a leggere i tuoi 3 post, e ammiro senz’altro lo zelo e la passione con i quali affronti questi argomenti.
            Lo stesso però ho la sensazione che il tuo immenso amore per questa sofisticatissima realtà che risponde al nome di cattolicesimo rischi di non farti percepire il limite profondo del tuo pensiero, pur così argomentato ed apparentemente logico.
            Riparto da queste frasi da te riportate:
            “l’atto di fede oggi si sviluppa attraverso i seguenti passaggi:
            1) atto di fiducia nella Chiesa, che abbia conservato bene l’insegnamento degli apostoli, selezionando e tramandando senza manipolazioni i libri che lo contenevano e interpretandoli secondo quanto gli autori volevano dire;
            2) atto di fiducia (attraverso la Chiesa) negli apostoli, che abbiano tramandato bene quanto Gesù ha fatto e detto e, in particolare, la risurrezione di Gesù;
            3) atto di fiducia (attraverso gli apostoli) in Gesù, che sia veramente quello che ha detto d’essere, cioè il Figlio di Dio, il Cristo, poiché l’ha garantito con la risurrezione;
            4) atto di fiducia (attraverso Gesù) in Dio, Padre diGesù e Padre di tutti gli uomini, che abbia risposto definitivamente al problema del senso della vita umana.
            Nessuno di questi passaggi è dimostrabile razionalmente e, tuttavia nessuno è assurdo.l’atto di fede”

            L’autore ha posto in evidenza un passaggio logico che spesso sfugge ai più : Il primo elemento di fede , da cui derivano gli altri, è nella Chiesa.!
            Spesso le persone pensano di credere nella chiesa, perchè Gesù stessa la fondata, come dicono i vangeli.
            Invece la realtà è che la prime fede è in degli esseri umani (uomini di chiesa), i quali garantiscono che altri esseri umani (gli evangelisti) hanno riportato correttamente quello che altri esseri umani (i testimoni, gli apostoli, altri) dicono di aver visto circa la vita e la morte e resurrezione di un tal Gesù, il quale diceva di essere Figlio di Dio.
            Di fatto la fede cattolica non si fonda sulla fede in Gesù ma sulla fede nella Chiesa.
            Ora….se per ipotesi i vangeli fossero stati tutti inventati di sana pianta, o molto semplicemente modificati perchè dessero una versione diversa della vita e le parole di Gesù , questo non potremmo mai saperlo. Essi sono l’unica fonte precisa delle parole di Gesù.
            Quindi la fede è tutto meno che una azione razionale.
            La fede è appunto un atto di fede, e non a caso la chiesa spesso parla di mistero.
            La tradizione ed il magistero che ne derivano sono tutte figlie di questo primo atto di fede cieca e assoluta nella chiesa, e non nella chiesa di oggi , ma nella chiesa dei primordi, la quale ha scritto i vangeli e li ha, tra tanti, scelti come la testimonianza autentica (parola del Signore) della vita di Gesù sulla terra.
            Poichè nei vangeli c’è il passo “tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la chiesa” , ci troviamo di fronte a quello che oggi si potrebbe definire il padre di tutti i conflitti di interesse : La Chiesa che scrive e difende un libro dove c’è scritto che lei è la Chiesa.
            Detto questo arrivo al punto : nulla di quello che è stato tramandato sarebbe stato tramandato se prima non avesse avuto una origine.
            Se si parte dal presupposto che questa origine sia immutabile, nulla di quanto è stato tramandato potrebbe essere messo in dubbio.
            Peccato che , come nel caso del 6^ comandamento, questa origine sia stata mutata.
            Tutta la teologia prodotta a valle della nuova formulazione del 6^ comandamento (da non commettere adulterio a non commettere atti impuri) è figlia di questa nuova formulazione, giustificata come se fosse stata introdotta da Gesù stesso (e qui torniamo alla fede nella chiesa di cui sopra) il quale, invece, non fa mai menzione di voler cambiare questo comandamento nella sostanza, ma spiega soltanto che commettere adulterio significa anche non desiderare , e non soltanto agire.
            Tutta l’altra lista di atti impuri (masturbazione, etc etc) non sono mai nominati nei vangeli, e comunque non sono mai connessi al 6^ comandamento. Se si adottasse il sistema che ogni parola di Gesù va ad aumentare i comandamenti, (se vi danno uno schiaffo offrite l’altra guancia, etc etc) , ora ci troveremmo davanti ai 100 comandamenti , e non ai 10.
            Invece Gesù ha voluto addirittura fare un sunto dei 10 comandamenti , nell’unico “ama il prossimo tuo come te stesso”.
            Ora, tornando al 6^ comandamento, perchè la Chiesa ( e non Gesù) lo ha modificato ?
            Così agendo non è stata lei per prima ad indirizzare il magistero al di fuori dell’intenzione di Gesù?
            So bene che sulla immodificabilità, nei secoli, si fonda la credibilità della Chiesa, la quale si pone come unico elemento stabile in un mondo che non ha certezze.
            Ma siamo certi che questa immutabilità, anche di fronte a evidenti modifiche del messaggio originale, sia nei disegni di Dio? O piuttosto è la paura, tutta umana (e non divina) di perdere seguito e potere, che trattiene dal correggere la rotta su questo come su altri argomenti ?
            Non è che la prima a non avere fede nel fatto che la Chiesa la porta Dio sia proprio la Chiesa stessa, e pertanto essa ritiene di dover mettere in atto strategie che ne mantengano la credibilità a scapito della verità ?
            La pace…

