Sul pentirsi di non riuscire a pentirsi

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In una discussione coi Nipoti di Maritain, io Law e Minstrel abbiamo tentato di rispondere alla seguente domanda; il penitente deve confessare anche ciò che che, dopo una lunga riflessione, ritiene non essere peccato? La mia risposta, che mi fu consigliata illo tempore dal saggio domenicano Padre Angelo Bellon OP e’ stata un energico SI!!!!!

La coscienza dev’essere informata (dal Magistero), non e’ che ‘se a me appare giusto allora non lo confesso’ a sto’ punto non ha senso proprio confessarsi. Illo tempore, quando mi riavvicinai al cattolicesimo con tutte le storture progressivo protestantoidi del caso, mi fu consigliato di accusare i peccati, TUTTI, e spiegare al confessore le mie ‘riserve mentali’ ( io so che la Chiesa dice cosi’ ma io in coscienza penso e faccio  coli’) e lasciare fare allo Spirito Santo.

Che sul cuore ha ancora taaaaaanto da lavorare, ma almeno a livello ‘di testa’ qualcosa me l’ha chiarita. Per il resto, piu’ di duecentomila testi catto progressisti modello ‘ se sei fedele alla tua ragazza-o, non stupri o vai a prostitute, sei perfettamente OK e puoi sbafarti particole in quantita” (perche’ diciamocelo; nel 99% dei casi in cui si impugna ‘la- liberta’-di-coscienza-a-cui-brindare-prima-ancora-di-brindare-al-Papa di Newmaniana memoria, si dice coscienza ma si parla di quella particolare forma di coscienza che si trova nelle mutande) personalmente ho sempre tratto ottimi spunti di riflessione da una pagina del romanzo Il mondo, la carne e padre Smith di Bruce Marshall, nella quale un prete cattolico è intento ad ascoltare la confessione di un marinaio moribondo.

«“Figliolo”, disse, “son venuto a confessarti”. Il marinaio spalancò due occhi molto celesti, che, evidentemente ci misero un pezzetto a interpretare la sua presenza: ma quando ci furono arrivati, si fecero scuri e irosi. “Mi lasci in pace!” fece il vecchio, sollevandosi un po’ sul letto e poi ricadendo riverso. Il Padre Smith sorrise, stanco. […] “Figliolo, guarda che stai per morire: codeste arie di miscredente non ti serviranno più, ormai, per far bella figura con nessuno. Hai ancora poco tempo per acquistar meriti. Io sono il sacerdote di Dio e son qui a confessarti”. […] “è vero, Padre: n’ho fatte di tutti i colori; ma ormai è tardi”. “Non è mai tardi, finché s’ha fiato in corpo. è proprio qui che si manifesta la misericordia di Dio”. […] Fu subito evidente che il marinaio non praticava più la sua religione da anni. […] Poi cominciò a parlare al prete di tutte le belle donne che aveva conosciuto a Buenos Aires e a Hong Kong e disse che gli erano piaciute più quelle di Hong Kong […] ora che ci pensava, non gli dispiaceva affatto d’aver conosciuto queste donne, perché erano tutte così belle, e gli sarebbe piaciuto conoscerle un’altra volta se gliene fosse capitata l’occasione. Il Padre Smith disse che faceva molto male a pensare così, e che il Signore, la Madonna, san Giuseppe e tutti i santi erano molto più belli di tutte le prostitute cinesi messe insieme; ma questo, il vecchio marinaio lo mise in dubbio, e aggiunse che neppure ora gli dispiaceva d’aver conosciuto quelle donne. […] Il prete disse che non era questo il modo di parlare a Dio in punto di morte e che il marinaio avrebbe fatto meglio a pentirsi alla svelta dei suoi peccati se non voleva andare all’inferno e perdere Nostro Signore per sempre; ma quello rispose che mentre si pentiva d’aver lasciato così spesso i Sacramenti e di non aver amato di più Dio, non si pentiva affatto d’aver conosciuto tutte quelle donne, perché erano tutte così belle e alcune anche tanto buone. Disperato, il Padre Smith gli chiese allora se si pentiva di non pentirsi d’aver conosciuto tutte quelle donne, e il marinaio rispose di sì, che si pentiva di non pentirsi e sperava che Dio l’avrebbe capito. Al che il Padre Smith disse che credeva anche lui che Dio l’avrebbe capito, e dette al vecchio marinaio l’assoluzione dei suoi peccati».

