Papa Francesco: Non si possono dissociare Dottrina e Pastorale

Ascoltiamolo

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I soliti siti e blogs tradi-protestanti che mai hanno smesso di calunniare, infangare, maledire il Santo Padre non cessano di essere sconfessati dai fatti, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno: fino a quando queste generazioni di lingue biforcute continueranno nella loro opera diabolica di volontaria divisione seminando loglio dei loro pettegolezzi malevoli e gratuitamente cattivi? Fino a quando il Signore li sopporterà?

Chi naviga un po’ anche per la tangente in quelle acque lì, li vedrà criticare il Santo Padre accusandolo di avere l’intenzione di separare la Dottrina dalla Pastorale, di sabotare il Santo Vangelo con pratiche mondane. Ebbene, ancora una volta la Realtà vince contro lo sparlare inquieto di chi si nutre di ideologie: durante un video-messaggio di ieri inviato al Congresso Internazionale di Teologia a Buenos Aires  e ripreso su Vatican Insider dal caro Dr. Tornielli il Santo Padre sconvolge radicalmente queste falsità.

Questo testo bellissimo e finissimo è, secondo me, tanto importante quanto la Laudato SÌ, sebbene in un altro campo in quanto tratta della relazione tra teologia, Magistero e realtà: e sì, il Santo Padre, come noi di Croce-Via ama relazionarsi alla realtà. Questo testo non solo mostra la profondità della calunnia degli ambienti tradi-protestanti nei riguardi di Papa Francesco, ma darà anche ai loro speculari compagni di lotta progressisti l’urticaria, in primis i teologi delle aree germaniche.

Nella Chiesa vige sempre l’et-et e mai l’aut-aut, ovviamente l’aut-aut è sempre lì per realtà che sono opposte, come il bene o il male, brutto o il bello, ma l’et-et è l’approccio virtuoso sempre preferito che fa sorgere da apparente contraddizione l’unità del mistero e sacramento che è l’essere. Così Cristo è Dio & Uomo, chi dice che è solo Dio (e.g. monofisiti) o solo Uomo (e.g. non davvero Dio come gli ariani) è un eretico, cioè qualcuno che sceglie tra due cose vere; Maria è Vergine & Madre; Dio è Giusto & Misericordioso; la Santa Messa è Pasto in Comune & Sacrificio; e così via di seguito.

Nel quadro di quest’ottica queste apparenti contraddizioni trovano la loro unità solo contemplando il Cristo stesso, perché solo in Lui esse trovano la loro vera chiave ermeneutica, che non è nella sola comprensione intellettuale, ma nel soffio dello Spirito Santo che ci dà la grazia di parteciparvi e di viverla. E questo mostra Papa Francesco in questo suo comunicato.

Per il Santo Padre, c’è la Chiesa Universale e ci sono le Chiese particolari, eppure c’è una sola Chiesa : “La cattolicità esige, chiede questa polarità in tensione tra il particolare e l’universale, tra l’uno e il molteplice, tra il semplice il complesso. Annullare questa tensione va contro la vita dello Spirito”

Papa Francesco valorizza completamente la Tradizione, dandone una descrizione corretta e magisteriale: “la Tradizione della Chiesa non è trasmissione di cose o di parole, una collezione di cose morte. La Tradizione è il fiume vivo che ci collega alle origini, il fiume vivo nel quale sempre le origini sono presenti. Il grande fiume che ci conduce al porto dell’eternità, che va irrigando terre diverse, va alimentando diverse geografie, sta facendo germinare il meglio da questa terra, il meglio da questa cultura. In questo modo, il Vangelo continua a incarnarsi in tutti gli angoli del mondo in modo sempre nuovo”. Anche qui l’equilibrio cattolico appare: la Tradizione è la sorgente, ma è anche quel che irriga le realtà particolari: non è solo un pacchetto in un mondo platonico ideale, e non è solo una realtà locale alla quale ci si deve adattare, ma è al contempo la sorgente e l’acqua che abbevera: et-et.