            Ora la domanda è : può una

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            • Mi permetto di intromettermi brevemente in questa discussione, ma ancora una volta i concetti utilizzati devono essere sempre “ripuliti” per permettere di esprimere un giudizio veritativo in seguito.

              (A) Ad esempio: non si crede nella Chiesa, si crede la Chiesa cioè si crede nella Sua testimonianza.
              Il credere nella testimonianza della Chiesa è un atto perfettamente ragionevole: qui occorrerebbe discettare sulla testimonianza, i suoi meccanismi e la sua logica e applicarla in seguito, per metterne in evidenza la razionalità, a quella della Chiesa.
              La fede cattolica si basa quindi sulla Testimonianza della Chiesa : punto e basta.
              Non c’è quindi nessuna fede cieca e assoluta nella Chiesa presso il cattolico normale, ben formato e la cui vita vive dello Spirito Santo.

              (B) Non capisco questa ossessione con il Sesto Comandamento che tu hai: va da se che l’adulterio è l’uso dei propri organi genitali fuori dal contesto matrimoniale nel quale trova il suo significato e fine. Un atto puro è un atto schietto, onesto, limpido, simile al fuoco (dal greco pyr) : impuro è dunque un atto falsato, disonesto, torbido: l’uso della genitalità nel quadro del matrimonio è sempre puro: fuori sempre impuro, oggettivamente. Anzi per Cristo addirittura l’intenzione di commettere atti impuri è già peccato di adulterio anche senza gli atti concreti.
              Ma il bello dell’insegnamento di Cristo è che il matrimonio tra uomo e donna è l’immagine del Regno di DIo e Lui stesso si dà completamente alla Chiesa, Sua Sposa, sulla Croce: riflettere sul matrimonio tra uomo e donna è riflettere sull’essenza stessa del regno di Dio.

              In Pace

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            • Ho poco tempo purtroppo ora mentelibera, ma ti lascio con una risposta secca che spero ti possa aprire un nuovo percorso di approfondimento filosofico. Il cattolicesimo si basa, esattamente come Simon ti ha scritto, sulla testimonianza.
              E questo, che tu chiami irrazionalità, è invece una delle uniche tre razionalità personali (ragione, esperienza, testimonianza). Perchè si aggiunge testimonianza? Perché le prime 2 razionalità, per essere comunicate (quindi renderle vive, REALI per gli altri, quindi reali in modo oggettivo e non per il solo soggetto che le pensa e vive) abbisognano di un atto di fede negli altri. La scienza stessa ha bisogno di fede nella testimonianza. E anche l’esperienza personale sensibile, la quale infatti è necessariamente incomunicabile nella sua totalità.