Claudio Salvatore

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Categorie:Attualità cattolica, Risposte a critiche web

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35 replies

  1. E poi ci sono coloro che sono talmeeeeente pentiti, che proprio non riescono a capire come Dio li possa perdonare (o aver perdonato) e così continuano a macerarsi lo spirito, perché loro stessi non si perdonano e scambiano la loro, da loro stessi supposta, contrizione, per grande atto di umiltà e riprovazione del male, mentre il più delle volte solo di orgoglio spirituale si tratta!

    Giacché segno di umiltà è anche accettare che qualcuno ti perdoni… 😉

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    • Questo è il problema del giansenismo che non è stato ancora pienamente espurgato dalla Chiesa.
      Infatti, secondo me, possiamo riassumere le critiche di coloro che non accettano facilmente gli insegnamenti sulla Misericordia di Papa Francesco, come causate da sentori di giansenismo persistente.
      Lo scrupolo è peccato e come ben dici peccato di orgoglio e della peggior specie di orgoglio in quanto nascosto ipocritamente sotto una finta coltre di umiltà.
      In Pace

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  2. E’ quello che io dico a mio fratello!

    Mio fratello è un “divorziato-risposato”, posto che questa espressione abbia un senso. Mio fratello è tra quelli che pretenderebbero che la chiesa riconoscesse ad un fedele, tradito ed abbandonato (senza colpa) dal proprio coniuge, la possibilità di risposarsi. Io sempre gli ho fatto presente che si trova in una situazione di peccato mortale, ma lui replica che la sua coscienza lo assolve. Al che io ribatto che lui deve seguire l’insegnamento della chiesa cattolica e prendere atto di trovarsi in una situazione di peccato mortale; se non riesce a correggere la propria condotta, cioè a lasciare la seconda moglie (con cui non ha figli), almeno si dispiaccia di questo fatto e rinunci a sostenere, contro l’insegnamento della chiesa, che la sua sia una situazione lecita. Niente, egli insiste di non avere niente di cui pentirsi e di essere solo una vittima del tradimento ed abbandono della moglie, pertanto di non avere niente di cui pentirsi.

    Penso che mio fratello, se non troverà il modo di rinunciare al suo peccato prima di morire, rischia seriamente di andare all’inferno. Di fronte alla propria fragilità occorrerebbe, almeno, l’onestà di riconoscere di essere miseri peccatori. Invece c’è chi pretenderebbe pure la benedizione del proprio peccato.

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    • @fra’

      è facile spaccare il capello in quattro con la affilata lama della legge (che di per sé neppure è da mettere in discussione…). Bisogna trovarcisi in certe situazioni… Come pure domandarsi “Io sono certo mi comporterei in modo diverso?” altrettanto facile sarebbe dire: “certamente!”

      E’ un cammino lungo, faticoso e non facile, quello per arrivare a ricredersi sul fatto di non avere colpe nella situazione simile a quella di tuo fratello… che a ben guardare non è neppure così netta, giacché perché la “colpa” ti possa essere completamente “addebitata”, è necessario scegliere il male o il peccato nell’esercizio della più completa libertà (materia grave, coscienza della stessa e libero consenso).

      L’abbandono da parte di sua moglie (la sua UNICA moglie), lo ha posto in una situazione di debolezza e di non-completa libertà (seppure il suo libero arbitrio non è certo del tutto annullato)… e questo Dio lo sa bene.
      Temi pure per la sua anima (e sono certo farai di TUTTO e offrirai di TUTTO – oltre a richiamarlo), ma attento a non presumere del giudizio di Dio, come anche a presentargli un Dio (e una Chiesa) che SOLO pretende da lui qualcosa.
      Se il suo cuore non viene riempito di un bene maggiore, difficilmente lascerà (lui come molti e molti di noi forse) lascerà quel “bene” a cui si aggrappa nei sentimenti per un’altra donna.