Fondamentale, anche a riguardo delle accuse fatte dai soliti tristi a Francesco di voler sconnettere la Dottrina dalla Pastorale e a riguardo dei vari Kasper e altri Marx, o pseudo-rappresentanti delle Chiese elvetiche e germaniche che vorrebbero questa sconnessione, questa è la risposta di Pietro: “Non sono poche le volte in cui si genera un’opposizione fra teologia e pastorale, come se fossero due realtà opposte, separate, che nulla hanno a che vedere l’una con l’altra. Non sono poche le volte in cui identifichiamo il dottrinale con il conservatore, retrogrado. E al contrario, pensiamo alla pastorale dal punto di vista dell’adattamento, della riduzione, dell’accomodamento. Come se non avessero niente a vedere tra di loro. In questo modo si genera una falsa opposizione tra i cosiddetti “pastoralisti” e “accademicisti”, quelli che stanno dalla parte del popolo e quelli che stanno dalla parte della dottrina [generando] una falsa opposizione tra la teologia e la pastorale; tra la riflessione credente e la vita credente; la vita, allora, non ha spazio per la riflessione e la riflessione non trova spazio nella vita. I grandi padri della Chiesa, Ireneo, Agostino, Basilio, Ambrogio – per nominarne alcuni – sono stati grandi teologi perché sono stati grandi pastori”.

Punto centrale per tutti noi amanti della Chiesa: Dottrina e Pastorale non sono slegati, sono uniti, sono le due facce della stessa realtà, il Kerygma che si presenta all’umanità intera. Chi vuol opporle in un modo o in un altro è un eretico nel proprio senso del termine: non si può scegliere, si devono prendere le due per essere pienamente cattolici. Non si può scegliere la giustizia e rigettare la misericordia, non si può amare la misericordia e odiare la giustizia.

E il Santo Padre indica anche come: “La dottrina non è un sistema chiuso, privata di dinamiche capaci di generare interrogativi, dubbi, questioni. Al contrario, la dottrina cristiana ha faccia, ha corpo, ha carne, si chiama Gesù Cristo ed è la sua Vita quella che viene offerta di generazione in generazione a tutti gli uomini e in tutti gli angoli della terra. Custodire la dottrina esige fedeltà a ciò che si è ricevuto e – allo stesso tempo – tenere conto dell’interlocutore, del suo destinatario, conoscerlo e amarlo. Questo incontro tra dottrina e pastorale non è opzionale, è costitutivo di una teologia che voglia essere ecclesiale”

Messaggio chiarissimo inviato a tutti gli estremisti, come coloro che, come nella Chiesa tedesca e svizzera, vorrebbero spaccare la Chiesa, spaccandone l’unità nello Spirito tra dottrina e pastorale.

Riferendosi al Sinodo sulla Famiglia , Papa Francesco pone questa bella riflessione che va da essere analizzata in profondità: “Per questo è importante domandarci: per chi stiamo pensando quando facciamo teologia? Quali persone abbiamo davanti a noi? Senza questo incontro, con la famiglia, con il popolo di Dio, la teologia corre il grande rischio di trasformarsi in ideologia. Non dimentichiamoci, è lo Spirito Santo nel popolo orante il soggetto della teologia. Una teologia che non nasca nel suo grembo, ha l’aspetto di una proposta che può essere bella, ma non è reale.

Quest’ultima frase che ho messo in grassetto e la sottolineatura della nozione di popolo orante è la chiave di tutto il discorso del Papa, il soggetto (tomista il Papa qui….) della teologia, cioè quel che “produce” la vera teologia e non blanda ideologia (liviano qui…) è lo Spirito Santo che agisce tramite il popolo orante: il popolo che prega, quello che vive dei sacramenti, quello che serve il prossimo suo, quello che si dona. Solo questo soggetto è capace di rendere la Tradizione fonte locale, hic et nunc, di una vera vita di fede che rifugge dal peccato e spera nella salvezza vivendo nella carità. Popolo orante, non popolo rivendicativo, non popolo che confonde il bene con il male, non popolo che vuole i disordini “benedetti”; ma Popolo Orante.