              Ti faccio un esempio su questo punto. Perché quello che senti è incomunicabile? Perché è impossibile pensare di riuscire a far comprendere PIENAMENTE e perfettamente quello che senti in questo momento in modo da farlo VIVERE NELLO STESSO MODO ad una persona che ti ascolta. La persona che ti ascolta si dovrà invece FIDARE nel pensare che quello che senti è quel moto d’animo che lui associa all’essere felice oppure alla tristezza più cupa (o alla malinconia o o o…). E tu devi fidarti che la persona abbia inteso quello che senti tu, ben sapendo che non potrà mai essere te. Non puoi mai compartire con qualcuno PERFETTAMENTE (cioè sotto tutti gli aspetti) quello che senti, quello che vedi, quello che pensi. Tutto è questione di fede.

              La faccenda ovviamente andrebbe approfondita.
              In filosofia si chiama “logica della testimonianza”.
              Al riguardo puoi trovare in italiano due ottimi libri. Il primo di Silli-Livi
              http://www.ibs.it/code/9788846505651/livi-antonio/logica-della-testimonianza.html
              L’altro di Navile
              http://www.cleup.it/La_logica_della_testimonianza.html
              il quale addirittura con questo libro vuole argomentare sulla necessità di innalzare tale logica (e dire logica significa dire razionalità!) a livello più alto possibile. Anzi, come dice lui: «I trattati di logica indicano la testimonianza come un supplemento indispensabile alle nostre conoscenze personali; questo non è abbastanza. Bisogna mostrarne l’intervento in tutti i nostri mezzi di conoscenza […]. Bisogna dunque indicarla, a parità di titolo con l’esperienza personale e la ragione, tra le fonti del sapere»

              Approfondimento qui: http://www.cleup.it/libri/pdf/FABRIZIANIINTRODUZIONE.pdf

              E’ tutto in discussione eh, mica è così semplice in filosofia. Ma una cosa è certa e assodata per tutti (tranne nichilisti assurdi e personalmente mai incontrati): la logica della testimonianza è razionalità pura. 😉

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            • I temi che solleva, caro mentelibera65 (a proposito, l’autoattribuzione di libertà non è meno temeraria dell’autoattribuzione di felicità), sono molti e di grande momento. Le precisazioni di Simon mi paiono “al punto”, ma la questione merita un’approfondimento in tutti i suoi aspetti (a partire dalla relazione strutturale fra trasmissione della fede e Chiesa, fino a giungere all’incontraddittorietà del depositum fidei nei secoli, e al suo asseveramento).

              Per quanto riguarda il 6° comandamento, ammetto che non rientra fra le mie ossessioni, ma segnalo che anche nella morale naturale o in quella propugnata da altre tradizioni sapienziali le pratiche sessuali non legate alla trasmissione consensuale (e inquadrata nel contesto di una relazione sponsale) della vita sono duramente condannate.

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      • Caro mentelibera, riguardo alla felicità, che chiamerei piuttosto eudaimonia , essa non è qualcosa di soggettivo, ma per ottenerla, viverla e condividerla bisogna sapere che anch’essa obbedisce a certe regole perfettamente oggettive.

        È molto semplice concettualmente: per essere felici bisogna essere chi si è. Un cane è felice quando mena una vita da cani, un passero quando mena una vita da passero, un’orchidea quando mena una vita di orchidea, un uomo quando mena una vita di uomo. Le malattie, le deformità fisiche e psichiche tutte impediscono, secondo la natura di ciascuno, ai cani, ai passeri, alle orchidee e agli uomini di essere pienamente felici, in quanto impediscono, per l’appunto il pieno realizzarsi della propria natura.
        Per l’essere umano, per giunta, c’è anche il male morale, la presenza di vizi che impediscono il raggiungimento della propria felicità.

        La felicità risiede quindi nell’essere quel che la propria natura ci dà di essere: essere un uomo vuol dire adorare Dio, vuol dire partecipare al bene comune, vuol dire agire con giustizia, temperanza, coraggio e prudenza, vuol dire vivere in perfetta armonia sui quattro piani fondamentali che costituiscono l’umano cioè quello spirituale, quello sociale, quello psichico e quello fisico.
        Il cammino verso la felicità è quindi un cammino perfettamente razionale che si posa su atti di volontà che sviluppano le virtù umane e lottano contro i vizi, permettendo cosi anche lo sviluppo delle virtù teologali.