      Scrivo questo su di un piano puramente umano, psicologico e per i risvolti spirituali che ne conseguono e come riflessione personale.
      Non giustifico il peccato in quanto tale, non auspico alcun cambio di dottrina o altro e lo preciso per evitare l’aprirsi di polemiche sterili e inutili su piani diversi, che non sono una novità nei nostri scambi.

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    • La sola cosa che puoi dire in foro esterno caro fra’Centanni è che tuo fratello non vive eroicamente le virtù cristiane e che, quindi, nello stato attuale delle cose non sarà un santo da canonizzare e proporre come esempio di vita ai cristiani.

      Però vedrei per te 😉 un’unica occasione di vivere eroicamente la virtù dell’accoglienza e della sopportazione delle persone moleste: hai lì con tuo fratello una periferia esistenziale sottomano di prima scelta come le ama Papa Francesco. Mi sa che farai un bellissimo lavoro su di lui, lavorando su di te senza rompergli la testa con cose che lui sa benissimo ma accettandolo quale è con la sua seconda moglie: se Dio ha permesso questa trave nella vita di tuo fratello è perché la può portare, ma il come la deve portare lascia la decisione a lui ché non mi sembra essere un minorato intellettualmente.

      È chiaro che lui non è nell’umiltà e nell’obbedienza e questo è più grave ancora che la situazione matrimoniale nella quale si trova: non ti rimane che fare sforzi accresciuti te stesso nell’umiltà e l’obbedienza e offrirne la difficoltà all’intenzione di questo tuo fratello che ne è incosciente. Ad esempio evitando di criticare Papa Francesco ma cercando sempre di leggere quel che ci insegna positivamente anche quando a volte per te difficile: sono sicuro che questi sforzi tuoi personali si rifletteranno su tuo fratello e la sua obbedienza a quel che la Chiesa insegna anche se non gli piace.

      Spero che questo commentino ti sarà utile come primo spunto di riflessione.
      In Pace

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      • E visto che tu stesso Simon hai richiamato su alti temi all’uso corretto delle parole e del loro senso profondo, in questo caso non c’è una “seconda moglie”… almeno non stando nel contesto in cui ci confrontiamo e ricordando le parole del Maestro alla Samaritana al pozzo:

        Le disse: «Va’ a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene “non ho marito”; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

        Parole dette come sappiamo, non per giudicarla, ma per metterla nella verità. 😉

        Tornando al caso specifico, ma come paradigma di tanti altri, la persona che vive accanto al nostro parente divorziato/a, sia accettata appunto come “persona” (come è giusto che sia…) non tanto come 2a / 3a / 4a moglie-marito, cosa che NON è…
        Per quanto so bene per esperienza, quanto sia difficile vivere e comunicare questa differenza, come pure comprendere quale sia il giusto atteggiamento pratico, ma anche qui il discernimento non può che venire dallo Spirito a cui chiedere aiuto.

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    • gira il nostro bloggherello al fratello. Per quanto riguarda Morales..che vuoi riflettere? Manco e’ cattolico (venera la Pachamama) ed ha palesemente un PESSIMo gusto in tema di regali…gli sarebbe andato peggio con S. Giovanni Paolo II, probabilmente gliel’avrebbe dato direttamente in testa….

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    • Ecco il mio eloquentissimo contributo:

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      • Una cosa è certa Law… su quella falce e su quel martello, Cristo e tanti, tantissimi Cristiani, in croce ci sono finiti per davvero!