Interessante è anche citare che quasi al contempo il Card. Müller che è la voce ufficiale di Papa Francesco in materia di dottrina della Fede e di Morale così si esprimeva tre giorni fa a Regensburg: “Es geht nicht darum, die Offenbarung der Welt anzupassen, sondern die Welt für Gott zu gewinnen”

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica, Filosofia, teologia e apologetica

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6 replies

  1. Scusa Simon ma giudicando obbiettivamente il primo ad aver dissociato dottrina e pastorale è stato proprio papa Francesco.
    Infatti durante i papati di Pio IX, PIO X, PIO XI, PIO XII, GIOVanni XXIII, Paolo VI , Giovanni Paolo II, Benedetto XVI , avete mai sentito parlare di questa dicotomia fra dottrina e pastorale come sotto il papato di Francesco ?.
    ai tempi di Pio XII chi si sarebbe mai lamentato che “non si deve dissociare dottrina e pastorale”?
    Cioè papa fFrancesco ha creato il problema ( dissociare dottrina e pastorale) , un problema inedito , mai sentito e vissuto prima nei duemila anni di cattolicesimo, di cui mai si è parlato prima di papa Francesco perchè semplicemente il problema NON ESISTEVA.
    Dopo aver creato il problema , papa Francesco dice che non si deve dissociare dottrina e pastorale? proprio lui che ha cominciato a dissociarle?

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    • Non ci sto: la dissociazione è una realtà di fatto nella povera Chiesa del mio paese in Germania in Francia.
      Il Papa ha solo messo in evidenza il bubbone: a lui di sanarlo evitando uno scisma formale che si aggiungerebbe a quello materiale con queste realtà eretiche.
      In Pace

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  2. Caro Simon quello che tu ed altri non volete vedere (mettendo la testa sotto la terra come gli struzzi oppure facendo i pompieri) è che questo papato è DIVISIVO, non unitivo. Qusto papato è il PROBLEMA non la rioluzione dei problemi.
    Lungi da andare verso ‘ìunità, si va a velocità supersonica verso lo SCISMA.
    Questo non lo dico io , semplice fedele imbecille, ma il Card. Muller , Prefetto dell Dottrina della Fede:
    .
    http://www.lastampa.it/2015/09/05/blogs/san-pietro-e-dintorni/sinodo-mller-rischio-scisma-mjcfvqLvni1SNXKqt9nmDI/pagina.html

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    • Caro Giacomo,
      guarda che i primi ad aver parlato in assoluto di rischio di scisma se il Sinodo non fosse gestito bene è stato Croce-Via: primi in assoluto su tutto il web
      https://pellegrininellaverita.com/2013/12/13/attenzione-pericolo-di-scisma-in-vista/

      Mica abbiamo aspettato Müller, il Foglio o Tosatti a settembre 2015! Quello che costoro dicono oggi, compresa la citazione di Lutero, lo dicevamo nero su bianco due anni fa nel 2013: va a leggere e vedrai.

      E vi davamo esattamente la soluzione che si sta disegnando!

      Papa Francesco ha ereditato questa situazione de facto presente nella Chiesa cattolica: e vuoi sapere la data dello scisma materiale nella Chiesa europea? 1968, al rifiuto della Humanae Vitae del Beato Paolo VI.

      Il Papa Francesco sarà dichiarato un buon papa dagli storici della Chiesa se e solo se sarà riuscito a gestire questa crisi che cova da quattro decenni senza dire il suo nome: noi dobbiamo aiutarlo, non segarne le iniziative!
      In Pace

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