        La Chiesa, la cui anima è lo Spirito Santo, ha la missione di fare in modo che tutti gli esseri umani intraprendano questo cammino di virtù verso la felicità, affinché ogni uomo possa lodare e adorare Dio, visto che questa è la sua finalità.

        Le indicazioni date dallo Spirito Santo stesso da 2000 anni all’umanità intera sono quindi eccellenti.
        In Pace

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        • Quindi Simon, tu sei felice ?
          P.S. mi dispiace tornare sul punto, ma mi piacere sapere se sei sposato e hai figli. Capisco che non sembrano domande stupide, ma le esperienze di vita non si leggono sui libri, neppure sulla bibbia. Si vivono.

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          • Onestamente? Sì, sono un uomo felice, ma anche un uomo che vuole essere ancora più felice e che già sa che lo sarà sempre di più. 🙂
            In Pace

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          • Fidati, se vuoi e se ti va mentelibera, fra tutti quelli che conosco (e come tutti conosco molta gente fra cui psicologi, psicoterapeuti, insegnanti, educatori, musicoterapeuti oltre che mamme, padri, nonni ecc) Simon è davvero il più titolato per fare certi discorsi. 😉

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          • Su ciò che debba intendersi con “felicità” bisognerebbe discutere a lungo, perché il rischio di cadere in equivoci è elevato. La definizione che ne ha proposta Simon – “essere chi si è” – mi pare, nella sua trama essenziale, pienamente sottoscrivibile, anche se si tratta poi di approfondire il senso di quell'”essere” e di quel “chi” (quando Simon spiega di voler essere “ancora più felice” fa riferimento, per esempio, a uno stato di felicità incompleto e a una realizzazione parziale del “chi”).

            La felicità è analogica almeno quanto l’essere aristotelico, può cioè dirsi in molti modi. Molte sono le improprie attribuzioni o autoattribuzioni di felicità e molte sono le forme di felicità illusoria o autoillusoria. Quella della cosiddetta “liberazione sessuale” è una di esse, ma potremmo menzionarne a decine, se non a centinaia o migliaia. Alle professioni di felicità, se devo essere sincero, credo assai poco. La piena felicità trascende la parola, e supera il bisogno di essere professata (pratica, quest’ultima, che i greci avevano tatticamente stigmatizzato come catalizzatore di φθόνος θεών).

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            • Ovviamente essere chi si è l’ho inteso nel senso di realizzare la propria natura integralmente: gli esempi circa cani e gatti sono, almeno spero, chiari abbastanza al soggetto.
              Il problema della piena felicità non è però risolvibile nella realtà di questo mondo, in quanto la nostra natura umana, essendo corrotta dal peccato originale, non può offrire tale pienezza neanche in potenza.
              Solo nel contesto di una natura ormai riscattata questo è ormai di nuovo possibile ma nel quadro escatologico dell’uomo nuovo, nel mondo nuovo, con cose nuove e universo nuovo.
              Però si può essere felici già adesso: il problema sarà sempre che tale felicità non essendo mai piena essa sarà come sbiadita da questa consapevolezza di impossibile pienezza: qui però la Speranza subentra come grazia stessa di Dio e ci fa già intravvedere quella piena felicità come un complemento alla nostra felicità attuale.
              Un cristiano è un uomo felice: anche quando soffre.
              In Pace

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            • …ed è più facile, se si vive in Svizzera 😉
              Scherzo, naturalmente. Anzi, caro Simon, posso approfittare di questo cantuccio per chiedere una tua opinione su un particolare aspetto del tuo paese? Ogni volta che mi capita di recarmici, dopo la prima ammirata, sinceramente ammirata, reazione di stima per la pulizia, il senso civico e l’organizzazione, mi capita immancabilmente di cogliere un singolare senso di vuoto, di vuoto spirituale. Una strana carenza di humanitas, una robusta, pervasiva, quasi violenta base di materialismo, proteso verso il capolinea ideale della narcosi edonistica. È qualcosa che si afferra nell’aria, qualcosa che ha a che fare – per rimanere al nostro tema – con l’infelicità. Quando gli partecipai queste impressioni, una volta un amico svizzero, che all’epoca dirigeva un noto giornale nazionale, rispose, con una battuta, che gli svizzeri la felicità ce l’hanno eccome, ma la tengono rinchiusa nelle banche. Mi pacerebbe conoscere il tuo punto di vista.