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        • Non giochiamo con le parole, Bariom. E’ certamente vero che il comunismo ha ucciso chissà quanti milioni di cristiani, ma questo non è un buon motivo per ricavarne un simbolo catto-comunista. Cosa diresti se un politico esponente dell’estrema destra (tipo “alba dorata” in Grecia) regalasse al papa una svastica con sopra il Cristo crocifisso? Non ti darebbe fastidio che il papa accettasse una svastica come croce di Cristo?

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          • @fra’

            tu hai questo strano carisma di aprire (quasi sempre) un tuo commento o una risposta con un “attacco”…
            “Non giochiamo con le parole, Bariom.”

            E chi gioca? il mio è forse un gioco di parole fuori luogo?

            E secondo te il Papa doveva prendere l’oggetto incriminato e darlo in testa all’offerente? O quanto meno mostrare sdegno? (questo temo sarebbe stato il TUO comportamento)

            Apri poi un po’ la mente… quando si tratta di simbolismi (ed è chiaro che l’oggetto X ne contiene) molteplici sono le chiavi di lettura… compreso quello che interpreti come mio gioco di parole.
            Se il simbolo significasse “anche sull’emblema del Comunismo REGNA, SVETTA (quel che ti pare) la CROCE di CRISTO!” sarebbe forse un simbolismo rigettabile?

            Ciao

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            • Caro Bariom stai difendendo l’indifendibile. Come stanno facendo, imbarazzati, Padre Lombardi ed altri pompieri non accorgendosi di contraddirsi . Se infatti si dice che Bergoglio ha fatto la faccia scura quando ha visto l’orribile e blasfemo crocifisso falce e martello, e si è affrettato a togliersi dal collo l’uguale collana messagli da Morales, allora vuol dire che il dono è orribile e blasfemo , allora non si può dall’altra parte dimostrare che il crocifisso falce e martello è un simbolo cristiano , è stato progettato dal padre gesuita ecc. ecc , che è un segno di dialogo ecc.ecc .
              assurdità! Io trovo che è una grave mancanza di rispetto per i milioni di morti cristiani fatti dalla “falce e martello”. Milioni di morti ,di torturati per quel simbolo.. !
              Papa Francesco che disse che avrebbe dato un pugno a chi offendeva sua madre, questa volta che hanno offeso ben più di sua madre, hanno offeso DIO, si è limitato a fare una faccia imbarazzata.
              Ciò vuol dire che è solo chiacchere e distintivo.
              suppongo che quando va negli Stati Uniti da Obama e magari gli verrà offerto un Gesù col grembiulino la squadra e il compasso , accetterà anche quello, no? Per amor di “dialogo”

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              • Caro Giacomo io non sto difendendo un bel nulla!
                (che sia indifendibile o meno la questione lo lascio giudicare ai censori dell’altrui comportamento e specificatamente puntualmente quello del Santo Padre)

                Semmai ho difeso il mio avere fatto una semplice “battuta” (ma non vorrei definirla tale trattandosi di Cristo e del martirio di tanti Cristiani) ed essere prontamente redarguito da chi ha sollevato la cosa e che è certamente più in sintonia con te che con me.

                Per cui, per quanto mi riguarda chiudo qui lo scambio che nel merito PER NULLA mi appassiona.

                Ti saluto.

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      • «Taluni “pompieri” – più papalini del Papa – oggi – di fronte alla figuraccia – che tale rimarrà – stanno diffondendo la voce che Papa Francesco, davanti alla falce e martello col Cristo crocifisso, abbia risposto obiettando : “No está bien eso” ( questo non va bene).
        Tale versione è smentita dal video dove si vede che il Papa accetta il dono (del resto porta quella stessa immagine blasfema nel medaglione che ha al collo). Invece le parole del Santo Padre sono state (come spiega il Corriere della Sera) «no lo savia, eso», non lo sapevo.
        A cosa si riferivano?
        Cos’è che non sapeva?
        A cosa annuisce con un sorriso?
        Ciò che Morales gli stava spiegando, ovvero che quel crocifisso con falce e martello fu disegnato proprio dal suo Confratello Gesuita Luis Espinal, che fu ucciso nel 1980 dai paramilitari e sulla cui tomba, a La Paz, il Santo Padre si era appena recato per rendere omaggio come si fa alla tomba di un martire.
        Lo stesso Padre Lombardi, sia pure a mezza bocca, ha confermato: “non lo sapevo neanche io”. Sono stati i gesuiti boliviani a spiegargli che il disegno è dovuto proprio a padre Espinal.

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  3. Cerco di aprire un fronte di discussione: questa storia de “la coscienza assolve” (e dunque, in ultima istanza, salva), non è uno dei pilastri dello gnostico?

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    • Cosa vuoi dire? Non capisco.

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      • Vuol dire che Law sta cercando di tornare IT. E che gli OT sul soprammobile regalato al Papa dall’esperto – in savoir faire e diplomazia internazionale – Morales sono un tantino noiosi.

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      • Beh lo gnosticismo è una delle forme di pensiero in netto contrasto con il cattolicesimo, invitavo qualcuno che ne sa più di me a raccontarci qualcosa al riguardo.
        Ma soprattutto notavo come diversi sedicenti cattolici compiano deliberatamente l’errore indicato senza domandarsi neanche se sia compatibile o meno con il loro essere cristiani.

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      • Cara trinity, se l’OT è noioso, tu ignoralo! Non mi sembra difficile…

        Caro Law, non capisco a chi ti riferisci quando parli di “sedicenti cattolici”, oltre a darmi fastidio il parlare di “sedicenti cattolici”. Se uno dice di essere cattolico, io lo prendo sul serio e non mi azzardo a metterlo subito fuori dalla porta (del cattolicesimo). Casomai, se dice sciocchezze, lo correggo.

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  4. Grazie per questa nuova bellissima perla di spiritualità… pastorale-tradizionale!

    In merito al compagno Evo, vi propongo di prendere il suo gesto così come l’hanno fatto alcuni su twitter, ispirati dal sano umorismo di San Filippo Neri: si tratta in realtà di un omaggio ai martiri del comunismo!!!

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  5. Quando si dice “trasformare il male in bene”…..
    O, per i più prosaici e appassionati di strategia: mossa astutissima!
    E che non mi si venga più a dire che questo Papa non sa fare il Papa 😉
    Già pre-sento che qualcuno allora dirà che sono stati i cervelli vaticani ad ideare la mossa. In quel caso, vorrà comunque dire che Papa Francesco di concerto col retrobottega vaticano …funziona benissimo 😀

    http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-sudamerica-42284/
    Il Papa lascia in Bolivia gli “omaggi” di Evo Morales.

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    • Òh, c’è anche Parolin con lui 😀
      (scherzo… è che il nome è così spiccatamente veneto e così evocativo. C’era anche una vecchissima barzelletta veneta, che girava anni fa, su un personaggio accanto ad un papa dal nome “Sgobin” ahahah. Scusate)

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    • http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/la-croce-di-espinal.aspx
      e questa parrebbe essere l’origine dell’oggetto. Furbo Morales ad approfittarne. In Bolivia rimane il medaglione (però Vatican Insider non ci dice che fine ha fatto il crocifisso, a ben leggere, e neanche RV).
      Che dire? tra Europa e America Latina c’è di mezzo l’oceano, teniamolo a mente. Ed è abbastanza comprensibile che ad alcuni di quelli della mia generazione, quelli che hanno visto i carri armati sovietici a Praga, abbia fatto l’effetto di un pugno nello stomaco.
      Comunque, a proposito di quelli che dicono che non sa fare il Papa: penso che il Papa sia il primo a ritenere di non saper “fare” il Papa. Altrimenti perché chiderebbe sempre di pregare per lui peccatore? Prendere atto tutti di non saper “fare” il politico, il giornalista, …il cristiano?