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            • Un mio superiore anglosassone decenni fa, quando mi scusai per avere l’ufficio a mio parere troppo disordinato, mi rispose che andava bene così e chiosò: “a (too) clean desk is the sign of a sick mind”.

              Ci sono due modi di ricercare la felicità come ci sono due modi di cercare l’equilibrio. (1) non muovendosi e centrandosi su sé stessi, (2) camminando, cioè rimanendo in un disequilibrio costante.
              Nel primo caso si ricava un Ersatz di felicità riposante ma limitata al proprio ombelico, e nel secondo caso una forma di felicità che si trova nell’alterità.

              La felicità dello svizzero è una forma di apatia al mondo esterno che, a volte, si va a visitare, ma ben contento di tornare a casa. È più vicina alla felicità del buddista che a quella del greco, dell’ebreo o del cristiano.
              La vedo così
              In Pace

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            • Grazie per la risposta, che mi fa scoprire di essere un po’ svizzero.

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  20. A Simon rispondo che, sulla Bibbia, Giobbe ha passato 2 capitoli a ringraziare Dio nella disgrazia, e almeno un decina di capitoli a maledirlo quando non ne poteva più (la famosa pazienza di Giobbe non esiste). Anche Giobbe era felice , e ha provato a restare tale nella disgrazia. Ma c’è sempre un punto oltre il quale non si riesce ad andare.
    In ogni caso sono felice per i felici, ma l’unica persona che non ha banalizzato le mie parole è “Navigare”. Per gli altri , in particolare Simon , si percepisce dal modo in cui mi si rivolge che ritiene che io sia un povero ignorante che non ha capito nulla della vita e di Dio.
    “O Dio, ti ringrazio
    che non sono come gli altri uomini,
    ladri, ingiusti, adùlteri,
    e neppure come questo pubblicano.
    Digiuno due volte la settimana
    e pago le decime di quanto possiedo.
    Il pubblicano invece, fermatosi a distanza,
    non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo,
    ma si batteva il petto dicendo:
    O Dio, abbi pietà di me peccatore.
    Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato,
    a differenza dell’altro,
    perché chi si esalta sarà umiliato
    e chi si umilia sarà esaltato».
    Buona Giornata.

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    • P.S. . ovviamente non sto augurando a Simon di fare la fine di Giobbe.. 🙂 .Era solo per stigmatizzare la certezza di restare sempre saldo nella fede e nella felicità .

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    • Caro Mentelibera: non dobbiamo avere la stessa versione del libro di Giobbe.
      Detto ciò è proprio azzeccato citare questo libro che è una meraviglia, ma leggendolo come la Chiesa ci dice di leggerlo.

      Ti assicuro che non ti considero un povero ignorante che non ha capito nulla della vita e di Dio: non capisco io come tu sia giunto a tale conclusione. Se è vero che considero che tu utilizzi concetti poco confacenti per descrivere il mondo reale, per me la causa del problema si trova nella società e nell’ambiente che tu frequenti e sono convinto che non ne porti colpa: attenti al PUPO!!! 😀

      Mi pare, invece, che sei tu pronto a giudicarmi senza conoscermi e a prestarmi sentimenti che non ho, affibbiandomi il ruolo di chi si giudica superiore agli altri: giudizio temerario il tuo in quanto niente sai della mia vita spirituale.