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  6. @Law
    Gnosi è un maremagnum. Ovviamente non parliamo di Valentiniano. E nemmeno della corrente esoterica che in mille rivoli ancora sopravvive, ma ho l’ impressione abbia molto a che fare con un misto di pseudocultura, ignoranza e disagio psichico (vedi gli studi della compianta Gatto Trocchi).
    Eric Voeglin ha trattato il tema identificando in alcune correnti del pensiero moderno forme di gnosi (Il mito del mondo nuovo). Non ho il testo sotto mano, però l’ipotesi è molto interessante.
    Comunque, a me pare che, a prescindere dai concreti e particolari fenomeni storici, si possa qualificare come gnosi un atteggiamento che affida ad una elite ritenuta depositaria di una conoscenza di ordine superiore (non necessariamente misteriosofica, anche filosofica o, ai nostri giorni, tecnico scientifica) il compito di guidare l’ umanità verso il “mondo nuovo”.
    Ovviamente, chi si ritenesse far parte di tale eletta schiera manco prenderebbe in considerazione l’obbedienza al Magistero in materia morale, quando contrastasse con la propria “scienza”.
    Ma questo è un atteggiamento comune anche al contemporaneo relativista, che spesso identifica ciò che più gli gira di fare con l’insindacabile (?) giudizio della sua ragione e/o coscienza (dove, ovviamente, di ragione e coscienza non ce n’è manco l’ombra). Da far rimpiangere Protagora e Nietzsche…siamo all’ultimo uomo, la pulce della terra, quello che tutto rimpicciolisce.

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  7. E se ci fosse qualcuno che ha letto De Lubac, in merito alla “posterità spirituale di Gioacchino da Fiore” magari potrebbe dirci cose interessanti.

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  8. Beh questi discorsi ricordano e si basano molto sulla paolina discriminazione della Legge, in chi della Legge poco ci ha capito, visto che chi ama Dio non può non seguire la Legge.
    Il problema del perdono è inerente , alla larga, alla salvezza dell’anima. I santi spesso si macerano per un nonnulla e nessuno gli ha mai detto giansenisti.

    Pentirsi di non pentirsi è poi un’impossibilità.Tendenzialmente e tecnicamente, spesso si confessano peccati che si è del tutto giustificati a compiere per sé stessi.
    Quando io sbrocco ad esempio, sò che non posso farlo solo perché Dio lo ha detto. Dentro di me rimango convintissimo della mia ragione ( dei fessi ) , ciònondimeno sò che Dio è Dio.
    Di consguenza il discorso finale tra il marinaro ed il pretume non ha molto senso, anzi, a me sembra alquanto scivoloso, a dirla tutta.

    “anche sull’emblema del Comunismo REGNA, SVETTA (quel che ti pare) la CROCE di CRISTO!” sarebbe forse un simbolismo rigettabile?”

    A questo punto costruiamo un altare di escrementi [censurato il resto, Daouda, un minimo di decoro! ndLaw]. Tu mi prenderai per provocatore, o per blasfemo io, perché uso un paragone orrendo, epperò dovresti prima di tutto renderti conto che un sacerdote , un battezzato, non è garanzia.
    I più nefandi uomini sono usciti dalla Chiesa di Cristo, perché fosse chiaro che non erano dei nostri dice Giovanni. La Chiesa di Cristo è inoltre l’istituzione più infiltrata dagli agenti di satana della storia.
    Inoltre i simboli hanno significati inequivocabili per quanto moltissimi e diversi riconducibili ad un simbolo stesso.
    Quella non è la croce di Cristo. Non giudico il Papa perché non ci ha sputato sopra, come ogni buon cristiano avrebbe dovuto fare in quel momento ( viva Papa Sisto V , er papa tosto, che nun la perdonò nemmanco a Cristo ) né mi preoccupo se deve badare alla folla ed alle telecamere.
    Io mi preoccupo perché nun se capisce se ci è o se ci fà.
    Ora ciò secondo alcuni è una grande strategia , che impegna l’umiltà del fedele innanzi al proprio pontefice. In realtà, il rischio è che il papa giochi con Dio. Perché è Dio che domina la storia , non i gesuitismi.

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