      Mi considero felice semplicemente perché ho vissuto e vivo la mia umanità maschile in tutte le sue dimensioni personali, familiari, sociali e spirituali, ma sono cosciente che ho avuto poco merito in questo quanto piuttosto molto demerito a causa delle mie debolezze e dei miei peccati: se non fosse stato per le persone che mi hanno amato a cominciare da Cristo stesso e la Santa Famiglia e il mio Angelo custode, la mia famiglia umana, i miei amici di sicuro sarei stato infelice.

      Comunque essere felici non vuol dire non soffrire, non essere angosciato, non essere a volte preoccupato: tutte queste cose sono affetti, sentimenti, sensazioni. La felicità non è né affetto, né sentimento, né sensazione: è uno stato dell’essere quando sa di essere al posto dove deve … essere.

      In Pace

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      • Simon, permettimi di dire che la tua è una umiltà ben sospetta. So riconoscere chi è umile davvero, se non altro perchè so riconoscere come a me l’umiltà manchi totalmente.
        Sull’ultima frase, io direi che una persona è felice quando sente di esserlo. Punto e basta.
        Se tu sei felice dove sei, buon per te. Consenti agli altri di cercare la propria felicità senza dover rendere conto a chi , non vivendo la tua stessa esperienza e non condividendo il tuo stesso modo di vivere l’essere cristiano, ha comunque i tuoi stessi diritti su questa terra, primo fra tutti quello di non essere giudicato.
        P.S. Sul sesto comandamento, dove vuoi convincermi che “adulterio” è sinonimo di “atti impuri”, percepisco fin da qui il fastidioso rumore delle tue unghie sullo specchio. L’onesta intellettuale, evidentemente, non rientrando nelle virtù teologali, non è una virtù che ti interessi.
        E’ molto meglio chi dice di credere la chiesa, senza altro eccepire, che chi si ostina a voler convincere gli altri che c’è un filo logico coerente in tutta la tortuosa storia della chiesa, dalle prime comunità al concilio V.II, passando per gli anti-papi, san francesco, l’inquisizione, la caccia alle streghe, le conversioni di massa e Madre Teresa di Calcutta.
        Passando per quelli che sono morti per Cristo e per quelli che hanno ucciso in nome di Cristo. Per quelli che sono state vittime e per quelli che invece sono stati carnefici. Per quelli che hanno subito violenze , e per quelli che hanno violentato corpo e mente degli altri, tenendo il crocefisso in mano.
        La trasformazione di credenze umane in indicazioni divine.
        Si vuole applicare il vangelo ? Lo si faccia ! A partire dal discorso della montagna, se veramente si ha fiducia nell’intervento di Dio nella vita di ognuno. Si faccia della povertà la vera arma della Chiesa, non altra.
        Invece queste pratiche selezionatorie dei peccati e degli obblighi, questo enorme azzeccagarbuglismo, non convincono più il mondo, ma soprattutto non convertono più nessuno, restando confinate ad un gruppo di eletti che non si sporcano le mani col mondo vero.
        La gente cerca la luce che illumini la propria vita, in una esperienza diretta di contatto con l’amore di Cristo. Non il giudizio che la stronchi, e nemmeno il sentire le proprie diversità come un peso imposto a loro, da sopportare con fatica laddove per altri invece viene naturale.
        Ricordati che se non c’è l’amore, non c’è niente (inno alla carità). Senza carità non c’è nulla, e nessun ragionamento fine ne osservanza totale della legge potrà mai garantirti la grazia.

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        • La felicità non è un sentimento soggettivo: è una realtà oggettiva. Che può indurre sentimenti, affetti e sensazioni positive, ma non li presuppone.
          Un momento di felicità particolarmente intenso , cioè un istante dove io so di essere al mio posto è tipicamente quando partecipo ad un festino con tutti i membri della mia famiglia, amici, conoscenti, ad esempio per un matrimonio o un battesimo: le discussioni possono anche essere banali, e puoi anche soffrire di qualche acciacco, ma contemplare tutto questo mondo e la consapevolezza di esserne stato la causa strumentale, spesso anche malgrado te, è sperimentare la felicità in modo molto concreto.
          Non per niente l’immagine del festino nuziale è un’immagine che appare sovente nell’insegnamento di Cristo per illustrare il regno dei Cieli.
          In Pace

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